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  • E’ BIBLICO PER UN CRISTIANO USARE LEGITTIMA DIFESA PER SE E PER ALTRI?

    E’ BIBLICO PER UN CRISTIANO USARE LEGITTIMA DIFESA PER SE E PER ALTRI?

    Introduzione

    Molti nella chiesa pongono la domanda se sia appropriato per cristiani portare armi e se sia opportuno che un cristiano difenda la sua vita e o sia opportuno difendere la vita di altri con la forza letale?

    Molti cristiani optano essere obiettori di coscienza quando si tratta di armi e non credono affatto che sia mai opportuno per un cristiano uccidere un altro essere umano anche quando è in una situazione di vita o di morte per autodifesa.

    D’altra parte altri cristiani credono che sia appropriato difendersi, difendere i loro cari e persino il loro prossimo. Molti cristiani si uniscono alle forze armate mentre altri invece preferiscono non farlo perché, come abbiamo detto, credono che un credente non debba mai essere in alcun modo la causa della morte di un’altra persona.

    Capisco che questa è una nobile causa e un nobile pensiero, non è certo mai piacevole né una cosa leggera prendere  la vita di una persona in qualsiasi caso, ma la questione non è sempre così bianca e nera e anche quando non è un peccato uccidere una persona è sempre una cosa molto seria.

    Vogliamo però comprendere come Dio vede tutto questo, e quando è accettabile, secondo Dio terminare la vita di qualcuno? Lo è mai accettabile?

    Alla fine di questo studio saremo in grado di trarre le giuste conclusioni su ciò che Dio pensa sia giusto e accettabile e ciò che non lo è, anche se molti credenti con buone intenzioni credono sia sempre una cosa ingiusta.

    Dopo tutto, perché studiamo e leggiamo la Bibbia? Come credenti ci sono due ragioni principali per cui lo facciamo.

    Nonostante tutto dobbiamo partire dalla certezza che tutta la Bibbia è la parola di Dio. Se non cominciamo da questo fondamento allora non importa alla fine ciò che insegna la Bibbia.

    Inoltre non possiamo scegliere da noi ciò che vogliamo credere e che cosa preferiamo non credere secondo le nostre opinioni. Portare i nostri pregiudizi e le proprie opinioni al testo della Scrittura è costringerla a dire ciò che vogliamo noi e questo è in violazione della parola di Dio e del vero significato che Dio gli ha dato.

    Quindi noi studiamo e leggiamo la Bibbia perché vogliamo conoscere Dio prima di tutto e soprattutto. Non c’è altro modo per conoscere Dio se non conoscerlo come Egli veramente è, come si rivela se stesso nella sua parola rivelata. Non ci sono scorciatoie per conoscere Dio!

    Il secondo motivo per cui leggiamo e studiamo la Bibbia, si spera, è perché questo è il SOLO modo in cui Dio ci parla, il modo in cui Dio ci dà i modi giusti e le strade giuste per vivere in questo mondo. Fondamentalmente, è solo nella parola di Dio che conosciamo la Sua volontà rivelata per noi. È nella sua parola che sappiamo che cosa Dio fa e quello che farà e come vuole che viviamo la nostra vita.

    Se facciamo cose nel modo che Dio vuole saremo benedetti, se no, avremo problemi seri e pericolosi.

    Quindi la linea di fondo è questa, non importa cosa pensiamo o crediamo noi, non importa quale sia il nostro parere, dobbiamo venire a conoscenza e sapere cosa pensa e cosa desidera Dio, dobbiamo conoscere le opinioni di Dio e poi cambiare la nostra mente, le nostre opinioni in modo che corrispondano a quelle di Dio.

    In realtà una cosa che molti credenti probabilmente non sanno o non capiscono è che la parola usata nel Greco Nuovo Testamento per pentimento o ravvedimento è la parola metanoia la quale significa letteralmente cambiare la mente, cambiare idea o opinione.

    Quindi vediamo che l’essenziale e unico modo in cui possiamo effettivamente pentirci e ravvederci è cambiando le nostre menti in merito a ciò che pensiamo noi che sia giusto e per poi concordare con come e con ciò che pensa Dio, in altre parole come dice Paolo:

    Romani 12: 2 non siate conformi ai modi di questo mondo, ma siate trasformati dal rinnovamento della vostra mente.

    Conoscere Dio, conoscere la Sua volontà, conoscere la Sua mente e poi cambiare le nostre allineandole e accordandole con le Sue e questo sicuramente influenzerà il nostro modo di vivere, come pensiamo e quindi ci comporteremo come desidera Dio.

    Questo studio esamina quindi la visione biblica dell’autodifesa.

    Quando si parla di usare forza letale, dobbiamo ricordare che stiamo parlando di autodifesa definita come “proteggere la propria vita dalle azioni mortali degli altri”.

    L’autodifesa non è vendetta. L’autodifesa non è punizione di criminali, anche se spesso però si rivela esserla da sola.

    L’autodifesa consiste nel preservare la propria incolumità e la propria vita quando è minacciata da azioni di altre persone le quali minacciano di morte la nostra vita e quella di altri indifesi .

    Utilizzando forza potenzialmente letale in autodifesa, significa usare armi per proteggere noi stessi ed altri, anche se appunto le armi usate hanno il potenziale di uccidere l’aggressore.

    Come cristiani, vogliamo sapere come applicare la Bibbia alle attuali problematiche della società in cui viviamo. Gli USA sono un paese con circa 250 milioni di armi da fuoco e circa 300 milioni di abitanti.

    Inoltre, negli Stati Uniti si stima che i cittadini che rispettano la legge si difendono usando armi da fuoco circa da un milione a due milioni di volte all’anno.

    Ci sono come vedete moltissime armi da fuoco negli USA e se gli USA veramente avessero un problema di violenza per via di armi da fuoco vediamo che avrebbero un grande problema, ma in realtà non è così. Il problema che esiste non è da parte di chi porta armi legalmente e responsabilmente ma è con i criminali, loro sono i violenti, ma loro in effetti non potrebbero nemmeno portare le armi avendo una fedina penale.

    Questa situazione infatti fa sì che cittadini responsabili, onesti e senza record criminale possano usare armi per difendersi e le loro famiglie da coloro che in effetti non dovrebbero averle e le usano.

    Quindi, cosa dice la Bibbia delle armi attualmente utilizzate per autoprotezione?

    Come sempre, vogliamo che i nostri cuori e le nostre menti siano governate e informate dalla Scrittura non dalle nostre emozioni, non dalle nostre esperienze, e certamente non dal mondo.

    Le Scritture hanno molto da dire su questo argomento, quindi è rilevante e vale la pena esaminarle nella Chiesa.

    Questo studio sarà organizzato in cinque sezioni:

    Prima Sezione: L’obbligo biblico di preservare la vita.

    Seconda Sezione: La visione biblica dello spargimento di sangue e che cosa sia il senso di colpa del sangue.

    Terza Sezione: Passi che riguardano l’applicazione della forza letale in autodifesa.

    Quarta Sezione: Ciò che la Bibbia dice circa il possesso di armi e l’abilità nell’uso delle armi.

    Quinta Sezione, Le limitazioni e agli avvertimenti sull’autodifesa.

    L’Obbligo Biblico di Preservare la Vita

    Dio nella Sua parola richiede che noi preserviamo e difendiamo la vita di tutti. La Bibbia chiaramente insegna che dobbiamo preservare la vita e difendere la propria vita e la vita di altre persone.

    Infatti possiamo iniziare proprio nel Nuovo Testamento in una Scrittura particolare e completa.

    1Corinzi 6: 19-20 ci insegna che i nostri corpi non sono nostri. Invece i corpi del credente appartengono a Dio. Infatti, in un certo senso tutti i corpi umani appartengono a Dio perchè Dio ne è il creatore.

    Comunque i nostri corpi come credenti sono di Sua proprietà, Cristo ci ha acquistati e quindi non siamo autorizzati a maltrattarli, a distruggerli o trattarli come vogliamo, ne possiamo permettere ad altri di farlo:

    19 O non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, che avete da Dio? E non siete vostri; 20 poiché siete stati acquistati con un prezzo: glorificate Dio dunque nel vostro corpo.

    Non solo dobbiamo curare i nostri corpi in modo corretto e non sottometterli a pericolo ed abuso e quindi proteggere la vita in esso contenuta, ma abbiamo l’obbligo di preservare anche il corpo e la vita di altre persone.

    Tra l’altro quando molti pongono la domanda se sia lecito per un credente fumare, beh, la risposta è evidente da questo passo, no! Non si possono sottomettere i nostri corpi a cose che potenzialmente li danneggiano e ne possono causare la malattia e la morte. Almeno non  possiamo farlo volutamente e appositamente, è ovvio che ci sono cose nel mondo che sono nocive, per esempio l’inquinamento, ma non ci stiamo sottoponendo volontariamente a questa cosa, il che è diverso. Certo che questo ci pone difronte ad una grande responsabilità che è questa, siamo anche responsabili di non danneggiare l’ambiente per quanto sia possibile sicuramente non in modo negligente.

    Il Salmo 82: 4 dichiara l’obbligo di proteggere chi è in pericolo:

    Salmo 82: 4 Salva i deboli e i bisognosi; Liberali dalla mano dei malvagi.

    Questo è un comandamento, salvare è un imperativo, i deboli e bisognosi, liberali è un imperativo, dalle mani di chi? I malvagi!

    Prendiamo in considerazione anche Proverbi 24:11, questo passo comanda che abbiamo il dovere di preservare la vita delle persone innocenti e inermi le cui vite sono in pericolo.

    Proverbi 24:11 Libera quelli che sono trascinati verso la morte e trattieni quelli che sono portati al macello.

    Di nuovo, questi sono comandamenti imperativi, questo passo in nessun modo ci dà l’obbligo di salvare gli assassini dall’esecuzione della pena di morte, come alcuni effettivamente dedurrebbero dal testo. Qui si sta parlando di persone che sono impotenti e indifese non di assassini.

    Ecco perché ogni singolo cristiano deve essere pro-vita e anti-aborto in tutte le sue forme. Chi è più innocente e impotente dei bambini nel ventre della madre? Tuttavia questo non si ferma o è limitato ai bambini nel ventre ma è esteso a tutta la vita umana innocente e indifesa.

    Infatti il seguente versetto di Proverbi 24 che abbiamo appena letto afferma questo:

    Proverbi 24:12 Se tu dici: Ecco, non sapevamo; Non lo considera colui che conosce il cuore? E chi mantiene la tua anima non lo sa? E non renderà ad ogni uomo secondo le sue opere?

    Vedete? Non possiamo giocare la carta dell’ignoranza con Dio! Dio ci riterrà responsabili di ciò che abbiamo fatto riguardo a questo dovere che Dio comanda. Infatti questo ci porta a vedere un altro passo ben noto:

    Ezechiele 33:6 Ma se la sentinella vede la spada che arriva e non squilla la tromba, e il popolo non viene avvertito, e una spada viene e prende una persona da loro essa viene colta nella sua iniquità; Ma il suo sangue richiederò dalla mano della sentinella ».

    Quindi se sappiamo che il pericolo sta arrivando verso gli altri e non li avvertiamo del pericolo, siamo colpevoli del sangue delle vittime. Siamo noi responsabili, noi siamo i custodi dei nostri fratelli!

    Ciò non significa che possiamo rendere le persone sempre attente al nostro avviso.

    I seguenti versetti dicono anche che se la gente rifiuta di tenere conto degli avvertimenti , la sentinella non è colpevole se questi muoiono.

    Ci sono altri principi nella legge Mosaica che insegnano che se non proteggiamo attivamente la vita di altri, siamo colpevoli delle loro vite se questi muiono.

    Per esempio Deuteronomio 22: 8 insegna che se qualcuno cadeva da un tetto ed i proprietari non avevano installato una recinzione di sicurezza intorno al bordo, sarebbero stati responsabili della morte di quella persona. Questo è omicidio per via di negligenza! Questo significa che siamo responsabili di proteggere altri anche in questi modi, cioè di far si che noi non siamo responsabili della morte di persone innocenti.

    Allo stesso modo, in Esodo 21: 29-31, se un uomo aveva un bue tendente ad attacare la gente, il proprietario veniva ritenuto responsabile se non limitava il suo bue dal danneggiare o da uccidere altri. Se il bue danneggiava qualcuno, il proprietario negligente veniva penalizzato. Se il bue uccideva qualcuno, il proprietario negligente doveva essere messo a morte assieme al bue.

    Il principio non può essere dichiarato con più forza e chiarezza di così: siamo responsabili di proteggere la nostra vita e la vita degli altri.

    C’è anche un altro principio molto importante che dobbiamo guardare ora che abbiamo visto questi fatti ed è questo:

    Matteo 22: 37-39 Gesù gli disse: “Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente”. 38 Questo è il primo e grande comandamento. 39 E il secondo è simile: Ama il prossimo tuo come te stesso.

    Questo è un passo molto importante in quanto ci comanda di amare Dio soprattutto, di amarlo con tutto il nostro essere, ma il secondo comandamento che Gesù dichiara è come il primo, cioè dobbiamo amare il prossimo come noi stessi.

    Non è quindi affatto amorevole non difendere una persona da danni e pericoli e dalla morte  anche se il danno e il pericolo provengono da un’altra persona.

    È ovvio che basato su 1 Corinzi 6: 19-20, siamo tenuti a difendere e proteggere la vita, la nostra stessa vita in quanto appartiene a Dio e perciò se vogliamo amare il prossimo come noi stessi dobbiamo usare lo stesso principio che noi si utilizzerebbe per noi stessi. A meno che usiamo negligenza verso noi stessi allora non stiamo dimostrando amore nemmeno per noi stessi cosichè sarà improbabile che possiamo dimostrare vero amore per altri.

    Vediamo ad esempio il passaggio seguente:

    Romani 13: 9-10 Perciò, non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non portare false testimonianze, non concupire; E se esiste un altro comandamento, si comprende brevemente in questo proposito, vale a dire: Ama il tuo prossimo come te stesso. 10 L’amore non fa male al prossimo: perciò l’amore è l’adempimento della legge.

    Ora molti direbbero a questo punto: “vedi che il passo dice che non dobbiamo uccidere”, quindi come possiamo usare forza letale?

    Non sarebbe questo uccidere? Sì, usare forza letale è ovviamente uccidere qualcuno.

    C’è una grande distinzione però tra assassinare prendendo la vita di altri per ragioni ingiuste e criminali o per odio e uccidere una persona per preservare o difendere la nostra vita o la vita degli altri.

    Infatti la parola usata da Paolo qui è una traduzione della parola greca foneúseis che in Greco vuol dire omicidio, cioè assassinare e c’è una differenza tra l’omicidio e uccidere una persona per diverse ragioni, sebbene alcuni non sono sicuramente d’accordo con questa veduta.

    Questo è vero anche nella lingua ebraica quando leggiamo la legge dell’Antico Testamento:

    Esodo 20:13 Non ucciderai.

    La parola ebraica utilizzata qui per tradurre uccidere è la parola ratsach (raw-tsakh ‘), che significa in particolare omicidio:

    In conclusione a questa sezione esaminiamo un altro passo che mette le cose in una migliore prospettiva.

    Se vogliamo amare il nostro prossimo come noi stessi, dobbiamo quindi difenderli quando e se vengono attaccati, farlo significa che non siamo vigliacchi, se non lo facciamo agiamo come vigliacchi.

    Non possiamo nascondere la nostra vigliaccheria dietro la scusa che Dio non vuole che noi usiamo forza letale per difenderci, o difendere i nostri cari e il nostro prossimo.

    La Bibbia infatti condanna la codardia:

    Apocalisse 21:8 Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda».

    La parola codardi qui è in riferimento a persone che agiscono con timidezza, che vivono in uno stato di timore e non mostrano audacia e coraggio, in altre parole persone che sono troppo timorose per fare la cosa giusta in modo che lasciano che il male e il danno provengano e proliferino.

    Guardate ciò che dice la parola di Dio:

    Proverbi 28: 1 I malvagi fuggono quando nessuno persegue, ma i giusti sono audaci come un leone.

    Vedete? I malvagi fuggono, temono anche quando non c’è niente da temere, facendo così i malvagi prosperano, ma i giusti mostrano invece coraggio e audacia e così facendo il male non prolifera.

    2 Timoteo 1: 7 Perché Dio non ci ha dato uno spirito di timore; Ma di potere, di amore e di una mente sana.

    Senza dubbio molti di noi hanno sentito la famosa citazione di Edmond Burke che dice:

    “Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male è che uomini giusti non facciano nulla”. (Edmund Burke)

    Anche se non è una citazione direttamente biblica in effetti è in linea con la Scrittura perchè è proprio per quest che il male avanza e prolifera, questa codardia si è anche infiltrata nella chiesa così che per il timore dell’uomo non si confronta il peccato  nel mondo e nemmeno nella chiesa, così che il peccato entra e prolifera anche nella chiesa.

    Anche se Gesù ci chiama ad amare i nostri nemici e pregare per loro e trattarli con amore, non lo dice in violazione di tutti gli altri comandamenti e principi di Dio. La parola di Dio non si può contraddirre.

    Siamo sopratutto chiamati ad amarci l’un l’altro come Cristo ci ha amati e nessun amore più grande è che un uomo dia la sua vita per i suoi amici:

    Giovanni 15: 12-13 Questo è il mio comandamento, che vi amate l’un l’altro, come io vi ho amati.
    L’amore più grande non ha nessun uomo che questo, che un uomo riponga la sua vita per i suoi amici.

    1 Giovanni 3:16 Perciò noi percepiamo l’amore di Dio, perché ha dato la sua vita per noi e dobbiamo dare le nostre vite per i fratelli.

    Giovanni 13:34 Un nuovo comandamento vi do, che vi amate l’un l’altro; Come io vi ho amato, così anche voi amate l’un l’altro.

    Così, come vediamo tutto questo, oltre allo spirito delle Scritture riguardo a ciò che Gesù ci comanda qui, cioè che dobbiamo amare i nostri fratelli e la nostra famiglia sacrificamente al punto di negare noi stessi, questo ci comunica anche che, se necessario, dobbiamo effettivamente sacrificare la nostra vita fisica per proteggere o difendere la nostra famiglia, sia la nostra famiglia fisica che la nostra famiglia spirituale. Il nostro amore deve essere come il Suo che per salvarci ha dato volontariamente la Sua propria vita fisica.

    Per come mariti siamo chiamati ad amare le nostre mogli come Cristo ama la chiesa.

    Efesini 5: 25-30 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e si è dato per essa; 26 affinché egli santifichi e la lavasse con il lavaggio dell’acqua per mezzo della parola, 27 affinché egli la presentasse a se una gloriosa chiesa, non avendo macchia, né rughe, né simili; Ma che sia santa e senza macchia. 28 Perciò gli uomini amino le loro mogli come i loro corpi. Colui che ama la moglie ama se stesso. 29 Perché nessuno ha mai odiato la propria carne; Ma la nutre e se ne prende cura, come il Signore la chiesa. 30 Poiché siamo membri del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa.

    Come vediamo basandoci su ciò che Paolo dice qui, dobbiamo amare le nostre mogli come Cristo ama la chiesa, dandoci per loro è anche il comandamento che significa letteralmente sacrificare la nostra vita fisica per lei e  per altri fratelli, ama il tuo prossimo come te stesso si trova anche nel versetto 28.

    Che cosa ha a che fare questo con la legittima difesa? Tutto! Proprio perché abbiamo armi e siamo in grado di difendere  altri con le armi preclude diverse cose che abbiamo già visto prima, dobbiamo essere disposti a farlo e non essere codardi, in secondo luogo non significa che nel tentativo non possiamo essere feriti o addirittura essere uccisi nel processo.

    Tuttavia il comandamento è quello di difendere e preservare la vita e di porre la vita di altre persone innocenti anche al di sopra della nostra, e che in una situazione di autodifesa abbiamo da Dio il diritto e la responsabilità, e il dovere di tentare di difendere e preservare la nostra vita da un omicidio anche utilizzando forza letale.

    Esodo 2:11-12 In quei giorni, quando Mosè si era fatto grande, avvenne che egli uscì a trovare i suoi fratelli e notò i loro duri lavori; e vide un Egiziano che percuoteva un uomo ebreo, uno dei suoi fratelli. 12 Egli guardò di qua e di là e, visto che non c’era nessuno, uccise l’Egiziano e lo nascose poi nella sabbia.

    Questo è il più grande esempio possibile che abbiamo nella Scrittura che ci dice che si può difendere la vita dei nostri fratelli.

    Dio non ha mai rimproverato Mosè per averlo fatto né è mai stato menzionato nella Scrittura come qualcosa che Dio ha condannato.

    Andiamo avanti!

    La Visione Biblica del Versamento di Sangue Innocente e la Colpevolezza del Sangue Versato

    Quindi abbiamo visto chiaramente che abbiamo un obbligo biblico di proteggere la vita, la nostra e quella del prossimo.

    Vediamo ora la visione biblica del versamento di sangue innocente e della colpevolezza del sangue versato.

    Per molti credenti la dottrina del sangue e la colpevolezza del sangue innocente è un mistero. Perché?

    Perché quando esaminiamo questo argomento, entriamo in un’area che richiede un grande grado di ri-calibrazione culturale da parte nostra.

    Mentre leghiamo l’Antico e il Nuovo Testamento, è molto chiaro che il sangue, di animali e di esseri umani, ha un grande significato che non è riconosciuto o compreso nella cultura moderna americana e, della cultura occidentale.

    Dobbiamo perciò, come abbiamo già detto, adattare nuovamente la nostra percezione del significato e del valore del sangue in modo da adattarsi alla visione di Dio. Ricordiamoci che il nostro parere conta solo se e quando si allinea con l’opinione di Dio.

    Adesso esaminiamo alcuni brani molto rilevanti e importanti su questo argomento e contrastano con ciò che la nostra cultura pensa riguardo allo spargimento di sangue o come comprende la colpevolezza del sangue, che è molto limitata, addirittura mancante.

    Genesi 9: 5-6 Io chiederò certamente conto del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto ad ogni animale e all’uomo. Chiederò conto della vita dell’uomo alla mano di ogni fratello dell’uomo. 6 Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a sua immagine.

    Questo è un passo molto rilevante e molto importante nella materia di questo argomento. Dio ha dato queste parole a Noè dopo che Dio ha giudicato e distrutto tutta la vita sulla terra perché l’umanità era del tutto malvagia Genesi 6:5-7, e solo Noè e la sua famiglia immediata furono risparmiati dalla grazia e dalla misericordia e dalla scelta di Dio.

    Questo episodio accadde prima della legge mosaica. Molti invece pensano che questo è un pensiero obsoleto che oggi non si applica più all’umanità perché proviene dalla legge Mosaica. Tuttavia, non deriva affatto dalla legge mosaica.

    Tutto ciò che Dio dichiara qui lo ha fatto prima della legge ed è quindi un decreto eterno, in altre parole, fino a quando esiste l’umanità, come l’arcobaleno ne era un altro simbolo, questa dichiarazione è in atto oggi ed in realtà è al di sopra e al di là della legge mosaica.

    Dio dice qui che: se un uomo viene assassinato o ucciso in maniera colposa, premeditata e negligente, l’uomo o anche la bestia che ha causato la morte deve pagare con la propria vita.

    Dio dice qui infatti “richiederò la vita dell’uomo da parte dell’uomo”.

    Tra l’altro,questa dichiarazione è lo stabilimento della pena di morte da parte di Dio.

    L’omicidio o lo spargimento di sangue non è sempre un peccato che richiede la vita dell’uccisore, tuttavia, quando lo è secondo Dio, la pena è la pena di morte, una vita per una vita quindi è un concetto che precede la legge anche se poi lo vediamo meglio descritto in dettaglio nella legge di Mosè.

    Quello che Dio ci sta insegnando qui è che c’è una effettiva santità nel sangue. Perché?

    Due motivi:

    1) La vita è preziosa per Dio e la vita è nel sangue di una persona. Quando il sangue viene versato, si perde qualcosa di prezioso. Si potrebbe non pensare che il sangue sia prezioso, di solito tendiamo a considerare il sangue solo come un “fluido corporeo”. È però estremamente prezioso per Dio. Sappiamo che è prezioso però perché sappiamo che senza di esso non esiste la vita, senza di esso c’è solo morte.

    2) Un attacco all’uomo è un attacco all’immagine di Dio nell’uomo. A giudizio di Dio il sangue non è solo una cosa fisiologica, ma è un vero assalto alla Sua immagine divina. Perché l’omicidio è punito dalla morte? Dio dice perché è “Nell’immagine di Dio, Dio ha creato l’uomo”.

    Noi siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio e se la distruggiamo è un peccato grave contro Dio stesso.

    Sappiamo di più di come Dio vede il sangue osservando la vita di Davide. Davide è un uomo che amava Dio e che era amato da Dio. Dio lo ha elevato per difendere Israele. Dio ha mandato Davide a lottare fisicamente per difendere Israele.

    Quando Davide uccise Golia e Filistei nelle battaglie, questo fu al comando di Dio. Erano quasi tutte uccisioni giustificate.

    Ora, con quella comprensione, vediamo adesso alcuni passi:

    1 Cronache 28:3 “Ma Dio mi disse: Non costruirai una casa per il mio nome, perché sei stato un uomo di guerra ed hai versato sangue.

    1 Cronache 22:8 Ma la parola dell’Eterno venne a me, dicendo: Tu hai versato sangue abbondantemente e hai fatto grandi guerre; tu non costruirai una casa al mio nome, perché hai sparso molto sangue sulla terra .

    Davide voleva costruire un tempio per il Signore e questo è un buon desiderio. Eppure, a causa delle guerre in cui ha combattuto, e perché Davide aveva “sparso molto sangue sulla terra alla vista di Dio”. Davide uccise molti uomini dinanzi a Dio e questo lo squalificò da questo particolare servizio spirituale.

    Ma Davide non aveva obbedito a Dio per impegnarsi in queste guerre? Si! Davide non peccò nel versare questo sangue. Tuttavia lo spargimento di sangue è così significativo per Dio che Davide fu incapace di costruire il tempio di Dio.

    Uccidere qualcuno non è mai una cosa da prendere con leggerezza. La nostra cultura descrive casualmente l’omicdio e la morte, la televisione, i film e i videogiochi, sia in modo legittimo o illegittimo sono ritratte con una frequenza tale che la maggior parte delle persone sono relativamente desensibilizzate.

    Ricordiamo anche che Davide uccise Uria sebbene non lo abbia fatto con le proprie mani, ha cospirato di uccidere Uria, sapendo che Uria sarebbe morto sicuramente se fosse stato messo dove Davide disse di porlo

    2 Samuele 11:14-17.

    Sebbene Dio perdonò Davide per quel peccato in quanto gli risparmiò la vita 2 Samuele 12:13, la conseguenza fu gravissima e parte di essa fu che anche per quel sangue questa volta innocente, Davide non potè costruire il tempio di Dio.

    Ecco quindi la linea di fondo: Spargimento di sangue, cioè prendere la vita di un altro, è un grosso problema per Dio. La vita deve essere giustiziata dalla morte dell’uccisore quando uno prende ingiustamente la vita di un altro.

    Anche se qualcuno lo fa legittimamente è come se diventano “marcati” in un senso agli occhi di Dio. Non ho detto che siano colpevoli. Sto solo dicendo che Dio ha visto anche Davide un uomo bene amato da Lui, diversamente, perché Davide aveva ucciso molti uomini (anche se in maniera giusta secondo Dio).

    Il sangue deve avere lo stesso significato per noi. Non è mai una cosa leggera, anche se possiamo farlo legittimamente.

    La visione biblica dello spargimento di sangue tuttavia non finisce qui. Dobbiamo capire quale peso ha la dispersione, il versamento di sangue innocente.

    A tal fine dobbiamo vedere che cosa sia la colpevolezza del sangue.

    Dobbiamo capire una cosa importante, quando parliamo di sangue innocente, questo non significa che l’uomo è intrinsecamente innocente. La Scrittura chiaramente ci insegna che tutti senza eccezioni sono  peccatori e che nessuno è giusto, in realtà Dio vede tutta l’umanità come completamente malvagia e corrotta,
    Vedi Romani 3: 10-18.

    Siamo peccatori fin dalla nascita come dice Davide:

    Salmi 51: 5 Ecco, io sono stato in formato nell’iniquità; E nel peccato mia madre mi concepì.

    Così possiamo capire questo concetto chiaramente, cioè che nessuno è senza peccato e quindi senza colpa davanti a Dio, tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio Romani 3:23.

    A causa di Adamo tutti abbiamo peccato e siamo tutti ingiusti, Romani 5:12.

    Quindi come possiamo chiamare il sangue innocente, se nessuno è innocente? Dio decide di chiamarlo in questo modo non perché l’uomo è intrinsecamente innocente o senza peccato, ma perché in un vero senso Dio è l’unico che ha autorità sulla vita della gente, l’unico che ha il potere di dare vita o di prenderla.

    Adesso su questa affermazione si potrebbe sostenere che la gente quindi non ha mai il diritto di prendere una vita e quindi anche la difesa di sé o la pena di morte o la guerra non sono cose con cui Dio concorda.

    Ovviamente sappiamo che questo non è affatto vero poiché la Scrittura ci mostra chiaramente che in questi casi uccidere non solo è consentito ma previsto e giusto.

    Il sangue innocente è quando una persona viene uccisa senza un vero mandato da parte di Dio. Il sangue innocente è innocente quando l’omicidio è fatto a causa di odio, o quando l’omicidio è premeditato, colposo o persino uccidendo qualcuno in uno scatto di ira e in negligenza.

    Sangue innocente è quello di persone che non hanno commesso alcun errore agli occhi di Dio per meritare di essere giustiziati sia dalla giustizia umana o addirittura dall’ira divina di Dio visto che è Lui che determina di chi avrà misericordia e di chi no.

    Questo è il motivo per cui gli esseri umani più innocenti e indifesi sono i neonati nel grembo che vengono uccisi per ragioni peccaminose e egoiste, ma che in sé non hanno fatto alcuna cosa per meritare la pena di morte. Ecco perché questo tipo di omicidio è particolarmente odioso per Dio ed è un’abominazione agli occhi di Dio.

    Questi casi e per questi motivi è quando Dio vieta di uccidere una persona e perché lo chiama sangue innocente. Anche se una persona è peccatrice ed è ingiusta, è Dio che sceglie i Suoi parametri di giudizio sulla gente ed è Dio che imposta i suoi parametri di quando una persona è autorizzata prendere un’altra vita.

    Anche Dio ha dato alla giustizia umana la pena di morte ma anche questa deve essere rispettata dagli standard della giustizia di Dio.

    Ecco perché la vendetta appartiene solo a Dio e non a noi. La vendetta tra l’altro non è giustizia e non possiamo essere vendicativi. L’auto difesa non è vendetta, ma può essere considerata da Dio come una forma di giustizia.

    Pertanto, il sangue innocente non è innocente perché la persona non è peccatrice o perché una persona non ha alcun senso di colpa per essere considerato un peccatore,  perché in effetti tutti meritano di morire a causa dei loro peccati, ma il sangue è considerato innocente da Dio quando la persona non merita la morte  da una certa prerogativa divina, anche se sappiamo che il salario del peccato è la morte Romani 6:23, morte fisica e soprattutto morte spirituale.

    Dio parla di questo argomento nella Sua parola e dobbiamo capire molto bene questo concetto, perché culturalmente non possiamo comprendere perché culturalmente non ci sono state insegnate queste cose, anche nella chiesa non si insegnano queste cose e per questo molti arrivano a delle conclusioni sbagliate ed erronee riguardo a queste cose.

    L’omicidio premeditato di altri esseri umani è un peccato e l’omicidio anche in una condizione di ira è vietato. Tuttavia, come vedremo più avanti, la morte accidentale cioè prendere la vita di un altro è un peccato anche quando si tratta di negligenza.

    Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per evitare queste cose e stare il più lontano possibile da prendere la vita di un altro.

    Dopo aver dichiarato questo divieto, esaminiamo alcuni dei qualificatori a questo divieto.

    Nella Sua parola Dio dice:

    Levitico 24: 16-17 Chiunque bestemmia il nome del Signore sarà sicuramente messo a morte. Tutta la congregazione sicuramente lo lapiderà, lo straniero e colui che è nato nel paese. Quando blasferma il nome del Signore, sarà messo a morte. 17 Chiunque uccide un uomo, sarà sicuramente messo a morte.

    Il versetto 17 ci mostra che “uccidere” è un peccato e un crimine che richiede la pena capitale.

    “Uccidere” qui è come definito in precedenza.

    Ricordiamoci ancora che non tutte le uccisioni sono sbagliate. Nel versetto immediatamente precedente 16, c’erano momenti (come i giudizi civili) in cui “l’uccisione” era comandata e sanzionata.

    I bestemmiatori dovevano essere uccisi. Allo stesso modo, nel versetto 17 stesso viene comandato che

    “chiunque uccide un uomo sarà sicuramente messo a morte”.

    Vediamo qui i due qualificatori al comando “non ucciderai”.

    Abbiamo visto in precedenza negli esempi del bue e del tetto che, se uno causa la morte di qualcuno per loro negligenza, anche loro meritano la pena capitale.

    Quindi la pena di morte di un uomo per causa una di una morte negligente era effettivamente ammissibile.

    Esodo 21: 12-15, Numeri 35: 6-34 e Deuteronomio 19: 1-13 forniscono ulteriori qualifiche al divieto di uccidere. Qui il Signore si occupa di uccisione accidentale dove non esiste negligenza.

    Dio definisce l’uccisione accidentale in questo modo, nel Deuteronomio. 19: 4: “… chi uccide il suo prossimo involontariamente, non avendolo odiato nel passato …”. Dà anche un esempio: “come quando un uomo va nel bosco con il prossimo per tagliare legname e la sua mano oscilla un colpo con l’ascia per tagliare l’albero e la testa scivola dalla maniglia e colpisce il suo prossimo in modo che lui muore”.

    Questi passi stabiliscono l’istruzione di Dio per quanto riguarda le città di rifugio.

    Dio dice in questi passi che anche se una persona commette un omicidio non intenzionale, il che significa che se una persona ha ucciso casualmente qualcuno, non motivata da ira o odio, e non vi era stata alcuna negligenza, la vita comunque era a rischio di pena di morte ugualmente.

    La colpa veniva stabilita e la persona era ancora ritenuta colpevole di omicidio e poteva essere messa a morte dal vendicatore di sangue, ma c’era per questi casi un metodo di rifugio.

    Se una persona commetteva una uccisione accidentale, non vi era stata alcuna negligenza, non sarebbero messi a morte se fuggivano in una delle città di rifugio.

    Questo era come essere sotto arresto. Numeri 35:25 dice che se la persona vagava fuori dalla città di rifugio, poteva essere messa a morte se il vendicatore di sangue li trovava.

    La persona colpevole di uccisione accidentale doveva rimanere in una città di rifugio fino alla morte del sommo sacerdote. Dopo di che erano liberi di tornare in libertà.

    Tutto questo era anche un simbolo di Cristo, in cui, come la città di rifugio, dobbiamo rimanere rifugiati! Cristo è il sommo sacerdote la cui morte prende la nostra colpa e ci libera.

    Dio fece una disposizione misericordiosa, ma non ha rimosso il fatto che una persona era degna di morte anche per l’uccisione involontaria.

    Sono assolutamente vietati gli omicidi premeditati, intenzionali, nonché per passione e negligenza.

    Tali non avevano alcuna protezione nelle città di rifugio e dovevano essere consegnati e messi a morte (Esodo 21:14, Deuteronomio 19:11, Numeri 35:16).

    Fino ad ora vediamo che uccidere qualcuno per 1) odio, 2) negligenza, o 3) puro caso erano tutti sottoposti alla pena capitale. E secondo Dio sono sotto giudizio per omicidio e secondo Dio dovrebbero incorrere nella pena di morte anche oggi. Sì, sì lo so, adesso a molti diranno che Dio non supporta la pena di morte, come vedete sbagliate di grosso.

    Tuttavia, nel caso di un puro incidente senza negligenza, Dio aveva istituito una rete di città di rifugio che rendeva la disposizione misericordiosa per risparmiare la vita dell’omicida.

    Cosa è dunque la colpevolezza del sangue innocente secondo Dio? Per quali altri motivi Dio voleva che Israele odiasse il versamento di sangue innocente?

    Numeri 35: 30-34 Chi uccide una persona, l’omicida sarà messo a morte per bocca dei testimoni; ma un testimone solo non testimonierà contro alcuno per causarlo a morire. 31 Non prenderai nessuna soddisfazione per la vita di un assassino che è colpevole della morte; ma egli sarà messo a morte. 32 E non ti accontenterai di colui che è fuggito nella città di rifugio, per tornare a dimorare nel paese fino alla morte del sacerdote. 33 Così non contaminerete la terra in cui siete; perché il sangue contamina la terra e il paese non può essere purificato dal sangue versato in esso, ma dal sangue di colui che lo ha sparso. 34 Non dannare perciò il paese in cui abiterai, in cui abito, perché io l’Eterno dimora tra i figli d’Israele.

    Il sangue innocente che veniva o viene versato senza essere vendicato dalla giustizia umana inquina e contamina la terra dove è stato versato, e non c’è nulla, nemmeno oggi, che può espiare l’inquinamento della terra, tranne lo spargimento del sangue di chi lo ha versato.

    Molti pensano che con l’espiazione di Cristo questo non sia più valido in realtà non è così, come dice che anche allora non esisteva alcuna espiazione nemmeno nel sistema levitico che potreva espiare la colpevolezza del sangue versato.

    Ciò significa che anche oggi Dio richiede che gli assassini siano puniti con la pena capitale.

    Ricordiamoci che il mandato per la pena capitale è stato dato da Dio a Noè prima della legge ed è un mandato per tutta l’umanità e non solo per Israele.

    Questo è molto importante perché basandosi su questo, se l’uomo non obbedisce al mandato di pena capitale di Dio, Dio si prenderà cura di questo Lui stesso.

    Nel frattempo, però, dove non esiste una giustizia capitale, la terra è inquinata e il sangue versato sarà giudicato e vendicato da Dio giudicando quella terra ed i suoi abitanti e il suo governo perché non stanno applicando il tipo di giustizia che Dio vuole.

    Così come vediamo, il sangue innocente versato provoca colpevolezza e la colpa del sangue senza una vera giustizia, che è la pena capitale di coloro che versano il sangue, provoca l’inquinamento e la contaminazione della terra su cui viene sparso, causando la caduta del giudizio di Dio non solo sull’assassinio colpevole ma anche sul governo e sul paese in cui questo accade. Il giudizio di Dio sarà quasi sempre manifestato anche dall’aumento dell’omicidio in quella società.

    Questa situazione porta sempre più colpevolezza di sangue e causa ancor più spargimenti di sangue in quella terra come Dio disse a riguardo in:

    Ezechiele 35: 6-7 Perciò, come Io vivo, dice il Signore, l’Eterno, io ti preparerò per il sangue e il sangue ti perseguirà; Poiché non hai odiato il sangue, quindi il sangue ti perseguirà.

    Questa è una dichiarazione del giudizio di Dio su coloro che versano il sangue innocente e su una società che permette questo senza che la vera giustizia di Dio venga applicata.

    Possiamo accuratamente confermare questo fatto notando che nei paesi o negli stati dove la pena capitale non viene praticata per i relativi omicidi commessi in essa, il numero di omicidi e morte violenta aumenta sempre notevolmente.

    Passi del Vecchio Testamento sulla Forza Letale per Autodifesa

    Esodo 22: 2-3 “Se il ladro si trova a infrangere di notte e viene colpito in modo che muoia, non ci sarà colpa per il suo sangue” 3 “Se il sole è salito su di lui, ci sarà colpa per il suo sangue .

     

    Ci sono due casi qui. Nel primo caso, se qualcuno irrompe in una casa durante la notte e viene ucciso dal proprietario di casa, il proprietario di casa non è ritenuto colpevole di omicidio. Non merita la pena capitale. In quel caso la persona non aveva bisogno di fuggire in una città di rifugio per preservare la propria vita.

    La comprensione è che nel buio della se qualcuno invade una casa, questi non annunciano se sono lì solo per rubare. Al buio, non c’è modo di sapere se qualcuno sta venendo a rapire, a stuprare, a uccidere o se sono armati. Quindi una persona è senza colpa se il criminale viene ucciso in quella situazione.

    Il passo chiarisce che se un uomo viene di notte con l’intento di furto o peggio (stupro, omicidio, rapimento, ecc.), Il proprietario può difendersi con forza letale per impedire una commissione di delitto) .

    Nel secondo caso, dice “se il sole è già salito su di lui”, se uno uccide l’intruso, allora uno è colpevole del suo spargimento di sangue.

    La comprensione è che durante il giorno, c’è luce, si possono discernere le intenzioni dell’invasore domestico. Il crimine in questione è il furto (“se il ladro”). Non è legittimo uccidere qualcuno che sta semplicemente rubando senza che minacci la vita.

    Nella creazione delle leggi civili, vediamo anche qui che non tutti i crimini sono degni di morte.

    Durante il giorno, si presume che l’intenzione dell’intrusore possa essere compresa. Se è un ladro, non può essere ucciso solo per furto. Tuttavia, se l’intruso è lì per commettere un diverso reato o un assalto, omicidio, rapimento, stupro, ecc. Diverse leggi e regole si applicano.

    Anche se il crimine di furto non è degno della morte, il sequestro per esempio era degno della morte (Esodo 21:16, Deuteronomio 24: 7), così come l’omicidio.

    Matthew Henry scrive: “… se in il ladro fosse stato ucciso nel giorno, lui che l’ha ucciso deve essere responsabile, a meno che non sia nella difesa necessaria della propria vita … Noi dobbiamo Essere teneri della vita anche di uomini cattivi: il magistrato ci permette di ricorrere a noi stessi ma non dobbiamo mai vendicarci ».

    Vediamo ora due esempi di auto difesa della propria vita contro le minacce di assassini.

    Neemia 4: 8-23, in Neemia 4, gli Israeliti sono stati rimandati dall’esilio in Bbailonia a ricostruire Gerusalemme.

    Stavano ricostruendo la loro vita, nella loro terra con la sanzione del sovrano civile, re Artaxerxes. Questo non era uno scenario di guerra. Era più simile ad uno scenario di reintegrazione razziale in cui i razzisti volevano ucciderli.

    Pensate al KKK che oggi minaccia i cittadioni di razza nera o i terroristi islamici.

    Infatti questo è anche un esempio più rilevante per noi oggi. I terroristi che vogliono farci del male a causa della razza e della religione e del loro odio, sarebbero essenzialmente lo stesso esatto scenario dei giorni in questione nell’era di Neemia. Gli Ebrei erano circondati da persone che li odiavano e volevano ucciderli.

    Questi Ebrei erano cittadini, non soldati. Neemia 4:13 dice che le persone erano “persone delle famiglie” in città. Questi non erano soldati addestrati o ufficiali di polizia. Questo riguardava solo residenti e coloni, cittadini, non soldati professionali o agenti di polizia.

    Si noti che queste famiglie erano però armate, con “le loro spade, le loro lance e gli archi”. Questa è una situazione in cui sono disposti ad applicare forza letale per difendersi.

    Parliamo brevemente di spade, lance e archi. Spade e pugnali hanno ucciso Ehud, Amasa e ottanta sacerdoti. A lunga distanza sappiamo che gli archi e le fionde hanno ucciso uomini come Golia, Re Joram e Re Acab.

    Le lance uccisero uomini come Asahel, Absaolm, l’uomo israelitico e la donna midianitana e molti altri.

    Questi sono equivalenti alle pistole, i fucili che abbiamo oggi. Questi erano strumenti di forza letale. Infatti, a distanza ravvicinata, una spada può essere ancora più mortale di una pistola.

    Queste armi antiche sono mortali come le loro controparti moderne. Questo vola di fronte agli oppositori del secondo emendamento che affermano che le nostre armi oggi sono troppo pericolose e troppo letali e non sono come le vecchie armi.

    Si noti che gli Ebrei stavano portando queste armi per la difesa personale e per la difesa civile, e che si trattavano di “armi di assalto”, vale a dire, gli stessi tipi di armi che gli eserciti avrebbero usato per scopi offensivi. Perché armi di assalto? (perché quelle armi sono le armi più efficaci per difendersi)

    Perché non si debba utilizzare gli strumenti migliori disponibili per il compito a portata di mano?

    Contro chi si difendevano? Contro Il crimine di omicidio e razzismo. Crimine di odio.

    Stavano difendendo la loro vita e le loro case. Così come vediamo da questo principio biblico che sarebbe biblico anche per noi applicarlo oggi nella nostra società.

    Neemia 4:14 dice in modo specifico: “Combattete per i vostri fratelli, i vostri figli e figlie, le vostre mogli e le vostre case”.

    È bene e giusto difendere la nostra famiglia, anche usando armi da fuoco letali.

    Un’ultima osservazione di questo brano: per autodifesa, questi cittadini non hanno solo il possesso di armi, piuttosto, quando percepivano un rischio di danneggiare le loro persone, portarono le loro armi con loro, poiché molte persone anche oggi portano legalmente armi con loro anche per lo scopo di autoprotezione:

    Nehemia 4:17-18 Coloro che stavano ricostruendo il muro e coloro che portarono i fardelli, prendevano il loro carico con una mano lavoravano e l’altro deteneva un’arma. 18 Quanto ai costruttori, ognuno indossava la spada legata al fianco mentre costruiva, mentre il trombettista era vicino a me. … versetto 21 Così abbiamo portato avanti il ​​lavoro con la metà di quelli che tenevano le lance dall’alba fino a quando le stelle apparvero. … versetto 23 Così, io, miei fratelli, i miei servitori, né gli uomini della guardia che mi hanno seguito, nessuno di noi si è tolto i vestiti, ognuno ha preso la sua arma per andare a prendere l’acqua.

    Se si vive da qualche parte dove si ha ragione di essere preoccupati per la criminalità, questo sarebbe quindi simile e legale trasportare un’arma per difendere la nostra famiglia, anche quando si eseguono le operazioni quotidiane..

    Il passaggio finale del Vecchio Testamento che esamineremo ed è nel libro di Ester. Ester 8-9

    Qui abbiamo un esempio storico organizzato dalla Divina Provvidenza. In questo caso ancora, gli ebrei furono minacciati da violenza razziale e minaccia di sterminio.

    L’autorità civile, re Ahasuerus, concesse loro il permesso legale di usare forza letale in autodifesa:

    In Ester 8: 11-12 il re autorizzò gli ebrei che erano in ogni città a riunirsi e proteggere la loro vita – per distruggere, uccidere e annientare tutte le forze di qualsiasi popolo o provincia che assalisse loro, i loro bambini, donne, e saccheggiare i loro beni …

    Così ricevettero una sanzione legale da parte del re per “proteggere la loro vita” usando forza letale, come fanno anche oggi in gran parte i cittadini degli USA.

    Gli Ebrei avevano come i cristiani oggi hanno, l’obbligo di obbedire a Dio e non solo rimanere nelle leggi civili di Ahasuerus o nelle leggi civili degli USA o di qualsiasi altro paese. Cosa fecero gli ebrei di questa libertà legale?

    Ester 9: 1-5 i Giudei sovrastarono tutti coloro che li odiavano e volevano annientarli.

    Versetto 2 Gli ebrei si riunirono nelle loro città in tutte le province del re Ahasuerus per difendersi su coloro che cercavano di recare loro danno. E nessuno potè resistergli anche perché il timore di loro cadde su tutte le persone ….

    Versetto 5 Così gli ebrei sconfissero tutti i loro nemici col colpo della spada.

    Vediamo che gli furono concessi sanzioni legali per difendere la loro vita con forza letale, non hanno scelto la teoria della non violenza. Piuttosto, come dice il versetto 11, per “proteggere la propria vita”, usarono la “spada” (versetto 5).

    Ecco un altro esempio di un uso diffuso di armi in autodifesa, questo in uno scenario non di esecuzione non di guerra e non di giustizia.

    Passi del Nuovo Testamento sulla Forza Letale e l’Autodifesa

    A questo punto si può pensare che questo sia tutto relegato solo ai principi del Vecchio Testamento anche se sarebbe sufficiente.

    Comunque vogliamo vedere che cosa ci dice anche il Nuovo Tesatamento riguardo a questo.

    Possiamo comunque dire che nel Nuovo Testamento non ci sono episodi come nel Vecchio e quindi ci si potrebbe basare su ciò che c’è nell’Antico Testamento.

    Comunque ci sono alcuni passi del Nuovo Testamento che si occupano di forza letale e dell’autodifesa.

     

    Comprare e portare una spada

     

    Luca 22:35-39 Poi disse loro: «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca e senza sandali, vi è forse mancata qualche cosa?». Ed essi dissero: «Nessuna». 36 Disse loro dunque: «Ma ora chi ha una borsa la prenda con sé, e così pure una sacca; e chi non ha la spada venda la sua veste e ne compri una. 37 Poiché io vi dico che ciò che è scritto deve ancora essere adempiuto in me: “Ed egli è stato annoverato fra i malfattori”. Le cose infatti che sono scritte di me hanno il loro compimento». 38 Allora essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli disse loro: «Basta!».

    Ecco qui il contesto. Gesù e i suoi discepoli hanno appena celebrato la Pasqua assieme. Stanno per andare nel giardino di Getsemani per un momento di preghiera. Gesù dice queste parole ai Suoi discepoli, ed è come se stessero dicendo oggi: “Guarda quello che abbiamo con noi, Signore, due pistole!” Gesù gli risponde: “Basta”.

    Se leggiamo i commenti su questo passaggio, ci sono un certo numero di domande che non sono chiaramente risposte.

    Ci sono domande sull’applicabilità di questo passo, riguardo all’intenzione di Gesù e al significato della Sua risposta.

    Qualunque sia l’interpretazione di questo passo, ci sono alcune osservazioni di ampio spettro che possiamo fare a proposito.

    1) Gesù si aspettava che avessero spade e anticipò un tempo in cui quelli senza spade avrebbero bisogno di acquisirle.

    2) Tra undici discepoli, avevano due spade: questo è quasi un rapporto di 1: 5.

    3) Gesù si aspettava che portassero le spade sulla loro persona anche mentre si recavano dalla città al giardino per pregare.

    È difficile fare affermazioni assolute oltre queste osservazioni, ma le osservazioni stesse hanno un significato particolare.

    Vale a dire, tra quelli più vicini a Gesù, alcuni portavano armi personali in Sua presenza e con il Suo consenso.

    Non possiamo fare affermazioni assolute sulle ragioni, giuste o sbagliate, per il porto di queste armi.

    Forse era in attesa di problemi dalla giustizia ebraica. Forse erano per la protezione contro i semplici rapinatori.

    Paolo in 2 Corinzi 11:26 cita i “pericoli di ladri”. Anche se ci sono domande che non possiamo rispondere, sappiamo che i discepoli comunque possedevano queste armi e che portavano queste armi e che Gesù lo sapeva e conosceva e acconsentì.

    Inoltre, Gesù ha parlato anche di un tempo presente e un tempo futuro, quando i discepoli avrebbero bisogno di acquisire armi personali, anche più urgentemente di abiti.

    Certamente se Gesù voleva che avessero avuto la visione pacifista, non avrebbe mai detto loro di vendere un capo di abbigliamento per comprare una spada. Questo non avrebbe assolutamente alcun senso. Le spade in questione erano vere spade, come abbiamo detto sarebbero oggi le armi da fuoco come pistole.

    Ora tutti sanno che le spade erano usate per la difesa personale e non per tagliare il pane.

    Questo lascia l’unica altra opzione per cui Gesù dice loro di vendere un capo e di comprare una spada, deve essere per forza per la difesa di sé stessi.

    Nel Giardino di Gethsemane

    Il prossimo passo in cui seguiremo questi eventi. Gesù ed i discepoli sono nel giardino e le autorità vengono ad arrestare Gesù. Almeno due dei discepoli sono armati, con la conoscenza e il consenso di Gesù.

    Ecco la domanda: useranno la spada contro la moltitudine armata che veniva contro di Lui?

    Guardiamo i tre passaggi che raccontano questo evento.

    Luca 22: 49-53 Allora quelli attorno a Gesù, vedendo ciò che stava per accadere, gli dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». 50 E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio destro. 51 Ma Gesù, rispondendo, disse: «Lasciate, basta così». E, toccato l’orecchio di quell’uomo, lo guarì. 52 Poi Gesù disse ai capi dei sacerdoti, ai capitani del tempio e agli anziani che erano venuti contro di lui: «Siete usciti contro di me con spade e bastoni come contro un brigante? 53 Mentre ogni giorno io ero con voi nel tempio, voi non metteste mai le mani su di me; ma questa è la vostra ora e la potestà delle tenebre».

    Matteo 26: 51-56 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, stesa la mano, trasse fuori la sua spada e percosse il servo del sommo sacerdote, recidendogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che mettono mano alla spada, periranno di spada. 53 Pensi forse che io non potrei adesso pregare il Padre mio, perché mi mandi più di dodici legioni di angeli? 54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, le quali dicono che deve avvenire così?». 55 In quello stesso momento Gesù disse alle turbe: «Voi siete usciti a prendermi con spade e bastoni, come contro un brigante; eppure ogni giorno ero seduto in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e non mi avete preso. 56 Ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.

     

    Giovanni 18: 10-11 Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la sfoderò, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio destro; or quel servo si chiamava Malco. 11 Ma Gesù disse a Pietro: «Riponi la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?».

    In questi tre passi, si ha un senso di che cosa Gesù sta dicendo:

    “Anche se abbiamo il diritto di impiegare le nostre spade in difesa di questo arresto ingiusto, intendiamo mettere da parte il nostro diritto legittimo e mi permetto di essere arrestato senza resistenza”.

    Vediamo come si esprime in : “Signore colpiremo con la spada?” «Lasciate, basta così». questa è la vostra ora e la potestà delle tenebre».. “Metti via la spada … o pensi che non posso pregare mio padre … tutto questo è stato fatto che le Scritture … potrebbero essere soddisfatte”. “Metti via la tua spada nel fodero non berrò il calice che il Padre mi ha dato…”

     

    Perché Cristo dice a Pietro di mettere via la spada? :

    1) Cristo è pronto a deporre la Sua vita, anche se ha il diritto di usare la spada e legioni angeliche per liberarsi da questo arresto ingiusto (Luca 22:51, Giovanni 18:11).

    2) Coloro che sono pronti a ricorrere solo alla violenza moriranno per violenza (Matteo 26:52). Il Signore odia colui che “ama la violenza” (Salmo 11: 5).

    La spada non è sempre la risposta appropriata, soprattutto nella persecuzione per via Cristo.

    C’è una maggiore protezione che le armi, la presenza di Dio, ma questo è soprattutto in situazioni di persecuzione diretta o di offesa personale per via del Vangelo.

    Così come vediamo ci sono molti principi nel Vecchio e Nuovo Testamento che danno al credente il diritto e il dovere di proteggere la propria vita e la vita degli altri anche con l’uso della forza letale.

    Come abbiamo visto nel caso di Gesù, che in certi casi quando le autorità sono tiranniche e ingiuste possiamo avere da Dio diritti di impiegare la forza e resistendo con la forza.

    Possesso di Armi e Abilità con le Armi una Cosa Buona e Utile

     

     

    Dopo aver esaminato un certo numero di passaggi che si occupano di armi e di autodifesa, trascorriamo un po ‘di tempo a discutere della visione della Scrittura di possedere armi e di essere esperti nel loro uso.

    Utilizzo delle armi e delle abilità nell’uso delle armi sono spesso impiegate nella Scrittura, spesso vengono descritte come cose positive o desiderabili.

    Il potere del Signore è qualcosa di buono e spesso viene descritto usando termini marziali (Zechariah 9:14, Salmi 7:13, 18:14, 21:12, 64: 7, Abbakuk 3:11, Deuteronomio 32:42, 2 Samuele 22:15).

    Anche le Scritture sono una spada spirituale (Efesini 6:17, Ebrei 4:12). La parola di Dio è ritratta come una spada che esce dalla bocca di Cristo (Rivelazione 1:16, 2:16, 19:15).

    Il possesso di armi non è mai scoraggiato nella Scrittura. Infatti, in 1Samuele 13:19, è segnalato negativamente che in Israele non vi fossero trovate lance o spade per via dei Filistei:

    1 Samuele 13:19-22 19 Or in tutto il paese d’Israele non si trovava alcun fabbro, perché i Filistei dicevano: «Gli Ebrei non fabbrichino spade o lance». 20 Così tutti gl’Israeliti scendevano dai Filistei per affilare chi il suo vomero, chi la sua zappa, chi la sua scure, chi la sua vanga. 21 Il prezzo per l’affilatura era di un pim per le vanghe, per le zappe, per i tridenti, per le scuri e per aggiustare i pungoli. 22 Così, nel giorno della battaglia, non si trovava né spada né lancia in mano a tutta la gente che era con Saul e con Gionathan; ne avevano solamente Saul e Gionathan suo figlio.

    Questo episodio ci mostra come un’oppressione tirannica prima disarma le persone che opprime. Questo è il pericolo del controllo sulle armi dei cittadini, soprattutto quando è in contrasto con i diritti costituzionali. Ciò dimostra che tutti quei governi che disarmano i loro cittadini lo fanno per poi opprimerli e dominarli.

     

    Due versetti dai Salmi:

    Salmo 144: 1 Benedetto l’Eterno, la mia forza, che insegna le mie mani in guerra e le mie dita per combattere:

    Salmo 18:34 Insegna le mie mani per fare la guerra, affinché le mie braccia possano piegare un arco di bronzo

    L’abilità nell’utilizzo di armi qui sia letterali che / o metaforiche, sono rappresentate positivamente in questi versetti.

    Inoltre, abbiamo dei resoconti di Davide, non di un soldato, non di un ufficiale di polizia, ma di un giovane, che impiegava armi a distanza con abilità (con l’aiuto di Dio) contro orsi e leoni.

    Si tratta di un uso domestico di armi letali, non per uso militare. Le armi utilizzate dal giovane Davide non sono fionde da bambini. Erano abbastanza potenti da uccidere un orso e un leone – nella nostra società di oggi, stiamo parlando di un potente fucile nelle mani di qualcuno troppo giovane per essere nell’esercito.

    Potremmo essere tentati di pensare che per Davide fosse solo per occuparsi di animali che potevano minacciare le pecore, ma non sono gli esseri umani da proteggere più delle pecore?

    Si capisce che, secondo la Scrittura, nelle materie non di culto o di governo della chiesa, ciò che non è vietato è consentito.

    Non pretendiamo che la proprietà di armi per l’autodifesa sia necessaria o obbligatoria per il credente.

    Non è necessaria né è obbligatoria, ma è comunque consentita dalla Scrittura.

    Avvertenze

    Concludiamo il nostro studio con alcuni avvertimenti.

     

    Fiducia nella spada

    Prima di tutto, sarebbe un errore finire questo studio dicendo che ci possiamo affidre solo alla spada o a pistole, coltelli, armi … questi sono semplici strumenti, e nessuna di queste cose può garantire più protezione o sicurezza che possedere un estintore garantisca che la nostra casa non brucerà.

     

    Salmo 44: 6-7 Poiché non mi affido nel mio arco, né la mia spada mi salverà. 7 Ma tu ci hai salvati dai nostri nemici, e hai svergognato coloro che ci hanno odiati.

    Vediamo in Neemia 4:14 che il popolo era armato e disposto ad usare le armi, ma principalmente si fidavano del Signore:

    “Non abbiate paura di loro, ricordate il Signore grande e straordinario che combatte per i vostri fratelli, i nostri figli e figlie, le nostre mogli e le nostre case …. 20” In qualunque luogo senti il suono della tromba, vi radunerete qui. Il nostro Dio combatterà per noi “.

    Non dobbiamo mettere la nostra fiducia nelle armi da sole.

    Sono strumenti utili, ma sono solo strumenti morti e inanimati, alla fine di tutto.

    “… l’Eterno non libera per spada o per lancia, perché la battaglia è dell’Eterno”. 1Samuel 17:47

    Sebbene il popolo ebraico disponesse di armi e non avesse paura di usarle in legittimi modi giusti, sapevano benissimo che potevano possedere armi, sapere usare con profitto, potevano avere un potente esercito, ma capivano che se Dio non fosse stato con loro , se non avessero usato le armi in conformità con la volontà di Dio e con i Suoi principi, le loro armi e anche le loro forze militari sarebbero state inutili.

    Salmo 20:7-8 7 Alcuni si fidano di carri e di cavalli; ma noi ricorderemo il nome dell’Eterno, il nostro Dio. 8 Essi sono abbattuti e caduti, ma noi siamo risorti e stiamo fermi.

    Dio dà un avvertimento molto forte al Suo popolo, come abbiamo detto, a Dio non dispiace che il Suo popolo sia armato e addestrato con abilità dell’uso delle armi, ma Dio dice:

    Isaia 31: 1 Guai a quelli che scendono in Egitto per aiuto; E si fidano di cavalli, e fidarsi dei carri, perché sono molti; nei cavalieri, perché sono molto forti; ma che non guardano al Santo d’Israele, né cercano l’Eterno!

    La cosa fondamentale è la fiducia in Dio prima di tutto e soprattutto e poi possiamo avere armi e usarle.

     

    Ricorrere Impropriamente Alla Spada

    Dobbiamo stare attenti a ricorrere impropriamente alla spada. Spero che i passi che riguardano la dispersione del sangue e la colpa del sangue ci abbiano colpito e fatto comprendere le strette limitazioni per quando sia appropriato impiegare forza letale. Non si deve mai fare in odio, mai in vendetta, mai in gelosia.

    Davide nel suo orgoglio quasi uccise Nabal, ma Abigail lo trattenne. Davide avrebbe ucciso Nabal … e ma disse:

    1 Samuele 25:32 Allora Davide disse a Abigail: “Benedetto sia l’Eterno, Dio d’Israele, che ti ha mandato oggi per me”. 33 E beata la tua discrezione, e benedetta sei tu, che mi hai conservato oggi dal versare sangue e da vendicarmi con la mia mano.

    Utilizzando forza potenzialmente letale per ira, odio, gelosia o vendetta è sempre sbagliato e viene condannato dalla Scrittura.

    Quando siamo insultati o maledetti, quando la nostra moglie o la nostra madre sono insultate o maledette, non dobbiamo ricorrere alla violenza.

    Questo è il vero e unico senso di offrire l’altra guancia.

    27 Ma io vi dico che ascolti: Amate i vostri nemici, fate il bene a coloro che vi odiano; 28 benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi utilizzano nonostante. 29 A colui che ti colpisce su una guancia offri l’altra; E da lui che ti toglie il mantello, non trattenere anche il cappotto. 30 Dona a colui che ti chiede; e a colui che prende le tue merci non le richiedere. (Luca 6: 27-30)

    Ci sono molte grandi virtù raffigurate nei classici western. La propensione è di irrompere le lotte con pugni o lotte quando l’onore viene insultato, tuttavia questa non è virtù divina.

    Il Signore e non noi, è Colui che si vendica e di mettere le cose in modo giusto. Uno schiaffo, un insulto è qualcosa che possiamo soffrire da cristiani.

    Romani 12:19 Non vi vendicate, amati, ma lasciate spazio all’ira di Dio, perché è scritto:

    “La vendetta è mia, io ripagherò”, dice il Signore.

     

    Una Sbagliata Ammirazione per L’ Uomo Violento”

    Non dobbiamo ammirare l’uomo violento.

     

    Proverbi 3: 31-32 Non invidiate un uomo di violenza e non scegliete nessuna delle sue vie. 32 Poiché il maledetto è un abominio all’Eterno; ma è intimo con il giusto

    Non si possono ammirare coloro che ricorrono alla violenza piuttosto che a Dio.

    Ci sono molte somiglianze tra Davide e Joab. Entrambi erano abili a uccidere uomini, e entrambi hanno ucciso molti uomini.

    Erano però entrambi uomini di violenza? Ecco qui la differenza:

    Davide, innanzitutto, cercava il Signore, si fidava del Signore e amava il Signore. Perché non fece violenza contro Saul? Non era perché Saul era suo suocero. Piuttosto, era perché Saul era l’unto del Signore. Fu per quella la ragione che Davide non ricorse alla violenza.

    D’altra parte, Joab, più e più volte, invece ha ricorso alla spada per affrontare i suoi problemi. Joab era un uomo di violenza.

    Proverbi 1:16 Poiché i loro piedi corrono al male, e si affrettano a versare sangue.

    Romani 3:15 I loro piedi sono rapidi a versare sangue;

    La terra fu distrutta nel giorno di Noè perché “la terra era piena di violenza” (Genesi 6:11). Dio odia la violenza e l’uomo violento. Esiste una porta molto stretta che viene applicata alla giustizia, ma è solo quando forza letale è necessaria per via dei violenti.

    Non dobbiamo essere attratti dagli uomini violenti e le loro vie.

    Prospettiva

     

    Infine dobbiamo mantenere la giusta prospettiva su questo argomento. Anche se vediamo sanzioni e possiamo anche avere una direttiva qualificata da Cristo stesso per possedere armi personali, dobbiamo ricordare tre punti importanti.

    1 ) Nel resto del Nuovo Testamento, non abbiamo altri esempi di credenti che usano la spada.

    2) L’enfasi nel resto del Nuovo Testamento non è decisamente orientata a problemi dell’autodifesa o dell’uso giusto della forza letale anche se è chiaramente permessa. Piuttosto, vediamo che la maggiore enfasi della vita è la sofferenza e la persecuzione per Cristo ed afferrare le preziose dottrine di Cristo e del Vangelo.

    3) Il possesso di armi e l’acquisizione dell’abilità per usarle in autodifesa è consentita ma non richiesta dalla Scrittura.

    I credenti devono essere consapevoli che l’autodifesa personale è legittimata dalle Scritture, proprio come l’uso di strumenti da costruzione, utensili da cucina, utensili di trasporto sono legittimati dalla Scrittura. E queste questioni di autodifesa dovrebbero tenere nella nostra mente e nei nostri affetti la stessa posizione di quelle altre questioni legittime, ma che siano transitorie.

    La tendenza in alcuni circoli è di rendere l’argomento di autodifesa di primaria importanza. Sebbene gli esseri celesti si battano e rendano giudizi con la spada, nella perfezione raffigurata sia nel giardino di Eden che nella città celeste, le attività primarie sono la comunione con Dio, la comunione con il Suo popolo, il canto di lode e la vita in pace. Questa è la nostra destinazione.