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  • Romani Capitolo 12 Versetti 1-3

    Romani Capitolo 12

    Introduzione

    Paolo ha appena finito di illuminarci, ispirato dallo Spirito Santo, del piano di Dio per la nazione di Israele. Lo ha fatto negli ultimi tre capitoli che abbiamo studiato.

    Dal capitolo 9 al capitolo 11 Paolo ha insegnato alla Chiesa Gentile riguardo a Israele e come questo popolo ancora è ancora inserito nel piano di redenzione di Dio.

    Paolo, in realtà Dio, ha avvertito la Chiesa Gentile di non cadere nella stessa trappola nella quale Israele era caduto per migliaia di anni prima. La trappola dell’orgoglio spirituale e dell’inganno. Inganno perché l’orgoglio spirituale inganna le persone e le fa pensare che per qualche motivo o l’altro essi siano meglio di altri.

    Israele era stato chiamato da Dio per essere la nazione per la quale il resto del mondo sarebbe venuto a Lui, e infatti Dio ha compiuto questo lo stesso nonostante la ribellione di Israele, la disobbedienza, l’idolatria e l’apostasia della stessa nazione. Dio stesso ha infatti compiuto le promesse fatte ad Abramo riguardo a Israele e per tutte le nazioni attraverso Gesù Cristo.

    Questo lo ha fatto attraverso il popolo ebraico. Di nuovo, la nazione ebraica non era disposta a sottomettersi a Dio e di fare quello che Dio la aveva originariamente chiamata a fare. In realtà la nazione ebrea ha odiato i Gentili con un grande odio e una grande discriminazione.

    L’hanno fatto perché si sentivano come se fossero stati il solo popolo eletto di Dio e che a Dio importasse solo loro salvezza. Si sentivano speciali, e lo erano in effetti e ancora lo sono in un certo senso, perché Dio ha rivelato se stesso a loro e messo il Suo favore e la Sua grazia e il Suo amore e la Sua presenza su di loro.

    Gli ebrei furono però erano diventati così discriminanti contro i Gentili, che addirittura pensavano che sarebbero diventati contaminati solo dall’ombra di una persona Gentile che passava su di loro.

    Gesù però già dall’inizio del Suo ministero ha reso chiaro a Nicodemo, vedi Giovanni 3, che il piano di Dio era per salvare sia i Giudei che i Gentili senza considerare un particolare favoritismo etnico per dare la Sua salvezza.

    Gli ebrei però odiavano questo pensiero, che in realtà era anche il motivo che Giovanni il Battista era diventato un profeta molto impopolare. Egli infatti chiamava la nazione a pentirsi e il battesimo di Giovanni era quello di promuovere come era la pratica nella religione ebraica che nell’evento che un Gentile voleva convertirsi per diventare un ebreo, il Gentile doveva subire un battesimo di pentimento di tutti i suoi peccati pagani. A proposito, questo era l’unico modo che un Gentile poteva essere salvato secondo la legge ebraica. Il battesimo ebreo cioè il simbolo del lavaggio della peccaminosità dalla persona, era solo richiesto per la conversione dei Gentili. Così quando il Battista, o meglio quando Dio chiamava Israele ad essere pronti per ricevere il Regno Messianico stava in sostanza dicendo che gli ebrei dovevano subire lo stesso battesimo di pentimento al quale i Gentili dovevano sottomettersi quando avevano deciso di credere e di convertirsi al Signore.

    La maggior parte degli ebrei realizzavano che questo battesimo effettivamente li poneva sullo stesso livello dei Gentili il che era molto offensivo per loro. Specialmente per i Farisei e i Sadducei. Così il loro orgoglio spirituale venne offeso, essi non credevano che dovevano pentirsi perché pensavano che erano comunque più giusti di Gentili e solo perché erano il seme fisico di Abramo nella carne perché erano circoncisi.

    Così, Paolo aveva cominciato molto prima in questa lettera a spiegare che in un certo senso gli Ebrei sono infatti un popolo privilegiato da Dio e una nazione benedetta Romani 3:1-2 e Romani 9:3-5 e la storia ci insegna che essi sono stati e continuano ad esserlo, certamente Dio ha posto il Suo amore e le Sue promesse su di loro.

    Tuttavia, Dio ha livellato il terreno del Suo piano di salvezza inserendo Israele e il resto delle Nazioni sullo stesso livello. In altre parole, tutte le promesse di Dio sono e saranno tutte adempiute solo in Gesù Cristo, sia per gli Ebrei che i Gentili.

    Ovviamente studiando ed esaminando il capitolo 11 e così facendo abbiamo visto che molte promesse relazionate alla nazione di Israele e che torviamo scritte nelle Scritture del Vecchio Testamento saranno solo realizzate da Dio per grazia sul residuo della nazione di Israele attraverso fede nel Messia, quando il residuo eletto verrà riammesso nel Patto della Nuova Alleanza.

    Questa era l’intenzione che Dio aveva fin dall’inizio del tempo, Dio ha portato e porterà il Suo piano di salvezza a perfetto completamento nonostante tutta l’opposizione umana, satanica che c’è stata e che sarà contro Israele e non ostante l’apostasia di Israele stesso. Come abbiamo detto nello studio del capitolo precedente, Dio è sovrano ed onnipotente e ciò che ha predestinato e ciò che aveva in mente Egli lo porterà a compimento, ciò che Egli ha promesso lo adempirà.

    Dopo aver visto tutto questo e dopo aver compreso la grande misericordia e bontà di Dio, Dio ha avvertito la Chiesa Gentile di non guardare ad Israele con disprezzo o con giudizio e di non pensare che essa fosse al disopra di Israele solo perché Dio temporaneamente e in parte li aveva abbandonati a se stessi.

    Egli mette in guardia la Chiesa che la condizione di Israele è una situazione temporanea, infatti Egli tornerà per salvare il Suo popolo, il popolo che Egli ha prima preconosciuto e scelto. Egli infatti esorta la Chiesa di mostrare misericordia al Suo popolo Israele, offrendo loro la stessa misericordia che Egli ha offerto a loro tramite la predicazione del Vangelo. Beh, come abbiamo visto, sappiamo come è che la chiesa ha ademoiuto questo fin ora e come farà nel futuro.

    Adesso Paolo ci sta portando in una nuova sezione dell’Epistola alla Chiesa romana.

    Abbiamo visto che questa lettera in sostanza era divisa in tre sezioni principali.

    La prima sezione dal capitolo 1 a 8 era principalmente dottrinale e teologica in natura. Ha spiegato perché c’è l’esigenza del Vangelo, che l’uomo è completamente corrotto e totalmente depravato nella sua natura peccaminosa, poi ci ha spiegto il ricongiungimento di Giudei e Gentili come peccatori bisognosi della grazia di Dio e la salvezza attraverso la fede in Gesù Cristo. Paolo ci ha insegnato che la legge non può salvare e ci ha insegnato cosa è il Vangelo e come la nostra natura è stata cambiata dalla grazia mediante la fede in Gesù. Paolo ha spiegato ciò che è la fede e come Gesù ha disfatto ciò che Adamo aveva fatto e ha fatto ciò che Adamo non era stato in grado di fare, Romani 3-Romani 5. Da Romani 6 a Romani 8 Paolo ci ha insegnato cosa significa essere cristiani spiritualmente, come e perché pecchiamo ancora ma come siamo assicurati della nostra salvezza e come la vita interiore dello Spirito Santo ci rende vivi in Cristo e insieme al ministero di Sommo Sacerdote di Gesù, Dio ci mantiene nella fede fino alla fine.

    Poi in Romani da 9 a 11 Paolo ci dimostra la seconda sezione della lettera la quale siega la dottrina della sovrana elezione, esponendo in realtà che cosa ha cominciato a dire nel capitolo 8:28-39. Ancora in questi tre capitoli, vale a dire 9-10-11, spiega alla Chiesa Gentile qualcosa di cui non erano a conoscenza, in altre parole, la condizione e la situazione di Israele e come Dio desidera salvarli tutt’ora e vuole compiere tutte le promesse che Egli ha fatto a loro le quali Egli farà a suo tempo.

    La terza sezione della lettera, Romani 12-16 ci spiega principalmente come un cristiano dovrebbe comportarsi. La terza sezione ci insegna la vita pratica del credente e la sua funzione nella Chiesa. Così la terza sezione è la pratica delle prime due sezioni, se questo è come vogliamo definirla. Tuttavia, sappiamo o speriamo di aver imparato fin ora che anche le due sezioni precedenti alla fine non sono solo dottrinali e/o didattiche, ma che tutta la dottrina della scrittura alla fine influenza o dovrebbe infulenzare il comportamento del credente,

    2 Timoteo 3:16-17 Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, 17 affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.

    Il capitolo 12 è un capitolo molto potente da come inizia a spiegare sin dall’inizio che il credente per poter comportarsi in un modo divino deve innanzitutto essere trasformato mediante il rinnovamento della sua mente e che un credente non deve rendersi conforme con le vie e le filosofie del mondo e solo allora la mente di Dio sarà più distinguibile e chiara al credente.

    In realtà vedremo che Paolo apre questo capitolo con una connessione a quello che ha appena finito di dire nel previo capitolo e per questo egli aggiunge il fatto che dobbiamo adorare Dio e servirlo offrendo noi stessi completamente a Lui come un sacrificio vivente. Romani 12:1-2.

    Nel resto del capitolo dal versetto 3 al versetto 21 Paolo spiega come un cristiano dovrebbe comportarsi e funzionare nella Chiesa. Di nuovo, questo sarà possibile e meglio adempiuto quando e se il credente nel corpo di Cristo si offre interamente come un sacrificio vivente a Dio e se e quando non si rende conforme alle vie del mondo tramite una vera e propria trasformazione che avviene solo mediante il rinnovamento della mente e quindi quando questo avviene è possibile discernere in modo accettabile la volontà di Dio, che è comunque sempre buona e perfetta.

    Romani Capitolo 12

    Romani 12:1-2 Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio. 2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio

    Paolo apre il capitolo 12 dicendo Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio.

    Ancora una volta vediamo che Paolo sta aprendo il nuovo discorso con una frase che contiene la parola dunque. Dunque è lì per un motivo necessario.

    Questa parola unisce due unità di pensiero rendendo il secondo connesso al primo.

    Paolo ha appena finito il capitolo 11 in cui in contesto ha parlato della salvezza di Israele ed ha avvertito la chiesa Gentile di non diventare orgogliosa e presuntuosa e di non guardare dall’alto in basso gli Ebrei, perché, come ci ha spiegato essi sono stati troncati solo temporaneamente in modo che Dio potesse salvare il resto del mondo.

    Tuttavia, quando verrà completato il numero di Gentili eletti, Dio di nuovo volgerà la Sua salvezza e le Sue promesse ad Israele e innestarà di nuovo Israele nelle promesse del Nuovo Patto in Cristo adempiendo così tutte le promesse fatte ad Abramo.

    Dio adempierà tutte le promesse fatte al Suo popolo, tutte.

    Paolo ha infatti concluso il capitolo dicendo questa benedizione e dossologia:

    Romani 11:33-36 O profondità di ricchezze, di sapienza e di conoscenza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e inesplorabili le sue vie! 34 «Chi infatti ha conosciuto la mente del Signore? O chi è stato suo consigliere? 35 O chi gli ha dato per primo, sì che ne abbia a ricevere la ricompensa?». 36 Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

    Alla luce di tutto questo ora Paolo esorta la chiesa Gentile e li chiama fratelli.

    Sì, nella chiesa siamo tutti fratelli in Cristo, Gentili o Ebrei siamo un solo uomo in Cristo, un solo corpo Efesini 2:11-22.

    Nella chiesa la carne o meglio lo stato etnico di una persona rimane sempre quello che è, ma la realtà spirituale è quella che in Cristo siamo tutti un solo uomo, uniti da un solo Spirito e appartenente al corpo di Cristo. Paolo quindi adesso associa se stesso un Ebreo con i credenti Gentili e li chiama fratelli.

    Questo è perché adesso che ha finto di parlare della redenzione futura del residuo della nazione di Israele, Paolo si volge di nuovo alla chiesa facendo sì che comprenda che nella chiesa, nel corpo di Cristo Gentili ed Ebrei sono tutti fratelli in Cristo, se appunto fanno entrambe parte della chiesa.
    Con questo Paolo inoltre vuol farci capire che egli stesso non favorisce credenti Ebrei al di sopra dei Gentili.

    Infatti in Efesini 2 Paolo scrisse:

    Efesini 2:11-22 Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, 12 eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. 13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. 14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. 17 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, 18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. 19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, 20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, 21 su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, 22 nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.

    I Gentili sono stati inclusi nella Nuova Alleanza di Dio promessa ad Israele attraverso Abramo e confermata in seguito in molti passi del Vecchio Testamento. Dio ha intanto aperto la porta del Suo patto eterno in Cristo a tutte le nazioni.

    In Cristo, cioè nella Chiesa, ogni persona diventa parte di un solo corpo tutti uniti dallo Spirito Santo e battezzati dallo Spirito nel corpo di Cristo.

    1 Corinzi 12:12-14, come il corpo è uno, e ha molte membra, e tutte le membra di quell’unico corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo: così è anche Cristo. 13 Per un unico Spirito stiamo tutti battezzati in un solo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi o liberi; e siamo stati tutti abbeverati in un solo Spirito. 14 Perché il corpo non è un solo membro, ma molti.

    Così facendo Dio adesso ha eliminato l’inimicizia che esisiteva contro di Lui, l’inimicizia che c’è nella carne e la legge stessa che condanna il peccato in tutti gli uomini. Ebrei e Gentili possono essere e saranno perdonati dei loro peccati e verranno rigenerati e resi partecipi di tutte le promesse della eterna alleanza di Dio in Cristo.

    La salvezza spirituale sarà la stessa per tutte le persone in Cristo, ma le ricompense e le promesse fatte alla chiesa e il residuo salvato della nazione di Israele saranno in molti modi diverse. Quindi qui si parla di ricompense e promesse adempiute da Dio e non di salvezza eterna. Ricordiamoci che la salvezza non è una ricompensa ma è un dono che Dio da agli eletti.

    Eppure, Paolo adesso affronta i fratelli Gentili in Cristo dicendo: vi esorto, vi prego, per la misericordia di Dio, la misericordia che Egli ha avuto di voi, temporaneamente troncando Israele, adesso offrite i vostri corpi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio.

    La misericordia di Dio è ciò che ci salva. Dio ha avuto pietà di noi, che cosa è misericordia?

    Misericordia è non dare il castigo che meritiamo. Dio ha avuto pietà di molti in modo che non avrebbero dovuto affrontare la dannazione eterna.

    Dobbiamo ricordare che Dio esercita pietà, misericordia, su peccatori che invece meritano la Sua ira e il Suo giudizio e lo fa tramite la Sua scelta sovrana, la quale Egli ha stabilito prima che il mondo ancora esistesse.

    Che è in realtà quando Egli aveva già pianificato la salvezza.

    Sia Gesù che gli eletti di tutte le nazioni, Ebrei e Gentili sono stati scelti prima ancora che il peccato fosse entrato nel cuore dell’uomo, prima ancora della creazione del mondo.

    Gesù è stato scelto dal Padre e il Patto era già stabilito tra Lui e il Padre nel passato, nella eternità passata, prima della fondazione del mondo:

    1 Pietro 1:18-21 sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, 19 ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, 20 preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, 21 che per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e speranza fossero in Dio.

    Come vediamo Gesù fu preconosciuto, cioè fu scelto e Gesù fece il patto con il Padre ancora prima che il mondo fosse creato. Dio ha poi rivelato Gesù per la salvezza degli uomini in questi ultimi tempi, così dice Pietro.

    Apocalisse 13:8 Tutti gli abitanti della terra adoreranno la bestia-tutti i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita appartenenti al Agnello immolato dalla creazione del mondo.

    I nomi di tutti gli eletti di Dio, quelli sui quali ha scelto di avere pietà, sono stati scritti nel libro della vita appartenente all’agnello di Dio che è stato effettivamente sacrificato nel piano di Dio ancora prima della creazione del mondo. Gesù già scelto per essere immolato per gli eletti che Dio Padre gli ha dato da salvare.

    I nostri nomi, i nomi degli eletti, sono stati scritti nel libro della vita prima della fondazione del mondo, non come molti erroneamente dicono che i nostri nomi sono scritti nel libro della vita nel momento che noi siamo convertiti o quando crediamo.

    Apocalisse 17:8 La bestia che tu hai visto era e non è più e salirà dall’abisso e andrà in perdizione; e gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia che era, e non è, quantunque essa sia.

    Apocalisse 20:15 E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

    Noi siamo stati salvati perché i nostri nomi erano già scritti nel libro della vita e apparteniamo a Gesù perché siamo stati dati a Lui dal Padre al fine di essere salvati. L’accordo è stato fatto nella eternità passata.

    Questo è il patto eterno istituito tra il Padre e il Figlio, questo fu fatto per salvare tutti coloro che il Padre nella Sua misericordia da sempre ha preconosciuto e predestinato ad essere salvati.

    Efesini 1:3-11 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, 4 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, 5 avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio, 7 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha fatto abbondare verso di noi con ogni sapienza e intelligenza, 9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito, che egli aveva determinato in se stesso, 10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra. 11 In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà,

    Tutto questo avviene perché Dio vuole aver misericordia di chi Egli vuole avere misericordia. O meglio ha voluto avere misericordia di chi ha avuto misericordia. E’ infatti un evento già stabilito nel passato.

    Romani 9:15-16 Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.

    Questo è ciò che insegna la Scrittura e abbiamo visto questo ampiamente tutto questo percorso attraverso questo studio.

    Non c’è dubbio quindi, anche se per molti questo rimane ancora incredibile, Dio ha preconosciuto e predestinato tutti coloro che Egli ha scelto di salvare ed ha scritto i nostri nomi nel libro della vita, questa è una scelta intima, individuale e personale di Dio non è una scelta generica o soltanto etnica.
    Quelli i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita per appartenere a Gesù, questi sono quelli che gli appartengono e per i quali Egli è morto, quelli che il Padre ha dato a Gesù per salvare, gli eletti da tutte le nazioni e di tutte le età, vedete Giovanni 6: 37- 45; Giovanni 11: 52-53; Giovanni 17: 1-3.

    La ragione per cui le persone credono nel Vangelo è perché sono preordinati da Dio alla vita eterna:

    Atti 13:48 E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola del Signore: e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero.

    Come si vede anche in questo passo, in un gruppo intero di persone solo coloro che erano stati ordinati a vita eterna, credettero.

    Questo deve per forza significare anche che l’opposto deve essere vero, in altre parole, se uno non è ordinato da Dio alla vita eterna non crederà mai, e questo è sostenuto anche da ciò che Gesù stesso dice in:

    Giovanni 6:44 Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

    Giovanni 6:64-65 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi lo tradiva. 65 Ed egli disse: Perciò vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio.

    Giovanni 8:43-45 Perché non comprendete il mio linguaggio? anche perché non potete ascoltare la mia parola. 44 voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio, e non si è attenuto alla verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45 E perché vi dico la verità, voi non credete.

    Giovanni 10:25-30 Gesù rispose loro: «Io ve l’ho detto, ma voi non credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me. 26 Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto. 27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno».

    E’ quindi più che evidente che il Signore stesso in questi passi ci dà la dimostrazione inconfutabile che coloro che non appartengono a Dio, in altre parole, che non sono preconosciuti in anticipo e predestinati non sono ordinati a vita eterna e che è per questo che questi non credono. Questo è il motivo per cui la gente non crede al Vangelo e alla parola di Dio.

    L’appartenenza a Cristo è stata scritta nel libro della vita e non ha a che fare con una sorta di misteriosa scelta umana chiamata fede. La fede è un dono concesso da Dio, la quale fa parte della Sua grazia e misericordia in Cristo concesse a quelli che sono scritti nel libro della vita, ogni persona per la quale Gesù è morto, chiunque appartiene a Lui, ogni Sua pecora perduta la va a cercare ed a chiamare a se.

    Tutto questo è dovuto solo alla misericordia e la grazia di Dio che Egli ci ha concesso.

    Non meritavamo e non potremmo mai meritare la Sua misericordia e salvezza ma Dio ce le ha date, questo ci dovrebbe umiliare davanti a Dio. o fino a che punto una persona vuole ritenere in qualche modo di aver avuto a che fare con la loro salvezza e questo ci dimostra che hanno orgoglio spirituale.
    Questo è il motivo per cui Paolo qui nel capitolo 12 collega questo contesto a quello precedente.

    Paolo sta dicendo a loro ed a noi, che se abbiamo veramente compeso la misericordiosa e pietosa salvezza di Dio allora non avremmo nulla di che essere orgogliosi. Noi non abbiamo creduto perché noi siamo migliori di quelli che non credono, ma abbiamo creduto perché Dio ha avuto pietà di tutti coloro che credono e gli ha donato la capacità soprannaturale per credere. E’ tutto per via di Lui e niente di nostro.

    Tito 3:3-8 Anche noi infatti un tempo eravamo insensati, ribelli, erranti, schiavi di varie concupiscenze e voluttà, vivendo nella cattiveria e nell’invidia, odiosi e odiandoci gli uni gli altri. 4 Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, 5 egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, 6 che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, 7 affinché, giustificati per la sua grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo. 8 Sicura è questa parola, e voglio che tu affermi con forza queste cose, affinché quelli che hanno creduto in Dio abbiano cura di applicarsi a opere buone. Queste sono le cose buone e utili agli uomini.

    Come si vede anche qui, la bontà e l’amore di Dio sono apparse nella persona di Gesù Cristo e Dio non salva per via di qualsiasi opera umana o tentativo di opera giusta o per le opere della legge, ma solo secondo la Sua misericordia Egli ci ha salvati.

    Come ci ha salvati? Dio ci salva mediante l’opera del lavacro, cioè il bagno e la rigenerazione dello Spirito Santo, Egli ci rigenera, ci fa rinascere, vedi Giovanni 3: 3-8, è così che crediamo e questa è la grazia di Dio che ci giustifica.

    Come si vede è per la misericordia di Dio che noi riceviamo la salvezza, la vita spirituale, il lavacro da tutti i peccati, ed è per la Sua grazia che riceviamo la fede ed entrambe sono sinonime come vediamo siamo giustificati dalla fede e dalla grazia questo ci fa comprendere che sono elementi in essenza donati a noi da Dio i quali producono lo stesso risultato, la salvezza.

    Entrambe, grazia e fede sono quindi donate da Dio, questo è fatto per mezzo dello Spirito Santo che è in effetti il dono di Dio agli eletti. Egli applica agli eletti la salvezza che Gesù ha compiuto per noi e lo fa attraverso la predicazione del Vangelo e la conseguente convinzione di esso. Tutto questo è il prodotto della misericordia e della grazia di Dio.

    Così Paolo adesso dice, per la misericordia di Dio, dal momento che adesso capite tutto quello che Dio ha fatto per voi, a causa di questa grande misericordia nessuno può essere spiritualmente orgoglioso, o almeno non dovrebbe esserlo, quindi non ci può essere alcuna ragione per essere orgogliosi della nostra salvezza, la salvezza quindi tutta da Dio e niente di essa proviene da noi.

    Paolo sta in essenza dicendo:

    ” la chiesa Gentile non può essere orgogliosa e pensare che essa sia meglio di Israele, perché l’unico motivo per cui essa ha creduto è per misericordia di Dio, misericordia che Egli avrà di nuovo sul Suo popolo quando Egli li riammetterà di nuovo nella Sua eterna alleanza credendo in Messia.”

    A causa di quella stessa misericordia Paolo esorta loro ed anche noi oggi, di offrire i nostri corpi in sacrificio vivente santo e gradito a Dio, il quale è il nostro ragionevole servizio di culto a Dio.

    Cosa intende Paolo, quando dice “offrendo i nostri corpi in sacrificio vivente”?

    I sacrifici come sappiamo dalla Scrittura dovevano essere offerti dopo che gli animali erano stati uccisi e poi bruciati sull’altare. Ovviamente questi erano sacrifici morti, uccisi e bruciati come olocausti.

    Ora non solo gli ebrei capivano bene questo concetto, ma per la maggior parte anche i Gentili che erano pagani capivano che cosa fossero sacrifici poiché erano offerti ai loro falsi dei.

    Ciò veniva fatto più o meno allo stesso modo in cui i sacrifici erano offerti dagli Ebrei nel loro tempio.

    Le carni in altre parole, gli animali erano offerti e bruciati anche sugli altari pagani.

    In Egitto, probabilmente a partire dall’inizio del 4 ° millennio A.C. Vi erano sacrifici e sistemi sacrificali. I Templi di Abydos, Tebe, On, ecc, erano grandi centri sacerdotali con alti prelati, sacerdoti inferiori, rituali e abbondanti in riti sacrificali. Qui venivano bruciate le offerte di pace dove predominantemente venivano offerti buoi, capre selvatiche, maiali ed oche.

    In Babilonia, a partire dall’anno 3000 AC, secondo l’esperto E. Meyer (Geschichte des Alterthums), vi erano molti centri di culto come Eridu, Nippur, Agade, Erec, Ur, Nisina, Larsa, Sippar, ecc.
    Questi ed altri hanno continuato ad esistere per secoli con elaborati sistemi di culto, sacrifici, tempi e clero. Notevolmente più di 100 templi e santuari sono menzionati sulle iscrizioni Babilonesi, e diverse centinaia nella loro letteratura, in modo che Babilonia era in effetti costellata di templi ed edifici dedicati ai loro dei. A tutti questi dei sacrifici venivano costantemente offerti sia animali che vegetali.

    Tra i nomadi e le tribù dell’Arabia e della Siria, i sacrifici erano comuni per millenni prima di Mosè. Le ricerche di Wellhausen e W. R. Smith sono importanti, qualunque cosa si pensi delle loro teorie. Le offerte erano di solito fatte dai greggi e a volte dalle spoglie prese in guerra che erano state stanziate come proprie.

    Tra i Cartaginesi, Fenici, Greci e Romani persino sacrifici umani erano fin troppo comuni. L’usanza non era sconosciuta agli Israeliti come anche la pratica di questi che causò il giudizio di Dio sul Suo popolo considerando sacrifici umani un abominio al Suo cospetto. Geremia 7:30-32;Geremia 32:35; Ezechiele 16:21-22; Ezechiele 20:26.

    (Da International Standard Bible Encyclopaedia, database elettronico Copyright (c) 1996 da Biblesoft)

    Come vediamo spesso sacrifici umani ed animali sono stati offerti a falsi dei ed idoli ed i sacrifici come anche i sacrifici offerti a Dio nell’Antico Testamento dovevano essere uccisi e poi bruciati sull’altare.

    Carni erano offerte nei tempi pagani e queste sarebbero ovviamente provenute da animali sacrificati cioè animali che dovevano essere uccisi.

    Vediamo che questo evidente anche da ciò che Paolo scrive riguardo alle carni sacrificate agli idoli in
    1 Corinzi 8; 1 Corinzi 10: 25-30.

    Abbiamo visto che il Nuovo Testamento, le Epistole,gli scritti di Paolo ci mostrano che Gesù è l’agnello di Dio ed Egli è l’unico sacrificio accettabile offerto a Dio per l’espiazione, cioè la cancellazione dei peccati degli eletti. Gesù con il Suo sacrificio non solo ha cancellato i nostri peccati ma ha soddisfatto l’ira e il giudizio di Dio il quale Gesù prese su di sé a favore degli eletti. Eppure, anche se Gesù è morto Egli non è rimasto morto, è risorto a nuova vita.

    La Sua resurrezione in sostanza, è quella che era necessaria per giustificarci dinanzi a Dio. Il Suo sangue versato per l’espiazione dei nostri peccati ci ha riconciliati a Dio, ma la Sua resurrezione, la Sua vita ci ha resi giusti e messi in una posizione di giustificazione eterna davanti a Dio.

    Romani 4:20-25 Neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da farlo. 22 Perciò anche questo gli fu imputato a giustizia. 23 Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu imputato, 24 ma anche per noi ai quali sarà imputato, a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25 il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

    Romani 5:8-11 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

    Questi passi li abbiamo già studiati nei precedenti capitoli di Romani e sono in realtà quelli che ci conducono a capire che cosa significhi offrire noi stessi come sacrifici viventi santi e graditi a Dio.

    E ‘il sacrificio di Gesù, la Sua morte e lo spargimento del Suo sangue che ha fornito per noi il perdono dei nostri peccati e ci ha riconciliati a Dio, ma è la Sua vita la quale in realtà ci dona la vita spirituale e rende vivi in Lui. Questo infatti è ben descritto per noi in:

    Romani 6:1-18 Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? 2 Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso? 3 Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. 5 Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, 6 sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato. 7 Infatti colui che è morto è libero dal peccato. 8 Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo con lui, 9 sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più alcun potere su di lui. 10 Perché, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in quanto egli vive, vive a Dio. 11 Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore. 12 Non regni quindi il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze. 13 Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d’iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia. 14 Infatti il peccato non avrà più potere su di voi, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia. 15 Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia. 16 Non sapete voi che a chiunque vi offrite come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell’ubbidienza per la giustizia? 17 Ora sia ringraziato Dio, perché eravate servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso. 18 E, essendo stati liberati dal peccato, siete stati fatti servi della giustizia.

    Troviamo in questo straordinario brano una grande parte della risposta di ciò che significa offrire i nostri corpi in sacrificio vivente a Dio.

    Paolo inizia facendo la domanda e rispondendo alla famosa domanda di coloro che ci accusano di prendere la grazia di Dio per scontato. Alcuni credenti, quelli che credono che un credente può perdere la salvezza, dicono che noi che crediamo che un credente non può mai perdere la salvezza insegniamo che va bene peccare senza ritegno perché Dio ci perdonerà comunque perché in effetti siamo sotto la grazia. L’Ebreo ha accusato i cristiani di essere violatori della legge perché predicavano la grazia che ai loro occhi dava una persona il diritto di non obbedire alla legge di Dio e apparentmente dava il diritto di peccare.

    Così Paolo, che in realtà insegna che un vero credente non può perdere la salvezza, così come il nostro Signore Gesù ci insegna, chiarisce tutto questo avvertendo ed esortando i credenti di non continuare a peccare in modo che la grazia di Dio abbondi. Paolo poi spiega perché come credenti rigenerati non dobbiamo continuare a peccare.

    Non dobbiamo peccare perché siamo in effetti veramente morti al peccato e vivi in Cristo. Così che è qui il vero significato di ciò che vuol dire offrire noi stessi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio.

    Paolo dice qui in Romani 6 che dobbiamo rendere i nostri corpi, le nostre membra come Paolo chiama i nostri corpi, sottomessi alla parola di Dio e alla Sua volontà.

    Questo include resistere il peccato, che ora abbiamo il potere di resistere perché siamo stati liberati dal potere che il peccato aveva su di noi quel potere che ci teneva schiavi ad esso. Quello che ci ha liberati dal potere del peccato e della morte è la vita dello Spirito in Cristo Gesù, Egli ci ha liberati dal potere del peccato e della morte. Questo è ciò che ha detto Paolo anche in:

    Romani 8:8: 1-2 Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, che non camminano secondo la carne, ma secondo lo Spirito. 2 perché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ci ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

    Realizzando questo dovrebbe essere una grande cosa liberatoria e potente nella nostra vita. Vuol dire che non dobbiamo più presentare noi stessi per soccombere al peccato nella nostra vita, perché ora abbiamo la vita di Cristo in noi. Abbiamo lo Spirito Santo che realmente ci permette di resistere e vincere il peccato nella nostra vita. Non siamo più schiavi del peccato, ma dobbiamo in sostanza diventare schiavi della giustizia di Dio. Questo è in sintesi quello che Paolo ci sta dicendo in questo brano di Romani 6.

    Prima della nostra salvezza, eravamo schiavi della morte e del peccato e abbiamo volentieri e felicemente obbedito al peccato perché esso era quello che stava alimentando la nostra natura peccaminosa. Eravamo schiavi di Satana e della nostra natura peccaminosa ed entrambi questi due abbiamo obbedito ciecamente. Dobbiamo capire che ai peccatori piace peccare.

    Efesini 2:1-3 Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.

    Nei seguenti versetti di Efesini 2 Paolo dice in essenza ciò che ha anche scritto in Romani 6.

    Efesini 2:4-6 4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù,

    Anche qui ci rendiamo conto che non è solo la morte di Gesù che ha reso possibile la nostra salvezza e la libertà dal peccato e dalla morte, ma è la Sua vita che ci ha vivificati assieme con Lui ad una vita nuova.

    La nuova vita in Cristo è uno status, una condizione, una posizione nella quale adesso viviamo ed è una potente realtà spirituale che abbiamo come credenti nati di nuovo, perché questo è ciò che ci ha fatto rinascere e ci ha dato la potenza di vivere per Dio e di farlo ora, oggi, nella nostra vita.

    Non è solo qualcosa che abbiamo dopo che moriamo fisicamente, la vita eterna e la vita di Cristo la abbiamo ora!

    Noi non abbiamo questo solo come una promessa della nostra condizione futura, ma in realtà la abbiamo adesso in questa vita.

    E’ infatti con quel potere, il potere della nuova vita in Cristo che siamo chiamati a vivere ora, non viviamo più come vivevamo prima, come si legge sia in Efesini 2 che in Romani 6, per soddisfare i desideri della carne, ma invece viviamo per soddisfare i desideri di Dio, la Sua parola e il Suo volere.

    C’è stato uno scambio di proprietà e c’è stato un cambiamento di natura per i credenti nati di nuovo.

    Una volta appartenevamo a Satana, e lui era il nostro padrone, ma ora Gesù ci comprato, ci ha redenti, ci ha riscattati ed ora apparteniamo a Dio.

    1 Corinzi 6:19-20 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.

    1 Corinzi 7:22-23 Perché chi è chiamato nel Signore da schiavo è un liberto del Signore; parimenti anche colui che è chiamato da libero, è schiavo di Cristo. 23 Voi siete stati comprati a prezzo, non diventate schiavi degli uomini.

    Come vediamo siamo stati comprati a caro prezzo, quel prezzo è come dice bene Pietro il sangue prezioso di Gesù.

    1 Pietro 1:18-20 sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, 19 ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, 20 preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi.

    Gesù ci ha riacquistato dal mercato della schiavitù del peccato e dalla proprietà di Satana. Egli ci ha acquistato con il Suo prezioso sangue e la Sua vita senza peccato.

    Non solo ci ha acquistato dal mercato della schiavitù del peccato e ci ha cambiato di proprietà, così che ora apparteniamo a Dio e non a Satana. Tuttavia Gesù ha fatto qualcosa di ancora più grande se è mai possibile, Dio lo ha fatto, Egli ci ha dato la vita spirituale, la Sua vita. Egli ci ha dato la Sua natura, eliminando la nostra natura peccaminosa.

    2 Pietro 1:3-4 Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù, 4 attraverso le quali ci sono donate le preziose e grandissime promesse, affinché per mezzo di esse diventiate partecipi della natura divina, dopo essere fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza

    Come vediamo anche Pietro ci spiega che è la potenza di Dio che ci ha dato tutte le cose che riguardano la vita e la pietà, portandoci a conoscere Gesù che ha chiamato gli eletti a gloria e virtù. Dio ci ha resi, i Suoi, attraverso lo Spirito, partecipi della Sua natura divina, questo significa che non abbiamo più una natura peccaminosa, ma una natura divina.

    Questo è esattamente ciò che Paolo ci ha detto in:

    Romani 6:3-15 Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. 5 Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, 6 sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato. 7 Infatti colui che è morto è libero dal peccato. 8 Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo con lui, 9 sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più alcun potere su di lui. 10 Perché, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in quanto egli vive, vive a Dio. 11 Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore. 12 Non regni quindi il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze. 13 Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d’iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia. 14 Infatti il peccato non avrà più potere su di voi, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia. 15 Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.

    Quindi, come vediamo scritto qui sopra, il nostro vecchio uomo è morto, che cosa significa questo? Abbiamo studiato questo quando abbiamo studiato Romani 6, ma dal momento che so che la nostra memoria è corta, diamogli una nuova occhiata.

    Questo semplicemente significa che ora in Cristo siamo nuove creature con una natura diversa da prima, una natura spirituale e divina. 2 Corinzi 5:17.

    Il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con Cristo significa che la nostra vecchia natura peccaminosa che abbiamo ereditato da Adamo è debellata, cioè morta, crocifissa con Cristo.

    Quindi, come Paolo dice giustamente qui dobbiamo considerarci morti al peccato, ma viventi per Dio, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

    Non dobbiamo permettere che il peccato regni nei nostri corpi mortali e non dobbiamo obbedire alla concupiscenza della carne.

    Non dobbiamo cedere i nostri corpi come strumenti di ingiustizia per servire il peccato, ma invece sottomettere i nostri corpi come strumenti per servire Dio nella giustizia e nella santità.

    Questo lo facciamo nel potere e nella vita dello Spirito Santo che opera potentemente in noi se siamo obbedienti e ci sottomettiamo allo Spirito e alla Parola di Dio. Questo è ciò che Paolo sta esortando i credenti di fare, e questo è esattamente ciò che vuol dire offrire noi stessi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio.

    Così offrendo noi stessi in sacrificio vivente santo e gradito a Dio significa vivere esteriormente ciò che Dio ha fatto interiormente. Essere sacrifici morto verso il peccato e la carne come Romani 6 ci ha detto di fare, ma essere un sacrificio vivente per vivere per Dio, morti al peccato ed invece vivere la vita di Cristo che è in noi, vivere nella giustizia e nella santità.

    Questo concetto viene semplicemente spiegato da Paolo in:

    Filippesi 2:12-13 Perciò, miei cari, come siete sempre stati ubbidienti, non come solo nella mia presenza, ma molto di più adesso nella mia assenza, operate la vostra salvezza con timore e tremore. 13 poiché è Dio che opera in voi il volere e il fare per il suo beneplacito.

    Questo passo spiega in realtà questo concetto, ci spiega che l’opera della nostra salvezza con timore e tremore significa semplicemente prima di tutto riconoscere con divino timore che è Dio che opera in noi ed è Dio che ci dà il desiderio e la capacità di servirlo.

    Dio opera la Sua salvezza in noi, nel nostro interiore, nell’uomo spirituale, questo è il nostro rinascere dallo Spirito. Però il peccato abita ancora nel nostro corpo perché i nostri corpi sono ancora quelli che ancora sono connessi ad Adamo e Paolo in realtà ci ha spiegato che il peccato abita ancora nel nostro corpo anche dopo che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con Cristo, ci ha dimostrato questo in:

    Romani 7:15-23 Giacché non capisco quel che faccio, perché non faccio quello che vorrei, ma faccio quello che odio. 16 Ora, se faccio ciò che non voglio, io riconosco che la legge è buona. 17 Quindi non sono più io ad agire, ma è il peccato che abita in me. 18 Infatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene, poiché ben si trova in me la volontà di fare il bene, ma io non trovo il modo di compierlo. 19 Infatti il bene che io voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20 Ora, se faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. 21 Io scopro dunque questa legge: che volendo fare il bene, in me è presente il male. 22 Infatti io mi diletto nella legge di Dio secondo l’uomo interiore, 23 ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e che mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.

    Ciò significa che quando ci offriamo come sacrificio vivente santo e gradito a Dio significa che dobbiamo permettere all’uomo interiore, l’uomo nato di nuovo di sottomettere e di rendere il corpo del peccato sottomesso a Dio, così rendendo il nostro corpo mortale ad obbedire a Dio e non il peccato.

    Il nostro uomo interiore e spirituale nato dallo Spirito è controllato dallo Spirito Santo e dalla parola di Dio e deve far conformare i nostri corpi peccaminosi e mortali per presentarli a Dio evitando il peccato.

    Si tratta essenzialmente di una battaglia tra la nostra natura spirituale dell’uomo nato di nuovo e la nostra carne nella quale purtropo dobbiamo vivere per il resto di questa vita terrena.

    Noi stessi quando ci offriamo a Dio come sacrificio vivente rendiamo i nostri corpi sottomessi alla parola di Dio con la potenza dello Spirito Santo che opera in noi. Siamo infatti esortati di offrire noi stessi a Dio in uno stile di vita di santità e di giustizia.

    Quindi, no, non va bene, come afferma Paolo, perché siamo sotto la grazia continuare nel peccato.

    Certamente è reso evidente dalla Scrittura che non siamo graditi a Dio per via delle nostre opere e/o il nostro comportamento, anche come credenti, perché siamo accettati e graditi a Dio solo a causa di ciò che Gesù ha fatto e perché adesso siamo in Lui.

    Efesini 1:5-6 avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio,

    In effetti il Greco nel versetto sei sarebbe meglio tradotto così: mediante la quale ci ha resi accettabili nel Suo amato Figlio.

    Come vediamo Dio ci ha quindi accettati in Cristo e solo per mezzo di Lui. Questa è l’unica ragione per cui siamo graditi a Dio. Tuttavia, anche se siamo in Cristo e accettati in Lui non significa affatto che noi dobbiamo o possiamo vivere come ci pare e piace o che vada bene vivere in una condizione di peccato, perché non è affatto così.

    Essere un sacrificio vivente santo e gradito a Dio non si ferma soltanto alla accettazione o giustificazione davanti a Dio che abbiamo in Cristo.

    Ovviamente se non siamo in Cristo, non possiamo mai essere accettabili o graditi a Dio.

    Questo è in sostanza ciò che Gesù stava dicendo alla donna Samaritana quando le disse:

    Giovanni 4:21-24 Gesù le disse: «Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità».

    Anche in questo passo Gesù parla del modo accettabile del culto o del servizio a Dio.

    Deve essere che per una persona per servire Dio, in altre parole deve adorare Dio in Spirito e verità.

    Ciò significa che una persona deve prima di tutto nascere di nuovo dallo Spirito Santo e quindi appartenere a Dio attraverso il potere di rigenerazione dello Spirito Santo, la fede in Cristo e la verità della parola di Dio.

    Infatti Gesù chiamò lo Spirito Santo lo Spirito di verità, vedi Giovanni 16:13, ed ha anche detto che la parola di Dio è la verità, vedi Giovanni 17:17.

    Quindi adorare Dio, servire Dio per essergli accettabili deve essere fatto attraverso il potere dello Spirito Santo che opera nei credenti nati di nuovo, deve essere fatto in linea con e l’obbedienza alla verità della parola di Dio.

    Ora, dopo aver detto questo però, la nostra posizione in Cristo, la nostra posizione di giustificazione davanti a Dio e la nostra giustizia viene solo dalla appartenenza a Cristo e non è per se proveniente dal comportamento della persona, qui ci sono alcuni passi che lo confermano e ce ne sono molti altri in aggiunta:

    Romani 3: 21-26; Romani 8: 29-34; 1 Corinzi 1: 30-31; 2 Corinzi 5: 2; Efesini 1: 5-6; Tito 3: 3-7.

    Diamo infatti anche un’occhiata a questo ultimo passo nella lista qui sopra:

    Tito 3:4-7 Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, 5 egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, 6 che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, 7 affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna.

    In questo brano vediamo che tutta la nostra salvezza, la nostra giustizia, la nostra posizione in Cristo e quindi la nostra giustificazione è tutta fatta da Dio.

    Tuttavia, coloro che sono stati salvati e che hanno ricevuto una natura divina, quelli che appartengono a Gesù e a Dio, coloro che capiscono che sono stati acquistati dal sangue di Gesù e quindi lo considerano cosa preziosa, coloro che sono stati toccati dalla grazia di Dio e sono stati collocati nella grazia di Dio e nel corpo di Cristo devono far allineare il loro comportamento alla loro posizione datagli da Dio.

    Dio ci considera giusti e retti, perché siamo in Cristo, ma la grazia di Dio non ci insegna ad andare avanti e continuare a peccare né ci incoraggia di non vivere una vita santa in realtà ci insegna l’opposto.

    Tito 2:11-15 Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, 12 e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. 14 Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. 15 Parla di queste cose, esorta e riprendi con piena autorità. Nessuno ti disprezzi.

    Come vediamo chiaramente in questo passo la grazia di Dio fa una cosa ben precisa, ci insegna a rinnegare l’empietà, le concupiscenze e il mondano modo di fare e ci insegna di vivere con sobrietà, rettamente e piamente in questo mondo.

    Pertanto coloro che insegnano che, perché siamo sotto la grazia possiamo andare avanti e peccare senza ritegno e vivere come ci pare e piace non stanno insegnando sana dottrina, infatti, questi sono quelli che sono in realtà condannati da coloro che giustamente insegnano che una volta che siamo salvati siamo sempre salvati.

    Gesù, Giovanni, Paolo e Pietro tutti quanti insegnano la permanenza della salvezza del vero credente. Insegnano anche di evitare il peccato e di vivere una vita santa e giusta. La grazia di Dio ci insegna di evitare il peccato e di fermare la pratica di esso, ci insegna a pentirci dal peccato e di vivere una vita giusta e santa abbandonando le vie del mondo e tutto ciò che è empietà.

    Coloro che insegnano che la grazia di Dio è un veicolo per peccare e vivere nella concupiscenza della carne non hanno mai conosciuto la grazia di Dio, né è la loro posizione una posizione di rettitudine e di giustificazione davanti a Dio.

    Questi sono stati condannati come eretici e apostati in diversi passaggi:

    2 Pietro 2:2 12-22 Ma costoro, come bestie irragionevoli, per natura generate ad essere prese e distrutte, parlano male delle cose che non conoscono e nella loro corruzione saranno annientati, ricevendo così il salario della loro malvagità. 13 Essi stimano un piacere fare baldoria in pieno giorno; sono macchie ed infamia e, mentre prendono parte ai vostri conviti, gioiscono nei loro inganni. 14 Hanno occhi pieni di adulterio e che non cessano mai di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia e sono figli di maledizione. 15 Essi, abbandonata la retta via, si sono sviati seguendo la via di Balaam, figlio di Beor, che amò il salario d’iniquità, 16 ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta. 17 Costoro sono fonti senz’acqua, nuvole sospinte dalla tempesta, ai quali è riservata la caligine delle tenebre infernali per sempre. 18 Infatti con discorsi oltremodo gonfi e vani adescano, mediante le passioni della carne e la scostumatezza, coloro che erano veramente sfuggiti da quelli che vivono nell’errore; 19 mentre promettono loro libertà, essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno diventa schiavo di ciò che lo ha vinto.

    Giuda 4 Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesù Cristo

    1 Giovanni 3: 6-10 Chiunque dimora in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto. 7 Figlioletti, nessuno vi seduca: chi pratica la giustizia è giusto, come egli è giusto. 8 Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. 9 Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio dimora in lui e non può peccare perché è nato da Dio. 10 Da questo si riconoscono i figli di Dio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il proprio fratello.

    Quindi è evidente che tutti gli Apostoli hanno insegnato che chiunque è nato da Dio non prosegue in uno stile di vita peccaminoso come fanno coloro che appartengono al mondo. Non hanno mai insegnato che fosse accettabile continuare vivere uno stile di vita di peccato. Questo tra l’altro non significa che un credente ha smesso completamente di peccare e non può o non pecca più.

    Paolo ci ha spiegato chiaramente questo concetto in Romani 6 e 7, ma ci ha anche spiegato nel capitolo 8 che chi è nato di nuovo ha la vita eterna e questa vita eterna è per sempre, la salvezza è per sempre ed un credente non può essere mai più condannato.

    In realtà questa è esattamente l’esortazione che Paolo fa qui in Romani 12:1. Questo è esattamente il significato di Romani capitolo 6 come abbiamo già studiato.

    Se una persona è posizionata in Cristo ed è giustificata e dichiarata giusta da Dio allora allineeranno il loro comportamento alla loro posizione. Questo è ciò che la Bibbia descrive come santificazione.

    Questo concetto però è spesso ampiamente frainteso oggi nella chiesa.

    Paolo, infatti, esorta sempre, comanda e chiama i credenti a comportarsi in modo santo e giusto.

    Ora la domanda è questa: perché dobbiamo fare questo? Le Scritture ci insegnano che è Dio che ci santifica e che ci dà la volontà e la capacità di operare la nostra salvezza e per fare la volontà di Dio.

    Come si riconciliano il fatto che Dio fa questo in noi, ma che siamo pure chiamati noi a farlo? Se Dio lo ha fatto non dovrebbe essere automatico? Allora tutto succederebbe a prescindere da quello che facciamo noi.

    La risposta è questa, anche se a molti credenti non piace, è sì Dio che lo fa, ma siamo anche noi che lo facciamo, inoltre, la stessa risposta che a molti credenti non piace è che non si possa effettivamente essere cristiani carnali e agire in modo tale che non è sempre in linea con le vie di Dio ed essere sempre salvati.

    Questo concetto di cristianesimo carnale non è affatto estraneo dagli scritti della Scrittura. Ci sono molti esempi di questa dicotomia spirituale nei credenti. Molti pensano che non ci possono essere cristiani carnali, ma questi sono quelli che spesso sono i più carnali di tutti.

    L’orgoglio nel pensare che un credente sia migliore di un altro in base alle loro opere spirituali è essere carnale. Vedete, essere carnali non sempre significa commettere peccati di immoralità, essendo carnale significa molte cose e odio dirlo, ma la maggior parte dei cristiani si comportano in modi carnali troppo spesso.

    Dio ci porterà nel percorso di santificazione e ci darà la forza e la capacità di fare quello che Egli chiede, ma solo il credente ora ha vero libero arbitrio. Molti trovano questa cosa difficile da digerire, ma la Scrittura è chiara su questo fatto.

    Come ha detto Paolo anche in Romani 6 e 7 il peccato non è più nello spirito e nella natura di un credente, ma è ancora presente nel corpo.

    Questa è l’intera questione, è possibile che credenti ancora peccano? Sappiamo bene che è così. Perché lo facciamo ancora? Perché non facciamo molte delle cose che la parola di Dio ci comanda e ci esorta a fare.

    Questo è perché non sottomettiamo i nostri corpi alla parola e alla volontà di Dio.

    Anche per questo , è valida l’esortazione di offrire noi stessi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio.

    Tuttavia, di nuovo, torniamo al comportamento carnale di veri credenti, nel caso in cui alcuni ancora non credono che credenti carnali esistono, guardiamo prima di tutto a quello che dice Paolo ai cristiani di Corinto:

    Nei versetti introduttivi della prima lettera ai Corinzi Paolo si rivolge loro in questo modo:

    1 Corinzi 1:2-9 alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Gesù Cristo, chiamati ad essere santi, insieme a tutti quelli che in qualunque luogo invocano il nome di Gesù Cristo, loro Signore e nostro: 3 grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo. 4 Io rendo continuamente grazie per voi al mio Dio, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, 5 perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, 6 per la testimonianza di Cristo che è stata confermata tra voi, 7 così che non vi manca alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, 8 il quale vi confermerà fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo. 9 Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore.

    Qui, in questi versetti di apertura della epistola di Paolo ai Corinzi vediamo chiaramente che Paolo sta sicuramente indirizzando la lettera a persone che egli non ha dubbi siano veri credenti.

    Tuttavia questa chiesa era contaminata da molte molte cose che non andavano bene. Essi infatti agivano in modo molto carnale. Questa fu la ragione principale per la quale Paolo scrisse questa lettera a questa chiesa. Paolo stava cercando di correggere molte cose sbagliate che venivano praticate in quella chiesa.

    La prima cosa che sta scrivendo per affrontare e per correggere si trova nei seguenti versetti:

    1 Corinzi 1:10-11 Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo ad avere tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma ad essere perfettamente uniti in un medesimo modo di pensare e di volere. 11 Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli miei, da quelli della casa di Cloe, che vi sono contese fra voi.

    In questi due versetti si capisce chiaramente che in questa chiesa c’erano prima di tutto divisioni e poi anche contese. Le divisioni erano causate in preferendo alcuni anziani della chiesa invece di altri, questo causava la chiesa ad essere frammentata, ad essere una chiesa non unificata, questo è esattamente ciò che Paolo esorta loro di essere, uniti, perfettamente uniti nel pensare e nel volere.

    Inoltre vi erano anche contese tra di loro, vale a dire taglienti disaccordi che stavano causando altre divisioni nella chiesa

    In seguito Paolo dice questo:

    1 Corinzi 3:1-3 Or io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma vi ho parlato come a dei carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho dato da bere del latte, e non vi ho dato del cibo solido, perché non eravate in grado di assimilarlo, anzi non lo siete neppure ora, perché siete ancora carnali. 3 Infatti, poiché fra voi vi è invidia, dispute e divisioni, non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo?

    E’ evidente che Paolo li sta affrontando qui non come spirituali, ma carnali, come dei bambini cristiani e non uomini maturi nella fede e che non erano in grado ancora di assimilare le verità spirituali come persone mature, non potevano accettare tali cose quando Paolo era in mezzo a loro e nemmeno ora in sua assenza.

    Ricordatevi che Paolo era rimasto con loro per due anni interi prima di questa lettera e anche dopo due anni della sua presenza in mezzo a loro questa chiesa camminava ancora carnalmente e non spiritualmente.

    Eppure essi credevano che stessero camminando in un modo molto spirituale e che effettivamente agivano spiritualmente, ma erano invece carnali.

    Tutta questa lettera è un atto d’accusa al loro comportamento carnale, l’intera lettera è un rimprovero da parte di Paolo. Paolo ora gli dice che in realtà agivano come delle persone del mondo infatti lui gli chiede retoricamente nel versetto 3 non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo? Perché? Perché invidiavano l’un l’altro, c’erano disunione e discordie e anche conflitti il che significa inimicizia, la quale è un attrito pesante specialmente in una chiesa.

    Invidia, conflitti e divisioni sono frutti della carne, non dello Spirito. Questi sono tutti peccati che praticano gli ingiusti, infatti Paolo menziona questi stessi peccati in una lista di peccati che cita in:

    Galati 5:16-21 Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne, 17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; e queste cose sono opposte l’una all’altra, cosicché voi non fate quel che vorreste. 18 Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge. 19 Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21 invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio.

    Vediamo qui le tre parole sottolineate nella lista delle opere della carne scritta da Paolo in Galati e le riconosciamo come le stesse parole con cui ha accusato i Corinzi di aver praticato. Invidie, contese e divisioni.

    Quindi la domanda è questa, può un credente ancora praticare le opere della carne, anche se nato di nuovo? E’ dolorosamente ovvio, la risposta è sì.

    Eppure, Dio così come Paolo ci invitano a non praticare queste opere perché, come dice Paolo, queste sono le opere che praticano gli uomini naturali e di nuovo noi, come uomini e donne spirituali dobbiamo sottometterci al controllo dello Spirito Santo non della carne, dobbiamo fare questo invece di ciò che desidera il peccato che è vivo nel nostro corpo.

    Ora, è vero che non stiamo facendo uno studio della Lettera ai Corinzi, ma questa lettera ci aiuta a capire meglio come erano carnali e quante pratiche peccaminose erano ancora esistenti nei credenti che facevano parte della chiesa di Corinto.

    Come abbiamo visto Paolo comunque li chiama fratelli e figli di Dio e credenti e come sappiamo i veri credenti non scadono dalla grazia e non perdono la salvezza. Quindi è possibile essere credenti e purtroppo essere ancora immaturi e spesso o a volte praticare le opere delle carne.

    C’erano, come disse Paolo, invidia, contese e divisioni, c’era grande orgoglio capitoli 1-2-3 poi c’era immoralità che alcuni praticavano e che la chiesa condonava ed erano anche orgogliosi e gonfi perchè la tolleravano Capitolo 5. Si potrebbero citare anche il giudizio e facendo causa l’uno all’altro Capitolo 6 , idolatria era ancora praticata nella chiesa Capitolo 10.
    Le loro donne erano controversiali e ribelli ed c’erano anche dei golosi che egoisticamente non aspettavano gli altri alle loro feste d’Agape e finivano per mangiare ogni cosa in modo che quelli che sarebbero venuti in seguito non avrebbero avuto più nulla da mangiare Capitolo 11.

    Erano spiritualmente orgogliosi e simulavano la spiritualità al fine di ottenere il riconoscimento di alcuni doni spirituali, capitoli 12-13-14.

    In altre parole si comportavano carnalmente e Paolo stava cercando di impostarli nella retta via.

    Possiamo vedere che in 2000 anni di storia della Chiesa molto poco sembra cambiato, la maggior parte delle chiese e di credenti sono ancora in queste condizioni. Perché? Perché, al fine di essere in grado di permettere allo Spirito Santo di avere il controllo del nostro comportamento in modo che egli possa produrre i frutti dello Spirito nella nostra vita, dobbiamo fare esattamente quello che Paolo ci sta dicendo di fare qui in Romani 12:1-2.

    Sembra che una cosa del genere sia facile da fare, ma se fosse facile la chiesa di allora e di oggi non sarebbe così spiritualmente immatura e avrebbero agito e anche noi oggi agiremmo veramente in modo spirituale invece che carnale.

    Ricordiamo che Paolo apre questo capitolo in Romani 12 dicendo questo perché egli riferisce questi due versetti di apertura al tema di cui ha parlato anche nel capitolo precedente e poi per ciò che ha scritto nella seguente parte di questo nuovo capitolo.

    I versetti uno e due quindi uniscono il capitolo 11 e il resto del capitolo 12. Come abbiamo detto nella introduzione del capitolo 12 questo è scritto per esortare un certo comportamento e ordine nel corpo di Cristo la chiesa, e questo è per tutti i credenti, ebrei e gentili.

    Eppure, versi uno e due sono anche un’esortazione indirizzata alla chiesa Gentile riguardo a ciò che in precedenza erano stati avvertiti, di non essere spiritualmente orgogliosi e di pensare a se stessa come colei che ha sostituito Israele così come dimostrare disprezzo per la nazione di Israele, ma invece per mostrare loro misericordia invece, perché era il fatto che loro sono stati tagliati fuori, il che ha permesso a Dio di avere pietà delle nazioni ed includerle nel Suo regno.

    E’ quindi per la misericordia ricevuta dalla Chiesa Gentile che Dio desidera di nuovo avere pietà di Israele tramite essa.

    Quindi, ora Paolo dice che è per la misericordia di Dio, quella stessa pietà che ha avuto su di loro che dovevano e dobbiamo offrire noi stessi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, perché Paolo dice ora, questo è il nostro culto, il nostro servizio ragionevole.

    Cosa intende Paolo per nostro servizio ragionevole?

    Al fine di rispondere a questa domanda meglio dobbiamo guardare la lingua greca che viene usata qui.

    La parola ragionevole è una parola molto, molto importante. La parola ragionevole nella lingua originale è la parola logikos.

    La radice di questa parola è la parola logica, anche tradotta ragionevole.

    Qualcosa che è ragionevole è anche logica. Questa è qualcosa che è compresa con la mente e che è fatta con il senso comune, anche questa cosa è qualcosa che deve essere ed è motivata nella e dalla mente di una persona.

    Perché questo è importante e che cosa significa per noi?

    E ‘molto importante ed ha un grande significato perché molti dicono che servire Dio o meglio adorare Dio sia una cosa esoterica, spirituale e astratta.

    Invece il culto a Dio,il nostro servizio a Lui anche se è spirituale è però pratico, ragionevole e logico.

    Prima di tutto il culto a Dio non è solo quello che facciamo in un servizio di culto la Domenica o qualsiasi altro giorno in chiesa. Quello che facciamo in un servizio di culto la Domenica è una parte molto piccola della adorazione e servizio di Dio.

    Adorare Dio e servire Dio significa invece servirLo come dice questo passaggio e servirLo significa dare la nostra vita a Lui per fare la Sua volontà sempre ed in ogni cosa.

    Ora lasciate che vi chieda, come possiamo sapere o capire che cosa è la volontà di Dio per servire Dio in altre parole per adorarlo?

    Possiamo conoscere Dio e la Sua volontà solo attraverso la parola di Dio. Quindi ora vediamo che servire Dio ed adorarlo, significano in realtà la stessa cosa.

    Dobbiamo capire come farlo per mezzo dell’uso della nostra ragione. Sapendo che è solo attraverso la nostra ragione, la nostra mente che Dio ci permette di comprendere Lui e la Sua parola.

    Tutto deve essere motivato, considerato, meditato e controllato tramite la parola di Dio, in particolare tutte le esperienze personali e spirituali che possiamo avere.

    Paolo ci esorta, ci dice, di offrire noi stessi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio per mezzo di un servizio ragionevole. Il nostro servizio a Dio deve essere un servizio guidato dalla ragione, dalla logica, dalla logica spirituale.

    Questa logica come abbiamo detto è presente solo nella parola di Dio. Perché? Perché Gesù è la Parola, il Logos di Dio, da cui ogni logica proviene.

    La parola di Dio è logica e va intesa logicamente, il nostro servizio quindi deve essere motivato dalla ragione. Ovviamente deve essere motivato, e la parola può essere compresa solo se la mente è illuminata e trasformata dallo Spirito di Dio e per mezzo della parola di Dio in sé,
    vedi 1 Corinzi 2: 10-16.

    Come si può vedere le due vanno di pari passo, essere guidati dallo Spirito, quindi, vuol dire comprendere la parola con ragionamento logico perché la parola di Dio rimane ed è logica ed è così che deve essere utilizzata.

    Il presupposto essenziali per essere in grado di chiamarci spirituali è quello di avere la mente di Cristo, questo avviene solo attraverso il discernimento delle cose dello Spirito attraverso l’uso della parola di Dio.
    Gesù disse in Giovanni 4:23-24 Ma l’ora viene, anzi, è venuta, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché questi sono il tipo di adoratori che il Padre cerca. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità. ”

    Ricordiamoci che uno degli elementi con cui amiamo e adoriamo Dio, che è quello di servire Dio, come ha detto Gesù che è “con tutta la mente” Luca 10:27

    Non dobbiamo dimenticare che adorare Dio come detto non è esclusivamente quello che facciamo nel culto di Domenica. Adorare Dio è servirlo fedelmente, cioè, amarlo, come disse Gesù, obbedire Dio in tutti gli aspetti della nostra vita, servirlo in obbedienza significa amarlo e questo possiamo farlo solo in spirito e verità, e deve essere fatto con ogni parte del nostro essere.

    La mente è un elemento essenziale con il quale adorare Dio in spirito e verità, perché senza amare Dio con tutta la nostra mente non possiamo nemmeno amarlo con tutte le altre parti con le quali dobbiamo adorarlo. Il nostro intero essere deve essere coinvolto nel servizio di Dio, in altre parole nell’amarlo e quindi adorarlo, cioè servirlo.

    Giovanni 16:13-15 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà nella verità intera, perché non parlerà da se stesso; ma tutte le cose che ha udito ve le annunzierà e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. 15 Tutte le cose che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

    In che modo oggi lo Spirito Santo fa questo? Attraverso la Sua guida nella parola scritta di Dio:

    Giovanni 8: 31-32 Gesù disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se dimorate nella mia parola, sarete davvero miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”.

    Lo Spirito oggi comunica attraverso la verità della parola scritta di Dio, la quale deve essere compresa dalla mente, ritenuta dalla mente, ricordata dalla mente e meditata con la mente. Non è spirituale mantenere la nostra mente infruttuosa, è invece davvero un pericolo.

    La mente deve rimanere proficua ed attiva e sottoposta allo Spirito di verità, per mezzo della parola di Dio. Il nostro pensiero, quindi, deve essere il pensiero della parola di Dio.

    Anche per questo motivo nel seguente versetto Paolo dice che dobbiamo essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Tuttavia, abbiamo già visto che servire Dio è sinonimo di adorarlo, quando serviamo Dio con tutto il nostro essere stiamo in sostanza adorando Dio.

    Così tutta la nostra vita dovrebbe essere dedicata al servizio di Dio e quando facciamo questo, secondo la parola di Dio, questo è il nostro servizio logico e ragionevole reso a Lui, come faceva Gesù.

    C’è un altro passo che ci aiuta a capire questo ragionamento della mente strettamente legato alla comprensione della mente nel servizio di Dio ed infine, vedremo la connessione con la comprensione della volontà di Dio attraverso la sua Parola.

    Questo passo si trova in: 1 Corinzi 14:14-20 perché, se io prego in altra lingua, il mio spirito ben prega, ma la mia mente rimane infruttuosa. 15 Che si deve dunque fare? Pregherò con lo spirito, ma lo farò anche con la mente; canterò con lo spirito, ma canterò anche con la mente. 16 Tuttavia, se tu lodi Dio con lo spirito, colui che occupa il posto del profano, come dirà “amen” al tuo ringraziamento, poiché egli non comprende ciò che tu dici? 17 Infatti tu puoi anche rendere un bel ringraziamento, ma l’altro non è edificato. 18 Io ringrazio il mio Dio, perché parlo in lingue più di voi tutti. 19 Ma nell’assemblea preferisco dire cinque parole con la mia intelligenza per istruire anche gli altri, piuttosto che diecimila parole in altra lingua. 20 Fratelli, non siate bambini di senno, ma siate bambini in malizia e uomini compiuti in senno.

    Questo passo in tutto il contesto in cui si trova è molto importante per capire come Dio vuole che lo serviamo, cioè con la comprensione logica della Sua parola e mantenendo la nostra mente impegnata nella Sua parola, piuttosto che credere che il culto di Dio sia una forma di manifestazione spirituale astratta. In realtà questo è esattamente ciò che Paolo sta dicendo qui ai Corinzi.

    Prima abbiamo già iniziato a capire che l’intero contesto della lettera di Paolo ai Corinzi è stata scritta per risolvere molte cose sbagliate che venivano praticate nella chiesa di Corinto. Una cosa che essi stavano praticando era una forma di culto spirituale nella assemblea che non era in conformità con lo Spirito di Dio e la Sua volontà.

    In realtà tutto questo era accoppiato con il loro orgoglio spirituale e ora c’era anche una falsa adorazione in corso nella chiesa. Questa stessa cosa accade molto anche oggi soprattutto in certi movimenti della Chiesa evangelica, espressamente nel movimento pentecostale e nella chiesa carismatica.

    Paolo ha scritto i capitoli 12-13 e 14 di 1 Corinzi come un intero pensiero e contesto al fine di chiarire alla chiesa di Corinto che tipo di servizio ordinato e ragionevole doveva essere offerto a Dio.

    Essi offrivano un culto astratto, esoterico e disordinato che in molti casi non era altro che un culto di stile pagano.

    Così Paolo affronta questi problemi nella chiesa di Corinto. Infatti subito nel capitolo 12 Paolo fa una dichiarazione molto interessante per quanto riguarda i doni spirituali e il loro corretto utilizzo, che in realtà è l’intero contesto di questa trilogia di capitoli.

    1 Corinzi 12:1-3 Ora, fratelli, non voglio che siate nell’ignoranza riguardo ai doni spirituali. 2 Voi sapete che quando eravate gentili, eravate trascinati dietro gli idoli muti, dietro l’impulso del momento. 3 Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: «Gesù è anatema»; e che altresì nessuno può dire: «Gesù è il Signore», se non per lo Spirito Santo.

    Come vediamo qui, Paolo gli sta dicendo in sostanza, che essi stavano facendo delle cose nella chiesa in un modo ignorante che in realtà aveva poco anzi nulla a che fare con la vera manifestazione dei doni dello Spirito Santo.

    Paolo, infatti, fa riferimento a quando essi erano ancora pagani, pagani che erano trascinati via dietro agli idoli muti e guidati dal loro paganesimo e pratiche occulte, le quali apparentemente continuavano ad essere praticate all’interno della chiesa.

    È per questo che qui Paolo menziona che nessuno mediante la vera manifestazione dello Spirito Santo avrebbe bestemmiato il nome del Signore come nessuno può veramente dichiarare Gesù come Signore a meno che non vengano abilitati a farlo dalla vera manifestazione e opera dello Spirito Santo.

    Ora, se in realtà le persone non bestemmiavano il nome del Signore nell’assemblea quale sarebbe lo scopo di Paolo che collega questo al soggetto e contesto di doni spirituali?

    E’ invece evidente che Paolo sta dicendo questo perché questo stava in effetti accadendo e le persone nella chiesa di Corinto stavano effettivamente facendo qualcosa di veramente sbagliato. Che cosa stavano facendo, allora? Beh, diviene ovvio che alcune persone stavano maledicendo il nome del Signore e facendo passare questo per la manifestazione dello Spirito Santo.

    Ma come potrebbe accadere? La gente non avrebbe capito quando una persona stava maledicendo il nome del Signore? Ovviamente, sapevano che non poteva essere lo Spirito Santo che diceva questo.

    Beh, lo avrebbero saputo se effettivamente lo avessero sentito dire nella propria lingua on in una lingua comprensibile, ma non sarebbero stati in grado di saperlo se fosse stato detto in una lingua diversa.

    Quindi questo ci permette di capire meglio il contesto storico e culturale in cui Paolo sta scrivendo. Questo ci aiuta a capire ancora meglio cosa stava succedendo in questa chiesa e pertanto, il motivo per cui Paolo gli scrive per correggere queste pratiche pagane.

    I greci, che è dove si trova Corinto, erano fortemente influenzati dalla loro mitologia pagana. Molte pratiche dei loro culti religiosi richiedevano che entrassero in uno stato di estasi, spesso causato da ubriachezza e talvolta anche altre sostanze adottate per indurre tale estasi.

    Spesso, nel corso di questi stati di estasi la gente avrebbe pronunciato frasi incomprensibili che poi venivano definite come espressioni delle divinità, espressioni provenienti dagli dei a cui il culto veniva offerto. In particolare vi erano due nomi Apollo e Dionisio. Apollo era il dio della ragione e Dionisio il dio della confusione e del caos.

    Durante il servizio di culto a Dionisio la gente veniva spesso gettata in frenesie estatiche e questo era vero soprattutto per le donne che facevano parte di questi rituali.

    Spesso all’interno del loro balbettio e delle loro espressioni estatiche pronunciavano cose nella loro stessa lingua.

    Queste erano le pratiche a cui Paolo si riferisce qui nei versetti di apertura di 1 Corinzi 12 e lui sta facendo un definitivo collegamento in seguito con questa pratica a quella di parlare in lingue nel capitolo 14, in realtà anche di più facendo un importante punto di riferimento nel contesto delle donne, comandandole di non a praticare il parlare in lingue in assemblea ma piuttosto di rimanere in silenzio.

    L’intera deduzione di Paolo era senza dubbio a loro nota come le loro pratiche pagane del passato ed ora Paolo vieta loro che queste cose che si verifichino all’interno della chiesa di Gesù Cristo.

    In realtà abbiamo bisogno di capire che in precedenza nel capitolo 10 Paolo avverte la chiesa di smettere di praticare l’idolatria, in altre parole il loro vecchio modo di offrire un culto pagano.

    Il contesto culturale sottolineato in Corinzi è questo e Paolo sta spiegando loro, in altre parole, che la manifestazione dello Spirito Santo è molto diversa dalla forma estatica delle pratiche pagane che loro erano abituati ad usare quando in realtà erano condotti in queste pratiche per rendere culto ai loro idoli che essendo idoli e non Dio erano in effetti muti.

    Infatti il parlare in lingue,sia la vera manifestazione sia quella pagana erano paragonate da Paolo come pratiche che non avevano utilità a meno che non vi fossero interpretazioni o meglio ancora, nel caso del segno reale del parlare in lingue ci dovevano essere traduzioni soprannaturali ma tuttavia traduzioni.

    In modo che, Paolo nel capitolo 14 di 1 Corinzi sta in realtà dicendo che quando siamo riuniti in chiesa, o da soli, ma specialmente quando siamo riuniti insieme come corpo di Cristo dobbiamo usare la ragione, in altre parole, rendere un servizio di culto che è guidato dalla ragione, non dalle emozioni o da comportamenti estatici.

    Ecco perché questo era necessario esaminare questo intero soggetto e inteso nel contesto che stiamo studiando, cioè cosa significa offrire noi stessi in sacrificio vivente santo e gradito a Dio, il quale è il nostro servizio ragionevole, o servizio reso con la ragione piuttosto che con normali emozioni o ancora peggio utilizzando un modo spirituale di culto che non è affatto biblico ma che sia associato al culto pagano.

    Come abbiamo detto, il servizio del nostro culto è comunque tutta la nostra vita dedicata e offerta in un modo ragionevole e non una spiritualità astratta che, alla fine, non fa altro che collocare chi la pratica in un falso stato di umiltà, il quale in realtà è orgoglio spirituale e in realtà non edifica nessuno, anzi fa il contrario, danneggia la comunità.

    Un culto guidato dalle emozioni, dalle estasie e spiritualmente astratto, cioè lasiciando che la mente sia infruttuosa ha l’aspetto di edificazione per chi lo pratica, ma in realtà lasciando la mente infruttuosa diventa una cosa molto pericolosa e veramente inutile.

    Questo è esattamente il motivo per il quale Paolo avverte i Corinzi e anche noi, di non lasciare la nostra mente infruttuosa ma piuttosto essere sobri e ritenere l’uso della nostra mente usando la ragione, usando la nostra mente specialmente nel ragionamento della parola di Dio e la Sua guida ed istruzioni.

    Dobbiamo in tal modo sviluppare la mente di Cristo e questo è l’unico modo che possiamo farlo. Questo è il motivo per cui è praticamente una forma di culto pagano che si verifica in alcuni movimenti infiltratisi nella chiesa dove si parla senza senso e con parole intraducibili, le cui espressioni sono misteri e dove le persone si dilettano anche in risate incontrollate e indulgono in fare versi di animali, come abbaiare e ululare.

    Questo infatti era esattamente ciò che era il rito pagano al dio greco Dionisio o Bacco che era l’equivalente romano del dio greco.

    E ‘davvero cosa triste che alcuni movimenti si siano insinuati all’interno della chiesa evangelica, ed in realtà questi sono una marca di una falsa chiesa la quale ha riportato queste pratiche pagane all’interno della chiesa e da queste pratiche molti sono corrotti.

    Paolo avvertì i Corinzi nei suoi giorni e anche noi con lungimiranza oggi, quando avvertì dicendo:

    2 Corinzi 11:4 Se uno infatti venisse a voi predicando un altro Gesù che noi non abbiamo predicato, o se voi riceveste un altro spirito che non avete ricevuto, o un altro evangelo che non avete accettato, ben lo sopportereste.

    Lasciando la nostra mente infruttuosa è una cosa pericolosa in quanto essa rimane esposta all’ influenza di altre fonti e altre voci che non sono Dio, ma che si mascherano da Dio.

    In che modo ci dice Gesù di amare il Signore nostro Dio?

    Matteo 22:37 E Gesù gli disse: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente”.

    Tra l’altro questo è un altro modo di dire “offrire noi stessi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, che è il nostro ragionevole servizio di culto”

    Purtroppo molti sono venuti ed hanno predicato un altro Gesù ed hanno introdotto un altro vangelo e le persone lo hanno accettato e un altro spirito e per lo più questo è successo perché la gente ha perso l’uso corretto della loro mente riguardo alle materie spirituali.

    In altre parole, se Dio e la Sua parola non sono comprese in modo logico e ragionevole con il corretto uso della mente che Dio ci ha dato, allora tutti tipi di false dottrine, ideologie, filosofie e false immagini di Dio possono essere credute ed infatti sono credute e accettate e con queste anche stili di culto pubblico pagano.

    Quello di cui Paolo in realtà sta parlando è il corretto uso della mente nel nostro culto e servizio a Dio ed è più che evidente non solo dalla parola usata, logikeèn in altre parole logica, non solo perché abbiamo visto le implicazioni descritte per noi in 1 Corinzi , ma ora vediamo questa cosa confermata e provata nel versetto seguente.

    Nel versetto uno di Romani 12 Paolo ci dice che cosa fare, nel versetto due ci dà le istruzioni pratiche su come farlo, e anche qui la mente è al centro del l’esortazione e delle istruzioni di Paolo.

    Romani 12:2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.

    Al fine di presentare noi stessi come sacrifici viventi santi e graditi a Dio, abbiamo visto che dobbiamo presentare i nostri corpi, in cui il peccato esiste ed è vivo ancora, alla volontà di Dio e alla Sua parola. Abbiamo visto che dobbiamo vivere tutta la nostra nuova vita in Cristo, al fine di servire Dio con una vita santa e giusta e questo significa servire Dio in ogni aspetto della nostra vita terrena.

    In chiesa e fuori dalla assemblea, in ogni circostanza della nostra vita, dobbiamo fare la volontà di Dio. Non solo la Domenica in chiesa, ma il nostro servizio di culto deve andare oltre la nostra assemblea insieme come una chiesa.

    Servendo Dio nel modo giusto lo adoriamo, la parola è sinonima.

    Spesso però c’è un sacco di confusione nel credente nel saper discernere la volontà di Dio, ciò che Dio vuole da noi.

    Bene, adesso Paolo ci spiega che in realtà, per fare quello che ci ha esortato di fare nel versetto uno, noi dobbiamo fare quello che ci sta istruendo di fare nel versetto due.

    Siamo adesso in grado di comprendere ciò che siamo chiamati a fare nel versetto uno, ma allora la domanda ne deriva, come lo facciamo? Come possiamo offrire tutti i nostri esseri al servizio di Dio? Come possiamo rendere i nostri corpi e presentarli a Dio nell’obbedienza e come possiamo evitare il peccato nella nostra vita? E’ facile dirlo, ma come si fa a farlo?

    Paolo ci dice: che Dio ci chiama a non conformarsi a questo mondo. Questa è la prima cosa che dobbiamo fare in modo da rendere il versetto uno una realtà nella nostra vita.

    Non conformatevi a questo mondo, che cosa significa questo? Certamente viviamo in questo mondo, come facciamo allora a non conformarci ad esso?

    La conformità a questo mondo significa molte cose ma non ne significa altre.

    Non significa in sostanza di evitare di avere alcuna relazione con il mondo, in altre parole, sia a quei tempi che successivamente attraverso il medio evo per esempio l’ascesi fu praticata da alcune fazioni religiose.

    In realtà è ancora praticata in molte religioni del mondo.

    Alcuni esempi di queste religioni sono: la setta ebraica degli Esseni, che ha vissuto in comunità completamente separata dal resto della civiltà, essi stessi si auto-sostenevano e rimanevano completamente separati da aver contatti con le altre persone del mondo.

    Sappiamo anche che nella chiesa Romana nel medioevo si formarono società monastiche della chiesa Romana.

    Anche qui monaci e frati nei monasteri e suore nei conventi si separarono quasi completamente praticando una vita ascetica molto rigorosa e tagliandosi fuori da quasi tutti i contatti con il resto del mondo, vivendo anche loro in uno stato di auto supporto. Questo ancora in tanti modi accade in questi ambienti anche oggi.

    Abbiamo come esempi anche la religione Amish e anche al di fuori della cristianità molte sette buddiste vivono in segregazione e solitudine e in comunità appartate avendo quasi nessun contatto con il mondo esterno.

    Ora domando, è questo ciò che Paolo sta dicendo quando dice non conformatevi a questo mondo?

    Coloro che praticavano e praticano tutt’oggi questo tipo di stile di vita nella comprensione della loro cristianità e religione penseranno che questo sia ciò che Paolo sta dicendo qui, ma è questo?

    Questo è un grande equivoco e non è affatto ciò che Paolo sta dicendo quando ci chiama a non conformarci con il mondo.

    Ci sono molti esempi nella Scrittura del Nuovo Testamento che ci permettono di capire chiaramente che questo non è affatto quello che Dio vuole da noi. Dio non desidera affatto che si vada in una sorta di vita nascosta e separata dal resto del mondo.

    In realtà questo è diametralmente opposto a ciò che Dio vuole che noi facciamo. Come può la chiesa, come possono credenti ad esempio evangelizzare il mondo se si separano completamente dal vivere assieme al resto del mondo? Come possiamo essere utili a Dio, se Dio non ci può usare per influenzare il mondo?

    Guardate quello che Gesù ci chiama a fare:

    Matteo 5:13-16 «Voi siete il sale della terra; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli si renderà il sapore? A null’altro serve che ad essere gettato via e ad essere calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. 15 Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli».

    Questo passo da solo conferma che Dio non vuole che andiamo a nasconderci ed a vivere una vita monastica e comunitaria separata dal mondo, piuttosto Gesù dice che non dobbiamo nasconderci, ma dobbiamo essere invece osservati dal mondo.

    Egli dice che dobbiamo essere sale e luce nel mondo. Come può il mondo vedere la nostra luce e come possiamo essere di beneficio nel mondo, come potremo offrire il nostro sapore divino se il mondo non può vederci e se non possiamo essere visibili e rilevanti nel mondo? Dio vuole invece che il mondo sia attratto a Se dalle buone opere del popolo di Dio. Come possono dunque vedere le buone opere della chiesa, se la chiesa nasconde la sua luce? Questo è quello che Gesù sta dicendo. Così i monaci e tutti i praticanti religiosi separatisti stanno realmente facendo ciò che Gesù sta dicendo alla chiesa di non fare.
    Gesù sta dicendo che dobbiamo essere noi ad influenzare la società in cui viviamo vivendo in modo divino e questo è impossibile se ci isoliamo e ci nascondiamo dal mondo.

    Il problema di fondo è che invece è la chiesa che viene influenzata dal mondo e così perde il suo sapore e le sue proprietà di sale della terra. Questo è in effetti ciò di cui Gesù ci avverte che quando veniamo contaminati dal mondo la chiesa perde il suo sapore di sale della terra e questo è in essenza ciò di cui Paolo ci avverte di non fare quando ci dice di non essere conformi a questo mondo.

    Questa è la separazione dal mondo che dobbiamo praticare, non possiamo, non dobbiamo essere affatto influenzati dalle ideologie e dalle filosofie del mondo. Inoltre la nostra fede non deve essere nemmeno una cosa che nascondiamo tra le quattro mura della chiesa e che il mondo non riesce a vedere. Qusto succede molto oggi, si pratica il Cristianesimo nei confini del locale di culto ma poi il mondo non sa distingurere la differenza tra noi e loro quando siamo fuori dal locale di culto.

    Gesù disse anche questo dei suoi discepoli e, per estensione ha detto questo pure a noi:

    Giovanni 17:14-18 Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come neppure io sono del mondo. 15 Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17 Santificali nella tua verità; la tua parola è verità. 18 Come tu hai mandato me nel mondo, così ho mandato loro nel mondo.

    Così vediamo che Gesù conferma il fatto che gli Apostoli e noi per estensione non apparteniamo al mondo ma a Dio, però Gesù non chiede e non vuole che veniamo tolti dal mondo o che ci nascondiamo per essere separati dal mondo ma che invece siamo preservati dal maligno, cioè il diavolo a cui per ora il mondo appartiene. Infatti Gesù invece ci manda nel mondo in maniera visibile e tangibile, vedi anche Matteo 28:19-20.

    La Scrittura conferma che è Satana che governa temporaneamente il sistema mondiale:

    Matteo 4:8-9 Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, 9 e gli disse: «Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori».

    Qui abbiamo la prova che Satana ha tentato Gesù con qualcosa che è in realtà in suo possesso al momento. Satana ha la signoria temporanea dei regni del mondo. Non avrebbe potuto tentare Gesù con qualcosa che in realtà non poteva dargli. Eppure è anche ironico che Satana sta offrendo a Gesù la signoria del mondo se Lui lo adorava e lo serviva, ironico perché Gesù è in realtà Colui che è il legittimo proprietario della terra. Sarà solo Gesù che è degno di rompere il sigillo del titolo di proprietà del mondo che Egli ha riacquistato con la Sua morte e resurrezione, vedi Apocalisse 5.

    Inoltre, anche Giovanni ci dice:

    1 Giovanni 5: 19 Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno.

    Questo è confermato anche da altre traduzioni dello stesso versetto:

    1 Giovanni 5:19 Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno. Nuova Riveduta.

    E’ più che evidente che il mondo è nelle grinfie, nel potere del diavolo e questo fatto è più che confermato da altri passi.

    Efesini 2:1-3 Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.

    Come si vede il corso di questo mondo è controllato dal principe della potenza dell’aria, chiamato anche il principe di questo mondo, il cui spirito maligno opera nei figli della disubbidienza, in altre parole in coloro che non obbediscono a Dio e vivono nel peccato e sono come dice Paolo nel versetto 3, per natura, la natura umana peccaminosa, figli d’ira di Dio, non figli di Dio, ma destinati alla Sua ira a causa della loro appartenenza al diavolo per via della loro natura.

    Paolo sta esponendo un caso nel descrivere che tutte le persone ad un certo punto erano in quello stato, ma qui in Efesini 2 descrive anche il cambiamento della natura o della nuova nascita di rigenerazione di coloro che sono stati salvati dalla grazia di Dio. Così vediamo che per l’appartenenza a Satana una persona è inclusa nel sistema mondiale che è controllato da Satana.

    Questo è un fatto molto importante che ci aiuta a capire meglio cosa significhi essere nel mondo ma non essere del mondo.

    In realtà per non fare parte del sistema mondiale il primo passo essenziale e fondamentale è quello di appartenere a Dio e non a Satana, è quello di rinascere ed essere cittadini del cielo, avere una nuova natura divina dopo aver messo a morte il nostro vecchio uomo, in altre parole la nostra natura peccaminosa adamitica.

    L’intera lettera di prima Giovanni descrive la relazione del fedele e del mondo, in altre parole il fedele deve essere vincitore sul sistema del mondo e non deve essere un amico del sistema mondiale. Come abbiamo detto il primo passo per superare il sistema mondiale è quello di non appartenente più ad esso.

    Questo succede quando diventiamo figli di Dio.

    1 Giovanni 5:4-5 Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. 5 Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio?

    Come vediamo l’unico modo con cui possiamo vincere il mondo è tramite la nostra fede cioè appartenere a Gesù.

    Anche Gesù ha reso tutto questo evidente quando ha detto:

    Giovanni 14:15-17 «Se mi amate, osservate i miei comandamenti. 16 Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi.

    Giovanni 15:18-19 Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia.

    Giovanni 17:9-21 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. 10 E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. 11 Ora io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dato, affinché siano uno come noi. 12 Mentre ero con loro nel mondo, io li ho conservati nel tuo nome; io ho custodito coloro che tu mi hai dato, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio della perdizione, affinché si adempisse la Scrittura. 13 Ma ora io vengo a te e dico queste cose nel mondo, affinché la mia gioia giunga a compimento in loro. 14 Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come neppure io sono del mondo. 15 Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17 Santificali nella tua verità; la tua parola è verità. 18 Come tu hai mandato me nel mondo, così ho mandato loro nel mondo. 19 E per loro santifico me stesso, affinché essi pure siano santificati in verità. 20 Or io non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me per mezzo della loro parola, 21 affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te; siano anch’essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato

    Quindi, come si vede chiaramente i credenti in Gesù non appartengono più a questo mondo, ma appartengono a Dio. Coloro che appartengono al sistema del mondo odiano i veri credenti in Gesù Cristo. Odiano Dio, il nostro Dio, l’unico vero Dio. Odiano Gesù e la Sua vera chiesa, odiano la parola di Dio, amano il peccato e amano tutto ciò che è contrario a ciò che è giusto e santo. Amano tutto ciò che contraddice la parola di Dio, odiano la verità di Dio e non hanno la fede per credere in Dio.

    Gesù ha ulteriormente chiarificato questo in Giovanni 8: Giovanni 8:23-24 Ed egli disse loro: «Voi siete di quaggiù, mentre io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 24 Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati».

    Giovanni 8:38-47 Io parlo di ciò che ho visto presso il Padre mio, e anche voi fate le cose che avete visto presso il padre vostro». 39 Essi, rispondendo, gli dissero: «Il padre nostro è Abrahamo». Gesù disse loro: «Se foste figli di Abrahamo, fareste le opere di Abrahamo; 40 ma ora cercate di uccidere me, uno che vi ha detto la verità che ho udito da Dio; Abrahamo non fece questo. 41 Voi fate le opere del padre vostro». Perciò essi gli dissero: «Noi non siamo nati da fornicazione; noi abbiamo un solo Padre: Dio». 42 Allora Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e sono venuto da Dio; non sono venuto infatti da me stesso, ma è lui che mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete ascoltare la mia parola. 44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna. 45 A me invece, perché vi dico la verità, voi non credete. 46 Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47 Chi è da Dio, ascolta le parole di Dio; perciò voi non le ascoltate, perché non siete da Dio».

    Anche ai Suoi fratelli carnali Gesù disse:

    Giovanni 7:3-7 Per cui i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e va’ in Giudea, affinché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. 4 Nessuno infatti fa alcuna cosa in segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente; se tu fai tali cose, palesati al mondo». 5 Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. 6 Allora Gesù disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo invece è sempre pronto. 7 Il mondo non può odiare voi, ma odia me perché io testimonio di lui, che le sue opere sono malvagie.

    Anche quando Gesù fu portato difronte a Pilato disse questo:

    Giovanni 18:36-38 Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servi combatterebbero affinché io non fossi dato in mano dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui». 37 Allora Pilato gli disse: «Dunque sei tu re?». Gesù rispose: «Tu dici giustamente che io sono re; per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità; chiunque è per la verità ascolta la mia voce». 38 Pilato gli chiese: «Che cosa è verità?». E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo alcuna colpa in lui.

    E’ molto evidente da tutto ciò che Gesù ha detto, che coloro che appartengono al mondo non appartengono a Dio ma appartengono al mondo e per questo motivo non possono credere alla verità della parola di Dio e non possono riconoscere che Gesù è il Signore.

    Gesù disse a Pilato che coloro che sono della verità ascoltano la Sua voce, dobbiamo appartenere a Gesù per essere della verità, Lui è la parola di Dio fatta carne come Egli ha detto di se stesso, Egli è la verità. Egli è l’unico e il solo pieno di grazia e di verità, chi è della verità, ascolta la Sua voce, perché riconosciamo la verità della parola di Dio.

    Coloro che appartengono al mondo invece non sanno quale sia la verità, di fatti lo stesso Pilato chiede a Gesù: ” che cosa è verità? ” ma la verità era lì in piedi davanti a lui, Gesù è la verità e coloro che appartengono al mondo non appartengono a Dio né riconoscono la verità ma invece odiano la verità.

    C’è anche un gran numero di passi nella lettera di 1 Giovanni, che ci insegnano come i figli di Dio non amano il mondo e non devono sottomettersi alle sue filosofie e ideologie.

    1 Giovanni 2:15-17; 1 Giovanni 3:1; 1 Giovanni 3:13; 1 Giovanni 4:1-9.

    Ancora una volta vediamo il passo in 1 Giovanni 5:19 Noi sappiamo che siamo da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno.

    Questo è il motivo per cui la parola di Dio ci esorta, ci comanda di non essere amici con il mondo.

    Come possiamo dunque non essere amici di questo mondo, come possiamo, come Giovanni dice non amare il mondo quando Gesù ha detto a Nicodemo “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figlio perché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna “?

    Come può Dio amare il mondo ma poi ci comanda di non amarlo, quando Egli in realtà ci ha detto che dobbiamo addirittura amare anche i nostri nemici? Non è questa una contraddizione?

    Come sappiamo non ci sono assolutamente nessune contraddizioni nelle Scritture!

    Così che, cosa vuol dire Dio quando dice che Egli ha amato il mondo, ma che non dobbiamo amare il mondo? Perché questo passo che stiamo studiando qui in Romani 12:2 dice che non dobbiamo conformarci a questo mondo? Come dobbiamo intendere tutto questo?

    Prima di tutto abbiamo bisogno di vedere la definizione della parola mondo, al fine di comprendere meglio ciò che Dio ci sta dicendo.

    Ci sono tre parole di base nella lingua Greca che vengono utilizzate nel Nuovo Testamento e traducibili come mondo.

    La prima parola è: kosmos, in primo luogo significa “ordine, disposizione e ornamento” che è usato per indicare (a) la “terra”, (b) “terra” in contrasto con il cielo, (c) per metonimia ” razza umana, il genere umano, “(d)” i Gentili “in quanto distinti da Ebrei, (e) ” condizione attuale delle cose umane in alienazione ed opposizione a Dio, (f) la” somma dei beni temporali, “(g) metaforicamente, la “lingua” e ” mondo ( di iniquità),”

    La seconda parola è: Aion, utilizzata principalmente per descrivere “un’epoca, un periodo di tempo,” segnato nell’uso NT dalle caratteristiche spirituali o morali, è a volte tradotta “mondo”; La frase “la fine del mondo” dovrebbe essere resa come “la fine dei tempi,” nella maggior parte dei luoghi “le estremità (tele) del mondo”, “le estremità dei secoli,” probabilmente significa il raggiungimento degli scopi divini per quanto riguarda i tempi e per quanto riguarda la chiesa. Aion è sempre distinto da kosmos, anche se i due sembrano esprimere la stessa idea, 1 Corinzi 3,18, Aion, vs 19, kosmos.; i due sono utilizzati insieme in Efesini 2: ” l’età di questo mondo”

    La terza parola è: oikoumene la quale viene utilizzata per indicare “la terra abitata”, viene utilizzata (a) dell’intero mondo abitato, per metonimia, i suoi abitanti, (b) l’Impero romano, il mondo come visto dallo scrittore per metonimia, i suoi abitanti, (c) il mondo abitato in una età a venire.

    Quando guardiamo il diverso significato che ogni parola rappresenta dobbiamo anche capire il significato della parola metonimia. Metonimia è un modo di dire che consiste nell’uso del nome di un oggetto o un concetto per quella di un altro al quale è collegato, o di cui fa parte, per esempio lo “scettro” come connesso a “sovranità” o “monarca” “bottiglia ” al ” vino “o” contare teste (o nasi) “per contare le persone ”

    Ad esempio nel caso di Giovanni 3:16-17 la parola mondo viene utilizzato in modo metonimico, in altre parole Gesù la usa per indicare gli abitanti cioè tutte le nazioni che vivono nel mondo.

    Questo è anche evidente dal contesto in cui viene utilizzata. Quindi abbiamo bisogno di guardare il contesto per capire meglio che cosa sia l’uso specifico della parola. Inoltre, la parola, il mondo, il Kosmos è utilizzato anche per differenziare gli Ebrei dai pagani.

    Quindi, quello che Gesù sta dicendo a Nicodemo è questo: Dio ha tanto amato gli uomini, i popoli del mondo non solo Israele, che Egli ha mandato Gesù per salvare tutte le genti facente parte dei popoli del mondo, in altre parole gli eletti di tutte le nazioni, non solo dal popolo di Israele.

    Così abbiamo capito che l’uso della parola mondo sta in un contesto per significare che l’amore di Dio doveva essere riversato su tutto il genere umano, Dio ama tutta l’umanità. Questo è l’amore che anche noi dovremmo avere.

    Allora, adesso diventa un po’ più chiaro che cosa signigichi non amare il mondo. Come possiamo usare la stessa parola e che cosa significa?

    Ci è comandato di non amare il Kosmos, Gesù disse che il Kosmos è malvagio. Abbiamo capito che non vi è alcuna differenza nell’uso di questa parola per quanto riguarda l’amore che dobbiamo avere verso di esso e l’avversione e l’odio che dovremmo avere verso di esso.

    Kosmos è usato per descrivere l’umanità intera e abbiamo anche visto che la parola di Dio ci dice che l’uomo è completamente malvagio, che l’umanità è nelle grinfie del maligno, il kosmos giace nel maligno 1 Giovanni 5:19.

    Dio però ha dovuto dimostrare il Suo amore attraverso il sacrificio del suo Figlio per gli uomini e le donne malvagie di ogni nazione. Se Dio non lo avesse fatto non ci sarebbe stata alcuna speranza per l’umanità.

    Dio ha dovuto giudicare i peccati di molti uomini e donne cioè gli eletti, sfogando la Sua ira e il Suo giudizio sul Suo Figlio Gesù Cristo.

    Così che anche come Gesù disse a Nicodemo, chiunque crede in Gesù per il perdono dei loro peccati e confessa Gesù come il Signore vivente non perisce, ma ha invece vita eterna.

    Così Dio ha dovuto amare il mondo, il kosmos, i malvagi che vivono in questo mondo, lo ha fatto per essere misericordioso verso di loro. Anche noi siamo ovviamente chiamati a fare la stessa cosa, amare il nostro prossimo in fondo è amare i malvagi poiché tutti gli esseri umani sono malvagi.

    Dio però, odia la malvagità, odia il peccato e l’ingiustizia e l’ empietà. Così Egli odia anche tutti coloro che praticano queste cose.

    Quindi, di nuovo, quando Dio ci dice di odiare il mondo, o non essere amici del mondo e non essere conformi con le vie di questo mondo vuol dire che dobbiamo odiare e non amare le stesse cose che Dio odia.

    Ricordiamo che il kosmos, il mondo, in altre parole l’essere umano è schiavo di Satana e come Gesù ha detto, quelli che non sono della verità, in altre parole quelli che non appartengono a Dio sono figli di Satana e i desideri del loro padre faranno.

    Giovanni 8:42-45 Allora Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e sono venuto da Dio; non sono venuto infatti da me stesso, ma è lui che mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete ascoltare la mia parola. 44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna. 45 A me invece, perché vi dico la verità, voi non credete.

    Finora abbiamo visto che, Dio non vuole che ci isoliamo dal mondo, Dio vuole che noi rimaniamo nel mondo per influenzare il mondo per la Sua gloria.

    Il mondo ci odia e noi non ci sentiamo parte di esso, a noi non ci piace il mondo e le sue vie malvagie o lameno ci dovremmo sentire in questo modo. Questo sarebbe il modo giusto di agire per coloro che appartengono a Dio.

    Tuttavia, a dispetto di tutto questo, Dio ci vuole qui e vuole che lo serviamo con un servizio santo, giusto e ragionevole ed essere annunciatori della Sua verità nel mondo.

    Guardate quello che dice Paolo in Filippesi 2:

    Filippesi 2: 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita

    Pietro ci ha esortati allo stesso modo:

    1 Pietro 2: 11-12 Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini, di astenervi dai desideri della carne, guerreggiano contro lo spirito; 12 avendo una buona condotta fra i Gentili: che, laddove sparlano di voi come di malfattori, essi, per le vostre buone opere, che avranno osservate, glorificheranno Dio nel giorno del giudizio.

    Come notiamo anche Pietro qui si rivolge a noi come stranieri e pellegrini, in altre parole, non siamo di questo mondo siamo qui di passaggio, il mondo non è la nostra casa e nemmeno al nostra destinazione e in questo mondo dobbiamo vivere in contrasto con le vie del mondo. Viviamo assieme a coloro che sono nel mondo ma non dovremmo vivere con gli atteggiamenti di come vive il mondo, ma anche questo passo ci insegna chiaramente che non dobbiamo isolarci dal mondo.

    Giacomo lo dice in una maniera molto più drastica quando ci dice:

    Giacomo 4:4 Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

    Abbiamo già visto in molti passi in 1 Giovanni dove ci esorta di essere nel mondo ma di non fare parte del sistema malvagio del mondo.

    Giuda ci esorta anche lui allo stesso modo:

    Giuda 20-23 Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, 21 conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, in vista della vita eterna. 22 E abbiate compassione degli uni usando discernimento, 23 ma salvate gli altri con timore, strappandoli dal fuoco, odiando perfino la veste contaminata dalla carne.

    Abbiamo anche visto chiaramente prima che Gesù vuole che rimaniamo in questo mondo per fare il lavoro di Dio ed Egli non vuole che siamo isolati e rimossi dal mondo, ma Dio vuole che siamo invece rimossi dalle azioni e abitudini malvagie del mondo.

    Per concludere questo soggetto di essere nel mondo, ma non essere del mondo, guardate a ciò che dice ancora Paolo ai Corinzi:

    1 Corinzi 5:9-13 Vi ho scritto nella mia epistola di non immischiarvi con i fornicatori, 10 ma non intendevo affatto con i fornicatori di questo mondo, o con gli avari, o con i ladri, o con gli idolatri, perché altrimenti dovreste uscire dal mondo. 11 Ma ora vi ho scritto di non mescolarvi con chi, facendosi chiamare fratello, sia un fornicatore, o un avaro o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un ladro; con un tale non dovete neppure mangiare. 12 Tocca forse a me giudicare quelli di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? 13 Ora è Dio che giudica quelli di fuori. Perciò togliete il malvagio di mezzo a voi.

    Anche in questo caso, la cosa più importante di cui abbiamo già fatto il punto è della lettera che Paolo scrisse ai Corinzi perché abbiamo capito meglio molte cose attraverso la comprensione di ciò che Paolo scrive a questi credenti.

    Per inciso, lasciatemi dire che vi è una questione molto importante tra le due lettere, 1 Corinzi e quella ai Romani, perché Paolo scrisse alla chiesa romana da Corinto.

    Vi è quindi una certa affinità nei soggetti che Dio ha ispirato a scrivere in queste due lettere.

    Paolo adesso però scrive ai Corinzi, perché c’è peccato nella chiesa, peccato immorale che viene praticato e scrive per comandare alla chiesa di disciplinare il peccatore e di non condonare o tollerare il peccato nella chiesa.

    Eppure, Paolo dice ai Corinzi di non smettere di interagire con i peccatori del mondo, perché altrimenti vorrebbe dire che avrebbero dovuto essere rimossi dal mondo.

    Paolo invece ci dice di isolarci da coloro che praticano il peccato nella chiesa. Quindi in realtà spesso la chiesa, ancora oggi, pratica le istruzioni opposte di quelle che Paolo dà ai Corinzi.

    Noi spesso ci isoliamo dai peccatori del mondo, ma continuiamo a spezzare il pane con e non discipliniamo coloro che nella chiesa praticano uno stile di vita peccaminoso. Quindi, ripeto, noi non dobbiamo indulgere nei peccati e nel comportamento dei peccatori del mondo, ma vogliamo però rimanere in contatto con loro.

    E’ con coloro che si chiamano fratelli o sorelle, ma vivono come vive il mondo e praticano le vie del mondo con i quali dobbiamo smettere di interagire.

    Comunque, detto questo, ora capiamo meglio ciò che la definizione della parola mondo è in questo contesto, in aggiunta abbiamo visto che dobbiamo essere nel mondo ma non del mondo.

    Paolo, infatti, ci comanda di non conformarci alle vie di questo mondo, ma essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Tuttavia, non possiamo ancora fermarci qui. Per non essere conformi alle modalità di questo mondo non è solo del tutto legato solo nel non praticare il peccato, ma in realtà va al di là di questo.

    O meglio, tutte le vie di questo mondo alla fine portano a ribellare contro Dio e portano a peccare gravemente, ma le molte cose che il mondo fa e insegna sono in realtà delle vere e proprie ideologie e filosofie.

    Questo è un concetto molto importante nello studio riguardo a che cosa significhi veramente non essere conformi alle vie del mondo.

    Come abbiamo detto il mondo è nelle mani del maligno e il mondo come abbiamo anche visto nel senso della definizione della parola cosmo significa: la “condizione attuale delle cose umane, in alienazione ed opposizione a Dio”

    Questo significato è molto importante in questo contesto, come si vede non è solo opporsi a Dio peccando, ma è la condizione di alienazione e di opposizione a Dio in tutte le cose. La condizione del mondo è alienata da Dio per via della natura peccaminosa e per questo si oppone a tutto ciò che riguarda Dio e la Sua verità.

    Le ideologie e le filosofie del mondo insegnano cose contro Dio e cercano di condizionare il mondo fondamentalmente con cose che influenzano la mentalità e il ragionamento delle persone e che infine portano le persone a ribellarsi sempre di più contro Dio e le Sue vie e la Sua parola.

    Ci sono molte ideologie e filosofie che il mondo insegna che sono anti-Dio e anti-Cristo. In realtà mi permetto di dire che tutte le ideologie e le filosofie che il mondo insegna sono anti-Dio e anti-Cristo.

    Quando le ideologie e le filosofie sono diametralmente opposte alla parola di Dio allora sono errate ed anti-Dio, non importa quanto esse abbiano una sembianza di bontà e anche di logica. Nessuna ideologia o filosofia è assolutamente neutrale quando si tratta di Dio. Una idea è o dalla parte di Dio e porta a pensare come pensa Dio o altrimenti è di conseguenza contro Dio.

    Non possiamo essere neutrali quando si tratta di Dio, anche nella chiesa, non possiamo stare seduti sulla proverbiale staccionata. A Dio la tiepidezza non piace.

    Anche Gesù ha detto una cosa molto interessante riguardo a questo in:

    Apocalisse 3:14-19 «E all’angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. 15 Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: “Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla”; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. 19 Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.

    Qui Gesù denuncia la chiesa non il mondo in questo passo perché in effetti sta seduta sulla staccionata nel suo servizio a Dio. Ricordiamoci che le opere sono in relazione a come ci stiamo offrendo noi stessi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio, il quale è il nostro ragionevole servizio logico per Dio.

    Qui è dove dobbiamo davvero iniziare a capire come la motivazione della vita del credente è indissolubilmente legata al comportamento divino della chiesa. Gesù sta realmente parlando delle opere della chiesa, ma come ho detto le opere sono legate al comportamento, il quale è legato alla mentalità che esiste in una determinata chiesa.

    Se la chiesa ha una comprensione e visione di Dio che è sbagliata, una visione e comprensione sbagliata della Sua parola, se la chiesa assimila le ideologie e le filosofie del mondo allora di conseguenza le opere e il comportamento della chiesa saranno certamente influenzate in modo negativo. Questo in realtà è quale è la differenza tra l’essere conforme al mondo o non essere conformi ad esso.

    Infatti in questo passo la chiesa di Laodicea, come anche la chiesa in gran parte è particolarmente oggi, aveva adottato una apparente neutralità per quanto riguardava il contendere con le vie del mondo e servire Dio in conformità con la Sua parola e volontà.

    Questo è il fatto che quando cerchiamo di servire Dio ma vogliamo anche essere favoriti e piaciuti dal mondo diventiamo in pratica tiepidi il che in effetti è la condizione peggiore in cui ci possiamo trovare. Questa condizione ci rende senza possibilità di essere di raffresco per le anime e di infuocare il mondo per Dio. Invece lo zelo per Dio che dovrebbe bruciare come un fuoco divino diventa tiepidezza che disonora Dio e che non fa niente per portare cambiamento nelle persone.

    Questa tiepidezza è responsabile per la mondanità della chiesa e per il peccato che viene accettato e tollerato nella chiesa.

    La chiesa non volendo essere ne fredda ne calda nella sua tiepidezza vuole essere piaciuta ed accettabile al mondo così che in effetti diventa amica del mondo ma facendo questo diventa nemica di Dio. La tiepidezza nella chiesa la rende come appunto dice Gesù spiritualmente cieca, nuda e povera. Non ha niente da offrire sia al Signore che al mondo se non la sua amicizia che è appunto inimicizia con Dio.

    Come ho detto prima essere conformi o non conformi a questo mondo non è solo legato a praticare apertamente uno stile di vita peccaminoso ma è legato anche a ciò che Paolo dice molto bene nel contesto di Romani 12: 2. Lui ci dà la risposta di come possiamo essere trasformati, che è infine il rimedio al non essere conformi alle vie del mondo; in altre parole, il rinnovamento della nostra mente.

    Quindi, contrariamente a quanto molti credono la chiesa è stata portata a credere erroneamente, e tra l’altro causa di questo molte false dottrine si sono infiltrate nella chiesa e questo per via dell’accettazione da parte della chiesa delle ideologie e filosofie mondane, così che essa non può essere trasformata, non siamo trasformati da Dio con una sorta di magia o in un momento spirituale dalla potenza di Dio che ci trasforma in singoli momenti instantanei.

    Dio invece porterà trasformazione nella nostra vita solo quando e se ci poniamo nella posizione giusta e la posizione davanti a Lui per la quale Egli lo farà nel modo in cui Egli vuole farlo, non nel modo in cui pensiamo noi sia la strada giusta per farlo.

    Ecco che di nuovo vediamo che è il nostro modo di pensare che deve cambiare. Questo è il vero problema, dobbiamo quindi rinnovare la nostra mente a pensare allo stesso modo in cui pensa Dio, dobbiamo ottenere la mente di Cristo, dobbiamo sostituire la programmazione errata della nostra mente per via della nostra appartenenza al peccato e al mondo perchè abbiamo adottato le sue ideologie e filosofie.

    Vi ho detto che, se e quando si pensa come il mondo pensa alla fine questo ci porta a peccare e a ribellarci contro Dio.

    La Scrittura ci dice che dobbiamo umiliarci sotto la potente mano di Dio, che dobbiamo prima sottometterci a Dio e allora e solo allora si può resistere al diavolo, in altre parole, colui che controlla il mondo e le sue ideologie e filosofie. Egli le controlla perché sono di sua creazione. Egli ha corrotto i pensieri e le idee le quali hanno dato modo che le ideologie e filosofie degli uomini siano contrarie a Dio.

    Guardate cosa dice Giacomo e in quale contesto lo dice:

    Giacomo 4:1-7 Da dove vengono le guerre e le contese fra voi? Non provengono forse dalle passioni che guerreggiano nelle vostre membra? 2 Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere; voi litigate e combattete, e non avete, perché non domandate. 3 Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. 5 Pensate che la Scrittura dica invano: «Lo Spirito che abita in noi ci brama fino alla gelosia»? 6 Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili». 7 Sottomettetevi dunque a Dio, resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi.

    Vedete, Giacomo ci dice che le persone peccano perché sono egoiste e bramose di cose che non sono buone, questo è collegato con l’essere amici del mondo e quindi nemici di Dio. Questo è il motivo per cui la gente ha bisogno di umiliarsi davanti a Dio, questo è ciò che la grazia produce, ma sottomissione a Dio vuole anche dire resistere il diavolo e sottomettersi a Dio significa permettere a Dio di trasformare le nostre vie le quali abbiamo visto cambiano solo dal rinnovamento delle nostre menti.
    Se non cominciamo a pensare come pensa Dio allora non possiamo resistere al diavolo ed egli infine non fuggirà da noi, se non pensiamo come pensa Dio saremo trasformati, se non sviluppiamo la mente di Cristo continueremo ad agire carnalmente, continueremo a credere menzogne e false dottrine e continueremo ad assorbire ed a credere alle ideologie e le filosofie del mondo.

    Il più grande motivo per cui c’è ben poco discernimento spirituale nella chiesa è proprio per questo motivo. Abbiamo visto anche prima che la tiepidezza porta la chiesa alla cecità spirituale che infine è mancanza di discernimento spirituale. I cristiani sono troppo orgogliosi per permettere a Dio di cambiare le loro idee, perché questi si appoggiano sulla propria comprensione e non riconoscono Dio in tutte le loro vie.

    Eppure, questo è esattamente il contrario di quanto Dio ci dice di fare nella Sua parola.

    Proverbi 3:5-7 Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6 riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri. 7 Non ritenerti savio ai tuoi occhi, temi l’Eterno e ritirati dal male;

    Vedete questo è in realtà l’equivalente nell’Antico Testamento dei versetti che stiamo studiando in Romani 12:1-2.

    Non possiamo, non dobbiamo appoggiarci sulla nostra comprensione delle cose, questo è l’equivalente del rinnovare le nostre menti, dobbiamo invece riconoscere Dio in tutte le nostre vie, che è l’equivalente di non essere conformati a questo mondo, così che non siamo saggi ai nostri occhi e invece temendo il Signore dobbiamo fuggire dal male anche questo equivale al non essere conformi al mondo e all’esortazione di essere trasformati.

    In effetti, quando si parla di rinnovamento della nostra mente Proverbi ci dice che è in realtà il timore del Signore che è l’inizio di ogni conoscenza.

    Proverbi 1:7 Il timore dell’Eterno è il principio della conoscenza; ma gli stolti disprezzano la sapienza e l’ammaestramento.

    Chiunque e anche noi, quando disprezziamo la sapienza e l’istruzione di Dio siamo stolti.

    L’unica vera fonte di conoscenza, sapienza e istruzione è Dio e possiamo ottenere queste cose solo attraverso la parola di Dio.

    Questo ci porta quindi alla comprensione di come è che dobbiamo trasformare la nostra mente.

    Questo passao che stiamo studiando solleva questioni alle quali solo la parola di Dio ci dà le risposte.

    Paolo dice di presentare i nostri corpi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio, che è il nostro ragionevole servizio a Dio, per cui una persona si chiede, come faccio a farlo?

    Paolo dice di non essere conformati al mondo. Così la prossima domanda è OK va bene ma come possiamo fare questo? Cioè essere trasformati? Paolo dice: mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Quindi, come possiamo rinnovare la nostra mente?

    Attraverso la parola di Dio. Questo è l’unico modo con cui possiamo rinnovare la nostra mente e l’unico modo in cui possiamo essere trasformati.

    Tuttavia, prima di entrare in questo soggetto vorrei guardare a ciò che sono queste ideologie e filosofie del mondo alle quali non dobbiamo essere conformi.

    Abbiamo già visto che dobbiamo impegnarci a non indulgere nel comportamento peccaminoso. Diamo uno sguardo a questo comportamento peccaminoso.

    Ci sono cinque liste specifiche nelle epistole del Nuovo Testamento riguardo a questi comportamenti e sono le seguenti:

    La prima abbiamo avuto occasione di studiarla e si trova in:

    Romani 1:29-31 essendo ripieni d’ogni ingiustizia, fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa, frode, malignità, 30 ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi, ideatori di cose malvagie, disubbidienti ai genitori, 31 senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati.

    La seconda la troviamo in:

    1 Corinzi 6:9-10 Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, 10 né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio.

    La terza la troviamo in:

    Galati 5:19-21 Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21 invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio.

    La quarta lista si trova in:

    1 Timoteo 1:8-11 Or noi sappiamo che la legge è buona, se uno la usa legittimamente; 9 sapendo questo, che la legge non è stata istituita per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per i malvagi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, 10 per i fornicatori, per gli omosessuali, per i rapitori, per i falsi, per gli spergiuri, e per qualsiasi altra cosa contraria alla sana dottrina, 11 secondo l’evangelo della gloria del beato Dio, che mi è stato affidato

    La quinta e finale lista la troviamo scritta in:

    2 Timoteo 3:1-5 Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, 2 perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, 3 senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, 4 traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, 5 aventi l’apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati.

    Così come vediamo le opere della carne sono chiare, non vi è alcun equivoco sul significato di una qualsiasi di queste parole che descrivono il comportamento peccaminoso umano.

    Dobbiamo pentirci ad allontanarci da queste cose ed evitarle. Ora questo non significa che a volte non agiamo e commettiamo queste opere della carne, abbiamo visto che i nostri corpi hanno il peccato che abita in loro, quindi se cediamo alla concupiscenza della nostra carne piuttosto che sottomettersi alla volontà di Dio ci sarà ancora peccato nella nostra vita. Ed anche questo è il motivo per il quale Paolo ci esorta di queste cose nei versetti che stiamo studiando.

    So che un sacco di gente non vuole sentire questo, ma la Scrittura ci dice, tuttavia, che il peccato abita nei nostri corpi ma per grazia di Dio abbiamo il continuo perdono e che infine non c’è più nessuna condanna per il peccato di coloro che sono in Cristo, vedi Romani 7: 21-25; Romani 8: 1-4.

    Tuttavia dobbiamo presentarci a Dio e resistere al peccato e il diavolo, dobbiamo evitare il peccato e dobbiamo presentarci a Dio come sacrifici viventi dedicati alla giustizia di Dio.

    Anche se tutto questo comportamento peccaminoso deve ora essere evitato non sarà solo per forza di volontà, ma per la potenza che lo Spirito Santo ci dà, però, lo Spirito Santo ci dà la forza di resistere al peccato ed evitarlo quando ci sottomettiamo a Dio e siamo trasformati dal rinnovamento della nostra mente.

    Vedete, la nostra mente, è la nostra psiche, e quella parte del nostro essere che fa parte del nostro corpo, il nostro essere fisico, così, al fine di far funzionare i nostri corpi la mente deve essere coinvolta in tutte tutte le cose. Le nostre menti controllano i nostri corpi, le nostre menti controllano le nostre emozioni e le nostre azioni. Quindi, le nostre menti sono la chiave per rendere i nostri corpi sottomessi alla volontà di Dio.

    Ecco come funzionano le cose in noi esseri umani, noi percepiamo e filtriamo e conserviamo tutto attraverso le nostre menti. Le nostre menti sono il centro di controllo del nostro essere. Le nostre menti devono controllare le nostre emozioni e di conseguenza dovrebbero influenzare il nostro comportamento.

    Quando la mente non controlla le nostre emozioni, ma piuttosto le nostre emozioni controllano il nostro comportamento è così che pecchiamo. Le emozioni sono in realtà neutrali e ci sono date da Dio, date a tutti gli esseri umani. Tuttavia, quando le emozioni controllano la mente che è peccaminosa e non rinnovata finiscono per influenzare il nostro comportamento in modo negativo. Questo accade anche perché le nostre menti non sono programmate correttamente.

    La cosa funziona così. Il peccato è in realtà ciò che programma la nostra mente, la nostra mente è stata programmata dal peccato per servire il peccato e questo è avvenuto dalla nostra natura peccaminosa e poi dall’influenza esterna delle ideologie e filosofie del mondo.
    Così Dio deve rinnovare la nostra mente con la Sua parola dandoci la mente di Cristo, perché altrimenti cederemo al peccato e il nostro comportamento rifletterà lo stato della nostra mente. Come ho detto prima, le emozioni sono neutrali, prendiamo l’ira per esempio, l’ira è un sentimento naturale, ma è come la nostra mente reagisce ad essa che determina ciò che facciamo con questa emozione.

    Quando cediamo al peccato in noi allora la mente risponderà alla nostra rabbia in maniera peccaminosa, questo spesso porta ad agire con ira incontrollata che si manifesta poi in violenza, abuso sia fisico che verbale e spesso anche omicidio.

    Questo è un esempio di come la nostra mente controllata dal peccato ci causa a commetere il peccato.

    Così quando cediamo al peccato nella nostra mente la nostra mente controlla il nostro comportamento in quel modo.

    Eppure, se le nostre menti sono rinnovate dalla parola di Dio e se ci sottomettiamo alla potenza dello Spirito di Dio e la parola di Dio nelle nostre menti rinnovate eviteremo di peccare anche quando per esempio siamo irati.

    L’ira è una emozione naturale ma non è da se un peccato, infatti la parola di Dio dice:

    Efesini 4:26-27 Adiratevi, e non peccate: non lasciate che il sole scenda sulla vostra ira: 27 non date posto al diavolo.

    Come vediamo essere irati, adirati non è un peccato, perché la Scrittura ci dà un margine di manovra per poter essere irati, ma ci comanda però di non peccare quando siamo irati. Infatti dice di non rimanere irati a lungo, perché se pecchiamo nella nostra rabbia e manteniamo la nostra ira a lungo il diavolo otterrà un punto d’appoggio nella nostra vita, specificatamente nella nostra mente e si insinuerà in essa con le sue tentazioni per farci infine peccare.

    Satana sa benissimo che, colui che controlla la nostra mente ci controlla completamente. Se noi gli permettiamo di avere il controllo delle nostre menti con le sue ideologie e filosofie mondane, queste lentamente costruiranno fortezze nella nostra mente e lui infine radicherà le sue idee ed i suoi inganni e le sue dottrine nelle nostre menti e dopo di che sarà in grado di controllarci facilmente.

    Parliamo di questo problema, il controllo della mente, perché è veramente della massima importanza indirizzare questa cosa in questo contesto. Satanaè quasi riuscito a totalmente dirottare il mondo e tutta la sua struttura psicologica. Satana ha preso il sopravvento della mente dell’uomo ed ha stabilito le sue idee prendendo il controllo delle menti dell’uomo e quindi posizionando strategicamente uomini e donne che hanno un grande controllo sulla mente umana. Questo lo fa ponendo queste persone in luoghi di importanza, in luoghi dove le sue ideologie e filosofie possono avere l’effetto più devastante.

    Una delle sue specialità è quella di seminare queste cose che con orgoglio si esaltano contro la conoscenza di Dio mescolando idee giuste e vere con false e ingiuste idee per camuffare le sue bugie rendendole accettabili dalla maggior parte del mondo come verità.

    Satana non solo fa questo in modo sottile, ma egli lavora su tutti i fronti. Egli non ha paura anche di spargere direttamente e palesemente cose contro la verità di Dio.

    Lui sa come far funzionare le sue menzogne, sa che per alcune persone dovrà iniettare qualche verità assieme a delle bugie, al fine di renderle più sottili e gradevoli e più facili da accettare. Per altri invece sa che può seminare dubbi attorno la verità di Dio e questi infine non crederanno a Dio ma crederanno alla menzogna successiva, quella che viene dopo il dubbio.

    Per altri invece egli sa che può seminare le sue palesi ed evidenti menzogne e che le crederanno comunque. Questi ultimi le credono perché, anche se sono esposte in modo chiaro e ovviamente, violano apertamente la verità di Dio, quelli che le credono, cioè le ovvie bugie del demonio le credono perché queste persone comunque odiano Dio e tutto ciò che Dio dice e rappresenta.

    Essi odiano la verità di Dio in modo che desiderano in se abbracciare le aperte menzogne del diavolo perché queste soddisfano la loro natura peccaminosa e come ho detto perché odiano Dio e la Sua verità.

    In modo che quando Satana semina le sue bugie essi le amano perché queste contraddicono la verità di Dio e offendono Dio.

    Le strategie di Satana sono varie ma la Scrittura ci dice: 2 Corinzi 2:11 A meno che Satana vi inganni: ma non siamo ignoranti delle sue vie.

    Non siamo ignoranti dei suoi metodi, i suoi metodi sono le sue menzogne, menzogne e ancora più menzogne. Satana è il padre della menzogna e Gesù ci ha detto che la verità non esiste in lui e nemmeno in chi lo serve.

    Giovanni 8: 42-44 Allora Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e sono venuto da Dio; non sono venuto infatti da me stesso, ma è lui che mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete ascoltare la mia parola. 44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna.

    Dobbiamo capire che tutte le filosofie e le ideologie che sono seminate nel mondo sono modi con cui Satana allontana le persone dalla verità di Dio.

    Diamo un’occhiata ad alcune di queste filosofie ed iedologie e il loro significato:

    Umanesimo:

    L’umanesimo è la filosofia di vita in una posizione di umanesimo laico (in alternativa conosciuto da alcuni aderenti come Umanesimo Secolare, in particolare con la S maiuscola per distinguerla dalle altre forme di umanesimo) questa ideologia esalta la ragione umana, l’etica, la giustizia sociale e il naturalismo filosofico, mentre rifiuta soprattutto il dogma religioso, soprannaturalismo, pseudoscienza e o superstizioni come basi morali e processi decisionali. L’umanesimo secolare postula che gli esseri umani sono in grado di essere etici e morali senza religione o senza Dio. Non suppone che gli esseri umani sono intrinsecamente malvagi o per natura buoni.

    Piuttosto, l’atteggiamento di vita umanistica sottolinea la responsabilità unica di fronte all’umanità e le conseguenze etiche delle decisioni umane. Fondamentale per il concetto di umanesimo secolare è il punto di vista fortemente affermato che l’ideologie-sia religiose che politiche devono essere accuratamente esaminate da ogni individuo e non semplicemente accettate o respinte per fede.
    Insieme a questo, una parte essenziale di umanesimo laico è una ricerca continua che adatta la verità, in primo luogo attraverso la scienza e la filosofia.

    Molti umanisti derivano i loro codici morali dalla filosofia dell’utilitarismo, naturalismo etico, o etica evolutiva, e alcuni, come Sam Harris, sostengono una scienza morale.

    L’umanesimo è la filosofia principale che elimina tutto ciò che è legato a Dio e alla Sua parola e pone l’accento sulla conoscenza umana acquisita. Questa filosofia elimina Dio e mette l’uomo al centro di tutto, prende la scienza ed eleva questa materia altrimenti meravigliosa che è stata progettata per dichiarare la gloria di Dio e la pone invece al posto della parola e della conoscenza di Dio.

    L’umanesimo fa dell’uomo Dio e la natura la datrice di informazione e verità che funziona solo se e quando è interpretata dai saggi del genere umano, in altre parole gli scienziati e gli educatori in quanto essi sono gli esseri umani con la conoscenza superiore ed è quindi riservato a queste persone essere considerati i salvatori del mondo e i veri conoscenti dell’universo.

    Questa filosofia è il motivo per cui l’istruzione superiore è diventata la gnosi dell’uomo. In realtà è moderno gnosticismo, è davvero gnosticismo confezionato in un nuovo pacchetto e riciclato con un’etichetta diversa. L’ umanesimo elimina la necessità di Dio e l’acquisizione della conoscenza e della verità mediante la parola di Dio.

    Ad esempio da questo l’etica evolutiva ha lasciato il posto ad un altra ideologia che è demoniaca e malvagia che si chiama eugenetica.

    Vorrei spendere realmente po ‘di tempo qui per spiegare l’espansione di questa ideologia demoniaca nel mondo.

    L’eugenetica proviene dalla ideologia e filosofia dell’umanesimo ed è un insieme di credenze e pratiche che mira a migliorare la qualità genetica della popolazione umana. Si tratta di una filosofia sociale che sostiene il miglioramento dei tratti genetici umani attraverso la promozione di tassi di riproduzione sessuale più alti per le persone con le caratteristiche desiderate (eugenetica positiva), o tassi di riproduzione sessuale ridotti e la sterilizzazione e l’eliminazione di persone meno desiderate o indesiderate (eugenetica negativa), o entrambe.

    La definizione esatta di eugenetica è stata un oggetto di dibattito da quando il termine è stato coniato. La definizione di essa come una “filosofia sociale che è, una filosofia con implicazioni per l’ordine sociale è universalmente accettata come tale, ed è stata così portata in un articolo di giornale del 1937 di Frederick Osborn ” Sviluppo di filosofia eugenetica “.

    Mentre principi eugenetici sono stati praticati nella storia del mondo più remota come nella Grecia antica, la storia moderna dell’eugenetica è iniziata nei primi anni del 20 ° secolo, quando un movimento eugenetico popolare emerse nel Regno Unito e si diffuse in molti paesi, compresi gli Stati Uniti e in altri paesi europei. Durante questo periodo, le idee eugenetiche si sposarono a tutto lo spettro politico.

    Di conseguenza, molti paesi hanno adottato politiche eugenetiche destinate a migliorare lo stock genetico dei loro paesi. Tali programmi spesso includono appunto due misure “positive”, come ad esempio incoraggiando gli individui ritenuti particolarmente “fit” a riprodurre, e le misure “negative”, come divieti matrimoniali e sterilizzazione forzata di persone ritenute non idonei per la riproduzione e poi ultimamente contraccezione e aborto.

    La gente ritenuta inadatta a riprodurre la gente che spesso incluse coloro con disabilità mentali o fisiche, le persone che hanno segnato nelle basse gamme di diversi test di intelligenza, criminali e devianti, e membri di gruppi minoritari disapprovati dalla maggioranza.

    Il movimento eugenetico è stato collegato con la Germania nazista e con l’Olocausto, quando molti degli imputati al processo di Norimberga hanno tentato di giustificare i loro abusi di diritti umani, sostenendo c’era poca differenza tra i programmi eugenetici nazisti ed i programmi eugenetici per esempio degli Stati Uniti.

    E lasciatemi dire che avevano assolutamente ragione. Basta sostituire la popolazione ebraica e gli altri che i nazisti stavano cercando di sterminare con altre minoranze in atto oggi negli Stati Uniti che vengono sistematicamente distrutte. (M.C.)

    Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, con l’istituzione dei diritti umani, molti paesi a poco a poco abbandonarono le politiche eugenetiche, anche se alcuni paesi occidentali, tra cui gli Stati Uniti, hanno continuato a effettuare sterilizzazioni forzate.

    A partire dagli anni 1980 e 1990, però quando le nuove procedure tecniche di fecondazione assistita si sono rese disponibili, come ad esempio la maternità surrogata gestazionale (disponibile dal 1985), pre-impianto, diagnosi genetica (disponibile dal 1989) e il trasferimento citoplasmatico (la prima volta nel 1996), la paura di un possibile rilancio futuro dell’eugenetica e un ampliamento del divario tra ricchi e poveri emerse.

    Il problema con le politiche eugenetiche è che, indipendentemente dal fatto che sia quelle “negative” che quelle “positive” queste politiche vengono utilizzate e sono vulnerabili ad abusi, perché i criteri di selezione sono determinati da qualsiasi gruppo che si trova in potere politico.

    L’eugenetica negativa, in particolare, è una violazione dei diritti umani fondamentali, tra cui il diritto di riprodurre e l’omicidio tramite l’aborto.

    In effetti questa ideologia è stata ampiamente accettata dalla maggior parte delle nazioni ed è stata giudicata una cosa buona dalla maggior parte dei governi e tristemente anche da un grande segmento della chiesa. Tutto questo però è il controllo della popolazione, che è in gran parte razzista ed è praticato ed incoraggiato in molte società. In parole semplici, l’élite politica che sostiene questa idea e la rende pratica ha convinto la società e una parte della chiesa che questo è un bene per il mondo e che questa pratica è in realtà un diritto umano, ma in realtà chi sostiene e pubblicizza questa pratica come un bene sono quelli che sono razzisti e che operano in uno sfondo razziale per controllare le minoranze attraverso queste procedure.

    Margaret Sanger, una donna razzista bianca e liberal socialista, era il più grande promotrice di questa ideologia negli Stati Uniti. Vorrei dare un rapido sguardo alla storia di questa donna in modo che possiamo veramente comprendere le opere del diavolo e sottolineare il male e il razzismo che si diffonde attraverso i suoi modi ingannevoli.

    Ovviamente le sue idee e la sua filosofia è stata oggi adottata dalla élite liberale umanistica laica e si è diffusa in tutto il mondo e parte della cheisa come un cancro della società il quale è.

    Nel corso di una riunione di controllo internazionale delle nascite Marzo 1925 a New York City, un altoparlante avvertì della minaccia posta dai pericoli “neri” e “gialli”. L’uomo non era un nazista o un Klansman; era il Dr. S. Adolphus Knopf, un membro di nascita americano della League (ABCL) di Margaret Sanger, che insieme ad altri gruppi alla fine divenne noto come Planned Parenthood.

    Mentre gli apologeti attuali di pianificazione familiare cercano di mettere una certa distanza tra l’eugenetica e movimenti di controllo delle nascite, la storia dice definitivamente il contrario.
    Il tema eugenetico figurava in primo piano nella nascita della Review Control, che Sanger ha fondato nel 1917.

    Anche se una volta un gruppo di paria sociale, di routine castigato dai leader religiosi e di governo, il PPFA è ormai una organizzazione consolidata e di alto profilo, ben finanziata con ampio supporto organizzativo e ideologico nelle alte sfere della società americana e del governo.

    Le sue statistiche sono accettate dai maggiori media e funzionari della sanità pubblica come un vero e proprio “vangelo”; i suoi annunci a tutta pagina appaiono sui principali quotidiani; i suoi portavoce sono chiamati a dare analisi autorevoli di ciò che siano le politiche della famiglia Americana e come essa dovrebbe essere e così per prescrivere le risposte ufficiali che i membri del Congresso, i legislatori statali ed i giudici della Corte Suprema tutti accettano come “ortodossia sociale”.

    Fu nel 1939 che la più grande visione di Sanger per affrontare le pratiche di riproduzione della popolazione nera americana emerse. Dopo il gennaio 1939 la fusione della sua Clinical Research Bureau e il ABCL per formare la Federazione di controllo delle nascite d’America, il dottor Clarence J. Gamble fu scelto per diventare il direttore regionale del BCFA. Dr. Gamble, della Procter and Gamble azienda-produzione di sapone, non era un nuovo arrivato l’organizzazione di Sanger. In precedenza aveva lavorato come direttore generale al predecessore di ABCL.

    Gamble non perse tempo ed elaborò un memorandum nel novembre del 1939 dal titolo

    “Suggerimento per il Progetto Negro”

    Riconoscendo che i leader della comunità Afro-Americana potrebbero considerare il controllo delle loro nascite come una trama di sterminio, suggerì che i leader fossero collocati in posizioni in cui sembrava che essi stessi fossero in carica.

    Margaret Sanger rispose a Gamble il 10 dicembre 1939, e fu d’accordo con la valutazione.

    Essa scrisse: “Non vogliamo che la parola esca fuori che vogliamo sterminare la popolazione negra, e il loro pastore è l’uomo che può più convincere di questa idea se mai questa si verificasse e raddrizzare qualsiasi dei loro membri che si mostrano più ribelli a questa idea.”

    Nel 1940, i soldi per programmi dimostrativi per ” Il Progetto Negro” negli stati del sud fu donato dalla pubblicità del magnate Albert D. Lasker e sua moglie, Maria.

    Ma la pietra d’inciampo morale poteva essere superata solo dai leader religiosi afro-americani, così ministri negri furono sollecitati per operare in questo progetto. Florence Rose, da lungo tempo segretaria della Sanger, elaborò una relazione di attività durante il Marzo 1942 dettagliando lo stato di avanzamento del “Negro Project.”

    Raccontò di un incontro recente con un membro del consiglio di pianificazione familiare della Divisione Negra, il vescovo David H. Sims della African Methodist Episcopal Church, che apprezzò il riconoscimento di pianificazione familiare per il controllo delle nascite ed i suoi sforzi per costruire il sostegno di questo progetto tra i leader neri . Egli offrì cosù ogni tipo di assistenza che poteva dare.

    Bishop Sims offrì di iniziare il “processo di ammorbidimento” tra i rappresentanti di diverse confessioni negre che frequentavano le riunioni mensili del Consiglio Federale delle Chiese e la sua divisione di relazioni razziali. Questi e altri sforzi sono stati ripagati profumatamente dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1949, praticamente l’intera rete della leadership negra delle organizzazioni religiose, sociali, professionali e accademiche aveva approvato il loro programma di pianificazione familiare.

    Più di un decennio dopo, Planned Parenthood ha continuato la mira di questo programma nelle comunità minoritarie, ma a quel tempo senza molto successo.

    Nel 1940, le donne non bianche di età compresa tra 18 a 19 sperimentavano 61 nascite per ogni 1000 donne non sposate. Nel 1968, la cifra corrispondente era di 112 per 1000, un salto del 100 per cento. Qualsiasi altra circostanza potrebbe spiegare l’aumento del tasso di attività sessuale di un più ampio accesso al controllo delle nascite fu tramite la sua promessa di sesso senza timori e conseguenze.

    Alan Guttmacher, allora presidente di Planned Parenthood, nel disperato tentativo di mostrare ai politici che il controllo delle nascite poteva produrre una situazione in cui “gruppi minoritari che costantemente producevano nascite eccessive non potessero più persistere in questo modo…”

    Nonostante le affermazioni che i gruppi razziali o etnici non erano “mirati”, ai negri americani, tra le cui fila c’è una percentuale maggiore di poveri ed hanno così ricevuto una priorità negli sforzi di pianificazione familiare a livello nazionale. ( Razzismo)

    Donald B. Strauss, presidente di Planned Parenthood World Population, ha esortato la convenzione nazionale del partito democratico nel 1964 di liberalizzare le politiche dichiarate del partito sul controllo delle nascite, e di adottare politiche e risoluzioni di piattaforme nazionali per conformarsi con gli obiettivi a lungo cercati dicendo: Mentre quasi un quarto dei genitori non bianchi hanno quattro o più figli sotto i 18 anni che vivono con loro, solo l’8% delle coppie bianche hanno molti figli che vivono in casa con loro.

    Per il genitore negro, in particolare, il divieto di accesso alla pianificazione familiare di orientamento professionale preclude un altro viale per il progresso della famiglia e il benessere. Secondo questa filosofia i figli non desiderati non potrebbero quindi ottenere la formazione di posti di lavoro e competenze educative di cui hanno bisogno per competere in un mercato di lavoro; Inoltre, i figli indesiderati sono un prodotto e una causa della povertà.

    Esaminando i “successi” di programmi di controllo delle nascite, Guttmacher ha osservato nel 1970 che

    “I servizi di controllo delle nascite stanno proliferando nelle zone adiacenti alle concentrazioni di popolazione nera.”

    (Nel 1980, la mira fu per le comunità negre metropolitane dove cliniche sessuali che diventarono più sensibili e numerose del previsto)

    Guttmacher pensava che fino a quando il tasso di natalità continuava a cadere o rimaneva ad un livello basso, la pianificazione familiare doveva certamente essere introdotta prima che la dimensione della famiglia venisse tentata per coercizione “.

    Il raggiungimento di questo obiettivo, sarebbe meglio compiuto da gruppi diversi dal PPFA che predicavano la dottrina di una normativa familiare di 2.1-figli, e come fare questo senza offendere i clienti di pianificazione familiare di minoranza.

    Egli suggerì che le dimensioni della famiglia sarebbe diminuita se l’aborto fosse liberalizzato a livello nazionale e che ricevesse il sostegno del governo. In questa previsione era proprio in linea con la sua destinazione futura.

    Ma Guttmacher non aveva completamente respinto il controllo della popolazione forzata: Previsione di 20 anni critici nella lotta per controllare l’esplosione demografica, il dottor Alan Guttmacher, presidente di Planned Parenthood World Population, continuò a sollecitare l’uso di tutti i mezzi volontari per mantenere basso il tasso di natalità nel mondo.

    Fu prevista la possibilità che l’eventuale coercizione potesse rendersi necessaria, soprattutto nelle zone in cui la pressione era più grande, per esempio in India e Cina.

    “Ogni paese,” egli disse, “dovrà decidere la propria forma di coercizione, e determinare quando e come debba essere impiegata. Allo stato attuale, i mezzi sono la sterilizzazione e l’aborto obbligatori.

    Forse un giorno un modo di far rispettare il controllo obbligatorio sarà fattibile. L’aborto obbligatorio infatti è già praticato oggi in Cina, con l’approvazione della Federazione Internazionale di Pianificazione Familiare.

    Nonostante il suo passato, Planned Parenthood è riuscito a presentare una immagine di tolleranza e di partecipazione delle minoranze.

    Sicuramente, lo spettacolo più incredibile è il premio umanitario ad una donna di colore che presiede l’organizzazione da parte del Congressional Black Caucus colei che ha accelerato e giustificato la morte di quasi tredici milioni di bambini negri dal 1973 e facilita la scomparsa della famiglia negra, questa è ironia all’estremo.

    Il libro Angelo Killer (Killer Angel) racconta la vera storia dietro uno dei più grandi miti che controlla la nostra cultura, la vita e l’eredità di Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood.

    Questo libro espone “la grande menzogna” perpetuata dai seguaci di Sanger e dall’organizzazione che essa ha creato.

    Attraverso ricerca dettagliata e scrittura concisa, Grant svela il vero carattere e ideologia di Sanger, che comprendeva in un razzismo palese, un socialismo rivoluzionario, una perversione sessuale e una avidità insaziabile. Questo libro comprende citazioni dirette da fonti come il controllo delle nascite, recensioni di Sanger a sostegno delle sue scoperte. La sua biografia si estende nella educazione disturbata e infelice di Sanger, Sanger ha contribuito alla sua agitazione e amarezza che più tardi nella sua vita ha causato una sua eventuale fissazione con droga, alcool e l’occulto.

    Particolarmente scioccante fu il coinvolgimento di Sanger nel movimento eugenetico. Di questo Grant dice: “[Sanger] era completamente convinta che le razze inferiori ” erano, come dice lei in realtà erbacce umane e una minaccia per la civiltà ‘.

    Essa era una vera credente dell’eugenetica e la sua più grande promotrice e non semplicemente una che assimilò il gergo dei tempi come i funzionari di pianificazione familiare oggi vorrebbero farci credere

    Sanger morì il 6 settembre 1966, una settimana prima del suo ottantasettesimo compleanno. Grant dice:

    “Essa si vantò di aver speso fino quasi l’ultimo centesimo di Slee [il suo secondo marito] nel processo del suo progetto, però, essa nel contempo perse tutto il resto: amore, felicità, soddisfazione, e la realizzazione della famiglia e di amici. ”

    La verità scoperta nel libro di Grant ha dimostrato di essere una minaccia per coloro che seguono il culto di Planned Parenthood.

    In realtà, Killer Angelo è stato recentemente bandito da una libreria di Toledo, Ohio. Un gestore di libreria ha dichiarato in una lettera che, ” l’agenda politica e sociale dell’autore è fortemente sposata in tutto il libro, il quale non è adatto nemmeno in una biografia critica del suo soggetto.”

    In risposta, Grant ha sottolineato che “la questione è se i bibliotecari dovressero fare giudizi soggettivi circa le mie convinzioni politiche e le credenze di altri autori.”

    Censurando Angelo Killer, la libreria sembra violare le proprie polizze, in cui si afferma che “la collezione libristica deve comprendere materiali rappresentativi di tutte razze e nazionalità, e tutte le opinioni politiche, religiose, economiche e sociali.” Ad eccezione di quelle cristiane, a quanto pare.

    La pianificazione familiare della Federazione d’America è cresciuta fino a diventare un’organizzazione con 129 affiliati. Essa opera 875 centri sanitari e serve circa 5 milioni di donne ogni anno. Planned Parenthood è stato un leader nella lotta per il diritto delle donne di scegliere e nel fornire accesso alle cure di salute riproduttiva così le chiamano, a prezzi accessibili per una gran parte di donne.

    In molti modi, Sanger non è diversa dalle femministe contemporanee che, dopo aver effettuato il riconoscimento abituale dei problemi che si occupano di razza e di classe, tornano ad analisi che si concentra esclusivamente sul sesso. Queste sono le femministe che credono che le donne dovrebbero tutte riunirsi intorno a “questioni femminili”. Fine dell’articolo.

    Il differenziale tra il rapporto di aborto per le donne negre e le donne bianche è aumentato da 2,0 nel 1989 (il primo anno per il quale neri e altre razze sono stati riportati separatamente) al 3,0 nel 2000.

    Inoltre, il tasso di aborto per le donne negre è circa 3 volte superiore a quello per le donne bianche a partire dal 1991. Questi tassi sostanzialmente inferiori rispetto ai tassi precedentemente pubblicati da NCHS suggeriscono che le aree di segnalazione per la relazione del 2000 potrebbero non essere pienamente rappresentativo della popolazione femminile nera di età riproduttiva degli Stati Uniti .

    Stime del censimento del Census Bureau e dati di certificati di nascita indicano che la grande maggioranza delle donne ispaniche si segnalano come bianche. Pertanto, i dati per alcune donne bianche rappresentano in realtà anche le donne ispaniche, il che storce i numeri.

    Non solo i bambini neri uccisi sono in percentuale di gran lunga maggiore rispetto ai bambini bianchi, è possibile che siano uccisi in ancora più gran numero di quanto presentato in questo periodo. Anche se la popolazione bianca negli Stati Uniti è più numerosa della popolazione nera nel rapporto di 5-1, l’aborto sta uccidendo più bambini neri ogni giorno rispetto a bambini bianchi.

    John Piper, un pastore (bianco) con un cuore per la giustizia razziale, commenta sulla disparità dell’aborto in questo modo:

    L’effetto de facto (io non lo chiamo la causa principale, ma l’effetto netto) di mettere cliniche abortiste nei centri urbani è che l’aborto di bambini ispanici e neri è più del doppio della percentuale della popolazione intera. Ogni giorno 1.300 bambini neri vengono uccisi in America. Settecento bambini ispanici muoiono ogni giorno a causa dell’aborto.

    Chiamatelo ciò che volete, quando la macellazione ha un viso etnico e le percentuali sono il doppio di quello della comunità bianca e gli assassini sono quasi tutti bianchi, qualcosa sta succedendo che dovrebbe dare una sveglia agli amanti della uguaglianza razziale e della armonia razziale.

    La signora King (nipote di Martin Luther King Jr.) riferisce all’aborto come genocidio.

    Rev. Clenard H. Childress Jr. va oltre e lo riferisce al genocidio di negri.

    Nel 2002, egli ha creato un sito web da e per gli afro-americani chiamato Blackgenocide.org.

    Il lamento in quel sito legge questo (riferendosi alla statistica del 2002):

    [Il] incidenza dell’aborto ha portato ad una enorme perdita di vite umane. E ‘stato stimato che dal 1973 donne di colore hanno avuto circa 10 milioni di aborti [probabilmente fino a 13 milioni oggi].

    Michael Novak. . . calcola, “Dal momento che il numero degli attuali neri in vita (negli Stati Uniti) è di 31 milioni, il mancante 10 milioni costituisce una perdita enorme, perché senza l’aborto, la comunità nera americana sarebbe ora circa 41 milioni di persone.

    Sarebbe il 35 per cento più grande di quella che è.

    L’aborto ha spazzato attraverso la comunità nera come una falce, abbattendone ogni quarto membro “.

    Così abbiamo visto chiaramente qui come le ideologie umanistiche e filosofie sono sataniche e si intrecciano tra loro in modo da formare un sistema di pensiero che accoppiato con la natura peccaminosa del genere umano genera comportamenti demoniaci e questo è come funzionano le vie del sistema del mondo. Qualunque cosa che controlla la mente è ciò che poi controlla il comportamento.

    Un altro argomento sabotato e deragliato che si intreccia e diventa parte delle ideologie e filosofie malvagie e demoniache del mondo è:

    La Scienza.

    La scienza una sola volta camminava di pari passo con la Scrittura e in realtà le due non sono affatto in contraddizione tra di loro quando sono prese assieme. In passato quasi tutti gli scienziati erano in realtà Cristiani, ma con l’età dei luminari tutto questo ha cominciato a cambiare.
    L’età dell’illuminismo ha dato adito a molte ideologie filosofiche diverse e ha portato alla luce molti filosofi che hanno promosso ideologie umanistiche e secolari.

    Fu in questo periodo che la gente ha cominciato a credere che, secondo loro, fosse possibile per l’uomo eliminare Dio da tutte le sfere della vita e di essere governati da una morale ed etica completamente umanistica.

    La scienza così a poco a poco è diventata una sorta di fede.

    La scienza nelle mani di empi che negano l’esistenza e la necessità di Dio, ha fatto della scienza una vera e propria fede religiosa in cui la natura stessa è Dio e gli scienziati i suoi interpreti o come li dovremmo chiamare, i teologi dell’universo.

    La teoria darwiniana e demoniaca dell’evoluzione è completamente e totalmente falsa ed è stata progettata per il lavaggio del cervello delle persone in un sistema di credenze privo di Dio.

    Questa teoria nega, ovviamente, l’esistenza di Dio e rende Dio un creatore obsoleto, questo insieme con la teoria del big-bang ed hanno letteralmente creato una creazione senza Dio che si governa per puro caso ed è la famosa legge della sopravvivenza dei più forti.

    Si tratta, ovviamente di falsità, ma anche gli scienziati non possono renderli fatti reali perché non lo sono e non sono provabili e così sono e rimangono teorie e non fatti reali.

    Quindi come essi dicono che l’esistenza di Dio e l’acconto biblico della creazione di Dio può essere accettato solo per fede, ma non si rendono conto che le loro stesse teorie devono essere accettate per fede, perché non possono essere provate da veri e propri fatti scientifici.

    La teoria dell’evoluzione è quindi effettivamente collegata inesorabilmente all’ideologia dell’eugenetica. E’ la teoria dell’evoluzione che nasce dall’umanesimo laico nato dalla dell’era dell’ illuminismo fa sì che l’eugenetica oggi prosperi. L’eugenetica è l’uomo che prende il timone e il controllo della selezione razziale e pensa che mediante l’attuazione di questa ideologia l’uomo possa prima limitare certe razze dal crescere e propagare e secondo loro creando esseri umani migliori provenienti da questa selezione.

    Pensano così di aiutare la natura ad accelerare il processo evolutivo dell’uomo per rendere l’umanità migliore. Bene, vediamo come questo non sia il caso affatto! La natura umana non può essere cambiata naturalmente.

    Però la scienza come ho detto prima è diventata da se una vera e propria religione e gli evangelisti di questa religione sono le scuole pubbliche. Qui i bambini sono sottoposti al lavaggio del cervello facendo loro credere il falso vangelo dell’evoluzione. Quindi facendo questo è indirettamente condizionare i bambini a negare l’esistenza di Dio e di accettare il falso dio della materia universale e credere ai predicatori di tale religione, cioè gli scienziati e i meastri e professori.

    Come si può vedere anche ciò che la Scrittura ci dice riguardo a questo:

    Salmi 19:1-5 I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l’opera delle sue mani. 2 Un giorno proferisce parole all’altro, e una notte rivela conoscenza all’altra. 3 Non hanno favella, né parole; la loro voce non s’ode; 4 ma la loro armonia si diffonde per tutta la terra e il loro messaggio giunge fino all’estremità del mondo; nei cieli Dio ha posto una tenda per il sole; 5 ed esso è come uno sposo che esce dalla sua camera di nozze; esulta come un prode che percorre la sua via.
    La creazione dichiara la gloria di Dio ed anche se non ha una vera e propria voce udibile la sua voce è udita e la voce dice: Dio esiste e Dio è il creatore.

    La Scrittura ci dice questo e abbiamo già studiato questo concetto, quando Paolo parla di questo concetto in Romani 1. Paolo usa diverse parole, ma in sostanza dice quello che dice il Salmo 19 e anche lui in realtà sta dicendo esattamente quello che abbiamo visto fin ora per quanto riguarda le ideologie umaniste e secolari e anche la teoria dell’evoluzione, che questa è il vangelo degli scienziati senza Dio.

    Romani 1:18-23 Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia, 19 poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. 20 Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. 21 Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato. 22 Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, 23 e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili.

    Vediamo questo passo ancora una volta alla luce di ciò che stiamo studiando qui. Come abbiamo visto quasi tutti gli scienziati sono promotori del falso vangelo e il falso dio dell’universo e la teoria dell’evoluzione. Questi sono uomini che soffocano la verità di Dio nell’ingiustizia. Questi uomini e donne studiano la creazione di Dio, studiano i cieli, studiano l’uomo, studiano l’anatomia e la psicologia, e la natura ed hanno a porata di mano e sotto il naso tutto ciò che Dio ha creato, dentro di sé hanno la conoscenza di Dio perché sono creati a immagine e somiglianza di Dio e anche dopo che Dio ha scritto nei loro cuori la legge morale di Dio negano l’esistenza di Dio come creatore ed per questi fatti sono inescusabili nella negazione dell’esistenza di Dio.

    Come poi dice il versetto 22 essi si professano saggi, si professano come i savi del mondo ed invece Dio dice che negando Dio sono diventati stolti. Perchè negano il creatore la loro mente si è ottenebrata!
    Tuttavia, vediamo che il mondo ha risucchiato le ideologie sataniche create e diffuse nella mente degli uomini, ed abbracciano queste menzogne come veri fatti, accettano il dannante falso vangelo degli scienziati e in realtà li elevano addirittura al rango di divinità.

    Guardate per esempio come la gente e spesso anche credenti vedono i medici e anche come un molti medici stessi vedono se stessi. Essi sono considerati e si considerano semidei con il potere sulla salute delle persone e sulla morte e la vita. Se pensate bene l’ideologia diabolica dell’eugenetica è l’uomo che si crede Dio e che decide da se chi vive e chi muore.

    E’ l’uomo guidato dalla scienza e dai medici che crede di poter manipolare al posto di Dio la selezione raziale e la popolazione stessa, essi hanno il potere sulla vita e sulla morte; cosa che solo Dio dovrebbe avere.

    Non sto dicendo che Dio non ci abbia benedetto tramite la medicina ma come al solito come fa l’uomo prende una benedizione e la trasforma in una maledizione o in peccato, anche perché la più grande maggioranza di medici non credono in Dio.

    Come con tutto dobbiamo mettere le cose nella giusta prospettiva. La medicina è una benedizione e come credenti dobbiamo tenere in prima linea nella mente e nel cuore che anche se siamo in grado di dare credito a medici e medicine per il miglioramento della salute dobbiamo ricordarci che la vita e la salute delle persone sono in ultima analisi nelle mani di Dio e non nelle mani dei medici.

    Le persone rimangono ancora ammalate e muoiono anche quando i medici e la medicina fanno di tutto per curarle. Questo infatti dimostra la loro limitazione e dimostra che in ultima analisi, noi credenti infatti preghiamo Dio per la guarigione e possiamo sì ringraziare i medici, ma diamo a Dio tutta la gloria per la guarigione e la vita.

    Diamo un’occhiata adesso anche ad un altro settore molto importante della scienza che Satana usa col proposito di iniettare le sue velenose ideologie e il suo controllo mentale.

    Psicologia e Psichiatria:

    Psicologia e Psichiatria sono considerate da molte persone nel mondo cose necessarie per aiutare le persone che hanno un qualche tipo di problema emotivo e psicologico o/e una malattia mentale.

    Ora, lasciatemi dire che alcune cose che queste scienze hanno scoperto sono interessanti ed anche vere e forse utili fino ad un certo punto.

    Purtroppo, però lasciatemi dire anche questo, e so che sarà qualcosa che sarà incontrato con grande resistenza e perfino disaccordo.

    Psicologia e Psichiatria sono intrinsecamente inutili per curare i problemi emotivi e psicologici di una persona. Attenzione ho detto inutili per curare, non che siano utili a regolare i sintomi dei suddetti problemi.

    Permettetemi di dirlo in questo modo, questo tipo di consulenza è rigorosamente fatta da persone incredule e senza il consiglio della parola di Dio e senza preghiera a Dio quindi diventano soltanto un cerotto per i problemi, ma non diventeranno mai la vera cura definitiva per i problemi psicologici ed emotivi della persona.

    Per un non credente queste scienze sono indispensabili perché non possono e non si sottomettono alla parola di Dio e alla Sua potenza. Così, ovviamente, i non credenti trovano che hanno bisogno di assistenza psicologica e spesso anche di farmaci per essere in grado di far fronte ad i loro problemi emotivi e psicologici.

    Ci sono alcuni casi di disagio mentale ed emotivo che a volte richiedono l’uso di farmaci in modo che le persone possano rispondere meglio anche alla consulenza Biblica. Per esempio, alcuni di questi problemi possono essere la schizofrenia, il bipolarismo e la malattia maniaco-depressiva.

    Tuttavia, lasciatemi dire che spesso è richiesto il farmaco perché la consulenza e la preghiera cristiana non si ha nemmeno quando questi casi si presentano in cristiani. Spesso, troppo spesso, i pastori non sono adeguatamente qualificati e formati per consigliare le persone con questi problemi così che diventa evidente che essi dovranno riferire i fedeli ai medici che poi prescriveranno farmaci. Ci sono specificamente buoni consiglieri cristiani, ma non devono essere etichettati come psicologi.

    Il problema è che una persona ha bisogno di essere pienamente e accuratamente controllata per vedere se il problema è in realtà spirituale o se si tratta di un problema fisico o di entrambe. Se il problema è allo stesso tempo fisico e spirituale, allora la consulenza con la parola di Dio e la preghiera sono necessarie e probabilmente anche i farmaci possono essere necessari.

    Se il problema della persona è solo spirituale allora deve essere affrontato attraverso e per mezzo della parola di Dio e la preghiera, se il problema è fisico solamente allora la medicina può essere necessaria anche se poi il consiglio della parola di Dio è comunque sempre essenziale.

    Nella maggior parte dei casi i problemi sono spirituali e in alcuni casi sono entrambe. Nel caso in cui si parla di credente è imperativo che la consulenza biblica sia usata. In molti casi i pastori fanno un cattivo servizio ai credenti semplicemente bypassando la consulenza sprituale e spesso, troppo spesso raccomandandoli a psichiatri spesso increduli, solo così che la gente infine viene solo medicata ma non curata. Essi erroneamente pensano che solo inducendo farmaci tutti sarà OK.

    Questo è lontano dalla verità. La Scrittura ci dice che solo la parola di Dio è quella di ciò che tutti abbiamo bisogno per prosperare ed essere spiritualmente e mentalmente sani, non è la scienza della psicologia e della psichiatria che può curare infatti non può.

    La Scrittura dice:

    Salmi 1:1-3 Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; 2 ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte. 3 Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà.

    Come si vede scritto qui i credenti non devono mai camminare nel consiglio degli empi. Qual è il consiglio degli empi? Questo è ciò che sono i consulenti e medici non credenti. Adesso sicuramente la gente va in subbuglio e sicuramente metterà in dubbio questo fatto.

    Chiunque, voglio dire chiunque non è in Cristo, può essere una brava persona sulla superficie, ma la Bibbia dice che sono empi. Empio, significa senza Dio.

    Ricordate cosa dice la Bibbia? Ci sono solo due categorie di persone in questo mondo, credenti ed empi, credenti e non credenti. In realtà solo peccatori sono nati nel mondo, i peccatori sono empi e malvagi, così per tutti gli effetti tutti siamo empi e malvagi fino a quando non siamo salvati, rigenerati, convertiti da Dio mediante la fede in Cristo. Vedi Romani 3: 10-18; Romani 3:23.

    Quando una persona cammina nel consiglio degli empi significa che ricevono consigli che colpiscono la mente in modo empio.

    Consiglio psicologico e psichiatrico è di fuori della parola di Dio e viene usato nel consiglio degli empi. Consigli umanisti non possono portare una persona nella retta via, solo la consulenza della parola di Dio, aiutata dalla potenza di Dio è eccezionalmente qualificata per portare un risultato duraturo ed infatti la guarigione permanente e il rimedio per ciò che ci affligge.

    Solo la parola di Dio è qualificata per portare cambiamenti permanenti nel comportamento delle persone.
    Dio vuole impostare in noi una libertà permanente e completa e non tenerci in uno stato di dipendenza continuata sui farmaci o persone, in particolare quando si tratta di cose che riguardano la mente.

    Dio vuole che siamo dipendenti solo da Lui e la Sua parola, Egli vuole portare la libertà duratura e la guarigione permanente della nostra mente.

    Giovanni 8:31-32 Allora Gesù disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 E voi conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi.

    La verità della Parola di Dio ci libera dalla schiavitù del peccato, il pensare in modo sbagliato, le ideologie del mondo e le false dottrine, la potenza di Dio può spesso renderci liberi dalle malattie fisiche e anche mentali.

    Il primo passo nella vita di una persona per la guarigione di malattie mentali è la salvezza, il nascere di nuovo. La potenza dello Spirito Santo ci libererà dalla presenza di influenze demoniche che ci possono essere e solitamente causano molti problemi mentali ed anche fisici.

    Se abbiamo letto i Vangeli ci rendiamo conto che la presenza e la potenza dello Spirito Santo nella persona di Gesù liberava e curava molti dalle loro apparenti malattie mentali che però non erano altro che posessioni demoniache. Molte malattie mentali, non tutte, ma molte sono possessioni o oppressioni demoniache.

    Un esempio eclatante di questo nella Scrittura fu un uomo che Gesù liberò dalla possessione di demoni e la Scrittura ci insegna:

    Marco 5:1-9 Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. 2 Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, 3 il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. 4 Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. 5 Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percotendosi con delle pietre. 6 Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti 7 e a gran voce disse: «Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi». 8 Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest’uomo!» 9 Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti».

    OK fermiamoci qui per un momento per guardare alcune cose importanti. Prima di tutto quest’uomo vive in un cimitero, così vediamo che c’è una connessione tra di lui ed i morti, tra la morte e questo uomo. La Scrittura ci dice anche che egli aveva uno spirito immondo che è un altro modo di dire che era posseduto da uno spirito demoniaco. Capiamo anche che questa persona ha una forza fisica sovrumana. Anche questo è un segno che si trova nelle persone demoniache ma è anche una caratteristica trovata in persone che secondo la psichiatria hanno qualche tipo di problema mentale.

    In realtà anche l’ossessione con i morti e la morte è vista come un sintomo di malattia mentale o di problemi emotivi. Così vediamo qui che troviamo già due tratti del demone che possedeva questo uomo ma che sono presenti che sono presenti in quelli considerati malati di mente dalla scienza della psichiatria e della psicologia.

    Questo individuo gridava continuamente il che è un altro sintomo di malattia mentale e di problemi emotivi. Esso si tagliava con pietre. Ci sono diverse malattie mentali diagnosticate in cui le persone cercano di tagliarsi o di farsi del male. Una specifica dove li chiamano tagliatori, questa malattia è particolare in quanto consiste in una persona che si taglia il corpo. Così vediamo questo è ancora un altro segno di coloro che sono considerati malati di mente dalla psichiatria.

    Ora chiedo, oggi questa persone può essere considerato malato di mente? La psichiatria dice di sì, eppure anche la Bibbia dice di sì.

    Tuttavia, abbiamo bisogno di stabilire qual è la causa della malattia mentale che quest’uomo ha. E’ causata da un problema fisico? No! E’ invece causata in questo caso da possessione demoniaca.

    Così mi permetto di chiedere ora, potrebbero la psichiatria ed i farmaci curare quest’uomo? La risposta è no!

    Come guarì costui?

    Marco 5:12-13 I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi». 13 Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare.

    Prima di tutto vediamo che questo uomo aveva molti demoni che lo possedevano. Una legione di demoni è veramente tanti demoni.

    Una legione romana era formato da 4500 uomini. Tanto per dire!

    In ogni caso se erano 4500 o semplicemente molti il fatto è che erano tanti. Con la potenza di Dio, Gesù li scaccia fuori da lui. Non ci sarebbe stata nessuna quantità di farmaci che avrebbero guarito quest’uomo.

    Guardate quello che dice la Scrittura di questo uomo dopo che Gesù lo guarisce e scaccia i demoni.

    Marco 5:14-15 E quelli che li custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. 15 Vennero da Gesù e videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono.

    Questo passaggio sostiene ciò che abbiamo detto fin ora, questo uomo era malato di mente dopo che Gesù caccia i demoni e lo guarisce la Scrittura dice che l’uomo era sano di mente.

    Ora lasciatemi dire questo, oggi nella Chiesa abbiamo bisogno di testare accuratamente gli spiriti nelle persone per vedere se la persona ha bisogno di liberazione spirituale o cura medica per i suoi problemi mentali.

    Credo che questo apre una ulteriore parentesi e non voglio prendere una grande quantità di tempo su questa, ma è necessario affrontarla brevemente.

    La guarigione e la liberazione del demoniaco e quelle che Gesù e gli Apostoli eseguirono sono state fatte per un motivo specifico.

    Questi segni e prodigi avvenivano in Israele prima come un segno per Israele che Gesù è il Messia e che questi segni in Israele erano i segni messianici che indicavano ad Israele che il Regno di Dio era venuto ed era a portata di mano.

    Anche dopo che Gesù ascese in cielo e gli Apostoli continuarono a svolgere questi segni e prodigi che erano ancora eseguiti come un segno ad Israele, un segno che il Vangelo, Gesù e gli Apostoli erano mandati da Dio e che ancora offerivano la possibilità ad Israele di credere in Cristo e di ottenere il Regno a loro promesso, vedi Atti 3: 12-26.

    Sappiamo però come è andata a finire gli Ebrei nazionalmente non hanno creduto e ancora oggi non credono. Così Dio si rivolse alle nazioni per salvare la gente di tutte le nazioni mediante la chiesa e tutti i segni e prodigi visibili diminuirono fino a realmente sparire.

    Ora, detto questo ho detto segni e prodigi visibili. Questi erano espressamente fatti per Israele. Oggi Gesù e il suo Spirito svolgono ancora quei prodigi e segni ma non sono visibili apertamente come erano allora ed oggi sono di natura spirituale, piuttosto che fisica.

    In realtà ciò che Gesù ha fatto fisicamente in Israele continua a farlo spiritualmente ovunque a causa del Regno di Dio, anche se non è ancora completato; Israele è ancora mancante dalla Nuova Alleanza, tuttavia il Regno di Dio è presente ancora in modo spirituale e vero attraverso la chiesa.

    Gesù dà ancora la vita ai morti quando salva una persona, Egli li rende spiritualmente vivi
    Efesini 2: 1-10; Egli dà la vita eterna, che è ciò che conta alla fine, vedi alcuni altri passi
    Giovanni 5: 21-26; Giovanni 11:25; Giovanni 17: 2-3.

    Gesù fa risorgere chi è spiritualmente morto.

    Gesù dà l’udito spirituale ai sordi spirituali, coloro che non possono altrimenti udire la voce o la parola di Dio.

    Gesù apre ancora gli occhi dei ciechi. I ciechi spirituali non possono vedere il regno di Dio, ma quando Dio ci salva otteniamo la nostra vista spirituale 2 Corinzi 4:4; Giovanni 12:40.

    Giovanni 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio».

    Pensate un po’ per riuscire a vedere il Regno di Dio uno deve nascere di nuovo, in altre parole dobbiamo essere salvati e rigenerati dallo Spirito Santo. La nostra vista spirituale è data a noi attraverso la rigenerazione o nuova nascita, la quale viene dallo Spirito Santo nel momento in cui una persona è salvata. Siate certi che nessuno può udire la parola di Dio e quindi capirla, nessuno può vedere le verità spirituali in altre parole, il regno spirituale di Dio se non nascono di nuovo.

    Così Gesù guarisce ancora risuscita i morti, dà l’udito ai sordi e la vista ai ciechi.

    Gesù ancora oggi apre la bocca dei muti e li fa parlare. L’uomo naturale può parlare umanamente, ma non parla un linguaggio che Dio considera accettabile, anche se comunque lo sente. L’uomo è fondamentalmente senza parole in un senso spirituale. L’uomo non dice nulla di pio né dice nulla che dà la gloria a Dio. In altre parole, è come se fosse muto, muto quando si tratta di cose spirituali che sono importanti per Dio.
    Romani 3:13-14 «La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno tramato frode». «Sotto le loro labbra c’è un veleno di serpenti».14 «La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza».

    Questo è lo stato della gente, sono spiritualmente muti. Non possono parlare una lingua che Dio accetta.

    Oh, ma quando le persone diventano salvate e rigenerate dallo Spirito Santo invece ricevono immediatamente la loro voce e con essa proclamano la gloria di Dio, con la loro voce ora predicano il Vangelo e testimoniano la salvezza e la gloria di Dio, con le loro voci, quando prima offrivano solo bestemmie,maledizioni e vanità, ora offrono lodi e gloria a Dio.

    Atti 19:6 e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano.

    Atti 10:44-46 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.

    Come si vede qui la salvezza e la presenza dello Spirito Santo apre la bocca per lodare e glorificare Dio. Dove prima il silenzio era presente senza una voce a Dio ora invece ci sono lodi e profezia e la proclamazione del Vangelo.

    Così Gesù ancora oggi risuscita i morti, dà l’udito ai sordi, la vista ai ciechi e apre ancora la bocca del muto.

    E lo zoppo, l’infermo? Sì, Gesù guarisce ancora gli zoppi e gli infermi. L’uomo naturale è incapace di muoversi per fare la volontà di Dio.

    Spiritualmente parlando è paralizzato, infermo. Le sue gambe, il suo corpo non si muovono per fare qualsiasi cosa che vale la pena per Dio. Niente, non possono fare niente.

    L’uomo naturale deve in una sorta di senso essere trascinato o portato in una sedia a rotelle simbolica di per andare in chiesa. La gente che non è salvata non si muove quando si tratta di cose spirituali. Gesù che guariva paralitici, zoppi e infermi era una realtà in un senso fisico, ma è stato quasi sempre mostrato un collegamento ad una realtà spirituale, in particolar modo con il perdono dei peccati e la fede in Cristo.

    Diamo un’occhiata a cosa dice la Parola di Dio su questo:

    Marco 5:1-5 Dopo alcuni giorni, Gesù entrò di nuovo in Capernaum. Si seppe che era in casa, 2 e si radunò tanta gente che neppure lo spazio davanti alla porta la poteva contenere. Egli annunciava loro la parola. 3 E vennero a lui alcuni con un paralitico portato da quattro uomini. 4 Non potendo farlo giungere fino a lui a causa della folla, scoperchiarono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e, fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale giaceva il paralitico. 5 Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, i tuoi peccati ti sono perdonati».

    Come si vede chiaramente qui la remissione dei peccati di questo uomo attraverso la fede in Cristo lo ha portato la sua guarigione.
    Ora, questo non è sempre collegato alla guarigione fisica e il perdono dei peccati, anche se spesso possono andare di pari passo, in realtà su questo possiamo vedere Giacomo 5: 14-16.

    Tuttavia la guarigione fisica in connessione con la salvezza è un simbolo di ciò che avviene nel regno spirituale e nello spirito di una persona che poi successivamente cambia il comportamento della persona salvata.

    Un altro passo come l’ultimo visto lo troviamo anche in:

    Giovanni 5:1-9 Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
    2 Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. 3 Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; 4 perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito]. 5 Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo. 6 Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?» 7 L’infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me». 8 Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». 9 In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

    La salvezza porta le persone spiritualmente zoppe e paralitiche ad essere in grado di camminare e muoversi per Dio mentre invece prima erano impotenti spiritualmente parlando.

    La Scrittura ci dice sono belli i piedi di coloro che recano la buona novella della pace, cioè il Vangelo, vedi Romani 10:15.

    Così, quando Gesù, ancora oggi vivfica la gente spiritualmente morta, dà l’udito a coloro spiritualmente sordi, ridona la vista ai ciechi spirituali e guarisce quelli spiritualmente zoppi, paralizzati e infermi poi ci chiediamo, Gesù non fa ancora tutte le cose che ha fatto quando ha camminato in Israele?

    La risposta è chiara, sì, Gesù fa ancora tutto questo oggi ma lo fa in una realtà spirituale più che fisica.
    L’ironia di tutto questo è che ci sono quelli nella chiesa che ancora cercano disperatamente i segni fisici e i prodigi esteriori mentre ignorano totalmente o riducono al minimo quelli più importanti cioè quelli spirituali.

    La chiesa, anche se è una vera e propria entità fisica sulla terra, tuttavia, è quella che dovrebbe essere responsabile del benessere spirituale delle persone. Questo non significa che non dovremmo guardare al benessere fisico delle persone, ma è sempre stata una preoccupazione secondaria per Dio. In realtà il motivo che troviamo segni e prodigi e la guarigione durante il ministero di Gesù e degli Apostoli è perché presentavano ed offrivano lo stato fisico che le persone dovevano avere nel Regno messianico, il quale satvano ancora offrendo alla nazione di Israele.

    La chiesa, fino al ritorno del Messia e l’istituzione del Regno messianico e la successiva salvezza di Israele, dovrebbe essere interessata alla vita spirituale dei credenti più che quella fisica. Questo come ho detto prima non significa che non dobbiamo pregare per la guarigione fisica, ma la guarigione fisica è una preoccupazione secondaria anche per Dio. Non senza importanza ma secondaria.

    Mentre, come ho detto prima la maggior parte della chiesa cerca la salute fisica ed i miracoli più di quella spirituale.

    Questo ci riporta a quello di cui stavamo parlando per quanto riguarda la salute mentale e la guarigione mentale di una persona. Tutto questo discorso della guarigione che Gesù ha compiuto e compie ancora oggi in senso spirituale è quello di fare il punto che quando una persona diventa salvata e viene rigenerata dalla potenza dello Spirito Santo, questa persona viene guarita completamente spiritualmente allo stesso modo nel quale Gesù guarì la gente in Israele.

    Una parte che abbiamo visto di questa guarigione fu scacciare i demoni e la liberazione dalla possessione demoniaca.

    Questo accade ancora oggi ogni volta, ripeto, ogni volta che una persona è veramente rigenerato e salvato una persona viene liberata dalla possessione demoniaca. E’ un fatto automatico! Un credente non può avere lo Spirito Santo che dimora in loro ed essere ancora posseduto dai demoni, è una impossibilità spirituale.

    Ovunque Gesù era presente i demoni fuggivano via, se il suo Spirito è quindi presente i demoni devono fuggire.

    Dico tutto questo perché quando una persona è seduta in una chiesa non vuol dire che è necessariamente salvata. Queste persone possono ancora essere possedute da demoni e questo può manifestarsi in malattie mentali, come abbiamo visto spesso questo è il caso.

    Quindi è un dovere spirituale dei pastori e gli anziani insieme controllare la salute spirituale delle pecore di Dio, è per questo che sono chiamati pastori.

    Così, quando una persona dà segni di malattie mentali i pastori devono valutare il vero motivo che c’è dietro questa malattia. Devono provare gli spiriti della persona e determinare ciò che è la vera ragione della manifestazione.

    Il pastore, dopo aver valutato la manifestazione e la vera condizione spirituale della persona non dovrebbe impegnarsi particolarmente in un esorcismo piuttosto esporre la persona al Vangelo per la salvezza dell’anima.

    Se quella persona riceve la signoria e la potenza salvifica di Gesù Cristo, attraverso il quale i demoni fuggono la persona verrà salvata e liberata dalla possessione demoniaca.

    E’ il Vangelo che è la potenza di Dio per la salvezza di tutti coloro che credono è lo Spirito Santo che caccia fuori i demoni quando viene a risiedere in un credente. Praticamente c’è un nuovo padrone di casa.

    Quando una persona è salvata, veramente salvata ed ha una malattia mentale può essere oppressione demoniaca o può essere una ragione fisica.

    L’oppressione demoniaca può essere causata dalla persona che è in uno stato di peccato. Anche in questo caso i pastori devono valutare la vita della persona attraverso consulenza biblica.

    Se la malattia mentale non è puramente fisica ed è di natura spirituale, ma la persona è veramente salvata la Parola di Dio è sufficiente per portare la liberazione e la guarigione.

    Guardiamo alcuni passi della Scrittura che in realtà confermano il potere di guarigione spirituale e a volte anche fisica della parola di Dio:

    2 Timoteo 3:16-17 Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 17 perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

    Deuteronomio 8:3 Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE.

    Salmi 107:20 Mandò la sua parola, li guarì e li salvò dalla morte.

    Salmi 119:105 La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.

    Giosuè 1:7-8 Solo sii molto forte e coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. 8 Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai.

    Queste sono alcune Scritture che confermano essenzialmente la natura della guarigione e potenza della parola di Dio.

    In realtà il brano che stiamo ora studiando qui in Romani 12:2 ci dice di non essere conformi alle modalità di questo mondo, ma dice anche di essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente.

    In questo sta il nostro problema, le nostre menti sono continuamente condizionate dalle vie del mondo il che è quello che stiamo guardando qui. Così vediamo che la mente è intrinsecamente e indissolubilmente legata alle vie del mondo, perché le vie del mondo sono quelle che influenzano di più la nostra mente e di conseguenza il nostro comportamento.

    Il rinnovamento della nostra mente e la nostra conseguente trasformazione nell’immagine di Cristo si verifica quando otteniamo i pensieri e la mente di Dio, la mente di Cristo. Questa cosa non può essere mai raggiunta seguendo consigli mondani o di una consulenza umanista e secolare.

    La consulenza del mondo nondimeno non può mai produrre la mente di Cristo, non può mai produrre pietà, non potrà mai trasformarci nel modo in cui Dio vuole che siamo.

    Il consiglio e la consulenza del mondo è mondano non pio e divino, può modificare temporaneamente o artificialmente il comportamento di una persona, ma non porta mai il cambiamento duraturo e completo che Dio vuole.

    Le persone possono modificare alcune cose nel loro modo di pensare, forse anche modificare alcuni tratti comportamentali, ma non cambieranno le loro menti per quanto riguardano le vie del mondo né accetteranno il modo di pensare di Dio attraverso la psicologia o psichiatria.

    Esempio: una persona può essere in grado di modificare il suo problema con l’alcol attraverso la consulenza umanistica, ma non cambierà mai le sue altre vie peccaminose perché la consulenza mondana in effetti sostiene l’insegnamento che molti comportamenti empi e modi di pensare sono perfettamente accettabili.

    Il mondo con tutta la sua conoscenza non può produrre la mente di Dio e quindi non è in grado di produrre un vero e proprio cambiamento di comportamento e la trasformazione in base al carattere di Dio.

    I cambiamenti che provengono dal consiglio mondano sono in realtà falsi e contraffatti così come è la religione, perchè tutti portano ad una falsa pietà.

    Paolo disse questo a Timoteo e a noi:

    2 Timoteo 3:1-6 Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; 2 perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, 3 insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, 4 traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, 5 aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati! 6 Poiché nel numero di costoro ci sono quelli che si insinuano nelle case e circuiscono donnette cariche di peccati, agitate da varie passioni, 7 le quali cercano sempre d’imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità

    Questo è l’esempio perfetto che Paolo dà per descrivere in sostanza quello di cui stiamo parlando.

    Coloro che appartengono al mondo si comportano in questi modi descritti in questo passo.

    Questi sono alcuni dei modi del mondo e la consulenza mondana non affronta mai molti di questi modi e non li considera nemmeno sbagliati. Dio invece li considera come peccati e comportamenti che dobbiamo evitare e sopratutto per evitarli dobbiamo credere e pensare che sono erronei poiché Dio pensa che lo sono.

    I consigli mondani sono quindi influenzati da questi comportamenti.

    Le persone possono anche essere religiose, come vediamo nel versetto 5, dove dice che hanno una forma di pietà, una forma religiosa senza avere però la potenza del vero Vangelo.

    Queste persone sono mondane e tutto ciò che veramente desiderano alla fine è ingannare la gente al fine di arricchirsi.

    Vedete queste persone insegnano cose che non portano mai la gente ad arrivare alla conoscenza della verità, la verità secondo Dio.

    La verità la quale proviene ed è solo la parola di Dio, Gesù ha detto questo a riguardo:

    Giovanni 17:7 Santificali nella verità la Tua parola è verità.

    Sappiamo o dovremmo sapere che Gesù è la parola di Dio che si è fatta uomo:

    Giovanni 1:1-2 Nel principio la Parola era e la Parola era con Dio e la Parola era Dio.

    Giovanni 1:14 E la Parola è diventata carne ed ha dimorato con noi, (abbiamo visto la Sua gloria, la gloria dell’unigenito del Padre) pieno di grazia e verità.

    Giovanni 14:6 Gesù gli disse, Io sono la via, la verità e la vita: nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

    Come vediamo allora che al fine di conoscere la verità o per essere insegnati la verità, la quale è la parola di Dio, per arrivare alla conoscenza della verità la conoscenza mondana non potrà mai essere sufficiente.

    Piuttosto dobbiamo conoscere Gesù Cristo, cioè Colui che è la verità e la parola di Dio. Infine, un vero cambiamento non può avvenire nella vita delle persone che non sono rigenerate dallo Spirito di Dio e che non rinnovano la loro mente mediante la parola di Dio.

    Quindi, coloro che hanno una forma di pietà sono religiosi ma sono senza Cristo, senza la parola di Dio e la Sua verità, questi sono infine senza il Vangelo che è la potenza di Dio.

    Questi non possono che trarre vantaggio da persone che sono cariche di peccato e che finiscono per imparare cose mondane, ma non arrivano mai alla conoscenza della verità.

    Paolo in 1 Corinzi capitolo uno, dice che non possiamo mai raggiungere la conoscenza di Dio e di conseguenza la Sua parola attraverso la conoscenza che ci fornisce il mondo, questo è esattamente ciò di cui stiamo parlando in questa sezione del nostro studio.

    Le vie, le ideologie e le filosofie del mondo non possono in alcun modo farci ottenere la conoscenza di Dio e le Sue vie e la Sua verità.

    1 Corinzi 1:19-21 infatti sta scritto: «Io farò perire la sapienza dei saggi e annienterò l’intelligenza degli intelligenti». 20 Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo? 21 Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.

    Anche se questo passo parla del venire a conoscere Dio soltanto attraverso il Vangelo e che è solo attraverso il Vangelo che si può raggiungere la salvezza, tuttavia, possiamo anche capire esattamente che attraverso la così detta saggezza della sapienza mondana non possiamo mai conoscere Dio e le Sue vie.

    Infatti Paolo dice che Dio ha reso follia la saggezza del mondo, questo mi ricorda anche di quello che Paolo aveva detto in Romani 1, quando, parlando degli uomini che si considerano savi, gli scienziati, gli psicologi, i medici che rinnegano Dio, credendosi savi sono invece diventati stolti.

    Quindi, la conoscenza e la saggezza mondana in realtà è stoltezza, ed è contraria a Dio e la Sua parola.

    Come si vede quindi, la psicologia e la psichiatria sono scienze mondane e non sono particolarmente in linea con la verità di Dio. In realtà spesso queste scienze sono completamente opposte ai pensieri di Dio e quanto riguarda la mente e il comportamento dell’uomo secondo Dio.

    Mettiamola in questo modo, l’unico studio vero e valido della mente umana non è psicologia o psichiatria è la parola di Dio. Solo il creatore dell’uomo può realmente sapere come affrontare e come guarire la mente dell’uomo.

    Dio è l’unico che è qualificato a istruirci come risolvere i problemi dell’uomo. Una persona che è lontana e senza Dio e non ha il consiglio della Sua parola non può essere qualificato per risolvere i problemi della mente umana e l’uomo non può in alcun modo pensare di cambiare l’uomo e per lo più non può cambiarne il comportamento.

    Con metodi mondani si possono modificare temporaneamente alcuni aspetti di problemi mentali e comportamentali dell’uomo, ma non si possono portare a un cambiamento duraturo, liberatorio e completo.

    L’uomo ha molti modi che gli sembrano giusti, molti modi di pensare ma la maggior parte se non tutti, si oppongono a Dio. Perché?

    Beh dovremmo sapere perché! Dovremmo sapere che tutte le ideologie e i modi di pensare dell’uomo sono contaminate da un problema specifico.

    I pensieri e le ideologie dell’uomo sono tutte contaminate dalla peccaminosità dell’uomo.

    Questo si verifica perché l’uomo ha una natura peccaminosa che lo schiavizza, in pratica il peccato si oppone sempre alle vie di Dio.

    L’uomo è ingannato nel pensare che le sue vie sono modi giusti, ma alla fine le sue vie portano alla distruzione.

    Proverbi 14:12 C’è una via che sembra retta all’uomo, ma la sua fine porta alla morte.

    Se vi ricordate o si dovrebbe ricordare, in principio Dio aveva comandato ad Adamo che lui e di conseguenza Eva, non dovevano mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, Genesi 2:16-17.

    Sappiamo che Adamo ed Eva furono tentati da Satana a dubitare le parole di Dio ed a disobbedire al comandamento di Dio questo hanno fatto.

    Questo tra l’altro è sempre il modus operandi di Satana.

    Lui ancora oggi fa questo, questa è la sua strategia preferita, seminare abbastanza dubbio per mettere la parola di Dio in una posizione di non essere credibile, questo è ciò che fanno tutte le ideologie del mondo.

    Per lo meno gettano molti dubbi sulla credibilità della parola di Dio, dell’esistenza di Dio, della bontà di Dio e della Sua potenza. Questo, ovviamente, dal momento che ha funzionato una volta funzionerà per tutto il tempo.

    In molti casi le ideologie del mondo totalmente negano Dio e la Sua parola, ma come si vede la seconda tappa della strategia di Satana dopo che semina il dubbio è quella di screditare del tutto la parola di Dio.

    Genesi 3:1-5 Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» 2 La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».

    Come si vede nel passo questo è esattamente quello che fa Satana, prima mette in dubbio ciò che Dio ha detto. Ora, vorrei esaminare questo passo per capire il contesto di ciò che è realmente accaduto.

    Perché Satana ha tentato Eva invece di Adamo? Guardiamo al contesto del comandamento di Dio nel capitolo 2 della Genesi. Abbiamo visto prima che Dio ha dato questo comandamento ad Adamo prima che Dio creò Eva.

    La Bibbia non ci dice quando e nemmeno se Dio ha dato il comandamento ad Eva dopo questo episodio in Genesi 2. Credo che questo sia importante, molto importante. Perché? Perché che Egli ha dato il comandamento ad Adamo diventa evidente da quello che abbiamo capito dall’ ordine creativo di Dio, cioè che l’uomo è destinato da Dio ad essere il capo e anche il leader spirituale della famiglia.

    L’uomo, il maschio, anche nella chiesa dovrebbe essere il maestro delle verità spirituali. Se usiamo questi fatti e ciò che la Scrittura ci mostra su questo argomento e in questi passi, si può giungere alla conclusione che Adamo era infatti colui che ha detto ad Eva ciò che Dio gli aveva comandato per quanto riguardava l’albero della conoscenza del bene e del male.

    In realtà, il modo con cui Satana si rivolge ad Eva ci porta a capire che questo era il caso perché Satana chiede a Eva: “Dio ha davvero detto?”

    Se Dio avesse dato il comandamento ad Eva direttamente Eva avrebbe saputo di sicuro ciò che Dio le aveva detto e Satana non sarebbe stato in grado di mettere in dubbio facilmente ed effettivamente ciò che realmente essa aveva sentito. Diciamo che poteva averlo fatto e lo fa ancora, ma è più difficile mettere in dubbio quello che si sente in prima persona che di mettere in dubbio il sentito dire.

    In realtà quello che Satana ha fatto era che non solo ha causato il dubbio della parola di Dio, ma ha causato Eva a dubitare anche la credibilità di Adamo.

    In realtà credo che questo sia anche il motivo per cui Dio ha proibito alle donne di essere insegnanti e dirigenti nella chiesa.

    Infatti Paolo ci dà le ragioni esatte e questo è confermato in:

    1 Timoteo 2: 11-14 La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. 12 Ma io non permetto alla donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo, ma di essere in silenzio. 13 Perché Adamo fu formato per primo, e poi Eva. 14 E Adamo non fu sedotto, ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione.

    Quindi la prima strategia che Satana ha utilizzato è il dubbio, la seconda parte della sua strategia fu screditare la parola di Dio a titolo definitivo quando disse: «Non morirete affatto!”

    Screditando la parola di Dio e il Suo comandamento Satana sta chiamando Dio un bugiardo ed elimina anche la terribile conseguenza di disubbidire a Dio.

    La terza parte della strategia di Satana è quella di dare risultati completamente diversi al disobbedire Dio e ascoltare lui piuttosto che le credere alle conseguenze effettive che Dio ha dato.

    La quarta e più ingannevole strategia è quella di promettere grandi e bellissime cose invece delle conseguenze negative che esistono quando si disubbidisce a Dio.

    Questo è ciò che getta la gente dal bordo dalla tentazione alla disobbedienza completa, perché era esattamente la promessa di Satana di cose migliori di quelle che Dio ha promesso che ha fatto fare ad Eva il tuffo finale nella disobbedienza.

    Questo è esattamente quello che Satana ha fatto, in primo luogo ha messo in dubbio la parola di Dio, poi quando il dubbio ha messo le radici nella sua mente ha screditato la parola di Dio a titolo definitivo, poi ha dato esiti diversi nel disobbedire la parola di Dio, poi ha promesso grandi benefici invece di gravi conseguenze, mentre ha dato tutta la colpa a Dio accusandolo di trattenere benedizioni da loro. In questo modo non solo ha screditato la parola di Dio ed i suoi avvertimenti, ma ha fatto sembrare Dio uno di cui non ci si può fidare.

    Questo fu esattamente come Eva cadde in trasgressione, diamo una occhiata:

    Genesi 3:3-6 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male». 6 La donna osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò

    La tentazione in questo caso fu questa cioè che mangiando del frutto che Dio aveva proibito avrebbe aumentato la loro conoscenza a tale punto da renderli dèi, Satana gli dice che sarebbero diventati come Dio stesso, che avrebbero stabilito nella loro mente quello che loro avrebbero ritenenuto di essere bene e male.

    Quello però di cui non si rendevano conto, invece era che se avessero obbedito a Dio avrebbero conosciuto solo il bene e sarebbero stati protetti e risparmiati dal male.

    Avrebbero riconosciuto il male, ma lo avrebbero visto nel modo in cui Dio lo vede e il male non sarebbe stato in grado di fare i danni che ha fatto nella creazione e l’umanità avrebbe vissuto conoscendo il vero bene così evitando il male, pur rimanendo moralmente ed eticamente incorrotti e puri.

    Vedete, questo è il motivo per cui Dio ci dice di non conformarsi alle vie del mondo ma di essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Perché si vede che mangiando quel frutto l’uomo ha conosciuto il male attraverso la sua natura, maledetta e peccatrice ed ha da quel momento sempre scelto il male per farlo trionfare sul bene.

    La natura peccaminosa dell’uomo ha reso l’uomo schiavo del peccato. Giovanni 8:34-36;

    L’uomo non può quindi scegliere il vero bene di Dio, perché il vero bene secondo Dio non è riconosciuto come tale dalla natura peccaminosa.

    La verità di Dio è in realtà compresa e considerata come una menzogna e come follia e l’uomo pensa che in realtà sia dannoso per l’uomo fare le cose nel modo che Dio comanda.

    Guardiamo ciò che Satana disse ad Eva, diamo un’occhiata di nuovo e vedrete che è esattamente così:

    Genesi 3:3-6 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male». 6 La donna osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò

    Dio disse loro la verità quando gli disse:

    Genesi 2:16-17 Dio il SIGNORE ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».

    La verità è che se avessero mangiato del frutto invece di essere benedetti sarebbero stati maledetti e sarebbero morti e la verità è anche che se avessero obbedito a Dio sarebbero stati benedetti e salvi. Questa è la verità di Dio!

    Ora guardate ciò Satana gli ha detto: gli dice che Dio gli ha mentito ma in realtà era lui che stava mentendo, lui è il padre della menzogna, Giovanni 8: 42-45.

    Satana invece ha detto loro che Dio ha mentito, dicendo: “certamente non morirete” egli stava implicando il fatto che Dio stava trattenendo da loro delle benedizioni. Implicava il fatto che Dio non voleva che loro fossero tutto ciò che potevano essere se avessero ascoltato lui invece che Dio. Dio non voleva che essi conoscessero ciò che Egli conosceva, perché conoscendolo sarebbero stati simili a Lui ed essere in grado di discernere e valutare da soli ciò che fosse bene e male ma senza la guida di Dio.

    Satana gli ha promesso libertà, mentre invece li ha resi schiavi. Satana gli ha promesso di essere come Dio e la cosa ironica è che erano già molto simili a Dio, ricordiamoci che a Sua immagine e somiglianza li creò, Genesi 1: 26-27.

    L’uomo moralmente ed eticamente era già come Dio, non era Dio, ma era come Lui in molti modi. L’uomo era già buono, puro ed eterno e Dio ha dato loro il privilegio di avere dominio, di essere padroni del mondo, se solo avessero obbedito a Dio in un solo comandamento. Solo uno!

    L’uomo aveva già il meglio che Dio gli aveva dato e non aveva bisogno di altro che di avere un rapporto di amore con il Dio vivente.

    Satana voleva invece essere Dio e governare l’universo al posto di Dio, guardate quello che ha detto, io credo ancora prima di tentare Eva:

    Isaia 14:12-14 Come sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio del mattino! Come mai sei stato steso a terra, signore dei popoli? 13 Poiché tu hai detto nel tuo cuore, io salirò in cielo, io innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio: mi siederò sul monte della Congregazione, nei lati del nord: 14 salirò nelle sommità delle nubi; Sarò come l’Altissimo.

    Questo è ciò che Satana desiderava essere, voleva esaltare il suo trono al di sopra di Dio ed essere come l’Altissimo. Questa era l’intenzione di Satana.

    Sapeva che per fare questo doveva conquistare il genere umano al fine di realizzare il suo piano.

    Già aveva incitato un colpo di stato, una ribellione nei cieli tra gli angeli, le prime creature create da Dio.

    Egli fu in grado di convincere un terzo degli angeli a disertare e affiancarsi a lui, vedi Apocalisse12: 4.

    Ora Satana doveva sovvertire il genere umano, cioè le altre creature che Dio aveva creato. Questa volta, però Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza e diede loro il dominio sulla terra. Satana sapeva quindi che per il suo piano di diventare Dio ed avere successo egli avrebbe dovuto conquistare l’umanità ed ottenere la signoria sull’uomo e quindi così usurpare il dominio dell’uomo sulla terra e così lo avrebbe avuto lui. Satana non fu in grado di conquistare completamente il cielo, il colpo di stato angelico fallì. Ora quindi pensò che se questo nuovo piano avesse avuto successo egli sarebbe diventato dio del genere umano al posto di Dio stesso e avrebbe avuto in mano sua il mondo da governare. Pensava che l’umanità avrebbe così rigettato Dio e avrebbe accettato lui come Dio, invece di Dio.

    Questo è il vero motivo per cui Satana voleva conquistare l’uomo a farlo cadere nel peccato, disobbedire a Dio e obbedire a lui in modo che avrebbe così preso il dominio sull’umanità e il mondo e diventare Dio dell’uomo.

    A quanto pare, come fece in cielo con gli angeli, anche questo piano ha funzionato solo parzialmente. Anche se apparentemente sembrava avesse funzionato nel principio in realtà non ha mai funzionato e non funzionerà mai interamente, anzi.

    Tuttavia, questo è il motivo per cui Satana ha fatto quello che ha fatto. In realtà egli è stato in grado, in questo modo, di asservire l’uomo e provocare l’uomo a ribellarsi contro Dio in modo che l’umanità asservita ad una natura peccaminosa avrebbe continuato ad obbedire a lui piuttosto che a Dio.
    In sostanza Satana è diventato il nuovo dio dell’uomo.

    Disobbedendo a Dio l’umanità essenzialmente abdicò il dominio che Dio gli aveva dato ed ha consegnato il dominio ad un altro cioè Satana.

    L’umanità pensa che essa sia padrona di questo mondo, ma in realtà non lo è affatto.

    Il sistema intero del mondo è truccato da Satana per far credere all’uomo che è lui che è in carica ma in realtà è Satana in carica e l’uomo è invece il suo schiavo e l’umanità ubbisisce ai suoi desideri e fa la sua volontà.

    Questo è il motivo per cui l’amicizia con il mondo è essere nemici di Dio;

    Giacomo 4: 4 adulteri e adultere, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia con Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

    Come abbiamo visto in precedenza che, vivere e lavorare, e rispettare l’ambiente e non abusare la creazione di Dio non è affatto in sostanza essere amici del mondo come Dio lo intende.

    In realtà questi sono grandi responsabilità che Dio ha dato non solo all’uomo, ma anche alla chiesa. Amare il mondo in un modo rispettoso e responsabile non è quello che significa essere amici del mondo. Dobbiamo sapere che tutto ciò che non ci fa rifiutare la verità di Dio e non ci induce a peccare e non ci controlla non è essere amici del mondo. Dio ci ha dato la responsabilità di prenderci cura della Sua creazione nel modo giusto.

    Come abbiamo visto, in realtà amicizia con il mondo significa appartenere a Satana e vivere in un modo che è in contrasto con le vie di Dio e la Sua volontà.

    Così adesso facciamo un esempio.

    Una cosa che è diventata accettata e non solo accettata ma considerata come una condotta morale e di fatto e che oggi è anche considerata in linea con la volontà di Dio in certe chiese.

    L’Omosessualità.

    La parola di Dio chiama questa cosa peccato e abominio ed è inoltre anche contro l’ordine creativo naturale di Dio.

    La parola di Dio proibisce questo comportamento ed è anche inclusa nelle liste del Nuovo Testamento che parlano delle vie di questo mondo così chiamate opere della carne.

    Prima che il peccato avesse maledetto la natura dell’uomo Dio creò l’umanità in un modo specifico.

    Genesi 1:27 Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

    Proprio qui si vede che l’ordine creativo, il vero e proprio orientamento sessuale, l’ordine del genere umano naturale è maschio e femmina, non è maschio e maschio né femmina e femmina.

    Infatti Paolo in Romani 1 ribadisce questo concetto quando dice:

    Romani 1:19-28 19 poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; 20 infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, 21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. 22 Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, 23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. 24 Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; 25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. 26 Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; 27 similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento. 28 Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente;

    Come si vede nei versetti 26 e 27 Paolo parla esattamente di omosessualità quando afferma che le donne hanno mutato l’uso naturale con quello che è contro natura, allo stesso modo gli uomini hanno fatto la stessa cosa, gli uomini con gli uomini.

    Il punto è che Paolo afferma che questo comportamento è contro natura e Genesi conferma che l’uso naturale sia maschio con femmina proprio come Dio li ha creati per essere.

    Questo è il motivo per cui il matrimonio può essere solo tra un uomo e una donna, i rapporti sessuali devono essere tra un solo marito ed una sola moglie.

    Altre Scritture che confermano questo comportamento come peccaminoso e inaccettabile a Dio si possono trovare in:

    Levitico 18:22 Non avrai un rapporto con un uomo, come con una donna: è cosa abominevole.

    Levitico 20:13 ” ‘Se un uomo giace con un uomo come si fa con una donna, tutti e due hanno fatto ciò che è abominevole Essi devono essere messi a morte;. Il loro sangue sarà sulle loro teste.

    1 Re 14:24 e c’erano anche sodomiti nel paese: e hanno fatto secondo tutti gli abomini delle nazioni che l’Eterno aveva scacciato davanti ai figli d’Israele.

    In questa ultima Scrittura Dio ci dice che la pratica dell’omosessualità era un abominio praticato dalle nazioni, in altre parole dal sistema mondiale e non accettabile al popolo di Dio.

    1 Corinzi 6:9-10 Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.

    La stessa cosa vale anche per 1 Timoteo 9-11 sappiamo anche che la legge è fatta non per il giusto ma per gl’iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e gl’irreligiosi, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, 10 per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina, 11 secondo il vangelo della gloria del beato Dio, che egli mi ha affidato.

    Purtroppo oggi come sappiamo questo peccato sessuale è considerato una buona cosa, una cosa accettabile, in realtà è una cosa che tutta la società e anche la chiesa sono in molti modi costretti ad accettare come comportamento normale. Comunque la chiesa non dovrebbe mai accettare il peccato, alcun peccato come comportamento accettabile.

    Questo è un perfetto esempio delle vie del mondo, questo è un perfetto esempio di un comportamento e una ideologia che è diventata accettabile e normale nel mondo e anche e sopratutto dalla psicologia e psichiatria.

    Quindi, ecco l’argomento decisivo, la psicologia e la psichiatria non vedono questo comportamento come Dio lo vede anzi. Dio dice che non è naturale ed è peccato ed ha conseguenze molto gravi per coloro che praticano tali cose.

    La psicologia e la psichiatria invece dice che che si comporta in questo modo è normale e che questo è un comportamento perfettamente accettabile, è naturale ed è addirittura bello. In realtà oggi chi non lo accetta viene dichiarato abnormale.

    Così, quando una persona va a cercare aiuto da queste scienze vediamo che essi stanno in realtà cercando consiglio dagli empi e dai malvagi. Queste scienze sono quindi empie ed incitano e incoraggiano la gente a rimanere amici del mondo e non a cambiare né diventare conformi all’immagine divina.

    Queste sono le vie del mondo.

    Ora, ricordiamoci gli inganni ideologici di Satana, egli mette in dubbio quello che dice la Parola di Dio anche sull’omosessualità, ha veramente detto Dio?

    Egli nega le conseguenze negative della pratica di tale comportamento e poi in realtà accusa Dio di non volere che le persone siano felici vietando loro questo comportamento e poi promette benefici al di là di ciò che una persona avrebbe se invece obbedisse a Dio.

    E’ la stessa esatta strategia e trappola che ha utilizzato nel giardino di Eden, con Eva. Tenta la gente a fare ciò che Dio proibisce e lo fa allo stesso modo. La strategia è sempre la stessa.

    Ora che vediamo come funziona è di dovere parlare di altri modi con cui Satana porta avanti la sua propaganda e il suo lavaggio del cervello dell’umanità.

    Adolfo Hitler una volta dichiarò: “Che fortuna è per chi comanda che gli uomini non pensano.”

    Alcuni di voi potrebbero aver visto il film Matrix, questa prossima citazione proviene dal film ed è la descrizione di ciò che la matrix è nel film, ma si vede proprio qui la descrizione del sistema mondiale che Satana ha creato per ingannare la gente:

    “Volete sapere cosa è la Matrix? Matrix è ovunque. E’ tutta intorno a noi. Anche ora, è in questa stanza. Lo si può vedere quando si guarda fuori dalla finestra o quando si accende la televisione, si può sentire quando si va a lavorare e quando si va in chiesa, quando paghi le tasse. Matrix è il mondo che è stato costruito davanti agli occhi accecati e nascosti dalla verità … qual è la matrice? È il controllo, si tratta di un mondo surreale generato dal computer per tenerti sotto controllo, un mondo sviluppato per cambiare l’essere umano … ”

    Incredibile! Questo è il mondo che Satana ha creato, un mondo costruito di nascosto perché la gente sia accecata e non possa conoscere la verità. Così un mondo viene creato per tenere la gente sotto controllo e per cambiare l’essere umano da immagine di Dio a immagine di Satana.

    Sì miei cari amici, il mondo è stato sedotto ed è sotto l’incantesimo del diavolo, il mondo è accecato da lui.

    2 Corinzi 4: 3-4 E anche se il nostro vangelo è velato, è velato per quelli che periscono. 4 Il dio di questo mondo ha accecato le menti degli increduli, in modo che essi non possono vedere la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio.

    Questa seduzione viene messa in atto nel mondo in cui viviamo, anche da coloro che sono i ministri umani di Satana, tutti quelli che egli usa per far avanzare il suo programma.

    Per questo egli pone le persone al potere in luoghi molto strategici.

    Nella politica, nelle aziende, nelle scuole e sì anche nelle chiese e specialmente nella religione.

    La Scrittura ci avverte di questo fatto:

    2 Corinzi 11: 14-15 E non c’è da meravigliarsi, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. 15 Non è dunque gran cosa se anche i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia, la cui fine sarà secondo le loro opere.

    Stile di vita, comfort e prosperità sono una grande parte della matrix creata per l’uomo da Satana e dai suoi ministri. La loro propaganda e il controllo della mente viene attuato attraverso ogni tipo di istituzione esistente nella nostra società e cultura.

    Queste sono le cose che hanno preso il loro relativo posto nella vita di ogni persona.

    La maggior parte della gente veramente non pensa, proprio come Hitler ha detto, non pensano perché le loro menti sono troppo occupate da tante altre cose.

    Questa è una cosa molto, molto pericolosa, soprattutto per i credenti. Se la nostra mente è troppo occupata con il frenetico passo che la vita mondana ci impone avremo poco se non alcun tempo da spendere in modo di rinnovare la nostra mente.

    Per fare questo infatti abbiamo bisogno del tempo per farlo, in modo che, il furto del tempo è una grande chiave utilizzata da Satana in modo da impedirci di essere in grado di consentire la parola di Dio di rinnovare la nostra mente.

    Se non abbiamo tempo da trascorrere nella parola di Dio la nostra mente rimarrà invariata e continuerà ad essere conforme alle vie del mondo.

    L’uomo generalmente non essendo in grado di fermarsi a pensare è come oro colato per coloro che sono al comando e per chi attua piani di Satana.

    Siamo tutti sempre e molto impegnati in effetti, occupati per ottenere lo stile di vita che i ministri e gli operai di Satana ci stanno vendendo.

    La loro economia e il loro sistema e le loro strategie sono progettate per rubare la nostra attenzione, in modo che non si possa nemmeno davvero pensare a quello che essi stanno facendo.

    Le persone sono sempre molto, troppo impegnate nella loro vita, che oggi è impostata come modo di vivere.

    Viviamo tutti costantemente in uno stato di molta occupazione al fine di acquisire e mantenere uno stile di vita che si in fondo si vuole ottenere, questo infine è lo stile di vita che in effetti essi stessi stanno creando per noi, uno stile di vita che diventa sempre più difficile da ottenere.

    Satana sa manipolare i desideri umani, manipola l’avidità e la lussuria degli esseri umani, al fine di fare che cosa?

    Al fine di distrarci e farci cadere nelle sue trappole, perché ci fa correre sempre più velocemente e freneticamente per tutto il tempo della nostra vita, senza mai avere il tempo per fermarci e riflettere, in realtà non possiamo pensare a ciò che ci sta accadendo e infine la sua trappola ci fa anche cadere in debito finanziario dal quale non si può quasi mai recuperare ed uscire.

    Tutto questo da a loro e a Satana un grande controllo sulla vita di coloro che cadono in questa sottile trappola.

    Queste strategie sono adottate per asservire la società e renderla impotente e vulnerabile alla manipolazione psicologica.

    Guardiamo ad una efficace trappola ideologica di Satana:

    Il Femminismo

    Satana ha messo a punto questa grande strategia ed ideologia che ormai dura da secoli ed è stata accettata oggi ancor di più attraverso compromessi e inganni, rendendo quasi impossibile per le donne, soprattutto quelli che oggi, desiderano essere casalinghe e madri, in altre parole essere quello che Dio ha progettato loro ad essere, di rimanere a casa e tirare su i loro figli, invece di dover andare a lavorare.

    Le donne, purtroppo, sono state manipolate e persuase dalla propaganda satanica, che gli ha fatto credere, l’ideologia che esse dovevano rinunciare alla famiglia o almeno sacrificare di avere una famiglia, al fine di perseguire una carrier e un lavoro a tutti i costi, cose che oggi per la maggior parte, per la donna, sono diventate una vera e propria schiavitù e lavoro forzato, invece di valorizzarle ed emanciparle come promesso, perché?

    Perché, la tentazione e la strategia di Satana sono le stesse, come nel giardino Satana gli ha sussurrato in altre parole:

    “Tutto deve cambiare perché dovete avere una vita migliore di quella disegnata da Dio”, e soprattutto, il fatto che solo così le donne potevano veramente trovare il loro valore come donne, in altre parole togliersi da sotto il giogo dell’oppressione maschile.

    Oggi, tuttavia, la maggior parte delle donne sono in realtà costrette dal sistema ad andare al lavoro.

    Molte non vanno a lavorare in realtà perché vogliono veramente o liberamente scegliere di andarci, anche se credono che sia così, ma ci vanno perché sono state costrette ad avere bisogno di lavorare.

    Oggi le donne devono lavorare per permettersi un certo stile di vita, di cui sono convinte da parte del mondo che devono avere per poter vivere meglio ed essere veramente valutate come donne.

    In realtà, però, tutto quello che fanno oggi è vivere in una peggiore condizione emotiva ed in molti casi anche sul continuo orlo del disastro finanziario cioè sull’orlo della povertà.

    Le persone oggi sono costrette a vivere ad un passo, cioè, sole poche buste paga, spesso una, di distanza alla povertà.

    Oggi viviamo sempre più in uno stato di stress continuo, viviamo una vita che è in realtà in molti modi insoddisfacente per la maggior parte delle persone. Non perché non abbiamo comodità, ma a causa del prezzo effettivo si deve pagare per ottenere questo comfort e stile di vita.

    Perché pensate che ci sono sempre più malattie causate da stress, malattie fisiche e malattie mentali?

    La risposta è evidente!

    Questa vita è vissuta da quasi tutti, senza mai essere in grado di ottenere lo stile di vita propagato, venduto e promesso dalla propaganda di Satana.

    Opportunità di lavoro per le donne e non solo, sono diventate lavoro forzato.

    Chiedetelo a coloro che hanno figli, se non è il lavoro forzato. Chiedetevi perché la gente non vuole avere una famiglia oggi come una volta era di consuetudine.

    Tutte le persone sono diventate schiave dei piani di Satana e dei suoi progetti, la popolazione è diventata schiava del sistema. La cosa triste è che la gente crede che queste siano loro decisioni, siano libero arbitrio ma non è così. Le decisioni di quasi tutti sono dettate dal sistema mondiale in cui viviamo. Ci illudiamo che siamo noi a decidere ma in realtà sono altri che ci costringono a decidere come vogliono loro.

    La vita presentata dal mondo è un’illusione, questa apparentemente sembra che appartenga a noi, ma in realtà non ci appartiene affatto, appartiene al sistema, infine, e ancora peggio appartiene a Satana nella maggior parte dei casi.

    Molte persone, la maggior parte oggi hanno venduto la loro anima al diavolo per un breve e fugace momento di apparente benessere. Ripeto, apparente.

    Nel frattempo, tutte le cose che vengono promosse dall’agenda di Satana, rendono sempre più difficile e quasi impossibile scegliere la famiglia piuttosto che il lavoro e la carriera. Questo ancora è dovuto al fatto dello stile di vita che le persone stesse scelgono di portare avanti e per questo l’istituzione della famiglia si sgretola ed è ora è quasi giunta all’estinzione.

    La famiglia è il fondamento di base di una società sana, se la nostra società è malata oggi è anche perché la famiglia è malata, ancora peggio distrutta.

    La gente usa cose come l’aborto e contraccettivi per avere meno figli o in molti casi non li vogliono affatto, perché?

    Perché le persone si rendono conto che i figli sono una grande responsabilità e un vero e proprio sacrificio. La famiglia è un grande sacrificio che contrasta il raggiungimento dell’obiettivo preposto, in altre parole il benessere e la prosperità.

    La famiglia è un sacrificio che gioca contro le ambizioni delle persone e le loro scelte di stile di vita, perché? Perché Satana gli ha venduto le sue vuote promesse.

    La famiglia è una responsabilità troppo grande per molti oggi e come risultato tutto questo finisce proprio ad avere effetto nella strategia di Satana e dell’ordine mondiale.

    Questo vale a dire è la riduzione della popolazione mondiale, la distruzione della famiglia come Dio la ha progettata e questo risulta nella distruzione della società e dei valori e dei principi morali ed etici comandati da Dio per il bene e per avere una vita veramente soddisfacente per gli esseri umani.

    La famiglia è distrutta a causa delle difficoltà di gestione del lavoro e queste hanno la precedenza sulle persone il che induce la gente a trovare un modo di vivere più semplice per loro come il divorzio e la convivenza piuttosto che il matrimonio, la contraccezione e l’aborto, piuttosto che avere dei figli e di dover prendersene cura e farli crescere.

    Questi sono i fattori che per la maggior parte vengono manipolati attraverso la natura egoista e peccaminosa delle persone.

    Naturalmente Satana ed i suoi seguaci sanno esattamente come manipolare il peccato e dei desideri peccaminosi delle persone a proprio vantaggio.

    Questo sistema mondiale ha causato i genitori a scegliere di conseguenza, che non possono vivere senza certe comodità e stile di vita proposto e rincorrere le cose di questo mondo, in modo che Satana li rende schiavi insieme ai loro figli e poi li trasforma in figli ubbidienti a lui senza che alcuni di loro se ne accorgono per la maggior parte, perché?

    Anche in questo caso, perché gli uomini non pensano, non possono pensare, non hanno il tempo di pensare. Come confermato prima da Hitler, che era un maestro della manipolazione psicologica delle masse.

    Il diavolo utilizza i desideri dell’uomo che sapeva di poter meglio manipolare.

    Quali vi chiederete? In questo caso ha nuovamente ripetuto lo stratagemma usato in Genesi 3, di cui abbiamo parlato prima.

    Era successo con lo stesso principio! Satana tentò la donna con la stessa tentazione di Genesi 3, ed ha adottato lo stesso sistema. Allora era Eva che poi tentò Adamo, Adamo ascolò Eva al posto di Dio, ed entrambi disubbidirono a Dio.

    Così, anche oggi, il diavolo ha giocato la stessa carta, con il desiderio innato nel corpo e nella carne, delle donne in questo caso. Quale desiderio in questo caso? Il desiderio della donna di essere al di sopra dell’uomo. Non solo il desiderio di essere uguale agli uomini in tutti gli aspetti, ma anche di voler usurpare il ruolo che Dio ha dato all’uomo e poi infine avere il massimo controllo.

    Ok, vi prego di non lapidarmi adesso!

    Non sto dicendo che per alcuni aspetti, la posizione delle donne nella società non doveva essere migliorata, ma non avrebbe dovuto essere estrema come lo è oggi, perché questo in effetti era il desiderio di Satana.

    Satana è riuscito a convincere un piccolo gruppo di donne, che inizialmente era davvero una minoranza, a credere che le donne erano infatti schiave. In altre parole mogli, madri, casalinghe e prendersi cura della casa e della famiglia fu dichiarata schiavitù e una forma di abuso dalle quali la donna doveva essere assolutamente essere liberata.

    Il diavolo ha fatto come fa sempre, lo ha fatto mentendo e facendo false promesse, promettendo risultati che poi risultano essere solo inganni. Ricordatevi che il diavolo non mantiene mai le promesse che fa. Le sue promesse sono solo trappole, specchi per le allodole.

    In effetti, i risultati delle sue promesse sono sempre contrari da quelli che promette, infatti, ha promesso alle donne libertà, ma lui le ha rese schiave di cose ancora peggiori da quelle dalle quali volevano essere liberate.

    Satana ha causato lo stesso risultato di quello che ha fatto nel peccato originale e nella seduzione e il successivo peccato che la sua seduzione ha causato. La sua vuota promessa ha causato l’intera razza umana a cadere in una ribellione peccaminosa contro Dio.

    Tuttavia, questo piccolo gruppo di donne, come fece Eva, ha creduto alle menzogne di Satana, e nel frattempo, con il metodo preferito del diavolo, bugie, compromessi e continua propaganda, è stato in grado di convincere la maggior parte delle altre donne di allora e continua a farlo anche ogg e infine finalmente convincere anche gran parte della chiesa, che le donne dovevano essere liberate dalla schiavitù della famiglia e della casa, mentre dovevano essere e fare tutto ciò che l’uomo è e fa.

    Solo in questo modo, Satana dice, la vita della donna sarebbe stata veramente liberata, solo in questo modo le donne potrebbero avere vera e duratura soddisfazione e liberizzazione.

    Per un breve periodo, l’uomo e la chiesa si sono debolmente opposti a questa nuova chiamata e ribellione di queste poche donne, ma lentamente, tra un compromesso ed un altro, tra un diritto e un altro, e lasciatemi dire che alcuni diritti dovevano essere proposti, la donna però e quindi di conseguenza il diavolo hanno vinto, o meglio, la vittoria della donna è stata solo apparente ma la donnain realtà ha perso ed il diavolo ha vinto.
    Sì, questo è il metodo di Satana. Il diavolo mescola sempre un po’ di verità con alcune cose giuste, egli aggiunge un po’ di verità alle sue bugie e alla sua ribellione. Questo è infine il suo sistema preferito.

    In questo modo, il diavolo riesce mettere le persone in uno stato di compromesso e alla fine questo porta a completare la corruzione, questo è il risultato che Satana vuole ottenere.

    Egli sa che se avesse presentato solo cose ingiuste e solo ovvie bugie le persone molto probabilmente non le avrebbero mai accettate, anche se molte di loro avrebbero fatto lo stesso.

    Tuttavia ci sono molte persone che sono più difficili da ingannare.

    Satana è il padrone del compromesso graduale, perchè sa che questo poi porta alla corruzione totale. Il diavolo è paziente e sa che questo metodo funziona benissimo.

    Il diavolo ha vinto questa battaglia, Dio gli ha permesso di vincere. Satana è stato in grado di piantare nelle orecchie di alcune donne il seme della ribellione, come ha fatto con Eva, la ribellione contro i ruoli progettati e assegnati da Dio nella famiglia, nella società e nella chiesa. Satana è stato così in grado di ribaltare completamente la struttura della società, della famiglia e quindi poi anche della chiesa.

    La donna apparentemente liberata dal giogo della famiglia, della casa e dell’uomo divenne una parte integrale del lavoro e della carriera.

    Nessuno a questo punto vuole e può negare l’abilità e l’intelligenza delle donne, questo è certo, ma l’effetto di questa “ribellione presentata come così detta liberazione” delle donne è stato un colpo devastante al mondo intero.

    Come?

    Il sistema di compromesso graduale e la seduzione diabolica ha funzionato alla perfezione. Con il passare del tempo le donne si sono gettate sempre più nel campo del lavoro e della carriera, e sempre meno nella famiglia, inizia così la distruzione della famiglia e come risultato della società.

    Tra le altre ragioni, ma sopratutto per questo stesso motivo, l’economia della maggior parte dei paesi occidentali è nel caos e nello scompiglio.

    C’è molta disoccupazione oggi? Naturalmente c’è, perchè se prima di tutto il lavoro era prevalentemente ad eccezione di alcuni, fatto da e sufficiente per gli uomini, quanti più posti di lavoro devono quindi essere creati oggi per mettere al lavoro tutte le donne che continuamente entrano nel campo di lavoro e della carriera? Considerando anche che le donne di percentuale eccedono gli uomini sette a uno.

    Ci sono quindi molte più persone, donne, in cerca di lavoro e il lavoro adesso non è mai sufficiente.

    Quindi, se solo la maggior parte degli uomini lavorasse e le donne facessero ciò che in effetti Dio le ha create per fare cioè, essere madri e casalinghe e mogli, quanti più posti di lavoro ci sarebbero? Sarebbero sufficienti? Se le donne fossero madri e mogli e casalinghe o anche se facessero qualche altro tipo di lavoro da casa non ci sarebbe disoccupazione e pensate che le famiglie sarebbero così deboli e distrutte come lo sono oggi?

    Io fermamente credo di no! Le famiglie oggi sarebbero più intatte e più forti e quindi anche la società lo sarebbe. Figli avrebbero i propri genitori nei veri ruoli che Dio ha progettato e di conseguenza non sarebbero tirati su da asili nido e scuole e nemmeno i nonni, in altre parole da estranei o persone che non sono in fondo i loro genitori. I figli avrebbero le loro madri e i loro padri nel modo in cui Dio ha progettato.

    Quindi, anche gli anziani nella famiglia avrebbero la cura della famiglia in casa e sarebbero trattati con amore e dignità con le quali erano trattati in passato, invece di essere prima sfruttati e poi spesso lasciati e dimenticati in case di cura o forse lasciati spesso a se stessi e vivere da soli nelle loro case perché i loro figli sono troppo impegnati così che non possono prendersi cura di loro.

    Vi garantisco che il divorzio non sarebbe affatto diffuso come lo è oggi, il matrimonio sarebbe rispettato e osservato, l’aborto sarebbe quasi inesistente e sì, l’omosessualità sarebbe ancora inaccettabile e non sarebbe accettata e nemmeno diffusa come lo è oggi.

    Quando l’università, il lavoro, la carriera diventano quello che una donna, ed anche un uomo, vogliono più di ogni altra cosa, tutto il resto diventa ovviamente sempre meno importante e alla fine viene dimenticato e trascurato.

    A questo punto la gente deve sacrificare tutto per raggiungere l’obiettivo del benessere. L’importanza e l’integrità della famiglia infine non conta più e poi decade ed è infine distrutta.

    E’ per questo motivo negli ultimi 43 anni che l’aborto è diventato non solo il sacrificio umano che rispecchia quello praticato nei giorni del Vecchio Testamento, che era ed è ancora un abominio a Dio, ma oggi viene praticato perché la donna e l’uomo hanno altri bisogni e altri desideri nella loro vita piuttosto che quello di avere una famiglia e di crescere una prole dedicata a Dio.

    Che cosa desiderano fare invece? Vogliono il benessere personale, la qualità di vita, la prosperità, la carriera, insomma, l’egoismo puro, il puro edonismo.

    L’edonismo è tra l’altro un’altra ideologia e filosofia del mondo.

    Definizione di edonismo è la seguente: instancabile ricerca del piacere, si tratta di una teoria etica che suggerisce che la ricerca del piacere è l’obiettivo finale, la costante ricerca di piacere e la soddisfazione è l’obiettivo della vita.

    Quindi la gente decide così:

    “Non possiamo, non vogliamo, avere una famiglia, ci costa troppo finanziariamente ed è un sacrificio troppo grande, noi vogliamo vivere la bella vita invece, poi dopo magari quando decidiamo e se siamo pronti o volenti, forse allora penseremo ad avere una famiglia.”

    Questi non saranno mai pronti! Se uno non nasce ricco nessuno sarà mai pronto ad avere una famiglia e nella maggior parte dei casi anche i ricchi non saranno mai pronti ad essere genitori.

    Certo che se in primo luogo uno crede alle bugie del diavolo che promette la libertà e il benessere, ma che ora tutto questo benessere è reso sempre più difficile da ottenere, una cosa è certa, la gente deve sacrificare la famiglia ed i filgi al dio denaro, questo avviene per ottenere questo benessere, ed appunto i bambini diventano letteralmente i sacrifici umani fatti al falso dio della prosperità e del benessere.

    Il desiderare sempre di più spinge le persone a non avere mai abbastanza e a lavorare sempre di più per avere sempre di meno!

    Quando la gente vuole la libertà sessuale, la carriera, la prosperità personale allora il sacrificio umano deve essere fatto in qualche modo. Quando uno fa le cose nel modo in cui Dio le ha progettate, tutto funziona bene, quando uno fa quello che il diavolo vuole tutto ciò che è buono viene distrutto. Ciò che Dio ha craeto e progettato il diavolo lo vuole distruggere.

    Quindi, se Dio ha creato dei ruoli specifici, se Dio ha creato e progettato la famiglia in un certo modo è ovvio che il diavolo voglia ribaltarle e distruggerle in ogni modo possibile.

    Deve essere chiaro che la prevalenza e l’aumento della violenza fatta a bambini, gli abusi e le violenze perpetrate sulle donne, il divorzio, l’omosessualità, l’aborto insieme a tutte le loro conseguenze sono il risultato di ciò che abbiamo parlato fino ad ora e sono in fase di aumento nella società di oggi.

    Così, quando ci chiediamo perché c’è tanta malvagità nel mondo arriviamo a capire che queste sono le cose che provocano il male e il decadimento della nostra società. In un certo senso anche se non si può dare l’intera colpa a Satana, e non possiamo solo incolpare quelli in alte posizioni che implementano le sue ideologie e filosofie, dobbiamo invece di fatto incolpare noi stessi per aver egoisticamente ceduto ai nostri desideri peccaminosi i quali ci hanno fatto fare i desideri di Satana.

    In realtà l’uomo si è ribellato e si ribella contro Dio e contro le Sue vie, questo è il risultato delle vite peccaminose e totalmente depravate degli esseri umani che vogliono discernere da soli ciò che è bene e ciò che è male e che non vogliono discernere il bene e il male allo stesso modo nel quale Dio lo fa.

    Ci sono statistiche allarmanti sugli abusi e le violenze perpetrate contro le donne nella società di oggi e questi sono sia nella famiglia che fuori dalla famiglia.

    Quindi per una donna significava che per liberarsi dal giogo dell’ uomo, della famiglia e della casa hanno utilizzato come scusa e come motivo il loro abuso e la violenza che dovevano subire alle mani degli uomini nella famiglia. Ora sappiamo che queste cose in effetti erano in corso, e sono in corso e questa è una cosa che Dio non tollera che non giustifica.

    Tuttavia oggi giorno invece questo abuso e violenza da cui credevano di essere liberate è infatti tutto aumentato di ben cinque volte ed è infatti praticato ancora di più e più spesso fuori dalla famiglia, cioè sul posto di lavoro.

    Le donne pensavano e pensano che questo sia il miglioramento, la liberazione e l’emancipazione delle donne. Invece oggi tutto è in effetti peggio di come lo era allora, perché? Perché Satana è un bugiardo e non mantiene mai le sue vuote promesse anche perchè le sue promesse sono menzogne.

    Tuttavia, come è possibile per esempio che l’aumento dell’omosessualità nella società odierna sia in gran parte è causato dalla distruzione della famiglia?

    Ci si potrebbe chiedere: “Il divorzio lo capirei e anche l’aborto, ma l’omosessualità, come è possibile?”

    Naturalmente! L’omosessualità perché quando i ruoli che Dio ha dato all’uomo e alla donna sono invertiti, vi è a poco a poco una crisi di identità sessuale nella società. Le donne vogliono essere uomini e si comportano e lavorano come uomini, perdono così la loro femminilità e anche gli uomini alla fine perdono la loro mascolinità e diventano più passivi così abdicano le loro responsabilità e i ruoli designati per loro da Dio e a causa di tutto questo diventano sempre più effeminati nei loro modi di fare.

    La società stessa impone questo ed il rapporto con i genitori che è mancante durante l’infanzia e l’adolescenza causa spesso una crisi di identità sessuale. L’aumento dilagante dell’omosessualità nella società di oggi è dovuto principalmente alle famiglie distrutte dalla piaga del divorzio e la mancanza della presenza dei genitori nella vita dei loro figli, anche i genitori che non sono divorziati.

    In questo ultimo caso, la mancanza è dovuta al fatto che entrambi i genitori lavorano e non possono essere quelli che danno stabilità emotiva e la direzione giusta ai loro figli. Questo fa sì che i figli cercano ciò che per esempio gli manca in una relazione padre-figlio, o figlia-madre e la cercano con altri questo spesso diventa una relazione omosessuale per entrambi i sessi.

    Questi figli cercano di trovare ciò che gli manca nel rapporto con i genitori con qualsiasi altra persona che in qualche modo gli può mostrare attenzione ed una sembianza di amore. Spesso una relazione omosessuale si verifica perché la figura del padre o della madre, per vari motivi è vista negativamente da i figli e figlie e inconsciamente e inoltre tentati da Satana e questo si trasforma in una ribellione che si manifesta con comportamenti omosessuali. Ricordiamoci poi che c’è anche la costante propaganda del mondo su questo soggetto.

    Abbiamo visto che questo già è il destino e la conseguenza di una società che rigetta Dio e le Sue vie, questo è esattamente quella descritta nella Scrittura, dalla penna di Paolo in Romani 1.

    Dopo tutto, questa è la ragione fondamentale per cui tutto questo accade, le persone abbandonano e rifiutano Dio e le sue vie ed Egli li lascia andare per la loro strada o meglio quella di Satana.

    Ecco cosa il diavolo è riuscito a fare, creare una società contraria a come Dio ha progettato e già da qualche tempo, sta tentando di farlo anche nella chiesa e con un successo fenomenale, direi.

    L’aborto insieme a molti altri peccati menzionati, sono purtroppo diventate pratiche accettate e anche praticate da credenti, se così vogliamo chiamarli, comunque, accettati come prassi da molte cosiddette chiese evangeliche di oggi.

    Diamo un’occhiata ad un altro veicolo della propaganda di Satana, con il quale condiziona e lava il cervello delle persone, questa è una dolorosa realtà per la maggior parte delle persone, ma dobbiamo affrontarla perché colpisce le persone dal momento che sono bambini.

    Il Sistema Scolastico Pubblico:

    Il sistema scolastico pubblico è noto anche come sistema educativo sponsorizzato dallo stato.

    Una volta il sistema scolastico pubblico si teneva ad uno standard di istruzione giudaico-cristiano. Se si pensa che all’inizio della storia e per un lungo periodo di tempo la Bibbia specialmente negli USA era il libro di testo di scuola, infatti i bambini imparavano a leggere usando la Bibbia.

    Oggi il sistema scolastico pubblico è di proprietà dello Stato e Dio è assente da questo sistema il quale ha i nostri figli per la maggior parte della giornata, a partire da quando hanno dai 2-3 anni, (questo anche perché entrambi i genitori lavorano e hanno bisogno di mettere i loro figli in un sistema scolastico che fa da surrogato) ed i bambini sono lasicati in questo sistema fino a quando finiscono la scuola in modo che essa diventa in realtà i loro genitori.

    Certamente non i genitori biologici e naturali! Venti anni di indottrinamento e lavaggio del cervello sono sufficienti per trasformarli in pensatori del sistema mondiale, diventano soggetti che quelli che controllano il sistema mondiale vogliono che i nostri figli diventino.

    Pensate che stia esagerando? Ascoltate a questo!

    Nel non tanto lontano 1946 negli USA – L’ex direttore del Journal del NEA (National Education Association), Elmer Morgan ha dichiarato quanto segue:

    “Nella lotta per stabilire un governo mondiale, l’insegnante può fare molto per preparare i cuori e le menti dei bambini per la comprensione globale e la collaborazione. Al centro di tutte le agenzie, che assicurerà la venuta di un governo globale la scuola, il professore e l’insegnante organizzati devono essere strumentali ”

    “Le scuole non possono consentire ai genitori di influenzare i valori della formazione che i loro figli ricevono a scuola, questo è ciò che è erroneo con quelli che dicono che vi è un sistema di valori universali. I nostri obiettivi umanistici sono incompatibili con i loro. Dobbiamo cambiare i loro valori “.

    Paul Haubner, Specialista della N.E.A ha dichiarato:

    Non sentiamo forte e chiaro l’ordine del giorno del sistema scolastico pubblico? Il sistema scolastico non vuole che i genitori instillino ed insegnino ai nostri figli le cose che sono incompatibili con quello che promuove e insegna. Cosa pensate che potrebbe essere questo? E’ il sistema di valori universali, che è il loro modo di dire Dio ed suoi valori. L’obiettivo della scuola è quindi quello di modificare questi valori e come abbiamo detto di interferire con forza nella mente dei figli a cui vengono insegnate cose contrarie a ciò che noi gli insegniamo.

    Paul Blanchard; un umanista ha fatto questa dichiarazione nel 1976:

    “Penso che il fattore più importante che si stia preparando muovendo verso una società laica e umanistica è il fattore educativo. Le nostre scuole non possono insegnare Johnny a leggere correttamente, ma il fatto che Johnny è a scuola fino all’età di 18 anni deve portare verso la eliminazione di ogni superstizione religiosa. Il bambino a scuola deve recevere la formazione che milita contro Adamo ed Eva e tutti gli altri miti della presunta storia. Quando ero un editore negli anni ’20, ho scritto un editoriale che spiega che il golf e la conoscenza sono stati i due motivi principali perché gli uomini non vanno in chiesa. Oggi direi che è l’educazione del nostro sistema scolastico “.

    Dobbiamo davvero capire a fondo ciò che viene detto qui! A loro non importa se i nostri figli imparano le materie di base come la scrittura e la lettura ma si preoccupano solo di fatto così lasciando i nostri figli nell’ignoranza riguardo a molte cose ma fare in modo che siano il lavati di cervello per smettere di credere in principi e fatti biblici.

    Abbiamo visto che già dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946 il sistema scolastico stava lavorando verso questo obiettivo, infatti, come si vede nella dichiarazione di Paul Blanchard questo era al lavoro già dal 1920, l’obiettivo è quello di portare le persone a negare Dio e la Sua verità e diventare una società umanistica e laica.

    Queste dichiarazioni sono conferme che il sistema scolastico ed i suoi valori umanistici e tutti coloro che sono impiegati dal sistema vogliono a tutti i costi smantellare i valori insegnati ai i nostri bambini dalle loro famiglie e dalla chiesa.

    Ci sono molti insegnanti e professori che sono brave persone e proficienti nel loro mestiere e che hanno buone intenzioni purtroppo chi lavora in questo sistema è ritenuto ad obbedire le direttive del sistema e di non svariare in nessun modo da esse se non vogliono incorrere in azioni dsiciplinatorie.

    Vediamo quindi con certezza che l’ordine del giorno della pubblica istruzione è l’indottrinamento dei nostri figli attraverso un sistema di propaganda ben definito che supporta pienamente l’agenda di Satana.

    Il sistema educativo del mondo inculca loro ideologie secolari, naturaliste e la propaganda di umanesimo, cioè il costante indottrinamento di queste ideologie per fare i nostri figli abbandonare del tutto i principi di valori giudaico-cristiani o quello che loro chiamano valori universali, dati ai bambini dai loro genitori, dalla parola di Dio e dalla chiesa.

    I genitori, purtroppo diventano spesso assenti dalla vita dei loro figli, come abbiamo già spiegato prima, la filosofia del lavoro forzato per tutti, sia per i maschi che le femmine e la corsa in attenimento dello stile di vita richiesto dallo stesso sistema mondiale è creata in modo che, attraverso anni di manipolazione culturale da parte della società creii le condizioni ideali per distruggere la famiglia e la fede come fondamento della famiglia e della società. I ministri di Satana sono diventati i burattinai assoluti di ogni nuova generazione, un po’ alla volta, anno dopo anno.

    Dalla formazione della scuola pubblica e la sua propaganda mi piacerebbe passare ad un altro veicolo di indottrinamento e di propaganda che Satana usa che forse è ancora più insidioso, perché non è facilmente rilevato, tuttavia, il suo compito è facilitato infatti ancora una volta, per l’assenza dei genitori dalla vita dei loro figli.

    La propaganda e indottrinamento dei:

    I Media, televisione, film e musica.

    Questi veicoli sono in molti modi diventati i nuovi educatori e gli indottrinatori della società, nonché dei nostri figli sono divenuti i loro nuovi genitori, i loro baby-sitter e amici.

    I media sono particolarmente controllati dai ministri di Satana con cui seducono i sensi tutte le persone non solo quelli dei nostri figli.

    Tutto questo viene fatto usando tattiche psicologiche per farci credere quello che ci vogliono far credere.

    Questo è chiamato controllo della mente, e può effettivamente avere un effetto ipnotico attraverso la TV e non solo la propaganda ripetitiva crea vere e proprie condizioni di fortezze mentali.

    Quello che sto dicendo è assolutamente vero, ci sono molti fatti che confermano questi fatti.

    I mezzi di comunicazione in esistenza oggi sono la più grande macchina della propaganda di Satana, sono usati per sopprimere la verità e distribuire menzogne e ci fanno ascoltare e vedere solo le cose che essi vogliono farci conoscere e vedere. In altre parole la loro versione dei fatti e non la verità.

    Il ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels nel 1943 ha dichiarato questo:

    “Non tutti gli articoli di notizie dovrebbero essere pubblicati, invece, solo quelli che controllano la politica della notizia sono necessari per assicurarsi che ogni notizia sia destinata ad uno scopo specifico.”

    Richard Haas, presidente del Consiglio degli affari esteri (CFR) in riferimento alla guerra in Iraq ha dichiarato:

    “La televisione è stata il principale strumento nella distribuzione della nostra politica.”

    In un articolo di Alex Ansari per quanto riguarda il tema del lavaggio del cervello dei media troviamo molti brani che ci aiutano a capire molto bene quello che stanno facendo e come.

    “Una componente importante per una piena comprensione del perché c’è questo tipo di corruzione del governo e nelle imprese è quello di scoprire la scienza moderna del controllo mentale e dell’ingegneria sociale. Dobbiamo solo dare uno sguardo ai molti documenti che esistono per rendersi conto che il governo non è nostro amico e non è costruito per il bene dell’umanità “.

    Questa è l’unità per la propagazione della cecità della popolazione è l’arte classica che esisteva ancora prima che gli Stati Uniti, anche esistessero, questa è un’arte diabolica.

    Per sconfiggere i nostri nemici (i ministri di Satana), è imperativo che si capisca come essi pensano e ciò in cui credono.

    Esperimenti condotti dal ricercatore Herbert Krugman rivelano che, per esempio, quando una persona guarda la televisione, le attività cerebrali vanno dall’emisfero sinistro all’ emisfero destro del cervello.

    Cosa significa e perchè questo è importante? L’emisfero sinistro è la sede del pensiero logico. Qui, le informazioni sono suddivise nelle sue parti componenti e criticamente analizzate. Il lato destro del cervello, tuttavia, considera i dati ricevuti non in una elaborazione critica e logica ma conduce un’interpretazione emotiva delle informazioni piuttosto che una logica. L’attività del cervello nel movimento da sinistra a destra provoca anche il rilascio di endorfine, il corpo possiede queste come oppiacei naturali, attraverso le quali è anche possibile diventare fisicamente dipendenti sulla televisione.

    Si tratta di un’ipotesi confermata da diversi studi che hanno dimostrato che poche persone possono abbandonare la “abitudine della televisione.”

    Non è più esagerato che i giovani oggi siano indottrinati attraverso la televisione e che diventano intellettualmente morti entro i primi anni di adolescenza. Il lavaggio del cervello dell’umanità è raggiunto anche da un altro cambiamento che avviene nel cervello quando guardiamo la televisione.

    L’attività nelle regioni superiori del cervello (neo-cortex) diminuisce, mentre l’attività nelle regioni inferiori del cervello (sistema limbico) aumenta … Cosa significa questo? Significa che questo è dove i manipolatori usano la programmazione delle nostre emozioni per manipolarci.

    Le distorsioni dei sensi che stiamo vivendo oggi stanno accadendo a livello subconscio e spesso inosservato …

    Le tecniche sono in aumento con il passare del tempo e gli scienziati della mente che servono l’impero di Satana continuano a scoprire scoperte scientifiche di come funziona il cervello umano, il quale impara e conserva le informazioni come le riceve.

    Le tecniche per la più efficace propaganda del lavaggio del cervello che i network stanno utilizzando sono importanti … Viviamo in un tragico momento in cui lo stato può monopolizzare con la reclusione psicologica e psicologicamente schiavizzare un’intera popolazione.

    Alla fine, comunque, le nostre menti sono già predisposte ad accettare la vita in un’economia e una società di legge marziale e di controllo del governo, questo è perché lo leggiamo nei giornali e lo vediamo elogiato nelle notizie e lo abbiamo accettato nei film.

    I bambini oggi sono per esempio molto ben indottrinati anche dai loro video giochi ed i loro programmi preferiti. I blocchi di programmi che sono tutti universalmente accettati, parallelamente al fine di mettere la nostra vita in uno stato di illusione. Questa è la creazione della “mente dell’ alveare”.

    Che cosa è la “mente dell’ alveare?”

    La mente dell’ alveare è quello che è chiamato il risultato del lavaggio pubblico del cervello.

    Tutto inizia con trasmettere e far accettare a tutti gli stessi pensieri, gli stessi obiettivi, la stessa conoscenza e la stessa comprensione, il tutto dettato da loro.

    Una società con la mente dell’alveare infine si impegna in totale conformità e ignora la diversità, in questo modo viene generata la tolleranza (creare una società con la mente alveare è infatti generare socialismo) mentre questo nasconde il fatto che sta portando su una strada che conduce ad una falsa utopia che appunto viene trasmessa mediante la televisione.

    Questo produce una società che funziona come api operaie le quali vivono e lavorano per servire solo ad uno scopo, cioè quello di servire l’ape regina e le quali darebbero anche la propria vita per il bene della regina (in questo caso gli agenti di governo senza Dio e infine Satana.)

    Questo tra l’altro è il metodo preferito del programma progressista liberale che sta sicuramente lavorando per produrre questo tipo di società, l’unità di cui essi parlano è quella per creare una società senza Dio, umanistica, laica e socialmente ingegnerizzata che deve rinunciare a tutte le sue diversità per formare la tolleranza e la conformità e servire coloro che padroneggiano questa società, perché sarà dato a loro tutto il potere e l’autorità sulle persone le quali sacrificheranno tutti i loro diritti e libertà che Dio gli ha dato al fine di ottenere un falso senso di utopia che essi promettono.

    Questo è socialismo,socialismo a livello globale, questo è globalismo e governo mondiale in cui ognuno si conforma all’immagine promossa da esso.

    Ai network piace il fatto che la televisione regoli gli standard della società di oggi, e questo riguarda ovviamente anche e sopratutto l’opinione politica. Questo è il motivo per cui i mainstream media di oggi sono praticamente quasi tutti controllati dalla sinistra, progressista e liberale, questo è il dirottamento del mondo e questo sta andando avanti da molto tempo.

    Alla fine questo però non è un problema soltanto politico, come abbiamo visto si tratta invece di una questione spirituale, è lo stato che fa gli straordinari per eliminare Dio e diventare il Dio del popolo e lo strumento che inaugurerà l’accettazione e il culto di Anticristo.

    Con i mezzi di comunicazione essi hanno creato per noi la società perfetta e l’immagine che potrebbe esistere solo se facciamo le cose nel modo che vogliono loro (cioè i loro interessi).

    Essi ci dicono cosa sia la felicità e ciò che non lo è. Lo stesso vale per l’amore, le antipatie e qualsiasi altra cosa che può essere impiantato nel nostro subconscio, per esempio, che l’omosessualità è oggi un bene comune.

    Possiamo così diventare schiavi del sistema con il loro perfetto indottrinamento datoci anche dalle reti televisive. I messaggi che ci stanno dando nel corso del tempo sono sempre più razzisti, violenti, disonesti e infine tolleranti, in particolare di ciò che è immorale ed empio.

    Da un passo di democrazia in America, Volume II:

    “Dopo aver preso tutti i membri della comunità nella loro potente presa e adattandoli alla loro volontà, il potere supremo estende i suoi tentacoli su tutta la comunità. Coprendo la superficie della società con una rete di piccole, minute ed uniformi regole complicate, dove anche le menti più originali ed i personaggi più energici non riescono a penetrare. La volontà dell’uomo non è frantumata, ma invece è ammorbidita, piegata e guidata, gli uomini non sono a rischio di atti di violenza, ma invece sono convinti a non agire. Un tale potere non distrugge subito, ma impedisce l’esistenza; non deriva la sua forza dalla la violenza fisica, ma invece comprime, snerva, estingue, e disensitizza le persone, fino a che ogni nazione è ridotta al niente, è solo una moltitudine di animali timidi ed industriosi , di cui il governo ne è il pastore. ”

    Che affermazione di verità di fatto è questa!

    Tuttavia, per noi che crediamo in Gesù Cristo, in Dio, il vero Dio descritto nella Bibbia, il governo non è il nostro pastore, il Signore è il nostro pastore, o almeno dovrebbe essere, facendo di Lui e la Sua parola la nostra sola guida nella Sua verità.

    Abbiamo bisogno quindi di filtrare tutto ciò che vediamo e sentiamo attraverso la Parola di Dio.

    Gesù ha detto che se facciamo questo “Conosceremo la verità, e la verità ci renderà liberi”.

    Questi invece raggiungono il controllo della mente attraverso le campagne pubblicitarie create espressamente per la formazione di uno stile di vita (il sogno che tutti vogliono raggiungere, ma che in realtà si trasforma in un incubo), e fanno tutto questo attraverso la manipolazione della mente e la manipolazione della natura umana e i desideri peccaminosi del popolo, come l’invidia, l’avidità, l’egoismo, l’orgoglio e, infine, il sesso, inondando il mercato con le cose che essi ci offrono, in modo efficace per convincere le persone che non possono vivere senza queste cose. Lo fanno con la vendita di cose che non sono nemmeno realmente necessarie, presentando con esse l’immagine di sesso e tutte queste cose si trasformano in un costante tambureggiamento che viene battuto nella nostra mente attraverso i portali dei nostri sensi, i nostri occhi e le nostre orecchie, tutto questo da parte dei media, radio e TV gli annunci, i cartelloni pubblicitari, i giornali e le riviste.

    Questi sono esperti in manipolazione e controllo, dopo tutto, il loro dio è il padre della menzogna, ed è il principale esperto di come manipolare e schiavizzare le menti delle persone, egli è il manipolatore supremo del peccato e la tentazione dei sensi umani.

    I suoi discepoli hanno imparato bene come fare tutto questo. Dopo tutto non è così come il diavolo anche tentò Eva a ribellarsi contro Dio? Egli ha tentato i suoi sensi ed è stato in grado di convincerla che lei ed Adamo attraverso i desideri di una vita governata dai sensi e dai loro desideri con la propria versione della conoscenza del bene e del male potevano essere come Dio, che è in fine, vivere in uno stato di indipendenza e ribellione dal vero Dio.

    Genesi 3:4-6 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male». 6 La donna osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò

    Tuttavia, basta guardare intorno a noi ed essere onesti. Ci rendiamo conto o no, che la promessa di Satana non ha mai portato i risultati promessi, ma ha creato invece una condizione umana completamente diversa?

    C’è un motto che così spesso vediamo nella forma di un adesivo che descrive il risultato esatto che la strategia di Satana vuole avere sulle persone e dice questo:

    “Chi muore con più giocattoli vince”

    Questa è una delle grandi bugie che vogliono farci credere. Dicono che ciò che conta di più nella vita è quello di avere di più, ottenere più prosperità e ricchezza!

    Questo è proprio il contrario di ciò che ha detto Gesù:

    Matteo 16:26 Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?

    Certo, perché ciò che Satana ed i suoi seguaci promettono è sempre il contrario di quello che dice Dio!

    La ricerca del successo (la ricchezza, la posizione e il potere nella società) nella somministrazione di settore e nella competizione per il controllo comporta sforzi per produrre e vendere sempre di più.

    Alcuni di questi mezzi sono, l’amplificazione e l’ammodernamento degli impianti e le pubblicità sollecitando e incitando a seguire un certo modo di vivere, per esempio le mode devono cambiare periodicamente, al fine di sostituire quelle obsolete e tutto ciò che è ormai diventato insoddisfacente dal punto di vista commerciale. Questo per la maggior parte forza a creare e mercatizzare cose sempre più moderne, più complesse e più costose e poi soggezionare la gente a volerle. Cioè, devono cambiare un oggetto e trasformarlo in un oggetto da uso permanente ad uno fatto per uso un uso temporaneo e renderlo comunque costoso.

    Queste azioni sono quindi accettate dal pubblico e diventano un comportamento comune che non potrà mai più cambiare.

    Il consumismo vive e cresce come un cancro attraverso la manipolazione di Satana. Siamo manipolati, ma vogliamo negare la nostra manipolazione, siamo convinti che siamo liberi di scegliere ma che alla fine abbiamo davvero bisogno dei beni e dei servizi che essi vendono, così che cerchiamo a tutti i costi di averli.

    Diamo un’occhiata ad un altro molto potente strumento di lavaggio cerebrale utilizzato da Satana per condizionare le menti.

    La Musica:

    Che cosa possiamo capire circa l’influenza negativa sulla psiche dei giovani e non solo dei giovani attraverso la musica?

    Abbiamo compreso ad oggi che la musica è un veicolo che ha il potere di influenzare e disturbare le emozioni di una persona in modo tale da produrre veri effetti nel comportamento dell’ascoltatore rispetto alle stesse emozioni che la musica riesce a creare.

    Aggiungiamo adesso immagini alla musica e questo sconvolgimento emotivo è moltiplicato ancora di più. La musica e le immagini insieme creano una impronta nella mente, immagini e ricordi diventano indimenticabili nel tempo e come abbiamo detto possono e vogliono influenzare le emozioni della gente.

    Se una persona non è sotto un forte e stabile controllo emotivo e o sotto il controllo dello Spirito Santo e della parola di Dio questo metodo di lavaggio del cervello diventa devastante.

    Difficile è per coloro che sono sottomessi al controllo dello Spirito Santo a non essere in qualche modo influnezati ma nella vita delle persone che non sono credenti è veramente impossibile.

    Spesso questo condizionamento accade spesso anche nella vita di coloro che professano di essere
    credenti, figuriamoci se non accadrà sicuramente nella vita dei non credenti.

    Molti testi o liriche ed alcune immagini non dovrebbero mai essere ascoltate o viste e devono essere evitate a tutti i costi. Tuttavia, se queste emozioni e queste cose non sono poste sotto il controllo e il rinnovamento della mente dalla parola di Dio e lo Spirito di Dio, le emozioni che provengono dall’ascolto di un certo tipo di musica assieme a delle immagini ad essa collegate, con il passare del del tempo programmano nella mente di chi le ascolta e le vede, senza nemmeno rendersene conto e il soggetto così sviluppa un comportamento dominato da tutto ciò che sente e vede.

    Per esempio, ci sono stati studi definitivi che hanno confermato che c’è una connessione tra un certo tipo di musica rock e l’uso di droga pesante ed anche il suicidio, specialmente in una certa percentuale della popolazione di giovani adolescenti che appunto ascoltano questo tipo di musica.

    I testi di queste canzoni sono parole che troppo spesso incoraggiano gli ascoltatori a ribellarsi contro i genitori e le autorità, invitando l’ascoltatore a fare uso di droga, ad essere insoddisfatti e infelici con la loro vita e, infine, a trovare nessun valore e nessuna speranza in questa vita a tal punto che infine, sempre con gli stessi testi, dichiarano che anche la morte e il suicidio per molti sarebbe l’opzione migliore.

    Molti giovani, purtroppo, controllati da queste emozioni, in questo caso il risultato negativo della sottomissione ai testi accoppiato con un certo tipo di musica sono così incoraggiati a prendere droga e infine ad autodistruggersi, e lo fanno.

    La stessa cosa accade per esempio con l’hip-hop e la musica rap.

    Questi stili di musica hanno un ritmo specifico disegnato appositamente per fare ciò che viene insegnato attraverso i testi stessi, questi così sono meglio conservati e più facilmente memorizzati dalla mente, questo è un metodo utilizzato per programmare la mente ancora di più per quanto riguarda il contenuto delle parole e quello che queste incoraggiano di essere e di fare.

    Questi stili di canzoni non fanno altro che incitare gli ascoltatori alla violenza, il razzismo, la ribellione contro i genitori e le autorità, a favorire l’attività sessuale immorale e usare parolacce e spesso anche bestemmiare contro Dio.

    Tutto questo è un modo di indottrinare i giovani, non solo, ma specialmente i bambini ed i ragazzi impressionabili a vivere e pensare nel modo in cui è più conveniente per il diavolo.

    Vediamo una correlazione ben precisa tra questi tipi di musica ed i loro testi con l’aumento della violenza, l’uso di droghe, l’anarchia e il suicidio soprattutto nei giovani. Questo prepara loro ad essere pedine di Satana, quando sono adulti, se ce la fanno ad arrivare all’età adulta.

    Dobbiamo ricordare che Satana usa la musica come metodo e veicolo del suo indottrinamento in tal modo perché egli è un esperto in questa materia.

    Satana prima della sua caduta era responsabile della sacra musica in cielo presso Dio.

    Ezechiele 28:13-18 eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto di ogni tipo di pietre preziose:
    rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti, erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. 14 Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. 15 Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. 16 Per l’abbondanza del tuo commercio, tutto in te si è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio via, come un profano, dal monte di Dio e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco. 17 Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore; io ti getto a terra, ti do in spettacolo ai re. 18 Con la moltitudine delle tue iniquità, con la disonestà del tuo commercio tu hai profanato i tuoi santuari; perciò io faccio uscire in mezzo a te un fuoco che ti divori e ti riduco in cenere sulla terra, in presenza di tutti quelli che ti guardano.

    Come si vede chiaramente questo passaggio è una descrizione di Satana e la descrizione del suo vecchio impiego. Questo era il più bell’angelo e il più alto angelo creato da Dio. Era lui che si occupava della musica sacra in cielo era lui che era il direttore di lode a Dio. Incredibile!

    Si capisce chiaramente allora perché egli ha corrotto la musica. La cosa più triste non è tanto quello che ha fatto nel mondo, questa è stata una cosa che ovviamente doveva essere così ma la cosa più triste è quello che ha egli ha fatto con la musica nella chiesa.

    Egli ha corrotto la musica sacra nella chiesa, rendendola irrilevante e mondana, spesso incentrata sull’uomo piuttosto che Dio. Soprattutto i testi sono stati la parte che Satana ha dirottato di più nella chiesa. Una volta la musica di culto esprimeva la persona divina, gli attributi di Dio, le Sue opere in particolare l’opera della redenzione e usavano parole che esaltavano Cristo e di Dio.

    Spesso oggi è diventata invece una cosa centrata sull’uomo e le sue esigenze o i suoi sentimenti. Ritengo che molta musica sacra contemporanea non dia gloria, culto e lode a Dio piuttosto adora l’uomo ed i suoi sentimenti.

    Satana utilizza la musica sacra mondanizzata anche per incitare il comportamento fanatico ed emotivo, così come per mettere la gente in uno stato di estasi e frenesia attraverso le quali egli può entrare più facilmente nella mente di una persona, perché la mente della persona rimane in uno stato infruttuoso. Questo è un territorio molto pericoloso in quanto anche la Scrittura ci esorta ad avere una mente feconda e impegnata e di non dare tanto affidamento alle nostre emozioni.

    In altre parole, dovrebbe essere il ragionamento logico dei testi che esaltano Dio ed i Suoi attributi che coinvolgono le nostre emozioni e non un certo tipo di musica che colpisce e incita i nostri sensi spesso mettendo le persone quasi in uno stato di estasi ipnotico.

    Guardate quello che Paolo dice ai pentecostali del suo tempo:

    1 Corinzi 14:12-15 Così anche voi, poiché desiderate i doni dello Spirito, cercate di abbondarne per l’edificazione della chiesa. 13 Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare; 14 poiché, se prego in altra lingua, prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. 15 Che dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza.

    Ora si potrebbe obiettare dicendo che questo passo non parla di musica, ma del parlare in lingue ed in effetti è così. Tuttavia, non è che si tratti di lingue oppure no, il principio che sto cercando di trarre fuori da questo passo è un principio che possiamo applicare sia al testo che alla musica che vengono riprodotte nella chiesa. In aggiunta potremo menzionare anche che Paolo qui parla di salmeggiare che sicuramente è e può essere connesso alla musica se si considera che i Salmi sono cantici.

    Il principio comunque in tutt’e due è il controllo di sé, è autocontrollo, il quale è frutto dello Spirito, Galati 5:22, e vuole che abbiamo la mente impegnata in modo tale che la nostra mente non rimanga vuota o infruttuosa. Non avere il controllo dei nostri pensieri non è mai cosa buona, infatti è nello Spirito di Dio e la Sua parola e la Sua persona che dovrebbero avere il controllo e dovrebbero occupare le nostre menti.

    Questo è infatti ciò che studieremo successivamente nello studio di Romani 12: 2 in cui ci viene detto che non dobbiamo conformarci alle vie del mondo, ma essere trasformati rinnovando la nostra mente.

    Infatti nel versetto uno dei Romani 12 Paolo dice che il nostro servizio di culto a Dio, tutto questo, deve essere fatto in modo ragionevole e logico, questo include il modo con cui adoriamo Dio in chiesa, il che comprende la musica che usiamo. Le nostre menti devono essere pienamente impegnate e non dobbiamo lasciare che diventino una tela vuota su cui Satana ed i suoi demoni possono entrare e devastare i nostri pensieri e comportamenti.

    La maggior parte delle persone non si rendono nemmeno conto che tipo di musica e testi sono utilizzati in chiesa e francamente poiché la chiesa è diventata molto, molto mondana ed ha accettato ogni genere di cose, è così molto più facile per Satana influenzare le persone attraverso la musica, se non viene accuratamente controllata.

    Comunque, tornando alla musica mondana, possiamo capire che Satana la usa per influenzare la gente, la usa per programmare le menti delle persone e finalmente prendere il controllo di quelle menti che in qualche modo sono condizionate e programmate dalla musica ed i suoi testi.

    Vorrei adesso menzionare una ultimo sistema ideologico creato ed usato molto efficacemente da Satana per la programmazione della mente umana.

    La Religione:

    Devo dire che la religione è l’inganno più insidioso ed efficace usato da Satana per schiavizzare la mente della gente e per far rigettare Dio.

    La religione è il capolavoro di Satana per ingannare la gente e per prendere il controllo della mente.

    A questo punto è di dovere fare una premessa molto importante. La maggior parte della gente pensa, e anche molti cristiani pensano, che essere un vero credente nato di nuovo in Gesù Cristo è essere religiosi. Beh, in effetti non è una religione nel vero senso della parola.

    La fede cristiana, in realtà, è l’unico modo di conoscere Dio e di avere accesso a Dio ed è davvero tutta basata su una persona, Gesù Cristo!

    Quindi, se vogliamo usare per davvero il termine religione quando si parla del cristianesimo abbiamo bisogno di specificare però che è l’unica vera religione per cui si arriva a conoscere Dio, il vero Dio vivente.

    Tuttavia, come credenti siamo diventati figli di Dio, in sostanza abbiamo un rapporto vivente con il Padre celeste.

    Non possiamo confrontare quindi un rapporto vivente con una religione. Nella religione non c’è un vero e proprio rapporto tra Dio e il popolo che pratica la religione.

    Una religione nella sua vera e propria terminologia è un insieme di credenze, riti e le regole osservate dalla gente. Questo potrebbe includere anche molti tipi diversi di superstizioni.

    Nessuna religione però porta alla conoscenza di Dio, infatti, le religioni portano la gente lontano da Dio e dalla Sua verità. Le religioni sono infatti un percorso che porta all’idolatria, e a non conoscere Dio e a non poter adolrarlo come il solo ed unico Dio vivente.

    Le religioni sostengono che non importa quello che si crede o in chi si crede perché tutte le religioni, alla fine sono solo diversi modi per raggiungere lo stesso Dio.

    Davvero? Questo è un fatto molto lontano dalla verità! Tutte le religioni sono in realtà progettate per condurre al culto di un essere, ma l’essere in questione non è Dio è Satana.

    La pluralità delle religioni in esistenza non sono altro che idolatria e l’adorazione di false ideologie e falsi dei.

    Religione fu anche il primo tentativo di portare l’umanità ad adorare Satana anzichè Dio e fu istituita in:

    Genesi 11:1-9 Or tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. 2 E avvenne che, mentre si spostavano verso sud, essi trovarono una pianura nel paese di Scinar, e vi si stabilirono. 3 E si dissero l’un l’altro: «Orsù, facciamo dei mattoni e cuociamoli col fuoco!». E usarono mattoni invece di pietre e bitume invece di malta. 4 E dissero: «Orsù, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo, e facciamoci un nome, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra». 5 Ma l’Eterno discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. 6 E l’Eterno disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti la medesima lingua; e questo è quanto essi hanno cominciato a fare; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare. 7 Orsù, scendiamo laggiù e confondiamo la loro lingua, affinché l’uno non comprenda più il parlare dell’altro». 8 Così l’Eterno li disperse di là sulla faccia di tutta la terra, ed essi cessarono di costruire la città. 9 Perciò a questa fu dato il nome di Babele, perché l’Eterno colà confuse la lingua di tutta la terra, e di là l’Eterno li disperse sulla faccia di tutta la terra.

    Questo è un passo molto importante in quanto è il primo tentativo di Satana di formare un ordine mondiale di cui egli sarebbe stato la divinità suprema e fu anche il tentativo per far si che il mondo si unisse contro Dio e scegliesse di adorare lui al posto di Dio.

    Questo è il vero motivo per cui Dio confuse la loro lingua e li disperse, li disperse su tutta la terra. Questa religione che essi fondarono è conosciuta come la religione misteriosa di Babilonia. In realtà è da questa religione che tutte le altre versioni di religioni provengono e sono poi state diffuse in tutto il mondo.

    Il culto di elementi creati come il sole, la luna e le stelle, pianeti o anche animali e uomini, è provenuto da qui, tutte le altre religioni mistiche provengono da questo stesso episodio.

    In sostanza molte altre varianti di questa antica religione sono state create e diffuse in tutto il mondo. Se esaminiamo da vicino tutte le religioni hanno concetti e credenze o rituali simili, perché sono fondamentalmente radicate in questa religione di Babilonia.

    Anche dopo la nascita della chiesa molte varianti e versioni corrotte del cristianesimo sono state create da Satana. Queste ultime sono le migliori religioni contraffatte che Satana ha creato in quanto sono molto simili al Vangelo e al vero cristianesimo e sono accettate da molti come tali.

    Queste sono quelle più sottili e ingannevoli. Questo è il motivo per cui per Dio e anche per gli Apostoli le false dottrine devono essere rilevate ed eliminate perché portano alla accettazione di false forme del Vangelo e false forme di Gesù e di Dio.

    Nel Vecchio Testamento e anche nel nuovo le false religioni, in altre parole, l’idolatria è sicuramente legata al culto dei demoni e in definitiva di Satana.

    1 Corinzi 10:14-22 Perciò, miei cari, fuggite dall’idolatria. 15 Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi ciò che dico: 16 il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse partecipazione con il sangue di Cristo? Il pane, che noi rompiamo, non è forse partecipazione con il corpo di Cristo? 17 Poiché vi è un solo pane e noi, sebbene in molti, siamo un solo corpo, poiché tutti partecipiamo dell’unico pane. 18 Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano i sacrifici non hanno essi parte dell’altare? 19 Che dico dunque? Che l’idolo sia qualche cosa? O che ciò che è sacrificato agli idoli sia qualche cosa? 20 No, ma dico che le cose che i gentili sacrificano, le sacrificano ai démoni e non a Dio; or io non voglio che voi abbiate parte con i démoni. 21 Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei démoni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei démoni. 22 Vogliamo noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui?

    Paolo ci aveva già detto in Romani 1 che l’idolatria è la religione del genere umano con la quale la verità di Dio è soppressa.

    Romani 1:21-25 Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato. 22 Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, 23 e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili. 24 Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. 25 Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.

    Satana ha così corrotto e danneggiato l’umanità che è di conseguenza diventato molto facile per lui ingannare la gente soprattutto con false religioni o meglio ancora con l’idolatria.

    I religiosi come Paolo dice nel versetto 21 sono divenuti insensati nei loro ragionamenti i quali sono divenuti immaginazioni, fantasie in pratica, questi hanno per questo un cuore oscurato e per questo seppure credendosi savi sono invece stolti.

    L’uso della parola ragionamenti è molto appropriato in questo caso perché effettivamente troviamo la stessa parola in un contesto molto interessante che conferma l’illegittimità della religione e descrive questi ragionamenti come immaginazioni che si elevano e si esaltano contro la conoscenza di Dio.

    2 Corinzi 10:3-5 In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; 4 infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti 5 e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.

    Studieremo questo passaggio più in dettaglio quando studieremo il versetto successivo nel contesto del rinnovamento della mente.
    Quello che voglio mettere a fuoco qui è la parola usata qui in nel versetto 5, dice che con la verità di Dio possiamo abbattere fortezze e demolire ragionamenti.

    Ragionamenti è la parola usata anche in Romani 1:21 in riferimento a l’idolatria come religione.

    Così, le religioni o meglio l’idolatria è un ragionameno, è una fantasia, una immaginazione creata nella mente dell’ umanità dagli inganni di Satana.

    La parola ragionamenti in realtà denota in questo caso qualcosa che non è reale, ma immaginato, quindi possiamo tranquillamente concludere che la religione è qualcosa di falso, non è vera, è qualcosa di immaginato da qualcuno che è ingannato, corrotto ed ha la mente controllata.

    La religione è un sistema di false credenze, infatti Gesù stesso ha detto:

    Giovanni 4:19-24 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove bisogna adorare». 21 Gesù le disse: «Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità»

    Quello che Gesù sta dicendo qui è questo: La donna era incentrata sullo status religioso, rituale e il luogo in cui doveva essere accettato il culto a Dio, questo era il modo in cui il culto del vero Dio vivente veniva praticato. Gesù invece gli insegna ed anche a noi, che sarebbe venuto un tempo, e di fatto era già venuto il tempo, in cui al fine di adorare Dio, al fine di servire Dio e di avere una relazione con Dio una persona non deve fare affidamento su un metodo o un luogo, né uno stato religioso, piuttosto che avrebbero dovuto avere un rapporto con Dio e servire e adorare Dio in spirito prima e poi, in conformità con la verità.

    Questa affermazione ci porta a due passi particolari che ci spiegano ciò che Gesù dice cioè che dobbiamo adorare Dio in spirito e verità.

    La prima menzione è di adorare Dio in spirito, questo ci porta al capitolo precedente, in cui Gesù ha detto queste cose a Nicodemo:

    Giovanni 3:1-8 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».

    Inoltre Gesù ha dichiarato:

    Giovanni 6:63 È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.

    In sostanza quello che sta dicendo Gesù alla Samaritana è ciò che Egli disse a Nicodemo e ciò che ha detto in Giovanni 6:63.

    La seconda questione che Gesù porta avanti è che oltre a dover essere nato dallo Spirito e diventare spiritualmente vivo per conoscere Dio e poter vedere ed entrare nel Regno di Dio è la verità di Dio.

    Possiamo solo arrivare a conoscere Dio attraverso la verità.

    Che cos’è la verità? Anche Pilato in Giovanni 18 chiese a Gesù che cosa fosse la verità? Gesù però ci ha insegnato la cosa più importante della verità.

    Gesù è la verità!

    Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

    In questa affermazione Gesù delinea chiaramente per noi il fatto che non è la religione che rende le persone a posto con Dio né è la religione che ci permette di conoscere Dio. Con questa affermazione Gesù letteralmente e chiaramente annulla la validità di ogni e tutte le religioni.

    Gesù non è una religione, Gesù è una persona ed è Dio. Per conoscere Dio bisogna conoscere Gesù, non c’è nessun altro modo.

    Ancora una volta Gesù in Giovanni 17 chiarisce per noi come si arriva a conoscere Dio:

    Giovanni 17:1-3 Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, 2 giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.

    L’unica conclusione alla quale possiamo e dobbiamo arrivare è questa cioè che Gesù è la verità, solo per mezzo di Lui possiamo arrivare a conoscere Dio. Solo per mezzo di Gesù possiamo ricevere la vita eterna ed avere la vita eterna è l’unico modo in cui possiamo arrivare a conoscere Dio.

    Queste conclusioni sono sorprendenti e devastanti per quelli che sostengono che ogni religione ha validità e che attraverso una qualsiasi religione una persona può arrivare a conoscere Dio, o che tutte le religioni conducono a Dio. Non è così!

    Solo una persona può e solo Lui ci porterà a Dio e ci permetterà di conoscerlo, questa persona è Gesù Cristo, la verità e la vita eterna, Giovanni 11: 25-26.

    Egli è la via a Dio, l’unico modo per arrivare a Dio, Egli è la verità di Dio ed Egli è la Parola di Dio Giovanni 1:1-14, la quale è la verità, Giovanni 17:17

    Egli è la vita,la vita eterna, e solo attraverso di Lui la gente può arrivare a conoscere Dio come Egli ha detto in precedenza in Giovanni 17.

    Gesù è l’unico modo per conoscere Dio, Gesù è l’unica verità di Dio e Gesù è l’unico che ha il potere e l’autorità di dare la vita eterna a coloro che Dio gli ha dato, inoltre la vita eterna è la salvezza la quale è l’unico modo per arrivare a conoscere Dio.

    Quindi, come vediamo senza nemmeno esaminare ogni singola altra religione, possiamo in modo sicuro e chiaramente concludere che nessuna religione può e mai porterà alcuno a conoscere Dio, la religione non può salvare nessuno dalla loro peccaminosità, nessuna religione può rendere una persona giusta agli occhi di Dio.

    La religione è quindi chiaramente tutta idolatria, perché essa non glorifica Dio, la religione eleva l’uomo o gli esseri creati o gli elementi creati al livello di Dio.

    La religione è uno strumento molto potente con cui Satana inganna, opprime e schiavizza l’uomo, egli usa questo sistema ingannevole della religione e di idolatria per costruire grandi fortezze di menzogne e inganni nella mente delle persone, in modo tale che le persone infine credono veramente che la loro religione, come pure le altre religioni sono soltanto diversi modi per arrivare a conoscere Dio e per guadagnare la salvezza osservando rituali, l’esecuzione di opere e vivere un certo tipo di vita ascetica.

    I più grandi strumenti di Satana per l’accettazione di tutte le religioni come valide e vere sono due principalmente che in realtà si intersecano e si intrecciano tra di loro e sono la tolleranza e l’ecumenismo.

    La mantra di Satana dice che bisogna vivere in pace gli uni con gli altri, la tolleranza è la chiave, accettare la religione altrui come valida e importante e cercare di lavorare insieme per rendere questo mondo migliore.

    Questi non sono altro che menzogne utopiche. Solo quando Gesù ritorna e stabilisce vera giustizia e pace ci sarà vera pace.

    L’uomo ha fatto della falsa pace e della tolleranza una religione ipocrita, la quale non è altro che una cortina di fumo di Satana, questo è un modo così che il mondo lo adori e in modo che egli possa effettivamente indicare ad accusare i veri cristiani ad essere bigotti e intolleranti e che loro sono effettivamente i nemici della religione perché non sono disposti a tollerare le altre religioni e a vivere in tolleranza con le religioni create dall’uomo e da Satana, cioè la falsa pace e la religione unificata.

    Inoltre la falsa ideologia religiosa di Satana permette alle persone di tollerare l’un l’altro senza cercare di convertire altri alla loro religione. I veri cristiani che cercano invece di evangelizzare sono i pericolosi disturbatori che non possono tollerare e non possone coesistere con gli altri in pace e armonia.

    Si vede che il vero scopo di Satana in realtà non è quello di eliminare le differenze tra tutte le religioni, ma di unirle in un unica e sola ideologia tollerante.

    A lui non gli importa se tutte le altre religioni rimangono individualmente diverse, purché co esistono in accettazione e in tolleranza reciproca per far credere che tutte comunque portano allo stesso Dio.

    Come ho detto prima però portano a un unico dio, a lui Satana e non al vero Dio vivente.

    Questo agglomerato di idee religiose quando vengono accettate e si tollerano in realtà diventano una unica religione.

    Questo sistema ideologico religioso è chiamato Pluralismo e in realtà non è un concetto nuovo.

    C’è un altro sistema ideologico religioso che possiamo considerare uguale al pluralismo ed è il
    sincretismo.

    Sincretismo è in realtà definito in questo modo: la combinazione di diverse credenze, la miscelazione di pratiche e di varie scuole di pensiero. Sincretismo comporta la fusione e analogizzazione di diverse tradizioni originariamente diverse, soprattutto nella teologia e la mitologia delle religioni, affermando così una sola unità di fondo e consentendo un approccio inclusivo di altre fedi.

    Queste ideologie, il pluralismo e il sicncretismo sono entrambe unite all’ecumenismo e sono la religione di Satana e dell’Anticristo.

    Così si comprende allora che il vero cristianesimo è un sostenitore dell’esclusivismo perché afferma che Gesù è l’unico e il vero modo con il quale si può conoscere Dio e il solo modo per ricevere salvezza, cioè vita eterna. A causa di questo sarà facile per Satana convincere un mondo da lui ingannato che noi, i veri credenti nati di nuovo e credenti dell’unico e solo Dio vivente e vero, siamo i facinorosi ed i bigotti ed i loro nemici perché non vogliamo diventare una parte di questo sistema religioso unificato e tutto inclusivo.

    Questo è, ovviamente perché il vero cristianesimo non è compatibile con tutte le altre religioni idolatre come abbiamo già detto, perché Gesù è la via, la verità e la vita e nessuno viene al Padre se non per mezzo di Lui.

    Questo rende il vero Vangelo molto impopolare nel falso sistema religioso unificato del mondo e del diavolo.

    Tuttavia, il punto è il seguente, che attraverso la religione le menti delle moltitudini sono manipolate nel fare e nel diffondere l’agenda del diavolo e delle sue ideologie.

    Queste false religioni ed il loro sistema di pensiero e di oppressione diventano vere fortezze di false ideologie nella mente delle persone e per questo diventano molto difficili da demolire anche dopo che una persona è diventata nata di nuovo.

    Da qui sorge il motivo per cui Paolo dice che dobbiamo essere trasformati e non conformi dalle vie del mondo mediante il rinnovamento della nostra mente. Non è che un cristiano nato di nuovo una volta salvato e nato di nuovo non abbia bisogno di rinnovare la sua mente, anzi, dobbiamo in effetti veramente farlo o rimarremo in uno stato di inganno e di confusione e di immaturità spirituale.

    Questo è il motivo per cui l’insegnamento della vera e sana dottrina Cristiana ortodossa non è solo importante ma è essenziale.

    Quindi, la conclusione di questo argomento è questa, ancora una volta fare una lista di ciò che sono le vie di questo mondo.

    Le vie di questo mondo sono le vie peccaminose ed i comportamenti malvagi, le opere della carne, queste sono alcune delle vie del mondo:

    Romani 1: 29-31 ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; 30 calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31 insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati.

    1 Corinzi 6:9-10 Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non siate ingannati: né i fornicatori, né gli idolatri, né adulteri, né effeminati, né coloro che abusano se stessi con gli uomini, 10 né i ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci, erediteranno il regno di Dio.

    Galati 5:19-21 Ora le opere della carne sono evidenti, e sono: fornicazione, impurità, sensualità, 20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosie, esplosioni di ira, dispute, dissensi, fazioni, invidie 21, ubriachezza, orge e cose come queste, di cui vi prevengo, come io vi ho avvertiti, che coloro che praticano tali cose non erediteranno il regno di Dio.

    Efesini 4:17-19 Questo dunque dico e attesto nel Signore, che non vi conduciate più come i pagani nella vanità della loro mente, 18 con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in essi, a causa della cecità del loro cuore: 19 Che senza sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza, ad ogni sorta di impurità con avidità.

    Abbiamo anche visto che, oltre a questi comportamenti peccaminosi che le vie del mondo sono molte altre cose:

    Le ideologie e filosofie, come l’umanesimo secolare, l’edonismo, il pragmatismo, l’eugenetica che è generata dalla teoria dell’evoluzione la quale fa parte della scienza corrotta in cui abbiamo anche trovato la psicologia e la psichiatria.

    Abbiamo poi visto che le istituzioni terrene sono tutte corrotte da Satana, i governi i quali poi hanno corrotto le scuole ed i sistemi educativi.

    Abbiamo visto anche altre ideologie che sono state adottate per via delle ideologie e istituzioni corrotte e demoniache, come i media, la televisione e la musica, le quali spingono e promuovono gli ordini del giorno di Satana nelle menti delle persone e ne causano la loro programmazione causando così sempre più la propagazione del male nel mondo, causando sempre più empietà e sopratutto il rigetto della verità di Dio e il rigetto di Dio stesso.

    Infine abbiamo visto forse il più grande inganno e manipolazione della mente umana che viene effettuato mediante le religioni.

    Questo tutto insieme è il sistema mondiale, le vie del mondo, dobbiamo quindi non essere conformi a tutto questo, ma dobbiamo combatterlo e bisogna opporci a tutti questi comportamenti peccaminosi, a queste ideologie, a queste istituzioni ed a questi veicoli che diffondono in tutto il mondo le menzogne e la malvagità di Satana.

    Questo è il vero combattimento spirituale che la chiesa deve praticare.

    Le nostre menti nel passato sono state programmate negativamente dalle vie del mondo. Nessuno ne è esente. La nostra natura peccaminosa una volta ci ha immerso a capofitto in queste false e ingannevoli ideologie e istituzioni.

    Siamo stati non solo le vittime e gli schiavi di queste ideologie e istituzioni e religioni ma lo siamo stati volentieri e felicemente abbiamo fatto parte di tutte queste cose.

    Così ancora una volta queste sono le vie del mondo e la parola di Dio ci comanda di non conformarsi a queste, ma di essere invece trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Molte persone nella chiesa hanno un modo molto strano e difettoso di pensare come dobbiamo essere trasformati.

    Questi pensano che Dio in qualche magico e sovrannaturale modo ci trasformi quando ci poniamo nella condizione spirituale giusta o meglio in qualche modo che un cristiano si trasformi per osmosi spendendo ore e ore in ginocchio implorando Dio di cambiarli.

    Questi pensieri sono in parte errati e non riflettono affatto come Dio desidera operare nella nostra vita per trasformarci.

    Qui in Romani 12:2 vediamo che Paolo ci dice come possiamo essere trasformati e questo avviene solo mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Abbiamo visto che Dio non vuole che noi siamo conformi alle vie del mondo e abbiamo visto ampiamente quali sono queste vie. Abbiamo anche visto che queste sono tutte cose che condizionano la nostra mente in modo negativo.

    Vediamo anche che la mente è la parte di noi che Dio ci ha dato che in realtà ci fa comportare in un certo modo.

    Al fine di comportarsi in modo divino, al fine di pensare come pensa Dio, per essere liberati dai modi di pensare errati, mondani e satanici, c’è un solo modo con cui questo può essere fatto, questo è mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Tuttavia, in che cosa abbiamo bisogno di essere trasformati? Dobbiamo essere trasformati nell’immagine di Cristo.

    Romani 8:29 Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo

    Voglio specificare che questo passo parla di essere predestinati ad essere conformi all’immagine di Cristo cioè nella immagine gloriosa ed eterna di Gesù che è la glorificazione finale dei santi.

    Giovanni la ha descritta così:

    1 Giovanni 3:1-3 Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è. 3 E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’egli è puro

    Giovanni dice che, non è manifestato, versetto 2, ciò che saremo, ma sappiamo che quando Egli verrà saremo simili a Lui. Questo è ciò che fa Dio quando Egli ci glorifica e ci ricrea completamente nella Sua immagine; ma poi Giovanni dice anche che Dio vuole che noi siamo come Lui anche adesso purificando noi stessi.

    Infatti Giovanni nel capitolo precedente ha detto questo:

    1 Giovanni 2:4-6 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; 5 ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui: 6 chi dice di rimanere in lui, deve camminare com’egli camminò.

    Quindi dobbiamo essere come Lui e camminare come Lui anche adesso. Come possiamo essere come Lui e camminare come ha fatto Lui se non possiamo pensare come Lui?

    Ricordate la nostra mente è quella parte di noi che determina il nostro comportamento.

    La nostra conformità a Cristo durante la nostra vita sulla terra è un soggetto molto complesso. Paolo già ci ha insegnato in Romani 7 che noi ancora pecchiamo anche se siamo credenti nati di nuovo. Nel capitolo 8 ha anche affermato che non vi è quindi più alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.

    Allora, cosa ne facciamo di tutto questo? Ci sono alcune sette cristiane in particolare all’interno del movimento pentecostale / carismatico che sostengono che un vero credente può raggiungere la perfetta assenza di peccato in questa vita.

    Questo pensiero e desiderio in realtà porta una persona ad essere piena di orgoglio spirituale.

    La Scrittura in realtà ci insegna che, purtroppo, anche come cristiani continuiamo a peccare.

    Si dovrebbe e si potrebbe peccare molto meno di quando non eravamo convertiti, tuttavia pecchiamo ugualmente e anche troppo.

    Ci deve essere assolutamente un cambiamento che si verifica in una persona se diventano nati di nuovo. Ci deve essere sicuramente il desiderio e l’impegno di perseguire la santità e la giustizia. Se e quando questi desideri non sono presenti e quando non c’è alcuna volontà e tentativo di vivere in conformità con la parola di Dio e obbedire ai Suoi comandamenti la grazia di Dio probabilmente non è presente.

    Ci sono diverse scritture che confermano tutto questo e le possiamo trovare molte nella epsitola di
    1 Giovanni.

    Quando Giovanni menziona tutto questo questa è la chiave per comprendere questo concetto.

    1 Giovanni 1:6-10 Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. 7 Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.
    8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.

    1 Giovannni 2:1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. 2 Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
    3 Da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. 4 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; 5 ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui: 6 chi dice di rimanere in lui, deve camminare com’egli camminò.

    Giovanni non trascura affatto il fatto che non dobbiamo peccare come leggiamo nel versetto 1 del capitolo 2, ma egli sa che peccheremo, quando facciamo questo abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo il giusto. Egli è giusto non noi, è la Sua giustizia che viene imputata a noi, mediante la fede in Lui. Questa è la grazia di Dio, che in realtà non considera più il nostro peccato come la cosa dannante nella nostra vita. Come abbiamo detto prima non c’è più alcuna condanna per quelli che sono in Cristo, questo è un dato di fatto, noi siamo passati dalla morte alla vita, si è passati dal giudizio alla giustificazione, siamo salvati dall’ira a venire e abbiamo pace con Dio.

    Ora, la grazia di Dio produce in noi qualcosa di particolare, quello che prima non c’era cioè il desiderio e anche la capacità di obbedire a Dio e di fare la Sua volontà.

    Filippesi 2:12-13 Così, miei cari, voi che foste sempre ubbidienti, non solo come quand’ero presente, ma molto più adesso che sono assente, adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; 13 infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.

    Come vediamo è Dio che opera in noi il volere e il desiderio di voler fare la Sua volontà e obbedire a Lui, ed è anche Dio che ci dà la forza e la capacità di obbedire. Senza la vita e la grazia di Dio questo non è possibile. Questo è infatti il modo in cui compiamo esteriormente la nostra salvezza interna, cioè operiamo visibilmente ciò che Dio ha fatto dentro di noi invisibilmente. Non possiamo tenere dentro questa salvezza, deve essere operata visibilmente.

    La grazia di Dio opera in noi anche qualcosa d’altro, in altre parole, ci insegna e opera in noi il desiderio e la volontà di fare la volontà di Dio e ci dà il potere di rinunciare al peccato e le vie del mondo.

    La grazia di Dio opera in noi anche qualcosa d’altro, in altre parole, ci insegna ed opera in noi il desiderio e la volontà e ci dà il potere di rinunciare al peccato e alle vie del mondo.

    Tito 2:11-14 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.

    E ‘evidente dalla Scrittura e da tutte le vite dei cristiani che i credenti ancora peccano, si può peccare e si pecca ancora.

    La grazia di Dio è quindi presente per i Suoi figli per prendere cura di questo problema per noi, questo però non significa affatto che possiamo o dobbiamo abusare questo privilegio. Vediamo che chi pensa di camminare nella luce, ma che invece vivono in maniera licenziosa nel loro stile di vita, questi non sono nati di nuovo, questi non appartengono a Cristo. Questo è in realtà il contesto della epistola di 1 Giovanni.

    Giovanni nella sua epistola sta facendo un contrasto tra il comportamento, seppure non perfetto dei veri credenti contrastante con il comportamento di coloro che affermano di conoscere la verità, ma vivono come tutti i peccatori a titolo definitivo ed in cui non c’è nessun cambiamento di comportamento o che insegnano addirittura che si può peccare in ogni modo senza ritegno perché tanto la grazia di Dio copre il peccato.

    Inoltre è importante capire che il comportamento di chi desidera vivere nella giustizia e nella santità e che persegue queste cose è da Dio, ma le persone non vengono salvate perché cercano di vivere con questo comportamento.

    Questo è un grave errore, che fanno il movimento carismatico/pentecostale e la religione romana. Questi credono che Dio ci converte per sola grazia, e questo è verissimo ma poi insegnano e credono che dobbiamo mantenerci salvati noi stessi con i nostri sforzi e con la pratica di opere giuste e se poi cadiamo nel peccato la nostra salvezza non può essere garantita.

    Questo non è ciò che la Scrittura ci insegna, prima di tutto essa ci insegna che veri credenti desiderano vivere in modo giusto e santo e obbedire a Dio, non per guadagnare o mantenere la nostra salvezza, ma perché Dio ha cambiato i nostri desideri ed opera in noi anche a scapito di noi stessi ed i peccati che ancora commettiamo. Tutto questo, come ho detto prima, nonostante il peccato che ancora opera nei nostri corpi, per questi peccati la grazia di Dio è sufficiente.

    La questione più importante che dobbiamo capire è questa, Dio vuole conformare il nostro comportamento a quello di Gesù e vuole trasformarci sempre più ad essere simili a Lui, questo avviene solo mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Dio prima di tutto vuole che noi otteniamo la Sua mente, Egli vuole cambiare il nostro modo umano di pensare e di acquisire invece i Suoi modi di pensare. Se non rinnoviamo la nostra mente non possiamo essere trasformati perché lo ripeto, è la nostra mente che alla fine detta il modo in cui vivremo. Tutto inizia con il rinnoveamnto delle nostre menti.

    La nostra trasformazione non è solo la cessazione del comportamento peccaminoso in se stesso ma è sempre capire e vedere tutte le cose acquisendo la mente di Dio, di arrivare ad ottenere i Suoi pensieri, cominciando a pensare e vedere tutte le cose nel modo in cui Egli le vede.

    Cominciamo a vedere questo concetto con un esempio pratico.

    Prendiamo ad esempio la sessualità umana, questa è una grande causa di tutti i tipi di peccato negli esseri umani.

    Cominciamo con ciò che la Scrittura chiama fornicazione.

    La fornicazione è sicuramente un peccato. La fornicazione è essere sessualmente coinvolti al di fuori dei confini del matrimonio. Sesso con partner multipli o anche uno, ma non essendo sposati.

    Ora, anche se la parola di Dio dice che questo è un peccato purtroppo ancora molti cristiani non solo praticano questo peccato ma pensano che questo sia un comportamento accettabile o per lo meno viene tollerato e accettato da molti.

    Vi farò un esempio di questo in vita reale.

    Noi conoscevamo una coppia in una chiesa, questa coppia frequentava la chiesa e ancora la frequenta senza dubbio, questi non erano sposati, convivevano e già avevano una figlia assieme.

    Questi venivano in chiesa e adoravano Dio con le mani alzate, hanno sempre avuto una sorta di testimonianza della salvezza di Dio, hanno ascoltato la parola di Dio ogni Domenica, la madre dell’uomo era una donna ben nota e fortemente sostenuta nella chiesa.

    Il fatto è che questi non erano sposati e vivevano insieme e avevano anche una figlia fuori dal matrimonio e liberamente gli è stato permesso di continuare a vivere in questo modo da parte dei responsabili della chiesa.

    Il fatto che i responsabili non li hanno confrontati e non gli hanno parlato della gravità del loro peccato è molto, molto preoccupante ed è una gravissima negligenza di obbedienza alla Parola di Dio.

    Quindi, la situazione che abbiamo qui è questa, gente che vive con un comportamento peccaminoso, apertamente e senza vergogna ed abbiamo in più ( e questa è grave) gli anziani della chiesa che peccano loro stessi perché permettono a questa coppia di continuare a vivere in questo modo e non li hanno confrontati con la verità della parola di Dio riguardo a questa pratica peccaminosa.

    Quindi qui abbiamo una situazione in cui sia le pecore che i pastori non si comportano in obbedienza alla parola di Dio.

    Perché succede questo? Perchè c’è questa aperta ribellione a Dio?

    Questo accade perché, sia la coppia che i pastori non pensano come pensa Dio. Stanno tutti palesemente trascurando la parola di Dio ed entrambe giustificano il loro comportamento peccaminoso, perché non hanno la mente rinnovata dalla parola di Dio.

    Se gli anziani pensassero come pensa Dio li avrebbero confrontati e li avrebbero incoraggiati a sposarsi, in altre parole a diventare obbedienti alla parola di Dio ed a smettere di peccare. Questa è una delle responsabilità dei pastori e degli anziani.

    Esiste nella Scrittura una pratica che si chiama disciplina ecclesiastica, come descritta in 1 Corinzi 5.

    Molte chiese sono molto, molto riluttanti a fare come la parola di Dio comanda in questo capitolo. Infatti la maggior parte non praticano questa cosa!

    La ragione?

    Non vi è in realtà nessuna buona ragione, gli anziani peccano lasciando le persone in uno stato di peccato. Il motivo principale nella maggior parte dei casi credo sia perché non vogliono offendere la gente. Il che è ridicolo! Facendo così invece offendono Dio.

    Come possiamo vedere chiaramente questi non pensano come Dio, non pensano allo stesso modo in cui pensa Dio se pensassero come Dio farebbero quello che Dio comanda di fare in 1 Corinzi 5.

    Gli anziani in questo caso sono ancora più colpevoli in un ceerto senso in quanto essi sono quelli che dovrebbero pensare ed agire nella Chiesa, come fa Dio.

    La coppia è certamente colpevole e responsabile di vivere nel peccato e ovviamente devono ancora essere trasformati mediante il rinnovamento della loro mente, tuttavia, se non lo fanno loro stessi allora gli anziani della chiesa dovrebbero aiutarli in questo processo. Questo si chiama discepolato!

    Se la coppia pensava come Dio allora avrebbero in fretta rettificato la situazione sposandosi e rinunciando alle scuse del perché non potevano o non volevano farlo.

    Se gli anziani pensassero come Dio li avrebbero confrontati immediatamente e gli avrebbero insegnato ciò che la parola di Dio dice circa la loro situazione di peccato e li avrebbero messi in guardia contro le conseguenze disastrose di continuare a disubbidire a Dio, tra cui in ultima istanza sarebbe essere messi fuori dalla fratellanza se si dovesse arrivare a tanto.

    Questo è ciò che avrebbero fatto se avessero pensato come Dio. Dio vuole il nostro bene e vuole farci pensare ed agire come Lui o come Egli vorrebbe che ci comportassimo.

    La cosa ironica e molto spaventosa di questa situazione è inoltre questa, gli anziani e l’intera denominazione di questa chiesa ritiene la dottrina che si possa perdere la salvezza una persona vive nel peccato. Quindi, se davvero credessero in questa dottrina, che tra l’altro è falsa e sappiamo il perché, allora sovviene la domanda: perché non si sono preoccupati che queste persone secondo la loro dottrina fossero in pericolo di perdere la loro salvezza?

    Sembra infine ovvio che tutti questi non pensano affatto come pensa Dio, non hanno la mente di Cristo. Dio perdona tutti i nostri peccati, ma questo non ci dà carta bianca e non ci dà autorizzazione di continuare in uno stile di vita peccaminoso. Dio richiede che ci allontaniamo dal peccato. Ci sono certamente gravi conseguenze temporali, sia fisiche che spirituali continuando a vivere nel peccato, anche se siamo perdonati in un senso eterno. Almeno queste consequenze sarebbero dovute essere loro presentate.

    La disciplina di Dio in questo caso potrebbe essere severa su questa coppia se continua in questo peccato e la disciplina di Dio sarà ancora più grave sui leader della chiesa che dovrebbero sapere meglio e avrebbero dovuto sapere cosa fare. Secondo la stessa dottrina in cui credono, seppure erronea, starebbero permettendo alla coppia di essere in pericolo del fuoco eterno dell’inferno, perché non volevano confrontarli per il loro comportamento peccaminoso.

    Così, in base alla loro errata dottrina aiuterebbero di fatto queste persone ad andare all’inferno, non impedendo loro di peccare, questa è follia!

    Tutto questo è disobbedienza per tutti is suddetti soggetti e vi dico che questo accade perché non hanno le loro menti rinnovate dalla parola di Dio e quindi non possono essere trasformati e nel frattempo sono sempre conformi alle vie del mondo.

    Non rinnovando la mente porta i credenti a pensare e quindi a comportarsi come il fa mondo.

    Un altro problema, per esempio è la contraccezione nella vita di credenti.

    Questo comportamento è totalmente erroneo ed è pensare come pensa il mondo e fare le cose come le fa il mondo.

    Molti cristiani non credono che ci sia qualcosa di sbagliato in questo comportamento, ma è sbagliato avere questo pensiero e comportamento!

    Molti Cristiani cercano di giustificare questa cosa tirando ogni genere di cose fuori dai loro cilindri magici. E’ invece un comportamento davvero ingiustificabile per i cristiani ma lo fanno ugualmente.

    Questo comportamento deriva da un modo di pensare difettoso. Se e quando un cristiano pensa come il mondo, invece di pensare come Dio allora ovviamente il loro comportamento diventa erroneo e peccaminoso.

    Il più delle volte i cristiani ancora peccano per via di pensieri difettosi più che farlo volenterosamente.

    Ora, se e quando confrontati e vengono insegnati nel modo giusto e poi ancora persistono nel voler peccare allora il problema diventa ribellione ed i responsabili della chiesa in questo caso devono sicuramente applicare provvedimenti ecclesiastici disciplinari.

    Anche se come ho detto prima la maggior parte dei responsabili della chiesa non applicano mai tale disciplina il che rende loro disubbiedienti alla parola di Dio.

    Ora, esaminiamo la questione della contraccezione. La maggior parte dei cristiani e dico i più perché non tutti, ritengono ad esempio che l’aborto sia un peccato. Alcuni purtroppo pensano invece che l’aborto sia una cosa che non va bene ma che a volte a seconda delle circostanze si possa praticare.

    Prima di tutto se l’aborto è un omicidio e lo è sempre, quindi è sempre un peccato. Non esiste un un peccato circostanziale.

    Quando qualcosa è un peccato è sempre un peccato, Dio non cambia mai idea su cosa sia il peccato anche a causa della circostanza. Se la menzogna è un peccato e lo è, quindi è sempre un peccato mentire.

    Eppure la gente e anche molti cristiani erroneamente pensano che in alcune circostanze vada bene mentire per esempio.

    Alcuni pensano per esempio che se la bugia è il peccato minore, allora va bene mentire, ma invece non va mai bene mentire. Dio è in grado di difendere qualsiasi situazione in cui la verità viene praticata. E’ sempre danno peccare, non importa quanto poco pensiamo che il peccato possa essere. In altre parole, non ci sono piccole bugie come non ci sono piccoli peccati. Gesù è morto per perdonare tutti i nostri peccati, cioè, anche quelle piccole bugie come il mondo le chiama.

    Quindi, se Gesù è morto per tutti i nostri peccati, allora non abbiamo alcun diritto di mentire in quanto è peccato ed è sempre un’offesa a Dio. Non possiamo opinionare sulla gravità di un peccato mentre riduciamo l’importanza di altri peccati perchè non li riteniamo abbastanza gravi. Se no si fa lo stesso errore che fa la religione Romana che distingue la gravità di un peccato da un altro distinguendo la differenza tra peccati veniali e mortali.

    Tutti i peccati sono mortali quando non sono perdonati e tolti via dal sacrificio di Gesù poiché sono tutti trasgressioni della legge di Dio e il salario del peccato è sempre la morte. Tutti i nostri peccati, tutti hanno causato la morte di Gesù per predonarli.

    Quindi, se Gesù è morto per tutti i peccati, allora non abbiamo alcun dritto di praticarli in quanto sono sempre un’offesa a Dio.

    Torniamo alla contraccezione adesso.

    Tutte le forme di contraccezione sono quindi sbagliate e peccaminose? Il mondo pensa che non lo siano, ma invece Dio pensa che lo sono.

    Attivamente prevenire che una vita si verifichi è un peccato, perché solo Dio ha il potere sulla vita e sulla morte e l’uomo non dovrebbe mai interferire in ciò che Dio vuole fare. Quando una persona, diciamo un cristiano utilizza la contraccezione vuol dire che sta mettendo la propria volontà al disopra della volontà di Dio. Come possiamo pregare sia fatta la Tua volontà, quando poi siamo noi quelli che cercano di aggirare la volontà di Dio?

    Ovviamente Dio fin dall’inizio ha mostrato la Sua posizione sulla santità della vita e quanto sia importante la procreazione quando dichiarò questo ed Egli in realtà lo ha dichiarato più volte:

    Genesi 1:28 E DIO li benedisse; e DIO disse loro: «Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sopra ogni essere vivente che si muove sulla terra».

    E’ adesso evidente che stiamo parlando di cristiani sposati nel nsotro studio. Persone che hanno rapporti sessuali fuori dal matrimonio e usano un contraccettivo in realtà hanno due problemi tanto per cominciare e vivono nel peccato, quindi l’uso di contraccezione è in un certo senso secondario ma è sempre un peccato ed aumenta la gravità del primo.

    Prendiamo una coppia sposata, cristiani o no, questo è quando la contraccezione è peccaminosa al massimo. Perchè? Perchè Dio benedisse Adamo ed Eva e diede loro un comandamento, siate fruttiferi e moltiplicatevi. Questo non era un suggerimento, ma una benedizione e una rivelazione della volontà di Dio per le persone sposate.

    Se in qualsiasi caso una coppia disobbedisce questo comandamento sta peccando.

    Dovrebbe essere, ed è in realtà solo una prerogativa di Dio e la Sua volontà che un cristiano abbia figli oppure no, non è la prerogativa delle coppie.

    Non va mai bene per l’uomo prendere il posto di Dio! Dio è Dio, e soprattutto noi cristiani dovremmo vivere in un modo che è conforme ed obbediente alla Sua volontà e non la nostra.

    Ci sono molte ragioni per cui le persone non vogliono avere figli, ma tutte le ragioni e anche tutti i metodi che vengono impiegati per evitare di avere figli sono un’offesa a Dio, se non l’astinenza e anche questa è comunque discutibile.

    I cristiani devono fare sempre le cose come vuole Dio e farle in ogni sfera della loro vita, dopo tutto quello è esattamente quello che Paolo ci dice all’inizio di questo capitolo, cioè di offrire i nostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, che è il nostro ragionevole servizio di culto.

    Abbiamo studiato questo fatto e se si aveesse prestato attenzione si avrebbe ricordato che questo significa che dobbiamo servire Dio secondo la Sua volontà e la Sua parola in ogni aspetto della nostra vita e di fare uso del nostro corpo secondo il piacere di Dio e non il nostro.

    Quando il nostro piacere è in linea con la volontà di Dio allora va bene, ma quando non lo è allora è peccato.

    Ora, se guardiamo quello che abbiamo visto prima e avanziamo velocemente verso il rinnovamento della nostra mente che è quello che stiamo studiando ora, troviamo che la parola di Dio ci dice che dobbiamo trasformare la nostra mente e rinnovarla in modo che possiamo fare che cosa? Affinché conosciamo per esperienza quale sia la buona, gradita e perfetta volontà di Dio.

    Come vediamo questi due versetti stanno operando assieme diverse cose, il vero obiettivo alla fine però è quello di dimostrare e di conoscere la volontà di Dio, per arrivare a renderci conto che la volontà di Dio è sempre buona e che questo poi è l’unico modo in cui possiamo essere d’accordo con Dio, in altre parole accettare la Sua volontà e infine che la parola e la volontà di Dio è accettabile ed è perfetta.

    Così, quando non siamo d’accordo con la parola di Dio o quando resistiamo ad essa, la maggior parte delle volte è perché non siamo in grado di capirla, questo è perché le nostre menti non sono rinnovate dalla stessa parola di Dio.

    Pertanto quando non ci comportiamo correttamente e pecchiamo è per lo stesso motivo, alla fine vuol dire che non stiamo offrendo i nostri corpi come sacrificio vivente in un servizio di adorazione a Dio.

    Così ora sappiamo perché per esempio i cristiani si oppongono al divieto di tali cose come nel nostro caso in questione la contraccezione, perché in realtà vogliono fare le cose a modo loro ed infine dimostrano di non fidarsi di Dio per fare ciò che è giusto per loro, questo avverrebbe solo se obbedissero e avessero fiducia in Dio.

    Se crediamo che la volontà di Dio è buona, accettabile e perfetta allora perché non dovremmo lasciare a Dio la decisione giusta di che sia la Sua volontà per noi?

    Ho scelto il tema della contraccezione perché credo che sia un grande problema tra cristiani. Credo che molti fedeli si concedono l’uso di vari di questi metodi per evitare di avere figli.

    Fondamentalmente facendo così essi adottano i costumi del mondo nel modo in cui prendono le loro decisioni. Evitando di pregare e evitando di confidare in Dio e scelgono invece di fidarsi della loro comprensione umana.

    C’è un passo nella parola di Dio che dice questo:

    Proverbi 3:5-8 5 Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6 riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri. 7 Non ritenerti savio ai tuoi occhi, temi l’Eterno e ritirati dal male; 8 questo sarà guarigione per i tuoi nervi e un refrigerio per le tue ossa.

    Questo passo spiega chiaramente questo concetto di aver fiducia in Dio e di non appoggiarsi sul proprio intendimento e riconoscere Dio in ogni cosa e Lui ci guiderà sul sentiero giusto. Poi ci dice anche di non crederci saggi al di fuori della saggezza e conoscenza di Dio e ci comanda di ritirarci dal male, questo sarà infine salutare per i nostri nervi e i nostri corpi.

    Inoltre vediamo che cosa ci dice la prossima Scrittura:

    Salmi 127:3-5 Ecco, i figli sono una eredità che viene dall’Eterno; il frutto del grembo è un premio. 4 Come frecce nella mano di un prode, così sono i figli della propria giovinezza. 5 Beato l’uomo che ne ha la sua faretra piena! Essi non saranno confusi quando discuteranno coi loro nemici alla porta.

    Come si vede qui sopra i bambini sono un patrimonio del Signore, sono entrambe una eredità al Signore e una ricompensa dal Signore ai credenti. Dio dice che i figli sono una grande benedizione che viene da Lui. Allora, perché respingere e rifiutare questa benedizione? Prevenire nascite è come rifiutare un dono di Dio.

    Purtroppo, seppur vedendo tutto questo i cristiani continuano ad utilizzare tutti i tipi di giustificazioni, ragioni e opinioni del perché essi non possono o vogliono avere figli.

    Ho sentito molte scuse ma tutte non sono scuse valide perché la volontà di Dio prevale su tutti i nostri pareri e su tutte le ragioni e giustificazioni.

    Dobbiamo guardare a questo anche da un altro punto di vista, la prospettiva del fatto che tutti i contraccettivi interrompono il ciclo della vita. Se e quando l’attività sessuale è in corso ci sarà uno scambio di sperma maschile che contiene la vita. Fermando questa vita di andare dove deve andare a seconda di come Dio ha progettato è metterci al posto di Dio e ignorare la Sua decisione ed in aggiunta è la cessazione della vita alla fine di tutto.

    Inoltre, se questo non fosse sufficiente la maggioranza dei contraccettivi farmaucetici sono o spermicidi o abortivi e spesso impediscono l’ovulo che è stato già inseminato ad aderire all’utero il che impedisce all’embrione di continuare a vivere. Questo signori miei fino a prova contraria, che non esiste è distruggere una vita!

    Molti scenziati sostengono che, poiché l’ovulo inseminato anche senza contraccezione molte volte non sopravvive e non si attacca all’utero, che pertanto, non si possa considerare questa una vita altrimenti vi sarebbe una notevole perdita di vita anche in assenza di contraccezione.

    Questo argomento è fallace ed erroneo perché presuppone che l’ovulo fecondato non sia già una vita mentre in effetti lo è!

    Il presupposto che questi fanno è che non ci possa essere perdita della vita in molti casi anche senza l’uso della contraccezione, l’unica differenza però è questa, quando si verifica la perdita di vita perché è tutta e solo la volontà di Dio è tutto insieme diverso rispetto a quando l’uomo interviene con la sua volontà e il suo intervento interrompe il processo di concepimento e causa la perdita di vita umana.

    Nel caso dell’uomo quest’ultimo è colpevole di aver distrutto la vita. Solo Dio ha la prerogativa, il potere e il diritto sulla vita e la morte, non l’uomo. Come ho detto ogni e qualsiasi ragione data per evitare la gravidanza è erronea e va contro la volontà di Dio.

    Vediamo che spesso diventa problematico per un credente pensare come pensa Dio riguardo a molti problemi che la vita presenta, di nuovo questo avviene perché la mente non è rinnovata, perché appunto il credente è ancora molto lontano dall’avere la mente di Cristo.

    Quindi, come possiamo ottenerla? La otteniamo rinnovando la nostra mente e come possiamo rinnovarle?

    C’è davvero solo un modo con cui possiamo rinnovare la nostra mente e raggiungere ad avere la mente di Cristo e pensare come pensa Dio.

    Rinnoviamo la nostra mente conoscendo Dio! Come facciamo a conoscere Dio? Si arriva a conoscere Dio ed i Suoi pensieri solo attraverso la conoscenza di come Egli è e come Lui pensa attraverso la parola di Dio e la persona di Gesù Cristo.

    Solo la parola scritta di Dio può fare questo in noi, non ci sono scorciatoie, non ci sono altri modi!

    Abbiamo visto quali sono le vie del mondo e come condizionano e programmano le nostre menti.

    Dobbiamo ricondizionare e riprogrammare la nostra mente e possiamo farlo solo attraverso la parola di Dio.

    Molti in un segmento della chiesa, in particolare nel movimento carismatico/pentecostale credono che, al fine di conoscere Dio ed i Sui pensieri si debbono trascorrere ore e ore in un certo tipo di condizione mistica di preghiera.

    Pensano, erroneamente, che arrivare a conoscere Dio avviene attraverso pratiche ascetiche o attraverso enormi quantità di tempo trascorso, come si dice, nella presenza di Dio e che si deve ottenere un linguaggio spirituale speciale per comunicare con Dio e quindi per poter ricevere ciò che essi chiamano la Rhema parola di Dio.

    Questo tipo di ideologia è difettosa ed è in realtà piena di orgoglio spirituale e di auto giustizia. Non sto dicendo che non vi è alcun valore nel trascorrere del tempo nella presenza di Dio, c’è in effetti grande valore, ma c’è anche un modo giusto e specifico di come farlo ma anche un modo sbagliato. Il loro modo è sbagliato!

    Prima di tutto diamo un’occhiata alla parola Rhema. Rhema è la parola greca che significa parola parlata. Il Movimento della fede e gruppi carismatico-pentecostali distinguono tra “logos” che significa “parola scritta” di Dio o Bibbia e la “Rhema”, che è la “parola diretta parlata” di Dio.

    Così, parlano in termini di ricevere “vere ed udibili parole da Dio” o come dicono “le parole per il qui e l’adesso”, che essi chiamano Rhema. Al contrario, la stessa Bibbia, la parola scritta di Dio, secondo loro è associata solo con il termine Logos.

    Mentre in superficie la parola Rhema è detta che presupponga il rispetto della parola Logos (parola scritta), in termini pratici, in realtà Rhema secondo i carismatici è più significativa per la vita del credente della Logos (parola scritta) perché essi dicono che fornisce una guida diretta per le nostre attuali circostanze e le nostre scelte giorno per giorno.

    Da qui deriva questo pensiero, cioè che una persona deve diventare avvolto in uno stato mistico per poter arivare ad udire e comprendere questo tipo di “parola di Dio”.

    In definitiva tutto questo si traduce nella cosiddetta parola Rhema e diventa secondo loro una realtà superiore alla Bibbia in particolare in termini per poter prendere decisioni cioè “ciò che dobbiamo fare nella situazione attuale.”

    Tuttavia, assumendo la condizione di “ciò che il Signore rivela personalmente o conferma nel proprio spirito”, la parola Rhema diventa per loro anche superiore in dottrina.

    Dal momento che molti di loro pensano che la Bibbia sia “lunga, ingombrante, e complicata” e “che nessuno, alla fine, è d’accordo su quello che essa dice,” quindi la parola Rhema invece evita tutta quella confusione e litigiosità e analisi della dottrina facendo sì che lo” Spirito Santo ” come essi credono tramite la Rhema riveli ad ogni individuo ciò che sia giusto, senza tutto lo sforzo impossibile dell’analisi infinita della Bibbia.

    Nel corso del tempo così la loro autorità per fare qualsiasi cosa diventa conferita solo nella parola “Rhema”, e il significato infinitamente discutibile della parola Logos riduce la Bibbia all’irrilevanza per vivere giorno per giorno e poi anche in dottrina.

    Per esemplificare come quelli del Movimento della Fede diffondono questa dottrina, immaginiamo che si parli con una persona di parola Scritta, di dottrina. Quella persona allora risponde e chiede se: “Dio ti ha detto personalmente di parlare con me di questa cosa?”

    Se rispondiamo che Dio non ci ha parlato direttamente con una parola Rhema, allora spesso saremo considerati come se avessimo agito solo sulla nostra autorità e saremo così taciuti o forse a volte ascolteranno a quello che diciamo loro dalla parola scritta, ma poi in seguito cercheranno per sé la conferma della Rhema e se non la ottengono o se ottengono una risposta del tutto diversa nella loro mente dalla parola scritta che gli abbiamo dato, essi sceglieranno sempre la Rhema al posto della parola scritta. Pertanto, ancora una volta questo eleva la Rhema al disopra delle Scritture.

    Se forse si risponde dicendo: “Sì, nella Bibbia Dio ci insegna a fare….” In questo caso, l’altra persona spesso ci respingerà considerandoci arroganti, perché pretendiamo di sapere ciò che la Bibbia insegna dove altri magari non sono d’accordo e dove hanno difficoltà a dimostrare ciò che è corretto. Così, di fatto, per loro solo la parola Rhema può essere sufficiente.

    Questo a sua volta rende necessario che tutti ricevono, come loro dichiarano “parole personali da parte di Dio” e questo deve accadere su una base regolare o almeno “secondo al bisogno del momento”. (Tuttavia, i cristiani devono stare molto attenti ad evitare l’affermazione che Dio ha parlato direttamente o dato ” una parola diretta” quando e se questo non è il caso.)

    Al contrario, secondo questa teoria, la Bibbia diventa insufficiente per la dottrina e specialmente per la vita quotidiana, perché è inevitabilmente viziata dal disaccordo umano sul suo significato. Così, mentre in origine presentano la Rhema solo come un supplemento alla Bibbia, la parola Rhema in realtà diventa la sostituta della Bibbia.

    Questi credono in un modo dove Dio in qualche modo si fa conoscere a loro e spiega come Egli è, e ciò che è la Sua volontà per la loro vita solo se e quando esiste un certo tipo di condizione spirituale speciale presente. In realtà quello che essi cercano è una qualche forma di misticismo.

    Questo è molto, molto pericoloso, perché quando escludiamo la Bibbia e contiamo su voci o sensazioni mistiche siamo davvero in pericolo di credere immaginazioni e anche voci e consigli demoniaci, piuttosto che la vera parola scritta di Dio, che è comunque anche la parola Rhema in ogni caso.

    La parola di Dio è sempre una Rhema perché è stata sempre parlata da Gesù e dgli Apostoli per mezzo dello Spirito Santo, ma poi è stata scritta così che si può effettivamente averla per sempre.

    Diamo un’occhiata a ciò che le Scritture ci dicono di se stesse.

    Guardate per esempio a quello che Paolo dice circa la parola di Dio in:

    2 Timoteo 3:16-17 Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, 17 affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.

    Ciò che vediamo qui scritto è un passo che distrugge completamente la dottrina carismatica della Rhema e la rende falsa.

    Paolo dice che cosa sia tutta la Scrittura? Questa è la parola scritta ed è una parola Rhema ed è in effetti data solo per ispirazione di Dio o meglio compresa come il soffio, il respiro di Dio, cioè proposta dalla ispirazione dello Spirito Santo.

    Paolo poi ci dice che tutta la Scrittura è utile per insegnare, correggere, educare nella giustizia in modo che l’uomo di Dio sia cosa? Qui vediamo la parola scritta che tradotta significa completo e completamente fornito per ogni opera buona.

    Vi chiedo di concentrarvi sulle parole, Scrittura, completo e completamente fornito.

    Secondo ciò che Paolo sta dicendo qui un credente non ha bisogno di avere la parola Rhema come i carismatici affermano, ma come dice Paolo, tutti abbiamo bisogno della Rhema del Logos cioè della parola scritta, la Scrittura e niente altro.

    La Scrittura è quindi sufficiente per rendere il credente completo ed è sufficiente per dotare il credente di tutto ciò di cui ha bisogno. La guida di Dio per il qui e ora si trova sufficientemente nella parola scritta.
    La definizione della parola completo è questa: completamente, perfettamente, in modo accurato, completamente al comando ed essere pienamente in padronanza di qualcosa.

    La definizione di fornito è: essere equipaggiati o avere in dotazione.

    Come si vede chiaramente la Scrittura non è solo il logos, ma è anche la parola Rhema seppure sia scritta.

    È la Scrittura che viene ispirata dallo Spirito di Dio a quegli uomini che la hanno messa per iscritto, quindi è effettivamente una parola Rhema.

    Tutta la Scrittura è quindi sufficiente per rendere il credente completo, in altre parole, per dare al credente e fare di esso quello che Dio gli vuole fare avere e quello che Dio desideri che diventi, ed è la Scrittura che fornisce sufficientemente la dottrina, cioè l’insegnmenti che si trovano solo nella Scrittura la quale fornisce sufficientemente per convincere, correggere ed educare nella giustizia i figli di Dio.

    La Scrittura è sufficiente per rendere un credente completo nella padronanza della comprensione dei pensieri di Dio e quindi di fare la volontà di Dio, la parola Scritta equipaggia pienamente e fornisce e offre tutto quello che ci serve per rinnovare la mente e conoscere la volontà di Dio. Quindi non abbiamo bisogno di andare a cercare più in là delle Scritture in modo che Dio ci parli.

    Già nei giorni di Paolo guardate quello che ci dice in:

    1 Corinzi 4:6 Ora queste cose, fratelli, io sono figurato di applicare a me stesso e ad Apollo per amor vostro, che in noi si potrebbe imparare a non andare oltre a ciò che è scritto, in modo che nessuno di voi potrebbe diventare arrogante e ad essere uno contro l’altro.

    Paolo avverte di stare molto attenti a non andare al di là di ciò che è scritto in ordine di rendere giudizi ed in modo da non diventare arroganti e poi volgendoci gli uni contro gli altri. Questo è esattamente quello che stavo dicendo prima, coloro che vanno oltre a quello che troviamo scritto nella Scrittura diventano spiritualmente orgogliosi e arroganti così che credono di essere spiritualmente migliori di quelli che secondo loro non ricevono la cosiddetta Rehema, cioè la parola udibile e diretta da parte di Dio.

    Questo è pericoloso ed anche triste ed ha veramente rovinato molte vite, le vite di coloro che affermano di aver sentito la Rhema e anche la vita di coloro che hanno ascoltato a coloro che hanno detto loro cosa fare in base alla Rhema ricevuta al posto della parola scritta.

    Anche Pietro ha fatto un paio di dichiarazioni molto importanti nelle sue epistole per quanto riguarda il tema della Scrittura.

    La prima che esamineremo si trova in:

    2 Pietro 2:1-2 Or vi furono anche dei falsi profeti fra il popolo, come pure vi saranno fra voi dei falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione. 2 E molti seguiranno le loro deleterie dottrine, e per causa loro la via della verità sarà diffamata.

    Pietro qui prima di tutto fa una dichiarazione molto importante quando parallela ma separa anche due ministeri evidentemente creati per due tempi diversi.

    Egli dice che in passato ci sono stati falsi profeti fra il popolo come in futuro ci sarebbero falsi maestri nella chiesa.

    Dobbiamo chiederci allora, perché la distinzione tra i due? Se i profeti nel futuro della chiesa dovevano essere parte integrante di essa perché non dire che ci sarebbero stati falsi profeti anche nel futuro?

    Perché distinguere tra i due?

    È evidente quindi che si è passati a un certo punto nel tempo per via di uno spostamento da una posizione specifica di un ministero ad un altro. Pietro ci sta dando una chiara comprensione che questo è in realtà una cosa che in effetti coinvolge la parola di Dio, in altre parole le Scritture.

    I profeti nel passato hanno ricevuto una parola diretta da Dio (Rhema) ma poi la hanno scritta (Logos). Hanno fatto lo stesso lavoro nei giorni apostolici in cui la parola di Dio non era stata ancora completamente registrata come Scrittura del Nuovo Testamento, la quale doveva ancora divenire il canone di Scrittura che abbiamo oggi.

    Eppure, Pietro profeticamente vede un giorno futuro in cui il ruolo del profeta sarebbe stato sostituito o meglio sarebbe stato incorporato nel ruolo del maestro della parola di Dio.

    Questo è successo perché quando tutte le rivelazioni e le profezie necessarie per la chiesa sono state registrate nella parola scritta, allora il maestro della parola di Dio diventa in sostanza anche il profeta, il quale insegna e interpreta la parola di Dio. Questo diventa la norma nella chiesa, una volta che le profezie alla chiesa sono state completate ed oggi lo sono.

    Non ci possono essere più nuove rivelazioni oggi poiché questo determinerebbe che la Scrittura non sia completa e che ci sono ancora parole autorevoli date alla chiesa da Dio al difuori da ciò che è scritto.

    Così, ovviamente, Pietro giustamente qui fa la distinzione e trae la differenza tra i profeti del passato e gli insegnanti nel futuro della chiesa.

    Questo fatto da solo ci dà un quadro ancora più chiaro del fatto che è la parola scritta di Dio che è valida e sufficiente, è la parola scritta e non è la parola Rhema come i carismatici interpretano e sostengono che sia.

    Infatti è per questo che Pietro avverte che questi falsi maestri insegnaranno cose che sono erronee e che molti nella chiesa le crederanno e che non solo saranno deleterie per coloro che le ascolteranno e crederanno ma saranno dannanti per coloro che le insegnano, come ci dice il resto del secondo capitolo della seconda epistola di Pietro.

    Pietro infatti ha preceduto questo passo che abbiamo appena letto dicendo questo:

    2 Pietro 1:16-21 Infatti non vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signor nostro Gesù Cristo, andando dietro a favole abilmente escogitate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. 17 Egli ricevette infatti da Dio Padre onore e gloria, quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». 18 E noi udimmo questa voce recata dal cielo, quando eravamo con lui sul monte santo. 19 Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, 20 sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. 21 Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d’uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo.

    Questo si tratta di un passo molto, molto importante in quanto descrive la testimonianza oculare della presenza gloriosa del Signore Gesù e anche più specificatamente Pietro sta facendo un preciso riferimento all’episodio della trasfigurazione del Signore quando Pietro, Giovanni e Giacomo erano presenti con Lui ed hanno visto e sentito questo:

    Questo è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. E questa voce che veniva dal cielo abbiamo sentito, quando eravamo con lui sul monte santo.

    I passaggi relativi all’ episodio in questione si trovano in Matteo 17:5; Marco 9:7; Luca 9:35.

    Ma poi Pietro dice qualcosa di veramente interessante e molto importante, dice che anche se avevano visto tutto questo con i propri occhi, egli stesso non mette la fiducia dei lettori e neppure la sua nella propria testimonianza oculare piuttosto dice:

    Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d’uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo.

    Ciò significa che Pietro sta mettendo la sua fiducia in una testimonianza ancora più sicura, certa e diversa dalla propria esperienza questa è ancora più importante della propria testimonianza oculare, e questa cosa ancora più certa è la fideiussione e l’affidabilità della parola profetica della Scrittura per quanto riguardava la persona di Gesù Cristo.

    La parola di profezia di cui Pietro sta parlando sono infatti le Scritture dell’Antico Testamento, le uniche Scritture che essi avevano in quel momento poiché il corpo del canone del Nuovo Testamento della Scrittura non era ancora completo infatti era in fase di essere scritto e completato.

    L’importanza di questo passo è enorme perché pone il vero accento sulla parola di Dio piuttosto che sulle esperienze seppur vere.

    Non che la loro esperienza non era reale o valida, lo era ed era grandiosa, ma questo passo davvero ci insegna che ciò che fu scritto circa i miracoli, segni e le meraviglie del tempo non erano le cose di cui la gente doveva essere alla ricerca in quei giorni ma anche oggi.

    Queste cose sono state scritte e la testimonianza era ed è quella di Gesù Cristo e la validità della Sua divinità e signoria che può essere e dovrebbe essere basata sulla testimonianza più sicura e affidabile della Scrittura, piuttosto che le esperienze, miracoli, segni e prodigi che le persone possono sperimentare.

    Questo è vero anche quando quest’ultime possono essere confermate dalla Scrittura, dobbiamo verificare la validità delle esperienze testando la loro accuratezza e la loro veridicità attraverso la prova della Scrittura.

    Ricordiamoci che Pietro ci avverte che in futuro ci sarebbero stati falsi maestri come in passato ci sono stati falsi profeti. Così molti degli insegnamenti della chiesa più recenti devono essere attentamente esaminati e provati dal controllo preciso e conferma della parola scritta di Dio.

    Ricordiamci anche che i miracoli, segni e prodigi sono citati da Gesù e gli scritti degli apostoli come qualcosa che negli ultimi giorni di questa età sarebbero stati falsi e vengono attribuiti al potere di Satana appositamente per ingannare le persone al fine di allontanarli dalla verità.

    Matteo 24: 23-24 Allora se qualcuno vi dice: Ecco, il Cristo è qui, o là; non credeteci. 24 Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi; tanto che, se fosse possibile ingannerebbero anche gli eletti.

    Quindi, come si capisce dalle parole del nostro Signore, le esperienze personali, miracoli visibili, segni e prodigi e anche sogni non sono più una fonte affidabile di rivelazione divina.

    Solo la parola di Dio scritta è affidabile ed è certa. Così la gente in realtà deve concentrarsi sulla ricerca della parola scritta di Dio, piuttosto che le esperienze, i miracoli, segni, prodigi e sogni e anche qualche tipo di parola udibile.

    Ogni regola sicuramente ha le sue eccezioni, questo è certo, ma questo è quello che sono, eccezioni.

    La parola di Dio è la regola e la norma, altre cose sono eccezioni e anche queste devono essere attentamente verificate e provate come vere tramite la verifica della parola scritta di Dio.

    Lasciatemi dire questo, se una persona ode qualcosa o proferisce qualcosa che è la stessa cosa di quello che troviamo già nella parola scritta queste cose sono per lo meno superflue e inutili, perché Dio ci ha già detto queste cose nella sua Parola scritta.

    Se le cose che si odono o sono pronunciate sono in conflitto con la parola scritta di Dio, allora sappiamo che la fonte non è Dio. Quindi come vediamo le parole e le rivelazioni, le rhema sono veramente al minimo superflue e al massimo diaboliche.

    Ora, abbiamo bisogno di qualificare che la profezia non è solo e sempre ciò che pensiamo che sia nei termini del loro significato.

    Per esempio, la profezia nei termini dell’ Antico Testamento era soprattutto un atto di predire le cose da parte di Dio, cose che dovevano avvenire nel futuro. Questo, tuttavia, non è ciò che sia esclusivamente la profezia nemmeno nell’Antico Testamento.

    Ricordiamoci anche che nel periodo apostolico le Scritture che oggi conosciamo come Nuovo Testamento erano in procinto di essere scritte. Le profezie date in parole di rivelazione nel Nuovo Testamento quindi erano la parola scritta in procinto di essere. Questo tra l’altro è accaduto anche con le profezie dell’Antico Testamento.

    Nella lingua greca tra l’altro la parola profeta significa interprete, infatti, in Greco questo è ciò che la parola realmente significa.

    Quindi, in termini del Nuovo Testamento un profeta sarebbe qualcuno a cui la nuova rivelazione divina è stata data, ma anche una persona che ha la capacità di interpretare la parola di Dio.

    Infatti se prendiamo davvero in considerazione la prima epistola di Paolo ai Corinzi in realtà questo si capisce molto chiaramente.

    Egli sta parlando in realtà proprio in questo contesto, quando si rivolge alla chiesa di Corinto e li istruisce per quanto riguarda i doni spirituali.

    Diamo un’occhiata a cosa dice Paolo:

    1 Corinzi 14:1-5 Desiderate l’amore e cercate ardentemente i doni spirituali, ma soprattutto che possiate profetizzare, 2 perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo comprende, ma egli in spirito proferisce misteri. 3 Chi profetizza, invece, parla agli uomini per edificazione, esortazione e consolazione. 4 Chi parla in altra lingua edifica se stesso, ma chi profetizza edifica la chiesa. 5 Io vorrei che tutti parlaste in lingue, ma molto più che profetizzaste, perché chi profetizza è superiore a chi parla in lingue a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione.

    Questo è un passaggio molto importante e incompreso e soprattutto frainteso nei movimenti carismatico-pentecostali.

    Paolo aveva già affrontato nei capitoli 12 e 13 alcune cose con cui la chiesa di Corinto aveva problemi.

    Più ambiti all’interno della chiesa erano i doni più visibili e soprannaturalmente evidenti.

    Principalmente sembra che in realtà avevano un feticcio con il parlare in altre lingue. Vi ricorda di qualcuno oggi? Paolo invece pone prima di tutto l’amore al disopra di tutti i doni spirituali e non solo, ma dice che i doni, tutti quanti, devono essere utilizzati in conformità con l’amore e per il bene più grande di tutta l’assemblea.

    In altre parole, la chiesa dovrebbe desiderare i doni che più edificano e non solo per pochi o alcuni o per se stessi.

    Infatti nel brano che stiamo studiando Paolo dice di fare tutto per amore, l’amore fa sì che il desiderio nella Chiesa sia che i doni migliori siano ricercati e praticati.

    Egli pone in realtà il parlare in altre lingue all’ultimo posto e di secondaria importanza. Questo lo ha fatto nel capitolo 12, quando in realtà pone i doni nella chiesa in un ordine prioritario.

    1 Corinzi 12:27-31 Or voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per parte sua. 28 E Dio ne ha costituiti alcuni nella chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come dottori; poi ha ordinato le potenti operazioni; quindi i doni di guarigione, i doni di assistenza e di governo e la diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti dottori? 30 Hanno tutti il dono di potenti operazioni? Hanno tutti i doni di guarigioni? Parlano tutti diverse lingue? Interpretano tutti? 31 Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta.

    Primi gli apostoli, secondo i profeti, terzo i maestri e poi gli operatori di miracoli, la guarigione e di assistenza, governo e in ultimo luogo il parlare in lingue.

    Poi Paolo fa una serie di domande che hanno una sola risposta giusta e la risposta è in ogni caso no. Non tutti sono apostoli, non tutti sono profeti e non tutti insegnanti così come non tutti fanno miracoli né guariscono e non tutti parlano in altre lingue, né interpretano.

    Come abbiamo detto,Paolo nel capitolo 14 dice loro che la profezia o l’insegnamento è meglio del parlare in lingue.

    Perché? Perché quei doni edificano la Chiesa intera mentre le lingue edificano la chiesa solo quando c’è qualcuno che interpreta il linguaggio che viene parlato.

    Infatti, Paolo proibiva il parlare in lingue nella chiesa se non c’era interpretazione.

    1 Corinzi 14:26-28 Che conviene dunque fare, fratelli? Quando vi riunite, avendo ciascuno di voi, chi un salmo, chi un insegnamento, chi parole in altra lingua, chi una rivelazione, chi un’interpretazione, si faccia ogni cosa per l’edificazione. 27 Se uno parla in altra lingua, si faccia questo da due o tre al più, e l’un dopo l’altro, e uno interpreti. 28 Ma se non vi è chi interpreti, si taccia nella chiesa chi parla in altra lingua, ma parli a se stesso e a Dio.

    Quello che Paolo sta dicendo qui è che per l’amore della Chiesa e la crescita e la benedizione della chiesa solo i doni devono essere praticati solo quando edificano la Chiesa intera. C’è stato un tempo e un luogo per parlare in lingue, ma è stato un particolare segno praticato per uno scopo specifico, e solo per quello scopo, vedi 1 Corinzi 14:21-22.

    Tutto questo per dire che anche in quei giorni la profezia o l’insegnamento della parola di Dio era ed è il dono più importante per l’edificazione della chiesa.

    In realtà i doni di guarigione e miracoli così come le lingue non erano veramente per la chiesa, ma erano i doni dati come segno che la parola ha classificato come tali.

    Questi erano un segno per Israele incredulo e dimostravano a Israele che il Vangelo di Gesù Cristo era vera parola e rivelazione di Dio.

    Se facciamo uno studio superficiale dei giorni apostolici e la storia della Chiesa del primo secolo, troviamo che tutti i miracoli, le guarigioni sono stati fatti prima di tutto per lo più da apostoli o pochissimi leader iniziali della chiesa e che tali erano per lo più e quasi tutti fatti come segni per i non credenti e non doni praticati nella chiesa e per la chiesa.

    Come dice Paolo la profezia e l’insegnamento invece sono univoci per l’edificazione, l’incoraggiamento, l’esortazione e il rimprovero nella chiesa.

    Allora, perché abbiamo detto tutto questo? Per capire che il dono e il ministero profetico è donato per la crescita e l’incoraggiamento della chiesa e praticato nella chiesa ed è quindi per questo il dono più importante anche come ci spiega Paolo.

    Quindi la rivelazione soprannaturale e diretta della profezia dei profeti del NT era tale solo fino a quando l’intero corpo di Scrittura nuovo testamentare fu rivelato e scritto. Una volta scritto il dono e il ministero di profezia e di insegnamento in realtà sono adesso legati, uniti assieme.

    Ricordate ciò che Pietro ha detto prima che come ci sono stati falsi profeti in passato ci sarebbero falsi maestri in futuro?

    Questo linguaggio usato è molto importante. Come abbiamo detto anche Pietro fa la distinzione tra il passato e il futuro, quando la profezia e l’insegnamento sarebbero diventati una stessa cosa.

    Questa cosa sarebbe accaduta una volta che l’intero canone della Scrittura del NT sarebbe stato completato attraverso la rivelazione divina messa per iscritto dagli Apostoli e i profeti i quali erano e sono l’unico fondamento della chiesa.

    Efesini 2:20-21 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, 21 su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, 22 nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.

    Così abbiamo visto che i profeti del NT, insieme agli Apostoli che in realtà erano rari e pochi erano stati dotati di tutti i doni e ministeri, questi hanno scritto e completato la rivelazione scritta di Dio che noi oggi chiamiamo le Scritture del NT le quali contengono tutte le profezie per la chiesa.

    Quello che abbiamo oggi nel nostro possesso è l’intera, completa, sufficiente, infallibile, autorevole parola ispirata di Dio e non abbiamo bisogno di nessun altra rivelazione diretta o Rhema.

    Avendo concluso tutto questo ritengo che sia stato necessario al fine di stabilire la sufficienza della Scrittura come unica fonte di rivelazione divina così che adesso possiamo affrontare il soggetto successivo, cioè il rinnovamento della mente e conoscere Dio attraverso la Sua Parola e poi conoscere la potenza di Dio attraverso la Sua Parola.

    In altre parole dovremo rinnovare la nostra mente portando i nostri pensieri al punto di abbinarli a quelli di Dio.

    Una volta Gesù fu affrontato dai Sadducei riguardante un argomento ben specifico.

    Dobbiamo dare una buona occhiata a ciò che accadde in questo episodio e prestare particolare attenzione a ciò che disse Gesù.

    Matteo 22:23-28 In quello stesso giorno vennero da lui i sadducei, i quali dicono che non vi è risurrezione, e lo interrogarono, 24 dicendo: «Maestro, Mosè ha detto: “Se qualcuno muore senza avere figli, il suo fratello ne sposi la moglie, per dare una discendenza a suo fratello”. 25 Ora, c’erano tra noi sette fratelli, il primo dopo essersi sposato morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. 26 Così anche il secondo e il terzo, fino al settimo. 27 Per ultima, morì anche la donna. 28 Alla risurrezione, dunque, di chi dei sette costei sarà moglie? Poiché tutti l’ebbero come moglie».

    Ci sono delle cose interessanti e importanti che dobbiamo vedere in questo episodio.

    Matteo stesso ci fa capire le credenze spirituali dei Sadducei affermando che essi non credevano nella resurrezione. Inoltre non credevano negli angeli, in aggiunta essi credevano che la parola di Dio fosse solo il Pentateuco, cioè i primi cinque libri canonici del Vecchio Testamento, quelli scritti da Mosè.

    In contrasto i Farisei invece credevano che tutto ciò che abbiamo anche oggi come l’intero canone del Vecchio Testamento era ed è parola ispirata di Dio e credevano anche nella resurrezione e negli angeli.

    Così come vediamo i Sadducei erano i liberali dei loro giorni rinnegando addirittura la resurrezione.

    Essi erano anche quelli che erano incaricati dell’economia e le finanze del Tempio e quelli che usavano trarre profitto dalle truffe delle finanze del tempio ed erano quelli che ricoprivano la carica di sommo sacerdote ed erano la maggioranza nel Sinedrio. Essi erano la setta religiosa più politica e ricca della religione ebraica del giorno.

    Così che questi adesso chiedono a Gesù queste cose ed in realtà menzionano nel loro dicorso anche la resurrezione cosa ironica ed ipocrita proveniente da quelli dicono di non credere nella resurrezione.

    Questo tipo di domande ipocrite tra l’altro succedono spesso anche tra credenti.

    La cosa interessante e molto importante è la risposta di Gesù:

    Matteo 22:29-32 Ma Gesù, rispondendo, disse loro: «Voi sbagliate, non comprendendo né le Scritture né la potenza di Dio. 30 Nella risurrezione, infatti, né si sposano né sono date in moglie, ma essi saranno in cielo come gli angeli di Dio. 31 Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto ciò che vi fu detto da Dio, quando disse: 32 “Io sono il Dio di Abrahamo, il Dio d’Isacco e di Giacobbe”? Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi».

    Gesù gli dice che stanno errando. Perché? Perché non conoscono le Scritture ed erano ignoranti circa la potenza di Dio!

    Perché? Perché la potenza di Dio non solo è evidente in tempo reale ma è anche descritta nelle Scritture, anche quelle in cui essi credevano, in realtà essi non comprendevano nemmeno le Scritture che pretendevano di conscere perché se le avessero comprese avrebbero creduto nella resurrezione.

    Inoltre Gesù nella Sua risposta conferma in realtà che tutto il canone delle Scritture dell’Antico Testamento sono infatti la parola ispirata di Dio e conferma nella Sua risposta anche l’esistenza degli angeli.

    I Sadducei erano davvero ignoranti delle stesse Scritture che essi affermavano di conoscere e di credere.

    Infatti Gesù gli racconta l’episodio in cui Mosè incontra Dio al rovo ardente, Esodo 3:6. Questo episodio è infatti nel Pentateuco, in altre parole, nei libri che essi sostenevano avessero unica ispirazione e autorità divina.

    Inoltre non conosevano le Scritture molto bene perché per esmpio nel libro della Genesi, anche esso nel Pentateuco viene menzionata la presenza di angeli:

    Genesi 3:24 Così egli scacciò l’uomo; e pose ad est del giardino di Eden i cherubini, che roteavano da tutt’intorno una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita.

    Gesù poi afferma che Dio era ed è il Dio dei viventi e non dei morti, il che significa in questo caso che Abramo, Isacco e Giacobbe, anche se fisicamente morti non erano morti, questo era infatti ciò che Gesù ha persino sostenuto riguardo a se stesso quando disse:

    Giovanni 11:25-26 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?».

    I Sadducei erano in errore per via dell’ignoranza che avevano riguardo alla Scrittura, anche nei libri stessi in cui credevano.

    Questa è la condizione di molti, molti cosiddetti fedeli anche oggi. Dico professanti credenti, perché se dicono di credere in Dio e alla Sua parola allora perché non credono in ciò che dice?

    Essi fanno gli stessi errori dei sadducei, fanno affermazioni e hanno opinioni di molte cose, ma sbagliano per quanto riguarda molti dei soggetti trovati in essa perché il loro livello di ignoranza della Scrittura o meglio il loro analfabetismo biblico era stupefacente.

    Ora uno potrebbe pensare che io sia arrogante e o orgoglioso pensando che io possa essere un sapientone scritturale e che sto accusando altri di non essere in grado di capire o di conoscere la Bibbia come la conosco io, o che io abbia tutte le risposte esatte.

    No, non è affatto quello che sto dicendo! Quello che sto dicendo è che il livello di ignoranza biblica era colpa loro, in molti casi. Ogni vero credente oggi ha lo stesso Spirito Santo ed ha le stesse possibilità di conoscere il significato della Scrittura se uno si applica per ottenere il corretto apprendimento e la corretta interpretazione della parola di Dio.

    Nella maggior parte dei casi, come ho già detto, è colpa del credente stesso. Se vogliamo conoscere Dio come Egli veramente è e se desideriamo sapere quello che Egli veramente dice e insegna allora affronteremo lo studio della Parola di Dio con umiltà e infine troveremo il vero senso della Scrittura, consentendo alla parola di parlare a noi mediante la guida dello Spirito di Dio.

    Una cosa aggiuntiva e molto pericolosa che altera i credenti e li previene di arrivare alla vera conoscenza di Dio e della Sua parola sono i falsi insegnamenti e i falsi maestri.

    Purtroppo a molti e voglio dire a molti fedeli, vengono insegnate dottrine erronee a cui poi aderiscono e a cui si aggrappano, nonostante il fatto che la verità gli viene messa a disposizione come infine lo è per tutti.

    Questo accade soprattutto perché ciò che Paolo profetizzò è diventato oggi una realtà:

    2 Timoteo 4:2-4 predica la parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina. 3 Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole.

    Il fatto che la gente creda in false dottrine piuttosto che le dottrine insegnate da Gesù e dagli Apostoli è duplice.

    Il primo fatto è perché in realtà a questi piacciono dottrine che gonfiano il proprio ego e che si rivolgono alla loro carne.

    Questo in realtà è guidato dall’aver creato una immagine di Dio a propria immagine piuttosto che conoscere e vedere Dio come Egli si rivela nella sua Parola.

    Questi scelgono alcuni degli attributi di Dio e poi dicono che Dio è così mentre ignorano completamente ed eliminano altri attributi divini.

    Ad esempio, affermando che Dio è amore e questo è vero, 1 Giovanni 4: 8; 1 Giovanni 4:16; lo confermano, tuttavia Dio è molto di più di amore e poi abbiamo bisogno di qualificare ciò che è l’amore di Dio e come Dio pratica il Suo amore, questo è importante quanto il fatto che Egli è amore.

    Eppure, questi prendono questa dichiarazione, Dio è amore e poi non sanno niente altro, o meglio scelgono di non vedere nessun altro attributo di Dio.

    Così facendo vedete questo come un problema? Io lo vedo infatti molto problematico.

    Dio è veramente amore, ma Dio è anche verità, per esempio, così che l’amore di Dio e la Sua verità sono inseparabili, così Dio è amore ma è anche verità, che dopo tutto è quello che ha detto Gesù di se stesso. Io sono la via la verità e la vita.

    Dio è amore e verità, Dio è misericordia, ma Dio è anche santo e giusto. Dio odia il peccato e giudicherà il peccato. Questo è ciò che Dio dice di sé ma ancora molti e intendo molti credenti sono del tutto contrari nel vedere Dio nei Suoi attributi più negativi, negativi solo dal punto di vista mondano e carnale.

    Un grande attributo di Dio che è quasi totalmente ignorato e rifiutato da molti e molto frainteso da altri per esempio, è la sovranità di Dio. Dio è del tutto sovrano sugli affari dell’uomo, vedi:

    Daniele 2: 20-22; e

    Daniele 4:34-35 «Alla fine di quel tempo, io Nebukadnetsar alzai gli occhi al cielo e la mia ragione ritornò, benedissi l’Altissimo e lodai e glorificai colui che vive in eterno, il cui dominio è un dominio eterno e il cui regno dura di generazione in generazione. 35 Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla; egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra. Nessuno può fermare la sua mano o dirgli “Che cosa fai?”

    Isaia 43:13 Prima dell’inizio del tempo io sono sempre lo stesso, e nessuno può liberare dalla mia mano; quando io opero, chi può ostacolarmi?».

    Isaia 46:9-11 Ricordate le cose passate di molto tempo fa, perché io sono Dio e non c’è alcun altro; sono DIO e nessuno è simile a me, 10 che annuncio la fine fin dal principio, e molto tempo prima le cose non ancora avvenute, che dico: “Il mio piano sussisterà e farò tutto ciò che mi piace”, 11 che chiamo dall’est un uccello da preda e da una terra lontana l’uomo che eseguirà il mio disegno. Sì, ho parlato e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e lo eseguirò.

    Abbastanza chiare queste Scritture! Queste sono solo alcune.

    Dio è Signore anche sul libero arbitrio umano quando Egli vuole esserlo, che infatti è sempre. Nella salvezza Egli è assolutamente sovrano, è sovrano nella Sua scelta, Egli infatti ignora la volontà umana perché essa in fondo non è niente dinanzi a Lui e inoltre se Dio non lo facesse nessuno potrebbe essere salvato siccome le persone non sono in grado da sole di decidere, di credere e di fare ciò che Dio vuole che facciano.

    Dio inoltre è assolutamente sovrano su Satana e tutto quello che Satana vuole fare, vedi Giobbe 1: 6-12; Giobbe 2: 1-6.

    Dio è comunque trascendente dal male, ma Egli controlla e permette che il male accada quando e solo quando coincide o si interseca con la Sua propria volontà ed Egli spesso tramuta il male in bene.

    Questo si tratta di un argomento molto complesso e non voglio prendere troppo tempo ora per studiarlo, anche se nel corso di questo studio abbiamo già avuto molte occasioni di studiare questo soggetto.

    Basti dire che la maggior parte dei credenti diranno che Dio è sovrano, ma poi vanno fino a negare o limitare la potenza di Dio.

    Ricordiamo che Dio è anche onnipotente, in altre parole, ha tutto il potere di fare qualsiasi cosa Egli desidera fare per portare la Sua volontà a compimento. Dire che Dio, per qualche motivo sia legato dal libero arbitrio umano o limitato in qualche modo all’opera e il potere degli angeli e degli uomini è davvero una bestemmia ed è un’offesa alla persona di Dio.

    Come dico sempre, con Dio non esiste un piano B! Solo un piano A, il Suo piano! Nessuno e niente può sorprenderlo mai, niente e nessuno può resistere la Sua volontà e il Suo potere. Nessun essere umano o angelo può fare niente a meno che Dio non lo permetta, in ogni modo ed è sempre Dio che ha la parola finale su tutto e tutti.

    Dio permette le cause del male al fine di portare avanti la Sua volontà. Ricordiamoci che tutte le cose cooperano al bene solo per coloro che amano Dio e sono chiamati secondo il Suo disegno, coloro che appartengono a Satana e al male sono vincolati al male e quindi alle conseguenze delle loro vie malvagie.

    Dio ha il controllo completo sul male ed è Lui che lo limita. Egli pone i suoi confini e lo sopprime come meglio crede. Il male toccherà e controllerà i propri schiavi e Dio lo permette.

    Dobbiamo smettere di vedere le persone come se fossero innocenti,dobbiamo invece imparare a vederli come li vede Dio cioè sporchi e marci peccatori che meritano l’ira di Dio. Quando facciamo questo anche per quanto riguarda noi stessi, allora inizieremo a capire che quando il male tocca il male è una cosa giusta e non è che una persona innocente ottiene un trattamento ingiusto.

    Il salario del peccato è sempre la morte e tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.

    Se e quando Dio lascia l’uomo alle conseguenze del proprio peccato e della sua libera volontà e scelta significa che la misericordia di Dio non è presente allo stesso modo che lo è per i Suoi figli.

    Dio è comunque sempre misericordioso anche con l’empio, perché se Egli non lo fosse avrebbe giudicato tutti immediatamente con morte la immediata.

    A volte la cosa più misericordiosa che Dio può fare è quella di giudicare il malvagio con la morte, perché così facendo Dio risparmierà la malvagità ed il male a proliferare.

    Così si capisce meglio il motivo per cui Dio ordinò al Suo popolo nell’Antico Testamento, quando conquistarono la terra promessa, di uccidere e distruggere anche le donne e i bambini dei pagani.

    Questa è una cosa che suona veramente male per molti e sembra crudeltà. Questo però accade solo perché pensiamo con la comprensione umana e non vediamo le cose dal punto di vista divino. Dio stava giudicando le persone malvagie e idolatre e stava cercando di evitare che il male si propagasse e si diffondesse specialmente lo fece per proteggere la vita del Suo popolo.

    Dio ha inoltre istituito la pena di morte per omicidio premeditato e colposo che tra l’altro è anche l’aborto. Tuttavia la società per la maggior parte non pratica la pena di morte, nemmeno in questi casi. Questo è perchè pensa che sia misericordioso e giusto risparmiare gli assassini dalla pena di morte dimenticando che essa è giudizio voluto da Dio.

    Questo succede infatti quando la società diventa anticristo e quando diventa ingiusta anche secondo la legge.

    In realtà quando non viene eseguita la pena di morte si sta in effetti permettendo al male di crescere sempre più e di dilagare sempre più nel cuore degli uomini.

    Ecclesiaste 8:11-14 Poiché la sentenza contro una cattiva azione non è prontamente eseguita, il cuore dei figli degli uomini è pieno di voglia di fare il male. 12 Anche se il peccatore fa cento volte il male e prolunga i suoi giorni, tuttavia io so che otterranno bene quelli che temono DIO, che provano timore davanti a lui. 13 Ma non c’è bene per l’empio, e non prolungherà i suoi giorni come l’ombra perché non prova timore davanti a DIO. 14 C’è una vanità che avviene sulla terra: ci sono dei giusti che sono trattati come spetterebbe all’opera degli empi, e ci sono degli empi che sono trattati come spetterebbe all’opera dei giusti. Ho detto che anche questo è vanità.

    Quando la vera giustizia, quella secondo Dio non viene eseguita rapidamente, o in molti casi nemmeno eseguita, i cuori degli uomini diventano completamente impostati per fare sempre più del male. Non eseguendo vera giustizia si fa aumentare il male!

    L’intero brano qui sopra ci spiega in realtà ciò di cui stiamo parlando, anche nel dire che Dio opererà tutte le cose al bene dei i Suoi figli, ma i malvagi anche se per un momento può sembrare che la facciano franca su qualsiasi cosa, invece le cose non andranno affatto bene per loro.

    Comunque il passo dice anche che la legge e la giustizia umana spesso tratta i giusti come malvagi ed i malvagi come giusti anche questo è peccato e Dio lo renderà giusto alla fine.

    In ogni caso, il male appartiene al male e il male sarà giudicato e distrutto da Dio. Questo è veramente ciò che è il libero arbitrio dell’uomo, è male e ribellione contro Dio e se Dio non intervenisse per annullare il male e ostacolare e intervenire nel libero arbitrio dell’uomo il male vincerebbe, ma il male non vincerà mai contro Dio. Il male può conquistare solo coloro che appartengono al male, ma il male non vince mai contro Dio ed i Suoi propositi e contro i i figli di Dio.

    Può sembrare a volte che lo faccia ma dobbiamo sempre ricordaci la promessa di Dio, cioè che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio e sono chiamati secondo il Suo disegno.

    Un grande esempio di questo è Giuseppe, un uomo che ha sofferto molto male fatto contro di lui, in primo luogo dai suoi fratelli, poi da una donna adultera e malvagia che lo ha falsamente accusato e lo ha fatto imprigionare per diversi anni.

    Eppure, Dio era sempre con Giuseppe ed ha operato assieme così che tutte le cose per operassero il suo bene, ma non solo per il suo bene, ma anche per il bene di quelle stesse persone che avevano fatto del male contro di lui per esempio i suoi fratelli.

    Ascoltate quello che dice ai suoi fratelli dopo che lui li perdona per ciò che gli hanno fatto:

    Genesi 50:19-20 Giuseppe disse loro: «Non temete; sono io forse al posto di DIO? 20 Voi avete macchinato del male contro di me; ma DIO ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso

    Tutto ciò che i suoi fratelli avevano macchinato contro Giuseppe per fargli del male, Dio lo ha tramutato in bene, la volontà di Dio e il Suo scopo sono andate oltre alle cattive intenzioni dell’uomo e sono servite per il bene. Dio quindi ha limitato il male che è stato pianificato contro Giuseppe e poi lo ha trasformato tutto a beneficiare Giuseppe e non solo, anche a beneficiare i suoi fratelli e se si pensa con questo proposito, anche la stessa donna che lo aveva fatto gettare in prigione.

    Dio fa sempre questo per i Suoi eletti. Il libero arbitrio dell’uomo non ha alcun potere di resistere alla volontà di Dio. A volte può sembrare che il libero arbitrio e le decisioni umane possano essere più potenti di Dio o che Dio non stia facendo niente per annullarle. Infatti Dio non le annulla sempre ma da esse trae fuori la Sua volontà ugualmente.

    A volte passa molto tempo, come nel caso di Giuseppe, ma eventualmente Dio lo farà. Infatti molte volte durante la storia di Giuseppe quando le cose sembravano andare nel verso peggiore per Lui la Scrittura dichiara: “ ma il Signore era con lui.”

    Questo è scritto per noi credenti, per farci capire che quando le cose non sembrano andare nel modo migliore per noi, Dio comunque è con noi e che se ci fidiamo di Lui le farà collaborare al nostro bene.

    Dopo tutto questa è la Sua promessa! Romani 8:28.

    Questo è tutto detto per fare il punto dei credenti che in realtà non credono o non accettano la sovranità di Dio in tutte le cose.

    Molti sono disposti ad accettare la sovranità di Dio, tranne quando si tratta della loro propria salvezza, allora in quel caso essi insistono che Dio non agirebbe mai in contrasto con la loro libera scelta e pertanto essi sostengono che in qualche modo e per qualche ragione essi hanno la capacità da soli per far sottomettere la loro volontà umana e renderla conforme alla volontà di Dio, ma tuttavia dicendo questo affermano infine che Dio non abbia la capacità di farlo o per lo meno non lo voglia fare.

    Comunque quello che realmente stanno affermando senza dirlo è che la loro volontà può fare ciò che la volontà di Dio non può fare o non sia disposto a fare. In altre parole, il loro libero arbitrio è più forte della volontà di Dio, perché esso ha infine il potere di resistere la volontà di Dio ma anche di fare la volontà di Dio e fare sì che la propria volontà si pieghi a Dio perchè loro lo decidono. Questo è in realtà ridicolo!

    Questi sono infatti insulti alla persona di Dio da parte di coloro che sostengono di amare Dio.

    Tuttavia ci rendiamo conto per via di tutto questo che in realtà non conoscono Dio come Egli è, né hanno la loro mente rinnovata. Non hanno la mente di Cristo, cioè la mente di Dio, perché non pensano come pensa Dio nemmeno sono d’accordo con come veramente Dio si rivela nella Scrittura.

    La cosa più pericolosa di tutto questo, in altre parole, è il pericolo di creare un immagine di Dio nella mente diversa da quella rivelara da Dio nella Scrittura. Questa cosa conduce ad avere ed adorare una falsa immagine di Dio, e se questa condizione persiste senza correzione non solo promuove e facilita la convinzione di false dottrine, ma in realtà provoca idolatria.

    Adorare un’immagine, qualsiasi immagine, anche una del vero Dio che però non lo rispecchia nella verità di chi Egli è mette la gente in pericolo di praticare idolatria e spesso infatti porta all’idolatria.

    Molti creano Dio in una immagine che riflette l’uomo, una immagine che riflette i loro pensieri e il loro modi di fare, questi stanno infine creando un Dio a loro immagine e somiglianza, mentre se vi ricordate in modo corretto è l’uomo che è creato a immagine e somiglianza di Dio. Inoltre si deve adorare Dio, serivre Dio in Spirito e verità. Non solo in Spirito ma anche in verità, quale verità? Secondo la Sua parola Scritta.

    Questo è un concetto molto importante per quanto riguarda ciò che stiamo discutendo qui, in altre parole, il rinnovamento della mente.

    Abbiamo bisogno di rinnovare la nostra mente se vogliamo comprendere veramente e correttamente chi è, e come è Dio.

    L’unico modo per farlo è quello di rendere la nostra mente conforme alla parola di Dio.

    Come Gesù ha giustamente detto ai Sadducei, come abbiamo letto prima, essi erano in errore nei loro pensieri e nelle loro credenze perché non conoscevano la parola di Dio correttamente e per questo non conoscevano Dio correttamente ed è perché non conoscevano Dio correttamente che così non conoscevano la potenza di Dio.

    Abbiamo adesso fatto un gran giro per diverse strade ma abbiamo dovuto stabilire ciò che la parola di Dio veramente è, abbiamo dovuto stabilire la sufficienza della Scrittura e che la sua autorità e il suo contenuto è l’unica parola di Dio con cui Dio ci parla.

    Quindi la Scrittura è sufficiente per renderci in grado di arrivare alla corretta conoscenza di Dio e come Dio è realmente. Non abbiamo bisogno di esperienze mistche e speciali per udire Dio, né Dio si rivela a noi attraverso qualche rivelazione speciale che possiamo ottenere solo attraverso una vita spirituale mistica e ascetica. Dobbiamo vivere per fede e non per vista.

    2 Corinzi 5:7 Viviamo per fede, non per vista.

    Abbiamo visto che anche Pietro afferma che c’era una molto più certa testimonianza che quella sua testimonianza oculare e questa è la parola scritta di Dio.

    La fede è credere e obbedire a ciò che Dio dice e l’unico modo con cui possiamo sapere quello che Dio ci dice è attraverso la Scrittura, che a nostro avviso è la Sua parola.

    Vivere per vista significa anche avere fiducia nelle emozioni ed esperienze piuttosto che la parola di Dio, questo non è vivere per fede.

    Ricordiamo che questo era esattamente ciò che il problema era per gli Ebrei, essi hanno sempre cercato segni visibili per poter credere Dio, ma si vede chiaramente che non erano in realtà cosa sufficiente per credere in Dio.

    1 Corinzi 1: 21-22 Infatti, nella sapienza di Dio il mondo per la sua sapienza non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio con la stoltezza della predicazione di salvare coloro che credono. 22 Perchè i Giudei chiedono un segno, ed i Greci cercano sapienza.

    Come si capisce chiaramente da questo precedente passo che è la predicazione del Vangelo, il quale è il resoconto scritto di Dio della vita, morte e risurrezione e Signoria di Gesù che ha bisogno di essere creduto, il che è avere fede. Avere fede significa credere ciò che Dio dice e chi Egli è.

    A dispetto di tutte le prove visive di segni e prodigi che erano in realtà opere di Dio, gli Ebrei ancora non credevano comunque alla parola di Dio. Questa era la loro condizione spirituale, Dio li ha accusati di incredulità, non tanto perché non credevano nei segni e miracoli, ma perché questi non erano e non sono tutt’oggi sufficienti per portare una persona a credere alla parola di Dio che è invece ciò che serve per essere salvati. Questo è stato reso molto evidente per il fatto stesso che essi non credevano chi era Gesù semplicemente per via dei Suoi miracoli, i leader Ebrei non crederono nemmeno nelle opere di Gesù, infatti hanno addirittura attribuito le Sue opere a Satana.

    Matteo 12:24 Ma i farisei, udendo questo, dissero, “E ‘solo per Belzebù, principe dei demoni, che costui scaccia i demoni”.

    Essi non crederono assolutamente alle Sue parole come parola di Dio e per questo lo respinsero come Dio.

    Il libro di Ebrei affronta specificamente l’incredulità ebraica o la mancanza di fede, anche se avevano la testimonianza oculare e sono stati i destinatari di tutte le meraviglie di Dio.

    Ebrei 3: 7-12 Perciò, (come dice lo Spirito Santo, oggi, se udite la sua voce, 8 Non indurite il cuore, come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto: 9 dove i vostri padri mi tentarono, mi provarono, e videro le mie opere per quarant’anni 10 Perciò mi disgustai di quella generazione, e dissi: sempre errano nel cuor loro,.. e non hanno conosciuto le mie vie 11 Così ho giurato nella mia ira: non entreranno nel mio riposo.) 12 Guardate, fratelli, non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente.

    Questo si tratta di un passo chiave, il quale dice che essi videro le opere di Dio, videro i miracoli ed i prodigi per quarant’anni, eppure Dio li condanna di incredulità. Dice che avevano commesso un errore nel loro cuore e non conoscevano le sue vie. Sembra familiare il discorso? E’ la stessa accusa che Gesù ha dato ai Sadducei. Perché commisero un errore e non conoscevano la potenza di Dio? Perché non conoscevano le Scritture e di conseguenza non conoscevano Dio. Questa quindi è la stessa esatta accusa. Questo significa essere infedeli perché infondo la fede è credere ciò che Dio dice e credere nel vero Dio.

    In effetti, la parola di Dio dice in Ebrei di stare attenti a coloro che hanno un cuore malvagio e incredulo e quindi si allontanano dal Dio vivente.

    Questo è ciò che fa l’incredulità, fa allontanare da Dio. Come si vede si tratta di mancanza di fede e, naturalmente, questo è ciò che separa da Dio e fa allontanare da Dio. Questa Scrittura non fa affatto riferimento a qualcuno che ha già creduto e poi in seguito si allontana da Dio, ma parla di vera e propria incredulità che previene una persona dal credere e di conseguenza essere salvata.

    Ci sono un paio di passi nel Vangelo di Giovanni che ci aiutano a capire meglio di quale tipo di fede Dio è soddisfatto e quale tipo di falsa fede che anche se appare sufficiente invece non è affatto valida.

    Il primo passo si trova in:

    Giovanni 2: 23-25 Ora, quando era a Gerusalemme per la Pasqua, nel giorno della festa, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva. 24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti gli uomini, 25 e non aveva bisogno di nessuna testimonianza di uomo: perché sapeva quello che era nell’uomo.

    Come vediamo qui il passo dice che queste persone “credettero” in Gesù perché videro i miracoli che Egli fece. Eppure dice che Gesù non si fidava della loro convinzione perché sapeva che in realtà non credevano in Lui come Dio vuole che la gente creda in Lui. Essi videro le Sue opere e questo era ciò che desideravano, desideravano che cosa Gesù poteva fare per loro e non chi fosse, cioè il Signore e Dio.

    Non crederono in Lui come Dio richiede che una persona creda. Quindi possiamo stabilire che la fede che Dio desidera non proviene dal cercare le opere di Dio per avere fede, ma si tratta di credere alla Sua parola e che Dio è e nel nostro caso credendo nel Suo Figlio Gesù Cristo.

    Il secondo passo che ci aiuta a capire questo concetto in realtà si trova nel seguente capitolo del Vangelo di Giovanni.

    Giovanni 3:1-2 C’era un uomo dei farisei, di nome Nicodemo, un capo dei Giudei: 2 Lo stesso venne a Gesù di notte, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio: perché nessuno può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui.

    Voglio che ci concentriamo su ciò che dice Nicodemo.

    Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui.

    Nicodemo si può dire che è un credente come lo sono alcuni oggi che fanno parte del movimento di fede carismatica. Essi sono i ricercatori di segni e miracoli. Nicodemo credeva che Gesù era da Dio, ma credeva questo a causa delle opere che Gesù faceva.

    Si noti che Nicodemo dice che Gesù era da Dio, non che Gesù fosse Dio. Egli semplicemente credeva che Gesù era da Dio. Questo non è la stessa cosa di credere in Gesù come Signore e Dio.

    Il tipo di fede che cerca miracoli non può salvare, quindi si capisce che i miracoli non possono condurre alla vera fede salvifica né accrescono la fede in chi ha già creduto nel modo giusto.

    Diamo uno sguardo a ciò che Gesù gli risponde e come va il resto del dialogo.

    Giovanni 3:3-8 Gesù rispose e disse: In verità, in verità ti dico, se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio. 4 Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre, e nascere? 5 Gesù rispose: In verità, in verità ti dico, se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne; e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. 7 Non ti sorprendere che ho detto, Dovete nascere di nuovo. 8 Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai da dove viene né dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito.

    Gesù fondamentalmente risponde Nicodemo dicendogli che una persona deve nascere dall’alto per vedere ed entrare nel Regno di Dio, al fine di essere salvata una persona ha bisogno di nascere di nuovo da acqua e Spirito. Questo passo è molto, molto ricco e ci vorrebbe molto tempo per fare un insegnamento espositivo di tutto questo.

    In sostanza però si può dire che nascere da acqua e Spirito indica che una persona ha bisogno di nascere di nuovo dalla parola di Dio e dallo Spirito di Dio. Nella Scrittura, parola di Dio e acqua sono sinonime così come lo Spirito Santo e l’acqua sono anche esse parole intercambiabili. La parola di Dio e lo Spirito di Dio entrambe sono simboleggiate dall’elemento dell’acqua.

    Ci sono molti passi che descrivono lo Spirito come acqua però, dal momento che Gesù però già menziona lo Spirto come Spirito guardiamo solo i passi che descrivono la parola di Dio come acqua.

    Inoltre, ricordiamoci che per rinascere dobbiamo credere. In che modo viene la fede?

    La fede non è qualcosa che una persona da sola è in grado di evocare o operare a volontà.

    La fede viene dall’ascolto del Vangelo:

    Romani 10:17 La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio.

    Vediamo ora che cosa la parola di Dio ha per quanto riguarda la simbologia dell’acqua:

    Efesini 5: 25-26, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per essa; 26 per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua dalla parola,

    Guardate questo prossimo passo, anche se non ne parla direttamente di acqua è un punto di riferimento molto importante in quanto ci dice che è ciò che ci dà nuova nascita, che infine è ciò di cui Gesù sta parlando in Giovanni 3.

    Giacomo 1:18 Egli ci ha generati di sua volontà mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.

    Pietro dice lo stesso:

    1 Pietro 1:22-23 Avendo purificate le anime vostre ubbidendo alla verità per mezzo dello Spirito ad amore sincero dei fratelli, vedete di amarvi gli uni gli altri con un puro cuore: 23 rinati non di seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola vivente di Dio e che dura in eterno.

    La parola di Dio è Gesù, Giovanni 1: 1-14. Guardate quello che dice la Parola di Dio stessa su questo:

    Giovanni 1:3-4 Tutte le cose sono state fatte da lui; e senza di lui neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lui era la vita; e la vita era la luce degli uomini.

    Anche la scienza ci insegna che l’acqua, l’elemento naturale dell’ acqua è essenziale per la vita, non si può vivere senza acqua. I nostri corpi fisici sono 70% acqua. Si può sopravvivere molti giorni senza cibo solido, eppure solo pochissimi giorni senza acqua, circa tre giorni. L’acqua è essenziale perchè la vita possa esistere.

    Questa quindi è l’allusione di Gesù all’acqua ed è che senza la parola di Dio una persona non può vivere spiritualmente, sia lo Spirito di Dio che la parola di Dio sono necessari per ricevere ad avere la vita spirituale, sono elementi che vanno insieme e che non possono essere separati.

    Il prossimo passo è in realtà il passo che ci porta a ciò che Gesù dice in Giovanni 3:

    Giovanni 6:63 E’ lo spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico, sono spirito e sono vita.

    Quindi la parola di Dio è spirito ed è vita! Esattamente, in modo che quando vediamo che Gesù ha già menzionato nascere dallo Spirito in Giovanni 3 poi cita anche nascere da acqua.

    Come si vede Gesù e la parola di Dio parlano di vita o di essere nati dalla parola e Gesù menziona l’acqua nello stesso contesto, in altre parole essere resi vivi spiritualmente, possiamo veramente e sicuramente e Scritturalmente applicare il termine di acqua alla parola di Dio, queste sono fondamentalmente sinonime in questo caso. Possiamo arrivare a questa conclusione facendo una esaminazione partendo dal presupposto che appunto per nascere di nuovo si ha bisogno dello Spirito ma anche della parola di Dio e che quindi la parola acqua è usata in modo sinonimo con la parola di Dio o il Vangelo.

    Sappiamo anche che Gesù non stesse parlando di acqua nel rito del battesimo in acqua. Il battesimo in acqua non era un requisito ebreo ed Egli dopo tutto sta parlando con un Ebreo ed un Ebreo come Nicodemo avrebbe già dovuto sapere a ciò che Gesù si stesse riferendo infatti gli disse:

    John 3:10 Gesù rispose e gli disse: Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?

    Gesù si riferiva alla Scrittura del Vecchio Testamento dove troviamo scritto:

    Ezechiele 36: 25-27 Spanderò quindi acqua pulita su di voi, e sarete puri: da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli, io vi purificherò. 26 Vi darò un cuore nuovo, e metterò uno spirito nuovo dentro di voi: e io toglierò il cuore di pietra dalla vostra carne, e vi darò un cuore di carne. 27 E porrò il mio Spirito dentro di voi, e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete i miei giudizi, e li farete.

    Come si vede questa è la descrizione profetica della nuova nascita spirituale di Israele, ma è anche la descrizione della nuova nascita di ogni persona che crede in Gesù, in realtà anche Israele deve nascere di nuovo e dovrà credere in Cristo Gesù.

    Vediamo allora che tutto corrisponde, che al fine di rinascere come dice Gesù e la Scrittura la conferma può avvenire solo in due modi specifici, cioè per fede in Gesù Cristo attraverso la predicazione del Vangelo e dal potere rigenerante dello Spirito Santo.

    La parola di Dio e lo Spirito Santo sono quelle due cose che operano insieme la salvezza nella vita degli eletti producendo la fede.

    Così da un esame delle Scritture e un processo di eliminazione si capisce che la parola di Dio è l’acqua di cui Gesù sta parlando e si riferisce alla parola di Dio la quale è l’unica altra cosa oltre lo Spirito Santo che genera la fede e la salvezza nella vita degli eletti.

    In realtà pensiamo che l’elemento che siamo così abituati a vedere come essenziale per la salvezza di una persona è la fede, e lo è, Gesù però quando parla a Nicodemo sostiene che ciò che è essenziale per la salvezza è il nascere di nuovo e ciò che rende questo possibile è lo Spirito di Dio e come abbiamo visto, la parola di Dio. Non è fino a dopo nel dialogo che Gesù ha avuto con Nicodemo dove Egli cita la fede. Questo infatti accade in:

    Giovanni 3: 15-18 affinché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 16 Dio infatti ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 17 Dio non ha mandato il suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo; ma perché il mondo per mezzo di lui sia salvato. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

    Chiaramente Gesù parla con la conoscenza di Dio e Lui è la parola di Dio, il Logos ed Egli fa chiaramente il punto perfetto per quanto riguarda la salvezza di una persona. L’ordine cronologico con cui Gesù spiega come avviene la salvezza è quindi molto importante.

    Secondo Gesù una persona deve nascere di nuovo e una persona diventa nato di nuovo per opera dello Spirito Santo attraverso la Parola di Dio, in altre parole il Vangelo, da cui si riceve il potere e il l’applicazione ad una persona con le quali riceve la fede, perché la parola di Dio e la vita dello Spirito donano la fede per credere proprio nella parola di Dio che parla di Gesù e quindi credere in Gesù.

    Questo concetto è chiaramente evidente nella Scrittura.

    XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

    Qui sotto ci sono alcuni passi che dimostrano che questo è in effetti così.

    Tito 3: 5 Non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia egli ci ha salvati, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo.

    Giovanni 6:63 E’ lo spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico, sono spirito e sono vita.

    Efesini 2: 8-9 per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio: 9 Non di opere, affinché nessuno se ne vanti.

    Romani 10:17 La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio.

    Romani 1:16 Io non mi vergogno del Vangelo, perché è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede: in primo luogo per l’Ebreo, poi per il Gentile.

    1 Corinzi 1: 18-24 Poiché la parola della croce è stoltezza per quelli che periscono; ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 Poiché è scritto, distruggerò la sapienza dei sapienti, e porterò a nulla l’intelligenza degli intelligenti. 20 Dov’è il sapiente? dove è lo scriba? dove è il disputatore di questo mondo? Non ha Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, dopo che nella sapienza di Dio il mondo per la sapienza non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio con la stoltezza della predicazione di salvare i credenti. 22 Perchè i Giudei richiedono un segno, ed i Greci cercano sapienza: 23 Ma noi predichiamo Cristo crocifisso, ai Giudei è scandalo e pazzia; 24 Ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.

    Come possiamo vedere in questi passi qui sopra troviamo esattamente l’intera spiegazione delle parole di Gesù a Nicodemo. Troviamo che è lo Spirito Santo che dà la vita e porta una persona alla rigenerazione e questo avviene attraverso la predicazione e l’udire della Parola di Dio, che opera insieme con lo Spirito Santo, infatti, come dice Gesù, le parole che Egli pronuncia sono infatti spirito e vita.

    Quando la parola di Dio viene predicata ha il potere di dare la vita, la vita eterna, tutto questo porta gli eletti alla fede, meglio ancora, dà loro la capacità di credere in ciò che viene predicato. In altre parole, permette di avere fede in Gesù, ma questo solo attraverso il messaggio predicato del Vangelo.

    La fede è dunque un dono di Dio, un dono per credere in Gesù per la salvezza, ma è anche quello che ci serve per credere in Dio, conoscerlo e fare la sua volontà. Atti 13:48

    Così, dopo che abbiamo visto tutto questo per quanto riguarda ciò che la fede è e da dove viene e chi ce l’ha e soprattutto, e questo è ciò che stiamo realmente dicendo qui, che la fede è credere a Dio e la Sua parola, le Sue promesse e ancora di più chi e come Dio è in base a come Egli rivela di essere nella Sua parola.

    Così ancora una volta dobbiamo ribadire che la fede è qualcosa che qualcuno ha o non ha e quindi si tratta di un dono di Dio che viene dato agli eletti per credere. La fede fa parte della grazia di Dio che aiuta l’uomo a diventare capace di credere in Dio ed a Dio. La fede è data alla salvezza quando l’uomo viene rigenerato e reso spiritualmente vivo, ma la fede dopo la slavezza comunque può essere offuscata o meglio resa sorda o eclissata dalla carnalità di una persona.

    Come abbiamo visto dobbiamo avere fede per credere a Dio e alla Sua parola, ma se desideri carnali e false dottrine sono predominanti nella vita di un credente allora diventa molto più difficile credere alla ed obbedire la parola di Dio.

    Molti nelle chiese credono, per esempio, come abbiamo già detto, di elevare allo stesso livello della parola di Dio le loro esperienze spirituali, che nella maggior parte dei casi non sono altro che esperienze mistiche di persone ingannate.

    La parola di Dio invece deve essere creduta per quello che è o non è, le esperienze spirituali, le esperienze mistiche, le pratiche ascetiche non fanno nulla per far credere una persona. O per lo meno crederanno in cose che non sono in effetti da Dio ma al meglio provenienti dalla loro immaginazione.

    La parola di Dio invece deve essere presa per oro colato e deve essere creduta al disopra di ogni cosa in quanto essa è appunto la parola di Dio.

    Questo soggetto è veramente essenziale riguardo a ciò di cui stiamo parlando qui, in altre parole, rinnovare la nostra mente mediante la parola di Dio.

    Ricordiamoci che l’unico modo in cui possiamo essere trasformati e non essere conformi alle vie del mondo avviene solo rinnovando la nostra mente, con la realizzazione della mente di Cristo e cominciare a pensare in conformità a come pensa Dio.

    Quindi, senza fede o anche con una fede difettosa come fa una persona rinnovare la propria mente?

    Quando alla gente vengono insegnate false dottrine come possono questi rinnovare la loro mente?

    Se non si spende tempo leggendo e studiando la parola di Dio con umiltà e senza orgoglio spirituale come si può rinnovare la mente?

    La risposta è, non si può!

    Molte persone non possono mai arrivare alla conoscenza della verità, alcuni non possono mai cambiare idea e arrivare a pensare come pensa Dio perché non hanno fede. In altre parole, ci sono un sacco di persone sedute nelle chiese che non sono nati di nuovo.

    Ecco perché è importante vedere che la prima questione importante è nascere di nuovo. Questa è la cosa più importante, questo è il punto di partenza. Come abbiamo visto l’uomo naturale, in altre parole, la persona non salvata non può mai pensare come Dio, non può capire Dio e non può mai obbedire a Dio, né può mai e poi mai accettare la Sua volontà o conoscerla. Vedi 1 Corinzi 2:14 Romani 8: 5-10.

    Possiamo quindi spiegare perchè c’è una quantità di ignoranza biblica e mancanza di fede e disobbedienza e conformità alle vie del mondo che vediamo nella chiesa attraverso la comprensione di questo tema.

    Molti nelle chiese non sono nemmeno rinati e quindi non possono vedere il regno di Dio. Vedere il Regno di Dio significa capire e vedere spiritualmente.

    L’altro problema è che hanno i professanti credenti è questo, spesso hanno difficoltà nel rinnovare la loro mente, perché gli sono insegnate false dottrine.

    Questo è il secondo problema più pericoloso nelle chiese.

    Quindi immaginate questo, una chiesa di, diciamo 200 persone, dove vengono insegnate false dottrine e falsi vangeli, quante persone in questa chiesa pensate che stiano rinnovando la loro mente?

    Non molti! Se ci sono alcune persone che seriamente stanno rinnovando la loro mente lo stanno facendo da soli e alla fine devono lasciare questa chiesa, molto probabilmente dopo aver affrontato i responsabili che sicuramente cercheranno di giustificare le false dottrine che essi insegnano.
    Dopo di che i responsabili inizieranno il processo di alienazione di quelle stesse persone, se e quando queste non si piegano e rispettano le false dottrine che gli vengono insegnate.

    Tutto questo, alla fine, causa una chiesa ad essere riempita con persone non salvate e con cristiani carnali che credono a false dottrine e rendono culto ad una immagine difettosa e falsa di Dio.

    Potete stare certi che troverete la religione praticata lì dentro ma nessuna vera trasformazione duratura e nessun rinnovamento della mente. Questo è in realtà quello che succede in molte, molte chiese oggi, c’è un sacco di religiosità ma poche nuove nascite e pochissimi rinnovamenti della mente.

    Questo è dovuto sopratutto dai responsibili che sono esattamente come i partecipanti e in secondo luogo perchè non eseguono correttamente il loro ministero perché preferiscono favorire gli uomini piuttosto che Dio.

    Guardate quello che è la chiamata del pastore da parte di Dio:

    2 Timoteo 4:1-5 Ti scongiuro dunque davanti a Dio e al Signore Gesù Cristo, che ha da giudicare i vivi e i morti, nella sua apparizione e nel suo regno: 2 predica la parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina. 3 Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole. 5 Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, fa’ l’opera di evangelista e adempi interamente il tuo ministero.

    Come si vede in questo passo gli anziani/pastori della chiesa sono chiamati per autorità apostolica conferita da Dio e registrata per noi oggi nella parola di Dio, a predicare la parola quando essa sia popolare ma anche quando non lo è. Quando è una parola dura o una parola di incoraggiamento. Se la gente la accetta ma anche quando non la accetta e di non piegare o cambiare il messaggio per renderlo più accettabile alle persone.

    L’anziano o il pastore è chiamato a riprendere. La definizione del dizionario riprendere è la seguente: criticare o correggere (qualcuno) di solito in modo amichevole.

    Questa è la definizione nel greco originale: confutare e ammonire

    Come si vede questo compito che la parola di Dio dà ai pastori/anziani oggi è molto impopolare nella chiesa, sia tra i leader ed anche tra credenti.

    Molti nelle chiese oggi dicono che questo tipo di cosa è poco amorevole. Come si vede Dio pensa in modo diverso e il gioco è fatto, questo è il caso ideale dove la chiesa ha bisogno del rinnovamento della mente, al fine di essere trasformata.

    Poi Paolo dice che un pastore/anziano deve rimproverare.

    La definizione è questa: parlare in modo irato e critico a (qualcuno) e criticare bruscamente.

    Come vediamo, mentre il rprendere e il rimprovero sono in realtà simili in contenuto non sono in realtà diversi nel modo in cui sono praticati. Di solito una persona viene ripresa più volte per qualcosa prima che effettivamente venga rimproverata o meglio il rimprovero è riservato per le questioni più gravi.

    Ora questa pratica è sicuramente una che è quasi completamente scomparsa dal vocabolario del pastore/anziano ed è qualcosa che in molte chiese non è mai, mai praticata. Perché? Perchè quando qualcuno fa questo, nella maggior parte dei casi vengono considerati poco amorevoli, arroganti e giudicanti.

    Se riprendono o rimproverano la gente, questi pensano che questo possa offendere le persone e queste diventeranno scoraggiate ed infine lascieranno la chiesa. In molti casi il rimprovero infatti si traduce in persone che lasciano la chiesa e questo causa una perdita di denaro nell’offertorio, è per questo che un sacco di pastori non rimproverano. Eppure non capiscono che molto probabilmente, che anche se le persone che essi rimproverano lasciano la chiesa a causa di questo, molto probabilmente non stanno neppure donando soldi alla chiesa e comunque sia non riprendere quando è necessario è piacere a gli uomini ma è disubbidire a Dio.

    Ancora una volta, vediamo la differenza tra ciò che Dio dice un pastore/anziano deve fare e quello che in effetti fanno o in questo caso non fanno.

    Dio dice anche un pastore/anziano deve esortare. Il significato di esortare è il seguente:

    cercare di influenzare (qualcuno) con parole o consigli: sollecitare con forza (qualcuno) di fare qualcosa, incitare per argomento o consigli: stimolo forte, dare avvertimenti o consigli, fare appelli urgenti.

    Come si vede anche qui anche se questo è qualcosa che può essere fatto a volte nelle chiese di oggi, ma ancora non abbastanza bene e anche la definizione di questo compito è una fatta con forza.

    Paolo dice anche di fare tutto questo con ogni pazienza ma nel Greco questo letteralmente significa con una lunga sofferenza. Questa parola significa davvero avere perseverante pazienza di lunga durata.

    Come si può vedere si tratta di una parola molto importante perché indica che la chiamata a praticare queste cose sarà facilmente accettata e spesso sarà combattuta contro. Ciò significa che si tratta di un duro lavoro ed un lavoro impopolare e che molti rifiutano di fare e ignorano.

    Paolo dice anche a che fare tutto questo con la dottrina.

    Ecco un’altra parola, dottrina che è diventata una brutta parola e quasi completamente respinta e criticata ed è molto impopolare nelle chiese oggi.

    La dottrina è insegnamento e istruzione. Wow! Quanto è antipatico tutto questo oggi in molte chiese.

    Essi dicono che la dottrina è considerata divisiva e persino noiosa.

    Come può un credente nato di nuovo pensare che l’insegnamento della parola di Dio possa essere noioso?

    Vi dirò come, prima di tutto, come ho detto prima, se una persona non è nata di nuovo, naturalmente, si pensano che la dottrina sia noiosa perchè non riescono a capirla ed in realtà è una follia per loro, vedi
    1 Corinzi 2:14.

    L’altro motivo è che la ritengono divisiva e noiosa è perché in realtà certamente divide, divide la verità dalle menzogne e dagli errori. Certo che divide il carnale dallo spirituale, quindi la mentalità carnale cristiana che è anche più probabile sia sotto un falso insegnamento e una falsa dottrina rifiuta la sana dottrina perché essa taglia la carnalità e frantuma le false nozioni e la falsa immagine di Dio che essi hanno creato nella loro mente.

    Quindi a questi non piace. Inoltre considerano che la dottrina sia noiosa perché in realtà non si preoccupano molto di imparare chi sia Dio e come Egli è e ciò che Egli desidera veramente da loro.

    Lo studio della Parola di Dio diventa noioso per loro perché si sentono in realtà che hanno molto poco bisogno di esso e preferiscono molto di più i piaceri del mondo. In altre parole, i piaceri del mondo sono più piacevoli e importanti della parola di Dio nella loro vita.

    Guardate alcune parole di un uomo, Re Davide, che aveva molte ricchezze come re di Israele e ancora considerava la parola di Dio la cosa più preziosa nella sua vita anche al di sopra delle sue ricchezze.

    Salmi 119:14-18 Gioisco seguendo i tuoi precetti, come se possedessi tutte le ricchezze. 15 Mediterò sui tuoi comandamenti e considererò i tuoi sentieri. 16 Mi diletterò nei tuoi statuti e non dimenticherò la tua parola. 17 Fa’ del bene al tuo servo, e io vivrò e osserverò la tua parola. 18 Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge.

    Salmi 119: 72 La legge della tua bocca è meglio per me di migliaia in oro e argento.

    Salmi 119: 103 come son dolci le tue parole al mio palato! sì, più dolci del miele alla mia bocca!

    Salmi 119: 127 Perciò io amo i tuoi comandamenti più dell’oro; sì, sopra l’oro fino.

    Salmi 119: 140 La tua parola è molto pura: perciò il tuo servo ama essa.

    Salmi 119: 143 Angoscia e affanno hanno preso controllo di me: ma i tuoi comandamenti sono la mia gioia.

    Quindi, come si vede questo è il vero atteggiamento di una persona che ama Dio e si nutre della Sua parola e si diletta nella Sua volontà.

    Questo è ciò che ha detto Gesù a questo proposito:

    Matteo 4: 4 Gesù rispose: «Sta scritto: ‘. L’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio'”

    La parola di Dio deve essere la nostra vita, dovrebbe essere più importante del nostro cibo fisico ed ancora molti cristiani per esempio sono in sovrappeso e obesi perché amano il cibo così tanto, ma sono spiritualmente anoressici, perché essi non si nutrono con lo studio della parola di Dio.

    Questo è in realtà confermato essere vero da Paolo stesso nei seguenti versetti quando afferma questo:

    Perchè verrà il momento in cui non sopporteranno più la sana dottrina; ma secondo le proprie voglie si accumuleranno maestri, e per il prurito di udire essi distoglieranno le orecchie dalla verità, e si rivolgeranno alle favole.

    Paolo profetizza che verrà un tempo, il quale è il tempo in cui viviamo oggi, quando le persone non sopporteranno più la sana dottrina.

    Il significato di sopportare è questo: continuare ad esistere nello stesso stato o condizione
    sperimentandola per lungo tempo, affrontare o accettare ( una cosa generalmente sgradevole).

    Lasciatemi dire questo, la sana dottrina è difficilmente sopportata da cristiani carnali perché essa deve essere affrontata e accettata come il pensiero di Dio e la mente di Dio e la mente carnale rifiuta la vera e sana dottrina della parola di Dio e la Sua volontà, perché la mente non è rinnovata e quindi respinge la sana dottrina perché è veramente spiacevole per la loro carne, questo perché essa è in contrasto con la carne.

    Come si vede nella seconda parte di Romani 12:2 ci dice che quando una mente si rinnova e una persona è trasformata in realtà finisce per conoscere ed accettare la volontà di Dio la accetta come perfetta, buona e accettabile.

    Cristiani carnali e gente non nata di nuovo rifiuteranno il rimprovero e l’esortazione e la sana dottrina e abbraccieranno docenti che effettivamente insegnano loro favole e storie, insegnano loro psicologia e giustificano il loro peccato e raffigurano Dio come un nonno tutto tollerante, la figura di un tipo di Babbo Natale, che premia anche ragazzi e ragazze cattivi perché comunque li ama tutti e non si preoccupa del fatto che le persone vivono nel peccato o in un modo non conforme alla Sua volontà e di nuovo, tutto questo è contrario alla sana dottrina divina e apostolica.

    Quindi queste persone accumuleranno intorno a sé insegnanti che alimentano la loro carne e non il loro spirito, essi preferiscono insegnanti che non li sgridano mai circa i loro peccati, vogliono docenti che insegnano loro un altro Vangelo, uno che non richiede abnegazione e sofferenza ma cercano un Vangelo che insegna loro il comfort e la prosperità senza sacrificio e senza santità.

    Per lo più essi cercano insegnanti che mai e poi mai parlano del peccato e di rinunciare al peccato. La gente vuole chiese ed i loro leader che in realtà compromettono con il mondo e le sue vie, ma ricordate la parola di Dio ci ha già detto prima di non essere conformi alle vie del mondo.

    E’ qui che troviamo la maggior parte delle chiese oggi!

    Questo è il motivo per cui molti nelle chiese non conoscono Dio, non hanno idea di ciò che è la Sua volontà e perché vogliono solo una parola soffice e zuccherata, vogliono messaggi che giustificano il loro comportamento carnale e o all’altro estremo messaggi che incitano un vita religiosa ed una salvezza legalista ottenuta per opere, vogliono insegnamenti che alimentano il loro ego e il loro orgoglio pur negando la vera immagine di Dio e negando la Sua grazia e infine, che negano la Sua sovranità nella salvezza. L’uomo ama essere religioso e ama avere a che fare qualcosa per sentirsi come se meritasse la salvezza anzi vuole meritare la salvezza. Ecco che questo è orgoglio spirituale umano.

    Questo che Paolo dice nel prossimo passo è molto importante per quanto riguarda questo soggetto:

    Galati 1:10 Perchè adesso cerco di convincere l’uomo o Dio? O cerco di piacere agli uomini? Poichè se cercassi di piacere agli uomini non sarei servo di Cristo.

    1 Tessalonicesi 2: 4-6 ma, come siamo stati approvati da Dio da esserci affidato l’evangelo, così parliamo non in modo da piacere agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori. 5 Noi infatti non abbiamo mai fatto uso di parole di adulazione, come ben sapete, né siamo stati mossi da pretesti di avidità; Dio ne è testimone. 6 E non abbiamo cercato gloria dagli uomini, né da voi, né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità come apostoli di Cristo.

    Guardate quello che Paolo sta dicendo qui, una cosa molto importante, a lui non importava affatto di piacere agli uomini, ma di essere gradito a Dio, perché Dio prova i nostri cuori, Egli sa per quale motivo il ministro ministra, Dio pesa le motivazioni del nostro cuore.

    Paolo dice anche che non gli importava di essere politicamente corretto, o in questo caso religiosamente corretto ma predicava solo la parola di Dio, schietta e senza preoccupazione che potesse offendere qualcuno. Dopo tutto ciò è esattamente quello che faceva anche Gesù. Inoltre Paolo dice che non lo faceva per gudagno. Paolo non cercava la gloria dell’uomo, non era interessato di ottenere i riconoscimenti degli uomini o di essere popolare e piaciuto e sicuramente non era interessato al denaro.

    Questo è come un pastore/anziano dovrebbe essere.

    Questa è un’altra cosa che i pastori della chiesa e gli anziani nelle chiese non comprendono molto bene. Paolo non ha cura di piacere agli uomini, invece lui era interessato solo di piacere a Dio queste due cose sono sempre in opposizione e conflitto.

    Oggi i responsabili della chiesa che vuol piacere al mondo sono chiamati i leader di un movimento che negli USA si chiama “seeker friendly”. Questo significa in altre parole la chiesa che fa di tutto per accogliere ed essere amici di coloro che sono i cercatori di Dio.

    Questo però dobbiamo sapere che è una contraddizione perché prima di tutto, non c’è nessuno che cerca Dio, Romani 3:11, inoltre, questo è esattamente ciò di cui stiamo parlando qui, il dovere della Chiesa non è quello di essere amici con il mondo o di piacere al mondo, Romani 12: 2; Giacomo 4: 4-10. Infatti è il contrario!

    Questo movimento ecclesiale non è altro che un movimento che utilizza il pragmatismo, cioè tecniche di marketing e di intrattenimento al fine di attirare le persone a Dio invece che il potere di Dio attraverso la predicazione del Vangelo. Tra l’altro, il pragmatismo in termini laici è una filosofia mondana il cui fine giustifica sempre qualsiasi mezzo.

    La ragione, pertanto, che i pastori e gli anziani non obbediscono il loro mandato e carica di Dio datagli in 2 Timoteo 4 è anche perché cercano di voler piacere agli uomini anziché a Dio. Piacere agli uomini anziché a Dio è qualcosa a cui Dio non piace affatto, in realtà è ribellione peccaminosa.

    Il Re Saul fu in guai molto seri con Dio perché temè l’uomo più di Dio e perché volle piacere all’uomo, invece di obbedire a Dio.

    Dio comandò Saul di distruggere completamente gli Amalechiti 1 Samuele 15: 1-3.

    Ma Saul non obbedì completamente l’ordine di Dio ma sappiamo che obbedienza parziale è disobbedienza a Dio, 1 Samuele 15: 4-9.

    Samuele il profeta confronta Saul e questo è il dialogo che segue:

    1 Samuele 15:20-24 Saul disse a Samuele: «Ma io ho ubbidito alla voce dell’Eterno, ho compiuto la missione che l’Eterno mi aveva affidato, ho riportato Agag, re di Amalek, e ho votato allo sterminio gli Amalekiti. 21 Il popolo però ha preso le cose migliori che avrebbero dovuto essere sterminate, per farne sacrifici all’Eterno, il tuo DIO, a Ghilgal». 22 Samuele disse: «Gradisce forse l’Eterno gli olocausti e i sacrifici come l’ubbidire alla voce dell’Eterno? Ecco, l’ubbidienza è migliore del sacrificio, e ascoltare attentamente è meglio del grasso dei montoni. 23 Poiché la ribellione è come il peccato di divinazione, e l’ostinatezza è come il culto agli idoli e agli dèi domestici. Poiché hai rigettato la parola dell’Eterno, anch’egli ti ha rigettato come re». 24 Allora Saul disse a Samuele: «Ho peccato per aver trasgredito il comando dell’Eterno e le tue parole, perché ho avuto paura del popolo e ho dato ascolto alla sua voce.

    Come si vede chiaramente nel versetto 24 Saul in realtà confessa il suo vero peccato, cioè ha disubbidito a Dio perché temeva la gente ed ha ascoltato alla voce del popolo al posto del comandamento di Dio.

    Questo amici miei è esattamente il peccato che molti leader della chiesa commettono oggi.

    Essi trasgrediscono i comandamenti del Signore, la Sua Parola, perché temono la gente e cedono ai loro desideri carnali e così che obbediscono a loro piuttosto che a Dio ed alla Sua parola. Il timore degli uomini è una trappola ed un laccio, questo è ciò che dice Dio stesso nella Sua parola:

    Proverbi 29:25 Il timore degli uomini costituisce un laccio, ma chi ripone la sua fiducia nel Signore sarà al sicuro.

    Dio ci esorta e ci comanda di temere solo Lui e nessun altro.

    Giosuè 1: 9 Non te l’ho comandato io? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il Signore tuo Dio è con te dovunque tu vada.

    Il Signore non ci ha dato uno spirito di timore:

    2 Timoteo 1: 7 Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timore; ma di forza, di amore e di una mente sana.

    Ora so che sembra che siamo stati in molti diversi posti in questo studio finora, ma non proprio. Abbiamo dovuto affrontare tutti questi problemi perché sono di primaria importanza ed essenziali per capire tutti gli ostacoli e le sfide che dobbiamo affrontare nel processo del rinnovamento delle nostre menti.

    Queste ragioni sono anche il motivo per cui abbiamo bisogno di scegliere con attenzione le chiese che frequentiamo. Sebbene la decisione di scegliere una buona chiesa non è mai facile per la maggior parte e molte volte diventa un processo che in alcuni casi richiede anche anni di ricerca ed attesa.

    Questo è anche un altro motivo per cui la crescita spirituale delle persone di solito è un processo molto lento o addirittura di arresto riguardo alla crescita spirituale di un credente.

    Molte persone nelle chiese, come abbiamo detto prima, non sono nemmeno nate di nuovo e pertanto si trovano bene in qualsiasi chiesa che non si preoccupa seriamente del peccato e della vera immagine di Dio e che non insegna sana dottrina.

    Le persone che non sono salvate ovviamente preferiscono essere in chiese che non minacciano la loro peccaminosità, chiese che non li confrontano con la verità e dove esiste un’altra versione del Vangelo questa è poi la versione che non salva nessuno.

    Come abbiamo detto anche i veri cristiani nati di nuovo possono essere a proprio agio in quei tipi di chiese, queste chiese però nutrono la carne piuttosto che lo spirito e sono senza eccezione, vulnerabili a desideri carnali. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di custodire con cura i nostri cuori.

    Pertanto, come abbiamo detto prima, tra le false dottrine e le chiese mondane il cristiano deve lottare per crescere e per rinnovare la sua mente. Inoltre abbiamo da combattere anche la trazione e la spinta del mondo e tutto questo rende i credenti spesso compiacenti e confortevoli anche nel loro tempo personale, nei momenti in cui dovrebbero,dopo le attività della chiesa, studiare la Parola di Dio. Invece non spendono nessuna importante quantità di tempo studiando la parola di Dio per conto proprio.

    Eccoci ora al vero fatto! Quando credenti vogliono conoscere Dio e desiderano la Sua parola nella loro vita cominceranno a scavare nella parola di Dio e quando con umiltà vengono a conoscere la Sua parola mediante lo Spirito Santo cominceranno così a sfondare gli errori e le bugie e ad imparare ed accettare la verità .

    Questo è il motivo per cui la prima cosa essenziale che un credente deve fare è cominciare a leggere la parola di Dio, da cima a fondo, dalla Genesi all’Apocalisse. Tra l’altro, se non si sta facendo questo è essenziale che si inizi a fare questo senza preoccuparsi se o no si possa capire tutto.

    Molti pastori/anziani nella maggior parte delle chiese, invece di incoraggiare i credenti a fare questo in realtà li scoraggiano, perché sostengono che, soprattutto quando un credente è un nuovo credente, non possa comprendere le parti più difficili della parola e che questo potrebbe causare confusione nella comprensione della parola per questi neo credenti.

    Questo fatto è fallace e non potrebbe essere più lontano dalla verità. Questo è infatti l’unico modo con il quale le persone sono sfidate a scavare nella parola di Dio.

    Se una persona non si mette in discussione in qualsiasi arena galleggierà sempre nella mediocrità.

    La gente non può crescere in nessun ambito di vita, se non sono si mette in discussione e accetta le sfide.

    Guardate ad esempio l’esercizio fisico o lo sport, le basi devono essere masterizzate prima, questo è vero ed in realtà semplicemente leggendo la parola di Dio è una cosa basilare.

    Se non cominciamo a disciplinare noi stessi con la regolare e sistematica lettura della parola di Dio, allora tutte le altre cose non cadranno nel giusto posto.

    A proposito, a che servono i pastori/anziani comunque? Per insegnare! Però forse essi sono troppo occupati facendo molte altre cose nelle quali non dovrebbero nemmeno essere coinvolti e quindi non hanno tempo per insegnare e rispondere alle domande dei credenti le quali possono incontrare nella lettura e lo studio della parola di Dio.

    Vi darò un esempio di questo e questo è il motivo per cui ritengo che le mega chiese sono in realtà dannose per la crescita spirituale del credente.

    Conosciamo personalmente una di queste chiese ed il suo pastore, il quale è coinvolto nella gestione di un ministero Televisivo ed in aggiunta alla chiesa e questo ministero, Egli ha iniziato a coinvolgersi in un certo tipo di attività fuori dalla chiesa che richiede molto del suo tempo. Ora, la giustificazione per questa nuova impresa è che egli impiegherà in questa impresa persone bisognose e le aiuterà ad essere reintrodotte nel mondo del lavoro ed anche al Vangelo.

    So che questo sembra essere una nobile causa e forse potrebbe essere una cosa molto buona e nobile. Però un pastore o un anziano della chiesa dovrebbero essere solo interessati della vita spirituale delle pecore di Dio, il quale è il motivo per cui i pastori sono chiamati pastori. Come è quindi che questo pastore non ha o non può trovare il prezioso tempo per pascere il gregge di Dio? Egli non potrà mai farlo nel modo in cui dovrebbe farlo o nel modo in cui è chiamato da Dio a farlo.

    Certamente egli può delegare e passare il testimone per modo di dire ad altri anziani ma come può essere lui responsabile delle pecore di Dio se infatti rifiuta la responsabilità che Dio gli ha dato? Come fa ad agire come sorvegliante del gregge in modo efficace? Come farà ad avere il tempo di consigliare e insegnare il gregge in modo efficace? Le risposta è non può!

    Pertanto, le persone soffrono e persistono in una crescita ed un rinnovamento della mente spesso inesistente o se mai molto lento.

    Mega chiese non sono il modo in cui Dio ha progettato la chiesa ad essere e nemmeno la loro funzione.

    Nelle megachiese i pastori non possono conoscere la reale condizione spirituale di tutte le persone che frequentano la chiesa e così mancano nella responsabilità del gregge che Dio gli ha affidato.

    Eppure Proverbi avverte nello stesso senso di un vero pastore il che possiamo applicare al pastore della chiesa quando la Parola di Dio dice:

    Proverbi 27:23 Sii diligente nel conoscere lo stato delle tue pecore, e di guardare bene ai tuoi greggi.

    Quindi, anche nella Chiesa, in un senso spirituale un pastore o un anziano deve essere diligente, attento e dedicato a conoscere la condizione di ogni pecora e di essere a conoscenza delle condizioni del gregge di Dio.

    Questa si tratta di una grande responsabilità che Dio dà ai pastori/anziani nella chiesa, anziché, come vediamo essi perdono le loro responsabilità date da Dio evitando di ubbidire i comandamenti di Dio.

    Di solito questo accade perché essi si dedicano al guadagno di soldi piuttosto che dedicarsi alla amorevole cura ed il benessere spirituale del popolo di Dio.

    Per questi fatti un altro motivo per cui i credenti soffrono immensamente nella loro crescita spirituale e conoscenza di Dio e rinnovamento della loro mente è che queste chiese sono troppo grandi e sono gestite come aziende, piuttosto che come famiglie, le quali invece dovrebbero essere.

    Come vi sentireste se chiedeste consiglio o faceste delle domande al pastore della vostra chiesa e perché egli è troppo occupato vi fa sempre andare ad altri nella chiesa per ottenere l’aiuto necessario?

    Che tipo di pastore è questo?

    Forse questi sono invece i mercenari che la Bibbia in realtà condanna e giudica negativamente perché alla fine guidano la chiesa come un business e che alla fine diventa solo una fabbrica ed un metodo per fare soldi piuttosto che un corpo o un gregge di cui il pastore ne è responsabile in un senso spirituale.

    La parola di Dio ci dà molti riferimenti di ciò che sono realmente le responsabilità di un pastore nella chiesa, eppure molti invece diventano amministratori delegati di una azienda piuttosto che pastori del gregge di Dio.

    Questi sono solo alcuni riferimenti nel Nuovo Testamento delle responsabilità del pastore nella chiesa e la parola di Dio in realtà avverte che un pastore o un anziano non debba essere qualcuno che è preocupato a gaudagnare soldi o che va in cerca di ricchezze mondane piuttosto che le ricchezze spirituali.

    Il primo riferimento è molto, molto importante e descrive esattamente di ciò che i pastori o gli anziani devono occuparsi a fare:

    Atti 6:1-4 Or in quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli Ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove venivano trascurate nel servizio di assistenza quotidiana. 2 Allora i dodici, radunato il gran numero dei discepoli, dissero: «Non è bene che noi, lasciata la parola di Dio, serviamo alle mense. 3 Perciò, fratelli, cercate fra voi sette uomini, di cui si abbia buona testimonianza, ripieni di Spirito Santo e di sapienza, a cui noi affideremo questo compito. 4 Ma noi continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della parola».

    I leader della Chiesa quindi devono dedicarsi alla preghiera e al ministero della parola.

    Gesù disse a Pietro di pascere le Sue pecore e prendersi cura di loro, Giovanni 21:15-17.

    L’appello di Paolo a Timoteo come anziano principale nella chiesa di Efeso e comunque per tutti i pastori e gli anziani è molto chiaro, lo abbiamo già in 2 Timoteo 4:2-5.

    Tuttavia, vi è ancora di più:

    1 Timoteo 4:12-16 Nessuno disprezzi la tua giovinezza, ma divieni esempio ai fedeli nella parola, nella condotta, nell’amore, nello Spirito, nella fede e nella castità. 13 Applicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento, finché io venga. 14 Non trascurare il dono che è in te, che ti è stato dato per profezia, con l’imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani. 15 Adoperati per queste cose e dedicati ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti. 16 Abbi cura di te stesso e dell’insegnamento, persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.

    Compiti abbastanza chiari per i pastori, no? Non vedo qui dove ci sia spazio per addizionali imprese o ministeri per guadagnare soldi fuori dalla chiesa.

    In realtà questo è un avvertimento per donarsi pienamente alle cose istruiteci dal passo e queste lasciano pochissimo tempo per qualsiasi altra cosa.

    1 Timoteo 6:3-13 mette in guardia a parecchie cose che un pastore, anziano o anche diacono nella chiesa dovrebbero fare e non fare, e una di quelle è di non di cercare il guadagno di soldi e che in realtà non giustifica nemmeno trascorrere del tempo per la raccolta di fondi come fanno in tanti seppure sia per buone ragioni, fare questo piuttosto che fidarsi di Dio è una mancanza.

    Un paio dei requisiti per essere pastori e o anziano:

    1 Timoteo 3: 2-3 atto ad insegnare; 3 non dedito al vino, non violento, non avido di illeciti guadagni; ma paziente, non un attaccabrighe, non avaro.

    L’unico requisito per un pastore o anziano che è diverso dai requisiti caratteriali è che siano in grado di insegnare.

    I pastori e gli anziani devono essere i maestri della chiesa e in secondo luogo il denaro è una cosa che non dovrebbe mai essere un oggetto di ricerca nella vita del pastore o la vita degli anziani, mai!

    Anche il diacono d’altra parte è un uomo chiamato ad essere un operaio nella chiesa e la differenza dai pastori e gli anziani è quella di insegnamento, un diacono deve avere lo stesso carattere dei pastori e anziani, ma questi non sono tenuti ad essere insegnanti e anche loro non devono essere mai coinvolti in questioni di guadagno denaro.

    1 Timoteo 3: 8 Allo stesso modo i diaconi siano dignitosi, non doppi, non dati a molto vino, non avidi di illeciti guadagni

    Avevamo bisogno di dire tutto questo perché i pastori delle chiese non stanno facendo quello che sono chiamati a fare dalla parola di Dio, perchè questo fa male al gregge di Dio e fa male nel processo di rinnovamento della mente e nel processo di sana crescita spirituale e maturità della chiesa.

    In ogni caso, come si può ben capire, il processo del rinnovamento della propria mente inizia con la semplice lettura della parola di Dio nella sua interezza.

    Lasciate che vi faccia un esempio molto semplice ed essenziale, spesso le persone hanno momenti molto difficili nel trovare i libri biblici quando gli viene chiesto loro di trovare un certo riferimento.

    Perché questa cosa ancora accade alle persone anche dopo tanti anni che sono credenti?

    Succede perché non leggono la Bibbia dall’inizio alla fine. Invece essi sono addirittura incoraggiati dai loro pastori, a fare corto circuito nel processo della lettura, per esempio, gli vengono consigliati di fare acquisto di linguette per inserirle nella Bibbia, queste sono fatte appositamente per rendere il ritrovamento dei libri più facili o magari oggi giorno vengono utilizzati dispositivi tecnologici per trovare riferimenti biblici.

    Ancora una volta questa è sicuramente una scorciatoia che alla fine non aiuta affatto. Scorciatoie per quanto riguarda la lettura e lo studio della parola infine non sono veramente buone! Queste cose in realtà aggiungono alla difficoltà della crescita e del rinnovamento della mente. Perchè? Perché non permettono ad una persona di estendersi al difuori dalla loro zona di comfort e di sfidare se stessi a crescere correttamente.

    Fare ogni cosa nel modo più facile, non è necessariamente una cosa buona. Questo è un ulteriore motivo per cui passate generazioni cristiane erano in certi riguardi più forti e meglio preparate delle generazioni di oggi.

    Anche nella chiesa era così, quando una persona doveva imparare con modi e metodi più difficili per i quali dovevano esercitare molto più impegno nella lettura e lo studio della parola di Dio, di certo questo li faceva crescere spiritualmente è i forti e meglio ed infatti la loro mente veniva rinnovata molto meglio ed in realtà più velocemente di oggi.

    Oggi giorno invece quello che vogliamo fare un po’ tutti è rendere tutto più facile, ma rendere tutto più facile rende di fatto la crescita spirituale e il rinnovamento della mente molto più lento, se non addirittura spesso impossibile da ottenere.

    Quindi, come vediamo il nemico delle nostre anime è in grado di utilizzare la sua filosofia del rendere tutto più facile nel mondo di oggi per causare infatti un danno nella crescita del credente e nel rinnovo della mente.

    Come pastore, nella chiesa che Dio mi ha affidato non posso ovviamente vietare l’uso del software e dei computer per cercare riferimenti biblici, è vero che a volte devo usarle anche io ma questo lo faccio solo per accelerare il tempo, però comunque conosco dove sono i libri della Bibbia a prescindere. Questo avviene solo mediante la lettura sistematica della parola di Dio e non tramite scorciatoie, per quanto facilitno certe cose ne complicano altre molto ben più importanti.

    Tuttavia, devo dire che io ho sempre scoraggiato l’uso della tecnologia e piuttosto preferire che il libro della Bibbia sia usato al loro posto, sopratutto e almeno fino a quando una persona sa esattamente dove sono tutti i libri della Bibbia e può destreggiarsi e navigare da sola nella Bibbia senza aiuti.

    La memorizzazione dell’ordine e della posizione dei libri biblici può davvero essere raggiunta solamente da una regolare e disciplinata lettura sistematica della intera Bibbia da Genesi ad Apocalisse.

    Oltre ad avere una memoria fotografica, che pochi hanno, non c’è altro modo.

    Nella chiesa abbiamo davvero bisogno di tornare alla vecchia maniera di come fare le cose, perché solo la vecchia scuola funziona meglio.

    Anche nella parola di Dio, Dio dice al Suo popolo questa cosa:

    Geremia 6:16 Così dice l’Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove è la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».

    Come si vede Dio sta sempre cercando di portare il Suo popolo indietro per tornare ai vecchi sentieri in cui si trova la giusta via. Di solito, infatti quasi sempre, c’è poco di buono nei nuovi modi, i modi innovativi cercano infatti di cambiare e circonvallare la metodologia di Dio.

    Come si può pensare che possiamo essere in grado di migliorare le vie di Dio?

    Se Dio ci ha detto di fare le cose in un certo modo, allora questo è il modo in cui dovremmo farle e non cercare di trovare così detti metodi migliori. Non ci sono metodi migliori di quelli di Dio.

    In secondo luogo le basi per studiare la parola di Dio nel modo giusto devono essere insegnate e instillate nei credenti. Tuttavia questo non è solitamente fatto oggi in molte chiese.

    Un altro motivo che questo accade è perché molti pastori e anziani il cui compito determinato da Dio è quello di insegnare la parola di Dio non sono in realtà qualificati ad insegnare o semplicemente anche se lo sono però non lo fanno nel modo giusto.

    Alla fine questo è quello che il passo che abbiamo appena letto ci ha detto, Dio ci chiama a tornare ai sentieri antichi dove è la giusta via ma oggi anche come era allora non lo vogliono fare! Vogliono fare invece come gli pare e questo abbiamo avuto modo di capire che è ribellione e disubbidienza ed è un vero insulto a Dio. Questi credono che possono in effetti trovare metodi migliori di quelli di Dio ed inoltre credono di saperne più di Lui usando le strategie del mondo e credendo che poi Dio le benedica come valide. E’ assurdo Dio non benedirà mai queste cose, infatti Dio dice:

    Geremia 30:1-3 «Guai ai figli ribelli, dice l’Eterno, che fanno progetti che non vengono da me, che contraggono alleanze ma senza il mio Spirito, per accumulare peccato su peccato; 2 che vanno giù in Egitto senz’aver consultato la mia bocca, per rafforzarsi nella forza del Faraone e cercare rifugio all’ombra dell’Egitto! 3 Ma la forza del Faraone sarà la vostra vergogna e il rifugiarsi all’ombra dell’Egitto la vostra disgrazia

    Geremia 31:1-3 Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di aiuto e fanno affidamento sui cavalli, confidano nei carri perché sono numerosi, e nei cavalieri perché molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele e non cercano l’Eterno. 2 Eppure anch’egli è saggio e farà venire la calamità; egli non revocherà le sue parole, ma si leverà contro la casa dei malvagi e contro l’aiuto degli operatori d’iniquità. 3 Or gli Egiziani sono uomini e non Dio, i loro cavalli sono carne e non spirito.

    Questi sono passi chiave e importanti per comprendere quanto Dio non sia contento quando ci adoperiamo nel trovare il nostro consiglio nelle vie del mondo e nelle sue strategie anziché in Lui e la Sua parola.

    Sfortunatamente moltissimi pastori e anziani e credenti fanno esattamente quello che è descritto in questi passi, cioè non osservano e non obbediscono la parola di Dio. Questi usano strategie mondane per attirare la gente nella chiesa e non solo, ma usano le stesse per tenere le persone in chiesa e tenerle interessate.

    Che cosa triste quando nelle chiese si devono usare l’intrattenimento del mondo per mantenere l’interesse della gente e per farli tornare Domenica dopo Domenica. Questo però come abbiamo detto è un prodotto di persone che sono, al minimo carnali, al massimo molti non sono nemmeno nati di nuovo, quindi la pura e schietta parola di Dio non gli interessa ma le cose del mondo invece sì.

    Tuttavia, vi è una grande differenza tra dare un’esortazione o un messaggio di incoraggiamento e l’insegnamento di dottrina, oggi di solito tra le due, la dottrina è quella che ne soffre la perdita.

    Quando andiamo nella maggior parte delle chiese oggi il messaggio nella maggior parte dei casi è di 20 minuti o anche molto meno, in alcune eccezioni se si arriva a 30 minuti è tanto, ma non è la dottrina che viene insegnata piuttosto viene dato un breve messaggio di incoraggiamento o di esortazione.

    In questo modo però una persona non cresce mai e la loro mente non può nemmeno essere rinnovata.

    La gente nelle chiese ascolta messaggi pieni di cose false e di teologia difettosa e spesso nemmeno se ne accorgono. Ci sono anziani e credenti che vengono esposti a questo genere di prediche ogni Domenica, eppure anche non possono discernere gli errori di ciò che viene insegnato dai loro pulpiti.

    Come è che può accadere questo?

    Non dovrebbe mai accadere, ma invece accade e accade troppo spesso!

    Sono stato personalmente in posti come questo, dove ho sentito dottrine e teologia difettosa ed erronea e le ho dopo portate all’attenzione degli anziani, i quali non se ne erano nemmeno resi conto, eppure erano lì. Come potrebbero anziani non rilevare gli errori in un insegnamento o in una predica se loro stessi devono essere in grado di insegnarla?

    Non possono rendersene conto perché essi stessi forse non conoscono la sana dottrina, questo diventa ovvio. Eppure essi dovrebbero essere in grado addirittura di insegnarla poiché questo è ciò che la parola di Dio richiede da loro.

    Eppure non riconoscono gli errori negli insegnamenti di altri. Com’è possibile? Dovrebbero riconoscerli però questi anziani non possono discernere errori nelle dottrine.

    Non possono quindi agire come veri anziani o pastori perché i pastori e gli anziani devono essere i guardiani della sana dottrina, quindi se non riescono a discernere errori dottrinali e se non sono in grado di insegnare la vera sana dottrina come possono essere incaricati a proteggere il gregge da falsi insegnamenti, di conseguenza, questi non dovrebbero essere nominati anziani.

    Guardate quello che dice Efesini 4: 11-16: Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, 14 affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 16 Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell’amore.

    Ora vorrei che si prestasse attenzione ad alcune cose in questo passo perchè credo siano molto pertinenti a ciò di cui stiamo parlando nel nostro studio.

    Prima di tutto diamo un’occhiata al linguaggio utilizzato in questo passo per quanto riguarda i cosiddetti cinque ministeri della Chiesa.

    Molti insegnano infatti che ci sono cinque ministeri che Dio ha dato alla Chiesa, in altre parole apostoli, profeti, evangelisti, pastori e insegnanti. Ora guardiamo a questo passo e a ciò che insegna il resto della Bibbia riguardo a tutto questo.

    Prima di tutto a me sembra capire che c’erano cinque ministeri in quei giorni ma oggi ci sono in realtà meno ministeri e non cinque. Qui appaiono come cinque ed infatti a quel tempo erano in effetti io credo quattro.

    Apostoli e profeti, questi sono due ministeri, però questi erano il fondamento della chiesa,
    vedi Efesini 2: 20-22. Questi sono coloro che hanno scritto le dottrine ispirate dallo Spirito Santo per la chiesa ed hanno iniziato il processo di edificazione della chiesa proveniente da tutti i gruppi etnici del mondo, dopo questi due troviamo gli evangelisti, questo è il terzo ufficio o ministero, questi sono quelli che predicano il Vangelo fuori dalla chiesa (a volte anche all’interno della chiesa) coloro che chiamano gli eletti alla salvezza attraverso la predicazione del Vangelo, una volta che gli eletti rispondono e gli eletti sono salvati i pastori/ insegnanti, i quali oggi sono un solo ufficio e un ministero.

    Questi consigliano ed insegnano agli eletti le dottrine della chiesa e di Cristo trasformandoli in discepoli di Gesù Cristo. Queste sono le loro funzioni.

    Perché allora molti dicono che tutt’oggi ci sono cinque ministeri? Infatti oggi ce ne sono tre dei cinque di quei giorni. Abbiamo compreso in precedenza, spero, che gli uffici, ministeri di Apostolo e profeta non sono più in operazione come lo erano a quel tempo.

    La Bibbia sembrerebbe confermare quello che sto dicendo. Vediamo prima di tutto la grammatica e l’impostazione della frasologia utilizzata in questo passaggio. Queste dicono che alcuni sono apostoli, poi alcuni sono profeti, alcuni sono evangelisti poi dice alcuni sono pastori e maestri. In quest’ultima categoria Paolo dice alcuni sono pastori e maestri. Paolo non usa la parola e altri come pastori e alcuni insegnanti. Egli non sta quindi distinguendo l’ufficio di pastore dalla carica di insegnante come ha fatto in tutti gli altri casi.

    Inoltre, anche se qualcuno fa un caso che non possiamo esplicitamente dimostrare che l’omissione della parola altri o alcuni tra pastore e insegnante dimostri senza dubbio che non c’è distinzione tra i due, noi abbiamo il resto della parola di Dio che in realtà ci dice che gli anziani sono pastori e pastori sono gli anziani, questi titoli vengono utilizzati in modo sinonimo e questi sono gli insegnanti della chiesa.

    1 Timoteo 3: 1-2 Questa parola è sicura: Se uno desidera l’ufficio di vescovo, desidera un buon lavoro. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, prudente, ospitale, atto ad insegnare.

    L’ufficio di vescovo è sinonimo dell’ ufficio di pastore e/o anziano. Come possiamo vedere qui il pastore/anziano o come è scritto qui il vescovo è un insegnante e deve essere in grado di insegnare la parola di Dio. Non c’è davvero alcuna distinzione tra anziano/pastore e insegnante. Molti dicono che ci possono essere e ci sono insegnanti nella Chiesa senza che essi siano anziani o pastori, ma questo non sembra mai confermato da nessuna parte nella Scrittura.

    Guardate infatti 1 Corinzi 12: 27-31 Or voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per parte sua. 28 E Dio ne ha costituiti alcuni nella chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come dottori; poi ha ordinato le potenti operazioni; quindi i doni di guarigione, i doni di assistenza e di governo e la diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti dottori? 30 Hanno tutti il dono di potenti operazioni? Hanno tutti i doni di guarigioni? Parlano tutti diverse lingue? Interpretano tutti? 31 Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta.

    Qui quello che Paolo dice è ancora molto più interessante, Paolo dice che nella chiesa Dio ha nominato prima di tutti gli apostoli, in secondo luogo profeti, in terzo luogo gli insegnanti. Come vediamo dove sono i pastori qui? Non sono menzionati! Strano vero? Eppure, in Efesini 4 Paolo menziona i pastori, e li mette in una sola categoria cioè pastori e maestri ma qui in 1 Corinzi 12 abbiamo la conferma che questo è in effetti vero.

    Qui Paolo menziona solo i maestri e non i pastori il che sembrerebbe indicare che essi sono in realtà uno stesso ufficio e non due ministeri diversi. La Scritura piuttosto chiaramente dimostra che tutti i pastori sono insegnanti della parola e tutti gli anziani sono pastori ed entrambe sono sempre insegnanti.

    C’è in effetti un solo ufficio di pastore/anziano e solo questi sono gli insegnanti nella chiesa.

    Ora, devo dire questo, ovviamente non si può essere dogmatici riguardo a questo fatto ma sembrerebbe evidente che nella chiesa se una persona è chiamata da Dio ad essere un maestro nella maggior parte dei casi si può notare che sono sempre pastori ed anziani.
    Ora torniamo a Efesini 4, qual è il compito di questi e del Pastore/anziano/meastro?

    Efesini 4:12-16 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, 14 affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 16 Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell’amore.

    Gli anziani/pastori della Chiesa sono i maestri della Chiesa che sono chiamati ad edificare, questo significa costruire, chiamati per la costruzione della chiesa, in modo che nella Chiesa tutti si arrivi all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, questo serve per aiutare i credenti a diventare conformi all’immagine di Cristo, che per inciso è davvero la stessa cosa di non essere adeguati alle vie del mondo, ma essere invece trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente per conoscere la volontà di Dio.

    Come si vede si tratta esattamente di quello che Romani 12:2 ci comanda di fare!

    Così i pastori o gli anziani devono insegnare i credenti la sana dottrina in modo che il credente non rimanga più un bambino spirituale, ma che cresca a immagine di Cristo, aiutandoli a rinnovare la loro mente e molto importantemente anche in modo che, i credenti non siano più sballottati e portati via da qualsiasi vento di dottrina, venti di false dottrine che gli uomini nel loro inganno e astuzia cercano di insegnare al fine di ingannare la chiesa.

    Invece il pastore/insegnante dovrebbe sempre dire la verità nell’amore facendo in modo che i credenti crescano in Cristo.

    Come si vede quindi se gli anziani non sono in grado di insegnare e se gli anziani non sono in grado di riconoscere le false dottrine e gli errori teologici in realtà questi non possono essere chiamati da Dio a ritenere questa posizione. Non sono quindi qualificati. Probabilmete questo significa che sono chiamati e scelti dagli uomini ma non da Dio. Questo succede troppo spesso!

    La chiesa è stata lassista e negligente nella ordinazione di anziani/pastori ed ha ordinato molti uomini non qualificati e purtroppo oggi anche donne, che non erano e non sono mai qualificate e chiamate da Dio ad avere posizioni di autorità nella Chiesa, vedi 1 Timoteo 2:11-14.

    Ora di nuovo ci si può chiedere che cosa abbia tutto questo a che fare col rinnovamento della nostra mente? Ha tutto a che vedere, tutto veramente, perché?

    Perché infine si rinnova la nostra mente solo imparando la sana dottrina apostolica.

    Questo non si limita solo ad imparare queste cose in modo corretto, ma il fatto è questo se i pastori / anziani/ insegnanti non sono qualificati non sono in grado di svolgere il compito nel modo che Dio desidera.

    Questo fa in modo che l’intera chiesa in cui queste persone sono in autorità subisce una grande perdita nel processo del rinnovamento della mente e nel processo di crescita e trasformazione nella immagine di Cristo.

    La gente in queste chiese incorrono gravi e pericolosi problemi che invece di aiutarli a rinnovare la loro mente rendono le loro menti infruttuose e li aiutano invece a credere erroneamente perché sono loro insegnate e diretti ad accettare ed imparare false dottrine ed ad accettare una immagine erronea di Dio.

    Con le false ed erronee dottrine una persona non potrà mai rinnovare la mente nel modo giusto né mai sarà veramente trasformata nell’ immagine di Cristo in questa vita. In questa condizione i credenti non comincieranno mai a pensare come pensa Dio ed a sviluppare la mente di Cristo né saranno mai in grado di discernere le verità spirituali e di conoscere la volontà di Dio.

    Come fa un credente per esempio a discernere correttamente ciò che è veramente buono e ciò che è veramente erroneo e malevolo?

    Questo lo si può fare solo se ci discipliniamo ad usare correttamente la pratica della parola di Dio.
    XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
    Questo è confermato da questa seguente Scrittura:

    Ebrei 5:12-14 Poiché, mentre per ragion di tempo dovreste esser maestri, avete bisogno che vi insegnano ancora una volta i primi elementi degli oracoli di Dio; e siete giunti a tale punto che avete bisogno di latte e non di cibo solido. 13 Perchè chi usa il latte non ha esperienza della parola della giustizia: perchè è un bambino. 14 Ma il cibo solido è per quelli che sono adulti, coloro che per via dell’uso hanno i sensi esercitati per discernere il bene e il male.

    Questo è un passo importante che descrive il vero problema nella lenta crescita spirituale e nella mancanza di discernimento spirituale.

    Vediamo tutto questo prima di tutto guardando alla Scrittura nel suo contesto.

    L’autore sta scrivendo queste cose ad un pubblico cristiano di origine ebraica. Tra questo pubblico c’era chi aveva veramente e completamente creduto in Messia Gesù e capito che la salvezza è solo per grazia mediante la fede in Lui.

    Tuttavia, in mezzo a loro vi erano molti che credevano che avrebbero potuto credere in Gesù, pur continuando a praticare la legge di Mosè. Molti di questi in queste comunità non erano quindi credenti nati di nuovo e avevano molti dubbi circa la salvezza per grazia e fede solamente.

    Così che l’autore di questa epistola scrive queste cose in modo che, coloro che sono veramente nati di nuovo ed i leader di questa comunità ebraica avrebbero potuto comprendere correttamente ed insegnare agli altri l’unica e vera via di salvezza che è solo in Cristo Gesù. Molti all’interno di queste comunità che non erano ancora salvati erano sì attratti dal Vangelo, però volevano comunque infine abbandonare il pensiero di accettare il Vangelo come sola via di salvezza e volevano tornare a praticare la religione ebraica e la legge di Mosè.

    Quindi in questa epistola appaiono molti avvertimenti e avvisi che sembrano indicare che si potrebbe perdere la salvezza, mentre invece avvertono coloro che in realtà stavano contemplando di rigettare il Vangelo ed abbandonare l’idea che la salvezza fosse solo per grazia mediante la fede in Cristo e volevano tornare alla loro vecchia religione morta.

    Questo è il contesto generale della lettera agli Ebrei.

    In questo contesto quindi l’autore dice agli ebrei che a causa dei molti, molti secoli, in realtà millenni nei quali avevano ricevuto la parola e le rivelazioni di Dio e ora anche attraverso il Figlio di Dio,
    Ebrei 1: 1-3, essi dovrebbero essere insegnanti della verità di Dio mentre invece erano ignoranti in gran parte riguardo alla verità divina.

    Questi avevano ancora molti dubbi e molte cose che ancora non capivano. Pertanto essi ancora avevano bisogno che qualcuno gli insegnasse le questioni fondamentali della rivelazione di Dio.

    L’autore dice anche che questi erano bambini spirituali e non uomini spiritualmente maturi come invece dovevano essere.

    Questi quindi non potevano accettare il cibo spirituale solido e non potevano capire profonde verità spirituali. Erano in grado di accettare e digerire solo il latte, il che significa solo le verità fondamentali che già conoscevano ma non riscivano ad andare oltre.

    Come dice l’autore questi erano coloro che costantemente cercavano solo di bere il latte ed erano in realtà non qualificati per digerire la parola di Dio.

    L’autore dice che le verità spirituali più profonde sono invece per coloro che sono spiritualmente maturi. Poi procede dicendo loro come è che si diventa spiritualmente maturi o come si ottiene la mente di Cristo o come si rinnova la mente.

    Lo dobbiamo fare essendo disciplinati ad imparare a discernere il bene e il male mediante l’uso della parola di Dio.

    L’uso della parola di Dio e fondamentalmente lo studio della parola di Dio come è menzionato nel versetto precedente. Tra l’altro, una persona non può imparare a discernere correttamente ciò che è bene e ciò che è il male in modo in cui Dio li vede a meno che i loro sensi e la loro ragione sono esercitate dalla parola di Dio.

    Ora cerchiamo di tradurre questo ed applicarlo alla chiesa oggi, anche se non stiamo facendo riferimento ad una comunità quasi tutta ebraica si può comunque effettivamente applicare questo passo alla chiesa di oggi. Ci sono applicazioni corrette e dei paralleli importanti che possiamo trarre da questo passo.

    Possiamo dire che ci sono persone nelle chiese anche oggi che sono cristiani da molti anni e che ormai dovrebbero conoscere la parola di Dio in modo tale che dovrebbero essere in grado di insegnarla.

    Invece sono ancora dei neonati spirituali. Molti non riescono a comprendere la profondità della parola di Dio, ma hanno invece solo la capacità di sapere le cose spirituali solo superficialmente e non in profondità. Questi a malapena ancora conoscono solo le basi della loro fede, anche se, se ne sono stati seduti in chiesa per molti anni.

    In realtà questi non sono in grado di gestire e digerire o comprendere la profondità dell’insegnamento della parola di Dio, ancora dopo tanto tempo non riescono a masticarla e digerirla ed infine per questa ragione bramano e vogliono solo il latte.

    Questi infine vogliono solo ciò che è facile da comprendere e ciò che è tollerante, ciò che non è di giudizio, solo ciò che è morbido e confortevole e zuccherato. Questi inoltre, non possono mai essere sicuri di ciò che Dio consideri ciò che sia veramente buono e ciò che Dio considera male. Questi credenti sono in chiesa per 25-30-40 anni ma hanno ancora garndi difficoltà a discernere tra ciò che sia il bene e ciò che sia il male secondo Dio.

    Dobbiamo qundi chiedrci prima di tutto se questi sono salvati. Questa è tra l’altro la preoccupazione dell’autore di Ebrei. Forse molti di questi sono veramente credenti però purtroppo non sono mai cresciuti nella piena statura di Cristo, purtroppo non hanno mai trovato il tempo o meglio fatto il tempo per rinnovare la loro mente. Perché?

    Perché non si sono disciplinati nello studio della Parola di Dio e nel rinnovamento della loro mente non avendo così i loro sensi esercitati mediante l’uso della stessa parola di Dio.

    Lasciatemi dire che negli anni passati, diciamo da 50 a 100 anni fa e anche prima era stato forse più facile per i credenti rinnovare le loro menti nelle chiese che frequentavano, ma nel corso degli ultimi 50 anni, questo è diventato sempre più difficile e oggi quasi impossibile da fare ed abbiamo già visto molti dei motivi.

    Tuttavia, un centinaio di anni fa, e anche di più a quanto pare anche in tempi dell’Apostolo e anche dopo, questo fatto di rinnovare la mente era comunque un compito ancora difficile da sostenere a causa di alcuni stessi motivi che esistono oggi, cioè la gente non si impegna a leggere e non si impegna a studiare sul serio la parola di Dio. Questo accade in special modo perché la parola di Dio non è la cosa più importante nella vita di questi credenti.

    C’è un altro problema molto importante di cui dobbiamo parlare qui ed è la preghiera. Si potrebbe dire ora che sono fuori luogo o fuori contesto riguardo a questo, ma non è così e vi mostrerò il perché. Molti pensano della preghiera sia soltanto come qualcosa che facciamo noi, in altre parole, noi diciamo che comunque quando preghiamo parliamo con Dio. Questo è comunque vero!

    La preghiera quindi è parlare con Dio, tuttavia il problema è che la maggior parte della nostra vita di preghiera, se non tutta non è un vero dialogo con Dio, ma è un monologo. Siamo noi che parliamo a Dio e poi ci alziamo in fretta e torniamo alle nostre attività.

    Mi permettete comunque di chiedere, quando è che Dio ha la possibilità di parlare con noi? Noi parliamo con Lui, gli chiediamo molte cose e poi via, torniamo alla nostra vita.

    Quindi Dio non ci parla fino a che forse andiamo in chiesa la Domenica e qui poi dichiariamo di di aver sentito Dio parlarci tramite la Sua parola.

    Quindi, in pratica stiamo dicendo che noi dobbiamo parlare con Dio ed è Lui che ha bisogno di sentire noi, ma poi a noi ci parla solo una volta alla settimana, se e quando andiamo in chiesa?

    E il resto dei giorni e durante ogni giorno? Come e quando ci parla Dio? In che modo Dio ci parla? Come e quando possiamo sapere e come possiamo conoscere la volontà di Dio per la nostra vita? Preghiamo per sapere la volontà di Dio per questo e quello ma poi non ascoltiamo a Dio per ottenere la risposta?

    In realtà crediamo che la Bibbia sia la parola di Dio? Perchè se in effetti crediamo questo allora perché molti credenti sono così pronti a parlare con Dio e si aspettano che Egli faccia le cose per loro ma poi quando arriva il momento di ascoltare a Dio e ricevere la risposta che cerchiamo ma sono troppo occupati per sentire cosa Egli ha da dire?

    Ora mi chiederete che cosa questo ha a che fare con lo studio e la lettura della Bibbia o il rinnovamento della mente? Tutto! Perchè?

    Perchè Dio ci parla solo attraverso la Sua parola. Quindi, se non leggiamo o meglio ancora studiamo la parola di Dio, come faremo mai a sapere ciò che Egli ci sta dicendo? Come capiremo come Egli ci voglia dirigere e ciò che è la Sua volontà? Sarà dunque impossibile.

    Abbiamo parlato di questo anche prima. Non abbiamo bisogno di sentire una voce udibile proveniente dal cielo, ma abbiamo bisogno invece di conoscere e di capire la Sua parola e la Sua volontà. Questo è l’unico modo per sentire la voce di Dio e conoscere la Sua volontà.

    Quindi, la problematica con il non essere regolarmente nella parola di Dio non è solo che noi non riusciremo a rinnovare la nostra mente e non solo così non saremo mai trasformati come Egli desidera, ma in realtà non sapremo chi e come è Dio, e non udiremo la Sua voce ed infine non sapremo mai quella che è la buona, perfetta e gradita volontà di Dio.

    Ora quello che il versetto due di Romani dodici ci dice, è che sapremo per esperienza cosa è la buona, perfetta e gradita volontà di Dio, quando? Quando la nostra mente è rinnovata e questo avviene solo attraverso la parola di Dio.

    Quello che vediamo quindi è questo, sia il rinnovamento della nostra mente che la conoscenza della volontà di Dio sono legate entrambe al raggiungimento di queste solo attraverso e per mezzo della parola di Dio.

    Quanto è importante allora la parola di Dio per noi? Nella vita di molti credenti oggi e in molte chiese la parola di Dio è diventata una cosa di secondaria importanza. In molte chiese e per molti credenti la dottrina è solo una brutta cosa e una cosa da stare alla larga come se fosse la peste.

    E’ straordinario! Conoscere Dio, conoscere la Sua volontà e conocere ciò che è la Sua mente e il Suo pensiero vuol dire sapere ciò che Egli ci dice, ma per molti nelle chiese oggi questa è diventata una cosa da evitare a tutti i costi.

    Perchè dico questo? Perchè questi si lamentano che la dottrina è di divisiva e non è amorevole e non è utile al fine di fare la volontà di Dio. Davvero?

    Ho capito bene che conoscere Dio, la Sua volontà, la Sua mente e il Suo pensiero e sapendo quello che ci sta dicendo Dio è in realtà una cosa da evitare perchè secondo loro è divisiva e non è amorevole ne utile?

    Leggiamo in Efesini 4 che Dio ci comanda di dirci la verità nell’amore.

    Questo significa che la verità di Dio è infatti una cosa amorevole, questo significa anche che la parola di Dio è verità, Gesù lo conferma quando dice questo in:

    Giovanni 17:17 Consacrali nella verità: la tua parola è verità.

    Vediamo qui cose fondamentali in questo brevissimo versetto, è la parola di Dio che ci santifica ed è la parola di Dio che è la verità.

    Quindi pensare che la parola di Dio non sia amorevole è credere in realtà che Dio non è amorevole.

    Sì, lo abbiamo già detto, la dottrina quando è sana e vera divide, divide in realtà la verità dall’errore. Questo processo è però una cosa amorevole, perché, come abbiamo visto è la verità che ci santifica ed è la verità che ci libera dal peccato e dagli errori, Giovanni 8:32.

    Guardate di nuovo quello che ci dice

    Ebrei 4:12: Perchè la parola di Dio è vivente ed efficace, e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e del midollo, e discerne i sentimenti ed i pensieri del cuore.

    Questo è ciò che la parola di Dio fa. Prima di tutto la parola di Dio è vivente, è energia e potenza ed ha il potere di produrre sempre l’effetto che Dio vuole. La parola è una spada a doppio taglio questo è un grande esempio del tipo di spade utilizzate in quei giorni, spade a doppio taglio, progettate per tagliare con maggiore potenza e facilità ed hanno una maggiore facilità di uccidere gli avversari. La parola greca doppio taglio qui denota anche un altro particolare molto interessante, significa anche doppia bocca.

    Questo termine è veramente interessante perchè ci permette di capire che la parola di Dio ha in realtà una doppia funzione. Cosa significa questo? Questo significa che la parola di Dio esegue due attività, parla ad alcuni di vita ed ad altri di morte, ferisce e guarisce, ammorbidisce ma anche indurisce.

    C’è un passo che mostra questo effetto molto bene:

    2 Corinzi 2: 14-17 Ora, grazie sia a Dio, il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e fa manifestare da noi il profumo della sua conoscenza in ogni luogo. 15 Perché noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono: 16 Per quello siamo il sapore di morte a morte; e per l’altro il sapore di vita a vita. E chi è sufficiente a queste cose? 17 Perchè noi non siamo come tanti che corrompono la parola di Dio: ma come di sincerità, ma da Dio, agli occhi di Dio, parliamo in Cristo.

    Il passaggio in ebrei ci dice anche che la parola di Dio penetra per dividere la psiche umana dallo spirito. Molto, molto importante questo passo qui perché questo in realtà ci sta dicendo quello che Romani 12:2 dice in merito al rinnovamento della mente.

    La mente è la psiche e fa parte del nostro essere ed ciò che noi conosciamo come l’anima dell’uomo, questa è la nostra coscienza e il nostro subconscio. C’è anima e c’è spirito e queste due non sono la stessa cosa. Questo concetto anche se sembra una cosa controversiale per alcuni ma è invece reso molto chiaro per esempio in:

    1 Tessalonicesi 5:23 Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo.

    Non è difficile realizzare quindi che le funzioni del nostro corpo sono quelle che ci consentono di interagire con ciò che è fisico mediante i nostri cinque sensi.
    La funzione del nostro spirito invece è quella con cui possiamo conneterci con Dio e comprendere la Sua parola. Una volta che riceviamo lo Spirito di Dio al momento della conversione e possiamo vivere le nostre vite umane in continuo contatto con Dio mediante il nostro spirito. Così che il nostro spirito per essere in contatto con Dio deve essere vivo.
    La nostra anima invece è chi siamo noi, la nostra mente, le nostre emozioni e la nostra volontà, la nostra essenza.
    La funzione della nostra anima è quella di esprimere Dio nella nostra vita ed è quella che ci aiuta a comprendere ed ubbidire Dio.
    In Luca 1:46 c’è scritto: E Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore, 47 e lo spirito mio esulta in Dio.

    Magnificare qualche cosa significa rendere qualche cosa più grande o esprimere una cosa o qualcuno in larga maniera perchè tutti la notino. Prima di tutto l’espressione dell’anima di Maria è dovuta dall’opera dello spirito di Maria.

    La lode a Dio nasce nello spirito ed è espressa dall’anima. Lo spirito di Maria riempito di gioia nel Signore (gioia che è infatti il frutto dello Spirito di Dio) si esprime dalla manifestazione della sua anima che magnifica il Signore.

    Essa ha quindi vissuto ed ha agito nel suo spirito il quale ha diretto l’espressione della sua anima.

    Qui iniziamo a vedere che le funzioni dello spirito e dell’anima sono connesse ma sono diverse.

    Maria magnifica il Signore nella sua anima ma ha prima gioito e sperimentato la presenza di Dio nel suo spirito. Non possiamo mai esprimere Dio partendo solo dall’anima. Potremo provare a copiare la presenza di Dio tentando di essere buoni e bravi ma questo è in realtà essere privi dal poter esprimere Dio, questa sarebbe religione. Ricordiamoci che Gesù disse alla donna Samaritana che è necessario adorare o meglio servire Dio in spirito e verità ( Giovanni 4:21-24). Se quindi lo spirito non è vivo in una persona non può adorare, servire e conoscere e quindi esprimere Dio come Dio desidera o meglio come una persona dovrebbe.

    Quindi l’espressione di Dio in noi deve originare nel nostro spirito e Dio è l’originatore e la nostra anima è il canale o il veicolo con cui esprimiamo Dio nella nostra vita.

    Però per esprimere Dio nella nostra anima dobbiamo in realtà conoscere Dio come Egli è. Conoscendo Dio per come Egli è, causa tramite il nostro spirito e poi la nostra anima (psiche), l’espressione di Dio nella nostra vita in modo corretto e non falso ed erroneo. Ecco esattamente perchè Gesù disse che i veri adoratori devono adorare Dio in spirito sì, ma anche in verità. Quale e che cosa sia la verità penso che a questo punto lo dovremmo sapere, come detto Gesù è la verità se come disse Lui in Giovanni 17:17 la parola di Dio è verita.

    Conoscre quindi i pensieri e la volontà di Dio deve partire dallo spirito ma l’anima, la psiche, la mente è coinvolta grandemente in questo processo e se questa parte umana non è quindi rinnovata dalla parola di Dio, cioè la verità non si risucirà ad esprimere Dio nel modo giusto.

    Solo la parola di Dio la quale è la spada dello Spirito può rinnovare la mente e lo spirito deve essere vivo ed in contatto con Dio perchè questa cosa avvenga, ecco perché troviamo questo scritto in:

    Romani 8:5-9 Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito. 6 Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. 7 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. 9 Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete più nella carne ma nello Spirito. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui.

    Dal passo di Ebrei 4 quindi si capisce che lo spirito e l’anima sono così interconesse che entrambe hanno bisogno che la parola di Dio, la spada dello Spirito, li divida e li separi. Questo è perchè la nostra psiche, cioè la mente che appunto è stata programmata dalla nostra natura peccaminosa e dalle filosofie del mondo deve essere rinnovata e deve diventare conforme alla mente di Dio. Questo può avvenire soltanto mediante il lavacro e la riprogrammazione della mente mediante lo Spirito e la parola.

    La parola di Dio quindi è ciò che è in grado di dividere i nostri pensieri e di separare l’umano dallo spirituale. Lo spirituale lo possiamo conoscere solo mediante la conoscenza di Dio come Egli si rivela nella Sua parola e solo tramite la conoscenza corretta della parola di Dio.

    Questa è la conlcusione, Dio è Colui che rinnova la nostra mente, ma lo fa solo attraverso e con la Sua parola e non in qualsiasi altro modo.

    Se non leggiamo, studiamo e meditiamo la Parola di Dio la quale certamente è compresa solo se c’è la presenza attiva dello Spirito di Dio nel nostro spirito, tuttavia, non può essere correttamente tradotta o trasferita in comportamento divino e in comprensione da parte della mente a meno la mente sia in realtà rinnovata dalla parola stessa.

    Come si vede quindi siamo in grado di collegare questo concetto al rinnovo della mente mediante la parola di Dio, la parola di Dio ci insegna a distinguere tra i pensieri umani e quelli spirituali.

    Senza questo compito che svolge solo la parola di Dio, non saremmo mai in grado di dividere o di modificare e cambiare i nostri pensieri e quindi i nostri comportamenti nel modo giusto.

    Poi l’autore della lettera agli Ebrei ci dice anche che la parola di Dio è quella che discerne i nostri pensieri che rende chiara a noi quale sia la natura di essi.

    Il potere della verità è “adatto” per rivelare le sensazioni segrete dell’anima. Non c’è alcun effetto prodotto per risvegliare un peccatore; nella sua convinzione, nella conversione e nella santificazione, che la verità di Dio non possa produrre.

    La verità di Dio non è come purtroppo molti dichiarano, parola morta e nemmeno è adatta a rendere le persone “peggiori” o progettata solo per mostrare la propria “debolezza”, o essere una mera occasione in cui lo Spirito Santo agisce sulla mente; è invece sempre adatta nella sua natura divina per produrre gli effetti che si producono per risvegliare, convertire e santificare l’anima. Appunto, l’anima cioè la mente.

    La verità quindi deve essere predicata, insegnata e studiata con la consapevolezza che essa ci è data per questo scopo. Quando è insegnata e studiata pertanto si dovrebbe arrivare a comprendere la natura della mente ed i sentimenti morali di una persona.

    Quindi, come si vede la verità è in effetti la sana dottrina e la sana dottrina è la verità e la verità di Dio è sempre amorevole.

    Anche in questo caso, affermare che la dottrina sia poco amorevole è davvero una brutta cosa da pensare e credere, la verità di Dio è amorosa e tutti ne abbiamo bisogno. Coloro che disprezzano la dottrina e la ignorano non sono, per lo meno, spiritualmente maturi.

    Al peggio sono o falsi maestri che hanno un vero e proprio disgusto per la verità di Dio oppure persone a cui gli è stato insegnato ed hanno creduto a false dottrine e che poi le insegnano semplicemente per ignoranza, tuttavia, sono comunque ancora falsi maestri i quali danneggiano la vita di altri credenti così che le loro menti non sono rinnovate e non arrivano mai alla vera conoscenza di Dio.

    Amare Dio non è di per sé solo ciò che è necessario per crescere e maturare e sapere come Egli è. Amare Dio in realtà è dimostrato in molti modi e non solo con sentimenti e un modo specifico è amando Lui attraverso la amorevole osservazione, studio e meditazione della Sua Parola.

    Un amore semplicemente emotivo per Dio può sembrare cosa buona ed anche necessario, ma la vera dimostrazione di amore per Dio è infine quella di obbedirlo osservando la Sua parola.

    Obbedire Dio non è infatti legalismo è invece amore dimostrato in azione o meglio in fede.

    Questo è dimostrato e confermato da Gesù ed anche dagli apostoli.

    Giovanni 14:15 “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.

    Giovanni 14: 23-24 Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Egli che non mi ama non osserva le mie parole: e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

    1 Giovanni 5: 1-3 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio: e ognuno che è da Lui generato ama anche chi è stato generato da Lui. 2 Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i Suoi comandamenti. 3 Perchè questo è l’amore di Dio,osservare i suoi comandamenti; ed i suoi comandamenti non sono gravosi.

    Molto bene, ora abbiamo affrontato queste questioni le quali sono spesso delle problematiche che causano i credenti a vacillare nel compito di mettere importanza nella Parola di Dio soltanto tramite la quale possono ottenere la loro trasformazione e il rinnovamento della loro mente, possiamo ora guardare agli altri modi che ci fanno capire come possiamo essere trasformati rinnovando la nostra mente.
    Abbiamo visto fin ora che non essere conformi alle vie del mondo ed essere trasformati a somiglianza di Cristo, si verificherà solo se e quando rinnoviamo la nostra mente con la parola di Dio. La parola di Dio è quindi l’unico modo con cui possiamo realizzare questo traguardo.

    Abbiamo visto anche che le vie di questo mondo sono negative ed influenzano negativamente la nostra mente e ci programmano a credere cose contrarie alla parola di Dio. Abbiamo inoltre visto che queste ideologie e queste filosofie influenzano il nostro modo di pensare che poi influenza il nostro comportamento.

    Queste cose sono tutte le cose che orgogliosamente si esaltano contro la conoscenza di Dio e che effettivamente costruiscono fortezze, muraglie intorno al nostro processo di pensiero nelle nostre menti.

    C’è un passo molto importante che dobbiamo adesso esaminare che ci descrive questo esatto problema e come possiamo risolvere questo problema nella nostra vita.

    2 Corinzi 10:3-5 Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4 perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, 5 affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo.

    Paolo dice qui che sebbene camminiamo nella carne non combattiamo secondo la carne. Cosa significa questo? Come è possibile camminare nella carne quando la parola di Dio ci comanda di non camminare nella carne?

    Ecco un ottimo esempio di come si possa fraintendere la parola di Dio quando non la studiamo nel modo corretto. Se la parola di Dio in effetti ci dice di non camminare nella carne, come è allora che qui Paolo è in realtà implica che stiamo in effetti camminando nella carne? Infatti Egli si include in questo cammino come lo chiama lui secondo la carne.

    Ci sono due significati della parola carne e, quindi anche della parola carnale nelle Scritture del Nuovo Testamento.

    Un uso della parola carne è quando viene impiegato per descrivere la natura peccaminosa delle persone che non sono credenti, in altre parole quelli che non sono nati di nuovo dallo Spirito.

    Troviamo queste distinzioni, per esempio in altre parti del libro di Romani e le abbiamo già studiate.

    Rivediamo questo concetto ancora una volta perché è relativo al nostro studio in questo passo.

    Per esempio andiamo a vedere il passo di Romani 6:6 sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato.

    Questo versetto e il precedente ci insegnano che noi che siamo rinati nasciamo di nuovo perché il vecchio uomo è morto, è stato crocifisso con Cristo, in modo che il corpo del peccato possa essere distrutto e in modo che non dovremmo più servire il peccato.

    Quello che Paolo ci insegna qui è che il vecchio uomo è in effetti la nostra natura peccaminosa che ci ha tenuti schiavi del peccato e ci ha fatto morire spiritualmente, cioè essere spiritualmente morti e ci ha fatto desiderare di obbedire ai nostri desideri peccaminosi, questo uomo qui è morto con Cristo e ora abbiamo una nuova vita.

    Questo significa che siamo nati di nuovo dallo Spirito di Dio, e non siamo più nella carne e non stiamo camminando più in quella vecchia natura peccaminosa che è anche chiamata carne.

    Vediamo meglio questo concetto spiegatoci in:

    Romani 8:1-9 Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito, 2 perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. 3 Infatti ciò che era impossibile alla legge, in quanto era senza forza a motivo della carne, Dio, mandando il proprio Figlio in carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, 4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito. 5 Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito. 6 Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. 7 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. 9 Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete più nella carne ma nello Spirito. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui.

    Vedete ciò che Paolo dice alla fine nel versetto 9? Dice che non siamo più nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita in noi, perché se non abbiamo lo Spirito di Cristo non gli appartieniamo nemmeno, il che significa che, quando siamo nati di nuovo non siamo più nella carne, non è che non siamo più in grado di agire in modo carnale e ancora di peccare, ma significa che la carne non è più la nostra condizione e la nostra posizione spirituale, non siamo più morti nei nostri peccati, ma siamo vivi in Cristo e vivificati dal suo Spirito.

    Quindi camminare nello Spirito significa semplicemente che non siamo più nella carne come nostro status e posizione.

    Questo è un tipo di uso della parola carne o carnale. Significa quindi la nostra vecchia natura peccaminosa la quale non abbiamo più perchè è stata crocifissa con Cristo.

    Guardate questo è esattamente ciò che Paolo dice in:

    Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

    Quindi vediamo in questo passo l’altro modo in cui viene usata la parola carne. Deve essere chiaro che Paolo usando la parola carne qui non la utilizza allo stesso modo in cui la ha usata in Romani 8. In Romani 8 significava non essere nati di nuovo o essere ancora in uno stato carnale cioè nello stato naturale vedi anche 1 Corinzi 2:14.

    Qui invece la parola carne significa la vita che Paolo e anche noi ora viviamo nel nostro corpo umano, che nella Scrittura è usato in modo sinonimo con l’uso della parola carne o membra o corpo.

    Così vediamo che la parola carne può significare la persona non salvata, lo stato della natura peccaminosa di una persona ma anche i nostri corpi naturali fatti di carne, chiamati nella Scrittura anche membra.

    Questo è molto importante perché per esempio ci aiuta a capire ancora meglio ciò che Paolo sta dicendo in Romani 7,dove dice questo:

    Romani 7:18-25 Infatti io so che in me, cioè nella mia carne,(corpo) non abita alcun bene, poiché ben si trova in me la volontà di fare il bene, ma non trovo il modo di compierlo. 19 Infatti il bene che io voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20 Ora, se faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. 21 Io scopro dunque questa legge: che volendo fare il bene, in me è presente il male. 22 Infatti io mi diletto nella legge di Dio secondo l’uomo interiore (uomo spirituale, la parte nata di nuovo)23 ma vedo un’altra legge nelle mie membra,(corpo) che combatte contro la legge della mia mente e che mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.(corpo) 24 O miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte? 25 Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Io stesso dunque con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne (corpo) la legge del peccato.

    Ora si potrebbe riformulare l’intero brano così: perché io so che nel mio corpo non abita alcun bene versetto 18, poi nel versetto 21 dice che il peccato abita in lui, ma dove abita il peccato in lui?

    Nel suo corpo, nella sua carne. Paolo dice poi che egli si diletta nella legge di Dio secondo l’uomo interiore, poteva dire questo solo se fosse già nato di nuovo, perché Romani 8:6 ci dice questo:

    Perché la mente carnale è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio, e neppure può esserlo.

    Se non fosse stato nato di nuovo qui il suo uomo interiore non avrebbe avuto gioia nella legge di Dio, allora Paolo ci dice che egli vede un’altra legge attiva nel suo corpo o carne o membra, che combatte contro la legge della sua mente cioè l’uomo spirituale, è il suo corpo che lo rende schiavo della legge del peccato che è nelle sue membra, carne o corpo.

    Come si vede quindi la mente di Paolo però è spirituale, il che indica che egli parla come un uomo nato di nuovo, perché egli stesso conferma in Romani 8:6 che la mente dei carnali, cioè quelli non salvati, quelli che non sono persone spirituali non possono piacere a Dio. Infatti Paolo dice che la loro mente non si sottomette alla legge di Dio né alla Sua parola. In altre parole non vuole sottomettersi!

    Paolo esclama nella sua disperazione, chi lo libererà dal peccato che ancora opera in lui a causa del suo corpo? Paolo chiama il suo corpo un corpo di morte.

    Ovviamente non sta parlando qui di morte eterna e spirituale, ma di morte fisica. Anche il corpo del nato di nuovo muore e muore a causa di che cosa? Quale è la ragione che muore? Muore a causa del peccato che è ancora presente in esso ed è per questo che il corpo ci causa ancora di peccare perchè contiene il peccato.

    Abbiamo già visto nel nostro studio di Romani 7 e 8 che è Gesù che ci libera da tutti i nostri peccati e dalla morte e dal corpo del peccato, perché Egli darà al nostro corpo mortale nuova vita nella resurrezione, ed è quello che Paolo ci sta insegnando in Romani 8.

    Romani 8:11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

    Dio fa questo anche nella nostra vita attuale. Se noi lasicamo che lo Spirito Santo ci guidi e ci sottomettiamo a Lui, per non camminare in modo carnale, Dio vivificherà i nostri corpi mortali non solo nella resurrezione, ma saranno anche conservati da una, chiamiamola , prematura morte fisica,
    vedi 1 Corinzi 11:30-33.

    Vediamo che Paolo ci ha già detto all’inizio di Romani 8 che se un uomo è in Cristo non è più sotto la condanna spirituale, ma per un credente camminare in modo carnale vuol dire che la morte fisica è ancora una rischiosa conseguenza della severa disciplina di Dio.

    Tuttavia, i nostri corpi sono la parte di noi che Dio ancora giudica in questa vita a causa del peccato che ancora è in essi che Dio vivificherà e trasformerà nella resurrezione del corpo. Quindi questo significa che i nostri corpi saranno trasformati e resi immortali e non conterranno più il peccato,
    vedi 1 Corinzi 15:36-57.

    Quello che si capisce quindi è che la parola di Dio parla di due tipi di carne, la natura peccaminosa dell’uomo che non redenta e il corpo di carne che tutti gli esseri umani hanno.

    Quindi la carne e il carnale di cui Paolo sta parlando in 2 Corinzi 10:3-4 e non significa che egli stia dicendo che i credenti devono o possono camminare in modo carnale, come invece molti credenti fanno.

    Camminando nella carne qui significa la vita che noi viviamo nei nostri corpi umani in questa vita.

    La nostra vita corporea, Paolo ci sta dicendo in sostanza, che dobbiamo vivere con i nostri corpi al fine di vivere in questo mondo ma che non guerreggiamo in un modo umano o con pensieri o mezzi umani.

    Infatti dobbiamo combattere in un modo totalmente opposto rispetto al carnale o in modo umano.

    Paolo ci dice che le armi con le quali dobbiamo combattere non sono carnali, ma potenti armi in Dio. Esse in realtà sono le armi potenti che Dio ci ha dato e non sono armi umane.

    Paolo menziona ciò che queste armi sono in Efesini 6 e ci ha anche spiegato chi stiamo combattendo in questa battaglia, in questa guerra spirituale.

    Le armi sono spirituali e i nostri avversari e il loro potere non sono in effetti esseri umani in natura.

    Diamo un’occhiata infatti a ciò che Paolo ci ha detto in Efesini 6.

    Efesini 6:10-17 Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. 11 Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo, 12 poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti. 13 Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. 14 State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, 15 e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace, 16 soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. 17 Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio

    Questo passo è una chiave per consentire di capire meglio quello che Paolo ci sta dicendo in
    2 Corinzi 10: 3-5.

    Non voglio entrare nel merito di un insegnamento espositivo e approfondito di ogni parte dell’armatura di Dio in questo studio, ma è possibile usufruire degli insegnamenti per quanto riguarda l’armatura di Dio riportati sul nostro sito.

    Tuttavia, diamo uno sguardo a questo passo e vediamo come ci aiuta a comprendere meglio
    2 Corinzi 10: 3-5.

    Paolo anche qui ci dice di essere forti ma non ci dice di cercare le nostre forze in noi stessi o cercare di trovare qualche tipo di forza interiore umana o avere qualche atteggiamento o pensiero positivo, piuttosto ci dice di essere forti nel Signore e nella forza della Sua potenza.

    Possiamo trovare forza interiore, ma non è la nostra forza, non è la forza umana, è la potenza di Dio presente in noi nella presenza della persona dello Spirito Santo.

    Non dimentichiamo che Egli è il nostro aiuto, lo Spirito è Colui che viene inviato per essere al nostro fianco per sempre anzi che è in noi.

    Ecco perché la Parola di Dio ci dice che è secondo la Sua potenza che opera potentemente in noi mediante lo Spirito Santo che Egli opererà in noi.

    Ci sono diversi passi che ci aiutano a comprendere meglio questo concetto.

    Efesini 3:20 Or a colui che è capace di fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo, secondo la potenza che opera in noi,

    Colossesi 1:29 e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza.

    Questi passi sono molto interessanti e importanti in quanto ci permettono di vedere il paradosso di Dio cioè che Dio opera potentemente in e attraverso di noi, eppure Paolo ci sta dicendo anche che era lui stesso che si stava affaticando e stava lavorando. È infatti Dio che opera in noi e attraverso di noi, ma noi siamo comunque coinvolti e volenterosi in questo processo.

    Paolo dice che era lui che lavorava intensamente eppure era Dio che produceva i risultati. Credo che si capisca bene questa cosa come la chiave per capire come Dio opera in noi.

    Egli lo fa quando abbiamo la corretta mentalità e atteggiamento e quando realmente andiamo avanti obbedendo a Dio, cioè vivere per fede. Quando facciamo questo Dio ci dà il potere di fare secondo la Sua volontà. Pertanto, quando si capisce che cosa dobbiamo fare e lo facciamo obbedientemente Dio ci darà la forza per compiere la Sua opera e sarà Lui che porterà avanti i risultati.

    C’è un altro meraviglioso passo che ci illumina su questo e lo troviamo in:

    2 Corinzi 4: 7 Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l’eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi.

    Paolo sta dicendo che abbiamo il tesoro del Vangelo, il dono di Dio, lo Spirito Santo, lo Spirito di Cristo in vasi di terra, questo è un altro termine che descrive i nostri corpi mortali e terrestri.

    Questo passo descrive i nostri corpi come vasi, contenitori di argilla, contenitori fragili, che facilmente si possono rompere e danneggiare, ma che comunque contengono una grande potenza in essi la cui eccellenza del potere è di Dio e non nostra.

    Quindi dobbiamo trovare la nostra forza in Dio ed in Dio soltanto, dobbiamo quindi andare avanti nella Sua potenza e nella Sua forza.

    Quindi, tornando ad Efesini 6, dobbiamo essere forti cercando la forza di Dio che è così facilmente disponibile per noi perchè è infatti dentro di noi, ma non provienente da noi.

    Tutto questo essere forti da noi stessi e usare la nostra forza di volontà come il mondo ci insegna come una fonte di forza personale in realtà non può mai renderci forti nelle avversità e contro il male.

    Dobbiamo invece riconoscere che siamo deboli vasi di terra, fragili e facilmente danneggiabili, infatti potremmo frantumarci a pezzi sotto la grande potenza del nostro nemico e sarebbe così se non fosse per il potere di Dio che opera in noi e per noi.

    Se non fosse per la potenza di Dio non riusciremmo mai a sopportare la potenza del diavolo e dei suoi demoni e non riusciremmo mai a vincere il mondo, le sue filosofie sarebbero troppo travolgenti e saremmo sballottati alla deriva come una nave in una tempesta.

    Da soli cederemmo al costante fragore e percosse delle onde nemiche e dovremmo capitolare sotto il peso dei suoi attacchi. Da soli non siamo in grado di resistere alla potenza del diavolo e dei suoi angeli, da soli non possiamo resistere alla forza magnetica del mondo. Spesso è difficile resistere il nemico quando abbiamo Dio nella nostra vita ci si può immaginare quanto sia impossibile quando Dio non c’è.

    La gente è completamente controllata e dominata dal diavolo e da i suoi servi. Come è quindi possibile che essi ancora spesso rendono le cose difficili per noi anche con Dio nella nostra vita?

    Certamente non è colpa di Dio e non è che Dio sia impotente, ma è perché siamo noi che non camminiamo per fede, ma camminiamo per vista.

    Questo accade perché non ci sottomettiamo a Dio e quindi non abbiamo il potere di resistere al diavolo come dovremmo.

    I migliori modi con cui il diavolo intrappola i cristiani tra l’altro non è di solito con ovvie tentazioni al peccato, anche se le può usare quando sa che funzioneranno. Lui sa però che potremmo benissimo resistere al peccato quando è evidente e aperto poiché lo riconosciamo come tale, ma purtroppo non sempre resistiamo anche a quello. Se comunque riconosciamo un pericolo imminente e ovvio siamo sicuramente più inclini ad evitarlo.

    Il nostro nemico invece intrappola credenti meglio usando ideologie e filosofie ingannevoli, con il controllo della mente e sì, siamo di nuovo qui, per il credente la strategia ingannatrice del diavolo migliore sono false ed erronee dottrine.

    Questo è lo strumento migliore per ingannare il credente. Inoltre, senza la sana dottrina insegnata un credente sarà vulnerabile ai modi più sottili del mondo, alle filosofie e le ideologie mondane che, purtroppo, molti credenti ancora accettano e credono.

    La più grande arma che il diavolo usa contro i credenti è la versione corrotta della verità attraverso la quale egli poi introduce ideologie e filosofie mondane riconfezionate e attraverso le quali è poi in grado di proiettare un’immagine errata di Dio. Questo fa sì che il credente a non cresca e maturi correttamente e quindi non arriva ad avere la mente di Cristo, che è quello che stiamo discutendo qui, cioè il rinnovamento della mente.

    Giacomo ci dice una delle cose che sono essenziali per la comprensione di come dobbiamo e possiamo avere vittorie contro il diavolo e le sue filosofie.

    Giacomo 4:4-7 adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia con Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. 5 Voi pensate che la Scrittura dichiari invano, Lo spirito che abita in noi brama fino alla gelosia? 6 Ma egli dà maggior grazia. Perciò dice: Dio resiste i superbi, ma dà grazia agli umili. 7 Sottomettetevi dunque a Dio. Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.

    Vediamo che molte persone fanno affermazioni a casaccio riguardo a questo passo spesso utilizzando solo la seconda parte del versetto sette.

    Citano il passo e dicono: “Resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi”.

    Tuttavia seppure questo è vero, è comunque impossibile resistere al diavolo unicamente cercando di resisterlo. Questi che dichiarano questa cosa da sola escludono però la prima parte dell’ intero passo che è in realtà la chiave per poter poi resistere al diavolo in maniera efficace.

    Non possiamo solo resistere al diavolo senza capire prima di tutto che non possiamo essere amici del sistema mondano e delle sue ideologie e che dobbiamo umiliarci dinanzi a Dio ed Egli ci darà grazia così che quando ci sottomettiamo fedelmente a Dio e cominciamo a ragionare come ragiona Dio ed ad essere d’accordo con Lui, allora non saremo amici del mondo, ed è allora e solo allora che possiamo resistere al diavolo in modo efficace e allora e solo allora egli fuggirà da noi.

    Il diavolo ama quando citiamo la Scrittura e cerchiamo di applicarla senza comprenderla appieno, ama questo perché sa che non la stiamo usando nel modo corretto e che solo questo non lo fermerà mai. Inoltre ride perchè stiamo cercando di resisterlo mentre siamo disubbidienti a Dio, questo non farà mai fuggire il diavolo da noi.

    Questo è il motivo per cui è così importante conoscere la parola di Dio correttamente e conoscere la vera e sana dottrina, perché quando la conosciamo la si può applicare nel modo giusto.

    Gesù ci ha insegnato questo quando fu tentato dal diavolo nel deserto. Satana cercò di citare la Scrittura a Gesù per ingannarlo, ma lui la citò fuori contesto, Gesù invece la citò nel giusto contesto così che in questo modo potè resistere al diavolo ed egli infatti fuggì da Lui.

    Gesù stesso si è prima sottomesso a Dio ed ha poi usato la parola di Dio in maniera corretta per resistere al diavolo. Il solo modo con cui possiamo resistere il diavolo è solo usando la spada dello Spirito, la parola di Dio nel modo corretto, che è infatti ciò che Gesù ci ha insegnato nell’episodio della Sua tentazione. Egli in realtà ci ha insegnato in pratica ciò che Giacomo ci sta dicendo qui.

    Sottomettersi a Dio e poi resistere al diavolo.

    Quindi, la potenza e la forza nella quale Paolo dichiara di stare fermi è la potenza di Dio e non i nostri deboli tentativi di essere forti per conto nostro.

    Paolo poi dice: indossate tutta l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo.

    La parola insidie sono i suoi mezzi pericolosi, questo significa: stratagemmi subdoli e astuti impiegati nella manipolazione per convincere qualcuno a fare ciò che si vuole.

    Gli inganni del diavolo sono astuti e accorti.

    Vedete che ora si comincia a capire che tutto ciò che il diavolo fa per ingannarci ha a che fare con una cosa molto specifica, il controllo e l’inganno della mente.

    Gli inganni si verificano nella nostra mente, il vero campo di battaglia dove veramente avviene il vero combattimento spirituale accade nella mente degli uomini.

    Le battaglie sono sempre per lo più nella mente, il nostro nemico cerca di ingannarci e può farlo quando non abbiamo la mente di Cristo. Egli può ingannare tutti, non siamo immuni ai suoi inganni solo perchè siamo credenti, altrimenti queste istruzioni bibliche ed avvertimenti non avrebbero senso.

    Invece siamo sempre tutti vulnerabili agli inganni del diavolo perché questo è esattamente quello che sono, inganni e sono seminati nella chiesa in special modo attraverso la corruzione della verità di Dio.

    Satana inganna il mondo in tanti modi, ma il suo metodo preferito per ingannare i credenti è di corrompere, cambiare, modificare e confondere la parola di Dio. Egli ha sempre fatto questo sin dall’inizio. Quando ha ingannato Eva è così che lo ha fatto. Ha seminato dubbi nella sua mente, mettendo in discussione la parola di Dio, mettendo dubbi in lei riguardo al fatto che Dio avesse veramente detto quello che ha detto.

    Quando il dubbio fu seminato ha poi effettivamente ingannato Eva, lo ha fatto screditando ciò che Dio ha detto e nel modo in cui lo ha detto e poi ha proceduto dicendo ad Eva che c’era un altro significato a ciò che Dio ha detto e che Dio stava nascondendo loro la verità.

    Vediamo che questo è ancora come lo fa oggi, egli semina dubbi nella mente dei credenti e comincia a mettere in discussione ciò che Dio dice nella Sua parola, poi semina una falsa dottrina, la sua, la quale è per molti più attraente alla carne che allo spirito. Egli cambia le verità spirituali con idee del mondo e le fa passare come parola di Dio. Questo è quello che fa oggi in special modo attraverso falsi maestri.

    Ci sono molte persone che ancora oggi insegnano e profetizzano e storcono le parole di Dio rendendole infine più attraenti alla carne degli uomini, anche questo è un frutto avvelenato. Il diavolo confonde la verità di Dio iniettando in essa ideologie mondane, piega e storce la verità mantenendo il significato simile all’originale, ma iniettando in esso le sue bugie.

    Per la carne dell’uomo tutto questo va bene, così nella maggior parte dei casi le falsità vengono accettate come la verità.

    Dio però ci ha dato una armatura spirituale, questo armamento è ciò che Paolo sta descrivendo anche nel passo di 2 Corinzi 10, quando dice che le armi della nostra guerra non sono carnali, non sono umane, hanno una forza soprannaturale e la potenza di Dio.

    Questo è l’intendimento che stiamo ottenendo da queste connessioni che sono sorprendenti e collegate a quello che stiamo studiando per quanto riguarda il rinnovamento della nostra mente, perché in caso avete dimenticato, questo è ciò che stiamo imparando, cioè come e perché la nostra mente ha bisogno di essere rinnovata.

    Così ora anche in Efesini 6 abbiamo visto finora che dobbiamo rimanere fermi e resistere al male nella potenza di Dio e nella Sua forza, poi vediamo come possiamo essere in grado di sfruttare la potenza di Dio come Paolo ci dice, cioè abbiamo armi spirituali, una aramatura della quale abbiamo bisogno di essere a conoscenza.

    Per quanto si comprende questo è ciò che Paolo menziona in 2 Corinzi10.

    Comprendiamo quindi che il campo di battaglia o nella guerra spirituale che si lotta da credenti questa non avviene tanto fuori da noi ma occorre invece nella nostra mente, la vera battaglia è per il controllo della nostra mente, il nostro modo di pensare, ed è per questo che alcuni detti a cui siamo abituati sono effettivamente veri, come quello che ci dice che una mente inattiva è l’officina del diavolo.

    Questo è il motivo per cui il diavolo è anche chiamato il nemico della nostra anima. Ricordate che la nostra anima è infatti anche la nostra mente.

    La nostra mente non può essere inattiva o pigra, ma deve essere occupata con le cose di Dio ed essere riempita con la parola di Dio. Ricordate ciò che re Davide disse nel Salmo 1?

    Salmi 1: 1-2 Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori e non siede nel banco degli schernitori. 2 Ma il suo diletto è nella legge del Signore; e nella sua legge medita giorno e notte

    Questo passo è un infatti l’equivalente nel Vecchio Testamento a Romani 12: 2 siccome si parla della stessa cosa.

    Non conformarsi alle vie del mondo ma essere trasformati mediante il rinnovamento della mente, perché è così che Dio ci trasforma, rinnova la nostra mente, attraverso la Sua parola, quando ci dilettiamo in essa ed abitiamo in essa e in essa meditiamo giorno e notte.

    Quando meditiamo, studiamo e leggiamo la Parola di Dio, Dio rinnova la nostra mente, se non lo facciamo allora il diavolo sicuramente otterrà un punto d’appoggio nei nostri pensieri e comincierà a corrompere i nostri pensieri.

    Quindi, ora che abbiamo capito questo concetto, Paolo ci dice che la nostra guerra spirituale non è come molti pensano che sia. Pertanto non combattiamo contro esseri umani per modo di dire, ma la nostra guerra è invece contro i seguenti nemici:

    Efesini 6:12 contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori delle tenebre di questo mondo, contro la malvagità spirituale nei luoghi celesti.

    Gli agenti umani che operano la volontà e le opere di Satana sono solo le sue pedine, la nostra guerra in realtà non è contro di loro come esseri umani di per se anche se così appare ed in un certo senso è. Invece la nostra battaglia in realtà è contro i poteri spirituali che controllano queste persone. Questi sono i poteri sono i governanti e i principati e sono forze spirituali della malvagità nei luoghi celesti.

    Cosa sono e quali sono i luoghi ai quali Paolo fa riferimento qui?

    Più alta è la posizione spirituale del potere malvagio e del principato nel regno spirituale più elevata sarà anche nel regno umano.

    Satana pone questi in posizioni di potere nel mondo. Molti capi di istituzioni importanti sono controllati da poteri, governatori e principati spirituali malvagi.

    Vediamo come questo si traduce nel regno mondano e poi vedremo come Satana li controlla.

    Diamo un’occhiata ai principati e le potestà, chi potrebbero essere visibilmente nella sfera umana?

    Questi spiriti maligni che hanno una posizione gerarchica nel dominio di Satana e che ognuno di essi controlla quelle persone che sono in posizione di potere nel mondo.

    Questi sono per esempio, governanti di ogni tipo, a cominciare dai leader religiosi ed i capi di stato, per poi andare ad ogni livello di posizione di potere che possiamo osservare nel mondo; i funzionari dei governi ad ogni livello, capi di organizzazioni in particolare il sistema di istruzione pubblica ma anche privata, giudici, capi di grandi aziende e società, i capi di qualsiasi tipo di organizzazione che può influenzare ed avere potere sulla gente come anche i media e il mondo dello spettacolo.

    Questo è dove e come Satana posiziona i suoi servitori, ma non dobbiamo e non possiamo solo vedere l’agente umano che è visibile, ma ciò che è in effetti invisibile, cioè coloro che controllano spiritualmente queste persone. Questo è ciò che Paolo ci sta dicendo qui.

    Ora voglio farvi notare come ho detto prima, i leader religiosi, perché? Dato che le religioni non sono la vera chiesa cioè il corpo di Cristo. Il capo della vera Chiesa è Cristo e non un uomo.

    In ogni caso, i leader religiosi sono forse quelli che hanno la maggiore influenza sulle masse, la seconda categoria sono quelli che controllano la pubblica istruzione, i media e anche lo sport e lo spettacolo, queste categorie forse hanno la più grande influenza sulla gente, dopo la religione.

    Prendiamo il Papa per esempio, la chiesa riformata crede in realtà che egli sia l’Anticristo, che esso sia o no tuttavia dobbiamo renderci conto che lui non è affatto un agente divino e lui e il suo esercito di Cardinali, Vescovi e sacerdoti stanno ingannando miliardi di persone attraverso il controllo mentale. Sicuramente il Papa è un tipo di anticristo infatti tutto il sistema di religione Romana lo è.

    Prendiamo anche i religiosi musulmani dagli ayatollah agli imam ed ai mullah, questi hanno un influenza e un controllo enorme su miliardi di persone e stiamo vedendo come in realtà tutto questo si sta traducendo sul palcoscenico mondiale. Anche questo sistema è anticristo e opera in congiunzione con il sistema Romano anche se appare diverso, non lo è affatto.

    La scuola, i sovrintendenti, presidi, rettori, professori e gli insegnanti hanno un grande controllo ed influenza sulla mente e i pensieri di miliardi di persone.

    Questi agenti umani sono molto, molto pericolosi in quanto essi controllano la mente delle persone dal momento in sono bambini fino al momento in cui sono giovani adulti e quanti danni pensate che questi possano fare in questi anni quando le persone sono più influenzabili e malleabili?

    Questi agenti di Satana quindi causano moltissimi danni alla psiche umana, danni quasi irreversibili.

    Così ognuno di questi agenti sono posti in posizioni di potere, di autorità e di governo e questi sono quelli di cui Paolo sta parlando.

    Ora, la domanda è questa: come è che questi principati, poteri e governanti dominano le masse?

    Abbiamo già visto questo avviene è attraverso il controllo ingannevole della mente. Certo che la battaglia per l’anima dell’uomo è infatti la battaglia per la mente perchè in realtà sono la stessa cosa.

    Se notate tutte le figure autorevoli che abbiamo elencato sono messe lì per influenzare il modo di pensare della gente tramite indottrinamento, propaganda e manipolazione di pensiero.

    Il posto migliore dove Satana può piazzare i suoi spiriti malvagi è ovviamente in posizioni di potere e di autorità in modo che egli possa avere il maggiore impatto nel mondo tramite appunto la manipolazione mentale e la propaganda.

    Egli dopo tutto è chiamato il principe di questo mondo. La parola di Dio dice che il mondo intero è nel dominio del malvagio 1 Giovanni 5:19.

    Così la guerra che dobbiamo intraprendere non è in effetti strettamente contro gli agenti umani attuali tanto quanto i poteri malvagi che li controllano, in realtà è contro gli inganni malvagi e le malvagie filiosofie che vengono seminate nella mente delle persone e purtroppo siamo tutti in un modo o nell’altro vulnerabili e sottoposti a queste ideologie, filosofie e false dottrine che questi seminano.

    Questo concetto è veramente portato ancora di più in primo piano nel passo di 2 Corinzi 10. Finora Efesini 6 ci ha aiutato a capire quali sono le nostre armi spirituali e chi sono i nostri nemici e abbiamo visto quale è il campo di battaglia e questo è ora confermato da Paolo quando dice in:

    2 Corinzi 10: 4-5 (perchè le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio per distruggere le fortezze;) 5 distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio, e portando in cattività ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo.

    Le armi sono l’armatura di Dio inclusiva della spada dello Spirito, la parola di Dio descritta in Efesini 6.

    Questi sono potenti armi di Dio e sono essenziali per fare che cosa? Per distruggere le fortezze e i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio.

    Se notiamo attentamente Paolo ci sta dicendo dove è che combattiamo la battaglia e ciò che dovremmo fare.

    Dove sono i capisaldi di cui Paolo sta parlando? Paolo dice di distruggere le fortezze ed i ragionamenti e tutto ciò che si esalta contro che cosa? La conoscenza, la conoscenza di che e di chi? Di Dio!

    Allora, qual è la sede della conoscenza? La mente. Che ci crediate o no la nostra mente è quella con cui si arriva alla conoscneza di tutto anche delle cose spirituali. Ricordate? Lo spirito deve essere vivo e attivamente collegato a Dio al fine di comprendere le cose spirituali, ma sono comunque solo comprensibili attraverso la nostra mente, che è anche chiamata la nostra anima.

    Le fortezze sono quindi costruite nella nostra mente e in realtà sono quelle che creano le immaginazioni o gli argomenti che si elevano contro ciò che può essere conosciuto di Dio e ciò che viene da Dio.

    Inoltre, il testo nel versetto 5 dice di prendere ogni pensiero prigioniero all’obbedienza di Cristo.

    Anche questo fatto indica che l’intero contesto del passo parla della mente.

    Così che la guerra spirituale nella quale siamo impegnati è contro le filosofie e le ideologie demoniache e mondane che sono seminate nella nostra mente e nella mente delle persone attraverso altri esseri umani che però sono controllati infine da poteri spirituali malvagi i quali vengono collocati in posizioni di potere e di controllo per controllare le masse in tale modo che così possano indottrinare il mondo con le loro distruttive ideologie e filosofie sataniche che poi creano la programmazione del pensiero che infine diventa una vera e propria fortezza nella mente delle persone.

    Questi programmi di pensiero sono fortezze potenti che hanno bisogno di essere tirate giù, demolite come dice Paolo, devono essere distrutte e in aggiunta sono vere e proprie immaginazioni, perché non sono realtà secondo la verità di Dio.

    Inoltre sono veri e propri argomenti, infatti notiamo come il mondo sostiene i suoi argomenti contro Dio e cerca di esaltare se stesso contro la vera conoscenza di Dio.

    Così come si vede questi due passi, 2 Corinzi10:3-5 ed Efesini 6:10-17 sono in realtà complementari tra di loro e parlano in realtà della stessa guerra spirituale.

    In realtà colleghiamo i due perhé 2 Corinzi 10:3 menziona armi spirituali, ma non specifica che cosa siano, mentre invece Efesini 6 ci spiega quali sono queste armi. 2 Corinzi 10 spiega dove la guerra spirituale è e quello che è ed Efesini 6 ci spiega chi sono i nostri veri nemici e come combatterli e poi
    2 Corinzi 10 ci spiega la base effettiva e la causa di ciò che dobbiamo distruggere e demolire nella nostra guerra usando le armi che il nostro Dio ci ha messo a disposizione le quali troviamo in Efesini 6.
    Infatti quando esaminiamo tutti i pezzi della armatura di Dio in Efesini 6 vediamo che in realtà tutti hanno a che fare con la lotta e la guerra contro ideologie e filosofie seminate nella nostra mente.

    Senza esaminare a fondo ogni pezzo di armatura vediamo se questo è vero.

    Il primo pezzo di armatura è: La Cintura della Verità.

    Da subito vediamo che dobbiamo avere padronanza della verità, la verità di Dio al fine di esporre e combattere le menzogne e gli inganni dei nostri nemici.

    Il secondo pezzo è: La Corazza della Giustizia

    Questo è più sottilmente connesso con la verità ed un esame più approfondito di questo pezzo di armatura definisce lo stato reale e anche il comportamento di un credente che è essenziale per la vera natura e posizione di un credente e della salvezza. Questi sono fatti che sono costantemente sotto attacco da parte delle menzogne del nemico che vuol seminare dubbi nella nsotra mente per quanto riguarda la giustizia del credente sia in posizione che in comportamento. Così la corretta comprensione di questo pezzo di armatura è essenziale per combattere le menzogne del nemico.

    Il terzo pezzo è: I Piedi Calzati con la Preparazione del Vangelo della Pace

    La corretta comprensione del vero e non del falso e compromesso Vangelo è essenziale perché esso solo è la potenza di Dio per salvare tutti coloro che credono. Una versione difettosa del Vangelo è l’inganno più subdolo del nemico, la corruzione del Vangelo e della parola di Dio è essenziale per il nemico da seminare nella mente delle persone. Ecco perché dobbiamo conoscere ed avere padronanza del vero Vangelo e portarlo in ogni luogo dove andiamo. Esso è la potenza di Dio per liberare le persone dal peccato e anche dalle dottrine erronee e dalle false religioni. Anche in questo caso vediamo come questo è collegato a coloro che sono ingannati dagli ingannevoli e bugiardi governanti religiosi.

    Il quarto pezzo è: Lo Scudo della Fede,

    col quale sarete in grado di spegnere tutti i dardi infuocati del maligno.

    Anche in questo caso notiamo che la nostra fede è non solo in Dio ma nella parola di Dio e nelle Sue promesse e queste agiscono come uno scudo per placare i dardi infuocati del diavolo e dei suoi servi.
    Anche questo è collegato al combattimento spirituale nella mente. Fede significa credere, il credente non crede solo in Dio, ma anche in tutto ciò che Dio dice. La nostra fede quindi è vivere per fede ed è credere in tutto ciò che Dio ci dice e ci promette. Ancora una volta vediamo che questo è collegato alla mente e alla parola di Dio. Senza questo scudo le menzogne e gli inganni dei nostri nemici ci trafiggeranno e ci faranno del male.

    Il quinto pezzo di armatura è: L’ Elmo della Salvezza

    La nostra salvezza è un elmo per noi in quanto protegge tutti i nostri pensieri, come l’elmo protegge la testa. La nostra testa è difatti dove risiede la nostra mente, il nostro cervello è la sede dell’anima in modo che la salvezza è l’inizio della liberazione delle nostre menti e la riprogrammazione corretta della mente. Senza la salvezza non si può mai sapere o capire la verità di Dio, ma anche come credenti dobbiamo capire la verità che riguarda la nostra salvezza. Dobbiamo capire che cosa significhi veramente essere salvati, comprendere e credere nella permanenza della nostra salvezza, questa è fondamentale perchè essere sicuri della nostra salvezza fa in modo che possiamo proteggere il nostro pensiero e con l’aiuto del pezzo successivo di armatura, la spada dello Spirito, possiamo demolire, distruggere tutte le fortezze, gli argomenti e le immaginazioni che i nostri nemici seminano nella nostra mente.

    Il pezzo successivo e l’ultimo è: La Spada dello Spirito, che è la parola di Dio.

    Tutti gli altri pezzi di armatura di Dio sono infine collegati a questo. Tutti gli altri sono dipendenti dalla corretta comprensione di quest’ultima. La parola di Dio è la verità, quindi è collegata ovviamente alla cintura della verità. La parola di Dio inoltre ci insegna la nostra vera posizione di giustizia in Cristo e ci insegna che cosa è il comportamento giusto e santo, quindi per questo è collegata alla corazza della giustizia. La parola di Dio è naturalmente collegata al Vangelo. Il Vangelo è una parte integrante della parola e della verità di Dio. La parola di Dio è collegata allo scudo della fede perché la nostra fede si basa sulla parola di Dio in quanto è generata dalla parola di Dio e la nostra fede è nella Parola di Dio e nelle Sue promesse. La parola di Dio è strettamente legata alla nostra salvezza siccome è la promotrice della salvezza e ci spiega la nostra salvezza e ci dà la garanzia della permanenza della salvezza, cosa che il nemico sempre e costantemente attacca seminando dubbi in proposito. Così la parola di Dio è legata a tutti gli altri pezzi di armatura ma la parola stessa come si legge anche in Ebrei 4 è proprio la spada dello Spirito.

    Anche in questo caso, la spada dello Spirito, la parola di Dio è la più efficace arma di tutte le armi solo perché tutte le altre armi spirituali che abbiamo sono tutte collegate alla parola di Dio e la Parola di Dio è l’unica arma che è di natura offensiva, forse solo insieme allo lo scudo della fede che anche esso può a volte essere utilizzato in maniera offensiva in supporto alla spada.

    Queste sono le nostre armi spirituali e con la parola di Dio e tutte le sue parti dobbiamo quindi combattere per demolire, abbattere ogni fortezza, ogni argomento, ogni immaginazione che vengono piantate nella mente. Alla fine dei conti la nostra battaglia è una battaglia per la verità.

    E’ in realtà una battaglia tra la verità di Dio e le menzogne di Satana!

    Così eccoci qui, siamo tornati al punto di partenza, siamo di nuovo alla parola di Dio come unico strumento efficace per abbattere le menzogne, gli inganni, i dubbi, le ideologie e le filosofie e le immaginazioni che stanno controllando la mente delle persone e, in questo caso al punto del nostro studio, in particolare la mente dei credenti.

    La parola di Dio è lo strumento, l’unico strumento con cui siamo in grado di rinnovare in modo efficace la nostra mente.

    Facciamo questo combattendo questa particolare guerra spirituale al fine di liberare le nostre menti di tutte le cose che sono state in esse programmate e che vengono programmate in loro nel corse della nostra vita, cose che sono in contrasto con la parola di Dio, la Sua persona e la Sua volontà.

    La Scrittura è molto chiara che è infatti nella mente che siamo amici o nemici di Dio o siamo amici e nemici del mondo. Come abbiamo visto fino ad ora essere amici delle vie del mondo, è essere nemici di Dio e essere nemici del mondo è essere amici di Dio.

    coloro che non sono ancora salvati, non rigenerati, le persone fisiche e carnali sono tutte e sempre nemici di Dio, perché la loro mente non può sottometetrsi a Dio, né sono disposti a sottomettersi a Dio, abbiamo visto molto chiaramente questo delineato in Romani 8:5-8 così come in 1 Corinzi 2:14.

    Tuttavia, abbiamo anche altre Scritture che ci aiutano a capire che è possibile nascere di nuovo ed avere una mente che è ancora in inimicizia con Dio almeno parzialmente. Forse non è in contrasto con Dio in ogni pensiero o convinzione, ma alcune cose possono ancora benissimo esserlo. Infatti, se non fosse così non si starebbe studiando questo passo né dovrebbe quindi esistere questo passo.

    Le nostre menti invece sono sempre e costantemente bisognose di essere rinnovate e sono sempre in pericolo di essere programmate nel modo sbagliato. Solo quando la parola di Dio riprogramma il nostro modo di pensare siamo in grado di sopportare ed evitare la falsa e negativa programmazione del mondo e del diavolo.

    Efesini 2:1-3 eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.

    Colossesi 1:21 E voi, che eravate estranei e nemici nella vostra mente per opere malvagie, ora vi ha riconciliati

    Colossesi 2:18 Nessuno vi inganni del vostro premio in una falsa umiltà e culto degli angeli, intrusione in quelle cose che non ha visto, gonfiato di vanità dalla sua mente carnale,

    Tito1: 5-16 per i puri tutto è puro: ma a quelli che sono contaminati e gli increduli nulla è puro; ma anche la loro mente e coscienza sono contaminate. 16 Essi professano di conoscere Dio; ma in opere lo rinnegano, essendo abominevoli, e ribelli, e reprobi ad ogni buona opera.

    Questi passi ci mostrano chiaramente che la mente dell’uomo è ciò da cui hanno origine tutti i tipi di comportamenti empi ma anche dove Satana depone le radici delle sue ideologie e filosofie, quelle del mondo ed il suo programma è infine quello di alienare l’uomo da Dio ancora di più.

    Quello che vediamo in questi passi, però è che gli avvertimenti sono dati a credenti e non a non credenti. Fondamentalmente una persona che diventa nato di nuovo ha sempre in se la capacità di essere in grado di rinnovare la mente dalla riprogrammazione del mondo e del diavolo mediante la parola di Dio.

    Ripeto, solo perché una persona diventa nata di nuovo non significa che la loro mente è interamente cambiata in quel momento.
    Ci sono alcune cose che vengono automaticamente modificate nella nostra mente per via della rigenerazione dello Spirito Santo, come ad esempio il riconoscimento della nostra peccaminosità, la signoria di Gesù Cristo e la Sua potenza salvifica.

    Tuttavia molti, molti modi di pensare molte credenze e anche molti comportamenti peccaminosi non sono immediatamente o automaticamente accettati da noi come erronei e per questo non vengono cambiati.

    Infatti se comprendessimo correttamente ciò che significhi il pentimento o il ravvedimento troveremo che ha a che fare in effetti con il cambiamento della mente.

    Quando siamo salvati il primo atto di pentimento è in effetti un cambiamento di mente. Un cambiamento di idee e di mente per quanto riguardano il nostro stato di peccato in generale, sappiamo di essere peccatori che meritano l’ira di Dio, in quel momento veniamo a conoscenza che inoltre ad essere peccatori e cerchiamo il perdono di Dio. In aggiunta, cambiamo la nostra mente per quanto riguarda Dio e Gesù, cioè riconosciamo loro per chi Essi veramente sono e come li dichiara la parola di Dio, anche questo avviene in senso generale e non in modo dettagliato.

    I credenti però sono chiamati ad una vita di pentimento e di ravvedimento, non solo per quanto riguarda tutti i peccati che continuiamo a commettere, ma anche dei nostri pensieri, dei nostri modi, delle nostre credenze, le nostre ideologie e filosofie che sono in contrasto con Dio e con la Sua parola e la Sua volontà.

    In sostanza questo è veramente ciò che 2 Corinzi 10: 3-5 ci dice di fare.

    Il pentimento ha quindi davvero a che fare con un cambiamento di mente per quanto riguarda le cose che pensiamo e crediamo che sono in contrasto con Dio e la Sua parola. Il pentimento non è solo uno stato emotivo che ci fa dispiacre e confessare le nostre vie opposte a Dio.

    In realtà la parola pentirsi nella lingua Greca, significa un cambiamento di mente.

    La parola metanoeo, cioè pentirsi, esprime la vera idea del concetto Nuovo Testamentario di cambiamento spirituale. Questo implica, il cambiamento di un peccatore dalle sue vie alle vie di Dio. Il termine comunque significa “avere un’altra mente,” vediamo che è cambiare parere o scopo per quanto riguardano il peccato, Dio, la Sua persona e tutto ciò che concerne la Sua parola e la Sua volontà.

    Questo concetto è impiegato ad esempio da Giovanni Battista, ed anche da Gesù e dagli apostoli
    (Matt 3:2; Marco 1:15; Atti 2:38).

    L’idea espressa dalla parola è intimamente associata a diversi aspetti di una trasformazione spirituale e di vita cristiana mediante il processo della fede (Atti 20:21), come per esempio la conversione
    (Atti 3:19); le esperienze e benedizioni di cui solo Dio ne è l’autore, come per esempio la remissione e il perdono dei peccati (Luca 24:47; Atti 5:31).

    A volte queste sono in congiunta con il battesimo, come un atto pubblico che palesemente proclama una relazione modificata dal peccato a Dio (Marco 1: 4; Luca 3: 3; Atti 13:24; 19: 4).

    Come esperienza vitale il pentimento è la manifestazione della sua stessa realtà la quale produce buoni frutti adeguati alla nuova vita spirituale (Matteo 3:8).

    In altre parole è un cambiamento di mente a tutti gli effetti il quale conduce ad un cambiamento di comportamento.

    Pentimento significa anche “fare inversione” “tornare indietro” :

    La parola epistrepho, è utilizzata per far emergere ancora più chiaramente il netto cambiamento sostenuto nel pentimento. Questa parola è impiegata molto spesso in Atti per esprimere il lato positivo di un cambiamento o per indicare un ritorno a Dio di cui la svolta dal peccato come è l’aspetto negativo.

    Le due concezioni, metanoeo e epistrepho sono quindi inseparabili e complementari.

    Le parole sono usate per esprimere la transizione spirituale dal peccato a Dio
    (Atti 9:35; 1 Tessalonicesi 1: 9); per rafforzare l’idea di fede (Atti 11:21); e per completare e sottolineare il cambiamento richiesto dal pentimento secondo il Nuovo Testamento (Atti 26:20).

    C’è però una grande difficoltà per esprimere la vera idea di un cambiamento di pensiero con il riferimento al peccato quando traduciamo la parola Nuovo Testamentare “pentimento” in altre lingue.

    Infatti la versione latina ne rende il significato come “esercitare penitenza” (poenitentiam agere). Ma questa versione di “pentimento” significa etimologicamente dolore, angoscia, piuttosto che un cambiamento di pensiero e di scopo.

    Così la cristianità latina è stata danneggiata dall’errore di presentare dolore per il peccato piuttosto che l’abbandono del peccato come invece ne è una idea principale del pentimento nel Nuovo Testamento.

    E’ stato facile fare un passaggio dal peccato alla penitenza e di conseguenza, la religione Romana rappresenta così Gesù e gli apostoli, cioè invitando la gente a fare penitenza (poenitentiam agite) anziché cambiare idea e comportamento.

    La parola in Italiano “pentirsi” deriva dalla parola repoenitere in latino, ed eredita la colpa dal latino, rendendo il dolore l’idea principale e mantenendo nascosta se non del tutto fuori di vista, la concezione fondamentale del Nuovo Testamento di un cambiamento di mente in particolare con riferimento al peccato.

    Le esortazioni degli antichi profeti, di Gesù e degli apostoli però mostrano che il cambiamento della mente è proprio l’idea dominante delle parole impiegate, mentre il dolore è solo di accompagnamento e la conseguente riforma così entrano nella propria esperienza dalla natura stessa del caso, cioè il cambiamento della mente.

    Quindi il pentimento è formato da tre aspetti e sono questi:

    L’ Elemento Psicologico.

    Questo è anche un elemento intellettuale: Il pentimento è il cambiamento della mente di un peccatore che lo porta a rivoltarsi dal suo male verso le vie di Dio. Il cambiamento operato nel pentimento è quello profondo e radicale che incide su tutta la natura spirituale e che coinvolge l’intera persona. L’intelletto deve funzionare, le emozioni devono essere suscitate, e la volontà deve agire.

    La psicologia mostra che il pentimento è profondo, personale e onnipervadente. L’elemento intellettuale è evidente nella natura dell’uomo come un essere intelligente e dalle richieste di Dio che vuole dai suoi figli soltanto un servizio razionale.
    Abbiamo infatti visto questo concetto delineato per noi nel primo versetto di Romani 12, un ragionevole servizio, un servizio razionale. L’uomo deve comprendere mentalmente tutto il peccato come esso è e comprendere che la legge divina è terribile e la Sua parola è perfetta.

    Il secondo aspetto collegato al pentimento è:

    L’Elemento Emotivo:

    La conoscenza del peccato che porta a voltarsi da esso come una cosa terribile, che disonora Dio e che ci rovina. Il cambiamento deve portare ad una paura di pena e all’odio e l’abbandono del peccato stesso. L’elemento emotivo è quindi necessariamente coinvolto nel pentimento. Mentre la sensazione non è equivalente al pentimento, comunque si tratta di un potente impulso ed una vera e propria svolta dal peccato. Un penitente non può dalla natura di questo caso essere stolido e indifferente. L’atteggiamento emotivo deve essere modificato se il pentimento del Nuovo Testamento viene sperimentato. C’è un tipo di dolore che viene emesso nel pentimento ma un altro dal rimorso. C’è una tristezza secondo Dio e anche un dolore secondo il mondo. Il primo porta alla vita; quest’ultimo alla morte 2 Corinzi 7: 9-10.

    Ci deve essere una consapevolezza del peccato nel suo effetto sull’uomo e nel suo rapporto con Dio prima che ci sia un vero e proprio allontanamento dalla ingiustizia. Le emozioni che accompagnamo il pentimento naturalmente implicano una convinzione di peccato personale e un accorato appello a Dio di perdonare secondo la Sua misericordia.

    Il terzo aspetto è:

    L’Elemento Volitivo:

    Questa è la volontà della persona. Questo aspetto è l’esperienza del penitente che si esprime nel Vecchio Testamento nella parola “ritorno”, e nel Nuovo Testamento “pentirsi” o “voltarsi via da una cosa per tornare ad un altra”.

    Le parole impiegate in ebraico e anche nel greco mettono l’accento sulla volontà, ancora una volta questo è un cambiamento di mente e di scopo, perché una piena e sincera svolta a Dio coinvolge sia l’apprensione della natura del peccato che la coscienza della colpa personale. La conversione implica la volontà e la responsabilità individuale. Che gli uomini siano chiamati, comandati a pentirsi non ci può essere alcun dubbio Atti 17:30, e che Dio prenda l’iniziativa del pentimento è altrettanto chiaro Atti 11:18.

    La soluzione del problema appartiene alla sfera spirituale. I fenomeni psichici hanno la loro origine nei misteriosi rapporti dell’essere umano con la personalità divina. Non ci può essere un sostituto esterno per il cambiamento interno. Il sacco per il corpo e il rimorso per l’anima non devono essere confusi con un determinato abbandono del peccato ed un vero e proprio ritorno a Dio.

    Come si vede quindi rinnovare la nostra mente è in realtà pentirsi e cambiare la nostra mente pentendosi e facendolo volenterosamente e sottoporsi ad un nuovo modo di pensare.

    I due vanno di pari passo, perché come sappiamo il nostro modo di pensare, in ultima analisi influenza le nostre emozioni e il nostro comportamento.

    Così ora abbiamo constatato da che cosa è che dobbiamo rinnovare le nostre menti, dal comportamento peccaminoso prima di tutto, in secondo luogo si è visto che per lasciare un comportamento peccaminoso dobbiamo infine rinnovare la mente dalle ideologie e le filosofie ed i modi del mondo.

    In terzo luogo abbiamo visto che dobbiamo rinnovare la mente dalle false ed erronee dottrine e dalle false immagini di Dio.

    In quarto luogo abbiamo visto quali sono gli ostacoli che si frappongono tra noi e il rinnovo della mente. In quinto luogo abbiamo visto quali sono le armi da usare nel compito del rinnovamento della nostra mente. In sesto luogo, abbiamo visto che il pentimento è effettivamente cambiare la nostra mente per essere poi in grado di poter modificare il nostro comportamento in modo da riflettere i pensieri di Dio e così praticare comportamenti giusti secondo Dio.

    La settima cosa che dobbiamo studiare adesso è l’unico modo con cui in realtà possiamo rinnovare la nostra mente.

    Come abbiamo già visto in precedenza che l’unico modo con cui possiamo rinnovare la nostra mente è attraverso la parola di Dio.

    E’ vero che è Dio Colui che ci aiuta con la Sua potenza a rinnovare la nostra mente, ma lo fa solo attraverso la sua Parola.

    Per fare questo però dobbiamo sottoporci volenterosamente a tre cose essenziali per quanto riguarda l’uso della parola di Dio.

    Abbiamo già menzionato questo passando attraverso questo studio.

    Comunque la prima cosa che dobbiamo fare al fine di rinnovare la mente è appunto demolire le roccaforti e tirare giù gli argomenti e le immaginazioni nella mente al fine di catturare e rendere prigioniero ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo, come ci è spiegato in 2 Corinzi 10: 3-5

    La Lettura della Parola di Dio

    Abbiamo già indicato prima le basi essenziali del rinnovamento della mente è una lettura disciplinata, regolare e sistematica della parola di Dio.

    Questo è il minimo che dobbiamo fare ma tuttavia è in realtà qualcosa che molti credenti o non fanno o lo fanno male.

    Ora lasciatemi dire questo, solo leggere la parola di Dio per rinnovare la mente non è sufficiente, ma è il minimo essenziale, è l’inizio di ciò che ci aiuta molto nel processo del rinnovamento della mente se in effetti leggiamo la parola di Dio. Ho anche detto che c’è un modo sbagliato di leggere la parola di Dio. Si potrebbe sostenere che sia appena sufficiente leggerla a prescindere e che questo sia infine abbastanza e finché uno la legge non sia comunque necessario farlo ritualmente o con una certa metodologia.

    Mi permetto di dissentire su tale parere. Come si legge la parola di Dio è altrettanto importante, anzi più di quanto lo sia semplicemente leggerla. Come si legge la parola è ciò che determinerà se o non inizieremo il corretto e completo processo del rinnovamento della mente o se semplicemente rinnoveremo solo una piccola parte della nostra mente e se comprenderemo solo alcune parti della parola di Dio e mai altre, o se si conoscerà Dio lo si comprenderà solo in alcuni dei Suoi attributi oppure conosceremo Dio come Egli veramente si è rivelato nella Sua parola. Il processo della conoscenza di Dio infatti inizia se e quando leggiamo la Sua parola nel modo corretto.

    Qual è il modo sbagliato e quello corretto di leggere la parola di Dio?

    Prima di tutto ripetiamo è sì un buon inizio se si legge la parola di Dio questo è vero.

    Però per essere compresa correttamente al fine di iniziare il processo del rinnovamento della nostra mente la parola di Dio prima di tutto deve essere:

    Letta con Sistematica e Disciplinata Regolarità

    Cosa significa questo? Prima di tutto significa che è essenziale cominciare in Genesi 1 e la leggiamo ogni giorno fino ad arrivare ad Apocalisse 22. Questo significa leggerla dall’inizio alla fine senza saltare alcuna parte di essa.

    Si può scegliere quanto tempo trascorrere nella lettura giornaliera, ma deve essere però letta ogni giorno. Ovviamente più la leggiamo meglio è.

    In questo modo si ottengono molte cose, prima di tutto impariamo a disciplinarci a leggere la Parola di Dio ogni giorno, in secondo luogo ci discipliniamo a leggere la parola di Dio nella sua interezza. Tra l’altro questa è una cosa che pochi credenti in realtà fanno. Lasciatemi dire questo, quando facciamo questo dobbiamo ancora tenere in primo piano nella mente che ciò che leggiamo è i effetti proprio la parola di Dio e che infatti Dio ci parlerà attraverso di essa se ascoltiamo attentamente e se non veniamo intrappolati in una semplice lettura giusto per leggerla come se fosse un semplice libro generico.

    Un’altra cosa molto importante quando facciamo questo è che ci costringeremo a leggere anche le parti della parola di Dio che probabilmente, infatti molto probabilmente non avremmo mai letto e magari avremmo anche volutamente evitare.

    Come ho detto prima molti pastori oggi giorno effettivamente scoraggiano soprattutto i nuovi credenti dalla lettura della intera Bibbia.

    Questi di solito li incoraggiano a leggere solo i libri del Nuovo Testamento perché secondo loro sono più facili da capire. E’ vero che apparentemente sembrerebe che la cosa stesse così.

    Personalmente credo che questo invece sia un grande errore ed infine diventa un grande ostacolo per acquisire la vera conoscenza della parola di Dio e anche per conoscere Dio nel modo corretto.

    La loro teoria è molto problematica, perchè questi pensano che i nuovi credenti saranno sopraffatti e confusi se leggono l’Antico Testamento. Non credo che questo sia affatto il caso. A me personalmente non è mai capitato, sicuramente nel tempo ho acquisito una migliore e completa conoscenza della parola di Dio e della persona di Dio leggendo l’Antico Testamento.

    Prima di tutto, se una persona è veramente un credente desidera leggere tutta la parola di Dio, perché qualcuno non voglia conoscere per esempio la creazione, come è nato il peccato, come è nato Israele, la storia di Israele e la promessa di Cristo?

    Certamente concedo che ci sono alcuni libri molto impegnativi nel Vecchio Testamento, ma come ho detto in precedenza, a che servono infine i pastori/anziani allora? Non sono questi nella chiesa per insegnare e spiegare? Non sono lì per spiegare ed aiutare i credenti ad arrivare alla piena comprensione della parola di Dio? Questa è esattamente la loro principale responsabilità.

    Forse questi che infine scoraggiano i credenti dal leggere tutto il consiglio di Dio non vogliono preoccuparsi di rispondere alle domande dottrinali se qualcuno le avesse, forse è perché essi stessi sono scarsamente qualificati ad insegnare e questo infatti è veramente un grosso problema esitente nella chiesa.

    Inoltre, molti di essi come abbiamo menzionato anche prima, forse sono così impegnati a fare tante altre cose che non dovrebbero nemmeno fare, così che in realtà non sono disponibili e non vogliono trovare il tempo per insegnare e spiegare e rispondere alle domande che possono sorgere durante la lettura della parola.

    Eppure l’apostolo Paolo e anche Pietro in realtà ci danno entrambe un approccio interamente veramente diverso sulle Scritture dell’Antico Testamento, essi non hanno affatto mai scoraggiato i credenti dalla lettura e dalla comprensione delle Scritture, se si considera che nei loro giorni, oltre a ciò che è stato scritto da loro, tutte le loro Scritture infatti erano proprio le Scritture del vecchio Testamento.

    Guardate alcune cose che Paolo ha detto a proposito della Scrittura del Vecchio Testamento:

    Romani 15:4 Perché tutto quello che è stato scritto nel passato, fu scritto per il nostro ammaestramento, così che attraverso la pazienza e la consolazione delle Scritture abbiamo speranza.
    1 Corinzi 10:11 Ora, tutte queste cose avvennero a loro come esempio, e sono state scritte per la nostra ammonizione, noi che ci troviamo agli estremi confini del mondo.

    Come si vede chiaramente Paolo sta dicendo che ciò che è stato scritto in precedenza nelle Scritture del Vecchio Testamento è stato scritto per noi, per il nostro apprendimento in modo che attraverso quelle stesse Scritture potessimo imparare ad avere pazienza, conforto e speranza.

    Nel secondo passo Paolo dice che le Scritture sono state scritte per la nostra ammonizione e anche qui abbiamo bisogno di capire che Egli si riferisce alle Scritture dell’Antico Testamento.

    Ancora più importante è il passaggio successivo:

    2 Timoteo 3: 16-17 Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 17 affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona.

    Ancora una volta Paolo dice che tutta la Scrittura è redditizia, tutta è sufficiente ad insegnarci dottrina, convincere, correggere, istruirci in una vita retta in modo che l’uomo di Dio sia completo e completamente fornito a fare tutto ciò che Dio ci chiama a fare.

    Il fatto che Paolo ha detto tutta la Scrittura significa il Vecchio e il Nuovo Testamento.

    Vale la pena ricordare ancora una volta che in quei giorni in realtà avevano solo le Scritture dell’Antico Testamento e Paolo sta ponendo una grande importanza su di esse. Allora perché tanti pastori oggi cercano di fare i credenti evitare la lettura dell’Antico Testamento?

    Ad esempio, nel Nuovo Testamento ci sono alcune esortazioni generali ai padri in particolare di educare i figli nelle vie del Signore, ma è solo nel Vecchio Testamento che troviamo le istruzioni pratiche e complete e approfondite di come crescere i figli nel timore e nella ammonizione del Signore.

    Allora, dove andrebbe un genitore oggi per scoprire come addestrare un figlio nelle vie di Dio? Nel Vecchio Testamento ecco dove. Eppure, se le persone sono incoraggiate ad evitare l’Antico Testamento come potrebbero mai sapere come ammaestrare i propri figli in maniera divina.

    Crescere i figli secondo Dio, nel timore e nella ammonizione del Signore non è, come molti pensano, costringerli ad andare in chiesa per frequentare la scuola Domenicale e poi credere che così stanno facendo ciò che la parola di Dio dice loro di fare. Questo in realtà infatti è esattamente ciò che fanno la maggior parte dei credenti, ma non è affatto ciò che la parola di Dio comanda ai genitori di fare. E’ infatti la primaria e assoluta responsabilità dei genitori di insegnare e formare i loro figli nelle vie di Dio. La chiesa deve ammaestrare ed istruire i genitori i quali poi devono istruire i figli.

    Molti, molti pastori fanno molto male a scoraggiare la lettura e lo studio dell’Antico Testamento, questo è estremamente dannoso infine per tutta la chiesa e questo lo si nota e lo si vede. Le conseguenze di questa cosa sono che molti figli non continuano a seguire il Signore quando sono più grandi, perché? Perchè non sono i genitori che gli hanno insegnato correttamente le vie di Dio invece questi hanno abdicato le loro responsabilità ponendo invece gli insegnanti della scuola domenicale al loro posto e credetemi Dio non onora mai un’abdicazione di responsabilità e ci sono serie e gravi conseguenze per queste cose.

    Quindi, come si vede proprio in questo stesso soggetto da solo troviamo quanto incredibilmente dannoso sia scoraggiare i fedeli dalla lettura del Vecchio Testamento.

    Io invece credo che la lettura della parola di Dio, sistematicamente letta dalla Genesi all’Apocalisse non deve essere solo incoraggiata ma da essere esortata con forza.

    C’è un altro motivo per fare questo ed è incredibilmente importante, solo leggendo in questo modo abituale e sistematico potremo acquisire una padronanza di come Dio ha operato tutto il suo piano di redenzione, solo così leggendo ed infine studiando il Vecchio Testamento capiremo meglio il Nuovo Testamento e molte, molte dottrine sono infine meglio comprese solo attraverso la conoscenza di tutta la parola di Dio.

    Inoltre così facendo conosceremo Dio in tutti i Suoi attributi questo infatti avviene solo se conosciamo l’Antico Testamento, solo così comprenderemo meglio anche Gesù e ciò che Egli insegna, se appunto sappiamo ciò che ci dice l’Antico Testamento.

    I Vangeli per esempio devono essere, infatti sono intesi, attraverso la lente delle Scritture dell’Antico Testamento, il libro di Ebrei per esempio è molto meglio compreso se ci siamo familiarizzati con la legge dell’Antico Testamento.

    Inoltre guardate a ciò che ci esorta Paolo, in realtà ciò che comanda a Timoteo di fare:

    1 Timoteo 4:13 Fino al mio arrivo, dai presenza alla lettura, all’esortazione, alla dottrina.

    Queste sono tra l’altro le principali responsabilità del pastore/anziano, la lettura della Parola di Dio, la predicazione e l’insegnamento di essa.

    Queste sono tutte cose che il pastore deve fare nella chiesa, la lettura della Parola di Dio che stavano leggendo erano le Scritture dell’Antico Testamento e la lettura delle lettere degli apostoli. Quindi, come si vede Paolo non ha mai scoraggiato la lettura dell’Antico Testamento, perché pensava che fosse troppo difficile da capire.

    Nell’Antico Testamento la lettura della parola di Dio è stata fortemente incoraggiata ed è stata spesso anche letta pubblicamente.

    Esodo 24:7 Poi prese il libro del patto e lo lesse al popolo, il quale disse: «Noi faremo tutto ciò che l’Eterno ha detto, e ubbidiremo».

    Deuteronomio 31:11-13 quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti all’Eterno, il tuo DIO, nel luogo che ha scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, nei loro orecchi. 12 Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e lo straniero che ha entrato le tue porte, perché possano ascoltare e imparare a temere l’Eterno, il vostro DIO, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge, 13 e perché i loro figli, che ancora non la conoscono, ascoltino e imparino a temere l’Eterno, il vostro DIO, tutto il tempo che vivrete nel paese che voi entrate ad occupare, passando il Giordano».

    Questo passo è notevole, Dio comanda che la Sua parola sia letta a tutti, uomini, donne e bambini. Ora, quanto sia complicato e difficile da capire la parola di Dio se Dio comanda che sia da leggere anche ai bambini, visto che non avevano la Bibbia illustrata per bambini a quei tempi?

    Eppure oggi molti fanno un grande affare di questo proposito, dicono che addirittura gli adulti non riescono a capire la parola di Dio perchè è troppo complicata, eppure Dio vuole che la leggiamo ai bambini e lo facciamo in maniera pura e schietta. Ora, chi conosce meglio come si deve fare, Dio o i cosiddetti pastori di oggi?

    Neemia 8:2-3 Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, donne e di tutti quelli capaci di intendere. 3 Quindi lo lesse sulla piazza che sta davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar del giorno fino a mezzogiorno, davanti agli uomini, alle donne e a quelli capaci di intendere; e le orecchie di tutto il popolo stavano attente al libro della legge.

    Neemia 8:8 8 Essi leggevano nel libro della legge di DIO distintamente, spiegandone il significato, per far loro capire ciò che si leggeva.

    In questi passi di Neemia troviamo molte cose interessanti e ancora una volta troviamo il fatto che la legge è stata letta a tutti, bambini compresi. La parola di Dio fu letta per sei ore consecutive ma oggi la gente fatica a leggerla per venti minuti. Oggi anche i pastori affermano che le persone non possono rimanere interessate o che non possono prestare attenzione per più di venti minuti per volta, quando si tratta di leggere, studiare o stare sotto l’insegnamento e la predicazione della parola di Dio. Certamente si può rimanere interssati per ore ad un film o una partita di sport, ma non alla parola di Dio.

    Questa è una sciocchezza assoluta e pura. La ragione per cui la gente non può sopportare più di venti minuti di ogni cosa relativa alla parola di Dio è che prima di tutto i pastori sono loro stesso colpevoli di aver accorciato l’esposizione dei credenti alla parola di Dio.

    La seconda cosa importante che vediamo è che, nel caso qualcuno non riusciva a capire qualcosa che era letto, i sacerdoti leviti causavano le persone a comprendere la lettura dandogli il senso che doveva avere, questo è l’equivalente di insegnamento espositivo.

    Così vediamo che l’importanza di leggere la parola di Dio non è in realtà un’opzione, è in realtà un comandamento come abbiamo chiaramente visto nel passo di Deuteronomio dato a tutti noi attraverso anche il comandamento apostolico che Paolo diede a Timoteo e dato pure a tutti i pastori anche oggi.

    Tuttavia, la lettura non è solo per i pastori da fare ma è per tutti, come ci possiamo aspettare che Dio ci parli e ci faccia conoscere la Sua mente e la Sua volontà se almeno non ci prestiamo a leggere la Sua parola.

    Abbiamo visto in precedenza che Dio ci parla solo attraverso la Sua parola scritta. Non c’è altro modo in cui Dio ci farà conoscere la Sua volontà, i Suoi pensieri e farci sapere come Egli veramente è.

    Così come ho già detto, la lettura è il primo passo fondamentale con cui si comincia a rinnovare la nostra mente e quello per conoscere Dio, la Sua volontà, i Suoi pensieri e il suo intero piano di redenzione, così come tutto ciò che dobbiamo sapere per vivere secondo Dio e con essa Egli ci avverte anche dei pericoli nei giorni a venire. Leggendo la parola di Dio in modo disciplinato e sistematico infine darà ad un credente anche più voglia di conoscere Dio.

    Leggendo la parola di Dio in modo sistematico e continuativo è assolutamente necessario, anzi essenziale e quindi, se vogliamo rinnovare la nostra mente dobbiamo iniziare da qui.

    C’è anche un altro ottimo modo per leggere la parola di Dio in aggiunta al precedente, questo lo facciamo leggendo ogni libro della Bibbia più volte fino a farlo circa cinque volte consecutivamente. Questo metodo va anche bene iniziarlo nel Nuovo Testamento. Quindi, per fare un esempio prendiamo il Vangelo di Matteo che è abbastnaza lungo, lo dividiamolo in sezioni.

    Matteo ha ventotto capitoli, in modo che possiamo dividere il Vangelo in quattro sezioni di sette capitoli l’una oppure sette sezioni di quattro capitoli o due sezioni di quattordici capitoli o se si vuole essere ambiziosi si potrebbe anche leggere tutto per intero.

    Il compito comunque è leggere ogni sezione ogni giorno e farlo per una settimana. Questa è lettura ripetitiva ed è un ottimo metodo per leggere e meglio conoscere Dio e la Sua parola e così iniziare un cambiamento attraverso il processo del rinnovamento della mente.

    Comunque questo non è mai da sostituire la lettura sistemtica e continua della parola di Dio da Genesi e Apocalisse.

    Ora diamo un’occhiata al successivo metodo essenziale per sviluppare il processo del rinnovamento della nostra mente.

    Lo Studio della Parola di Dio

    Ora cominciamo da aggiungere alla lettura sistematica, disciplinata e continua della parola di Dio lo studio della parola di Dio.

    Aggiungendo questo alla nostra lettura ci porterà alla conoscenza più profonda di Dio, della Sua volontà e del Suo pensiero.

    Finora abbiamo visto che leggere la parola di Dio è la volontà di Dio per il Suo popolo e che è comandata da Dio.

    Studiare la Parola di Dio anche essa è la volontà di Dio per il Suo popolo ed è comandato di fare.

    Iniziamo guardando nel Vecchio Testamento i comandamenti di Dio riguardo a questa materia.

    Un buon inizio lo troviamo in:

    Deuteronomio 6:4-9 Ascolta, Israele: l’Eterno, il nostro DIO, l’Eterno è uno. 5 Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza. 6 E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; 7 le inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. 8 Le legherai come un segno alla mano, saranno come fasce tra gli occhi, 9 e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

    Ora, anche se in questo passo non troviamo un comandamento diretto e alla lettera di studiare la Parola di Dio,vediamo comunque che Dio ci comanda di insegnare la Sua parola diligentemente ai nostri figli.

    Questo comandamento è per i padri di insegnare ai loro figli la parola di Dio. Ora, questo ha a che fare con lo studio della parola perché quando qualcuno insegna ad un altro, questo significa che a chi viene insegnato sarà richiesto anche di studiare ciò che gli viene insegnato. Inoltre chi la insegna deve essere in grado di insegnarla e questo avviene solo se chi la insegna la ha studiata.

    Anche a scuola ci vengono insegnate delle materie, ma non ci vengono solo insegnate, ci viene richiesto anche di studiare da noi ciò che ci viene insegnato.

    Ricevere un insegnamento non elimina affatto la responsabilità di dover studiare lo stesso soggetto per conto nostro. In realtà questo è essenziale per arrivare alla comprensione di ciò che ci viene insegnato, anche questo ci aiuterà a confermare che ciò che ci viene insegnato sia in realtà vera e sana dottrina. Questo è un problema molto comune nella chiese di oggi. Molte persone credono alle false dottrine perché semplicemente accettano tutto ciò che gli viene insegnato senza studiare per se stessi la parola di Dio.

    Infatti c’è un episodio nel Nuovo Testamento, che descrive gente che studiava e confermava che ciò che Paolo gli stava insegnando era la verità.

    Atti 17:10-11 Allora i fratelli fecero subito partire di notte Paolo e Sila per Berea ed essi, appena vi giunsero, entrarono nella sinagoga dei Giudei. 11 Or costoro erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica e ricevettero la parola con tutta prontezza, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se queste cose stavano così.

    Pensiamo a questo per un momento. La Scrittura stessa dichiara che queste persone erano di sentimenti più nobili di altri, perché? Perché anche se essi ricevettero la parola con prontezza di spirito hanno comunque cercato nelle Scritture ogni giorno, hanno studiato tutti i giorni le Scritture per vedere se ciò che gli veniva insegnato era davvero così.

    Basti pensare chi è che gli insegnava, era l’Apostolo Paolo, eppure non ostante questo lo controllarono per vedere se quello che insegnava era infatti un’insegnamento esatto. Ora non vediamo che Paolo si offese perché questi hanno controllato il suo insegnamento, infatti, al contrario, la Scrittura li chiama nobili, più nobili di altri. Io stesso incoraggio sempre tutti di controllare e studiare la Parola di Dio e paragonarla a ciò che insegno per vedere se ciò che insegno è in effetti sana dottrina biblica.

    Vediamo allora che ci sono due modi di studiare la parola di Dio, uno è quando ci viene insegnata la parola in modo reale e approfondito e l’altro quando studiamo la parola allo stesso modo da noi.

    Una Scrittura del Nuovo Testamento che ci comanda di studiare la Parola di Dio si trova in:

    2 Timoteo 2:15 Studia per presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che esponga rettamente la parola della verità.

    Ci sono cose molto interessanti in questo passo. In primo luogo il comandamento è quello di studiare la parola di Dio. Ora, so che qualcuno potrebbe dire che questo passo è stato scritto come un comandamento solo a Timoteo come pastore / anziano in modo che il comandamento e la responsabilità di studiare secondo alucni era ed è solo per il pastore / anziano.

    Molti possono affermare che questa sia una responsabilità del pastore / anziano perchè sono essi che devono insegnare e quindi essi devono studiare per poter insegnare correttamente.

    Questo è vero, è assolutamente vero, tranne che per una cosa, non è solo un comandamento per un pastore / anziano, ma è un comandamento e una responsabilità per tutti i credenti.

    Come abbiamo visto prima in Deuteronomio il comandamento era quello di insegnare la parola di Dio ai nostri figli, ma come abbiamo detto insegnare implica pure lo studio di ciò che ci viene insegnato.

    Ora è assolutamente vero che un pastore / anziano deve insegnare e ma il problema è vero anche in senso inverso. Se una persona è necessaria per insegnare allora questi sanno ciò che insegnano e questo ovviamente implica lo studio della parola. Quindi, per insegnare uno deve studiare e deve insegnare ma anche chi riceve l’insegnamento deve studiare da se. Questa è una realtà che non può essere negata né può essere evitata.

    Tornando al passo in questione, Paolo dice a Timoteo e così anche a noi, che bisogna studiare per mostrarci approvati a Dio.

    Dio stesso è Colui che dà l’approvazione per il nostro studio e insegnamento, inoltre il passo ci esorta di essere come operai che non hanno bisogno di vergognarsi. Che cosa significa tutto questo?

    Questo significa che dobbiamo studiare la Parola di Dio come se fosse un lavoro da vero operaio, studiando la parola di Dio è o dovrebbe comunque essere un vero e proprio lavoro e se è fatto correttamente è in effetti un duro lavoro. Ci vuole disciplina, diligenza, fatica e tempo per studiare la parola di Dio. Bisogna studiare la Parola di Dio, come se si trattasse di un effettivo lavoro ed un lavoro che è necessario ed essenziale, senza il quale una persona è sicuramente in bancarotta spirituale.

    Proprio come una persona che non lavora non può permettersi una vita così un credente che non si impegna nello studio della Bibbia non avrà dividendi spirituali e sarà spiritualmente in bancarotta.

    Quindi, lo studio della parola è lavoro, duro lavoro.

    Inoltre Paolo afferma, che dobbiamo essere lavoratori che non devono vergognarsi.

    Vergognarsi di che cosa? Credo che questo abbia due significati principali. Uno è quello di vergognarsi davanti a Dio e l’altro è di vergognarsi dinanzi agli uomini.

    Il primo è di non vergognarsi davanti al tribunale di Cristo, quando Egli giudicherà il nostro operato.

    Prima di tutto vorrei specificare, questo non è il giudizio come lo è raffigurato in Apocalisse 20. Quest’ultimo è il giudizio della gente non salvata, giudicate secondo le loro opere al fine di soddisfare il livello della loro pena eterna.

    Il tribunale di Cristo invece è il giudizio della fedeltà e obbedienza di Cristiani nelle loro opere fatte per Dio al fine di ricevere ricompense nel regno eterno di Dio.

    Se una persona non studia la parola di Dio non sarà in grado di valutare correttamente la volontà di Dio, né di conoscere Dio in un modo vero e questo sicuramente influenzerà la fedeltà e l’obbedienza nella propria vita spirituale e nel loro lavoro. Questo quindi si traduce non nella perdita di salvezza piuttosto in una perdita di encomi e di approvazione dinanzi a Dio questo è il significato di vergognarci davanti a Lui.

    Ora questa vergogna dinanzi a Cristo sarà privata e temporanea non pubblica ed eterna. Vedi anche
    1 Corinzi 3:11-15.

    In secondo luogo possiamo sicuramente vergognarci anche davanti agli uomini se non studiamo diligentemente parola di Dio.

    Anche Pietro in altre parole, ci dice che dovremmo sempre essere in grado di spiegare ciò che crediamo e il motivo per cui crediamo a persone interessate.

    Lasciatemelo ripetere, a persone che si mostrano interessate ed hanno domande genuine per quanto riguarda la nostra fede e perché crediamo quello che crediamo.

    1 Pietro 3:15 anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore

    Così come vediamo, dobbiamo essere sempre pronti a dare una risposta a chi vuole conoscere la nostra fede, il nostro Dio e la nostra vita in Cristo. Ci si potrebbe vergognare se non sappiamo come o cosa rispondergli. .

    Ora permettetemi di darvi qualche informazione riguardo a questa cosa. Ci sono due tipi fondamentali di persone che ci chiederanno cose per quanto riguardano le nostre convinzioni e la nostra fede.

    Ci sono coloro che possono essere e sono realmente interessati e curiosi e poi ci sono gli schernitori che ci fanno domande solo per prenderci in giro e per schernirci e schernire Dio e spesso anche per testare la nostra pazienza con loro così come per vedere se sappiamo in realtà quello che stiamo credendo.

    La prima categoria sono persone che sono in realtà è suddivisa in altre due categorie. La prima sono coloro che sono realmente interessati a Dio ed infine vogliono ricevere la Sua parola, questi sono gli eletti che sono chiamati dal Vangelo alla salvezza. Questi finiranno, anche se forse in tempo, sia breve che lungo inifine verranno alla fede.

    La seconda categoria sono coloro che sono curiosi per natura e semplicemente vogliono sapere solo per il gusto di sapere, questi probabilmente non verrano mai alla fede, ma comunque inesorabilmente continueranno a bombardarci di domande. Questi sono coloro che non sono ostili e non deridono la nostra fede, ma sono spesso piantati nelle nostre vite dal nemico per farci perdere tempo e per frustrarci al fine di scoraggiarci.

    Questo accade spesso perché possiamo spendere enormi quantità di tempo con questi parlando loro di Dio e di Gesù e rispondendo alle loro domande, ma poi questi non vengono mai alla fede e spesso alla fine smettono anche di fare somande e infine si mostrano di non essere più interessati. Questo spesso ci frustra perché riteniamo infine che abbiamo sprecato un sacco di tempo su di loro senza risultato.

    L’altra categoria sono i beffardi, coloro che stanno solo cercando di discutere con noi sulla validità della nostra fede e la validità di Dio o spesso addirittura mettendo in dubbio l’esistenza di Dio. Questi sono abrasivi, spesso arroganti e molto bellicosi. Questi sono quelli che sembrano avere sempre una risposta a tutto ciò gli dicamo e prendono in giro la nostra fede e le nostre convinzioni e il nostro Dio.

    Quest’ultima categoria è meglio evitarla del tutto ed è meglio spesso non rimanere impegnati in conversazione o dibattiti con questi in quanto stanno solo cercando di screditare ciò che crediamo. Praticamente non gli interessa veramente ciò che crediamo ma vogliono solo dibatterci.

    Abbiamo bisogno di esercitare discernimento spirituale prima che ci impegniamo a rispondere a domande o prima di discutere la nostra fede con questi tipi di persone.

    In primo luogo dobbiamo essere in grado di rispondere e di dibattere e quindi abbiamo bisogno di avere la conoscenza che arriva solo attraverso lo studio diligente della parola di Dio.

    Tuttavia, Gesù ci ha anche detto di stare attenti a coloro che sono beffardi e dopo aver capito se lo sono è meglio non entrare in discussione con loro riguardo a queste cose, guardate l’avvertimento di Gesù che ci ha dato:

    Matteo 7:6 Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con i piedi e poi si rivoltino per sbranarvi

    Guardate anche ciò che Giovanni Battista ha detto agli schernitori del suo giorno :

    Matteo 3:7-10 7 Ma egli, vedendo molti dei farisei, e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere, chi vi ha mostrato a fuggire dall’ira a venire? 8 Fate dunque frutti degni di ravvedimento! 9 E non pensate di dir fra voi stessi: “Noi abbiamo Abrahamo per padre”; perché io vi dico che Dio può far sorgere dei figli di Abrahamo anche da queste pietre. 10 E la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco.

    Ai beffardi dobbiamo dare il Vangelo della salvezza puro e schietto e li dobbiamo mettere in guardia circa la loro sorte avversa e imminente, se non si ravvedono dei loro peccati. Giovanni non si è impegnato in tutti i tipi di semantica e di spiegazioni su cosa stesse facendo e perché stava facendo ciò che faceva, ma appena arrivati li ha avvertiti che erano in pericolo dell’ inferno.

    E ‘inutile dare ciò che è santo ai cani e ciò che è sacro ai suini. Il santo, il sacro e ciò che è prezioso ed è per i figli di Dio. L’unico messaggio che i beffardi hanno bisogno di udire è il Vangelo della grazia e il giudizio di Dio. Se si convertono dalle loro vie malvagie, allora possiamo poi dare loro le cose sante, sacre e preziose di Dio, se no dovrebbero solo sapere che il loro giudizio è a portata di mano.
    Questo è ciò che anche Gesù ha fatto, è quello che gli Apostoli hanno fatto e, pertanto, è quello che dobbiamo anche fare no i.

    Guardate quello che Paolo dice a Timoteo e come prosegue ulteriormente nel passo di:

    2 Timoteo 2:15-26 Studiati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che esponga rettamente la parola della verità. 16 Ma evita i discorsi vani e profani, perché fanno progredire nell’empietà; 17 e la parola di questi andrà rodendo come la cancrena; fra costoro sono Imeneo e Fileto, 18 i quali si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni. 19 Tuttavia il saldo fondamento di Dio rimane fermo, avendo questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e: «Si ritragga dall’iniquità chiunque nomina il nome di Cristo». 20 Or in una grande casa non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di terra; gli uni sono ad onore, gli altri a disonore. 21 Se dunque uno si purifica da queste cose, sarà un vaso ad onore, santificato e utile al servizio del padrone, preparato per ogni buona opera. 22 Or fuggi le passioni giovanili, ma persegui la giustizia, la fede, l’amore e la pace con quelli che con cuore puro invocano il Signore. 23 Evita inoltre le discussioni stolte e insensate, sapendo che generano contese. 24 Ora un servo del Signore non deve contendere, ma deve essere mite verso tutti, atto ad insegnare e paziente, 25 ammaestrando con mansuetudine gli oppositori, nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi perché giungano a riconoscere la verità, 26 e ritornino in sé, sottraendosi dal laccio del diavolo, che li aveva fatti prigionieri, perché facessero la sua volontà.

    Questo passo in realtà conferma quello che stavo dicendo prima. Dobbiamo quindi evitare chiacchiere profane e vane, queste cose sono spesso quelle che gli schernitori fanno, incitandoci a prendere parte in dibattiti riguardo a cose di natura spirituale ma come dice il testo i loro discorsi sono poi profani e vani.

    Questi Imeneo e Fileto in realtà erano falsi maestri e con i loro insegnamenti stavano ingannando le persone.

    Il problema qui, come si vede anche nei versetti 23 a 26 è quello di non partecipare in discussioni con queste persone, perché Dio sa che così facendo inevitabilmente ci causaranno dei conflitti e Dio non vuole che noi ci impelaghiamo in questi tipi di discorsi. Egli ci dice di evitare, evitare di dibattere e discutere con coloro che non sono disposti a ricevere la verità.

    Questi ci invogliano con delle domande ignoranti e sciocche, non perché vogliono imparare, ma perché vogliono discutere e dibatterci. Dio ci dice invece che dobbiamo insegnare con mansuetudine e di nuovo dobbiamo quindi essere in grado di insegnare. Insegnare coloro che vogliono imparare e coloro che chiedono con il giusto intento e movente, perché Dio si propone di dare loro il pentimento e di conoscere la verità così che essi possono essere recuperati dal laccio del diavolo se infatti Dio gli concede di ravvedersi.

    Tuttavia, in ogni e qualsiasi di queste categorie, se dimostriamo che non sappiamo ciò che crediamo o se non siamo in grado di dare loro valide e concise risposte saremo svergognati dinanzi gli uomini. E’ una vergogna non essere in grado di avere le risposte delle cose di cui dovremmo invece avere una conoscenza approfondita.

    Ora torniamo al nostro passaggio in questione Paolo conclude con questo, dividere o tagliare rettamente la parola della verità.

    Quindi facciamo un passo indietro, Dio ci comanda di studiare la Parola di Dio con grande sforzo, con diligenza, in modo disciplinato in modo che siamo approvati da Dio, non dall’uomo, per non essere umiliati davanti a Dio e davanti alle persone perché non siamo in grado di sapere e spiegare che cosa dovremmo sapere e, infine, dobbiamo sapere come si fa a dividere giustamente la parola della verità.

    Vediamo qui che vi è quindi un modo giusto e un modo sbagliato di dividere la parola di Dio.

    Vi è uno studio nel nostro sito che si intitola Rettamente dividere la parola di Dio, in questo studio si va in profondità su come si deve imparare a studiare la Parola di Dio ed a dividerla in maniera giusta.

    C’è un modo giusto e un modo sbagliato di dividere o interpretare la parola di Dio. Vi invito a leggere lo studio on-line che vi aiuterà immensamente nel modo in cui potete essere in grado di interpretare la parola di Dio nel modo corretto.

    Il modo sbagliato di interpretare la parola di Dio è quello che dà vita e forza a false dottrine e a false immagini di Dio.

    Così, quando si comincia a studiare la Parola di Dio, abbiamo bisogno di studiarla ma di studiarla correttamente.

    Lasciate che vi dia alcune rapide indicazioni su come studiare ed interpretare adeguatamente la Parola di Dio.

    Il Contesto è il Re dell’ Interpretazione

    In primo luogo l’interpretazione della parola di Dio deve essere sempre fatta con l’interpretazione della parola di Dio nel suo contesto. Non dobbiamo mai e poi mai prendere alcun verso o passo o qualsiasi cosa fuori dal suo contesto. Interi movimenti religiosi e le false dottrine sono state create perché versetti e brani della Scrittura sono state tratte fuori dal loro contesto. Questo è il modo preferito di Satana per portare scompiglio nella Chiesa e nella creazione di false dottrine e persino di intere religioni. Ha anche provato di utilizzare questo metodo, quando tentò Gesù nel deserto,
    vedere Luca 4: 9-11.

    Scrittura interpreta Scrittura

    Il secondo principio di buon studio della parola è che la Scrittura interpreta la Scrittura. Solo l’unità e l’omogeneità di tutta la Scrittura ha quello che serve per interpretare la parola di Dio in modo corretto. Dottrine e fatti biblici sono tutti confermati dalle prove della loro continua esistenza in tutta la parola di Dio. Una dottrina non può essere costruita, o almeno non dovrebbe essere mai costruita, se la dottrina o il fatto non si trova in tutta la Scrittura. Troppe false dottrine, sono state create in questo modo, prima di trarre le cose fuori dal loro contesto e quindi c’è la creazione di un insegnamento di cui non vi è alcuna prova di esistere nel modo insegnato e o quando non è completamente supportato da tutta la Parola di Dio. Ci sono molti esempi di questo, ma forse i problemi più comuni nella Scrittura che sono stati praticati nella creazione di false dottrine prendendo versi e passi fuori dal contesto sono quelle che riguardano la salvezza e l’elezione. Questi due soggetti sono stati travisati e falsamente insegnati in una grande parte della chiesa. La salvezza per esempio è insegnata da molti come qualcosa che un vero credente può effettivamente perdere. La Scrittura non solo non stabilisce questa affermazione in realtà la respinge e insegna il contrario.

    Non possiamo e non prenderemo il tempo qui per guardare in dettaglio questo problema tuttavia è sufficiente dire che molti sono i passi, i riferimenti e le dichiarazioni nella Parola di Dio che confermano che, se una persona è veramente salvata lo sono per sempre e non possono perdere la salvezza. Il prossimo insegnamento erroneo è per quanto riguarda la dottrina della sovrana elezione anche conosciuta come predestinazione.

    La Scrittura del Vecchio Testamento e tutto il percorso attraverso il Nuovo insegna l’esistenza di questo fatto. La Scrittura è abbondantemente piena di passi e concetti e versi che confermano l’esistenza e la genuinità di questo insegnamento.

    Tuttavia questa cosa è negata dalla maggior parte della chiesa e peggio ancora la chiamano una eresia e un falso insegnamento, ma devono stare molto attenti nel dire questo, perché affermare che questa dottrina è falsa è pericoloso.

    Perchè?

    Perchè questa dottrina è la base della nostra ed anche della loro salvezza ed è in realtà molto offensiva alla persona di Dio e al Suo piano di redenzione. Ancora una volta questa dottrina non solo è chiaramente manifesta in tutta la Scrittura, ma in realtà è parte integrante del piano di redenzione e anche della persona e degli attributi di Dio.
    Negare questa dottrina è una grave offesa a Dio e alla Sua parola ed infine al sacrificio di Gesù. Tra l’altro queste due dottrine, salvezza ed elezione sono in realtà così interconnesse che una in realtà dipende dall’altra in modo che quando si crea l’errore in una si diffonde facilmente nell’altra.

    Ancora una volta, questo accade perché la dottrina che la parola di Dio definisce chiaramente e conferma altrettanto chiaramente viene respinta. Su quale base? Sulla base di altre dottrine che sono false. Queste false dottrine in realtà sono create dall’uomo e sono introdotte nel testo biblico dall’esterno, il che ci porta al terzo principio della sana e corretta interpretazione biblica.

    Il Significato Del Testo o l’Esistenza Di Una Dottrina Può Essere Solo Tratta Fuori Dal Testo Stesso

    Questo terzo principio è molto importante ed è in un modo collegato alla questione del contesto.

    Tuttavia questo principio è chiamato o noto come esegesi biblica.

    La parola esegesi è una parola greca che significa “trarre fuori da”

    Il significato di questa parola è enormemente importante per il corretto studio e l’interpretazione della parola di Dio.

    Questo significa che per ottenere il vero e solo significato di ciò che la Parola di Dio insegna dobbiamo sempre solo ed esclusivamente trovarlo traendololo fuori dal testo stesso e mai e poi mai portare i nostri pensieri o qualsiasi altro tipo di informazione inserendole nel testo o nel contesto di ciò che stiamo cercando di interpretare.

    Portare opinioni, ideologie, filosofie e fatti personali ed immetterli nel testo è in realtà l’opposto del significato di esegesi ed è chiamato eisegesi.

    Purtroppo questo è quello che molti, se non la maggior parte delle persone fanno con la parola di Dio.

    Invece di far sì che sia il testo a dare il significato che esso è destinato ad avere, opinioni e i pensieri personali delle persone vengono collocati dentro il testo per dargli il significato desiderato. Questa si tratta di una violazione della purezza e la veridicità del testo biblico. Eisegesi significa immettere un significato nel testo e questo non dobbiamo farlo mai!

    Questo è il motivo per cui è un grave errore chiedere alle persone questo riguardo ad un testo biblico:

    “che cosa significa questo testo biblico o questo passo a voi? “.

    Non ci deve interessare ch cosa significhi il testo per la persona ma ci deve invece interessare che cosa significhi secondo Dio. Egli vuole dirci e farci sapere cosa significa per Lui. Questo è il significato che dobbiamo cercare, Non dobbiamo ottenere opinioni di uomini, ma invece dobbiamo ottenere l’opinione di Dio, il significato che Dio gi ha dato. Dio è Colui che ha infatti ispirato a scrivere la Sua parola e dobbiamo quindi trovare il significato che Dio gli ha dato.

    Ora lasciatemi dire questo, è bene guardare ai cosiddetti contesti esterni dal testo effettivo per averne una comprensione più approfondita. Tuttavia i contesti ed i commentari esterni per capire meglio il significato del passo sono sempre e solo relativi al testo o al contesto stesso.
    Questo ci porta al prossimo principio di studio della parola di Dio.

    Utilizzare il Contesto Storico, Geografico e Sociale per Comprendere Meglio il Testo.

    Questa non è solo una buona cosa ma è una cosa essenziale quando si studiano le Scritture per comprendere meglio il testo studiandolo nel contesto storico, geografico e sociale immediato del passaggio. In altre parole, quello che sta succedendo in quel momento e in quel luogo e quali sono i costumi e lo stile di vita di quei giorni. In realtà senza l’aiuto di queste cose è sempre più difficile capire il significato di molte cose di cui parla la Bibbia. Quindi, non solo va bene fare questo, è necessario studiare anche in questi contesti quando studiamo la parola di Dio. Questo non è aggiunta di cose esterne alla parola di Dio è semplicemente uno strumento per capirla meglio. Questo ci porta alle prossime due e finali questioni dei principi che dobbiamo adottare quando studiamo la parola di Dio, se vogliamo farlo correttamente.

    Contesto Grammatico Letterale

    La parola di Dio deve essere sempre interpretata e compresa all’interno della sua stessa struttura grammaticale e deve essere interpretata letteralmente a meno che il linguaggio che troviamo in alcuni passi sia simbolico.

    Anche nel simbolismo tuttavia, il significato è sempre letterale. I simboli sono letteralmente i simboli descritti. Abbiamo bisogno di trovare il loro senso attraverso la ricerca di altre porzioni della Scrittura in cui è stato utilizzato lo stesso simbolismo. La parola di Dio non è mai da intendersi in senso simbolico o metaforico a meno che il linguaggio stesso sia simbolico o metaforico.

    Guardiamo per esempio a un passaggio che troviamo in Apocalisse 12.

    Apocalisse 12:1-2 E apparve un gran segno nel cielo; una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle: 2 E lei era incinta e gridava per le doglie addolorata stava per partorire.

    Per esempio la Chiesa Cattolica Romana interpreta questo passo a dire che la donna in questione è Maria la madre di Gesù. Ora perché dicono questo? Questa è esegesi o eisegesi?

    Prima di tutto questa è sicuramente eisegesi. Gli interpreti romani non usano i principi di base di cui abbiamo parlato per quanto riguarda la corretta interpretazione della Scrittura, ma invece pongono nel testo i loro pregiudizi e la loro comprensione e opinione basata sulla loro dottrina di catechesi e di tradizione papale. Essi non cercano di capire il vero significato dei simboli in questo passo, attraverso la ricerca della Scrittura e del contesto nel modo corretto.

    La Scrittura ci insegna che il simbolo della donna in questione non è Maria, la madre di Gesù, piuttosto è la nazione di Israele.

    Ora non possiamo entrare in profondità interpretazione di questo testo ma vediamo un paio di cose che troviamo nella Scrittura che ci mostrano che questa donna è Israele.

    In Genesi 37: 9 troviamo questo scritto: Egli ebbe ancora un altro sogno, e lo raccontò ai suoi fratelli, e disse: Ecco, io ho sognato un altro sogno; ed ecco, il sole e la luna e le undici stelle mi resero omaggio.
    Come si vede qui abbiamo gli stessi simboli esatti che troviamo in Apocalisse 12. Il sole e la luna e le stelle rappresentano la totalità di Israele perché il sole è Giacobbe, la moglie di Giacobbe è la luna e le undici stelle sono gli undici fratelli di Giuseppe, che sono poi le dodici tribù che formano Israele quando si include anche Giuseppe, questo è esattamente ciò di cui sta parlando Apocalisse 12.

    Ora si potrebbe sostenere che, OK, in Genesi 37 è Israele, ma la donna potrebbe essere ancora Maria, perché era lei incinta e stava dando alla luce il nostro Salvatore. Sulla superficie immediata si potrebbe giungere a questa conclusione, ma traendo il significato dal passo e dal contesto immediato e più ampio non è così.

    Dobbiamo per esempio anche considerare il fatto che nella Scrittura Israele è sempre simbolicamente rappresentato da una figura femminile. Nella Scrittura, infatti, ogni istituzione religiosa è rappresentata dalla figura simbolica di una donna.

    Anche Babilonia per esempio è simboleggiata da una donna.

    Inoltre, se guardiamo l’intero contesto di Apocalisse dodici vediamo che il contesto non supporta l’interpretazione che la donna è Maria, non può essere Maria, ma infatti è la nazione di Israele, guardate il resto del capitolo.

    Apocalisse 12: 5-6 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con uno scettro di ferro, e il figlio fu rapito verso Dio e verso il Suo trono. 6 E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, dove verrà nutrita per milleduecento sessanta giorni.

    Come si vede qui, è la donna che partorisce, ma suo figlio, Gesù Cristo va a Dio per siedere sul suo trono. Che cosa descrive questo? Descrive l’ascensione di Gesù in cielo. Questo ci dice anche che è dopo questo episodio, cioè l’ascensione, che la donna fuggì nel deserto. Anche questo non può essere riferito a Maria, ma invece può essere riferito ad Israele che entra un periodo di persecuzione e si nasconde. In effetti, guardate il passo successivo:

    Apocalisse 12: 13-17 E quando il dragone si vide gettato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschio. 14 E alla donna sono state date due ali di una grande aquila, che se ne volasse nel deserto, nel suo luogo, dove è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, dalla faccia del serpente.15 e il serpente gettò acqua dalla sua bocca come un fiume, dietro alla donna per farla essere portata via dal diluvio. 16 E la terra soccorse la donna, e la terra aprì la sua bocca, e inghiottì il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. 17 E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra con il resto del suo seme, coloro che osservano i comandamenti di Dio e ritengono la testimonianza di Gesù Cristo.

    Come si vede in questi ultimi due passi è reso impossibile il fatto che si stia parlando di Maria, ma è certo invece che stiamo parlando della donna che è la nazione da cui il Messia è provenuto, in altre parole Israele. Satana non ha mai perseguitato Maria e questa non può essere nemmeno la Chiesa come altri interpreti erroneamente insegnano, perché è Gesù che ha portato alla luce la Chiesa e non il contrario.

    Il linguaggio in tutto questo passo non può sostenere l’insegnamento che questa donna sia Maria e nemmeno la chiesa.

    La grammatica è anche molto, molto importante quando si studia la Scrittura. Spesso nella traduzione del testo originale sia Ebraico che Greco, si finisce col perdere molti importanti fatti grammaticali e questo in realtà molte volte può offuscare, in altre parole confondere il vero e preciso significato del passo in questione.

    E’ vero che la maggior parte della parola di Dio può essere intesa semplicemente studiandola nella propria lingua, ma lo studio della parola di Dio ha una migliore interpretazione e comprensione di essa dall’esame del testo nelle lingue originali in cui è stata scritta.

    Mentre anni fa solo gli studenti dedicati alla linguistica biblica potevano realizzare un approfondimento e una comprensione migliore della parola di Dio, oggi molti diversi strumenti sono resi disponibili per quelli di noi che veramente vogliono profondamente e seriamente diventare studenti della parola di Dio, che a mio avviso questo dovrebbe essere ogni credente.

    Naturalmente se si ritiene che sia particolarmente difficile fare questo si può e si dovrebbe quindi contare sulle capacità di insegnamento dei pastori/anziani se davvero anche essi hanno sviluppato tali competenze. Come ho già detto prima, molti in posizioni di anziani nella Chiesa o sono tutti insieme non qualificati o sono spiritualmente indolenti e spesso non vogliono partecipare alle responsabilità dategli da Dio riguardo all’insegnamento della Parola di Dio nel modo giusto e sano.

    Ora che abbiamo affrontato questo argomento dello studio biblico in un modo tecnico, si capisce ancora meglio perché Paolo abbia chiarito a Timoteo che studiare la parola di Dio non è solo indispensabile ma è anche un duro lavoro che deve essere preso seriamente e deve essere fatto con diligenza e in modo disciplinato.

    In questo modo si ottiene l’approvazione di Dio così che si fa in modo che non ci si vergogni di fronte a Dio e all’uomo perché non si conosce il significato della parola di Dio. Studiando la Parola di Dio farà in modo che saremo in grado di conoscere e interpretare la parola di Dio correttamente e con precisione e con questo si aumenterà ancora di più il processo del rinnovamento della mente.

    Senza il corretto e profondo e preciso insegnamento e studio della Parola di Dio un credente non potrà mai ottenere un vero rinnovo della mente, cioè il rinnovamento che Dio vuole realizzare in noi.

    Egli lo farà, però lo farà solo se ci sottomettiamo alla lettura e studio della Sua parola e obbediamo a questo proposito. Mentre molte promesse di Dio sono di natura incondizionale altre come il rinnovo della mente è condizionale alla nostra obbedienza.

    Il prossimo metodo è un metodo molto importante, infatti è un processo essenziale per il rinnovamento della nostra mente ed è il seguente:

    La Meditazione Della Parola di Dio

    Questo processo, anche se ne parliamo per ultimo, non è affatto il minimo, anzi. In realtà dovrebbe essere forse altrettanto importante e forse ancora più importante dello studio della parola.

    Io personalmente lo metterei allo stesso livello di importanza.

    Diciamo che leggere la parola di Dio è come ricercare tutti gli ingredienti per preparare una cena.

    Studiare la Parola di Dio, invece, è come prendere tutti gli ingredienti e metterli tutti insieme per preparare una sontuosa cena che li comprende tutti e saper utilizzare tutti i diversi ingredienti in modo corretto e metterli assieme per cominciare a mangiare assaporando tutti gli ingredienti perfettamente miscelati insieme.

    Meditare la parola di Dio invece è come si digeriscono e si assorbono tutti gli ingredienti e le sostanze nutritive che permettono di essere dirette nel corpo dove sono necessarie.

    La mediazione della parola di Dio ci permette di ritenere, ricordare e memorizzare molto meglio ciò che leggiamo e studiamo e ci permette di capire meglio.

    Meditare è in definitiva ciò che rende la parola di Dio memorabile il che influenza direttamente le nostre emozioni e il nostro comportamento.

    Meditando la parola di Dio è ciò che ci permette anche di memorizzare meglio la parola di Dio.

    Questa è una cosa essenziale nel processo del rinnovamento della mente.

    La parola di Dio ci esorta di fare questo:

    Colossesi 3:16 La parola di Cristo dimori in voi abbondantemente in ogni sapienza; insegnamento e ammonendovi a vicenda.

    Questo passo ci dice che la parola di Dio deve dimorare in noi abbondantemente.

    In noi vuol dire dentro di noi. Questo avviene come dice il passo ottenendo la sapienza o la conoscenza di essa tramite insegnamento e come abbiamo detto prima questo include lo studio e la meditazione.

    Meditare la parola di Dio è fondamentalmente ma è un’arte perduta nella chiesa. Devo ammettere che anche nella mia vita è diventata una rara pratica. Questa è veramente una cosa dannosa nella nostra vita di credenti e nella chiesa.

    Non meditare la parola di Dio è una cosa causata da diverse cose e di alcune ne abbiamo già parlato. In modo per noi di rinnovare la nostra mente con la parola di Dio, dobbiamo cominciare a cambiare un sacco di abitudini nella nostra vita. Abbiamo sempre bisogno di modificare quello su cui poniamo le nostre priorità.

    La più grande scusa che sento per quanto riguarda il motivo per cui i credenti non leggono regolarmente e sistematicamente la parola di Dio, perché non studiano la Parola di Dio e non meditano su di essa ed è questa la mancanza di tempo.

    Dobbiamo chiederci perché i credenti non hanno tempo per fare tutto questo? Perché non mettono le priorità sulla gestione del loro tempo correttamente, ecco perché!

    Non avere il tempo per fare queste cose è una scusa ma non è un valido motivo. Se il rinnovamento della nostra mente è importante a noi quanto lo è a Dio, allora queste tre cose dovrebbero avere il più alto livello di priorità nella nostra vita.
    Se non lo sono, allora la nostra mente non diventerà rinnovata e non saremo trasformati come Dio richiede e desidera.

    Quindi il problema non è infine la mancanza di tempo ma è la mancanza di responsabilità, la mancanza di obbedienza a Dio e la mancanza di disciplina spirituale.

    Peggio ancora, è di avere il desiderio di impegnarsi in attività carnali più che in discipline spirituali.

    Anche il ministero della gente nella chiesa per esempio spesso prende il posto di queste pratiche il che è una cosa molto negativa anziché come molti pensano sia una cosa positiva.

    Se il ministero di una persona non è il ministero della parola è un errore pensare che il ministero possa sostituire la disciplina spirituale. Infatti, se una persona non è spiritualmente disciplinata nel praticare queste tre attività non dovrebbero nememno essere nel ministero ed è ciò che Paolo in realtà sta esponendo in questi due versetti di Romani 12. Ricordate il versetto uno?

    Dobbiamo offrire noi stessi, tutti noi stessi come sacrificio vivente a Dio, santo e gradito, perché questo è il nostro ragionevole servizio logico, servizio, dice servizio a Dio.

    Il primo versetto dipende dal secondo, non possiamo fare ciò che Paolo ci dice di fare a meno che rinnoviamo la nostra mente in modo di essere trasformati e non essere conformi alle vie del mondo.

    Questi due versetti non possono essere presi separatamente, ma devono essere presi insieme, come una unità di pensiero e di azione.

    L’offerta dei nostri corpi include la nostra mente, come abbiamo visto prima e il nostro servizio deve essere fatto con la ragione, deve essere fatto con la nostra mente sempre impegnata dalla parola di Dio, ma dal momento che Dio vuole che il nostro servizio sia santo e gradito dobbiamo essere attivi nel processo del rinnovamento delle nostre menti se vogliamo sperare di essere messi nel servizio da parte di Dio.

    Dio onorerà, veramente onorerà con la Sua chiamata al ministero solo coloro che sono attivamente coinvolti nel processo della lettura, dello studio e della meditazione della Sua parola.

    Ricordate ciò che Paolo disse a Timoteo? Per essere approvati da Dio ci dobbiamo dedicare alla disciplina spirituale almeno leggere e studiare la parola di Dio.

    Purtroppo ci sono molti credenti che entrano nel servizio e che sono accettati nel servizio dalla chiesa ma che non sono né chiamati né approvati affatto da Dio. Perché? Perché il loro servizio non è ragionevole, non è santo e nemmeno è gradito a Dio. Perché? Perché non stanno perseguendo attivamente il processo del rinnovamento delle loro menti attraverso queste tre discipline spirituali.

    Questo tra l’altro è come le false dottrine riescono a radicarsi nella Chiesa, è per questo che la chiesa non è governata dalla sola autorità della parola di Dio, è per questo che il mondo entra nella chiesa con tutte le sue ideologie e le sue filosofie così come il motivo per cui regna il peccato nella chiesa il quale peccato non viene mai affrontato da nessuno.

    Inoltre i pastori/anziani come abbiamo detto non incoraggiano, di fatto spesso scoraggiano, il processo del rinnovamento delle menti dei credenti.
    Questi sono tutti gli ostacoli che i credenti devono affrontare e prevenire per ottenere il rinnovamento della loro mente.

    Come si vede, però, la maggiore responsabilità, anche se passa attraverso i capi della chiesa rimane comunque quella del singolo credente.

    Tuttavia, l’ignoranza della parola di Dio stessa è la causa della mancanza del rinnovamento della mente.

    Dio terrà sia, i leader che il singolo credente entrambe responsabili per la mancanza del rinnovo della mente. Ovviamente se i leaders della chiesa non insegnano e incoraggiano i credenti a rinnovare le loro menti, se non aiutano i credenti con i modi e gli strumenti adeguati a farlo, allora questo complicherà notevolmente il rinnovamento della mente.

    La meditazione richiede un ambiente particolare, richiede tempo, richiede silenzio e concentrazione sulla Parola di Dio. La meditazione è una pratica che ha preso un aspetto negativo in molte chiese anche perché è stata associata a pratiche meditative negative come la meditazione trascendentale, o legata alla pratica della meditazione utilizzata nelle religioni orientali.

    Basti dire che ogni tipo di meditazione che non è sulla parola di Dio è pericolosa e molto dannosa. La meditazione della parola di Dio non deve essere associata al misticismo.

    Il fatto che sia una pratica scoraggiata in alcune chiese e non sono in grado di insegnare come si faccia a meditare la parola di Dio è perché temono che la gente entri nel misticismo. Tuttavia oggi molte, molte chiese incoraggiano il tipo sbagliato di meditazione. Esse sostengono e incoraggiano le filosofie religiose orientali di meditazione, in alcune chiese hanno persino sponsorizzano la pratica dello yoga e tengono classi effettive di yoga nella chiesa stessa.

    Allora, cosa significa invece meditare la parola di Dio? Qual è il vero significato della meditazione?

    MEDITAZIONE: La meditazione è un atto di devozione privata, la quale consiste in una profonda riflessione deliberata su una verità spirituale accompagnata dalla preghiera e da atti di affetto e della volontà, in particolare nella formazione di risoluzioni per la condotta futura ”

    Meditare è pensare profondamente su ciò che la Parola di Dio ci dice e ci insegna. Questo richiede tempo e fatica.Vedete che anche nel significato stesso della parola viene detto che la meditazione è infatti necessaria per la formazione e le risoluzioni per la condotta futura di un credente, questo mi sa che voglia dire la stessa cosa che dice Paolo quando dice di non essere conformi alle vie di questo mondo ma di essere trasformati mediante il rinnovamento della mente. E’ come se Paolo ci stesse esortando di meditare la parola per rinnovare la mente.

    La parola di Dio insegna che la meditazione di per sé non solo necessaria è essenziale.

    Diamo un’occhiata a ciò che la Parola di Dio stessa dice circa la meditazione della parola di Dio.

    Salmi 1:1-3 Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, 2 ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte. 3 Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà.

    Questo primo passo che stiamo vedendo è di immensa importanza.

    Dio benedice una persona che si diletta nella parola di Dio e che medita su di essa, con quale frequenza? Giorno e notte.

    Questo farà sì che coloro che fanno questo saranno spiritualmente proficui e avranno anche successo nella vita quotidiana. Dio ci dice che se meditiamo sulla Sua parola e poi viviamo secondo la parola di Dio, avremo successo in tutto ciò che facciamo.

    Salmi 63: 6 Quando io ti ricordo sul mio letto, e medito su di te nelle veglie della notte.

    Qui vediamo di nuovo il Salmista che medita su Dio e sulle Sue vie durante la notte. Questo descrive la persona che deve stare sveglia o magari non riesce a dormire, o forse di proposito usa la notte per meditare su Dio e la Sua parola. Questo ha buon senso, la notte è infatti il periodo più tranquillo in cui una persona possa meditare la parola di Dio poiché rumori, distrazioni e le attività della giornata non ci sono. La notte e la mattina presto sono i periodi migliori per meditare.

    Tuttavia spesso questi tempi sono appositamente scelti e quindi richiedono uno sforzo disciplinato.

    Salmi 119: 148 Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, che io possa meditare nella tua parola.

    Questo passo conferma in realtà quello che ho detto prima, Davide sta dicendo qui che egli volutamente impedisce ai suoi occhi dal prendere sonno durante la notte in modo che egli possa in effetti meditare sulla parola di Dio.

    Salmi 119: 78 Lascia che i superbi si vergognino; perchè essi mi affrontano perversamente senza una causa: ma io medito i tuoi precetti.

    Qui Davide dice qualcosa che in realtà ci dovrebbe insegnare a fare nello specifico, quando le persone ci affrontano perversamente e sono contro di noi senza motivo dovremmo meditare la parola di Dio piuttosto che concentrarsi sul male che soffriamo.

    Salmi 119: 97-99 O come amo la tua legge! è la mia meditazione tutto il giorno. 98 Tu attraverso i tuoi comandamenti mi hai fatto più saggio miei nemici: perché sono sempre con me. 99 Io ho più intelletto di tutti i miei maestri: perchè le tue testimonianze sono la mia meditazione.

    Qui vediamo quanto Davide ritenga importante la parola di Dio. Lui la ama! Egli afferma che medita su di essa tutto il giorno. Inoltre vediamo che la meditazione della parola di Dio induce ad avere la saggezza con la quale siamo in grado di sopportare i piani dei nostri nemici, perché la meditazione della Parola di Dio ci renderà più saggi dei nostri nemici. Essa ci darà la comprensione che ci farà addirittura essere a conoscenza ancora più dei nostri maestri del mondo, perché questo è ciò che accade quando meditiamo sulla parola di Dio.

    La parola di Dio è la miglior insegnante di tutti e ci dà tutta la conoscenza, la saggezza e il discernimento di cui abbiamo bisogno. Nessun altro insegnante o soggetto di qualsiasi scuola di un sistema educativo mondano ci possono dare la conoscenza, la saggezza e il discernimento che la parola di Dio dà.

    Dobbiamo sapere ormai che le Scritture ci dicono che il timore del Signore è l’inizio di tutta la conoscenza e l’inizio della saggezza.

    Salmi 111:10 Il timore del Signore è il principio della saggezza: una buona comprensione hanno tutti quelli che fanno i suoi comandamenti: la sua lode rimane in eterno.

    Proverbi 1:7 Il timore del Signore è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l’istruzione.

    Questo è l’unico tipo di conoscenza e di saggezza che Dio vuole che noi abbiamo, solo con questo tipo di conoscenza e saggezza siamo in grado di capire la vita, il mondo, il peccato, noi stessi, ma la maggior parte di tutto ciò che Dio conosce ed essere in grado di capire i Suoi pensieri e le Sue vie.

    Tra l’altro questo è il soggetto che sposa perfettamente il processo del rinnovamento della nostra mente.

    Come abbiamo detto prima cambiare la nostra mente è il vero significato del pentimento, quando rinnoviamo la nostra mente vediamo e comprendiamo tutto allo stesso modo di Dio e questo è esattamente ciò che Dio vuole fare in noi.

    Ogni soggetto che il mondo cerca di insegnare e di spiegare deve essere controllato e compreso solo attraverso la conoscenza e la saggezza di Dio. Quando facciamo questo capiremo ciò che è vero e ciò che è falso, avremo una visione del mondo biblica e non una visione del mondo nel modo umano e mondano.

    Il diavolo lavora molto per farci vedere le cose solo in modo umano e mondano, è per questo che ha sovvertito tutto il sistema educativo nel mondo, è per questo che ha messo tutti i suoi servitori in posizioni mondane di potere e di autorità e di intrattenimento. Il suo controllo totale del sistema mondiale è fatto per indurre la gente ad essere mentalmente programmata e per visualizzare tutto mediante un punto di vista che si oppone sempre al punto di vista di Dio.

    Quindi, come già detto il campo di battaglia è la mente, sarà qui, dove vinceremo o perderemo e abbiamo bisogno di capire questo concetto a fondo e capirlo bene.

    Questo è esattamente il motivo per cui il nemico cerca così strenuamente di far fallire i tentativi dei fedeli di leggere, studiare e meditare la Parola di Dio, perché egli sa che se noi rinnoviamo la nostra mente saremo trasformati e non saremo conformi alle vie del mondo, egli sa che vedremo e capiremo tutto allo stesso modo di Dio e saremo conformi alla volontà di Dio anziché la volontà del nemico.

    Il diavolo possiede i non credenti ed essi volenti o nolenti gli permettono sempre di programmare le loro menti per obbedirlo e alla fine questo significa adorarlo al posto di Dio.

    Paolo disse che a quale padrone ci sottomettiamo per obbedire di lui siamo schiavi:

    Romani 6:16 Non sapete voi che a chiunque vi offrite come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell’ubbidienza per la giustizia?

    Così ora abbiamo visto come e perché dobbiamo rinnovare le nostre menti, perché solo in questo modo si può essere trasformati in ciò che Dio vuole, solo in questo modo non saremo conformi alle vie del mondo.

    Abbiamo visto e spero capito, che se non rinnoviamo la mente il nostro comportamento non sarà conforme al comportamento che Dio vuole che abbiamo. Questo concetto è dimostrato vero anche nella scienza della psicologia. Per modificare il comportamento la mente deve essere cambiata per allinearsi al nuovo programma, al fine di coinvolgere le nostre emozioni e infine per convertire il nostro comportamento in base al nuovo programma. Questo è esattamente ciò che Dio ci sta dicendo, una mente rinnovata è allineata alla Sua parola e questo porta a cambiare il nostro modo di agire e a rendere il nostro comportamento conforme alla Sua volontà che ancora una volta possiamo solo trovare nella Sua parola.

    Questo ci porta alla seconda parte del versetto due di Romani 12.

    Romani 12:2b affinché conosciate per esperienza quale sia la buona, gradita e perfetta volontà di Dio.

    Questa è una parte molto importante del versetto 2, in realtà è il prodotto finale del rinnovamento della mente.

    Spesso vediamo e sentiamo molti, molti cristiani che hanno difficoltà nel sapere ciò che è la volontà di Dio. Molti lottano strenuamente per cercare di accettare la volontà di Dio nella loro vita e molti vivono in aperta ribellione alla volontà di Dio.

    Il motivo per cui questo accade è proprio perché la mente del credente non è rinnovata. Questo accade perché è l’unico modo che abbiamo per conoscere la volontà di Dio questo accade solo se passiamo il nostro tempo per conoscere Dio e comprendere ciò che è la Sua volontà rivelata a noi nella Sua parola.

    Di nuovo ripeto che molte, molte false dottrine nascono e vengono seminate e accettate proprio perché le persone non conoscono Dio e non sanno che cosa sia la Sua volontà.

    Quindi, come si vede stiamo tornando di nuovo a molti dei punti che abbiamo già studiato prima, in altre parole, solo attraverso la parola di Dio, la lettura fatta nel modo giusto, lo studio diligente e la meditazione e la memorizzazione, rinnoveremo la nostra mente, solo attraverso queste discipline spirituali si arriva a conoscere Dio ed infine a conoscere la Sua volontà.

    Come possiamo vedere quindi, quando queste cose mancano poi tutti tipi di errori vengono introdotti nella Chiesa e nella vita dei credenti, in aggiunta la disobbedienza e la ribellione regnano nella vita del credente e le false ed erronee dottrine sono accettate facilmente.

    Questo provoca una persona ad essere conforme alle vie del mondo ed impedisce la trasformazione perché non c’è il rinnovamento della mente. Non avere una mente rinnovata impedisce ai credenti di conoscere, riconoscere ed accettare la volontà di Dio.

    Nel libro di Geremia Dio dice questo:

    Geremia 9: 23-24 Così dice l’Eterno: «Il savio non si glori della sua sapienza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza. 24 Ma chi si gloria si glori di questo: di aver senno e di conoscere me, che sono l’Eterno, che esercita la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra; poiché mi compiaccio in queste cose», dice l’Eterno.

    Questo bellissimo passo ci dà una grande intuizione e chiarezza in ciò che Dio vuole da noi, in altre parole la Sua volontà per la nostra vita e questa si trova descritta in questo passo.

    In questo passo da solo comprendiamo che cosa sia la volontà di Dio per noi.

    Dio desidera, cioè vuole, che noi non cerchiamo la sapienza o la conoscenza o l’istruzione mondana né dobbiamo cercare forza personale o ricchezze mondane, invece Egli vuole che ci gloriamo, in altre parole che troviamo il nostro scopo nella vita nel conoscere e comprendere Lui. Conoscere Dio meglio ci mostrerà ciò che Dio vuole da noi ancora di più.

    Dio vuole sempre che noi siamo come Lui e quindi dobbiamo essere e fare quello che Egli è e fa, cioè Dio vuole che, come Lui esercitiamo la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra.

    Questo passo in realtà ci dice quello che abbiamo detto fin ora, in altre parole conoscendo Dio tramite la lettura, lo studio e la meditazione della Sua parola cominceremo a rinnovare la nostra mente, solo così si arriva a conoscere Dio sempre meglio e così facendo, Dio ci darà la comprensione, la conoscenza e la saggezza secondo la Sua parola così che possiamo capire e mettere in pratica la Sua volontà.

    Vediamo nel passo di Geremia che Dio si compiace nell’ amore, nella gentilezza, nel giudizio e nella giustizia.

    Ciò è estremamente importante, Dio ci dice che Egli si diletta nella pratica di queste cose sulla terra. Egli vuole che queste cose siano praticate sulla terra. Dio vuole che i Suoi figli siano come Lui e quindi capire che questa è la volontà di Dio cioè che anche noi pratichiamo queste cose.

    Quindi, quello che abbiamo visto qui è in parte conoscenza della Sua volontà per noi. Ovviamente questo non è tutto ciò che Dio vuole ma cominciamo a capire però parte della Sua volontà per noi in questo passo.

    Così possiamo iniziare da qui, mentre rinnoviamo la nostra mente con la parola di Dio succedono diverse cose. Si arriva a conoscere come Dio veramente è e ciò che Egli vuole che noi facciamo e come Egli desidera che siamo e in aggiunta ci dice come farlo.

    Molti anzi troppi credenti hanno un grande problema nel riconoscere e accettare la volontà di Dio. Ci sono molti equivoci su ciò che è la volontà di Dio e come si discerne la volontà di Dio.

    Molti credenti hanno molte difficoltà nella loro vita per discernere la volontà di Dio nella la loro vita.

    Un problema molto grande nel discernere la volontà di Dio nella vita di molti credenti è che vengono accettate altre forme e metodi per discernere la volontà di Dio a parte dalla parola scritta.

    Questo ci porta ad dinanzi ad un problema che abbiamo già accennato in precedenza.

    Questo problema è l’accettazione delle parole così dette Rhema. Se vi ricordate le parole Rhema sono un altro mezzo erroneo, utilizzato per poter udire e discernere la voce di Dio e ciò che Egli ci sta dicendo, questo però a parte dalla parola scritta di Dio.

    Queste parole Rhema secondo chi le accetta avrebbero origine in Dio ma poi vengono udite nella mente delle persone o altre che sarebbero invece pervenute dai cosiddetti profeti della Chiesa, o dalla cosiddetta parola di saggezza, sapienza e conoscenza udita e poi data da altri credenti. Queste cose secondo loro sono un’altra maniera come Dio ancora comunica con noi. Io invece credo proprio di no.

    Dio può parlare tramite altri credenti? Sì certamente, come Dio parla tramite i predicatori e maestri nella chiesa ma che questo è possibile solo tramite la Sua parola scritta.

    Abbiamo visto che questa parola Rhema è un vero problema e infine non è altro che un tipo di inganno. Questi metodi non sono validi per sapere ciò che Dio ci dice o per discernere la volontà di Dio.

    Ho sentito queste false cose e devo dire a volte anche eresie dette da molti credenti che professano di aver udito o ricevuto qualche parola Rhema al di fuori della parola scritta di Dio.

    Molte persone hanno apertamente peccato perché hanno ubbidito alla parola Rhema che hanno udito da altri ed hanno fatto cose invece che sono totalmente contrarie alla volontà di Dio, ma hanno comunque determinato che fosse stato Dio a parlare a loro e a dire loro di fare queste cose.

    Ho sentito vere storie di fedeli che professano di aver udito, presumibilmente la voce di Dio che gli avrebbe detto che dovrevano divorziare le loro mogli o i loro mariti, perché Dio ha detto loro di farlo e di sposare qualcun altro, perché Dio gli ha detto che questa era in effetti la persona che loro dovevano sposare.

    Questa non è altro che una menzogna che proviene dagli inferi, ma questa gente invece crede che sia la volontà di Dio rivelata a loro dalla voce di Dio.

    Questo non è altro che una immaginazione nella loro mente malvagia e carnale la quale essi percepiscono come se fosse da Dio che gli parla. Questo accade perché essi vogliono fare quello che in effetti è nei loro cuori malvagi.

    Non c’è da meravigliarsi che Paolo in 2 Corinzi 10:5 dice che dobbiamo usare le armi spirituali di Dio per abbattere le immaginazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio.

    Queste sono immaginazioni nella mente delle persone e non è parola di Dio o volontà di Dio per loro. Questi invece sono in opposizione alla parola e alla volontà di Dio. Dobbiamo abbattere e distruggere le falsità che cercano di competere con la parola di Dio e con la Sua volontà.

    C’è un passo in Geremia che ci spiega come questa cosa esisteva a quei tempi ed esiste ancora oggi ed è un problema grave, molto grave.

    Geremia 23:16-18 Così dice l’Eterno degli eserciti: «Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano. Essi vi fanno diventare spregevoli; vi espongono le visioni del loro cuore e non ciò che procede dalla bocca dell’Eterno. 17 Dicono del continuo a quelli che mi disprezzano: “L’Eterno ha detto: Avrete pace”; e a tutti quelli che camminano nella caparbietà del proprio cuore: “Nessun male verrà su di voi”. 18 Ma chi ha assistito al consiglio dell’Eterno? Chi ha visto, chi ha udito la sua parola? Chi ha prestato attenzione alla sua parola e l’ha udita?

    Geremia 23:21-32 Io non ho mandato quei profeti; ma essi sono corsi; non ho parlato loro, ma essi hanno profetizzato. 22 Ma se avessero assistito al mio consiglio, allora avrebbero fatto udire le mie parole al mio popolo, e così li avrebbero fatti allontanare dalla loro cattiva via e dalla malvagità delle loro azioni. 23 Sono io soltanto un DIO da vicino», dice l’Eterno, «e non anche un DIO da lontano? 24 Potrebbe uno nascondersi nei nascondigli senza che io lo veda?», dice l’Eterno. «Non riempio io il cielo e la terra?», dice l’Eterno. 25 «Ho udito ciò che dicono i profeti che profetizzano menzogne nel mio nome, dicendo: “Ho avuto un sogno, ho avuto un sogno!”. 26 Fino a quando durerà questo nel cuore di questi profeti che profetizzano menzogne e profetizzano l’inganno del loro cuore? 27 Essi pensano di far dimenticare il mio nome al mio popolo con i loro sogni che si raccontano l’un l’altro, come i loro padri dimenticarono il mio nome per Baal. 28 Il profeta che ha avuto un sogno racconti il sogno, ma chi ha la mia parola riferisca la mia parola fedelmente. Che ha da fare la paglia col frumento?», dice l’Eterno. 29 «La mia parola non è come il fuoco?», dice l’Eterno, «e come un martello che spezza il sasso? 30 Perciò ecco», dice l’Eterno, «io sono contro i profeti che rubano gli uni agli altri le mie parole. 31 Ecco», dice l’Eterno, «io sono contro i profeti che usano la loro lingua e dicono: “Egli dice”. 32 Ecco, io sono contro quelli che profetizzano sogni falsi», dice l’Eterno, «e li raccontano e traviano il mio popolo con le loro menzogne e con le loro millanterie, benché io non li abbia mandati né abbia dato loro alcun ordine; perciò non saranno di alcuna utilità a questo popolo», dice l’Eterno.

    Guardiamo con attenzione a ciò che questi passi ci stanno insegnando.

    Nel versetto 17 si parla di falsi profeti e Dio dice che questi dicono a coloro che camminano secondo l’immaginazione dei loro cuori che in effetti possono continuare a fare così e che nessun male sarebbe venuto su di loro.

    Quindi, in pratica potrvano continuare a fare cose a loro piacimento, vivere nel peccato e nella malvagità e non sarebbero stati giudicati da Dio, infatti questi falsi profeti gli dicevano che sarebbero stati invece benedetti.

    Dio era irato con entrambe sia i falsi profeti che le persone malvagie che hanno dato loro ascolto.

    I profeti continuavano ad insistere che Dio gli stava parlando ed in effetti dicevano di avere una parola rhema dal Signore. Dio invece dice nel versetto 21 che Egli non aveva mandato questi profeti. Dio non aveva parlato tramite loro e loro profetizzavano comunque nel Suo nome.

    Dio dice che se si fossero veramente e realmente trovati nel consiglio di Dio avrebbero causato il popolo di Dio ad ascoltare le Sue vere parole e a chiamare le persone a lasciare le loro vie malvagie.

    Invece incoraggiavano la gente a commettere il male ed a continuare nelle loro vie malvagie.

    Nel versetto 25 Dio dice che questi profeti profetizzavano menzogne nel nome di Dio, nel versetto 26 Dio dice che profetizzavano l’inganno del loro cuore.

    Nel versetto 27 Dio dice una cosa molto interessante, Egli dice che questi profeti causavano la gente a dimenticare il nome di Dio. Come può essere questo? Essi profetizzavano nel Suo nome perché allora Dio dice questo? Sta dicendo questo perché stavano prendendo il Suo nome invano profetizzando falsità nel Suo nome.

    La gente a Sua volta avrebbe dimenticato ciò che Dio gli aveva comandato nella Sua legge e così avrebebro disonorato il Suo nome. Il Suo nome deve essere onorato primariamente dal modo in cui viviamo, se viviamo male disonoriamo il nome di Dio, perché Egli ha messo il Suo nome sulla Sua parola e sul Suo popolo che è chiamato per il Suo nome.

    Il nome di Dio è come l’etichetta o come un marchio o un certificato di qualità su un prodotto, quindi la Sua parola e il Suo popolo sono etichettati o marchiati o certificati dal nome di Dio. Pensate che disonore sarebbe per un produttore se il suo nome che è sull’etichetta o un marchio o un certificato di un prodotto non viene trovato all’altezza di come è in effetti etichettato, marchiato, certificato e garantito. Così è anche per Dio, quando il Suo nome è su qualcuno il prodotto deve essere della qualità e all’altezza del Suo nome, cioè della Sua persona.

    Ricordiamoci che i veri profeti di Dio profetizzavano sempre e solo in perfetta unità e conformità con la parola scritta di Dio. Questo sembra essere il nocciolo della questione. Anche oggi abbiamo bisogno di prendere questo in attenta considerazione.

    Profetizzare oggi non è più come lo era ai tempi di Geremia, anche con veri profeti e maestri di Dio. Oggi la rivelazione della parola di Dio è completa, in realtà questa cosa è resa un fatto che l’ultimo libro profetico della Bibbia si chiama Apocalisse, in Greco questa parola significa Rivelazione e questo stesso libro ci avverte di non aggiungere o sottrarre nulla dalla parola scritta di Dio.

    Oggi, quando si insegna o quando si profetizza lo si fa solo ed esclusivamente attraverso l’insegnamento espositivo della parola scritta di Dio. Non ci sono più parole Rhema, non ci sono più come c’erano state nell’ A.T.

    Dobbiamo sapere infatti che ciò che i profeti dicevano doveva essere comunque in perfetta linea con la parola scritta di Dio. Questo perché era Dio che in realtà ha parlato tramite i Suoi profeti così evidentemente Dio non avrebbe mai detto alcuna cosa contraria alla Sua parola scritta.

    Torniamo adesso alla conoscenza della volontà di Dio riguardo a ciò che abbiamo detto prima, Dio non avrebbe MAI detto a qualcuno di divorziare la loro meglie per sposare un’altra donna. Non mi interessa quello che questi sognano, di che hanno visioni o così dette rivelazioni, quale voce o quale profezia ricevono che gli dice di fare una cosa del genere, queste cose non sono da Dio. Questo non può MAI essere la volontà di Dio!

    Come possiamo saperlo?

    Possiamo sapere la volontà di Dio per quanto riguarda questa cosa (e tutte le cose) dalla conoscenza della parola scritta di Dio.
    Dio ci dice esattamente quale è la Sua volontà nella Sua parola scritta.

    Quindi, diamo un’occhiata a ciò che Dio dice riguardo alla Sua volontà per esempio per quanto riguarda il divorzio.

    Il primo posto dove dobbiamo andare per sapere ciò che Dio pensa di questo problema è il seguente:

    Malachia 2: 14-17 Eppure dite: «Per quale ragione?». Poiché l’Eterno è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza, verso la quale ti sei comportato perfidamente, benché ella sia la tua compagna e la moglie del tuo patto. 15 Ma non li fece Dio uno e nondimeno lo spirito rimase in lui? E perché mai uno? Poiché egli cercava una discendenza da DIO. Badate dunque al vostro spirito e nessuno si comporti perfidamente verso la moglie della sua giovinezza. 16 «Poiché l’Eterno, il DIO d’Israele, dice che egli odia il divorzio e chi copre di violenza la sua veste», dice l’Eterno degli eserciti. Badate dunque al vostro spirito e non comportatevi perfidamente. 17 Voi stancate l’Eterno con le vostre parole, eppure dite: «In che cosa lo abbiamo stancato?». Perché voi dite: «Chiunque fa il male è gradito all’Eterno, che si compiace in lui», oppure: «Dov’è il DIO della giustizia?».

    Questo passo parla del divorzio e come Dio lo odia. Guardate nel versetto 16, Dio dice lo odia, odia il divorzio. Si vede anche in questo passo che Dio accusa il Suo popolo di averlo stancato con questa pratica e che con le loro parole avrebbero lodato il loro comportamento malevolo considerandolo una buona cosa.

    Questo è esattamente quello di cui parlavamo prima, la gente dice che Dio gli dice loro di fare le cose che invece Egli odia e poi dichiarano il loro male un bene, ancora peggio chiamano Dio bugiardo perché dicono che Egli gli ha detto loro di fare queste cose quando invece ovviamente, non è vero. Quindi accusano Dio di averlgi detto di fare cose opposte alla Sua volontà il che è peccare.

    Dio odia, odia, il divorzio. Allora, cosa dobbiamo pensare che sia la Sua volontà riguardo a questa cosa? Non certo divorziare!

    Proprio per questo fatto conosciamo quindi che la volontà di Dio non è mai il divorzio. La volontà di Dio, come abbiamo detto prima è quella di esercitare l’amore, la gentilezza, la giustizia e il perdono.

    Quindi, come possiamo conciliare il divorzio con queste cose? Come possono essere sicuramente la volontà di Dio? Non lo sono e non possiamo conciliare il divorzio con la volontà di Dio, non possiamo mai farlo.

    La parola di Dio non concilia il divorzio con la Sua volontà.

    Diamo un’occhiata a ciò che Gesù ha da dire di questo argomento.

    Parlando agli ebrei riguardo a ciò che Dio ha detto loro nella legge per quanto riguarda il divorzio e dice questo in:

    Matteo 19:3-9 Allora gli si accostarono alcuni farisei per tentarlo, e gli dissero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». 4 Ed egli, rispondendo, disse loro: «Non avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio e femmina? 5 E disse: “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la propria moglie, e i due diverranno una sola carne”. 6 E così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito insieme, l’uomo non lo separi». 7 Essi gli dissero: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle un atto di divorzio e mandarla via?». 8 Egli disse loro: «Per la durezza dei vostri cuori Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non era così. 9 Or io vi dico che chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chi sposa colei che è stata mandata via, commette adulterio».

    Prima di tutto i farisei chiedono a Gesù se è lecito divorziare una moglie per ogni e qualsiasi motivo. Ora,questo è ironico perchè i farisei stessi si consideravano esperti della legge di Dio. Si potrebbe supporre che di tutte le persone essi dovevano sapere che cosa fosse lecito o no.

    Dobbiamo anche capire che in quei giorni in quanto è anche nella Chiesa oggi, non si limitavano semplicemente a studiare la Parola di Dio e la Sua legge per ottenere la vera interpretazione di esse, anzi si affidavano pesantemente sui pareri ed insegnamenti e interpretazioni rabbiniche.

    Questo accadeva allora e accade oggi, comprendiamo che la gente tendeva e ancora tende ad allineare le loro opinioni di ciò che significa la parola di Dio ai propri desideri e su ciò che essi vogliono che la parola di Dio dica.

    Molti farisei dunque seguivano insegnamenti rabbinici che gli erano insegnati e questi dicevano che si poteva divorziare una moglie per qualsiasi motivo. Ovviamente altri prendevano la parte di chi gli ha insegnato che non si poteva e non si doveva. Si possono avere tante opinioni sulla parola di Dio ma infine conta solo l’opinione di Dio!

    Bene, ora Dio Onnipotente ci dice esattamente qual è la Sua volontà riguardo a questo argomento.

    Gesù infatti dice questo:

    4 Ed egli, rispondendo, disse loro: «Non avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio e femmina? 5 E disse: “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la propria moglie, e i due diverranno una sola carne”. 6 E così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito insieme, l’uomo non lo separi».

    Gesù invece di dare specifiche su quando o come una persona potrebbe divorziare o se anche potessero, risponde facendogli fare un viaggio di ritorno alla Genesi e chiede loro se effettivamente hanno letto la parola di Dio oppure no. Gesù sta mostrando loro che la risposta a questa domanda precede addirittura la legge.

    Si deve andare indietro alla creazione. La vera e assoluta volontà di Dio risale alla creazione dell’uomo e della donna.

    Cioè, che cosa ha stabilito Dio al momento della creazione? Prima di tutto Gesù, cita questa Scrittura e ci dà la prova che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna e non con persone dello stesso sesso.

    È così che Dio ha creato l’uomo e come Dio considera il matrimonio.

    Nel principio quindi Dio creò l’uomo, maschio e femmina li creò, questo è l’unico ordine creativo di Dio che dobbiamo o possiamo accettare.

    In aggiunta a questo, è Dio che ha creato il matrimonio stesso, Dio ha istituito il matrimonio e l’unità famigliare e questa è un’istituzione sacra per Lui.

    Questa cosa nessun uomo dovrebbe alterare o modificare o disonorare. Poi Gesù fa una dichiarazione molto importante, dicendo che i due saranno una sola carne. Questo è importante in quanto Gesù non si limita a parlare dell’unità che un marito e una moglie hanno attraverso una unione sessuale intima, ma va ben oltre.

    Dio vede il matrimonio come due persone che effettivamente diventano spiritualmente una sola persona. Pertanto, ciò che Dio ha congiunto l’uomo non può e non deve separare.

    Questa affermazione è enorme, questa è la volontà di Dio! I due diventano uno, perché è Dio che unisce un marito e una moglie assieme, non è l’uomo di per sé, che unisce loro ma è Dio. Questa è una unione che Dio desidera sia permanente e nessuno, nessuno, neppure uno dei due coinvolti devono mai sciogliere l’unione che Dio ha creato.

    Gesù, quindi dice che la volontà di Dio è che non ci sia mai un divorzio. Come ho detto, Gesù dice che questo precede la legge.

    I farisei non furono soddisfatti della risposta di Gesù. Quante volte questo accade anche oggi? Qualcuno arriva e chiede quello che Dio possa dire su questo o su quello, gli si dà la risposta attraverso la parola di Dio, ma questi non sono soddisfatti con la risposta che ricevono, perché? Perchè non è la risposta che volevano.

    Si vede chiaramente che non è la volontà di Dio che questi vogliono conoscere e rispettare, sono invece le proprie opinioni e i propri desideri che essi vogliono placare e se non odano la risposta che vogliono e che desiderano tentano di trovare scappatoie e scuse. Questi dunque sfidarono la risposta di Gesù e gli ricordano che fu Mosè che inserì nella legge una clausola che una persona poteva divorziare.

    Gesù però gli spiega perché Mosè fece questo. Fece questo perché i cuori del popolo erano duri. Questa tra l’altro era in realtà una legge che è fu in effetti progettata per proteggere le donne.

    Questa legge fu messa in atto da Mosè in modo che le donne non fossero abusate dai loro mariti che diventavano scontenti di loro. Questo è stato ed è ancora oggi un problema molto grande nei matrimoni. Abuso e violenza, e spesso l’adulterio nascono nel matrimonio perché le persone diventano insoddisfatte con i loro partner, in particolare gli uomini con le donne, ma non sempre in special modo oggi. Questa insoddisfazione fa sì che molte persone diventino violenti e così abusano dei loro partner.

    Quindi, per proteggere le donne da questo tipo di abuso e di violenza e dall’adulterio, Mosè scrisse questa clausola nella legge. Gesù però dice che questa non è affatto la volontà di Dio, Dio odia il divorzio e non lo supporta né lo condona.
    Infatti Gesù conferma che la volontà di Dio riguardo al matrimonio è che nessun uomo separari ciò che Egli ha unito.

    Infatti Gesù dice anche che il divorzio non è mai consentito a meno che non sia a causa di infedeltà sessuale, ma anche in questo caso se una persona ripudia la propria moglie, e oggi anche un marito, anche per questo motivo, un nuovo matrimonio non è consentito in quanto si tradurrà in adulterio.

    Ci sono molte scuole di interpretazione per quanto riguarda questo problema, ma la Scrittura mostra chiaramente che se entrambe le persone sono credenti, il divorzio non è affatto la strada da percorrere.

    Molti dicono che Gesù sta dicendo che si può divorziare per infedeltà coniugale.

    Si potrebbe, ed in realtà è l’unica ragione in un matrimonio tra i credenti dove il divorzio sarebbe permesso ma c’è anche il divieto ai credenti di risposarsi.

    Ciò è confermato in:

    1 Corinzi 7:10-11 Agli sposati invece ordino, non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, 11 e qualora si separasse, rimanga senza maritarsi, o si riconcili col marito. E il marito non mandi via la moglie.

    Questo passo parla a credenti sposati. Esso vieta il divorzio, ma se succede vieta un nuovo matrimonio.

    Ci sono solo due casi in cui e quando il divorzio è permesso da Dio e quando un nuovo matrimonio è accettabile ed è nell’ evento in cui una persona non è un credente e divorzia ma si risposa poi nel Signore, come sappiamo, quando una persona nasce di nuovo diventa una nuova creatura e tutte le cose vecchie sono passate e tutte le cose sono diventate nuove 2 Corinzi 5:17; e il secondo caso è quando una persona non salvata è sposata con un credente, ma poi il non credente non rimane sposato col credente e decide di divorziare.

    1 Corinzi 7:12-16 Ma agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente, e questa acconsente di abitare con lui, non la mandi via. 13 Anche la donna che ha un marito non credente, se questi acconsente di abitare con lei, non lo mandi via, 14 perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito, altrimenti i vostri figli sarebbero immondi; ora invece sono santi. 15 Se il non credente si separa, si separi pure; in tal caso il fratello o la sorella non sono più obbligati; ma Dio ci ha chiamati alla pace. 16 Infatti che ne sai tu, moglie, se salverai il marito? Ovvero che ne sai tu, marito, se salverai la moglie?

    In questi casi, un credente non è sotto obbligo, in altre parole, essi non sono più vincolati dalla decisione del non credente di divorziarli ed essi sono liberati da Dio da quel legame.

    Ovvio che anche di questa dottrina c’è chi dice che il testo non insegna che ci si possa risposare ma che insegna soltanto che c’è il permesso di dissolvere l’unione. Comunque se si esamina il passo nella maniera giusta si comprende che il legame è completamente dissolto come se ci fosse stata la morte della persona che divorzia.

    E’ ovvio comunque che in tutta la Scrittura, sia nell’AT che nel NT la volontà di Dio è che dobbiamo sempre perdonare e praticare l’amore e non il divorzio.

    Dio ci perdona tutti i nostri peccati e ci ama sempre, anche quando gli siamo infedeli. Dio ci chiama ad essere come Lui.

    Ovviamente qui stiamo parlando del popolo di Dio, sia nel passo di Matteo sia nelle Epistole del NT, è chiaro che la questione del divorzio si rivolge al popolo di Dio, anche se comunque è la volontà di Dio di non divorziare e la è per tutti nel mondo, credenti o meno. Tuttavia, sappiamo che i non credenti non si sottomettono mai alla volontà di Dio e che ovviamente non si preoccupano di fare la volontà di Dio.

    Quello che abbiamo qui è Dio che affronta il Suo popolo, sia ebraico che cristiano, il Suo popolo dovrebbe obbedire la Sua volontà.

    Il problema in questo soggetto per noi non è tanto quello che fa il mondo piuttosto ciò che fa il credente.

    Questo ci riporta al passo di Romani 12: 1-2. Dio ci chiama ad offrirci a Lui come sacrificio vivente e anche ci viene esortato a non essere conformi alle vie del mondo ma essere trasformati mediante il rinnovamento della mente in modo che possiamo sperimentare la volontà di Dio nella nostra vita e nella esperienza di obbedirla. Tuttavia, come possiamo obbedirla se non la conosciamo? Inoltre se non la conosciamo non possiamo dunque considerarla buona, e perfetta e accettabile.

    Questo è in realtà il problema principale con il tema del divorzio, per esempio, ma questo è il problema con molte cose nella chiesa.

    Il problema è l’accettazione della volontà di Dio da parte di molti fedeli.

    La volontà di Dio non ci deve per forza piacere per accettarla, ma questo passo ci dice infatti che se e quando rinnoviamo la nostra mente, la volontà di Dio, diventerà accettabile, ed in realtà ci piacerà obbedirla.

    Guardate quello che Giovanni dice riguardo a questo:

    1 Giovanni 5:3 Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

    Questo passo è incredibile, così breve ma ci dice tanto. Dimostriamo l’amore di Dio e il nostro amore per Dio e anche per gli altri quando osserviamo la Sua parola, i Suoi comandamenti. Poi Giovanni dice che i comandamenti di Dio non sono gravosi.

    Non sono gravosi, che cosa significa questo? Questo significa che essi non sono pesanti da eseguire, lo facciamo perché amiamo farlo, perché ci piace conoscere la volontà di Dio e poi obbedirla, in altre parole, è il nostro piacere obbedire a Dio e non è qualcosa che dovremmo essere riluttanti a fare.

    Certo si sa che spesso siamo costretti a combattere contro la nostra carne, il nostro corpo, che fanno guerra contro lo spirito, si veda:

    Galati 5:13-17 Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà; soltanto non usate questa libertà per dare un’occasione alla carne, ma servite gli uni gli altri per mezzo dell’amore. 14 Tutta la legge infatti si adempie in questa unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso». 15 Che se vi mordete e vi divorate a vicenda, guardate che non siate consumati gli uni dagli altri. 16 Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne, 17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; e queste cose sono opposte l’una all’altra, cosicché voi non fate quel che vorreste.

    Anche questo passo ci mostra quanto ha a che fare la pratica dell’amore di Dio e come è collegata all’obbedienza della parola di Dio.

    Così vediamo che fare la volontà di Dio e obbedire Dio devono diventare qualcosa che facciamo con piacere, qualcosa che accetteremo e che prenderemo in considerazione come cosa sempre perfetta, buona e accettabile volontà di Dio.

    Quindi, in conclusione, per quanto riguarda il tema del divorzio si vede che non importa ciò che una persona dice o pensa riguardo a questo, è la volontà di Dio che mai si divorzi una persona, in special modo quando si è credenti. Pertanto, tutti coloro che dicono che Dio gli ha detto di divorziare è un bugiardo e sta commettendo un grave e pericoloso peccato, sostenendo che Dio gli ha detto di fare qualcosa che Dio invece non ha mai, mai e poi mai detto loro di fare.

    Tuttavia, possiamo veramente conoscere ed accettare questo fatto solo se non ci conformiamo alle vie del mondo, il divorzio è una via del mondo, è una idea umana, non l’idea di Dio e noi sapremo questo solo se siamo trasformati mediante il rinnovamento della la nostra mente secondo la parola di Dio.

    Senza cambiare il nostro modo di pensare riguardo a tante cose, senza pensare in linea con la parola di Dio e la Sua volontà non possiamo comportarci in un modo che è gradito a Dio.

    Senza rinnovare la mente non siamo in grado di discernere la volontà di Dio ed accettarla come buona e perfetta.

    Possiamo aspettarci che il mondo non capisca o non si preoccupi di fare la volontà di Dio ma purtroppo ancora tanti, troppi credenti, non riesccono a conoscere la volontà di Dio per la loro vita e non la capiscono, non la accettano e pertanto non la obbediscono.

    Tutto questo è dovuto appunto al fatto che questi credenti rimangono carnali nel loro modo di pensare. Lo abbiamo detto prima e lo ripeterò di nuovo, è possibile, infatti troppo probabile, per un vero credente nato di nuovo di rimanere in uno stato mentale carnale se appunto la loro mente non viene rinnovata.

    Come abbiamo detto prima, il rinnovamento della mente è la chiave che apre la porta della comprensone e della accettazione della volontà di Dio nella nostra vita. Questo è ciò che questo passo di Romani 12 ci sta insegnando.

    Si vede che se queste cose non sono insegnate e incoraggiate ad essere studiate e praticate nella chiesa come possiamo quindi aspettarci che in effetti esistano?
    Non accadranno sicuramente e questo è infatti il motivo per cui la vita nella chiesa di molti credenti è in tale stato di disordine spirituale.

    Per questo molti cristiani non crescono, non maturano e purtroppo rimangono neonati spirituali ed è per questo che incontrano tutti i tipi di conseguenze negative nella loro vita.

    Molti pensano che sia sempre il diavolo che stia causando problemi nella vita di un credente, ma in molti, molti casi è la disciplina di Dio che sta cercando di farci prestare attenzione e sta cercando di riportarci alle Sue vie.

    Purtroppo molti continuano a camminare sul sentiero della carne e del mondo perché non rinnovano la loro mente. Alla fine questi ignorano anche la disciplina di Dio al primo posto perché a loro non piace valutare la loro vita e neppure vogliono essere valutati da chiunque altro.

    Quello che fanno piuttosto incolpano il diavolo per tutte le difficoltà che incontrano, tuttavia il diavolo più delle volte non ha nulla a che fare con queste cose. Più spesso che mai sono le conseguenze della loro ignoranza nel discernere la volontà di Dio ed obbedirla.

    La parola di Dio ci insegna che Dio disciplina coloro che Egli ama:

    Ebrei 12:5-13 avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9 Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? 10 Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. 12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, 13 e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l’arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato.

    Questo passo è così ricco che avremmo potuto trascorrere molto tempo studiandolo, tuttavia, non lo faremo. Il punto qui che Dio sta cercando di spiegarci è questo, Egli ci ama e quindi entrambe le volte, quando non Lo obbediamo così come quando Egli determina che abbiamo bisogno di crescere spiritualmente Egli ci fa subire la Sua specifica disciplina. Questa è amorevole formazione o disciplina nella forma di insegnamento o castigo.

    Dio ci fa passare attraverso momenti di difficoltà per insegnarci le Sue vie, per insegnarci la Sua volontà e per guidarci e dirigerci e farci crescere nelle Sue vie.

    Questo è il modo in cui Dio lo fa. Anche la sua parola qui ci dice:

    Ora il castigo al presente non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza: dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.

    Gli ultimi due versetti del passo dicono questo:

    Perciò, rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti; 13 e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l’arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato.

    Ciò significa che quando Dio ci corregge dobbiamo smettere di essere scoraggiati e fondamentalmente fermarci dal sguazzare nella autocommiserazione e di incolpare il diavolo, piuttosto Dio ci dice di pentirci in modo che ciò che deve essere rimosso sia rimosso in modo che possiamo essere guariti. Si tratta di un passo che in altre parole ci dice di smettere di sentirci dispiaciuti per se stessi, smettere di essere scoraggiati o come molti fanno smettere di incolpare il diavolo per i loro problemi, piuttosto uno si deve pentire per poter rimuovere quelle cose che li fanno camminare in modo storto e così essere guariti, il che significa che a volte si potrebbe anche essere fisicamente malati ma certamente si può guarire spiritualmente.

    Ricordate che cosa significa pentirsi? Significa cambiare la nostra mente, il nostro modo di pensare, che poi infine cambia e modifica il nostro comportamento.

    La nostra crescita dipende molto da come reagiamo alla disciplina di Dio nella nostra vita. Ciò che in realtà è ironico è che molte persone non distinguono tra la disciplina di Dio e la Sua volontà e la mano del diavolo nella loro vita e spendono un sacco di tempo a riprendere e scacciare il diavolo ed a pregare Dio di liberarli dal demonio, mentre non riescono a capire che in realtà è Dio che li sta facendo passare attraverso ciò stanno passando per disciplinarli.

    Questa è la triste condizione di tanti cristiani. Non vogliono lasciare che sia Dio a sottolineare i loro peccati ed i loro pensieri hanno bisogno di cambiare, in modo che diventa molto più facile dare la colpa al diavolo invece di esaminare la propria vita e il loro modo di pensare.

    Molti cristiani hanno molte difficoltà nel cercare di capire o sapere che cosa sia la volontà di Dio anche per quanto riguarda la loro vita.

    Ho sentito così tante volte la domanda che viene posta:

    “Voglio conoscere la volontà di Dio per la mia vita”

    Oppure “qual è la volontà di Dio in questa situazione o quella situazione?”

    Il momento più comune in cui queste domande vengono fatte è quando qualcuno le chiede perché sono relative, per esempio a decisioni di lavoro o per esempio quale scuola frequentare.

    Per molti cristiani questi sono alcuni punti molto difficili per capire dove Dio vuole che lavorino o vadano a scuola.

    Prima di tutto io non sono sicuro affatto che tale conoscenza specifica in questi casi sarebbe addirittura necessaria, prima di fare tale decisione.

    Ora, qualcuno potrebbe pensare a questo punto che io sia un eretico dicendo questo. Qualcuno dirà:

    “Che cosa vuoi dire? Non pensi che sia importante sapere che cosa sia la volontà di Dio in una tale decisione?”

    In realtà non è quello che sto dicendo. Ci sono modi con cui Dio ci conduce a fare le giuste decisioni e scelte nella nostra vita, ma spesso i credenti non cercano di conoscere il modo giusto invece di aspettare Dio e ricercare la Sua volontà nella Sua parola.

    C’è un brano molto bello e importante nella Scrittura il quale in realtà è una promessa, ed è questo:

    Proverbi 3:5-7 Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6 riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri. 7 Non ritenerti savio ai tuoi occhi, temi l’Eterno e ritirati dal male;

    Dio ci promette di dirigere le nostre vie, i nostri percorsi, se facciamo un paio di cose specifiche. Queste sono le chiavi per ottenere le risposte di ciò che è la volontà di Dio in tutte le decisioni che dobbiamo fare.

    La prima cosa che dobbiamo fare quindi è confidare nel Signore con tutto il cuore e non pensare di sapere ciò che sia meglio per noi a parte dai principi e i comandamenti delineati per noi nella parola di Dio.

    Non dobbiamo quindi appoggiarci sulla nostra comprensione, questo in realtà significa fare affidamento su qualcosa o di vedere le cose o di comprendere le cose con i nostri pensieri umani o con la comprensione mondana o carnale.

    Invece abbiamo bisogno di appoggiarci solo sulla conoscenza di Dio, sulla Sua comprensione, il Suo discernimento, la Sua saggezza. Come facciamo a fare questo e dove troviamo queste cose?

    Nella Parola di Dio! Nella Sua parola troviamo tutte le risposte di cui abbiamo bisogno, perché nella parola di Dio troviamo la mente di Dio e le Sue istruzioni per la nostra vita.

    Ora qualcuno dirà:

    “OK, ma questo non ci dà la risposta su che tipo di lavoro scegliamo o a quale scuola partecipare, per esempio”

    Questo è vero, ma tutte le decisioni che dobbiamo fare, dove lavoriamo o dove andare a scuola dovrebbero essere sempre e solo in linea con la nota volontà di Dio. Questo amici miei è il modo in cui sappiamo che cosa sia la volontà di Dio per tutte le nostre decisioni.

    Dio non ci chiama al telefono per dirci quale lavoro accettare o a quale univeristà iscriversi, Egli non ci darà segni, anche se in molti li cercano. Dio vuole invece che confidiamo in Lui e che Lo riconosciamo in tutte le nostre vie, e quando facciamo questo Egli ci dirigerà nelle vie migliori.

    In altre parole non dobbiamo cercare la via stessa, ma dobbiamo riconoscere Lui e le Sue vie, i Suoi principi di vita, i Suoi comandamenti ed Egli stesso effettivamente ci dirigerà dove Egli vuole che noi andiamo.

    Egli ci dirigerà nella giusta strada, ma dobbiamo confidare in Lui e dobbiamo ricercare la Sua parola e ricercare i Suoi principi di vita al fine di fare una decisione basata sulla conoscenza di Dio.

    Così diamo una occhiata al decidere dove lavorare per esempio. Prima di tutto, se qualcuno è senza lavoro e un lavoro si presenta dove li vogliono assumere c’è in realtà molto a cui pensare? E’ la volontà di Dio che una persona lavori punto. C’è sempre tempo dopo per cercare e trovare un impiego diverso e migliore.

    Tuttavia è anche vero che accettare un lavoro solo per il bene del lavoro stesso non è sufficiente.

    Diamo un’occhiata a quello che dovrebbe essere il processo di decisione per fare la scelta giusta secondo la volontà di Dio.

    In primo luogo dobbiamo esaminare il posto di lavoro ed esaminarlo secondo la parola di Dio. Questo lavoro si trova in una società onesta per quanto ne sappiamo? Ha a che fare con pratiche immorali e non etiche? Ha a che fare e con cose che sono apertamente Anticristo o anti-Dio?

    In altre parole, lavorando lì ci metterà in uno stato di compromesso con l’essere obbedienti a Dio?

    Le risposte che otteniamo da queste domande determina subito e chiaramente quale sia la volontà di Dio per noi. Se otteniamo una risposta a tutte le domande che abbiamo posto allora possiamo accettare o rifiutare il lavoro e possiamo essere sicuri al 99% quale è la volontà di Dio per noi.

    Come vediamo non abbiamo avuto bisogno di cercare particolari segni da parte di Dio, tutto quello che dobbiamo fare è fare scelte e decisioni esaminando le decisioni e le scelte e scrutandole attraverso la parola di Dio.

    Ora, ho detto che possiamo essere sicuri al 99%, perché ci può essere un uno % dove Dio possa davvero avere un altro posto di lavoro per noi, forse uno migliore, ma se questo è il caso Dio orchestrerà la situazione e ci porterà esattamente dove Egli vuole. Di questo non dobbiamo preoccuparci o aver dubbi.

    Ho sentito molte testimonianze di credenti di come Dio ha da solo elaborato tutte le circostanze e li ha poi condotti nella situazione perfetta. Questo è ciò che accade quando ci fidiamo di Dio e quando non facciamo scelte mondane e carnali.

    Un’altra cosa che Proverbi 3:7 dice è: Non essere savio ai tuoi occhi: temi il Signore, e diparti dal male.

    Questo è una componente molto importante nel processo decisionale giusto e per la nostra guida di Dio nei percorsi giusti.

    Questo significa che, ancora una volta, non dobbiamo essere saggi in noi stessi, questo significa onorare ed anche avere paura della disciplina di Dio e, infine dobbiamo evitare il male, dobbiamo fare decisioni e prendere le scelte di vita che utilizzano questi standard.

    Se e quando si vive in questo modo, sarà molto più facile discernere la volontà di Dio descritta nella Sua parola, così come è il fatto che se non si vive in questo modo, sarà Dio a stesso posizionare blocchi stradali nella nostra vita e tutti i nostri sforzi saranno afflitti da cattive decisioni e da scelte sbagliate perché Dio in quel caso non ci sta guidando nei percorsi giusti ma invece nella Sua disciplina che è sempre un giusto percorso per noi comunque.

    Vedete, se rifiutiamo di fidarci di Dio e di giudicare tutte le nostre decisioni e scelte con la Sua parola e la nostra vita in questo modo, Dio ci lascierà fare a modo nostro e questo ci porterà in un sacco di guai e un sacco di i problemi. Se non ci separiamo dal male e dal peccato, se non viviamo nel modo in cui Dio vuole, Dio non ci darà il meglio che vorrebbe per noi, ma invece ci disciplinerà e ci permetterà di essere anche in situazioni molto negative, difficili e dure e mieteremo conseguenze che non ci piaceranno particolarmente.

    L’intero concetto è in perfetta linea con il rinnovamento della nostra mente che come abbiamo visto significa pentimento, cambiare le nostre idee e come pensiamo e dobbiamo pensare a ciò che è buono e meglio e dobbiamo guardare e comprendere queste cose acquisendo la mente di Cristo, che abbiamo visto vuol dire pensare come pensa Dio e vivere in obbedienza alla Sua parola.

    Come fa, per esempio un giovane a decidere quale università frequentare e cercare quale sia la volontà di Dio in questa cosa?

    Beh, prima di tutto qui stiamo parlando di cristiani che devono decidere questo.

    In base a questo concetto dobbiamo decidere questo secondo la parola di Dio ed i Suoi principi.

    Prima di tutto dobbiamo accertarci se davvero una persona sia nelle giuste condizioni per poter andare all’università. Ci sono per esempio molte altre scuole alternative che possono essere più adatte. Per esempio le scuole professionali o gli istituti tecnici.

    Bisogna pregare e rivedere diverse opzioni. Un altro punto importante è questo, i figli non dovrebbero causare oneri indebiti ai loro genitori. I genitori purtroppo pensano che sia loro dovere mandare i figli all’università. Credo che i genitori debbano formare i loro figli in modo appropriato, la loro formazione include la comprensone del valore del lavoro e sì sono d’accordo, genitori possono e devono aiutare i loro figli nei loro sforzi accademici ma i figli dovrebbero anche capire che non possono essere responsabili nel permettere ai loro genitori di indebitarsi per pagare le loro spese accademiche.

    Quindi, il primo passo che si dovrebbe usare per decidere questo è il seguente: a quale scuola possiamo permetterci di andare?

    I cristiani non dovrebbero mai incorrere in debiti per quanto sia possibile, in quanto la parola di Dio in realtà non sembra al momento vedere debiti in un modo positivo:

    Romani 13:8 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri, perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.

    Troppe famiglie cristiane purtroppo sono in condizioni di debito e questo accade spesso perchè vogliono essere in grado di permettersi troppe cose e tra queste le università per i loro figli. L’università tra l’altro c’è da dire, non è per tutti.

    Una cosa è avere le competenze accademiche per partecipare e un’altra è solo tempo e denaro per costringere la gente ad andarci e poi rendersi conto che non fa bene a nessuno, tranne alla creazione di debiti.

    Quante volte i figli vanno a scuola per un anno intero e costano ai loro genitori un sacco di soldi e poi smettono di andarci comunque? O peggio ancora, molti vanno all’università e a malapena ci passano attraverso vivendo una vita indisciplinata e anche molto peccaminosa perchè le pressioni de loro pari montano e poi finiscono per cadere sotto le tentazioni del mondo.

    I cristiani dovrebbero invece vivere ed agire e fare decisioni in modo diverso rispetto al mondo. Eppure spesso, troppo spesso, fanno le stesse decisioni, decidono come fa il mondo e purtroppo questo li rende uguali alle persone del mondo e gli causa molti guai.

    Un’altra cosa che un genitore cristiano e i loro figli dovrebbero decidere è se l’università sia davvero la migliore opzione per loro, se lo è allora scegliendo con cura l’univeristà giusta per un cristiano.

    Prima di tutto è davvero necessario che i figli vadano via al fine di frequentare la scuola? Rimanendo locali fa evitare molte spese e tiene i figli anche più vicini a casa, cosa che almeno per una famiglia cristiana dovrebbe essere ideale.

    In secondo luogo che tipo di scuola è l’opzione migliore? Ci sono università o scuole che sono accessibili e si spera siano private o anche cristiane? Queste sarebbero le migliori scuole dove mandare i nostri figli. Io non vieterei ma sicuramente e fortemente sconsiglierei l’invio di figli cristiani ad università laiche.

    La maggior parte delle università specialmente negli USA sono pozzi neri del peccato e della dissolutezza e sono senza Dio. I loro professori e i loro curriculum sono tutti Anticristo e anti Dio.

    Come pastore e consigliere di famiglie cristiane consiglierei di considerare attentamente il futuro accademico dei loro figli. Come ho detto prima la gente non dovrebbe entrare in debito al fine di mandare i figli a scuola. Come ho già detto dovrebbero formare i loro figli per vivere in linea con la parola di Dio e dei suoi principi di vita, devono formare i loro figli a capire molto presto il valore del denaro e come vivere in modo responsabile, come lavorare e come risparmiare il denaro.

    Questa è anche una buona ragione per cui consiglio di evitare di mandare figli a scuola in un altro stato per esempio, perché se vivono in casa e fanno i pendolari a scuola si può risparmiare un sacco di soldi in tasse scolastiche e alloggio.

    Inoltre, essi dovrebbero essere incoraggiati a lavorare per contribuire a pagare le spese scolastiche. In terzo luogo, come ho detto, le loro competenze accademiche dovrebbero essere evidenti e testate, in altre parole, ritengo che una persona per andare all’università dovrebbe avere una eccellente media di voti e dovrebbe essere abbastanza eccellente per essere in grado di vincere borse di studio e far si che il denaro sia usato con saggezza e con attenzione.

    Ora, queste sono in realtà le decisioni e le scelte che sono tutte basate sui principi della parola di Dio e non su quelli mondani. Il mondo va in debito per mandare i figli a scuola, anche se le loro competenze accademiche sono evidentemente basse o nche nulle. Questo è un grave errore che sta costando miliardi in debiti contratti praticamente per nulla.

    Alla fine il giovane adulto, anche se attraversa il percorso dell’università, non sarà niente di meglio di quando si è iscritto e nella maggior parte dei casi sarà infatti peggio perchè avrà un sacco di debiti da rimborsare inutilmente.

    Oggi c’è ancora un altro modo meno costoso, ma comunque molto buono per frequentare univeristà cioè corsi on line.

    Credo che questo sia il modo migliore per permettere ai nostri figli di frequentare l’università senza l’effettiva esposizione a tutti i pericoli, le tentazioni e le spese di andare in una scuola vera e propria.

    In questo modo un figlio può studiare da casa e lavorare per pagare le spese scolastiche e questo farà risparmiare un sacco di soldi. Facendo questo inoltre fa stare lontano dalla tentazione e infine di cadere in un comportamento peccaminoso.

    Ora, uno si potrebbe chiedere come è che queste decisioni sono basate su principi divini o comandamenti della parola di Dio?

    Semplice lo sono! Dio nella Sua Parola ci chiama ad essere fedeli amministratori di tutto ciò che Egli ci affida. Il denaro è una cosa molto importante che Dio ci chiama ad essere fedeli nella sua gestione.

    Gesù ha parlato di essere fedeli con le ricchezze del mondo e lui non lo avrebbe detto se non fosse importante per Dio.

    Luca 16: 10-12 Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è ingiusto nel poco, è disonesto anche nel molto. 11 Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà le vere ricchezze? 12 E se non siete stati fedeli in ciò che è di un altro uomo, chi vi darà quello che è il proprio?

    Gesù sta dicendo che essere fedeli nella nostra ricchezza terrena è in realtà strettamente connesso con l’essere fedeli spiritualmente. In realtà Dio non ci affida con responsabilità e doveri spirituali se non siamo anche fedeli con i beni terreni.

    Il secondo e ancora più importante fatto è che Dio ha dato ai genitori la responsabilità spirituale più impressionante e bella quella di formare ed insegnare ai figli i principi di Dio per quanto riguarda la vita, insegnando loro ad essere responsabili e fedeli.

    Questo secondo fatto è collegato anche alla gestione spirituale, guardate a ciò che Paolo dice, per esempio per quanto riguarda come un cristiano maturo dovrebbe gestire la sua famiglia:

    1 Timoteo 3:4-5 uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5 (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?).

    Questo è un grande esempio di ciò che non va bene in molte chiese, l’anziano/pastore hanno le loro famiglie in tale scompiglio e disordine e non possono governare la propria casa, se questo è il caso questo li squalifica di avere la posizione di anziano/pastore ed è per questo quelle chiese sono in uno stato di disordine e confusione.

    Tutto questo è collegato alle due cose che stiamo studiando qui, il rinnovamento delle nostre menti e saper discernere la volontà di Dio ed osservarla.

    Quindi conoscere la volontà di Dio, come ho detto prima, non è quello che molti pensano che sia, in realtà non è affatto quello che molti pensano che sia, o il modo di capirla non è poi così difficile come alcuni pensano che sia.

    La chiave per capire e conoscere la volontà di Dio, come si sta dicendo è rinnovare le nostre menti secondo la parola di Dio per diventare come Dio vuole che siamo e ciò che Dio vuole che sia la Sua volontà per noi.

    Molte persone pensano erroneamente che stiano fare la volontà di Dio significhi scoprire quale tipo di compito speciale o ministero Dio ha per loro. La gente pensa sempre che Dio abbia una speciale chiamata sulla loro vita che trascende essere cristiani normali che vivono vite normali.

    Questo modo di pensare è sbagliato ed ha anche causato molti danni nella vita delle persone e addirittura di itere chiese.

    Ogni cristiano non ha nessuna chiamata ministeriale nascosta nella volontà di Dio. Molti credenti, la maggior parte di credenti sono tutti chiamati ad essere regolari fedeli con due principali chiamate sulla loro vita.

    La prima chiamata nella vita di ogni credente è quella di essere conformi all’immagine di Cristo nel loro modo di pensare e nel loro comportamento.

    L’altra chiamata, che è a proposito la chiamata principale per tutta la Chiesa, è l’avanzamento del Vangelo nel mondo.

    Le due chiamate sono in realtà unite assieme in un modo inseparabile.

    Molte persone pensano che essi devono diventare missionari in terre straniere, alcuni sicuramente possono essere chiamati a questo ma che non è la chiamata per tutti e non è la volontà di Dio per tutti.

    Proprio come non è ovviamente la volontà di Dio che tutti siano pastori/anziani, o evangelisti.

    Alcuni sono certamente chiamati ad avere questi ministeri ma non sono per ogni singolo credente.

    La Scrittura è chiara quando ci insegna che la volontà di Dio per la maggior parte dei credenti è nella vita normale e quotidiana dove una persona vive senza avere posizioni ministeriali speciali.

    C’è una cosa che mi fa sempre sorridere un po’ ed è quando sento credenti dire che vogliono lavorare a tempo pieno per il Signore.

    Ogni credente è un credente a tempo pieno e lavora per Dio a tempo pieno. Non ci sono credenti part-time. Serviamo Dio dal momento in cui siamo salvati fino al giorno in cui moriamo, dalla prima cosa al mattino sino al momento che andiamo a dormire. Tutto ciò che facciamo dobbiamo farlo per la gloria di Dio, dobbiamo vivere per Dio e fare la Sua volontà rivelataci nella Scrittura.

    La parola di Dio ci insegna che in qualsiasi stato o posizione ci troviamo siamo al servizio di Dio.

    Come possiamo allora servire Dio? Serviamo Dio in molti modi diversi e così facendo siamo veramente testimoni del Vangelo e per il Vangelo.
    Dio vuole che tutti i Supi figli siano come Gesù, ma questo non significa che dobbiamo essere specificamente come Gesù nella esecuzione di tutte le cose che Gesù ha fatto, ma è volontà di Dio che lo siamo nel nostro modo di pensare, nell nostro atteggiamento, nel nostro comportamento e stile di vita.

    Guardate quello che dice Paolo in Efesini 6.

    Efesini 6:1-9 Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2 «Onora tuo padre e tua madre», questo è il primo comandamento con promessa, 3 «affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra». 4 E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore. 5 Servi, ubbidite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, nella semplicità del vostro cuore, come a Cristo, 6 non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo la volontà di Dio di buon animo, 7 servendo con amore, come a Cristo e non come agli uomini, 8 sapendo che ciascuno, schiavo o libero che sia, se avrà fatto del bene, ne riceverà la ricompensa dal Signore. 9 E voi, padroni, fate lo stesso verso di loro, mettendo da parte le minacce, sapendo che il loro e vostro Signore è in cielo e che presso di lui non c’è alcuna parzialità.

    Vediamo qui ciò che sia la volontà di Dio per i Suoi figli. E’ volontà di Dio per i figli di obbedire ai loro genitori, onorarli, ed è per i genitori e soprattutto i padri quella di non provocare i loro figli ad ira, ma di dare loro una formazione per portarli nella disciplina e nella ammonizione del Signore. La volontà di Dio è per i servi o meglio oggi giorno per i dipendenti di essere obbedienti e rispettosi verso i loro superiori e datori di lavoro ed essergli fedeli come se in effetti servissero Cristo, dobbiamo fare la volontà di Dio dal cuore servendo Dio e non gli uomini. Poi la parola di Dio parla anche ai padroni o ai datori di lavoro e dice lo stesso a loro, di rispettare i loro servitori o dipendenti in un modo buono e giusto.

    Tutte queste cose sono infatti la volontà di Dio, queste sono pratiche della volontà di Dio.

    Un’altra Scrittura ci dice che cosa sia la volontà di Dio ed è la seguente:

    1 Tessalonicesi 4:3-7 Poiché questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione; che vi asteniate dalla fornicazione; 4 che ciascuno di voi sappia possedere il suo vaso in santità ed onore, 5 non con passioni disordinate, come i gentili che non conoscono Dio, 6 e che nessuno inganni e frodi negli affari il proprio fratello, perché il Signore è il vendicatore di tutte queste cose, come vi abbiamo già detto e attestato prima. 7 Dio infatti non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione.

    Come vediamo qui la volontà di Dio è la nostra santificazione, in che dovremmo astenerci da comportamenti immorali. E’ la volontà di Dio che non viviamo nel desiderio della concupiscenza come fanno i pagani. Non dobbiamo defrodare i nostri fratelli in ogni affare o modo. La volontà di Dio è che noi siamo santi come Lui è santo.

    Un’altra cosa che possiamo conoscere come volontà di Dio per noi è questa:

    1 Tessalonicesi 5:18-22 In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito. 20 Non disprezzate le profezie. 21 Provate ogni cosa, ritenete il bene. 22 Astenetevi da ogni apparenza di male.

    Anche qui troviamo espressamente la volontà di Dio menzionata specificamente.
    Dobbiamo essere riconoscenti a Dio in ogni cosa. Non dobbiamo impedire l’opera ed i suggerimenti dello Spirito Santo nella nostra vita.

    Non dobbiamo disprezzare la predicazione della parola di Dio. Dobbiamo dimostrare in tutte le cose di essere pii e di santa condotta, dobbiamo provare tutte le cose, dobbiamo praticare ciò che è buono e dobbiamo astenerci non solo dalle cose malvagie, ma da tutte le cose che hanno una apparenza di male.

    Questa ultima parola qui è molto importante, vuol dire che è la volontà di Dio per noi di non fare nulla che può apparire malvagia, anche se quella cosa non è una cosa intrinsecamente malvagia.

    Tutto ciò che dà l’impressione che ci possa essere qualche tipo di scorrettezza o di peccaminosità e deve essere evitata.

    Perché? Se non stiamo facendo nulla di male o di sbagliato perchè le persone devono giudicarci?

    Vedete, dobbiamo evitare che le persone abbiano qualsiasi cosa da dire che possa creare pettegolezzi di noi o che ci possa accusare di fare del male.

    Vi darò l’esempio più comune che in questi giorni ed in questa età è diventata una cosa molto comune.

    Questo si tratta di quando due credenti per esempio che si corteggiano ma che poi finiscono in una condizione di convivenza. La maggior parte di questi anche se rimangono virtuosi e si astengono dalla tentazione e dalla fornicazione fanno questo spesso per ragioni di convenieneza e per ragioni economiche fino al giorno del matrimonio. Tuttavia questo è un grande problema perchè anche se non ci sono peccati che vengono praticati questa situazione rende l’aspetto che qualcosa di immorale possa essere in corso, questa è una situazione che definitivamente causa un aspetto di male anche se in realtà non vi è. Senza contare il fatto che la tentazione può spesso essere troppo forte per resisterla e che in realtà potrebbero finire per cadere nel peccato. Quindi è sempre bene evitare questa situazione perché non solo ha un aspetto di peccato ma è effettivamente anche pericolosa.

    Abbiamo visto prima che la fornicazione, il quale è un rapporto sessuale prematrimoniale è un peccato secondo la parola di Dio ed ovviamente non è la volontà di Dio per i Suoi figli.

    C’è anche un’altra Scrittura che dice ai cristiani, soprattutto ai pastori, ma non solo ai pastori, che dobbiamo essere buoni testimoni a quelli del mondo.

    1 Timoteo 3:7 Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza a quelli di fuori, affinché non cada in vituperio e nel laccio del diavolo.

    La percezione di scorrettezza è altrettanto pericolosa come lo è anche il fatto reale e sappiamo che il pettegolezzo non è solo vivo e vegeto all’interno della chiesa ma è vivo e vegeto anche nel mondo.

    I cristiani quindi dovrebbero essere sempre di buon esempio, le nostre vite devono essere considerate dal mondo come irreprensibili. Questa è la testimonianza di una vita cambiata e rigenerata.

    1 Pietro 3:16-17 Avendo una buona coscienza; che, mentre parlano male di voi, come di malfattori, si vergognino coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. 17 Perché è meglio, se è la volontà di Dio affinché soffririate per fare il bene che per fare del male.

    Gesù ci chiama ad essere sale e la luce nel mondo in modo da essere testimoni che in realtà potrebbe indurre la gente a glorificare Dio, il che ben compreso vuol dire che essi giungano alla conoscenza salvifica del Vangelo tramite la testimonianza delle nostre vite.

    Matteo 5: 13-16 Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? Non è più buono a nulla, ma ad essere gettato via, e ad essere calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta. 15 Né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro; e dà luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Lasciate che la vostra luce splenda davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.

    Come si vede qui Gesù parla della gente nel mondo che vedono le nostre buone opere, non il nostro comportamento peccaminoso nemmeno tutto ciò che può apparire come male. Le nostre buone opere devono essere solo ciò che Dio determina siano buone opere, non ciò che il mondo ritiene buono.

    Vedete, questo problema in realtà ci riporta al primo versetto di Romani 12, che abbiamo già studiato, perché il nostro servizio a Dio, la nostra adorazione a Dio, come abbiamo detto è al di là dei servizi della domenica mattina, è in effetti tutta quanta la nostra vita, in chiesa e fuori dalla chiesa. Il nostro comportamento in Cristo è quello di essere santo in ogni momento e questo include anche non dare l’impressione di vivere nel peccato.

    Lasciatemi dire questo, però, c’è un falso concetto o addirittura falsa dottrina nella chiesa che insegna che le buone opere del cristiano sono in effetti la stessa cosa che è l’evangelizzazione o che per le buone opere si porterebbe ad una persona alla fede in Cristo.

    Questo è un falso concetto e questo è il motivo per cui ci sono molte persone non salvate sedute nelle chiese.

    Le buone opere dei fedeli, cioè fare del bene agli altri non è la stessa cosa dell’evangelizzazione.

    L’evangelizzazione è una cosa molto particolare, praticata da una persona chiamata ed equipaggiata dallo Spirito Santo, persone chiamate dallo Spirito Santo a predicare il Vangelo.

    La Scrittura ci insegna che è il compito dell’ evangelista nella chiesa di predicare il Vangelo e che solo il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di coloro che credono in esso.

    Romani 1:16 Poiché io non mi vergogno del Vangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di ogni credente; dell’ Ebreo prima, e poi del Greco.

    Scrittura ci insegna anche che la salvezza viene solo credendo e solo credendo al Vangelo, cioè alla predicazione del Vangelo.

    Guardiamo a dei passi chiave che confermano questo fatto e li troviamo in:

    1 Corinzi 1:18-21 Poiché la predicazione della croce è per quelli che periscono stoltezza; ma per noi che siamo salvati è la potenza di Dio. 19 Poiché è scritto, distruggerò la sapienza dei sapienti, e porterò a nulla l’intelligenza degli intelligenti. 20 Dov’è il sapiente? dove è lo scriba? dove è il disputatore di questo mondo? Non ha Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, che nella sapienza di Dio il mondo per sua sapienza non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio mediante la stoltezza della predicazione di salvare i credenti.

    Romani 10: 14-17 Come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? e come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? 15 E come predicheranno se non son mandati? come è scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che predicano il vangelo della pace, e che portano la lieta novella di cose buone! 16 Ma non tutti hanno obbedito al vangelo. Perciò Isaia dice: Signore, chi ha creduto alla nostra parola? 17 La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio.

    Si vede più volte in questi passi l’uso della parola predicazione o predicare viene usata in connessione con il Vangelo. Questo è il solo modo con cui Dio salva la gente, solo attraverso la predicazione del Vangelo e non facendo buone opere.

    Nessuno può mai essere salvato dalla testimonianza o dalle buone opere del cristiano, infatti nel passo in Romani 10 è evidente che Paolo sta dicendo che la gente non può venire alla conoscenza salvifica del Vangelo, se infatti non c’è nessuno che predica lo stesso e questi predicatori devono essere appositamente inviati a farlo, e la chiave di questo passo è il versetto 17 in cui Paolo afferma che la fede salvifica viene solo in un modo ad una persona, questo avviene ascoltando, ascoltando cosa? Il Vangelo.

    Allora perché Gesù ci dice di mettere in evidenza le buone opere in modo che le persone del mondo glorifichino Dio? Cosa significa questo?

    Quando i cristiani praticano divine buone opere queste sono testimoni al mondo della loro vita devota, e trasformata, dove prima la gente ci ha conosciuto quando vivevamo in uno stile di vita peccaminosa ora invce vedono le nostre vite trasformate e se Dio ha in effetti messo il Suo sguardo su uno di essi Egli comincerà a disegnarli all’udienza del Vangelo mediante la testimonianza della nostra vita.

    Ricordiamoci che è solo la predica della croce, la predicazione del Vangelo che produrrà fede salvifica nella persona che Dio sta chiamando. Tuttavia, è la testimonianza della nostra vita che viene utilizzata da Dio anche per iniziare il processo della salvezza di un eletto.

    Un esempio di questa cose è il seguente passo:

    Atti 16:23-34 E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. 24 Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi. 25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono. 27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.

    Come si vede chiaramente qui in questo passo non sono state le preghiere o gli inni, né il miracoloso intervento divino che ha salvato il carceriere. Dio ha usato queste cose per portare il carceriere a rendersi conto che aveva bisogno di essere salvato.

    Sia chiaro, la realizzazione della necessità di salvezza non vuol dire automaticamente averla, né vuol dire che qualcuno la avrà, ma è comunque il primo passo nella giusta direzione. Come si vede nella narrativa del passo fu solo la predicazione del Vangelo che ha convinto il carceriere e lo ha fatto credere. Sono stati Paolo e Sila che gli hanno predicato il Vangelo così che lui e la sua famiglia hanno creduto e sono stati salvati.

    Senza la predicazione non ci poteva essere salvezza praticabile per il carceriere. Certamente quello che è successo trasferì al carceriere dal timore di Dio a rendersi conto che stava per essere giudicato da Dio ma tuttavia Dio ha fatto in modo che egli ascoltasse il Vangelo e così Dio lo ha salvato, solo in quel modo, cioè la predica della parola del Vangelo il quale è l’unico modo per essere salvati. Anche se la potenza di Dio è stata manifestata nel terremoto ed ha reso il carceriere timorato di Dio ma la potenza di Dio per la salvezza del carceriere si è trovata solo nella predicazione del Vangelo.

    C’è un altro passo che ci mostra che è la predicazione del Vangelo che salva la gente e nient’altro.

    Troviamo questo scritto in:

    Atti 10: 1-5 c’era un certo uomo in Cesarea chiamato Cornelio, centurione della coorte italiana, 2 Un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo, e pregava a Dio del continuo. 3 Egli vide chiaramente in una visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che venne da lui, e dicendo a lui, Cornelio. 4 E quando egli lo vide, ebbe paura, e disse: Che c’è, Signore? Ed egli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine son salite come una ricordanza davanti a Dio. 5 E ora manda degli uomini a Giaffa, e chiedi di un certo Simone, soprannominato Pietro:

    Come si vede qui Cornelio era un uomo religioso, egli era timorato di Dio. Eppure, Dio gli dice di cercare Pietro. Perché è stato necessario per Pietro ad andare da Cornelio se Cornelio era già un uomo timorato di Dio e religioso?

    Bene adesso vedremo perché!

    Atti 10: 33-45 Perciò, subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore». 34 Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; 35 ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito. 36 Questa è la parola ch’egli ha diretta ai figli d’Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti. 37 Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse 41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 E ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. 43 Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome». 44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.

    Questo passo è un’altra conferma che solo la predicazione del Vangelo può salvare una persona. Cornelio era timorato di Dio ed era religioso. Eppure, essere timorati di Dio e religiosi non sono cose sufficienti per essere salvati. Quello che era ed è necessario per essere salvati è la predicazione del Vangelo.

    Questo passo in realtà significa molto più di questo, ma ci mostra comunque che solo la predicazione del Vangelo è ciò che salva la gente. Ci sono molte persone che temono Dio e sono religiosi ma ancora manca loro la salvezza perché ancora non hanno creduto il vero ed unicoVangelo di Gesù Cristo.

    Il timore di Dio è l’inizio di ogni conoscenza, perché è quello che porta le persone ad essere più vicini ad essere salvati come è accaduto nella vita di Cornelio e il carceriere di Filippi. Cornelio e il carceriere dovevano avere il Vangelo predicato loro e tra l’altro il Vangelo predicato da apostoli ed evangelisti chiamati da Dio come Pietro e Paolo e Sila.

    Questa parentesi per quanto riguarda l’evangelizzazione è molto importante perché la chiesa ha messo in atto tutta una serie di cose, il pragmatismo in particolare, la chiesa ha trasformato tutti i tipi di cose in evangelizzazione ed inoltre la chiesa ha elevato l’evangelizzazione ad essere qualcosa che tutti quanti nella chiesa possono fare, addirittura che devono fare ma questo è non ciò che è l’evangelizzazione biblica.

    Sì, è vero che tutta la Chiesa, ogni credente ha la responsabilità di operare per portare avanti la predicazione del Vangelo. Tuttavia, questo non significa che tutti possono o dovrebbero essere direttamente coinvolti nel ministero di evangelizzazione. Evangelismo secondo la parola di Dio non è il notstro parere ma deve essere fatto da persone chiamate da Dio e date a loro la responsabilità di predicare il Vangelo di Gesù Cristo.

    Efesini 4:11 E’lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori,

    Se l’evangelizzazione può e deve essere fatta da tutti allora perché Dio chiama e permette a persone specifiche e da a loro l’ufficio e la posizione di evangelisti?

    Paolo dice in 1 Corinzi 12 che non tutti nella Chiesa hanno gli stessi doni, né gli stessi uffici ne la stessa chiamata.

    1 Corinzi 12:4-6 Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. 5 Vi è diversità di ministeri, ma non v’è che un medesimo Signore. 6 Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.

    1 Corinzi 12:28-30 E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli? Sono forse tutti profeti? Sono forse tutti dottori? Fanno tutti dei miracoli? 30 Tutti hanno forse i doni di guarigioni? Parlano tutti in altre lingue? Interpretano tutti?

    La risposta a queste ultime domande retoriche che Paolo fa è sicuramente no, Dio non da gli stessi doni a tutti.

    Quindi, come si vede, non tutti nella chiesa sono chiamati ad evangelizzare.

    Questo non significa affatto che non dovremmo tutti essere coinvolti nella propagazione del Vangelo, questa è la responsabilità di tutta quanta la Chiesa. Attraverso il sostegno finanziario, attraverso la preghiera, attraverso la testimonianza, attraverso le buone opere tutta la Chiesa può e deve essere coinvolta nella propagazione del Vangelo.

    Ora non sto contraddicendo quello che ho detto prima, solo che la predicazione del Vangelo soltanto può salvare il peccatore, solo la predicazione del Vangelo produce la fede attraverso la potenza di Dio.

    Eppure, tutte le altre attività citate sono utilizzate da Dio per attirare le persone alla predica del Vangelo e per aiutare l’avanzata della predicazione evangelica nel mondo ed anche nella sfera di influenza di ogni Chiesa locale e di ogni credente.

    Questo è un altro modo in cui la chiesa e di conseguenza molti credenti non stanno realmente praticando la volontà di Dio. Perché? Perchè ancora una volta fanno le cose a modo loro, piuttosto che come Dio vuole. Ancora una volta questo si verifica perché la mente non viene rinnovata, e quindi la volontà di Dio non si discerne. Questo fa sì che la chiesa viva e cammini nella nebbia ed in una grande miscela di fatti biblici e di cose umane e pragmatismo. Questa è la miscelazione di sforzi carnali umani con la volontà di Dio, e questo, alla fine, non è mai fare la volontà di Dio. Fare la volontà di Dio vuol dire fare le cose a modo Suo, secondo la Sua volontà, e solo mediante la Sua parola. Questa cosa si chiama essere obbedienti a Dio.

    La Bibbia è la parola di Dio, è la rivelazione di chi Dio è, come Dio è, è la rivelazione della volontà e lo scopo di Dio ed il Suo insegnamento ed i comandamenti che Egli desidera che noi obbediamo e facciamo.

    Tra l’altro, fare questo non è legalismo come molti sostengono, obbedienza a Dio è la dimostrazione che in effetti amiamo Dio, questo è in realtà anche vivere per fede. Vivere per fede è avere fiducia in ciò che Dio dice e ciò che promette e poi di agire in conformità con tale parola di Dio. Il legalismo invece è cercare di guadagnare la salvezza attraverso opere, anche se sono comandamenti di Dio. Noi non cerchiamo di guadagnare la salvezza né di guadagnare l’amore e il favore di Dio attraverso obbedienza alla Sua parola.

    Invece è Gesù Cristo che ha guadagnato la salvezza per noi e solo la Sua vita, morte e resurrezione, le Sue virtù ed i Suoi meriti applicati a noi sono le cose che ci salvano e ci rendono giustificati e giusti davanti a Dio.

    Credere nel Vangelo è credere nella salvezza acquistata per noi da Gesù Cristo e basta. Quando comprendiamo che Dio è l’autore, il veicolo, e Colui che conta ed ha acquistato la salvezza per noi e per mezzo del quale abbiamo effettivamente ricevuto anche la fede per credere in Cristo, quando ci rendiamo conto che Dio ci ha scelti per la Sua misericordia e la Sua grazia a ricevere la Sua salvezza e in realtà così credere in Cristo, allora avremo, spero, un grande amore per Dio che ha fatto tutto questo e che ci ha salvati senza alcun merito o qualsiasi altra cosa valevole che è in noi e questo amore ci porterà a desiderare di obbedire a Dio.

    Guardate quello che Giovanni dice riguardo a questo e vediamo se quello che sto dicendo è vero o no. Seguite il filo conduttore nei prossimi passi:

    1 Giovanni 3:1 Vedete quale amore ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.

    1 Giovanni 4:9-10 In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo. 10 In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

    1 Giovanni 4:19-16 Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui 17 In questo l’amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18 Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19 Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.

    1 Giovanni 5:2-3 Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3 Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

    Giovanni in questi passi sta facendo un intero argomento per quanto riguarda ciò che significa amare Dio e come è che dimostriamo che amiamo Dio. Non è nel cantare canti o fare grandi dichiarazioni pubbliche che amiamo Dio. Dio vede la dimostrazione del nostro amore per Lui in due cose, confidare in Lui e obbedendolo e nell’amare i nostri fratelli e le nostre sorelle.

    Gesù lo ha detto in questo modo:

    Giovanni 14:21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui».

    Guardate a questo passo, ciò che dice è molto importante, Gesù dice coloro che hanno a cuore i comandamenti di Dio e l’obbedienza a Dio sono quelli che amano Gesù Cristo, coloro che amano Dio.

    Poi dice qualcosa che è fondamentale per la Chiesa di oggi, Gesù stesso si manifesterà a coloro che lo amano, mediante la fede e l’obbedienza che è praticata.

    Basti pensare che molti cristiani e le chiese sono sempre alla ricerca della potenza di Dio e la manifestazione del suo Spirito nel loro mezzo e tuttavia rimangono disobbedienti a Dio in molti, molti modi.

    Questi cercano miracoli e segni, eppure spesso vivono nella disobbedienza alla parola di Dio, questi guidano le chiese nella disobbedienza ed in modi umani. Gesù invece dice che Egli si manifesterà con potenza ed Egli stesso si manifesterà a coloro che lo amano attraverso la loro obbedienza. Molti cercano il risveglio ma tuttavia non cercano di obbedire a Dio e quindi non ci può essere risveglio.

    Gesù dice anche questo:

    Giovanni 14:23-24 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.

    Come si vede non obbedire alla Parola di Gesù e ai comandamenti di Dio dimostra che non c’è amore per Dio.

    Quindi, mantenendo la parola ed i comandamenti di Dio non è legalismo per i credenti nati di nuovo, l’obbedienza è una dimostrazione di amore per Dio che li ha salvati. Non è cercando di guadagnare la salvezza, ma mostrando gratitudine e amore a Dio e a Gesù che ci ha salvati per nessun altro motivo che per misericordia e grazia.

    Come ho detto prima, se non facciamo le cose nella nostra vita individuale e nella Chiesa come Dio richiede non stiamo facendo la volontà di Dio, anche se pensiamo che effettivamente la stiamo facendo.

    La linea di fondo di questa intera sezione del nostro studio è capire, comprendere cosa sia la volontà di Dio e poi accettarla ed ubbidirla.

    Paolo ci dice che questo è possibile solo se abbiamo una buona conoscenza di Dio e della Sua parola e questo si verifica solo se la nostra mente è rinnovata. Solo questo accade allora iniziamo veramente la nostra trasformazione nella immagine di Cristo e solo in questo modo potremo infine non essere conformi le vie del mondo.

    Quindi, in conclusione, la volontà di Dio è sempre perfetta, buona e accettabile. Le persone che non rinnovano la loro mente esponendosi all’esercizio della forza rinnovatrice della lettura, dello studio e la meditazione della Parola di Dio avrnno delle grandi difficoltà a riconoscere la volontà di Dio in modo da poter capirla ancora di più facilmente ed avranno difficoltà nel considerare la volontà di Dio come perfetta, buona e accettabile.

    Questo è il maggior motivo per cui ci sono molti problemi nella Chiesa e nella vita di molti credenti. Questa è la ragione per la quale spesso anche noi stessi possiamo avere difficoltà in questo campo.

    Ci sono aree nel nostro processo di pensiero che devono ancora mettersi in linea con il modo di pensare di Dio e fino a quando ciò accade avremo difficoltà nell’ accettare la volontà di Dio per quanto riguarda quelle specifiche aree in cui la nostra mente appunto non è rinnovata.

    Dio ci guiderà nella Sua a noi sconosciuta volontà, questa è la promessa di Dio ricordate
    Proverbi 3:5-7, se abbiamo fiducia in Lui con tutto il cuore e non ci appoggiamo sulla nostra comprensione, Dio promette di dirigere i nostri passi nei percorsi giusti, nei Suoi sentieri, e nella Sua volontà per noi.

    Tutto quello che dobbiamo fare è avere fiducia in Dio nelle questioni che non riusciamo a comprendere e dove non abbiamo una completa informativa circa le situazioni che stiamo affrontando, mentre invece discerniamo la comprensione e la conoscenza per quanto riguarda la volontà di Dio che possiamo conoscere come ci è rivelata nella sua Parola.

    Non abbiamo quindi bisogno di sapere e capire tutto, confidare in Dio significa semplicemente permettergli di dirigerci in quelle aree in cui la Sua volontà non ci viene comunicata o rivelata.

    E’ comprensibile che questa sia veramente una cosa difficile da fare per noi perchè siamo sempre abituati a fare tutte le decisioni e fare le cose da soli e a modo nostro, ma questo infine non è vivere per fede né è appoggiarsi su Dio e sulla Sua comprensione.

    La Sua comprensione si rivela a noi quasi sempre nella Sua parola ed è qui che infine dobbiamo cercare la conoscenza di Dio e la Sua intelligenza e le Sue vie.

    Viviamo per fede, credendo e obbedendo alla Sua parola e prendendo le Sue promesse al loro valore letterale e quando facciamo questo, quando camminiamo nella volontà di Dio rivelata nella parola Scritta Egli senza dubbio ci guiderà nella Sua volontà che ci è sconosciuta.

    Dio non sempre ci deve comunicare esattamente ogni dettaglio della Sua volontà per noi altrimenti come potremmo fidarci di Lui? Se siamo sempre alla ricerca di risposte e fatti, se cerchiamo in qualsiasi modo di capire, come molti fanno cercando segni per poter essere diretti nel modo in cui devono andare, questo non è davvero fidarsi di Dio. Questi che vivono così vogliono infine dire a Dio che andranno avanti solo se Lui gli dà un segno? In qualche modo pensano che Egli gli permetterà magari di vedere una enorme freccia illuminata nel cielo che gli mostra la direzione in cui andare o qualche tipo di cartellone pubblicitario celeste, qualche segno o telefonata per dirgli in che direzione devono camminare o cosa devono fare?

    Ritengo che questo tipo di mentalità nella vita del cristiano sia come usare Dio nel modo in cui si cercherebbe informazione da un indovino o da un oroscopo al fine di valutare la propria vita e decisioni.

    Confidare in Dio non è stregoneria o divinazione, è invece avere fiducia e ubbidire la Sua volontà conosciuta e rivelata mentre lasicamo che Egli ci guidi nella Sua sconosciuta volontà per noi.

    Un altro modo erroneo che i cristiani pensano che Dio li porti a udire una parola speciale, la Rhema.

    Vi ricordate? Abbiamo parlato di questo argomento nel nostro studio in precdenza.

    Dovremmo già sapere perché è sbagliato pensare che Dio ci parli in quel modo.

    Inoltre molti cristiani usano proprio la parola di Dio stessa come un tipo di oroscopo, pensando in qualche modo che Dio gli dia una direzione chiara su come muoversi attraverso la ricerca di un passo o in versi specifici. C’è certamente da dire che Dio ci parla sicuramente portandoci a passi particolari in cui possiamo racimoliare qualche migliore comprensione per quanto riguardano le questioni che stiamo affrontando.

    Lasciatemi fare un esempio personale.

    Più volte in preghiera sono stato perplesso per quanto riguardavano certe cose e Dio mi ha indirizzato in certi passi in cui ho trovato la risposta alle mia perplessità e alle mie domande.

    Vi farò due esempi particolari di cose che mi sono successe.

    Una è stata per quanto riguardava una domanda che avevo in mente riguardo a quando cominciai ad essere interessato e seguire Cristo ma non riuscivo a smettere di voler vivere in maniera peccaminosa e la domanda era perché continuamente lasciavo la chiesa per tornare nel mondo ed ai miei vecchi modi di agire? Perchè in realtà godevo della vita del mondo e del peccato? Le mie domande erano quindi perché adesso in differenza di allora essendo fortemente impegnato a seguire Cristo non avevo più il desiderio di vivere nel peccato e seguire le cose del mondo.

    Stavo infatti notando una netta differenza tra prima e ora e mi chiedevo cosa ci fosse di diverso questa volta.

    Una mattina nella mia lettura devozionale e quotidiana della Bibbia era in programma di leggere il Vangelo di Giovanni capitolo 2.

    Negli ultimi versetti del capitolo lessi questo:

    Giovanni 2:23-25 Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva. 24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.

    Probabilmente avevo già letto questo versetto così tante volte prima, ma mai prima d’ora lo capii come quella mattina. Dio tramite questo passo mi ha permesso di capire meglio il significato del passo stesso ed ho compreso molto bene l’applicazione del significato alla domanda che avevo in mente.

    In passato avevo seguito Gesù per delle motivazioni sbagliate. In qualche modo mi stavo ingannando come facevano quelle stesse persone nel passo, pensando che la mia fede era in realtà vera ma in realtà non riuscivo a capire come queste persone nel passo una parte essenziale del Vangelo ed era questa la parte che non ero disposto ad accettare nel principio.

    Come questi Ebrei in questione, volevo seguire Gesù perché volevo i benefici che Gesù offriva, mentre non ero disposto ad accettare la Sua signoria e non lo riconoscevo veramente come mio Signore, non desideravo obbedirlo più di desiderare la mia stessa volontà e il mio peccato.

    Come il passo dice Lui stesso non si fidava di loro,non confidò nella loro falsa e superficiale fede poiché Egli sapeva che i loro cuori non erano sinceri. Dopotutto anche Giuda seguiva Gesù, ma non era un vero discepolo, perchè non era una persona destinata alla salvezza e ciò divenne evidente in seguito.

    Molti seguirono Gesù, perché Egli li benediceva con delle benedizioni temporali e fisiche, e così anche io come gli altri non eravamo disposti a dichiarare Gesù come Signore della nostra vita.

    Quando qualcuno segue Gesù per tali motivazioni sbagliate e senza volerlo confessare come Signore in realtà questi non sono ancora salvati. Ricordiamoci che è Dio che ci salva in un determinato momento di tempo, il problema è che se Lui non si affida a noi, allora non siamo salvati.

    La nostra fede deve essere reale e genuina e questa fede ci è data da Lui e quando la fede è vera ci fa confessare ed accettare Gesù come nostro Signore. Questo significa che siamo disposti ad abbandonare ogni cosa per Lui, siamo disposti ad obbedire Lui ed farci modellare in ciò che Egli vuole che siamo.

    Ricordiamoci che l’accettazione di Gesù come Signore della nostra vita è una componente essenziale nel nostro processo di salvezza. Anche se molti non concordano con questo fatto, ma la confessione di Gesù come Signore è evidentemente essenziale e senza questo elemento la salvezza non è possibile.

    Romani 10:9 Che se tu confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.

    Confessare Gesù come Signore non è solo dicendolo udibilmente, confessando Gesù come Signore è qualcosa che facciamo certamente con la nostra bocca ma è anche qualcosa che viene da un nuovo cuore, il cuore e la mente rigenerate dallo Spirito di Dio.

    Vedete seguire Gesù quando non siamo nati di nuovo è impossibile ed è impossibile permettergli di essere il Signore della nostra vita. Vi ricordate? La mente carnale non può e non vuole sottomettersi a Dio, Romani 8:5-8.

    Alla fine la comprensione di quel passaggio è diventata la risposta alle mie perplessità e delle mie domande.

    Gli Ebrei in questione quindi volevano un Messia terreno che gli procurava benedizioni fisiche e terrene ecco perché credettereo in Lui. Però queste sono motivazioni sbagliate per voler avere Gesù nella nostra vita. Essi non lo volevano rconoscere come Signore, non volevano riconoscerlo come Dio nella carne, essi non volevano pentirsi dei loro peccati ma invece volevano i benefici, le benedizioni del Messia seza pentimento e senza riconoscerlo come Signore delle proprie vite.

    Un conto è credere mentalmente e storicamente che Gesù è Dio ma un altro è vivere accettando la Signoria di Cristo sulla propria vita.

    Vedete, molti oggi vogliono avere le benedizioni di Dio, inclusa anche la salvezza eterna ma non vogliono sacrificare la loro vita per Cristo, non vogliono pentirsi dei loro peccati e rinunicare alla vita peccaminosa e le vie del mondo. In altre parole il desiderio del loro cuore non è amare Dio e servirlo con la propria vita, ma è invece desiderare la salvezza e le benedizioni di Dio ma di vivere come gli pare e piace anziché fare la volontà di Dio, in altre parole lasciare sì che Gesù sia il vero Signore della loro vita. Se le motivazioni non sono quelle che Dio vuole, Dio non si affida a nessun uomo.

    Gesù, Dio conosce la condizione vera del cuore umano e conosce le motivazioni del cuore degli uomini. Dio sa quando siamo sinceri e la nostra fede è vera, perché come ho detto prima è Lui che ci rigenera e ci da la fede genuina, quindi non si può ingannare Dio. Possiamo ingannare noi stessi ma non Dio.

    Così era la mia condizione e finchè Dio non ha completato il processo della nuova nascita in me non avrei mai fatto sì che Gesù controllasse i miei desideri. Tra l’altro questo non significa affatto diventare perfetti ma di desiderare intensamente che Gesù sia il Signore nella nostra vita e non noi. Volere che Dio controlli ogni aspetto della nostra vita e desiderare che Dio ci aiuti nel processo della nostra trasformazione e il rinnovamento della nostra mente.

    L’altro esempio fu quando ancora una volta ebbi una domanda, una perplessità nella mia mente.

    Questo riguardava quando predicai e insegnai nella chiesa di Firenze.

    Notai una Domenica in particolare che la chiesa a dispetto di ciò che veniva predicato ed insegnato dal pulpito non rispondeva alla predicazione e gli insegnamenti che provenivano da esso.

    Ebbi un vero problema con questa cosa come una crisi interna ma poi come successe nell’episodio precedente che ho già descritto, ancora una volta leggendo la mia lettura quotidiana della Bibbia, in essa lessi questo passo:

    Ezechiele 33:30-33 Quanto a te, figlio d’uomo, i figli del tuo popolo discorrono di te presso le mura e sulle porte delle case; parlano l’uno con l’altro e ognuno con il suo fratello, e dicono: “Venite, prego, ad ascoltare la parola che proviene dal SIGNORE!” 31 Vengono da te come fa la folla; il mio popolo si siede davanti a te e ascolta le tue parole, ma non le mette in pratica; perché con la bocca fa mostra di molto amore, ma il suo cuore va dietro alla sua cupidigia. 32 Ecco, tu sei per loro come la canzone d’amore di uno che ha una bella voce e sa suonare bene; essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica; 33 ma quando la cosa avverrà, ed ecco che sta per avvenire, essi sapranno che in mezzo a loro c’è stato un profeta».

    Leggendo questo passo Dio mi permise di capire che spesso anche oggi i predicatori della parola di Dio predicano la verità di Dio, ma molte persone nelle chiese sono nella stessa condizione spirituale come le persone ai tempi di Ezechiele. In realtà sembrano voler cercare e conoscere la parola di Dio e la Sua volontà, ma come dice il passo non sono disposti a praticare la parola di Dio nè praticare la Sua volontà. Come Dio dice nel passo, percepivano la predicazione come se fosse una bella canzone o una bella voce o uno strumento ben suonato, ma non volevano obbedire la parola di Dio. In pratica questo significa che a loro piace la parola di Dio e la predicazione e l’insegnamento della Sua parola come una forma di intrattenimento, ma in realtà non come essa è e deve essere, cioè la parola di Dio, la quale deve essere obbedita e non soltanto ascoltata anche se lo è con apparente piacere.

    Giacomo 1:22 Ma siate facitori della Parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi.

    Vale la pena menzionare che nella mia lettura quotidiana della Bibbia quel giorno dovevo leggere anche il seguente capitolo, Ezechiele 34.

    Non ho il tempo di esporre l’intero capitolo in questione tuttavia è sufficiente dire che il capitolo che potete leggere da voi stessi se siete interessati , parla del fatto che Dio ha una vera e propria contesa con i pastori del suo gregge e che Egli incrimina i loro modi in quanto essi non si prendevano cura delle pecore come Egli desiderava. Questa è stata una risposta ulteriore alla mia domanda, quella mattina.

    La chiesa non rispondeva alla parola di Dio, perché non erano disposti ad obbedirla, ma la ragione sottolineata era perché i pastori non stavano facendo le cose come Dio desiderava.

    Questo è il modo in cui Dio ci parla, Egli può rispondere alle nostre perplessità e le nostre domande dandoci la comprensione della Sua parola e da come ci fa capire il significato della Sua parola, così ci fa ottenere anche le risposte che stiamo cercando.

    Dio può e ci darà intelligenza e sapienza e discernimento e saggezza in questo modo, ma non dobbiamo cercare la Sua sconosciuta volontà per la nostra vita in modo tale che ci aspettiamo che Dio ci riveli segni o ci dia parole specifiche delle quali abbiamo bisogno per fare le nostre decisioni.

    Come ho detto prima molti dei principi divini nella Sua Parola sono sufficienti per noi, sufficenti per obbedirli e praticarli e capirli e dobbiamo seguire e camminare nelle vie che già conosciamo e capiamo.

    Questo è confidare in Dio permettendo a Lui attraverso la Sua provvidenza di guidarci e dirigerci in cose che non sappiamo e comprendiamo.

    Permettetemi di fare due esempi perfetti delineati per noi nella Scrittura.

    Il primo si trova in:

    Genesi 24:7 Il SIGNORE, il Dio dei cieli, che mi fece uscire dalla casa di mio padre e dal mio paese natale – e mi parlò e mi giurò dicendo: “Io darò alla tua discendenza questo paese” – egli stesso manderà il suo angelo davanti a te e tu prenderai di là una moglie per mio figlio.

    Come vediamo scritto qui Abramo manda il suo servo a trovare una moglie per Isacco dalla terra da dove è venuto e dalla sua stessa famiglia.

    Egli non dà al suo servo tutta una serie di informazioni, come deve scegliere una moglie per Isacco invece dice che Dio manderà il Suo angelo davanti a lui, e sarà così che egli prenderà una moglie per suo figlio.

    Abramo confida che sarà Dio stesso a portare il suo servo al punto di scegliere la donna giusta per suo figlio. Abramo si fida di Dio e questo è tutto ciò che è sufficiente. Egli non dice a Dio come farlo e non cerca di sapere come Dio lo farà, si fida pienamente di Dio. Dio infatti opera tutte le circostanze a riguardo e permette al servo di Abramo di trovare la donna giusta da portare ad Isacco. Dio quindi ha orchestrato tutte quante le circostanze.

    Il secondo episodio è ancora più chiaro di come Dio guida la nostra vita nella Sua volontà senza la conoscenza del Suo intero piano, questa la troviamo nella vita di Giuseppe.

    La vita di Giuseppe è un vero e proprio modello di come anche noi dobbiamo vivere la nostra vita e come dobbiamo confidare in Dio nella Sua guida senza dover sempre conoscere ogni dettaglio della Sua volontà.

    L’esperienza della vita di Giuseppe si trova in Genesi 37:3 fino a Genesi 50:26. Giuseppe fu venduto come schiavo ad una carovana di Ismaeliti dai suoi stessi fratelli i qiuali lo odiavano, Genesi 37:25.

    Fu poi portato in Egitto e venduto come servo a Potifar, Genesi 37:36.

    Non vediamo mai scritto nelle pagine della Scrittura che descrivono la vita di Giuseppe, dove Giuseppe si chiede o chiede a Dio quello che gli sta succedendo nella vita o che cosa sia la volontà di Dio per la sua vita. Eppure Giuseppe aveva molte, molte ragioni per chiedere a Dio

    “che cosa mi sta succedendo qui?” O “che cosa è la tua volontà per me Signore?”

    Sarebbe quasi ovvio che Giuseppe potrebbe chiedersi o chiedere a Dio che cosa gli stava succedendo e quale fosse il successivo passo nella sua vita ogni volta che subiva qualcosa. Eppure, Giuseppe non lo fa mai. Invece guardate ciò che dice la Parola di Dio:

    Genesi 39: 2 E il Signore fu con Giuseppe, lui era un uomo ricco nella casa del suo padrone, l’Egiziano

    C’è sempre un tema nella vita di Giuseppe e il tema è questo “Il Signore era con Giuseppe!”

    Guardate quello che succede dopo. Giuseppe viene benedetto e diventa un servo prospero nella casa di Potifar, vediamo che la moglie di Potifar vuole avere un rapporto intimo con lui, ma Giuseppe fa la volontà di Dio non volendo peccare contro Dio e contro il suo padrone. Così che facendo la conosciuta e rivelata volontà di Dio lo fa andare in carcere lo stesso perché egli viene falsamente accusato dalla moglie del suo padrone.

    Eppure vediamo che Giuseppe non mette mai in discussione la volontà di Dio nella sua vita, anche quando finisce essere accusato ingiustamente e finisce in carcere, invece le Scritture ci dicono questo:

    Genesi 39:21 Ma il Signore fu con Giuseppe e gli mostrò misericordia, e gli diede grazia agli occhi del carceriere.

    Dopo di che un’altra cosa accadde in carcere, due dei servi di faraone, il panettiere e il coppiere vengono gettati in prigione e qui hanno dei sogni. Giuseppe interpreta i loro sogni ed i sogni avvengono come Giuseppe li ha interpretati. Al coppiere viene ripristinata la sua posizione come nel sogno e Giuseppe gli chiese che quando egli sarebbe stato restaurato nella presenza di faraone di ricordarlo davanti al faraone per farlo liberare dalla prigione.

    Eppure le Scritture ci dicono che il coppiere invece si dimenticò di Giuseppe.

    Ora a questo punto dopo tutto che gli era successo sarebbe stato molto facile per Giuseppe pensare che anche Dio lo aveva dimenticato e cominciare a mettere in discussione la volontà di Dio per la sua vita. Ricordiamoci a questo punto che nella lontana Genesi 37 Dio aveva dato a Giuseppe un sogno in cui promise a Giuseppe una posizione di grande potere ed autorità, Genesi 37: 5-10.

    Sarebbe stato molto facile a questo punto, dopo che tanti anni che erano passati e dopo essere stato venduto in schiavitù e poi gettato in prigione senza motivo e poi dimenticato in prigione pensare che il sogno che aveva avuto era solo un sogno, forse aveva frainteso il sogno.

    Eppure, Giuseppe non ha mai messo in dubbio Dio e nemmeno la Bibbia ci dice che egli ha mai perso speranza o ha smesso di credere in ciò che gli aveva promesso Dio.

    Giuseppe attese Dio ed infatti dopo altri due anni di carcere qualcosa successe. Faraone ebbe un sogno e nessuno dei suoi veggenti fu in grado di interpretare il sogno. Fu allora che il coppiere si ricordò di Giuseppe e disse a Faraone quello che gli successe in carcere due anni prima e Faraone invitò Giuseppe ad interpretare il suo sogno.

    Giuseppe non solo lo interpretò ma diede a Faraone anche la soluzione di come dovesse gestire la carestia che i sogni dicevano sarebbe avvenuta. Ci dovevano infatti essere sette anni di abbondanza e sette anni di carestia così come fu mostrato nel sogno. Faraone fu impressionato con le risposte di Giuseppe e lo elevò al secondo posto di potere in Egitto, secondo solo a Faraone.

    Odiato dai suoi fratelli, venduto come schiavo, accusato falsamente di un crimine che non ha commesso, gettato in prigione ed essere dimenticato per poi diventare il secondo uomo più potente in Egitto.

    Non una volta le Scritture dicono che Giuseppe vacillò, che Giuseppe mai smise di credere che Dio avrebbe mantenuto la promessa fatta a lui attraverso quel sogno molti anni prima. La Bibbia dice che il Signore era con Giuseppe ed apparentemente Giuseppe ebbe fiducia in Dio per lasciare di condurlo tra alti e bassi e portarlo infine al luogo che Dio gli aveva promesso.

    Forse Giuseppe capiva molto bene anche prima che fosse scritta la promessa di Dio che indica in

    Romani 8:28 E noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.

    Forse Giuseppe capiva molto bene questo concetto anche prima che Gesù dicesse questo:

    Matteo 6:33-34 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

    Sembra che Giuseppe capisse molto bene quello che Paolo ha scritto nel brano che stiamo studiando qui

    Romani 12: 1-2 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, che è il vostro culto. 2 E non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, gradita e perfetta volontà di Dio.

    Giuseppe non si preoccupava di ciò che la volontà di Dio era in ogni singolo momento della sua vita, Giuseppe invece ebbe fiducia in Dio, si lasciò andare nelle mani di Dio, ha vissuto la Scrittura di Romani 12: 1-2 e ha vissuto Proverbi 3: 5-7 e Romani 8:28.

    Giuseppe sapeva che Dio è fedele e che mantiene sempre le Sue promesse.

    Anche noi se sappiamo queste cose allora avremo fiducia in Lui, per fidarsi di Lui dobbiamo anche essere consapevoli delle Sue promesse che si trovano nella Sua parola scritta, così ancora una volta eccoci qui, siamo tornati al punto di partenza.

    Rinnoviamo la nostra mente con la conoscenza della parola di Dio, e conoscendo la storia di Giuseppe ci viene insegnato proprio dalla storia di Giuseppe stesso come si fa ad accettare la volontà di Dio nella nostra vita anche quando non siamo a conoscenza di tutto ciò che Dio sta facendo. Noi sappiamo o almeno dovremo sapere che tutto quello che Dio ci permette di passare attraverso lo fa con amore e misericordia e lo fa per il nostro bene ed infine per la Sua gloria.

    Dio non è obbligato a farci conoscere sempre tutta la Sua volontà per la nostra vita. Dopotutto venire a conoscenza di tutto infine non sarebbe camminare per fede ma sarebbe camminare per vista.

    Dio non ci fa sapere e vedere tante cose perché vuole che ci fidiamo di Lui e ci lasciamo guidare da Lui.

    Dio vuole che per esperienza proviamo che la Sua volontà è buona, perfetta, gradevole e accettabile. La parola chiave qui è accettabile, la volontà di Dio è sempre accettabile o almeno dovrebbe esserlo. La cosa triste è che molti credenti non considerano buona, perfetta e accettabile la rivelata volontà di Dio e questo appunto succede perché la mente non è rinnovata.

    Così che se non riescono a conoscere, ubbidire e accettare la rivelata volontà di Dio, come potranno lasciarsi guidare da Dio senza sapere la Sua misteriosa volontà? Ecco perché molti credenti vogliono sempre avere risposte da Dio, vogliono sempre ricevere segni o rivelazioni o sogni, perché non vogliono vivere e camminare per fede solo nella Sua conosciuta parola dove non conoscono tutta la volontà di Dio.

    Non gli basta sapere già che Dio è buono, fedele, veritiero, misericordioso e fa collaborare tutte le cose per il bene degli eletti. Non gli basta basarsi sulla rivelata volontà di Dio nelle Scritture ma invece vogliono vedere, capire qualche cosa ancora prima che si muovano o decidano di fare qualche cosa.

    Essere forti nella vita in realtà vuol dire essere deboli di fronte a Dio e permettere a Lui di guidarci e di far si che permettiamo a Dio di modellarci e questo amici miei dobbiamo imparare a farlo senza conoscere tutti i dettagli della Sua volontà per noi, piuttosto fare quello che Paolo ci sta dicendo qui con il rinnovamento della mente e le nostre esperienze sapremo quella volontà di Dio che Egli vuole che conosciamo ma che anche quella a noi sconosciuta è comunque sempre perfetta, buona e accettabile anche quando e se non la conosciamo. Vivere per fede è fidarsi e ubbidire a ciò che sappiamo o possiamo sapere e farsi guidare quando non siamo in grado di sapere ciò che Dio vuole fare nella nostra vita.

    Romani 12:3 Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno

    Adesso Paolo cambia marcia, egli ci ha detto nel versetto due di non essere conformi alle vie del mondo, ma essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente in modo che possiamo essere in grado di conoscere la conosciuta e accettare anche la sconosciuta volontà di Dio la quale è sempre buona, perfetta ed accettabile.

    La questione del versetto due è molto importante da fare e da mettere in pratica perché ci pone nella giusta posizione per poi praticare ciò che Paolo ci sta dicendo nella restante parte della Epistola.

    Ottenere una buona conoscenza e pratica dei versetti uno e due ci aiuterà notevolmente nel nostro comportamento e la nostra susseguente posizione nella chiesa, cioè il corpo di Cristo, e ci aiuterà a mettere in pratica la conosciuta e rivelata volontà di Dio nella chiesa e nella nostra vita individuale.

    Paolo adesso menziona in questo versetto che le cose che sta scrivendo qui successivamente sono date alla chiesa attraverso la grazia che è stata a lui data da Dio.

    Che cosa significa “attraverso la grazia che mi è stata concessa”?

    Ci sono in realtà due risposte a questa affermazione.

    Il significato generale di questa affermazione è che Dio infatti ha dato la Sua grazia quando ci ha salvato perché lo ha fatto solo ed esclusivamente tramite la Sua grazia e mediante essa.

    Abbiamo ampiamente visto questa verità esposta nel nostro studio in molti modi diversi e attraverso molti passi della Scrittura.

    Diamo una occhiata a tre specifiche referenze che riguardano questo concetto:

    Il primo e forse il più noto a noi è questo:

    Efesini 2: 5-10 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, 7 per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. 8 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. 9 Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; 10 infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.

    Cerchiamo di studiare rapidamente questo passo in modo che possiamo capire ancora meglio questa cosa.

    Versetto 5 ci dice che è stato quando eravamo ancora morti nella nostra natura peccaminosa che Dio ci vivificati con Cristo. Le parole chiave in questo versetto sono: morti, vivificati e insieme a Cristo.

    Eravamo spiritualmente morti a causa del peccato nella nostra natura, ma Dio, e qui si vede che l’azione è compiuta da Dio senza alcun coinvolgimento personale da parte nostra, l’azione viene originata in Dio e Dio la ha compiuta quando?

    Molti pensano che questo accade solo nel momento in cui crediamo ed in realtà è così, per quanto concerne noi esseri umani, ma per quanto concerne Dio, l’evento ha effettivamente avuto luogo al momento della redenzione degli eletti, in altre parole, quando Gesù ha portato a compimento il piano di salvezza di Dio. Questo si è verificato alla croce e successivamente, alla Sua resurrezione.

    Dovremmo ricordarci che Gesù prima di morire gridò: “Tutto è compiuto” Giovanni 19:30.

    Che cosa era compiuto? Che cosa è stato completato e pagato per intero?

    La redenzione degli eletti.

    Nel tempo di Dio questo è stato fatto alla croce e alla resurrezione ma nel tempo dell’uomo questo deve essere realizzato attraverso lo scorrere del tempo e storia del genere umano sino al ritorno di Cristo.

    Eppure la salvezza degli eletti è compiuta e finita e come Dio ci dice qui ci ha vivificati insieme con Cristo al momento della Sua resurrezione. Questo è esattamente il motivo per cui Paolo dice poi è per grazia che siete stati salvati.

    Lo dice per assicurarci di capire che la nostra salvezza non ha niente a che fare con noi stessi. La nostra salvezza ha avuto origine in Dio, è stata portata avanti da Dio, è stata implementata e compiuta da Dio per mezzo di Gesù Cristo e viene applicata agli eletti da Dio mediante la persona dello Spirito Santo nella predica del Vangelo nel tempo. Così vediamo che l’intero piano di redenzione umana è tutto compiuto da Dio, dalla Trinità che è coinvolta interamente nella realizzazione e nella applicazione della salvezza degli eletti.

    C’è solo un vero, diretto e unico coinvolgimento umano nella nostra salvezza, la persona di Gesù Cristo.

    Egli, Gesù è l’unico coinvolgimento umano valido nel processo della nostra salvezza.

    L’uomo però, ha due modi, chiamiamoli indiretti, in cui è coinvolto nel processo della salvezza.

    Il primo è questo: Siamo noi che dobbiamo credere nel Vangelo.

    La fede per la salvezza è praticata dal credente, questo è vero, ma la nostra fede, anche se è praticata da noi è comunque un dono della grazia di Dio, senza il quale nessuno può effettivamente credere e quindi praticare la fede.

    Perciò la fede fa parte del dono di Dio il quale è la grazia, questo è descritto bene nei versetti otto e nove di Efesini due.

    Il secondo modo in cui l’uomo è coinvolto indirettamente nella salvezza è attraverso la pratica della evangelizzazione.

    Dio ha dato doni alla chiesa e questo accade ancora una volta solo per la Sua grazia.

    Possiamo trovare questo scritto per noi in:

    Efesini 4: 7-11 Ma a ciascuno di noi è data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. 8 Perciò dice: Essendo salito in alto, egli ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini. 9 (ora che è salito, che cosa vuol dire se non che prima era disceso nelle parti più basse della terra? 10 Colui che è disceso è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse tutte le cose.) 11 E ha dato alcuni come apostoli; e alcuni, profeti; e alcuni, come evangelisti; e altri come pastori e maestri;

    Ancora una volta vediamo che in questo passo è per la grazia di Dio che noi riceviamo lo Spirito Santo, questo è il dono di Cristo. Attraverso la grazia di Dio lo Spirito Santo ha dato anche doni alla chiesa, quali doni? Non solo doni spirituali individuali ma i ministri, come è menzionato nel versetto undici, apostoli, profeti, evangelisti e pastori /insegnanti.

    Come si vede gli Evangelisti, i quali sono ministri specializzati e chiamati da Dio a predicare il Vangelo, il quale è l’unico modo con cui una persona viene salvata per mezzo della fede nel Vangelo, Romani 1:16.

    E’ solo ed esclusivamente la predicazione del Vangelo attraverso la quale gli eletti ottengono la salvezza. Vedi 1 Corinzi 1:18-21; Romani 10:14-17.

    E’solo la predicazione del Vangelo da chi è chiamato e dotato da Dio, cioè gli evangelisti, che porta la persona alla fede necessaria per credere, questo è anche ciò che Romani 10:17 ci dice.

    La fede viene dall’ udire, udire la predicazione del Vangelo predicato da evangelisti chiamati da Dio .

    Pertanto, l’altro indiretto coinvolgimento umano nella salvezza sono gli evangelisti, i quali sono gli uomini che predicano il Vangelo.

    Tuttavia è solo lo Spirito Santo attraverso la predicata parola del Vangelo che gli evangelisti predicano con cui la fede viene donata ad una persona.

    Il Vangelo è la unica potenza di Dio per la salvezza per tutti coloro che credono Romani 1:16, la gente crede però solo attraverso la potenza dello Spirito Santo, che dona la salvezza e la fede di credere in Dio agli eletti.

    Quindi, come si comprende chiaramente, anche se l’uomo è coinvolto lo è solo per via della grazia di Dio, è Dio che salva la gente e lo fa attraverso gli evangelisti nella chiesa.

    Ricordiamoci che cosa significa la parola grazia, vuol dire favore immeritato, è Dio che ci fa un favore che non possiamo ne mai potremmo meritare dandoci in effetti ciò di cui abbiamo bisogno per essere salvati e questo lo ripeto non lo possiamo mai meritare, guadagnare o ottenerlo da noi con la nostra forza e le nostre opere.

    Questo fatto toglie ogni e qualsiasi possibilità che possiamo ottenere la salvezza da noi stessi, infatti, come si vede molto bene anche la fede che Dio richiede all’uomo di avere per credere nel Vangelo, la fede necessaria per essere salvati non ha origine in noi, ma fa parte del dono della grazia di Dio.

    Come si vede chiaramente il dono della salvezza di Dio è per grazia e altresì la fede è per grazia, questo è ciò che Efesini 2: 8-9 ci dice.

    Infatti per eliminare ogni e qualsiasi possibilità con la quale ci si potesse vantare della nostra salvezza Dio ci dice che addirittura anche le nostre buone opere, di cui l’evangelizzazione fa parte, non sono nostre ma sono di Dio che le ha precedentemente preparate per noi perché le compiamo.

    E’ tutto per la grazia e la misericordia di Dio, è solo per la Sua grazia che siamo salvati e che continuiamo ad essere salvati fino alla fine.

    Quindi è grazia e nient’altro che ci salva e ci mantiene al sicuro.

    Guardate ora quello che gli altri due passi ci dicono riguardo alla nostra salvezza essendo solo per grazia.

    Romani 11: 5-6 Anche così, allora in questo momento c’è anche un residuo secondo l’elezione della grazia. 6 E se è per grazia, allora non è più per opere: altrimenti la grazia non è più grazia. Ma se è per opere, allora non è più grazia: altrimenti le opere non sono più opere.

    Gli eletti, il residuo eletto della nazione di Israele e gli eletti Gentili che sono il residuo dell’intero genere umano, sono eletti e salvati per grazia e non per qualsiasi tipo di opera umana con cui una persona potrebbe in qualche modo meritare o guadagnare la salvezza.
    Non c’è nessuna opera se non l’opera di Dio che può dare la salvezza, perché non possiamo in alcun modo meritarci o guadagnare la salvezza. Quindi è solo per grazia cioè per favore immeritato.

    La salvezza è Dio che ci fa un favore, un favore che è concesso senza condizioni.

    Il terzo passo che vedremo è questo:

    Tito 3: 4-7 Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, 5 egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, 6 che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, 7 affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna.

    Gesù apparve per compiere la salvezza di Dio in favore degli uomini a causa della bontà e amore di Dio, non a causa delle nostre opere religiose o pie che potremmo praticare, la salvezza non è per alcun merito qualunque da parte nostra, piuttosto per la Sua sola misericordia Dio ci ha salvati per mezzo della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che Dio ha sparso abbondantemente sugli eletti per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore.

    Dio ha fatto questo e quindi a causa di tutto questo noi siamo giustificati per la grazia di Dio. Come si vede qui, anche se sappiamo benissimo che la Scrittura ci insegna esplicitamente che siamo giustificati per fede, qui invece vediamo scritto che siamo giustificati dalla grazia.

    Questo può solo significare che la fede proviene dalla grazia e per grazia e che queste due, grazia e fede sono allora utilizzate in modo sinonimo. Infatti questo concetto lo troviamo scritto anche in:

    Romans 3: 23-24 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24 ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.

    Questo fatto grammaticale e teologico rende la fede parte della grazia di Dio e non qualcosa che l’uomo può attivare da solo o qualcosa che tutti intrinsecamente possiedono e che si può accendere e spegnere come un interruttore della luce. La fede deve essere impartita da Dio ed è per la Sua grazia soltanto che questo si verifica.

    Così ancora una volta questo conferma quello che dice Paolo in:

    Efesini 2: 8-9 è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio: 9 Non da opere, affinché nessuno se ne vanti.

    Questo passo viene interpretato da molti, anche gli studiosi del Greco ad intendere che la fede non fa alcuna parte della grazia in questo passo. Quello che io invece credo sia la giusta interpretazione è questa, anche se l’interpretazione grammaticale e linguistica è necessaria e in alcuni casi indispensabile, comunque la grammatica e l’interpretazione linguistica deve sempre allinearsi con il resto della Scrittura, in altre parole, non possiamo prendere la grammatica e la lingua da sole specialmente per dare una corretta interpretazione dei passi in questione.

    Le chiavi più importanti per una corretta interpretazione biblica sono il contesto e il fatto che la Scrittura interpreta la Scrittura.

    Non possiamo interpretare la Scrittura correttamente senza prendere in considerazione ciò che l’intero contenuto della parola di Dio ci dimostra per quanto riguarda un determinato argomento o soggetto che stiamo studiando.

    In questo caso particolare abbiamo diverse Scritture che confermano che la fede è in effetti un dono di Dio che fa parte della grazia di Dio, quindi, la fede e la grazia sono entrambe doni di Dio ricevuti ed uno è una parte dell’altro e non sono separati.

    Tale conclusione è raggiunta, come abbiamo visto, dalla comprensione delle Scritture che abbiamo esaminato prima. Tito 3 sostiene che siamo giustificati per grazia di Dio e la Scrittura che dichiara anche che siamo giustificati per fede, come ad esempio:

    Romani 4:16 Perciò l’eredità è per fede, affinché sia per grazia; in modo che la promessa sia sicura per tutta la discendenza; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per quella che discende dalla fede d’Abraamo. Egli è padre di noi tutti

    Anche qui vediamo chiaramente che fede è per grazia e nello stesso capitolo ci dice che siamo in effetti giustificati mediante la fede:

    Romani 4:20-25 davanti alla promessa di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella sua fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado di compierlo. 22 Perciò gli fu messo in conto come giustizia. 23 Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia, 24 ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25 il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

    Questo passo ci sta chiaramente spiegando che la fede è per grazia e siamo infatti giustificati per fede, ma anche dalla grazia perchè è mediante la grazia che si ottiene la fede, per questo Paolo ci spiega che la fede viene udendo il Vangelo predicato, Romani 10:17, ma anche questo prossimo passo indica che la fede e l’opera dello Spirito Santo sono strettamente correlate.

    Galati 3: 2 Questo solo vorrei sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge, o per la predicazione della fede?

    Dal momento che siamo salvati solo mediante la predicazione del Vangelo e dal momento che possiamo essere salvati solo credendo al Vangelo e dal momento che siamo salvati solo per grazia di Dio, dobbiamo arrivare alla sola possibile conclusione e la sola giusta interpretazione alla quale possiamo arrivare ed è questa: siamo salvati per grazia perché la fede passa a noi attraverso la grazia di Dio quando il Vangelo è predicato da Evangelisti, che tra l’altro, essi stessi come detto già, sono doni sempre della grazia di Dio alla chiesa.

    Così la nostra salvezza è interamente per grazia, ogni aspetto della nostra salvezza è un dono immeritato di Dio, anche i veicoli umani attraverso i quali ascoltiamo il Vangelo predicato, gli evangelisti, anche essi sono un dono della grazia.

    Tuttavia, ricordiamo che solo coloro che sono preconosciuti e sono predestinati da Dio sono chiamati ad essere giustificati e glorificati, Romani 8: 29-30.

    E’ Dio, la persona dello Spirito Santo attraverso il veicolo umano dell’evangelista che predica il Vangelo e che riversa il potere rigenerante di Dio il quale dona la fede agli eletti al fine di poter credere nel Vangelo.

    Così vediamo che è interamente per grazia che siamo salvati e che la salvezza è la prima manifestazione della grazia di Dio per gli uomini, così Paolo può dire che è a causa di quella grazia che lo ha salvato, che ora può dire alla chiesa romana quello che gli sta dicendo.

    Tuttavia, la grazia di Dio non solo ci dà la fede e la salvezza nel senso generale.

    Quando siamo salvati per grazia, ci viene dato il dono dello Spirito Santo il quale anche esso è per grazia, Efesini 4: 7.

    Il dono di Cristo di cui Efesini 4: 7 è lo Spirito Santo, non solo nel contesto indicato in questa realtà, ma ci sono altre Scritture che ci mostrano che questo è davvero quello che Paolo ha scritto qui.

    Atti 2:38 Allora Pietro disse loro: Ravvedetevi, e sia battezzato ciascuno di voi nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

    Galati 3:14 Che la benedizione di Abramo passasse alle genti per mezzo di Gesù Cristo; che noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede.

    Lo Spirito Santo quindi è una promessa di Dio e un dono di Dio e il fatto che si tratta di un dono indica che è per grazia, perché la gente non può fare nulla per guadagnare un dono.

    Un dono è un regalo e non un guadagno o qualcosa che una persona può meritare.

    L’unica cosa che mi viene in mente collegata al merito di un dono è la menzogna di Babbo Natale, dove i genitori si trovano a dire ai loro figli che possano ricevere “doni” se si comportano bene e ottenere nulla se non si comportano bene.

    Pensate che menzogna ingannevole è questa, prima di tutto sappiamo che Babbo Natale non ha nulla a che fare con il vero significato del Natale, vediamo però che i genitori devono in realtà mentire ai loro figli circa l’effettiva esistenza di questa fantastica persona.

    In oltre ad essere un inganno c’è ancora un altro problema ingannevole ed è l’idea che si possa infatti meritare un dono. Un regalo invece è dato senza condizioni altrimenti non è un dono. Se una persona deve guadagnare o lavorare per meritare qualcosa questo non è un dono ma è un guadagno.

    Così vediamo che la menzogna di Babbo Natale ha molte cose ingannevoli in essa in realtà fa pensare la gente che i doni devono essere guadagnati con un buon comportamento.

    Questo può essere strettamente legato all’ inganno che una persona debba guadagnare il favore di Dio per ricevere i Suoi doni.

    I doni di Dio sono doni e non si possono mai guadagnare né si può operare per meritarli.

    Lo Spirito Santo è il dono di Dio che continua a dare i doni di Dio. Lo Spirito di Dio, e la persona di Gesù Cristo sono il dono dei doni per gli eletti.

    Lo Spirito di Dio porta la fede e rigenera gli eletti, Egli dimora in tutti i credenti ed è Lui il dono di Dio, non solo il dono per i singoli credenti, ma Lui è un dono di Dio alla Chiesa attraverso il quale Dio dà doni spirituali per l’edificazione della chiesa intera.

    Questi doni dello Spirito, come vediamo sono i ministri, vedi Efesini 4: 7-12.

    Questo fatto è poi confermato ed amplificato nel seguente passo:

    1 Corinzi 12:4-13 4 Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. 5 Vi è diversità di ministeri, ma non v’è che un medesimo Signore. 6 Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti. 7 Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune. 8 Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; 9 a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; 10 a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l’interpretazione delle lingue; 11 ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole. 12 Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. 13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito

    L’intero brano parla dei doni dello Spirito Santo ed i doni che Egli dà alla chiesa attraverso i doni dati ad ogni singolo credente.

    Nella chiesa lo Spirito Santo dà diversità di doni versetto 4, lo Spirito dà diverse amministrazioni e diversità di operazioni, ma è lo stesso Spirito Santo che opera in tutti, versetto 5.

    Quindi è Dio che opera in e attraverso i credenti, ma lo Spirito è donato e dà tutti questi doni alla Chiesa ed ai singoli fedeli, al fine di dare profitto e edificare la chiesa intera. Questo conferma ciò che è scritto in Efesini 4.

    Nel versetto 11 di 1 Corinzi 12 Paolo afferma che tutte queste cose le opera quell’uno e medesimo Spirito, dando i Suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole.

    Lo Spirito dà tutti questi doni, amministrazioni ed operazioni di ministero nella chiesa come vuole Lui, in altre parole come vuole Lui e non come vuole il credente.

    Ancora una volta, questi sono doni di Dio, per grazia di Dio, che operano attraverso la grazia di Dio. Infatti nel versetto sei di Romani 12, Paolo dice:

    Romani 12:6 avendo doni differenti secondo la grazia che ci è stata data, se la profezia, profezia secondo la proporzione della fede;

    Così spero che abbiamo capito il significato che è collegato alla grazia salvifica di Dio, in altre parole, tutto ciò che Dio ci dà fa parte del Suo dono di salvezza.

    Paolo era un Apostolo e come tale nella Chiesa che stava nascendo aveva, come tutti gli altri Apostoli, la pienezza dei doni dello Spirito e la pienezza dei ministeri ma questo era tutto dovuto alla grazia di Dio che operava in loro.

    Così che la grazia di cui Paolo sta parlando qui in Romani 12:3, è la grazia data da Dio e non era solo la grazia riferente alla sua salvezza, ma la grazia che Dio gli ha dato, dandogli tutto ciò che era associato alla sua chiamata e il suo ministero.

    Paolo è stato salvato per grazia, scelto Apostolo per grazia di Dio e spiritualmente dotato dalla grazia di Dio.

    Tutto ciò che Paolo era ed ha fatto è stato da solo per grazia di Dio.

    Egli ha spesso affermato questo nelle sue lettere:

    Romani 15:15; 1 Corinzi 3:10; Efesini 3:7-8, guardate soprattutto a quello che dice Paolo qui:

    1 Corinzi 15:10 Ma per la grazia di Dio sono quello che sono: e la Sua grazia che è stata conferita a me non è stata vana; ma ho faticato più di tutti loro: non io, ma la grazia di Dio che è in me.

    La salvezza di Paolo, il suo ministero, i suoi doni spirituali sono stati donati a lui dalla potenza di Dio per opera dello Spirito Santo, e questo è tutto ciò che Dio dà i Suoi figli mediante la Sua grazia secondo la chiamata che Egli pone sulla vita di ognuno di noi.

    Così Paolo sta dicendo che è per grazia di Dio, che egli fu chiamato ad essere un Apostolo e responsabile della chiesa di Dio, era attraverso questa grazia nella sua chiamata apostolica che egli aveva autorità spirituale.

    Paolo aveva l’autorità di predicare e insegnare ciò che Dio gli ha comunicato e tutto ciò che Paolo diceva era ed è la Parola di Dio rivelata alla chiesa. Quando Paolo parlava, parlava la parola di Dio con l’autorità di Dio e stava comandando alla chiesa di fare ciò che Dio vuole che la chiesa faccia.

    Ricordate ciò che Paolo disse ai Corinzi in:

    1 Corinthians 14:36-38 La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è forse pervenuta a voi soli? 37 Se qualcuno pensa di essere profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore. 38 E se qualcuno lo vuole ignorare, lo ignori.

    Come si vede qui Paolo rende chiara l’autorità che aveva nella chiesa come Apostolo chiamato da Cristo stesso. Tuttavia, chiarisce anche che questa autorità che egli ha gli è stata data attraverso la grazia di Dio.

    Con questa grazia Paolo ora sta dando queste prossime istruzioni alla chiesa romana e a tutta la Chiesa attraverso i secoli, dicendo:

    Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno.

    Paolo comanda per autorità di Dio che gli ha conferito per la Sua grazia ad ognuno nella chiesa di non pensare di se stesso più altamente di come dovrebbe pensare, piuttosto a pensare in modo sobrio, secondo la misura della fede che Dio ha dato loro.

    Questa affermazione è piena di importanti verità che non dobbiamo ignorare.

    La prima verità è che un credente nella Chiesa non dovrebbe pensare di se stesso più di quanto è conveniente pensare di se.

    Sappiamo che questo è in effetti un grande problema nell’ umanità, questo è in realtà chiamato orgoglio, questo è essere arroganti e significa avere un’idea gonfia di se stessi, avere un ego gonfio. Questo significa pensare di essere meglio di altri. Tutto questo è peccato e Dio non lo approva.

    Sappiamo anche che l’orgoglio è il padre di tutti i peccati. E’ l’orgoglio che ha causato Lucifero a pensare che potesse effettivamente essere più grande di Dio e lo ha causato di peccare gravemente contro Dio.

    Isaia 14:11-15 Il tuo fasto e il suono dei tuoi saltèri sono stati fatti scendere nel soggiorno dei morti; sotto di te sta un letto di vermi, e i vermi sono la tua coperta. 12 Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell’aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni? 13 Tu dicevi in cuor tuo: «Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; 14 salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo». 15 Invece ti hanno fatto discendere nel soggiorno dei morti, nelle profondità della fossa!

    Qui in Isaia 14 vediamo la descrizione della caduta di Lucifero o meglio Satana. La parola di Dio lo accusa di essere pomposo. La parola usata qui per pomposo è fasto ed è la parola ebraica ga’own vuol dire orgoglio arrogante.

    Una persona pomposa pensa sempre molto altezzosamente di se stesso, fino al punto che in realtà si inganna nel pensare che sia migliore di altri.

    L’arroganza e l’orgoglio di Lucifero erano così intensi che lo hanno ingannato a pensare che egli potesse esaltare il suo potere e la sua autorità al di sopra di Dio e che potesse diventare come l’Altissimo.

    Anche in Ezechiele viene profetizzato circa l’orgoglio di Lucifero e la Sua caduta :

    Ezechiele 28:13-17 eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto di ogni tipo di pietre preziose:
    rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti, erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. 14 Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. 15 Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. 16 Per l’abbondanza del tuo commercio, tutto in te si è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio via, come un profano, dal monte di Dio e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco. 17 Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore; io ti getto a terra, ti do in spettacolo ai re.

    Anche in questo passo Dio dice che l’iniquità è stata trovata in Lucifero che era l’angelo più alto e più bello e potente che Dio aveva creato.

    Lucifero doveva essere il capo adoratore di Dio. Egli doveva essere colui che guidava l’esercito angelico nella lode a Dio. Lucifero realizzò la sua bellezza e il suo potere ed invece di adorare Dio volle essere adorato al posto di Dio. Egli voleva salire al di sopra di Dio ed invece di adorare Dio voleva essere adorato dagli angeli di Dio. Egli fu in grado di ingannare un terzo degli angeli di Dio i quali lo seguirono e lui divenne il loro dio ed essi da allora lo hanno servito e adorato.

    Lui però non si fermò a questo, egli vide che Dio creò l’uomo e lo pose a capo della terra, è riuscì a tentare e causare l’uomo ad obbedire lui piuttosto che Dio e questa ultima rivolta ha causato l’umanità a di diventare adoratori di Satana, piuttosto che di Dio.

    Shiavizzando l’umanità tramite la sua offerta di peccato, Satana in realtà è diventato il dominatore del mondo e il principe dell’umanità per abdicazione e tradimento dell’uomo.

    L’uomo nella sua libera volontà scelse di disobbedire a Dio e obbedire a Satana e per questo motivo Satana è diventato il dio di questo mondo.

    Tutto questo si è verificato a causa della superbia del diavolo. Così il padre di tutti i peccati è la superbia.

    L’orgoglio è distruttivo perché provoca l’uomo a pensare che l’uomo è dio, questo provoca il peggiore tipo di idolatria, il culto di sé e il narcisismo. Il narcisismo è un tipo di amore che uno ha di sé ma è malsano, è infatti una forma di auto idolatria.

    Un esempio famoso di narcisismo fu Muhammad Ali, il pugile. La sua pomposità, il suo orgoglio lo ingannarono nel credere che egli era il più grande, il migliore.

    Molte volte davanti alle telecamere si è auto idolatrato affermando di essere il più grande, il migliore.

    Anche se certamente è stato un grande atleta e un grande pugile ma non era il massimo, perché è stato sconfitto più volte di una. Il meglio, il più grande non avrebbe mai perduto. Eppure, anche se era davvero un grande atleta Dio lo ha umiliato e la sua grandezza è stata ridotta in debolezza come è finito per gran parte della sua vita soffrendo di una malattia invalidante. Questa è una lezione da imparare, dobbiamo mettere tutto nella giusta prospettiva.

    Sì, Ali è stato grande, ma non era il più grande e certamente non grande abbastanza per sconfiggere la sua debolezza fisica. Ali è un buon esempio di uno che pensa più altamente di se stesso di quanto dovrebbe. Possiamo essere dotati grandemente ed essere notevolmente talentuosi ma ogni cosa proviene da Dio. Non dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi, dobbiamo ricordare che abbiamo talenti e doni solo per grazia di Dio e che sono doni di Dio e non possiamo essere orgogliosi di qualcosa che infine è solo opera di Dio e per la Sua potenza.

    Infatti se Ali avesse dato la gloria al vero Dio forse la sua vita sarebbe stata diversa, purtroppo scelse anche di adorare un falso dio, Allah che non è Dio. Così non solo era un narcisista idolatra adorando se stesso ma adorava anche un falso dio.
    La Scrittura ci dice:

    Proverbi 11: 2 Venuta la superbia, viene anche l’infamia; ma la saggezza è con gli umili.

    Proverbi 16:18 La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta.

    Proverbi 29:23 L’orgoglio abbassa l’uomo, ma chi è umile di spirito ottiene gloria

    Nella chiesa l’orgoglio, la pomposità, la superbia non dovrebbe esistere, è peccaminosa ed i credenti non dovrebbero praticarle.

    Come abbiamo visto, questo è il peccato maggiore di Satana e noi come credenti non dovremmo essere come lui.

    Paolo dice alla chiesa Romana di allora e a quella di oggi che non dobbiamo pensare più grandemente di noi stessi ma dobbiamo pensare di noi stessi con sobrietà.

    Nella chiesa, purtroppo, c’è molto orgoglio, e l’orgoglio spirituale è sempre stato un grande peccato che ha colpito anche i leader spirituali di Israele ai tempi di Gesù.

    I farisei pensavano di se più grandemente di tutte le persone comuni, si consideravano di essere più spirituali delle persone comuni.

    Non c’è dubbio che questo ci ricorda la storia del pubblicano e del fariseo che Gesù ci ha raccontato.

    Luca 18:9-14 Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10 «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l’altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano. 12 Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”. 13 Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!” 14 Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato».

    Questa storia la dice lunga del soggetto che stiamo studiando.

    Questa storia mostra la situazione in cui un uomo pensava più altamente di se stesso rispetto agli altri. Il fariseo pensava che egli fosse più giusto del pubblicano perché faceva di più rispetto agli altri nei termini della pratica della sua religione, effettivamente metteva il pubblicano nella stessa categoria dei rapaci, degli ingiusti e degli adulteri. Pensava che Dio lo favorisse perché digiunava, perché dava la decima dei suoi beni. Non c’è dubbio che egli si considerava spiritualmente megliore del pubblicano, dopo tutto era uno studioso della legge e un uomo che in effetti era molto religioso.

    Nel caso del pubblicano invece vediamo un uomo che in realtà pensava sobriamente di se stesso, si rese conto che era un peccatore ed aveva bisogno della misericordia di Dio. Inoltre non era come il fariseo che misurava la sua giustizia confrontandosi con altre persone che a suo avviso, e forse anche in realtà erano peggio di lui.

    Il pubblicano però faceva il punto della sua mancanza di giustizia, non confrontandosi con chi poteva essere ancora peggio di lui, si gettò invece sulla misericordia di Dio per il perdono dei suoi peccati.
    La morale di questa storia è una combinazione di cose, prima di tutto la religione non ci rende giusti con Dio e non ci rende più spirituale di altri.

    Non è quello che facciamo che determina la nostra gisutizia spirituale, quando siamo spirituali è questo che determina ciò che facciamo.

    In secondo luogo non siamo giustificati per opere ma per la grazia di Dio a causa della Sua misericordia, noi siamo giustificati dalla fede e dalla grazia, ci rendiamo conto del nostro stato di fallimento spirituale e la mancanza di rettitudine personale e quindi cerchiamo la misericordia di Dio.

    Gesù conclude il tutto dicendo:

    Vi dico: questo tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro: perchè ogni uno che s’innalza sarà abbassato; e chi si umilia sarà esaltato.

    Gesù sta confermando che il pubblicano era giustificato davanti a Dio e non il fariseo. L’ultima parte di ciò che Gesù dice qui è relativo a quello che stiamo studiando.

    Pensando grandemente di noi stessi è essere orgogliosi e non rendendersi conto del bisogno della grazia di Dio. Ricordiamoci che la grazia di Dio è ciò che ci Egli dà per misericordia e inoltre è ciò che ci dà la vita spirituale, questa vita spirituale ci è donata dallo Spirito Santo, come abbiamo visto, tutto quello che Dio ci vuole dare e tutto ciò con cui ci attrezza per vivere una vita spirituale proviene da Lui in modo che non possiamo e non dobbiamo essere orgogliosi di quello che facciamo per Dio siccome operiamo solo per la potenza dello Spirito Santo e attraverso tutti i doni che Lui ci dà.

    Ricordate il passo di Efesini 2 che abbiamo visto prima nel nostro studio? Ci parla del fatto che siamo salvati per grazia mediante la fede e che è il dono di Dio, non proveniente da noi stessi, non per opere in modo che non ci possiamo vantare. Tuttavia, il passo passa poi a dire questo:

    Efesini 2:10 noi siamo opera Sua, creati in Cristo Gesù per buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.

    Guardate questo passo, è enorme in quanto toglie ogni possibilità di pensare che le opere che pratichiamo come cristiani in realtà sono opere nostre e pensare che che Dio ci dovrebbe dare qualche tipo di credito per averle compiute.

    Il passo ci dice che noi siamo opera di Dio, in altre parole, Egli ci ha creati di nuovo in Cristo, vedi anche 2 Corinzi 5:17; Dio ci ha creati di nuovo in modo che in pratica le buone opere secondo il Suo tenore di buone opere, sono di Sua creazione e le ha ordinate in anticipo ed è per questo che camminamo in esse.

    Tutto questo porta via da noi tutto il possibile credito che vogliamo ottenere nel praticare la volontà di Dio. Infatti Dio richiede obbedienza e fedeltà alla sua volontà ma, Egli non ci ricompenserà con la Sua salvezza perché facciamo le Sue opere. Le Sue opere sono il risultato della Sua salvezza in noi e non la nostra salvezza il risultato delle nostre opere.

    Paolo lo ha detto anche in questo modo ai Filippesi:

    Filippesi 2:12-13 Così, miei cari, voi che foste sempre ubbidienti, non solo come quand’ero presente, ma molto più adesso che sono assente, adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; 13 infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.

    Paolo ci esorta ad operare esteriormente ciò che Dio ha fatto interiormente, il compimento della nostra salvezza, la nostra vita spirituale interiore deve essere praticata esteriormente poi Paolo dice perché è Dio, vedete? E’ Dìo che opera in noi il volere cioè il desiderare di volere fare la Sua volontà, per praticare le Sue opere, e ci dà la possibilità e il potere di praticare la nostra salvezza, Dio ci dota interamente con il Suo Spirito per fare ciò che Egli ci ha chiamati a fare.

    Così come vediamo tutto questo ci porta al punto di partenza per quanto riguarda ciò che stiamo studiando.

    Come si può pensare altamente di noi stessi e della nostra vita spirituale e come funziona se è Dio per grazia Sua solamente che ci ha salvati e ci ha dato tutto ciò che Egli vuole che noi abbiamo per fare la Sua volontà e le Sue opere?

    Non possiamo pensare altamente di noi stessi perché è solo la grazia di Dio per mezzo del suo Spirito che ci equipaggia e ci rende capaci di fare ciò che Egli ci chiama a fare.

    1 Corinzi 15:10 Ma per la grazia di Dio però sono quello che sono: e la sua grazia che è stata conferita a me non è stata vana; ma ho faticato più di tutti loro: non io, ma la grazia di Dio che è con me.

    Vedete quello che Paolo sta dicendo qui? Lui e noi siamo quello che siamo per grazia di Dio che è il dono di Dio per noi. Paolo afferma anche che è in effetti lui che ha faticato più di tutti gli altri apostoli.

    Se lui non avesse scritto niente altro si potrebbe pensare che egli fosse orgoglioso dicendo questo. Invece precisa che, sì è lui che ha faticato più di tutti gli altri ma lo ha fatto perché non era lui ma la grazia di Dio in lui che gli ha dato la potenza e lo zelo e l’occorrente per lavorare ancora più abbondantemente di tutti gli altri apostoli.

    Quindi è chiaro che Paolo non si vanta in se stesso, non si vanta solo del suo operato, ma si vanta di Dio e della Sua grazia che gli ha fatto fare quello che ha fatto.

    Quindi questo ciò che opera in noi, è la grazia e la potenza di Dio che operano in noi. Se non fosse per questo faremmo molto poco o nulla per Dio. E’ anche chiaro che in qualche modo vi è, o ci dovrebbe essere la cooperazione del nostro essere per fare l’opera di Dio e per servirlo.

    Dio non ci costringe a fare quello che Egli vuole, almeno non sempre. Ripeto, quando diventiamo nati di nuovo otteniamo vero libero arbitrio. Mentre prima eravamo schiavi del peccato e non avevamo alcun vero libero arbitrio nella nostra volontà per servire Dio, ora invece lo abbiamo. Questo è il motivo per cui le Scritture ci esortano di praticare la volontà di Dio e ci comandano di essere obbedienti a Dio e non peccare.

    Guardate quello che Paolo ha scritto in Filippesi 2.

    Filippesi 2: 1-8 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d’amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.

    Questo passo ci insegna che come si presenta vera umiltà, questa è quella che è.

    Dobbiamo essere come Gesù che è Dio e tuttavia non ha considerato affatto la Sua divinità, invece è diventato come noi, Egli si è reso obbediente a Dio ed è andato alla croce pr servire noi nell’ amore di Dio. Ha sacrificato la Sua posizione superiore a noi per diventare in realtà peccato per noi, ma senza commettere peccato. Egli è stato considerato colpevole del nostro peccato in modo che noi potessimo essere perdonati e giustificati. 2 Corinzi 5:21.

    Egli ci ha servito, col sacrificio della Sua vita, anche se non lo meritiamo. Quindi nello stesso modo dobbiamo servire l’un l’altro, senza avere pensiero del nostro status o della nostra chiamata, ma servirci a vicenda nell’amore di Dio, anche quando altri non lo meritano, e lasciatemi dire che questo accade spesso. Eppure Gesù umiliò se stesso rendendosi obbediente a Dio fino alla morte della croce. La croce era la più grande forma di vergogna che una persona poteva mai sopportare oltre alla sofferenza fisica straziante che causava.

    Allo stesso modo Dio vuole che serviamo l’un l’altro con la stessa mente che Cristo ha avuto. Anche se non ci richiede di sacrificare la nostra fisica gli uni per gli altri, anche se Dio può richiedere anche questo, ma sicuramente dobbiamo essere pronti a servire l’un l’altro con umiltà e amore e non essere orgogliosi e o selettivi di come e chi serviamo.

    Così, quando siamo orgogliosi Dio ci deve umiliare, ma se ci umiliamo Dio ci esalterà, Egli ci solleverà. Questo funziona anche con il servizio nella Chiesa e questo è esattamente ciò di cui Paolo sta parlando qui, in questa sezione del capitolo dodici di Romani.

    Purtroppo nella chiesa molti pensano più altamente di se stessi. Molti pensano di essere questo o quello nella Chiesa, quando, in realtà, Dio non li ha nemmeno chiamati a fare ciò che essi pensano di dover o voler fare. Spesso questo diventa un vero e grande problema anche perché i leader della chiesa hanno ben poco discernimento spirituale e non obbediscono a ciò che dice la Scrittura e finiscono col nominare le persone sbagliate per certe posizioni ministeriali.

    Anche questo è un modo di pensare troppo altamente di qualcuno. A volte sono proprio i leader che pongono le persone nella posizione sbagliata nel loro modo di pensare di se stessi e nella posizione ministeriale sbagliata.

    Molte persone pensano di poter fare ciò che Dio infatti non li ha chiamati a fare e questo provoca molti problemi nella chiesa. Come si vede fare questo provoca una persona ad essere orgogliosa e di pensare più altamente di se stessi e questo fa male alla crescita spirituale di quella persona.
    In secondo luogo fa male a tutto il corpo perché sarebbe come se i membri del nostro corpo cercassero di svolgere la funzione di altri membri.

    Potete immaginare se cercasse di ascoltare con la bocca e di parlare con il loro orecchio, o il cuore che cerca di digerire il cibo, mentre lo stomaco cerca di pompare il sangue? Così il corpo non può funzionare, il corpo potrebbero sopravvivere.

    Certamente ci sono alcuni organi e alcune parti del corpo che interagiscono tra di loro in modo da funzionare correttamente, infatti tutte le parti del nostro corpo hanno la funzione di aiutare l’un l’altra per rendere ideale l’intera funzione del corpo.

    Comunque ogni parte, ogni membro del corpo dal più grande alla più microscopica cellula devono operare come sono stati disegnati ad operare per la perfetta e sana funzione dell’intero corpo.

    Infatti è esattamente quello di cui Paolo parla in 1 Corinzi 12. Ironicamente 1 Corinzi 12 in molti modi rispecchia quello che Romani 12 sta dicendo.

    1Corinzi 12:4-30 4 Or vi sono diversità di doni, ma non vi è che un medesimo Spirito. 5 Vi sono anche diversità di ministeri, ma non vi è che un medesimo Signore. 6 Vi sono parimenti diversità di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti. 7 Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune. 8 A uno infatti è data, per mezzo dello Spirito, parola di sapienza; a un altro, secondo il medesimo Spirito, parola di conoscenza; 9 a un altro fede, dal medesimo Spirito; a un altro doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro potere di compiere potenti operazioni; a un altro profezia; a un altro discernimento degli spiriti; 10 a un altro diversità di lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. 11 Or tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, che distribuisce i suoi doni a ciascuno in particolare come vuole. 12 Come infatti il corpo è uno, ma ha molte membra, e tutte le membra di quell’unico corpo, pur essendo molte, formano un solo corpo, così è anche Cristo. 13 Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito. 14 Infatti anche il corpo non è un sol membro, ma molte. 15 Se il piede dicesse: «Perché non sono mano io non sono parte del corpo», non per questo non sarebbe parte del corpo. 16 E se l’orecchio dicesse: «Perché non sono occhio, io non sono parte del corpo», non per questo non sarebbe parte del corpo. 17 Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? 18 Ma ora Dio ha posto ciascun membro nel corpo, come ha voluto. 19 Ma se tutte le membra fossero un solo membro, dove sarebbe il corpo? 20 Ci sono invece molte membra, ma vi è un solo corpo. 21 E l’occhio non può dire alla mano: «Io non ho bisogno di te»; né parimenti il capo può dire ai piedi: «Io non ho bisogno di voi». 22 Anzi, le membra del corpo che sembrano essere le più deboli, sono molto più necessarie delle altre; 23 e quelle che stimiamo essere le meno onorevoli del corpo, le circondiamo di maggior onore; e le nostre parti indecorose sono circondate di maggior decoro; 24 ma le nostre parti decorose non ne hanno bisogno. Perciò Dio ha composto il corpo, dando maggiore onore alla parte che ne mancava, 25 affinché non vi fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero tutte una medesima cura le une per le altre. 26 E se un membro soffre, tutte le membra soffrono; mentre se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono insieme. 27 Or voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per parte sua. 28 E Dio ne ha costituiti alcuni nella chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come dottori; poi ha ordinato le potenti operazioni; quindi i doni di guarigione, i doni di assistenza e di governo e la diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti dottori? 30 Hanno tutti il dono di potenti operazioni? Hanno tutti i doni di guarigioni? Parlano tutti diverse lingue? Interpretano tutti? 31 Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta.

    Non possiamo qui studiare questo passo in dettaglio tuttavia possiamo vedere che Paolo ci sta dicendo alcune cose molto importanti in questi 26 versetti.

    La prima cosa che ci dice è questa, che non importa quali sono i nostri doni spirituali, non importa quale sia la chiamata ministeriale che abbiamo, non importa quale sia il funzionamento o l’amministrazione che Dio ci da e alla quale siamo chiamati, tutte quante vengono dallo Spirito Santo, e sono tutte manifestazioni dello stesso Spirito Santo il quale è il dono di Dio ai credenti, sia come individui che per la chiesa come un unico corpo.

    Lo Spirito Santo fa tutto questo per il bene comune e l’edificazione della chiesa e perché, come abbiamo detto prima, anche se Egli opera attraverso i credenti e attraverso la Chiesa nel suo insieme, lo fa perché la chiesa è il corpo di Cristo nel mondo ed è così che Cristo vive nella chiesa e attraverso la chiesa e come Egli esegue la Sua opera nel mondo.

    Infatti Paolo afferma che la chiesa è il corpo di Cristo, di cui Cristo ne è il capo. Il capo, la testa, il cervello è il centro che rende corretta e possibile l’intera funzione del corpo. Gli organi e le membra del corpo obbediscono ai comandi del cervello che gestisce tutte le altre funzioni e rende possibile l’intero lavoro del corpo.

    Paolo ci dice anche che è lo Spirito Santo che dà i doni, le operazioni e le amministrazioni ai fedeli e alla Chiesa, Egli le dà loro come Egli vuole e ritiene più opportuno.

    Ciò significa che non è il credente, né la chiesa che possono decidere da soli chi fa che cosa nella chiesa né possiamo davvero desiderare o chiedere un particolare dono, piuttosto abbiamo quello che ci è stato concesso da Dio al momento della salvezza per mezzo dello Spirito Santo.

    In altre parole, non si può scegliere ciò che vogliamo essere nel corpo di Cristo, è Dio che sceglie ciò che Egli vuole che noi siamo.

    Questo è infatti l’argomento che Paolo porta in primo piano nel passo di 1 Corinzi 12, a noi tutti vengono dati certi doni per mezzo dello Spirito e dobbiamo accontentarci con i doni che Dio ci ha dato. Non dovremmo cercare di essere ciò che non siamo e di avere doni che non abbiamo.

    Il desiderio di essere qualcosa nella chiesa è di solito collegato al dono che Dio ci dà al momento che siamo salvati.

    In altre parole, lo Spirito Santo ci dota per essere e desiderare ciò che Dio vuole che siamo, secondo i doni che Egli ci ha dato. Questo è e deve essere la reazione normale di un credente se il credente infatti cerca la volontà di Dio e i doni di Dio in una persona inizieranno a diventare evidenti.

    Tuttavia, molti credenti rimangono insoddisfatti nell’essere solo ciò che Dio vuole che siano e cominciano a desiderare altri doni e come vogliono funzionare nel corpo di Cristo, cioè come meglio credono e non come Dio vuole che essi siano.

    Questo in realtà crea mega problemi nelle chiese. In molti casi, i leader hanno la responsabilità di avere scarso discernimento spirituale e cominciano nominare persone in posizioni che non dovrebberomau avere.
    In altre parole, per esempio, il dono di insegnamento dovrebbe essere evidente in una persona sotto la forma di un dono spirituale. Lasciatemi fare un esempio, questo non significa che perché una persona nella vita è un insegnante che dovrebbero essere un insegnante nella chiesa.

    Non basta essere un insegnante di scuola per essere un insegnante della Bibbia nella Chiesa. Una persona ha bisogno di essere dotato spiritualmente del dono di Dio per essere un insegnante nella chiesa. Eppure, molti leader di chiese equiparano la posizione di una persona nella vita al di fuori della chiesa alla posizione che dovrebbe avere nella chiesa.

    Un altro esempio, ciò non significa che, perché una persona è un amministratore delegato di una società che questi siano qualificati ad essere leader spirituali nella chiesa. Una persona non è qualificata ad avere una posizione come anziano e/o pastore o anche diacono nella chiesa a causa del loro lavoro e posizione nella vita al di fuori della chiesa.

    La gente dovrebbe essere nominata a varie posizioni nella Chiesa e dovrebbe essere utilizzata secondo i doni che Dio ha dato loro e secondo ciò che la parola di Dio dice, come quello che si dice in
    1 Timoteo 3 e Tito 1.

    Le qualifiche degli anziani e dei diaconi sono quelle e queste saranno presenti se Dio ha chiamato queste persone ad essere ciò che Egli vuole che siano. Essere anziano e pastore nella chiesa significa che coloro che sono chiamati a questo dovrebbero tutti avere il dono di insegnamento

    vedi 1 Timoteo 3: 2 e 2 Timoteo 2: 2 e 2 Timoteo 4: 1-5.

    L’insegnamento nella Chiesa non significa affatto essere in grado di seguire un programma di studio un libretto scritto da qualcun altro, come molti fanno, ma significa essere in grado di spiegare la profondità della parola di Dio attraverso la comprensione spirituale che lo Spirito Santo dà in dono a coloro che poi chiama a questo compito.

    Purtroppo in molte chiese nominano persone per determinati ministeri perché vogliono che le persone siano coinvolte nella chiesa o magari nominano persone a causa di favoritismo o perché a loro una persona sta simpatica e questo viene fatto senza alcun discernimento spirituale.

    Così si finisce ad avere persone che fanno cose che non dovrebbero fare, altri che dovrebbero guidare e insegnare finiscono per servire tavoli, donne vengono nominate insegnanti e anziani e per coronare il tutto decretano che tutti devono essere evangelisti, ponendo la responsabilità di evangelizzare su ogni singolo credente il che è sbagliatissimo.

    Le chiese che fanno questo sarnno un corpo tutto scombussolato e che non funziona correttamente, perché è come Paolo ci dice, ogni parte del corpo ha la sua funzione particolare come nel nostro corpo fisico in modo che ogni membro anche nella chiesa abbia il suo giusto posto e la sua giusta parte, cioè nel corpo di Cristo.

    Infatti Paolo ci dice che una parte o un membro del corpo non può essere come un altro perché se no tutto il corpo non funzionerebbe correttamente.

    In altre parole: 1 Corinzi 12:15-19 Se il piede dicesse: «Perché non sono mano io non sono parte del corpo», non per questo non sarebbe parte del corpo. 16 E se l’orecchio dicesse: «Perché non sono occhio, io non sono parte del corpo», non per questo non sarebbe parte del corpo. 17 Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? 18 Ma ora Dio ha posto ciascun membro nel corpo, come ha voluto. 19 Ma se tutte le membra fossero un solo membro, dove sarebbe il corpo?

    Anche in questo caso il punto è che si tratta di una scelta e una prerogativa di Dio dare i doni e posizionare ogni persona, dove piace e pare a Lui e non a noi.

    Non sta a noi decidere, leader della chiesa, anche se questi comunque dovrebbero riconoscere dove e come i membri dovrebbero servire e quali doni essi abbiano, dovrebbero però aiutare ogni membro del corpo a riconoscere e accettare i loro doni e poi aiutare ciascuna persona ad essere collocati nel posto dove dovrebbero servire al meglio ed operare per il bene comune di tutto il corpo.

    Invece, tra le scelte erronee dei responsabili e dei fedeli desiderosi di essere qualcosa piuttosto che un altra quello che abbiamo anche oggi è esattamente il problema di cui Paolo stava parlando contro in
    1 Corinzi 12.

    Egli si rivolge alle persone che non avevano posizioni idonee nel corpo, perché volevano avere certe posizioni e non erano soddisfatti con i loro doni e desideravano averne altri.

    Paolo sta parlando contro questa cosa ed è evidente che la chiesa di Corinto aveva questo problema.

    1 Corinzi 12:19-30 Ma se tutte le membra fossero un solo membro, dove sarebbe il corpo? 20 Ci sono invece molte membra, ma vi è un solo corpo. 21 E l’occhio non può dire alla mano: «Io non ho bisogno di te»; né parimenti il capo può dire ai piedi: «Io non ho bisogno di voi». 22 Anzi, le membra del corpo che sembrano essere le più deboli, sono molto più necessarie delle altre; 23 e quelle che stimiamo essere le meno onorevoli del corpo, le circondiamo di maggior onore; e le nostre parti indecorose sono circondate di maggior decoro; 24 ma le nostre parti decorose non ne hanno bisogno. Perciò Dio ha composto il corpo, dando maggiore onore alla parte che ne mancava, 25 affinché non vi fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero tutte una medesima cura le une per le altre. 26 E se un membro soffre, tutte le membra soffrono; mentre se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono insieme. 27 Or voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per parte sua. 28 E Dio ne ha costituiti alcuni nella chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come dottori; poi ha ordinato le potenti operazioni; quindi i doni di guarigione, i doni di assistenza e di governo e la diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti dottori? 30 Hanno tutti il dono di potenti operazioni? Hanno tutti i doni di guarigioni? Parlano tutti diverse lingue? Interpretano tutti? 31 Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta.

    Così Paolo sta dicendo qui che non tutti possiamo essere quello che vogliamo essere, non tutti possiamo essere insegnanti, pastori ed evangelisti, non tutti possiamo essere leader della chiesa.

    Tuttavia, tutti i membri sono importanti indipendentemente dalla loro funzione, nessun membro è più o meno importante di un altro. Tutti insieme serviamo la testa cioè Cristo e serviamo l’un l’altro.

    Ogni membro dovrebbe servire gli altri con i doni spirituali e la posizione che Dio ha dato loro. Non possiamo disprezzare i doni di Dio, non possiamo desiderare di avere ciò che Dio non ci ha dato.
    Non dovremmo desiderare di essere ciò che non siamo, in altre parole, non dobbiamo pensare più altamente di noi stessi, ma pensare sobriamente di noi stessi.

    Pensando sobriamente come Paolo ci dice in Romani 12: 3, è pensare con il pensiero stesso con cui Dio pensa, significa vedere tutto, anche noi stessi come Dio ci vede e come Dio vuole che siamo.

    Paolo chiede ai Corinzi infatti, sono tutti i membri gli stessi? Tutti i membri hanno la stessa posizione e gli stessi doni nella chiesa? La risposta, ovviamente, è no! Non tutti hanno gli stessi doni e la stessa chiamata e tutti dovremmo accettare come Dio ci ha creati in Cristo.

    E’ Dio che ci dà i doni mediante la Sua grazia ed è Dio che ci chiama alla nostra posizione specifica nel corpo.

    Quindi, per riassumere e concludere, non pensare più altamente di noi stessi, ma pensare in modo sobrio significa questo:

    Non pensare di essere meglio di qualsiasi altro membro del corpo di Cristo, perché tutti siamo salvati per grazia, tutti pecchiamo e siamo tutti perdonati in Cristo per grazia, non dobbiamo paragonarci ai comportamenti o al servizio altrui al fine di valutare noi stessi.

    Dobbiamo confrontarci solo a Cristo e quando facciamo questo capiremo che siamo tutti mancanti in quello che serve per essere come Dio vuole che siamo.

    Non dobbiamo pensare che la nostra posizione o i nostri doni siano maggiori o migliori di quelli che hanno altri, sono solo diversi e sono tutti forniti dalla scelta di Dio come Egli meglio crede e solo per la Sua grazia. Dobbiamo pensare con sobrietà di noi stessi, questo significa che dobbiamo essere umili di fronte a Dio, dovremmo accettare ciò che Dio ci ha dato, anche perché non meritiamo niente di tutto ciò che ci da il Signore, umilmente dobbiamo accettare la volontà di Dio per la nostra vita e con gioia dobbiamo accettare i Suoi doni e gioiosamente servire l’un l’altro con i doni e la posizione che Dio ci ha dato.

    Questo in realtà è tutto collegato a ciò che abbiamo imparato nei versetti due di Romani 12, in altre parole, essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente, in modo che possiamo dimostrare ciò che è la buona, perfetta e gradita volontà di Dio nella nostra vita.

    Se non rinnoviamo la nostra mente e non cominciamo a pensare come pensa Dio e non capiamo e vediamo le cose e la Sua parola come lo fa Lui, questo renderà il versetto tre molto difficile da praticare .
    In altre parole, sarà difficile vedere noi stessi e pensare di noi stessi come dovremmo, cioè come fa Dio, quindi l’orgoglio si metterà in mezzo e non saremo in grado di pensare con sobrietà di noi stessi e il modo in cui dovremmo servire l’un l’altro secondo la volontà di Dio.

    Se non rinnoviamo le nostre menti la volontà di Dio non sembrerà sempre buona per noi, la volontà di Dio non sembrerà sempre perfetta né vorremmo accettarla come dovremmo.

    Questo era il problema di Corinto e, purtroppo questo è il problema in molte chiese e nelle vite di molti credenti oggi.

    Non possiamo servire efficacemente l’un l’altro in amore, se non mettiamo adeguatamente in pratica versetti uno e due di Romani 12, è qui che Paolo ci sta portando.

    Egli sa che, al fine di mettere in pratica correttamente ciò che egli ci chiama a fare nel versetto tre di questo capitolo dobbiamo essere a praticare attivamente versetti uno e due.

    Così come vediamo il nostro servizio fatto nelle vie di Dio e nel corpo così come il nostro servizio a Dio nella nostra vita quotidiana è assolutamente contingente nella pratica dei versetti uno e due di Romani dodici.

    Ora Paolo ci dice che non dobbiamo pensare di più altamente di noi stessi, ma di pensare con sobrietà di noi stessi e fare questo secondo la misura della fede che Dio ha dato a ciascun uomo.

    Questo non significa affatto quello che molti insegnano e dicono che significhi.

    Vediamo che cosa significa veramente.

    Molti insegnanti biblici, al fine di sostenere le loro dottrine erronee insegnano che Dio dà effettivamente una misura di fede ad ogni singola persona.

    Questi insegnano che ad ogni persona in qualche modo è stata dotata da Dio una quantità di fede necessaria per credere e per essere salvati.

    Questi insegnano anche che,dal momento che è data da Dio conferma nella loro dottrina, che la fede è un dono di Dio, ma insegnano però che è per questo motivo che l’uomo quindi è responsabile sia per l’esercizio della fede per credere al Vangelo o che possa scegliere di non esercitare il dono della fede di Dio e scegliere invece di ignorarlo e quindi rifiutare il Vangelo e per questo non essere salvato.

    Ora, devo dire che questa teoria, mentre può sembrare buona e giusta alla maggior parte delle persone , contiene però molti, molti errori e non è affatto una verità biblica.

    Diamo un’occhiata e vediamo dove sono gli errori e vediamo ciò che invece la Scrittura ci insegna.

    Possiamo essere d’accordo con una sola cosa che questa teoria insegna ed è questa che la fede è un dono di Dio, la fede è davvero un dono di Dio.

    Vedi Efesini 2: 8-9. Siamo davvero giustificati per fede solo credendo il Vangelo, ma siamo giustificati anche dalla grazia, vediamo Tito 3: 7.

    Secondo Efesini 2: 8-9 e Tito 3: 7 la grazia e la fede sono sinonime. La grazia è il favore immeritato di Dio con il quale Egli dona a noi la Sua salvezza e dal momento che possiamo ottenerla solo attraverso fede nel Vangelo possiamo concludere che la fede è un dono della grazia che Dio ci dona per credere.

    Ora, anche se tutto questo sembra essere in accordo con ciò che gli altri insegnano, è vero solo in parte secondo la loro dottrina.

    Sì è vero che è Dio che dà la fede, ma la Scrittura non insegna che Dio dà una misura di fede a tutti ed a ogni uomo e che ogni persona può effettivamente avere la fede per credere ed essere salvata.

    E’ anche vero che Dio chiama le persone a credere al Vangelo e di essere salvati, mediante la fede, ma Dio non dà una misura di fede a tutti ed ad ogni persona.

    Ci sono molte altre Scritture, che negano il fatto che tutti e ogni persona ha la capacità di credere al Vangelo. Scrittura ci insegna anche che solo alcune persone sono dotate di fede salvifica.

    Prima di tutto pensiamo a questo anche in un modo logico. Che deve fare una persona per essere salvata? Credere, vero? Sì, dobbiamo credere e credere al Vangelo.

    Una persona che crede si chiama cosa? Un credente? Di che cosa ha bisogno una persona per credere? La fede, giusto? Sì, la fede, ora pensiamo alla parola fede, i credenti sono chiamati anche che cosa? Fedeli questi sono i credenti. Che cosa significa fedele? Pieno di fede.

    D’altra parte, se una persona rifiuta di credere al Vangelo non è salvata e cosa sono chiamate queste persone? Miscredenti giusto? Ora, che cosa è necessario per credere? La fede giusto? Se una persona quindi non crede in realtà dimostra di mancare l’elemento stesso che è necessario per credere cioè la fede!

    Se un credente è chiamato anche fedele che cosa viene chiamato un non credente? Infedele! Che cosa vuol dire infedele? Senza fede, giusto!

    Quindi, come si vede, anche con parole e termini semplicemente esaminati che vediamo dalla logica del soggetto una persona che non crede non ha in effetti fede.

    Se una persona avesse fede avrebbe inevitabilmente creduto. Senza la fede è impossibile piacere a Dio, Ebrei 11: 6.

    Al fine di piacere a Dio dobbiamo credere all’unico che Egli ama ed accetta che è il Suo unico Figlio diletto Gesù Cristo, vedi Matteo 3:17; Marco 1:11; 2 Pietro 1:17; ricordiamoci che Dio è soddisfatto solo in Gesù e con ciò che Egli ha fatto, vedi Romani 3:25; 1 Giovanni 2: 2; 1 Giovanni 4:10.

    In questi ultimi tre passi menzionati troviamo la parola propiziazione, la quale è usata di Cristo, in linea con la Sua opera di redenzione. La parola propiziazione o espiazione significa soddisfazione.

    Cristo è la soddisfazione di Dio, Dio è soddisfatto solo nella vita di Gesù, nella Sua morte, nella Sua resurrezione e nel Suo ruolo di sommo sacerdote, come mediatore e come intercessore in nostro favore.

    Al fine di piacere a Dio dobbiamo quindi credere in Colui in cui Egli ha piacere e piacere solo nella Sua opera di redenzione.

    C’è un altro importante motivo logico per cui siamo in grado di sapere che Dio non dà fede salvifica a tutti.

    Se Dio ha dato la fede a tutti ciò che Egli dovrebbe dare è anche la stessa opportunità a tutti di credere.

    Sarebbe altamente ingiusto dare a qualcuno la fede e poi consentire loro di morire prima ancora di poter mai accettare il Vangelo. Se per essere salvata una persona deve credere al Vangelo, non c’è altro modo in cui una persona può essere salvata, solo credendo al Vangelo, cioè avendo fede nel Vangelo, allora perché non tutti hanno anche la stessa possibilità di udire il Vangelo?

    Come può Dio dare fede a persone che poi non potranno mai udire il Vangelo per mettere in pratica ls fede che Dio gli ha dato? Se Gesù è morto per tutti, ogni singolo individuo come essi dichiarano, perché ci sono persone che non hanno mai e poi mai hanno l’opportunità di ascoltare una chiara presentazione del Vangelo?

    Se muoiono senza sentire il Vangelo essi saranno salvati in qualche altro modo?

    Non lo possono essere! Perché per essere salvati, dobbiamo credere nel Vangelo che è l’unico modo in cui chiunque può essere salvato.

    Quindi facciamoci un’altra domanda, se Gesù è morto per tutti, se Dio dà la fede a tutti, perché Dio chiama solo alcuni ad udire il Vangelo e non tutti? E perché solo alcuni di coloro che sono chiamati credono, mentre altri non lo fanno?

    Come può una persona avere fede e non credere?

    Dobbiamo capire che la Scrittura ci insegna molte verità che ci danno ampie prove che non tutte le persone hanno la fede.

    Il primo e più evidente passo di Scrittura che ci insegna questo è:

    2 Tessalonicesi 3:1-2 fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore possa avere libero corso e sia glorificato come è tra di voi: 2 E che possiamo essere liberati dagli uomini molesti e malvagi, perchè tutti gli uomini non hanno la fede.

    Come si vede chiaramente nel versetto due ci sono uomini molesti e malvagi e perché sono in questo modo? Sono così perchè tutti gli uomini non hanno la fede.

    Quindi questa Scrittura da sola smonta completamente la falsa nozione che Dio ha dato a tutti gli uomini la fede che salva. Lo ripeto, se tutti gli uomini avessero la fede salvifica crederebbero e sarebbero salvati.

    Questo versetto da solo sarebbe sufficiente ma comunque abbiamo bisogno di vedere questo concetto in tutto il consiglio della parola di Dio e vediamo se davvero questo concetto è dottrinalmente sano.

    La Scrittura ci insegna una cosa molto importante che è collegata a questo argomento. Se una persona ha fede in Dio, sarebbe evidente che una persona cercasse di conoscere Dio e le Sue vie.

    Eppure, anche se molti sostengono che è l’uomo che cerca Dio, la Scrittura ci insegna il contrario.

    Abbiamo già visto questo concetto prima, ma andremo ancora una volta a rivisitarlo, in modo più rapido.

    Romani 3: 10-12 Come è scritto, Non c’è nessun giusto, no, neppure uno: 11 Non c’è alcuno che abbia intendimento, non c’è alcuno che cerchi Dio. 12 Essi sono tutti sviati, sono tutti diventano inutili; non c’è nessuno che faccia il bene, neppure uno.

    Ancora una volta esaminando da solo questo passo si arriva alla conclusione che l’uomo non cerca mai Dio, ma che in realtà è Dio che cerca la pecora smarrita.

    Siamo perduti come dice il versetto 12, siamo sviati, cioè perduti e dice che l’uomo non cerca Dio. C’è un altro passo della Scrittura che conferma questo fatto ed è il seguente:

    1 Corinzi 2:14 Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente.

    Come si vede qui l’uomo naturale è la persona non salvata, la persona non salvata non riceve le cose dello Spirito di Dio. In realtà le cose dello Spirito di Dio comprendono anche il Vangelo e queste cose sono follia per loro, l’uomo naturale non può nemmeno conoscerle perché possono essere individuate solo spiritualmente. Quindi, una persona naturale, una persona non salvata da sola non può ricevere Cristo, questi non possono ricevere il dono della salvezza di Dio, perché a tutti gli effetti per farlo una persona ha bisogno di avere fede.

    Anche questo ci mostra che tutti gli uomini non hanno la fede necessaria per essere salvati.

    Allora, chi ha la fede che salva e come e perché una persona la ha?

    Chi ha la fede salvifica?

    Abbiamo visto che la fede è un dono che fa parte della grazia di Dio che ci elargisce, cioè a quelli che credono.

    Questo è scritto anche in:

    Romani 5: 1-2 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo: 2 per il quale abbiamo anche avuto accesso per fede in questa grazia nella quale ci troviamo, e gioiamo nella speranza della gloria di Dio.

    Come vediamo grazia e fede sono sempre trovate insieme e non si può avere l’una senza l’altra ed entrambi sono per mezzo di Gesù Cristo e del Suo Spirito.

    La fede che salva fa parte della grazia di Dio e non è data a tutti gli uomini, ma è data solo a coloro che Dio chiama a ricevere la Sua grazia e la Sua salvezza. Intendiamoci, è Dio che in realtà chiama quelli che noi chiamiamo tramite la predica del Vangelo. Dio chiama gli eletti mediante il suo Spirito e la Sua parola, vale a dire il Vangelo.

    Possiamo essere noi a chiamare un numero di persone attraverso la predicazione del Vangelo, ma non tutti finiranno ad avere fede, questo infine significa che tutti non hanno la fede.

    Infatti Dio chiama la Chiesa a predicare il Vangelo a tutti, indipendentemente dal fatto che essi possano credere oppure no.

    Guardate che cosa ci dice il seguente passo, questo passo è essenziale per comprendere bene questo concetto.

    Atti 13:48 E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola del Signore: e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero.

    Si vede qui che il Vangelo venne predicato a molti, ma questo versetto ci dice però che solo quelli che erano ordinati a vita eterna hanno creduto.

    Questo versetto è molto importante perché ci dice molte cose.

    La prima cosa che ci dice è che anche se molte persone possono essere nel campo uditivo del Vangelo non tutti sono stati chiamati a rispondere ad esso in modo positivo. Chi è che risponde efficacemente al messaggio della croce? Coloro che sono stati ordinati a vita eterna e solo quelli sono quelli che credono.

    Questi sono stati ordinati, il verbo qui indica che l’azione di credere è causata dall’azione di essere ordinati.

    Le persone quindi hanno creduto perché la persona è stata ordinata da Dio a vita eterna, che è l’unica ragione per cui la persona ha creduto.

    Questo indica che è Dio che ordina alcune persone alla vita eterna ed è quindi evidente che, poiché nessuno ha da se fede salvifica è Dio che deve donare la fede agli eletti predestinati così che possano credere.

    Gesù ci ha detto la stessa esatta cosa in Giovanni 6. Vi ricordate?

    Giovanni 6: 36-45 Ma vi ho detto, che anche voi mi avete visto e non credete. 37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori. 38 perché son disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 E questa è la volontà del Padre che mi ha mandato, che di tutto quello che egli mi ha dato io non perda nulla, ma dovrebbe lo risusciti nell’ultimo giorno. 40 E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che chiunque vede il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 41 Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: Io sono il pane disceso dal cielo. 42 E dicevano, non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe, il padre e la madre? come è allora che egli dice, sono venuto giù dal cielo? 43 Gesù rispose e disse loro: Non mormorate tra voi. 44 Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45 Sta scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito, ed ha imparato del Padre, viene a me.

    Giovanni 6: 63-65 E ‘lo spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico, sono spirito e sono vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi lo tradiva. 65 Ed egli disse: Perciò vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio.

    In questi passi il nostro Signore ci dà l’insegnamento più semplice, chiaro e conciso sulla sovrana elezione e sul concetto di come e perché una persona crede.

    Gesù inizia e le Sue parole negano il fatto che Dio dà una misura di fede a tutti gli uomini quando comincia nel versetto 36 dicendo Ma vi ho detto, che anche voi mi avete visto e non credete.

    Se il Signore afferma che non hanno creduto è quindi impossibile insistere sul fatto che Dio dà una misura di fede ad ogni persona, perché se così fosse tutti costoro avrebbero creduto. Infatti Gesù continua e ci insegna il motivo per cui una persona crede.

    Gesù ci dice che tutti coloro il Padre gli dona andranno a Lui, andare a Lui è sinonimo di credere, ricordate che Romani 3:10 dice che nessuno cerca Dio?

    Gesù ha anche detto che è la volontà di Dio che tutti coloro che il Padre dà a Lui da salvare Egli li preserva e li risusciterà nell’ultimo giorno, in aggiunta Egli spiega che questi sono coloro che esercitano la fede in Lui, versetto 40.

    Gesù continua a dire anche nel verso 44: Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

    Come si vede ancora una volta non siamo in grado di andare a Dio da soli, se non che il Padre ci attiri a Cristo, dal versetto 36 Gesù sta dicendo alcune cose molto importanti.

    In primo luogo egli dice che molti lo hanno visto fare le opere di Dio, ma ancora non credevano, versetto 36.

    Poi dice che tutti coloro che il Padre gli dona andranno a Lui versetto 37, questi sono quelli che lo vedranno e crederanno in Lui.

    La parola è TUTTI il quale è un altro assoluto, vuol dire che non ci sono esclusioni, tutti sono TUTTI.

    Eppure, solo tutti coloro che il Padre dona a Lui andranno a Lui e quindi crederanno in Lui.

    Infatti nel versetto 44 Gesù aggiunge che Nessuno può andare a Lui, se il Padre che lo ha mandato non li attira a Lui e Lui li risusciterà nell’ultimo giorno.

    Vediamo qui che, come ha detto Gesù, tutti coloro che il Padre dona a Lui per salvare Egli salverà, li conserverà e li risusciterà. Qui Egli usa l’assoluto negativo cioè, nessun uomo può andare a Lui, con una sola eccezione, la stessa ragione che Egli ha menzionato in precedenza, se il Padre attira la persona a Cristo.

    Così tutti coloro che Dio ha scelto di andare a Cristo andranno e quindi crederanno, ma non si può andare o credere a Cristo se Dio non li attira. L’intero passo nega la possibilità che Dio ha dato a tutti gli uomini una misura di fede.

    Per sigillare il tutto Gesù dimostra ancora di più il problema che non tutti hanno la fede, quando Egli sostiene nei versetti da 63 a 66 che è lo Spirito che rende una persona spiritualmente viva e che le Sue parole sono spirito e vita, tuttavia, le Sue parole danno la vita e la fede solo alle persone che Dio sceglie e non a tutti perché Gesù continua a dire:

    Ma vi sono alcuni tra voi che non credono. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi lo tradiva. Ed egli disse: Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio.

    Ancora una volta Gesù conferma il fatto stesso che non tutte le persone hanno fede. Lo fa quando dice che alcuni di loro non credevano in Lui e spiega a loro e a noi ancora una volta il motivo per cui non credevano.

    Non credevano, perché, ovviamente, non erano di quelli che erano dati a Lui dal Padre.

    Tutto questo è molto chiaro e molto, molto facile da capire. Se una persona non è data dal Padre a Cristo, non andranno a Lui, e di consequenza non crederanno, mentre tutti coloro che sono dati a Cristo e attratti a Lui dal Padre andranno a Lui e crederanno.

    Se fosse vero che tutti gli uomini hanno una misura di fede per credere allora tutto questo ragionamento da parte di Gesù sarebbe assolutamente inutile.

    Qui Gesù invece ci ha dato un grande insegnamento sul come e il perché una persona crede in Lui.

    Per credere una persona deve essere predestinata ed eletta da Dio alla vita eterna, Gesù disse questo di nuovo in:

    Giovanni 17: 2 Come tu gli hai dato autorità sopra ogni carne, perché egli dia la vita eterna a quanti tu gli hai dato.

    Tutto questo conferma esattamente quello che abbiamo visto scritto in Atti 13:48.

    Come si vede la Scrittura ci insegna chiaramente che tutti gli uomini non hanno la fede e questo è evidente nel fatto che non tutti credono.

    Quando allora siamo testimoni di Cristo con la gente, quando predichiamo il Vangelo non tutti crederanno, perché non tutti hanno la fede necessaria per credere. Solo le persone che vengono date a Cristo dal Padre, solo coloro i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita prima della fondazione del mondo Efesini 1: 4; Apocalisse 17: 8; solo coloro che sono preconosciuti, predestinati e chiamati dal Vangelo con una chiamata che li porterà a credere ed essere salvati, Romani 8: 28-30; Efesini 1: 4-14.

    Si vede che nel disegno di Dio tutti coloro che credono, credono solo perché Dio ha predestinato loro ad avere la salvezza Atti 13:48; Romani 9: 10-25.

    Questo è reso evidente in molte altre Scritture.

    Una molto importante si trova in:

    Romani 10: 13-17 Perchè chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. 14 Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? e come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? 15 E come predicheranno se non son mandati? come è scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che predicano il vangelo della pace, e portano la lieta novella di cose buone! 16 Ma non tutti hanno obbedito al vangelo. Perchè Isaia dice: Signore, chi ha creduto alla nostra testimonianza?
    17 La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio.

    Come si vede anche qui il problema è che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.

    Gli elementi chiave di questa prima sezione sono la parola chiunque e invocherà il nome del Signore.

    E’ vero, che è chiunque crede che sarà salvato, questo è anche quello che dice Giovanni 3:16.

    Questa parola è comunque utilizzata dagli spacciatori della dottrina della salvezza arminiana in cui affermano che è la pratica del libero arbitrio umano di una persona che consente loro di praticare la fede e poi per scelta personale una persona decide o meno di credere in Gesù.

    Questo però non è quello che le Scritture ci insegnano come abbiamo chiaramente visto prima. Sì, è davvero chiunque crede che viene salvato ma il chiunque crede, crede non per pura volontà di scelta sua, ma a causa della fede per la grazia e misericordia di Dio e la Sua scelta e non la nostra.

    Invocare il nome del Signore è la stessa cosa di credere, secondo i versetti precedenti nel capitolo 10 Paolo dice che è necessario confessare Cristo come Signore, al fine di essere salvati e come dice Paolo questo viene fatto con le nostre labbra, ma giustamente come dice nei prossimi versetti come si può confessare Gesù come Signore, se non credono in Lui e come possono credere in Lui, se non odano il Vangelo e come possono udire se la gente non predica e come faranno a predicare se non vengono inviati?

    Poi Paolo ancora una volta conferma ciò che dichiara che la dottrina che afferma che a tutti gli uomini viene data una misura di fede è falsa.

    Paolo dice che la fede viene dall’ascolto del Vangelo. La fede viene ascoltando il Vangelo e non può venire da qualsiasi altra fonte. Come funziona questo?

    Lo Spirito Santo crea la vita spirituale in un eletto solo attraverso l’audizione del Vangelo. Ciò è in linea perfetta con diversi altri passi.

    Uno si trova in Romani 1:16, dove Paolo dice: Io non mi vergogno del Vangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di ogni credente; alle Ebreo prima, e poi del Greco.

    Dio esercita il Suo potere salvifico attraverso il Vangelo e attraverso il messaggio del Vangelo Dio salva gli eletti concedendo a loro anche quell’elemento che altrimenti nessun uomo avrebbe e potrebbe avere cioè la fede.

    Paolo rafforza questo fatto in:

    1 Corinzi 1: 18-21 Poiché la parola della croce è per quelli che periscono stoltezza; ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 Poiché è scritto, distruggerò la sapienza dei sapienti, e porterò a nulla l’intelligenza degli intelligenti. 20 Dov’è il sapiente? dove è lo scriba? dove è il disputatore di questo mondo? Non ha Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, dopo nella sapienza di Dio il mondo per la sapienza non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio con la stoltezza della predicazione di salvare i credenti.

    Così come vediamo è mediante la fede, cioè il credere che Dio salva e la convinzione cioè la fede è data da Dio attraverso l’audizione del Vangelo il che si adatta perfettamente a ciò che Gesù aveva detto in:

    Giovanni 6:63 E ‘lo spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico, sono spirito e sono vita.

    Ora tutto dovrebbe avere perfettamente senso, Gesù ci dice come e perché e chi crede e poi dice questo, si tratta di un riferimento a ciò che Paolo sta dicendo, sia in Romani 10:17 e in 1 Corinzi 1.

    Così come vediamo è più che chiaro che Dio non ha dato a tutti gli uomini una misura di fede.

    Quindi, che cosa significa quello che dice Paolo in Romani 12: 3 secondo la misura della fede che Dio ha dato?

    Prima di tutto abbiamo visto Dio non dà una misura di fede a tutti gli uomini, allora di che sta parlando Paolo qui?

    A chi Dio ha dato una misura di fede?

    La risposta di cui Paolo sta parlando, ovviamente è a credenti qui e non tutti gli uomini in generale.

    Paolo sta dicendo che Dio ha dato una misura di fede a coloro che appartengono a Cristo, i nati di nuovo, i cristiani.

    Ora, cerchiamo di specificare ulteriormente riguardo a questa misura di fede di cui Paolo sta parlando.

    In questo contesto, stiamo ancora parlando di fede salvifica anche se la fede che Dio ci dà per credere nel Vangelo è una misura sufficiente per credere ed essere salvati questa stessa fede è solo l’inizio di un cammino di fede.

    La nostra crescita spirituale e la nostra maturità spirituale è conforme a tre cose:

    La prima che abbiamo visto nel versetto due cioè, non essere conformi alle vie del mondo.

    Il secondo è essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente.

    Il terzo è subordinato e collegato al veicolo con cui questi due prime cose devono accadere e questo veicolo è la parola di Dio.

    Non dobbiamo essere conformi al mondo e dobbiamo essere trasformati, ma questo accade solo se noi rinnoviamo la nostra mente con la parola di Dio. Ma questo non può accadere e non si verificherà se non cresciamo nella nostra fede.

    Ora, ci sono diversi modi con cui Dio accresce la nostra fede. Sapevate che la fede deve crescere in noi in modo che noi possiamo crescere spiritualmente?

    Forse non ci piace come Dio accresce la nostra fede, ma è necessario per noi che Dio lo faccia come lo fa. Dio ha un metodo molto strano per farci crescere e maturare spiritualmente.

    Uno dei metodi preferiti di Dio è attraverso le prove e le sofferenze, o possiamo anche conoscere queste come disciplina di Dio.

    Noi non siamo disciplinati da Dio solo quando e se facciamo qualcosa di sbagliato, anche se questo è il risultato inevitabile. La disciplina di Dio nella nostra vita è l’equivalente di una formazione o di addestramento come uno sportivo o un militare o una formazione per un lavoro.

    Per diventare bravi, esperti, in tutte queste tre cose una persona deve essere addestrata e questa formazione ha a che fare con la disciplina.

    La nostra fede è provata e rafforzata attraverso prove di vario genere.

    Giacomo 1:2-4 Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti

    Pietro lo dice così:

    1 Pietro 1:2-9 eletti secondo la preordinazione di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per ubbidire e per essere aspersi col sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate. 3 Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per un’eredità incorruttibile, incontaminata e immarcescibile, conservata nei cieli per voi, 5 che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi. 6 A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un po’ di tempo, dovete essere afflitti da varie prove, 7 affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo, 8 che, pur non avendolo visto, voi amate e, credendo in lui anche se ora non lo vedete, voi esultate di una gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il compimento della vostra fede, la salvezza delle anime.

    Romani 5:2-5 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. 3 E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, 4 la perseveranza esperienza e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato

    Come si vede in questi passi la fede quando è spinta ed esercitata è progettata per renderci più forti spiritualmente e ci farà infine crescere e maturare spiritualmente. Tutto questo avviene attraverso la formazione mediante le difficoltà e sarà sicuramente una sfida della nostra fede, ma questo ci costringerà a imparare e ad allungarci applicando la fede con la pratica della parola di Dio.

    Ricordiamo che fede significa credere ciò che Dio dice, quindi significa credere la Sua parola e le Sue promesse. Pensiamo a questo per un momento, come facciamo a sapere se abbiamo fede in ciò che Dio dice e promette, se non siamo mai messi alla prova con cui abbiamo bisogno di praticare la fede in quello che Dio ci dice?

    Sicuramente no e non potremmo. Per questo è necessario per noi di attraversare le prove in modo che possiamo fare crescere la fede. Avere una vita spirituale sana significa crescere nella fede, crescere nella fede significa inevitabilmente passare attraverso situazioni che ci mettono alla prova e che estendono la nostra fede.

    In pratica è come l’esercizio fisico, non possiamo diventare fisicamente in forma se non ci spingiamo attraverso la formazione fisica, se non ci sfidiamo non possiamo migliorare fisicamente. Se lavoriamo con lo stesso peso giorno dopo giorno, senza mai aumentare il peso e senza metterci in discussione attraverso un allenamento adeguato non potremo mai diventare più forti e così è lo stesso nella nostra vita spirituale e nella nostra crescita. Se la nostra fede non è provata e allenata non possiamo crescere nella fede.

    Guardate quello che Paolo dice a Timoteo:

    2 Timoteo 2: 3-5 Tu dunque sopportare le difficoltà, come un buon soldato di Gesù Cristo.
    4 Nessun uomo che guerreggia si immischia con le faccende della vita; che possa piacere a chi lo ha scelto per essere un soldato. 5 E se un atleta si sforza per le maestrie, ma non è coronato, se non lottata secondo le regole.

    Come si vede qui Paolo sta dicendo a Timoteo fondamentalmente ciò anche che ho detto prima il soldato sopporta la durezza, la formazione e la disciplina, in altre parole le prove, le situazioni difficili, un duro allenamento e questo è fatto per essere disciplinati allo stesso modo come un soldato.

    Lo stesso è essere disciplinati come un atleta.

    Qui in Romani 12: 3 Paolo ci dice che una misura di fede è stata data ai fedeli, i membri della chiesa e che si dovrebbe pensare sobriamente e secondo la misura della fede ci è stata data.

    Questo in realtà significa questo: la misura della fede in questione qui è il grado di conoscenza e di esperienza che ognuno di noi ha ricevuto nella nostra salvezza e la potenza che questo ci ha dato per essere utili nella chiesa di Dio. La fede è qui vista come un ingresso, o il seme di tutte le altre grazie che Dio ci dona così come la facoltà ricettiva della nostre anime rinnovate che Dio ha dato a ciascuno di noi.

    Questa è la particolare capacità di prendere i doni e le grazie che Dio progetta per il bene generale nel corpo di Cristo.

    Con la grazia e attraverso la fede siamo salvati e dalla stessa riceviamo i doni di Dio. Questo avviene attraverso il dono del suo Spirito, lo Spirito Santo ci dà questi doni di grazia che sono per il bene del corpo di Cristo, come abbiamo visto delineato in 1 Corinzi 12.

    Per questo dobbiamo pensare in modo sobrio in quando a noi, come abbiamo anche detto prima, pensiamo di noi stessi secondo il favore immeritato di Dio, cioè la grazia di Dio. Questa è l’unica ragione per la quale abbiamo quello che abbiamo e siamo quello che siamo nella chiesa, noi abbiamo quello che abbiamo per grazia di Dio solo e perché Dio ci ha dato tutto quello che abbiamo e ci ha fatti ciò che siamo in Cristo, Quindi non ci possiamo vantare di queste cose e non possiamo pensare altamente di noi stessi, o almeno non dovremmo.

    Così come vediamo la misura della fede citata qui è data solo a coloro che credono e ripeto, noi crediamo perché siamo i chiamati, gli eletti da Dio predestinati a ricevere la vita eterna, gli eletti di tutto il mondo, coloro che Dio ha dato a Suo Figlio per salvare.

    I non salvati, i non credenti, gli infedeli non hanno alcuna fede di sorta né mai possono averla. Possiamo non essere disposti ad accettare questa cosa nella nostra comprensione umana, o magari perché ci è stato erroneamente insegnato che la sovrana elezione o meglio la dottrina della predestinazione non è biblica. Eppure, spero che ormai abbiamo capito che quello che abbiamo detto alla fine del verso due cioè, se rinnoviamo la nostra mente secondo la parola di Dio e cambiamo il nostro modo umano di pensare con il pensiero biblico in altre parole arrivare ad avere la mente di Cristo, allora vediamo che la parola e la volontà di Dio sono effettivamente buone, perfette e accettabili, in realtà la volontà di Dio è sempre buona, perfetta e accettabile, siamo noi che dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare per adattarci alla volontà di Dio e non possiamo fare si che sia Dio ad adattarsi alla nostra volontà la quale cosa è ciò che fanno un sacco di credenti. Purtroppo spesso lo facciamo anche noi.