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  • Romani Capitolo Cinque

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    Quinto Capitolo Della Epistola ai Romani

    Introduzione a Romani Capitolo IV

     

    Fino ad ora Paolo in questa Epistola ci ha portato a capire delle importanti verità dottrinali e teologiche. Facciamo un sommario di ciò che Paolo ha dimostrato in Romani fin’ora.

     

    Capitolo Uno Paolo ha introdotto la buona novella, il Vangelo, la potenza di Dio per la salvezza di coloro che credono. Ancora nello stesso capitolo Paolo ci ha introdotto anche alla brutta notizia e quindi perché il Vangelo è necessario. Ci ha dimostrato come l’intera razza umana ha completamente rigettato e rifiutato tutto ciò che è possibile conoscere di Dio, ciò che Dio ha reso noto all’uomo, cioè che Lui esiste e che Lui soltanto è l’unico ed il solo Dio vivente. L’uomo comunque in entrambe i casi ha scelto per volontà sua e per inabilità naturale, di NON credere in Lui e di NON ricercarlo, di NON volerlo riconoscere come Dio e per questo l’essere umano è stato abbandonato da Dio stesso, ai suoi stessi desideri, al peccato e l’idolatria, cose che l’essere umano sceglie invece di Dio. Così che l’uomo è per natura un peccatore malvagio e sa anche di meritare il giudizio di Dio che è la morte, ma comunque non ostante ciò, non solo continua a peccare ma approva coloro che peccano allo stesso modo.

     

    Capitolo Due è indirizzato agli Ebrei a cui Paolo spiega le varie dimensioni del giudizio di Dio sull’uomo e sulle sue opere, inclusi loro. Paolo spiega l’ipocrisia religiosa dell’Ebreo e che la legge morale di Dio scritta sul cuore dell’uomo è conosciuta tramite la coscienza in ogni uomo. Paolo inoltre spiega che la circoncisione in se stessa, cioè la religione Ebraica, anche se basata sulla rivelazione del vero Dio è inutile senza fede, e che infatti questa fede deve essere in Gesù Cristo, il che, è solo la fede in Lui Dio accetta. Questa fede si chiama la circoncisione spirituale o del cuore, il che è infatti la rigenerazione, rigenerazione di entrambi gli Ebrei ed i Gentili e che entrambi possono avere.

    Capitolo Tre In questo capitolo Paolo ci dimostra il punto di vista che Dio ha dell’essere umano, sia l’Ebreo che il pagano. Entrambe sono sottoposti al peccato. La razza umana dunque è descritta universalmente come completamente corrotta e malvagia, inabile di cercare Dio e incapace di servire e di fare la volontà di Dio. In altre parole, l’essere umano è completamente schiavo del peccato e per natura incapace di rendere decisioni morali giuste. La giustizia di Dio dunque non può essere ottenuta tramite le opere della legge, invece la giustizia di Dio e la giustificazione sono disponibili per tutti i popoli, per ogni persona che crede nel Signore Gesù ed il Suo sacrificio sulla croce e la Sua resurrezione. Nessun uomo può e mai sarà giustificato mediante le opere della legge. Si è giustificati, cioè, resi giusti solo per fede in Gesù Cristo e per i Suoi meriti e le Sue virtù che sono imputate ad ogni persona che esercita vera fede.

    Capitolo Quattro Ed infatti, questo capitolo è appunto il grande capitolo della FEDE . Qui Abrahamo è menzionato come esempio di vera fede. Infatti egli è dichiarato il padre spirituale di coloro che credono in Cristo. Cristo è infatti il seme, progenie, di Abrahamo, progenie nella e dalla carne, ma comunque Cristo è il seme, la discendenza promessa da Dio ad Abrahamo e tramite Abrahamo. Discendente tramite il quale TUTTE le nazioni del mondo sarebbero state benedette [Genesi 12:2-3],[Giovanni 3:16-17]. Vera fede in questo capitolo è spiegata come del resto lo sono anche giustificazione e giustizia che sono imputate agli uomini mediante di essa. Il capitolo continua con un gran commento sulla fede, la quale è credere in ciò che Dio dice e dichiara e nel credere nell’onnipotenza di Dio con la quale Egli può fare ogni cosa che Egli dice di poter fare seppur dal punto di vista dell’uomo sia impossibile. Il capitolo si conclude con un altro gran commento che riguarda ciò che Gesù Cristo ha fatto per i redenti e come la fede provvede all’ottenimento di ciò che Gesù ha compiuto, la Sua opera e le Sue virtù per l’uomo. L’uomo tramite la fede in Cristo è dunque reso giusto dinanzi a Dio, giustificato mediante la morte e la resurrezione di Cristo.

    Adesso arriviamo al
    Capitolo Cinque Questo capitolo descriverà per noi la grazia di Dio mediante l’opera della salvezza di Dio e come questa è applicata al credente per fede.

    Adesso Paolo inizia a rendere il Vangelo in modo personale. In questo capitolo Paolo inizia a descrivere dottrinalmente ma anche in modo pratico le implicazioni del Vangelo nella vita del credente.
    Paolo spiega in che cosa consiste il gran dono della grazia di Dio, che coloro che credono sono riconciliati con Dio.

    Paolo parla anche della certezza della salvezza nella vita del credente e conferma ancora una volta che Gesù è morto quando ancora noi eravamo peccatori, malvagi peccatori, ancora una volta confermando che è mediante la grazia di Dio, il favore immeritato di Dio, per la quale siamo salvati. Paolo inoltre ci spiega ancora l’universalità della natura peccaminosa dell’uomo e come l’essere umano è arrivato ad essere in questa condizione spirituale, cioè possedere una natura completamente corrotta e come è che mediante il peccato, la disubbidienza di un uomo, Adamo, tutti gli uomini sono resi peccatori e per questo muoiono. Questa è dunque la ragione per la quale esistono il peccato e la morte. Paolo ci spiega anche come per l’ubbidienza di un solo uomo, Gesù, molti riceveranno il perdono dei peccati e verranno spiritualmente vivificati in Lui.

    Paolo descrive la superiorità, la supremazia del dono di Dio, la grazia che si ottiene mediante l’opera di Cristo, sul peccato e sulla morte.

    Questi prossimi capitoli, 5-6-7-8 e 9 saranno ricchi di dottrina ma anche di informazione in riguardo a come la potenza del Vangelo opera nella vita dei credenti. Verità teologiche e dottrinali devono essere studiate, capite e credute e poi applicate. In altre parole, quando riponiamo la nostra fede anche nelle verità dottrinali mediante le quali arriviamo alla conoscenza di come Dio veramente è, sperimenteremo cambiamenti nella nostra vita. Il nostro carattere, servizio e la nostra adorazione di Dio diverrà sempre più conforme a come la vuole Dio e così anche noi adoreremo Dio veramente in spirito e verità, adoreremo e conosceremo Dio come Egli veramente è, cioè come è rivelato nella Scrittura. Solo comprendendo queste verità arriveremo a conoscere la vera immagine di Dio. Così lo conosceremo. Questo amici miei dovrebbe cambiare la nostra vita e quindi cambiare il nostro atteggiamento, comportamento e carattere.

    Romani Capitolo V

    Romani Capitolo V Versetti I e II

     

    1Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,2 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.

     

    Ancora una volta Paolo inizia un nuovo pensiero connettendolo con il pensiero del capitolo precedente. Così, Paolo dice, dunque in riguardo alla giustificazione menzionata nel capitolo precedente, essendo giustificati per fede, adesso abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

    Adesso essendo stati giustificati, in altre parole resi giusti, la colpevolezza dei peccati rimossa, questo è avvenuto tramite l’esercizio di vera fede in Gesù e la Sua opera, per tutto questo abbiamo pace con Dio.
    Il peccato era ciò che ci rendeva, e ciò che ancora rende l’uomo irredento, separato da Dio e nemico di Dio.

    La natura peccaminosa è ciò che separa ogni essere umano da Dio ed anche tutti i peccati che l’uomo commette lo mantengono separato. Per via del peccato l’uomo non può e non vuole essere in pace con Dio, essere in amicizia con Dio ma invece è ribelle a Dio e per questo è nemico di Dio. I peccatori appartengono a Satana e chi appartiene a Satana è nemico di Dio come appunto lo è anche il diavolo. Sappiamo che tutto il mondo giace nel potere del maligno.

    1 Giovanni 5:19 Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno

    In [Romani 3:17] Paolo citando dall’AT descrive per noi che il peccatore, cioè l’uomo naturale, colui che non possiede lo Spirito di Dio non conosce la via della pace.

    Abbiamo anche visto che la via della pace è infatti l’unica via con la quale possiamo ottenere la pace con Dio e che questa VIA è Gesù stesso [Giovanni 14:6].

    Abbiamo visto anche che il mondo rincorre e ricerca una forma di pace utopica che però sfugge via sempre.

    Questa pace è inottenibile perché non risiede in Dio ne con Dio. Senza essere in pace con Dio e senza avere la pace di Dio l’uomo non potrà mai conoscere vera pace neppure può ottenere la pace tra uomo e uomo.

    Spesso vediamo che addirittura non è poi così semplice essere in pace nella chiesa, quindi ditemi se è possibile anche remotamente per la razza umana vivere in pace al di fuori di essere in pace con Dio.

    E’ impossibile! Anche perché l’uomo ricerca la pace interiore che è impossibile da ottenere senza avere pace con Dio.
    L’unico modo con il quale il mondo potrebbe sperimentare vera pace sarebbe se il mondo fosse in pace con Dio, ma sappiamo che il mondo non può ne vuole essere in pace con Dio anche se Egli ha provveduto la via per ottenere questa pace con Lui, questa via appunto è Gesù, come anche Lui stesso ha dichiarato

    Giovanni 14:6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

    Egli è L’UNICA VIA per ottenere pace con Dio.

    Così vediamo che ciò che Paolo ci sta dicendo è una vera buona notizia per noi che abbiamo creduto, che abbiamo esercitato vera fede, il dono che Dio ci ha elargito per grazia Sua, questo ci ha dato accesso ad avere la pace che il mondo ricerca ma non può avere. Il mondo non può avere la pace che ricerca perché questa risiede solo in Dio, la pace con Dio e la pace di Dio.

    Vi sono alcuni nella chiesa che erroneamente dichiarano che, perché Gesù è morto sulla croce per tutto il mondo, che Dio adesso è in pace con tutta l’umanità.

    Ma è davvero così? C’è un vero problema con questa dottrina. Dio come dice anche il versetto che stiamo studiando non è in pace con tutto il mondo. Egli è in pace soltanto con coloro che credendo in Gesù Cristo e sono giustificati per fede, quindi, per via del fatto che siamo giustificati per fede abbiamo pace presso Dio. In altre parole, l’inimicizia che una volta c’era tra noi che abbiamo creduto e Dio è stata rimossa e quindi non siamo più nemici di Dio ma siamo in pace con Lui e Lui è in pace con noi.

    Eravamo nemici di Dio così che vediamo dunque che il mondo è ancora in guerra con Dio [Salmi 2:1-12] , il mondo, l’essere umano è nemico di Dio non perché Dio vuole che sia così ma perché è l’uomo che desidera che sia così.

    Paolo iniziò presto in questa epistola facendo sì che comprendessimo che Dio non vede l’essere umano che non è in Cristo come Suo amico.

    Dio non ha una veduta dell’uomo che è benevola, vedi [Romani 1:18-32];[Romani 3:10-19].

    Egli comunque è paziente anche con i Suoi nemici per via degli eletti [Romani 9:20-24], coloro che Egli ha scelto di salvare, [Efesini 1:4-6], [2 Timoteo 2:10] essi li porta alla salvezza [Atti 13:48] e sono appunto coloro che sono appuntati alla vita eterna che credono e siamo noi dunque, i credenti, che hanno pace presso Dio. E’ evidente nella Scrittura che il mondo e coloro che appartengono al mondo e non a Cristo sono nemici di Dio anche dopo l’opera di redenzione compiuta da Gesù.

    Giacomo 4:4 Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

    Romani 8:7-8 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

    Qui si sta parlando di persone che sono ancora uomini e donne naturali, irredenti, non si sta parlando di credenti che vivono in modo carnale. Questi che ancora non sono rigenerati ma sono ancora naturali sono nemici di Dio, essi non hanno pace con Dio e Dio non gli è amico affatto.

    Efesini 2:1-4 Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, 2 nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. 3 Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri

    Qui sopra si vede infatti che, sempre quando Paolo parla di coloro che sono controllati dalla carne, coloro che seguono i desideri e le voglie della carne, non sta parlando di persone rigenerate che hanno lo Spirito di Dio, cioè quelli che Dio ha vivificati, no, no, Paolo sta parlando di persone ancora irredente e naturali che sono appunto ribelli e sono per natura meritevoli dell’ira di Dio e che non sono affatto amici di Dio. Questi non hanno pace presso Dio.

    Dio ci dichiara infatti nella Sua parola che per i malvagi non vi è pace con Dio ne pace di Dio.

    Isaia 57:20-21 Ma gli empi sono come il mare agitato, che non può calmarsi e le cui acque vomitano melma e fango. 21 «Non c’è pace per gli empi», dice il mio DIO.

    Così che il peccatore, al contrario della visione popolare che esiste nella chiesa oggi, non è amico di Dio, ma nemico e per questo anche Dio è nemico di chi per incredulità rimane nel loro stato peccaminoso.

    Allora Gesù è o no l’amico di peccatori? Beh, sì e no. E’ amico dei peccatori che per grazia di Dio si sono ravveduti e sono salvati, così che tramite l’opera di salvezza di Gesù questi sono riconciliati con Dio e hanno pace presso Dio. Gesù ha confermato di amare peccatori morendo per molti di essi sulla croce per redimerli dal peccato e dalla morte.

    Comunque, le persone che rimangono impenitenti e ribelli a Dio e disubbidienti al Vangelo saranno i destinatari del giudizio e dell’ira di Dio che sono appunto riservate per i Suoi nemici, queste persone rimangono dunque nemici di Dio.

    2 Tessalonicesi 1:6-10 poiché è cosa giusta, da parte di Dio, rendere afflizione a coloro che vi affliggono, 7 e a voi, che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù Cristo apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 8 in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono all’evangelo del Signor nostro Gesù Cristo. 9 Questi saranno puniti con la distruzione eterna, lontani dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza, 10 quando egli verrà, in quel giorno, per essere glorificato nei suoi santi, per essere ammirato in mezzo a quelli che hanno creduto, poiché la nostra testimonianza presso di voi è stata creduta.

    Vediamo in questo passo che coloro che rifiutano di conoscere Dio e di ubbidire al Vangelo che comanda agli uomini ovunque di credere e di ravvedersi,[Atti 17:30-31] saranno giudicati in un giudizio di eterna dannazione e saranno alienati, separati dalla presenza di Dio e la gloria della Sua potenza.

    Questi sono nemici di Dio. Allora, vediamo come Dio sopporta con pazienza i Suoi nemici, mentre Egli ha misericordia sui vasi predisposti da Lui per la gloria. Vediamo questo concetto nei seguenti passi [Romani 9:22-23],[2 Pietro 3:9]. Comunque Dio è anche misericordioso verso coloro che Lui sa che non crederanno, i Suoi nemici. Essi, i Suoi nemici infatti, non li giudica immediatamente ma li sopporta con pazienza mostrandogli la Sua misericordia e la Sua grazia comune [Matteo 5:44-45],[Salmi 145:9].

    Questo conferma la misericordia che Dio ha dimostrato anche verso coloro che non credono e che non gli appartengono in ciò che Gesù descrisse nella parabola in

    Matteo 13:27-30 E i servi del padrone di casa vennero a lui e gli dissero: “Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?”. 28 Ed egli disse loro: “Un nemico ha fatto questo”. Allora i servi gli dissero: “Vuoi dunque che andiamo e la estirpiamo?”. 29 Ma egli disse: “No, per timore che estirpando la zizzania, non sradichiate insieme ad essa anche il grano. 30 Lasciate che crescano entrambi insieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura io dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano, invece, riponetelo nel mio granaio”».

    Così che non c’è pace alcuna per i peccatori, coloro che rigettano e rifiutano la verità del Vangelo, ma solo una terribile attesa di giudizio [Ebrei 10:26-27],[Salmi 2:1-2], ma per coloro che come Paolo ha detto, sono giustificati mediante la fede in Cristo, vi è pace presso Dio.

    Infatti vediamo che ciò che questo passo in Romani V dice, è confermato, poiché dove vi è pace con Dio vi è riconciliazione.

    Siamo stati riconciliati con Dio mediante l’opera di redenzione di Gesù Cristo. Il versetto uno infatti continua dunque dicendo, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, e poi nei versetti 10-11 dice

    Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

    Certamente studieremo questi versetti un modo più dettagliato un po’ più avanti. Per ora è sufficiente dire che avendo pace con Dio significa essere riconciliati con Lui. La riconciliazione significa che due persone erano una volta separate, nemiche, antitetiche, opposte, alienate ma che adesso sono state riportate insieme, sono in pace, sono d’accordo, sono amici, si amano.

    La Scrittura conferma questo fatto, il passo seguente conferma proprio id due versetti che stiamo esaminando.

    Efesini 2:13-16 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. 14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso.

    Questo è ciò che succede quando un nemico di Dio ha pace presso Dio mediante Gesù Cristo. Coloro che erano alienati, lontani da Dio, separati da Dio per via del loro peccato che la legge stessa condannava come peccaminosità, questi Gesù li ha avvicinati, riconciliati, Egli è diventato la nostra pace, Egli l’ha ottenuta e mediante il Suo sacrificio sulla croce ha messo a morte, ucciso l’inimicizia tra Dio e coloro che sono stati giustificati per fede.

    Colossesi 1:19-22 perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza, 20 e, avendo fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce, di riconciliare a sé, per mezzo di lui, tutte le cose, tanto quelle che sono sulla terra come quelle che sono nei cieli. 21 E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, 22 ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa, (Versetto 22 descrive la posizione di giustizia, cioè lo stato di giustificazione dinanzi a Dio che i credenti hanno mediante Gesù Cristo)

    Questi passi li riesamineremo come ho detto più avanti perché la riconciliazione che Gesù ha procurato è un soggetto di questo capitolo. Comunque è evidente che cosa significa tutto questo, cioè conferma ciò che Paolo sta dicendo in [Romani 5:1].

    Comunque il versetto 2 continua dicendo, per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.
    Paolo dice per mezzo del quale, per mezzo di Gesù, abbiamo accesso, mediante la fede che ci ha giustificati e che ci ha portati ad avere pace con Dio, in questa grazia, che ci ha elargito tutto questo, adesso stiamo saldi in essa. Qui dobbiamo capire ciò che Paolo ci sta dicendo.

    Per grazia Dio ci ha rigenerati ad una nuova nascita spirituale [Giacomo 1:17-18],[1 Pietro 1:23],[Tito 3:4-7]. Sempre tramite la Sua grazia abbiamo dunque ricevuto anche la fede della quale abbiamo bisogno per credere ed essere giustificati.

    Dunque, essendo giustificati da quella fede ricevuta per grazia [Efesini 2:8-9],[Tito 3:7], adesso abbiamo pace con Dio e siamo con Lui riconciliati tramite Gesù Cristo. Ora tramite ciò che Gesù ha fatto per noi non solo abbiamo ciò che abbiamo imparato fin’ora, ma anche accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi.

    Ancora una volta dobbiamo esaminare a che cosa Gesù ci ha dato accesso? Che cosa è veramente questa grazia nella quale stiamo saldi? E’ la stessa grazia con la quale abbiamo ricevuto rigenerazione, fede, giustificazione e pace con Dio essendo stati riconciliati con Lui?

    Adesso guardiamo ai dettagli di questa grazia nella quale stiamo saldi, di che cosa si tratta. E’ la stessa grazia che scorre da Dio su di noi, verso di noi, quella grazia di Dio che continua ad essere abbondantemente disponile per noi. Stiamo saldi in essa, perché?

    Perché siamo in Cristo e tramite di Lui abbiamo accesso al Padre mediante lo Spirito, il dono che Dio ci ha dato in Cristo, da Cristo e di Cristo. Questa grazia adesso continua a darci ogni cosa di cui abbiamo bisogno per vivere la nostra vita spirituale, per vivere in santificazione.

    E’ la grazia che ci fa accedere a tutte le benedizioni di Dio, benedizioni con cui Egli vuole benedire i Suoi figli [Efesini 1:3-8], il continuo perdono dei nostri peccati [1 Giovanni 1:5-9] così che la nostra posizione dinanzi a Dio rimane sempre inalterata e non cambia mai [1 Giovanni 2:1-2]. Giustificati!

    Questa grazia ci è elargita ed in essa abbiamo accesso ed in essa restiamo saldi poiché è continuamente disponibile per noi in Cristo mediante il Suo ruolo di Sommo Sacerdote in costante e continua intercessione per noi [Romani 8:29-34] e mediante il Suo Spirito che ci da accesso al Padre.

    Questo è reso palese e confermato anche in

    Ebrei 4:14-16 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno

    Perché Gesù è il nostro sommo sacerdote possiamo con piena fiducia accostarci, accedere al trono della grazia e qui dinanzi al Padre possiamo ricevere sempre, di continuo, misericordia e grazia per ricevere aiuto al momento opportuno, nel momento del bisogno, il quale è sempre, in ogni istante della nostra vita.

    Queste sono le benedizioni di Dio per la nostra vita.

    La Sua grazia e misericordia, senza le quali non possiamo fare assolutamente niente [Giovanni 15:4-5]. Abbiamo ricevuto misericordia e grazia per la nostra conversione ma non si sono fermate a quel punto della nostra vita, di queste abbiamo continuamente bisogno, ogni giorno, ogni momento. Dio ci fornirà, provvederà queste in abbondanza e continuamente poiché queste non cessano mai di scorrere da Lui per noi, questa è una sorgente, una fonte che non esaurisce mai, è un pozzo che non si secca mai

    Ecco perché nell’AT Dio ha accusato il Suo popolo di averLo rinnegato, di aver rifiutato la Sua grazia e la Sua misericordia e le Sue provvisioni, rigettando Lui come la sola sorgente, la sola fonte di acqua vivente e accusandoli di aver accettato invece falsi dei e di voler contare sulla loro carne anziché Lui, simbolicamente di aver scavato per se dei pozzi, delle cisterne forate, che non potevano ricevere ne trattenere acqua.

    Geremia 2:11-13 Ha mai una nazione cambiato i suoi dèi, anche se non sono dèi? Ma il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ciò che non giova a nulla. 12 Stupitevi, o cieli, di questo; inorridite e siate grandemente desolati», dice l’Eterno. 13 «Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne rotte, che non tengono l’acqua.

    Questa acqua vivente che proviene da un pozzo che non si esaurisce mai è la Sua grazia che Lui dona mediante il Suo Spirito [Giovanni 4:13-14],[Giovanni 7:38-39]. Inoltre la Sua grazia che non esaurisce mai e che abbonda sempre è sempre sufficiente per noi, per tutti i nostri bisogni [2 Corinzi 12:8-9].

    La grazia di Dio non ha fine, è eterna del resto come è TUTTO ciò che proviene da Dio [Giacomo 1:17-18]. Lui è eterno, inesauribile, immortale, infinito, la Sua grazia è TUTTO ciò di cui abbiamo bisogno per vivere.

    Filippesi 4:19 Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.

    Efesini 2:17-18 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, 18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito.

    Lo Spirito Santo di Dio è il dono di Dio ai Suoi figli che TUTTI RICEVONO PIENAMENTE al momento della rigenerazione, della salvezza.

    Giovanni 7:38-39 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva». 39 Or egli disse questo dello Spirito, che avrebbero ricevuto coloro che avrebbero creduto in lui; lo Spirito Santo infatti non era ancora stato dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato

    Atti 2:38 38 Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

    Come vediamo la promessa del dono dello Spirito Santo è sinonima con il ricevere Cristo, essere salvati, rigenerati, non vi sono altre condizioni. Il dono dello Spirito Santo non è condizionale, è per TUTTI coloro che sono salvati al momento della conversione, della rigenerazione e non susseguente ad essa o che in qualche modo una persona debba meritare o richiedere questo dono, e non è dato basato sul livello di consacrazione a Dio. Dio dona lo Spirito senza misura a TUTTI coloro che credono, a TUTTI i Suoi figli [Giovanni 3:34].

    Così che mediante il Suo Spirito abbiamo accesso al Padre e questo amici miei è avere accesso a questa grazia, la grazia di Dio nella quale stiamo saldi.

    Efesini 3:11-12 secondo il disegno eterno che egli ha attuato mediante il nostro Signore, Cristo Gesù; 12 nel quale abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui.

    Ancora una volta questo passo è ricco di verità dottrinali e che rispecchia quasi identicamente il passo in [Ebrei 4:14-16], abbiamo accesso a Dio con piena fiducia e confidenza mediante fede in Gesù Cristo, ancora una volta otteniamo le benedizioni di Dio, le benedizioni della Sua grazia inesauribile per noi.

    Così comprendiamo che la grazia di Dio per i Suoi figli è una cosa alla quale abbiamo ricevuto acceso mediante Gesù Cristo e la Sua opera di redenzione. Questa grazia ci è donata d Dio, la quale include il dono della fede salvifica, la quale include TUTTE le benedizioni che Dio ha in serbo per noi e di questa grazia abbiamo bisogno di ricevere costantemente. Questa non finisce, non si esaurisce e non è soltanto limitata all’episodio della nostra conversione. TUTTI gli aspetti della vita spirituale dei credenti nati di nuovo sono benedetti e provveduti dalla grazia di Dio.

    Siamo dunque salvati per grazia mediante la fede, viviamo per fede in questa grazia che ci è stata donata ed alla quale abbiamo accesso con confidenza e piena fiducia nelle promesse della parola di Dio mediante Gesù Cristo nostro Signore che come abbiamo letto in un passo precedente, questo avviene per il Suo Spirito [Efesini 2:17-18].

    Vediamo dunque tutte e tre le persone della Trinità che operano nella dispensa della grazia di Dio per noi. Il Padre che è Colui che ci dona la grazia e le altre persone di cui si adopera per dispensarla, Gesù per il quale abbiamo accesso a Dio e la Sua grazia e misericordia (la Via) e lo Spirito Santo per il quale abbiamo l’applicazione di TUTTO ciò che Dio ha provveduto per noi.

    Ecco perché è essenziale che TUTTI i credenti DEVONO AVERE TUTTO lo Spirito Santo e non solo una misura. Vedremo anche più avanti l’opera dello Spirito Santo nell’applicare l’amore di Dio a chi crede in Cristo, vedi [Romani 5:5].

    2 Corinzi 1:19-22 Perché il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che è stato fra voi predicato da noi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato «sì» e «no», ma è stato «sì» in lui. 20 Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sì» e l’«Amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi. 21 Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio, 22 il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori

    Nel NT la parola grazia è menzionata 129 volte e la maggior parte delle volte è menzionata nella descrizione del dono della salvezza di Dio.

    Dobbiamo comunque renderci conto che la salvezza del credente non è dove la grazia di Dio inizia e finisce, invece è dove inizia.

    Come abbiamo constatato la grazia di Dio continua per tutta la vita del credente e arriva al culmine nella glorificazione dei credenti. Questo avviene perché la salvezza di Dio non è un solo episodio isolato e limitato nel tempo, ma è un processo continuo, un processo che ha un inizio e che in realtà non finisce mai perché continua nell’eternità ed è infatti una realtà eterna.

    La grazia di Dio che il credente riceve infatti iniziò ancor prima della fondazione del mondo [Efesini 1:3-11], è applicata per la durata della vita fisica del credente e giunge alla sua totalità nella glorificazione del credente [Efesini 2:4-8],[Filippesi 1:6].

    Non si esaurisce dunque poiché rimane per sempre nella vita eterna del credente che rimarrà per sempre nell’amore e nella presenza di Dio, completamente salvato e liberato. Per grazia siamo stati salvati, siamo salvati e saremo eternamente salvati. Salvezza passata, presente e futura.

    La grazia di Dio è necessaria continuamente ed è continuamente a nostra disposizione, per coloro che sono in Cristo, perché è ciò che provvede per ogni nostro bisogno spirituale ed anche materiale. Abbiamo bisogno di riceverla per il perdono dei nostri continui peccati [Efesini 1:23], [1 Giovanni 1:9]. La grazia di Dio è necessaria per tutto ciò che concerne i nostri bisogni spirituali e materiali

    2 Corinzi 9:8 E Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quel che vi è necessario, abbondiate in ogni opera buona

    I doni dello Spirito di Dio sono donati a noi mediante il dono dello Spirito Santo, per grazia di Dio e non perché li chiediamo o perché li meritiamo in qualche modo, [Efesini 4:7],[1 Corinzi 12:4-13],[1 Pietro 4:10-11].
    Così voglio ricordare ai nostri amici che insistono che dobbiamo chiedere, ricercare e anche meritare certi doni e in special modo il dono dello Spirito Santo, la grazia non può essere meritata altrimenti cessa di essere grazia [Romani 4:4],[Romani 11:6]. Possiamo chiedere a Dio grazia ma non specificamente doni spirituali, poiché essi sono per grazia ma sono dati da Dio in accordo con la Sua perfetta volontà e il Suo proposito

    1 Corinzi 12:11 Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.

    Non come vuole la persona ma come vuole Dio.

    Romani 12:4-6a Infatti, come in uno stesso corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno la medesima funzione, 5 così noi, che siamo molti, siamo un medesimo corpo in Cristo, e ciascuno siamo membra l’uno dell’altro. 6 Ora, avendo noi doni differenti secondo la grazia che ci è stata data,

    La grazia di Dio è una benedizione di Dio che è immeritata e per questo gli Apostoli spesso benedivano i credenti con la grazia di Dio nelle loro lettere. Vorrei che notaste che spesso questa benedizione è connessa alla grazia e la pace, che sono il contesto esatto che troviamo in questi versetti che stiamo studiando in Romani 5 .

    2 Corinzi 1:1-2 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto, insieme a tutti i santi che sono in tutta l’Acaia: 2 grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.

    Vedi anche [Filippesi 1:2],[Colossesi 1:2],[1 Tessalonicesi 1:1],[2 Tessalonicesi 1:2],[1 Timoteo 1:2],[2 Timoteo 1:2],[Tito 1:4], [1 Pietro 1:2], [2 Pietro 1:2],[Apocalisse 1:4].

    Come abbiamo avuto modo di imparare la correlazione tra l’avere pace presso Dio o con Dio e la Sua grazia è immensa e vanno di pari passo, cioè sono gemellate, non si possono trovare separate, come non si può separare l’amore di Dio dalla verità.

    Così che questa grazia in cui restiamo fermi, è il favore immeritato delle provvisioni di Dio nella e per la nostra vita cristiana, per esempio in

    Giuda 1-2 Giuda ci rende questa benedizione in un modo interessante

    Giuda 1-2 Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo, ai chiamati che sono santificati in Dio Padre e custoditi in Cristo Gesù: 2 misericordia, pace e amore vi siano moltiplicati.

    Questa benedizione include misericordia,pace e amore moltiplicati. Come mai non menziona la grazia come gli altri autori hanno fatto? Perché invece di menzionare la parola grazia ce l’ha descritta.

    Cioè, per grazia di Dio siamo chiamati e santificati in Dio Padre e sono custoditi in Cristo Gesù, questa è la perseveranza dei santi. Questa è la descrizione della salvezza per grazia. Siamo chiamati, da una chiamata interna dello Spirito Santo che ci vivifica,ciò si chiama rigenerazione, la chiamata viene risposta dalla fede è poi dimostrata in santificazione e nella perseveranza che poi ci porta alla glorificazione che Giuda poi descrive per noi nella dossologia alla conclusione dell’epistola quando dice

    Giuda 24-25 Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia, 25 all’unico Dio sapiente, il nostro Salvatore, sia gloria, grandezza, dominio e potestà, da ora e per tutte le età. Amen.

    La perseveranza, la salvaguardia di Dio, custoditi in Cristo Gesù, arriveremo a comparire davanti alla Sua gloria giustificati e per questo con grande gioia. Questa è la nostra glorificazione.

    Di valore inestimabile è la menzione che mediante Gesù abbiamo pace con Dio e accesso a questa fede in cui rimaniamo saldi perché questa grazia non solo è provveduta in Gesù Cristo per il perdono dei peccati ma è sufficiente e abbondante ed inesauribile per continuare a perdonare i nostri peccati per via dell’opera mediatrice di Gesù che opera come Sommo Sacerdote facendo continua intercessione per noi, la quale provvede anche per noi la perseveranza della nostra fede e la nostra giustificazione dinanzi a Dio. Vedi [Romani 8:29-34],

    1 Giovanni 1:7-2:1 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo e la sua parola non è in noi. 1Gio 2:1 Figlioletti miei, vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. 2 Egli è l’espiazione per i nostri peccati; e non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

    Non vi è peccato, nessuna quantità di peccato che può prevalere sulla grazia di Dio. La grazia di Dio è sufficiente per togliere TUTTI i peccati, ogni peccato.

    Romani 5:20-21 Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, 21 affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore

    Cosa significa questo? Significa dunque come molti ci accusano ingiustamente di insegnare, che se siamo sotto grazia possiamo dunque continuare a peccare? Ma infatti questa sarà la risposta di Paolo e questo lo studieremo più avanti. Paolo risponde a questa domanda perché in effetti, per tante persone che non comprendono appieno il peso ed il valore, la preziosità e la santità della grazia di Dio, questa domanda verrà fatta. Paolo risponde:

    Romani 6:1-2 Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? 2 Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?

    Romani 6:15-17 Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia. 16 Non sapete voi che a chiunque vi offrite come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell’ubbidienza per la giustizia? 17 Ora sia ringraziato Dio, perché eravate servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso.

    Una magnifica descrizione delle provvisioni della grazia di Dio nell’AT si trovano nel Salmo di Davide, il Salmo 103

    Salmi 103:1-14 Benedici, anima mia, l’Eterno; e tutto quello che è in me benedica il suo santo nome. 2 Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici. 3 Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità, 4 riscatta la tua vita dalla distruzione e ti corona di benignità e di compassioni; 5 egli sazia di beni la tua bocca e ti fa ringiovanire come l’aquila. 6 L’Eterno opera con giustizia e difende la causa degli oppressi. 7 Egli ha fatto conoscere a Mosè le sue vie e ai figli d’Israele le sue opere. 8 L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e di grande benignità. 9 Egli non contende in eterno e non serba l’ira per sempre. 10 Egli non ci tratta come meritano i nostri peccati, e non ci castiga in base alle nostre colpe. 11 Poiché, quanto sono alti i cieli al di sopra della terra, tanto è grande la sua benignità verso quelli che lo temono. 12 Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre colpe. 13 Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso l’Eterno verso quelli che lo temono. 14 Perché egli conosce la nostra natura e si ricorda che siamo polvere.

    Questa è la grazia di Dio in cui stiamo fermi ed in cui abbiamo accesso mediante la fede in Gesù Cristo, perché adesso siamo in pace con Dio essendo stati giustificati per fede in Lui.

    Paolo continua alla fine del versetto due dicendo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.
    Quando abbiamo pace con Dio e accesso alla Sua grazia ci gloriamo e ci vantiamo dunque gioendo nella speranza della gloria di Dio.

    La speranza della gloria di Dio è ciò che abbiamo anche menzionato prima, cioè la nostra glorificazione, il completamento della nostra salvezza che occorrerà alla seconda venuta di Gesù Cristo, perché in effetti Egli è la speranza della nostra gloria, la nostra glorificazione.

    Colossesi 1:27 Dio ha voluto far loro conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la speranza della gloria,

    Dobbiamo qualificare che cosa significhi la parola speranza nel linguaggio del NT. Nel Greco la parola speranza in realtà non è usata allo stesso modo come la usiamo nella lingua Italiana.

    Nel Greco la parola speranza significa una certezza, la speranza di gloria è la certezza di gloria. Questa è la parola elpis che nel Greco appunto proviene dalla parola primaria elpo che significa (anticipazione piacevole) confidenza, fiducia, aspettativa.

    Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono;

    E’ chiamata speranza perché non è visibile ma è comunque una certezza tanto quanto la si potesse vedere, così è fede.
    Per fede, che è una certezza invisibile al momento, viviamo in anticipazione piacevole mentre attendiamo con fiducia ed aspettativa, certezza la nostra gloria, la nostra glorificazione, il compimento della nostra salvezza, vedi anche [1 Pietro 1:9],[Romani 8:17-18].

    Ebrei 9:28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.

    1 Corinzi 15:49-57 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste. 50 Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l’incorruttibilità. 51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, 52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, 53 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. 54 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria». 55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.

    Questa è la nostra speranza, la nostra certezza, ciò che attendiamo con piacere, ciò in cui gioiamo, il completamento della nostra salvezza.

    Romani 9:23-24 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria, 24 cioè noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei ma anche fra i gentili?

    Efesini 1:13-14 In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; 14 il quale è la garanzia della nostra eredità, in vista della piena redenzione dell’acquistata proprietà a lode della sua gloria.

     

    Romani V Versetti da III a V

     

    3 E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, 4 la perseveranza esperienza e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

     

    Adesso Paolo continua, non soltanto dice. Non soltanto che cosa? Quello che aveva precedentemente menzionato, cioè che gloriamo nella speranza della gloria di Dio, il compimento della nostra salvezza, la nostra glorificazione, comunque, questa non è la sola cosa in cui ci gloriamo.

    Che cosa significa gloriarsi, vantarsi in Dio? Siamo glorificati, cioè siamo infine ricompensati immeritatamente da Dio, in altre parole, riceviamo la vita eterna nella Sua presenza e siamo anche esaltati ad una posizione di onore con Dio.

    Questo è fatto però con lo scopo che sia Dio infine a ricevere TUTTA la gloria. Così che Dio ricevendo TUTTA la gloria significa infine che l’unica cosa di cui possiamo gloriarci, vantarci sia SOLO Dio, nella Sua grazia, nella Sua misericordia, nella Sua bontà, nel Suo amore, nella Sua fedeltà verso di noi che non meritiamo niente. Così ci glorieremo nel nostro Dio per sempre, per chi Egli è e per cosa ha fatto per noi peccatori immeritevoli.

    Nella Bibbia la parola gloriarsi o vantarsi è spesso intercambiabile ed è usata così anche in diverse traduzioni o versioni della Bibbia. Dare la gloria a Dio dunque significa infine gloriarsi o vantarsi solo e completamente in Lui. TUTTA la lode e l’adorazione va a Dio e TUTTO ciò che concerne la nostra salvezza lo ha fatto Lui, l’uomo non può dunque vantarsi di alcuna cosa, neanche come abbiamo visto e vedremo, della fede che esercita in Cristo.

    Questo è ciò che significa vantarsi e gloriarsi soltanto in Dio.

    La Bibbia dunque dice, chi si gloria si glori o si vanti nel Signore. Egli ha fatto tutto per noi. Ci ha scelti Lui per grazia e misericordia, ci ha riscattati dalla dannazione eterna e ci ha posti in Cristo prima ancora della fondazione del mondo [Efesini 1:4-14]. Ha mandato Lui stesso Gesù Cristo il Suo unigenito Figlio a vivere una vita perfettamente ubbidiente alla Sua volontà e legge ed è Lui stesso che ha compiuto per noi la legge di Dio [Matteo 5:17-18],[Romani 8:1-4],[Romani 10:4].

    Ha mandato Gesù a morire sulla croce dopo aver vissuto una vita perfetta, Lui che non ha conosciuto mai il peccato lo ha fatto diventare peccato per noi [2 Corinzi 5:21], con il Suo sacrificio ha perdonato tutti i peccati di coloro che sono stati eletti alla fede [Giovanni 3:14-17],[Romani 3:20-26],[Efesini 2:13-19],[Colossesi 1:13-21], [Colossesi 2:13-14].

    E’ Dio che lo ha risuscitato dai morti così che mediante la Sua vita e la Sua opera di Sommo Sacerdote possiamo avere vita eterna e giustificazione eterna [Romani 4:25],[Romani 8:29-34], [Efesini 2:1-7],[Colossesi 2:9-13],[Ebrei 4:14-16],[Ebrei 7:24-27].

    E’ Dio che ha mandato la promessa dello Spirito Santo di Gesù Cristo per rigenerare gli eletti [Giovanni 3:3-9],[Giovanni 6:63], per convincerli di peccato, di giustizia e di giudizio [Giovanni 16:7-11] e che mediante la Sua opera ci ha messo in condizione di esercitare vera fede, la quale ci ha donato per grazia [Giovanni 3:27],[Atti 13:48],[Efesini 2:1-9],[Tito 3:4-7],[Ebrei 12:2],[Giacomo 1:17-18].

    Egli lo Spirito Santo applica l’opera redentrice di Gesù Cristo agli eletti alla salvezza tramite la predica del Vangelo [1 Corinzi 1:21],[Romani 10:14-17], l’uomo predica il Vangelo ma è Dio comunque da solo che fa tutto questo [Ezechiele 36:25-27].

    E’ Dio che mediante la Sua grazia e il dono della Sua grazia lo Spirito Santo da agli eletti e alla chiesa doni e ministeri spirituali [1 Corinzi 12:4-31],[Efesini 4:7-12].

    E’ solo per grazia che riceviamo la santificazione seppur collaborando noi stessi con Dio è comunque solo per opera e grazia Sua [Romani 8:29-30],[1 Corinzi 1:29-31],[1 Corinzi 6:11],[Filippesi 2:12-13],[Ebrei 10:14] è per grazia ed opera Sua che perseveriamo nella fede [Luca 22:32],[Romani 8:31-34],[Filippesi 1:6],[Ebrei 7:25-27],[1 Pietro 1:3-5] e dunque infine siamo glorificati in Cristo Gesù, abbiamo la nostra eredità [Romani 8:15-17],[Efesini 1:13-14],[1 Pietro 1:3-9].

    Dunque questo ci deve far chiedere onestamente, che cosa è esattamente che noi abbiamo fatto di nostra iniziativa e con la nostra forza e abilità? Abbiamo creduto? Sì, solo per grazia e solo quando siamo già stati rigenerati e questa fede donataci per grazia ci è stata imputata a giustizia, TUTTO è provenuto ed è stato fatto da Dio, quindi noi in realtà NON ABBIAMO NIENTE di cui gloriarci o vantarci eccetto Dio stesso e la Sua grazia altrimenti e certamente saremo tutti rimasti nell’incredulità e quindi nella morte e dannazione eterna.

    1 Corinzi 1:29-31 affinché nessuna carne si glori alla sua presenza. 30 Ora grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, 31 affinché, come sta scritto: «Chi si gloria, si glori nel Signore».

    Cristo Gesù è la gloria di Dio e noi in Cristo dunque saremo glorificati e glorificheremo Dio mentre ci glorieremo in Lui e le Sue opere meravigliose verso di noi immeritevoli peccatori, rigenerati, perdonati, giustificati, adottati, santificati e glorificati da Dio.

    Comunque Paolo adesso in questo versetto che stiamo studiando ci dice che dobbiamo gloriarci anche di qualche cos’altro. In che cosa possiamo e dobbiamo gloriarci a parte Dio stesso?

    Ci vantiamo delle nostre afflizioni o tribolazioni. Uau, vantarci delle nostre afflizioni e tribolazioni? Perché? Beh, paolo ed anche il consiglio di Dio, le Scritture ci spiegano perché. Paolo spiega che ci vantiamo delle nostre afflizioni o tribolazioni perché esse producono nel credente, coloro che hanno vera fede salvifica, perseveranza e pazienza e queste producono esperienza. Ora la parola esperienza nel testo originale significherebbe dokimeén che significa provato virtuoso, questa parola sarebbe meglio tradotta in carattere provato, il carattere provato produce speranza versetto 4, fermiamoci qui!

    Afflizioni e tribolazioni sono il fuoco raffinatore di Dio. Il fuoco che prova la nostra fede e la raffina, il fuoco che la rinforza, e che la estende producendo perseveranza. Se abbiamo ricevuto e esercitato vera fede salvifica, questa seppur provata verrà provata genuina dalla perseveranza in essa. La nostra fede più preziosa dell’oro quando provata dal fuoco delle afflizioni e delle tribolazioni PRODURRANNO perseveranza e alla fine glorificherà Dio.

    1 Pietro 1:3-9 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, 5 che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi. 6 Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, 7 affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. 8 Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.

    La nostra fede più preziosa dell’oro che perisce NON PERIRA’, persevererà nel fuoco delle afflizioni e tribolazioni, provando di essere vera invece che falsa [Matteo 13:20-22]. Anche perché come già stabilito dalla Scrittura è conservata e protetta dalla potenza di Dio mediante l’opera di intercessione di Gesù.

    Una delle afflizioni e tribolazioni che credenti sicuramente incontreranno saranno persecuzioni a causa della nostra fede in Gesù Cristo. [2 Timoteo 3:12].

    Quando sopportiamo questo tipo di afflizione con perseveranza non solo la nostra fede si dimostra vera ma guardate che cosa ci dice Pietro ancora una volta in riguardo:

    1 Pietro 4:12-14 Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. 13 Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 14 Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi, poiché lo Spirito di gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi; da parte loro egli è bestemmiato, ma da parte vostra egli è glorificato.

    Vediamo che siamo provati dalla prova di fuoco delle persecuzioni mediante le quali partecipiamo alle sofferenze di Cristo così che quando la Sua gloria è rivelata possiamo rallegrarci ed esultare mentre anche adesso mentre sopportiamo le persecuzioni con perseveranza possiamo essere gioiosi, inoltre lo Spirito di GLORIA e di Dio, riposa su di noi ed anche così glorifichiamo Dio.

    Sì, è il credente non il non credente, il giusto non l’ingiusto che è destinato alle tribolazioni nella sua vita, poiché in effetti, è mediante molte tribolazioni e afflizioni che entriamo nel Regno di Dio.

    Atti 14:21-22 E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne tornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 fortificando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.

    Sembrerebbe antitetico dire che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni e che questa cosa sia una cosa per la quale riceviamo esortazione a perseverare nella fede e a fortificare l’animo. Questo tipo di esortazione come ha fatto Pietro, Paolo ed anche Gesù è una esortazione che non scoraggia ma incoraggia e fortifica perché come abbiamo detto le tribolazioni che sopportiamo sono permesse nella nostra vita per renderci forti e per fortificare la nostra fede.

    Paolo stesso ci incoraggia a gloriarci e vantarci in ogni tipo di tribolazione e afflizione, perché? Perché allora la grazia di Dio abbonda verso di noi e si dimostra sufficiente per noi e così questo conferma ciò che abbiamo già visto precedentemente nei versetti già studiati in riguardo alla grazia di Dio, nella quale adesso restiamo saldi. Ora nelle tribolazioni e nelle afflizioni la grazia di Dio è sufficiente per noi poiché la Sua potenza si manifesta nelle nostre debolezza. Così che le nostre debolezze fanno strada alla potenza di Dio e per questo la nostra fede si rinforza, fede in Dio ovviamente e non in noi stessi.

    2 Corinzi 12:8-10 A questo riguardo ho pregato tre volte il Signore che lo allontanasse da me. 9 Ma egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza». Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. 10 Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole, allora sono forte.

    Tribolazioni infatti, mentre osserviamo ancora una volta il soggetto della gloria, quando saremo in gloria e glorificando Dio sono anch’esse ciò che riveleranno la gloria di Dio in noi

    Romani 8:16-19 Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. 17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati. 18 Io ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non sono affatto da eguagliarsi alla gloria che sarà manifestata in noi. 19 Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio,

    2 Corinzi 4:16-18 Perciò noi non ci perdiamo d’animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria; 18 mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.

    Queste sono le ragioni per le quali non ci perdiamo d’animo, invece siamo incoraggiati e fortificati nel nostro animo, perché anche se le tribolazioni sono vere ed anche spesso severe sono in realtà leggere afflizioni ed anche momentanee e brevi rispetto a ciò che in effetti stanno producendo, cioè, un eccellente peso di gloria eterna.

    La differenza è questa, le tribolazioni e le afflizioni che sperimentiamo sono leggere e momentanee mentre la gloria che sperimenteremo è pesante ed eterna. Non solo daremo gloria a Dio per sempre ma sperimenteremo personalmente la pienezza, cioè il peso della grandezza della gloria di Dio che per ora le nostre menti mortali e temporali non riescono a comprendere pienamente.

    Che dovremmo dunque essere forti e non perderci di animo è inoltre confermato anche da Gesù stesso in quanto ha detto ai Suoi discepoli ed anche a noi

    Giovanni 16:33 Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo».

    Così abbiamo visto l’inizio del perché ci gloriamo nelle tribolazioni e afflizioni, perché generano nella vita del credente perseveranza nella nostra vita e questo accade, perché invece di creare scoraggiamento ci rendono dipendenti a Dio, che per grazia Sua ci dona la fortitudine e la potenza e la consolazione che generano la perseveranza.

    Ora la perseveranza, Paolo dice, produce un’altra cosa, ecco a che servono le tribolazioni e le afflizioni nella nostra vita. Queste afflizioni nelle mani di Dio generano molte buone cose per noi giusto? Ecco perché possiamo gioire e gloriarci in esse.

    Paolo dice che le afflizioni generano perseveranza e questa perseveranza genera carattere provato. Quale carattere? Beh, prima di tutto è bene vedere che anche Giacomo praticamente dice la stessa cosa che dice Paolo

    Giacomo 1:2-4 Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.

    Questo è ciò che Paolo ci sta spiegando, in altre parole un po’ più dettagliate di come lo spiega Giacomo. Giacomo ci rende il quadro un po’ più generalizzato in riguardo all’opera delle prove. Comunque anche Giacomo ci sta dicendo di gloriarci nelle afflizioni e nelle prove perché appunto generano costanza o perseveranza, questa poi produce la maturità e la completezza del credente.

    Che cosa è quella perfezione o completezza e il nulla mancanti ai quali si sta riferendo Giacomo? Beh, è la stessa cosa alla quale si sta riferendo anche Paolo qui in Romani. Il carattere provato da esperienza, il carattere che Dio genera e sviluppa nel credente. Quindi la domanda che bisogna fare ancora una volta è, che cosa è questo carattere?

    Questo è l’essere trasformati per essere conformi all’immagine di Gesù Cristo, questo è il carattere che Dio vuole sviluppare in noi, questo è ciò di cui stanno parlando Paolo e Giacomo. Questo è ciò che Paolo vuole dire nel passo che abbiamo visto in precedenza

    2 Corinzi 4:16-18 Perciò noi non ci perdiamo d’animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria; 18 mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.

    In essenza il nostro corpo fisico anche se va in rovina di giorno in giorno, però, il nostro uomo interiore, cioè l’uomo spirituale si rinnova di giorno in giorno mentre viene trasformato da Dio mediante le afflizioni e le prove nell’immagine di Gesù Cristo. Questo processo si chiama santificazione ed è generato in noi da Dio che usa anche le tribolazioni ed afflizioni tra le quali troviamo anche la Sua correzione e disciplina, vedi anche [Ebrei 12:5-11].

    Così che in essenza, tra le molte ricche verità che questo passo ci rivela troviamo anche ciò che [Romani 8:28-39] ci dice.

    Brevemente esponiamo questo passo alla luce del nostro contesto e anche del proprio contesto. Paolo tramite l’ispirazione dello Spirito Santo ci dona molte verità in questo brano, esaminiamone alcune.
    Prima di tutto OGNI COSA collabora per il bene di coloro che sono chiamati secondo il proposito di Dio, secondo il Suo disegno, coloro che amano Dio. Inoltre questi Dio li ha predestinati ad essere conformi all’immagine del Suo Figlio, così che Egli sia il primogenito tra molti fratelli.

    Quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

    Il disegno di Dio, il Suo obbiettivo Paolo sta dicendo, è che ogni cosa, tribolazioni e afflizioni in special modo, collaborano per il bene degli eletti di Dio, coloro che sono stati scelti da Dio. Loro, noi, Dio li ha predestinati ad essere conformi all’immagine di Gesù Cristo. Questa cosa è di duplice benedizione.

    La prima benedizione è la formazione del carattere di Gesù nel credente, e la seconda è, l’immagine gloriosa di Gesù Cristo che riceveremo in gloria, cioè quando il credente avrà la perfezione del carattere di Gesù assieme alla Sua immagine e somiglianza [Romani 6:5].

    1 Corinzi 15:48-49 Qual è il terrestre tali sono anche i terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste

    1 Giovanni 3:2-3 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. 3 E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro.

    Questi passi confermano che siamo figli di Dio e che saremo come Lui in carattere e immagine.
    Noi, coloro che Egli ha predestinato, preordinato, Egli ha chiamato, questa chiamata è sia esterna, tramite la predica del Vangelo, ed interna, tramite lo Spirito di Dio, la voce di Gesù che ci chiama fuori dalla morte, fuori dalla nostra tomba spirituale, fuori dalla nostra morte spirituale.

    Sentiremo la Sua voce anche dopo che ci chiamerà fuori dalla tomba quando il nostro spirito sarà riunito al nostro nuovo corpo risorto e glorificato nel quale avremo l’immagine dell’uomo celeste, Gesù Cristo [Giovanni 5:24-29].

    Sì, molti sono i chiamati dalla chiamata esterna del Vangelo, ma, pochi gli eletti o gli scelti, dalla chiamata interna dello Spirito di Dio.

    Molti sono chiamati esternamente a divenire ubbidienti alla chiamata del Vangelo, ma pochi dei molti ricevono la chiamata interna, poiché questa chiamata interna appartiene soltanto a coloro che Dio stesso ha predestinato, eletto, scelto per diventare conformi all’immagine del Suo Figlio Gesù, questo è ciò che significa appunto ricevere il Suo carattere e la Sua immagine.

    Questi, i chiamati dallo Spirito di Dio, i figli di Dio, i salvati, essi, Dio li ha anche giustificati e questi li ha anche glorificati. Tutto ciò come vediamo è scritto nel tempo passato, il che indica che l’opera di redenzione in Gesù Cristo precedentemente disegnata da Dio, nella mente di Dio e nell’eternità è un fatto,un’opera compiuta, è fatta, finita.

    Ecco perché Paolo continua a descrivere l’opera, il ministero di Sommo Sacerdote, che Gesù opera per noi, così che sappiamo che anche in mezzo alle afflizioni, le tribolazioni, le prove che sopportiamo, queste anche menzionate nel passo [Romani 8:28-39], non potranno distruggere ciò che Dio ha fatto e sta facendo in noi.

    Tutto ciò è per via dell’opera di intercessione di Gesù. Inoltre, perché siamo predestinati da Dio ad avere l’immagine e il carattere di Gesù, questi saranno senza dubbio formati in noi mediante queste prove.

    La nostra fede persevererà perché siamo predestinati ad ottenere l’immagine di Cristo in noi e la nostra fede diverrà più forte e il piano di Dio per noi ed in noi sarà compiuto [Filippesi 1:6].

    Questa è la nostra vittoria, che in TUTTE queste tribolazioni, prove ed afflizioni siamo più che vincitori in Gesù Cristo nostro Signore.

    Il fine di Dio, l’obbiettivo di Dio per la nostra vita è conformarci all’immagine, il carattere del Suo Figlio Gesù e questo è il processo che noi conosciamo come santificazione.

    Così che ci gloriamo nelle tribolazioni e afflizioni, perché esse generano perseveranza, la quale produce in noi mediante l’opera di Dio, per grazia Sua [Filippesi 2:12-13],il carattere di Gesù.

    Non potremo arrivare alla perfezione in questa vita e con questo corpo ma il piano di Dio è di produrre la perfezione per noi in gloria, questo vuole dire indossare il perfetto carattere e la perfetta immagine di Gesù [Filippesi 3:7-16].

    Ora le afflizioni producono la perseveranza e la perseveranza sta generando il carattere di Gesù in noi, mentre Dio ci santifica mediante queste cose e la Sua parola [Giovanni 17:17]. Così che mentre il Suo carattere viene formato in noi questo poi produce speranza.

    Speranza…Abbiamo visto in precedenza che la parola speranza nel Greco ha un significato diverso dall’uso che ne facciamo nella lingua Italiana.

    La parola speranza, rivediamola ancora una volta, è la parola Greca elpida, che proviene dalla parola elpis.

    Ancora una volta, questa parola non è usata come nell’Italiano. In Italiano speranza non viene usata come una cosa certa o una fatto assicurato, invece è usata per descrivere un desiderio con una aspettativa di ottenimento che però non ha certezza.

    Non è una certezza, per esempio, spero che domani non piova. Potrebbe piovere, non se ne ha la certezza. Spero di farcela, ma potrei anche non farcela. E’ dunque un desiderio di ottenere una cosa nella quale però c’è una certa percentuale di dubbio, di improbabilità. Ci sono dunque delle incertezze nella parola speranza quando la usiamo nel gergo di ogni giorno.

    Nel Greco invece speranza significa anticipazione certa di una situazione piacevole, una aspettativa confidente, una attesa certezza.

    Ecco perché la avevamo già menzionata prima nel contesto di fede. Speranza nella Bibbia non è un’incertezza ma è una certezza che non è ancora visibile ma comunque è certa. Una cosa che attendiamo con confidenza sapendo che sicuramente accadrà, non vi sono dubbi, non sappiamo esattamente quando, ma avverrà sicuramente.

    Questa speranza è infatti la nostra confidenza, la nostra fiducia in ciò che Dio dice e promette. E’ una aspettativa confidente, certa delle promesse delle benedizioni di Dio. Di quali benedizioni si sta parlando adesso? Lo stato finale della nostra salvezza, l’essere glorificati, essere trasformati nella immagine e somiglianza di Colui che ci ha salvato. Così che la speranza in Dio non è una cosa troppo bella per essere vera che potrebbe accadere o forse no, ma è invece una cosa certa.

    Paolo ha detto delle cose molto interessanti in

    Romani 8:24-25 24 Perché noi siamo stati salvati in speranza; or la speranza che si vede non è speranza, poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora? 25 Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza

    Questo è infatti ciò che Paolo sta comunicando a questo punto in Romani 5:4 come vediamo il linguaggio è dettagliato ma è lo stesso contesto, spiegato ciò che significa. Dio ci ha salvati in questa speranza. Non per questa speranza o tramite speranza ma in questa speranza. La grazia di Dio nella quale restiamo saldi, la salvezza, ricordiamoci che non è un solo episodio che abbiamo sperimentato nel passato ma è una continua situazione in cui viviamo per grazia di Dio in Cristo.

    Siamo stati salvati, passato, stiamo essendo salvati, presente continuo, e saremo salvati eternamente, futuro. Questa speranza di cui parliamo è la salvezza futura, eterna, la nostra eredità, cioè la nostra glorificazione in eternità. Questa speranza è la certezza dell’opera e delle promesse di Dio. Adesso non vediamo questa parte della nostra salvezza, cioè è ancora per noi invisibile perché è futura.

    Ecco perché Paolo dice che la speranza che si vede non è speranza, poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora? Questa è la spiegazione ancora più dettagliata che Pietro rende in [1 Pietro 1:3-9].

    Anche se il programma di Dio e l’opera di redenzione è già completamente compiuta, finita, perché Dio l’ha decretata in eternità passata, e tutto ciò che Dio decreta Egli compie, però ancora nel reame temporale dove viviamo noi umani ancora questa opera Dio stesso la sta portando a compimento e nella vita degli eletti, tutti gli eletti ancora deve essere completata. Dunque, così che in effetti se avessimo già ricevuto il fine della nostra salvezza, in altre parole, se fossimo già glorificati e fossimo nello stato eterno allora la nostra salvezza sarebbe già completamente compiuta e quindi diverrebbe vista e non potrebbe essere chiamata speranza.

    La speranza che si vede non è dunque speranza,invece sarebbe speranza che è già arrivata a compimento. Se fossimo glorificati non saremo in attesa del compimento finale della nostra salvezza, quindi anche se siamo certi, sicuri, confidenti del compimento finale della nostra salvezza, la nostra glorificazione, la dobbiamo attendere finché non è compiuta.

    Paolo allora ci sta dicendo che aspettiamo con confidenza la aspettiamo con perseveranza. Qui ancora perseveranza, cioè pazienza che dura è menzionata, ed è esattamente il nostro contesto che stiamo studiando in [Romani 5:3-4]. Dio ci ha salvato, ci sta salvando e ci salverà, questa è una certezza.

    Dunque, in questo processo di salvezza Dio permette che vi siano tribolazioni. Dobbiamo imparare a gloriarci in esse, dobbiamo imparare a gioire in esse, perché queste nelle mani amorevoli di Dio produrranno perseveranza nella nostra vita, questa santificazione, la quale è essere trasformati nell’immagine di Gesù, cioè ricevere il Suo carattere. Tramite la perseveranza prodotta dalle tribolazioni e il carattere acquisito mediante queste cose attendiamo con confidenza mediante la speranza prodotta, la completa trasformazione dei nostri esseri nella immagine e somiglianza di Gesù, la glorificazione, la nostra salvezza completata.

    Come abbiamo già menzionato ma è importante ripeterlo, per via delle sofferenze, il dolore che le tribolazioni e le afflizioni causano sono leggere e momentanee quando paragonate con la nostra eredità che ci attende, cioè Gesù stesso in noi la speranza della gloria, cioè quando questa speranza sarà attualizzata nella nostra vita. Spero di essere stato chiaro.

    Rivediamo i passi che supportano questo fatto [Romani 8:16-19], [2 Corinzi 4:16-18].
    Inoltre dobbiamo prendere un fatto essenziale in considerazione, cioè questo, la nostra speranza di gloria è una certezza perché la nostra glorificazione sarà causata da un evento certo, il secondo avvento di Gesù, il ritorno di Gesù.

    Quindi quanto è certo il ritorno di Gesù così è certa la nostra glorificazione. I passi più importanti riguardanti questo si trovano in [1 Corinzi 15:50-57], [Filippesi 1:6], [1 Tessalonicesi 4:15-18],[1 Pietro 1:3-9],[Ebrei 9:28],[2 Tessalonicesi 1:10].

    Colossesi 3:4 Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria

    Ancor di più vediamo perché questa speranza di gloria eterna è certa e non può deludere. Vedete, che in fondo quando le nostre speranze sono in Dio e nelle Sue promesse [Atti 24:14-16], quando Dio è la nostra confidenza, non saremo mai delusi [Salmi 43:5]. Chi spera nel Signore, chi mette la sua fiducia in Lui non sarà mai deluso [Romani 10:11]. I nostri padri possono anche deluderci nella nostra vita, ma il nostro Padre celeste non ci deluderà mai.

    Paolo continua dunque, questa speranza non delude perché Dio è fedele ed è veritiero, Dio non mente. Avevamo già visto questi attributi di Dio che Paolo ci aveva esposto in [Romani 3:4] ed anche confermati in è [Romani 4:21].

    Dunque, fede genera speranza, ma una speranza certa, la speranza è la figlia della fede come ci è detto appunto in

    Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono;
    Ecco perché le afflizioni e tribolazioni che abbiamo menzionato prima sono disegnate per provare e rafforzare a nostra fede, così che questa fede produce speranza.

    Tutto ciò è basato comunque sulla veracità e la fedeltà di Dio, ecco perché la nostra speranza é certezza.

    C’è comunque un elemento molto importante che è anzi parte essenziale della nostra salvezza e dunque speranza, ecco perché speranza in Dio non ci delude. Non solo la Sua veracità e fedeltà ma anche e soprattutto per noi l’amore che Dio ha dimostrato e dimostra verso di noi.

    Questo ora potrebbe aprirci ad un grande contesto, un contesto ed un soggetto nel quale ci potremmo perdere.

    L’amore di Dio è un soggetto dove potremmo spendere la nostra intera vita a studiarlo. Ovviamente non possiamo fare questo adesso ci limiteremo dunque a rimanere strettamente nel contesto immediato di questo passo.

    Così adesso Paolo dice, Romani 5:5 Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.

    Allora la nostra speranza basata già sulla fedeltà e veracità di Dio, già solo per questi motivi sarebbe certezza, ma in più a questo, è l’amore di Dio che è stato sparso o depositato nei nostri cuori dallo Spirito di Dio che ci da la confidenza, la certezza che la nostra speranza non ci deluderà. Dunque su che cosa si basa, a parte la fedeltà e la veracità di Dio, la nostra salvezza e speranza? Il Suo amore!

    E’ il Suo amore che ci rende sicuri dinanzi a Lui e le Sue provvisioni per noi, provvisioni che per grazia ci sono dimostrate mediante l’amore che Lui ha per noi. Una epistola molto importante nella Bibbia che descrive molto bene questo concetto è 1 Giovanni.

    Giovanni è infatti l’Apostolo che meglio descrive per noi l’amore di Dio dimostrato in Gesù per noi. Sia il Vangelo di Giovanni che le Sue epistole hanno l’amore di Dio in Gesù per i Suoi figli in primo piano. Quello che Giovanni fa, lega, connette la certezza, sicurezza e assicurazione della salvezza all’amore che Dio ha per noi, questa è la garanzia della salvezza, l’amore di Dio.

    Sin dall’inizio del suo Vangelo Giovanni descrive l’amore di Dio. Il Suo amore per gli eletti facenti parte di tutto il mondo non solo Israele, sì, Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figlio che chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna, Giovanni 3:16

    L’amore che Dio ha avuto per l’umanità condannata alla perdizione è l’attributo che Lo ha motivato a progettare e mettere in atto il Suo piano di redenzione per l’uomo.

    Certo che l’umanità nella sua peccaminosità, tutta l’umanità, è considerata da Dio Sua nemica, separata da Dio. Ogni singolo individuo che non è in Cristo NON è figlio di Dio, è invece è figlio del diavolo [Giovanni 8:42-44] ,è figlio dell’ira di Dio [Efesini 2:1-3].

    E’ un grave errore chiamare o considerare persone irredente, non in Cristo, figli di Dio, non lo sono affatto! Così che TUTTI gli esseri umani che non sono in Cristo non sono dunque nati di nuovo e non possono essere chiamati fratelli e sorelle perché non lo sono! Poiché se non sono figli di Dio non possono essere neanche fratelli e sorelle di coloro che sono invece figli di Dio.

    Tutti gli esseri umani sono creazione, creature di Dio, ma non tutti sono figli di Dio. Quindi, che cosa distingue le creature di Dio dai figli di Dio? Essere in Cristo. Abbiamo già letto in un passo che abbiamo esaminato precedentemente quale dichiarazione specifica troviamo nella parola di Dio in riguardo a coloro che sono eletti da Dio e salvati.

    Romani 8:29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli

    Vi sono molti altri passi che confermano questo

    Ebrei 2:11-13 Sia colui che santifica sia quelli che sono santificati provengono tutti da uno; per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 dicendo: «Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli; in mezzo all’assemblea canterò la tua lode». 13 E di nuovo: «Io metterò la mia fiducia in lui». E inoltre: «Ecco me e i figli che Dio mi ha dati».

    Questo passo conferma che coloro che sono in Cristo e Colui che li santifica, cioè Gesù, sono tutti da uno, cioè da Dio. Anche noi dunque siamo da Dio e visto che Gesù è l’unico unigenito Figlio di Dio, noi e tutti coloro che sono in Lui sono dunque fratelli e sorelle il che ci fa figli di Dio, adottati mediante Gesù. Così Gesù stesso ci dichiara Suoi fratelli e sorelle e chiama il Suo Padre nostro Padre, vedi anche [Giovanni 20:17].

    Sì, a TUTTI coloro che ricevono Gesù Cristo, Egli, Dio, dal il potere di diventare che cosa? Figli di Dio [Giovanni 1:12-13]. Questo abbiamo già menzionato è l’amore che Dio ha per il genere umano, per il mondo intero, non solo Israele. Dal mondo intero Dio ha scelto persone, membri di ogni nazione, lingua e tribù per fare di loro per Se figli e figlie adottati in Gesù Cristo, non di Israele soltanto ma di tutto il mondo

    Giovanni 11:49-52 Ma uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla; 50 e non considerate che conviene per noi che un sol uomo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione». 51 Or egli non disse questo da se stesso; ma, essendo sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, 52 e non solo per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figli di Dio dispersi. Vedi anche [Giovanni 10:14-16].

    Tutto questo, perché Dio è amore e verità e molto altro, comunque, Egli è amore, torniamo quindi a 1 Giovanni dove Giovanni spiega in questa epistola molte cose ma l’amore di Dio per i Suoi figli dimostrato nella sicurezza della salvezza è il contesto predominante.

    Ecco come abbiamo le conferme che la speranza in Dio nostro Padre non ci deluderà,

    1 Giovanni 3:1-3 Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. 3 E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro.

    1 Giovanni 4:9-10 In questo si è manifestato l’amore di Dio verso di noi, che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché noi vivessimo per mezzo di lui. 10 In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati.

    1 Giovanni 4:17-19 In questo l’amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18 Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

    Dunque, sappiamo che la speranza non ci deluderà per via dell’amore che Dio ha per noi, il quale amore è stato depositato nei nostri cuori dallo Spirito Santo che ci è stato dato e per questo dovremmo avere la fiducia, confidenza, certezza dell’amore che Dio ha per noi. Così come leggiamo qui sopra l’amore di Dio ci da fiducia nel giorno del giudizio, perché? Perché siamo figli di Dio e siamo salvati dal giudizio per via dell’amore che Dio ha per noi. E’ l’amore di Dio che conferma che apparteniamo a Lui, questo ci da sicurezza e fiducia.

    Romani 8:15-17 Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre». 16 Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. 17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati.

    Ora vi sono ancora quattro cose che ci confermano che siamo figli di Dio amati da Lui, quattro altre conferme.
    C’è l’altra faccia della medaglia dell’amore di Dio riversato nei nostri cuori,

    La prima è l’amore di Dio per noi, questo è l’origine di tutto.

    Comunque, l’amore di Dio versato nei nostri cuori conferma che siamo figli Suoi e quindi siamo amati da Lui e con lo stesso amore con il quale Egli ci ama anche noi amiamo coloro che sono nati da Dio i nostri fratelli e sorelle in Cristo.

    Infatti, la continuazione del versetto che abbiamo letto in 1 Giovanni congiunge l’amore di Dio per i credenti all’amore che i credenti hanno gli uni per gli altri.

     

    La seconda conferma che siamo amati figli di Dio è che amiamo i figli di Dio

    1 Giovanni 4:7-8 Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. 8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

    1 Giovanni 4:20-21 Se uno dice: «Io amo Dio», e odia il proprio fratello, è bugiardo; chi non ama infatti il proprio fratello che vede, come può amare Dio che non vede? 21 E questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: chi ama Dio, ami anche il proprio fratello.

    1 Giovanni 5:1-3 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che lo ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. 2 Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3 Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

     

    La terza cosa che conferma che siamo figli di Dio e amati da Lui è connessa al Suo amore e Colui che è lo strumento, il veicolo tramite il quale l’amore di Dio è riversato nei nostri cuori, il dono di Dio per noi figli Suoi, lo Spirito Santo.

    Lo Spirito è Colui che riversa questo amore in noi e che lo fa sgorgare da dentro di noi ed è Lui che testimonia e conferma al nostro spirito che siamo figli di Dio e amati da Lui.

    1 Giovanni 3:24 Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio, ed egli in lui; e da questo sappiamo che egli dimora in noi: dallo Spirito che egli ci ha dato.

    Romani 8:15-17 Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre». 16 Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. 17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati.

    Galati 4: 4-7 ma, quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge, 5 perché riscattasse quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione. 6 Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida: «Abba, Padre». 7 Perciò tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede di Dio per mezzo di Cristo.
    La quarta conferma che Dio ci ama come figli perché lo siamo è la dimostrazione dell’amore di Dio quando ci corregge e ci castiga.

    E’ l’amore di Dio, la Sua bontà verso di noi che prima di tutto ci spinge al ravvedimento

    Romani 2: 4 Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?

    Ma questo per i Suoi figli è ancor più profondo amore, lo spingerci al ravvedimento tramite la correzione, la disciplina, la punizione e soprattutto l’istruzione derivante da queste. Questo anche conferma che siamo amati figli di Dio e che fanno parte della nostra santificazione, ricordate? L’essere conformi alla immagine di Gesù

    Ebrei 12:5-12 e avete dimenticato l’esortazione rivolta a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d’animo quando sei da lui ripreso; 6 perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli». 7 Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se siete esclusi da quella correzione di cui tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli. 9 Inoltre abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo forse molto di più al Padre degli spiriti per avere la vita? 10 Essi infatti ci correggevano per pochi giorni come sembrava loro opportuno; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità. 11 È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa. 12 Perciò, rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti; 13 fate sentieri diritti per i vostri passi, affinché quel che è zoppo non esca fuori di strada, ma piuttosto guarisca.

    Vediamo in questi versetti che anche queste afflizioni in forma di disciplina e correzione e istruzione provenienti da Dio confermano che siamo figli amati e che tutto questo è fatto per il nostro bene e per produrre in noi frutti di ravvedimento e di santificazione. Infatti nei versetti 12-13 troviamo la conferma che non dobbiamo essere scoraggiati dalle nostre debolezze che vengono corrette da Dio ma che invece questo è fatto per raddrizzare il nostro cammino e per avere guarigione e liberazione spirituale.

    Ecco che con questi ultimi passi abbiamo chiuso il cerchio dell’amore di Dio in riguardo a ciò che Paolo sta dicendo in [Romani 5:5].

    Mediante l’amore di Dio abbiamo, dovremmo dunque avere sicurezza, fiducia, confidenza che la nostra speranza è in Dio e questa non ci deluderà mai. Questa assicurazione dell’amore di Dio è poi appunto confermata in diversi modi dallo Spirito Santo stesso, così che sappiamo che la nostra speranza che è la speranza della gloria, il fine della nostra salvezza, la nostra eredità è sicura e non ci deluderà perché siamo figli di Dio e quindi eredi di Dio, coeredi di Cristo, e mediante le afflizioni e le tribolazioni, soffriamo con

    Lui così per essere anche con Lui glorificati. Questo è l’amore di Dio e come viene dimostrato e che conferma che siamo Suoi figli amati da Lui con un amore che non ci deluderà mai. Per via di questo possiamo avere confidenza nell’amore che Dio ha per noi.

    Concludendo questa sezione dobbiamo rivolgere la nostra attenzione alle parole usate da Paolo alla fine di questo versetto

    Romani 5:5b per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

    Tutto ciò che Paolo ha menzionato è stato dato a noi mediante lo Spirito Santo. L’amore di Dio è riversato nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci è che cosa?

    Volevo appunto vedere questa cosa qui specificamente perché sia qui che in un passo precedente è stato menzionato che lo Spirito Santo ci è stato dato, cioè, dato e ricevuto entrambi sono menzionati nel passato, non dice sarà dato come promessa ancora non ricevuta, promessa futura, ma invece un evento già compiuto nel passato, già fatto.

    Paolo dice anche, ci è stato dato, anche Giovanni dice questo. Ci è stato dato conferma che a TUTTI i credenti lo Spirito è stato dato, quando? Al momento della salvezza ci è stato dato TUTTO lo Spirito Santo, non solo una misura [Giovanni 3:34],[1 Corinzi 12:13]

    Lo Spirito Santo è dono di Dio, è la Sua promessa, promessa per TUTTI coloro che credono in Gesù Cristo [Giovanni 7:38-39], [Atti 2:38-39]. Questo per ribadire che TUTTO lo Spirito Santo ci è stato dato a noi tutti che hanno creduto senza eccezioni. Non vorrei andare troppo avanti con questo soggetto ma è importante arrivare alla verità in riguardo a questo soggetto.

    Quindi ciò che Paolo ha scritto conferma che TUTTI i credenti nati di nuovo, eletti da Dio, a loro lo Spirito è stato dato interamente e senza eccezioni ne condizioni. Non una misura soltanto ma tutto lo Spirito, non una futura e condizionale promessa da ricevere come una seconda esperienza alla salvezza o a richiesta del credente, ma l’unica condizione per ricevere lo Spirito Santo è essere uno degli eletti alla salvezza senza altro da aggiungere.

    Romani VI Versetti VI a XI

     

    6 Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. 7 Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. 8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

    Adesso Paolo nel versetto 6 fa una dichiarazione molto importante, Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi.

    Vorrei esaminare prima di tutto la parte iniziale del versetto mentre eravamo ancora senza forza
    Ancora una volta la conferma dell’amore e la misericordia di Dio. Eravamo ancora senza forza quando Gesù è morto per noi. Sì, questo inoltre conferma il fatto che eravamo e siamo separati, alienati da Dio, cioè senza forza morale e spirituale.

    La parola usata infatti qui senza forza, nel Greco è Asthenoòn che è usata per descrivere non solo debolezza fisica come quando una persona è ammalata, ma la mancanza di forza morale e spirituale.

    Realizziamo che Paolo non sta facendo riferimento a debolezza fisica che può rendere una persona senza forza. Sta invece menzionando il fatto che il genere umano era ed è tutt’ora senza forza morale e spirituale per poter fare alcuna opera o sostenere alcun tipo di forza di volontà per poter spiritualmente e moralmente essere accettabili a Dio, cioè essere in qualche modo giustificabili dinanzi a Dio.

    Ecco perché Gesù invece ha avuto la forza, il potere morale e spirituale, la forza di volontà spirituale, la giustizia e la santità, che sono infatti la forza morale e spirituale che noi non possediamo per natura e per questo Lui è stato mandato e accettato dal Padre come il sacrificio sostitutivo al nostro posto.

    Sacrificio al posto degli empi, dei malvagi peccatori che siamo, come Paolo poi dice più avanti.

    Dobbiamo dunque realizzare bene due cose fondamentali da questa prima parte del versetto 6.

    La prima appunto che l’essere umano è moralmente e spiritualmente mancante di qualsiasi forza per poter salvarsi, per essere accettabile a Dio, e avere qualità che possano giustificarlo dinanzi a Dio, questo include la religione, tutto ciò che l’uomo produce è impotente.

    La seconda cosa, possiamo addirittura fare il riferimento all’essere senza forza come nel caso di una malattia, una malattia spirituale che però ha causato morte spirituale ed eventualmente anche malattia fisica e morte fisica.

    Il peccato è entrato nell’essere umano, ed infatti Paolo spiegherà questo concetto più avanti nel capitolo, comunque, il peccato è entrato come un veleno mortifero, il veleno del serpente, Satana. Questo veleno nell’essere umano ha causato immediata morte spirituale uccidendo lo spirito dell’essere umano e rendendolo dunque moralmente e spiritualmente impotente, senza forza, morto. Ovvio, un morto non ha infatti nessuna forza.

    Eventualmente questo veleno ha reso ogni persona anche fisicamente influenzata, questo veleno che ha ucciso istantaneamente lo spirito uccide gradualmente anche il corpo causandone la debolezza, le malattie ed eventualmente la morte, perché il peccato per natura risiede anche nella carne cioè nel corpo e la psiche dell’uomo rendendolo debole e soggetto alle malattie e la morte per tutta la durata della sua vita terrena. (La descrizione di questo fatto viene descritta da Paolo nel capitolo VII di Romani)

    Anche questo è il motivo per il quale Paolo ci esorta ad offrire il nostro corpo come sacrificio vivente a Dio e poi ancora più importante, di rinnovare la propria mente, questo è il processo della nostra santificazione mediante lo Spirito e la parola di Dio,una volta nati di nuovo, questo è l’obbiettivo [Romani 12:1-2].

    L’uomo naturale, cioè l’uomo che è ancora morto nei suoi peccati e trasgressioni non può fare questo, esso è impotente, senza forza ed è nemico di Dio, infatti, dove si trova l’inimicizia contro Dio? Nella mente e nel corpo, come la Bibbia ci dice.

    Romani 8:5-10 Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne,(genere umano irredento, non nato di nuovo) ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito(nati di nuovo dallo Spirito) . 6 Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, (morti nei peccati e nelle trasgressioni, vedi [Efesini 2:1-3] ) ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace ( nati di nuovo dallo Spirito ) . 7 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. 9 Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete più nella carne ma nello Spirito. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui. 10 Se Cristo è in voi, certo il corpo è morto a causa del peccato, ma lo Spirito è vita a causa della giustizia.

    Colossesi 1:21 E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, Senza forza, impotenti, separati da Dio, nemici di Dio, perché spiritualmente morti!

    Quindi, il genere umano è senza forza, impotente per poter raggiungere Dio, per essere in grado di accettare o anche essere accettato da Dio, senza forza per produrre alcuna cosa moralmente giusta che Dio potrebbe accettare come giusta e santa e buona. Abbiamo visto questa tristissima realtà esposta per noi nei capitoli I e III di Romani.

    Anche qui Paolo ci conferma questo fatto e in oltre con tutto ciò che ha descritto precedentemente, cioè l’essere umano rimane in uno stato di assenza di moralità e forza spirituale perché appunto spiritualmente morto e quindi non può esercitare alcun tipo di forza. I morti non hanno alcuna forza, alcun potere per rispondere a nessuna chiamata, nemmeno quella del Vangelo, giusto? I morti prima di poter rispondere DEVONO essere resuscitati dalla morte, devono essere vivificati altrimenti non possono fare assolutamente niente. Questo è ciò che anche Gesù dichiara per esempio in

    Giovanni 5:24-25 In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. 25 In verità, in verità vi dico: L’ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l’avranno udita vivranno.

    OK, vorrei mettere l’enfasi adesso sul versetto 25, Gesù qui NON sta parlando della resurrezione alla fine dell’età, no, invece sta parlando della rigenerazione che è poi seguita da fede, cioè la salvezza, conversione. Egli dice L’ora viene , futuro, anzi è venuta, passato con continuità nel presente, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l’avranno udita vivranno. Quali morti? I morti fisicamente? No!

    Quelli che sono morti spiritualmente, questo è il contesto, come Ha anche detto precedentemente nel versetto 24 Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita

    Guardate, sono passati da che cosa? Dalla morte alla vita, Egli poi spiega come questo funziona, versetto 25. Quelli che sono spiritualmente morti odono la voce, la parola di Cristo, e TUTTI coloro che odono VIVRANNO. Che cosa preclude questo? Che vi saranno anche coloro che non udranno? Sì, esattamente. Ecco perché Gesù spesso diceva “ Chi ha un orecchio per udire, oda.” Io credo che tutto questo sia connesso. C’è chi ha orecchie fisiche ma non ode le cose spirituali, questo è reso evidente per esempio in

    Matteo 13:14-16 Così si adempie in loro la profezia d’Isaia, che dice: “Voi udirete ma non intenderete; guarderete ma non vedrete. 15 Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile, essi sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore e non si convertano, e io li guarisca”. 16 Ma, beati i vostri occhi perché vedono, e i vostri orecchi perché odono.

    Tutto ciò accade perché il genere umano è spiritualmente morto e dunque NON PUO’ UDIRE per udire una persona DEVE essere risuscitata, vivificata da Dio, tratto fuori da questo stato di morte spirituale e solo quando vivificata PUO’ UDIRE Gesù che appunto li chiama alla vita. Infatti è la voce di Gesù che è Spirito ed è vita e produce vita, sia fisica che spirituale [Giovanni 6:63],[Ebrei 1:1-3] anche come ha fatto con Lazzaro. Gesù lo chiamò dalla morte alla vita [Giovanni 11:43-44] e questo appunto funziona anche per la vita spirituale non solo fisica. Quindi la persona viene vivificata e chiamata o chiamata e vivificata, tutto accade allo stesso momento, fuori dallo stato di morte spirituale, così che possa volontariamente credere alla Sua parola ed è quindi passata dalla morte alla vita. Ecco cosa significa essere nati di nuovo, nati dallo Spirito di Dio.

    Adesso, questo ci porta a chiedere una domanda, a chiedere, l’uomo ha la forza e la potenza dopo il sacrificio di Gesù per credere ed essere accettabile a Dio?

    Sì e no!

    Sì, perché adesso Dio ha provveduto il modo con cui la potenza è disponibile all’uomo di essere accettabile a Dio. Dio ha provveduto il metodo, la via, per poter ricevere vita spirituale e quindi ricevere la potenza di diventare figli di Dio, [Giovanni 1:12-13].

    Tuttavia questa potenza non risiede dentro l’uomo stesso, ma tutto il genere umano è ancora senza forza spirituale, è spiritualmente morto, eccetto che adesso mediante la predica del Vangelo la potenza di Dio per la salvezza è disponibile all’uomo [Romani 1:16-17], [Romani 10:12-17],[1 Corinzi 1;21-24].

    Questa potenza è generata dalla morte e resurrezione di Gesù Cristo e l’opera dello Spirito Santo il quale applica la rigenerazione e la salvezza nel disegno di Dio, il piano della redenzione nel modo prescritto da Dio secondo il Suo beneplacito e la Sua perfetta volontà.

    Ricordiamoci quale è stato l’argomento introdotto da Paolo sin dall’inizio, ricordate?

    Romani 1:16-17 Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. 17 Perché la giustizia di Dio è rivelata in esso di fede in fede, come sta scritto: «Il giusto vivrà per fede».

    L’altra risposta alla domanda se l’uomo ha la forza, la potenza dopo il sacrificio di Gesù per essere moralmente e spiritualmente accettabile a Dio o se da se ha la forza e la potenza e l’abilità o la volontà di accettare la salvezza di Dio è ancora NO!

    No, perché vedete, l’essere umano non ha in se o da se la potenza o l’abilità di fare alcuna cosa morale e spirituale che piaccia a Dio, comunque, adesso perché Gesù, come Paolo continua a dire in Romani 5:6b Cristo a suo tempo è morto per gli empi. Adesso per via di questo fatto l’essere umano ha la potenza di Dio disponibile.

    Questo Vangelo, la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede però non presume affatto che l’uomo stesso sia colui che ha in se e da se la forza e il potere per poter crederlo e accettarlo.
    Se l’essere umano è senza forza, impotente e spiritualmente morto, allora è ovviamente questo fatto che rende impossibile ad esso anche comprendere, capire il significato del Vangelo figuriamoci accettarlo, è follia per l’uomo, o no?

    1 Corinzi 2:14 Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.

    Se l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio e se sono follia per lui, non può dunque conoscerle , come può allora una persona riceverle e crederle prima di essere salvato?

    Non vorrei essere accusato di essere ripetitivo, se ancora non riuscite a comprendere come funzioni tutto questo vi invito a tornare indietro e rileggere questo studio al capitolo IV che cosa è scritto nella sezione in riguardo alla fede, vera fede e falsa fede e imparate che cosa la Scrittura ci insegna in riguardo al soggetto .

    E’ ovvio dunque dalle Scritture che per credere abbiamo bisogno di essere vivificati da Dio, rigenerati, fatti vivi spiritualmente per poter accettare il Vangelo e non considerarlo follia. Questo indica dunque che la potenza è nel Vangelo predicato assieme alla potenza dello Spirito Santo che genera vita spirituale e quindi fede nella vita di coloro che sono appuntati da Dio alla vita eterna [Atti 13:48]. Vedete anche [Giovanni 6:63],[Giovanni 16:7-14],[Romani 10:17],[1 Corinzi 1:21-24],[Tito 3:4-7].

    1 Corinzi 1:21-24 Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione, 22 poiché i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano sapienza, 23 ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i Greci; 24 ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio;

    Così che se e quando leggiamo e studiamo la Scrittura attentamente, Dio usa il messaggio del Vangelo predicato, la Sua potenza per la salvezza, in altre parole l’opera di redenzione compiuta da Gesù per salvare coloro che credono applicata dallo Spirito Santo.

    Chi sono i questi? Sono coloro che provengono da entrambi gruppi etnici, i Giudei e i Gentili, coloro che sono chiamati da Dio secondo il Suo disegno [Romani 8:29-34]. A questi che sono chiamati, Gesù predicato diviene la potenza di Dio per la salvezza.

    Ricordiamoci che vi è una chiamata esterna e generale del messaggio del Vangelo, cioè è la chiamata di andare e predicare il Vangelo ad ogni creatura [Marco 16:15], questi sono i molti chiamati tra questi c’ è anche una chiamata interna e personale dello Spirito Santo questi sono i pochi eletti, [Matteo 22:14].

    Solo questi ultimi sono vivificati ed a loro è donata la fede, dunque credono e per questo hanno ricevuto il potere di diventare figli di Dio[Giovanni 1:12-13], per questo sono entrati a far parte della salvezza di Dio.

    Il testo che abbiamo letto preclude che vi sono molti, infatti la maggioranza delle persone, che non ricevono nemmeno la chiamata esterna, immaginatevi dunque quella interna.

    Sono TUTTI gli esseri umani chiamati esternamente e generalmente a credere nel messaggio del Vangelo? No!

    Molti non hanno mai avuto il privilegio di udire il Vangelo. Saranno allora essi dannati perché non hanno udito e perché non sono stati chiamati? Certo che saranno condannati, se non fosse così non potrebbero essere considerati ingiusti e peccatori come tutti gli altri.

    Se non fosse così, a che servirebbe dunque il Vangelo? Sarebbe dunque inutile predicare il Vangelo. A cosa servirebbe dunque l’evangelizzazione? Sarebbe inutile, tanto se Dio salvasse questi anche senza l’udire il Vangelo a che cosa serve il Vangelo?

    Erano chiamati coloro che sono periti senza udire il Vangelo? No! Come potrebbero essere se non hanno mai udito il messaggio della salvezza? Come può essere tutto questo riconciliato con quelli che dicono che il libero arbitrio dell’uomo è l’unica cosa necessaria per credere, cioè per esercitare fede e accettare la salvezza? Ovviamente non è così, il libero arbitrio non è affatto l’elemento determinante nella scelta della salvezza e/o nell’esercizio della fede, anzi, è il contrario.

    Coloro che sono stati chiamati ad ubbidire il Vangelo udendolo, sono tutti salvati? No! Quindi, questo conferma che vi sono due tipi specifici di chiamate, una esterna e generale, l’altra interna e personale, e per molti altri nessuna chiamata.

    E’ evidente che questo sia il caso, quindi, dobbiamo concludere senza dubbi che è Dio che sceglie per elezione coloro sui quali Lui ha deciso di riversare la Sua misericordia e compassione e non è affatto la volontà o il libero arbitrio dell’uomo che ha l’abilità o la forza di fare le giuste scelte spirituali e morali per scegliere il Vangelo, Gesù, e quindi essere salvato.

    Non possiamo parlarne adesso qui dettagliatamente, comunque sì, l’uomo ha certamente libero arbitrio, il suo libero arbitrio è di fare decisioni che la sua mente vuole che la sua volontà faccia, e questa non è buona notizia per l’uomo, visto che la Scrittura conferma che l’inimicizia contro Dio si trova proprio nella mente carnale dell’uomo irredento, lo abbiamo letto prima, o no? [Romani 8:5-10],[Colossesi 1:21].

    Quindi, la mente naturale, irredenta dell’uomo che non può sottomettersi alla legge di Dio e che è nemica di Dio può solo e sempre convincere l’uomo ad agire e scegliere in accordo con la sua stessa natura corrotta, cioè peccato, ingiustizia e morte non di scegliere le cose giuste.

    Che il messaggio del Vangelo ha diverse applicazioni per diverse persone è evidente anche in

    2 Corinzi 2:15-16 Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione; 16 per questi, un odore di morte, che conduce a morte; per quelli, un odore di vita, che conduce a vita. E chi è sufficiente a queste cose?

    Così concludiamo in perfetto accordo con il resto della Scrittura che l’essere umano è senza forza spirituale e morale, impotente dinanzi a Dio, impotente dinanzi all’ira ed il giudizio di Dio per poterle fermare e per poter guadagnare la salvezza.

    Comunque, per via di tutto questo, Dio ha dimostrato il Suo amore per noi che mentre eravamo ancora peccatori, cioè in questa condizione, quando ancora non avevamo niente da offrire per il nostro riscatto, quando eravamo ancora nemici di Dio; al momento opportuno della storia umana, al momento prescelto da Dio nel Suo meraviglioso piano di redenzione, disegnato e dichiarato nell’eternità passata, ancor prima della fondazione del mondo, in questo momento particolare, Gesù è stato mandato dal Padre e si è sacrificato sulla croce, volontariamente per gli empi, per i peccatori, per i nemici di Dio.

    Galati 4:4-5 ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, 5 per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione. Vedi anche [Efesini 1:9-10],[1 Pietro 1:20].

    Gesù è morto per gli empi, i nemici di Dio, coloro che non hanno Dio. Cosa significa tutto questo? Essere privi di Dio, della Sua gloria significa essere privi della vita di Dio e quindi di vita spirituale. Vuol dire essere privi del carattere di Dio, della Sua natura. Come Paolo ha detto infatti in

    Romani 3:23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.

    Il miglior modo per descrivere lo status, la condizione dell’essere umano è senza Dio, privo della Sua gloria. La miglior spiegazione possiamo trovarla solo leggendo ciò che la Scrittura dice in riguardo a che vuol dire essere privi della vita di Dio.

    Queste descrizioni le troviamo e spero che le abbiamo studiate in [Romani 1:18-32] e [Romani 3:10-19].

    Per questi qui, i nemici di Dio, i privi della vita e gloria di Dio, per questi Gesù è morto, lo ha fatto per me e per voi amici miei, anche noi una volta eravamo figli dell’ira di Dio e figli della disubbidienza, prigionieri e schiavi del peccato e della morte.

    Paolo adesso continua dicendo nei prossimi versetti VII e VIII

    7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; 8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

    C’è veramente poco da commentare qui, è abbastanza chiaro ciò che Paolo ci sta comunicando. Le parole sono chiare e semplici, anche nel mondo difficilmente, raramente qualcuno morrebbe per chi è considerato un giusto, dal punto di vita umano. Per qualcuno che è considerato una buona persona , qualcuno avrebbe anche il coraggio di morire, sempre dal punto di vista umano.

    Comunque, l’essere umano è giusto? L’essere umano è buono? C’è anche una sola persona giusta e buona nel mondo?

    Come abbiamo detto forse dal punto di vista umano vi sono anche molti che pensano che ci siano persone giuste e buone.

    Molte persone dichiarano che il genere umano è di natura buono. Per forza, vogliono sentirsi innocenti e giustificati a scapito della loro natura peccaminosa, si illudono credendo così, di essere senza colpa, ma la Bibbia ci dice che invece lo sanno lo stesso di essere colpevoli [Romani 1:18-32].

    Comunque, come è che Dio vede il genere umano? Egli considera qualcuno giusto o buono? Beh, già abbiamo visto che Gesù è morto per coloro che sono senza Dio e come abbiamo avuto l’occasione di vedere abbondantemente in questa epistola com’è che Dio vede l’essere umano.

    Penso comunque che dovremmo veramente ancora ribattere su questo soggetto poiché so che ancora vi sono molti e purtroppo molti anche nella chiesa che non riescono a vedere l’essere umano come lo vede Dio. Questo mi preoccupa e non poco, poiché se una persona che si professa credente non riesce a vedere l’essere umano come lo vede Dio questo include se stesso e vuol dire anche che non riesce nemmeno a vedere come è Dio rispetto all’uomo.

    Questo è molto preoccupante poiché senza comprendere queste verità come fanno a riconoscere la propria vera peccaminosità e a riconoscere la perfetta santità e giustizia di Dio e quindi a riconoscere il loro stesso bisogno di salvezza da questa situazione?

    Se un professante credente non riconosce queste cose, secondo la Bibbia egli o essa non sono ancora e nemmeno vicino ad essere nati di nuovo ma sono solo religiosi e non sono ancora nella fede.

    1 Giovanni 1: 8-10 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo e la sua parola non è in noi.

    Allora come è che Dio vede tutti gli uomini ?

    Romani 3:10- 19 come sta scritto: «Non c’è alcun giusto, neppure uno. 11 Non c’è alcuno che abbia intendimento, non c’è alcuno che ricerchi Dio. 12 Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c’è alcuno che faccia il bene, neppure uno. 13 La loro gola è un sepolcro aperto, con le loro lingue hanno tramato inganni, c’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra; 14 la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza; 15 i loro piedi sono veloci per spandere il sangue; 16 sulle loro vie c’è rovina e calamità, 17 e non hanno conosciuto la via della pace; 18 non c’è il timore di Dio davanti ai loro occhi». 19 Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio

    Dunque, visto che Paolo ha già stabilito per noi in questa epistola che nessuno è giusto e nessuno è buono, che siamo dunque spiritualmente morti e moralmente impotenti, come è che una persona voglia offrire, sacrificare, dare la sua vita per delle persone del genere?

    Se dunque ci fosse un giusto, scarsamente una persona morrebbe per lui o forse qualcuno avrebbe il coraggio di morire per una persona buona, ma per quelli descritti qui sopra chi morirebbe per loro?

    Nessun uomo, nessun umano volontariamente offrirebbe la propria vita per qualcuno come è descritto nel passo che abbiamo appena letto, per i senza Dio nessuno avrebbe il coraggio di offrire la propria vita, non per i malvagi ed i cattivi.

    Versetto VIII, DIO INVECE! Che magnifica congiunzione. Quali meravigliose e benedette parole! Come è diverso Dio dall’uomo.

    Paolo scrive, Dio invece, amo quando la Bibbia ci dice Dio invece o ma Dio, perché rivela come Dio sia molto più in alto di noi e come le Sue vie siano più alte delle nostre e come Egli sia così meglio di noi. Dimostra l’amore e la misericordia e la grazia che Dio riversa su i senza Dio, su persone immeritevoli, sui Suoi nemici, vedi anche

    Efesini 2:1-6 Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, 2 nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. 3 Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. 4 Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, 5 da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. 6 Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù

    Seppure eravamo senza Dio, privi della Sua gloria, malvagi, ribelli, peccatori, anche se noi stessi come gli altri eravamo figli della disubbidienza e per natura meritevoli dell’ira di Dio, eravamo figli del diavolo, anche quando eravamo tutto questo, invece Dio ha dimostrato il Suo tipo di amore verso di noi, noi chi?

    Noi che non ostante tutto ciò che eravamo, nemici Suoi, immeritevoli della Sua misericordia, del Suo amore, della Sua grazia, non ostante ciò, Lui ha deciso di riversare la Sua grazia, misericordia e amore su di noi e ci ha adottati come figli Suoi, per noi sui quali Egli ha avuto misericordia.

    Romani 9:14-18 Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo! 15 Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. 17 La Scrittura infatti dice al faraone: «Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra». 18 Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.

    Nota bene: (Io come la maggioranza di coloro che credono che la Bibbia chiaramente insegni la dottrina dell’elezione nota anche come predestinazione, NON CREDIAMO nella DOPPIA Predestinazione. Questa è la dottrina che alcuni insegnano erroneamente che Dio stesso è Colui che attivamente sceglie gli eletti alla salvezza e genera il loro fede mentre allo stesso modo attivamente indurisce il cuore di altri. Spiegheremo questi concetti più dettagliatamente quando studieremo Romani 9.

    Per ora è sufficiente spiegare che mentre è Dio che sceglie, elegge, predestina, e rigenera gli eletti e dona loro la fede per grazia, Egli comunque NON indurisce direttamente il cuore degli altri. Se questo fosse indicherebbe che Egli sarebbe responsabile di produrre il male, la malvagità nella persona. Questo sarebbe contrario al Suo carattere poiché non vi è alcun male in Dio.

    L’indurimento di cui parla Paolo è quando Dio rimuove parte del Suo contenimento sulla peccaminosità e la malvagità di una persona/e il che rende la persona/e sempre più abbandonati al peccato proprio, non è Dio ma è la persona stessa che pecca sempre di più, in questo caso si ribella sempre di più a Dio, questo per volontà propria e non di Dio. Dio dunque abbandona questi alla loro stessa malvagità con meno contenimento della loro ribellione.

    Questo è il fatto, l’abbandono al peccato stesso descritto anche in Romani 1:18-32, Dio permette al male di esistere anche se Lui stesso non lo approva e non lo causa, ma comunque lo contiene e lo limita, Dio ha la sovranità anche sul male senza commetterlo personalmente o esserne autore o responsabile.

    In certi casi e situazioni Dio sceglie di rimuovere un po’ del Suo contenimento sul peccato, cioè fa un passo indietro, abbandonando di più quelle persone al peccato, seppure il Suo contenimento non è mai del tutto rimosso. Questa è una buona notizia per noi, il controllo, il contenimento di Dio sul male previene l’uomo, Satana ed i suoi demoni di essere malvagi al massimo, comunque questo non rende l’uomo più giusto o più buono, solo meno malvagio di come potrebbe essere.

    Inoltre, NON CREDO che Dio attivamente predestina coloro che rimangono nell’incredulità e vanno in dannazione eterna, e nemmeno la Scrittura dice questo.

    E’ Adamo e Satana che hanno predestinato TUTTI gli esseri umani ad essere peccatori e meritevoli del giudizio, l’ira di Dio e la dannazione eterna, non Dio, ma è appunto l’uomo completamente corrotto dal peccato e con il suo famoso libero arbitrio a continuamente scegliere di essere incredulo e ribelle a Dio)

    Dunque, è l’amore di Dio, il tipo di amore Suo, che Egli ha dimostrato e continua a dimostrare, questo amore lo ha dato ai Suoi nemici perché ha mandato Gesù a morire per coloro che sono Suoi nemici. Molti usano questo passo per dire che Paolo quando dice noi sta facendo riferimento a tutte le persone del mondo, ogni singola persona, veramente?

    Abbiamo visto prima che ogni singola persona che è esistita e che esiste non è neanche chiamata ad ubbidire il Vangelo. Dunque, Gesù è morto per coloro che non hanno avuto la grazia di essere stati chiamati a ubbidire il Vangelo e che sono peccatori, senza Dio, privi della Sua gloria anche se appunto non hanno mai sentito il Vangelo ?

    Se Gesù è morto per tutti, ogni singolo individuo perché allora a tutti senza eccezioni non è stata data la stessa opportunità di poter credere il Vangelo, di poter ravvedersi e quindi essere salvati? Come è possibile dunque che il sacrificio di Gesù sia per tutti indiscriminatamente?

    Questo vorrebbe dire che all’inferno vi saranno persone per le quali Gesù ha espiato ogni loro peccato? Se i loro peccati fossero tutti espiati sarebbero giustificabili, perché allora vanno all’inferno? Dobbiamo concludere che saranno salvati senza fede nel Vangelo coloro che non lo hanno mai udito? Allora tutti saranno salvati? Questo è universalismo ed è una falsa dottrina completamente anti-biblica.

    A che conclusione dobbiamo arrivare? La conclusione è questa e solo questa, che il fatto che Gesù è morto per NOI non è indirizzato ad ogni singolo individuo del mondo ma solo a coloro che hanno risposto alla chiamata del Vangelo con fede. Per chi furono scritte le epistole? A credenti o non credenti? A credenti! Quindi il NOI a cui Paolo fa riferimento sono coloro che hanno creduto e questi sono coloro per i quali Gesù è morto.

    Tutti coloro che erano, sono e saranno appuntati alla vita eterna credono ed è per questi che Gesù è morto [Atti 13:48]
    Certamente i NOI include coloro che ancora devono arrivare alla fede in Cristo, ma è evidente che questo non si riferisce a tutte le persone del mondo indiscriminatamente, ma a coloro che odono la Sua voce che li chiama e dunque credono in Lui e Lui che lo ha mandato.
    Vedi ancora una volta [Giovanni 5:24-26].

    Adesso dobbiamo capire una cosa e capirla bene. Dio vede e considera l’intero genere umano, nessuno escluso, eccetto Gesù, è chiaro, tutti ingiusti, senza Dio e peccatori, e questo la Scrittura ce lo ha ampiamente dimostrato.
    Comunque, c’è una cosa molto importante che molte persone veramente ancora non comprendono. Dio non solo vede il genere umano completamente corrotto dal peccato, malvagio ed ingiusto, privo della gloria di Dio, ma Dio stesso è completamente giusto e santo e buono. Ora questo per noi diviene una notizia ancora peggiore di ciò che è la propria condizione umana. Dio non è uguale all’uomo nel Suo carattere nella Sua natura e nel modo in cui si comporta e ne nel modo in cui Egli ama. Dio è antitetico all’uomo, opposto.

    Isaia 55:8-9 «Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie», dice l’Eterno. 9 «Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.

    Dio è separato dalla Sua creazione, è un Dio trascendentale, è completamente santo e giusto e per questo non può in nessun modo avere un contatto con chi non è completamente santo, con chi è ingiusto e defilato dal peccato. Nella Scrittura per rendere l’idea di come Dio è, Isaia ci rende un quadro della santità giustizia e trascendentalità di Dio.

    Isaia 6:1-7 Nell’anno della morte del re Uzziah, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio. 2 Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. 3 L’uno gridava all’altro e diceva: «Santo, santo, santo è l’Eterno degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria». 4 Gli stipiti della porta furono scossi dalla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempì di fumo. 5 Allora io dissi: «Ahimé! Io sono perduto, perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; eppure i miei occhi hanno visto il Re, l’Eterno degli eserciti». 6 Allora uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, che aveva preso con le molle dall’altare. 7 Con esso mi toccò la bocca e disse: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, la tua iniquità è rimossa e il tuo peccato è espiato».

    Dobbiamo fare delle osservazioni in riguardo a questo passo. Isaia vede il SIGNORE seduto sul Suo trono in cielo e in questa visione vede anche degli angeli, chiamati serafini. Questi sono angeli santi e giusti altrimenti non sarebbero a servizio di Dio nella Sua presenza, altrimenti sarebbero stati demoni, angeli caduti e ribelli. Sì, questi invece sono serafini e vivono alla presenza di Dio.

    Loro stessi coprono il loro volto dalla splendente gloria di Dio, dalla santità e la giustizia di Dio. Non possono nemmeno avere i loro piedi scoperti mentre sorvolano il trono di Dio, così SANTO è il SIGNORE. Questi angeli non possono guardare Dio in faccia, non possono guardare la gloria splendente di Dio e questi sono esseri santi e giusti.
    Questi angeli che sono santi e giusti, ubbidiscono Dio, sempre lo ubbidiscono, e sono pieni di riverenza e rispetto per Dio, lodano e adorano Dio del continuo, venti quattro ore su ventiquattro, per tutta l’eternità e gridano Santo, Santo, Santo.

    Questo grido, tre volte santo e la loro postura ci descrive quanto completamente santo, giusto e trascendentale Dio sia. Appare che anche angeli giusti e santi che sempre ubbidiscono Dio si considerano loro stessi molto più bassi di Dio, e questi sono esseri che non si ribellano mai e che ubbidiscono Dio continuamente.

    Isaia quando realizza la santità e la giustizia di Dio si dichiara maledetto, dannato. La parola ebraica usata è Owy una esclamazione di disperazione, in aggiunta Isaia spiega perché è così disperato. Perché si rende conto di essere maledetto, dannato dinanzi a Dio.

    Isaia si rende conto che dinanzi alla santità e la gloria di Dio della quale l’essere umano è privo egli stesso è quindi totalmente disfatto, maledetto, dannato. Si rende conto di essere perduto, senza speranza umana, senza giustificazione. Il profeta che aveva anche fino a quel momento usato le sue labbra per proclamare la parola di Dio si rende conto della sua condizione peccaminosa difronte alla gloria splendente di Dio, si rende conto che ha le labbra impure come il popolo di cui fa parte.

    Isaia si rende conto che nel suo stato di umanità, nella sua carne egli è ingiusto e moralmente privo di qualsiasi cosa che lo possa rendere giusto dinanzi alla gloria e la santità di Dio. Dinanzi a Dio egli è distrutto, dannato, maledetto. Così è per tutti gli esseri umani dinanzi alla santità perfetta di Dio, tutti siamo in quella condizione, dannati, maledetti, disfatti, perduti.

    Ecco la condizione nella quale ci dobbiamo vedere dinanzi a Dio. L’essere umano può soltanto essere così dinanzi a Dio. Infatti quando il peccatore arriva, per grazia di Dio, a comprendere la completa santità e giustizia di Dio e la completa corruzione e peccaminosità dell’uomo, è a quel punto che ha ricevuto la grazia di Dio la quale porta a ricevere mediante il ravvedimento la misericordia e il perdono di Dio.

    Perché questo è ciò che l’essere umano deve realizzare e comprendere per ricevere la salvezza. Deve comprendere che la condizione della sua natura e del suo carattere sono completamente corrotti e ingiusti quando messi a paragone con la completamente pura e santa natura ed il carattere completamente santo e giusto di Dio.

    Per questo motivo l’essere umano deve arrivare alla disperata conclusione che esso è completamente perduto, dannato, disfatto, che è peccatore completamente corrotto, ingiusto, malvagio per comprendere che merita l’ira e il giudizio di un Dio completamente perfetto e santo, ma che è anche un Dio grazioso, amorevole e misericordioso, un Dio che vuole perdonare i peccati di chi si pente e si ravvede di essi e di coloro che credono nel rimedio provveduto dalla grazia stessa di Dio cioè il Vangelo di Gesù Cristo.

    Infatti, Isaia non solo è sopravvenuto dalla santità, giustizia e gloria di Dio, non solo è sopravvenuto dalla sua stessa condizione completamente corrotta dal peccato e da quanto distante egli sia da Dio, ma è sopravvenuto anche dalla grazia e la misericordia di Dio, poiché queste cose che Isaia ha sperimentato, tutte e tre, fanno tutte parte della grazia di Dio.

    Isaia ha ricevuto tutte queste rivelazioni per grazia e misericordia di Dio e il frutto finale di queste rivelazioni graziose di Dio è la salvezza, il perdono dei peccati e la giustificazione dinanzi a Dio.
    Isaia quindi viene toccato dal carbone acceso dall’altare dinanzi a Dio, questa è la rappresentazione simbolica della propiziazione e dell’espiazione del peccato, il perdono di Dio, per grazia di Dio Isaia è perdonato e purificato dei suoi peccati ed è reso giusto dinanzi a Dio.

    Questo infatti è l’unico modo con cui anche noi possiamo essere, perdonati, purificati e giustificati dinanzi a Dio, e l’unico modo per il quale non saremo dannati e giudicati. Dio è Colui che ha provveduto ed ha applicato, per grazia e misericordia Sua il perdono dei peccati di

    Isaia ed è così che ha provveduto ed applicato la Sua grazia dando queste rivelazioni e questo perdono e giustificazione anche a noi.

    Allora, perché dire tutto questo? Per confermare il punto che Dio è completamente santo e giusto mentre l’essere umano è l’opposto, cioè completamente corrotto dalla sua natura peccaminosa e quindi completamente ingiusto e moralmente inabile di produrre giustizia, questa è una condizione che Dio non può e non vuole ignorare ed è una condizione che Dio deve nella Sua perfetta giustizia giudicare perché appunto Egli è santo e giusto. Il peccato è una cosa che Egli non può nemmeno guardare, così puri sono i Suoi occhi.

    Abacuc 1:13a Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e che non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità,

    E’ ovvio che Dio vede il male nel senso letterale, Egli è onnipresente e onnisciente, me è altrettanto ovvio che odia vedere il male e appunto non sopporta l’iniquità. Il peccato è completamente antitetico al carattere e la natura di Dio e Dio odia il peccato con un odio consumatore.

    Ecco perché il sacrificio nell’AT veniva consumato dal fuoco sull’altare. Il fuoco è rappresentazione dell’ira consumatrice di Dio e della Sua santità che deve consumare, distruggere, ciò che è o in questo caso ciò che rappresentava il peccato, il sostituto veniva ucciso e consumato dall’ira consumatrice di Dio. Questo fuoco anche rappresentava lo stagno di fuoco dove i peccatori impenitenti verranno gettati.

    Levitico 8:18-21 Fece quindi avvicinare il montone dell’olocausto e Aaronne e i suoi figli posarono le mani sulla sua testa. 19 Mosè lo sgozzò e sparse il sangue sull’altare da ogni lato. 20 Poi fece a pezzi il montone, e Mosè fece bruciare la testa, i pezzi e il grasso; 21 quando ne ebbe lavato le interiora e le zampe con acqua, fece bruciare tutto il montone sull’altare. Fu un olocausto di profumo soave, un sacrificio consumato dal fuoco per il SIGNORE, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè.

    Ebrei 13:11-13 Infatti i corpi degli animali il cui sangue è portato dal sommo sacerdote nel santuario, quale offerta per il peccato, sono arsi fuori dell’accampamento. 12 Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, soffrì fuori della porta della città. 13 Usciamo quindi fuori dall’accampamento e andiamo a lui portando il suo obbrobrio.

    Così per via della santità e giustizia di Dio, Egli DEVE giudicare tutti i peccati di TUTTI i peccatori.
    Questo è estremamente importante perché ci aiuta a comprendere Dio nel modo in cui dobbiamo comprenderlo, come Egli vede il peccato e il peccatore, ma anche che Egli non soltanto è giusto e santo ma è anche amorevole, grazioso e misericordioso e non desidera che tutti i peccatori periscano.

    Dunque la santità di Dio, la Sua giustizia e il Suo completo odio verso il peccato e l’ingiustizia ci aiutano a capire meglio quello che Paolo ci sta dicendo in questo passo di Romani. Dio invece di dimostrare i Suoi attributi di santità e giustizia soltanto, dimostra invece anche il Suo amore, il Suo tipo di amore, il Suo amore personale, il quale è l’unico vero amore, verso di noi, che mentre ancora eravamo peccatori che meritavano giudizio, ira, dannazione, Gesù invece è morto per noi.

    Gesù Cristo, l’unico giusto, è morto per noi, ha subito l’ira di Dio e il Suo giudizio nel nostro posto. Gesù, come abbiamo visto prima, è stato consumato sulla croce dalla giustizia e la santità dell’ira e dal giudizio di Dio. Questo così che la giustizia e la santità di Dio non fossero compromesse e fossero invece soddisfatte da Gesù, quando Egli ha deciso di riversare la Sua grazia, il Suo amore e la Sua misericordia su di noi, così che non dovessimo incorrere nella Sua ira e il Suo giudizio, la dannazione eterna, ma invece diventassimo la giustizia di Dio in Cristo

    2 Corinzi 5: 21 Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui. [Romani 3:21-26].

    Così che i NOI per cui è morto Gesù, sono coloro che hanno ricevuto e che riceveranno la salvezza. Noi non sappiamo chi essi siano, quindi i noi li conosce solo Dio e sono la totalità di coloro che sono e saranno salvati, per loro, cioè noi, gli eletti, la chiesa, Gesù è morto.

    Allora Gesù non è morto per qualche buona, giusta, spiritualmente valida e bellissima persona che ha qualche attributo per il quale merita di essere redenta, questo ve lo posso assicurare e dovete esserne certi. Come eravamo e come saremmo stati se Gesù non fosse morto per noi e ci avesse riscattati e rigenerati, malvagi e senza speranza di esser giustificabili. Io ricordo che bestia, che malvagio e perversa persona ero prima della salvezza, prima che Dio mi avesse rigenerato e cambiato il cuore e la mente e quanto ancora questo processo non sia ancora finito, mentre Egli ancora mi sta trasformando e cambiando nella immagine del Suo Figlio Gesù. Voi?

    Vi ricordate? Vi sta santificando il Signore? C’è differenza tra come eravate e come siete oggi?
    Comunque, queste sono le persone per le quali Gesù è morto, rileggete [Romani 1:18-19],[Romani 3:10-18], questi passi descrivono voi prima di essere rigenerati, prima di essere stati redenti? Sicuramente descrivono me.

    Ecco, guardate poi che cosa dice Paolo in questo prossimo passo:

    1 Corinzi 6: 9-11 O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, 10 né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. 11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!

    Gli ingiusti, vivono nell’ ingiustizia, ma soprattutto sono ingiusti perché non sono giustificati. Infatti, ingiusti vuol dire proprio questo, senza giustizia. Non hanno e non possono avere la propria giustizia, niente li può rendere giusti, eccetto Dio. Questa è la giustizia di Dio indipendente dalla legge, la giustizia di Gesù che viene imputata al credente.

    Senza di essa le persone rimangono in uno stato di ingiustizia dinanzi a Dio. Questa giustizia o giustificazione che proviene da Dio non soltanto rende una persona giusta dinanzi a Dio come posizione ma da anche il desiderio e poi l’abilità per grazia e potenza di Dio, di vivere una vita che pratica la giustizia. Questa cosa si chiama santificazione ed è da Dio e per grazia Sua, è il frutto della rigenerazione, è il frutto della giustificazione [1 Giovanni 1:29],[1 Giovanni 3:7].

    Ed infatti cosa dice questo passo nel versetto 11?

    E tali eravate alcuni di voi, MA SIETE STATI lavati, SIETE STATI santificati, SIETE STATI giustificati, cioè resi giusti, così che possiamo dunque ereditare il regno di Dio poiché non siamo più ingiusti anche se non siamo perfetti e ancora a volte pecchiamo, ma tutto questo è stato compiuto nel nome del Signore Gesù Cristo e NELLO Spirito del nostro Dio. Tutto questo non è fatto da noi stessi ma è tutto compiuto da Dio come ben vediamo.

    Diamo un’occhiata a questo passo, noi stessi ERAVAMO tempo passato, SIAMO STATI lavati tempo passato, da ogni peccato e iniquità dal prezioso sangue di Gesù [Ebrei 9:14],[Apocalisse 1:5] e dallo Spirito di Dio [Ezechiele 36:25-27],[Ebrei 10:22],[Tito 3:4-7].

    SIAMO STATI, tempo passato, SANTIFICATI, fermiamoci qui per un momento, come può essere? Non siamo santificati gradualmente mentre viviamo? Sì, certamente, comunque, nel piano di Dio siamo stati già santificati, passato, un fatto compiuto, e allo stesso momento dobbiamo ancora essere santificati dall’opera dello Spirito di Dio durante la nostra vita; questo processo deve essere ancora completato nel corso della nostra vita terrena .

    La Scrittura ci spiega come questa apparente contraddizione, che non è contraddizione, sia possibile [Ebrei 10:10-14]. Allora, perché Dio considera la nostra santificazione un fatto compiuto, lo è già, anche se ora non è completamente compiuto in tempo reale nostro, cioè tempo terreno, ma sarà compiuto e completato da Lui stesso, ecco perché è un fatto già compiuto.

    Quando Dio ha dichiarato e decretato nel passato che una cosa ancora non compiuta al momento della dichiarazione comunque nel tempo terreno lo sarà, ma lo è già anche al momento della dichiarazione e anche se dobbiamo vederne il compimento finale, per Dio è un fatto già compiuto.

    Filippesi 1:6 E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.

    SIAMO STATI ancora tempo passato, GIUSTIFICATI, anche questo è un fatto compiuto. Tutto è stato compiuto nel nome del Signore Gesù, dalla Sua opera di redenzione [Giovanni 19:30].

    Il Suo nome è la garanzia e la veridicità di chi Egli è, il Signore risorto, il Suo nome rappresenta la Sua autorità e la Sua potenza. Egli è il Signore al quale è stato dato dal Padre il nome al disopra di ogni nome e per ciò sta scritto

    Atti 4:12 In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».

    Nel nome di Gesù e nello Spirito di Dio, Paolo dice, perché è Lui lo Spirito che la salvezza di Gesù, il bagno della rigenerazione, la convinzione del peccato, giustizia e giudizio, la fede, la santificazione sono applicate agli eletti [Tito 3:4-7].

    NOI che Paolo ha menzionato, coloro che erano come quelli menzionati, peccatori ingiusti i quali Dio completamente santo e giusto ha amato così tanto e sui quali Egli ha avuto misericordia, quando ancora erano in quella condizione, con quei comportamenti di peccato, di ribellione e di inimicizia contro Dio, in quel momento, a quel tempo ed in quelle condizioni, Gesù Cristo è morto per noi.

    Alleluia, grazie Padre celeste, Signore Gesù e Spirito Santo per averci amato in questo modo, gloria la Tuo santo nome!

    Ora Paolo continua e dice nei versetti 9-10

    Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.

    Molto di più dunque, essendo giustificati nel Suo sangue, il sangue prezioso di Gesù, come Paolo ci ha spiegato già cosa significhi, adesso però vorrei invece prestare attenzione alle parole che Paolo usa continuando dal versetto precedente. Dice, molto di più, questa è una benedetta realtà, la spiegazione del versetto 9 si trova in

    Romani 8:31-35 Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada?

    Così adesso, molto di più che averci amato quando eravamo peccatori e nemici, ora che siamo diventati figli Suoi, perché Egli non ha risparmiato il proprio Figlio ma lo ha offerto per noi tutti (eletti), non ci donerà tutte le cose con lui?

    Dio ci ha giustificati chi ci condannerà dunque? Cristo è morto ma è risuscitato ed è alla destra del Padre ed intercede per noi. Ecco ancora una volta che vediamo che la salvezza per coloro per cui Gesù è morto è garantita,

    Dio ci comunica tramite Paolo, saremo salvati dall’ira di Dio per mezzo di Lui. Saremo salvati, è una certezza, non forse, probabilmente, se siamo buoni, se ci manteniamo salvati mediante il nostro impegno, la nostra forza e abilità, no, no, assolutamente no. E’ una promessa di Dio a coloro che sono stati giustificati nel Suo sangue.

    Gesù stesso ci ha dato la assicurazione, la garanzia del fatto che saremo salvati dall’ira di Dio per mezzo di Lui in diversi passi.

    Giovanni 5:24 In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

    Giovanni 6:39-40 È questa la volontà del Padre che mi ha mandato: che io non perda niente di tutto quello che egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 40 Questa infatti è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui, abbia vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

    Giovanni 10:27-30 Le mie pecore ascoltano la mia voce, ( [Giovanni 5:24-26] ) io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno».

    Nominate un posto più sicuro per essere se non nelle mani di Dio. Possiamo temere allora di poter essere abbandonati, possiamo temere che qualche cosa o qualcuno, anche noi stessi, possa essere più forte, più potente di Dio onnipotente? E’ capace Dio di preservare e custodire coloro che Egli stesso ha salvato con il prezioso sangue di Gesù? Non è capace Dio di custodirci?

    Giuda 24-25 A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria, 25 al Dio unico, nostro Salvatore per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potere prima di tutti i tempi, ora e per tutti i secoli. Amen.

    Egli è capace, Egli può, proteggerci, custodirci, preservarci! Le Sue mani non sono soltanto una fortezza potente ma una fortezza onnipotente, impenetrabile. Chi può rapirci da esse? Dio ci custodisce da che cosa? Allora, la parola tradotta in Italiano nel passo precedente caduta è nel Greco la parola aptaístous, questa parola significa proprio cadere, quindi Egli ci proteggerà dal cadere in che cosa o da che cosa? Dal cadere fuori dalla fede, Egli ci preserverà nella fede.

    Il cadere dalla fede, c’è chi lo chiama scadere dalla grazia è anche nota come apostasia, infatti apostatare è cadere via dalla fede, deviare, cadere dalla vera fede, credere in un falso Vangelo [2 Tessalonicesi 2:3].

    La parola usata nel Greco può preservarvi è la parola potenza, Egli ha il potere di preservarci dal cadere negli inganni e scadere dalla vera fede. Egli ci ha promesso che eserciterà quella potenza per noi. Allora, per via del fatto che è Dio che ci protegge, che ci custodisce, che ci preserva dal cadere via dalla Sua grazia e dal deviare dalla vera fede, questo anche ci salva dalla Sua ira, il Suo giudizio.

    Vedete ciò che anche Pietro ha scritto in riguardo a questo fatto

    1 Pietro 1:3-7 Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per un’eredità incorruttibile, incontaminata e immarcescibile, conservata nei cieli per voi, 5 che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi. 6 A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un po’ di tempo, dovete essere afflitti da varie prove, 7 affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo,

    Dunque chi Dio ha giustificato Dio ha rimosso la colpa dei loro peccati ed ha imputato loro la giustizia di Gesù mentre ha imputato i peccati degli eletti a Gesù che ha pagato il prezzo del loro peccato, cioè Gesù ha subito l’ira e la giustizia di Dio al nostro posto così che noi non dovessimo subirla mai. Così ritornando al passo che abbiamo visto in precedenza [Romani 8:32-35], Dio giustifica per mezzo di Gesù, Dio non condanna più chi è in Cristo, poiché Cristo è stato condannato invece di loro, così che mediante la resurrezione di Gesù è la Sua intercessione per noi abbiamo un avvocato Gesù Cristo il giusto [1 Giovanni 2:1-2].

    Colui che ha per noi soddisfatto la giustizia di Dio è sempre presente alla destra del Padre per la nostra giustificazione. Ecco perché non vi è più nessuna condanna per coloro che sono in Gesù Cristo [Romani 8:1-4]. Siamo dunque salvati dall’ira di Dio per mezzo di Lui.

    Ecco perché Paolo continua dicendo perché quando eravamo ancora nemici di Dio ricordate? Eravamo Suoi nemici come lo sono TUTTI gli esseri umani che non sono redenti in Cristo. Vi ricordate abbiamo già visto che il genere umano è nemico di Dio. Così quando ancora eravamo in questo stato siamo stati riconciliati a Dio mediante la morte di Suo Figlio Gesù.

    Ora volgiamo lo sguardo alla parola riconciliati. Questa parola vuole dire che siamo stati riportati in armonia, pace, accordo con Dio, una volta eravamo nemici e separati da Dio dalla nostra natura peccaminosa e dalle nostre opere malvagie, adesso siamo stati riportati vicino a Dio e siamo diventati amici, anzi ancora meglio siamo stati adottati come figli e figlie di Dio per mezzo del sangue prezioso di Gesù versato sulla croce per noi,

    La Sua morte ha fatto pace tra noi e Dio così che adesso non siamo più nemici ma beneamati figli.

    Efesini 2:13-18 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. 14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. 17 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, 18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito.

    Colossesi 1:21-22 E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, 22 ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa,

    La morte di Gesù ha fatto pace tra noi e Dio e ci ha riconciliato al Lui. La resurrezione di Gesù, cioè la Sua vita dunque ci salva, come?

    Ricordate ciò che abbiamo studiato alla fine di Romani IV ?

    Romani 4:24-25 ma anche per noi ai quali sarà imputato (giustizia) , a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25 il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

    Il concetto del contesto è praticamente lo stesso di Romani 5:10, riconciliati dalla Sua morte, giustificati e dunque salvati mediante la resurrezione, la Sua vita.

    La Sua morte sì ci ha salvato ma la Sua vita è ciò che ci mantiene salvati e sarà la nostra salvezza completata, la nostra glorificazione.

    Come? Egli è la nostra giustizia perché Egli vive. Abbiamo già visto questo precedentemente ma lo rivisiteremo anche adesso poiché è un concetto importante da afferrare bene.

    E’ la vita di Cristo risorto che da a noi la finale ed eterna vittoria sul peccato e sulla morte e questo significa che siamo dinanzi a Dio giusti e senza colpa, santi, in altre parole Dio non conta più i nostri peccati contro di noi e non se li ricorda più. I nostri peccati, tutti, sono stati tolti di mezzo dal prezioso sangue di Gesù.

    Comunque, Gesù per essere Signore sopra ogni cosa, anche tutti i Suoi nemici, i quali sono anche i nostri, è dovuto risuscitare dai morti e non solo, ha dovuto ascendere alla destra del Padre per diventare il nostro Sommo Sacerdote che vive in eterno per fare intercessione per noi così che Egli ci mantiene giustificati e ci salva completamente.

    Questa giustificazione la abbiamo mediante Gesù Cristo, la salvezza che abbiamo per la Sua vita ha un crescendo anche nelle Scritture, guardiamo un po’ di queste che ci dimostrano perché e come siamo salvati dalla Sua resurrezione. [Atti 2:22-36],

    Romani 3:26 per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù.

    Romani 8:33-34 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi.

    Ebrei 7:25 Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro.

    Così vediamo qui che Gesù che è risorto dai morti, la Sua vita dunque è la base per la nostra giustificazione che è permanente e che ci porta alla vittoria completa e totale su ogni cosa che è connesso al giudizio e all’ira di Dio, cioè alla condanna, cioè, il peccato, la carne, Satana, la morte sia fisica che spirituale.

    1 Corinzi 15:20-26 Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. 21 Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. 22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; 23 ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta; 24 poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza. 25 Poiché bisogna ch’egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. 26 L’ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte. Vedi anche [1 Corinzi 15:49-56], [2 Timoteo 1:9-11].

    1 Tessalonicesi 1:9-10 perché essi stessi raccontano quale sia stata la nostra venuta fra voi, e come vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero, 10 e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira imminente.

    Siamo dunque salvati dall’ira e dal giudizio anche dalla Sua vita, giusto? Perché Egli vive dunque anche noi vivremo.

    Giovanni 14:19 Ancora un po’ di tempo e il mondo non mi vedrà più, ma voi mi vedrete; poiché io vivo, anche voi vivrete.

    Giovanni 11:25-26 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?»

    Amici miei, credete voi questo? Vedete, una persona per essere salvate deve credere che Dio ha risuscitato Gesù dai morti, deve confessare Gesù come Signore, che Egli è perché è stato risuscitato da Dio dai morti ed a Lui è stata data la Signoria sopra tutto e tutti [Apocalisse 19:16] ed a Lui è stato dato il nome al disopra di ogni nome [Filippesi 2:9-11], facendo ciò, Dio dichiara che saremo slavati dall’ira Sua a venire, l’ira che Lui riverserà su coloro che rigettano Dio, coloro che non lo conoscono e che non ubbidiscono ma si ribellano al Vangelo [2 Tessalonicesi 1:5-10].

    Salvati dall’ira e il giudizio di Dio che verrà riversato sul mondo e che verrà tramite Gesù stesso. Ecco perché la Sua vita ci salva, perché noi siamo stati risorti con Lui, assieme a Lui e adesso viviamo in Lui e Lui in noi, comunque, Gesù ritornerà una seconda volta portando con Se il giudizio e l’ira di Dio sugli increduli ribelli, su di loro giudizio,ira, morte [Apocalisse 19:11-16] e per noi su chi Egli ha avuto misericordia, salvezza e vita.

    Perché Egli vive, Egli anche sarà il giudice supremo, Egli è Colui che giudicherà i vivi e i morti

    Atti 17:30-31 Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti».

    Per gli increduli impenitenti peccatori vi sarà solo ira e giudizio perché Egli vive, per noi per i quali Egli è morto e vive, salvezza e gloria.

    Ebrei 9:27-28 E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, 28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.

    Per le Sue lividure siamo stati guariti e per la Sua vita ci sta salvando e saremo salvati.

    Adesso Paolo nel versetto 11 di Romani 5 dice E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

    Paolo dice e come se tutto ciò che p stato detto non bastasse, abbiamo gioia, adesso gioiamo, ci vantiamo, in Dio Padre per mezzo di ciò che Gesù Cristo il nostro Signore ha fatto. Adesso ci vantiamo in Dio perché adesso possiamo gioire in Lui sapendo che Egli è l’uno di cui ci possiamo vantare e gioire.

    Adesso riconosciamo Dio per chi Egli è, lo possiamo conoscere per chi Egli è. Riconosciamo che Egli è Colui che ha pianificato, disegnato e messo in atto e compiuto questo meraviglioso piano di salvezza che ha incluso noi, me e voi.

    Ci ha incluso in questo disegno quando ancora noi eravamo malvagi peccatori ribelli e nemici Suoi, prima ancora della fondazione, della creazione del mondo e quindi nostra. Non ostante ci abbia preconosciuti tramite la Sua onniscienza quando ancora eravamo privi di Dio e peccatori, non ostante Egli sapesse che saremmo stati bestemmiatori, ingiusti, senza santità, ci ha ugualmente scelto, per grazia e misericordia solamente, scelti di essere in Cristo [Efesini 1:3-14].

    Egli è Colui che ha mandato Gesù il Suo unigenito Figlio a morire per noi così che per mezzo di Lui potessimo essere immeritatamente salvati dalle conseguenze eterne dei nostri peccati e che ci ha resi figli adottati ed a avere vita eterna in una unione eterna con Dio stesso.

    Quindi noi gioiamo e ci vantiamo del nostro Padre celeste che ha fatto tutto per noi peccatori immeritevoli. Ci vantiamo e gioiamo del fatto che ora possiamo conoscere e sperimentare il piano benevolo di Dio per noi peccatori ma anche conoscere Lui ed avere un rapporto con Lui, come eravamo inizialmente e originariamente creati ed adesso averlo per l’eternità. Nell’eternità dove possiamo gioire anche di più visto che non vi sarà più presente il peccato in noi. Se questo non ci causa gioia in Dio non so che cosa potrà.

    Queste sono buone ragioni per vantarci di Dio soltanto e di gioire in Lui, o no? Non solo per tutto questo ma lo possiamo fare però soltanto per via di ciò che Gesù ha compiuto per noi e non solo ma lo possiamo fare per mezzo di Lui. Sappiamo che il solo vanto che abbiamo è Gesù e sappiamo che è solo per mezzo di Lui e quello che ha fatto possiamo conoscere Dio e ciò che ha provveduto per noi, tutto e solo per mezzo di Gesù Cristo.

    Matteo 11:27 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio, e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio avrà voluto rivelarlo

    Interessante questa dichiarazione alla luce di ciò che Gesù dice anche in

    Giovanni 6:44-46 Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45 Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno ammaestrati da Dio”. Ogni uomo dunque che ha udito e imparato dal Padre, viene a me. 46 Non che alcuno abbia visto il Padre, se non colui che è da Dio; questi ha visto il Padre.

    Questa sembrerebbe essere una contraddizione giusto? Come può Gesù rivelare il Padre a qualcuno se è il Padre che deve attirare per andare a Gesù? O se qualcuno deve udire e imparare dal Padre per andare da Gesù? Come funziona tutto questo?

    E’ una cosa un po’ misteriosa, comunque qualche cosa è scritta nella Bibbia che ci aiuta un po’ a capire meglio questo concetto.

    Per esempio, Gesù e il Padre sono uno [Giovanni 8:58],[Giovanni 10:30-39],[Giovanni 14:23-24].

    Giovanni 14:6-10 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre; fin da ora lo conoscete e l’avete visto». 8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gesù gli disse: «Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”? 10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere.

    Gesù e il Padre dunque non agiscono separatamente ma agiscono e vivono in unisono e unità. Dopo tutto questa è la bellezza della Trinità, giusto? Tre persone distinte comunque un solo Dio. Uau, è una cosa che ci lascia senza fiato. Eppure la Trinità vive e opera in perfetta unità, questa è parte della spiegazione della apparente contraddizione che come vediamo non è contraddizione per niente.

    Quindi Essi operano all’unisono, in unità, in perfetta armonia e accordo. Gesù rivela il Padre a chi desidera rivelarLo perché il Padre gli ha già concesso, gli ha già dato coloro ai quali il Padre vuole che Gesù lo riveli e così come il Padre rivela il Figlio, così il Figlio rivela il Padre.

    Giovanni 17:9-10 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. 10 E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro.

    Molti prendono questo passo e insistono che Gesù sta parlando esclusivamente dei Suoi discepoli, cioè gli undici soltanto. Beh, nel contesto più immediato sembra che questa sia la realtà, comunque, in principio ciò che Gesù sta dicendo non è limitato agli undici solamente.

    Quindi dicendo che Dio non rispetta alcun uomo ed è così, se Gesù è lo stesso ieri, oggi e per sempre e lo è, se Dio secondo le Scritture è Colui che elegge, che sceglie e lo è, come può questa dichiarazione valere soltanto per gli undici discepoli? Perché Dio ha solo scelto loro e non nessun altro? Perché? Perché Dio ha scelto dodici uomini, undici in effetti per essere salvati e non coloro che sono venuti dopo di loro? Come si può usare una misura dottrinale, cioè elezione per i discepoli, e poi lasciare il resto del genere umano soltanto in balia del loro libero arbitrio, cioè per scegliere loro Dio ?

    Questi che insegnano queste cose erroneamente si sono forse dimenticati di altri passi?

    Giovanni 17:2-3 poiché tu gli hai dato potere sopra ogni carne, affinché egli dia vita eterna a tutti coloro che tu gli hai dato. 3 Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato.

    Su chi ha potere Gesù? Sopra ogni carne. E’ sovrano e Signore sopra tutti. Perché il potere? A che cosa serve a Lui  avere potere sopra ogni carne se è l’uomo che ha in se il potere decisionale per scegliere Gesù da solo, secondo il suo libero arbitrio?

    A chi è che Gesù da la vita eterna? A quelli che lo scelgono secondo la loro scelta ed il loro libero arbitrio? O a TUTTI coloro che il Padre gli ha dato? I tutti coloro che il Padre gli ha dato saranno dunque quelli che crederanno e quelli che il Padre non gli ha dato saranno quelli che il Padre non gli ha dato. E questa è la vita eterna, che conoscano sia il Padre che il Figlio, i due sono uno.

    Non possiamo far dire alla Scrittura ciò che ci pare a noi. E’ invece più che chiaro ciò che Gesù sta dicendo se vogliamo capirlo e questo non è il solo passo dove dice queste cose. E’ dunque Dio, il Padre in unità perfetta, in accordo perfetto con il Figlio che ha scelto a chi rivelare e chi scegliere per rivelarsi, chi ha eletto alla salvezza, alla fede.

    Coloro che erroneamente interpretano il passo che abbiamo letto prima, essere applicato soltanto agli undici discepoli, si scordano ciò che Gesù ha detto anche più avanti, non solo nei versetti 2-3 ma in perfetta armonia anche con i passi che abbiamo visto prima, in altre parole con [Matteo 11:27],[Giovanni 6:44-45],[Giovanni 6:65]. Che cosa dice infatti quando prega per gli altri che crederanno alla predica del Vangelo? Vediamo che cosa dice Gesù e che parole usa quando parla di TUTTI i credenti.

    Giovanni 17:24-26 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. 25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; 26 e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro».

    Vedete anche [Giovanni 6:67-71] e [Matteo 16:16-17].

    Non ci può essere alcun dubbio e nessuna altra possibile interpretazione, a meno che una persona voglia in tutti i modi fare della ginnastica esegetica per far essere la Scrittura in accordo con le loro opinioni. E’ Dio, il Padre e il Figlio che scelgono di rivelarsi in unità e accordo a coloro che il Padre ha scelto e a coloro appunto che Gesù ha detto appartengono al Padre e conseguentemente a Lui, a questi il Padre rivela il Figlio ed il Figlio fa conoscere il Padre.

    Dunque, il Padre trascina al Figlio perché ha già dato al Figlio gli eletti, eletti da Lui stesso prima del fondazione del mondo, coloro che il Padre manda la Figlio questi sono coloro ai quali il Figlio desidera rivelare e far conoscere il Padre.

    Inoltre, quando crediamo in Gesù crediamo anche in Colui che lo ha risuscitato dai morti, il Padre stesso, o no?

    1 Pietro 1:18-21 sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, 19 ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, 20 preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, 21 che per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e speranza fossero in Dio.

    E’ tramite Gesù che crediamo e abbiamo fede e speranza in Dio a così che conosciamo il Padre e quindi ci gioiamo in Lui.

    Ci vantiamo e gioiamo in Lui perché abbiamo ricevuto la riconciliazione. Avevamo già visto che cosa questo vuol dire, noi che eravamo alienati, distanti, separati dalla presenza di Dio per via della nostra natura peccaminosa e per via dei nostri peccati, noi che eravamo Suoi nemici, separati, come divorziati se vogliamo usare una parola la quale ha a che vedere con la riconciliazione, quindi divorziati da Dio, Gesù ci ha riportati a Dio, ci ha riportati vicino, non solo riportati alla Sua presenza, ci ha infatti riportato in perfetta e pacifica armonia e accordo, riportati ad un rapporto di amicizia, di amore e adesso non siamo più nemici di Dio bensì siamo beneamati figli e figlie di Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

    Efesini 2:13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo.

    Efesini 2:16 e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia.

    2 Corinzi 5:18-20 Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio.

    Ci vantiamo di Dio che tramite Gesù Cristo ha fatto la pace e ci ha riportati al Padre, i molti che eravamo alienati e separati da Dio dalla nostra natura peccaminosa. Ci vantiamo e gioiamo in Dio perché ci ha dato i Suoi figli, la chiesa il ministero della riconciliazione.

    La chiesa è stata scelta da Dio per continuare sulla terra, mediante lo Spirito Santo, l’opera che Gesù ha compiuto, predicare il Vangelo, l’opera di redenzione, il perdono dei peccati e fare discepoli di tutte le nazioni insegnando loro ciò che Gesù ha insegnato.

    Ci vantiamo, gloriamo, gioiamo in Dio in questa responsabilità e privilegio che Dio ci ha donato, il ministero e la parola di riconciliazione di predicare il Vangelo così che prendiamo parte attiva nel processo divino di riconciliazione. Dio usando i Suoi figli riconcilia uomini e donne di ogni nazione, tribù e lingua facendone discepoli.

    In effetti Dio non avrebbe nemmeno bisogno di noi per fare la Sua opera ma invece si compiace di farlo operando Lui stesso tramite i Suoi figli, la chiesa, ci ha scelti per portare la parola della riconciliazione al mondo, che meravigliosa responsabilità e privilegio Dio ci ha dato.

    Luca 24:46-47 «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, 47 e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.

    Matteo 28:18-20 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente».

    Con quanta leggerezza consideriamo questi comandamenti? Li ubbidiamo veramente? Gioiamo in essi?

    Romani V Versetti XII a XIV

     

    12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; 13 perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; 14 ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire.

    Paolo adesso cambia marcia, da Romani 3:21 fino al versetto precedente Romani 5:11 ha parlato della giustizia di Dio indipendente dalla legge ed ha parlato di come l’uomo è salvato per grazia e giustificato per fede. Ha spiegato che cosa è la fede e come la giustizia di Dio viene imputata all’uomo.

    Paolo ha spiegato la morte e la resurrezione di Gesù per le quali per fede in Lui e che cosa ha compiuto, cioè queste cose, otteniamo il perdono dei nostri peccati e siamo giustificati. Ci ha detto che mediante la giustificazione abbiamo pace con Dio e abbiamo accesso nella grazia nella quale siamo fermi.

    Ci ha incoraggiato in quanto gioiamo nelle tribolazioni sapendo che producano perseveranza e la perseveranza produce il carattere di Gesù in noi, e che il Suo carattere formato in noi produce speranza in Dio e nelle Sue promesse, che questa speranza in Dio non ci delude perché è radicata nell’amore di Dio per noi che lo Spirito Santo ha riversato nei nostri cuori.

    Paolo poi prosegue descrivendo l’amore che Dio ci ha dimostrato nel mandare Gesù a morire per noi immeritevoli, malvagi peccatori, privi di Dio e della Sua gloria e che Egli non è morto per persone giuste e buone ma mentre eravamo senza forza, mentre eravamo peccatori e nemici di Dio,senza Dio, Dio ha dimostrato il Suo tipo di amore donandoci Gesù che è morto per noi. Poi Paolo ha detto che ci vantiamo, ci gioiamo solo in Dio perché siamo per mezzo di Gesù, giustificati dal Suo sangue, la Sua morte e salvati dall’ira di Dio dalla Sua vita, la resurrezione, tutto ciò perché siamo stati riconciliati a Dio, in tutto ciò dobbiamo gioire.

    Sì. adesso Paolo cambia direzione e dalla redenzione, giustificazione, grazia, ecc. torna a parlare del peccato dell’uomo ancora una volta. Come il peccato è entrato nel mondo per mezzo di un solo uomo, il peccato è entrato nel genere umano ma non solo. Adesso vedremo come tutto questo rientra in ciò che Paolo ci sta spiegando. Infatti, Paolo dice che per mezzo del peccato la morte è venuta e la morte come il peccato si è sparsa su tutta l’umanità, perché? Perché TUTTI hanno peccato!

    Guardiamo al versetto 12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo

    Per mezzo di chi e come ? L’uomo in questione menzionato nel versetto 14 è conosciuto in Genesi 2-3 come l’individuo che Dio ha ritenuto responsabile per il peccato e la morte e per mezzo del quale il peccato è entrato a fare parte del mondo.

    Ma aspetta un po’ dirà qualcuno, perché questo uomo? Perché Adamo? Dopotutto non è stata Eva a disubbidire Dio prima e a essere ingannata dalla tentazione di Satana? Fu lei che disubbidì il comandamento di Dio di non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male.

    Sì. è vero, Eva fu ingannata e sedotta e fu lei per prima che disubbidì Dio e anche Adamo peccò, peccò dando ascolto a lei alla quale aveva lui stesso insegnato il comandamento di Dio.

    Il comandamento era quello di non mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male.
    Ma allora, perché Dio ha dato la colpa e la responsabilità ad Adamo?

    Allora, cerchiamo di sapere il perché prima di continuare la spiegazione del resto del versetto 12 poiché credo che questa cosa sia la chiave per la giusta interpretazione del perché Dio ha appunto accusato Adamo di essere colui al quale è stata data la responsabilità di tutto il peccato umano.

    Perché Dio ha dato ad Adamo la colpa e la responsabilità per il peccato del genere umano?
    Vi sono diverse ragioni.

    La prima: Adamo fu formato, creato per primo.

    Paolo ci spiega questo in

    1 Timoteo 2:11-14 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio. 13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14 E non fu Adamo ad essere sedotto, ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. Ma che cosa ha questo passo a che vedere con ciò che stiamo studiando? Infatti non è che questo passo insegni che fu Eva ad essere sedotta e non Adamo e che quindi fu lei a trasgredire?

    Sì è vero ma no. Come sarebbe a dire allora? Il passo ci spiega una cosa molto importante in principio. Adamo fu creato da Dio prima di Eva ed è per questo che a lui fu data da Dio stesso autorità e responsabilità. Possiamo dedurre da diverse cose nella Scrittura e questo passo specificamente la spiegazione di questo fatto.

    Dio diede ad Adamo autorità su Eva, non una autorità despota, ma una autorità da esercitare su di lei in amore mediante il compimento delle responsabilità che Dio aveva dato ad Adamo assieme a quella autorità.
    Comunque, Paolo in questo passo spiega il fatto che nella chiesa delle persone rigenerate, l’autorità è stata riportata nella sua giusta posizione tra i due sessi.

    Nella chiesa le cose devono essere svolte come Dio le ha disegnate dal principio, Quindi, avendo formato Adamo per primo, quella è la ragione dell’autorità di Adamo su Eva, come è quella delle posizioni ministeriali nella chiesa, Dio ha dato l’autorità del governo della chiesa e della famiglia all’uomo.

    Per uno studio approfondito di questo concetto specifico vedi la sezione nel sito

    Commentari-I vari ruoli nella famiglia e nella chiesa

    La seconda ragione per la quale Adamo è responsabile del peccato del genere umano è: Non ha mantenuto le Sue responsabilità dategli da Dio

    Quindi sì, ad Adamo Dio ha dato autorità, ma con l’autorità viene responsabilità. Adamo fu reso responsabile da Dio di fare diverse cose. Quali?

    Genesi 2:15 Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Adamo fu creato come un essere che doveva essere provveditore, coltivatore, curatore, protettore ed inoltre vedremo anche insegnante.

    Dando una occhiata a queste parole usate in questo passo di Genesi, nell’ebraico coltivare è la parola lª`aabdaah la radice di questa parola è ‘abad che letteratamente significa servire, essere servitore di. La parola custodire è uwlshaamªraah la quale radice è shamar la quale significa letteralmente circondare con una siepe, proteggere circondando, fare da sentinella,

    La seconda responsabilità di Adamo gli fu data da Dio, non solo lui stesso doveva ubbidire il comandamento di Dio di non mangiare il frutto dell’albero del bene e del male ma senza dubbio che era lui che dovette istruire Eva di questo comandamento.

    Genesi 2:15-17 Dio il SIGNORE prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. 16 Dio il SIGNORE ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».

    Eva fu creata da Dio dopo questo episodio [Genesi 2:18-25]. E’ evidente dalla cronologia del testo che Eva non fu istruita direttamente da Dio. Questo significa, almeno molto probabilmente, visto che non vi è scritta altra cosa, che la responsabilità dell’istruzione ad Eva dell’osservanza di questo comandamento ricadde su Adamo.

    Era dunque la responsabilità di insegnare questo comandamento ad Eva e poi fare sì che egli proteggesse Eva dalla tentazione e il pericolo che il diavolo le procurò. Sfortunatamente sappiamo il risultato della trascurata responsabilità che Adamo non mise in pratica.

    Inoltre ad Adamo che trascurò le responsabilità ad egli data da Dio, responsabilità la quale rivisiteremo dopo, vediamo che le responsabilità primarie date ad Adamo furono di provvedere mediante lavoro, servire ed essere un custode di tutto ciò che Dio gli aveva affidato. Queste erano le responsabilità che Dio gli aveva dato e che lui doveva esercitare verso Eva in più ad essere il suo istruttore, di ciò che Dio gli comandò.

    Mariti se avete un orecchio per udire, udite ciò che la parola di Dio ci dice.

    Da questo si capisce anche che colui che ha la responsabilità di insegnare è ritenuto ad un più grande giudizio e responsabilità nella sua vita. Questo ci conferma la Scrittura.

    Giacomo 3:1 Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio, Quindi avere questa responsabilità che uno riceve da Dio è cosa estremamente seria.

    Genesi 3:6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò.

    E’ piuttosto evidente che Dio da la responsabilità ad Adamo per la disubbidienza di Eva, questo perché Adamo è rimasto passivo nella applicazione del comandamento di Dio e la mancata protezione, custodia di sua moglie, visto che egli era responsabile di ciò, Adamo disubbidì Dio mancando in tutte le responsabilità che Dio gli aveva affidato, così Adamo peccò, Adamo disubbidì direttamente il comandamento di Dio di non mangiare il frutto del quale il SIGNORE gli ordinò di non mangiare e indirettamente violò tutte le altre responsabilità. Comunque, il peccato è così, quando disubbidiamo Dio non solo pecchiamo i diretti comandamenti di Dio ma facendo ciò ne trasgrediamo molti altri allo stesso momento.

    Infatti, quando trasgrediamo un solo comandamento trasgrediamo tutta la legge do Dio. Vi siete mai fermati a notare che quando violiamo anche un solo comandamento ne trasgrediamo anche molti altri?

    Infatti che disse Giacomo in

    Giacomo 2:10 Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti.

    Certo che a quel punto la legge non era stata ancora data, infatti Paolo dice proprio questo un po’ più avanti e il comandamento che Adamo trasgredì era uno solo. Comunque vediamo che nel trasgredire un solo comandamento diretto altre cose furono trasgredite.

    Le responsabilità ed i privilegi anche e così Adamo nel trasgredire un solo comandamento anche trasgredì le altre responsabilità che aveva.

    Così per queste ragioni Adamo ricevette tutta la responsabilità e le conseguenze del peccato e per questo il peccato e le sue conseguenze passarono al genere umano intero. Comunque, Dio da anche ad Eva la sua propria colpa e responsabilità di aver peccato come appunto ci dice Paolo in

    1 Timoteo 2:14 Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione;

    Dinanzi a Dio entrambe sono colpevoli di aver disubbidito Dio, ma Adamo che fu formato prima e il quale aveva una posizione di autorità e più grandi responsabilità, fu considerato il portatore ufficiale del peccato e della morte nel mondo, il responsabile.

    Per via delle responsabilità di Adamo dategli da Dio, Adamo era il capo di Eva anche perché lei fu creata da lui, fu creata essendo tratta dalla carne di suo marito [1 Corinzi 11:3-12]. Essendo il capo di Eva Adamo era anche il capo di tutta la razza umana.

    Quando Eva fu tentata e sedotta, essa cadde dalla tentazione nella trasgressione ma ad Adamo fu data la responsabilità del peccato di entrambe, anche se Eva ritenne anche la sua colpa.

    Adamo era assieme ad Eva, sembra indicare il testo, vicino a lei, abbastanza vicino a lei al momento della tentazione e della trasgressione.

    Adamo fallì di custodire sia il comandamento di Dio che Eva e di portarla via dalla situazione di tentazione, nel minore dei casi di avvertirla di non disubbidire Dio. Questo è il principio di

    Ezechiele 33:1-6 La parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: 2 «Figlio d’uomo, parla ai figli del tuo popolo e di’ loro: Quando farò venire la spada contro un paese e il popolo di quel paese prende un uomo dai suoi confini e lo pone come sentinella, 3 se vede la spada venire contro il paese, e suona la tromba e avverte il popolo, 4 chiunque ode il suono della tromba e non fa caso all’avvertimento, se la spada viene e lo porta via, il suo sangue sarà sul suo capo. 5 Egli ha udito il suono della tromba, ma non ha fatto caso all’avvertimento, il suo sangue sarà su di lui. Chi invece ha fatto caso all’avvertimento salverà la sua vita. 6 Ma se la sentinella vede la spada venire e non suona la tromba per avvertire il popolo, e la spada viene e porta via qualcuno di loro, questi sarà portato via per la propria iniquità, ma del suo sangue chiederò conto alla sentinella.

    una altra ragione per la quale fu data ad Adamo la colpa del peccato

    Adamo fallì perché abdicò la sua autorità e divenne passivo, fece sì che Eva facesse ciò che desiderò e ubbidì lui stesso la voce di sua moglie anzi che la voce di Dio. Meditiamo mariti a riguardo della passività delle nostre responsabilità, a chi dobbiamo ascoltare?

    Così che il peccato originò da Satana e Eva disubbidì le istruzioni che le aveva dato Adamo in riguardo al comandamento di Dio ed essa dunque disubbidì Dio e marito ed ubbidì il diavolo. Adamo da parte sua ascoltò la voce di sua moglie e ubbidì lei e conseguentemente ubbidì anche lui al diavolo ma non direttamente, ma comunque disubbidì il diretto comandamento di Dio.

    E’ evidente e chiaro che tutti i canali di autorità spirituale furono violati in ogni modo possibile e conseguentemente anche l’autorità di Dio e la Sua parola furono violate.

    Adamo=Diretto comandamento da Dio=Istruzione del comandamento ad Eva=Ubbidienza alla voce di Eva=Attuale e primaria disubbidienza del diretto comandamento di Dio=Secondaria ma attuale ubbidienza a Satana.

    Eva=Istruzione del comandamento di Dio mediante Adamo=Ubbidienza alla voce di Satana=Disubbidienza secondaria ma attuale ad Adamo e violazione del comandamento di Dio.

    Vediamo qui che Eva ha ubbidito direttamente Satana mentre Adamo no, ma Adamo ha trasgredito il diretto comandamento di Dio, c’è quindi anche qui una primaria colpa data ad Adamo invece che Eva.

    Alla fine, tutto ciò è disubbidienza a Dio, ma i canali di autorità divina e il modo in cui il peccato è stato commesso determinano perché la colpa è stata data ad Adamo.

    Per via di tutto questo Dio ha incolpato Adamo, perché egli aveva il ruolo di autorità che Dio gli aveva dato. Ovviamente la responsabilità e le conseguenze sono state distribuite da Dio giustamente ed equamente a tutti coloro che sono stati coinvolti, il diavolo, Adamo e Eva.

    Dio non giustifica nessun colpevole, se non per grazia e fede in Gesù Cristo e il ravvedimento del peccato che la vera fede causa.

    Dio da ad Adamo la responsabilità, la colpa, le conseguenze del peccato del quale l’intero genere umano è colpevole e schiavo, così che dobbiamo realizzare e capire che più autorità Dio da più gravose sono le responsabilità.

    Per via del fatto che Adamo ha ascoltato Eva invece che la voce di Dio e perché il comandamento fu dato direttamente a lui da Dio, fu lui, Adamo, che commise disubbidienza e ribellione perché ha disubbidito al diretto comandamento di Dio.

    Adamo non è stato tentato direttamente e non ha peccato per diretta tentazione del diavolo, si è comunque ribellato a Dio ubbidendo sua moglie anziché Dio. E’ per questa ragione tra l’altro che nella natura peccaminosa dell’uomo c’è una battaglia per la supremazia della autorità nel rapporto tra uomo e donna, tra marito e moglie.

    Questa battaglia è delineata in

    Genesi 3:16b i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te».

    Nell’ordine di Dio comunque, in altre parole, nella vita dei rigenerati, uomini e donne nati di nuovo, nella chiesa e nella famiglia cristiana, l’ordine dell’autorità e delle responsabilità e la sottomissione sono ritornate allo stato originale che Di ha stabilito all’inizio, cioè prima della caduta nel peccato e prima che l’essere umano divenisse completamente corrotto e depravato dal peccato.

    Così appunto il padre carnale di tutti gli esseri umani, quindi il capo del genere umano in tutto ciò che abbiamo letto, Adamo reso responsabile da Dio per il peccato, la ribellione e la disubbidienza anche quella di Eva, seppur anche lei ha ritenuto le responsabilità del suo peccato.

    Così che Adamo ha passato tutte le sue qualità fisiche così che in Adamo il peccato è passato a tutto il genere umano, ad ogni essere umano. Qualsiasi parte che l’essere umano condivide con Adamo, quella cosa l’uomo riceve. Queste sono tutte le qualità fisiche e spirituali che includono adesso il peccato e la morte.

    Quando Adamo ha peccato era in lui tutta la razza umana. E’ lo stesso concetto che ci è spiegato nel libro degli Ebrei in un contesto diverso ma con lo stesso concetto di Adamo e la razza umana e quindi tramite lui il peccato e la morte si è sparsa a tutti.

    Ebrei 7:9-10 E per così dire, lo stesso Levi, che riceve le decime, fu sottoposto alla decima in Abrahamo; 10 egli infatti si trovava ancora nei lombi del padre, quando Melchisedek gli andò incontro.

    Come Levi fu sottoposto alla decima IN Abrahamo, perché infatti si trovava ancora nei lombi del padre, così tutto il genere umano è sottoposto al peccato e la morte IN Adamo, che ancora si trovava nei lombi del padre umano, Adamo, quando peccò.

    Che ci piaccia o no è così ed è come Dio ha stabilito questo fatto.
    Per questo fatto Dio ha dichiarato una maledizione, maledizione che non è altro che la conseguenza dal peccato commesso.

    La prima conseguenza del peccato di Adamo è morte.

    E’ esattamente ciò che Paolo dice infatti in

    Romani 5:12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato…

    Tutti hanno peccato in Adamo, perché tutti erano in Adamo quando Adamo ha peccato.
    Dio aveva promesso che la morte sarebbe stata la conseguenza della disubbidienza al comandamento che aveva ordinato ad Abrahamo.

    Genesi 2:15-17 L’Eterno DIO prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. 16 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai».

    L’uso della grammatica è interessante qui, dobbiamo prestare attenzione. La grammatica conferma che Dio avvertì Adamo che NEL GIORNO che Adamo mangiasse il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, PER CERTO MORRAI.

    Questo è importante perché ci informa che la morte di cui Dio parla qui non è solo fisica perché vediamo che Adamo ed Eva non subiscono morte fisica immediata, ma NEL GIORNO in cui hanno disubbidito Dio hanno sperimentato morte spirituale immediata e iniziarono a morire fisicamente.

    Dio nella Sua grazia e misericordia ha provveduto espiazione, perdono, per Adamo ed Eva coprendo la loro nudità con delle pelli di animali.

    Questo implica la morte di quegli animali dai quali Dio ha preso le pelli. Questo è il primo sacrificio sostitutivo espiatorio menzionato nella storia umana, provveduto dalla grazia di Dio.

    Dobbiamo notare che Dio non ha accettato la copertura che Adamo ed Eva hanno fatto per se stessi. Era una copertura inadeguata mentre cercarono loro stessi di coprire la loro nudità. Solo la copertura che Dio ha provveduto era adeguata per coprire la loro peccaminosità perché era del tipo giusto, per grazia Sua e per mezzo di sangue versato, la prima morte occorse quel giorno, animali morirono per provvedere una copertura per il peccato di Adamo ed Eva.

    Genesi 3:7 Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s’accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.

    Genesi 3:21 Poi l’Eterno DIO fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.

    Questo era il simbolo dell’opera di redenzione in Gesù Cristo, per grazia, fatto, provveduto completamente da Dio [Levitico 17:11], [Ebrei 9:22].

     

    La maledizione inclusiva della morte fu dichiarata da Dio in

    Genesi 3:14-19 Allora l’Eterno DIO disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. 15 E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno». ( Qui Dio sta parlando a Satana in realtà) 16 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te». 17 Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: “Non ne mangiare”, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi; 19 mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai» (Questa è la descrizione della morte fisica) .

    La morte spirituale è separazione da Dio e l’esserne separati in ogni modo, Adamo ed Eva come TUTTI gli esseri umani dopo di loro come loro divennero moralmente corrotti e depravati per via di questa separazione da Dio. Cosa significa comunque tutto questo?

    Prima di tutto dobbiamo spiegare che cosa è il significato del peccato originale.
    Molti credono che il peccato originale sia in effetti l’atto di ribellione di Adamo ed Eva. In realtà dobbiamo capire che il peccato originale è invece la conseguenza dell’atto di disubbidienza e ribellione di Adamo ed Eva. Quindi che cosa è risultato nel genere umano per via della loro ribellione è il peccato originale.
    Che cosa esattamente è capitato all’interno dell’essere umano per via di questa loro disubbidienza?

    L’intero genere umano è stato radicalmente corrotto dalla conseguenza di questo atto di ribellione. L’essere umano è dunque diventato spiritualmente separato da Dio, cioè spiritualmente morto, separato dunque dalla santità e giustizia morale di Dio. Separazione da Dio è morte, perché Dio è vita e verità.

    Giovanni 1:4-5 In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5 E la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno compresa.

    Vedi anche [Salmi 119:142],[Giovanni 1:14] e [Giovanni 14:6].

    Senza questo, l’essere umano è spiritualmente e quindi moralmente incapace di rispondere positivamente alla legge e alla volontà di Dio, [Romani 8:5-8], cioè ubbidirle. Quando la luce, verità e vita di Dio sono assenti dentro lo spirito dell’uomo, vi esiste solo tenebre, menzogna e morte.

    Coloro che sono nelle tenebre e nella morte non possono comprendere [1 Corinzi 2:14] ne praticare le cose che Dio vuole, la Sua volontà, verità, giustizia e santità. Questo è ciò che significa essere privi della gloria di Dio [Romani 3:23].

    L’uomo, Adamo ed Eva furono creati senza peccato, moralmente puri e giusti e avrebbero dovuto essere stati istruiti e guidati da Dio nella bontà e nella giustizia mediante il rapporto con Lui che loro e gli altri esseri umani avrebbero avuto. Essi si sarebbero preservati in questa condizione mediante l’ubbidienza a Dio mentre Dio sarebbe stato per loro la loro giustizia come Egli lo è anche oggi per noi mediante Gesù.

    Comunque, quando questo rapporto, questa unione si sciolse, si interruppe, fallì per via della loro disubbidienza il loro intero essere fu radicalmente corrotto dal peccato, che è malvagità che diviene presente quando la vita, santità, bontà, verità e giustizia di Dio vengono a mancare, a questo punto l’essere umano divenne incapace di rispondere positivamente nella loro vita agli attributi di Dio menzionati

    La mente, il cuore, la volontà e anche il corpo dell’uomo e il suo spirito divennero completamente incapaci di rispondere e di ubbidire Dio ne desiderosi di fare la volontà di Dio. Tutto l’essere umano è dunque sottoposto al peccato, è nel peccato, nelle tenebre, senza santità divina, mancante di verità e di giustizia, incapace di praticarle e per questo è nella morte. Corpo, mente e spirito sono morti e ottenebrati dal peccato.

    Questo stato di morte spirituale è descritto per noi in diversi passi di Scrittura [Romani 1:18-32],[Romani 3:10-18],[Efesini 2:1-3], [Romani 6:6],[Romani 6:16-20].

    Gesù dichiarò lo stato umano di completa schiavitù al peccato in

    Giovanni 8:34-35 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. 35 Ora lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre.

    Ecco perché dobbiamo nascere di nuovo.

    Così, queste sono le ragioni per cui l’essere umano è radicalmente depravato, corrotto, perché è corrotto e defilato alla radice, cioè nel suo centro, cuore, nucleo centrale, nel suo essere interiore così che tutto il suo essere intero lo è.

    L’uomo ha certamente ritenuto il suo libero arbitrio e quindi è in grado di fare decisioni, questo nessuno lo nega. Comunque, TUTTE le sue decisioni sono fatte mediante una mente completamente corrotta dal peccato, che fa decisioni sempre influenzate dalla peccaminosità e non dalla giustizia e santità di Dio. Ecco perché la Scrittura ci dice ciò che ci dice in [Romani 3:10-18].

    Tutto questo è reso evidente in altri passi che abbiamo già menzionato come nei prossimi. La Scrittura ci dice che TUTTI gli esseri umani sono radicalmente corrotti e depravati. Il genere umano non è fondamentalmente buono, invece è radicalmente corrotto e malvagio. Questo comunque non vuole dire che l’uomo è malvagio al massimo ma che ogni persona è corrotta radicalmente alla radice, nel cuore.

    Anche Gesù ha detto così,

    Matteo 7:17-20 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. 18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. 19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. 20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti.

    Ma ci sono allora gli alberi buoni, cioè persone buone? Solo coloro che sono rigenerati, che sono nati di nuovo dello Spirito e sono in Cristo, coloro che hanno una natura divina e che possono produrre frutti di giustizia [2 Pietro 1:3-10].

    Nell’essere umano non rigenerato

    La mente è radicalmente corrotta dal peccato:

    Genesi 6:5 Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.

    Romani 1:28 E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti,

    Romani 8:5-8 Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito. 6 Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. 7 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

    Vediamo qui che la mente corrotta dal peccato, la mente naturale della persona non rigenerata, non salvata, non nata di nuovo è contraria a Dio ed alla Sua legge e NON PUO’ essere sottomessa alla legge di Dio.
    Questa tra l’altro è la descrizione del contrasto tra persone rigenerate, cioè redente, spiritualmente vivificate e le persone naturali, irredente, morte spiritualmente.

    Questa non è una descrizione, come tanti interpretano erroneamente, di credenti che sono controllati dallo Spirito e altri, sempre credenti che sono invece controllati dalla carne, il contesto nega questa interpretazione, infatti vedi i versetti seguenti che dicono

    Romani 8:9-10 Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete più nella carne ma nello Spirito. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui. 10 Se Cristo è in voi, certo il corpo è morto a causa del peccato, ma lo Spirito è vita a causa della giustizia.

    Chiaro? Ritorniamo alla mente radicalmente corrotta dal peccato.

    Efesini 2:3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri

    Efesini 4:17-18 Questo dunque attesto nel Signore, che non camminiate più come camminano ancora gli altri gentili, nella vanità della loro mente, 18 ottenebrati nell’intelletto, estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro e per l’indurimento del loro cuore.

    Colossesi 1:21 E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie,

    Il cuore umano è radicalmente corrotto dal peccato:

    Genesi 6:5 Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.

    Genesi 8:21 E l’Eterno sentì un odore soave; così l’Eterno disse in cuor suo: «Io non maledirò più la terra a motivo dell’uomo, perché i disegni del cuore dell’uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza;

    Geremia 17:9 Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?

    Marco 7:20-23 Disse ancora: «Ciò che esce dall’uomo, quello lo contamina. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, procedono pensieri malvagi, adultéri, fornicazioni, omicidi, 22 furti, cupidigie, malizie, frodi, insolenza, invidia, bestemmia, orgoglio, stoltezza. 23 Tutte queste cose malvagie escono dal di dentro dell’uomo e lo contaminano».

    Efesini 4:17-18 Questo dunque attesto nel Signore, che non camminiate più come camminano ancora gli altri gentili, nella vanità della loro mente, 18 ottenebrati nell’intelletto, estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro e per l’indurimento del loro cuore.

    Il corpo umano anche chiamato carne è radicalmente corrotto dal peccato:

    Efesini 2:3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.

    Questa condizione di completa corruzione presente nella carne, cioè nel corpo, è dovuta al fatto che il corpo è ciò che ci lega, che è ciò che condividiamo con Adamo, [1 Corinzi 15:45-49], ecco perché nell’uomo naturale, carnale, la carne, cioè il corpo corrotto dal peccato è corrotto assieme alla mente e il cuore, come abbiamo visto e sono ciò che trascinano gli esseri umani ad amare il peccato, il mondo e le cose del mondo [1 Giovanni 2:15-17].
    Paolo descrive bene come il corpo, la carne, anche nel credente, sia completamente corrotta e trascinata dal peccato a peccare in [Romani 7:5-25].

    Questa peccaminosità è presente nel corpo di ogni essere umano. Nel credente però siccome il corpo non è ancora redento anche nella persona nata di nuovo, questa peccaminosità rimane per la durata della vita terrena del credente ed è questa peccaminosità che guerreggia contro lo Spirito ed anche il nostro spirito che è vivificato in Gesù Cristo [Galati 5:16-17], spirito che è rigenerato, fatto nuovo, come lo sono anche il cuore e la mente [Ezechiele 36:25-27],[2 Corinzi 5:17],[2 Pietro 1:3-10].

    Il corpo, le nostre membra, la carne, però non è fatto nuovo e contiene ancora in esso il peccato, il quale ancora coinvolge la nostra mente e ci fa peccare ancora ed è per questo che dobbiamo prima offrire i nostri corpi a Dio come sacrifici viventi e trasformarci mediante il rinnovamento della mente tramite la parola di Dio [Romani 12:1-2]. Così con il potere dello Spirito dentro di noi che agisce nel nostro spirito, cuore e la mente rinnovate possiamo sottomettere anche il nostro corpo, la nostra carne, alla volontà di Dio e non al peccato [Romani 6:11-14],[Romani 8:10-14],[1 Corinzi 6:19-20].

    Così anche se lo spirito del credente rigenerato, nato di nuovo è vivificato ed è interiormente una nuova creatura in Cristo [2 Corinzi 5:17], il corpo per ora, mentre viviamo in esso, rimane irredento e siccome in esso vi risiede il peccato rimane dunque corrotto e soggetto alle conseguenze del peccato, la malattia e la morte e sarà anche esso rigenerato e fatto nuovo mediante la resurrezione del corpo [1 Corinzi 15:50-57] ecco perché anche il credente rigenerato mentre vive nel mondo ed in questo corpo ancora può peccare e spesso purtroppo ancora pecchiamo.

    Lo spirito umano è radicalmente corrotto dal peccato così che è morto:

    1 Corinzi 2:14 Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.

    Questa cosa, la morte spirituale dell’uomo è ciò che rende l’uomo incapace di ricevere le cose dello Spirito, incapace di saperle e capirle così che l’uomo naturale, cioè non rigenerato, le considera follia. Così vediamo che è lo Spirito di Dio soltanto che può dare la capacità, il potere di ricevere e comprendere le cose dello Spirito. Questo Egli fa coinvolgendo la mente e le emozioni del credente e non raggirandole. Le cose spirituali si comprendono con la mente e tramite la verità dello Spirito Santo, la mente e lo Spirito di Dio non operano separatamente nel credente, non dovrebbero.

    In altre parole lo Spirito rigenera, rinnova, stimola, illumina, rianima la mente umana con la quale dopo possiamo capire, comprendere e discernere la verità della parola di Dio, eppure anche dopo la conversione le nostre menti devono essere continuamente rinnovate mediante la parola di Dio tramite lo Spirito.
    Coloro che dicono che non serve usare la logica e il processo del pensiero per interpretare e comprendere la Scrittura errano grandemente. Dio non evita l’uso del processo mentale, invece istruisce mentre rinnova la mente ma non la evita.

    La parola di Dio può infatti essere compresa solo mediante lo Spirito Santo ma è e rimane una parola logica. Dio è saggezza, sapienza, conoscenza e logica. La parola di Dio è anche chiamata logos, dalla quale parola origina la parola logica.
    La morte spirituale umana invece rende l’essere umano incapace di rispondere alla volontà di Dio. Le persone quando sono morte fanno ciò che i morti fanno, cioè assolutamente niente. I morti non possono comprendere niente, non possono esercitare fede, non possono ubbidire, non possono camminare, non possono fare niente, sono morti. I morti non possono rispondere a nessun stimolo. L’unico modo per cui potrebbero fare ciò che abbiamo menzionato è se venissero spiritualmente vivificati, risuscitati.

    Chi è spiritualmente morto non può rispondere alla volontà di Dio, alla legge di Dio, non può nemmeno rispondere alla chiamata del Vangelo, non ne sono capaci, per fare ciò DEVONO PRIMA ESSERE SPIRITUALMENTE VIVIFICATI

    Avete mai visto una persona fisicamente morta che ha risposto a qualche cosa? Io mai! Se dunque io, tu, noi, eravamo una volta spiritualmente morti nei nostri peccati e trasgressioni, Dio ci ha dovuto fare che cosa così che noi potessimo rispondere?

    Efesini 2:1-5 Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, 2 nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. 3 Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. 4 Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati),

    Per grazia di Dio, indipendentemente da ALCUNA ed OGNI capacità ed opera umana [Marco 10:27]

    Giovanni 5:25 In verità, in verità vi dico: L’ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l’avranno udita vivranno.

    L’essere umano è spiritualmente morto e deve rinascere spiritualmente da Dio [Ezechiele 36:25-27],[Giovanni 3:3-10],[Giovanni 6:63], [Efesini 5:14],[Tito 3:4-7] altrimenti rimarrà nella morte spirituale, la quale è eterna separazione da Dio, che è dannazione eterna.

    Per vedere, percepire o comprendere il Regno di Dio ed entrare a farne parte una persona DEVE essere nata di nuovo dallo Spirito di Dio.

    Con uno spirito morto l’essere umano non può avere comunione e rapporto con Dio [1 Giovanni 1:5-10], non può riferire, collegarsi, capire, comprendere, discernere le cose di Dio, Non può conoscere Dio, per adorare Dio una persona deve farlo in spirito e verità [Giovanni 4:23-24] e questo non può essere fatto da una persona che è spiritualmente morta; l’abbiamo visto prima che l’uomo naturale non può comprendere ciò che Dio rivela e ciò che dice mediante la Sua parola e il Suo Spirito.

    Inoltre abbiamo visto che un uomo naturale, una persona irredenta, non può conoscere Dio ne la Sua verità e quindi non può adorare e servire Dio in accordo allo spirito e la Sua verità.

    Una ultima cosa bisogna dire in riguardo a come il peccato originale ha influenzato completamente TUTTE le decisioni e l’intero essere dell’uomo. Questo è il motivo per il quale il libero arbitrio di per se non può MAI essere la base o il veicolo con il quale l’uomo decide per e con il quale ottiene la salvezza. La fede salvifica e il libero arbitrio NON SONO affatto la stessa cosa.

    Giovanni 1:12-13 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio.

    L’essere umano perché è spiritualmente morto e separato da Dio adesso ha la conoscenza del bene e del male arrovesciate nella sua mente. Ciò che Dio considera buono e santo l’uomo considera malvagio, cioè non buono da praticare e ciò che Dio considera malvagio e cattivo l’uomo considera buono e piacevole da praticare. Questo è successo perché l’uomo come anche il diavolo ha dichiarato e Dio ha confermato dopo la loro caduta nel peccato, mangiando dall’albero proibito avrebbero ricevuto la conoscenza del bene e del male [Genesi 3:5] e [Genesi 3:22].

    Ciò che Satana non gli disse però era che essendo poi separati, alienati da Dio e con il peccato che influenza e coinvolge radicalmente il loro essere intero, l’essere umano avrebbe visto ciò che Dio considera male, bene e buono da praticare [Romani 1:32] e ciò che Dio considera buono e santo come male o per lo meno come una cosa da non praticare.

    Possiamo osservare infatti come questo si svolge nel mondo, nella nostra società e cultura, nella vita dell’essere umano sin dall’episodio della Genesi 3, perché è nel cuore e nella mente dell’uomo di fare il male continuamente e di non praticare il bene e la giustizia. Questo è ciò che descrive Dio in

    Isaia 5:20-24 Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro! 21 Guai a quelli che sono saggi ai loro occhi e intelligenti davanti a loro stessi! 22 Guai ai campioni nel bere il vino e abili nel mescolare bevande inebrianti, 23 che assolvono il malvagio per un regalo e privano il giusto del suo diritto! 24 Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e la fiamma consuma la paglia, così la loro radice sarà come marciume e il loro fiore sarà portato via come polvere, perché hanno rigettato la legge dell’Eterno degli eserciti e hanno disprezzato la parola del Santo d’Israele.

    Questa è una patetica descrizione dello stato umano. L’essere umano che è mancante della vita di Dio, della Sua natura chiama il male bene e il bene male, vive nelle tenebre e crede che esse siano luce. Pervertono la vera giustizia, quella divina, condannano i giusti e assolvono i colpevoli, l’opposto di ciò che fa Dio [Esodo 34:6-7]. Tutta la struttura del genere umano è antitetica a quella di Dio, ciò che Dio chiama giustizia l’uomo chiama ingiustizia, ciò che Dio considera ingiustizia l’uomo considera giusto e ciò pratica.

    Dio dichiara infatti nel versetto 24 di Isaia 5 che la loro radice è marcia ed il loro frutto è polvere cioè morte in realtà. Dio disse al serpente che avrebbe strisciato sul ventre mangiando polvere [Genesi 3:14] e ad Adamo e al genere umano, che polvere sono e ad essere polvere ritorneranno [Genesi 3:19].

    Quindi coloro che seminano nella carne raccoglieranno corruzione e morte [Galati 6:7-8]. Perché tutto ciò? Perché l’uomo ha rigettato e rigetta Dio [Romani 1:18-32], rigetta la Sua legge [Romani 8:5-8] e disprezzano la Sua parola [2 Tessalonicesi 1:8-9].

    Questa è la rappresentazione del genere umano corrotto alla radice dal peccato. Basta guardarci intorno per renderci conto che è esattamente così nel mondo, incapaci e non volenti di comportarsi diversamente. Gli esseri umani non riescono a discernere il vero bene (Dio, la Sua legge e la Sua parola) e che cosa è il vero male (Satana, il peccato, il mondo e se stessi).

    Solo il credente rigenerato, nato di nuovo può, dovrebbe essere capace di discernere che cosa sia il vero bene e cosa sia il male secondo Dio, perché queste cose sono spiritualmente comprese mediante la parola di Dio e il Suo Spirito

    Ebrei 5:13-14 Ora, chiunque usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è bambino; 14 ma il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male.

    Questo avviene mediante il rinnovamento della nostra mente secondo la verità di Dio

    Romani 12:1-2 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

    Ancora una volta tutte queste cose possono solo essere praticate da coloro che sono spiritualmente vivificati perché dobbiamo continuamente ricordarci

    1 Corinzi 2:14 Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.

    Ecco che cosa ha prodotto il peccato originale nel genere umano. L’aspetto sul quale abbiamo dunque focalizzato è il peccato che ha causato la morte, spirituale e quella fisica.

    Paolo continua in Romani 5:12b e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato;

    e ciò che ha anche dichiarato in

    Romani 6:23 Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

    Anche in Romani 3:23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio

    Dobbiamo realizzare due cose specifiche che Paolo ci sta dicendo.

    La prima che è di base fondamentale è questa. L’uomo non è peccatore perché pecca anche se lo è, ma in effetti pecca perché è peccatore di natura.

    L’essere umano non può fare altro che peccare, l’essere umano è nato peccatore per via della conseguenza del peccato di Adamo. Queste conseguenze come abbiamo detto prima si chiamano peccato originale.

    Così tramite Adamo il peccato si è sparso a tutto il genere umano, questa è peccaminosità alla radice, nella natura dell’uomo e questa genera morte, spirituale e fisica. Il peccato e la morte sono le conseguenze estese a tutto il genere umano, vedi anche [1 Corinzi 15:21-22].

    In Adamo, l’uomo terrestre, e noi essendo stati fatti da Adamo ed essendo noi stessi terrestri, naturali, carnali, abbiamo TUTTI peccato. In altre parole anche SE non avessimo praticato il peccato attivamente nella nostra vita, saremmo lo stesso peccatori, ma infatti è proprio questa la ragione per cui pecchiamo e pratichiamo il peccato.

    Così che l’essere umano come abbiamo constatato è nato peccatore, nel peccato, è per natura un peccatore ed ha infatti una natura corrotta, è proprio questo che Paolo vuole farci rendere conto nei tre passi di Romani che abbiamo letto precedentemente. Ecco perché siamo privi della gloria di Dio, ecco perché il salario del peccato è la morte, ecco perché abbaiamo tutti peccato e pecchiamo.

    L’essere umano nato peccatore ha una natura corrotta dal peccato e si nota che il peccato è presente anche quando per esempio siamo ancora così piccoli che ancora no ce ne rendiamo conto. Infatti i bambini per quanto piccoli essi siano non hanno bisogno di essere insegnati a peccare, comunque peccano.

    Mentono, sono ostinati, disubbidienti, ribelli, egoisti e nessuno gli insegna queste cose, nessuno insegna i bambini ad essere malvagi. In effetti devono essere insegnati a fare il bene e come devono comportarsi, il peccare viene praticato naturalmente e non è insegnato. Questa è la conferma che l’uomo nasce peccatore e il peccato è comportamento naturale fin dall’inizio.

    Salmi 51:5 Ecco, io sono stato generato nell’iniquità, mia madre mi ha concepito nel peccato.

    Genesi 8:21 E l’Eterno sentì un odore soave; così l’Eterno disse in cuor suo: «Io non maledirò più la terra a motivo dell’uomo, perché i disegni del cuore dell’uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza; e non colpirò più ogni cosa vivente, come ho fatto.

    Giobbe 15:14-16 «Che cos’è l’uomo da ritenersi puro, e il nato di donna per essere giusto? 15 Ecco, Dio non si fida neppure dei suoi santi e i cieli non sono puri ai suoi occhi; 16 quanto meno un essere abominevole e corrotto, l’uomo, che beve l’iniquità come acqua!

    Salmi 58:3 Questi empi si sono corrotti fin dal grembo materno; questi bugiardi si sono sviati fin dalla nascita.

    Ancora una volta TUTTE le scuse che l’essere umano può cercare per provare la sua innocenza sono rimosse dalla parola di Dio. Fin dalla nascita l’uomo è peccatore, ha il peccato nella sua natura. Tutto ciò è successo per via di Adamo, comunque Dio considera l’essere umano anche individualmente responsabile e colpevole della sua propria peccaminosità.

    Il peccato e la morte fanno completamente parte dell’essere umano.

    Prima di andare avanti nei prossimi versetti, dobbiamo tornare un po’ indietro per indirizzare la parte centrale del versetto 12 che dice a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo
    Questa breve sezione del versetto può prendere due significati che io credo siano entrambi legittimi. La prima spiegazione che possiamo dare a questo brano è la connessione del peccato di Adamo a tutto il mondo nel senso della universalità di questo atto peccaminoso.

    Infatti Paolo nella seconda parte del versetto elimina qualsiasi eccezione di peccato dicendo che il peccato e la morte si sono spanti a TUTTI gli uomini, cioè tutti gli uomini, di tutte le nazioni, lingue e tribù che esistono nel mondo. Questa è l’universalità del peccato, la quale Paolo descrive per noi in [Romani 3:10-23].

    C’è comunque un’altra cosa che il peccato di Adamo ha causato, non solo ha completamente, radicalmente corrotto ogni essere umano, ma ha anche completamente influenzato il resto del mondo, cioè la creazione, tutto ciò che il mondo è e ogni cosa che esiste in esso.

    Il peccato ha negativamente influenzato e corrotto la terra, gli animali e le piante e quindi la funzione di ogni cosa che è stato creato è andata da buona e molto buona ad essere completamente corrotta dal peccato.
    Gli animali come le piante si ammalano e muoiono. Ecco perché tutti gli esseri viventi sono suscettibili a mutazioni genetiche che causano difetti, queste sono tutte conseguenze del peccato. Non solo il peccato ha corrotto Adamo, il genere umano e tutto ciò che fa parte della creazione, il peccato in effetti aveva già corrotto anche il mondo spirituale. Gli angeli assieme a Satana si ribellarono ancora prima di Adamo e così il peccato è entrato anche nel mondo spirituale. L’unico essere che non è stato toccato dal peccato è Dio stesso ed i Suoi angeli, i Suoi ministri che sono rimasti fedeli a Lui.

    Satana usando il camuffamento di un serpente ha ingannato Eva, per questa ragione tutto ciò che doveva essere soggiogato e dominato dall’uomo in giustizia, santità e luce, invece è caduto nelle mani di Satana per un periodo, periodo di tempo deciso e limitato da Dio nel Suo disegno di redenzione.

    Dunque il peccato è entrato nel mondo. Prima della disubbidienza di Adamo la morte non era una parte della creazione, così che anche gli animali non erano feroci, infatti erano tutti erbivori ed anche l’essere umano era vegetariano.

    Dal momento in cui la morte è stata introdotta dal peccato, anzi ne è la conseguenza, la morte prima non esisteva, e la carne come cibo è un prodotto della morte animale e quindi non faceva parte della creazione a quel tempo.

    Genesi 1:29-31 E DIO disse: «Ecco io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra e ogni albero che abbia frutti portatori di seme; questo vi servirà di nutrimento. 30 E a ogni animale della terra, a ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. 31 Allora DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: il sesto giorno.

    Osserviamo che dopo che Adamo ed Eva peccano, Dio dichiara che il loro peccato ha posto una maledizione sul mondo e tutto ciò che è in esso.

    Genesi 3:14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

    Ecco che qui Dio maledice il serpente perché è defilato essendo stato usato da Satana, Dio sta in essenza anche maledicendo Satana come il versetto dopo ci fa capire. Comunque, vediamo ciò che Dio sta dicendo in riferimento alla maledizione del serpente, l’animale e gli altri animali. Dio dichiara che il serpente è maledetto PIU’ del bestiame, PIU’ delle bestie selvatiche.

    Ora, questo include dunque tutto il regno animale, il bestiame rappresenta tutte le bestie addomesticate e le bestie selvatiche ovviamente sono il resto. Comunque, la parola PIU’ è ciò che ci interessa, perché il serpente è maledetto di più degli altri animali, questo però ci indica che anche gli altri animali sono comunque maledetti per via del peccato.

    Dio inoltre ha maledetto anche la terra e tutto ciò che essa avrebbe prodotto sarebbe stato corrotto per via del peccato di Adamo

    Genesi 3:17-18 Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: “Non ne mangiare”, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi

    Notiamo che infatti come avevamo menzionato precedentemente, la prima morte è stata confermata dalla provvisione che Dio ha reso per Adamo ed Eva quando coprì la loro nudità con pelli di animali. Questo ci indica ovviamente che Dio ha dovuto uccidere animali per provvedere una copertura per loro. Inoltre comprendiamo che, anche se non sappiamo esattamente quando, alcuni animali divennero feroci e carnivori e svilupparono anche una ferocia che con la quale potevano ed hanno attaccato anche l’essere umano.

    Questo molto probabilmente accadde prima del diluvio universale, comunque Dio diede le conseguenze dello spargimento di sangue umano anche agli animali stessi, vedi [Genesi 9:1-6].

    Comprendiamo allora che in TUTTA la creazione, il peccato, per via di Adamo si è sparso nel mondo. Ecco perché la Scrittura ci dice in

    Romani 8:19-22 Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio, 20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta, 21 nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22 Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio.

    Tutta la creazione è stata sottoposta al peccato non di sua propria volontà. Dio comunque, la ha anche sottoposta non solo alle conseguenze del peccato ma anche alla speranza, la speranza della redenzione che ha riconciliato anche la creazione al Creatore ma questo nella attesa della rivelazione finale dei figli di Dio, quando?

    Alla venuta di Gesù Cristo. Quando Egli rivelerà assieme a Lui i Suoi figli e la maledizione sulla terra sarà rimossa e i giorni della rigenerazione, del rinfresco di Dio verranno sulla terra come ci è spiegato in molte profezie che descrivono l’Età Messianica che noi conosciamo anche come il Millennio. Il periodo quando Cristo regnerà sulla terra [Isaia 11:1-10].

    Nel frattempo la creazione geme ed è in travaglio fino a quel momento, la creazione soffre i dolori delle doglie, le doglie della rivelazione di Gesù Cristo al Suo ritorno e la glorificazione dei figi di Dio, nel frattempo appunto la creazione soffre corrotta ed inquinata dal peccato, geme, piange e soffre anche essa finché anche essa sarà nata di nuovo, rigenerata, appunto quando tornerà Gesù.

    E’ per questo motivo anche che vi sono delle manifestazioni catastrofiche nel mondo che è appunto influenzato e corrotto dal peccato.

    Questo ci è stato descritto per noi anche da Gesù stesso per esempio in

    Marco 13:8 Infatti si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in vari luoghi, carestie ed agitazioni. Queste cose non saranno altro che l’inizio delle doglie di parto

    Così che tutto il mondo assieme al genere umano è nelle grinfie del peccato. Infatti, per un tempo il mondo è stato dato al controllo del maligno, un controllo però controllato da Dio stesso.

    1 Giovanni 5:19 Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno.

    Paolo continua nei versetti 13-14 dicendo perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; 14 ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire

    Paolo non sta affatto dicendo che Dio non riteneva ogni individuo responsabile per i propri peccati prima che la legge fosse promulgata.

    Quello che sta dicendo è che Dio non stava imputando ogni peccato specificamente alla persona mediante la specifica conoscenza dei peccati commessi.

    Che Dio giudicasse i peccati degli uomini prima della legge è evidente in molti passi. Alcuni dei più noti, il giudizio di Dio su Caino [Genesi 4:8-24], il giudizio di Dio sul mondo mediante il diluvio [Genesi 6:1-22],[Genesi 7:1-24]. Il giudizio di Dio su Sodoma e Gomorra [Genesi 18:20-33],[Genesi 19:1-25]. Il giudizio di Dio su l’Egitto, Esodo da 5:1 a 12:36 .

    Comunque, dobbiamo vedere in miglior dettaglio che cosa significa il termine il peccato non è imputato se non vi è legge

    La legge serve per riconoscere il peccato questo Paolo ci ha già spiegato in

    Romani 3:20 Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.

    Paolo inoltre ha fatto questa dichiarazione in Romani 7:7-12 Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge; infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire». 8 Il peccato invece, presa occasione da questo comandamento, ha prodotto in me ogni concupiscenza, 9 perché senza la legge, il peccato è morto. Ci fu un tempo in cui io vivevo senza la legge, ma essendo venuto il comandamento, il peccato prese vita ed io morii, 10 e trovai che proprio il comandamento, che è in funzione della vita, mi era motivo di morte. 11 Infatti il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi ingannò e mediante quello mi uccise. 12 Così, la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono.

    E’ ovvio comunque che il peccato se pur non conosciuto mediante la legge era riconosciuto nel cuore dell’uomo anche quando appunto la legge non era ancora stata data.

    Infatti, per esempio, Faraone non conosceva la legge ma comunque confessò, riconobbe lui stesso che aveva peccato contro il Signore [Esodo 9:27],[Esodo 10:16], infatti nemmeno Israele ancora conosceva la legge di Dio a quel tempo. Vedi inoltre anche [Genesi 41:9] e [Genesi 44:16], questi episodi di confessione di peccato erano precedenti alla legge.

    Com’è allora che l’uomo conosceva di aver peccato prima della legge? Non conoscevano le cause specifiche dei loro desideri peccaminosi che la legge scatena mediante la conoscenza dei peccati specifici, in altre parole il desiderio incontrollabile di trasgredire la legge che nasce nel cuore umano quando la legge è conosciuta, infatti è ciò che Paolo sta dicendo in Romani 7:8

    Comunque Paolo ha spiegato che anche i pagani senza la legge sanno di aver praticato il peccato e che per questo sanno che meritano la morte per via del loro comportamento

    Romani 1:32 Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono.

    Com’è che conoscono che ciò che praticano è peccato senza sapere i peccati specifici, cioè che la legge proibisce questi comportamenti? Lo sapevano allora come oggi mediante la coscienza che rivela loro la trasgressione della legge di Dio scritta sui loro cuori.

    Romani 2:14-15 Infatti quando i gentili, (Pagani) che non hanno la legge, fanno per natura le cose della legge, essi, non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 questi dimostrano che l’opera della legge è scritta nei loro cuori per la testimonianza che rende la loro coscienza, e perché i loro pensieri si scusano o anche si accusano a vicenda,

    Dio ha messo dentro ogni uomo il meccanismo che avverte quando il peccato è commesso. Ovviamente, questo da all’essere umano solo l’idea delle sue azioni malvagie e delle sue azioni conformi alla legge. La legge scritta in effetti è stata data per aggravare la coscienza dell’uomo.

    Non dimentichiamo che anche l’Ebreo per esempio seppur ha la legge ha comunque una coscienza [Giovanni 8:9], non solo il pagano. Tutti gli esseri umani hanno una coscienza ma Dio ha dato loro anche la legge. Perché?

    Per confermare a tutto il genere umano la sua più completa peccaminosità e per confermare che per quanto l’uomo riconosca il peccato ed il male e le conseguenze di essi, l’uomo non può smettere di praticare il male e trasgredire la legge di Dio, il peccato lo domina completamente, ne è schiavo. Più prova a vivere per la legge e più la trasgredisce perché il peccatore irredento, non rigenerato non può sottomettersi alla legge di Dio [Romani 8:4-8].

    La legge aumenta la responsabilità dell’uomo per non peccare ed in più aumenta la responsabilità mediante la coscienza facendo sì che l’uomo subisca la pienezza delle conseguenze dei loro peccati e del giudizio di Dio. A chi più è dato ancor di più è richiesto, giusto?

    Non è che il genere umano non è giudicato senza la legge, no, Paolo specifica questo di già, l’uomo senza la legge viene giudicato in accordo con la coscienza, la legge di Dio scritta nel cuore di ogni uomo.

    Originariamente l’essere umano compie ciò che è menzionato in [Romani 1:18-25]. L’uomo sopprime gli avvertimenti della coscienza, la conoscenza interna della legge di Dio, la sopprime con la ingiustizia, la soffoca per silenziare l’allarme interiore di Dio. L’essere umano facendo questo si catapulta nella idolatria e si abbandona sempre più al peccato ed all’iniquità.

    Quindi ancor prima che la legge fosse stata data da Dio, ma anche oggi dove le persone non hanno conoscenza della legge di Dio e non possono ancora udire il Vangelo, la coscienza, è lo strumento creato da Dio mediante il quale l’uomo sarà condannato perché tramite di esso egli sa che è peccatore. Non scordiamoci che nel giorno del giudizio finale di Dio la Bibbia ci insegna questo

    Apocalisse 20:11-13 Poi vidi un gran trono bianco e colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono il cielo e la terra, e non fu più trovato posto per loro. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavano ritti davanti a Dio, e i libri furono aperti; e fu aperto un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati in base alle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. 13 E il mare restituì i morti che erano in esso, la morte e l’Ades restituirono i morti che erano in loro, ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere.

    Praticamente Paolo quando dice questo in Romani 5:13 perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge;sta in effetti dicendo ciò che ha detto in

    Romani 2:11-12 Perché presso Dio non v’è parzialità. 12 Infatti tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno pure senza la legge; e tutti quelli che hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati secondo la legge,

    Spesso rimango allibito dai pensieri che certi credenti hanno, coloro che pensano che l’era della grazia, cioè il periodo che viene dopo l’opera di redenzione di Cristo sia il periodo dove Dio pazienta di più mentre nell’epoca dell’AT Dio era più severo e giudizioso. Io non concordo. La Scrittura invece ci insegna che Dio è paziente oggi per via degli eletti alla salvezza

    Romani 9:22-24 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria, 24 cioè noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei ma anche fra i gentili?

    2 Pietro 3:9 Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.

    Comunque il giudizio di Dio e la Sua ira e punizione sarà molto più severa sugli uomini alla fine di questa era di grazia, molto più severa di ogni altra era prima di Cristo, perché?

    Perché adesso il genere umano vive sotto una responsabilità maggiore, cioè di essere ubbidiente a Dio perché la rivelazione della giustizia di Dio e la Sua santità, come la Sua misericordia e grazia sono messe in evidenza nella ultima e completa rivelazione di Dio, Gesù Cristo il giusto e questo rende il mondo ancora più responsabile di ubbidire la legge di Dio ed il Suo Vangelo.

    La conoscenza di Dio oggi è così completa che non esistono assolutamente scuse per i peccati, la loro disubbidienza e il loro rigetto di Dio. Seppur l’essere umano è sempre stato inescusabile dinanzi a Dio anche in ogni altra era o epoca [Romani 1:18-32] e non vi sono mai state scuse ma adesso con la completa rivelazione della conoscenza di Dio, che Egli ha rivelato all’uomo, adesso soprattutto Dio non ignora più l’ignoranza dell’uomo mentre invece comanda a tutti gli uomini dappertutto che si ravvedono.

    Anche Paolo ha confermato questo fatto in:

    Atti 17:24-31 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo, 25 e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa; 26 or egli ha tratto da uno solo tutte le stirpi degli uomini, perché abitassero sopra tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione, 27 affinché cercassero il Signore, se mai riuscissero a trovarlo come a tastoni, benché egli non sia lontano da ognuno di noi. 28 Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: “Poiché siamo anche sua progenie”. 29 Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo stimare che la deità sia simile all’oro o all’argento o alla pietra o alla scultura d’arte e d’invenzione umana. 30 Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti»

    Dio prima della legge giudicava solamente in base alla coscienza come fa anche oggi in coloro che non sono stati esposti alla legge di Dio ed il Vangelo.

    Poi Dio ha dato la legge ad Israele e a questo punto ancor più responsabilità fu richiesta da Dio. Tramite la legge di Dio l’uomo riconosce la peccaminosità del peccato e mediante la conoscenza di quella legge viene giudicato. Dopo la legge venne Gesù Cristo, Colui che ha compiuto la legge così che basandosi anche sul Vangelo, il giudizio di Dio sarà reso, mediante il Suo Vangelo, la Sua legge e la coscienza dell’uomo [Romani 2:16]. La progressiva e poi completa rivelazione di Dio ha aumentato fin oggi le responsabilità dell’uomo nell’ubbidire Dio e la ha elevata alla massima potenza.

    Quindi non è esclusivamente quanti peccati una persona commette che determina la severità della punizione di Dio dei peccatori, ma anche quanta luce della rivelazione di Dio uno ha ricevuto e dunque quanti peccati sono stati commessi in ogni area di specifica rivelazione che determinerà la severità della punizione.

    Non c’è da illudersi, chiunque il cui nome non è scritto nel libro della vita, in altre parole, chi non appartiene a Cristo, nato di nuovo dallo Spirito di Dio, TUTTI SARANNO giudicati secondo le loro opere, comportamento, peccati e la severità della loro punizione sarà in accordo con quanta rivelazione la persona ha ricevuto.

    Non ostante ciò comunque la punizione per tutti sarà eterna, quella minore, seppur eterna andrà a coloro che saranno giudicati secondo la coscienza soltanto. La prossima più grave punizione eterna andrà a chi sarà giudicato dalla coscienza e dalla legge ma che ancora come i precedenti non hanno ricevuto la conoscenza del Vangelo.

    La punizione eterna più severa sarà data a chi è stato esposto al peccato mediante la coscienza, la legge e il Vangelo e lo hanno rigettato. Questi avranno la più severa punizione eterna perché hanno peccato contro la più grande quantità e preziosa rivelazione di Dio, la rivelazione della grazia di Dio mediante Gesù Cristo.
    Questo è spiegato in questi prossimi passi ancor meglio

    Luca 12:47-48 Ora quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non si è preparato e non ha fatto la sua volontà, riceverà molte battiture. 48 Ma colui che non l’ha conosciuta, se fa cose che meritano le battiture, ne riceverà poche. A chiunque è stato dato molto, sarà domandato molto; e a chi molto è stato affidato, molto più sarà richiesto».

    Matteo 11:20-24 Allora egli cominciò a rimproverare quelle città, in cui la maggior parte delle sue opere potenti erano state fatte, perché esse non si erano ravvedute, dicendo: 21 «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti che sono state compiute tra di voi, già da tempo si sarebbero pentite con sacco e cenere. 22 Perciò io vi dico che nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate con più tolleranza di voi. 23 E tu, o Capernaum, che sei stata innalzata fino al cielo, sarai abbassata fino all’inferno, perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa esisterebbe ancora oggi. 24 Pertanto io vi dico che nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua».

    Ebrei 10:26-29 Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, (questo è il peccato di incredulità, rigettare il Vangelo) non rimane più alcun sacrificio per i peccati, 27 ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. 28 Chiunque trasgredisce la legge di Mosè muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. 29 Quale peggiore castigo pensate voi merita colui che ha calpestato il Figlio di Dio e ha considerato profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e ha oltraggiato lo Spirito della grazia?

    Tutto questo per spiegare meglio ciò che Paolo sta dicendo e spero che sia più chiaro adesso. Quindi non è che il peccato non fosse giudicato prima della legge, no, come abbiamo visto Dio ritiene responsabile ogni persona per i peccati commessi. Era perché ancora la specifica conoscenza della legge non c’era e quindi non vi era la conoscenza specifica dei peccati commessi [Romani 3:20]. Comunque abbiamo visto che gli uomini ancor prima della legge sapevano di aver peccato e Dio li ha puniti e li punirà lo stesso. Dopo la legge la punizione, il giudizio sarà ancor più severo e dopo Cristo il giudizio di Dio sul peccato non perdonato sarà il più severo di tutti.

    Romani V Versetti da XIV a XIX

     

    14 ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire.15 La grazia però non è come la trasgressione; se infatti per la trasgressione di uno solo quei molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono per la grazia di un uomo, Gesù Cristo, hanno abbondato verso molti altri.16 Riguardo al dono, non è avvenuto come per quell’uno che ha peccato, perché il giudizio produsse la condanna da una sola trasgressione, ma la grazia produsse la giustificazione da molte trasgressioni.17 Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, che è Gesù Cristo.18 Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita.19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti

     

    Adesso nel versetto 14 Paolo dice una cosa che apparentemente è difficile da comprendere. Leggiamola assieme
    ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire.

    Allora, la prima parte è abbastanza chiara, la morte ha avuto dominio sugli uomini da Adamo a Mosè. Anche se gli uomini non avevano il codice scritto della legge, la morte, cioè la conseguenza del peccato di Adamo ed anche dei loro ha avuto dominio sul genere umano. Il genere umano è rimasto spiritualmente morto ed è anche morto fisicamente. Dopo tutto quella fu la promessa fatta da Dio ad Adamo in [Genesi 2:16-17] e susseguentemente a TUTTI gli esseri umani, morte per via del peccato [Romani 5:12],[Romani 6:23].

    La morte ha regnato su TUTTO il genere umano, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo

    Sappiamo che per Dio peccato è peccato, ma cosa significa questo? Il genere umano da Adamo a Mosè non ha peccato con una trasgressione simile ad Adamo. Vediamo che Adamo ha trasgredito e ciò è peccato, ma fu una trasgressione di uno specifico comandamento datogli direttamente da Dio. Ricordate Dio comandò ad Adamo

    Genesi 2:16-17 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai».

    Entrambe il comandamento e le conseguenze di che? La Trasgressione di questo comandamento furono dati ad Adamo. Una persona può trasgredire solo un comandamento che è conosciuto. Così che il peccato del genere umano non era però una trasgressione di comandamenti specifici e conosciuti o rivelati come quello dato ad Adamo lo era. Il genere umano da Adamo a Mosè dunque peccava ma peccava non trasgredendo un comandamento diretto, sia orale che scritto.

    Sì, ancora una volta l’uomo peccava ma non contro comandamenti diretti o scritti ma solo trasgredendo, sempre la legge di Dio ma quella scritta nel loro essere e conosciuta mediante la coscienza che li accusava o li assolveva [Romani 2:14-15]. Così che la rivelazione di Dio, della giustizia di Dio, la Sua verità e il peccato erano note mediante la natura e la coscienza.

    Ecco che cosa significa non aver peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo.

    Comunque la morte che è il salario del peccato, sia quello di Adamo che quello commesso dagli uomini stessi regnò su di loro da Adamo a Mosè.

    A questo punto Paolo ci dice che Adamo è un tipo di Colui che è a venire. Che cosa significa questo?
    Paolo risponde la nostra domanda spiegando nei prossimi versetti che Gesù è un tipo di Adamo ed Adamo un tipo di Gesù. Paolo fa i paragoni tra Adamo e Gesù, come entrambi hanno influenzato il genere umano eppure in un modo molto diverso. Infatti, come sono un tipo simile l’uno dall’altro, sono anche completamente opposti l’umo dall’altro. Paolo ha dichiarato che Gesù è l’ultimo Adamo.
    1 Corinzi 15:45 Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l’ultimo Adamo è spirito vivificante.

    Gesù ha fatto ciò che Adamo fu incapace di fare e ha disfatto ciò che Adamo ha fatto, per lo meno per molte persone. Gesù ha fatto ciò che nessun altro uomo ha potuto fare. Che cosa? Nato senza natura peccaminosa, ha vissuto senza peccare mai, Ha ubbidito e compiuto la legge e la volontà di Dio. In questo Egli ha formato in se una nuovo genere umano.

    Uomini e donne che sono in Lui e posseggono adesso ciò che Adamo aveva loro fatto rimuovere dalla loro vita. Gesù ha rigenerato un segmento del genere umano, coloro che hanno ricevuto la grazia di Dio tramite il dono della Sua grazia, Gesù Cristo [Romani 8:29],[Colossesi 1:15-19],[Ebrei 2:11-15].

    Efesini 2:10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.

    Giacomo 1:17-18 ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento. 18 Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà mediante la parola di verità, affinché in qualche modo siamo le primizie delle sue creature.

    Quindi Dio mediante Gesù Cristo ha rigenerato parte del genere umano, ha fatto di noi nuove creature in Cristo. Come il genere umano nella carne, cioè fisicamente è creato in Adamo, così parte del genere umano eletto dalla grazia di Dio, dalla Sua volontà, generati dalla parola della verità, nati di nuovo così che siamo in qualche modo le primizie delle Sue creature.

    Abbiamo già visto come il peccato di Adamo ha influenzato il genere umano completamente in maniera negativa e ogni cosa corrotta dal suo peccato. Gesù dall’altro canto ha influenzato tutto positivamente, coloro che fanno parte del nuovo ordine di Dio, i nuovi cieli e la nuova terra e la Gerusalemme celeste dove il genere umano redento e rigenerato vivrà e avrà benefici anche abbondantemente di più di quelli che furono perduti mediante la disubbidienza di Adamo [1 Corinzi 15:45-49],[Apocalisse 21:1-8],[Apocalisse 22:1-5].

    Comunque, Paolo per evitare il più piccolo e accidentale frainteso fa sì che capiamo questo, versetto 15 La grazia però non è come la trasgressione; se infatti per la trasgressione di uno solo quei molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono per la grazia di un uomo, Gesù Cristo, hanno abbondato verso molti altri

    Il dono gratuito della grazia di Dio verso peccatori immeritevoli mediante Suo Figlio Gesù Cristo, il dono non è come la trasgressione. In che senso? Adesso dobbiamo capire molto attentamente cosa ci viene detto e cosa non viene detto in questo passo. Non possiamo fraintendere che cosa Paolo sta dicendo. Per capire meglio ciò che sta dicendo guardiamo che cosa ci dice Paolo in un passo parallelo

    1 Corinzi 15:22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati;
    Qui Paolo dice che in Adamo TUTTI muoiono. Bene, perché questo è ciò che la Bibbia ci sta dicendo fin dall’inizio, TUTTI gli uomini sono radicalmente, cioè completamente depravati e corrotti dal peccato e che il salario del peccato è la morte, così che ogni singolo individuo senza eccezione è spiritualmente morto e per questo muore anche fisicamente. Fino ad ora non c’è stato problema capire questo, giusto?

    Adesso Paolo dice, così anche in Cristo saranno tutti vivificati. Ora, che cosa vuole veramente dire questo? Perché, infatti in Romani 5:15 vediamo che Paolo usa la parola molti e non la parola tutti per descrivere coloro che sono morti e coloro che invece ricevono vita mediante la grazia in Cristo.

    Dunque, sappiamo o almeno dovremmo sapere che la Bibbia non si contraddice mai. Sappiamo che in Adamo, l’uomo carnale, naturale muore, TUTTI muoiono, ma sappiamo anche che TUTTI NON riceveranno vita in Gesù Cristo. Sappiamo dalla Scrittura stessa che molti andranno in dannazione eterna, ma allora perché Paolo dice TUTTI saranno vivificati in Cristo?

    Paolo non sta per niente usando queste due parole, molti e tutti come assoluti, altrimenti starebbe predicando la salvezza universale. Comunque, sappiamo che la salvezza universale è falsa dottrina che alcuni, storcendo la Scrittura insegnano che tutti gli uomini saranno infine salvati da Dio. No, non è così, questa dottrina è eretica, falsa e non è affatto Scritturale.

    In altre parole, l’unico assoluto è questo, che in Adamo TUTTI certamente muoiono, spiritualmente TUTTI muoiono. Fisicamente molti, la maggior parte dell’umanità muore. Infatti, TUTTI i non credenti in Gesù moriranno anche fisicamnte, ma non tutti i membri del genere umano moriranno fisicamente poiché alcuni di quelli che hanno creduto in Gesù NON moriranno fisicamente. Alcuni credenti facenti parte di una generazione specifica non sperimenteranno la morte fisica

    1 Corinzi 15:50-53 Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l’incorruttibilità. 51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, 52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, 53 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità.

    Quindi sì in Adamo TUTTI muoiono spiritualmente e TUTTI i non credenti muoiono fisicamente. Se una persona rimane nella carne, in Adamo, moriranno sicuramente. Infatti, in ogni modo possibile ed immaginabile che c’è per sperimentare la morte essi la sperimenteranno.

    Ora, se una persona va da Adamo a Cristo, passa dalla morte alla vita, quindi TUTTI questi che hanno fatto questa esperienza vivranno. Comunque molti di questi anche se periranno fisicamente vivranno ugualmente e coloro che sono vivi non moriranno, questo lo ha promesso anche Gesù [Giovanni 11:25-26].

    Ecco perché Paolo sta usando la parola molti in [Romani 5:15] per descrivere entrambe i casi. Molti che rimarranno in Adamo moriranno ma non tutti, giusto? Perché? Perché molti crederanno e saranno in Cristo così che questi molti riceveranno grazia e vita invece che morte, molti ma non tutti.

    Questa è la spiegazione di [Romani 5:15] mentre la spiegazione di [1 Corinzi 15:22] è che tutti coloro che sono e rimangono in Adamo moriranno, mentre tutti coloro che erano in Adamo ma adesso sono in Cristo vivranno, infatti alcuni che sono in Cristo come detto prima non moriranno nemmeno fisicamente e coloro che erano morti fisicamente ma vivi spiritualmente saranno risuscitati a nuova vita anche fisicamente.

    Nel prossimo brano Paolo dice

    Romani 5:16-19 Riguardo al dono, non è avvenuto come per quell’uno che ha peccato, perché il giudizio produsse la condanna da una sola trasgressione, ma la grazia produsse la giustificazione da molte trasgressioni. 17 Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, che è Gesù Cristo. 18 Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita. 19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti.

    Il dono gratuito della grazia di Dio in Gesù Cristo non è affatto come la trasgressione di Adamo,in realtà l’opera di Gesù è completamente opposta a quella di Adamo. Il dono di Dio come vedremo anche nei versetti a venire è di maggiore qualità, è più grande e più forte.

    Mediante una sola trasgressione il giudizio e l’ira di Dio è venuta ed è risultata nella completa condanna di tutto il genere umano da parte di Dio, vedi [Romani 1:18-32] e [Romani 3:10-23].

    Il dono gratuito della grazia invece è venuto nel mondo per via di una e di molte trasgressioni ed è risultato in giustificazione.

    Aspetta un momento qualcuno dirà, questo vuole dire dunque che una moltitudine di trasgressioni hanno prodotto il dono gratuito? Beh, sì non direttamente ma indirettamente. Questo può essere spiegato così. Un solo peccato, quello di Adamo ha causato il giudizio e la condanna di ogni essere umano che sia mai esistito, questo ha poi prodotto assieme alla legge, la peccaminosità e l’incremento, l’aumento della peccaminosità nell’essere umano.

    Ora, non solo un peccato o una trasgressione deve essere vista qui, ma un grande numero di trasgressioni deve essere preso in considerazione. Dunque, se un solo peccato, quello di Adamo è stato abbastanza per far sì che causasse il giudizio e la condanna e la corruzione totale del genere umano, pensiamo a che tipo di conseguenze porta l’aumento della peccaminosità commessa dall’uomo.

    Adesso, non solo il primo peccato deve essere rimosso, ma TUTTI i peccati commessi devono essere rimossi, Dio ha provveduto per questo in modo completo mediante il dono gratuito della Sua grazia.

    Il dono gratuito della grazia di Dio non solo ha il potere di rimuovere la natura peccaminosa di coloro a cui è donato, ma inoltre ha rimosso la colpa, la colpevolezza di TUTTI i peccati commessi da coloro a cui è stato donato, peccati commessi per via di quella sola trasgressione di Adamo.

    Ecco perché Gesù è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo [Giovanni 1:29].

    Ancora un a volta specifichiamo che cosa veramente significhi questa cosa. Questo non vuole affatto dire che Gesù ha tolto il peccato o i peccati di TUTTE le persone del mondo. Se così fosse allora TUTTI sarebbero salvati e giustificati. No, NON TUTTE le persone del mondo sono salvate e giustificate, perché del resto molti sono chiamati ma pochi gli eletti.

    Soltanto coloro che credono nel Vangelo, cioè in Gesù Cristo come unico Signore e salvatore sono salvati e solo i loro peccati saranno perdonati e rimossi.

    Comunque questi sono sicuramente gente che appartiene ad ogni nazione del mondo. Dobbiamo veramente capire bene che significhi quando Dio parla di amare il mondo, salvare il mondo, portare via il peccato del mondo.

    Egli NON sta parlando universalmente di ogni singola persona nel mondo, ma sta parlando del mondo intero come l’oggetto del Suo amore e della Sua grazia.

    Nella ideologia Ebrea di quel tempo, solo gli Ebrei, secondo loro, erano gli oggetti dell’amore di Dio e della Sua salvezza. Così che Gesù e poi anche gli autori del NT hanno dovuto imprimere nella mente della gente che Dio ama tutte le nazioni, lingue e tribù e su molti di questi Egli ha scelto di riversare la Sua grazia e misericordia tramite Gesù Cristo così che ogni parte del mondo intero potesse sperimentare la Sua salvezza, non solo gli Ebrei, chiaro?!

    Questo è esattamente ciò che Gesù voleva dire in [Giovanni 3:16-17], quello che Giovanni il Battista ha detto nel passo precedentemente menzionato [Giovanni 1:29] e cosa vuole dire l’Apostolo Giovanni in [1 Giovanni 2:2].

    Infine il prodotto finale di questo concetto lo troviamo descritto in

    Apocalisse 5:9-10 E cantavano un nuovo cantico dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 10 e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra».

    Vedete anche [Apocalisse 7:9-17].

    Allora, TUTTI i peccati di TUTTE le persone redente, degli eletti da Dio, provenienti da OGNI tribù, lingua, popolo e nazione del mondo sono dunque perdonati e rimossi mediante il grazioso dono di Dio in Gesù Cristo. Questo è il significato esatto di cosa vuol dire per Dio avere amato il mondo e togliere il peccato del mondo, OK?!
    Certamente Dio ama il mondo intero, non solo la nazione di Israele, ma tutto il mondo, questo è il punto.

    Possiamo dunque presumere che Dio ama tutti gli esseri umani nel mondo allo stesso modo anche individualmente? Dopo tutto non vi è parzialità con Dio, giusto? E’ vero non vi è parzialità da parte di Dio ma…

    Questo è un discorso abbastanza complesso e magari dovremmo aspettare un po’ più a lungo per arrivare alla spiegazione dettagliata di questa cosa, e questo faremo Dio volendo più avanti nello studio.
    Se nell’amare tutti gli uomini del mondo si vuole dire che Dio è obbligato a salvarli tutti, allora no, Dio non amerà tutti allo stesso modo, poiché coloro che rimarranno nella loro peccaminosità la Bibbia ci indica chiaramente non riceveranno l’amore di Dio ma l’ira, l’odio perfetto di Dio per il peccato ed anche per il peccatore, poiché Dio non solo odia il peccato ma anche il peccatore che rimane nella sua incredulità e nel peccato.

    Salmi 5:4-6 perché tu non sei un Dio che prende piacere nell’empietà; con te non può dimorare il male. 5 Quelli che si gloriano, non potranno reggere davanti ai tuoi occhi; tu hai in odio tutti gli operatori d’iniquità. 6 Tu farai perire tutti quelli che dicono menzogne; l’Eterno detesta l’uomo di sangue e di frode.

    Vedete anche [Levitico 20:23],[Salmi 6:16-19],[Osea 9:15],[Zaccaria 11:8].

    Parole molto dure ma allo stesso tempo molto chiare. Certo che possiamo provare, e sicuramente molti hanno provato e proveranno di fare ginnastiche esegetiche per cercare in qualche modo di dare una interpretazione diversa o un significato diverso a questi passi. Purtroppo non vi è un significato diverso o una interpretazione diversa. Non è che Dio sia ingiusto, implacabile e mancante di amore se ha questi sentimenti verso il peccato e il peccatore.

    Se crediamo che Dio sia così è solo per via della nostra pi ccola e limitata comprensione di come Dio veramente è, Dio ci ha detto queste parole in riguardo

    Ezechiele 33:11 Di’ loro: Com’è vero che io vivo», dice il Signore, l’Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie.Perché mai dovreste morire, o casa d’Israele?

    Dio non odia come odiamo noi. L’odio di Dio per il peccato ed il peccatore è perfetto, è perfettamente giusto, perfettamente santo. Nessun male risiede in Dio così che Lui non odia come odiamo noi [Giacomo 1:13].

    Il nostro odio è malvagio e ingiusto. Il Suo odio è contro TUTTO ciò che è ingiusto e ciò che non è perfettamente santo, ciò che viola il Suo carattere santo e che usurpa la Sua gloria.

    Questa cosa fa una enorme differenza in come dobbiamo vedere e comprendere questo soggetto. Comunque, se non arriviamo alla giusta conoscenza della completa e radicale corruzione, malvagità e peccaminosità dell’essere umano non potremo mai avere la piena conoscenza e l’apprezzamento degli attributi di Dio, inclusivi della Sua grazia, il Suo amore e la Sua misericordia.

    Arrivo a comprendere pienamente l’amore, la misericordia e il perdono di Dio solo quando mi vedo come mi vede Dio, completamente e radicalmente peccaminoso e quando realizzo e comprendo come Egli è, completamente santo e giusto e che io merito di andare all’inferno, nella dannazione eterna per via del mio peccato. Egli è completamente giusto nel modo in cui giudica il peccato ed i peccatori.

    Romani 3:4-6 No di certo! Anzi, sia Dio riconosciuto veritiero e ogni uomo bugiardo, com’è scritto: «Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e trionfi quando sei giudicato». 5 Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, che diremo? Che Dio è ingiusto quando dà corso alla sua ira? (Parlo alla maniera degli uomini.) 6 No di certo! Perché, altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo?

    Vediamo che altro dice Dio:

    Romani 9:13-24 13 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù». 14 Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia. 15 Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. 17 Dice infatti la Scrittura al Faraone: «Proprio per questo ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza e affinché il mio nome sia proclamato in tutta la terra». 18 Così egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole. 19 Tu mi dirai dunque: «Perché trova ancora egli da ridire? Chi può infatti resistere alla sua volontà?». 20 Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto così?». 21 Non ha il vasaio autorità sull’argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore? 22 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria, 24 cioè noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei ma anche fra i gentili?

    Questo è come si fa riconciliare questa cosa. E’ cosa dura? Sì! Difficile da digerire? Anche! La possiamo capire appieno? Probabilmente non appieno! Dobbiamo comprenderla appieno per accettarla? Veramente no! Dobbiamo comunque accettarla? Vorrei dire questo, se abbiamo fatto del Signore Gesù il nostro Signore e crediamo che Dio sia sovrano ma anche amorevole e misericordioso mentre è anche giusto e santo, allora la risposta è sì, DOBBIAMO accettare questa cosa. In ordine di accettarla dobbiamo fare ciò che Paolo ci ha esortato di fare in

    Romani 12:1-2 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

    Affronteremo questo soggetto e contesto quando arriveremo a Romani 9 dove discuteremo più a fondo la dottrina dell’elezione. Abbiamo già avuto molte opportunità di vedere questa dottrina in una forma o in un’altra durante il nostro studio. Comunque fino a quando la studieremo in dettaglio è sufficiente comprendere che Dio ama tutto il mondo e salva gente traendole fuori da questo mondo.

    Su chi Egli decide di avere misericordia è la Sua prerogativa e non è una cosa che è affatto soggetta alle nostre opinioni o desideri, non siamo noi sovrani, onniscienti e perfetti in saggezza e giustizia così che non possiamo provarci a questionare come decide di fare le cose Dio e come Egli sceglie di dimostrare il Suo amore e la Sua misericordia.

    Le sole cose che sono sufficienti da comprendere sono, che TUTTI gli esseri umani, senza eccezioni, meritano la morte e la dannazione eterna nell’inferno e questo dovrebbe essere sufficiente per capire l’amore e la misericordia di Dio e riconciliare queste con la Sua sovrana volontà e anche tutti gli altri Suoi attributi. Io non so perché Dio ha scelto te e me, forse ed infatti sono certo che vi erano persone che vivevano una vita più morale e magari meno peccaminosa della mia o della tua, forse erano anche più religiosi di noi e forse da quel punto di vista umano probabilmente se si fosse salvati per merito proprio allora meritavano la salvezza più di noi.

    Questo è il punto comunque, visto che TUTTI gli uomini e le donne nel mondo sono peccatori e meritano la morte e la dannazione eterna, nessuno merita alcuna altra cosa da Dio se non quelle cose stesse.
    Se Dio salvasse l’uomo in base ai meriti di una persona non sarebbe più grazia, che tra l’altro significa favore immeritevole. Così è per dimostrare la Sua gloria nella misericordia e la Sua grazia che Egli ha scelto di salvare persone immeritevoli, miserabili e disgraziate come noi.

    Perché Dio ha scelto alcuni ed altri no non è una cosa per la quale noi ci dobbiamo preoccupare. Forse in eternità arriveremo a comprendere il perché, ma non è cosa necessaria nella nostra vita. Dovrebbe essere sufficiente sapere che Dio è giusto ed Egli fa ogni cosa perfettamente. Quindi non dovremmo nemmeno avere bisogno di avere tutte le risposte per accettare la Sua perfetta e sovrana volontà.

    Quello infatti è il punto centrale che Paolo fa in Romani 9, o no? Ma infatti, chi siamo noi a contendere con o questionare Dio e dire perché le cose stanno così? Perché ci interessa? E’ veramente essenziale che dobbiamo per forza capire perché Dio decide di fare le cose come pare a Lui? Chi è Dio, sovrano e Signore? Noi o Lui? Egli è obbligato a dare a noi una spiegazione del perché fa quello che fa come lo fa? Abbiamo una risposta parziale e dovrebbe essere sufficiente, si trova in:

    Efesini 1:4-7 In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, 5 avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. 7 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia,

    Efesini 1:11 In lui siamo stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà;

    Allora il dono gratuito della grazia di Dio è provveduto da Dio per via delle molte offese, prodotto dunque dalle molte offese ed ha il potere di giustificare tutti coloro sui quali è riversato, perché ha il potere non solo di rimuovere la natura peccaminosa dovuta alla sola offesa di Adamo ma il potere di rimuovere TUTTI i peccati commessi nella vita dell’eletto.

    Questa cosa è ciò che è necessaria per essere veramente giustificati, cioè la rimozione di TUTTI i peccati, passati, presenti e futuri, TUTTI!

    Questa è giustificazione dinanzi a Dio, l’essere innocente e privo di colpa, di colpevolezza per sempre. Vi sono diversi passi di Scrittura che descrivono questa nostra posizione dinanzi a Dio, posizione che abbiamo in Cristo e per Cristo soltanto comunque.

    Giuda 24 A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria, Vedi anche [Romani 8:30-34],[1 Corinzi 1:8],[Efesini 1:4],[Colossesi 1:21-23],[Tito 3:4-7].

     

    Versetto 17 Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, che è Gesù Cristo.

    Mediante la trasgressione di un solo uomo, Adamo, la morte ha regnato, ha avuto dominio. La morte ha dominato spiritualmente e fisicamente sull’uomo. La morte era sovrana, regnava, ha dominato. Vediamo questo fatto che prende forma ancora di più quando Dio giudicò TUTTO il genere umano mediante la morte causata dal diluvio universale [Genesi 6:11-13]. Solo otto persone, scelte da Dio per grazia soltanto, Noè e la sua famiglia furono risparmiati la morte, furono salvati per grazia di Dio.

    Genesi 6:8 Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE.

    Fu solo perché Noè trovò grazia agli occhi di Dio che fu scelto da Dio, quindi, che fu considerato giusto nella sua generazione

    Genesi 6:9 Questa è la discendenza di Noè. Noè fu uomo giusto e irreprensibile tra i suoi contemporanei. Noè camminò con DIO.

    Come si può ben comprendere la cosa non fu affatto diversa per Noè che come siamo noi stessi stati considerati giusti e irreprensibili nella nostra generazione, cioè oggi, è per questa ragione soltanto che abbiamo l’abilità di camminare con Dio, cioè per grazia soltanto.

    Anche noi siamo stati scelti da Dio perché abbiamo trovato grazia ai Suoi occhi e per questo ci è stato assegnato un posto nella nostra arca di salvezza, il Signore Gesù Cristo, in Lui siamo diventati giusti e perfetti [2 Corinzi 5:17-21].

    Dunque, come abbiamo avuto il privilegio di capire, questa è la giustificazione, è in Lui che siamo sigillati, come Noè fu sigillato da Dio nell’arca [Genesi 7:16] anche noi come Noè ha sfuggito il giudizio di Dio ai suoi tempi, abbiamo sfuggito il giudizio presente e futuro di Dio e siamo sigillati in Cristo per la redenzione [Efesini 1:13],[Efesini 4:30].

    La morte ha regnato, assieme a Dio anche la Sua grazia però, come ci ha dato esempi di questo nella distruzione di Sodoma e Gomorra, ma salvando Lot e le sue figlie. La morte regnò ma anche la Sua grazia quando Dio giudicò l’Egitto ma salvò Israele. La morte regnò ma ancor di più vediamo la Sua grazia che ha sempre abbondato verso qualcuno nelle pagine della Scrittura.

    Nel mezzo del dominio della morte la grazia di Dio ancor di più è abbondata verso peccatori immeritevoli come noi. Come abbiamo avuto modo do vedere con la grazia anche il dono della giustizia regna in vita mediante l’uno, Gesù Cristo.

    1 Corinzi 15:53-57 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. 54 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria». 55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.

    Ancora una volta vediamo che in connessione con la grazia di Dio dataci mediante la vita di Gesù Cristo troviamo la giustizia di Dio indipendente dalla legge e qualsiasi cosa che l’uomo è capace di fare per essere considerato giusto, cioè la giustizia che proviene per grazia mediante la fede nel Vangelo di Gesù Cristo [Romani 3:21-26].

    La giustizia di Cristo è imputata per grazia a color che credono [Romani 4:5] [Romani 10:4]. Questo è possibile per via della resurrezione di Gesù. Perché Egli vive Egli è la nostra vita, Egli è la nostra giustizia mediante il Suo Spirito vivente [Romani 8:10-11],[1 Corinzi 1:30].

    1 Corinzi 15:45 Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l’ultimo Adamo è spirito vivificante.

    2 Corinzi 5:21 Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.

    Grazia è abbondantemente riversata sugli esseri umani nella forma di salvezza mediante Gesù Cristo nostro Signore. Abbiamo ricevuto la pienezza di questa grazia in Gesù.

    Giovanni 1:16-17 Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”». 17 Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.

    Questa non è una benedizione striminzita, taccagna o sordida, non è una benedizione che ha un limite o una fine ma è abbondante in quanto grande è il bisogno dell’uomo, per quanti bisogni ci siano essa continua ad abbondare.

    E’ abbondante in quantità ed in qualità.

    Abbonda in quantità perché influenza moltissime persone e toglie TUTTI i peccati di coloro appunto a cui è stata data.

    Abbonda in quantità perché non può esaurire, non possiamo produrre quantità di peccato che possono sopravvenire la grazia di Dio che viene continuamente riversata abbondantemente su di noi. E’ data per il perdono di TUTTI i nostri peccati [Romani 4:6-8],[1Giovanni 1:7-9]

    Abbonda in quantità verso la nostra santificazione, è ciò mediante la quale verremo glorificati, e ciò con la quale viviamo la nostra vita Cristiana, cioè camminiamo con Dio [Filippesi 2:13],[Romani 12:6]. TUTTA la nostra salvezza, rigenerazione, conversione, santificazione e glorificazione sono TUTTE per l’abbondanza della grazia di Dio riversata su di noi [Tito 3:4-7].

    Abbonda, è traboccante, straripante, sovrabbondante [Salmi 23:5-6], in ogni cosa che concerne la nostra vita, è una sorgente che non si secca mai, un pozzo che non si esaurisce mai [Giovanni 4:13]. è sempre disponibile per noi alla nostra richiesta ed ne abbiamo costante e continuo accesso per tutti i nostri bisogni [Ebrei 4:16],[2 Corinzi 9:8].

    Abbonda verso di noi poiché è sempre sufficiente anche per vincere e sopravvenire TUTTE le nostre difficoltà, le debolezze e le infermità della nostra vita,

    2 Corinzi 12:8-10 A questo riguardo ho pregato tre volte il Signore che lo allontanasse da me. 9 Ma egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza». Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. 10 Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole, allora sono forte.

    La grazia non solo abbonda in quantità ma abbonda in qualità, in qualità perché è un dono di inestimabile valore perché è il dono più prezioso che Dio ci ha potuto dare. Procede da Lui ed ogni dono che procede da Lui è buono e perfetto [Giacomo 1:17].

    Questa grazia abbonda in qualità perché procede dalla giusta, santa e perfetta vita donataci da Dio in Gesù, l’unigenito Figlio di Dio. E’ abbondantemente preziosa dunque perché è costata tutto a Dio, tutto ciò che Lui aveva di più prezioso ci ha offerto, ci ha offerto a chi? Gente per bene e meritevole? No! Gente malvagia, corrotta, perversa e depravata come eravamo anche noi, per la qualità della Sua grazia che è più preziosa di ogni cosa di valore e di ricchezze terrene

    1 Pietro 1:18-19 sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, 19 ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia.

    E’ quindi abbondante di qualità e di valore

    Efesini 1:7-8 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha fatto abbondare verso di noi con ogni sapienza e intelligenza, E’ la pienezza di Dio, il meglio che Lui ha per noi, il Suo TUTTO ed è gratuito per noi

    Isaia 55:1-3 «O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, e voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro e senza pagare vino e latte! 2 Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, e l’anima vostra gusterà cibi succulenti. 3 Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide.

    Questa è una delle tante descrizioni della abbondanza e della qualità della grazia di Dio verso il genere umano quando anche Egli darà la Sua eredità a coloro sui quali ha riversato questa grazia, il risultato finale la rimozione del peccato mediante Gesù Cristo nostro Signore, la descrizione di questo nell’AT è questa

    Isaia 25:6-8 L’Eterno degli eserciti preparerà su questo monte a tutti i popoli un banchetto di cibi succulenti, un banchetto di vini vecchi, di cibi succulenti pieni di midollo, di vini vecchi e raffinati. 7 Distruggerà su questo monte la coltre che copriva tutti i popoli, e la coperta stesa su tutte le nazioni. 8 Distruggerà per sempre la morte; il Signore, l’Eterno asciugherà le lacrime da ogni viso, toglierà via da tutta la terra il vituperio del suo popolo, perché l’Eterno ha parlato.

    Questa è la descrizione nel NT della stessa cosa

    Apocalisse 21:2-7 E io, Giovanni, vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 E udii una gran voce dal cielo, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Ed egli abiterà con loro; e essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. 4 E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate». 5 Allora colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio tutte le cose nuove». Poi mi disse: «Scrivi, perché queste parole sono veraci e fedeli». 6 E mi disse ancora: «È fatto! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’acqua della vita. 7 Chi vince erediterà tutte le cose, e io sarò per lui Dio ed egli sarà per me figlio.

    Chi è colui che erediterà TUTTE le cose ? Colui che vincerà. Chi è colui che vince? Colui che è in Cristo Gesù e come è che una persona è in Cristo? Mediante la abbondante, ricca e preziosa grazia di Dio.

    Efesini 1:7-8 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza

    Efesini 2:4-9 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7 per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia, con benignità verso di noi in Cristo Gesù. 8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori.

    E’ proprio perché Dio ci ha dato in Gesù Cristo il bene più prezioso, il dono di più inestimabile valore dimostratoci in questa abbondante e preziosa grazia che, a chi rifiuta questo preziosissimo dono, per queste persone è riservato, non le abbondanti benedizioni che provengono da questa preziosa grazia ma il peggior castigo possibile ed immaginabile, perché, sentiamo ciò che ci dice il Signore in riguardo.

    Ebrei 10:26-31 26 Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, 27 ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. 28 Chiunque trasgredisce la legge di Mosè muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. 29 Quale peggiore castigo pensate voi merita colui che ha calpestato il Figlio di Dio e ha considerato profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e ha oltraggiato lo Spirito della grazia? 30 Noi infatti conosciamo colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta, io darò la retribuzione», dice il Signore. E altrove: «Il Signore giudicherà il suo popolo». 31 È cosa spaventevole cadere nelle mani del Dio vivente.

    Non possiamo fare una esegesi completa di questo passo anche se veramente ci sarebbe bisogno di farla perché questo è uno dei passi più male interpretati della Bibbia. Comunque se Dio vuole un giorno faremo lo studio del libro degli Ebrei e faremo l’esegesi completa di questo passo, Qui è sufficiente sapere alcune cose.

    La prima cosa la lettera agli Ebrei fu scritta ad una comunità prettamente formata da Ebrei questo è essenziale nel capire bene il contesto. In questa comunità come in ogni comunità anche oggi c’erano color che avevano veramente sperimentato la rigenerazione ma anche coloro che erano titubanti, avevano ricevuto una conoscenza della verità,la avevano accettata superficialmente ma non aveva fatto breccia nel loro cuore e non aveva prodotto il frutto della vera fede, non erano rigenerati, vedi anche [Matteo 13:20-21].

    La conoscenza della verità è il Vangelo, il peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità non vuole dire il peccare generico, poiché se fosse così nessuno sarebbe salvato, poiché vorrebbe dire che bisognerebbe essere perfetti mentre invece sappiamo tutti che anche dopo l’essere stati rigenerati continuiamo a peccare e spesso volontariamente, anzi ora più che mai volontariamente visto che adesso e solo adesso abbiamo la vera libertà di praticare il nostro vero e proprio libero arbitrio.

    Prima eravamo schiavi del peccato ma adesso non lo siamo più quindi se pecchiamo ora pecchiamo spesso perché veramente vogliamo disubbidire Dio.

    Quindi se il peccare volontariamente fosse questo non rimarrebbe più nessun sacrificio per i peccati per nessuno. Ohi, questo è grave perché dunque nessuno potrebbe essere salvato. No, ovviamente non significa questo, nessuno è perfetto anche dopo la conversione, tutti peccano volontariamente, quindi che cosa significa questo?

    Se un Ebreo in quel caso, ma qualsiasi persona in effetti riceve, cioè ode, perché il ricevere è l’udire anche secondo la parabola di Gesù in Matteo 13, ode il Vangelo che è e da la conoscenza della verità, se una persona vive sotto la continua predica della parola di Dio ma rimane incredulo, cioè non accetta pienamente il Vangelo come verità, per questa persona, in questo caso l’Ebreo, non c’è più nessun sacrificio per i suoi peccati perché hanno rifiutato l’unico valido sacrificio che toglie i peccati, il Signore Gesù.

    Questo è tutto nel contesto Ebreo come è stato dato dall’autore che ha precedentemente spiegato a lungo tutto questo concetto nei previ capitoli. Quindi anche una persona oggi che sente il Vangelo, è incuriosito, magari lo accetta mentalmente ma non lo accetta realmente e non ne viene rigenerato, se poi per questo rimane nell’incredulità e ritorna alla futilità della sua vita senza Cristo, futilità sia religiosa che del mondo, se rifiuta l’unica grazia e fonte di salvezza, non ha più nessun valido mezzo o sacrificio per poter essere perdonato e giustificato dei suoi peccati.

    Ecco quindi chi ha rigettato la verità del Vangelo cioè il preziosissimo dono della grazia di Dio, subirà il peggior castigo possibile, perché? Perché nessuno dei loro peccati sono perdonati e quindi rimangono colpevoli dinanzi a Dio, ma il peggior castigo comunque è per via del fatto che hanno calpestato il Figlio di Dio e hanno considerato profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e ha oltraggiato lo Spirito della grazia

    Attenzione a questo versetto perché la grammatica del Greco ci indica assieme alla parola di Dio che il sangue del patto col quale è stato santificato non riguarda la persona in questione cioè colui che ha calpestato il Figlio di Dio, ma il Figlio di Dio stesso è colui che è stato santificato dal sangue del patto. Quindi colui che ha rifiutato la grazia di Dio in Gesù Cristo ha calpestato il Figlio di Dio ed ha considerato profano il sangue del patto con il quale il Figlio di Dio è stato santificato [Giovanni 17:9] ed ha così oltraggiato lo Spirito della grazia.

    Quindi è Gesù che si è prima santificato mediante il proprio sangue così che potesse poi Lui stesso santificare anche noi mediante lo stesso. Una persona che rigetta il Vangelo non è mai stata santificata, quindi si può arrivare alla sola conclusione che si parli di Gesù in questo caso.

    Il sangue del patto era, è, santo e sacro. E’ il sangue che Gesù ha versato sulla croce. Per via di questo sangue Gesù stesso è stato santificato, cioè messo da parte, consacrato, come il sacrificio perfetto.

    Ricordiamoci che Egli è entrato nel luogo santissimo, in quel posto avendo offerto il sacrificio perfetto e versando il proprio sangue, così che è entrato nel luogo santissimo in cielo, come simbolicamente faceva il sommo sacerdote dove aspergeva il sangue del sacrificio sul propiziatorio, cioè sul trono della misericordia, il coperchio dell’arca di Dio.

    Così Gesù stesso con il proprio sangue è andato nella presenza di Dio finalizzando il gran sacrificio con il quale ha stabilito il nuovo patto. Così che era il patto sigillato con il sangue di Gesù la cosa che queste persone contavano profano, quel sangue preziosissimo che è stato messo da parte per sigillare il nuovo patto, questo hanno contato profano.

    Cosa stanno dichiarando dunque? Stanno rigettando, rifiutando il patto di Dio. Prima hanno rifiutato Dio che ha esaltato il Figlio, questa ultima cosa è un rifiuto di Gesù Cristo il quale si è consacrato, santificato come il perfetto sacrificio, così che queste persone rigettano Dio e rigettano il Figlio e poi lo Spirito di grazia, rigettano lo Spirito Santo, commettendo così infine il peccato imperdonabile, l’incredulità che si dimostra nel rigetto totale di Dio e dell’unica via di salvezza.

    Giovanni 8:24 Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati».

     

    Versetto 19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l’ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti.

     

    La disubbidienza di Adamo ha causato il peccato e la morte del genere umano-ma-l’ubbidienza di Gesù ha provveduto la giustificazione, il perdono dei peccati e la vita eterna per molti.

    La disubbidienza di Adamo ha causato la maledizione del genere umano-ma-l’ubbidienza di Gesù ha rimosso la maledizione da coloro sui quali Dio ha riversato la Sua grazia e per la quale sono salvati.

    La disubbidienza di Adamo ha gettato il genere umano nell’ingiustizia-ma-l’ubbidienza di Gesù ha provveduto la giustizia per molti.

    Qui Paolo ancora una volta usa la parola molti in riferimento anche a coloro che sono stati resi peccatori. Ancora una volta vale la pena menzionare che i molti non è detto per dire che solo alcuni sono stati resi peccatori mentre altri no.

    No affatto! Come abbiamo avuto modo di vedere chiaramente nella parola di Dio, TUTTI gli uomini senza eccezione sono peccatori, ogni singolo individuo sulla terra, ogni individuo è posto sotto il peccato [Romani 3:10-23]. Abbiamo visto questo concetto nella esposizione dei commenti in riguardo al versetto 15 dove abbiamo indirizzato in concetto della parola molti.

    Comunque dobbiamo realizzare che la parola qui usata i molti è in descrizione di coloro che infine sono resi giusti dall’ubbidienza di Gesù, così che i molti resi peccatori ed i molti costituiti giusti sono le stesse persone.

    Isaia 53:10-12 Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Offrendo la Sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell’Eterno prospererà nelle sue mani. 11 Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il giusto, il mio servo, renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità. 12 Perciò gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha versato la sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i malfattori; egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori.

    Ebrei 9:28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza

    Così che anche se tutto il genere umano è sottoposto al peccato, corrotto alla radice, nella sua natura, ecc, per via della disubbidienza di Adamo, solo molti ma non tutti saranno resi giusti mediante l’ubbidienza di Gesù, coloro che credono in Lui, coloro che Dio ha eletto o scelto che dir si voglia. Solo loro, i molti eletti, che erano stati resi peccatori per via della disubbidienza di Adamo, saranno resi giusti dall’ubbidienza di Gesù Cristo.

    Solo quelli scelti da Dio saranno infine coloro che crederanno [Matteo 20:16],[Matteo 22:14], [Giovanni 6:44-45],[Giovanni 17:2-3],[Atti 13:48]. La Scrittura è chiara Gesù si è caricato su di se le iniquità di molti, non di tutto il mondo intero, ma dei molti eletti da tutto il mondo.

    Romani V Versetti XX a XXI

     

    20 Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, 21 affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

     

    Ancora una volta dobbiamo veramente valutare il vero significato di questi versetti. La legge ha aumentato la peccaminosità del peccato. Non che il peccato diventi di più peccato di quello che è nella sua essenza. Il peccato è peccato e lo era anche prima della legge.

    L’assenza della legge non ha diminuito o eliminato la trasgressione agli occhi di Dio. Invece, è la conoscenza del peccato, il significato del peccato che l’uomo riceve mediante la legge che aumenta la responsabilità dell’uomo di ubbidire la legge e che rende il peccato più abbondante perché l’uomo non può e non vuole infatti ubbidire la legge di Dio.

    La legge infatti aumenta il desiderio dell’uomo di peccare e provoca l’uomo di peccare ancora di più, ecco perché la trasgressione abbonda ancor di più con la legge presente. La legge in altre parole ne aumenta la causa e l’effetto. La conoscenza del peccato mediante la legge è ciò che aumenta la responsabilità dell’uomo ad ubbidire la legge.

    Comunque, la legge aumenta la peccaminosità anche in un modo pratico. Prima della legge l’uomo doveva rispondere alla tentazione mediante la coscienza e la conoscenza del peccato era mediante la coscienza solamente.

    L’uomo prima della legge non conosceva la proibizione diretta di Dio mediante la legge così che l’uomo non conoscendo la legge scritta di Dio non possedeva il desiderio implacabile di peccare nella carne che la conoscenza della legge causa nelle persone.

    In parole povere la legge aumenta nell’uomo il desiderio di peccare e mediante la legge si ha la conoscenza di ogni peccato.

    Romani 3:19-20 Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio, 20 perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato.

    Così che alla fine non importa veramente, come Paolo ci ha spiegato in [Romani 2:14-15] e [Romani 3:10-23]. TUTTI gli uomini sono peccatori, Ebrei e pagani, non vi è differenza, TUTTI sono sottoposti al peccato, con o senza la legge, OK?!

    Comunque, mediante la legge è la conoscenza vera del peccato così che coloro che sono esposti alla legge scritta di Dio hanno un doppio rischio. I pagani che non conoscono la legge sono sottoposti al peccato ugualmente, ma giudicati da Dio come peccatori solamente tramite la rivelazione e la luce della loro coscienza, mentre coloro che sono sottoposti anche alla legge scritta di Dio saranno sottoposti al e giudicati del peccato sia tramite la coscienza che la legge.

    La loro responsabilità dunque e colpevolezza sarà doppia. Quindi la loro punizione eterna sarà maggiore come la loro responsabilità è maggiore perché la loro conoscenza del peccato è maggiore.

    Questo però non è tutto. La legge produce nell’uomo un desiderio maggiore di voler trasgredire la stessa legge e dunque prova due cose, l’inabilità dell’uomo di ubbidire la legge e la volontà dell’uomo di trasgredirla. Paolo ci spiega come funziona questo principio in

    Romani 7:7-13 Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge; infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire». 8 Il peccato invece, presa occasione da questo comandamento, ha prodotto in me ogni concupiscenza, 9 perché senza la legge, il peccato è morto. Ci fu un tempo in cui io vivevo senza la legge, ma essendo venuto il comandamento, il peccato prese vita ed io morii, 10 e trovai che proprio il comandamento, che è in funzione della vita, mi era motivo di morte. 11 Infatti il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi ingannò e mediante quello mi uccise. 12 Così, la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono. 13 Ciò che è buono è dunque diventato morte per me? Così non sia; anzi il peccato mi è diventato morte, affinché appaia che il peccato produce in me la morte per mezzo di ciò che è buono, affinché il peccato divenisse estremamente peccaminoso per mezzo del comandamento.

    E’ così dunque che le trasgressioni sono abbondate mediante la legge, perché sono rese note mediante la legge e mediante i comandamenti stessi, questi hanno prodotto nell’essere umano, nella sua carnalità, nella sua natura il desiderio di peccare ancor di più, il desiderio di trasgredire i comandamenti, versetto 8.

    Avete mai notato che quando diciamo ad una persona, anche un bambino, di non fare una determinata cosa che quella proibizione diviene viva e irresistibile producendo un desiderio irrefrenabile di trasgredire quello stesso comandamento?

    Versetto 13 del passo appena letto ci dice che quando si conosce il comandamento, il peccato diviene noto per ciò che è, questo non solo produce il desiderio estremamente peccaminoso di fare ciò che è stato proibito ma ci fa rendere conto quanto l’uomo non possa e non voglia controllare con la sua forza questo desiderio. Questo è perché l’uomo è spiritualmente morto e non può sottomettersi alla legge di Dio [Romani 8:7].

    Dunque, la conoscenza del peccato mediante la legge produce il desiderio irrefrenabile di voler peccare ancor di più e il comandamento seppur santo e buono diviene per l’uomo occasione di peccare ancora di più perché la persona non può e non vuole sottomettersi alla legge di Dio.

    Questo è ciò che Paolo vuol dire quando dice che la legge fu data perché le trasgressioni abbondassero. Mentre l’offese abbondano sempre di più nell’uomo comunque la grazia di Dio abbonda ancora di più. In altre parole il genere umano non può con i suoi peccati sopravvenire la grazia di Dio.

    La grazia di Dio è più abbondante di ogni quantità di peccati che una persona può commettere nella sua vita. Non c’è nessun peccato o quantità di peccato che la grazia di Dio non può perdonare e togliere.

    La grazia di Dio è più che capace nella vita di chi la possiede, coloro che credono anche di eliminare il peccato di incredulità ovviamente.

    L’uomo stesso non può neanche credere se non fosse per la grazia di Dio che lo rigenera e gli dona la fede per credere. L’incredulità è il peccato che mantiene l’uomo nei suoi peccati e nello stato di morte spirituale e così rimanere in TUTTI i suoi peccati così che sarà giudicato per ogni peccato commesso.

    Giovanni 8:24 Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati».

    La grazia di Dio però è così abbondante e così grande che ha rimosso anche il peccato di incredulità e così per quanto Dio dona la grazia agli eletti questa include la fede in Cristo con la quale crediamo e con la quale si riceve il perdono e la giustificazione di tutti i nostri peccati incluso quello di non aver precedentemente creduto in Dio.

    La fede produce il ravvedimento anche di non aver precedentemente creduto, così che anche questo peccato è perdonato dalla grazia di Dio.

    Atti 13:48 I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.

    Efesini 1:7-9 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza, 9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé,

    Efesini 2:1-10 Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, 2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. 3 Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri. 4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, 7 per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù.8 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. 9 Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; 10 infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.

    Questa è la abbondante grazia di Dio verso di noi che…eravamo morti nelle nostre colpe e nei nostri peccati, non potevamo ne volevamo credere, eravamo figli dell’ira di Dio e figli del diavolo. Per la Sua grazia Egli ci ha…vivificati con Cristo ancora quando eravamo in quella condizione.

    Per grazia assoluta e solamente che siamo salvati. La Sua grazia sarà per sempre messa in mostra in noi nell’eternità, ricordiamoci ciò che Gesù gridò dalla croce, tutto è compiuto, da Lui! Siamo stati salvati, la nostra salvezza è già completata veramente, dobbiamo solo arrivare alla finalità di essa nel tempo, ma nel piano e progetto di Dio è finita, completata.

    La grazia nella quale la fede è inclusa non viene da noi è il dono gratuito di Dio. Così abbondante è la Sua grazia che non possiamo mai aver peccato troppo, continua sempre a togliere e coprire e perdonare per sempre i nostri peccati.

    Michea 7:18-19 Quale Dio è come te, che perdoni l’iniquità e passi sopra alla colpa del resto della tua eredità? Egli non serba la sua ira per sempre, perché si compiace di usare misericordia. 19 Egli tornerà ad avere pietà di noi, metterà sotto i suoi piedi le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati.

    Penso che la più meravigliosa descrizione della grazia di Dio dimostrata nella nostra vita si trova nell’ AT

    Salmi 103:1-14 Benedici, anima mia, l’Eterno; e tutto quello che è in me benedica il suo santo nome. 2 Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici. 3 Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità, 4 riscatta la tua vita dalla distruzione e ti corona di benignità e di compassioni; 5 egli sazia di beni la tua bocca e ti fa ringiovanire come l’aquila. 6 L’Eterno opera con giustizia e difende la causa degli oppressi. 7 Egli ha fatto conoscere a Mosè le sue vie e ai figli d’Israele le sue opere. 8 L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e di grande benignità. 9 Egli non contende in eterno e non serba l’ira per sempre. 10 Egli non ci tratta come meritano i nostri peccati, e non ci castiga in base alle nostre colpe. 11 Poiché, quanto sono alti i cieli al di sopra della terra, tanto è grande la sua benignità verso quelli che lo temono. 12 Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre colpe. 13 Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso l’Eterno verso quelli che lo temono. 14 Perché egli conosce la nostra natura e si ricorda che siamo polvere.

    Più l’uomo pecca e più la grazia di Dio abbonda molto di più. La grazia di Dio non si ferma per via della dimostrazione umana dei propri peccati.

    Ci è stato confermato dalla Scrittura. Se dovessimo fare un sondaggio della storia della Bibbia chiaramente vedremo che le responsabilità del genere umano in riguardo ad ubbidire la rivelazione di Dio e la Sua legge sono aumentate e con queste anche la disubbidienza e la peccaminosità.

    Abbiamo visto che questa è la tendenza della storia del genere umano dalla prima venuta di Gesù fino ad oggi. Seppure il genere umano è TUTTO sottoposto al peccato e completamente corrotto alla radice, nella sua natura, ancora il genere umano non ha raggiunto l’apice della peccaminosità.

    Comunque ci stiamo arrivando velocemente e stiamo vedendo questo sviluppo proprio dinanzi ai nostri occhi. Vediamo come la malvagità dell’uomo sta aumentando giorno dopo giorno, da una generazione all’altra. Gesù comunque ci ha avvertiti che questo sarebbe accaduto

    Matteo 24:12 Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà.

    E’ proprio perché l’iniquità aumenterà e per via dell’abbondanza del peccato, proprio per la trasgressione totale della legge di Dio che l’uomo praticherà che l’odio aumenterà e lo vediamo succedere ogni giorno di più.

    Per avere conferma che ciò è così non solo basata guardarci intorno oggi ma troviamo queste cose descritte anche nella Bibbia. Nel libro della Apocalisse, un libro scritto per darci una particolare rivelazione di ciò che accadrà negli anni, sette per essere precisi, precedenti alla seconda venuta di Gesù.

    Questo periodo è noto come la tribolazione e la grande tribolazione anche noto assieme al ritorno fisico del Signore Gesù Cristo sulla terra, il Giorno del Signore.

    Durante questi sette anni l’uomo diverrà sempre più malvagio e Dio riverserà si Suoi più gravi giudizi e flagelli sul mondo. In tutto questo, anche nel mezzo dell’ora più oscura della storia umana e nel periodo di peggior malvagità umana, nel mezzo dei più feroci giudizi di Dio, la grazia di Dio abbonderà verso l’uomo

    Apocalisse 7:9-14 Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani. 10 E gridavano a gran voce, dicendo: «La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono e all’Agnello». 11 E tutti gli angeli stavano in piedi intorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si prostrarono sulle loro facce davanti al trono e adorarono Dio, 12 dicendo: «Amen! La benedizione, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l’onore, la potenza e la forza appartengono al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen!». 13 Poi uno degli anziani si rivolse a me, dicendo: «Chi sono costoro che sono coperti di bianche vesti, e da dove sono venuti?». 14 Ed io gli dissi: «Signore mio, tu lo sai». Egli allora mi disse: «Costoro sono quelli che sono venuti dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello.

    Così vediamo che anche nel mezzo del peggior stato dell’uomo Dio sceglie un residuo eletto alla salvezza per l’abbondante grazia di Dio, questo è descritto come una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue

    Ha Dio dunque tanto amato il mondo? Sì, certamente de senza dubbio lo ha amato e lo amerà anche nel mezzo della peggior condizione di ribellione contro di Lui.

    Ora se questa non è la descrizione del versetto 20 non so cos’è Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata

    Abacuc 3:1-2 Preghiera del profeta Abacuc, sul tono delle lamentazioni.2 SIGNORE, io ho udito il tuo messaggio e sono preso da timore. SIGNORE, da’ vita all’opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! Nell’ira, ricòrdati d’aver pietà!

    Il profeta Abacuc udì la profezia di Dio e sì fu preso da timore, in effetti il giudizio di Dio è da temere. Comunque Abacuc comprendeva la natura misericordiosa di Dio, la Sua grazia e pregò il SIGNORE in accordo con la Sua volontà.

    Nel mezzo del giudizio di Dio, il giudizio giusto di Dio, giudizio che l’uomo merita, comunque Abacuc pregò ce il SIGNORE si ricordasse di aver pietà e Dio ripose e risponderà a questa preghiera perché dove il peccato abbonda la grazia di Dio sovrabbonda.

    Questo appunto è il nostro Dio, il nostro Padre, nella Sua ira e nel Suo giudizio Egli si ricorda di aver pietà, si ricorda di dimostrare e di riversare su peccatori immeritevoli la Sua grazia abbondante.

    Dunque il Versetto 21 conclude dicendo affinché, come il peccato regnò mediante la morte, così pure la grazia regni mediante la giustizia a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

    Il peccato mediante la legge è abbondato sempre di più e con il peccato anche la morte. Abbiamo già visto spesso che il salario del peccato è la morte, ma Paolo qui ci dice come ci dirà nel capitolo successivo che la grazia regna mediante la giustizia della vita eterna per mezzo di Gesù e soltanto Lui.

    Abbiamo visto che per via di Adamo il peccato è entrato nel mondo e mediante il peccato la morte. Le conseguenze della disubbidienza di Adamo hanno causato il genere umano ad avere una natura peccaminosa e tutto l’essere è corrotto alla radice, nel cuore, radicalmente corrotto.

    La morte è entrata nel mondo e tutti gli esseri viventi muoiono fisicamente, ma l’essere umano è morto anche spiritualmente e dunque moralmente. Così la morte ha regnato mediante il peccato da Adamo a Mosè ed anche dopo.

    Infatti, il peccato mediante la legge è aumentato ed è abbondato e la morte ha continuato il suo regno. Comunque, come abbiamo avuto modo di capire, la grazia di Dio è sempre abbondata nel mezzo del peccato e della morte.

    La grazia di Dio è abbondata anche prima della legge e dopo la legge. Adesso però abbonda ancor di più perché è tramite Gesù Cristo nostro Signore che abbonda

    Giovanni 1:14-17 E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell’unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità. 15 Giovanni testimoniò di lui e gridò, dicendo: «Questi è colui del quale dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me”». 16 E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia. 17 Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.

    La grazia di Dio ha raggiunto la sua pienezza mentre la peccaminosità ancora tenta di raggiungere l’apice. In Cristo la pienezza della grazia è messa in mostra ed è riversata sul genere umano. La grazia di Dio che è donata in Gesù Cristo in anticipo della croce e dopo la croce ha raggiunto la pienezza ed è stata riversata e si sta ancora riversando sull’immeritevole genere umano.

    Ora la morte in Cristo Gesù è stata vinta, il potere del peccato è stato sconfitto e come vedremo meglio esposta questa cosa da Paolo nel capitolo VI.

    1 Corinzi 15:54-57 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria». 55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.

    Il concetto del peccato e la morte che hanno perduto il loro regno e dominio mediante Gesù Cristo sarà molto più ampiamente esposto da Paolo nel prossimo capitolo.

    La grazia di Dio regna tramite la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. Il dono della grazia di Dio è la giustizia in Cristo ed è vita eterna.

    Romani 6:23 Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

    Il potere di Dio per la salvezza come Paolo iniziò a spiegare è la giustizia di Dio donata per mezzo di Gesù [Romani1:16-17], è la giustificazione, la vita eterna il Lui.

    Romani 3:21-26 Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, 22 cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; 23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24 ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Lui ha Dio preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, 26 per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù.

    2 Corinzi 5:21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.

    Paolo conclude questo capitolo in questo modo, con i versetti 20-21 ed una nuova domanda viene alla luce nella mente dell’uomo, specialmente nella mente di coloro che non comprendono bene il peso e il valore della grazia di Dio, la domanda che nasce nella mente di alcuni è una che Paolo anticipa e con la quale egli apre il seguente capitolo come vedremo a breve.

    Inoltre, una persona che non è ancora rigenerata, una persona che credeva o crede anche oggi nello Gnosticismo, avrebbe preso questi ultimo due versetti di Paolo e avrebbe con essi tentato di promuovere la loro falsa dottrina che dichiara che infatti sarebbe ugualmente accettabile continuare a peccare poiché così facendo una persona avrebbe promosso l’abbondanza della grazia di Dio.

    Paolo comunque aveva già risposto nel capitolo tre indirizzando un simile concetto e già lui stesso aveva rinnegato il fatto che commettere il male, cioè peccare per promuovere la giustizia di Dio non era affatto accettabile.

    Romani 3:5-8 Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, che diremo? Che Dio è ingiusto quando dà corso alla sua ira? (Parlo alla maniera degli uomini.) 6 No di certo! Perché, altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo? 7 Ma se per la mia menzogna la verità di Dio sovrabbonda a sua gloria, perché sono ancora giudicato come peccatore? 8 Perché non «facciamo il male affinché ne venga il bene», come da taluni siamo calunniosamente accusati di dire? La condanna di costoro è giusta.