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  • Romani Capitolo Nove

    predestinazione

    Romani capitolo 9

    Introduzione al capitolo 9 :

    Paolo ha appena finito una sezione della sua lettera ai fedeli romani con una dichiarazione di vittoria .

    Descrive la vittoria eterna e completa di coloro che credono in Cristo. Questa dichiarazione era iniziata nel versetto 28, dove Paolo afferma che tutte le cose cooperano per il bene spirituale e temporale ed eterno di coloro che amano Dio e sono chiamati secondo il Suo disegno.

    Egli procede poi a descrivere chi sono i chiamati (gli eletti) e descrive le persone che sono state elette dalla sovrana volontà di Dio, la Sua grazia e la Sua misericordia, coloro che erano preconosciuti e predestinati da Dio ad essere chiamati efficacemente alla salvezza e quindi giustificati e già destinati ad essere glorificati in Cristo.

    Questi credenti, Paolo afferma, hanno una vittoria totale e completa su tutte le cose, perché la grazia dell’opera della redenzione di Dio li mantiene completamente ed eternamente sicuri e vittoriosi sino alla fine della vita e al di là di questa vita, nell’eternità.

    Con queste dichiarazioni che Paolo ha fatto, in particolare quelle che troviamo nei versetti 29-30, egli adesso anticipa alcune domande che potrebbero sorgere nella mente dei lettori. Perciò egli scrive questa particolare sezione nel modo in cui gli è dato dallo Spirito Santo, questo per dare ai lettori alcune risposte riguardo alla materia.
    Paolo cambia un po’ anche marcia in questo capitolo e comincia ad affrontare le sue preoccupazioni per la salvezza degli Ebrei e il loro destino eterno. Questo capitolo quindi apre anche una nuova sezione del discorso che Paolo sta facendo ai Romani.

    Questa è una sezione molto importante che continua per i successivi tre capitoli che terminano con il capitolo 11. Paolo parla in questa sezione del suo amore e della sua preoccupazione per il popolo ebraico e la loro salvezza finale, la salvezza che verrà alla fine dei tempi, che avverrà alla seconda venuta di Gesù, quando il resto della nazione ebraica accetterà Gesù come Messia e inaugurerà il Millennio e l’era del Regno Messianico sulla terra.

    (Ricordiamoci che finché Apocalisse fu scritta gli Apostoli credevano e predicavano il ritorno imminente di Cristo e quindi il ravvedimento nazionale di Israele, cosa che non è ancora avvenuta ma che accadrà nel futuro prossimo).

    Tuttavia, questo non è tutto ciò di cui Paolo parla in questo capitolo. Nel capitolo 9 infatti si rivolge a qualsiasi domanda si fosse creata nella mente dei lettori con ciò che aveva concluso nel capitolo precedente, come abbiamo detto in particolare l’idea che Dio ha preconosciuto e predestinato persone ad essere salvate.

    Questo è un tema scottante e controverso ancora oggi nella chiesa. E ‘anche una delle dottrine più incomprese nella chiesa e una delle dottrine più male interpretate. Per questo oggi molti credenti pensano che la dottrina della sovrana elezione di Dio o la predestinazione non esista nemmeno nella Bibbia.

    Essi credono infatti che si tratti di una falsa dottrina. Credono anche che raffiguri un Dio ingiusto. Rispondere a queste obiezioni è una sfida che dobbiamo affrontare e dobbiamo lasciare che la Parola di Dio ci dia la risposta corretta.

    Credo che in questo capitolo Paolo spieghi magistralmente questa dottrina e ci dà le risposte a queste domande e obiezioni. Ho fiducia che le risposte di Paolo insieme al resto di ciò che dice la Scrittura riguardo a questa dottrina elimineranno i dubbi su ciò che è vero e ciò che non lo è.

    Romani Capitolo 9

     

    Romani 9:1-5 Io dico la verità in Cristo, non mento, perché me lo attesta la mia coscienza nello Spirito Santo; 2 ho grande tristezza e continuo dolore nel mio cuore. 3 Infatti desidererei essere io stesso anatema e separato da Cristo per i miei fratelli, miei parenti secondo la carne, 4 che sono Israeliti, dei quali sono l’adozione, la gloria, i patti, la promulgazione della legge, il servizio divino e le promesse; 5 dei quali sono i padri e dai quali proviene secondo la carne il Cristo che è sopra tutte le cose Dio, benedetto in eterno. Amen.

     

    In questi primi cinque versetti del capitolo Paolo apre il suo cuore e rende noti i suoi sentimenti per il popolo ebraico. Paolo inizia facendolo in modo che i suoi veri sentimenti riguardo a questo sono chiari. Lui è sincero e questo lo dichiara dicendo che egli sta parlando sinceramente dal peso d’amore spirituale che è stato posto nel suo cuore da Dio stesso.

    Questa non è una preoccupazione che deriva strettamente dalla sua preferenza etnica e razziale come forse molte persone hanno oggi per il proprio gruppo etnico e razziale. Questa non sarebbe una cosa moralmente sbagliata, ma una preoccupazione strettamente umana magari contaminata da favoritismo.

    La preoccupazione di Paolo per il popolo ebraico invece è una vera preoccupazione che nasce dal cuore e dalla mente di Dio. Lui dice che egli sta dicendo la verità in Cristo, e non sta mentendo e che il suo peso è dalla verità e viene direttamente da lo Spirito Santo che porta questo peso sulla sua coscienza. L’origine della sua preoccupazione proviene dunque da Dio.

    Gesù aveva fatto alcune dichiarazioni molto importanti per quanto riguarda la verità di Dio. Gesù disse che Egli è la via, la verità e la vita [Giovanni 14:6], ha anche detto che era venuto per rendere testimonianza alla verità e che coloro che sono della verità, ascoltano la sua voce [Giovanni 18:37] .

    Queste sono affermazioni importanti, perché Paolo si sta infatti appellando alla verità di Dio, ed è in questa verità che egli operava. Lui vuole che i suoi lettori sappiano questo, che questa non è la verità di Paolo ma è la verità di Dio, è dunque la verità assoluta, fa parte del carattere di Dio del Suo cuore e la Sua mente.

    Questa non è una verità soggettiva umana o una parziale verità, ma è la verità di Dio e quel che segue dal Suo Spirito e dalla Sua mente. E’ la verità di Dio per la quale Paolo vive e opera e agisce .
    Gesù ha detto anche queste parole :

    Giovanni 8:14-16 Gesù rispose e disse loro: «Anche se testimonio di me stesso, la mia testimonianza è verace, perché so da dove sono venuto e dove vado; voi invece, non sapete né da dove vengo, né dove vado. 15 Voi giudicate secondo la carne, io non giudico nessuno. 16 E, anche se giudico, il mio giudizio è verace, perché io non sono solo, ma sono io e il Padre che mi ha mandato.

    Giovanni 8:42-47 Allora Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e sono venuto da Dio; non sono venuto infatti da me stesso, ma è lui che mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete ascoltare la mia parola. 44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna. 45 A me invece, perché vi dico la verità, voi non credete. 46 Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47 Chi è da Dio, ascolta le parole di Dio; perciò voi non le ascoltate, perché non siete da Dio».

    Paolo è a conoscenza della testimonianza di Gesù e della verità di Dio. Paolo diceva sempre la verità in Cristo, non c’è dubbio che Paolo parlasse sempre nella verità di Dio, la verità di Dio per mezzo dello Spirito Santo.

    Tuttavia, egli vuole assicurarsi che le persone a cui egli scrive sappiano questo e siano sicuri che sapevano che ciò di cui egli stava parlando era in linea con la verità di Dio, e lo è. Ciò che Dio ha dato a Paolo, cioè il dolore e la tristezza che Paolo ha nel suo cuore sono una testimonianza che rende lo Spirito Santo alla sua coscienza.

    Uomini e donne prima di essere salvati, prima di essere rigenerati da Dio, prima di nascere di nuovo hanno una coscienza, ma la loro coscienza diventa indurita dal peccato, perché lo Spirito Santo non è in loro a testimoniare della verità di Dio alla loro coscienza e quindi mantenere malleabile alla volontà di Dio, alla volontà e la parola di Dio e alle Sue emozioni.

    Le emozioni di Paolo invece, il suo dolore e la sua tristezza sono perfettamente in linea con il dolore di Dio ed il dolore per la condizione spirituale del popolo ebraico. Impariamo questa verità guardando come Gesù reagì al rifiuto da parte degli Ebrei alla verità di Dio ed anche il rigetto di Lui.

    Matteo 23:37-39 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38 Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta. 39 Poiché io vi dico, che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

    Luca 19:41-44 41 E come egli si avvicinava, vide la città e pianse su di essa, 42 dicendo: «Oh, se tu, proprio tu, avessi riconosciuto almeno in questo tuo giorno le cose necessarie alla tua pace! Ma ora esse sono nascoste agli occhi tuoi. 43 Poiché verranno sopra di te dei giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti accerchieranno e ti assedieranno da ogni parte. 44 E abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te; e non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

    In questi due brani troviamo dichiarazioni d’amore divino, amore che vediamo e sentiamo e percepiamo nel dolore e la tristezza che Gesù ha nel suo cuore per la nazione di Israele.

    Gesù pianse su Gerusalemme e per la durezza spirituale ebraica, ma non tanto perché hanno offeso o non hanno accettato lui come persona. Il dolore di Gesù non è una cosa egoista o che Egli considerava il loro rifiuto una specie di rifiuto personale come faremmo noi.

    Invece Lui piange e piange perché è prima di tutto una offesa alla grazia e all’amore di Dio, si tratta di un rifiuto di Dio stesso e pianse anche perché le conseguenze di questo rifiuto sono la loro momentanea desolazione e dannazione. Gesù sente questo dolore e il Suo dolore è il dolore di Dio per dover vedere la distruzione e la dannazione di quasi un intero gruppo etnico di persone, il popolo di Gesù secondo la Sua carne, il popolo eletto di Dio.

    Ecco che questa è tristezza secondo Dio, cioè dolore divino. Anche nel Vecchio Testamento, Dio implorò il Suo popolo per mezzo dei profeti implorando loro di pentirsi dalle loro vie malvagie e di tornare a Lui per ricevere la sua misericordia e la Sua benedizione, ma anche allora non vollero, e Dio dice loro che Egli è addolorato per il fatto che doveva punirli per la loro disobbedienza. Egli li chiama al pentimento perché Egli non vuole giudicarli, ma anche allora non vollero ascoltare :

    Ezechiele 33:10-11 Ora tu, figlio d’uomo, di’ alla casa d’Israele: Voi dite così: “Se le nostre trasgressioni e i nostri peccati sono sopra di noi e a motivo d’essi languiamo, come potremo vivere?”. 11 Di’ loro: Com’è vero che io vivo», dice il Signore, l’Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie. Perché mai dovreste morire, o casa d’Israele?
    Così vediamo che il dolore di Paolo è come il dolore di Gesù è divino ed ha origine nel cuore di Dio ancor prima che possa raggiungere Paolo come un peso da Dio e non un peso umano.

    Paolo desidera di essere maledetto, maledetto in modo che il suo popolo secondo la carne potrebbe invece essere salvato. Questo è un grande e nobile desiderio e anche questo tipo di desiderio è divino. Sì, perché Dio ha effettivamente fatto questo, ha maledetto per un breve momento il Suo unigenito Figlio e lo ha fatto così che

    Colui il Suo figlio che non ha mai conosciuto il peccato potesse diventare peccato per noi, al nostro posto [2 Corinzi 5:21] .

    Galati 3:13-14 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), 14 affinché la benedizione di Abrahamo pervenisse ai gentili in Cristo Gesù, perché noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede Gesù in realtà è diventato maledizione per noi !

    Quindi, Dio e Gesù sapevano non solo che questa era una cosa necessaria da fare, hanno deciso di farlo, in concerto, assieme, Padre e Figlio hanno accettato di maledire e di essere maledetto, così che molti potessero essere salvati. E ‘lo stesso tipo di spirito che Paolo ha qui.

    Tuttavia, Paolo sa che il suo desiderio e la voglia di essere maledetto per il suo popolo è solo un nobile desiderio, ma in nessun modo egli disprezza la propria salvezza e la grazia e la misericordia divina verso di lui. Egli senza dubbio sa che la sicurezza e la salvezza dei credenti sono irrevocabili ed eterne. Dopo tutto è quello che ha detto nel capitolo precedente che la sicurezza dei fedeli e la salvezza eterna sono irrevocabili e quindi egli conosce che questo suo desiderio è una realtà impossibile, ma che l’amore che Paolo ha per gli Ebrei è devoto e divino.

    E ‘lo stesso tipo di amore che Dio e Gesù hanno per loro e lo stesso amore che hanno per il mondo intero. Questo tema ci fa capire anche oggi, così come quello che Paolo dichiara in seguito nel capitolo 11 come il comportamento antisemitico è completamente anti-Cristo e anti-Dio .

    Dobbiamo amare tutti i popoli sì, ma di certo non odiare alcun popolo, incluso il popolo Ebreo. Dio ha delle cose molto pesanti da dire a coloro che odiano Israele (ed anche la vera chiesa).

    Genesi 12:3 E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».

    (Abrahamo= Israele la nazione e la chiesa i figli della fede).

    Dopo questa affermazione Paolo fa un elenco dei privilegi che un Ebreo ha avuto ed ha ancora in questo momento. Egli dichiara che è a loro e da loro che le rivelazioni di Dio appartengono tutti attraverso i secoli precedenti , anche per quel momento storico .

    Infatti il popolo Ebraico era stato fino a quel momento il popolo più privilegiato di tutto il mondo e attraverso di loro tutto ciò che apparteneva a Dio è venuto alla luce ed è stato rivelato a loro e attraverso di loro. E’ da loro che la salvezza è stata rivelata al mondo. Anche Gesù ha dichiarato tale verità :

    Giovanni 4:20-22 I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove si deve adorare». 21 Gesù le disse: «Donna, credimi: l’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei.

    La salvezza viene dai Giudei perché Gesù il Salvatore nella sua carne è Ebreo e questo fatto non può essere annullato da nessuno. Dopo tutto Gesù è morto come un uomo vero, un uomo fatto di carne e sangue, giusto? Il suo corpo e il suo sangue sono stati dati come un vero e proprio sacrificio. Celebriamo la cena del Signore, ricordando il suo sacrificio, è la sua vita fisica, umana che Egli ha offerto in sacrificio per noi, il suo è vero sangue umano, innocente e prezioso che ha versato per noi.

    Gesù era un uomo Ebreo, un uomo vero e Dio appeso sulla croce, Dio al 100%, 100 % uomo, un uomo Ebreo.

    Non dimentichiamoci di questo, in effetti, se dobbiamo essere onesti, Gesù è ancora un uomo, anche se glorificato, ancora vi è un vero uomo seduto alla destra di Dio, un uomo Ebreo secondo la carne. Questo fatto ci dà fastidio? Se sì, allora è in bene che facciamo un controllo spirituale del nostro cuore.

    Ammettiamolo chiesa, se disprezzi gli Ebrei allora odi la tua salvezza ed anche il tuo Salvatore!

    Basta vedere che la verità del Vangelo afferma che Gesù Cristo è il Cristo e che lui è di origine ebraica e della linea genealogica di re Davide, della tribù di Giuda, vedi [Matteo 1:1-24]; [Luca 3:23-36].

    Infatti già Paolo all’inizio dell’epistola ai Romani dichiara Gesù Cristo come Ebreo nella carne, nel suo corpo, nella sua umanità :

    Romani 1:1-4 Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo, appartato per l’evangelo di Dio, 2 come egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture, 3 riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, 4 dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore,

    Secondo il suo corpo umano, il figlio dell’uomo era un Ebreo dal seme di Davide, nella sua divinità soprannaturale il Figlio di Dio.

    Paolo descrive l’intero inventario di benedizioni con cui la nazione ebraica è benedetta, quello che comporta il privilegio di essere un Ebreo sono queste cose: l’adozione, la gloria, le alleanze, la legge, il servizio a Dio, e le promesse, quali sono state date ai padri, e dai quali, secondo la carne Cristo è venuto.

    Quindi, come si vede grande è la posizione del popolo ebraico nel programma di Dio, così grande come si è detto, che il Salvatore del mondo è venuto da lì. Non vi è alcuna necessità di esporre in dettaglio ogni aspetto delle benedizioni che abbiamo letto qui, per che chi è un lettore della parola di Dio è in grado di riconoscere l’importanza e il valore profondo di queste cose qui menzionate da Paolo e come esse sono legate alla storia ebraica e il popolo ebraico.

    In altre parole, se non fosse stato per il popolo eletto di Dio non avremmo tutto questo, nemmeno nella chiesa, infatti non ci sarebbe la chiesa. Cerchiamo quindi di procedere con cautela quando vogliamo disprezzare gli Ebrei perché Dio non prenderà questa cosa alla leggera né dovremmo fare una cosa così spregevole.

    Dopo che Paolo menziona tutte le benedizioni che Dio ha dato come privilegio al popolo ebraico, dopo che egli menziona che Gesù Cristo secondo la carne proviene da questo gruppo di persone, Paolo cambia marcia e non solo riconosce Gesù Cristo come un ebreo nella carne, ma lo dichiara su tutti il Dio eternamente benedetto . Amen

    Non sbagliamo, Gesù Cristo non è soltanto un Ebreo secondo la carne, non solo è il re di Israele secondo la stirpe del re Davide, ma Egli è il Signore di tutti, il Signore dei signori e il Re dei re, perché Egli non solo è del tutto l’uomo, Egli è il Dio eternamente benedetto.

    Non vi è alcun argomento nella mente di Paolo, chi Gesù Cristo veramente sia. Sì , Egli è un uomo, ma che uomo! Egli è Dio nella carne, Dio che si è fatto uomo, Dio che ha deciso di venire in questo mondo come uomo, Egli è il grande IO SONO!

    La prova è incontestabile, Egli è Dio, basta dare uno sguardo da vicino alla Scrittura per vedere che anche Gesù stesso dichiarò che egli è uguale a Dio, che Egli è Dio.

    Egli stesso lo ha dichiarato, lo ha detto Dio il Padre e lo ha confermato. I suoi discepoli lo dichiararono tale, Paolo lo dichiara più volte nelle sue epistole. Gesù accetta l’adorazione di persone. Se Egli non fosse Dio non avrebbe accettato adorazione né venerazione, è sufficiente vedere questi fatti anche negli atteggiamenti degli altri, quando qualcuno ha tentato di adorare un normale uomo.

    Diamo un’occhiata ad alcuni esempi nella Scrittura :

    Dio, l’uomo e i demoni danno testimonianza della divinità di Gesù :

    Matteo 2:11 E quando furono entrati nella casa , videro il bambino con Maria sua madre , e prostratisi lo adorarono . ( Adorarono Lui non lei) .

    Matteo 17:5-6 Mentre egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li avvolse , ed ecco una voce dalla nuvola , dicendo: ” Questo è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto Ascoltatelo! ” 6 E i discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da grande paura.

    Matteo 16:16 Simon Pietro, rispondendo, disse: “Tu sei il Cristo , il Figlio del Dio vivente”.

    Marco 3:11-12 E gli spiriti immondi , quando lo vedevano , gli si gettavano davanti e gridavano , dicendo: “Tu sei il Figlio di Dio”.

    Luca 5:7-8 Quando Simon Pietro, veduto ciò , si gettò alle ginocchia di Gesù ‘ , dicendo: ” Vattene via da me , perché io sono un peccatore , o Signore ! “

    Giovanni 1,48-49 Natanaele gli disse: «Come mi conosci ? ” Gesù rispose e gli disse: “Prima che Filippo ti chiamasse , quando eri sotto il fico , io ti ho visto. ” 49 Natanaele gli rispose e disse: ” Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele ! “

    Giovanni 20:27-29 Poi disse a Tommaso: « Metti il tuo dito qui e guarda le mie mani; . E metti la tua mano qui nel mio fianco Non essere incredulo , ma credente “. 28 Allora Tommaso rispose e gli disse: ” Mio Signore e mio Dio! “

    Gesù accetta queste testimonianze ogni volta.

     

    La propria testimonianza della Sua divinità :

    Giovanni 5:17-19 Ma Gesù rispose loro: « Il Padre mio opera fino ad ora, ed io ho lavorato. ” 18 Perciò i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato , ma chiamava Dio suo Padre , facendosi uguale a Dio.

    Giovanni 10:30-33 Io e il Padre siamo uno . ” 31 I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo . 32 Gesù rispose loro: ” Molte buone opere che vi ho mostrato da mio padre. Per quale di queste opere mi volete lapidare ? ” 33 I Giudei gli risposero , dicendo:” Per un buon lavoro non ti lapidiamo , ma per bestemmia perché tu, che sei uomo, ti fai Dio ” .

    Ma penso che l’affermazione più sorprendente che Gesù abbia mai fatto circa la sua divinità fu questa:

    Giovanni 8:56-59 Abramo, vostro padre esultò nella speranza di vedere il mio giorno , e lo vide e se ne rallegrò . ” 57 Allora i Giudei dissero: ” Tu non sei ancora cinquant’anni e hai visto Abramo ? ” 58 Gesù disse loro : «In verità vi dico : prima che Abramo fosse, Io Sono . ” 59 Allora essi presero delle pietre per scagliarle contro di lui ;

    Alcuni dicono che quando Gesù ha detto in Giovanni 8:58 prima che Abramo fosse Io Sono , che non è un riferimento al nome del Signore, Yahweh, in altre parole che le parole qui non sono un riferimento al nome proprio di Dio.

    Mi permetto di dissentire con questa interpretazione. Io credo invece che Gesù intendesse esattamente questo e gli ebrei capirono esattamente quello che Egli stava dicendo, questo è evidente dal fatto che volevano lapidarlo.

    Perché volevano lapidarlo se non capivano che questo significava che Egli si stesse dichiarando Dio?

    Da quello che hanno fatto capirono che Lui dichiarava di essere Dio. Hanno capito dalla propria dichiarazione di Gesù che Egli sta dichiarando di essere l’ Eterno, da sempre e per sempre, quando Egli infatti disse: Prima che Abramo fosse Io Sono , questo è quello che voleva dire. Quindi, anche se non ha usato le parole io sono come un riferimento al nome proprio di Dio come alcuni dicono, tuttavia Egli dichiara di essere Dio come Colui che è esistito da sempre e per sempre e chi è questo? L’Eterno conosciuto anche come Io Sono, o Yahweh.

    Questo amici miei è stato chiaramente compreso dagli Ebrei e deve essere compreso anche da noi, Gesù è l’Eterno, l’Unico sempre esistente. Questo in effetti fa emergere l’essenza stessa della dichiarazione ” ego eimi ” nel Greco, cioè ” prima che Abramo esistesse io esisto ” , dichiarando la Sua esistenza eterna e ricordiamoci che i Vangeli nel testo originale sono scritti in Greco, ma che Gesù non parlava Greco, ma l’Aramaico, quindi cosa disse in Aramaico? Disse la stessa cosa che dice in Greco , ” prima che Abramo venisse in esistenza io esisto ”
    In molte lingue è impossibile conservare l’espressione Io Sono in questo tipo di contesto , perché il tempo presente del verbo “essere” non avrebbe senso. Per dare un senso, si deve dire ” Prima che Abramo esistesse , io esistevo ” o ” sono esistito. ” Può essere utile per introdurre una nota marginale richiamando l’attenzione sulla particolare forma del testo Greco e la sua relazione con gli altri passaggi che contengono Io Sono .

    ( dal UBS Handbook Series . Copyright (c) 1961-1997 , da United Bible Societies )

    Così abbiamo capito che in ogni caso la corretta interpretazione di questo passaggio è l’interpretazione generale del contesto grammaticale e il senso logico del testo, questo è ciò che Gesù stava dichiarando, in altre parole la Sua esistenza eterna e quindi la Sua divinità, poiché solo Dio esiste da eternità in eternità così che Lui dice che

    Lui e il Signore sono Uno e lo stesso . Gli Ebrei hanno capito molto bene questo senso e quindi volevano lapidarlo per blasfemia.

    E ‘ovvio che Gesù e il Padre (YAHWEH) sono uno e lo stesso, se davvero crediamo nel Dio Unico e Trino e che Gesù stesso senza alcun problema dichiarava di essere Dio. Anche se la parola ego eimi in sé non significasse letteralmente il Signore come alcuni dicono certamente è implicito nel significato della affermazione .

     

    La reazione di angeli ad altri uomini quando alcuni cercano di adorarli :

     

    Atti 10:25-27 Mentre Pietro entrava , Cornelio gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi e lo adorò 26 Ma Pietro lo rialzò , dicendo: ” Alzati , io stesso sono anche un uomo . “

    Atti 14:11-15 Ora, quando il popolo vide ciò che Paolo aveva fatto, alzarono la voce , dicendo in lingua licaonica : « Gli dèi sono giunti fino a noi nelle sembianze di uomini ! ” 12 E Barnaba chiamavano Giove , e Paolo Hermes , perché era il primo a parlare . 13 Poi il sacerdote di Zeus , il cui tempio era di fronte a loro città , portarono buoi e ghirlande alle porte , con l’intenzione di sacrificarle con le moltitudini . Ma gli apostoli Barnaba e Paolo , udito ciò, si stracciarono le vesti e corsero in mezzo alla moltitudine , gridando 15 e dicendo: « Uomini , perché fate queste cose ? Anche noi siamo uomini con la stessa natura , come voi, e predichiamo a voi che si dovrebbe girare da queste cose inutili al Dio vivente , che ha fatto il cielo , la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi ,

    Apocalisse 19:10 E caddi ai suoi piedi per adorarlo . Ma egli mi disse: “Guarda di non fare questo poicé io sono tuo conservo e dei tuoi fratelli che hanno la testimonianza di Gesù . Adora Dio ! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia . “

    Guardate la differenza della reazione tra Gesù e gli altri uomini e gli angeli, quando la gente ha cercato di adorarli. Gesù ha accettato il culto e le dichiarazioni della Sua divinità e dichiarandosi tale, mentre gli altri uomini e anche gli angeli hanno respinto tale culto.

    Paolo poi dichiara questa grande verità qui alla fine di questo versetto, Gesù è Dio, come ha fatto in altre epistole. Paolo non ha mai smesso di ricordare i suoi lettori e noi che Gesù è Dio e che Egli è il Signore sopra tutti.

    Anche gli altri Apostoli hanno fatto tali dichiarazioni, vedi riferimenti: [Efesini 1:20-23];[Filippesi 2:9-11];[Colossesi 1:15-18];[Tito 2:13];[2 Pietro 1:1].

     

    Romani 9:6-10 Tuttavia non è che la parola di Dio sia caduta a terra, poiché non tutti quelli che sono d’Israele sono Israele. 7 E neppure perché sono progenie di Abrahamo sono tutti figli; ma: «In Isacco ti sarà nominata una progenie». 8 Cioè, non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come progenie. 9 Questa fu infatti la parola della promessa: «In questo tempo ritornerò e Sara avrà un figlio». 10 E non solo questo, ma anche Rebecca concepì da un solo uomo, Isacco nostro padre

     

    Tuttavia, anche se gli Ebrei hanno rifiutato Cristo e anche se Paolo non può essere maledetto per permettere agli Ebrei di essere salvati e anche se sembra che tutte le rivelazioni, i privilegi, le promesse e le alleanze il servizio a Dio e simili sono stati concessi alla popolo ebraico, e sembrano aver perso la salvezza di Dio e le promesse fatte a loro attraverso i padri nel Vecchio Testamento, Paolo sostiene che la parola di Dio è efficace lo stesso.

    Dio mantiene sempre le Sue promesse e adempie tutte le Sue profezie. Le sue promesse, alleanze e profezie verso Israele sono state soddisfatte e non solo, alcune di esse, ma tutte saranno soddisfatte fino al momento in cui Dio finisce il Suo programma.

    Tutte saranno soddisfatte in e attraverso Gesù Cristo, alcuni sono già state fino ad ora, le altre saranno alla e dopo la Sua seconda venuta.

    La parola di Dio dunque ha avuto effetto, è entrata in vigore e sta tutt’ora avendo effetto e avrà effetto anche nel futuro, perché Dio ha un programma. Egli ha pianificato il Suo programma nei minimi dettagli anche quelli più intricati e tutto andrà esattamente come previsto e come Egli ha dichiarato che lo farà. Nessuno può cercare di fermare o ostacolare il Suo disegno e il Suo programma, nessuno! Anche in Isaia Dio stesso dichiarò :

    Isaia 55:8-11 ” Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri , né le vostre vie sono le mie vie », dice l’Eterno. 9 « Come i cieli sono più alti della terra , tanto le mie vie sovrastano le vostre vie , i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri . 10 ” Come infatti la pioggia , e la neve scende dal cielo e non vi ritornano , ma annacquano la terra , senza prima averla fecondata e fatta germogliare , affinché dia il seme al seminatore e il pane da mangiare , 11 così sarà la mia parola che esce dalla mia bocca: non ritornerà a me a vuoto , senza aver operato ciò che voglio, e prospererà in ciò per cui l’ ho mandata.

    Così vediamo che la parola di Dio compie sempre ciò che Dio vuole e si compirà e prospererà sempre nelle cose che Dio vuole e nelle cose per le quali Dio la manda. Questa dichiarazione, però, come si vede, è stata preceduta da un’altra verità.

    Questa verità è che noi esseri umani non possiamo sempre capire ciò che Dio sta facendo e perché Egli decide di fare le cose che fa e il modo in cui le fa, perché non siamo in grado di raggiungere la Sua comprensione, la Sua saggezza, la Sua conoscenza e non siamo in grado di vedere l’intero progetto dall’inizio alla fine nel modo in cui Egli può.

    Dio ci dice che la sua parola non ritornerà a Lui a vuoto, compie ciò che Dio vuole, sempre !
    La parola di Dio è una spada a doppio taglio e in realtà può creare due risultati diversi.

    La parola di Dio ferisce, uccide, distrugge e guarisce, dà la vita ed edifica! Tutto dipende da due cose fondamentali, ciò che Dio vuole fare con essa e su che tipo di terreno cade il seme di Dio, cioè la Sua parola.

    Il tipo di terreno è una delle chiavi, anche Gesù ha affermato questo nella sua parabola del seminatore [Matteo 13:18-23].

    In realtà i discepoli chiesero a Gesù perché Lui parlava in parabole, ed Egli ha dato una risposta molto interessante :

    Matteo 13:12-15 «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. 12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha, gli sarà tolto anche quello che ha. 13 Perciò io parlo loro in parabole, perché vedendo non vedano, e udendo non odano né comprendano. 14 Così si adempie in loro la profezia d’Isaia, che dice: “Voi udirete ma non intenderete; guarderete ma non vedrete. 15 Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile, essi sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore e non si convertano, e io li guarisca”

    La parola di Dio può aprire gli occhi e rendere cieco, può dare comprensione o confondere, può aprire le orecchie o rendere uno sordo, può sciogliere un cuore o indurirlo. Tutto dipende da che
    tipo di cuore sul quale la parola cade e che cosa vuole compiere Dio.

    Se cade su orecchie sorde, su occhi ciechi e un cuore di pietra e la volontà di Dio non è quella di dare l’udito, se non è di aprire gli occhi, se si tratta di mantenere un cuore duro, questo accadrà.

    L’esempio degli Ebrei ai tempi di Gesù è evidente, la parola di Dio gli è stata data per uno scopo specifico, per farli rimanere induriti contro di essa. Per altri invece è stato progettato di essere compresa ed a portare vita e guarigione, sempre tra Ebrei e questo è vero anche per i Gentili.

    La parola di Dio stessa conferma che Dio fa questo, più avanti in questo capitolo, Paolo fa una dichiarazione sorprendente che mette davvero molti in una situazione difficile da capire perché Dio fa queste cose :

    Romani 9:17-18 Dice infatti la Scrittura al Faraone: « Proprio per questo scopo ho sollevato voisu, che io possa mostrare la mia potenza in te , e che il mio nome sia proclamato in tutta la terra . ” 18 Perciò Egli fa misericordia a chi vuole e chi vuole indurisce .

    Questa però non è l’unica Scrittura in cui questo genere di cose è detto: [Esodo 4:21] ; [Esodo 10:20] ; [Deuteronomio 2:30] ; [Giosuè 11:20]

    Isaia 6:9-10 Allora egli disse: «Va’ e di’ a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, guardate pure, ma senza discernere! 10 Rendi insensibile il cuore di questo popolo, indurisci i suoi orecchi e chiudi i suoi occhi, affinché non veda con i suoi occhi, né oda con i suoi orecchi né intenda con il suo cuore, e così si converta e sia guarito».

    Guardate come Dio dice a Isaia di andare a rendere il loro cuore insensibile, le loro orecchie sorde e chiudergli occhi, il tutto con la predicazione della parola di Dio. Questo brano è stato anche un riferimento profetico di ciò che Gesù ha detto e ha fatto, come indicato in [Matteo 13:13-15], come viene citato da Gesù stesso riguardo a ciò che stava facendo nei sui giorni.

    Queste Scritture davvero mettono molti credenti in disaccordo con Dio e come Dio decide di fare le cose. Tuttavia è Dio che, come dicono i riferimenti scritturali, permette il cuore di queste persone di rimanere duro ed a causa di questa decisione i loro cuori diventano sempre più duri sotto l’effetto della parola di Dio .

    Perché tutto questo spaventa e traumatizza molti credenti? Perché non capiscono alcuni punti chiave di Dio.

    Il primo è questo: abbiamo letto prima in Isaia 55, che le vie di Dio non sono le nostre vie ed i pensieri di Dio non sono come i nostri, non possiamo sempre capire perché e come Dio fa le cose .

    Questo in realtà potrebbe e dovrebbe essere sufficiente per permetterci di rassegnarci e accettare ciò che Dio fa e come lo fa ed avere fiducia nella Sua saggezza e conoscenza, dopo tutto questo fa parte di avere fede, avere fiducia in Lui anche quando non capiamo ciò che Egli sta facendo.

    Ci sono altre questioni però e vedremo quali sono alcune via via che andiamo oltre in questo capitolo. Basti dire però che c’è un altro problema ed è questo, ci sono sempre più credenti che a meno che non capiscono quello che Dio sta facendo non possono fidarsi di Lui, e questo è un problema molto serio, è mancanza di fede.

    In terzo luogo, molti credenti non possono capire, o del tutto rifiutano ciò che Dio dichiara nella Scrittura, perché fraintendono Dio e anche fraintendono diverse dottrine fondamentali che ci permettono di conoscere Dio e il modo in cui Egli veramente è.

    Se i credenti non riescono ad arrivare a conoscere Dio come Egli veramente è e non riescono a capire la Scrittura correttamente avranno, ovviamente, molta confusione nella loro mente riguardo a ciò che certe cose realmente significano, anche quando potrebbero avere la possibilità di capire ciò che Dio sta facendo e come Egli lo fa.

    È per questo che Paolo sta dicendo che la parola di Dio infatti ha avuto l’esatto effetto che Dio ha voluto, anche se la maggioranza della nazione di Israele ha rifiutato ed ha respinto e rigetta tutt’ora Gesù Cristo.

    L’effetto voluto da Dio era ed è che Israele sarebbe stato indurito in parte in modo che a causa di questo i pagani potevano essere salvati dal Vangelo e poter far parte del regno di Dio, vedi [Romani 11:7] ; [Romani 11:25].

    Questo fatto può essere e deve essere incoraggiante per noi anche oggi, perché anche se predichiamo e insegniamo la parola di Dio e ci sembra di non vedere risultati positivi dobbiamo credere e sapere che la parola di Dio compie sempre ciò che Dio vuole realizzare.

    Forse non ci piace il risultato, ma questo non ha molta importanza, Dio farà quello che vuole con la Sua parola. I risultati appartengono a Lui e non a noi o le nostre aspettative.

    Dio è in controllo dei risultati finali e non noi, dobbiamo quindi confidare in Dio a prescindere. Cosa dovrebbe dire Geremia? Ha predicato fedelmente la parola di Dio e per tutto il periodo del suo ministero nemmeno una persona di cui sappiamo ha ascoltato e ubbidito la parola di Dio da lui predicata.

    Il suo ministero allora fu un fallimento? No! Assolutamente no! Dio ha fatto esattamente quello che voleva fare con la sua parola mediante la predicazione di Geremia.

    Dio ha dato messaggi molto rassicuranti ad Israele attraverso Geremia ed ha fatto promesse ed ha dato profezie che sembravano non compiersi mai nel tempo immediato, ma alla fine alcune si sono avverate a loro tempo.

    Dio ha adempiuto ed adempie sempre la Sua parola. Dio disse a Geremia , infatti, che lo aveva chiamato per essere un profeta delle nazioni e che lo ha chiamato fare?

    Geremia 1:9-10 Il Signore stese la mano e mi toccò la bocca e il Signore mi disse : . “Ecco , io ho messo le mie parole nella tua bocca 10 Vedi , io ti ho costituito questo giorno profeta sopra le nazioni e sopra i regni , per sradicare e demolire , per distruggere e abbattere, Per costruire e per piantare “.

    Come si vede dalla Parola di Dio, Dio mise le proprie parole nella bocca del profeta , per parlare a loro e di fare cosa? Sradicare e abbattere, distruggere e demolire, così come per costruire e piantare.

    Abbiamo capito da questo che lo scopo della parola di Dio non è esclusivamente per costruire ed edificare, come molti credenti pensano che sia , ma anche per sradicare , abbattere , distruggere e buttare giù. Prima che si possa costruire e piantare, spesso si deve distruggere e buttare giù, sradicare e tirare giù. Va detto però, che tutto questo è fatto per il bene, lo scopo di Dio è il bene, ma il bene per chi? Paolo ci ha detto in

    Romani 8:28-30 E noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio , per coloro che sono chiamati secondo il suo disegno. 29 Perché quelli che ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati li ha anche glorificati .

    Dio fa tutte le cose cooperare al bene degli eletti, dei credenti, ma non per i peccatori impenitenti, quelli che sono tali per loro scelta, quelli che rimangono figli di Satana. Per loro le cose non cooperano affatto per il loro bene.

    La comprensione di questo concetto è la chiave per capire che quando Dio decide di sradicare , distruggere e buttare giù lo fa giustamente e saggiamente e quando Egli giudica e punisce e distrugge ciò significa che è la cosa giusta da fare .

    Dio punì Gesù Cristo, che non meritava di essere punito, Dio ha posto tutti i peccati di molti su di Lui e poi ha giudicato e punito il Suo innocente unigenito Figlio in modo che i nostri peccati, peccati di noi che abbiamo creduto e di chi crede in Lui saranno rimessi per sempre.

    Questo vi sembra giusto? No, non è giusto che Gesù, l’ innocente Agnello di Dio doveva essere punito per i nostri peccati, perché siamo noi che meritavamo l’ira eterna di Dio e la Sua punizione. Tuttavia, anche se non era giusto era necessario, altrimenti non ci sarebbe stata alcuna possibilità per alcuno di essere salvato dall’ira di Dio!

    Teniamo questo fatto sempre in prima linea nei nostri pensieri, perché questa è la chiave per capire il piano, pianificato e progettato da Dio per il mondo per la salvezza degli Ebrei e dei Gentili, e quindi anche della nostra. Questo fatto dovrebbe spianare la strada per comprendere meglio la dottrina dell’elezione, dottrina che Paolo menziona ancora più avanti nel capitolo.

    Ad ogni modo, quando Dio giudica e punisce e distrugge quindi vuol dire che è quello che Lui deve fare. Deve farlo, è nel suo carattere Santo, Egli non può lasciare che il male e il peccato vadano impuniti. Diciamo che, con rispetto parlando, è nel suo DNA , anche se Dio non ha un vero e proprio DNA come il nostro. E ‘ in Lui anche di essere clemente e misericordioso. Così ha riconciliato questi attributi del Suo carattere divino sulla croce in Gesù Cristo.

    Tuttavia, ci sono persone che rimangono al di fuori del campo dell’applicazione della grazia salvatrice di Dio. Questa è una cosa spiacevole ma è una realtà che dobbiamo affrontare e accettare.

    Paolo spiega anche questo più avanti in questo capitolo .

    Ora, rimanere di fuori dal campo di applicazione della grazia salvatrice di Dio, che è ottenibile solo, e ripeto solo, attraverso la fede personale nell’opera di redenzione di Gesù Cristo, in altre parole il Vangelo, vedi [Romani 1:16], non è mai una buona cosa. In realtà è la situazione peggiore possibile in cui una persona può trovarsi.

    Quando la parola di Dio viene predicata compie sempre quello che Dio vuole realizzare. E’ volontà di Dio e ciò che la Sua parola provoca sono due risultati diversi, come abbiamo detto, essa dà vita e guarisce e anche indurisce, giudica, distrugge e può letteralmente portare anche alla morte.

    Paolo ha detto questo infatti in:

    2 Corinzi 2:14-16 Ora, grazie a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza ( la parola di Dio , il Vangelo ) in ogni luogo. 15 Perché noi siamo per Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono. 16 Per quelli che periscono noi siamo il profumo di morte che conduce alla morte, e per gli altri il profumo della vita che conduce alla vita.

    Penso che questo sia un concetto molto chiaro, la predicazione del Vangelo, la parola di Dio e anche la testimonianza della vera vita cristiana sono profumo di vita che conduce alla vita per alcuni e per altri l’odore della morte che conduce alla morte.

    Per via di questo possiamo capire allora, perché certe persone quando sono in contatto con noi reagiscono come se in effetti noi puzzassimo e quindi non vogliono stare in contatto con noi, in effetti sentono puzzo di morte, la loro; e perché invece altri sembrano attratti da noi e dalle nostre parole, perché sentono l’aroma di vita eterna.

    Così vediamo che la parola di Dio compie sempre e giustamente ciò che Dio vuole realizzare, il risultato dipende solo da che tipo di persona la ascolta.

    La parola di Dio ci insegna espressamente che ci sono due tipi di persone al mondo, quelli destinati ad essere salvati e quelli destinati a non essere salvati e sui quali dei due la parola cade determinerà il risultato ed ecco la shock e il trauma per alcuni, è volontà di Dio che sia così. Avremo la possibilità di affrontare questo concetto più avanti in questo capitolo.

    Passiamo ora ad altro, quindi, abbiamo stabilito che, anche se gli Ebrei hanno respinto ed hanno ancora rifiutato il vangelo, e questo come abbiamo detto è molto grave perché stavano rifiutando e ad oggi respingono l’unico mezzo di salvezza, comunque la parola di Dio era ed è efficace ed ha e sta realizzando ciò che Dio vuole realizzare, abbiamo adesso capito questo concetto mi auguro.

    Paolo ora dice :

    poiché non tutti quelli che sono d’Israele sono Israele. 7 E neppure perché sono progenie di Abrahamo sono tutti figli; ma: «In Isacco ti sarà nominata una progenie». 8 Cioè, non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come progenie.

     

    Ora, che cosa significa tutto questo ? Paolo sta dicendo che anche se una persona è un Ebreo, un israelita, questa scelta elettiva di Dio, riguardo ad una appartenenza nazionale comunque non costituiva una vera e propria appartenenza alla vera vita spirituale, un vero israelita per essere tale doveva avere fede in Dio.

    In altre parole, si può essere un Ebreo fisicamente, in altre parole circoncisi nella carne, ma non essere un eletto alla salvezza di Dio, ce ne sono a milioni nel mondo anche oggi. Sola appartenenza nazionale non costituisce la condizione spirituale di salvezza che Dio richiede, vedi [Romani 2:25-29].

    Neppure è tutto il seme naturale di Abramo da considerarsi i figli della promessa di Dio, perché solo il vero seme cioè la discendenza per mezzo di Isacco. Cosa significa questo? Semplice, che i figli di Abramo secondo la promessa di Dio erano solo attraverso Isacco e non attraverso gli altri figli di Abramo.

    Spiacente per gli Arabi e quindi i Musulmani, che originano dagli altri figli di Abramo, ma essi non sono figli della promessa. Anche per questo, il Corano e la loro religione non è la vera rivelazione di Dio, perché come detto già la salvezza proviene dai Giudei, cioè Gesù Cristo un uomo Ebreo nella carne, discendente di Abramo, Isacco e Giacobbe.

    Abramo ebbe figli da Agar , Ismaele [Genesi 17:18-23] , e da Keturah [Genesi 25:1-4], ma la discendenza del Messia e quindi il seme promesso cioè Gesù Cristo il Salvatore, non poteva che venire attraverso Isacco e non dagli altri figli di Abramo.

    Questo è vero, Gesù Cristo, il Messia e Salvatore dei popoli di tutte le nazioni del mondo, è venuto da Isacco non dagli altri figli di Abramo e quindi ogni figlio di Dio, adottato da Dio mediante la fede in Cristo è un figlio della promessa dal seme di Abramo, figlio di Abramo attraverso la fede in Cristo attraverso la discendenza di Isacco.

    Da qui la promessa di Dio in [Genesi 12:2-3] dove Dio dice ad Abramo che tutte le nazioni del mondo sarebbero state benedette per mezzo di lui. Questo è accaduto e sta accadendo e accadrà attraverso e per mezzo di Gesù Cristo, il seme di Abramo attraverso Isacco!

    Quindi, ciò che Paolo afferma successivamente è vero , non tutti quelli che sono Ebrei nella carne o circoncisi nella carne possono essere considerati figli di Dio. Essi non sono tutti figli di Dio, anche Gesù aveva qualcosa da dire su questo argomento quando si è rivolto ai farisei, dopo tutto quelli erano Ebrei secondo la carne e loro pensavano che erano il popolo eletto di Dio e figli di Abramo,

    Gesù però disse loro questo :

    Matteo 23:15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché scorrete il mare e la terra, per fare un proselito e, quando lo è diventato, ne fate un figlio della Geenna il doppio di voi.

    Gesù disse anche questo nel Vangelo di Giovanni :

    Giovanni 8:37-44 “So che siete discendenza di Abramo, ma cercate di uccidermi, perché la mia parola non trova posto in voi. 38 Io parlo di ciò che ho visto con mio padre, voi fate quello che avete visto con vostro padre. ” 39 Essi risposero e gli dissero: ” Abramo è nostro padre . ” Gesù disse loro: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo . 40 ma ora cercate di uccidermi , un uomo che ha detto la verità che ho udito da Dio . Abramo questo non lo ha fatto . 41 voi fate le opere del padre vostro ». Allora gli dissero : “Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre – Dio”. 42 Gesù disse loro: ” Se Dio fosse vostro Padre , amereste me , perché io sono proceduto e vengo da Dio, . ? Né sono venuto da me stesso , ma lui mi ha mandato 43 Perché non comprendete il mio parlare Perché voi non siete in grado di ascoltare la mia parola . 44 voi che avete per padre il diavolo, e i desideri del padre vostro volete fare.

    Quindi, come si vede chiaramente dalle dichiarazioni di Gesù non tutti i discendenti di Abramo secondo la carne possono essere considerati figli di Dio, anzi e questo è ciò che Paolo sta dicendo qui. Ebrei che hanno rifiutato e rifiutano Cristo, così come ogni altra persona che fa la stessa cosa non sono figli di Dio, ma sono figli di Satana e tali rimangano.

    Questo è ciò che Gesù ha detto di questo fatto agli ebrei :

    Giovanni 8:24 Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati , perché se non credete che io sono , morirete nei vostri peccati “.

     

    Romani 9:9-13 9 Questa fu infatti la parola della promessa: «In questo tempo ritornerò e Sara avrà un figlio». 10 E non solo questo, ma anche Rebecca concepì da un solo uomo, Isacco nostro padre. 11 (infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama), 12 le fu detto: «Il maggiore servirà al minore», 13 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù»

     

    Ora ciò che Paolo scrive prende una piega molto interessante, da qui in poi comincia a dire cose che vengono fraintese e mal interpretate da molti. Prima di tutto nei versetti 9-10, continua a parlare del fatto che la parola promessa di Dio e il seme promesso doveva venire attraverso Sara, in altre parole Isacco e finora tutto bene, vedi [Genesi 17:19]. Poi Paolo apre quello che oggi è diventato un vero e proprio vaso di Pandora, un passaggio che ha provocato il caos nella chiesa .

    Quello che dice Paolo sembra solo riferito al contesto nazionale dell’elezione di Dio nei confronti di Israele, ma in realtà non è così solamente. Paolo sta parlando da questo punto in avanti anche di un’elezione individuale e personale da parte di Dio, che questa esiste realmente. Non vederla è voler essere ciechi, è voler non vederla.

    E’ vero che Paolo qui sta parlando anche di una elezione dalla quale proviene quella nazionale, ma l’implicazione e il contesto di tutto il discorso in questo capitolo è in realtà la vera salvezza e la vita spirituale davanti a Dio ed è chiaramente dimostrata di essere rivendicata come elezione individuale e personale e non solo elezione di gruppi di persone.

    Paolo , infatti, sta facendo parecchi punti qui, il primo è che solo quelli sono figli di Dio che sono secondo il seme promesso, cioè Gesù Cristo, per mezzo di Abramo e Isacco e che questi non sono e non saranno solo gli Ebrei. Questo è il primo punto.

    Ora però Paolo sta davvero cominciando a spiegare un altro concetto che l’elezione di Dio è sovrana.
    Facciamoci però una domanda molto importante!

    Il concetto di elezione di Dio di cui Paolo inizia a parlare qui è solo riguardante le elezioni nazionali o gruppi etnici o lo fa riguardante anche l’elezione da parte di Dio attraverso l’appartenenza ad un patto stipulato tra il Padre e il Figlio, cioè l’essere eletto da Dio personalmente e individualmente per diventare una parte di esso come individui?

    Per rispondere correttamente bisogna esaminare attentamente ciò che il contesto del testo ci dice e deve essere confrontato e soppesato con l’intero consiglio di Dio.

    Sappiamo che il contesto generale qui si riferisce all’effetto della parola di Dio che Paolo sta cercando di costruire una argomento per quanto riguarda gli Ebrei e i Gentili e come il Vangelo è stato progettato per indurire in parte il popolo ebraico in modo che anche i pagani potessero diventare parte del piano di salvezza di Dio, è per questo che Gesù disse a Nicodemo che

    “Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato il suo unigenito Figlio, perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna “

    Il famoso passaggio di Giovanni 3:16 a cui molti piace menzionare per poter disfare effettivamente la dottrina della sovrana, personale ed individuale elezione di Dio.

    Tutto quello che Gesù stava dicendo qui però era che Egli è venuto a salvare le persone (gli eletti) di tutto il mondo e non solo di Israele, e questo sarebbe stato attraverso la fede in Lui e la Sua opera redentrice.

    Nessuno si oppone a ciò che intendeva Gesù in questo passo. È in effetti solo attraverso la fede in Lui che siamo salvati, questo non è il problema.

    Il problema non è nemmeno il chiunque crede in Lui, perché è veramente chiunque crede e che in realtà potrebbe essere ed è chiunque, tutti coloro che credono senza distinzione. Comunque vediamo che anche in questo passo una partecipazione individuale e non nazionale è menzionata implicitamente. Le parole chiunque crede rendono la fede individuale e quindi di conseguenza è anche l’elezione di Dio.

    Chiunque crede ha questo fantastico e grazioso privilegio, fare parte del patto eterno di Dio e ricevere la salvezza. O dovrei dire, chi viene scelto o eletto a credere, crede ed ha già il privilegio di fare parte del patto eterno di Dio.

    Il problema è la spiegazione di come questo accade realmente e perché si verifica .

    Questo è dove molti credenti si scontrano in battaglie dottrinali e la corretta interpretazione di questo passo da qui in poi è ciò che ne fa o ne distrugge il significato.

    Stiamo ancora parlando di come il seme di Abramo è proceduto, ma qui Paolo comincia chiaramente a dimostrare che l’elezione o la scelta di Dio non è relegata solo esclusivamente a nazioni e che non è tutto ciò che Paolo sta spiegando.

    Il testo ci mostra chiaramente che l’elezione sovrana di Dio include gli individui e non solo per decidere quali nazioni o linee genealogiche vennero da quegli individui.

    Questo si vede chiaramente nei prossimi versetti. Paolo menziona che Rebecca concepì da un solo uomo, Isacco due figli, Esaù e Giacobbe. È interessante notare perché Paolo dice ciò che viene dopo se era solo una scelta nazionale, cioè semplicemente da dove il seme fosse venuto.

    Non avrebbe senso ciò che Paolo dichiara cioè:

    (infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama)

    Qui molto chiaramente Paolo sta dicendo che Dio sceglie le persone per i suoi scopi. Egli sceglie le persone per portare avanti i suoi scopi e questi individui sono scelti per lo scopo di portare avanti buoni propositi di Dio ed anche il male è posto nelle le finalità che si adattano al complessivo disegno di Dio che è solo ed esclusivamente buono.

    In altre parole Dio può scegliere le persone malvagie e permettere loro di rimanere malvagie , ma li usa per i Suoi buoni propositi e li usa in modo che anche attraverso il male che essi fanno Dio trae cose buone per il bene dei suoi eletti .

    Questo è evidente da quello che dice Paolo, cioè che i bambini nel grembo di Rebecca non erano ancora nati e ancora non avevano fatto nulla di buono o di cattivo.

    Questa affermazione è enorme, perché? Perché ci mostra che Dio non ha scelto uno dei due in base di qualsiasi altro fatto che la Sua scelta sovrana e per le Sue ragioni, ragioni che non sono state determinate dalla sua prescienza riguardo la vita di entrambi le persone.

    Quindi, questo prima di tutto dimostra che la prescienza di Dio, o preconoscenza di Dio in termini biblici, non significa che Dio sceglie le persone in base ad una futura conseguenza o un futuro comportamento buono o cattivo di quella persona e quindi neppure sulla fede o l’incredulità futura delle persone.

    Questa è una cosa molto importante perché affonda davvero il modo erroneo di spiegare la prescienza come fanno alcuni.

    Alcuni dicono che Dio predestina le persone alla salvezza basando questa sulla conoscenza anticipata del fatto che Lui sa chi crederà al Vangelo e chi non lo crederà.

    Dicono che in questo senso Dio predestina ad essere salvati coloro che Egli conosce che crederanno e coloro che Egli sa che non crederanno? Beh, non saranno salvati perché è la loro decisione che li condanna e questa è ciò che la prescienza e la predestinazione è per loro. Questa dottrina ha dei difetti che la rendono erronea.

    Il primo difetto è che questo tipo di pensiero nega completamente l’affermazione che Paolo fa qui . Dio scelse Giacobbe e non Esaù, perché Egli ha voluto così, non perché Egli sapeva che Giacobbe avrebbe vissuto meglio di Esaù o perché Giacobbe avrebbe avuto fede per credere mentre Esaù no.

    Entrambi gli uomini, infatti, provenivano dallo stesso padre e la stessa madre, entrambi gli uomini sono cresciuti nello stesso ambiente familiare ed entrambi gli uomini erano peccatori malvagi. Il nome di Giacobbe significa infatti ingannatore e quello lui era. Così che cosa ha fatto Dio scegliere Giacobbe al posto di Esaù ?

    La scelta di Dio non dipese dalla cattiveria o dalla bontà di uno dei due uomini. Infatti Paolo già ci ha insegnato in questa lettera nel capitolo 3 dove ci ha mostrato che non c’è uno che è giusto, no neanche uno e non c’è nessuno che cerchi Dio.

    Quindi Dio non non sceglie in base a quello che Lui preconosce della persona che sceglie, ma Egli sceglie chi Egli sceglie perché è quello che Egli desidera fare [Efesini 1:4-14].

    Dio ha scelto di avere pietà di Giacobbe e non Esaù!

    Perché? Chi lo sa?! Non lo sappiamo e non dobbiamo nemmeno sapere perché Dio sceglie una persona piuttosto che  un altra per gli scopi che Lui ha. Egli è Dio e Lui ha le sue ragioni ne sono certo.

    Questo è ciò che chiamiamo un mistero, qualcosa che non è pienamente rivelato a noi. Dio, infatti, ci dice questo nella sua parola :

    Deuteronomio 29:29 ” Le cose occulte appartengono al Signore nostro Dio , ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre , perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge .

    Ci sono cose, cioè le motivazioni e le ragioni di Dio che sono segrete e nascoste e quelle appartengono solo a Dio e ci sono cose che Egli ci rivela nella sua Parola e quelle e solo quelle sono per noi da sapere.

    In secondo luogo, un altro difetto nel modo in cui le persone anti-predestinazione o anti-elezione insegnano la prescienza, è che nella loro dottrina l’uomo è sovrano e non Dio, cioè Dio agisce in conformità alla volontà dell’uomo e alle decisioni dell’uomo.

    Beh, questo è l’opposto della verità ! Dio è sovrano su tutto e su tutti, è la creatura che si sottopone alle scelte di Dio e alla volontà di Dio non sarà certo Dio che si sottomette all’uomo. ” Bene ” dirà qualcuno , “Non ha l’uomo il libero arbitrio? ” ” Non ha dato Dio all’uomo il potere di scegliere? ”

    La risposta non è tanto semplice come un semplice sì o un no. In realtà la risposta è sì e no! Sì , Dio ha dato all’uomo il potere di scegliere, ma quando e come ha fatto questo?
    A

    damo ed Eva erano esseri spiritualmente vivi, senza peccato in loro prima di Genesi 3. Egli ha dato loro la possibilità di esercitare il libero arbitrio, erano persone libere, libere dal potere del peccato e perciò potevano liberamente scegliere cosa fare e lo hanno fatto. Hanno scelto male e hanno pagato le conseguenze della loro scelta. Oh, certo, l’uomo può ed ha ancora una limitata libertà di scelta. Certamente!

    Però solo quando si tratta di questioni che non sono morali e spirituali .

    L’uomo può ancora scegliere che tipo di vestiti indossare, che tipo di macchina guidare, anche quale persona sposarsi, anche se un cristiano dovrebbe cercare la volontà di Dio su questa cosa, l’uomo può scegliere quali cibi mangiare e quale casa da acquistare, l’uomo può scegliere dove andare a lavorare, se utilizzare l’autostrada o la strada normale, eppure sulle questioni morali e spirituali l’uomo non ha un campo libero di scelta. Perché?

    La chiave per comprendere il libero arbitrio dell’uomo è questa, Adamo ed Eva potevano liberamente scegliere di fare la volontà di Dio o di disobbedire perché erano spiritualmente vivi e liberi dal potere del peccato di governare la loro volontà.

    Dopo la ribellione le cose sono cambiate drasticamente. La parola di Dio ci insegna che tutti noi abbiamo peccato e sono privi della gloria di Dio [Romani 3:23], la parola ci insegna anche che siamo tutti peccatori senza eccezione e spiritualmente morti nei nostri peccati e trasgressioni [Efesini 2:1-4].

    Ora, una persona morta, che sia fisicamente o spiritualmente non può prendere decisioni perché sono morte! Tutto ciò che è vero nel fisico è vero anche nello spirituale. Se una persona è fisicamente morta, per quanto riguarda le loro vite fisiche quali decisioni possono fare? Ovviamente nessuna!

    Se una persona è spiritualmente morta allora che tipo di decisione può fare per quanto riguarda le questioni spirituali? La risposta è la stessa, nessuna!

    La parola di Dio ci insegna anche che noi siamo schiavi del peccato nella nostra natura peccaminosa e irredenta [Giovanni 8:34-36].

    Ora uno schiavo non è libero di fare quello che vuole, ma può fare solo ciò che gli è comandato loro di fare dal padrone. Come sappiamo però anche gli schiavi hanno una certa libertà limitata, questo è lo stesso in questo soggetto.

    La libertà di scelta dell’uomo quindi è molto limitata e limitata a ciò che la natura peccaminosa dell’uomo permette. Se siamo schiavi del peccato, pertanto non abbiamo la libertà di decidere e scegliere la volontà di Dio e anche se abbiamo conosciuto i requisiti di Dio non scegliamo mai di farli.

    La natura non redenta e peccaminosa a cui l’uomo è schiavo è la padrona assoluta dell’uomo e non permette di fare la volontà di Dio.

    Quando Dio ci rigenera però, ci dà nuova nascita e diventiamo di nuovo spiritualmente vivi, allora siamo liberati dal potere e dalla padronanza della nostra natura peccaminosa, [Giovanni 8:36]; [Romani 6:1-14].

    Quando il nostro uomo vecchio è morto, crocifisso con Cristo è solo allora che siamo liberi dal potere del peccato e dalla sua padronanza e adesso abbiamo il desiderio di scegliere e di fare la volontà di Dio. Prima di allora non potremmo mai e non volevamo farla in ogni caso, perché essere schiavi del peccato non significa che odiamo il peccato, in realtà ci piaceva il peccato e ci piaceva praticarlo.

    Dopo che non siamo più sotto il dominio e il potere del peccato possiamo ancora peccare ma non ci piace più come una volta, infatti crescere l’odio per il peccato che c’è in noi e noi adesso abbiamo il potere di Dio in noi per essere in grado di scegliere liberamente di fare la volontà di Dio e per poterla farle, ma prima non potevamo né volevamo farla.

    Quindi la risposta è che l’uomo ha il libero arbitrio quando l’uomo è rigenerato e non prima. Come può una persona che è completamente schiava del peccato, completamente sotto il dominio e il potere del peccato avere il libero arbitrio?

    Non può, lui o lei non può e sceglierà sempre di fare il male o per lo meno decidere contro la volontà divina. Come può l’uomo naturale comprendere le cose dello Spirito? Non può, anche la Bibbia ci dice questo :

    1 Corinzi 2:14 Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio , perché sono follia per lui né le può conoscere, perché le si giudicano spiritualmente .

    Se solo credessimo a ciò che parola di Dio ci dice chiaramente potremmo evitare tanti problemi nella comprensione della Sua parola.

    In terzo luogo, dal testo di Paolo qui in Romani si capisce un’altra cosa importante e ancora un altro difetto nel dottrine i sostenitori anti-predestinazione. Paolo dice: che lo scopo di Dio è secondo elezione, che dipende non da opere , ma da colui che chiama.

    Dio ha uno scopo secondo la Sua scelta, elezione in realtà significa scelta. Un parlamentare, un sindaco, è scelto dai suoi elettori, una persona non elegge se stessa. Una persona eletta è un soggetto passivo nel processo dell’elezione, in altre parole esso riceve l’azione ma non la esegue.

    Una persona che elegge se stessa è un dittatore ma sappiamo come vanno a finire i dittatori. Noi non siamo dittatori appuntati o eletti da soli, almeno alcuni di noi non lo siamo, anche se alcuni pensano di essersi appuntati o eletti da soli.

    Questo è orgoglio spirituale, ci sono anche parecchie persone che sono orgogliosi spirituali che pensano che meritano la salvezza perché se la sono guadagnata come ricompensa per aver creduto.

    Nello scopo di Dio, secondo l’elezione è Dio Colui che sceglie chi vuole eleggere e per questo allora la persona riceve l’azione della scelta di Dio, e quindi tutte le conseguenze della vita di quella persona sono in realtà dettate dalla scelta di Dio per quanto riguarda quella persona e non esclusivamente sue, eccetto il peccato, il peccato non è responsabilità Dio ma dell’uomo.

    Dio quindi, come dice Paolo qui, chiama secondo lo scopo di Dio, cioè secondo la Sua elezione, che non dipende da opere, ma da Colui che chiama.

    Non da opere, ma da Lui, Dio, che chiama! Facciamoci ora una domanda pertinente, che cosa la chiamata di Dio ha a che fare con l’identità nazionale di Israele?

    Dio chiama una nazione o un gruppo di persone? Può certo, però, come abbiamo spiegato la chiamata di Dio nel precedente capitolo, è composta da due categorie, una chiamata generica e una chiamata efficace, e in quel caso come questo caso stiamo parlando di individui.

    Nel capitolo precedente abbiamo parlato di una chiamata generale cioè molti sono chiamati , Gesù ha detto, ma pochi sono cosa? Pochi scelgono di essere salvati? Dice questo? No !

    Ma pochi gli eletti o pochi sono gli eletti [Matteo 20:16]; [Matteo 22:14]. Cosa significa? Questo parla di gruppi o individui ? Individui, ovviamente, basta guardare la parabola menzionata in questo ultimo riferimento.

    Anche se sono i gruppi che sono “eletti” o scelti , i gruppi sono costituiti da persone fisiche, cioè individui. Sono gli individui che sono chiamati da questi gruppi, sono formati dai vari individui che ed essi devono essere eletti.

    Tra le molte persone all’interno dei gruppi di persone vi sono i chiamati, molti quindi sono chiamati dalla chiamata generale della salvezza, cioè il Vangelo, ma pochi di essi sono eletti o scelti a quella salvezza.

    Come si è detto, se davvero prendiamo la parola di Dio nel suo intero contesto vediamo più chiaramente, se vogliamo vedere, ciò che Dio ci sta veramente dicendo.

    La chiamata efficace è la chiamata che viene risposta nel senso positivo da parte degli eletti alla salvezza, che odano la chiamata di Dio e che infine rispondono ad essa in modo positivo. Perché?

    Perché dal momento che è la scelta sovrana di Dio essi sono collocati da Dio nella giusta posizione di poterlo fare, vedi per esempio [Atti 13:48].

    Quindi, esercitano la fede, la fede è donata ed attivata nella persona da Dio stesso, la fede Dio la attribuisce a quella persona come fede personale, nessun problema su questo, è in effetti la nostra fede, ma donata a noi da Dio, eppure è nostra, siamo noi a credere in Gesù e in Dio, nessun problema fin qui.

    E’ la mia fede, la vostra fede,OK, ma non proviene da noi, è il dono di Dio, fa parte della grazia di Dio [Efesini 2:8-10], è uno dei doni di grazia che Dio ci dà per metterci nella posizione di obbedire alla chiamata del Vangelo. E’ Dio che crea la fede e la completa in noi [Ebrei 2:2].

    Tutto questo quindi , anche come diceva Paolo in [Efesini 2:8-10], non è in virtù di opere umane affinché nessuno se ne vanti, ripete qui, andando oltre, ma per elezione sovrana di Dio, non per opere, ma da Colui che chiama.

    Egli conferma qui il passaggio di Efesini, in realtà lo rinforza con questa affermazione, visto che l’elezione di Dio è sovrana ed è in effetti la grazia di Dio in azione verso le persone che altrimenti andrebbero in perdizione. Questa affermazione qui infatti corrobora l’intero passaggio trovato in [Efesini 2:1-10] ed è esattamente tutto ciò di cui abbiamo parlato finora.

    Così possiamo capire che il contesto, anche qui in questo brano di Romani, sulla materia dell’elezione e la chiamata di Dio ha tutto a che fare con le persone e ha tutto a che fare con la salvezza degli individui. Dopo tutto, Esaù e Giacobbe sono persone, anche se, sì è vero delle nazioni erano nei loro lombi, non è esclusivamente di nazioni che stiamo parlando, ma di due persone individuali, attraverso le quali, sì, nazioni sarebbero provenute, ma ancora più importante attraverso il quale seme di Abramo sarebbe provenuto Gesù Cristo per il quale sarebbe provenuta a valere l’adozione nel patto di Dio per tutti gli individui di tutte le nazioni!

    Tuttavia, vediamo che la scelta di Dio è sempre di persone, di individui. Dio ha scelto Abramo, Dio scelse Giacobbe e poi Giuseppe. Ha scelto Giuseppe per salvare il suo popolo. Su 12 fratelli Dio Ha scelto Giuseppe. A proposito di questo, per mostrare come la scelta di Dio sempre collabora tutte le cose per il bene dei suoi eletti, guardate ciò che Giuseppe dice ai suoi fratelli :

    Genesi 50:20 Ma quanto a voi, avete tramato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene , in modo da far sì come è in questo giorno, per salvare la vita di molte persone.

    Dio può e vuole trasformare le cattive azioni in bene! I fratelli di Giuseppe tramarono il male, quello che hanno fatto, vendendo Giuseppe in Egitto, Dio ha permesso che questo accadesse così che Egli potesse portare del bene tramite questo male, in modo che molte persone, anche gli egiziani potessero essere salvati tramite Giuseppe.

    Dio scelse Mosè ed ha persino scelto il faraone per realizzare i Suoi propositi per il suo popolo e per la Sua gloria .

    Gesù, Dio, ha scelto 12 discepoli e uno di loro era malvagio e scelse di fare il male, ma tutto questo fu perché la Scrittura doveva essere adempiuta in quel modo. Giuda fu scelto da Gesù stesso a proposito per fare esattamente quello che ha fatto. Gesù stesso e la Scrittura ci dice che questo è così :

    Giovanni 6:70-71 Gesù rispose loro: “Non vi ho scelto io, i Dodici , e uno di voi è un diavolo! ” 71 Egli parlava di Giuda Iscariota , figlio di Simone , perché era lui che lo avrebbe tradito , essendo uno dei Dodici .

    Giovanni 13:18 Io non parlo riguardo a tutti voi . Io conosco quelli che ho scelto, ma che la Scrittura potesse essere adempiuta, ‘ Colui che mangia il pane con me , ha alzato il suo calcagno contro di me.

    Giovanni 17:12 Mentre ero con loro nel mondo , li ho mantenuti nel tuo nome . Quelli che mi hai dato io ho mantenuto, e nessuno di loro è stato perduto, tranne il figlio della perdizione , affinché la Scrittura fosse adempiuta .

    Giuda era una persona malvagia, scelta anche come faraone fu durante i tempi di Mosè, per fare il male contro Dio e il suo popolo. Secondo Dio però fu un male necessario, un male che faceva parte del disegno di Dio e attraverso le cattive azioni di queste persone come attraverso le cattive azioni di molti altri, Dio operò e opera sempre il bene del Suo scopo e la Sua gloria e il Suo potere si manifestano.

    Questo è davvero una parte dell’insegnamento che viene nei prossimi versi di Romani 9 .

    Quindi dobbiamo giungere alla conclusione che, poiché Dio salvato alcuni individui nel gruppo etnico degli Israeliti, gli eletti deve essere riferito a singole persone, e dal momento che lo stesso è vero dei Gentili, dobbiamo concludere che l’elezione di cui si parla non è etnica, ma individuale.

    Se, infatti, l’elezione era strettamente riferita a gruppi di persone, in altre parole, ebrei e gentili solamente allora tutti sarebbero salvati,tutti sarebbero gli eletti.

    Invece si capisce chiaramente da questo passaggio che Paolo scrisse che essere ebrei non era un accesso automatico per considerarsi figli di Dio, infatti, quelli che la Bibbia chiama eletti sono solo quelli che sono salvati, cioè il residuo eletto per grazia mediante la fede donata da Dio, questi tra gli ebrei, così come i pagani, gli individui sono appartenenti ai gruppi specifici di persone, ma non sono i gruppi di persone stessi che sono eletti.

    Quindi, lo scopo di Dio, secondo elezione, dipende non da opere ma da colui che chiama.

    Vi è quindi una elezione per il bene e per la giustizia e la salvezza e vi è un’elezione di conseguenza al male e alla perdizione. Di questo parleremo ancora più tardi, perché c’è bisogno di non essere fraintesi cosa significa non essere eletti alla salvezza o eletti alla perdizione, perché molti fraintendono ciò che questo significa e quindi accusano noi che crediamo e insegniamo la dottrina biblica della elezione di raffigurare un Dio ingiusto, ma vedremo che questo non è così per niente. Dio non è mai ingiusto e non è nemmeno la dottrina dell’elezione sovrana di Dio.

    Infatti Paolo citando il Vecchio Testamento dice della Scrittura : lo ha detto a lei , ” Il maggiore servirà il minore “. 13 Come è scritto : ” Ho amato Giacobbe , ma ho odiato Esaù . “

    La scelta di Dio, è che il vecchio deve servire il più giovane. Egli avrebbe potuto fare il contrario , proprio come avrebbe potuto invertire la Sua sovrana scelta tra Pietro e Giuda.

    Non era una questione di preferenze personali come la intendiamo noi da un potenziale terreno e umano. Dio la ha fatto da un punto di vista divino, tutti conoscono come le cose potenziali possono sembrare, in realtà esse sono sicuramente diverse da come le percepiamo.

    In questo caso e nel volto della tradizione umana Dio ha cambiato la Sua scelta. La tradizione garantiva al figlio maggiore le promesse e le benedizioni, ma Dio scelse il più giovane per ricevere le promesse e le benedizioni, perché? Perché Dio ha voluto che fosse in questo modo, ha voluto che fosse così.

    Paolo infatti successivamente porterà questo argomento ancor di più alla luce. E’ comunque la scelta di Dio e il modo in cui Dio sceglie e questo è il modo in cui andrà, che ci piaccia o no, ma non ci deve piacere ciò che Dio fa o chi Dio sceglie, dobbiamo accettarlo, tutto qui.

    Allora Dio spaventa molti con una dichiarazione che è proprio difficile capire: Come è scritto : ” Ho amato Giacobbe , ma ho odiato Esaù .

    Ahi,che male questo fa alle nostre povere orecchie umane, vero? Questo non sembra essere coerente con il carattere di Dio. Abbiamo sempre pensato che Dio amata tutti incondizionatamente.

    Come si può pretendere che Dio ami Giacobbe ed odi Esaù?

    Pensavamo che Dio fosse imparziale e che ci vede tutti uguali, come può amare uno e odiare l’altro? Dio in realtà odia le persone? Eppure, questa Scrittura dice proprio questo.

    Ora Paolo allora sta presentandoci un’immagine errata di Dio, Paolo ci presenta un Dio ingiusto, che ama una persona e odia un altra, senza ragioni apparenti, come si vede dal testo.

    In precedenza Paolo disse che Dio scelse Giacobbe non basato su azioni buone o cattive di entrambi i bambini, quindi non è perché Giacobbe sarebbe stata una persona migliore di Esaù, o perché Esaù sarebbe stata una persona peggiore di Giacobbe.

    Quindi, cosa significa questo? Come e chi, Dio odia? In realtà non è difficile da spiegare ma difficile da accettare forse. Eppure molti non capiscono che cosa significa tutto questo, perché non vogliono affrontare la natura completamente corrotta e depravata dell’uomo.

    Questo è uno dei motivi per cui Paolo ha fatto di tutto per spiegarci questo all’inizio di questa lettera,cioè la corruzione completa e la natura depravata dell’uomo, vedi capitoli 1:18-32 a 3:20.

    E’ essenziale capire questo concetto, perché se fraintendiamo questo perdiamo ogni possibilità di interpretare correttamente molti passi della Scrittura, in special modo quanto riguarda la salvezza e l’elezione, che anche questo ha a che fare con la salvezza.

    Paolo però, ci dà la risposta a ciò che significhi veramente questa affermazione nei successivi versetti. Prima di arrivare lì rendiamo chiara una cosa , Dio è amore ed è nella Sua natura di amare la Sua creazione, ma Dio è anche santo e giusto ed Egli odia la malvagità e il peccato .

    Questa affermazione qui Ho amato Giacobbe ma ho odiato Esaù, deve essere vista in questa luce, e alla luce della spiegazione che viene dopo.

    Dio non odia qualcuno solo perché, Egli odierà sempre il peccato e la malvagità e chi la pratica, la Bibbia è chiara su questo punto. Il detto che Dio ama il peccatore e odia il peccato, è vero solo in parte, ma non del tutto, e vedremo come e perché questo è così.

    Ricordiamoci una cosa, Giacobbe era un peccatore come Esaù, e prima di nascere Dio, in un certo senso biblico del peccato non ha considerato uno meglio dell’altro, altrimenti la scelta di Dio sarebbe stata dettata dalle opere della persona stessa, ma Paolo già ha reso chiaro che questo non era il caso.

     

    Romani 9:14-19 Che diremo dunque? C’è forse ingiustizia in Dio ? Certo che no! 15 Egli infatti dice a Mosè: « Io avrò misericordia di chi avrò misericordia , e avrò compassione di chi avrò compassione. ” 16 Così allora non è da chi vuole né da chi corre , ma da Dio che usa misericordia . 17 Dice infatti la Scrittura al Faraone: « Proprio per questo scopo ti ho costituito che io possa mostrare la mia potenza in te , e che il mio nome sia proclamato in tutta la terra . ” 18 Perciò Egli fa misericordia a chi vuole e chi vuole indurisce .

     

    Quindi, cosa al mondo vuol dire, Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù? Paolo ora prima ancora di darci specificamente la risposta a questo, risponde prima con una domanda.

    Paolo anticipa l’obiezione dei famosi personaggi che quando si parla della sovrana elezione di Dio ci dicono:

    “Queste cose non possono essere giuste, perché dicendo che Dio scelse Giacobbe invece di Esaù semplicemente per scelta sovrana , confermi che Dio ha amato Giacobbe e odiato Esaù , in modo che stai presentandoci un Dio ingiusto e capriccioso ! Dio non è così “

    Questo è quello che ci dicono tutt’oggi e questa è proprio l’obiezione che Paolo anticipa.

    Quindi anche noi dobbiamo anticipare questa obiezione e come Paolo , dobbiamo essere in grado di rispondere ad essa in maniera biblica e dottrinale.

    Paolo, prima anticipando l’obiezione chiede se stesso con una domanda retorica, che diremo dunque? C’è forse ingiustizia in Dio?

    Allora, possiamo in base ai fatti che abbiamo visto finora pensare che Dio è ingiusto o iniquo perché Lui sembra amare una persona e odiare un altro? Paolo dice assolutamente no!

    Dio non è ingiusto o iniquo, mai! Lui fa le cose sempre basate sulla perfetta giustizia, perfetta conoscenza e saggezza !

    Qui sta il primo problema. Il problema non è con Dio, ma è con noi che non possiamo comprendere le scelte di Dio come Egli le fa perché siamo imperfetti, non siamo perfettamente giusti, perfettamente saggi e non abbiamo una conoscenza perfetta, ne siamo sovrani.

    In secondo luogo, Dio odia solo la malvagità, l’ingiustizia e il peccato. Così che l’odio di Dio, deve essere visto in questa luce.

    E ‘vero che Dio non ha scelto Giacobbe anziché Esaù basato sulla Sua prescienza delle loro opere, o del loro male o del loro bene, ma ha scelto Giacobbe alla luce di un altro attributo che Egli ha.

    La sua misericordia! Dio vuole avere pietà dei peccatori, anche se odia il peccato e odia i peccatori, tuttavia Egli desidera avere pietà di loro, questo fa parte di ciò che Egli è.

    “Aspetta ! ” Tu dici! “Pensavo che Dio amasse i peccatori e che odiasse il peccato ?”

    La Scrittura non mente, sembra essere un paradosso, ma Dio sì, ama la gente e vuole avere misericordia di loro, ma Dio odia i peccatori e il peccato ! “No!” Dichiara l’obiettore! OK ! Vediamo se la Scrittura ci dà una risposta chiara su questo concetto.

    Salmi 5:4-6 perché tu non sei un Dio che prende piacere nell’empietà; con te non può dimorare il male. 5 Quelli che si gloriano, non potranno reggere davanti ai tuoi occhi; tu hai in odio tutti gli operatori d’iniquità. 6 Tu farai perire tutti quelli che dicono menzogne; l’Eterno detesta l’uomo di sangue e di frode

    OK, ora possiamo stare qui e cercare di fare tutti i tipi di ginnastica mentale e di giravolte dottrinali o possiamo prendere la parola di Dio al Suo valore nominale e letterale. Che cosa dice questo passaggio ?

    Dio non prende piacere nella malvagità , l’orgoglioso non reggerà davanti a Lui, Dio odia tutti gli operatori d’iniquità . Dio distruggerà i bugiardi, il Signore detesta gli assassini e coloro che praticano l’inganno.

    La parola odio in questo passo è  sega-nay ‘; una radice primitiva, odiare ( personalmente )

    La parola detesta in questo passo è ta`ab  Taw-ab ‘, una radice primitiva, detestare, cioè
    moralmente detestare.

    Non c’è niente di più chiaro di così. Dio odia tutti gli operatori di iniquità. Dice che odia tutti! Egli , detesta il peccatore.

    Non è che Egli odia il peccato ed ama il peccatore, Egli odia e detesta tutti i peccatori. Questo è davvero un grande problema, perché la Bibbia afferma che siamo tutti peccatori.

    Quindi a quale conclusione dobbiamo arrivare? In realtà, secondo queste dichiarazioni non ci sono errori, Dio ha odiato anche Giacobbe siccome anche lui era un peccatore ed un operatore di iniquità. Così come è che Dio ama i peccatori per salvarli ? Come è che Egli ha affermato di aver amato Giacobbe , ma odiato Esaù ?

     

    Romani 9:15-17 Poiché Egli dice a Mosè: « Io avrò misericordia di chi avrò misericordia , e avrò compassione di chi avrò compassione. ” 16 Così allora non è da chi vuole né da chi corre , ma da Dio che usa misericordia .

     

    Paolo ora dice che, alla luce di tutto questo dipende su chi Dio avrà pietà e su cui Egli avrà compassione, è solo dipendente dalla Sua scelta e prerogativa.

    Paolo ci dà ora la vera risposta, questo è il modo in cui Dio riconcilia il Suo odio del peccato e dei peccatori e il Suo giudizio con l’amarli e il salvarli. Attraverso la Sua misericordia ! Attraverso la Sua misericordia Egli elegge sovranamente alcuni peccatori alla salvezza e per loro soltanto Egli mostra misericordia e amore.

    Egli decide e sceglie di amarli nonostante i loro peccati e l’odio che Egli avrebbe per loro si trasforma in amore. Comunque questo lo ha fatto e fa tutto questo attraverso la Sua predestinazione, l’elezione di una moltitudine di peccatori che Egli sui quali precedentemente deciso di avere pietà. Come? Mediante la fede nell’opera redentrice di Cristo. In altre parole, essi sono stati scelti per essere amati in Cristo e non indipendentemente dall’amore che Dio ha per il Suo Figlio.

    Efesini 1:4-7 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, 5 avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio, 7 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia,

    Gli altri su cui Lui non ha scelto di avere pietà, li lascia a se stessi e li lascia nel loro peccato, ma questo accade di conseguenza cioè passivamente e non attivamente, più su questo soggetto più avanti. Comunque, è la misericordia di Dio fa salvare il peccatore, ma è una misericordia predeterminata, questo è ciò che significa aver amato Giacobbe e odiato Esaù. Come abbiamo visto, odiare il peccato ed i peccatori è cosa santa del carattere retto e giusto di Dio e questo richiede che Egli lo faccia.

    Tuttavia, la misura dell’odio di Dio verso Esaù non è a causa di una preferenza indistinta e indiscriminata di una persona sull’altra, invece si basa su una decisione di misericordia. La scelta di Dio di Giacobbe era predeterminata e così è di ogni altro che Lui sceglie di salvare. E’ la Sua decisione di includere precedentemente le persone in Cristo che interamente determinano la Sua misericordia e il Suo amore per quella persona. Così fu anche per Giacobbe.

    E ‘ la misericordia di Dio attualizzata su chi Egli stesso decide di avere misericordia e compassione. E ‘ la sua scelta inalterabile. Perché scelse una persona piuttosto che un altra? Questo non lo sappiamo esattamente, ma è la Sua prerogativa. Non ha Dio il diritto di scegliere su chi Egli vuole mostrare misericordia? E ‘ ingiusto Dio in questo? No! Si potrebbe pensare che lo sia, ma non lo è. Dio può e vuole fare esattamente quello che vuole fare, Egli può farlo perché Lui è Dio,ecco perché!

    La cosa giusta che Dio avrebbe dovuto fare in realtà sarebbe che lasciasse tutti di andare all’inferno! Questa sarebbe perfetta giustizia ! Contraddire questo fatto è una cosa pericolosa, perché si sarebbe sostenendo che la Scrittura e quindi Dio sta mentendo quando dice che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio [Romani 3:23], e che il salario del peccato è la morte [Romani 6:23], e che non c’è nessun giusto, nemmeno uno e che non c’è nessuno che cerca Dio e nessuno che faccia il bene, neppure uno, e che noi tutti eravamo erranti, e che non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi , e che tutto il mondo è colpevole davanti a Dio [Romani 3:10-19].

    Secondo questi soli fatti Dio ha il giusto giudizio e il diritto per mandarci tutti all’inferno senza scuse o obiezioni e meritatamente.

    Quindi, no! Dio non è ingiusto se e quando una persona va all’inferno perché tutti ci meritiamo la punizione di Dio.

    Quindi, se Dio non avesse attivamente deciso di avere pietà di alcuni, passivamente si andrebbe tutti all’inferno, tutto il genere umano dall’inizio alla fine, eccetto Gesù Cristo, meriterebbe di andare e sarebbe andato all’inferno a causa del peccato. Dio sceglie su chi avrà pietà e se non l’ avesse fatto per mezzo di Gesù Cristo , saremmo tutti condannati all’inferno e giustamente.

    Abbiamo già studiato molto questa verità anche nel capitolo precedente quando abbiamo coperto ampiamente il tema della predestinazione e elezione , ma cerchiamo di ripetere alcune cose importanti per quanto riguarda questo punto.

    La linea di fondo è questa, nella dottrina dell’elezione, Dio non è ingiusto ne la dottrina è ingiusta verso alcuno, perché?

    Perché tutti gli uomini sarebbero destinati all’inferno a prescindere, tutti senza eccezione, perchè la Scrittura ci insegna questo e abbiamo avuto ampia opportunità di vedere questo fino ad ora.

    Inoltre , perché il sacrificio di Gesù è “VERAMENTE” efficace per tutti coloro che Dio ha eletto a credere senza lasciare nessuno fuori, questo sarebbe a colpo sicuro e senza eccezioni , in modo che l’opera di redenzione di Gesù è efficace e completamente potente e sufficiente per tutti quelli per cui egli è morto per , questo non lascia nessuno fuori.

    Tutti coloro che il Padre dona a Lui andranno a Lui , e coloro che vanno a Lui non saranno mai respinti via e non saranno mai perduti [Giovanni 6:37-39] , [Giovanni 17:2-3] .

    Così Dio , in questo caso è completamente e assolutamente giusto, soprattutto verso Gesù , così come verso gli uomini, perché in questo caso nemmeno una sola goccia del Suo prezioso sangue si spreca e nessuno per il quale Cristo è morto va all’inferno ne perché non hanno avuto la possibilità di ascoltare la chiamata del Vangelo o di respingerla.

    Quindi, se tutti gli uomini indipendentemente meritano di andare all’inferno a causa del loro stato di peccato, ci andrebbero e giustamente, se non fosse per il misericordioso intervento di Dio nella loro vita.

    Se poi tutti gli uomini andrebbero giustamente all’inferno secondo la perfetta giustizia di Dio , allora anche se Egli avesse deciso di inviare tutti gli uomini all’inferno non sarebbe ingiusto.

    Lo sarebbe? Niente affatto!

    Al contrario, invece nel Suo amore e nella Sua misericordia e grazia, Dio ha scelto e predestinato alcuni di quei condannati che andavano all’inferno in ogni caso, se lasciati a se stessi, per essere salvati .

    Dove sta l’ingiustizia in Dio allora? Se Egli non interviene nella vita degli altri e li lascia invece andare all’inferno, il posto dove comunque andavano per loro scelta e volontà?

    Lui è ingiusto perché ha scelto alcuni e non altri, anche se quelli che lui non ha scelto meritano la punizione eterna a prescindere?

    Dio sarebbe ingiusto a mandare la gente all’inferno se e solo se ci fosse qualcosa di moralmente buono nelle persone che vanno all’inferno, ma dal momento che (spero che lo sappiamo ora) , ognuno merita l’inferno e nessuno davvero merita la salvezza , come si può dire che Dio è ingiusto o ingiuste sono le Sue scelte di alcuni per essere salvati nella Sua sempre perfetta, buona e accettabile volontà?

    Il problema, tuttavia, è questo, gli uomini vanno all’inferno perché sono peccatori, ribelli a Dio, sono idolatri e odiano Dio se odono il Vangelo e lo rifiutano o no.

    Abbiamo visto che questo è vero in precedenza nello studio [Romani 1:18-32],[Romani 3:10-19] , [Romani 3:23].

    Quindi è Dio che sceglie di avere misericordia e compassione su chi Egli vuole e questi sono quelli che saranno salvati, essi sono quelli Egli ama.

    Il concetto che Dio fa ciò che vuole come vuole è stato chiaramente compreso dagli autori umani della Scrittura come Dio ha rivelato questa verità a loro , guardate a ciò che questo passaggio dice per esempio :

    Salmi 115:3 Ma il nostro Dio è nei cieli , egli fa tutto ciò che vuole .

    Per questo Dio ha la prerogativa di avere pietà di chi Egli vuole e compassione su chi Egli vuole averli. Egli è Dio e Lui fa quello che vuole!

     

    Romani 9:16 Così allora non è di colui che vuole, né di chi corre , ma da Dio che usa misericordia .

     

    Quindi non possiamo mai dire che Dio è ingiusto o iniquo perché ha scelto una persona rispetto ad un altra. Non sarebbe giusto né che Dio abbia mai scelto qualcuno in base a qualsiasi livello di moralità o di opere buone se no in caso contrario la Sua scelta sarebbe stata viziata dalle opere di giustizia dell’uomo, ma non può essere così, come Paolo infatti afferma in questo verso.

    Prima di tutto la Scrittura ci ha mostrato in precedenza che Dio vede tutti allo stesso modo
    [Romani 3:10-20], la descrizione di questo è totale male e cattiveria.

    Tanto che, anche se alcuni possono essere più cattivi e malvagi di altri, non è la percentuale effettiva della quantità del male che una persona ha più o meno di un altro che fa Dio giudicare una persona, piuttosto il fatto che tutti sono peccatori in un grado o un altro e questo è sufficiente per condannare, abbiamo visto la descrizione anche del genere umano in [Romani 1:1-32].

    In aggiunta a tutto questo, la parola di Dio ci dice anche che qualsiasi quantità o il tipo di atti giusti possiamo eseguire sono come abiti sporchi davanti a Dio.

    Isaia 64:6-7 Ma siamo tutti come una cosa impura , e tutte le nostre opere di giustizia sono come un abito sporco ; Noi tutti ci dissolviamo come una foglia , e le nostre iniquità , come il vento , ci hanno portato via. 7 e non c’è nessuno che invoca il tuo nome , che suscita se stesso fino a prendere possesso di te , perché hai nascosto la tua faccia da noi, e ci hai consumato a causa delle nostre iniquità .

    Torniamo a Romani 9 ora. In questo brano vediamo anche la conferma che stiamo davvero parlando di individui quando si tratta della scelta di Dio e di elezione e i seguenti versi ci confermano questo fatto.

    È perché Dio mostra misericordia a chi Egli sceglie di ricevere la Sua grazia e quindi la sua salvezza, non è mai dipende dalla persona stessa.

    La persona è un soggetto passivo che riceve l’azione della grazia e della misericordia di Dio, e questo è tutto fatto perché Dio lo ha reso possibile.

    Come? Attraverso l’opera di Gesù Cristo, della redenzione e quando? Non esclusivamente solo alla croce, anche se la croce è quando l’intero piano si è compiuto, ma in realtà Dio ha messo tutto il Suo piano insieme nel passato, nell’eternità. E ‘ allora che ha scelto di avere pietà su gli eletti di tutte le età, Antico Testamento e Nuovo.

    Dio scelse Giacobbe e come Lui ha scelto noi, tutti noi che credono. Noi dobbiamo prendere in considerazione che Giacobbe ha creduto in Dio e in realtà fu convertito dopo molti anni, e non al momento della sua nascita, come abbiamo fatto tutti.

    Troviamo l’episodio attuale della sua conversione in [Genesi 32:24-32], questo è accaduto e tutto ciò che è accaduto a Giacobbe nella sua vita è stata comunque dettata dalla scelta fatta da Dio di avere misericordia di lui, in altre parole, la scelta di Dio ha portato Giacobbe alla sua salvezza, non furono le scelte di Giacobbe piuttosto le scelte di Dio che hanno dettato il suo destino, a dispetto dei suoi peccati e delle sue scelte sbagliate.

    Mentre la vita di Esaù invece prese tutta una piega diversa? Perché? Perché Dio non lo aveva scelto quindi Esaù fu ” abbandonato ” ai i propri desideri e il suo destino, il destino che non lo ha portato alla salvezza.
    In realtà i discendenti di Esaù chiamati Edomiti nella Bibbia sono sempre stati nemici e nemici di Dio di Israele (Giacobbe).

    In tutta la Bibbia Dio ha giudicato gli Edomiti fino all’orlo della distruzione. Questo era il loro destino, perché di Dio non li scelse per pietà, ma tutto il male che essi hanno fatto, lo hanno fatto loro, lo ha fatto Esaù e Dio non ha avuto nulla a che fare con esso. Lo hanno fatto perché erano peccatori, proprio come qualsiasi altra persona che nasce in questo mondo e come tali hanno obbedito loro natura peccaminosa e non Dio.

    Così vediamo che ogni persona compresi noi, che ha creduto, ha creduto perché è Dio che ha scelto di avere pietà di noi in Cristo prima della fondazione del mondo [Efesini 1:3-14] .

    Questo fatto è confermato anche da molti altri passi della Scrittura : [Atti 13:48];[Romani 8:29-30] ; [Romani 11:7];[1 Pietro 1:2] ; [Apocalisse 17:8].

    Quindi vediamo che ciò che Paolo sta dicendo qui è che la scelta dipende solo dalla misericordia di Dio, ma la misericordia di Dio riversato su di noi per mezzo di Gesù Cristo, era già stata predeterminata per accadere prima della fondazione del mondo, quando Dio il Padre e il Figlio hanno accettato di mettere insieme il Suo piano di redenzione per l’umanità Hanno progettato e deciso di salvare alcuni (molti) dal loro destino di dannazione eterna.

    E ‘stato a questo punto che Dio nella Sua prescienza ha deciso che Egli avrebbe scelto di salvare molte persone di tutte le età e provenienti da tutto il mondo. Fu allora che Dio Padre ha donato i candidati eletti alla salvezza al Suo Figlio e fu allora che tutto questo è stato dichiarato da Dio. Fu allora che i loro nomi sono stati scritti nel libro della vita dell’Agnello e non dopo che la decisione della salvezza fu fatta dai peccatori, come molti dicono.

    Senza questo disegno misericordioso e senza l’intervento misericordioso di Dio nessuno avrebbe avuto la possibilità di essere salvato dalla dannazione eterna.

    Queste cose in effetti sono confermate da Gesù stesso in [Giovanni 6:37-40],[Giovanni 6:44-47],[Giovanni 6:63-66],[Giovanni 6:70], [Giovanni 15:16-18],[Giovanni 17:2-3];[Marco 13:20]; e anche [Neemia 9:7-8].

    E’ Dio che fa misericordia pertanto, su di coloro che Egli ha scelto, anche prima che il mondo fosse stato creato. Pertanto essa non dipende da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che usa misericordia.
    Quindi secondo questo passaggio come si vede chiaramente Paolo sta in realtà parlando di singole persone, che non dipende da chi vuole o chi corre.

    Come abbiamo detto anche in precedenza, non è la volontà dell’uomo che decide da solo di credere di essere salvato. Questo è un verso enorme perché spezza via completamente la teoria del libero arbitrio dell’uomo e la sua scelta per credere, per ottenere la salvezza.

    Questo frantuma anche il fatto che la salvezza possa essere ottenuta per opere, con sforzi umani e quindi frantuma anche la teoria insegnata da alcuni che Dio salva per grazia ma l’uomo deve mantenersi salvato mediante i suoi sforzi umani. Correre qui è sinonimo di lavoro o di fare uno sforzo.

    Dipende solo ed esclusivamente se Dio ha scelto di avere pietà di una certa persona. Questo è ciò che determina la salvezza di una persona o anche l’abbandono di quella persona ai propri desideri peccaminosi.

    Questo ci porta ai prossimi versi, anche questi molto importanti, versi della dottrina dell’elezione , versi molto importanti per comprenderla correttamente.

     

    Romani 9:17-18 Dice infatti la Scrittura al Faraone: «Proprio per questo ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza e affinché il mio nome sia proclamato in tutta la terra». 18 Così egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.

     

    Mi piace quando Paolo dice questo , “dice la Scrittura ( al faraone )”

    Non ci può essere alcun argomento, quando parlano le Scritture. Beh non ci possono essere argomenti, non ci dovrebbero essere tuttavia non possiamo davvero discutere con ciò che Dio dice. Possiamo essere in grado di fraintendere ciò che Dio dice, possiamo anche non voler capire quello che dice, ma con quello che in realtà Egli dice non possiamo discutere.

    In questo caso specifico la Scrittura è l’indirizzata a Faraone. Dio si rivolge a un uomo che Lo disprezzava e Lo sfidava.

    Eppure, Dio ammette che anche quest’uomo, cioè Faraone, questo capo di stato, questa potente autorità , lo ha suscitato Lui , cioè lo ha messo al potere Dio stesso.

    Dio pose questo uomo particolare in questo tempo particolare in modo che potesse manifestare la Sua potenza attraverso le decisioni fatte da Faraone in modo che le conseguenze di tali azioni anche se malvagie rientrassero comunque nella volontà di Dio e i Suoi scopi.

    Dio sceglie le persone da salvare e addirittura sceglie le persone malvagie per far parte del Suo piano per realizzare i Suoi piani e propositi. Dio attraverso la Sua potenza prende il male e ne trae fuori il bene per beneficiare i Suoi eletti il Suo popolo, i Suoi figli e anche per manifestare la Sua potenza e gloria.

    Vediamo qui che, anche se il male è apparentemente consentito a trionfare per un breve periodo di tempo, non può trionfare e Dio non lo farà trionfare o contrastare con qualsiasi dei propositi di Dio e dei Suoi piani, anzi è vero il contrario.

    Questo è vero in tanti casi in cui Dio conferma nella Sua parola che è così . Dio usa le persone malvagie per i suoi scopi , per mostrare la sua potenza e gloria . Dio permette il male di esistere, ma Dio ha il controllo finale sul danno effettivo che il male può fare e molto spesso Dio trae il bene dal male per la propria gloria e per il bene del suo popolo .

    Questo ha fatto in tanti casi . Diamo un’occhiata ad alcuni di questi casi :

    Dio permette a Satana di tentare Giobbe attraverso molte estreme difficoltà, ma la fede di Giobbe rimane salda e Dio lo benedice più di prima : [Giobbe 1:6-12],[Giobbe 2:1-6];[Giobbe 42:10-17] .

    Dio permette gli intenti malvagi dei fratelli di Giuseppe verso di lui e di vendere Giuseppe come schiavo in Egitto.

    Questo malvagio atto prima era destinato a uccidere Giuseppe ma Dio non permette questo, aveva uno scopo ed era per molte persone inclusi loro. I fratelli di Giuseppe lo vendono come schiavo eppure questo atto malvagio quasi distrugge la vita di Giacobbe , manda Giuseppe in Egitto dove viene ingiustamente accusato di qualcosa che non ha fatto e viene gettato in carcere.

    Dio ha comunque uno scopo per tutto questo, Dio benedice Giuseppe e lo fa salire al potere, da dove egli salva forse milioni di persone dal morire di fame e salva anche la sua famiglia . Dopo la riconciliazione di Giuseppe ai suoi fratelli, la sua famiglia si trasferisce in Egitto, dove Dio li benedice . Potete trovare tutta questa storia , da Genesi 37:1 a Genesi 50:26.

    Eppure è proprio questo versetto che dice tutto :

    Genesi 50:18-21 Giuseppe disse loro : ” Non temete , perché sono io al posto di Dio? 20 Ma quanto a voi , avete pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene, al fine di portarlo su come è in questo giorno, per salvare molte persone in vita 21 Ora dunque, non temete io provvederò per voi e per i vostri piccoli ” . E li confortò e parlò gentilmente a loro.

    Nel passo di Romani quindi Dio ha scelto Faraone per mostrare la Sua potenza e la gloria, e lo ha fatto consentendo il cuore del faraone a rimanere duro contro di lui e il suo popolo Israele.

    Dio nella Scrittura dichiara di aver scelto anche altri re, uomini pagani e idolatri in modo che attraverso di loro avrebbe ancora mostrato favore e misericordia per il Suo popolo, anche quando erano in cattività per via del loro proprio peccato e ribellione. [Isaia 44:28],[Isaia 45:1-7].

    Anche Daniele ha dichiarato che è Dio che suscita i re e li rimuove, [Daniele 2:20-21].

    Dio fa tutto questo per i Suoi scopi ed in modo che anche coloro che non appartengono a Lui come eletti alla salvezza saranno comunque tutti utilizzati per l’ attualizzazione della Sua gloria e dei Suoi piani e scopi pere il bene dei suoi figlie del Suo popolo.

    Attraverso re Ciro e Dario per esempio, Dio permise al Suo popolo di tornare alla terra promessa e ricostruire la città di Gerusalemme e il tempio con tutte le spese pagate e la protezione provveduta da questi re.

    Questo è accaduto anche nel caso di Gesù, che è il caso possibilmente peggiore di tutti, se visto da un punto di vista umano. Uno dei suoi discepoli scelti lo tradisce, anche se Giuda è stato scelto da Dio e da Cristo stesso per il solo scopo di tradire Gesù secondo le Scritture [Giovanni 13:18]; [Giovanni 17:12].

    Giuda sappiamo come è andato a finire, si è impiccato , non è finita bene per lui, ma da un tale atto atroce di tradimento Dio ha portato avanti la più grande benedizione di tutti i tempi .

    Altrettanto si può dire del rifiuto degli Ebrei di Cristo e la successiva ingiusta condanna di Gesù, condannato a morte nelle mani dei romani idolatri, ma vediamo cosa dice Pietro riguardo a questo :

    Atti 2:22-24 ” Uomini d’Israele, ascoltate queste parole : Gesù di Nazaret , uomo accreditato da Dio per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio ha fatto per mezzo di lui fra di voi, Lui stesso anche vi è stato consegnato dallo scopo determinato e prescienza di Dio, che per mano di empi, avete preso e crocifisso e messo a morte; 24 che Dio ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte perché non era possibile che Egli dovesse essere da essa trattenuto.

    E ‘stato lo scopo determinato e la prescienza di Dio, la decisione predestinata e la scelta di Dio di consegnare Gesù nelle mani di peccatori per essere crocifisso e messo a morte .

    Il Suo scopo determinato, Dio ha usato uomini malvagi per realizzare la Sua salvezza nel modo in cui doveva essere fatta secondo il Suo piano. Erano questi uomini responsabili di quello che hanno fatto? Sono sicuro che lo sono stati e Dio li giudicherà severamente e ha giudicato coloro che hanno preso parte di questo piano malvagio, tuttavia era lo scopo prefissato di Dio che questo si sarebbe verificato, era la Sua volontà. Dio non lascerà mai il male impunito, anche se e quando si adatta alla Sua volontà e i Suoi scopi.

    Guardate quello che Gesù dice a Pilato :

    Giovanni 19:10-12 Allora Pilato gli disse : “Tu non mi parli ? Non sai che io ho il potere di crocifiggerti e il potere di metterti in libertà? ” 11 Gesù rispose: «Tu non avresti alcun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto. Perciò colui che mi ha consegnato a te ha il peccato più grande ».

    Gesù ha reso tutto molto più chiaro per noi qui. Pilato un alto ufficiale dell’impero romano, una persona per la quale autorità qualsiasi persona avrebbe paura, una persona che aveva la prerogativa reale di mettere Gesù a morte o metterlo in libertà dal punto di vista umano e lo standard della legge, ma Gesù gli dice che se non fosse per la volontà e lo scopo di Dio Pilato non avrebbe assolutamente alcun potere contro di Lui.

    Eppure Gesù non rilascia Pilato dalla responsabilità della decisione che sta per fare, comunque quelli che lo consegnarono a Pilato avevano commesso il peccato più grave, Giuda e gli Ebrei avevano una maggiore responsabilità e punizione per il loro peccato contro di Lui, ma Gesù non scagiona nemmeno Pilato ne i Romani.

    Tuttavia, il potere e lo scopo erano tutti di Dio.

    Vediamo qui al lavoro qualcosa di molto particolare, ed è questo, l’uomo è e sempre sarà ritenuto responsabile delle sue azioni malvagie e delle sue decisioni, anche se rientrano nello scopo e il disegno di Dio. Significa che Dio può e sceglierà i peccatori malvagi, anche Satana stesso in persona per realizzare il Suo scopo prestabilito ma ancora il male e la responsabilità del male è solo attribuibile all’uomo e non a Dio.

    Questo è il mistero di come la volontà predeterminata di Dio, il Suo scopo e la Sua sovranità si mescolano insieme con gli intenti malvagi dell’uomo, pur Egli rimanendo separato dal male.

    Gli effetti buoni dei piani di Dio sono portati a passare sopra i piani e gli intenti malvagi attraverso l’uomo. Dio controlla e limita il potere del male e scavalca la sua distruzione con la Sua buona volontà.

    L’uomo è sempre responsabile delle proprie azioni malvagie anche se la persona è scelta da Dio per portare avanti la Sua volontà .

    Questo è quello che è successo a Faraone , a Giuda ed ogni altra persona malvagia non salvata che Dio ha suscitato per dimostrare la Sua potenza e gloria .

    Tuttavia, Paolo ci fa un’altra dichiarazione che le nostre povere orecchie contaminate dall’Arminianesimo disdegnano di ascoltare, cioè Perciò Egli fa misericordia a chi vuole e chi vuole indurisce .

    Finora mi auguro che abbiamo capito cosa vuol dire che Dio ha misericordia di chi vuole e questo sono sicuro che ancora non risuona bene per molti, ma ora, Paolo dice qualcosa che è da capogiro per molti, è stato anche per me per un tempo.

    Tuttavia, siamo in grado di dare un senso a questo se lo cerchiamo anche se è forse difficile trovare il vero significato biblico di questo. Tuttavia, se qualcuno non crede nella dottrina della sovrana elezione di Dio questo ancora non avrà molto senso.

    Dio indurisce chi Egli vuole indurire. Incredibile dichiarazione! A prima vista questo sembra ritrarre un Dio ingiusto, perché se Dio indurisce il cuore di qualcuno in un modo attivo allora Dio ha una parte nella promozione del male in quella persona e in aggiunta Egli lascia che la persona sia senza alcuna speranza di redenzione.

    Allora, cosa dire di tutto questo? Prima di tutto dobbiamo dire che Dio non, ripeto non, indurisce i cuori delle persone in modo diretto e attivo. In altre parole, Egli non è l’ autore della durezza del cuore dell’uomo. Tuttavia, Dio non è mai l’autore diretto del male.

    Dio, come abbiamo visto, permette il male di essere, tuttavia Dio controlla e limita il potere del male in modo che non diventi così male come avrebbe il potenziale di essere. Se non fosse per la completa sovranità di Dio anche sul male e su chi lo crea e lo promuove, il male davvero trionferebbe.

    Tuttavia, dal momento che Dio è onnipotente, onnisciente e completamente sovrano il male non può mai trionfare. A volte sembra che trionfi ma in realtà non trionfa mai.

    Tuttavia, uno si chiede :

    “Che cosa ha a che fare questo il fatto che Dio indurisce il cuore dell’uomo?”

    Tutto, in realtà! Perché? Perché quando si dice che Dio indurisce il cuore di una persona questo ha a che fare con il controllo che Dio pone sul potere del male che controlla una persona. Ciò che va detto a questo punto è che l’indurimento del cuore dell’uomo da Dio non è quello che la gente chiama doppia predestinazione , che sarebbe la dottrina che dice che Dio sceglie attivamente gli eletti e genera attivamente la fede in loro, mentre Egli indurisce attivamente i cuori degli altri.

    DIO NON indurisce direttamente il cuore delle persone. Come abbiamo detto, questo indicherebbe che Egli produce attivamente il male in una persona. Ciò sarebbe contro il carattere di Dio, non vi è alcun male in Dio e non ne può essere causa diretta. Piuttosto Paolo parla di un indurimento che è quando Dio toglie il Suo controllo di moderazione sul male, male che una persona ha già in se.

    Questa azione rende quella persona incline a essere sempre più malvagia, ma è la persona che è malvagia di già e NON DIO . Dio abbandona quindi queste persone al loro stesso male, male che essi esercitano .

    E ‘ il cuore della persona che è già malvagio su cui Dio ha posto il Suo controllo e moderazione.
    Nel momento in cui Dio inizia a rimuovere il Suo controllo dal cuore della persona di conseguenza esso diventa più malvagio.

    Dobbiamo capire che il cuore dell’uomo è già duro ed ingannevole fin dall’inizio della vita della persona. La Scrittura ci dice che l’uomo ha un cuore duro, infatti, che il cuore dell’uomo è fatto di pietra e il cuore dell’uomo è malato al di là di ogni cura, è incurabile.

    Ezechiele 11:19-20 Allora io darò loro un medesimo cuore, e metterò un nuovo spirito dentro di loro, e toglierò il cuore di pietra dalla loro carne , e darò loro un cuore di carne, 20 perché camminino nei miei statuti e osservino i miei giudizi e li faranno, ed essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Vedi anche [Ezechiele 36:25-27] .

    Geremia 17:9 “Il cuore è ingannevole più di ogni cosa, e insanabilmente maligno ; chi lo può conoscere?

    Il cuore dell’uomo è fatto di pietra , è già duro, è ingannevole e disperatamente malvagio, perverso senza speranza .

    Vediamo allora che Dio non ha bisogno di indurire il cuore di una persona perché è già duro di suo, tuttavia, Dio attraverso la Sua scelta sovrana o la Sua elezione ha sicuramente il potere e la volontà di cambiare il cuore di una persona . Dio cambia dunque il cuore di coloro su cui decide di avere pietà , mentre lascia duro il loro cuore su cui Egli non ha pietà .

    L’indurimento di Dio dunque è passivo e non attivo come è la Sua scelta di coloro che continueranno ad essere malvagi non è attiva ma passiva, è consequenziale non attiva. Dio non sceglie chi andrà in perdizione, Egli sceglie solo quelli su cui egli riverserà la Sua misericordia.

    Ora, alcune persone insistono sul fatto che questo si tratta di una dottrina irragionevole e che, anche se Dio ha scelto quelli che Egli vuole salvare solamente, che ancora sceglie gli altri di andare all’inferno e dicono,

    “Questo non è Dio, Dio non farebbe questo, questo Dio che predicate in questa dottrina sarebbe ingiusto nel fare questo”.

    Abbiamo avuto ampio modo di vedere che non è così Dio non è ingiusto perché lascia che dei peccatori malvagi vadano all’inferno, perché in effetti permette loro di continuare ad andare dove sarebbero giustamente andare e per di più , e non meno importante, dove desiderano andare. Sono sulla strada per l’inferno per loro scelta , anche se non sono in grado da soli di uscire da essa .

    Questo è un altro paradosso biblico e spirituale. Cioè, l’uomo non può essere salvato ma non lo vuole nemmeno.

    Vediamo quindi che l’indurimento di Dio è consequenziale fatto che non ha pietà o misericordia di quella persona ma questo fatto non è ingiusto, perché Dio stesso dichiara questo fatto di se stesso , come si legge , disse a Mosè : “Io avrò misericordia di chi avrò la misericordia e la compassione di chi avrò compassione”.

    Questo concetto quindi è biblico e viene dalla bocca di Dio direttamente alle nostre orecchie, quindi come dice Gesù : “Chi ha orecchi per intendere, oda ciò che lo Spirito dice”.

    L’indurimento di Dio si occupa dunque di uno stesso concetto, come il fatto che Dio permette il male mentre ancora lo trattiene. In alcuni casi Dio sceglie di tirare indietro la Sua resistenza e un po’ della sua moderazione della malvagità anche se queste non sono mai completamente rimosse.

    Questa è una buona notizia in realtà , la moderazione di Dio fa evitare che l’uomo, Satana ed i suoi demoni siano del tutto malvagi come potrebbero essere . Tuttavia, questa opera di trattenimento del male non rende un uomo più giusto o più buono, solo meno malvagio di quanto potrebbe esserlo.

    Dio quindi non predestina mai attivamente quelli che vanno in perdizione , né la Scrittura insegna questo.

    Si tratta infatti di Adamo (Eva) e Satana che hanno infine predestinato TUTTI gli esseri umani ad essere peccatori [Romani 5:12-21]e quindi per meritare la punizione eterna, non Dio.

    Questo è ciò che significa essere indurito da Dio, perché se Dio abbandona la persona alla propria peccaminosità del suo cuore malvagio il quale non trattenuto dalla potenza di Dio questo cuore sarà progressivamente sempre più malvagio e quindi sempre più duro nei confronti di Dio e la Sua volontà.

    Abbiamo precedentemente visto che Dio ha usato la Sua parola per indurire, per rendere insensibili i cuori di alcune persone.

    Isaia 6:9-10 Allora egli disse: «Va’ e di’ a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, guardate pure, ma senza discernere! 10 Rendi insensibile il cuore di questo popolo, indurisci i suoi orecchi e chiudi i suoi occhi, affinché non veda con i suoi occhi, né oda con i suoi orecchi né intenda con il suo cuore, e così si converta e sia guarito».

    Questo è accaduto perché Dio ha così voluto ma questo non è ingiusto affatto, poiché se Dio non aveva prescelto queste persone ad avere misericordia di loro la conseguenza della parola di Dio è sempre stata e sempre sarà il progressivo indurimento di un cuore che è già duro, malvagio e insanabilmente malato, il che non è colpa di Dio ma colpa della persona stessa essendo un peccatore spiritualmente morto e moralmente totalmente corrotto.

    2 Corinzi 2:14-16 Or sia ringraziato Dio, il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza. 15 Perché noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono; 16 per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita.

    Romani 9:19 Tu mi dirai allora : “Perché ancora rimprovera ? Poiché chi può resistere alla sua volontà? “

    Qui Paolo anticipa l’ennesima obiezione e una che si sente spesso quando si presenta questa dottrina .

    L’obiezione è questa, se tutto questo è la scelta di Dio e la Sua volontà , se il destino di una persona è in realtà già deciso da Dio, perché allora Dio ancora giudica l’uomo? Perché Dio ancora lo considera colpevole?

    Sembra quindi che se una persona si comporta in base alle dirette e indirette scelte di Dio , se l’uomo da solo non può decidere per se stesso e pecca e sceglie di disobbedire a Dio allora questo non dipende da uomo, ma da Dio che sceglie.

    Se è Dio che elegge una persona per averne pietà , lasciando gli altri nella propria peccaminosità, perché allora Dio ancora rimprovera l’uomo ? Perché Dio condanna queste persone, se è tutto predeterminato ? Non è questa una cosa ingiusta?

    Superficialmente queste sembrano legittime domande, ma sappiamo sentendo molte altre obiezioni del credente che questi punti in realtà non sono domande legittime, ma delle domande che sono dettate da uno spirito di contesa e di orgoglio spirituale e anche una mancanza di comprensione biblica, soprattutto una mancanza di conoscere chi Dio sia veramente.

    Paolo però certamente anticipa queste obiezioni e le risponde in un modo che forse nessuno si aspetta che rispondesse .

    Romani 9:20-22 Piuttosto, o uomo , chi sei tu che contendi con Dio? Dirà la cosa formata a colui che la formò : « Perché mi hai fatto così?” 21 non ha il vasaio potere sopra l’argilla , di fare dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile?

    Qui Paolo vuole davvero che i lettori comprendano una verità molto essenziale su Dio che tutti noi dovremmo davvero arrivare a comprendere.

    Paolo dice in altre parole : ” Chi ti credi di essere o uomo di parlare a Dio in questo modo? Come osate di domandare a Dio queste cose? ”

    Paolo ha assolutamente ragione su questo fatto. Tuttavia, l’uomo e soprattutto il credente sembra avere una sorta di diritto esclusivo di disporre di sapere ciò che Dio fa e come lo fa e perché lo fa. Tuttavia , questo non è così. La citazione di Paolo proviene da una Scrittura dell’Antico Testamento in cui è effettivamente Dio stesso che fa la stessa domanda.

    Isaia 45:9-10 ” Guai a chi contende con il suo Creatore ! Lasciate che il coccio contenda con i cocci della terra ! L’argilla dirà a colui che lo forma’ Che cosa fai? ‘ O sarà la sua opera a dire: ‘ Egli non ha mani? ” 10 Guai a chi dice al padre: ‘ Che cosa generi? ‘ O alla donna , ‘ Che cosa hai partorito?”

    Dio in questo brano in realtà è molto più severo di Paolo, Egli dice , “Guai ” a coloro che contendano con il loro Creatore. Il Signore è il creatore e il creatore di tutte le cose create, Egli è il maestro vasaio. Egli dice in altre parole : “Vuoi litigare con qualcuno ? Discuti con gli altri uomini , ma non con me, il creatore! ”

    Guai è un termine usato che in effetti significa distruzione totale ! Si tratta di un problema serio lottare con Dio! E ‘un problema dannante! Una cosa da non prendere alla leggera ! Eppure , le persone lo fanno sempre, anche i credenti lo fanno.

    Mettere in discussione la giustizia e l’equità di Dio solo perché la gente non capisce ciò che Dio sta facendo e perché la fa, è una cosa molto pericolosa. In effetti abbiamo già visto in [Isaia 55:8-11] che Dio già ha detto all’uomo che le sue vie non sono come le vie dell’uomo ed i suoi pensieri non sono come i pensieri dell’uomo che le Sue vie e i Suoi pensieri sono più alti di quello dell’uomo e l’uomo non può giungere ad una piena comprensione delle decisioni di Dio e delle Sue vie.

    Come abbiamo anche già letto prima in [Deuteronomio 29:29], ci sono cose non rivelate che rimangono nel consiglio segreto di Dio e non sono per noi da sapere, esse appartengono a Lui. Questa è una di quelle cose.

    Dio ci fa sapere che Egli sceglie le persone per la salvezza, che è Lui che ha scelto quelli da salvare prima della fondazione del mondo, Egli ci fa sapere che era allora Ha scritto tutti quei nomi nel libro della vita dell’Agnello. Egli ci fa sapere che queste sono le persone che ha scelto di amare attraverso Gesù Cristo suo Figlio unigenito e gli unici che Egli ha dato al Suo Figlio per salvare.

    Noi sappiamo che è la Sua scelta volere avere misericordia, perché se non fosse così nessuno avrebbe la possibilità di essere salvato.

    Conosciamo molte cose, come il perché lo ha fatto. Lo ha fatto perché l’uomo è così totalmente corrotto e depravato, che l’uomo non può cercare Dio, né vuole cercare Dio, l’uomo è spiritualmente morto così l’uomo non può e non vuole rispondere a Dio, se non fosse per il Suo intervento.

    Comprendiamo anche che ogni uomo è giustamente condannato alla dannazione eterna per i loro peccati e che questa è la giusta punizione per il peccato dell’uomo e per l’odio che ha verso Dio, in modo che chi realmente va all’inferno ci va perché merita di andarci e per questo Dio non è affatto e mai ingiusto nel lasciarli andare lì come invece pensano molti.

    Tuttavia Dio non ci permette di sapere perché Egli sceglie una persona anziché un altra, Egli non ci permette di sapere perché per esempio sceglie di salvare una persona che è moralmente peggiore di un altra, anche se abbiamo visto che la Sua prescienza ed elezione non si basano sulla bontà o il male delle persone scelte ne sulla quantità di esse. Abbiamo visto che per Dio nessuno è giusto e che nessuno pratica la bontà.

    Quindi, che cosa è che fa scegliere una persona anziché un’altra? Non lo sappiamo ! Dobbiamo solo essere grati a Dio in umiltà che ha scelto noi, invece in realtà qualcuno ha il coraggio di opporsi a questa grazia. Mi chiedo gli fosse piaciuto di più se Dio non li avesse scelti?

    Comunque è molto di più gratificante all’ego pensare che qualcuno abbia qualcosa a che fare con la decisione circa la loro salvezza. Eppure, non è così e noi non dovremmo obiettare sul perché Dio ha scelto e ciò che Egli ha fatto e perché non ha scelto altri.

    In realtà, come dice Paolo , e come dice Dio, potrebbe l’argilla, che altro non sarebbe se non fosse per il vasaio che la forma in qualcosa, potrebbe questo grumo pastoso di sporco terriccio bagnato, dire a chi lo forma, cosa stai facendo? No!

    L’argilla non ha alcun diritto di chiedere perché il vasaio l’ha formata nel vaso che Lui stesso voleva formare. Quindi nessuno uomo ha il diritto di mettere in dubbio Dio riguardo a ciò che Egli decide di fare.

    Quindi se Dio vuole avere pietà di una persona piuttosto che un’altra ha il sovrano diritto di farlo. Egli è il creatore e quindi Lui può fare quello che vuole con la Sua creazione.

    Dio stesso ha dichiarato che avrebbe avuto pietà di quelli che avrebbe voluto e compassione di chi che Egli vuole, ha dichiarato questo fatto quindi perché l’uomo ha delle difficoltà ad accettare questo fatto riguardo a Dio?

    Hanno difficoltà ad accettare questo fatto perché, come abbiamo già spiegato, hanno una visione errata di Dio e una visione errata dell’uomo e quindi di se stessi. Questo universo, questo mondo, la creazione di Dio non riguarda la creazione , ma il creatore. Nessun uomo merita di essere salvato!

    Allora qual è il problema se Dio è così misericordioso che Egli vuole risparmiare alcuni mentre Egli lascia gli altri a se stessi?

    Non è proprio per questi fatti prova sufficiente per l’uomo che l’uomo senza Dio non è nulla e non può fare niente e che quindi l’uomo ha bisogno di Dio per ogni cosa?

    Tutte le cose sono create da Lui e per Lui , per il Suo onore e la Sua gloria!

    Colossesi 1:15-17 Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura . 16 Per mezzo di lui tutte le cose sono state create che sono in cielo e quelle della terra , quelle visibili e quelle invisibili: Troni , Domini, Principati e Potestà . Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e per lui.

    Apocalisse 4:11 «Tu sei degno , o Signore, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza , perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistono e sono state create ».

    Ci sono diversi passi della Scrittura che insistono sul fatto che Dio fa le scelte per un unico scopo , la Sua soddisfazione e la Sua gloria, tutto qui. Alla fine, anche se Dio è sicuramente amore e sicuramente misericordioso e che vuole esserlo e deve essere tale, l’obiettivo finale di tutto il piano di redenzione messo in moto da Dio è di glorificare Lui, è per la Sua gloria e il Suo onore, perché?

    Perché, come abbiamo letto prima che Egli è Dio ed Egli è degno di gloria e di onore, e questo è ciò che Egli otterrà dalla sua creazione, in un modo o in un altro.

    Egli otterrà gloria, onore e mostrerà la Sua potenza nella Sua creazione in due modi, un modo è attraverso quelli che Egli ha deciso di salvare e l’altro è attraverso quelli che Egli non salverà e giudicherà. In entrambi i casi Egli riceverà la gloria e l’onore per sempre e mostrerà il suo potere attraverso tutto questo.

    Eppure, molti cosiddetti credenti non vogliono accettare tutto questo come abbiamo detto, perché hanno una comprensione difettosa di Dio e come Dio è veramente e chi e come l’uomo sia in realtà.

    Dio è ! L’uomo senza Dio non è niente! Dio è onnipotente, l’uomo è impotente di fronte a Lui, Dio è onnisciente, l’uomo è limitato nella sua comprensione e l’uomo è finito, Dio è sovrano su tutte le cose, l’uomo non può cambiare il suo destino e ha un controllo molto limitato .

    Dio è il creatore, l’uomo è la creazione, Dio è eterno, l’uomo è temporale e anche se l’uomo sarà in un modo o un l’altro eterno alla fine, ma l’uomo dipende dalla misericordia e la potenza di Dio riguardo a che tipo eternità avrà. Dio è onnipresente, l’uomo non è. Dio è vita, l’uomo senza Dio non è altro che un mucchio di acqua e minerali. Dio è assolutamente santo e puro e irreprensibile , l’uomo è empio, malvagio, sporco e un peccatore impuro. Possiamo iniziare a vedere quale è il problema?

    Pertanto alla luce di tutto questo, come può un mucchio di terriccio avere qualcosa da dire a Colui che gli dà la vita? Cosa può fare o dire uno sporco, malvagio peccatore ed un empio ad un Dio assolutamente santo, giusto e irreprensibile? Niente! Assolutamente niente!

    Isaia 40:21-24 21 Ma non lo sapete? Non l’avete sentito? Non vi è stato annunciato fin dal principio? Non avete riflettuto sulla fondazione della terra? 22 Egli è assiso sulla volta della terra, da lì gli abitanti appaiono come cavallette; egli distende i cieli come una cortinae li spiega come una tenda per abitarvi; 23 egli riduce i prìncipi a nulla, e annienta i giudici della terra; 24 appena piantati, appena seminati, appena il loro fusto ha preso radici in terra, egli vi soffia contro, e quelli inaridiscono e l’uragano li porta via come stoppia.

    Questa è la differenza tra Dio e l’uomo .

    Quando Isaia ebbe una visione della maestà e della santità di Dio, che cosa disse?

    Isaia 6:1-5 Nell’anno della morte del re Uzzia , io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato , e il treno del suo manto riempiva il tempio. 2 Sopra di lui stavano i serafini , ognuno aveva sei ali : con due si coprivano la faccia, con due si coprivano i piedi , e con due volavano. 3 L’uno gridava all’altro e diceva: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti ; Tutta la terra è piena della sua gloria ! ” 4 E gli stipiti della porta furono scossi dalla voce di colui che gridava, e la casa era piena di fumo. 5 Allora dissi : ” Guai a me, perché io sono disfatto perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; perché i miei occhi hanno visto il Re , l’Eterno degli eserciti . “

    Ci sono alcuni che ancora discutono su come Dio fa le cose? Sì, purtroppo ho paura di sì !

    Molti cosiddetti credenti fanno con la Parola di Dio, con le Sue vie, con le sue decisioni e la cosa spaventosa è che anche se non possono concepire di pensare a Dio come ingiusto, e non è mai ingiusto, tuttavia, essi sono in realtà quelli che effettivamente Lo accusano di essere ingiusto.

    Sì , sono proprio quelli che ci accusano a noi che crediamo nella dottrina dell’elezione di ritrarre l’immagine di un Dio ingiusto,in realtà sono loro quelli che lo accusano di essere ingiusto. Noi non lo facciamo mai e ci sembra di capire mediante le Scritture, la sovranità di Dio e anche la Sua misericordia e come siamo i destinatari di essa.

    E’ la loro dottrina erronea che ritrae in realtà un Dio ingiusto e un Dio impotente e un Dio che si sottomette alla volontà di uomo, e peggio ancora, in realtà essi combattono contro il loro Creatore riguardo a come e perché Lui fa le cose che fa e poi mentono dicendo che hanno fede e credono nella Sua parola. In realtà essi negano la parola di Dio e ciò che insegna e negano il potere di Dio e molti dei Suoi attributi. Essi spogliano Dio della Sua gloria la danno all’uomo invece, insistendo sul fatto che la fede dell’uomo è umana e di libero arbitrio e che da soli sono i veicoli con i quali essi sono stati in grado di credere e scegliere Dio.

    Dio ha detto, guai a chi contende con Lui e come Lui fa le cose. Discutendo con le scelte di Dio e contestare quello che Egli fa e come lo fa è una cosa dannante.

    Oh, sì, so che gli altri credenti pensano che stanno contendendo con noi, che secondo loro , insegniamo una dottrina erronea, ma in realtà non stanno contendendo con noi, ma si oppongono a come Dio fa le cose, perché Dio in realtà fa ciò che Egli dice di fare nella Sua parola.

    Paolo si trova ad affrontare le stesse obiezioni , o almeno cerca di evitare che queste accadano dicendo quello che abbiamo appena letto e studiato.

    Paolo andando avanti in realtà ci dà almeno una breve e sufficiente spiegazione del perché Dio fa quello che fa e sceglie chi vuole, mentre Egli lascia gli altri a se stessi.

    Egli dice:

    Non ha il vasaio potere sopra l’argilla, dalla stessa massa formare un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? 22 Se pertanto Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione, 23 e questo per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia, da lui preparati per la gloria, 24 anche a noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei, ma anche dei pagani ?

    Qui può sembrare che Paolo stia solo ed esclusivamente parlando della differenza della scelta di Dio tra Ebrei e Gentili e che tutto questo significa assolutamente che Dio ha scelto di avere pietà anche dei Gentili e quindi a causa di questo ha dovuto indurire gli Ebrei per farlo. Questo si può percepire anche da altri passi che troviamo nella Scrittura:

    Romani 11:15 Infatti, se il loro ripudio è stato la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non un rivivere dai morti?

    Romani 11:25-26 Poiché io non desidero , fratelli, che ignoriate questo mistero , affinché non siate presuntuosi, che la cecità in parte è accaduta ad Israele finché sia venuta la pienezza dei Gentili.

    Anche se tutto questo è vero, anche in questo contesto, vorrei farvi notare comunque il linguaggio grammaticale che Paolo usa qui.

    Anche se sta parlando dell’elezione delle genti alla salvezza , Paolo mai in entrambe queste sezioni , parla solo delle elezioni generali dei gruppi etnici, come i giudei e i gentili, ma lui sta sempre facendo riferimento degli eletti come individui, individui che fanno parte di quei gruppi di persone.

    Vediamo se è così oppure no.

    Paolo continua a parlare del vasaio e l’argilla e dice, che è la prerogativa del vasaio fare i vasi a seconda di come Egli desidera che vengano utilizzati. I vasi sono le persone, ogni vaso è un individuo.

    Quindi Paolo sta dicendo qui, andando per ora al versetto 24 , anche a noi che ha chiamati , non solo fra i Giudei, ma anche dei pagani?

    A noi che ha chiamati, fra = vasi individuali fra tanti Ebrei e anche dei = vasi individuali formati dai pagani !
    Questo è il significato preciso di questo discorso, cioè, da noi che ha chiamati significa ogni individuo (vaso d’onore preparato per la gloria) preconosciuto, predestinato e poi chiamato, pertanto, giustificato e glorificato, vedere [Romani 8:29-30].

    I vasi qui menzionati sono uomini e donne individui che provengono dagli Ebrei e dai Gentili, persone su cui Dio scelse di avere pietà. E ‘quindi evidente la logica del discorso è, che se Dio ha creato tutti i vasi da una sola massa di argilla, in altre parole se Egli ha creato e formato ogni essere umano in entrambi i gruppi di persone dalla stessa materia, ovvero argilla, sia Giudei che Gentili sono comunque tutti singoli vasi di argilla, e se lui ha scelto alcuni di questi vasi per essere vasi d’onore, la logica inversa è che quelli non scelti per essere vasi d’onore devono quindi essere vasi di disonore , questa è una cosa ovvia.

    Che cosa succede se, dice Paolo, Dio vuole mostrare il Suo giusto giudizio , la Sua ira e quindi anche la Sua potenza, e aspetta con pazienza, in altre parole, come Egli ha ancora oggi pazienza duratura verso coloro che non sono scelti per la misericordia anche se sono destinati alla perdizione eterna, e se invece voleva far conoscere le ricchezze della Sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva preparato per la gloria?

    Quindi vediamo che il completamento di questo discorso è esattamente il versetto 24 , tra i vasi di onore che Dio ha scelto e formato, c’eravamo anche noi, che Dio chiamò da entrambi i gruppi etnici gli Ebrei ed i pagani. Vediamo, allora che quando si tratta di eletti si tratta sempre di persone, di individui di cui la Bibbia parla e questo passaggio non è una eccezione.

    Le Scritture ci mostrano si parla nel contesto delle elezione per la salvezza , ed è di individui e non solo scelte riguardanti i gruppi etnici o che l’elezione di cui parla Paolo sia intesa unicamente per i pagani o gli ebrei come interi gruppi.

    Guardate specificamente quello che è scritto in

    Atti 13:48 Ora, quando i Gentili, udirono queste cose, si rallegrarono e glorificarono la parola del Signore . E tutti quelli che erano stati preordinati alla vita eterna credettero .

    Vedete?! Tutti quelli che erano stati preordinati a vita eterna credettero! Questo passaggio conferma espressamente che l’elezione non è una scelta di Ebrei o Gentili a gruppi, ma che tra i Gentili ci sono alcuni che sono stati eletti o preordinati, come dice qui , a vita eterna e quelli e solo quelli credettero.

    Sono sicuro che anche oggi molti odano il Vangelo, ma non tutti rispondono positivamente ad esso, quindi questo passaggio ci dà la risposta del perché ci sia una risposta positiva e una negativa, ogni uno che è stato preordinato da chi ? Da se stesso? No!

    Preordinato da Dio alla vita eterna, questi credettero e solo questi. Questi erano i vasi d’onore formati da Dio per la gloria, individui dai Gentili. Così come c’erano, ci sono e ci saranno fra gli Ebrei.

    Vorrei spendere alcune parole riguardo a ciò che Paolo intendeva quando disse che Dio ha voluto manifestare la sua ira e potenza ed è per questo che Egli sopporta con longanimità i vasi preparati per la distruzione.

    Prima di tutto dobbiamo qualificare ciò che significa che i vasi sono stati preparati per la distruzione.

    Questa volta non è una preparazione attiva da parte di Dio per poi scartare la gente all’inferno.

    In altre parole, Dio non ha creato o non sceglie le persone appositamente per andare all’inferno.

    Ricordiamoci che la Scrittura insegna che tutti gli uomini sono destinati alla perdizione. Così, se Dio ha formato i vasi li ha formati tutti e tutti per un tempo sarebbero destinati ad essere vasi disonorevoli.

    Ciò è stato reso evidente da Paolo più volte durante questa epistola, tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, nessuno è giusto, neppure uno, non c’è nessuno che capisca , non c’è nessuno che cerca Dio, nessuno che pratichi la bontà, nemmeno uno, tutti sono diventati inutili e tutti si sono sviati, nessuno conosce la via della pace e non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi. Anche in [Efesini 2:1-6] Paolo ci dice in quale condizione tutti noi eravamo una volta, compreso me stesso.

    Pertanto, Dio per creare vasi d’onore doveva qunque cambiare prima i vasi da disonorevoli ad onorevoli. Questo viene anche descritto con lo stesso linguaggio usato qui in:

    Geremia 18:3-4 Allora io scesi in casa del vasaio, ed ecco egli stava lavorando alla ruota; 4 il vaso che faceva si guastò, come succede all’argilla in mano del vasaio; da capo ne fece un altro come a lui parve bene di farlo.

    Questo è ciò che Dio ha fatto, ha formato di nuovo un vaso guasto in un altro vaso, come parve bene a Lui. Il vaso di disonore per la distruzione divenne così in e attraverso Cristo, un vaso d’onore per la gloria.

    Paolo ci dice infatti in Efesini 2:10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone , che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo .

    Noi, tutti gli eletti, siamo opera di Dio, creati in Cristo Gesù. Questo è ciò che ha fatto il maestro vasaio. Distrusse il vaso deturpato e ricreò in Cristo uno nuovo.

    Questi sono i vasi d’onore di cui Paolo parla e specifica che questi vasi d’onore vengono ricreati per la gloria, la gloria di Dio e anche la gloria degli eletti, [Efesini 1:12],[Efesini 1:14], quelli che ha preconosciuti, li ha anche predestinati , quelli che ha predestinati li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati li ha anche glorificati. [Romani 8:29-30]

    Vi è una descrizione di questa completa glorificazione anche in :

    1 Corinzi 15:50-53 Ora, questo dico , fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio, né la corruzione può ereditare l’incorruttibilità . 51 Ecco, io vi dico un mistero : non tutti morremo , ma tutti saremo trasformati – 52 in un momento , in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba . La tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo trasformati . 53 Per questo corruttibile deve rivestire l’incorruttibilità e questo mortale deve rivestire immortalità .

    I vasi che sono riservati per la distruzione, ricordiamocelo e non dimentichiamolo mai che non vengono creati direttamente e appositamente per quello scopo. In altre parole, Dio non, teniamolo sempre presente, non indurisce attivamente una persona, la persona è già predisposta alla condanna e all’ira e l’indurimento è il fare della persona.

    Ogni persona è e dovrebbe essere condannata e dannata senza l’intervento misericordioso di Dio della Sua elezione.

    Lo so, questo sembra forse, e ripeto, sembra ingiusto, ma non c’è nessuna giustizia in tutto il processo di salvezza, se siamo onesti con noi stessi. Spiego dopo!

    L’unica cosa giusta sarebbe che ogni singolo essere umano, senza eccezione, andasse in perdizione cioè all’inferno.
    Questo perché se qualcuno ancora non è convinto, ogni singolo essere umano è un peccatore e il salario del peccato è la morte, non c’è nessuno che è giusto, neppure uno, se non Gesù Cristo, che è il vero giusto.

    Pertanto che cosa c’è di giusto se Dio condanna il Suo proprio Figlio, il solo giusto, l’unica persona che sia mai esistita senza peccato e assolvendo alcune persone già destinate a perire a causa dei loro peccati?

    Non c’è niente di giusto in! Eppure, l’amore e la misericordia di Dio è tale che così è stato, era l’ unico modo per salvare alcune persone dalla certa distruzione.

    Fino a quando l’uomo ha un’opinione di sé che è più alta di quanto dovrebbe essere questo concetto non sarà mai capito ne mai accettato. Fino a quando l’uomo vede se stesso come avere ancora qualche briciolo di bontà morale, cosa che la Parola di Dio dice che noi non ha, allora l’uomo non può mai accettare la dottrina dell’elezione.

    Fino a quando l’uomo non si vede assolutamente empio , impuro e ingiusto e del tutto condannabile dinanzi a un santo Dio puro e giusto, questo fatto, che Paolo descrive qui per noi chiamata la dottrina della sovrana elezione, non potrà mai essere accettata. Questo è il vero problema dell’uomo che si vede troppo buono e giusto e vede Dio meno santo e giusto e sovrano di cui Egli veramente è.

    La maggior parte delle persone hanno una opinione troppo alta e grande dell’uomo e troppo piccola e bassa di Dio.

    Inoltre, l’uomo pensa che per qualche ragione Dio gli deve qualcosa, ho una notizia per voi, Dio non ci deve assolutamente nulla. Dio non dà la salvezza come una ricompensa, nemmeno nel credere altrimenti se fosse una ricompensa non sarebbe grazia, il che non sarebbe un regalo.

    Un regalo viene dal donatore, senza impegni e in questo caso, quello che sembra essere una ricompensa per il peccatore che crede è in realtà una ricompensa data al Figlio, una ricompensa per aver accettato di lasciarsi crocifiggere per salvare le persone per le quali Egli è morto, coloro che gli ha donato il Padre come ricompensa [Isaia 53:10-12].

    Persone che altrimenti continueranno ad odiare Dio e scegliere di andare all’inferno senza obiezioni.
    Quindi i vasi preparati per la distruzione sono solo tali perché essi stessi scelgono e vogliono rimanere in quel modo, in modo che non vi è alcuna ingiustizia in Dio, solo la giustizia assoluta verso questi e misericordia verso coloro su cui Egli ha scelto di avere pietà.

    Dio sopporta quindi con grande pazienza dei vasi preparati per la distruzione, la sua misericordiosa e pietosa generale pazienza è mostrata ai vasi increduli e impenitenti. Anche Gesù stesso disse:

    Matteo 5:43-46 “Voi avete udito che fu detto: ‘ Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. ‘ 44 Ma io vi dico : amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, 45 affinché siate figli del Padre vostro celeste, egli fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

    Dio tratta con pazienza i peccatori impenitenti, questo non significa che Egli non renderà giustizia e che Egli non li giudicherà [Luca 13:1-5].

    Dio li giudicherà e nel frattempo li usa anche per dimostrare la Sua potenza e la Sua gloria sul male. Perché Egli è sovrano su tutto e userà tutti per realizzare i Suoi propositi in questo mondo e nel prossimo.

    Lo ha fatto con molti personaggi della Bibbia , alcuni dei più famosi : Satana, i fratelli di Giuseppe, il Faraone stesso, Baalam, Giuda.

    Proverbi 16:04 Il Signore ha fatto tutto per sé,sì,anche l’empio per il giorno della sventura .

    La potenza di Dio e la gloria sono dimostrate in due modi, il primo modo, sono dimostrate per mezzo della croce di Gesù Cristo e come Dio ha trionfato sul maligno e sul male in definitiva sconfiggendoli e mostrando il Suo potere sovrano su di loro per salvare i peccatori che altrimenti non avevano via d’uscita [Colossesi 1:16]; [Colossesi 2:15];[1 Giovanni 3:8],[Romani 8:38] .

    Il secondo modo con cui Dio dimostra la Sua potenza e la gloria è attraverso la Sua ira e il giudizio, Dio sarà glorificato anche attraverso questo.

    Ci vuole il potere per salvare un peccatore, ma ci vuole il potere a dannare un peccatore all’inferno, e con loro, il diavolo ei suoi angeli. Perché solo un essere più potente di loro può avere potere su di loro.

    Uomo non salvati ora pensa che o Dio non esiste , anche se l’uomo sa di [Romani 1:18-21], e l’uomo pensa di poter farla franca con i suoi peccati , anche se sa che non può ottenere via con loro [Romani 1:32].

    Il giudizio di Dio mostra la Sua potenza sempre, lo fa anche adesso nel mondo, come Dio scatena il Suo giudizio e la Sua ira e ci sono episodi molto potenti di proporzioni catastrofiche con i quali lo fa, i tornado, gli uragani, gli incendi,gli tsunami, terremoti,inondazioni,pestilenze, carestie e guerre, queste cose sono sempre state conferme dei giudizi di Dio nella Bibbia.

    Infatti al Faraone riguardo questo contesto esatto Dio disse, ricordate?

    Per questo scopo ti ho suscitato, che io possa mostrare la mia potenza in te, e che il mio nome sia proclamato in tutta la terra.

    Il potere a cui Dio si riferisce era la Sua ira e il Suo giudizio che ha scatenato contro l’Egitto e il faraone stesso [Esodo 7:19-25];[Esodo 8:1-32],[Esodo 9:1-35],[Esodo10:1-29];[Esodo 11:1-9]; [Esodo 12:1-51].

    Così l’ira di Dio si riversa dal cielo sopra ogni malvagità degli uomini [Romani 1:18], per non sbagliarci, Dio giudica anche ora ed oggi Egli aspetterà fino giudizio finale prima di scatenare la Sua ira.

    Ce lo ha detto questo in tutto il libro dell’Apocalisse. Dio dimostra la Sua potenza e gloria nel mondo anche prima del giudizio finale.

    Dio giudica i peccatori, anche nell’immediato e non solo nel giudizio eterno finale. Il giudizio finale è la visualizzazione finale della potenza e della gloria di Dio, vedere [Apocalisse 20:1-15].

    Paolo sta chiaramente dichiarando qui la dottrina dell’elezione sovrana di Dio, ed è tutta riguardante i vasi, cioè i singoli individui e non l’elezione particolare di Ebrei o Gentili dal punto di vista prettamente e unicamente etnico, Paolo sta parlando di individui, certo fra gli Ebrei e i Gentili ma sempre a livello individuale questo è chiaro e tondo.

    Anche se le nazioni provengono da Dio, Dio ha comunque scelto di fare questo mediante Abramo come individuo ancor prima che fosse circonciso, cioè lo ha convertito. Abramo era un idolatra, ma Dio lo scelse per trarlo fuori dall’idolatria per conoscere e servire Lui secondo i Suoi scopi [Neemia 9:7-8];

    Dio scelse Giacobbe anziché Esaù, Giacobbe però era un individuo e anche se Dio lo ha scelto per portare portare avanti una nazione (Israele) ma Gicaobbe doveva ancora arrivare a una conversione nella sua vita prima che potesse farlo, infatti Dio poi gli cambiò il nome.

    Dio scelse Mosè individualmente, anche se Mosè non conosceva appieno Dio personalmente, iniziò a conoscerlo mentre pascolava le pecore in Midian, ed ebbeo modo di conoscere Dio perché della scelta di Dio, fu Dio che lo cercò e non il contrario. Dio scelse il Faraone un individuo malvagio così ha potuto mostrare la Sua potenza e la Sua gloria e salvare il Suo popolo. Dio ha scelto anche Baalam un altro individuo e un mago malvagio per benedire il Suo popolo.

    Dio ha scelto il re Davide come individuo per essere il re d’Israele e un antenato del Messia . Dio ha scelto re Ciro un individuo, un re pagano per avere pietà del Suo popolo e finanziare la ricostruzione di Gerusalemme e del tempio.

    Dio scelse dodici uomini ad essere apostoli, dodici individui tra i quali uno era un diavolo ed il traditore di Gesù, Giuda, anche lui è stato scelto proprio per questo scopo e scelto appositamente da Dio per fare quello che ha fatto. Dio ha scelto Paolo un individuo, mentre ancora stava andando ad arrestare cristiani a Damasco, mentre lui ancora odiava e perseguitava Cristo, Dio lo ha scelto.

    Paolo non ha scelto Gesù né è stato Paolo a cercare Gesù Dio ha scelto Lidia un individuo e ha aperto il suo cuore per credere. Dio ha scelto le persone che Egli stesso nomina per ricevere la vita eterna, coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero, vedi [Atti 13:48], come vediamo Dio ha sempre scelto i singoli, gli individui e non le nazionalità, l’elezione è quindi sempre individuale e non strettamente etnica.

    In effetti ha tutto a che fare con il famoso verso che tutti noi conosciamo :

    “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figlio perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna ” Giovanni 3:16

    Questo è in effetti ciò che Paolo sta dicendo qui in Romani 9:24 , anche noi che Egli ha chiamato, non solo fra i Giudei , ma anche dei pagani ? I chiamati sono da tutti e due i gruppi, ma sono individui che perché chiamati credono in Cristo. Lo abbiamo detto c’è una chiamata generale ed una efficace ma che in essenza è una sola chiamata, per gli eletti,essi crederanno.

    La domanda che usa come dichiarazione Paolo è molto semplice da capire, l’elezione di Dio è di vasi, cioè individui provenienti da tutto il mondo e non dagli Ebrei solamente,questo è certo , tuttavia, è un residuo di Giudei e di Gentili, un residuo eletto per grazia.

    Così vediamo che la famosa dichiarazione di Giovanni 3:16 che i nostri amici anti-predestinatari amano citare così felicemente nel tentativo di minare questa dottrina e che comunque è un passaggio molto neutrale, in realtà va d’accordo di più con la dottrina della sovrana elezione che l’eresia arminiana della salvezza attraverso il libero arbitro decisionale della volontà dell’uomo.

    Perché ? Semplice, coincide con questo passaggio qui in Romani 9 ed anche di altri passi della Scrittura, cioè che Dio salva le persone che Egli ha scelto prima della fondazione del mondo, scelti per la salvezza, preordinati a vita eterna in Cristo, questi da tutti i popoli del mondo non solo Israele, ma gli eletti sono tutti singoli vasi, individui e vediamo i passaggi che confermano tutto questo, soprattutto :

    Atti 13:48 Ora, quando i Gentili, udirono queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola del Signore. E tutti quelli che erano stati preordinati alla vita eterna credettero.

    Diamo un rapido sguardo a questo passaggio e interpretiamolo in modo che non vi siano dubbi su che cosa veramente significa.

    E ‘vero che se facciamo una rapida e superficiale analisi della parola Greca nominato o preordinato, usata qui, vediamo che questo potrebbe anche significare essere preparati, o predisposti come alcuni amano dire che essi erano loro stessi predisposti ad essere salvati, ma questo non è una onesta e corretta esegesi del testo .
    Infatti il verbo Greco che stiamo analizzando, è utilizzato nella sua forma passiva .

    Cosa significa e quanto è importante questo dettaglio? Importantissimo!

    Il Greco, è lingua diversa da altre lingue, soprattutto il greco antico , e l’uso delle forme verbali sono quindi diverse dalle nostre.

    E ‘fondamentale che prendiamo in considerazione questo quando si analizza un testo della Scrittura, perché sappiamo che gli autori umani che hanno scritto la Parola di Dio sono stati ispirati dallo Spirito Santo, e che ogni parola e passaggio sono scritti nella loro giusta forma e al posto giusto.

    A meno che non accettiamo che le Scritture sono perfette sotto ogni aspetto, ogni altra cosa è solo fumo.

    Quindi , come abbiamo visto il verbo erano stati preordinati è nella forma o voce passiva.

    Se il testo potesse provare che l’azione fosse stata effettuata dal soggetto non ci sarebbe stato l’uso di questa forma e voce perché la grammatica stessa insegna che l’uso di questa forma indica che l’azione in cui il soggetto è coinvolto è esterna a lui , quindi non è il soggetto che fa l’azione, ma che la riceve.

    Questo ci mostra che l’espressione corretta è: ” … tutti quelli che erano stati preordinati … ” e non ” … tutti coloro che si … predisposero” perché per la grammatica usata è necessario che sia così!

    Il passaggio quindi ci dimostra che non è stata la persona a prepararsi per credere, o qualsiasi altra cosa che la persona ha fatto, ma che invece la persona ha ricevuto l’azione da una fonte esterna cioè Dio.

    Dio ha preordinato a vita eterna e quindi di conseguenza essi hanno creduto al fine di riceverla. Questo è il vero significato della frase, e ci mostra perché i vasi tratti dai Gentili, cioè, coloro che sono stati preordinati da Dio o predisposti da Lui hanno creduto.

    Quindi, quando si dice che, chiunque crede in Lui non perisca ma abbia la vita eterna, è vero, è esattamente chi crede che ha vita eterna, ma vediamo il perché chiunque crede, crede. Che è così, è anche confermato da Gesù nel seguito di Giovanni 3

    Giovanni 3:18 Chi crede in lui non è condannato ma chi non crede è già condannato , perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

    Gesù dice: Chi non crede è già condannato, questo dimostra infatti che coloro che non crederanno mai sono già stati condannati, anche in anticipo, erano già condannati ed è per questo che non possono e non vogliono credere, infatti Gesù ci dice esplicitamente nei seguenti versetti:

    Giovanni 3:19-20 E questa è la condanna , che la luce è venuta nel mondo , ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce , perché le loro opere erano malvagie . 20 Perché tutti coloro che praticano il male odiano la luce e non vengono alla luce, affinché le loro opere non siano esposte .

    Quindi non è perché abbiamo scelto di credere ma perché Dio ha avuto pietà di noi, è per questo che abbiamo creduto. Paolo ci ha detto così pochi versi prima,

    Romani 9:16 Così allora non è di colui che vuole, né da chi corre , ma da Dio che usa misericordia .
    Dai Giudei e dai Gentili, Dio ha scelto di avere pietà di alcuni, (in effetti molti) e quindi Ha preparato quei vasi eletti, gli individui, per ricevere la Sua misericordia e per onorarlo e glorificarlo mediante la Sua grazia e misericordia, gli altri lo glorificheranno mediante la Sua ira e potenza. Questo è il significato di questo.

    Romani 9:25-33 Così egli dice appunto in Osea: «Io chiamerò “mio popolo” quello che non era mio popolo e “amata” quella che non era amata»; 26 e «Avverrà che nel luogo dov’era stato detto: “Voi non siete mio popolo”, là saranno chiamati “figli del Dio vivente”». 27 Isaia poi esclama riguardo a Israele: «Anche se il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare, solo il residuo sarà salvato; 28 perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra in modo rapido e definitivo». 29 Come Isaia aveva detto prima: «Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo diventati come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra». 30 Che diremo dunque? Diremo che degli stranieri, i quali non ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la giustizia che deriva dalla fede; 31 mentre Israele, che ricercava una legge di giustizia, non ha raggiunto questa legge. 32 Perché? Perché l’ha ricercata non per fede ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d’inciampo, 33 come è scritto: «Ecco, io metto in Sion un sasso d’inciampo e una pietra di scandalo; ma chi crede in lui non sarà deluso». Questo brano che abbiamo appena letto è ora una sezione che parla della inclusione dei vasi dei Gentili cioè il residuo anche di loro nel piano di salvezza di Dio. Paolo sta insistendo per spiegare l’elezione dei Gentili come popolo. Questo però non nega l’elezione individuale che abbiamo già visto nei passaggi precedenti.

    Paolo sostanzialmente continua dall’ultima parte del passaggio precedente in cui ha ricordato che i vasi d’onore destinati a ricevere misericordia e gloria non sono esclusivamente solo di etnia ebraica, anche se Dio avesse lasciato intendere in precedenza che Israele era il Suo popolo eletto, il che è stato evidente fin dall’inizio, come abbiamo visto e anche accennato nel capitolo 2 però non tutti coloro che sono di discendenza di Abramo secondo la carne sono in realtà tutti considerati i figli di Dio, Paolo ha parlato di questo anche all’inizio di questo capitolo, vedi [Romani 9:6 -8].

    E sempre stato che erano coloro che hanno avuto fiducia nelle promesse di Dio e vissuto nella fede che sono stati considerati il vero residuo salvato da Dio anche ai tempi dell’Antico Testamento.

    La fede è sempre stata la base per la salvezza. La grazia di Dio prima, quando Dio ebbe la grazia verso qualsiasi individuo questo individuo ebbe la fede il che è un dato di fatto, è un fatto biblico.

    Ciò conferma anche che il favore immeritato di Dio chiamato grazia è in effetti la Sua scelta sovrana di un individuo sul quale Dio ha scelto di avere misericordia e per questo motivo la persona ha la fede. Non è il contrario. Basta guardare anche modo prima della legge di Mosè, prima del Nuovo Testamento, tanti secoli prima, migliaia di anni prima ancora funzionava così.

    Genesi 6:5-8 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male . 6 E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.7Allora il Signore disse , “Distruggerò l’uomo che ho creato dalla faccia della terra , uomini e bestie , rettili e uccelli del cielo , perché sono pentito di averli fatti “.8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore .

    Dio ha scelto di avere misericordia e grazia di Noè e a causa di questo fatto il seguente versetto ne consegue

    Genesi 6:9 Questa è la genealogia di Noè . Noè era un uomo giusto e integro tra i suoi . Noè camminò con Dio .

    In una generazione malvagia e perversa , Dio ha scelto di avere pietà di Noè e per questo in quanto è, in ogni caso, Noè o qualsiasi altra persona che riceve la grazia e quindi la misericordia di Dio, cammina con Dio, questa è la fede che cammina con Dio. Avere fede è una conseguenza di essere stati scelti da Dio per credere e camminare con Lui .

    La fede lo dico e ripeto non è una decisione prettamente umana e non si trova in ogni persona, o come molti insegnano che Dio dà una misura di fede a tutti e pertanto tutti sono capaci di credere da soli. No! La Scrittura nega questo fatto in modo esplicito, guardare a ciò che la Scrittura dice a questo proposito e questo è Nuovo Testamento tra l’altro:

    2 Tessalonicesi 3:1-3 resto, fratelli , pregate per noi perché la parola del Signore si possa eseguire rapidamente e sia glorificata , come lo è stata con voi , 2 e che veniamo liberati dagli uomini perversi e malvagi , poiché non tutti hanno la fede .

    OK, chiaro?! Detto questo , torniamo di nuovo a Romani, Paolo sta dicendo che Dio ha scelto singoli vasi e che sono scelti non solo dagli Ebrei ma essi sono scelti pure dai Gentili.

    Paolo ora fa riferimento alle Scritture dell’Antico Testamento per dimostrare il fatto che Dio ha sempre voluto includere il resto del mondo, nel suo disegno di salvezza. Non era solo dagli Ebrei che scelse i vasi d’onore.
    Paolo cita parte di:

    Osea 2:23 Allora io la seminerò sulla terra, e avrò pietà di lei che non aveva ottenuto misericordia ; Poi dirò a coloro che non erano mio popolo : ‘Tu sei il mio popolo ! ‘ Ed essi diranno: ‘ Tu sei il mio Dio! ‘ “

    Ricordiamoci che la chiesa era un mistero nel Vecchio Testamento e che le profezie del Vecchio Testamento sono sempre per il popolo ebraico come identità nazionale attuale. Quello che Paolo sta dicendo qui è che attraverso il popolo ebraico restaurato Dio avrebbe anche chiamato coloro che non erano il Suo popolo, cioè i pagani e li avrebbe chiamati il Suo popolo e che a sua volta loro lo avrebbero chiamato il loro Dio.

    Questo è avvenuto attraverso la prima chiesa, che è stata interamente realizzata da eletti ebrei e accadrà di nuovo in un secondo momento, nel periodo conosciuto come il Millennio o l’era messianica. Le nazioni gentili entreranno nelle benedizioni della promessa di Dio e la salvezza non più attraverso la chiesa, ma attraverso la conversione della nazione di Israele alla venuta del Messia, cioè la seconda venuta di Gesù .

    Quindi questa profezia ha un duplice adempimento, sempre attraverso Gesù Cristo. Così qui c’è l’inclusione del resto del mondo nel piano di salvezza di Dio.

    Paolo ora continua citando Isaia, cioè da [Isaia 10:22-23].

    Egli usa la versione LXX, (Settanta), nella quale Isaia 10:23 è molto diversa dal testo ebraico.

    Tuttavia , Paolo è sempre sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, e lui sta citando questo perché per quanto riguarda Israele, il gruppo nazionale, il popolo etnico o dalla nazione, solo un residuo di questo gruppo, un residuo eletto sovranamente sarebbe stato salvato. Questo è vero di tutti.

    Questo è stato vero per la nazione nel passato e sarà vero della nazione nel futuro, immediatamente prima del ritorno di Gesù.

    Zaccaria 13:8-9 Ed avverrà in tutto il paese”,dice il Signore,” che due terzi di essa devono essere tagliati fuori e morire, ma un terzo deve essere lasciato in essa : 9 Porterò un terzo per il fuoco, che li raffinerà come si purifica l’argento e testarli come l’oro viene testato. Essi invocheranno il mio nome e io gli risponderò. Io dirò:’Questo è il mio popolo », e loro diranno’ Il Signore è il mio Dio’. “

    Dio sta esattamente parlando della nazione di Israele qui , non la chiesa o i Gentili. Per epoca dei rapporti di Dio con il suo popolo (Israele) c’è sempre un residuo eletto salvato dalla grazia di Dio, anche alla fine di questa età e all’inizio di quella successiva, ci sarà un residuo. C’era uno ai tempi di Paolo, infatti Paolo parla di questo nel versetto seguente, citando

    Isaia 1:9 Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, saremmo stati simili a Gomorra .

    Anche se Paolo sta applicando questo ai suoi giorni questo è applicato ad ogni epoca prima e dopo che la nazione ebraica avesse sostenuto un giudizio di Dio.

    C’è sempre stato un residuo, di piccole realtà rispetto a tutti i numeri di Ebrei nella carne, gli ebrei etnici. Senza un piccolo residuo, anche in Israele, Dio lo avrebbe spazzato via, l’intera nazione, come fece con Sodoma e Gomorra, dove solo Lot e le sue figlie scamparono a malapena.

    La malvagità di Israele aveva quasi raggiunto quella di Sodoma e la malvagità di Gomorra, è per questo che la parola di Dio dice che la giustizia innalza una nazione ma il peccato è la vergogna dei popoli .

    Paolo chiede di tutti questi fatti allora che diremo? I pagani che non erano alla ricerca di Dio, né stavano cercando di essere giusti né cercavano la giustizia di Dio tuttavia li hanno trovati. Perché ?

    Hanno infatti scoperto la giustizia di Dio che viene attraverso la fede, la fede in Cristo. Mentre invece Israele che ha tentato di giustificarsi davanti a Dio,operando per conseguire la giustizia attraverso la legge non l’ha raggiunta. Perché ?

    Paolo dice, perché non cercavano di riceverla come Dio sempre ha voluto che facessero, attraverso la fede in Lui, le Sue promesse di un Messia , hanno rifiutato Gesù quando Egli è venuto e quindi hanno respinto l’unico “oggetto” di fede mediante il quale essi avrebbero potuto ricevere la salvezza.

    Ciò è stato confermato in tutta la Scrittura . Ecco alcuni riferimenti :

    Ebrei 3:15-19 15 mentre ci è detto: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nella provocazione». 16 Chi furono infatti quelli che, avendola udita, lo provocarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall’Egitto per mezzo di Mosè? 17 Ora chi furono coloro coi quali si sdegnò per quarant’anni? Non furono coloro che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? 18 E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? 19 Or noi vediamo che non vi poterono entrare per l’incredulità.

    La mancanza di fede = disobbedienza .

    Giovanni 8:56 Abramo, vostro padre esultò nella speranza di vedere il mio giorno , e lo vide e se ne rallegrò “. vedi anche, [Genesi 22:14].

    I fedeli del Vecchio Testamento tutti avevano fede nella promessa del Messia di Dio ed essi lo stavano aspettando, vedi [Ebrei 11:1-40]. Il requisito di Dio è sempre stata la fede in Cristo, sia prima della croce come fede in una promessa a venire come dopo la croce e la risurrezione come una promessa realizzata e come un lavoro completato.

    La fede è la chiave, era stata per gli Ebrei , lo è per i Gentili . La maggioranza degli Ebrei ha respinto la promessa di Dio quando Egli è venuto, ma a loro, così come a qualsiasi Gentile, ha dato il potere di diventare figli di Dio, c in lui credendo in Lui.

    Giovanni 1:11-13 Egli è venuto a casa sua, ed i suoi non l’hanno accolto. 12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome : 13 i quali lo sono non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio

    Questo ultimo passaggio di Giovanni è parallelo di ciò che Paolo sta dicendo qui . Gesù è venuto per gli Ebrei , ma la maggioranza lo ha respinto , ma al residuo che l’ha ricevuto Egli ha dato il diritto o il potere o l’autorità di diventare figli di Dio. Come ? Credendo nel Suo nome , in altre parole avendo fede in Lui.

    Eppure , per non ingannare il lettore Giovanni aggiunge una clausola molto importante per questa dichiarazione di salvezza attraverso la fede in Cristo. Egli aggiunge che chi crede in Gesù crede perché non è nato di nuovo da carne e sangue, né dal volere della carne, né dal volere di uomo , ma per volontà di Dio. E ‘Dio che vuole, proprio come Paolo ci aveva detto in [Romani 9:15-16].

    Come si vede, allora non è perché la volontà di credere si trova in noi stessi, nella carne in altre parole, non ha una origine umana, non può essere trovata in noi.

    La volontà di diventare figli di Dio, nati di nuovo dallo Spirito non viene dalla volontà di qualsiasi altra persona, non può venire dai nostri genitori, dai nostri padrini, non poteva venire dal sacerdote, ne può venire dal vescovo né dal cardinale, non può venire dalla religione o da qualsiasi idea o desiderio dell’uomo, viene esclusivamente da Dio.

    Questo è stato un grande preludio a ciò che Gesù disse a Nicodemo pochi capitoli dopo:

    Giovanni 3:3-8 Gesù rispose e gli disse : «In verità vi dico che se uno non è nato di nuovo , non può vedere il regno di Dio”. 4 Nicodemo gli disse : “Come può un uomo nascere quando è vecchio ? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere ? ” 5 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico , se uno non nasce da acqua e da Spirito , non può entrare nel regno di Dio. . 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è spirito . 7 non meravigliarti se ti ho detto : ‘Tu devi nascere di nuovo . ‘ 8 ” Il vento soffia dove vuole , e si sente il suono di esso , ma non si può dire da dove viene e ne dove va . Così è di chiunque è nato dallo Spirito ” .

    Gesù dice : lo Spirito è il vento cioè il soffio di Dio, è Colui che dà la vita, Egli soffia dove vuole, non dove l’uomo vuole. Non si può dire al vento ” soffia lì o qui “. Come il vento è diretto da una potenza invisibile che gli da la direzione che vuole, così è lo Spirito di Dio. Egli va dove vuole e da chi vuole guidato dalle scelte del Padre e secondo l’opera adempiuta del Figlio.

    Quindi non possiamo dire a Dio dove Egli può e deve soffiare il Suo Spirito per dare nuova nascita , è il Suo desiderio e la Sua volontà di soffiare dove vuole, siamo in grado di vedere i risultati del vento che soffia ma ancora non si può dire da dove questo proviene. In altre parole, non siamo in grado di mettere in discussione le scelte di Dio o le motivazioni dello Spirito che soffia dove vuole, così è di chiunque è nato dallo Spirito, in altre parole, questo è come si nasce dallo Spirito, non per le opere religiose, non dalla volontà dell’uomo o i suoi sforzi, ma dallo Spirito di Dio e tramite la Sua scelta e volontà. E’ da qui che proviene la fede in Cristo !

    Torniamo al testo di Romani , gli Ebrei come dice Paolo , hanno cercato di ottenere di essere giusti con le proprie forze, cercando di eseguire e vivere adempiendo la legge di Dio, ma non potevano, è impossibile fare una tale cosa per una persona . Inoltre, come abbiamo detto era sempre stata l’intenzione di Dio che vivessero per fede nel loro Messia promesso cosa che non hanno fatto.

    Le Scritture sono chiare su questo argomento :

    Galati 2:15-16 sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo , abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù , affinché fossimo giustificati per la fede in Cristo e non dalle opere della legge, per le opere della legge nessuno sarà giustificato .

    Galati 3:10-12 Quelli invece che si richiamano alle opere della legge sono sotto la maledizione, poiché sta scritto: ” Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge di farle”. 11 Ma che nessuno è giustificato dalla legge al cospetto di Dio è evidente , perché ” il giusto vivrà per fede”. 12 Ma la legge non è da fede , ma ” l’uomo che li fa , vivrà per esse . “

    In questo passo Paolo cita addirittura un passo dell’Antico Testamento nel versetto 11che si trova in

    Abaccuc 2:4 Ecco, la sua anima si è inorgoglita in lui, non è retta, ma il giusto vivrà per la sua fede.

    Questo conferma come già detto che anche nell’Antico Testamento Dio richiedeva la fede e non le opere.

    Ora guardate ancora in questo ultimo passaggio in Galati, prima Paolo sta dicendo, che è impossibile proseguire in tutte le cose che sono scritte nella legge per farle . Ciò è confermato da Giacomo che ci dice :

    Giacomo 2:10-12 Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma inciampare in un punto solo , si rende colpevole su tutti. 11 Poiché colui che ha detto : “Non commettere adulterio “, ha anche detto: ” Non uccidere “. Ora se tu non commetti adulterio , ma commetti omicidio , sei diventato trasgressore della legge.

    E ‘ impossibile ubbidire tutta la legge senza mai trasgredirla in un solo punto, per cui diventiamo colpevoli di trasgredirla tutta.

    La legge di Dio, i Suoi comandamenti sono tutti interconnessi fra di loro e ogni trasgressione di ogni singolo comandamento è una trasgressione contro la persona e il carattere di un Dio santo e giusto, così lo offendiamo, non siamo solo trasgressori di una legge ma offensori di Dio. Così il peccato è peggio di quanto uno pensi che sia, ed è per questo che siamo maledetti, offendiamo Dio e siamo privi della Sua gloria,della Sua perfezione.

    Gesù quando parlò al giovane ricco lo condannò per non essere in grado di mantenere tutta la legge, Lui lo condannò per l’incredulità , lo condannò in particolare di idolatria, di cupidigia e di incredulità .

    Matteo 19:16-22 Ora ecco, che venne un giovane ricco e gli disse: ” Maestro buono , che cosa buona cosa devo fare che io possa avere la vita eterna ? ” 17 Allora Gesù gli disse : «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno, che è Dio . Ma se vuoi entrare nella vita , osserva i comandamenti “. 18 Gesù gli disse : ” Quali? ” Gesù disse: ” ‘ Non uccidere ‘, ‘ Non commettere adulterio ‘, ‘ non rubare ‘, ‘ Non dire falsa testimonianza , ‘ 19’onora tuo padre e tua madre , ‘ e , ‘ ama il tuo prossimo come te stesso ‘ . ” 20 Il giovane gli disse: « Tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza . Che cosa mi manca ancora ? ” 21 Gesù gli disse: “Se vuoi essere perfetto , va ‘, vendi quello che hai e dallo ai poveri , e avrai un tesoro in cielo; . Poi vieni e seguimi ” 22 Ma il giovane, udite queste parole , se ne andò rattristato , perché aveva molti beni .

    Lui lo condannò dell’incredulità, perché il giovane non ha riconosciuto chi era Gesù. Ha chiamato Gesù un buon maestro, così chiamò Gesù, un uomo buono. Gesù gli disse giustamente che solo Dio è buono. Gesù stava dicendo che il giovane ricco non lo aveva riconosciuto per chi Egli era veramente, Dio e non solo un uomo buono.

    In secondo luogo, anche se a quanto pare il giovane era una brava persona morale dal punto di vista umano mancava ancora di amare Dio in modo tale che aveva ancora l’idolatria e la cupidigia nel suo cuore, come ha dimostrato in fatti di amare i suoi soldi più di Dio, in modo che effettivamente ha violato il primo e più importante comandamento che è amare il ” Signore Dio tuo con tutto il tuo essere “, ed infatti Gesù ha lasciato fuori la prima parte del grande comandamento “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”

    Gesù lasciò questo da parte di proposito e il giovane ricco forse pensava di amare il suo prossimo come se stesso, ma forse amava se stesso ancora più di Dio e ciò è idolatra ed anche una trasgressione del primo comandamento:

    Esodo 20:2-3 “Io sono il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto , dalla casa di schiavitù . 3 Non avrai altri dèi di fronte a me .

    Questo giovane aveva altri dèi di fronte a se, il suo dio erano le ricchezze e la sua incredulità in Gesù come Messia era una doppia condanna. Gli mancava la fede ed era un trasgressore della legge.

    La legge, infatti, è stata data non per ottenere la giustizia davanti a Dio, ma per mostrare l’impossibilità di obbedirla e soddisfare i requisiti perfetti di Dio, la legge, infatti, è stato data per dimostrare che il peccato è assolutamente peccaminoso e di insegnare che cos’è il peccato.

    Romani 3:20 Pertanto per le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui , perché la legge è la conoscenza del peccato .

    Romani 7:7 Che diremo dunque? La legge è peccato? Certo che no! Al contrario, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge. Perché non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: « Non concupire ».

    1 Timoteo 1:8-11 Ma noi sappiamo che la legge è buona , se uno la usa legittimamente , 9 sapendo questo : che la legge non è fatta per il giusto , ma per gli iniqui ed i ribelli , per gli empi ed i peccatori, per gli scellerati ed i profani, per coloro che uccidono padre e assassini di madri , per gli omicidi , 10 per i fornicatori , per i sodomiti , per i rapitori , per i falsi, per gli spergiuri , e se c’è qualche altra cosa che è contraria alla sana dottrina , 11 secondo per il vangelo della gloria del beato Dio che mi è stato affidato.

    La legge è fatta per gli ingiusti non per i giusti, perché? Perché per essa il peccatore sa di essere un peccatore e sa che non può adempierla.

    Eppure, gli Ebrei, la maggior parte di loro ha cercato di adempiere la legge di Dio per essere giustificati davanti a Dio. Tutto ciò che questo ha fatto ha causato in loro uno spirito di giustizia propria, che non è altro che uno spirito di religiosità basata sulle prestazioni di una persona.

    In altre parole, hanno usato i propri standard di giustizia per misurare la loro giustizia e spiritualità confrontandosi uno con l’altro e non confrontandosi con la perfezione che la legge richiede, perché se lo avessero fatto, avrebbero capito quanto erano imperfetti e che la perfezione che legge ritiene necessaria era inottenibile.

    Essi in realtà si sarebbero visti come malvagi e ingiusti, invece di ritenere il pensiero di essere giusti.
    Molto di questo è stato anche per via della loro manipolazione della legge di Dio in fatti le leggi e le tradizioni dell’uomo che loro creavano erano più facili da mantenere rispetto della legge stessa .

    Hanno sostituito i comandamenti di Dio con le leggi e le tradizioni dell’uomo e Gesù li condannò per averlo fatto, vedi [Matteo 15:8-9];[Marco 7:6-9].

    Gesù ha anche detto che se la giustizia delle persone non supererà quella degli scribi e dei farisei non si può entrare nel Regno dei Cieli [Matteo 5:20].

    La persona normale, la persona comune vedeva gli scribi ed i farisei come persone molto giuste, per lo meno quella era l’impressione che davano all’esterno, ma dentro nel loro cuore erano morti ed ingiusti come chiunque altro. Questo perché la loro giustizia era loro e non vera, cioè di Dio mediante la fede.

    Il problema era ed è che la legge non può mai dare giustizia e non può mai giustificare un peccatore, c’è una giustizia indipendente dalla legge, la giustizia mediante la fede in Gesù Cristo! Quella era la giustizia che Gesù menzionava in Matteo 5:20. Vedi anche [Romani 3:21-26].

    Proviamo ad applicare queste cose adesso a noi credenti. Non cadiamo nell’inganno di pensare che siamo giusti o siamo giustificati a causa di quello che facciamo. Stiamo attenti a non cadere nell’inganno di pensare che la nostra spiritualità è dovuta alla nostra attività di chiesa o di quello che facciamo come opera cristiana.

    Non cadiamo nell’inganno di creare un sub standard di valori spirituali e regole con cui operiamo anziché la parola di Dio o il comandamento di Dio , come per esempio, prendendo le cose che la Bibbia ci dà la libertà di fare, come ad esempio indossare gioielli e trucco o anche bere bevande alcoliche e di vietare queste cose dicendo che uno è più spirituale, se si astengono da queste cose fino al punto di chiamarle peccaminose.

    Queste non sono peccaminose fino a quando non ci inducono al peccato, di questo dobbiamo essere attenti. Sappiamo che nulla in eccesso è buona cosa. Può essere qualsiasi cosa, anche il cibo può diventare peccato. Sappiamo che bere non è peccato finché non diventa ubriachezza, questo è ciò che la Bibbia comanda noi di non fare, non diventare ubriaco, ma bere non è peccato.

    Lo può essere quando il nostro bere può provocare qualcun altro a diventare ubriaco. Come bere in presenza di qualcuno che non ha il controllo di sé con l’alcol ed essere un ostacolo di inciampo per quella persona , permettendo lui o lei a pensare che vada bene per noi e che quindi lo possono fare anche loro, ma il loro cadono in ubriachezza.

    Se siamo a conoscenza di cose che non sono peccaminose che facciamo, ma che possono causare un fratello più debole a peccare, dobbiamo in questo caso astenersi di fare queste cose di fronte a loro.

    Sarebbe meglio evitare tutte le cose che potrebbero causarci di peccare, come bere bevande alcoliche? Certo, se una persona ha comunque il controllo di sé e beve moderatamente e non si ubriaca è possibile farlo, non è peccato. Per più informazione su questo vedi Romani cap. 14. Lo studieremo più avanti e sarà interessante.

    Tuttavia, pensare che uno è più giusto o spirituale di un altro perché una persona non beve è sbagliato. Questa è una scelta personale che non ha alcuna attinenza con il livello di spiritualità o di giustizia che una persona ha rispetto ad un altra. Eppure, è così che molti credenti si misurano, come pensano che devono misurare il loro livello di rettitudine. Ho una notizia per voi, non abbiamo alcuna giustizia in noi stessi che ci può rendere più o meno giusti davanti a Dio se non la giustizia di Gesù.

    Questo è quello che ci giustifica davanti a Dio. Come viviamo è solo un riflesso della nostra comprensione spirituale e il nostro amore per Dio, ma soprattutto se viviamo rettamente , che ci viene comandato di fare e dobbiamo fare ed aver voglia di fare, è tutto a causa della grazia e la potenza di Dio che vive in noi attraverso lo Spirito Santo.

    Il nostro processo di santificazione non ha nulla a che vedere con la nostra posizione giustificata davanti a Dio, che è tutto merito e lavoro di Gesù in nostro favore.

    La Bibbia ci dice di non approvare noi stessi confrontandoci l’uno con l’altro, che non è la norma giusta da usare. La norma di uso è Gesù perché è a alla Sua immagine che dobbiamo conformarci.

    2 Corinzi 10:12-13 Non osiamo infatti collocarci o paragonarci con alcuni di quelli che si raccomandano da se stessi; ma essi, misurandosi da se stessi e paragonandosi con se stessi, non hanno alcun intendimento.

    Noi ci santifichiamo non a causa del nostro comportamento giusto e meritorio, ma in realtà perché si arriva a cooperare con la potenza dello Spirito Santo che opera in noi, è per questo che la Bibbia ci dice che senza la santificazione, in altre parole, senza la santità ed un certo grado di comportamento retto e il desiderio di vivere rettamente non possiamo vedere Dio, o entrare nel Regno di Dio, il nostro essere nati di nuovo dello Spirito di Dio produrrà in noi comportamenti giusti non perfetto, ma la voglia di vivere rettamente non per ottenere la salvezza e la grazia di Dio, ma per compiacere ed amare Colui che ci ha amati per primo .

    La Scrittura è chiara su questo,

    Filippesi 2:12-13 Perciò, miei cari, come sempre siete stati ubbidienti , non solo come nella mia presenza , ma molto più ora che sono assente, compiete la vostra salvezza con timore e tremore , 13 poiché è Dio che opera in voi il volere e l’operare per il suo beneplacito .

    Paolo sta dicendo che la salvezza che Dio ha messo dentro di noi , attraverso il dono dello Spirito Santo deve essere esteriormente visualizzata non è la persona stessa ma è Dio che opera sia il desiderio sia la volontà di fare per il Suo beneplacito.

    Paolo dice la stessa cosa in:

    1 Tessalonicesi 5:23-24 Ora il Dio della pace vi santifichi interamente , e possono il vostro spirito anima e corpo intero essere conservati irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 24 Colui che vi chiama è fedele e farà anche questo .

    Si, Dio che si santifica completamente e ci mantiene conservati irreprensibile del tutto, lo farà Lui.

    Dobbiamo collaborare con Dio in questo? Sì, certo, è un altro di quei paradossi biblici, dove la volontà e la potenza di Dio si mescola con la volontà e l’opera umana. E’ però Dio che ci dà la voglia di collaborare con Lui in ogni caso!

    2 Corinzi 3:4-5 4 Or questa fiducia noi l’abbiamo per mezzo di Cristo presso Dio; 5 non già che da noi stessi siamo capaci di pensare alcuna cosa come proveniente da noi stessi, ma la nostra capacità viene da Dio

    Quindi non dobbiamo essere come gli Ebrei giusti in sé o come alcuni movimenti Cristiani che esistono oggi e che insegnano che noi ora dobbiamo diventare meritoriamente giusti al fine di mantenere la nostra salvezza e questo è solo tramite il nostro sforzo personale.

    Essi insegnano che Dio ci ha salvati dai nostri peccati del passato, ma una volta salvati dobbiamo diventare perfettamente giusti per mantenere la nostra salvezza attraverso lo sforzo umano.

    Gli Ebrei, infatti, inciamparono e caddero su questa realtà come Paolo continua dicendo:

    Essi hanno urtato nella pietra d’ inciampo . 33 Come è scritto : ” Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo e pietra di scandalo , e chi crede in lui non sarà svergognato ».

    Gesù è stato posto in Sion, in Israele come una pietra d’inciampo e una pietra di scandalo all’orgoglio e la giustizia degli Ebrei in modo tale che sono caduti ancora di più in quanto non volevano mettere da parte il loro orgoglio e la loro giustizia personale e umiliarsi davanti a Dio, pentendosi dei loro peccati.

    Gesù ha sempre offeso il loro orgoglio e la loro giustizia e per questo lo odiavano e volevano ucciderlo. In più ha era un uomo che affermava di essere uguale a Dio, non credendo in Cristo, nella promessa di Dio rifiutarono l’unico modo per cui potevano essere salvati ed essere giustificati e di ottenere la giustizia che veniva da Dio mediante la fede anche se videro la potenza di Dio che operava in Lui. Hanno inciampato su Gesù, che è stato messo lì per questo motivo in quel momento.

    Tuttavia, il loro allontanamento a causa di questo pose un residuo chiamato da Dio per mezzo dell’elezione e della grazia, non solo dagli Ebrei, ma anche tra i pagani, perché chiunque crede in lui non sarà svergognato.
    Il Vangelo di Gesù Cristo e la legge di Dio devono lavorare insieme per portare la convinzione dello Spirito Santo, perché Egli è l’attualizzazione del Vangelo e la legge nelle persone che ascoltano il messaggio, Gesù ci ha detto questo in:

    Giovanni 16:7-12 Tuttavia io vi dico la verità . E ‘ bene per voi che io me ne vada , perché se non me ne vado, il Consolatore non verrà a voi, ma se io vado via, io ve lo manderò. 8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio : 9 del peccato , perché non credono in me; 10 di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più ; 11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato .

    L’uomo sarà giudicato colpevole di peccato, convinto di giustizia e di giudizio da parte dello Spirito Santo attraverso la predicazione del Vangelo e della legge di Dio, che è inclusa nel Vangelo mediante la chiesa.

    Questo è perché ci sono sempre due risultati che provengono dalla predicazione della parola di Dio e abbiamo già visto questo in precedenza, l’effetto umiliante che porta al pentimento e l’effetto di indurimento, che porta a un maggiore rifiuto della verità di Dio e infine, alla morte.

    Gesù sarà una pietra d’inciampo e una pietra di scandalo, in due modi, per qualcuno Egli farà inciampare e offendere il loro orgoglio in modo tale che essi si umiliano e si arrendono a Dio, (gli eletti) e non saranno mai svergognati, alcuni invece inciamperanno e saranno offesi nel loro orgoglio, ancora cadranno davanti a Lui ma non si umilieranno e non si arrenderanno a Dio, il loro orgoglio offeso farà quello che ha fatto ai farisei, gli indurirà il cuore alla verità e la rifiuteranno e saranno svergognati per sempre.

    Gesù si esprime così su questo :

    Matteo 21:42-45 Gesù disse loro: « Non avete mai letto nelle Scritture : ‘ La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra angolare. Questo era opera del Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri? ‘ 43 ” perciò io vi dico , il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a una nazione che porta i frutti di esso. 44 E chi cadrà su questa pietra sarà spezzato ma su chi cade, sarà stritolato “.

    Chi cade su questa pietra e si umilia, in altre parole si pente sarà spezzato nel suo orgoglio ma sarà salvato, chiunque invece inciamperà e rimarrà indurito, la pietra cadrà su di loro e li stritolerà e questa è la figura del giudizio di Dio.

    1 Pietro 1:1-2 Pietro , apostolo di Gesù Cristo , per i pellegrini della dispersione nel Ponto , nella Galazia , Cappadocia , Asia e Bitinia , 2 eletti secondo la prescienza di Dio Padre , mediante la santificazione dello Spirito , per l’obbedienza e cosparsi del sangue di Gesù Cristo :

    Anche Pietro, infatti, non riferisce la sua lettera agli Ebrei solamente, ma anche ad i credenti gentili gli Ebrei e i gentili insieme, gli eletti di entrambi i gruppi etnici, in modo da capire che Dio parla sempre di eletti come individui scelti da Lui per fare parte del patto eterno in Cristo .

    Pietro parla di questo stesso soggetto di cui Paolo sta parlando qui in Romani. Pietro cita anche lui la Scrittura dell’AnticoTestamento per affrontare il soggetto degli eletti indirizzando la sua lettera agli eletti, coloro che sono stati scelti da Dio.

    1 Pietro 2:4-10 Venendo a Lui come a una pietra vivente, rigettata dagli uomini, ma scelta da Dio e preziosa , 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 6 quindi è anche contenuta nella Scrittura: “Ecco , io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa, e chi crede in Lui sarà in alcun modo messo a vergogna. ” 7 Perciò , per voi che credete, è preziosa , ma per coloro che sono disobbedienti , ” La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra angolare, ” 8 e ” Una pietra d’inciampo e una pietra di scandalo . ” Inciampano , essendo disubbidienti alla parola , alla quale anche sono stati nominati . 9 Ma voi siete una stirpe eletta , un sacerdozio regale, una nazione santa , il popolo Suo, per proclamare le meraviglie di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa ; 10 che un tempo non eravate un popolo , ma ora siete il popolo di Dio, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia .

    Quelli che sono venuti a Cristo ad una pietra vivente,[1 Corinzi 10:3-4] , questa roccia e pietra che è stata rigettata dagli uomini, ed è tuttora spesso rifiutata, ma che è stata scelta da Dio ed è preziosa per Dio e per tutti coloro che sono andati a Lui, e questo rende tutti loro, noi, che sono andati a Lui di essere le pietre viventi che costruiscono insieme una casa spirituale per il Dio, questa è anche un’altra conferma che i vasi, in questo caso le pietre in altre parole sono singoli vasi e singole pietre, perché per edificare la casa le pietre o i mattoni sono individuali.

    Tuttavia, Pietro cita anche lui le Scritture del Vecchio Testamento che Paolo cita nello stesso contesto, a coloro che credono, dai Giudei e i Gentili la pietra cioè Gesù, è prezioso, per loro che sono disobbedienti, cioè che non credono al Vangelo, sia Giudei che Gentili, Lui è la pietra scartata dai costruttori, che divenne la pietra angolare dell’edificio, la chiesa, il Suo corpo,vedi [Efesini 2:20-22 ], Gesù come abbiamo detto prima, è stato un ostacolo per gli Ebrei che lo hanno respinto ed è un blocco di inciampo e duna pietra di scandalo per tutti coloro che sono ribelli alla parola di Dio.

    Chiunque si umilia davanti a Lui è quindi una generazione eletta, un sacerdozio regale e una nazione santa, il popolo speciale di Dio proclamando le lodi di Colui che ci ha chiamati dalle tenebre e alla Sua luce meravigliosa.

    Non essendo stato il suo popolo, ma ora lo siamo e non avendo ottenuto misericordia , ma ora avendola ottenuta. Questo popolo è comprensivo dei vasi eletti , o pietre come Pietro ci chiama, di entrambi gli Ebrei e le nazioni gentili.

    E ‘ovvio che sia Paolo che Pietro fanno riferimenti e allusioni di tutto questo agli Ebrei ribelli che rifiutavano Cristo e compresi negli eletti che lo hanno ricevuto entrambi i gruppi etnici. Ciò fa apparire la prosecuzione del prossimo capitolo, in linea con il discorso di Paolo riguardante la condizione spirituale della nazione ebraica.