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  • Romani Capitolo Uno

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    Primo Capitolo Della Epistola Ai Romani

    Prima Sezione-Capitolo 1- Introduzione e Personali Osservazioni dell’Autore

     

    1Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo, appartato per l’evangelo di Dio, 2come egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture, 3 riguardo a suo Figlio Gesù Cristo e nostro SIGNORE, nato dal seme di Davide secondo la carne, 4 dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesú Cristo, nostro Signore, 5 per mezzo del quale noi abbiamo ricevuto grazia e apostolato, per l’ubbidienza di fede fra tutte le genti per amore del suo nome, 6 fra le quali anche voi siete stati chiamati da Gesù Cristo; 7 a voi tutti che siete in Roma, amati da Dio, chiamati santi: grazia e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo. Versetto 1 Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo, appartato per l’evangelo di Dio,

    Prima di tutto Paolo il suo nome è immediatamente menzionato da solo, chiaramente Paolo era unicamente e specialmente chiamato da Gesù per essere il portatore del Vangelo ai Gentili, cioè i Pagani. Questo è confermato in [Atti 9:1-6],[Atti 26:16-18]e [Galati 2:7-9]. Cristo stesso aveva dotato Paolo unicamente e in special modo delle rivelazioni del carattere divino e dottrinali per la chiesa [Efesini 3:1-9], la chiamata e destino della chiesa come corpo di Cristo e come dimora di DIO [Efesini 2:18-22]; [Efesini 5:24-32], questo ultimo passo vediamolo dal punto di riferimento Cristo-chiesa in questo caso, più che marito e moglie.

    In dottrina e direzione il ministero di Paolo è unico e speciale nella autorità datagli da Cristo.

    [Efesini 3:1-12];[Galati 1:15-18];[Tito 1:1-3] Per questo Paolo fa anche riferimento al Vangelo di Cristo chiamandolo il suo Vangelo.

    Un Vangelo rivelato da Cristo a Paolo per la chiesa in un modo unico, cioè dando a lui l’autorità di insegnarlo alla chiesa, autorità riconosciuta dal resto degli apostoli [Galati 2:1-2]. Inoltre questo Vangelo rivelato alla chiesa che quando accettato, è anche come lo è oggi, se veramente predicato ed insegnato nello stesso modo, è accettato come vera e propria parola di Dio tramite l’opera dello Spirito Santo [Giovanni 13:20];

    1 Tessalonicesi 2:13 Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete.

    Questo vale anche per oggi poiché anche noi bisogna essere come Paolo che solo e sempre predicava e insegnava solo Gesù e ciò che Lui gli aveva rivelato [1 Corinzi 2:2];

    2 Corinzi 4:5 Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, il Signore, e siamo vostri servi per amore di Gesù; [Colossesi 1:24-29];

    Il suo vanto era solo Gesù e dovrebbe essere anche solo il nostro [Galati 6:14].

    Fu Paolo comunque responsabilizzato da Cristo ad avere autorità apostolica per presentare la chiesa datagli da Gesù come responsabile, come una sposa e una casta vergine a Gesù Cristo.

    2 Corinzi 11:2 Io sono infatti geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a uno sposo, per presentarvi a Cristo come una casta vergine.

    Ma se ciò è vero di Paolo a quel tempo, penso sia impensabile che durante i secoli Dio abbia una veduta diversa per quanto riguarda coloro che sono in posizioni di autorità e di responsabilità nella chiesa anche oggi. Vorrà il Signore che anche oggi un casta vergine sia presentata a suo Figlio ed al Padre? Purtroppo oggi molti di quelli che si fanno chiamare “apostoli” ma non lo sono, hanno perso questa visione, infatti molti addirittura incoraggiano la chiesa a commettere fornicazione e adulterio spirituale, che è vivere nel peccato e nell’idolatria. Oggi non ci sono più Apostoli come a quell’epoca (vedi Studi Dottrinali Erronee Dottrine Pentecostali), ma l’autorità delle loro dottrine rimane la stessa tramite la parola di Dio.

    L’ autorità apostolica di Paolo era chiaramente un dono, un ministero, una chiamata ed elezione di Dio, ma la sua autorità come quella di coloro che sono responsabili delle chiese oggi, pastori e anziani, è dipendente da come la parola di Dio,la sana dottrina, le dottrine Apostoliche vengono insegnate e protette, da come la vita del responsabile riflette la rivelazione del Vangelo. Così come era con Paolo per rivelazione diretta, lo è oggi tramite la rivelazione della parola scritta e lo Spirito di Dio. [1 Pietro 1:25].

    Il che vuol dire che accettare la vera dottrina ed il vero Vangelo è accettare la vera parola di Dio, non accettarla quindi vuole dire rifiutare la parola non degli uomini ma di Dio. [2 Tessalonicesi 3:14];[2 Timoteo 3:16];[2 Pietro 3:16].

    Una persona dunque, se non credente rifiuta il Vangelo predicato come si deve, non rifiuta la parola dell’uomo ma di Dio e chi non accetta noi, i messaggeri di Dio rifiuta Lui. Il credente che rifiuta il consiglio della parola di DIO del pastore, anziano, ed anche del fratello rifiuta altrettanto la parola di Dio e non dell’uomo.

    Sempre nel versetto uno Paolo si riferisce come- servo di Gesù Cristo.

    Fin dal principio Paolo si è riconosciuto come un servo o schiavo di Dio [Filippesi 1:1];[Tito 1:1] non per obbligo o schiavitù forzata ma un servo di scelta per amore di Dio e per l’amore con cui Dio lo ha salvato. Il che vuole dire che Paolo, e dunque anche noi faremmo bene ad imitare Paolo, si poneva sempre sotto la Signoria di Cristo per amore. Se pure è vero che Gesù stesso si riferisce verso di noi come un amico

    Giovanni 15:15 Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio.

    Addirittura Gesù fa riferimento ai suoi discepoli come amici e fratelli riconoscendo che ciò siamo anche noi adottati da Dio, e dunque Gesù chiama il suo Padre il nostro Padre.

    Giovanni 20:17 Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro».

    E’ ovvio che proprio in molte delle epistole di Paolo siamo chiamati figli e figlie di Dio e non servi. Ma Paolo si riferisce a se stesso come servo di Cristo, perché non come figlio?

    Non è però l’unico Apostolo che usa questo titolo per se. Sia Giacomo, Pietro e Giuda si introducono come servi di Cristo [Giacomo 1:1];[2 Pietro 1:1]; Giuda 1 . Se è vero, ed è vero che siamo figli di Dio, allora perché servi?

    La risposta comunque la troviamo nell’ A.T. C’è un passo che ci insegna che ad un certo punto un servo che ha riguadagnato la propria libertà dal servizio verso il suo padrone ha la scelta di andarsene e di farsi una vita propria. Ha comunque anche la scelta di decidere per amore, non obbligo, verso il padrone di farsi servo a vita, cioè di rinunciare alla sua libertà per l’amore che ha verso il suo padrone. [Esodo 21:2-6].

    Anche noi per amore verso Dio seppur abbiamo il diritto di avere privilegi di figli sarebbe bene che umilmente ci proponessimo al Signore come suoi servi, servi e schiavi per amore verso di Lui. Dopo tutto non apparteniamo più a noi stessi ma siamo stati comprati a caro prezzo e questo non dobbiamo mai dimenticarlo, se dunque ci umiliamo come servi saremo anche innalzati e trattati da Dio come figli, non dobbiamo comunque vivere come servi o schiavi perché possiamo fare legittimi i nostri diritti e le nostre benedizioni come figli di Dio in ogni momento.

    1 Corinzi 6:19-20 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.

    1 Corinzi 7:22-23 Perché chi è chiamato nel Signore da schiavo è un liberto del Signore; parimenti anche colui che è chiamato da libero, è schiavo di Cristo. 23Voi siete stati comprati a prezzo, non diventate schiavi degli uomini. Vedi anche [2 Corinzi 5:15].

    E’ bene ricordarsi comunque che il caro prezzo con il quale siamo stati comprati è il prezioso sangue e la preziosa vita di Gesù Cristo [1 Pietro 1:18]. Lui è degno del nostro amore e della nostra vita.

    Paolo continua- Chiamato ad essere apostolo

    Ci sono diversi versetti che riferiscono a Paolo come Apostolo per chiamata di Dio [1 Corinzi 1:1]; [2 Corinzi 1:1];[Efesini.1:1];[1Timoteo 1:1]; [2 Timoteo 1:1]. Paolo si presenta così, ne ha il diritto.

    Infatti abbiamo già visto che la sua chiamata apostolica è venuta direttamente per scelta di Gesù stesso che ha dunque scelto Lui stesso e Lui stesso ha scelto e dato autorità ad ognuno degli apostoli per la sua volontà, sicuramente fu il caso con Paolo come fu per gli undici, dodici anzi. [Atti 9:1-6]; [Atti 26:16-18];[1 Timoteo 1:11-15].

    Ricordiamoci come delineato nell’insegnamento riguardante gli Apostoli (Vedi Studi Dottrinali ), che in ordine di essere considerato un Apostolo di Cristo vi erano delle qualifiche ben precise, qualifiche che nessun altro uomo dopo i dodici e Paolo possono mai più avere.

    Essere chiamati da Dio vuole anche dire essere consacrati ed essere appartati per il servizio e ministero. Paolo è chiamato per un ministero speciale che Dio ha riservato per Lui, scrivere e distribuire la dottrina per la chiesa. Ricordiamoci che il servizio ed il ministero degli Apostoli e profeti in questa epoca era di costruire il fondamento sulle dottrine di Cristo [Efesini 2:20] , dottrine che Egli stesso gli ha comunicato mediante il Suo Spirito Santo [Giovanni 15:26-27] [Giovanni 16:12-14]. Dottrine sulle quali la chiesa ancora oggi deve essere costruita dagli anziani, pastori ed evangelisti assieme ad i dottori.

    La chiamata in natura e principio, non in ministero ed ufficio, è una simile chiamata a quella di Paolo, tutti noi siamo consacrati e appartati e chiamati ad essere santi. Non invitati, ma invece chiamati ed eletti dalla sovrana volontà di Dio e dalla sua scelta tramite la salvezza, la rigenerazione e la santificazione per grazia di Dio, cose preparate per noi perché camminassimo in esse [Efesini 2:10];[Efesini 4:1] anche prima della fondazione del mondo.

    2 Timoteo 1:9 che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi, [Romani 8:29-30];[1 Pietro 1:18-21].

    Tutti i credenti sono chiamati ad essere prima di tutto conformi all’immagine di Cristo, questa è la vocazione di tutti i credenti nati di nuovo [Romani 8:29-30];[Romani 12:1-2]. Tutti, inoltre hanno la chiamata di servire il Signore a tempo pieno, cioè, ogni giorno della nostra vita, dalla mattina alla sera, in qualsiasi occasione e momento dobbiamo fedelmente ubbidire e servire Dio anche se non siamo chiamati al ministero nella chiesa. Non tutti hanno quella funzione [1 Corinzi 12:4-31] ma tutti hanno la chiamata di servire Dio ed i fratelli e le sorelle nell’amore in qualsiasi capacità e con i doni che lo Spirito Santo ha elargito ad ognuno [Romani 12:3-21].

    Appartato per l’Evangelo di DIO.

    Nelle Scritture troviamo caso dopo caso di individui appartati o messi da parte, consacrati per il servizio di Dio [Esodo 4:11-12]; [Geremia 1:5];[Atti 6:3-4];[Luca 1:13-17]. Anche noi siamo stati appartati dalla volontà di Dio per la sua opera e la sua gloria [Galati 1:15-16];[Efesini 2:10]; [1 Pietro 2:9-10]. Paolo dice, appartato per l’Evangelo, la buona novella, e Paolo comunicò l’Evangelo interamente, tutto il consiglio di Dio

    Atti 20: 26-27 Perciò io dichiaro quest’oggi di essere puro del sangue di tutti; 27 perché non mi sono tirato indietro dall’annunciarvi tutto il consiglio di Dio;

    lo ha fatto sino alla fine dei suoi giorni e senza tregua ne compromessi e nel modo più eccellente.

    Ciò dovremmo svolgere anche noi nel nostro servizio. Cosa voleva dire questo per Paolo e cosa vuole dire per noi?

    2 Corinzi 11:23-28 Sono servitori di Cristo? Io (parlo come uno fuori di sé) lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le prigionie, assai più di loro per le percosse subite. Spesso sono stato in pericolo di morte. 24 Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; 25 tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini. 26 Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; 27 in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità. 28 Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese.

    Vedi anche [Filippesi 1:20-21];[2 Timoteo 3:11];[2 Timoteo 4:7-8]

    Queste sono le condizioni nelle quali Paolo fu appartato per il Vangelo, questo è quello che ha sopportato per predicare il consiglio di Dio alla gente, eppure lo ha fatto nel più fedele dei modi, come abbiamo già detto senza tregua, senza compromessi e nel modo più eccellente. Impariamo da questo uomo cosa significa essere appartati per fare l’opera di Dio. Del resto è anche ciò che disse Gesù [

    Paolo non ostante tutto ciò che subì non si ritirò mai anche in tutte queste situazioni, anzi disse proprio ai Romani nel capitolo 8

    Romani 8:35-39 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? 36 Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, 39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

     

    Versetto 2 come egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture,

    Paolo fa riferimento alle profezie dell’A.T. Queste profezie erano il riferimento delle promesse di Dio tramite le tipologie della buona novella che doveva venire nella persona del Messia, Gesù Cristo il redentore, il Figlio del Dio vivente a Israele ed alle nazioni. [Genesi 3:15];[Genesi 12:2-3].

    La giustizia di Dio menzionata nella legge era di testimonianza alle promesse che i profeti fecero riguardante Cristo [Michea 5:2-4], i sacrifici nella legge di Mosè erano simboli e testimonianza dell’opera di Gesù. Il Vangelo, Gesù e la buona novella, erano stati promessi tramite i profeti in molti passi.

    Alcuni dei più salienti [Isaia 9:6-7];[Isaia 52:13-15];[Isaia 53:1-12];[Geremia 31:31-34]; [Ezechiele 36:25-27];[Michea 5:2-4].

    Tutte le Scritture dell’A.T. Mosè, i profeti, i Salmi, tutti rendono testimonianza a Cristo, anche Gesù stesso e gli Apostoli confermano questo [Luca 18:31];[Luca 24:25-27];

    Luca 24:44 Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi».

    Vedi anche [Atti 3:22-25];[Atti 26:22-23].

     

    Versetto 3 riguardo a suo Figlio Gesù Cristo e nostro SIGNORE,

     

    Appunto, le promesse che i profeti avevano promesso erano riguardanti il Figlio di Dio Gesù Cristo il nostro SIGNORE. Non solo Gesù è rappresentato come la promessa di salvezza [Luca 1:68-75] ma come il nostro SIGNORE, il SIGNORE sopra a tutto e tutti [Colossesi 1:15-18] . Ma bisogna realizzare che Gesù è il SIGNORE e non solo il salvatore.

    La nascita di Gesù, l’incarnazione della parola di Dio, il logos, [Giovanni 1:1-14] ha donato al mondo la promessa di Dio fatta mediante i profeti e la legge. Così per la volontà di Dio, Gesù si è umiliato, si è fatto uomo, ha vissuto la sua vita in piena ubbidienza al Padre, si è sottomesso alla volontà di Dio subendo la croce, ha versato il suo sangue per la remissione dei peccati, è risorto a nuova vita per giustificare i Suoi per darci nuova ed abbondante vita , è asceso e si è seduto alla destra della potenza di Dio ed è il nostro sommo sacerdote nel luogo santissimo, nel vero santuario di Dio. Come sommo sacerdote intercede per noi.

    Filippesi 2:5-11 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

    Egli solo è la nostra sola salvezza e nessun altro nome vi è per il quale possiamo essere salvati [Atti 4:12].

    nato dal seme di Davide secondo la carne,

    Gesù, la parola di Dio fatta uomo, è nato dal seme di Davide secondo la carne. Nella sua natura umana Gesù appartiene al seme di Davide. Fu concepito in Maria vergine dallo Spirito di Dio. La creazione di Gesù uomo in questo caso fu direttamente da Dio [Matteo 1:20];[Luca 1:35]. Questo non è impossibile visto che Dio creò direttamente Adamo dalla terra. Maria non doveva dunque necessariamente essere senza peccato originale come si suol dire, perché Gesù se pur umano fu creato da Dio.

    Ebrei 10:5-7 Perciò, entrando nel mondo, egli dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; 6 tu non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. 7 Allora io ho detto: “Ecco, io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me; io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”».

    Maria fu solo la portatrice di Gesù e fu colei che poi ebbe l’onore di nutrirlo nel suo grembo e di partorirlo in questo mondo secondo la volontà di Dio. Ed è così che possiamo anche spiegare il fatto che per necessità Maria non doveva per forza essere senza peccato per portare Gesù, creato nella carne come uomo direttamente da Dio, poiché sarebbe lo stesso concetto, come potrebbe un corpo come il nostro nel quale secondo la parola di Dio il peccato risiede anche dopo la conversione Romani 7 essere anche il tempio dello Spirito Santo.

    Inoltre, non avendo il contributo umano del padre umano, cioè Giuseppe, la natura di Adamo non ha toccato il corpo di Gesù. Una natura umana creata senza peccato. Ecco che il Padre di Gesù è Dio, ed ancor di più Gesù è Dio nella carne [Giovanni1:1-14]. Un uomo, due nature, una divina, una umana, senza peccato.

    Ma Maria comunque era anche un donna giusta, cioè giustificata da Dio, per la giustizia dell’ A.T. ma comunque sia sempre giustificata per fede, poiché la giustificazione è sempre stata per fede Romani 4. Dunque Maria e Giuseppe erano giusti davanti a Dio per fede, poiché per fede aspettavano la promessa di Dio per Israele, il Messia. Essendo giustificata da Dio dunque non c’è alcun problema per lei a portare nel suo grembo il Figlio di Dio.

    Ora sia Giuseppe che Maria, accettarono per fede la volontà di Dio nella loro vita [Matteo 1:18-25];[Luca 1:26-38].

    Gesù quindi nacque dal seme di Davide. Infatti la parola ci dice nacque dal seme e non per il seme di Davide.

    Nascere dal seme vuole dire nascere da genitori se pur adottivi, niente di meno Gesù nacque, cioè uscì dal grembo di Maria anche lei della genealogia di Davide [Luca 3:23]. Giuseppe il figlio di Giacobbe e Maria figlia di Eli essendo entrambe discendenti della stessa linea Davidica. Le donne però non venivano mai riconosciute nelle genealogie, per questo Eli è riconosciuto come padre di Giuseppe in Luca, suo figlio tramite matrimonio, cioè il genero era considerato il figlio perché maschio, la figlia no.

    Entrambi comunque sono discendenti di Zerobbabele solo che Giuseppe da Abiud [Matteo 1:13], ma Maria da Rhesa, figlio anche lui di Zerobbabele [Luca 3:27]. Come Giuseppe stesso era della casa di Davide [Matteo 1:1-17];[Luca 1:27];[Luca 2:4]; Gesù nacque dal seme di Davide ma non fu generato dal seme di Davide, cioè dell’uomo, ma fu generato da Dio stesso direttamente come Dio creò Adamo, così Gesù fu generato, un corpo fu preparato per Lui, [Ebrei 10:1-10].

    Ecco perché Gesù è anche chiamato il secondo Adamo, cioè l’ultimo Adamo [1 Corinzi 15:45]. Comunque ecco la riconoscenza Messianica delle promesse fatte dai profeti. Gesù nella carne, come uomo, dal seme di Davide è realtà.

    Versetto 4 dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti:

    Gesù fu dichiarato figlio di Dio con potenza durante la sua vita mediante la dichiarazione e la testimonianza del Padre stesso, [Marco 1:11]; [Luca 9:35];[Matteo 17:5];[Giovanni 12:28]. Questo fu altrettanto aggiunto da Gesù stesso che dichiarò diverse volte la testimonianza del Padre su di Lui [Giovanni 5:32];[Giovanni 8:18]. Anche se la testimonianza dell’uomo a Gesù non serviva per essere confermata comunque Gesù dichiarò che anche la testimonianza dell’uomo di Lui come figlio di Dio non era indipendente dalla rivelazione della testimonianza stessa del Padre.

    Matteo 16:15-17 Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?». 16E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17E Gesù, rispondendo, gli disse: «Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. [Giovanni 1:6-8]

    Ma la testimonianza che Gesù fosse figlio di Dio venne anche mediante le sue opere e miracoli [Giovanni 2:11];[Giovanni 3:2];[Giovanni 7:31];[Giovanni 9:31-33];

    Giovanni 9:35-38 Gesú seppe che l’avevano cacciato fuori e, trovatolo, gli disse: «Credi tu nel Figlio di Dio?». 36Egli rispose e disse: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37E Gesú gli disse: «Tu l’hai visto, è proprio colui che ti sta parlando» 38Allora egli disse: «lo credo, Signore»; e l’adorò.

    [Giovanni 10:36-38];[Giovanni 14:10-11].

    Ma la dichiarazione di essere il figlio di Dio a parte la potenza di Dio e dei miracoli proviene secondo lo Spirito di santità che ha dimostrato di possedere nel fatto che non ha mai peccato, la sua vita senza peccato ha provato ulteriormente la sua figliolanza con Dio

    [2 Corinzi 5:21];[Ebrei 7:26]; [1 Pietro 1:18-19];[1 Pietro 2:22];[1 Giovanni 3:5], inoltre l’ha dichiarato Figlio di Dio la resurrezione dai morti [Atti 2:22-36];[Colossesi 1:18];[Apocalisse 1:5];[Apocalisse 1:18].

    Versetto 5 per mezzo del quale noi abbiamo ricevuto grazia e apostolato, per l’ubbidienza di fede fra tutte le genti per amore del suo nome,

    Gloria a Dio, per mezzo di Gesù che ci è stato presentato già dai versetti precedenti come si è letto,

    Il Figlio di Dio Gesù Cristo e nostro SIGNORE, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti:

    Per mezzo del nostro magnifico SIGNORE e Salvatore colui di cui abbiamo parlato, per mezzo di Lui, abbiamo ricevuto grazia, insieme alla grazia che ci a salvati, abbiamo tutti ricevuto doni, una chiamata ad un servizio o un ministero [Efesini 2:8-10];[Romani 12:3-19];[1 Corinzi 12:4-30];[Efesini 4:1-7]. Nel caso di Paolo e di altri era l’apostolato che sempre per grazia gli era stato dato. Qui bisogna soffermarsi e riflettere che non soltanto la salvezza è per fede e per grazia di Dio ma anche il nostro servizio ed i nostri doni spirituali e abilità sono tutte per la grazia di Dio e non da noi stessi.

    2 Corinzi 3:4 Or questa fiducia noi l’abbiamo per mezzo di Cristo presso Dio; 5non già che da noi stessi siamo capaci di pensare alcuna cosa come proveniente da noi stessi, ma la nostra capacità viene da Dio, 6 il quale ci ha anche resi ministri idonei del nuovo patto, non della lettera, ma dello Spirito, poiché la lettera uccide, ma lo Spirito dà vita.

    2 Corinzi 4:7 Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l’eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi. [Filippesi 2:13]

    Infatti, il tesoro di cui Paolo parla è inoltre confermato ed esposto anche nel seguente capitolo, questo tesoro però del quale appunto come abbiamo appena letto fa parte il servizio, il ministero, la fiducia, la capacità che Dio ci ha dato è effettivamente lo Spirito Santo, come ci giuda a capire la parola di Dio; [Efesini 3:6];[Efesini 3:20]

    Colossesi 1:25-29 di cui sono stato fatto ministro, secondo l’incarico che Dio mi ha affidato per voi, per presentare compiutamente la parola di Dio, 26 il mistero che fu tenuto nascosto per le passate età e generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi, 27ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria, 28 che noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesú; 29e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza.

    Allora questa grazia che Dio ci ha donato e per la quale abbiamo ricevuto salvezza e la chiamata al servizio e il ministero, è la potenza di Cristo che opera in noi con potenza tramite il Suo SPIRITO.

    Romani 5:1-2 Giustificati dunque per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore, 2per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.

    Tutto ciò continua Romani 1 versetto 5 per l’ubbidienza di fede fra tutte le genti per l’amore del suo nome.

    E’ l’esercizio della fede divenendo ubbidiente al Vangelo che ci porta ad usufruire della grazia di Dio che ci dona la salvezza , il servizio, e la santificazione. E’ tutto per grazia tramite la fede. Senza fede è impossibile piacere a Dio [Ebrei 11:6] ed è fede che spinge a ubbidire il Vangelo e a ubbidire la a parola di Dio, ma tutto ciò non origina da noi è tutto per la grazia di Dio. L’ubbidienza della fede come poi Paolo ci insegnerà più avanti, è fra tutte le genti. La fede è stata e sempre sarà come ci insegnerà Paolo, la base per tutte le genti per ottenere il favore di Dio, la sua salvezza e tutto ciò che viene con essa. Ricordiamoci che dice Paolo un po’ più avanti e che rivedremo in

    Romani 1:16-17 Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza, di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. 17Perché la giustizia di Dio è rivelata in esso di fede in fede, come sta scritto: «Il giusto vivrà per fede».

    Ma Dio ci da tutto questo e fa tutto questo certamente per il Suo amore e la Sua misericordia ma primariamente per la Sua gloria. Non c’è niente di male che Dio faccia tutto questo per la Sua gloria, Dio è degno di gloria e di onore e quindi ci guida all’amore del Suo nome e per il fatto che Dio vuole essere onorato, che il Suo nome sia onorato Lui ci guida nei sentieri di giustizia per amore del Suo nome [Salmi 23:3].

    Versetto 6 fra le quali anche voi siete stati chiamati da Gesú Cristo;

    Questo versetto è piccolo però ricolmo dell’amore e della misericordia di Dio ed anche della sua giustizia e equità. E’ un versetto personale, non solo per i credenti ai quali scriveva Paolo ma per ognuno di noi.

    Tra tutte le genti, sia Giudei che Gentili, tutte le genti del mondo anche noi siamo stati chiamati da Gesù ad essere partecipi della sua grazia, avendo tutti la stessa possibilità di riceverla mediante la fede e l’ubbidienza al Vangelo di Gesù. [Giovanni 3:16]

    Non tutti sono chiamati nel servizio come Paolo, ma tutti coloro che credono in Cristo sono chiamati ad essere figli di Dio e all’elezione alla salvezza [Giovanni 1:10-13], alla santificazione [Romani 8:28-34]; ed a qualche servizio e opera di Dio, comunque sicuramente ad essere testimoni della grazia di Dio [1 Corinzi 1:2];[2 Tessalonicesi 2:13-14];[2 Timoteo 1:8-11].

    Infatti è proprio questo il messaggio del Vangelo,il messaggio di Giovanni 3:16, ciò che Gesù voleva comunicare a Nicodemo era che Dio aveva mandato Lui, il Suo unigenito Figlio, così che non solo dagli Ebrei ma da tutte le genti del mondo Dio avrebbe chiamato ed ha eletto a Se figli e figlie che per fede mediante la Sua grazia sarebbero stati chiamati alla salvezza tramite ciò che ha fatto Gesù [Giovanni 6:29-71].

    Alleluia, Lode a Dio da quelle genti sono stato eletto e chiamato anche io, anche voi? Spero di sì, sappiate che Dio ha tanto amato il mondo e in questo mondo ci sei anche tu amico, amica, che chiunque crede in Cristo, al Vangelo, non perisca ma abbia vita eterna. [Romani 10:9-13]

     

    Versetto 7 a voi tutti che siete in Roma, amati da Dio, chiamati santi: grazia e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesú Cristo.

     

    Che meraviglioso versetto è anche questo qui, l’indirizzo di questo è a tutti coloro che appunto precedentemente erano stati chiamati fra tutte le genti tramite Gesù Cristo e la volontà del Padre [Giovanni 6:37-40];[Giovanni 6:65]; quindi questi versetti sono progressivi, poiché si va dal versetto 5 fra tutte le genti siamo chiamati a salvezza e servizio, ognuno chiamato a questo tramite Gesù, e poi dice, tutti coloro che sono appunto a Roma, cioè coloro a cui questa lettera è scritta.

    Comunque questa lettera è indirizzata anche a noi, come abbiamo detto prima. Tutti dunque che sono stati chiamati da Dio, sia loro che noi siamo amati d Dio, che consolazione e che gioia ci fa sentire questo versetto, di essere amati da Dio. [Giovanni 3:16], ma Dio ha tanto amato il mondo vuole dire che non ha favorito solo Israele, ma che ha voluto che da ogni nazione del mondo per il suo amore verso tutte le genti, portare insieme in una sola famiglia sia Giudei che Gentili.

    Ma sicuramente Dio ha e sempre avrà un amore speciale per i suoi figli e le sue figlie rispetto a coloro che sono peccatori. Pensare che Dio ama nello stesso modo peccatori e i figli è non comprendere chi sia Dio. Dio sicuramente è misericordioso verso tutto ciò e tutti che ha creato [Salmi 145:8-9]; [Matteo 5:44-45]; ma ha un amore molto più profondo e speciale per coloro che sono adesso fratelli e sorelle del Suo unigenito Figlio Gesù, questi sono distinti dagli altri [1 Giovanni 3:1-10].

    Questo è vero anche nella vita naturale, chi avendo dei figli non li ama più di altri che non sono figli? E’ ovvio che sia così anche Dio allora.

    Il Padre ha tanto amato il Figlio che anche coloro che sono in Cristo sono amati da Dio e sono figli di Dio

    Efesini 1:3-6 3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. 4 In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, 5 avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. Vedi anche [Colossesi 1:13]

    Siamo addirittura chiamati santi e siamo considerati già tali da Dio.

    Non abbiamo bisogno della chiesa per canonizzarci santi, Dio lo ha già fatto. Siamo però chiamati ad essere consacrati, santi e a camminare in santità come Lui che ci ha chiamati è Santo [1 Pietro 1:13-16], questo è il processo di santificazione che dobbiamo perseguire e desiderare, [Filippesi 2:12-13], quando c’è sia il desiderio che il cammino in quella direzione vuole dire che siamo stati effettivamente rigenerati e che stiamo vivendo la nostra salvezza nel modo in cui desidera il Signore.

    Efesini 4:1 Io dunque, il prigioniero per il Signore, vi esorto a camminare nel modo degno della vocazione a cui siete stati chiamati,

    [1 Pietro 1:15-16];[2 Corinzi 7:1];[1 Tessalonicesi 2:12].

    Infatti Paolo conferma che siamo amati in special modo nella benedizione che segue, la grazia che ci è stata donata è mediante la fede ed è così perché abbiamo pace con Dio e accesso alla sua grazia

    Romani 5:1-2 Giustificati dunque per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore, 2per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.

    Ma la grazia di Dio è un continuo dono che Dio continua a dare ai suoi figli, come del resto anche la sua pace. Abbiamo pace con Dio ma come figli abbiamo accesso a ricevere la pace di Dio che il mondo non può conoscere [Giovanni 14:27];[Giovanni 16:33]; e che sfortunatamente molti credenti ancora non riescono ad ottenere. Ma Dio ci ha dato la formula per averla [Filippesi 4:4-7] .

    Romani 1:8 a 1:15

     

    8 Prima di tutto, rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo per tutti voi, perché la vostra fede è pubblicata in tutto il mondo. 9 Perché Dio, a cui io servo nel mio spirito mediante l’evangelo di suo Figlio, mi è testimone che non smetto mai di menzionarvi, 10 chiedendo continuamente nelle mie preghiere che mi sia finalmente concessa dalla volontà di Dio l’opportunità di venire da voi, 11 perché io desidero grandemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, affinché siate fortificati. 12 E questo è per essere in mezzo a voi consolato insieme mediante la fede che abbiamo in comune, vostra e mia.13 Ora, fratelli, io non voglio che ignoriate che molte volte mi sono proposto di venire da voi per avere qualche frutto fra voi come ne ho avuto fra le altre genti, ma finora ne sono stato impedito.14 Io sono debitore ai Greci e ai barbari, ai savi e agli ignoranti.15 Così, quanto a me, sono pronto ad evangelizzare anche voi che siete in Roma.

     

    Versetto 8 Prima di tutto, rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo per tutti voi, perché la vostra fede è pubblicata in tutto il mondo

    Il ringraziamento! Paolo è uno che sempre ringrazia Dio per ogni cosa e in ogni situazione. E così ci da un esempio di come dobbiamo essere anche noi, dobbiamo anche noi avere lo spirito di ringraziamento verso il SIGNORE. Abbiamo tutto e continuamente per ringraziare il SIGNORE per quello che ha fatto, per quello che sta facendo e per quello che farà nella nostra vita ed anche nella chiesa e quello che sta operando nella vita degli altri fratelli e sorelle.

    Infatti qui Paolo ci dice diverse cose, vediamo che cosa sono.

    Allora la prima cosa come dicevamo è il ringraziamento.

    La seconda è come deve essere ogni altra preghiera, cioè la si offre al Padre mediante i meriti, le virtù e l’opera di Gesù,dunque per mezzo di Gesù Cristo.

    La terza cosa sono i soggetti del ringraziamento di Paolo, cioè i credenti di Roma La quarta cosa uno dei perché Paolo ringrazia DIO per questi fratelli.

    Esaminiamo ora queste cose una per una.

    Prima di tutto, rendo grazie al mio DIO

    Paolo ha sviluppato nella sua vita uno spirito di ringraziamento, di gratitudine verso Dio, il suo Dio. Paolo è cosciente che Dio è il suo Dio, lui appartiene a Dio ed anche Dio appartiene a lui. E’ un figlio di Dio. Quando una persona è in Cristo, Dio è il loro Padre e il loro Dio. Ricordandoci quel bellissimo passo dove Gesù appunto dichiara questo:

    Giovanni 20:17 Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro».

    E’ anche questo che ci fa sviluppare uno spirito di riconoscenza verso il SIGNORE. Noi una volta alienati dalla Sua presenza, estranei da Lui, ora invece siamo stati adottati per grazia Sua nella famiglia di Dio tramite il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce.

    Dio ci ha liberati dalle tenebre e ci ha fatti figli di luce, ci ha liberati dal peccato e dalla morte. Ci ha predestinati alla gloria in Cristo Gesù. Il SIGNORE provvede per ogni nostro bisogno, ci protegge dal male e dal maligno, ci guarisce dalle nostre malattie fisiche e in special modo spirituali. Il nostro Padre ci protegge dal male e dal maligno, il Signore è sempre con noi, non ci lascia ne ci abbandona mai.

    Eravamo alienati dalla Sua presenza e dalla Sua vita, stranieri da Dio  [Efesini 2:11-13],

    adesso siamo adottati per la Sua grazia nella famiglia di Dio tramite il sacrificio di Gesù sulla croce

    [Romani 8:14-16];[Galati 4:4-7]; [Efesini 1:5-7].

    Dio ci ha liberati dal regno delle tenebre e ci ha fatti figli della luce  [Efesini 5:8];[Colossesi 1:13-14];

    [1 Tessalonicesi 5:5];[1 Pietro 2:9],

    Ci ha liberato dalla potenza del peccato [Romani 6:17-18];[Romani 8:2]; del diavolo [1 John 3:8] e della morte [Giovanni 5:24];[Ebrei 2:14-15].

    Ci ha predestinati alla gloria tramite Gesù Cristo [Romani 8:29-30];[Efesini 1:11-14].

    Il Signore provvede per tutti i nostri bisogni [Matteo 6:33];[Filippesi 4:19];[2 Corinzi 9:8],

    Il Signore ci protegge dal male e dal maligno [Isaia 54:17];[Matteo 16:18];[Giovanni 10:28-29];[Romansi 8:33-39];[1 Pietro 1:5];

    Ci guarisce dalle nostre malattie e infermità sia fisiche ma sopratutto spirituali  [Salmi 103:1-5];[Giacomo 5:15].

    Il Padre nostro è sempre con noi non ci lascia mai ne ci abbandona mai [Salmi 37:25];[Salmi 37:28]; [Ebrei 13:5] .

    Quante cose abbiamo da essere riconoscenti verso di Lui. Sappiamo, o almeno dovremmo sapere che ogni cosa , no qualche cosa ma ogni cosa, collabora per il bene dei figli di Dio, gli eletti alla salvezza, perché Dio ha un disegno benevolo per la nostra vita [Romani 8:28], vuole solo benedirci e farci del bene, anche quando ci corregge e ci flagella, lo fa per il nostro bene e anche tramite questo ci dimostra che siamo figli suoi e che ci ama [Ebrei 12:5-11]

    E Paolo appunto dice prima di tutto rendo grazie a Dio. Prima di tutto, questa è la cosa che dovremmo sempre fare, rendere grazie a Dio per ogni cosa. Infatti Paolo ci insegna così anche nelle altre epistole che ha scritto.

    Filippesi 4:6 Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento.

    Colossesi 2:6-7 Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui

     

    7essendo radicati ed edificati in lui, e confermati nella fede come vi è stato insegnato, abbondando in essa con ringraziamento.

     

    Colossesi 4:2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con ringraziamento.

    Le istruzioni di Paolo alla chiesa riguardante avere ringraziamento verso il SIGNORE non mancano.

    Infatti questa è la volontà di DIO per noi in Cristo Gesù… 1Tessalonicesi 5:18 In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

    Il versetto dice rendere grazie in ogni cosa, questo ci insegna che la volontà di Dio è di essere grati in ogni situazione anche le situazioni negative della nostra vita. Perché dovremmo? Come possiamo ringraziare Dio per le difficoltà nella nostra vita?

    Beh, ci sono molte ragioni, citerò solo alcuni.

    Una ragione è che le prove e le situazioni difficili, prove nella vita dei credenti sono necessari per crescere spiritualmente, per rafforzare la nostra fede in Dio e per farci conformi all’immagine di Gesù, per farci obbedienti [Giacomo 1: 2-4] ; [1 Pietro 1: 6-7]; [Ebrei 5: 8].

    2 Corinzi 4: 17-18 Perchè la nostra leggera afflizione,  è solo per un momento, sta operando per noi un peso molto più superiore di eterna gloria, 18 mentre noi non guardiamo alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono. Perchè le cose che si vedono sono temporanee, ma le cose che non si vedono sono eterne.

    La Bibbia ci insegna che queste prove, queste afflizioni sono momentanee e temporali, mentre invece attraverso queste cose  Dio sta lavorando per noi qualcosa che è molto più pesante ed eterno. Una ragione per ringraziarlo.

    Un’altra ragione è che abbiamo già stabilito che tutte le cose cooperano per il nostro bene, per i figli di Dio, anche le cose negative e le prove e le difficoltà [Romani 8:28].

    Dobbiamo avere l’umiltà di chiedere a Dio ciò che Egli ci vuole insegnare attraverso le difficoltà e le prove e anche noi dobbiamo ricordare che, anche quando Egli ci corregge, disciplina e ci flagella lo fa per il nostro bene, anche se la Scrittura che abbiamo letto in precedenza dichiara questo [Ebrei 12: 5-11].

    Dobbiamo anche ricordare che non importa ciò che accade nella nostra vita, Dio è in controllo e tutte le ragioni e le promesse che abbiamo letto prima dovrebbero renderci grati [Giobbe 1: 8-12]; [Giobbe 2: 3-9],

    Giobbe rispose così a tutto ciò che gli accadde

    Giobbe 1: 20-21 Allora Giobbe si alzò e strappò il suo mantello e si rase il capo, cadde a terra e adorò. 21 Ed egli disse: “Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore.”.

    Giobbe 2:10 Ma egli le disse: “Tu parli come parlano le donne sciocche . Vogliamo davvero accettare il bene da Dio, e non accettare le avversità?” In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.

    Questo è l’atteggiamento che riflette ringraziamento a Dio in ogni situazione.

    In aggiunta a tutto questo ricordiamo che coloro che sono peccatori e idolatri, come spiega Paolo più avanti in [Romani 1:21] sono ingrati e rifiutano di ringraziare Dio. Non rendere grazie a Dio è un tratto del carattere del peccatore idolatra, vogliamo anche noi essere come loro? Il tratto del carattere dei figli di Dio dovrebbe essere gratitudine al Padre.

    Per mezzo di Gesù Cristo

    La nostra presenza davanti al Padre ed ogni cosa che offriamo a Dio è accettata solo per mezzo di Gesù Cristo e ciò che Egli ha compiuto sul Calvario.

    Gesù, mediante il Suo sacrificio, la morte sulla croce, offrendo la Sua vita ci ha riscattati con il Suo sangue prezioso. Mediante la Sua resurrezione ci ha giustificati davanti al Padre e ci ha dato nuova vita, la Sua vita, il Suo Spirito ci ha vivificati.

    Mediante il suo corrente ministero di Sommo Sacerdote è seduto alla destra della gloria di DIO, alla destra del Padre ed intercede per noi , continuando a giustificarci davanti al Padre ed a provvedere per noi favore con Dio [Romani 8:33-34] per mezzo di Lui e solo Lui, le Sue virtù la Sua opera, la Sua grazia. Le nostre preghiere sono accettate perché sono offerte per mezzo di Gesù, cioè nel Suo magnifico nome.

    Ebrei 4:14-16 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.

    Il ringraziamento che deve essere parte delle nostre preghiere e come le nostre preghiere deve allora essere offerto solo per mezzo di Gesù

    Efesini 5:20 rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo;

    Colossesi 3:17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui.

    Paolo continua dicendo nel Versetto 8 per tutti voi,

    Qui è spiegato per chi Paolo rende grazie, i soggetti del suo ringraziamento a Dio sono proprio i fratelli e le sorelle di Roma. Paolo, non solo però come vedremo nella prossima porzione del versetto, ringrazia Dio appunto per la loro fede nota in tutto il mondo ma Paolo ha una grande riconoscenza verso il Padre per tutti i credenti della chiesa, per tutti i santi di tutte le chiese.

    In quasi tutte se non tutte le sue lettere alle varie chiese Paolo ringrazia Dio per i credenti e non solo una volta ma ripetutamente.

    Efesini 1:15-16 Perciò anch’io, avendo udito della vostra fede nel Signore Gesú e del vostro amore verso tutti i santi, 16 non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere,

    Filippesi 1:3-4 Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi, 4pregando sempre con gioia per voi tutti in ogni mia orazione,

    [1 Corinzi 1:4];[Colossesi 1:3-4];[1 Tessalonicesi 1:2];[1 Tessalonicesi 2:13];[2 Tessalonicesi 1:3];[2 Tessalonicesi 2:13]; Filemone 4.

    E’ dunque una pratica di peso apostolico e di insegnamento, questa sicuramente è una tradizione apostolica che faremo bene a mantenere poiché è dottrina biblica. Sempre ringraziare DIO per tutto ma in special modo per i nostri fratelli e sorelle.

     

    perché la vostra fede è pubblicata in tutto il mondo

    Comunque il ringraziamento di Paolo è focalizzato, c’è un perché ben preciso per il quale Paolo ringrazia Dio per i credenti Romani in questo frangente. Ringrazia Dio perché la loro fede è famosa in tutto il mondo. Che cosa meravigliosa sarebbe se non solo potessimo ringraziare sempre Dio per la fede famosa dei nostri fratelli e sorelle ma se altri potessero ringraziare Dio perché la nostra fede è pubblicata in tutto il mondo. La nostra fede conosciuta da tutti e che porta gloria a Dio, ma che bella cosa che la nostra fede sia conosciuta soprattutto dal SIGNORE. Far si che la nostra fede sia conosciuta è una testimonianza della presenza e dell’opera di Dio nella nostra vita. Infatti Paolo elogia anche altri credenti per la testimonianza della loro fede che da gloria a Dio.

    1 Tessalonicesi 1:6-9 E voi siete divenuti nostri imitatori e del Signore, avendo ricevuta la parola in mezzo a tanta afflizione con la gioia dello Spirito Santo, 7cosí da divenire un esempio a tutti i credenti della Macedonia e dell’Acaia. 8Infatti non solo la parola del Signore è tramite voi risuonata nella Macedonia e nell’Acaia, ma anche la vostra fede che avete verso Dio si è divulgata in ogni luogo, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne, 9poiché essi stessi raccontano di noi, quale sia stata la nostra venuta tra voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire al Dio vivente e vero,

    Colossesi 1: 3-4 Noi rendiamo grazie a Dio e Padre del Signor nostro Gesú Cristo, pregando continuamente per voi, 4 perché abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesú e del vostro amore verso tutti i santi.

    Filemone 4-7 rendo grazie al mio a Dio, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere, 5 sentendo parlare del tuo amore e della fede che hai verso il Signore Gesú e verso tutti i santi,6 affinché la comunione della tua fede sia efficace, nel riconoscimento di tutto il bene che è in voi, a motivo di Cristo Gesú. 7 Noi infatti abbiamo provato una grande gioia e consolazione a motivo del tuo amore, poiché per mezzo tuo, fratello, i cuori dei santi sono stati ricreati.

    Nei ringraziamenti di Paolo c’erano ragioni ben specifiche e la maggior parte dei suoi ringraziamenti a Dio erano perché la fede, la testimonianza e le opere di altri fratelli e sorelle avevano raggiunto le sue orecchie e quando tali notizie giungono per la gloria di Dio dobbiamo ringraziare Dio per l’efficacia della Sua potenza che opera nella chiesa e il frutto che è evidente nelle vite di altri credenti. Noi comunque vogliamo far si che la fama della nostra fede e la testimonianza delle nostre opere sia sparsa intorno a noi per la gloria e l’onore del nostro Dio.

     

    Versetto 9 Perché Dio, cui io servo nel mio spirito mediante l’evangelo di suo Figlio, mi è testimone che non smetto mai di menzionarvi,

     

    Questo è uno dei tanti versetti parentesi che esistono nella Scrittura cioè qui Paolo inizia a dire una cosa e in mezzo ci mette una parentesi. Il versetto qui dovrebbe leggere Dio mi è testimone che non smetto mai di menzionarvi (versetto 10 nelle mie preghiere). Però nel mezzo tra Dio e mi è testimone, Paolo vuole dare una breve spiegazione del suo servizio a Dio.

    Paolo conferma ciò che Gesù disse alla donna Samaritana

    Giovanni 4: 23-24 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

    Il nostro servizio è e deve essere un atto di adorazione verso il SIGNORE. Tutto ciò che facciamo lo facciamo nel nome di Gesù per la gloria di Dio. Questo può solo essere fatto in spirito, cioè mediante lo Spirito Santo, Se una persona non è rigenerata dallo Spirito non può ne servire Dio ne può confessare che Gesù è il SIGNORE

    [1 Corinzi 12:3].

    Il servizio a Dio è un atto di adorazione [Romani 12:1] quindi non è un servizio religioso o un servizio mediante il quale una persona cerca di guadagnare il favore di Dio. Poi Paolo dice, mediante l’Evangelo di Suo Figlio, ho trovato una scrittura che spiega benissimo secondo me quello che sta dicendo Paolo qui, servire Dio nello spirito mediante la potenza dell’ Evangelo che opera in lui stesso,

    Colossesi 1:27-29 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria, 28 che noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù; 29e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza. Vedi anche [Efesini 3:20].

    Continuando, Paolo dice ai credenti Romani che Dio è testimone delle sue preghiere perché è ovvio che Dio le sente, e che nelle sue preghiere Paolo non smette mai di menzionare al SIGNORE i fratelli e le sorelle di Roma.

    Che bella cosa! Che sicurezza era per loro sapere che una persona come Paolo pregava per loro. Anzi che non smetteva mai di menzionarli nelle sue preghiere. Anche noi quindi dobbiamo imparare da Paolo di cercare di non smettere mai di ringraziare Dio e di pregare per i fratelli e le sorelle. Questo però come abbiamo già avuto modo di vedere e continueremo a vedere non era una cosa casuale ne di preferenza solo verso dei credenti Romani ma era una dimostrazione di amore che Paolo aveva per tutte le chiese. Lui pregava per tutti i credenti.

    Per i Filippesi 1: 4 pregando sempre con gioia per voi tutti in ogni mia orazione,

    Per gli Efesini 1:16 non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere,

    Per i Colossesi 1:3 Noi rendiamo grazie a Dio e Padre del Signor nostro Gesú Cristo, pregando continuamente per voi,

    Per i Tessalonicesi 1 Tessalonicesi 1: 2 Noi rendiamo del continuo grazie a Dio per tutti voi, facendo di voi menzione nelle nostre preghiere

    Per Filemone rendo grazie al mio a Dio, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere,

     

    Versetto 10 chiedendo continuamente nelle mie preghiere che mi sia finalmente concessa dalla volontà di Dio l’opportunità di venire da voi,

    Paolo ora condivide con loro che prega continuamente che nelle sue preghiere la volontà del SIGNORE sia tale che gli conceda di andare a trovarli. Non sarebbe stata la prima volta che Paolo scrisse in questo modo. Lo scrisse anche ai santi Tessalonicesi

    1 Tessalonicesi 3: 10-11 pregando intensamente, notte e giorno, per poter vedere la vostra faccia e compiere le cose che mancano ancora alla vostra fede? 11Ora Dio stesso, nostro Padre, e il Signor nostro Gesú Cristo appianino il nostro cammino per venire da voi.

    E a Timoteo [2 Timoteo 1:4].

    Questo versetto ci insegna tre cose. La prima cosa che bisogna fare, anche come ci disse Gesù, è perseverare nelle preghiere e non perdersi di animo. [Luca 18:1-7];

    Efesini 6:18 pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi,

    La seconda cosa che ci insegna questo versetto è che quando preghiamo anche se pur perseverando dobbiamo sempre rimanere consci della volontà di Dio e dobbiamo sopratutto desiderare quella più dei nostri desideri personali. I nostri desideri come anche quello di Paolo non sono sempre di per se stessi egoisti o non validi ma bisogna realizzare che la volontà di Dio possa differire da ciò che vogliamo noi e che la volontà di Dio non solo è accettabile ma deve diventare la nostra fonte di piacere e di gioia. Come lo era di Gesù.

    Ricordiamo ciò che disse nel Getsemani? [Luca 22:42] Dopo tutto, Gesù ci ha insegnato proprio a pregare così ” Padre nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà”.

    La terza cosa che il versetto 10 ci insegna è il desiderio di Paolo di stare insieme e di conoscere meglio questi fratelli e sorelle di Roma. Questo però può essere facilmente tradotto in amore per loro. Prima l’amore di Paolo lo spinge a pregare sempre per loro poi lo spinge a voler stare insieme a loro, lo stare insieme ai fratelli dovrebbe essere motivato dall’amore che uno ha per gli altri credenti ed anche questo una fonte della gioia del credente lo stare insieme

    Salmi 133:1-3 Ecco, quanto è buono e quanto è piacevole, che i fratelli dimorino assieme nell’Unità! 2E’ come l’Olio prezioso sparso sul capo, che scende sulla barba di Aaronne, che scende fino all’Orlo delle sue vesti. 3E’ come la rugiada dell’Hermon, che scende sui monti di Sion, perché è là che l’Eterno ha posto la benedizione, la vita in eterno.

    E’ assieme ai fratelli, dimorando assieme a loro nell’unità dello Spirito [Efesini 4:1-3] dove Dio stesso ha posto la benedizione, nell’amore e nella fratellanza.

    Paolo aveva sempre un grande desiderio di stare insieme ad altri fratelli e sorelle per edificarli e per ricevere edificazione da loro. Ciò è confermato da Paolo stesso nei due versetti che seguono.

     

    Versetti 11-12 perché io desidero grandemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, affinché siate fortificati. 12 E questo è per essere in mezzo a voi consolato insieme mediante la fede che abbiamo in comune, vostra e mia.

     

    Appunto, come evangelista, apostolo, pastore, profeta e dottore che Paolo era, voleva sicuramente edificare e fortificare i suoi fratelli e sorelle con la sua presenza. Questo consone con le cose che Paolo aveva detto ai credenti di Efeso

    Efesini 4:11-15 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo 14affinché non siamo piú bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.

    Ma non solo che Paolo volesse solo essere colui che impartisse qualche cosa, voleva anche lui ricevere ciò che Dio avrebbe offerto a lui tramite la condivisione dei frutti della fede dei santi Romani. Paolo capiva come del resto ha scritto lui stesso sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, che la manifestazione dello Spirito Santo non è mai per l’edificazione personale ma solo ed esclusivamente per il bene comune della chiesa [1 Corinzi 12:4-7], infatti i capitoli 13 e 14 di Corinzi sono stati scritti proprio per confermare e comunicare questa verità. La manifestazione dei nostri doni spirituali, dei ministeri e delle attività dello Spirito sono utili solo per il bene comune quando sono operate e svolte nell’amore e per amore. [1 Corinzi 13:1-8];[1 Corinzi 14:1-40]

     

    Versetto 13 Ora, fratelli, io non voglio che ignoriate che molte volte mi sono proposto di venire da voi per avere qualche frutto fra voi come ne ho avuto fra le altre genti, ma finora ne sono stato impedito.

     

    Ora Paolo deve esortare i suoi fratelli Romani dichiarando che molte volte già si era proposto di andare a trovarli per portare frutto alla gloria di Dio anche in quella comunità stessa come del resto come aveva fatto nei posti dove già era stato.

    Ovunque Paolo andasse portava frutto alla gloria di Dio. Questo ci insegna che un vero credente in Cristo, una persona rigenerata da Dio nella sua vita ovunque vada, sia sempre pronto a operare per il Signore. Come Paolo stesso disse in

    Efesini 2:10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.

    Gesù lo disse così in

    Giovanni 15:7-8 Se voi dimorate in me, e le mie parole dimorano in voi, voi domanderete ciò che vorrete, e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio, che voi portiate molto frutto; e così sarete miei discepoli.

    Comunque Paolo dice ai fratelli Romani che fino ad ora era stato impedito a lui di andare da loro. Qui bisogna veramente fermarci e riflettere sugli impedimenti dei nostri progetti e piani. Anche se questi sono in accordo con la generale e conosciuta volontà di Dio, bisogna stare attenti a responsabilizzare il nemico per gli impedimenti che troviamo sui nostri sentieri.

    Spesso pensiamo che sia il diavolo che vuole impedirci di andare avanti e spesso è così, e su questo torneremo dopo. Ma ci sono anche altre ragioni per le quali ci sono ostacoli, impedimenti e ritardi sulla nostra tabella di marcia. Spesso è il Signore stesso che causa gli impedimenti. E’ Lui che apre e chiude le porte delle nostre destinazioni o che ci causa impedimenti o ritardi o addirittura proprio ci nega l’accesso a fare ciò che vorremmo fare.

    La scrittura però ci insegna questo

    2 Corinzi 2: 12-13 Ora, quando giunsi a Troas per l’evangelo di Cristo e mi fu aperta una porta nel Signore, 13 non ebbi alcuna requie nel mio spirito, per non avervi trovato Tito, mio fratello: perciò congedandomi da loro, me ne andai in Macedonia.

    Atti 16:6-10 Mentre attraversavano la Frigia e la regione della Galazia, furono impediti dallo Spirito Santo di annunziare la parola in Asia. 7 Giunti ai confini della Misia, essi tentavano di andare in Bitinia, ma lo Spirito non lo permise loro. 8 Così, attraversata la Misia, discesero a Troas.9 Durante la notte apparve a Paolo una visione. Gli stava davanti un uomo Macedone, che lo supplicava e diceva: «Passa in Macedonia e soccorrici». 10 Dopo che ebbe visto la visione, cercammo subito di passare in Macedonia, persuasi che il Signore ci aveva chiamati là per annunziare loro il vangelo.

    In questo passo dunque si vede prima di tutto che è lo Spirito Santo stesso che impedì Paolo e Sila ad annunziare la parola in Asia. Spesso noi crediamo che perché ci accingiamo a fare una cosa per Dio e che la cosa è in accordo con la sua conosciuta volontà, possiamo dunque farla senza problemi. No, questo non è sempre vero.

    In questo caso e dovremmo prenderne insegnamento. Dio li mandò dove voleva Lui e non dove si erano proposti loro di andare. Questo ci deve far riflettere e pensare al fatto che il SIGNORE è Sovrano e la sua volontà sarà fatta, anche se crediamo che si possa in qualche modo resistere la sua volontà e che il Suo piano o i Suoi progetti possano essere deragliati, ci sbagliamo di grosso, vedi Giona. Dio in qualche modo otterrà sempre ciò che Lui vuole.

    Non vi è nessun altro essere sia spirituale come satana o angeli caduti, demoni e neppure persone che possano in alcun modo fermare Dio da portare avanti il Suo progetto e questo ad ogni livello, Lui usa tutto e tutti per compiere la Sua perfetta volontà, anche quando a noi non sembra che sia così.

    Daniele 4:35 Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla, egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra. Nessuno può fermare la sua mano o dirgli “Che cosa fai?”.

    Isaia 14:27 Poiché l’Eterno degli eserciti ha deciso questo e chi potrà annullarlo? La sua mano è stesa e chi potrà fargliela ritirare?».

    Isaia 43:13 Prima dell’inizio del tempo io sono sempre lo stesso, e nessuno può liberare dalla mia mano; quando io opero, chi può ostacolarmi?».

    Sarebbe bene allora cercare la perfetta volontà di Dio e di farci guidare da Lui, lasciando che sia Lui ad aprire le porte ed a guidarci nelle sue opere e non voler camminare nelle nostre credendo che siano le Sue. Vedi [Atti 16:24-34]

    In questo passo addirittura Paolo e Sila sono in prigione. Pensate un po’ che impedimento sulla nostra tabella di marcia potrebbe sembrarci finire in prigione. Eppure Paolo e Sila credo che stessero imparando a camminare per fede nella perfetta volontà di Dio. Cose che sembrano casuali e combinazioni a noi, invece spesso sono proprio la volontà di Dio.

    Dio in questo caso aveva deciso di portare il Vangelo al carceriere. Paolo e Sila invece di lamentarsi o disperarsi per l’impedimento che tra l’altro gli era costato molto visto che erano stati flagellati e poi incarcerati, si misero a cantare lodi a Dio. Lezione numero uno, quando ci troviamo nella distretta è bene cantare lodi a Dio e Lui ci darà la vittoria [2 Cronache 20:21-22].

    Sappiamo il resto della storia. Il Signore salva il carceriere e tutta la sua famiglia tramite la sua potenza, convinzione e la sua parola annunziata da Paolo. Un ritardo, un impedimento e tra l’altro con ingiuste sofferenze e persecuzioni per Paolo e Sila guadagnò la salvezza di una intera famiglia e chissà quanti altri vennero al Signore per via della conversione di questa famiglia.

    Non possiamo dunque sempre dire che è il nemico che ci impedisce nel nostro percorso, a volte, anzi spesso è Dio che ci impedisce di fare la nostra volontà mentre ci guida a fare ciò che vuole Lui. Questo è perché il Signore vuole che noi siamo preparati ad essere benedizioni più grandi di quelle che ci avevamo prefisso noi, quando poi arriviamo alla destinazione che Lui ha stabilito capiamo gli scopi del Signore.

    E si come abbiamo visto più spesso che no incontriamo delle difficoltà e delle sofferenze anche queste sono per noi da parte del Signore che ci sta insegnando a camminare per fede e come risultato la nostra fede sarà fortificata e purificata. Così che diventiamo conformi alla immagine di Cristo e più forti nella testimonianza della nostra fede. Vedi anche la storia di Giuseppe Genesi 37-45, un perfetto esempio di come Dio ha permesso e guidato con la Sua mano provvedendo grandemente nella e tramite la vita di Giuseppe, la vita apparentemente sventurata di un giovane Ebreo.

    Eppure Dio aveva dato a Giuseppe due sogni significanti che avevano addirittura convinto sia lui che la sua famiglia che avrebbe fatto grandi cose. Per un periodo però sembrava che i suoi sogni fossero solo la sua immaginazione perché Dio permise difficoltà, sofferenza, ingiustizia e un grande ritardo nella sua vita per quanto riguardava lo svolgimento dei suoi sogni. Non vi è scritto, ma spesso penso a cosa pensasse Giuseppe in quei momenti dei suoi sogni, della promessa di Dio. Il punto comunque è che Dio le promesse le ha mantenute in un modo che la maggior parte di noi e forse anche Giuseppe avendo la scelta non avrebbero mai scelto. Dio però apre e chiude le porte come pare a Lui, perché Lui fa ogni cosa perfettamente. I ritardi e gli impedimenti di Dio fanno parte del Suo disegno benevolo per i suoi figli, per gli eletti. dobbiamo fidarci del nostro Padre celeste.

    Comunque, è anche il nemico che a volte ci impedisce di andare avanti. Nella Scrittura c’è conferma anche di questo. E’ certo che il nostro nemico cerchi di impedire il nostro cammino e cerchi di impedirci di fare la volontà di Dio.

    1 Tessalonicesi 2:18 Perciò abbiamo voluto, almeno io Paolo, non solo una ma ben due volte, venire da voi, ma Satana ce lo ha impedito.

    Il suo nome stesso Satana vuol dire “l’accusatore” diavolo significa “l’avversario”. Starà dunque in opposizione a tutto ciò che è di Dio e tutto ciò che vogliamo fare in ubbidienza a Dio, cioè la sua perfetta volontà. In questi casi la Scrittura ci insegna cosa dobbiamo fare.

    Quando sapremo distinguere noi stessi chi è che ci impedisce l’avanzamento e se ricerchiamo il Signore Lui ce lo farà sapere anche perché se cresciamo in maturità spirituale e chiediamo al Signore conoscenza, discernimento e saggezza [Colossesi 1:9-10] la parola ci dice che Dio ci darà queste cose [Filippesi 1:9-11];[Giacomo 1:5-7] e che noi non dovremmo essere ignoranti delle vie del diavolo [2 Corinzi 2:11].

    Dobbiamo altrettanto resistere il nemico e combatterlo. Come? [Efesini 6:10-18];[1 Pietro 5:8-10];[Giacomo 4:7].

    Quando è il nemico che si oppone e ci impedisce di andare avanti sappiamo che Dio è più potente e più forte [1 Giovanni 4:4] e il Signore ci darà la vittoria se reagiamo con fede nelle Sue promesse e la Sua parola

    Isaia 59:19 Così si temerà il nome del SIGNORE dall’occidente, e la sua gloria dall’oriente; quando l’avversario verrà come una fiumana, lo spirito del SIGNORE lo metterà in fuga.

    Isaia 54:17 Nessuna arma fabbricata contro di te riuscirà; ogni lingua che sorgerà in giudizio contro di te, tu la condannerai.

    Questa è l’eredità dei servi del SIGNORE, la giusta ricompensa che verrà loro da me», dice il SIGNORE.

    Apocalisse 12:10-11 Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. 11 Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte.

     

    Versetto 14 Io sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti;

     

    Con queste parole Paolo si riferisce all’intero mondo conosciuto a quel tempo. Ma lo è anche per noi oggi. Il riferimento ai Greci è un riferimento che Paolo usa spesso per riferirsi al mondo pagano. A quel tempo erano considerate solo due etnie, gli Ebrei ed i Greci o Gentili, di questi Gentili vi era una sotto-categoria chiamata Barbari.

    Ma i Greci erano considerati i sapienti, perché tra di loro vi erano i filosofi e coloro che seguivano le dottrine dei filosofi, infatti anche Paolo dice che i Gentili cercano la sapienza [1 Corinzi 1:22]. Comunque anche gli Ebrei stessi si consideravano studiosi, specialmente nell’ambito della religione [1 Corinzi 1:20]. Gli ignoranti d’altronde erano considerati anche i barbari e tutti coloro che non erano educati, gli operai, pescatori, pastori, contadini, gente semplice.

    Ma vediamo che Paolo offre il debito del suo amore non facendo favoritismi verso nessuno. Dio non favorisce nessuna posizione sociale. Dio non rispetta l’uomo come il mondo rispetta l’uomo. Dio non rispetta i ricchi più dei poveri, Dio non rispetta i colti più degli ineducati. Dio non fa favoritismo.

    Infatti Dio ha provveduto la salvezza per gli eletti tratti da tutto il mondo e da tutte le possibili condizioni di cultura, status ed educazione, senza favorire uno sull’altro. Infatti Paolo, parlando appunto della salvezza stessa e non di altre cose, prese fuori contesto come fanno alcuni per supportare le loro false dottrine,

    Galati 3:26-29 perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. 27 Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. 29 Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d’Abraamo, eredi secondo la promessa.

    Colossesi 3:11 Qui non c’è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

    Questo è anche un aspetto che deve essere ben inculcato nei nostri cuori e nelle nostre menti. Anche nella chiesa non dobbiamo cercare di favorire persone per via delle loro posizioni o ministeri. Non dobbiamo favorire alcuni più di altri, ma dobbiamo cercare di amare tutti allo stesso modo cercando di limitare il più possibile il favoritismo basato sulla simpatia.

    Giacomo 2:1-9 Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria, sia immune da favoritismi. 2 Infatti, se nella vostra adunanza entra un uomo con un anello d’oro, vestito splendidamente, e vi entra pure un povero vestito malamente, 3 e voi avete riguardo a quello che veste elegantemente e gli dite: «Tu, siedi qui al posto d’onore»; e al povero dite: «Tu, stattene là in piedi», o «siedi in terra accanto al mio sgabello», 4 non state forse usando un trattamento diverso e giudicando in base a ragionamenti malvagi? 5 Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto quelli che sono poveri secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? 6 Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi quelli che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? 7 Non sono essi quelli che bestemmiano il buon nome che è stato invocato su di voi? 8 Certo, se adempite la legge regale, come dice la Scrittura: «Ama il tuo prossimo come te stesso», fate bene; 9 ma se avete riguardi personali, voi commettete un peccato e siete condannati dalla legge quali trasgressori.

    Quindi Paolo come buon imitatore di Cristo ha un debito d’amore verso tutti gli eletti di Dio. E qui lo esprime.

     

    Versetto 15 così, per quanto dipende da me, sono pronto ad annunziare il vangelo anche a voi che siete a Roma.

    Paolo allora dice in luce del fatto che è debitore verso tutti gli eletti di Dio, per questa ragione, visto che sente il peso del debito di portare anche a Roma l’Evangelo, Paolo è pronto ad annunziare l’Evangelo anche alle persone di Roma.

    Infatti Dio gli esaudirà la preghiera e il desiderio di essere presente a Roma ed annunziare l’Evangelo anche in quella città, comunque non come se lo immaginava, ma come prigioniero. Comunque per quel debito di amore Paolo sopporta ogni cosa anche la prigione per amor degli eletti.

    2 Timoteo 2:9-10 per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. 10 Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch’essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

    Alcuni scolari credono che Paolo ebbe l’opportunità per ben due volte di andare a Roma e di annunziare il consiglio di Dio in Roma. Nell’anno 60 D.C. Paolo comunque arrivò a Roma ma come prigioniero sottoposto ad arresto domiciliare [Atti 28:15-16].

    Rimase a Roma per 2 anni circa, fu rilasciato e fece un ultimo viaggio che durò circa dai 4 ai 5 anni. Nell’anno 67 o 68 D.C. Paolo fu apparentemente incarcerato ancora una volta e fu poi decapitato a Roma durante l’impero di Nerone [2 Timoteo 4:6-8].

    Seconda Sezione- Introduzione alla Buona Novella il Vangelo la Potenza di Dio Mediante la Fede-Versetti da 16 a 17

     

    Romani Capitolo 1 Versetto 16 Infatti io non mi vergogno del Vangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza, di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.

    Diverse volte Paolo rende testimonianza del fatto che lui non si vergogna del Vangelo di Cristo. Infatti se ci fosse stato alcuno che avesse dovuto avere alcuna ragione di voler nascondersi o essere silenzioso riguardante la predica del Vangelo sarebbe stato proprio lui. Paolo ha sofferto probabilmente più di tutti gli altri apostoli le persecuzioni per la predica del Vangelo. Infatti il SIGNORE stesso dichiarò proprio questo e fu così.

    Atti 9:16 Poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome».

    2 Corinzi 11:23-28 Sono servitori di Cristo? Io (parlo come uno fuori di sé), lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le prigionie, assai più di loro per le percosse subite. Spesso sono stato in pericolo di morte. 24 Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; 25 tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini. 26 Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; 27 in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità. 28 Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese.

    All of this Paul suffered for the privilege of preaching the Gospel and the edification of the church. All of us who have been called to preach the word of God are privileged and should consider this a great honor.

    Philippians 1:12-18 But I want you to know, brethren, that the things which happened to me have actually turned out for the furtherance of the gospel, 13 so that it has become evident to the whole palace guard, and to all the rest, that my chains are in Christ; 14 and most of the brethren in the Lord, having become confident by my chains, are much more bold to speak the word without fear. 15 Some indeed preach Christ even from envy and strife, and some also from good will: 16 The former preach Christ from selfish ambition, not sincerely, supposing to add affliction to my chains; 17 but the latter out of love, knowing that I am appointed for the defense of the gospel. 18 What then? Only that in every way, whether in pretense or in truth, Christ is preached; and in this I rejoice, yes, and will rejoice.

    For Paul the suffering did not matter, what mattered was doing God’s will, what mattered was that the Gospel went forward and was preached, this was his joy, is it our joy?

    Lui stesso disse a Timoteo

    2 Timoteo 2:9-10 per il quale io soffro fino a portare le catene come un malfattore, ma la parola di Dio non è incatenata. 10 Perciò io soffro ogni cosa per gli eletti, affinché anch’essi ottengano la salvezza che è in Cristo Gesù insieme alla gloria eterna.

    Avrebbe potuto vergognarsi per tutte le ingiurie ricevute, invece ci incoraggia come incoraggiò Timoteo di perseverare nelle afflizioni e nelle sofferenze per la causa di Cristo.

    2 Timoteo 1:8-12 Non vergognarti dunque della testimonianza del Signor nostro, né di me suo prigioniero, ma soffri anche tu con me per l’evangelo, sostenuto dalla potenza di Dio, 9 che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi, 10 ed ora è stata manifestata con l’apparizione del Salvator nostro Gesù Cristo, che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo dell’evangelo, 11 di cui io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore dei gentili. 12 Per questo motivo io soffro anche queste cose, ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono persuaso che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno.

    A questo punto vi è un avvertimento ma anche una benedizione per noi che siamo in Cristo.

    2 Timoteo 3:12 Ora, tutti quelli ancora, che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù, saranno perseguitati.

    Ma la benedizione per questo ce l’ha data sia Gesù che Pietro, Gesù disse Luca 6:22-23 : ” Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno da loro, e vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo. 23 Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande nei cieli; perché i padri loro facevano lo stesso ai profeti.”

    1 Pietro 4:12-14 Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. 13 Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 14 Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi, poiché lo Spirito di gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi; da parte loro egli è bestemmiato, ma da parte vostra egli è glorificato.

    Questo fatto è trovato sia in 1 Corinzi 15 che in Romani 10. E’ la predicazione del Vangelo puro e non corrotto, cioè non annacquato e compromesso, che è ciò che Dio usa per salvare gli eletti.

    1 Corinzi 1:21 Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione,

    Che dire poi della frase usata da Paolo chiunque crede. Ma la fede nel Vangelo (Cristo Gesù) è l’essenziale per la salvezza. La fede, che bella cosa. Sola fede, uno è giustificato mediante la fede. Siamo salvati per grazia mediante la fede, e ciò non proviene da noi ma è dono di Dio [Efesini 2:8-10].

    Ma perché Paolo è disposto a soffrire tutto quello che ha sofferto per Gesù? Siamo disposti noi a soffrire per Cristo?

    Ci sono diversi motivi, ma qui in questo versetto Paolo ci dice che lui non si vergogna del Vangelo perché è la potenza di Dio per la salvezza di chi crede, sia per il Giudeo che per il Greco cioè per tutti gli eletti dell’intero mondo. E’ il Vangelo che è la potenza di Dio per la salvezza. Il messaggio di Cristo, la Sua vita, morte e risurrezione, la Sua Signoria.

    Paolo non si vergogna di Gesù sapendo che gli costerà caro predicare il Vangelo, altrettanto però come disse anche a Timoteo e lo abbiamo letto prima, che quando sosteniamo le persecuzioni, le ingiurie e partecipiamo alle sofferenze di Cristo siamo infatti sostenuti dalla potenza di Dio e lo Spirito di Dio riposa su di noi.

    E’ tramite il Vangelo che si sperimenta la potenza di Dio, sia nella nostra vita che nella vita di altri.

    Il Vangelo la potenza di Dio che si manifesta nella nuova nascita, nella salvezza, nella liberazione dal potere del demonio, dalla liberazione dal potere del peccato e della morte [Giovanni 5:24];[Efesini 2:4-6];[Colossesi 1:13]; [Ebrei 2:14];[1 Giovanni 3:8] .

    We will see in grater detail in Romans 3 the technical description of what the Gospel is and why it is the power of God for the salvation of all who believe, and I want to let you read it even now, as to better get acquainted with the truth of what the Gospel really is. It is even as Paul briefly describes in the next verse we will study, the righteousness of God apart form the law, the true righteousness of God and the only means for a person to be justified before God, to be forgiven of sin, to be acquitted of all wrong doing and to receive eternal life.

    God demonstrates His power through the cross of Christ by saving sinners and setting them free and giving them eternal life by the power of His Spirit who applies Christ’s work and merits through faith in the Gospel.

    Romans 3:21-26 But now the righteousness of God apart from the law is revealed, being witnessed by the Law and the Prophets, 22 even the righteousness of God, through faith in Jesus Christ, to all and on all who believe. For there is no difference; 23 for all have sinned and fall short of the glory of God, 24 being justified freely by His grace through the redemption that is in Christ Jesus, 25 whom God set forth as a propitiation by His blood, through faith, to demonstrate His righteousness, because in His forbearance God had passed over the sins that were previously committed, 26 to demonstrate at the present time His righteousness, that He might be just and the justifier of the one who has faith in Jesus. See also [1 Corinthians 1:17-31].

    Non c’è da vergognarsi della potenza di Dio anzi, c’è da gioire e da predicarla e condividerla. Questo era il desiderio di Paolo, che sia anche il nostro! Non c’è da vergognarsi di Colui che ha dato la Sua vita, che ha sofferto letteralmente le pene dell’inferno, che non ha mai conosciuto il peccato ma lo è diventato per noi

    [2 Corinzi 5:21], Colui che ci ha dato la vita eterna e la vittoria completa. Gesù ci ha avvertito però,

    Marco 8:38 Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli».

     

    Versetto 17 Perché la giustizia di Dio è rivelata in esso di fede in fede, come sta scritto: «Il giusto vivrà per fede».

     

    E’ nel Vangelo che è rivelata la vera giustizia, quella di Dio in Cristo.

    Non quella della legge, non quella umana, ma quella di Dio. L’unica giustizia che soddisfa il criterio della perfezione che Dio esige. E di fede in fede questo messaggio va avanti. La fede in Cristo appunto ci porta ad essere giustificati davanti a Dio. Nel momento in cui uno crede nella giustizia di Cristo rivelata nel Vangelo è dunque giustificato davanti a Dio mediante l’opera di Gesù Cristo. Infatti, fede è credere quello che dice Dio.

    Romani 4:3 Abraamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia.

    Ma la giustizia di Dio anche come avremo l’occasione di studiare nel Capitolo 3 di questa epistola, è la giustizia riversatasi da Dio su Cristo per noi. In altre parole il giusto, Gesù ha pagato in pieno la giusta ira ed il giusto giudizio di Dio, ira e giudizio che dovevamo pagare noi, noi che siamo ingiusti e che meritavamo di essere giudicati e condannati [2 Corinzi 5:21];[1 Pietro 3:18].

    E’ così che Dio ha riconciliato la Sua misericordia ed il Suo amore verso di noi che eravamo peccatori con la Sua perfetta santità e giustizia [Salmi 85:10-11]. La giustizia di Cristo che viene imputata a noi ingiusti peccatori mediante la fede in Cristo, la Sua opera. La nostra colpa ed i nostri peccati sono stati imputati a Lui, la Sua giustizia imputata per grazia soltanto a noi.

    Di questo parleremo più approfonditamente in altri passi più avanti. Comunque basta dire che è così che siamo salvati mediante Il Vangelo mediante la fede in Cristo

    Efesini 2:8 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.

    Terza Sezione- La Giusta Ira di Dio e la Brutta Novella-Il Peccato del Mondo-L’Idolatria dell’Uomo Versetti da 18 a 32

    Romani Capitolo da 1:18 a 20

    18 L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia; 19 poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; 20 infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili,

     

    Versetto 18 L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia;

     

    Dopo aver parlato brevemente del Vangelo la potenza di Dio per della salvezza di chi crede in esso, Paolo inizia qui la sua ascesa dottrinale, parlando delle varie dottrine e spiegano il perché Dio ha deciso di salvare membri della razza umana, coloro che noi chiameremo biblicamente gli eletti.

    Per iniziare a descrivere la salvezza di Dio, bisogna evidenziarne il bisogno, cioè il perché è necessaria la salvezza di Dio. Per arrivare al Vangelo, cioè alla salvezza bisogna percorrere la strada del peccato e della legge.

    Perché la buona novella del Vangelo non può essere concepita o compresa come buona notizia se prima non si comprende la brutta notizia che la legge di Dio ci rivela. O cioè il fatto che riflettendosi nella legge di Dio come in uno specchio ci dovremmo accorgere che siamo mancanti nel poter vivere ed ubbidire i comandamenti di Dio e quindi giustamente dobbiamo essere condannati al giudizio di Dio perché siamo privi della gloria di Dio [Romani 3:23].

    E appunto allora, la buona notizia del Vangelo è proprio il fatto che per la legge di Dio siamo condannati al giudizio di Dio, ma per la grazia di Dio tramite la giustizia di Dio nel Vangelo possiamo ricevere il perdono dei nostri peccati e quindi essere giustificati davanti a Dio. Perché? Perché Gesù ha ricevuto in pieno il giudizio di Dio al posto nostro e la Sua giustizia per fede è imputata a noi che crediamo nella opera di Cristo.

    2 Corinzi 5:21 Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.

    La prima cosa che si inizia a vedere dunque nel versetto 18 di Romani 1 e della quale bisogna rendersi conto è un fatto universale. Cioè che il giudizio di Dio altrettanto chiamato ira nella Bibbia è rivelato dalla presenza di Dio stesso, il cielo essendo il posto descrittivo ed attuale della dimora del trono di Dio [Salmi 2:4];[Salmi 68:33];[Salmi 123:1];[Ezechiele 1:1];[Atti 7:56];[Apocalisse 4:1-11].

    E’ da questo posto che l’ira di Dio e il giudizio di Dio si rivela su ogni empietà, cioè peccato e ingiustizia dell’uomo [Apocalisse 8:1-6].

    Il giudizio che Dio riversa giustamente è contro ogni, e sottolineiamo ogni empietà o peccato e ingiustizia degli uomini, i quali soffocano la verità con l’ingiustizia. Adesso stiamo entrando in un discorso che sta diventando già molto più complesso di ciò che abbiamo parlato fino a qui.

    Paolo adesso inizia a parlare del concetto universale di ciò che chiamiamo “ rivelazione generale”.

    La rivelazione generale di Dio è diversa dalla Rivelazione speciale. Rivelazione speciale è ciò che Dio rivela in modo speciale e specificamente, cioè personalmente a delle persone, ma la Rivelazione Generale è ciò che Dio rivela a tutti indiscriminatamente.

    La prima cosa che dobbiamo inquadrare però è il fatto che ciò che è chiamata ira di Dio non è un’ira che possiamo capire nel contesto prettamente umano.

    L’ira di Dio è sempre giusta. Noi talvolta ci adiriamo o ci arrabbiamo per ragioni prettamente triviali e non importanti. Ci adiriamo al punto in cui possiamo addirittura odiare o serbare tale rancore verso qualcuno che escogitiamo vendette ingiuste. Per un piccolo torto possiamo e generalmente esplodiamo con una ira funesta che ci spinge a vendicarci in proporzioni esagerate e severe per un torto che se preso per quello che è potrebbe addirittura essere ignorato. In altre parole l’ira o la rabbia umana di solito non si rivela giustamente ed equamente verso i torti ricevuti. Ecco perché la Bibbia effettivamente parla dell’ira umana negativamente e ci avverte di arrabbiarsi senza però peccare, cioè di ventilare la nostra ira andando a portarla al SIGNORE in preghiera e sottomettendola alla Sua parola e perdonando coloro che ci fanno un torto.

    Efesini 4:26 Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira

    Ma, mentre questo è di difficile esecuzione per il cristiano è impossibile per il non credente.

    Giacomo 1:19-20 PERCIÒ, fratelli miei diletti, sia ogni uomo pronto all’udire, tardo al parlare, lento all’ira. 20 Perciocchè l’ira dell’uomo non mette in opera la giustizia di Dio.

    Dunque l’ira dell’uomo non mette in opera la giustizia di Dio, ma l’ira di Dio è sempre giusta perché è rivelata da Lui su ogni peccato ed ogni ingiustizia dell’uomo. Queste cose sono un affronto ed una violazione della gloria e del carattere santo, puro, perfetto e giusto di Dio. Il giudizio di Dio è riversato giustamente ed equamente. Dio ha il diritto ed il dovere di giudicare i peccati dell’uomo.

    L’ira di Dio, il Suo giusto giudizio dunque è su tutti i coloro che peccano senza ravvedersi cioè che non ubbidiscono al Vangelo.

    Uomini e donne che soffocano la verità di Dio e della Sua legge che è presente in loro ed intorno a loro, questa soffocano con l’ingiustizia.

    Questo è dunque evidenziato nei versetti che seguono. E’ interessante questa parola, “soffocano”. Nel Greco originale la parola vuole dire “tenere sotto” come se si tenesse sotto acqua una persona tentando di appunto annegarla o soffocarla.

    Quindi tengono sotto, sopprimono, soffocano la verità di Dio e della Sua santa legge nelle loro ingiustizie. Il che vuole dire che mettono sotto la verità seppellendola con i loro peccati.

    Questo addirittura è il loro modo per soffocare la verità di Dio e della Sua santità e giustizia che la loro coscienza gli rivela, la coscienza che sarebbe la legge di Dio scritta sui loro cuori, vedi anche [Romani 2:14-15]cioè la verità di Dio rivelata in loro. Infatti i versetti seguenti ed addirittura il capitolo seguente ci rivelerà proprio questo. Il versetto che segue ci spiega appunto che cosa sia la verità che gli uomini soffocano con l’ingiustizia.

     

    Versetto 19 poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro;

     

    In queste parole troviamo l’accusa universale ma giusta di Dio. Ecco perché la Sua ira è giusta. Ma vedremo la progressione di questa verità più avanti. Intanto sappiamo sia da questo versetto che dai seguenti che ciò che si può conoscere di Dio è stato manifestato all’uomo, cioè deposto in ogni persona da Dio stesso. Quando Dio creò l’essere umano li creò in un modo ben preciso vediamo cosa dichiarò Dio.

    Genesi 1:26-27 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.

    Allora, prima di tutto soltanto l’essere umano di tutte le creature che Dio ha creato è stato creato nell’immagine e somiglianza di Dio. E’ ovvio ed evidente che anche dopo la caduta nel peccato, seppur in un modo distorto e depravato, in un essere completamente influenzato e corrotto dal peccato l’immagine e somiglianza di Dio è una cosa che è ritenuta in evidenza in ogni essere umano.

    La seconda cosa che infatti rientra nel contesto che vedremo più avanti è che Dio ha creato l’uomo specificamente e naturalmente maschio e femmina.

    Due esseri uguali spiritualmente, simili ma anche molto diversi. Due esseri che però quando sono uniti insieme come marito e moglie si completano e danno testimonianza dell’unità di Dio sia tra le tre persone della Trinità, sia che con Cristo e la chiesa. L’uomo infatti è un essere tridimensionale, nel senso che è creato un essere fisico, un essere psicologico ed un essere spirituale. Queste sono le dimensioni dell’uomo.

    Questa è la prima rivelazione generale dell’esistenza di Dio manifestata nell’essere umano. La Sua immagine e somiglianza.

    Qui iniziamo a comprendere e io credo che la Bibbia confermerà in questo passo quello che sto per dire, cioè che gli atei non esistono.

    L’ateo è proprio colui che maggiormente sopprime la verità di Dio manifestata in lui da Dio, ma il così dichiarato ateo o colui che crede in altri dei invece che in Dio sa che Dio, il vero ed unico Dio esiste. E’ infatti questa la prima condanna e causa di giudizio di Dio verso l’uomo.

    Ma la rivelazione interna dell’esistenza di Dio e che è Lui che ha creato l’uomo si trova nella coscienza dell’essere umano. Ma questa la esamineremo in modo più dettagliato nel capitolo due. Ma è importante sapere che queste cose rivelano l’esistenza di Dio manifestata in ogni persona.

    Dio ha manifestato in loro, cioè nell’essere umano ciò che si può conoscere di Lui. La parola nel Greco usata per manifesto in loro in questo versetto è la parola faneròn che proviene dalla parola phaneros che significa brillare, brillare come una luce. Dentro ogni uomo c’è la luce del creatore che brilla, la luce che Dio ha manifesto in loro tramite la Sua immagine e somiglianza. Questo conferma dunque tutto il discorso di Giovanni nel suo Vangelo dove descrive l’eternità del logosdi Dio, Cristo, la parola che si è fatta uomo. La parola come creatore comunque è la vita e luce di ogni uomo che viene nel mondo.

    Giovanni 1:1-4 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2 Essa era nel principio con Dio. 3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.

    Vita e luce, entrambe sono caratteristiche del creatore e di come ha creato l’essere umano, ha dato vita, vita fisica ed a quel tempo, al tempo della creazione ha anche dato vita spirituale. La vita sia fisica che spirituale dopo la caduta nel peccato sono state sopravvenute dalla morte e dalle tenebre. La morte fisica ebbe un inizio graduale e la morte spirituale fu immediata. La luce facente parte dell’immagine di Dio è ciò che Dio ha manifestato nell’uomo dando la Sua luce, cioè illuminando intellettualmente, moralmente e spiritualmente.

    Questa luce che dovrebbe brillare come il sole e riflettere l’immagine e somiglianza di Dio nell’uomo invece è soffocata, questa luce che brilla che è verità, la verità di Dio nell’uomo, è però soffocata dall’ingiustizia e dal peccato dell’uomo e inoltre come vedremo anche più avanti in questo capitolo la mente ed i cuori dell’uomo schiavo del peccato e dell’idolatria si sono ottenebrati.

    Quella luce non brilla più esternamente ma in certe cose ancora rende una visibile luce, debole e sbiadita dal peccato. Questa luce, attenzione però è dunque presente in ogni uomo come una luce di discernimento e di conoscenza dell’esistenza del vero Dio, il vero creatore. Ripetiamo che questa luce è il poco che è rimasto visibile della immagine e somiglianza di Dio nell’uomo.

    Questi elementi interiori che esistono nell’uomo rendono l’uomo consapevole dell’esistenza di Dio e sono, ripetiamo, la coscienza (luce morale), elemento che sebbene è la legge di Dio scritta nei cuori dell’uomo non ha alcun potere di rendere l’uomo ubbidiente alla legge di Dio, ma solo di rendere l’uomo consapevole dell’esistenza di Dio e che la legge morale di Dio è giusta e quando questa legge è trasgredita.

    L’intelletto o intelligenza (luce dell’intelletto) questo elemento prova che l’uomo è dotato di intelligenza e creatività che in piccolissima parte dimostrano l’immagine e somiglianza di Dio. L’uomo è il solo essere creato che è dotato di intelligenza e di coscienza di essere. Gli animali agiscono per istinto, istinto il quale è anche stato dato loro da Dio. Ma l’essere umano ragiona, cosa che anche scientificamente è provato gli animali non fanno. Tutto ciò che l’uomo è riuscito a fare è per via della creatività, del ragionamento e dell’intelletto di cui Dio lo ha dotato. Gli animali non ostante tutto riescono solo a fare ciò che sono programmati a fare dal loro istinto al massimo imparare cose per ripetizione e per ammaestramento d parte dell’uomo, ma questo prova ciò che Dio disse in

    Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». .

    Il terzo elemento è spiritualità (la luce eterna di Dio). Questo elemento come gli altri è ottenebrato, anzi, spiritualmente l’uomo è morto per via del peccato [Efesini 2:1-3]. questo fa parte del “ sicuramente morirai” che Dio ha promesso come conseguenza della disobbedienza di Adamo [Genesi 2: 16-17]. Come avevamo detto, l’umanità  sperimenta due tipi di morte, che è davvero è uno diviso in due sezioni. La morte spirituale, che è stata immediata al momento del peccato di Adamo ed Eva della disobbedienza  poi trasmessa a tutti gli uomini, e poi la morte fisica, che è graduale ed è un processo che inizia quando si nasce, questo è anche conseguenza del peccato.

    Se un uomo rimane in uno stato di morte spirituale durante tutta la sua vita e raggiunge la morte fisica in quella condizione, lui o lei sperimenterà la morte eterna, che è la separazione eterna dall’ amore, la grazia e la misericordia di Dio, questo è il motivo per cui il Salmista dice

    Salmi 63: 3 Poiché la tua amorevole benignità vale più della vita, le mie labbra ti loderanno.

    Vi è certamente un rimasuglio di questa luce spirituale perché l’uomo riconosce di essere un essere spirituale e  cerca l’eternità ma la cerca nell’ambito della religione, che però si rivela nell’idolatria completa dell’essere umano.  L’ amorevole benignità di Dio è quindi meglio che la vita fisica, perché conduce alla vita eterna spirituale e fisica, alla presenza di Dio per sempre.

    Questo è il motivo per cui Paolo più avanti in Romani 8 ha dichiarato che una persona diventa spiritualmente viva, riceve la vita eterna, non solo spiritualmente, ma anche fisicamente nella resurrezione.

    Romani 8: 10-11 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. 11 Ma se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Vedi anche [1 Corinzi 15: 42-57].

    Dio stesso ha manifestato in ogni persona l’eternità ed è presente nell’uomo il desiderio e la consapevolezza di vivere in eterno. Questo lo si vede senza dubbio nel desiderio che l’essere umano ha di vivere il più a lungo possibile anche fisicamente. Questo è anche perché l’essere umano è altrettanto schiavo del timore della morte [Ebrei 2:14-15], l’uomo teme la morte non perché non sa cosa lo aspetta dopo, ma proprio perché lo sa che lo aspetta il giudizio di Dio [1 Giovanni 4:17-18] questo conferma che l’uomo sa internamente che Dio esiste e che Dio è giusto e che c’è il giudizio divino per ogni uomo e donna [Ebrei 9:27];[Romani 1:32].

    L’essere umano comunque creato nell’immagine e somiglianza di Dio non è stato creato solo un essere fisico o terreno ma un essere spirituale. Lo spirito è creato per vivere eternamente, sia in beatitudine nella presenza di Dio sia in tormento e perdizione lontano dalla presenza di Dio, ma sempre un essere eterno.

    In entrambi i casi, lo spirito sarà nuovamente unito al corpo anche dopo la morte fisica, sia per il corpo e lo spirito dell’uomo avrà due destinazioni, vedi anche [Apocalisse 20: 5-15].

    Gesù lo disse in questo modo

    Giovanni 5: 26-29 Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere vita in se stesso, 27 e ha dato il potere di giudicare anche, perché Egli è il Figlio dell’uomo. 28 Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno 29 – quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

    Ecclesiaste 3:11 Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatta.

    Come abbiamo detto questa luce nell’uomo, questa manifestazione dell’ esistenza di Dio è corrotta completamente dal peccato che risiede nell’uomo, nella carne dell’essere umano [Romani 7:1-25]; nella mente o psiche dell’uomo [Romani 1:21];[Efesini 4:17-19] e nello spirito dell’uomo [Giovanni 5:24];[Efesini 2:1];[Efesini 2:5];[Efesini 4:18].

    Tutti questi elementi, questa luce sbiadita, ciò che è manifesto in loro al livello dell’essere umano che è nel peccato, cioè di tutti gli esseri umani non rigenerati da Dio, non hanno alcun potere per offrire all’uomo alcuna speranza di esercitare la fede necessaria per piacere a Dio.

    Infatti Paolo ci descrive in questo capitolo e nei seguenti due il triste stato dell’uomo che seppur avendo questa luce in se non risponde in fede anzi, sopprime questa verità di Dio manifesta in lui, la soffoca con la sua ingiustizia ed il suo peccato. L’uomo dunque prova che è incapace di credere e di ubbidire Dio seppure ha dentro di se l’inconfutabile prova datagli da Dio che Dio esiste e che Dio è giusto.

     

    Versetto 20 infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili,

     

    Se tutto ciò che abbiamo detto finora non bastasse, le qualità di Dio, cioè i Suoi attributi invisibili, cioè la sua eterna potenza e la Sua divinità si vedono chiaramente, cioè sono senza dubbio visibili e comprensibili per tutti, dal momento in cui Dio ha creato il mondo fino ad oggi e sempre perché è la Sua eterna potenza che è manifestata nella creazione.

    Salmi 19:1-4 I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. 2 Un giorno rivolge parole all’altro, una notte comunica conoscenza all’altra. 3 Non hanno favella, né parole; la loro voce non s’ode, 4 ma il loro suono si diffonde per tutta la terra, i loro accenti giungono fino all’estremità del mondo. Là, Dio ha posto una tenda per il sole,

    Questo passo in Salmi 19 spiega perfettamente ciò che Paolo stesse dicendo ai santi di Roma. I cieli e il firmamento raccontano e annunciano la creazione di Dio. Testimoniano appunto anche senza udibili parole che Dio è il creatore. I cieli e il firmamento, cioè l’universo stesso conferma che la teoria del big-bang è una favola, una menzogna. La natura stessa invece conferma che Dio è il creatore, che Dio è il disegnatore, Dio è l’architetto dell’universo, confermano che Dio esiste.

    Infatti Paolo dice che fin dalla creazione del mondo le qualità invisibili di Dio, i Suoi attributi la Sua eterna potenza sono chiaramente visibili. Davide dice la stessa cosa con parole diverse. Ogni giorno che è passato e che passa rivolge parole ad un altro giorno e la notte comunica all’altra. Comunicano un messaggio divino che si riconosce chiaramente e si percepisce nell’opera della creazione dal giorno della creazione ad oggi. Non hanno udibili parole ma hanno un suono che riverbera su tutta la terra e non vi è alcun posto nel mondo, cioè da una estremità all’altra, dove queste verità non sono presenti e riconoscibili fino a rimbombare nell’animo dell’uomo. Le qualità invisibili, l’eterna potenza di Dio e la Sua divinità si vedono anche se sono invisibili, si vedono e possono essere percepite nell’intelletto umano, per mezzo della creazione e per mezzo della continua opera di Dio nel mondo.

    Anche se l’occhio umano non può vedere Dio, ma questo passo ci dice che l’uomo può chiaramente vedere le qualità invisibili di Dio e riconoscere la Sua divinità. Cosa significa questo? Dobbiamo allora esaminare cosa significano le parole usate in questo passo nella lingua originale. Le parole usate per vedono chiaramente è una sola parola nel Greco kathoràtai. Questa parola significa letteralmente discernere chiaramente.

    La parola discernere è solitamente usata per indicare la visione mentale o riuscire a comprendere una cosa così specificamente e chiaramente che la si riesce addirittura a vedere anche se gli occhi veri e propri non riescono a vederla materialmente. Significa anche apparire o sperimentare, il che indica che queste qualità invisibili di Dio appaiono allo scrutinio della creazione e possono essere sperimentate dall’uomo.

    Questo ci porta al significato dell’altra parola usata da Paolo percepite.

    Allora nel Greco questa parola è nooùmena e significa comprese dall’esercizio della mente, cioè comprensibili dall’intelletto quando è esercitato.

    Il che vuole dire che tutte le scuse degli scienziati che si dichiarano atei e tutti coloro che come gli scienziati si dichiarano altrettanto atei, non sono assolutamente valide. Loro dicono che solo per fede si può accedere al credere in Dio e la creazione come la descrive la Bibbia, ma la Bibbia stessa invece ci dice che l’uomo potrebbe, per via della testimonianza della manifestazione di Dio sapere che Dio esiste  e che è Lui che ha creato tutto.

    L’uomo non può solo con l’intelletto e tutte queste manifestazioni di Dio, conoscere Dio personalmente o avere una conoscenza approfondita di Dio, quella viene solo per fede tramite Cristo e il Suo Spirito mediante il Vangelo e lo studio della parola di Dio, ma l’uomo sa che Dio, l’unico Dio, il creatore del cielo e della terra esiste e l’uomo sa che Dio è un Dio santo e morale. L’uomo sa per coscienza che è un violatore della legge morale di Dio.

    Infatti Paolo dice alla fine di questo versetto 20, così che sono inescusabili.

     

    O uomo tu sei inescusabile quando dichiari che non c’è prova che Dio esista. Inescusabile perché Dio ha fatto si che tramite la manifestazione interna della Sua esistenza tramite la Sua immagine e somiglianza, come abbiamo descritto, cioè la coscienza, l’intelletto e la conoscenza dello spirituale e l’eternità e la manifestazione esterna, cioè quanto di Lui si può conoscere, vedere chiaramente e capire, discernere dalla creazione stessa. No, no vi sarà alcuna persona che si troverà difronte a Dio e potrà dire “ non sapevo che esistevi” oppure

    non hai fatto sì che potessi sapere che esistevi”.

    No, siete senza scuse anche adesso. L’unica cosa che volete negare è l’esistenza di Dio mentre invece sapete che Dio esiste, nella profondità del vostro essere lo sapete che Dio c’è, se lo volete trovare appunto potreste almeno credere che Egli esiste. Il problema è che non volete riconoscerlo, non volete conoscerlo anzi preferite ingannare voi stessi e cercare di ingannare altri, il che non è poi tanto difficile, nel voler credere che Dio non esiste così che cercate di placare la voce della vostra coscienza, che vi da costantemente la conoscenza della verità riguardante Dio che voi però soffocate con l’ingiustizia della vostra vita peccaminosa.

    Così che anche voi esercitate incredulità, ma questa è antitetica alla vera fede, cosa che avete voi stessi generato per giustificare il vostro comportamento peccaminoso e immorale. La vostra colpevolezza e l’esistenza di Dio che avete mediante la voce della coscienza deve essere soppressa e voi la soffocate come Paolo dice con sempre più ingiustizia, finché arrivate al punto che la vostra coscienza è così cicatrizzata e dura che non ne sentite più la voce [1 Timoteo 4:1-4].

    Ma tutto questo comunque succede anche perché non potete avere fede, non potete esercitare vera fede in Dio. Qui c’è la combinazione letale della condizione spirituale dell’uomo. L’uomo non vuole credere in Dio e non ha l’abilità da solo di esercitare vera fede.

    Questo è proprio ciò che è il vero libero arbitrio del peccatore, che in realtà non è altro che schiavitù alla propria natura peccaminosa. Il peccatore è condannato dalla giusta ira di Dio perché non vuole credere in Dio ma allo stesso momento è veramente incapace di esercitare vera fede per credere in Dio, perché l’uomo è spiritualmente morto, alienato dalla vita di Dio [Efesini 2:1-3];[Efesini 4:17-18] e totalmente schiavo del peccato [Romani 6:16-23], il quale desidera fare ed ubbidire più di Dio e la Sua legge.

    Tutto questo è veramente un cattiva notizia per l’umanità e inoltre è la vera conferma che nessuno è esente dal ricevere la giusta ira e il giusto giudizio di Dio, anche l’aborigeno nella più fitta giungla, anche a lui è stato dato tutto ciò che abbiamo letto e visto fino ad ora, così che tutti gli uomini sono inescusabili per non voler cercare e trovare il vero Dio, anche perché vedremo più avanti che non vi è alcun giusto nel mondo.

    Non vi è alcuna persona a cui non è stata data la possibilità interiore e esteriore di riconoscere che il vero ed unico Dio, creatore dell’universo esiste e che non ci sono altri dii

    Atti 17:24-28 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo; 25 e non è servito dalle mani dell’uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa. 26 Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, 27 affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi. 28 Difatti, in lui viviamo, ci muoviamo, e siamo,

    Infatti poco più avanti Paolo parlerà dell’idolatria che è una conseguenza del rifiuto di voler riconoscere Dio per chi Lui veramente è.

    Romani Capitolo 1 versetti 21 a 23

     

    21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. 22 Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti,23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

     

    Versetto 21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato.

    Il versetto 20 si è concluso con le parole così che sono inescusabili.

    Lo abbiamo già detto, sono inescusabili poiché Dio ha fatto sì che l’uomo possa capire che Dio esiste e che vuole essere conosciuto, ubbidito ed onorato dalle Sue creature. Ma non ostante tutto ciò che Dio ha fatto per rendersi riconoscibile l’uomo rifiuta di riconoscerlo, di glorificarlo e di ringraziarlo.

    Infatti è proprio per questo che questo passo di Romani 1:18-32 è stato scritto. Dio ci sta dicendo che l’uomo può conoscere Dio, anzi lo conosce ma è così stolto che dice in cuor suo che Dio non esiste.

    Infatti guardiamo che cosa la parola di Dio ci insegna in riguardo a questo comportamento, vi è un passo che troviamo nell’A.T. Nel libro dei Salmi, è infatti un passo che si trova in due Salmi il Salmo 14 e il Salmo 53. Anche in questi Salmi c’è la conferma effettiva di ciò che Paolo ha scritto in questa epistola, sia in questo capitolo che nel capitolo 3. Guardate se ciò non è così.

    Salmi 14:1-4a Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c’è Dio». Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c’è nessuno che faccia il bene. 2 Il SIGNORE ha guardato dal cielo i figli degli uomini, per vedere se vi è una persona intelligente, che ricerchi Dio. 3 Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c’è nessuno che faccia il bene, neppure uno. 4 Sono dunque senza conoscenza tutti questi malvagi,

    Infatti dei versetti di questi Salmi sono citati da Paolo nel capitolo 3 di Romani. Ma questo passo è anche una descrizione di ciò che dice Paolo in questo capitolo.

    Solo uno stolto dice nel suo cuore non c’è Dio. Infatti la parola stolto sia in Ebraico che in Italiano significa uno che dimostra poca intelligenza, uno stupido, senza cervello, ed inoltre in Ebraico significa anche malvagio e corrotto. Infatti è proprio ciò che dice questo passo nei Salmi 14 e 53.

    Questa è conferma di ciò che Paolo aveva detto nei versetti precedenti quando disse che con l’esercizio dell’intelletto si potrebbe sapere che Dio esiste. Ma invece chi dice che Dio non c’è prova di essere una persona senza intelligenza, l’intelligenza che conta, mancante di vera conoscenza. Infatti, cosa diremo dunque di tutti questi scienziati e persone super educate, che in effetti hanno dei q.i. che portano via, eppure sono stolti, senza vera intelligenza e conoscenza perché rinnegano l’esistenza di Dio. In realtà non sono intelligenti affatto, sono stolti come tutti quelli che rinnegano l’esistenza di Dio.

    E così Paolo inizia questo versetto 21, dicendo invece che lo stolto seppur rinnega l’esistenza di Dio ed anche se magari la accetta, chiamandola un qualche cosa, una intelligenza superiore o tutti i mezzi termini usati per descrivere l’Onnipotente vero Dio e Signore dell’universo, è senza scusa davanti a Dio perché pur conoscendo Dio rifiuta di glorificarlo come Dio e di ringraziarlo. Vedete Paolo non si lascia prendere dai discorsi stolti della gente, e conferma che ogni uomo conosce che Dio esiste, ma non ostante questo, rifiuta di glorificarlo come Dio.

    Cosa significa glorificare Dio? Onorarlo come Lui stesso ne sia degno. L’uomo conosce che Dio c’è ma invece preferisce disonorarlo e non rendergli la lode ed adorazione ed il servigio dei quali Lui solo è degno. Infatti, come vedremo poco più avanti l’uomo ha preferito ed anche oggi preferisce glorificare altre cose invece che Dio, anche glorificare se stesso elevandosi al posto di Dio.

    Ma infatti la parola di Dio ci spiega nel libro di Ecclesiaste, libro che descrive la vanità della vita nel mondo, vanità quando vissuta solo dal lato fisico e materiale, cioè senza Dio, che il fine di tutto per l’uomo infatti è :

    Ecclesiaste 12:15-16 Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo. 16 Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male.

    Questo passo in Ecclesiaste vedremo che conferma ciò di cui stiamo parlando, cioè quello che Paolo ci sta dicendo, lo stolto dice in cuor suo non c’è Dio, ma questo prova che non ostante l’educazione e l’intelletto di una persona se questa persona rifiuta la conoscenza dell’Eterno, si dimostra senza intelligenza e senza vera conoscenza. Perché infatti è ciò che Paolo ci dice nel versetto seguente, cioè si dichiarano sapienti ma in realtà si dimostrano stolti. La vera sapienza e conoscenza come vedremo nel seguente versetto inizia con il timore, cioè il rispetto, la riverenza e l’onore a Dio. Molti passi confermano questo, uno solo, poi ne vedremo altri più avanti.

    Proverbi 1:7 Il timore del SIGNORE è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l’istruzione.

    Paolo dice che inoltre a non volere glorificare Dio, rifiutano di ringraziarlo. L’uomo dovrebbe essere riconoscente a Dio per tutte le Sue benedizioni, la Sua provvidenza generale, provvidenza che Lui riversa su tutto ciò che ha creato, dimostrando la Sua misericordia, il Suo amore verso tutto ciò che ha creato.

    Salmi 145:8-9 8 Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di gran bontà. 9 Il SIGNORE è buono verso tutti, pieno di compassioni per tutte le sue opere.

    Matteo 5: 45 siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.

    La bontà, la misericordia, la provvidenza, la pazienza che Dio ha verso l’uomo che lo disprezza è tale che dovrebbe far sorgere grande ringraziamento.

    Pensate, che per la Sua giustizia e la Sua santità Dio avrebbe il diritto di giustiziare immediatamente al primo peccato commesso la vita di ogni peccatore e questo sarebbero TUTTI gli uomini, TUTTI, nessuno escluso.

    Invece come abbiamo letto il Signore è buono verso tutti, lento all’ira, giusta ira, aggiungo. Il salario del peccato è la morte, eventualmente questo sarà il pagamento per il peccato, ma Dio è lento all’ira e desidera che l’uomo si ravveda, e per questo Dio nella dimostrazione della Sua bontà e misericordia, per la Sua grazia, cioè favore immeritato, porterà alla salvezza quelli che Lui stesso ha scelto e sui quali sceglierà di avere misericordia. Ma anche verso coloro che non sceglierà Dio è comunque misericordioso e paziente [Romani 9:14-23].

    Tutte queste cose dovrebbero essere fonte di ringraziamento ma invece, Paolo dice, ed è vero, Dio non viene ringraziato anzi, viene bestemmiato e rinnegato.

    E appunto questo versetto 21 continua dicendo, ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato.

    Questa è la prima conseguenza di tutto ciò che si è visto in questa sezione, cioè l’ira di Dio si riversa su ogni empietà e ingiustizia dell’uomo che sopprime o soffoca la verità con l’ingiustizia, la verità dell’esistenza e degli attributi divini che sono manifestati da Dio sia interiormente all’essere umano sia esteriormente nella creazione, cioè intorno all’uomo, così che appunto l’uomo rinnega Dio e non lo vuole ne glorificare ne ringraziare. Invece dunque di fare ciò che è giusto, si danno a vani ragionamenti. Quali sono i vari vani ragionamenti? Vani ragionamenti sono tutti quelli che si ergono contro la verità di Dio. C’è un passo interessante che Paolo ha scritto, si trova in

    2 Corinzi 10:4-5 infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti 5 e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo

    Paolo sta parlando di una cosa ben precisa in questo passo. Il soggetto e il contesto di questo passo sono proprio ragionamenti e pensieri. Le fortezze di cui parla Paolo sono proprio pensieri e ragionamenti che formano una fortezza che imprigiona la mente della gente, la imprigiona ad avere vani ragionamenti che si elevano con orgoglio contro, guarda caso, proprio la conoscenza di Dio e della Sua verità. Tutto ciò che si oppone alla verità di Dio, che poi è esattamente ciò di cui parla Paolo qui in Romani, dicendo sopprimono o soffocano la verità con l’ingiustizia.

    Vani ragionamenti che si ergono contro la conoscenza di Dio, contro la verità sono di molte varietà. Vani ragionamenti possono essere categorizzati come, filosofia, religione, tradizione, psicologia anche la scienza. Di per se stesso per esempio la scienza non è un vano ragionamento quando è compresa assieme alla Scrittura e alla verità di Dio, mentre la religione sicuramente lo è, la filosofia può esserlo come del resto anche la psicologia.

    Quando queste cose sono manipolate, interpretate e insegnate da uomini e donne che rinnegano Dio [Salmi 1:1], queste cose diventano sicuramente vani ragionamenti che si elevano orgogliosamente contro la conoscenza di Dio. Questo mondo, il sistema satanico che regna nel mondo, è una filosofia vana che produce vani ragionamenti ed inganni

    Colossesi 2:8 Guardate che non vi sia alcuno che vi tragga in preda per la filosofia, e vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo, e non secondo Cristo

    So we find ourselves in a spiritual war, fighting not so much against flesh and blood, rather against the spiritual forces that control mankind’s thinking, [Ephesians 6:12] men and women controlled by their unrighteousness and sin, so that they become guided by these satanic philosophies and teachings, these strongholds that entrench the minds, these arguments that exalt themselves against the true knowledge of God.

    This is because they desire to do, to obey the desires of their father, the devil, that is what the men and women who do not belong to God do. That was even me and you before God saved us. Those without the life of God, those who are not children of God, who have not been made part, adopted into the family of God, they belong to Satan and he is their father. Jesus said it.

    John 8:44-47 You are of your father the devil, and the desires of your father you want to do. He was a murderer from the beginning, and does not stand in the truth, because there is no truth in him. When he speaks a lie, he speaks from his own resources, for he is a liar and the father of it. 45 But because I tell the truth, you do not believe Me. 46 Which of you convicts Me of sin? And if I tell the truth, why do you not believe Me? 47 He who is of God hears God’s words; therefore you do not hear, because you are not of God.”

    These men and women are guided by their sinful desires, the desires to reject and deny God and all He stands for. They attempt in every way to teach to to others these vain thoughts and they succeed easily, not only, they succeed with the people like themselves who prefer to deny the truth of God and suppress it, now they are sadly succeeding through various methods to infect also the minds of the believers, they have crept into the church.

    Sono riusciti ad infiltrarsi nella chiesa e insinuarsi nella mente dei credenti perché la chiesa ed i credenti non ubbidiscono la parola di Dio, perché non fanno ciò che la parola di Dio gli dice di fare. Per questo che Paolo ha scritto sempre ad i Romani nel capitolo 12

    Romani 12:1-2 Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio. 2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.

    Il problema di fondo è proprio questo, quando non si ubbidisce a questa esortazione si hanno conseguenze tremende e pericolose, perché se il credente continua a conformarsi a questo mondo e non si trasforma mediante il rinnovamento della mente, cioè dei vani ragionamenti e filosofie del mondo, tramite la parola di Dio, appunto i sarà più facile per il nemico infettare la mente anche del credente. Per questo la chiesa in generale oggi è in delle condizioni pietose, perché i credenti, inclusi i responsabili delle chiese ancora si danno a vani ragionamenti e filosofie del mondo e non hanno sviluppato la mente di Cristo. Questa si ottiene solo mediante l’ubbidienza alla esortazione di Paolo che abbiamo appena letto.

    Dandosi a vani ragionamenti comunque queste persone che rinnegano Dio cadono sempre di più lontano da Dio e la Sua verità ed un’altra cosa succede, perché il loro cuore è privo di intelligenza il loro cuore si è ottenebrato.

    Abbiamo già visto che il cuore dell’uomo che rinnega Dio e sopprime la verità con l’ingiustizia è un cuore privo di intelligenza. Ma di che tipo di intelligenza si sta parlando? Intelligenza nel senso che una persona è intelligente o ben educata? Questo vorrebbe dire che chi ha più intelligenza ha più probabilità di conoscere Dio di chi ne ha meno? No! Non vuole dire questo, non ha niente a che vedere con il q.i. di una persona, anzi. [1 Corinzi 1:18-20];[1 Corinzi 2:1-6].

    Sembrerebbe che le persone che hanno una grande intelligenza intellettuale e che sono bene educati intellettualmente siano proprio coloro che hanno più difficoltà a credere la verità di Dio.

    La conoscenza che manca invece è ciò che la Scrittura chiama il timore del Signore. Il timore del Signore è la conoscenza vera e propria ed è l’unica intelligenza che conta.

    Proverbi 9:10 Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è l’intelligenza

    Infatti è così, se conosci Dio hai intelligenza e sapienza, se lo rinneghi sei uno stolto e sei privo di intelligenza vera. Oh puoi essere intelligente dal punto di vista intellettuale, puoi essere un sapientone, puoi essere super educato, ma se non riconosci Dio sei privo di intelligenza vera. Vedi anche [Salmi 111:10];[Proverbi 1:7];[Proverbi 1:9].

    Geremia 9:23-24 Così parla il SIGNORE: «Il saggio non si glori della sua saggezza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza: 24 ma chi si gloria si glori di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono il SIGNORE. Io pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra, perché di queste cose mi compiaccio», dice il SIGNORE.

    Dunque chi non conosce il Signore non ha vera intelligenza e per questo il cuore loro è ottenebrato. Vedi anche [Efesini 4:17-19]

    Rigettare Dio e la conoscenza del vero Dio inevitabilmente vuole dire rifiutare la luce che Dio ha manifestato e il rifiuto e l’allontanarsi dalla luce vuole dire entrare nelle tenebre. Queste tenebre sono entrate nel profondo dell’essere umano perché esso rifiuta la verità e la sopprime con l’ingiustizia e questo porta tutto l’essere ad entrare completamente nelle tenebre. La mente, i ragionamenti, le emozioni ecc. Ed è poi nell’idolatria che è tutto ciò che crea un sostituto di Dio o una erronea immagine di Dio a cui tutto questo porta. Così pur essendo intellettuali, educati, istruiti gli uomini si illudono di essere sapienti ma invece sono stolti come appunto ci dice il

    Versetto 22 Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti,

    E qui c’è poco da dire che non abbiamo già detto, ma ripetiamo che coloro che dicono in cuor loro che Dio non c’è sono stolti, così come sono stolti tutti gli uomini, perché in fine tutti gli uomini anche se religiosi rinnegano il vero Dio adorando invece un sostituto di Dio. Quindi anche quelli che dicono che credono in Dio stiano attenti in quale Dio essi credono, poiché come dice

    Giacomo 2:19 Tu credi che c’è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano.

    La cosa triste è che i demoni tremano ma l’uomo no, l’uomo addirittura ha l’audacia di scuotere il proprio pugno nella faccia di Dio e di contendere con Lui [Isaia 45:9-10];[Romani 9:20]. L’essere umano senza Dio è uno stolto che crede di essere intelligente ma in realtà è diventato uno stolto.

    Tutta la comprensione , la conoscenza e la saggezza e la filosofia del mondo è stoltezza per Dio

    1 Corinzi 1: 18-25 Perchè la parola della croce infatti è stoltezza per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 poiché sta scritto: “Distruggerò la sapienza dei sapienti, e porterò a nulla l’intelligenza degli intelligenti.” 20 Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, poiché, nella sapienza di Dio, il mondo attraverso la saggezza non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio con la stoltezza del messaggio predicato  salvare i credenti. 22 Perchè gli ebrei chiedono un segno, ed i Greci cercano la sapienza; 23 ma noi predichiamo Cristo crocifisso, agli ebrei una pietra d’inciampo e follia per i Greci, 24 ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. 25 poiché la pazzia di Dio è più sapiente degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.

    1 Corinzi 2: 3-8

    e la mia parola e la mia predicazione non erano con discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, (non segni e prodigi MA PAROLA DI DIO)

    5 che la vostra fede non dovrebbe essere nella sapienza degli uomini, ma nella potenza di Dio. ([Romani 1: 16-17] IL VANGELO, LA PAROLA DI DIO, IL POTERE DI DIO [Romani 10: 8-13])

    6 Tuttavia, parliamo di saggezza tra coloro che sono maturi, ma non la sapienza di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono a nulla. 7 Ma parliamo della sapienza di Dio in un mistero, la sapienza nascosta, che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria, 8 che nessuno dei dominatori di questo mondo sapeva; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

     

    Versetto 23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

    Per via di tutto questo, cioè, del processo del rifiuto della verità di Dio e della conoscenza del vero Dio, l’essere umano è privo di vera intelligenza ed ha il cuore ottenebrato così che non riesce più a vedere la verità e la luce di Dio, si è dato a vani ragionamenti che si elevano orgogliosamente contro la conoscenza di Dio. Facendo tutto questo l’essere umano ha mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini di cosa è invece corruttibile. Mutare la gloria di Dio in effetti non è possibile, cioè, Dio è glorioso sempre ed immutabile.

    In questo caso l’uomo comunque spregia la gloria del Dio vivente, la offende. In questo caso mutare sarebbe meglio tradotto con la parola scambiato, cioè l’uomo ha scelto di sostituire la vera gloria di Dio con una imitazione che in realtà non è affatto paragonabile alla vera gloria di Dio. Dio è incorruttibile, Dio è immutabile, è indistruttibile e immortale. Dio è eterno e Dio non è limitato in potere e sapienza come lo è l’uomo, l’uomo è non solo corruttibile fisicamente è corrotto in tutti i modi possibili ed immaginabili [1 Corinzi 15:39-57];[Romani 3:10-19].

    Sicuramente Paolo stava riferendo anche al fatto che l’idolatria dei suoi tempi e dei tempi precedenti aveva preso l’immagine dell’uomo e di animali per sostituire la gloria del vero Dio vivente, Colui che è Spirito e verità [Giovanni 4:23-24] Dio, il vero Dio vivente, non gli idoli muti e senza alcun potere.

    Sia i Greci che i Romani usavano l’immagine di uomini per rappresentare i loro dei. Usavano anche elementi creati come il sole, la luna e i pianeti e come precedentemente avevano fatto molte altre civilizzazioni avevano usato anche animali per descrivere le immagini dei loro dei, vedi per esempio gli Egiziani ed i pagani dell’epoca.

    Daniele 5:23b Inoltre hai lodato gli dèi d’argento, d’oro, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra, che non vedono, non odono e non comprendono, e non hai glorificato il Dio, nella cui mano è il tuo respiro e a cui appartengono tutte le tue vie.

    Dio ha proibito l’uso e l’adorazione di alcuna immagine terrena o anche celeste per usarla a descrizione di Dio o al posto di Dio

    Esodo 20:3-5 Non avere altri dèi oltre a me. 4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

    L’idolatria più subdola però non è quella descritta in questi passi, l’idolatria più severa è quella che commette l’essere umano anche se non adora alcuna altra immagine o dèi descritti precedentemente. L’idolatria per eccellenza nel mondo, in special modo oggi , è la persona stessa, l’essere umano stesso, l’ego, l’io. Oggi più che mai l’uomo stesso diviene il proprio dio. L’immagine dell’uomo, anzi l’essere umano stesso diviene il proprio dio. La ribellione e l’ostinatezza che l’uomo ha contro il vero Dio è considerata idolatria e divinazione

    1 Samuele 15:23 infatti la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli e degli dèi domestici .

    L’uomo contende con il vero Dio per chi è il Signore della propria vita. L’uomo contende con il proprio creatore non realizzando che questa è la forma più severa e ingannatrice di idolatria

    Dio fa questa dichiarazioni in

    Isaia 29: 15-16 Guai a quelli che si allontanano dal SIGNORE in luoghi profondi per nascondere i loro disegni, che fanno le loro opere nelle tenebre e dicono: «Chi ci vede? Chi ci conosce?» 16 Che perversità è la vostra! Il vasaio sarà forse considerato al pari dell’argilla al punto che l’opera dica all’operaio: «Egli non mi ha fatto?» Al punto che il vaso dica del vasaio: «Non ci capisce nulla?»

    Questi sono proprio i discorsi che fa l’essere umano contro Dio, innalzandosi dunque come dio al posto del vero Dio vivente. Infatti, fanno le loro opere nelle tenebre della loro vita [Giovanni 3:19-20], ricordate che i loro cuori e le loro menti sono ottenebrati, e dicono appunto “tanto possiamo fare quello che vogliamo tanto nessuno ci vede, Dio non ci vede”, tanto infatti dicono “possiamo fare ciò che vogliamo perché tanto Dio non esiste”. Anzi dicono “ Chi ci conosce?”

    Dio vi conosce e vi conosce bene, sa il numero dei vostri capelli, ha nelle sue mani ogni giorno della vostra vita, stolti che siete!

    Infatti Dio dichiara che questi ragionamenti sono perversità. Poi fa l’esempio del vasaio e dell’argilla, e praticamente sta dicendo : “ O uomo, pensi che il tuo Creatore” , cioè il vasaio, perché il vasaio è colui che crea il vaso, “ O uomo pensi che il tuo creatore sia da considerare uguale o essere messo alla pari con te?”

    Sì,l’uomo nel suo orgoglio e nella sua idolatria si considera al pari del suo Creatore, anzi superiore, il corruttibile che ha scambiato al gloria del Dio incorruttibile, cioè pensa che l’argilla si sia creata da se in un vaso e che è colei che ha il potere su se stessa di essere come vuole. Infatti Dio chiede se sia possibile che l’argilla crede di essere pari a Dio, infatti l’assurdità è che l’argilla si sta dichiarando lei stessa di essere Dio, cioè pari a Colui che l’ha fatta e dichiara assurdamente che non è stato Dio a crearla e infatti addirittura ha l’audacia di dichiarare a Colui che l’ha fatta , non mi hai fatta e non capisci niente.

    L’audacia che ha l’uomo che crede di essere Dio, nei confronti del vero Dio. Ma in realtà questo è ciò che gli scienziati dicono, no? Siamo stati generati dal nulla dicono, e dal nulla tutto si è evoluto in quello che ora è, compreso l’essere umano. Ma guarda un po’ è lo stesso esatto discorso che stanno facendo qui, insinuando che Dio non c’è, Dio non esiste, che dunque l’uomo si è auto creato. Questa è pura idolatria! Dio la chiama perversità. L’uomo che considera se stesso Dio è la forma di idolatria più diffusa, in special modo nel mondo occidentale.

    Tutto quello che l’uomo è e fa diviene tutto ciò che l’uomo adora e serve.

    Ogni persona sceglie chi è il proprio Dio e alla fine la maggior parte oggi ancora sceglie se stesso ed altre persone. Lo vediamo ovunque, figure religiose, santi, angeli, la Madonna, attori, cantanti, atleti, se stessi, la carriera, altre persone, anche i propri figli oggi diventano oggetti di culto e di adorazione e quindi diventano idoli, che vengono adorati e serviti al posto di Dio, addirittura la natura e gli animali.

    Un tempo gli oggetti di culto e di idolatria erano immagini create dall’uomo dove addirittura si trovavano dei in forma animale, metà animale e metà uomo, metà uomini e metà dei. In certe realtà anche oggi adorano e fanno culto a oggetti creati dall’uomo, animali, alberi, corpi celesti, anche la terra stessa è divenuta un dea, ecc. Ci sono oggi quelli che sono proponitori della New Age che adorano e fanno culto a tutta la natura ma rinnegano l’esistenza del Creatore, il vero Dio. Ci sono coloro che fanno parte della religione ambientalista, anche loro praticamente New Age, adorano la natura, gli animali stessi, questi sono coloro che sono attivisti dei diritti per gli animali, che adorano la creatura ma rinnegano il creatore, quelli appunto che come il resto del mondo ha scelto in qualche modo di innalzare qualche cosa o qualcuno, anche e specialmente se stessi al disopra di Dio, infatti è proprio così che Paolo li descrive più avanti [Romani 1:25].

    Romani Capitolo 1 versetti 24 e 25

     

    24 Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; 25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.

     

    Versetto 24 Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi;

     

    Che cosa tremenda e paurosa è essere abbandonati da Dio.

    Il Signore ai Suoi figli e figlie ha fatto una promessa ben precisa che troviamo scritta nel N.T. in

    Ebrei 13:5b perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».

    Anche se le parole stesse usate in entrambi questi passi tradotte in Italiano abbandonati in Romani e abbandonerò in Ebrei non sono la stessa esatta parola nel Greco,il principio del significato è lo stesso, cioè, Dio non abbandona e non lascia mai i Suoi figli completamente in balia di alcuna situazione. Anche quando i figli di Dio camminano nel peccato Dio non li lascia andare più di tanto, ma li corregge, disciplina e li riporta al ravvedimento per tornare sulla retta via, questo infatti è descritto in [Ebrei 12:5-11] ed in [Romani 2:4].

    Ma verso gli empi invece il discorso è diverso, loro c’è scritto, Dio li abbandona. Ora ci saranno alcuni che per paura di pensare anche in modo remoto che Dio possa essere ingiusto diranno “ O no, è impossibile Dio non abbandona nessuno, Dio ama tutti, Dio non è ingiusto”.

    Di questo discorso è vero solo una parte, la parte che Dio non è ingiusto. Questo è vero sempre. Ma vediamo proprio scritto qui in questo versetto che Dio li abbandona eccome.

    Dobbiamo vedere l’abbandono di Dio come la forma del Suo giusto giudizio e della Sua ira. Questo è il contesto iniziale che troviamo in [Romani 1:18]. Il rifiuto di riconoscere Dio, di dargli la gloria, di ringraziarlo porta Dio a riversare la Sua giusta ira nella forma di abbandono al peccato, cioè al desiderio peccaminoso dell’uomo. Questo abbandono alle conseguenze del peccato è il giudizio di Dio su individui e sulla società che lo rigetta e che adora e serve la creatura anziché il creatore. Infatti, oggi Dio ha abbandonato non solo individui a queste cose ma l’intera società mondiale. L’abbandono di Dio alle conseguenze del peccato umano è il Suo giudizio temporale, dopo verrà anche il tempo in cui giudicherà con un giudizio eterno.

    Comunque, Dio non ama tutti allo stesso modo. E’ vero che Dio ama il peccatore ed odia solo il peccato? Ma cosa dice la Bibbia in riguardo?

    Prima di tutto vediamo brevemente cosa dice la Scrittura di questo soggetto, poi vedremo cosa significa essere abbandonati da Dio e come questo rientra nel discorso del libero arbitrio dell’uomo e se veramente l’uomo ha libero arbitrio quando è un empio senza Dio.

    Allora vediamo cosa dice proprio nel comandamento che descrive la proibizione dell’idolatria in

    Esodo 20:4-5 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

    C’è dunque una distinzione di trattamento come vediamo verso coloro su cui il Signore ha misericordia e coloro che come dice Lui nelle Sue stesse parole Lo odiano. Loro Dio li punisce. E’ un fatto che Dio abbia detto queste cose nel contesto dell’idolatria ed è in questo contesto che lo dobbiamo comprendere.

    Deuteronomio 7:9-10 Riconosci dunque che il SIGNORE, il tuo Dio, è Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bontà fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti, 10 ma a quelli che lo odiano rende immediatamente ciò che si meritano, e li distrugge; non rinvia, ma rende immediatamente a chi lo odia ciò che si merita

    Qualcuno dirà, ma a me sembra che i malvagi che odiano Dio sembrano avere un monte di successo nella loro vita come si spiega questo nella luce di questo passo? No, vi sbagliate, non hanno vero successo, non sono felici e contenti, sono abbandonati da Dio e dentro sono di tutti gli uomini i più miserabili. Dio come leggiamo in [Romani 1:24] appunto li ha abbandonati all’impurità ed i desideri dei loro cuori, che sono malvagi continuamente [Genesi 6:5];[Geremia 17:9-10];[Salmi 14:1-3];[Matteo 24:37-39].

    Salmi 5:4-6 poiché tu non sei un Dio che prenda piacere nell’empietà; presso di te il male non trova dimora. 5 Quelli che si vantano non resisteranno davanti agli occhi tuoi; tu detesti tutti gli operatori d’iniquità. 6 Tu farai perire i bugiardi; il SIGNORE disprezza l’uomo sanguinario e disonesto.

    Il Signore detesta TUTTI gli operatori di iniquità. Quindi dire che Dio odia solo il peccato ma ama il peccatore non è corretto, secondo la parola di Dio, non secondo me, Dio odia sia il peccato che il peccatore che lo compie vedi anche [Salmi 11:5-6];[Proverbi 6:16-19];[Osea 9:15].

    Ma allora cosa vuole dire veramente essere abbandonati da Dio, abbandonati all’impurità e i desideri dei loro cuori (ottenebrati e malvagi)?

    Allora dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Dal momento in cui l’uomo ha peccato [Genesi 3:1-24], l’uomo ha perduto ogni abilità di volere fare o desiderare ciò che Dio considera spiritualmente buono e giusto. Inoltre per questo l’uomo è divenuto completamente schiavo del peccato e della carne [Romani 6:17-18], a questo punto l’uomo è incapace di scegliere o comprendere alcuna vera cosa di Dio [1 Corinzi 2:14].

    Nella sua natura peccaminosa l’uomo non ha più la natura divina ma ha la natura del diavolo della quale Gesù stesso dichiarò fossero dotati coloro che non erano da Dio, cioè coloro che sono alienati dalla vita di Dio, che non hanno la vita di Dio in se.

    Giovanni 8: 44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro.

    Essendo completamente corrotto in natura e propenso a ribellione e malvagità continua, l’uomo è dunque spiritualmente morto nei suoi peccati [Efesini 2: 1-3], non avendo ne la forza [Romani 5:6-8] , abilità, desiderio o volontà di essere convertito o di poter da solo preparasi per essere salvato [Romani 3:10-19].

    Quando Dio converte il peccatore gli libera la volontà di scegliere Dio e la Sua salvezza. E’ a questo momento che il vero libero arbitrio dell’uomo è ristorato, poiché l’uomo solo in quel momento è liberato dalla schiavitù del peccato e per la grazia di Dio soltanto, l’uomo ha l’abilità, la forza, il potere ed il desiderio di esercitare la fede necessaria per credere e per poi poter essere completamente rinnovato in Cristo.

    Comunque anche se il libero arbitrio originale è restaurato alla nuova creatura in Cristo, per via della natura peccaminosa che rimane nella carne del corpo umano che è legato al mondo, la volontà del credente non è mai perfettamente consona e coerente con la volontà di Dio [Romani 7:1-25], ancora si può scegliere di fare del male e di peccare, solo che ora possiamo scegliere ed avere la forza di fare la volontà di Dio mentre prima era impossibile [Romani 8:1-3].

    La perfezione nella volontà dell’uomo sarà realizzata solamente quando avrà la libertà di fare solo il bene, questo in gloria [1 Corinzi 13:12] .

    In Adamo dunque, tutti coloro che nascono naturalmente, fisicamente, sono loro stessi responsabili della loro natura peccaminosa tramandatagli dalla ribellione della quale Adamo è responsabile [Romani 3:23]; [Romani 5:12] , inoltre, ogni uomo è responsabile individualmente per le scelte e le decisioni che fa, così in Cristo a tutti coloro che sono eletti, gli è imputata la responsabilità di aver scelto e creduto al Vangelo ed ad aver esercitato la fede in Cristo che Dio esige per essere salvati e giustificati.

    In altre parole Dio opera interamente nella vita dell’eletto alla salvezza però non gli toglie la responsabilità per la scelta che ha fatto anche se tale scelta è causata da Lui.

    Se la salvezza non fosse interamente provveduta e causata da Dio anche la fede dunque se generata e attuata dalla volontà prettamente umana sarebbe salvezza per opere e non per grazia e l’uomo avrebbe di che vantarsi nei confronti di Dio.

    Il resto dell’umanità che non è convertita, Dio ha abbandonato appunto come leggiamo qui in [Romani 1:24] ad esprimere il loro “libero arbitrio”, per modo di dire, cioè il decidere solo come l’uomo può decidere e vuole decidere, cioè secondo la loro stessa natura peccaminosa, come comportarsi e come vivere in ribellione a Dio. Perché infatti essere ribelli a Dio e considerare se stessi Dio sono i desideri del cuore degli empi, dei peccatori come lo è il desiderio di Satana [Isaia 14:12-15].

    Dio infatti non fa assolutamente alcuna violenza alle decisioni e le scelte di coloro che ostinatamente continuano a scegliere di rimanere ribelli a Dio, cioè, coloro che Lui non ha eletto alla salvezza.

    Del resto la condizione e destinazione di tutta quanta l’umanità se lasciata a se stessa, abbandonata da Dio, sarebbe giustamente condanna e dannazione eterna.

    In questo caso, Dio esercita la Sua scelta, di far continuare il percorso già scelto, del resto, da ogni essere umano, il percorso che conduce alla perdizione eterna  [Matteo 7:13-14].

    Dopo tutto, il fatto è che l’empio, non può, ma nemmeno vuole credere ed accettare Dio se lasciato a decidere da se. A lui dunque è data da Dio la responsabilità di non volere credere ed è quindi condannato.

    Credetemi, Dio non condanna nessuno che non ha espresso il suo proprio desiderio di rifiutare Dio e di conseguenza, essere condannato.

    Nessun, “innocente” verrà condannato , quindi smettiamo di accusare Dio di ingiustizia perché Lui ha scelto di salvare alcuni ed altri no. Se non fosse stato così, tutti inclusi noi, si sarebbe periti esercitando il nostro “ libero arbitrio”, [Romani 9:29] che è solo libero di scegliere il male e il peccato ed essere ribelli a Dio.

    Quindi, Dio è esonerato a pieni voti di essere accusato di ingiustizia, in quanto permette, senza violare la volontà, libertà e scelte del non eletto alla salvezza di continuare a vivere esattamente come desidera e vuole vivere.

    Dio non condannerebbe alcuna persona che non ha scelto già il suo destino. Tutto questo comunque è fatto per esprimere ancor di più la Sua gloria, giustizia, grazia e misericordia [Romani 9:10-23].

    Così Dio abbandona gli idolatri, gli empi alle impurità ed i desideri malvagi dei loro stessi cuori. La giusta ira di Dio riversata su queste persone, che si comportano così, si riversa in forma di abbandono alle conseguenze dei desideri e delle azioni causate dai desideri malvagi. Questo è vero sia temporaneamente che eternamente. Cioè c’è l’abbandono temporaneo di Dio, che è l’abbandono durante questa vita, e l’abbandono eterno che è la dannazione eterna. Abbandonati da Dio per sempre.

    La tendenza della ribellione umana abbandonata da Dio è di disonorare i propri corpi appunto dandosi alle impurità e le passioni malvagie e carnali. Tra l’altro la perversione e impurità sessuale è sempre un fattore determinante causato dall’abbandono di Dio e dalla natura ed attività demonica. Infatti connesso con l’idolatria, cioè l’adorazione di demoni e Satana [1 Corinzi 10:14-22], troviamo sempre comportamento sessuale perverso e immorale , ma del resto è il comportamento perverso di ogni peccatore, perché ogni peccatore è un idolatra in tanti modi [Apocalisse 9:20-21] .

    Il comportamento dei pagani legato all’idolatria ha sempre avuto connessioni di natura immorale nel campo sessuale, prostituzione, omosessualità e orgie. Questo comportamento comunque fa parte della natura peccaminosa dell’empio, come abbiamo detto TUTTI gli empi sono idolatri in qualche modo e dunque soggetti all’abbandono dei desideri dei loro cuori impuri e malvagi.

    Per questo Dio condannava e tutt’ora condanna l’immoralità nel campo sessuale, vedi [Levitico 18:22-29];[Levitico 19:29];[Apocalisse 2:14]. Queste sono le pratiche impure ed i desideri dei cuori ottenebrati di coloro che commettono idolatria, tutti gli empi.

    Efesini 4: 17-19 Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, 18 con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore. 19 Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile.

    1 Pietro 4:3 Basta con il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie, e nelle illecite pratiche idolatriche.

     

    Versetto 25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.

     

    Questo è ciò che fa ogni essere umano senza Dio. Fino ad ora abbiamo visto che ciò che Paolo descrive in questi versetti è il comportamento di tutti gli esseri umani senza Dio.

    Ogni essere umano che non è nato di nuovo e non ha la vita di Dio in se fa queste cose, scambia la verità di Dio in menzogna. Ancora qui dobbiamo fare eco ai versetti precedenti, ricordandoci che questa terza sezione di Romani capitolo 1 inizia dicendo che l’ira di Dio è riversata su ogni empietà dell’uomo che sopprime la verità con l’ingiustizia.

    La verità, ancora una volta, questa verità è presentata all’inizio [Romani 1:18]. Ancora una volta Paolo fa riferimento alla verità di Dio, l’uomo come abbiamo detto è stato in tutti i modi informato da Dio della Sua esistenza e della Sua potenza, della Sua santità e del Suo carattere giusto e morale. Comunque, l’uomo come detto previamente, pur conoscendo Dio, ha preferito rinnegarlo e scambiare la gloria del Dio incorruttibile, non volendo glorificarlo ne ringraziarlo [Romani 1:21] e servire ed adorare la creatura invece del creatore. La menzogna dunque, è tutto ciò che si eleva contro la conoscenza di Dio, tutto ciò che lo rinnega e che anche dichiara Dio inesistente. La menzogna inoltre è anche in questo caso, gli idoli che l’uomo ha scelto di adorare e servire invece del vero ed unico Dio vivente.

    Quindi la menzogna è anche ogni cosa che discredita, minimizza o sostituisce il vero Dio. Prendiamone due come esempi.

    Menzogna numero uno: Dio non esiste, siamo evoluti dal nulla tramite il grande bang.

    Abbiamo già visto precedentemente che tutti gli uomini, tutti, indiscriminatamente sanno che Dio esiste, che Dio è il creatore, che Dio è santo, giusto e morale. Abbiamo visto che Dio ha messo in ogni uomo la conoscenza di Lui, la Sua immagine e somiglianza [Genesi 1:26-27]; e la coscienza [Romani 2:14-15] . Inoltre Dio si manifesta non solo nell’uomo ma anche intorno all’uomo, nella Sua creazione, così che l’uomo è inescusabile [Romani 1:20]; [Atti 17:24-29].

    Menzogna numero due: Dio è qualsiasi cosa tu vuoi che sia, tutte le strade e tutte le religioni conducano allo stesso Dio.

    Questa menzogna è proprio l’idolatria non plus ultra. Cioè questa è totale ribellione al vero Dio. E’ l’insulto e la mancanza di dare la gloria a Colui che è glorioso e l’unico degno di ricevere la gloria. Questa è la menzogna favorita dell’uomo. Ancora, ancora, non tutti gli uomini sono stolti abbastanza da voler del tutto auto convincersi che Dio proprio non esiste. La maggior parte degli uomini, visto che sono stati creati nell’immagine e somiglianza di Dio e che sono stati creati per essere esseri spirituali oltre che semplicemente biologici o fisici, si interessano alla religione.

    Ma la religione non è la via che porta a Dio, assolutamente no. Nessuna religione conduce al vero Dio vivente. La religione è una cosa creata dall’uomo in collaborazione con Satana [Genesi 11:1-9]. La religione, qualsiasi essa sia porta invece all’idolatria. Dio invece ha mandato Gesù Cristo per abolire la religiosità degli uomini. Sì, Gesù non è ne una religione, ne è venuto per creare una nuova religione. Infatti vedete cosa disse Gesù stesso in tre casi specifici, per insegnarci come si fa a conoscere il vero Dio vivente ed a avere un rapporto vivente con Lui, no una religione che serve solo per anestetizzare una coscienza colpevole e sporca

    Ebrei 9:14quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!

    Le opere morte sono riferite in questo contesto alle opere religiose del Giudaismo. Quindi si capisce subito che si parla di religione, religione che non ha in alcun modo il potere di purificare la coscienza umana dalla colpa del peccato.

    Allora volgiamo la nostra attenzione adesso su cosa ha detto Gesù stesso e cerchiamo di comprendere bene il contesto, il soggetto di cui sta parlando.

    Giovanni 4:19-24 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove si deve adorare». 21 Gesù le disse: «Donna, credimi: l’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità»

    Alla Samaritana Gesù sta dando diverse lezioni, ma quella su cui vogliamo soffermarci è capire che la Samaritana sta paragonando religioni e posti di culto ed adorazione a Dio.

    Senza entrare in una grande quantità di background storico basti dire che i Samaritani avevano praticato l’idolatria dal tempo in cui il Regno di Israele fu diviso in due regni, il Regno del Nord, che era composto da dieci tribù di Israele e il Regno del Sud, che era composto da due tribù, Giuda e Beniamino [1 Re 12: 12-33]. Il Regno del Nord era quello che attraverso i successivi quattro secoli praticò l’idolatria e che nel tempo divenne la Samaria, i samaritani erano persone disprezzate dagli Ebrei del Regno del Sud, per via dei matrimoni misti con i pagani e perchè adoravano i loro dèi. Tuttavia, la forma di idolatria queste persone praticavano era sì, la religione idolatra, chiamata sincretismo. La definizione di questo stile di religione è la seguente la riconciliazione o fusione di sistemi di credenze diverse, in questo caso un credo religioso, soprattutto quando  è parziale o il risultato è eterogeneo.

    Così che cosa questo significa veramente è il fatto che ci fosse una conoscenza continua e il riconoscimento del vero Dio vivente, il Signore, ma che altre pratiche idolatriche religiose erano aggiunte al culto del vero Dio vivente, questo è ciò che molte persone fanno anche oggi e anche nella chiesa. Essi conservano la conoscenza del vero Dio vivente ma aggiungono pratiche idolatriche al culto di Dio. Anche Giuda cadde poi in questo tipo di stile culto idolatrico, cercando di continuare ad adorare il Signore pur adorando idoli.

    Questo però non funzionerà. In ogni caso, dopo il ritorno degli Ebrei dalla cattività in Babilonia questa pratica religiosa è rimasto solo tra i Samaritani, ecco che quindi torniamo nel passo di Giovanni 4, Gesù ora risponde alla sua domanda prima sottolineando il fatto che la salvezza sarebbe davvero venuto dagli Ebrei, ovviamente Egli essendo un ebreo, della tribù di Giuda, tuttavia, discendente di Davide nella carne, in ogni caso, quello che sta dicendo lei è che il luogo, il metodo della religione, Samaritano o ebrei (o qualsiasi altro tipo è per questo) non sarebbe più importante, Dio ha di essere adorato e servito in spirito e verità. Che cosa significa che Dio deve essere adorato in spirito e verità?

    Per capire che cosa significa che dobbiamo fare un passo indietro nel Vangelo di Giovanni nel capitolo precedente, capitolo 3. Gesù spiega a Nicodemo ea noi, perché la religione non funziona e che cosa significa essere in grado di conoscere Dio e adorarLo in spirito e verità. 

    Gesù invece le risponde che, a parte che la salvezza proviene dai Giudei, ovviamente Lui stesso essendo Giudeo, della tribù di Giuda addirittura, discendenza di Davide per quanto riguardava la carne, comunque il luogo ed il metodo della religione non avrebbe avuto più importanza, perché Dio deve essere adorato e servito in spirito e verità. Cosa significa spirito e verità?

    Giovanni 3: 3-8 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».

    Eccolo qui, per essere in grado di conoscere, adorare e servire il Dio vivente si deve nascere di nuovo, dobbiamo essere vivificati. Ricordiamo che l’umanità è spiritualmente morta nei loro peccati e trasgressioni e solo quelli che sono nati dallo Spirito sono nello spirito, i nati nella carne sono carne, coloro che sono nati dallo Spirito di Dio, costoro sono nello spirito, sono esseri spirituali con la vita di Dio in loro, in modo che ora possono adorare Dio in spirito e verità, la verità, perché lo Spirito di Dio è chiamato anche lo Spirito di verità ed Egli ci guida nella verità tutta intera riguardo a Dio, nel conoscere la verità la dobbiamo ricevere dalla parola di Dio per la potenza dello Spirito Santo, che testimonia al nostro spirito per quanto riguarda la verità di Dio.

    Così le religioni non  danno affatto alcun accesso a Dio, sono tutte idolatria, e servono a placare la coscienza ma sono opere realizzate nella carne, opere umane  per cercare di accontentare le loro forme di Dio, le immagini di Dio che essi hanno creato, cercando di essere giustificati davanti ai loro dèi, o a Dio attraverso le loro opere religiose.

    NON TUTTE LE STRADE (RELIGIONI) CONDUCONO A DIO. NESSUNA RELIGIONE DA ACCESSO A DIO, NESSUNA RELIGIONE GIUSTIFICA L’UOMO DAVANTI A DIO.

    Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

    Allora vediamo esplicitamente che in riguardo a questa ultime due dichiarazioni di Gesù la religione non è affatto ciò che conduce a Dio e alla conoscenza di Dio, vedi anche [Giovanni 17:1-3], anzi, solo Gesù Cristo è la via la sola via che conduce a Dio [Atti 4:12],

    Gesù è la verità necessaria da conoscere e seguire per conoscere il vero Dio, oggi Gesù è la verità di Dio che il mondo e Satana vogliono soffocare con l’ingiustizia. Gesù è la vita di Dio, vita necessaria per aver vita spirituale, vita che serve per appunto nascere di nuovo, nascere dallo Spirito è la vita di cui l’uomo ha bisogno per conoscere ed avere un rapporto con Dio [Giovanni 6:63].tutto questo è una realtà spirituale, è vita vera e propria, così che il vero Cristianesimo non è fare o praticare una religione ma è una vita vissuta, uno stile di vita vero e proprio, la vita di Dio che fa la volontà di Dio nei credenti [Filippesi 2:13]; [Efesini 3:20];[Colossesi 1:27-29] e

    Tutto questo non è una religione,  non una serie di regole da osservare per piacere a Dio o essere accettati da Dio o che ci fa pensare di poter essere giustificati davanti a Dio perché osserviamo certi riti e pratiche religiose, credere che la religione porta a Dio è la menzogna dell’idolatria. Per il vero Dio vivente NESSUNA RELIGIONE E’ VALIDA. Non mi sembra che Gesù lasci alcun dubbio per quanto riguarda quale sia l’unica e valida via per conoscere Dio e per arrivare a Lui. Sicuramente Gesù non convalida ne giustifica alcuna religione con cui l’uomo possa arrivare a Dio o ad essere giustificato davanti a Dio.

    Così alla fine dei conti tutto ciò o chi l’uomo adora e serve invece che il vero Dio è una forma di idolatria. Addirittura una persona può credere nel vero Dio e pensare di adorarlo e servirlo mentre commette idolatria. Tutto ciò che l’uomo usa per poter arrivare a Dio se non soltanto per mezzo di Gesù Cristo è idolatria. Quindi l’uomo è arrivato ad adorare e servire la creatura anziché il Creatore, che come dice Paolo è l’unico degno di ricevere la lode, la gloria e l’adorazione.

    Nella presenza di Dio tutti coloro che lo glorificano e lodano infatti lo riconoscono come il glorioso e benedetto Dio, il Creatore di tutto e tutti.

    Apocalisse 4:9-11 Ogni volta che queste creature viventi rendono gloria, onore e grazie a colui che siede sul trono, e che vive nei secoli dei secoli, 10 i ventiquattro anziani si prostrano davanti a colui che siede sul trono e adorano colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: 11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono».

    Questo è l’esempio della differenza di chi glorifica e ringrazia il vero Dio il Creatore e tutti gli uomini che nella loro peccaminosità e idolatria scelgono di rinnegarlo e di adorare e servire se stessi e altri o altre cose anziché il vero Dio.

    Romani Capitolo 1 versetti 26 e 27

     

    Versetti 26-27 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. 27 Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento

     

    Questi due versetti sono di estrema importanza per capire la perversione di ciò che è l’omosessualità. Oggi più che mai questa pratica perversa è ritenuta dalla società in cui viviamo uno stile di vita alterno e al quale adesso ti obbligano ad accettare come normale, come una cosa naturale che occorre nella vita di alcuni individui.

    In questi due versetti invece capiamo diverse cose in riguardo a questa pratica che il mondo vuole che tutti accettino e tollerino. Vediamo che questo stile di vita come molti lo chiamano è la causa di una cosa ben precisa. E’ causato come abbiamo letto fino ad ora, dall’idolatria dell’essere umano. Questo non significa che ogni essere umano che commette idolatria diventa omosessuale. Significa però che è una conseguenza del comportamento idolatra dell’essere umano. E’ la conseguenza di un secondo abbandono di Dio. Prima Dio abbandona gli empi, i peccatori alla pratica dei desideri dei loro cuori ottenebrati e malvagi, oggi sempre di più, molti vengono abbandonati a passioni infami.

    Queste cose come abbiamo osservato fino ad ora hanno due progressioni e funzioni. Cioè, dobbiamo vedere l’abbandono di Dio come la forma del Suo giusto giudizio e della Sua ira. Questo è il contesto iniziale che troviamo in [Romani 1:18]. Il rifiuto di riconoscere Dio, di dargli la gloria, di ringraziarlo porta Dio a riversare la Sua giusta ira nella forma di abbandono al peccato, cioè al desiderio peccaminoso dell’uomo. Questo abbandono al peccato ed ora a passioni infami è il giudizio di Dio su individui e sulla società che lo rigetta e che adora e serve la creatura anziché il creatore. Infatti, oggi Dio ha abbandonato non solo individui a queste cose ma l’intera società mondiale. L’abbandono di Dio alle conseguenze del peccato umano è il Suo giudizio temporale, dopo verrà anche il tempo in cui giudicherà con un giudizio eterno.

    Così che da questi versetti si intende che l’essere umano ha scambiato la relazione naturale con quella che è contro natura.

    Osserviamo queste parole e comprendiamole bene. Le donne e gli uomini entrambe hanno scambiato la relazione naturale per quella contro natura. Donne che si uniscono sessualmente con donne e uomini con uomini. Ancora una volta Paolo dichiara che la relazione naturale creata da Dio è uomo-donna.

    La relazione che chiamiamo eterosessuale.

    Qual’ è dunque l’ordine e la relazione naturale che l’essere umano scambia?

    La risposta la troviamo all’inizio di tutto, cioè proprio alla creazione.

    Genesi 1:26-27 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.

    Così è evidente che Dio ha creato l’uomo maschio e femmina. Due sessi diversi che non possono continuare ad esistere se non si uniscono con le distinzioni sessuali che Dio gli ha dato. La razza umana verrebbe presto all’estinzione se si unissero sessualmente solo donne o solo uomini.

    Da questo passo in Genesi si intendono senza ombra di dubbio alcune cose. Il fatto che Dio li ha creati maschio e femmina è connesso con il fatto che Dio li ha creati a Sua immagine e somiglianza. Questo significa che li ha creati in coerenza alla Sua volontà e funzione, al Suo ordine e disegno. Quindi per questo fatto soltanto una persona NON PUO’ NASCERE OMOSESSUALE.

    L’omosessualità non è un fattore genetico, infatti non esiste il gene omosessuale, come è provato da scienza che non esiste, ma è invece una passione infame e una perversione dovuta all’abbandono di Dio ai desideri impuri e malvagi degli esseri umani che commettono idolatria.

    L’omosessualità è assolutamente contro natura, perché naturalmente Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, disegnati per avere una relazione eterosessuale e monogama.

    Genesi 2:18-20 Poi l’Eterno DIO disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui». 19 E l’Eterno DIO formò dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli e li condusse dall’uomo per vedere come li avrebbe chiamati; e in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ogni essere vivente, quello doveva essere il suo nome. 20 E l’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò alcun aiuto conveniente per lui.

    Genesi 2:21-24 21 Allora l’Eterno DIO fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; e prese una delle sue costole, e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Poi l’Eterno DIO con la costola che aveva tolta all’uomo ne formò una donna e la condusse all’uomo. 23 E l’uomo disse: «Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Lei sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo». 24 Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne

    Ma diviene ovvio che, quando l’essere umano rigetta il Creatore e adora e serve la creatura, includendo l’adorazione ed il servigio a se stesso, allora rigetterà anche l’ordine della creazione che Dio ha stabilito. Ovvio no? Rigettando il creatore si rigetta la Sua immagine e somiglianza e l’ordine con cui Dio ha creato ogni cosa e l’ordine della creazione include la relazione tra uomo e donna. Solo la donna è l’aiuto conveniente per l’uomo e solo l’uomo e la donna possono essere una sola carne.

    Infatti l’omosessualità è connessa inesorabilmente all’idolatria. Quindi quando un omosessuale giustamente osserva che nei dieci comandamenti l’omosessualità non è menzionata ha ragione, non è direttamente menzionata come una violazione sessuale nei comandamenti, ma è categorizzata come vediamo nel comandamento contro l’idolatria.

    L’omosessualità è una conseguenza dell’idolatria ed è in se stessa un atto di idolatria.

    Sì, Paolo continua a descrivere dal punto di vista divino che gli atti degli omosessuali sono atti indecenti che commettono tra di loro. Atti innaturali e indecenti, così li descrive Dio, invece la nostra società anticristo non solo accetta questo comportamento, ma adesso lo esalta e lo vuole forzare su tutti i membri della società, facendo sì che diventi una tolleranza obbligata, paragonando il rifiuto di questi atti indecenti e innaturali al razzismo.

    Non è affatto la stessa cosa. Il razzismo è odiare una persona perché è nata con un colore di pelle diverso dal nostro oppure perché proviene da un paese diverso dal nostro. Gli omosessuali come abbiamo visto non sono affatto nati così. Lo sono divenuti per un processo di idolatria e peccaminosità.

    L’omosessualità è un desiderio perverso che domina una persona la quale si abbandona ad esso, perché la persona stessa è abbandonata da Dio.

    Gli omosessuali stessi si contraddicono prima asserendo che sono così dalla nascita, poi invece dicendo che hanno il diritto di scegliere il loro stile di vita.

    O sei nato così e di conseguenza devi vivere così perché sei fatto così o altrimenti è la tua stessa scelta di vivere così. Non possono essere tutt’e due, ma infatti non lo sono.

    Gli omosessuali sono persone che vengono abbandonate da Dio ai loro stessi desideri perversi come abbiamo letto, e che loro stesse si abbandonano a seguire i loro immondi desideri. Altrimenti non ci potrebbero essere persone che previamente erano eterosessuali e che dopo diventano omosessuali e viceversa, perché questo succede e succede spesso. E i bi-sessuali allora? Sono nati così? Se nasci in un certo modo rimani sempre così, come sei nato.

    Una persona che è nata con la pelle nera non ha l’opzione di cambiare il colore della sua pelle, così sarebbe se l’omosessuale fosse nato così, ma la Bibbia contraddice questa menzogna del diavolo.

    1 Corinzi 6:9-11 Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, 10 né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11 Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio.

    Dobbiamo sicuramente precisare che il cristiano vero non deve odiare ne commettere violenza o insultare l’omosessuale come essere umano, questo sarebbe contrario a Dio, ma il vero cristiano non deve e non può accettare il comportamento dell’omosessuale ricordandoci che questo comportamento per Dio è peccato e come tale può e deve essere condannato, ma non che dobbiamo odiare la persona.

    Chiamare tali persone al ravvedimento non è odio o razzismo, condannare e non accettare o tollerare il comportamento omosessuale ma non la persona, non è discriminazione e razzismo, ma è dimostrare l’amore di Dio che li vuole liberare e cambiare, fare di loro nuove creature in Cristo.

    Io personalmente ho conosciuto due persone un uomo ed una donna che erano omosessuali, quando sono nati di nuovo sono diventati eterosessuali, l’uomo si è sposato con una donna, ha due figli e serve il Signore a tempo pieno. La sorella, adesso è andata ad essere con il Signore, ma anche lei dopo la conversione si sposò con un uomo e visse come eterosessuale. E vi sono storie di molti omosessuali che dopo essere nati di nuovo sono diventati eterosessuali, felici e contenti, cosa che prima, per loro testimonianza non erano. Abbiamo infatti appena letto che anche ai tempi di Paolo la nuova nascita trasformava omosessuali in nuove creature che non erano più come prima. Questo non potrebbe succedere se una persona fosse nata omosessuale, lo rimarrebbe per sempre. Ci sono anche molti di coloro che erano eterosessuali ma adesso si sono abbandonati loro stessi a passioni infami e atti indecenti ed hanno scelto di diventare omosessuali oppure addirittura bi-sessuali, anche questo non sarebbe possibile per una persona che è sicuramente nata eterosessuale, se non avesse scelto di praticare questa perversione.

    La società invece dice che se non accettiamo il comportamento omosessuale vuol dire che non accettiamo la persona e quindi commettiamo discriminazione o che dimostriamo odio. Ma scusate allora usando lo stesso criterio possiamo dire lo stesso di un omicida, di un serial killer, di uno stupratore? Non credo. Tutti questi atti sono peccati davanti a Dio.

    Nella nostra società però vogliamo essere selettivi dei peccati che vogliamo tollerare ed accettare, ma per Dio sono tutti peccati seri e passioni infami e atti indecenti. Dio vede l’omosessualità come una perversione, una pratica abominevole, da associarsi con la bestialità, tale è abominevole per Dio [Levitico 18:22-23].Tanto abominevole che Dio distrusse due intere città predominantemente per via di questo peccato [Genesi 18:20];[Genesi 19:1-25].

    E’ infatti non per caso è da Sodoma (e Gomorra) che la parola sodomita è generata, parola che viene attribuita a coloro che praticano l’omosessualità [1 Re 14:24], in special modo a quei tempi erano maschi che si prostituivano con gli uomini e che facevano parte dei riti pagani di quell’epoca. Non è per caso che anche a quei tempi era evidente che l’omosessualità era connessa inesorabilmente alle pratiche idolatre, i pagani continuamente si abbandonavano a questi atti indecenti e passioni infami che Dio ha sempre odiato e condannato.

    Quindi vediamo senza dubbio che questa perversione chiamata omosessualità non è una cosa naturale, abbiamo visto infatti che è completamente innaturale, è contro l’ordine che Dio ha messo nella natura della Sua creazione. Abbiamo visto che è una conseguenza dell’abbandono di Dio ai desideri ed i cuori malvagi, impuri e ottenebrati e gli atti indecenti dell’essere umano, sia uomo che donna.

    Ma Paolo ci dice che ricevono in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. Cosa significa questo? La prima cosa che dobbiamo capire è che la giusta ira di Dio si riversa dal cielo sopra ogni empietà dell’uomo che soffoca la verità con l’ingiustizia, giusto? Abbiamo visto che Dio ha abbandonato già due volte l’essere umano alle conseguenze del proprio comportamento peccaminoso. Questo secondo abbandono si dimostra nel comportamento omosessuale, non tutti si abbandonano a questo ma molti idolatri sì, in special modo oggi. Come conseguenza dell’abbandono a questo peccato queste persone dunque ricevono in se stessi la ricompensa dovuta alle loro opere. Questo è il giudizio di Dio.

    Le conseguenze del peccato di omosessualità sono come descrive Paolo la ricompensa loro dovuta per le loro opere, e queste conseguenze sono ricevute IN SE. Dentro di loro, nei loro corpi, sono conseguenze prima di natura fisica, poi certamente di natura spirituale. In loro questo peccato corrode sia fisicamente che spiritualmente, corrode come un acido i loro corpi che si infiammano non solo di libidine e di passioni infami, ma letteralmente come la loro passione brucia, loro stessi vengono fisicamente consumati, corrosi dal loro stesso peccato che li uccide gradualmente.

    Statistica scientifica non Biblica, rilevata da un articolo chiamato Omosessualità è Salute che dichiara:

    In riguardo all’omosessualità, la popolazione omosessuale ha un significante maggior numero di malattie. Una delle ragioni per le quali questo accade è per il numero molto più alto di attività sessuale con una gran moltitudine di partner. Statistiche in riguardo riportano che la pratica della sodomia, cioè sesso anale, sia una grandissima causa di molte malattie. Nel 2004 un articolo in Web Md ha dichiarato che uomini che sono attivi sessualmente con altri uomini fanno da ponte per la trasmissione del virus HIV nelle donne. Questa è una lista medica delle malattie o le connessioni con problemi di natura fisica nella popolazione omosessuale.

    AIDS-HIV

    MRSA-Nuova varietà batterio stafilococco che causa infezione negli omosessuali.

    Sifilide-Gonorrea

    Lymphogranuloma Venereus- Parassita intestinale causato da sodomia.

    Parassiti Intestinali

    Proctitus-Infiammazione del retto anale che porta al rischio di contrarre AIDS-HIV

    Epatite

    Cancro Anale

    Uso Illecito di Droga

    Alcolismo

    Malattie Psichiatriche

    Lesbismo e Obesità.

    Così vediamo che la scienza conferma e da ragione alla Bibbia. Sì, coloro che praticano questi atti indecenti ricevono in se, nei loro corpi la giusta ricompensa delle loro opere, non ci si può fare beffa di Dio, ciò che l’uomo semina raccoglie.

    Galati 6:7-8 Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. 8 Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna.

    Romani Capitolo 1 versetto 28

    Versetto 28 E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti,

    Ancora una volta Paolo ci ripete come precedentemente fatto [Romani 1:21], pur avendo conosciuto il vero Dio, non hanno loro stesso ritenuto opportuno conoscerlo. Abbiamo già visto cosa significa essere in grado di conoscere quello che si può conoscere del vero Dio. Ripetiamo che Dio si è manifestato all’essere umano sia internamente che esternamente, non ostante questo l’essere umano ha ritenuto opportuno non volerlo conoscere, non glorificarlo ne ringraziarlo [Apocalisse 14:6-7], l’essere umano ha ritenuto invece valido abbandonarsi all’idolatria anziché desiderare di conoscere il vero Dio vivente. Per via di tutto questo Dio ha abbandonato l’essere umano ai desideri dei propri cuori impuri e ottenebrati, e ha abbandonato il mondo ad infiammarsi anche nella pratica di comportamenti immondi e innaturali. Ancora una volta Paolo ci fa capire che l’uomo ha deciso, volutamente di non voler conoscere il vero Dio, e Dio ancora una volta li ha abbandonati ad avere una mente perversa e di comportarsi dunque in un modo sconveniente.

    Ricordiamoci che prima il cuore si era ottenebrato e indurito, cioè la coscienza si è cicatrizzata, è divenuta completamente insensibile e per quello un certo comportamento si è rivelato, adesso l’essere umano è caduto ancora più lontano da Dio poiché per giudizio Dio li ha lasciati andare esattamente dove hanno voluto andare. Abbandonati da Dio al terzo grado la mente umana è divenuta perversa. Quando il cuore e poi la mente diventano corrotti e perversi il comportamento consone alla corruzione e alla perversione si manifesta.

    Questo passo descrive esattamente ciò che si sta dicendo in riguardo alla sequenza di eventi nella natura peccaminosa

    Efesini 4:17-18 Questo dunque attesto nel Signore, che non camminiate più come camminano ancora gli altri gentili, nella vanità della loro mente, 18 ottenebrati nell’intelletto, estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro e per l’indurimento del loro cuore. 19 Essi, essendo diventati insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni impurità con insaziabile bramosia.

    La mente diviene vana e l’intelletto ottenebrato, l’ignoranza della conoscenza di Dio e il loro cuore si indurisce e quindi divengono insensibili, per questo si abbandonano loro stessi ad una vita licenziosa e viziosa commettendo ogni impurità che la carne brama insaziabilmente e continuamente.

    La mente perversa è una mente che escogita continuamente cose immorali e malvagie, così che guida a comportarsi in un modo sconveniente, che significa esattamente sconveniente? Paolo ce lo descrive nei versetti seguenti.

    Romani Capitolo 1 versetti 29-31

    29 essendo ripieni d’ogni ingiustizia, fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa, frode, malignità, 30 ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi, ideatori di cose malvagie, disubbidienti ai genitori, 31 senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati.

    Versetto 29 essendo ripieni d’ogni ingiustizia, fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa, frode, malignità,

    La Bibbia comanda il credente di essere ripieno, ricolmo di Spirito Santo [Efesini 5:18], ma l’empio è di natura ricolmo di ogni, Paolo dice ogni ingiustizia, non alcune, ogni ingiustizia si trova nell’essere umano che ha subito l’abbandono di Dio, l’abbandono totale di seguire i desideri del loro cuore malvagio. E’ così che l’essere umano si presenta, ricolmo di tutte le cose che adesso Paolo ci descrive in questi versetti. Queste cose ci si può aspettare dagli empi, gli idolatri, coloro che rinnegano Dio.

    Se esaminiamo attentamente tutto il passo da Romani 1:21 al versetto 31 troviamo che c’è il riferimento alla trasgressione di tutti i Dieci Comandamenti. Quindi anche i pagani sono trasgressori di tutta la legge di Dio anche se non la conoscono.

    Infatti si inizia con la trasgressione dei primi due comandamenti con l’idolatria nella quale ricordiamoci è inclusa l’omosessualità, quindi oltre ad essere un peccato di impurità sessuale, ricordiamoci che è un peccato contro natura e che è consequenziale all’idolatria.

    Esodo 20:1-6 Allora DIO pronunziò tutte queste parole, dicendo: 2 «Io sono l’Eterno, il tuo DIO, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. 3 Non avrai altri dèi davanti a me. 4 Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l’Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

    Dunque, questa è la violazione dei primi due comandamenti dell’essere umano, l’idolatria e le sua conseguenze, che abbiamo esaminato fino ad ora.

    Nelle parole che seguono troveremo che Paolo cita dei comportamenti dei peccatori, ne vedremo il significato e quale comandamento è trasgredito.

    Intanto sono ripieni di ogni ingiustizia, che è antitetica a Dio e la Sua giustizia, già c’è la violazione del carattere divino.

    Fornicazione La parola nel Greco usata è porneia dalla quale deriva la parola pornografia. Quindi si intende come ogni cosa che ricopre l’immoralità nel campo sessuale ovviamente fuori dall’unione matrimoniale e anche questa pratica era ed è un risultato dell’idolatria. Questa sarebbe una violazione del primo, secondo, settimo e decimo comandamento.

    Malvagità Essere malvagio comporta il continuo desiderio di arrecare danno fisico e morale al prossimo. E’ una violazione di ciò che il Signore disse, cioè di amare il nostro prossimo come noi stessi, ed è una violazione che riunisce tutti i comandamenti che sono rivolti all’uomo, quindi dal quarto al decimo comandamento.

    Cupidigia La cupidigia della quale fa parte l’avarizia, l’invidia e la gelosia, è il desiderio continuo di avere ciò che appartiene ad altri, il che può, anzi sicuramente porta a violare molti altri comandamenti, che vengono trasgrediti nel processo di ottenere ciò che uno desidera di avere. La cupidigia è il desiderare ciò che è proibito ed è l’origine del peccato [Giacomo 1:14-15]E’ una diretta violazione del decimo comandamento ma può ramificarsi nella violazione di altri, per esempio, può portare a mentire, a commettere omicidio, a commettere adulterio.

    Malizia La malizia è il prendere piacere in tutto ciò che è malvagio ed ingiusto, include la violazione di tutti i comandamenti.

    Pieni di Invidia Per non essere sottovalutata l’invidia è presentata da Paolo come una cosa che riempie. Sì, infatti l’invidia riempie l’empio, lo satura e poi lo corrode, l’invidia è come un cancro che divora accecando completamente la persona portandola a commettere ogni tipo di malvagità.

    Proverbi 14: 30 Un cuore sano è vita per il corpo, ma l’invidia è il tarlo delle ossa.

    L’invidia porta una persona all’amarezza interna [Giacomo 3:14], l’amarezza è un male spirituale che invade una persona appunto riempendola, cosa che è connessa, anche questa, all’idolatria, vedi i passi di [Deuteronomio 29:18];[Ebrei 12:15].

    L’invidia quindi è trasgressione diretta del primo e secondo e decimo comandamento e potenzialmente tutti gli altri dal quarto al nono.

    Omicidio L’omicidio è nel cuore dell’empio, l’omicidio è la natura del diavolo [Giovanni 8:44].

    Infatti Gesù indirizza il problema dell’essere irato senza ragione, cioè un’ira ingiusta, all’omicidio [Matteo 5:21-22]. Infatti, la legge di Dio prima di essere trasgredita in atto o azione è trasgredita nel cuore e nella mente. Il cuore e la mente umana completamente corrotta dal peccato è la sorgente di ogni azione malvagia e di ogni trasgressione

    Matteo 15: 18-19 Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore; sono esse che contaminano l’uomo. 19 Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze.

    Come si può constatare dalle parole stesse di Gesù nel cuore nascono le trasgressioni della legge di Dio e da lì procedono diventando azioni, desideri ed emozioni diventano pensieri che si tramutano in azione. Quindi, ogni persona non solo è capace di omicidio, ma è colpevole di omicidio ad un punto o un altro della sua vita, basta commetterlo nel cuore e nel pensiero. Nel cuore c’è già, quindi è anche per questo che l’essere umano è ingiusto e colpevole difronte a Dio di aver trasgredito questo comandamento e per questi fatti tutti i comandamenti.

    Abbiamo visto che la scusa dell’essere umano che dice “ ma io non ho mai ucciso nessuno” è una scusa e non è valida.

    L’aborto è un omicidio per esempio, ma l’uomo lo giustifica con la ingiusta legge umana che da il diritto all’essere umano di uccidere un essere innocente e indifeso. Questo è una trasgressione del sesto comandamento. Vedi questo soggetto nell’insegnamento sulla Santità della Vita

    La Bibbia descrive che ci sono persone che si affrettano di continuo a spargere sangue innocente, Dio detesta queste persone e questo peccato [Proverbi 6:17], tanto è vero che ha dichiarato universalmente anche prima di dare la Sua legge a Mosè, quindi mai abrogata questa sentenza, che l’omicidio avrebbe richiesto la stessa vita da colui che avesse sparso sangue innocente [Genesi 9:5-6],[Matteo 26:52];[Romani 13:3-4] giustizia che o le autorità umane compiono o Dio stesso compirà [2 Re 24:3-4].

    Contesa La contesa è un peccato spesso menzionato nel NT in special modo nell’ambito della chiesa [1 Corinzi 1:11];[2 Corinzi 12:20]; [1 Timoteo 6:3-4]. Questo peccato lo conosciamo come contenzione La contesa è un atto di ribellione e di mancanza di rispetto alle autorità sotto le quali una persona è sottoposta. Parte di questa trasgressione sono persone che non vogliono sottomettersi in special modo alla giustizia di Dio [2 Tessalonicesi 3:11-15].

    Non sottomettersi a cose ingiuste non è un peccato, non sottomettersi ad autorità quando ci dicono di trasgredire la volontà di Dio non è peccato, questi tipi di contese sono giuste e le hanno fatte anche gli Apostoli dandoci esempio che è giusto ubbidire Dio anziché l’uomo in quel caso [Atti 5:28-29]. A parte questo comunque la contesa o anche tradotto dibattito, uno spirito di ribellione alle autorità in giustizia, alle quali siamo sottoposti, è un serio peccato. Contendere contro il peccato e l’ingiustizia è qualche cosa che il vero credente deve fare

    Proverbi 28:4 Quelli che abbandonano la legge, lodano gli empi; ma quelli che l’osservano, fanno loro la guerra.

    La parola fare guerra in questo passo è contendere. Quindi contendere vuole dire far guerra, i contenziosi son sempre a combattere contro i giusti.

    Nella chiesa questo succede purtroppo troppo spesso e usualmente è un peccato che viene praticato dalle donne nella chiesa e anche nella famiglia, non esclusivamente le donne, ma in special modo loro hanno la tendenza di avere questo comportamento, ed è anche per questo che sono chiamate ad esibire un certo comportamento di sottomissione e silenzio nella chiesa, di sottomissione ai propri mariti prima di tutto e poi alle autorità (maschili) della chiesa [1 Corinzi 11:16];[1 Corinzi 14:34-35];[1 Timoteo 2:12].

    Frode La frode cade nella trasgressione dell’ottavo comandamento che dice Non farai falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Fare falsa testimonianza è mentire. La menzogna è condannata da Dio sempre, per quanto piccola sia è un peccato. Anche quando si mente per cercare di evitare un male più grave, è sempre peccato. Ogni tipo di frode, defraudazione [Levitico 19:35-36];[Proverbi 20:10] ricade nella trasgressione di questo comandamento. Il non mantenere la parola data, la promessa fatta o il voto o giuramento è frode, il nostro sì deve essere sì e il no, no, altrimenti e frode e menzogna [Matteo 5:37];[Giacomo 5:12]. La frode è ingannare il prossimo in qualsiasi modo. La frode, la menzogna è la natura del diavolo [Giovanni 8:44].

    Malignità Significa di carattere cattivo e ingiurioso, che vuole fare del male sia in azione che in parola, nel testo originale Greco di questo passo vi è un’altra parola connessa alla malignità, cioè calunniatori in segreto, coloro che parlano male di altri segretamente, in special modo, dobbiamo capire che la calunnia è dire ciò che non è vero o infamare una persona inventando cose su di loro che non sono vere, il che ricade ancora nella trasgressione dell’ottavo comandamento.

    Versetto 30 ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi, ideatori di cose malvagie, disubbidienti ai genitori,

    Ingannatori Stessa descrizione della Frode.

    Maldicenti Dire male non è dire ciò che è vero di altri come molti intendono, maldicenti è la stesa cosa di essere calunniatori. Inventare cose non vere di altri, spargere le notizie per dare un cattivo nome a persone che invece non meritano di essere descritti in malo modo. Dire bugie di altri per farli passare male e per sminuire e sporcare il loro carattere. Ancora una volta questo ricade nella violazione dell’ottavo comandamento, è frode, inganno e falsa testimonianza.

    Nemici di Dio Chi ci dice la Bibbia chi sono i nemici di Dio? Prima di tutto, tutti coloro che sono empi e ribelli sono nemici di Dio [Colossesi 1:21]. Quindi ogni essere umano che non è convertito ed è in Cristo, cioè nato di nuovo è nemico di Dio. Questi sono descritti particolarmente in [Romani 3:10-19] ed avremo ampia opportunità di conoscerli più avanti nel nostro studio. C’è comunque una descrizione di chi specificamente è nemico di Dio, sono coloro che sono amici del mondo e del suo sistema

    Giacomo 4:4 Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

    Quelli che non sono nati di nuovo, rigenerati spiritualmente e che ancora sono nella carne, cioè solo vivi fisicamente sono nemici di Dio

    Romani 8:7-8 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

    Vedi anche [1 Giovanni 2:15-16].

    Ingiuriosi significa che vogliono fare del male, vivono per fare male alle persone intorno a loro, sono sempre pronti a portare ingiuria ovunque loro vadano, questa è una violazione dei comandamenti dal quinto al decimo

    Superbi e Vanagloriosi Queste due parole si possono associare e mettetele assieme perché sono peccati praticamente che vanno a braccetto, sono imparentati l’uno all’altro. Sì, è anche vero che tutti i peccati sono tutti connessi e imparentati l’uno all’altro, ecco perché anche Giacomo ci ha insegnato

    Giacomo 2:10 Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti

    Comunque, la superbia è anche un’altra parola per orgoglio. L’orgoglio che la Bibbia condanna come peccato. La superbia e l’orgoglio se vogliamo è in se la radice di ogni desiderio ribelle, cioè del peccato in se stesso. Il diavolo per superbia cadde nella ribellione. La superbia deve essere esclusivamente connessa al fatto che l’uomo vuole innalzarsi al disopra di Dio e fare ciò che l’uomo stesso ritiene valido, da fare o da non fare, senza riguardo alla legge di Dio. L’essere umano che si dichiara lui stesso di essere dio. Questo tipo di superbia, cioè il peccato prima di Satana, poi dell’uomo, questo è descritto in

    Isaia 14:11-14 Il tuo fasto è precipitato nello Sceol assieme al suono delle tue arpe; sotto di te si stende un letto di vermi e i vermi sono la tua coperta”. 12 Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni? 13 Tu dicevi in cuor tuo: “Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del nord; 14 salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all’Altissimo”.

    Questo passo rispecchia cosa è descritto in riguardo anche in

    Ezechiele 28:13 eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto di ogni tipo di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti, erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. 14 Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. 15 Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. 16 Per l’abbondanza del tuo commercio, tutto in te si è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio via, come un profano, dal monte di Dio e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco. 17 Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore;

    Questi atteggiamenti superbi descritti in questi due passi riferiti al diavolo, sono atteggiamenti di superbia che l’empio ha nella sua natura peccaminosa e quindi l’essere umano, come disse anche Gesù, quelli che non sono da Dio o di Dio, fanno i desideri del loro padre che è il diavolo [Giovanni 8:44]. La superbia è dunque la radice di tutti i mali e dei peccati umani.

    La vanagloria è la ricerca umana di gloria, ricevere tutta la gloria per ogni talento, dote, realizzazione e compimento umano, non dando invece la gloria a Dio per essere Lui che ha creato l’uomo con doti e talenti e abilità creative. Se l’uomo può fare e compiere quello che fa non è credito suo esclusivamente ma di Colui, cioè Dio, che gli ha donato queste cose. Ma come abbiamo già visto in precedenza nel versetto 21 l’uomo non vuole riconoscere Dio, non vuole dare a Lui soltanto la gloria e non vuole ringraziarlo, ed infatti la vanagloria è proprio questo atteggiamento. La gloria è vana perché non appartiene a Dio e l’uomo senza Dio e ciò che Dio gli ha dato non è niente, è solo una massa di acqua e minerali. E’ per questo motivo che in Romani 3:23 vi è scritto poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.

    La gloria dell’uomo è vana tutta la gloria che l’uomo si affatica ad ottenere, lo sport, la carriera, tutto ciò che l’uomo fa per se stesso e non per Dio è vanagloria e in realtà idolatria e per questo per Dio questa ricerca di vana gloria da parte dell’uomo è un affronto che Lui non sopporta e che Lui condanna, poiché la gloria appartiene solo a Lui

    Isaia 42:8 Io sono il SIGNORE; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli.

    Ideatori di Cose Malvagie Non solo l’uomo per via della sua natura peccaminosa e corrotta è malvagio, addirittura è un ideatore di cose malvagie, cioè non è che le cose malvagie capitano solo automaticamente per via della malvagità umana, ma la malvagità corrompe completamente il processo mentale e psicologico che l’uomo diviene uno che escogita, pensa, pianifica cose malvagie del continuo. Questo aspetto lo vediamo in atto in tutte le sfere della società del mondo. E’ per questo che nel mondo ci sono così tante ingiustizie, non è colpa di Dio, è colpa dell’uomo che del continuo pianifica il male e Dio appunto come abbiamo già letto e studiato li ha abbandonati ai loro stessi desideri malvagi.

    L’essere malvagio diviene una ossessione mentale che spesso è desiderabile per l’empio ma che è un abominio per Dio. La Bibbia descrive spesso questo aspetto dell’empio.

    Salmi 64:6 Meditano pensieri malvagi e dicono: «Abbiamo attuato il nostro piano». I sentimenti e il cuore dell’uomo sono un abisso.

    Vedi anche [Proverbi 6:18];[Proverbi 15:26];[Isaia 32:7];[Isaia 59:7];[Matteo 15:19].

    Salmi 36:4 Medita iniquità sul suo letto; si tiene nella via che non è buona; non odia il male.

    Addirittura ancora quando è a letto medita e trama iniquità, fa piani malvagi anche quando è a riposo.

    Sì, l’empio è come quel detto popolare “ una ne fa e cento ne pensa”, così è l’ideatore di cose malvagie.

    Disubbidienti ai Genitori Trasgressione del quinto comandamento, trasgressione grave, tanto è vero che era una di quelle per le quali vi era in atto la pena di morte in Israele.

    Deuteronomio 21:18-21 Quando un uomo avrà un figliuolo caparbio e ribelle che non ubbidisce alla voce né di suo padre né di sua madre, e benché l’abbiano castigato non dà loro retta, 19 suo padre e sua madre lo prenderanno e lo meneranno dagli anziani della sua città, alla porta del luogo dove abita, 20 e diranno agli anziani della sua città: ‘Questo nostro figliuolo è caparbio e ribelle; non vuol ubbidire alla nostra voce, è un ghiotto e un ubriacone’; 21 e tutti gli uomini della sua città lo lapideranno, sì che muoia; così toglierai via di mezzo a te il male, e tutto Israele lo saprà e temerà.

    Questo peccato è anche descritto nella lista di peccati dei quali molti rispecchiano questa, esposta in [2 Timoteo 3:1-5].

    Non c’è molto altro da dire in riguardo alla gravità di questo peccato agli occhi di Dio e quanto sia praticato oggi,vedi anche Sezione Commentari-I Figli nella Famiglia

    [Esodo 21:17];[Deuteronomio 27:16];[Proverbi 20:20];[Proverbi 30:17];[Matteo 15:4].

    Versetto 31 senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati.

    Senza Intendimento Questo aspetto lo abbiamo già coperto precedentemente quando abbiamo visto che la vera intelligenza, il vero intendimento, la vera sapienza è riconoscere e conoscere il solo vero Dio vivente. Abbiamo anche visto che il Signore considera stolti, cioè senza vera intelligenza coloro che rifiutano di conoscerlo, di glorificarlo e di ringraziarlo per quanto intellettualmente colti e mentalmente intelligenti essi possono essere. Vedi [1 Corinzi 1:18-25],Romani 3:11

    1 Corinzi 2:14 Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.

    Senza Affidamento Questa cade come trasgressione del nono comandamento e spesso del settimo perché essere senza affidamento viole dire essere sleale, non essere fedele. Questa cosa è la mancanza di mantenere la propria parola data o la promessa fatta. E’ perciò alla fine una menzogna. Gli empi non mantengono le promesse fatte, non sono persone di cui ci si può fidare perché non fanno quello che dicono di fare. Purtroppo questo peccato è molto praticato anche nella chiesa. Persone, anche credenti, sui quali non si può fare affidamento perché dicono di fare e poi non fanno. Essere senza affidamento è l’opposto di ciò che Dio è. Dio è fedele e veritiero in tutto e per tutto. Ciò che Dio dice di fare lo fa, Dio mantiene sempre le Sue promesse. Il credente dunque dovrebbe rispecchiare la natura divina e dunque essere fedele in tutto e per tutto e fare ciò che dice di fare. L’essere umano purtroppo è completamente opposto a come è Dio. Quindi l’essere umano mente quando dice di fare una cosa e poi non la fa.

    Questo è vero nel rapporto di matrimonio, quando c’è il divorzio e l’infedeltà matrimoniale, è perché le persone sono senza affidamento, non mantengono il patto fatto con l’altra persona. Tutto questo è spergiuro. Quando una persona dice di fare qualche cosa se non lo fa è menzogna. Gesù ci ha detto di non giurare ma far sì che il nostro sì sia sì e il nostro no sia no [Matteo 5:37]. Il sì e il no del credente, ma non solo, dunque deve essere come un giuramento, tale bisogna essere fedeli a ciò che diciamo di fare. Se diciamo di sì e poi cambiamo idea oppure non facciamo ciò che abbiamo detto di fare siamo senza affidamento, siamo bugiardi [Matteo 21:28-31].

    Così è l’empio, non mantiene le promesse, non è di parola, rompe i patti, è infedele, infine tutto questo è menzogna .

    Non ci si può fidare di tali persone, sono dei traditori. Il credente invece è una persona che dovrebbe, dico dovrebbe perché molte volte anche il credente non vive fedelmente alla sua parola e le sue promesse, insomma deve, in tutti i modi mantenere la sua parola e fare quello che dice di fare, mantenere la sua promessa non ostante tutto.

    Salmi 15:1-5 Salmo di Davide. O Eterno, chi dimorerà nella tua tenda? chi abiterà sul monte della tua santità? 2 Colui che cammina in integrità ed opera giustizia e dice il vero come l’ha nel cuore; 3 che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo compagno,né getta vituperio contro il suo prossimo. 4 Agli occhi suoi è sprezzato chi è spregevole, ma onora quelli che temono l’Eterno. Se ha giurato, fosse anche a suo danno, non muta; 5 non dà il suo danaro ad usura, né accetta regali a danno dell’innocente. Chi fa queste cose non sarà mai smosso.

    Senza Affetto Naturale Questo peccato, o diciamo parte della natura peccaminosa e corrotta è molto grave. Questa è una trasgressione di diversi comandamenti, il quinto, il sesto, il settimo. Sì perché l’affetto naturale è un qualche cosa che dovrebbe far avere un livello di amore verso delle determinate persone. L’affetto naturale è soprattutto tra genitori e figli, ma anche tra marito e moglie. Infatti sia i figli che marito e moglie sono un rapporti naturali, rapporti creati da Dio. La famiglia, questo è anche vero tra parenti, fratelli e sorelle. Abbiamo visto qualche versetto fa che alcuni degli empi, idolatri, cioè gli uomini senza Dio, abbandonano i rapporti naturali per fare ciò che è contro natura. Anche questo problema di essere senza affetto naturale è della stessa categoria. Abbiamo visto che il rapporto naturale è tra marito e moglie soltanto [Genesi 1:27];[Genesi 2:18-24] , è quindi ovvio che anche ciò che nasce da questo rapporto è naturale e dovrebbe essere causa di affetto naturale.

    Inoltre nella Scrittura abbiamo visto lo svolgimento di questo peccato quasi immediatamente dopo la caduta dell’uomo nel peccato, quando Caino uccise Abele [Genesi 4:1-8]. Avendo così odiato suo fratello Caino ci ha dimostrato cosa vuole dire essere senza affetto naturale. Quando si odia coloro che per natura dovremmo invece avere affetto.

    Questo è un grandissimo problema oggi, vediamo questa cosa che si compie sempre di più nella società in cui viviamo. Genitori che non hanno affetto naturale verso i figli e così che commettono ogni tipo di crimine contro i loro figli e che quindi trasgrediscono appunto il sesto comandamento, non uccidere.

    Invece i genitori uccidono i propri figli mediante l’aborto, mediante l’abuso che spesso porta i figli alla morte. Infatti anche abuso e abbandono dei figli è commesso da chi è senza affetto naturale.

    Ma questo non è un problema esclusivamente odierno, vi voglio ricordare che per tutte le stesse ragioni di oggi molti nei tempi antichi sacrificavano i propri figli ai falsi dei, commettendo l’idolatria più abominevole vedi Sezione Commentari-La Santità della Vita e vedi i seguenti passi [Levitico 20:1-5];[Salmi 106:37-39];[Geremia 7:31];[Geremia 32:25];[Ezechiele 16:20-21];[Ezechiele 23:37].

    Questo non si svolge solo tra genitori e figli ma anche tra figli e genitori, lo stesso tipo di mancanza di affetto naturale dei figli verso i genitori li porta a trasgredire il quinto comandamento, perché non solo i figli non onorano i propri genitori ma li trattano male, li abusano, li abbandonano, e qualche volta li uccidono.

    Se di queste situazioni non vi è ravvedimento c’è una maledizione sul paese in cui si compiono

    Malachia 4:6 Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri, perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio».

    Stessa condizione per la causa dell’adulterio, visto che l’affetto naturale che l’uomo e la donna dovrebbero avere quando si uniscono e diventano una sola carne viene a mancare. Paolo ha descritto questo tipo di amore e di affetto in questo modo

    Efesini 5:28-31 Così i mariti devono amare le loro mogli, come i loro propri corpi; chi ama la propria moglie ama se stesso. 29 Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa, 30 poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa. 31 «Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due diverranno una sola carne».

    Così dovrebbe essere ma purtroppo la mancanza sola di affetto naturale non da possibilità all’uomo di svolgere questo tipo di cura verso la moglie e viceversa, questo purtroppo è troppo vero anche nella chiesa non solo nel mondo.

    Implacabili e Spietati In effetti la parola implacabili è una aggiunta del traduttore, ma la parola nel Greco originale è una sola e significa essere senza misericordia. Spietato infatti significa proprio questo, senza misericordia. Non possono avere misericordia perché la misericordia fa parte del carattere di Dio e gli empi sono senza Dio, alienati dalla vita di Dio. La parola di Dio ci dice che chi non esibisce misericordia non la riceverà

    Giacomo 2:13 perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non ha usato misericordia; e la misericordia trionfa sul giudizio.

    Infatti, la misericordia di Dio ha sicuramente trionfato sul giudizio verso coloro che sono in Cristo e per questo fatto anche Gesù nelle Beatitudini ha detto in

    Matteo 5: 7 Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia.

    Chi sono i misericordiosi? Coloro che hanno ottenuto misericordia nel ravvedimento, loro otterranno misericordia in eterno, continueranno ad essere misericordiosi perché l’hanno ottenuta e sperimentata

    Proverbi 28:13 Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.

    Appunto, questi invece sono spietati, senza misericordia perché? Perché ricordiamoci cosa abbiamo visto nel versetto 18, cioè, questi sono coloro che coprono le loro trasgressioni, non si ravvedono e non ottengono dunque misericordia ma ira e giudizio, per questo non conoscono la misericordia. Si può essere misericordiosi solo quando l’abbiamo conosciuta e ricevuta mediante il ravvedimento, la confessione e l’abbandono del peccato.

    Romani Capitolo 1 Versetto 32

    Versetto 32 Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.

    Adesso stiamo finendo di parlare dei pagani che rifiutano Dio e che si danno all’idolatria varia, abbiamo già visto che ad un certo punto la parola di Dio ci dice che pur conoscendo Dio hanno rifiutato di glorificarlo e di ringraziarlo ma adesso vediamo che i pagani hanno addirittura un’altra conoscenza, conoscono un fatto ben preciso, che secondo i decreti di Dio le loro azioni, cioè come dice Paolo, quelli che praticano tutto ciò che abbiamo letto fin ora sono degni di morte. Sì, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio [Romani 3:23] e il salario del peccato è la morte [Romani 6:23]. Ma la cosa che sorprende è che la gente riconosce i decreti di Dio e quelli che fanno tali cose sono degni di morte. Questo fatto ci lascia un po’ perplessi. Com’è che l’essere umano sa queste cose. Ci sono tante persone che assolutamente non conoscono affatto i decreti di Dio, non conoscono la legge di Dio, vedi i pagani, indigeni o praticanti di tante altre religioni in paesi dove magari non hanno mai avuto a che vedere con la legge di Dio. Insomma non conoscono i dieci comandamenti, allora come è possibile? E’ addirittura possibile? Beh, la parola di Dio proprio in questo versetto ci dice che lo sanno che sono degni di morte. Come?

    Ricordiamoci un po’ quello che abbiamo già precedentemente studiato, cioè che l’uomo ha conoscenza di Dio mediante la manifestazione degli attributi divini sia internamente che esternamente, quindi sia nella coscienza e nella natura il carattere, la potenza e gli attributi morali di Dio sono riconoscibili, anzi la Bibbia ci dice sono conosciuti [Romani 1:19-20], così che appunto l’uomo è senza scusa davanti al giudizio di Dio.

    In special modo il fatto che l’uomo conosce i decreti di Dio e che coloro che praticano tali cose son degni di morte si trova e si esprime nella coscienza dell’uomo e nel fatto che l’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio conosce i decreti morali della coscienza anche senza conoscere la legge scritta di Dio. Questo fatto lo studieremo in maggior dettaglio nel seguente capitolo. Vediamo questo appunto descritto in

    Romani 2:14-15 Infatti quando i gentili, che non hanno la legge, fanno per natura le cose della legge, essi, non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 questi dimostrano che l’opera della legge è scritta nei loro cuori per la testimonianza che rende la loro coscienza, e perché i loro pensieri si scusano o anche si accusano a vicenda,

    Sì, appunto, quando i pagani che non hanno la legge scritta su carta, fanno per natura, per natura significa che anche naturalmente l’uomo conosce i decreti di Dio. Questo dimostra che Dio ha messo nell’uomo la Sua legge, infatti, Paolo dice che questa legge morale è scritta nel cuore dell’essere umano e che la coscienza è quel meccanismo creato da Dio in OGNI essere umano, il meccanismo con il quale l’uomo sa se ha trasgredito oppure ubbidito la legge morale di Dio.

    Questa è la risposta alla fatidica domanda “ ma l’ aborigeno che non ha mai sentito il Vangelo o conosciuto la legge di Dio, andrà all’inferno quando muore?”

    Secondo voi adesso che la risposta vi guarda in faccia qual’è dunque?

    La risposta esatta è SI’ andrà all’inferno perché ha trasgredito la legge di Dio, ma questo non va all’inferno basato sul fatto che ha rifiutato il Vangelo, ma sulla base del giudizio divino basato sulla coscienza e basato sul fatto che queste persone pur non conoscendo la legge scritta e il Vangelo sono senza scusa davanti al giudizio di Dio, si sono dati all’idolatria e hanno trasgredito la legge divina che loro conoscevano poiché è scritta interiormente e perché come c’è scritto sia qui che nel passo di Romani 2 sanno di essere colpevoli e di aver violato la legge di Dio e sanno che la giusta retribuzione per questo è la morte.

    Dio non condanna alcuna persona che è innocente, il che è giusto, purtroppo TUTTI gli uomini sono ingiusti e colpevoli

    [Romani 3:10-19].

    Quindi Dio ha il diritto e il dovere divino di condannare TUTTI se volesse.

    Ma per la Sua grande misericordia ed amore ha provveduto in Gesù Cristo che l’unico uomo giusto venisse giudicato e giustiziato al posto di molti ingiusti e colpevoli, così che qualcuno potesse essere salvato , chi ha fede in Gesù Cristo [Romani 3:20-26].

    Dunque l’uomo sa che la legge di Dio scritta nel suo cuore lo condanna e sa che la condanna per coloro che si comportano nel modo descritto fino ad ora è la morte, ma non ostante tutto, Paolo dice che, pur sapendo tutto questo, continuano a compiere tutti questi peccati ed a trasgredire la legge divina, non solo continuano a praticare queste cose ma addirittura approvano tutti gli altri che le commettono.

    Qui si capisce che questo è vero solo osservando la gente, come ragiona e come si comporta. Solitamente questo si svolge in un modo categorizzato.

    Mi spiego. Un omosessuale per esempio approverà l’omosessualità, magari condannerà l’omicidio, ma invece approva l’adulterio o altre cose. L’uomo morale magari non approva l’adulterio ma magari approva chi è avido o invidioso o altro, magari chi è bugiardo, i ladri approvano gli altri ladri, e via discorrendo. Dunque l’uomo approva i suoi stessi peccati anche negli altri che praticano gli stessi. Ipocritamente parlando l’uomo seleziona alcuni peccati che lui stesso commette e li approva anche in altri e seleziona i peccati che non commette e condanna coloro che li praticano, comunque sempre peccatore è e rimane.

    Ed infatti il capitolo due si apre proprio con questo argomento, l’argomento dell’ipocrisia di colui che giudica i peccati di altri mentre approva i suoi e coloro che praticano quelli che lui stesso pratica. Ma alla fine tutti si approvano a vicenda i peccati altrui.

    Vi siete mai chiesti perché moltitudini di persone guardano certe nefandezza in TV o perché frequentano certi posti e certi ambienti? La ragione è che approvano coloro che peccano come loro e gli piacciono le stesse cose.