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  • La Volontà dell’uomo e il Libero Arbitrio

    Crediamo che Dio originariamente ha dotato l’uomo con una volontà libera. Cioè, una volontà che non era ne forzata in alcun modo per necessità di natura ne determinata verso il bene o il male.

    Per questo l’uomo nello stato di innocenza, cioè prima del peccare, aveva la libertà e l’abilità di fare ciò che era buono e ciò che era gradevole a Dio, ma di avere la libertà anche di poter scegliere di disubbidire Dio. Questo è vero e proprio libero arbitrio.

    Crediamo che dal momento in cui l’uomo ha peccato Genesi 3, l’uomo ha perduto ogni abilità di volere fare o desiderare ciò che Dio considera spiritualmente buono e giusto. Crediamo in oltre che l’uomo è divenuto completamente schiavo del peccato e della carne ROMANI 6:17-18, incapace di scegliere o comprendere alcuna cosa di Dio 1 CORINZI 2:14. Nella natura peccaminosa ha la natura del diavolo della quale Gesù stesso dichiarò fossero dotati coloro che non erano da Dio

    Giovanni 8: 44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; Essendo completamente corrotto in natura e propenso a ribellione e malvagità, l’uomo è morto nei suoi peccati EFESINI 2: 1-3, non avendo ne la forza ROMANI 5:6-8, abilità, desiderio o volontà di essere convertito o di poter da solo preparasi per essere salvato ROMANI 3:10-19.

    Crediamo che Dio converte il peccatore e quando lo converte gli libera la volontà di scegliere Dio e la Sua salvezza. E’ a questo momento che il vero libero arbitrio dell’uomo è ristorato, poiché l’uomo solo in quel momento è liberato dalla schiavitù del peccato e per la grazia di Dio soltanto, l’uomo ha l’abilità, la forza, il potere ed il desiderio di esercitare la fede necessaria per credere e per poi poter essere completamente rinnovato in Cristo. Comunque che anche se il libero arbitrio originale sia restaurato alla nuova creatura in Cristo, per via della natura peccaminosa che rimane nella carne del corpo umano che è legato al mondo, la volontà del credente non è mai perfettamente consona e coerente con la volontà di Dio ROMANI 7:1-25, ancora si può scegliere di fare del male e di peccare, solo che ora possiamo scegliere di fare la volontà di Dio mentre prima era impossibile ROMANI 8:1-3. La perfezione nella volontà dell’uomo sarà realizzata solamente quando avrà la libertà di fare solo il bene, questo in gloria 1 CORINZI 13:12.

    Crediamo che come in Adamo tutti coloro che nascono naturalmente sono loro stessi responsabili della loro natura peccaminosa tramandatagli dalla ribellione della quale Adamo è responsabile ROMANI 3:23;ROMANI 5:12, ma inoltre, ogni uomo è responsabile individualmente per le scelte e le decisioni che fa, così in Cristo a tutti coloro che sono eletti, gli è imputata la responsabilità di aver scelto e creduto al Vangelo ed ad aver esercitato la fede in Cristo che Dio esige per essere salvati e giustificati. In altre parole perché Dio opera interamente nella vita dell’eletto alla salvezza però non gli toglie la responsabilità per la scelta che ha fatto anche se causata da Lui. Se la salvezza non fosse interamente provveduta e causata da Dio anche la fede dunque se generata e attuata da volontà prettamente umana sarebbe salvezza per opere e non per grazia e l’uomo avrebbe di che vantarsi nei confronti di Dio.

    Crediamo che il resto dell’umanità, Dio ha abbandonato ROMANI 1:18-32 ad esprimere il loro “libero arbitrio”, per modo di dire, cioè il decidere solo come l’uomo può decidere e vuole decidere cioè secondo la loro stessa natura peccaminosa, come comportarsi e come vivere in ribellione a Dio.

    Dio infatti non fa violenza alcuna alle decisioni e scelte di coloro che ostinatamente continuano a scegliere di rimanere ribelli a Dio cioè coloro che Lui non ha eletto alla salvezza. Del resto la condizione e destinazione di tutta quanta l’umanità se lasciata a se stessa sarebbe giustamente condanna e dannazione eterna. In questo caso, Dio esercita la Sua scelta, di far continuare il percorso già scelto, del resto, da ogni essere umano, il percorso che conduce alla perdizione eterna MATTEO 7:13-14. Dopo tutto, il fatto è che l’empio, non può, ma nemmeno vuole credere ed accettare Dio se lasciato a decidere da se. A lui dunque è data da Dio la responsabilità di non volere credere ed è quindi condannato. Credetemi, Dio non condanna nessuno che non ha espresso il suo proprio desiderio di rifiutare Dio e di conseguenza, essere condannato. Nessun, “innocente” verrà condannato ROMANI 5:1-11;ROMANI 8:1-2, quindi smettiamo di accusare Dio di ingiustizia perché Lui ha scelto di salvare alcuni ed altri no. Se non fosse stato così, tutti inclusi noi, si sarebbe periti esercitando il nostro “ libero arbitrio”, ROMANI 9:29 che è solo libero di scegliere il male e il peccato ed essere ribelli a Dio.

    Quindi, Dio è esonerato a pieni voti di essere accusato di ingiustizia, in quanto permette, senza violare la volontà, libertà e scelte del non eletto alla salvezza di continuare a vivere esattamente come desidera e vuole vivere.

    Dio non condannerebbe alcuna persona che non ha scelto già il suo destino. Tutto questo comunque è fatto per esprimere ancor di più la Sua gloria, giustizia, grazia e misericordia ROMANI 9:10-23.

    Comunque per voi che continuerete a credere nel libero arbitrio del peccatore e che accusate Dio di ingiustizia perché per la Sua misericordia sceglie di intervenire e di salvare un numero di esseri umani che se lasciati alle loro decisioni sarebbero sicuramente dannati, e per voi che insistete a cedere in un Dio ingiusto perché permette al male di esistere vi do una parola di consiglio, ma non io lascio che la parola di Dio vi stimoli la mente ed il cuore, invitandovi a conoscere come veramente opera e come si rivela il Signore nella Sua parola. Dio è il Dio che si rivela di essere non il Dio che vogliamo creare noi nella nostra mente perché ci fa comodo credere in un Dio come lo vogliamo noi. Stiamo giocando vicino alla soglia dell’idolatria. ATTENZIONE!

    Romani 9:10-24 E non solo questo, ma anche Rebecca concepì da un solo uomo, Isacco nostro padre. 11 (infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama), 12 le fu detto: «Il maggiore servirà al minore», 13 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù». 14 Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia. 15 Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. 17 Dice infatti la Scrittura al Faraone: «Proprio per questo ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza e affinché il mio nome sia proclamato in tutta la terra». 18 Così egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole. 19 Tu mi dirai dunque: «Perché trova ancora egli da ridire? Chi può infatti resistere alla sua volontà?». 20 Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto così?». 21 Non ha il vasaio autorità sull’argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore? 22 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria,