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  • Responsabilità di Padre e Madre Insegnare ed Ammaestrare i Figli

    Consiglio per l’uso del sito puoi leggere l’intero riferimento Biblico in verde cliccandovi sopra

    Abbiamo già visto che parte delle responsabilità primariamente del padre ma anche importante dalla madre è di insegnare ed ammaestrare i propri figli e figlie.

    Il modello con cui bisogna insegnare ed ammaestrare i figli:

    si basa sull’informazione e la logica della parola di Dio, l’insegnamento dottrinale messo in pratica è l’ammaestramento.

    Questo è anche chiamato fare discepoli. Il fare discepoli è un metodo che include tutti e due il teorico (che non è meno importante ma non può e non deve essere da solo) e il pratico cioè il vivere davanti agli occhi dell’allievo ciò che si insegna in teoria.

    La fede cristiana deve essere vissuta, la teoria della parola di Dio deve divenire pratica. Quando la teoria diviene pratica allora è possibile fare discepoli. I figli dunque devono diventare discepoli dei genitori che sono discepoli di Gesù. Questo è possibile solo se i genitori stessi sono stati fatti dei discepoli nella maniera giusta. Per questo bisogna che i genitori abbiano una chiesa che discepola correttamente e che vive senza ipocrisia la propria teologia, e la teologia giusta vorrei aggiungere.

    Spesso, in special modo oggi giorno, molti genitori son diventati credenti già da adulti e spesso già dopo sposati e ancora più spesso quando già hanno figli. Questa è una cosa che spesso può influire negativamente nel fare discepoli dei nostri figli, in special modo perché molte chiese e denominazioni non insegnano più la sana dottrina biblica ed anche se la insegnano magari non la praticano e quindi i genitori non sanno neanche come fare a far veri discepoli dei propri figli perché loro stessi non riescono a crescere bene spiritualmente. Inoltre, spesso purtroppo la maggior parte di credenti non crescono spiritualmente sani in special modo perché loro stessi non si impegnano ad essere trasformati dal rinnovamento della mente e questa cosa li lascia troppo conformi alle vie di questo mondo ed alla cultura in cui vivonoROMANI 12:1-2.

    Ma infatti la cultura veramente, con il vivere biblicamente non c’entra proprio per niente. Purtroppo oggi c’è questa falsa idea che circola per le chiese, cioè, che dobbiamo contestualizzare la Bibbia con la cultura e società in cui viviamo. Questa è una filosofia erronea, quasi se non del tutto diabolica. Il credente deve essere sottomesso alla parola di Dio e non la parola di Dio alla cultura. Quando troviamo comandamenti apostolici questi trascendono tempo e cultura.

    E’ incredibile vedere come pensano certi cristiani, molti vogliono fare dottrine per la chiesa per esempio, delle cose che Dio ha soltanto dato a Israele come nazione, certo che molte di queste cose son principi che la chiesa deve osservare, ma vi sono anche molte altre cose che son cerimoniali e strettamente date a Israele soltanto. Però gli stessi che vogliono applicare tutta la legge di Mosè alla chiesa son poi gli stessi che vogliono fare di comandamenti apostolici nel NT, che sono dottrine che la chiesa deve osservare, delle cose strettamente culturali dell’epoca e quindi, loro dicono che non sono più valide oggi perché la cultura è cambiata. Ma scusate, chi detta i comandamenti Dio o la cultura? Il vostro Dio chi è? Il vostro Signore è Gesù o il mondo?

    Comunque, l’insegnamento e l’ammaestramento dei figli e il farne discepoli di Gesù Cristo è un metodo ben descritto nella parola di Dio e sì, come si deve mettere in pratica è dimostrato proprio nell’AT ma è il metodo usato anche nel NT quindi non vi scandalizzate se userò molti dei principi per l’ammaestramento dei figli dall’AT. Vedrete comunque che questo è il metodo usato sia da Gesù che dagli Apostoli.

    Come avevamo cominciato a vedere anche prima, questo è dimostrato nella Scrittura dove il SIGNORE ci insegna come vuole che insegniamo ed ammaestriamo i nostri figli.

    Rivisitiamo questo passo e questo insegnamento.

    Deuteronomio 6:1-9 «Or questo è il comandamento, gli statuti e i decreti che l’Eterno, il vostro DIO, ha ordinato d’insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale state per entrare per prenderne possesso; 2 affinché tu tema l’Eterno, il tuo DIO, osservando, per tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutti i suoi statuti e tutti i suoi comandamenti che io ti do, e affinché i tuoi giorni siano prolungati. 3Ascolta dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinché tu prosperi e moltiplichiate grandemente nel paese dove scorre latte e miele, come l’Eterno, il DIO dei tuoi padri, ti ha detto. 4Ascolta, Israele: l’Eterno, il nostro DIO, l’Eterno è uno. 5Tu amerai dunque Eterno, il tuo DIO, con tutto i tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta a tua forza. 6E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; 7e inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. 8Le legherai come un segno alla mano, saranno come fasce tra gli occhi, 9 e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

    In questo passo si vedono principi divini universali per i credenti per insegnamento dato proprio da Dio al suo popolo Israele ma anche a noi la chiesa. Credo fermamente infatti che siano principi che noi cristiani dobbiamo ubbidire anche oggi. Infatti io credo fermamente che sia la vera e propria mancanza di questo tipo di insegnamento e ammaestramento che porta i figli dei cristiani ad abbandonare la fede e o a vivere una vita piena di peccato e compromessi con il mondo e la cultura, al minimo a non crescere bene o addirittura crescere poco spiritualmente. Questo problema renderà la vita dei propri figli e delle loro famiglie a riflettere sempre meno le caratteristiche spirituali e divine che invece dovrebbero caratterizzare la famiglia cristiana.

    Vediamo prima di tutto come deve essere effettuato questo tipo di insegnamento. Tutto ciò che Dio vuole insegnare, per farne cosa? Per mettere in pratica la fede cristiana. Tutti i comandamenti, statuti e decreti che il SIGNORE ha ordinato che ci insegna per metterli in pratica.

    Allora il primo principio è l’insegnamento e l’ammaestramento, cioè il fatto che si insegna in parola ma anche in azione, si insegna facendo vedere in pratica ciò che viene insegnato in teoria. Questo è ciò che faceva Gesù, non soltanto predicava e insegnava la parola ma la viveva e la praticava.

    Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.

    Giovanni 5:19 Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio.

    Da questo passo abbiamo un insegnamento a parte quello prettamente Cristologico e Teologico, cioè che un figlio deve vedere il padre operare e che il padre è colui che da l’esempio e l’istruzione al figlio di ciò che deve essere fatto e ciò che il figlio deve ubbidire. Questo è vero anche di una madre, anche la madre deve essere maestra e dimostrare in pratica di vita come un donna di Dio si comporta e vive, cioè ubbidendo la parola di Dio.

    Giovanni14:12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

    Gesù quindi insegnava la parola di Dio ma la metteva in pratica, e ci comanda di fare lo stesso. In questi passi che abbiamo appena letto ci sono degli altri principi che possiamo imparare.

    1) Sia padre che madre devono insegnare i figli a vivere facendo sempre il bene per tutti, in special modo per i fratelli in Cristo, e per la famiglia, cose di bene fisico e spirituale.

    1 Timoteo 5: 8 Ma se uno non provvede ai suoi e principalmente a quelli di casa sua, egli ha rinnegato la fede ed è peggiore di un non credente.

    2) Padri e madri devono dare esempio ai figli di che cosa fare, mentre noi stessi come figli di Dio ci sottomettiamo alla parola di Dio e tutto ciò che Dio ci comanda di fare bisogna farlo dando esempio di vita pratica ai nostri figli non solo in teoria. Questo spingerà i figli a fare ciò che il padre e la madre gli dicono di fare poiché i figli vedono il padre e la madre che praticano la verità e camminano in essa. Non solo i figli li sentono insegnare ciò che deve essere fatto ma li vedono fare le cose che il nostro Padre Santo vuole che siano fatte.

    3) Chi dunque segue Cristo userà allora gli stessi metodi suoi e farà le stesse cose che Gesù stesso ha fatto, cioè, è stato fedele e ubbidiente alla volontà di Dio e la Sua parola.

    Quando insegniamo i nostri figli queste cose facciamo di loro dei veri discepoli con la parola di Dio quando poi la mettiamo in pratica stiamo esercitando noi stessi e loro ad ubbidire Dio e quindi a temerLo nel modo in cui Lui vuole che lo temiamo, non con timore nel vero senso di paura ma con il timore di riverenza e rispetto che è anche dimostrato nell’amore per Dio. Il vero e proprio rispetto che nasce dalla realizzazione che Dio ci istruisce, insegna e ci corregge perché ci ama.

    1 Giovanni 4:16-19 E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore, e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui. 17In questo l’amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

    E’ la sicurezza dell’amore di Dio che ci spinge ad amare Dio e ubbidire i suoi comandamenti. Questa verità è espressa anche nel passo di Deuteronomio nel versetto 5 Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo DIO, con tutto i tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta a tua forza. 6 E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore;

    Questo è confermato ancora una volta in

    Giovanni 14: 21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama, e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui».

    Giovanni 14:23- 24 Gesú rispose e gli disse: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

    Giovanni stesso conferma le parole di Gesù in

    1 Giovanni 5: 1-3 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che lo ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. 2 Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

    Ma questo è ciò che va insegnato ai nostri figli, poiché è questo tipo di amore che insegna il vero e proprio timore dell’Eterno che è l’inizio di ogni sapienza e conoscenzaGEREMIA 9:23-24. Questa è la conoscenza che Dio vuole che abbiamo.

    Proverbi 9:10 Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è l’intelligenza.

    Proverbi 1:7-9 Il timore dell’Eterno è il principio della conoscenza, ma gli stolti disprezzano la sapienza e l’ammaestramento. 8Ascolta, figlio mio, l’ammaestramento di tuo padre e non trascurare l’insegnamento di tua madre, 9perché saranno un fregio di grazia al tuo capo e monili al tuo collo.

    Proverbi 8: 13a Il timore dell’Eterno è odiare il male;

    Proverbi 10:27 Il timore dell’Eterno prolunga i giorni, ma gli anni degli empi saranno accorciati.

    Parallelo con

    Deuteronomio 6:2 affinché tu tema l’Eterno, il tuo Dio, osservando, per tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutti i suoi statuti e tutti i suoi comandamenti che io ti do, e affinché i tuoi giorni siano prolungati.

    Questo è poi riflesso anche nel passo trovato nei dieci comandamenti e menzionato da Paolo nel nuovo dove I figli sono comandati di rispettare ed amare i propri genitori, poiché nell’ubbidire questo comandamento c’è una promessa. La promessa di benedizione e di lunga vita.

    Esodo 20:12 Onorerai tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che l’Eterno, il tuo Dio ti dà.

    Efesini 6:1-3 Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2«Onora tuo padre e tua madre», questo è il primo comandamento con promessa, 3«affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra».

    Quindi insegnando i nostri figli il timore di Dio e l’ubbidienza è chiaramente evidente che gli insegniamo anche come amare e rispettare noi stessi come genitori. Inutilmente cercheremo di forzare i nostri figli ad ubbidirci se non comprendono il timore e l’ubbidienza tramite l’amore di Dio che deve essere evidente in noi, sarà così che comprenderanno anche l’amore di Dio.

    Comunque è essenziale capire che il principio da insegnare ai figli è quindi di onorare, amare e temere il SIGNORE e di conseguenza i genitori terreni quantomai il SIGNORE essendo nostro padre in Spirito. C’è infatti un parallelismo in questi passi tra figli e genitori e i figli di Dio e Lui stesso.

    5Tu amerai dunque Eterno, il tuo Dio, con tutto i tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta a tua forza. 6E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; 7e inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. 8Le legherai come un segno alla mano, saranno come fasce tra gli occhi, 9e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

    Come si era già stabilito l’amore per Dio e il suo amore per noi è la base sulla quale Dio stesso vuole che sia stabilito il nostro rapporto con Lui e con i nostri figli. Qui il SIGNORE ci comanda di amarlo con tutte le parti del nostro essere e di conseguenza tutte le parti della nostra vita. Per l’amore Suo dimostrato verso di noi i Suoi comandamenti rimarranno nel nostro cuore.

    Quindi, il rapporto che dobbiamo avere con i nostri figli è lo stesso che Dio vuole avere con noi, un rapporto basato sull’amore e la verità EFESINI 4:15;FILIPPESI 1:9-10;1 CORINZI 13:6 così che tutto quello che facciamo per loro, tutto quello che insegniamo loro, il nostro ammaestramento, la nostra disciplina e le nostre correzioni devono essere tutte basate sull’amore che Dio ha per noi e che noi abbiamo per Lui. Non esclusivamente sulla legge, ma sull’amore, amore che però ci spinge ad ubbidire i Suoi comandamenti.

    Far conoscere Dio ai nostri figli tramite il nostro amore e la nostra ubbidienza a Dio e poi inculcare ai nostri figli tutta la parola di Dio sia in teoria che in pratica. Cosa vuol dire la parola inculcare ai nostri figli la parola di Dio? Inculcare vuol dire : imprimere nell’animo di qualcuno con assidui ammaestramenti un sentimento, un precetto, ecc.

    Ovviamente il SIGNORE nella sua parola conferma il significato di questa parola poiché spiega in modo pratico come fare a inculcare nei nostri figli la parola di Dio. Quando leggiamo questo brano diviene evidente e ci viene in mente esattamente la metodologia di insegnamento che usava Gesù.

    La prima parte è teorica, insegnamenti, parabole, tipologie ecc per tutta la durata del giorno. La seconda parte è descritta simbolicamente ma è pratica, cioè facente parte di noi stessi, mettendo in pratica ciò che impariamo teoricamente.

    Gesù insegnava non solo con praticità ma anche in teoria infatti Lui stesso era un maestro della parola teorica fin da piccolo,

    Luca 2:46-47 E avvenne che, tre giorni dopo, lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, intento ad ascoltarli e a far loro domande. 47E tutti quelli che l’udivano, stupivano della sua intelligenza e delle sue risposte.

    Questo è ciò che dice nel versetto 7 di Deuteronomio 6 come si fa ad inculcare, cioè imprimere nell’animo dei nostri figli la parola di Dio, assiduamente e continuamente ed è esattamente ciò che ci dice il passo. In ogni istante possibile della giornata si deve anche teoricamente insegnare e praticamente ammaestrare. Vediamo la scelta delle parole nel passo ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. Insegnare didatticamente o teoricamente quindi è essenziale non opzionale. Per questo la parola ci comanda di imparare la parola altrimenti non la potremo insegnare propriamente se non la conosciamo ne tanto meno potremo viverla.

    2 Timoteo 2:15 Studiati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che esponga rettamente la parola della verità.

    Averli legati alla mano vuol dire dunque praticarli, giusto? Infatti, avere qualche cosa alla mano vuol dire averlo a disposizione per usarlo e quindi questo è un linguaggio simbolico che ci parla di metterli in pratica. Averli come fasce tra gli occhi vuol dire avere sempre il nostro sguardo su di essi, non distogliere mai l’attenzione da essi, cioè meditarli continuamente. Scriverli sugli stipiti della casa e sulle porte significa esserne sempre circondati nel proprio ambiente. Questo tipo di simbolismo si trova anche in altri passi che sono molto importanti per farci vedere l’importanza di avere sempre la parola di Dio in noi, lo sguardo su di essa, meditarla ed esserne circondati continuamente.

    Proverbi 6:20-23 Figlio mio, custodisci il comandamento di tuo padre e non dimenticare l’insegnamento di tua madre. 21 Tienili del continuo legati sul tuo cuore e fissali intorno al tuo collo. 22Quando camminerai, ti guideranno; quando riposerai, veglieranno su di te; quando ti risveglierai, parleranno con te. 23Poiché il comandamento è una lampada, l’insegnamento una luce, e le correzioni dell’ammaestramento sono la via della vita Vedi ancheSALMO 119:105.

    Proverbi 7:1-4 Figlio mio, custodisci le mie parole e conserva dentro di te i miei comandamenti. 2Custodisci i miei comandamenti e vivrai, custodisci il mio insegnamento come la pupilla dei tuoi occhi. 3Legateli alle dita, scrivili sulla tavola del tuo cuore. 4Di’ alla sapienza: «Tu sei mia sorella», e chiama «amico» l’intendimento

    Ancora una volta vediamo l’enfasi messa sul fatto che è la responsabilità non solo del padre ma anche della madre insegnare la parola di Dio ai figli con l’aiuto della chiesa ma non di responsabilizzare solo la chiesa e i suoi “programmi” per essere di istruzione ai propri figli.

    Se i figli seguiranno il SIGNORE oppure no sarà determinato dal fatto che i genitori hanno inculcato e dato l’esempio pratico della parola di Dio oppure no. Sia noi che i nostri figli otterremo successo e prosperità spirituale, e a volte non sempre, ma anche benedizioni temporali dalla meditazione e dalla messa in pratica della parola di Dio nella nostra vita

    Giosuè 1: 8-9 Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai. 9Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non aver paura e non sgomentarti, perché l’Eterno, il tuo Dio, è con te dovunque tu vada”.

    Ma queste sono le pratiche che devono essere insegnate a i nostri figli e che li aiuteranno a diventare veri discepoli di Cristo, leggere, studiare, meditare e memorizzare le Scritture e metterle in praticaGIACOMO 1:22-25.

    Ricordandoci ciò che ci dice la parola di Dio, prima Gesù ci disse in

    Matteo 28: 18-20 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».

    Ma ora diviene evidente che la prima cosa, la cosa iniziale nel fare un discepolo è di evangelizzare la persona. Quindi, una grande parte dell’insegnamento nel fare discepoli anche dei figli è di portarli alla conoscenza di Cristo è di dar loro la conoscenza della salvezza. Questo deve essere fatto rendendoli coscienti presto nella loro vita del loro peccato e del loro bisogno della salvezza. La primissima cosa che bisogna fare è condividere con i figli il Vangelo per la loro salvezza.

    Diviene pressoché inutile cercare di salvare il mondo se trascuriamo la salvezza dei nostri figli, magari credendo che avverrà con il frequentare la chiesa. State attenti, questo è un pensiero sbagliato e state evadendo le vostre responsabilità datevi da Dio.

    Voi, padri e madri, siete responsabili dei vostri figli, questo include dare loro la parola di grazia che li può rendere salvati 2 TIMOTEO 3:14-15 , raccontando loro il VangeloROMANI 10:17. Volete evangelizzare? Cominciate in casa vostra, non trascurate l’anima dei vostri figli per prendervi cura delle anime di altri, questo non fa piacere a Dio, anzi.

    Nel frattempo, Gesù ci istruì di come si diventa suoi veri discepoli,

    Giovanni 8: 31-32 Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

    Dimorare vuole dire viverci dentro ed è poi un parallelismo con il passo di Deuteronomio dove ci dice appunto di vivere in ogni aspetto della parola di Dio di farla diventare una parte di noi stessi. Dimorare vuole dire starci di casa, esserci in ogni aspetto della nostra vita.

    C’è ancora una responsabilità dei genitori verso i figli che è di enorme importanza e che fa parte dell’ammaestramento di cui abbiamo già parlato, poiché l’amore dei genitori al di là dell’affetto e la tenerezza che i genitori devono dimostrare è un amore coerente con l’amore e la parola di Dio.

    La parola di Dio ci insegna che è perché Dio ci ama che ci corregge e ci disciplina.

    Ebrei 12:5-11 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». 7Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? 10Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.

    Quali principi troviamo in questo passo? E cosa ne possiamo trarre per mettere in pratica con i nostri figli?

    Il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce. Ops, ma come? Flagella ogni figlio che gradisce? Come sarebbe a dire? Per il mondo e la maggior parte della chiesa purtroppo questo passo non è più accettabile.

    Dio ci tratta come figli quando fa questo, poi fa la domanda, quale è il padre che non corregge il figlio o io chiederei anche quella chiesa che non corregge dal peccato. Beh, purtroppo oggi la maggior parte sia dei padri, madri e chiese non correggono, ne flagellano fisicamente ne correggono spiritualmente e quindi non possono allora riflettere l’amore di Dio, poiché ricordiamoci che è perché Dio ci ama che lo fa.

    Non che nella chiesa si debba fisicamente flagellare la gente. No, questo è ovvio. Nella Scrittura comunque sia per la chiesaMATTEO 18:15-20; 1 CORINZI 5:1-13;1 TIMOTEO 5:20;TITO 2:15 che per i genitori ci sono istruzioni di Dio per correggere e disciplinare. Nella parola di Dio è imperativo che si corregga, disciplini e flagelli i nostri figli per dimostrare loro il vero amore biblico e perché questa cosa fa parte dell’ammaestramento nella giustizia e della santità, questo va fatto se veramente amiamo i nostri figli.

    La correzione fatta come Dio comanda porterà i nostri figli ad avere un grande pacifico frutto di giustizia e porta alla santità ed è per il loro bene. Così imparano il timore, il rispetto e la gioia di sapere di essere amati come veri figli.

    Ovviamente la correzione e il flagello non sono cose che sul momento sono oggetto di gioia o piacere ma poi portano frutto id santità e giustizia nella vita di coloro dei quali sono esercitatiEBREI 12:10-11.

    Noi castigheremo i nostri figli se li amiamo, se non li correggiamo non gli dimostreremo amore, anzi dimostreremo odio verso di loro. Infatti, se non li castighiamo provochiamo ira a nascere dentro di loro. Sia la mancanza di vera disciplina Biblica o l’eccesso di violenza e abuso causano i figli ad essere irati, e questo li porterà alla ribellione.

    Apocalisse 3:19 Io (Gesù) riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.

    Vediamo che sia nel passo di Ebrei che nel passo di Apocalisse ci sono due parole usate che descrivono la correzione e la disciplina. In Ebrei le parole sono correggere e flagellare e in Apocalisse sono riprendere e castigare.

    Allora prima cosa che dobbiamo notare è che queste cose secondo la Bibbia sono espressioni di amore, secondo il mondo sono espressioni di odio e di abuso. Vediamo quanto siano contrarie le vie del mondo con quelle di Dio.

    Una premessa importante da fare comunque in riguardo, c’è differenza tra abuso e correzione, tra picchiare e castigare biblicamente corporalmente. C’è un metodo ben preciso e un sistema di come si castiga corporalmente.

    Allora visto che il mondo dice che la correzione corporale non è di beneficio alcuno ed è dimostrazione di crudeltà cosa dice però la Bibbia? Abbiamo già sentito che correggere, flagellare, riprendere e castigare sono espressioni di amore di Dio verso i suoi figli.

    Come è che questo è possibile? Vediamo quello che ci dice ulteriormente la Bibbia.

    Proverbi 13:24 Chi risparmia la verga odia il proprio figlio, ma chi lo ama lo corregge per tempo.

    Incredibile, chi risparmia la verga odia il proprio figlio? Ma come è possibile? Invece chi lo ama lo corregge per tempo, questo vuol dire correggere presto, il più presto possibile. Perché? Perché la Bibbia ci insegna questa verità in riguardo,

    Ecclesiaste 8:11 Poiché la sentenza contro una cattiva azione non è prontamente eseguita, il cuore dei figli degli uomini è pieno di voglia di fare il male.

    Quindi non solo se non si esegue la correzione ma anche se non si è pronti ad eseguirla nel più possibile immediato alla azione commessa si ha dei risultati catastrofici. Rinforzeremo dunque il male nel cuore dei nostri figli se non eseguiamo prontamente la correzione e disciplina.

    Qui esaminiamo insieme la prima parola della correzione, il flagello. A volte non possiamo, non dobbiamo risparmiare la verga, che cosa è una verga? Questa non è una parola simbolica, non vuole dire correggere con le mani ma specificamente un particolare strumento.

    Descrizione di verga: bacchetta, bastone lungo, sottile e flessibile: fustigare con una verga, la verga del pastore per esempio.

    I figli si correggono corporalmente con una verga flessibile e solo ed esclusivamente sul sedere.

    MAI si picchia un figlio con qualsiasi altro oggetto e mai con le mani e mai su nessuna altra parte del corpo.

    Ma il flagello come correzione non deve mai essere inflitto sui figli quando siamo presi dalla rabbia immediata della situazione. Prima di correggere o di flagellare deve essere spiegato ai propri figli il perché stanno ricevendo questa correzione, quale comandamento o principio biblico hanno violato, questa è la riprensione e fa parte dell’ammaestramento e inoltre, molto importante, bisogna sempre fargli capire che li amiamo e facciamo questo per il loro bene.

    Dopo la correzione preghiamo per loro e con loro, facendogli chiedere perdono a Dio ed a chi loro abbiano disubbidito o verso chi siano stati irriverenti o chi abbiano offeso.

    Il flagello non deve essere dato sempre, né per qualsiasi trasgressione ma quelle gravi soltanto. Atteggiamento irrispettoso verso i genitori e anziani, aperta ribellione ai genitori ed altre autorità, bizze, gravi offese tipo il picchiare altri. La testardaggine e la ribellione sono due offese gravi e devono essere spezzate subito con il flagello ed a una giovanissima età 1 SAMUELE 15:23.

    Proverbi 22:15La follia è legata al cuore del fanciullo, ma la verga della correzione l’allontanerà da lui.

    Comunque la disciplina sia corporale che non, deve essere iniziata e implementata sino da una tenera età, non possiamo cominciare a correggere e disciplinare i nostri figli quando sono già grandicelli altrimenti sarà quasi inutile. Correzione deve essere fatta con continuità e coerenza se no diviene inutile, anzi se non è fatta bene può nuocere poiché non si tratta più di correzione ma di semplice violenza.

    Importante, ripeterlo, NON si picchiano i nostri figli su nessuna altra parte del corpo se non sul sedere e con un verga come abbiamo descritto. MAI con le nostre mani, siamo troppo forti per loro e gli possiamo fare veramente del male. Non si tirano i capelli, gli orecchi e MAI e poi MAI picchiarli con alcun oggetto se non la verga e MAI e poi MAI in faccia o sulla testa. Tutto questo è abuso e violenza e non fa alcun bene.

    Allora ricordiamo questi principi e anche questi altri nella scrittura

    Proverbi 29:15 La verga e la riprensione danno sapienza; ma il fanciullo lasciato a se stesso fa vergogna a sua madre.

    Proverbi 29:17 Correggi tuo figlio, egli ti darà conforto e procurerà delizie all’anima tua.

    Allora diviene evidente che questo tipo di correzione non è solo consigliato ma è comandato poiché siamo comandati ad amare come Dio ama e questo fa parte della dimostrazione dell’amore di Dio verso i suoi figli.

    Proverbi 23:13-14 Non risparmiare la correzione al fanciullo; anche se lo batti con la verga, non morrà; 14 lo batterai con la verga, ma libererai l’anima sua dallo Sceol.

    Qui mi piace in questi versetti quello che ci dice il Signore, non dobbiamo risparmiare la correzione e che quando li battiamo con la verga non sarà nocivo, anzi non moriranno per questa punizione, invece di morire gli daremo la direzione della via della liberazione dalla morte spirituale. Infatti la parola è chiara che chi castiga suo figlio biblicamente lo preserva dalla morte poiché non correggerlo e disciplinarlo vorrebbe dire avere la sua morte come conseguenza, piuttosto seria la faccenda. Questo è il contrario di ciò che dice la psicologia del mondo in riguardo alla disciplina e la correzione corporale. Loro dicono che è inutile e nociva alla psiche e lo stato emotivo dei figli. Vedete come il mondo vuole, il mondo giace nelle mani del maligno, adottare le sue menzogne e filosofie. Le vie del diavolo e del mondo portano maledizione, distruzione e morte, le vie di Dio portano vita e benedizione.

    Poi ci sono altri atteggiamenti o comportamenti dove la punizione e la restituzione sono abbastanza castigo , ma la verga non deve e non può essere risparmiata se si amano i nostri figli.

    Proverbi 19:18 Castiga tuo figlio mentre c’è speranza, ma non lasciarti andare fino a farlo morire.

    (La traduzione King James dice Castiga tuo figlio mentre c’è speranza ma non lasciare il suo pianto fermarti” mentre altre traduzioni leggono questo “Correggi tuo figlio mentre c’è speranza per non rivolgere il tuo cuore verso la sua distruzione”;“Correggi tuo figlio mentre c’è speranza altrimenti la sua vita sarà distrutta”.

    Vorrei dunque ritornare per via di questo ultimo passo ad un passo che avevamo già visto e dove avevamo detto che questa può essere una promessa ma che è una spada a doppio taglio. Questo diviene evidente dal testo stesso.

    Proverbi 22:6 Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio.

    La chiave di questo passo è la parola ammaestra (verbo imperativo, cioè che indica un comandamento non una opzione), abbiamo allora capito che parte dell’ammaestramento che la Bibbia ci comanda di avere verso i nostri figli è anche la disciplina e la correzione, poiché quelle stesse sono vie da seguire e non solo la teoria della parola. Se noi correggiamo e discipliniamo i figli loro impareranno veramente a temere Dio e quindi di conseguenza quando saranno vecchi non si allontaneranno dalla via da seguire. Gesù è la via da seguire e tutto ciò che la sua parola insegna, Gesù è la via, la verità e la nostra vita.

    Molti Cristiani si sorprendono e si chiedono perché i loro figli si allontanano dal Signore, eppure loro sono convinti che li hanno ammaestrati nella via da seguire. Eppure non è così, non può essere così, poiché siccome la parola di Dio è verità e non mente, se i figli si allontanano da Dio vuole per forza dire che in qualche modo i genitori non hanno ammaestrato biblicamente i loro figli. Sappiamo che allontanarsi da Dio per seguire il mondo e vivere nel peccato senza ravvedersi porta alla morte, sia fisica che spirituale.

    Queste sono le cose riguardanti l’ammaestramento sbagliato che sono poi le due cose specificamente più dannose ai figli, una è il compromesso con il peccato, la falsa dottrina e il compromesso con il mondo, le sue vie e filosofie. La seconda è la mancanza di correzione biblica o l’erronea applicazione della disciplina e correzione della quale si è appena parlato.

    Questo per chi dirà che queste sono cose dell’Antico Testamento io vi dico che sbagliate a pensare così.

    Ancora una volta devo e voglio chiarire una cosa che non posso smettere di dire, cioè, che non possiamo permetterci come cristiani di giocare con le anime dei nostri figli né tanto meno evadere le responsabilità che Dio ci ha dato e disubbidire i Suoi comandamenti.

    Purtroppo, lo so che siamo afflitti dal buonismo, cioè, la falsa grazia e tolleranza, che è una filosofia del mondo, anzi è orgoglio, ed è insegnata a tutti oggi. Filosofia che la nostra società e cultura insegna, anzi cerca di forzare su tutti. Questa filosofia è nella chiesa, addirittura proprio nel passo menzionato precedentemente in 1 CORINZI 5:2-6 Paolo condanna nella chiesa questo buonismo e tolleranza di cose che son contrarie alla legge di Dio.

    Mi rendo ben conto che la chiesa è infettata e afflitta da questa cosa deleteria, ma la parola di Dio deve essere ciò che ci guida e non la società e cultura. Inoltre, mi rendo conto, e per certi versi giustamente, che la nostra società e cultura per evitare l’abuso dei bambini ha passato legislazioni che però purtroppo in fondo possono negativamente influire sulla esecuzione della correzione e disciplina biblica. Comunque, anche questo è un aspetto che dobbiamo affrontare biblicamente, cioè abbiamo paura della legge che ci impedisce di fare la volontà di Dio? Quale legge prevale per il cristiano? La legge che è contraria alla parola di Dio e che in molti modi ci impedisce di salvare i nostri figli dalle grinfie del mondo e del diavolo?

    Sicuramente dobbiamo avere rispetto ed essere sottomessi alle autorità la Bibbia ci insegna questo e lo dobbiamo fare. Ma la domanda è questa, se una legge umana ci impedisce o proibisce di fare la volontà di Dio e di mettere in pratica la Sua parola, a quale voce dobbiamo essere ubbidienti? Quella umana o quella di Dio? Quale legge prevale? Mi sembra che la risposta sia evidente e che anche la Bibbia ci insegna che gli Apostoli stessi hanno disubbidito le loro autorità terrene quando volevano proibire loro di fare la volontà di DioATTI 5:29. Lo so che si rischiano delle conseguenze con la società a disciplinare biblicamente i nostri figli, infatti anche gli Apostoli finirono in prigione, ma che cosa è meglio, ubbidire Dio o l’uomo? Chi pensate governi meglio Dio o l’uomo? Guardatevi intorno e ditemi, se l’uomo senza Dio governa bene. Penso proprio di no. E’ anche ovvio che non si sta parlando di abuso e violenza ma correzione e disciplina biblica fatta come si deve. Se si pratica abuso e violenza è giusto che si venga arrestati, Dio non condona né giustifica abuso e violenza.

    Andiamo allora ad esaminare un passo del Nuovo Testamento che confermerà il tipo di ammaestramento dell’Antico.

    Cerchiamo di ricordarci che sia i lettori che gli autori del periodo del Nuovo Testamento avevano solo come punto di riferimento le Scritture dell’Antico Testamento e che gli autori del Nuovo citavano la parola di Dio dall’Antico quindi confermando la validità dei principi e comandamenti trovati nelle Scritture ROMANI 15:4;1 CORINZI 10:11;2 TIMOTEO 3:16-17. Ora noi abbiamo anche tutte le Scritture del NT con cui ammaestrare e allevare i nostri figli, ma il sistema delineato è quello biblico che abbiamo studiato, questo non ha niente a che vedere con come il mondo e la psicologia dicono che bisogna ammaestrare i figli.

    Ricordatevi che se volete ammaestrare ed insegnare i vostri figli con le filosofie, metodi e psicologie del mondo, li perderete sicuramente. Sarete chiamati antiquati, fuori dal tempo, sarete scherniti, ecc. ma salverete i vostri figli. Cosa volete fare? Piacere al mondo e agli uomini e perdere la vostra famiglia o essere offesi ed odiati dal mondo ma salvare la vostra famiglia? La scelta è vostra.

    Volete che i vostri figli e figlie siano vestiti alla moda, disegnati e con tutti gli ultimi avanzamenti tecnologici, telefonini, video giochi, MTV, discoteca, internet ecc. ma che finiscano all’inferno quando muoiono o che siano vestiti con indumenti magari comprati al mercatino, magari senza tutti i fronzoli inutili che il mondo e la cultura esige che loro abbiano come necessità; magari stare sotto supervisione in riguardo a cosa guardano, proibire loro di andare in posti non idonei a cristiani, non associarsi assieme alle persone di cattivo esempio, magari invece uscire e stare insieme ad altri figli di credenti supervisionati da adulti credenti, leggere e studiare la Scrittura insieme a loro ma averli in paradiso con voi? Cosa preferite? Oh, direte ma se li emarginiamo completamente dai loro “amici” e dal “mondo” si adireranno e si ribelleranno. Ma state scherzando? Non potreste mai pensare una cosa più sbagliata di questa. Vi devo ancora ricordare che cosa dice la parola di Dio

    1 Corinzi 15:33-34 Non v’ingannate: «Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi». 34 Ridiventate sobri per davvero e non peccate; perché alcuni non hanno conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna.

    Giacomo 4:1-4 Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra? 2 Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; 3 domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

    Infatti la parola di Dio ci dice il contrario, se ammaestrate i vostri figli nelle vie di Dio e non del mondo non si ribelleranno affatto, guardate cosa dice il passo seguente.

    Efesini 6:4 E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore.

    Se volete provocare i vostri figli all’ira, alla ribellione astenetevi dall’ubbidire questo comandamento e ne vedrete delle belle. Il diavolo vi vuole ingannare e far compromettere, vi vuole far credere che se non date ai vostri figli le “i piaceri e i giocattoli del mondo” loro si ribelleranno. E’ una menzogna!

    E’ proprio se gliele date e se compromettete che loro si ribelleranno perché cosa abbiamo appena letto in 1 Corinzi 15:33-34 e in questo passo?

    Questo versetto è molto interessante poiché ci spiega che per evitare di provocare i nostri figli alla ira c’è un’ istruzione ben precisa cioè, allevarli nella disciplina ed ammonizione del Signore.

    Esaminiamo questo passo in Efesini per vedere che istruzioni ci dà e se effettivamente sono coerenti con le istruzioni che abbiamo letto in riguardo nell’AT.

    La parola allevarli è la parola Greca extrèfete che significa far maturare. Quindi, la responsabilità primaria per l’ammaestramento e l’allevamento è del padre anche come dice il passo di Efesini, ma è anche evidente come abbiamo visto che la madre deve anche lei istruire, allevare,ammaestrare i figli non esclusivamente le femmine soltanto, ma è anche evidente che la madre avrà una più grande responsabilità verso le figlie. Il principio del passo inTITO 2:3-5 vale eccome per le mamme verso le figlie.

    Comunque, tornando al passo stesso che stiamo esaminando,quindi, allevare nel Greco significa portare a maturazione. Il compito dunque dei padri e delle madri è di far arrivare i figli a maturità spirituale, far maturare spiritualmente. Come? Con la disciplina. La parola disciplina è la parola Greca paideìa che significa correzione disciplinare questa dunque è inclusiva della disciplina corporale che deve essere assolutamente accompagnata da istruzione e porta all’educazione della persona sottoposta all’azione della disciplina e all’istruzione della parola di Dio.

    La parola ammonizione è la parola Greca nouthesia che significa chiamare ad attenzione tramite riprensione e avvertimenti esortazione decisa e autorevole; rimprovero, richiamo spesso severo: in questo caso del Signore, cioè in riferimento alla sua parola.

    Ci sono due tipi di disciplina e tutti e due devono essere praticati nella vita del credente. Questi sono due tipi di disciplina che il nostro Padre Santo usa con noi per il nostro maturamento spirituale. Sono anche due tipi di disciplina che noi stessi come credenti dobbiamo praticare se volgiamo crescere spiritualmente.

    Per meglio capire quali sono questi due tipi di disciplina ci sono due passi specifici che prenderemo in considerazione.

    Il primo tipo di azione disciplinare è la correzione nel senso correttivo, punitivo a volte. Questa disciplina l’abbiamo già vista precedentemente ma la vogliamo ancora vedere perché è importante. Il Signore fa questo con i Suoi figli perché li ama e perché facendo questo un frutto importante viene prodotto dalla vita del credente. Questa pratica la dobbiamo esercitare con i nostri figli, è parte di ciò che diceEFESINI 6:4.

    Ebrei 12:5-11 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9 Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? 10 Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.

    Questa è la disciplina correttiva.

    Il secondo tipo di disciplina è la disciplina che effettivamente esercita lo spirito a seguire un determinato percorso. E’ disciplina che deve essere rigorosamente praticata se si vogliono determinati risultati nella nostra vita spirituale. La Scrittura ci dà esempi di questo tipo di disciplina. Questa è la disciplina che ogni credente deve prima praticare per se e poi far praticare ai figli propri. Questi esempi si trovano in

    2 Timoteo 2: 2-6 le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri. 3 Tu dunque sopporta sofferenze, come un buon soldato di Gesù Cristo. 4 Nessuno che presta servizio come soldato s’immischia nelle faccende della vita, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. 5 Similmente, se uno compete nelle gare atletiche, riceve la corona unicamente se ha lottato secondo le regole. 6 L’agricoltore, che lavora duramente, deve essere il primo a goderne i frutti

    Questi sono esempi dai quali si riesce per logica e ovvia osservazione del soggetto di cui si sta parlando che cosa voglia dire essere disciplinati spiritualmente. Paolo da tre esempi, il soldato, l’atleta e l’agricoltore. Tutti e tre questi soggetti devono assolutamente vivere una vita rigorosamente ordinata e disciplinata per arrivare ad avere successo nella loro pratica.

    Il soldato, in special modo il soldato all’epoca di Paolo viveva una vita molto dura, disciplinata, nell’esercizio fisico e nell’esercitazione delle sue armi e nell’alimentazione. Il soldato doveva vivere una vita seria, non distratta dal divertimento e le cose del mondo civile, una vita disciplinata, perché quando entrava in combattimento non poteva permettersi di trovarsi distratto, fuori esercizio e non sapere come usare con efficacia le sue armi. Inoltre, il soldato ha un dovere specifico, una fedeltà unica, una ubbidienza verso colui che lo arruola. Il soldato appartiene all’esercito a cui apparteiene e non può fare come vuole. Il soldato riceve ordini e li deve ubbidire. Così è anche la vita del cristiano, esattamente come quella del soldato, siamo in una guerra spirituale e dobbiamo essere spiritualmente in forma per combatterlaEFESINI 6:10-18. Il cristiano non appartiene più a se stesso ma a Dio e deve vivere in ubbidienza agli ordini di Dio, deve essere fedele a Cristo e nessun altro 1 CORINZI 6:19-20.

    Il secondo esempio è l’atleta. L’atleta del resto molto simile al soldato deve prima di tutto competere, lottare secondo le regole dello sport in cui compete se vuole essere vittorioso. Inoltre anche l’atleta come il soldato appunto deve allenarsi rigorosamente, alimentarsi nel modo giusto per ottenere la forma migliore con la quale può lottare per vincere.

    L’agricoltore è un individuo molto disciplinato e perseverante, paziente e lavora duramente per ottenere un raccolto. L’agricoltore si alza prestissimo il mattino, lavora duramente nei campi preparando il terreno per l’idonea semina. Lavora nel caldo dell’estate esposto al sole, nel freddo dell’inverno. E’ un lavoratore che si sacrifica grandemente, non può essere ozioso e pigro. E’ un individuo che sa che non può evadere le sue responsabilità altrimenti non raccoglierà alcun raccolto. E’ un lavoratore paziente perché deve aspettare la stagione giusta seminare, potare e mietere.

    Ma che cosa c’entra tutto questo con l’ammaestramento e l’allevamento dei figli? Tutto!

    In tutta la nostra vita cristiana questi principi sono essenziali e devono essere messi in pratica per una vita spirituale vittoriosa e piena di soddisfazioni. Quindi, anche nell’allevamento e ammaestramento dei nostri figli questi principi devono essere insegnati, praticati ed essere insegnati come pratica ai nostri figli. Questa è parte della disciplina di Dio. Fedeltà a Dio in tutto, ubbidienza alla Sua parola, cioè metterla in pratica. Non compromettere con alcuna cosa del mondo, essere fedeli a Dio in tutto, allenarsi ed addestrarsi rigorosamente nelle discipline spirituali ( lettura, studio, meditazione e pratica della parola di Dio, preghiera). Non essere pigri ed oziosi, lavorare per il Signore con tutta la nostra forza e tempo, essere meticolosi, precisi, puntuali, anche sofferenti, perseveranti e pazienti. Queste son tutte le qualità che questi tre personaggi menzionati da Paolo devono avere e così anche noi, per noi stessi e per i nostri figli.

    Interessante come tutte queste istruzioni bibliche comandateci dalla parola di Dio sia nel mondo che ormai purtroppo nella maggior parte dei casi anche nella chiesa non siano accettate più. Molte pratiche bibliche oggi sono considerate nocive alla crescita e alla salute psicologica dei figli e sono scoraggiate. La cosa triste è che non sono solo scoraggiate dal quelli del mondo, ma scoraggiate anche all’interno della chiesa stessa.

    Questo prova che la chiesa ha creduto alle filosofie e alla psicologia del mondo invece che alla parola di Dio. Non è quindi una sorpresa per me che i figli non seguono il Signore ma invece si allontanano da Lui. Ulteriormente è evidente che contrariamente a ciò che insegnano gli psicologi del mondo possiamo, anzi sicuramente, provocheremo i nostri figli all’ira se non li correggiamo e discipliniamo come abbiamo appena studiato nella parola di Dio.

    Infatti bisogna vedere cosa vuole dire Paolo quando dice ai padri, i quali come si è già detto sono i primari responsabili dell’ammaestramento, l’allevamento, la disciplina e l’ammonizione dei figli, di non provocare i figli ad ira. Quando i nostri figli non ricevono il vero ammaestramento biblico, quando i nostri figli non sono disciplinati come istruisce la parola di Dio, quando i nostri figli non sono ammoniti nel Signore, quando invece di fare tutto ciò che la parola di Dio ci dice di fare non la mettiamo in pratica e se invece di correggere e disciplinare i nostri figli li abusiamo li provocheremo ad essere irati con noi, con Dio, con le autorità.

    Vi interessate di ciò che i vostri figli fanno? Cosa guardano? Che musica ascoltano? Con chi escono? Perché escono da soli quando sono ancora minorenni? Come si vestono? Che tipo di roba si mettono addosso? Li permettete di farsi tatuaggi, piercing, permettete i maschi di mettersi orecchini?

    Le vostre figlie minorenni vanno in giro da sole vestite con lo stomaco visibile, il sedere di fuori, con le mutandine che si vedono? Che tipo di vestiario le fate indossare, gonne corte, pantaloni così attillati che si possono vedere tutte le forme anche delle parti private? I vostri figli assomigliano a quelli del mondo, i pagani? Voi genitori siete responsabili di tutto questo nella vita dei vostri figli e figlie per tutto il periodo che vivono sotto il vostro tetto. Spesso quando vedo figli di credenti che vanno in giro in un certo modo mi viene lo sconforto. Li permettete di andare in discoteca? Quelli non sono ambienti per cristiani. Così cari fratelli e sorelle perderete i vostri figli al mondo. Siete permissivi e compromettete con il mondo. Da come si vestono, con chi escono, dove vanno e come si comportano si capisce chi è che ha autorità e chi controlla l’andamento della famiglia. Se sono i figli e il mondo e Satana o Dio, la Sua parola ed i genitori.

    Ho detto prima e lo ripeto, la mancanza della correzione, la verga e l’ammaestramento e insegnamento biblico producono ira e ribellione nei nostri figli, tanto quanto la produce l’abuso e la violenza. La mancanza di ammaestramento biblico, disciplina e l’erronea applicazione o l’eccesso di disciplina sono detrimenti per i nostri figli. Questa responsabilità da parte dei genitori cristiani è indispensabile e deve essere la loro priorità, non è una cosa che possiamo permetterci di non fare o di esercitarla in modo sbagliato. Non è una opzione se vogliamo che i nostri figli e figlie seguono fedelmente il Signore. Se vogliamo vedere i nostri figli e figlie diventare uomini e donne di Dio, come Dio vuole che essi siano in tutto e per tutto, se vogliamo vederli salvati dalla distruzione sia fisica che psicologica ma soprattutto quella spirituale, allora ci dobbiamo impegnare a mettere in pratica i comandamenti di Dio, ad assumerci le nostre responsabilità spirituali, ad accettare e vivere dentro i ruoli che Dio ha disegnato per ognuno di noi. Dobbiamo smettere si correre dietro alle filosofie ed i costumi del mondo, della società e della nostra cultura e dobbiamo diventare, veramente, uomini e donne di Dio che vivono i principi della parola di Dio. Uomini e donne di Dio che hanno una veduta biblica della famiglia, della chiesa, del mondo. Non possiamo vivere una vita di compromessi, non possiamo rimanere seduti a cavallo con una gamba nel mondo, nell’idolatria e l’altra nel Regno di Dio. Questo è essere tiepidi, è una vita di compromesso, è religione che non gioverà a niente, ed è una cosa che Dio non sopporta. Perché vacillate tra due opinioni? Se il SIGNORE è Dio servite Lui, se per voi Baal, Mammona, il mondo, la società, la cultura è Dio allora servite lui.

    1 Re 18: 21 Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando tentennerete fra due opinioni? Se l’Eterno è DIO, seguitelo; ma se invece lo è Baal, seguite lui». Il popolo non rispose parola.

    Voi che cosa risponderete? Non risponderete parola anche voi? Giustificherete le vostre mancanze? Direte quanto sia difficile oggi mettere in pratica queste cose, oppure sarete come Gesù, che nel Getsemani disse non ciò che io voglio ma sia fatta la Tua volontà”.

    Pensate che fosse facile per Lui fare la volontà di Dio? Colui che non aveva mai conosciuto peccato diventare peccato per noi? Colui che non aveva mai sperimentato separazione dal Padre per tutta l’eternità, essere se pur per un breve momento, separato dal Padre? Non ci ha detto Lui stesso che dobbiamo prendere la nostra croce ogni giorno e seguire Lui? Perdere la nostra vita per trovare la Sua? A che giova se guadagniamo tutto il mondo ma perdiamo la nostra anima, o perdiamo i nostri figli?LUCA 9:23.

    Nella prima parte dello studio abbiamo parlato di come il diavolo è riuscito a ingannare la società credendo alle sue menzogne. Una di quelle se vi ricordate era il fatto che i figli, la famiglia sono di poca importanza, cioè possono, anzi devono essere in qualche modo sacrificati sull’altare del benessere, io lo chiamo l’illusione del benessere. Il vero e proprio benessere è quando si fa la volontà di Dio e si ricevono le Sue benedizioni. Comunque, siccome sia la società pagana che quella “cristiana” si sono sottomessi a questa filosofia diabolica che i figli sono di importanza e di priorità secondaria, si è dunque perso il vero valore di ciò che i figli possono essere.

    C’è un altro aspetto che è collegato a questo, cioè questo, le donne, mamme e mogli di oggi ed anche i mariti e padri, stanno soffrendo incredibilmente per mantenere una famiglia oggi. Questo è proprio dovuto al fatto che entrambi lavorano. Io dico, se, la famiglia fosse numerosa ma anche non, comunque con il passare del tempo i figli potrebbero divenire, anzi devono divenire una preziosa risorsa dal punto di vista qualitativo per la famiglia.

    Vi spiego. C’è un altro aspetto dell’ammaestramento e l’insegnamento che devono essere parte della vita della famiglia cristiana. I figli e le figlie devono essere ammaestrati ad essere di aiuto in casa. Il lavoro casalingo dunque dopo un po’ di tempo viene suddiviso nella famiglia, ognuno dei figli e figlie responsabili di determinati compiti casalinghi, così che la moglie, madre e casalinga non ha l’intero peso del lavoro su di se. Questo aspetto non è abusivo ma educativo. Se fin da piccoli i figli e le figlie vengono piano, piano ammaestrati a fare prima piccole faccende in casa poi quando giungono ad avere una certa età le loro responsabilità vengono aumentate ci sarà una famiglia ben ordinata e ammaestrata. Comunque avranno imparato non solo a fare tutto ciò che una persona deve saper fare per la loro famiglia quando l’avranno, ma avranno anche imparato la responsabilità ed il valore del lavoro e non saranno pigri ed oziosi come la maggior parte dei giovani è oggi. Questo fatto inoltre potrebbe anche risultare nel liberare la madre per poter lavorare in casa se e quando fosse necessario.

    Tra queste responsabilità suddivise tra membri della famiglia c’è ancora posto per il marito e padre che deve amare la moglie in tale modo da sacrificarsi costantemente quando c’è bisogno, anche se questo vuole dire essere di aiuto con le faccende casalinghe. Certo che per arrivare a questa conclusione non serviva la ribellione del movimento femminista ma la semplice ubbidienza della parola di Dio da parte dei mariti e l’insegnamento corretto di essa da parte della chiesa. Cose che magari son mancate e della quale mancanza il diavolo si è approfittato per creare caos e distruzione.

    Ma direte voi, com’è che questa cosa risulta biblica? Sì, risulta biblica perché la parola di Dio dice Tito 2:3-5 Parimenti le donne anziane abbiano un comportamento conveniente a persone sante, non siano calunniatrici, non schiave di molto vino, ma maestre nel bene, 4 per insegnare alle giovani ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli, 5 a essere assennate, caste, dedite ai lavori di casa, buone, sottomesse ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata.

    Avevamo già stabilito in precedenza che queste istruzioni valgono e molto anche per le madri che devono insegnare queste cose alle figlie. Questa è parte dell’educazione e ammaestramento che le madri DEVONO dare alle proprie figlie. Come vedete c’è l’insegnamento ad essere dedite ai lavori di casa. L’insegnamento ad essere caste,assennate, buone e sottomesse. Con tutta onestà possiamo dire che le mamme cristiane insegnano oggi queste cose alle loro figlie? Ma, forse alcune, ma non ve ne sono tante credetemi.

    I padri insegnano i propri figli ad essere i lavoratori in casa insegnandoli a fare i lavori più pesanti, impegnativi e tecnici anche nella casa? Ci sono tante cose che i figli maschi possono imparare a fare e del resto non c’è assolutamente alcun male se imparano a fare le faccende di casa. Non credo che sia un discorso femminista che i maschi devono imparare a contribuire con il lavoro in casa, ma credo invece sia un discorso di responsabilità e di amore e rispetto per i genitori.

    Così abbiamo iniziato anche a coprire le responsabilità dei figli verso i genitori e verso Dio, poiché rispettare ed ubbidire i genitori è un comandamento di Dio. Un comandamento di Dio che ha una grande promessa allegata.

    Esodo 20: 12 Onorerai tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che l’Eterno, il tuo DIO, ti dà.