• Lingua:

  • Lingua:

  • Articles

    Categories

  • LaNuovaRiforma

    Benvenuti nel nostro sito web. la pace e la grazia di nostro Signore Gesù Cristo sia la vostra abbondanza e che Dio vi benedica grandemente. vogliamo introdurre .

    Per saperne di più
  • Ruoli NellaFamiglia Come la Chiesa

     

    Uomo/Marito/Padre- Donna/Moglie/Madre

    Per capire come deve funzionare la famiglia nell’ordine e nella volontà di Dio bisogna tornare al principio. Senza le basi fondamentali non si può mai costruire bene. Prima di tutto bisogna dire che la famiglia disegnata da Dio è una famiglia che al centro ha, o dovrebbe avere il marito/padre. Questo è il canale ideale di autorità scelto da Dio. Capiamo come già menzionato che se la situazione lo esige nei casi di vedove, donne divorziate o madri singole che questa responsabilità ricade su di loro, comunque queste sono le eccezioni e non la regola.

    Tutto ebbe inizio nell’ordine della creazione. Dio creò Adamo, l’uomo prima e fu a lui che fu data la primaria autorità ed a cui furono rivolte le prime responsabilità.

    Genesi 2:7-8 Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente. 8Poi l’Eterno Dio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e vi pose l’uomo che aveva formato.

    1 Timoteo 2:13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva.

    Genesi 2:15-18 L’Eterno Dio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. 16 E l’Eterno Dio comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai». 18Poi l’Eterno Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui».

    Questo vuole dire che avere più autorità porta di conseguenza ad avere più responsabilità.

    Vediamo qui che ad Adamo furono date delle responsabilità ben precise all’inizio della sua creazione.

    La prima fu quella di lavorare nel giardino dove Dio lo mise e di custodirlo. Allora vediamo qui che il ruolo primario di un uomo è di essere uno che prende cura, provvede e che protegge.

    La seconda responsabilità era quella di far si che non solo lui stesso ubbidisse il comandamento di Dio di non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male ma anche che questo comandamento lo insegnasse ad Eva, che fu creata dopo Adamo.

    E’ evidente dalla cronologia del testo che Eva non era stata istruita direttamente da Dio di non mangiare il frutto proibito, ma Adamo sì. Quindi la responsabilità ricadde su Adamo. Era lui a dovere insegnare ad Eva il comandamento di Dio e poi sua la responsabilità di proteggere Eva dalla tentazione e l’insidia che fu portata a lei dal diavolo.

    Comunque purtroppo conosciamo l’esito di queste responsabilità che Adamo fallì di mettere in pratica. Ma a parte il fallimento di Adamo su cui torneremo dopo, vediamo che le primarie responsabilità date ad Adamo erano di provvedere mediante il lavoro e di curare e proteggere il giardino di cui era responsabile ma anche che queste sarebbero poi state le innate responsabilità verso sua moglie e di esserle insegnante di ciò che aveva comandato Dio.

    Genesi 3:6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò.

    Comunque è evidente anche che Dio responsabilizza Adamo per il risultato della disubbidienza di Eva perché fu la sua passività e mancanza di protezione nei confronti della moglie di cui lui stesso era responsabile ed anche lui ha quindi disubbidito Dio ed ha peccato. Per questo Adamo si è portato su di se stesso la responsabilità delle conseguenze del peccato e di conseguenza sulla razza umana. Dio comunque responsabilizza anche Eva per la sua disubbidienza e il suo peccato infatti Paolo ci dice in

    1 Timoteo 2: 14 E non fu Adamo ad essere sedotto ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione.

    Tutti e due sono colpevoli di aver disubbidito DIO ma ad Adamo per via della sua posizione di autorità e quindi avendo più grande responsabilità viene designato come il portatore ufficiale del peccato e della morte nell’essere umano.

    Allora per l’autorità e queste responsabilità date da Dio, Adamo era dunque il capo di Eva e quindi della razza umana; quando Eva fu tentata e cadde nel peccato ad Adamo fu data da Dio, la responsabilità del peccato che lui ha anche su tutta l’umanità.

    Romani 5:12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato;

    Romani 5:19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, cosí ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti.

    1 Corinzi 15:22 Perché, come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo.

    Anche con le conseguenze dei loro peccati nella loro natura peccaminosa Adamo ed Eva furono comunque obbligati a ritenere i ruoli loro dati da DIO La lotta per questi ruoli sarebbe ed è stata da quel giorno in poi sempre più aspra e acerrima poiché nella natura peccaminosa questi ruoli non sono più nella bontà, purezza e sottomissione alla volontà di Dio, ma sono stati corrotti e deturpati dalla depravazione del peccato diventando ruoli i quali sia l’uomo che la donna desiderano avere ma che divengono campo di contesa poiché sia l’uomo che la donna sono in guerra per cercare di ottenere la stessa posizione di autorità. Vediamo come si svolge questa cosa.

    Genesi 3:16-19 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te». 17 Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: “Non ne mangiare”, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. 18Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi; 19 mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai».

    Vorrei focalizzare l’attenzione sulla seconda parte del versetto 16 e la prima parte del versetto 17; allora, qui il Signore dice ad Eva che i suoi desideri si volgeranno verso suo marito, questo non vuole dire che i desideri in questione siano di natura sessuale o di buone intenzioni, qui in questi versetti siccome si sta parlando delle conseguenze dei loro peccati non c’è niente di positivo nelle dichiarazioni che Dio fa qui. Cosa vuol dire: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te»?

    Infatti se andiamo a vedere il linguaggio e le parole usate in Genesi 4 quando il SIGNORE parla a Caino prima che uccidesse suo fratello, lo sta avvertendo della situazione del suo cuore e del peccato che lui stesso stava contemplando. Vediamo che sono usate le stesse parole e lo stesso linguaggio usato in Genesi 3:16 per ciò che il peccato stava facendo nei confronti di Caino. Quindi si capisce che nel testo originale in ebraico queste parole sono state scelte a posta per trasmettere un certo intendimento di cosa questi due testi parlano e del parallelismo del significato in entrambi i passi.

    Genesi 4:7 Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare».

    Allora qui c’è da capire che, con lo stesso tipo di desiderio, cioè il desiderio stesso di dominio che il peccato vuole avere su Caino, cosi la moglie avrà desideri di dominare suo marito, un desiderio peccaminoso. Ma come la persona deve dominare sul peccato, cosi il marito purtroppo dominerà con prepotenza sulla moglie.

    Questo però è da capire che non è la volontà di Dio che sia cosi ma il risultato e la conseguenza della natura peccaminosa umana. Da qui allora nasce l’antica battaglia tra uomini e donne per le posizioni di autorità e il costante desiderio della donna di usurpare l’autorità in ogni ambito e la prepotenza e costante arroganza un dominio dittatoriale che spesso risulta in abuso da parte dell’uomo verso la donna. Questo atteggiamento abusivo e peccaminoso dell’uomo è ciò che Satana ha usato per incitare e convincere la donna che doveva liberarsi da sotto il giogo e dalla schiavitù casalinga e della famiglia. Satana è un maestro nella manipolazione dei comportamenti peccaminosi dell’uomo.

    Così ha usato il comportamento ingiusto dell’uomo verso la donna per convincere la donna che il lavoro e la carriera e l’uguaglianza con l’uomo, anzi, arrivare a dominare l’uomo, cioè come disse Dio ad avere i suoi desideri rivolti verso la posizione e il ruolo dell’uomo, sarebbe stata la panacea, la medicina che avrebbe guarito tutti i mali della donna. Invece la medicina che guarisce tutti questi mali è per la donna di tornare a ricoprire il ruolo che Dio ha stabilito per lei e l’uomo a ricoprire il ruolo stabilito per lui. La donna sia sottomessa al marito in tutto, tutto ciò che è buono e in accordo con la legge di Dio, e che rispetti il marito e il marito che la ami come Cristo ha amato la chiesa, sacrificandosi per lei e che si prenda cura di lei in tutto e per tutto.

    Quindi, nella vita dei non credenti è e sarà una battaglia feroce, ma nella vita dei credenti non dovrebbe essere una battaglia cosi feroce come lo è per i non credenti, poiché ognuno di noi viene riportato alla condizione spirituale di rigenerazione e quindi ognuno di noi sottomessi a Dio dovrebbe prendere la posizione e li ruolo che Dio ha stabilito che dobbiamo avere e in quel ruolo e posizione sottomessi a Dio e reciprocamente nell’amore riprendiamo i ruoli che Dio aveva prestabilito per l’umanità prima della caduta nel peccato. Purtroppo troppo spesso questa guerra continua sia nella vita del marito e della moglie credente, sia che nella vita della chiesa stessa.

    C’è un altro problema nell’atteggiamento e la disubbidienza di Adamo che lo responsabilizzò ancor di più davanti a Dio e cioè che mentre fu la donna che ascoltò la tentazione del diavolo, fu Adamo che ascoltò la voce di sua moglie invece che quella di Dio.

    Genesi 3:17 Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato.

    Qui bisogna ricordarci dell’ordine in cui tutto questo era stato organizzato da Dio e qui si può vedere come quell’ordine fu messo sottosopra.

    Il SIGNORE aveva comandato ad Adamo di non mangiare il frutto che gli avrebbe dato la conoscenza del bene e del maleGENESI 2:16-17 e infatti anche qui il SIGNORE dice ad Adamo “ti avevo comandato” e non “vi avevo” comandato.

    Bisogna capire questa cosa per capire l’ordine dell’autorità e responsabilità del marito e della moglie. Adamo fu colui, anche se la Scrittura non lo dice direttamente, al quale si può logicamente estimare che Dio aveva dato la responsabilità di insegnare questo comandamento ad Eva. In sottomissione Eva avrebbe dovuto ubbidire Dio tramite l’istruzione del marito. Eva avrebbe dovuto aver fiducia in Adamo stesso e sottomettersi a ciò che Adamo gli aveva insegnato. Questo ci porta a capire che il vero e proprio primario ruolo di insegnare la parola di Dio nella famiglia spetta al marito, questo non è a volte possibile per via di alcune estreme circostanze, ma dovrebbe essere la norma ed è confermato dalla Scrittura del Nuovo Testamento.

    1 Timoteo 2:11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.

    1 Corinzi 14:34-35 Tacciano le vostre donne nelle chiese, perché non è loro permesso di parlare, ma devono essere sottomesse, come dice anche la legge. 35E se vogliono imparare qualche cosa interroghino i propri mariti a casa, perché è vergognoso per le donne parlare in chiesa.

    Ma invece conosciamo il risultato, Eva tentata dal diavolo disubbidì il comandamento di Dio datogli tramite Adamo e quindi Eva uscì da sotto l’autorità e la protezione di Adamo, la quale lui aveva ricevuto da Dio e disubbidì anche il marito non solo il SIGNORE. Quando non ci si sottomette a qualsiasi tipo di autorità spirituale e si disubbidisce l’autorità stabilita da Dio non disubbidiamo solo una persona ma Dio. Ripeto autorità che è sottomessa all’autorità scritturale. Eva usci da sotto l’autorità ma anche la protezione del marito ma Adamo fu a sua volta colpevole di diverse cose, esaminiamole:

    Adamo era con Eva al momento della tentazione, Adamo fallì nel proteggere Eva e dal portarla via dalla tentazione o almeno di avvertirla di non disubbidire Dio. Adamo fallì poiché abdicò la sua autorità datagli da Dio e divenne passivo, perché lasciò Eva fare ciò che lei desiderava e ubbidì la voce di Eva invece di quella di Dio. Allora l’ordine del peccato originò da Satana ma Eva disubbidì non solo Dio ma anche Adamo e ascoltò il diavolo. Adamo a sua volta, ascoltò sua moglie, ubbidì lei ma facendo questo ubbidì anche lui il diavolo e alla fine è sempre e solo disubbidienza a Dio.

    Per questo tutti i canali di autorità furono violati e di conseguenza l’autorità di Dio fu violata. Per tutto questo Dio diede la responsabilità della disubbidienza ad Adamo, per via del ruolo di autorità fu tutta data ad Adamo. Ovviamente la responsabilità e le conseguenze furono distribuite a tutti coloro che furono coinvolti, il diavolo, Eva ed Adamo. Dio non giustifica le azioni ribelli e la colpa di nessuno, se non tramite fede in Cristo, il ravvedimento dei peccati.

    Ma Adamo nel ruolo di responsabile la scrittura nomina il responsabile del peccato di cui siamo tutti partecipi e coinvolti. Quindi ripeto che con più autorità aumentano le responsabilità.

    Siccome Adamo ascoltò e ubbidì la voce della moglie invece che quella di Dio, lui commise lo stesso peccato di disubbidienza ma in un ordine diverso, cioè lui disubbidì Dio ma non facendosi ingannare direttamente dal diavolo ma invece ascoltando sua moglie invece di Dio. Per questo nella natura peccaminosa dell’essere umano c’è questa battaglia per l’autorità tra uomo e donna, tra marito e moglie. Questa battaglia è come abbiamo già stabilito in Genesi 3:16b i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te».

    Ma nell’ordine di Dio, cioè nello stato di rigenerazione in Cristo, nell’uomo e la donna nati di nuovo, l’ordine di autorità e responsabilità deve ritornare allo stato originale che Dio aveva stabilito prima della caduta nel peccato e della corruzione e depravazione totale dello spirito umano.

    Avendo dunque visto perché c’è questa battaglia di dominazione riguardante le posizioni di autorità ora possiamo meglio capire la Scrittura quando ci insegna e perché ci insegna che sia nella famiglia che nella chiesa allo stesso modo e per la stessa ragione ci sono ruoli e posizioni di autorità e di responsabilità ben definiti e che la violazione di questi ruoli, posizioni e responsabilità sono infatti una violazione all’ordine del disegno di DIO della famiglia e della chiesa. Queste violazioni quindi sono peccati che ritornano alle origini della causa della nostra natura peccaminosa. Se non vogliamo allora ritrovarci a disubbidire Dio e peccare contro di Lui bisogna comprendere ed ubbidire la parola di Dio sia come uomini che come donne, se volgiamo godere della potenza di Dio sia nella famiglia che nella chiesa.

    Vediamo allora prima di tutto l’ordine dell’autorità e delle responsabilità della famiglia cristiana che è una riflessione della chiesa stessa. Qui spenderemo un po’ di tempo nell’esaminare i paralleli tra la chiesa e la famiglia visto che la parola di Dio li trae e ce li mette in evidenza in diversi passi e in diversi modi.

    Efesini 5:21-33 sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo. 22Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore, 23 poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, ed egli stesso è Salvatore del corpo. 24Parimenti come la chiesa è sottomessa a Cristo, cosí le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa. 25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, 27per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile. 28 Cosí i mariti devono amare le loro mogli, come i loro propri corpi; chi ama la propria moglie ama se stesso. 29Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa, 30 poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa. 31«Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due diverranno una sola carne». 32 Questo mistero è grande; or lo dico in riferimento a Cristo e alla chiesa. 33Ma ciascuno di voi così ami la propria moglie come ama se stesso; e similmente la moglie rispetti il marito.

    La prima responsabilità e quella data a tutti di sottomettersi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Questo vuole dire che sottomettendosi a Cristo e alle sue direttive, la Sua parola dunque ci sottometteremo gli uni agli altri come è prescritto da Dio. Poi Paolo ci spiega questo in modo pratico dandoci anche una lezione sull’autorità e responsabilità del marito e della moglie.

    La moglie deve essere sottomessa al marito allo stesso modo che una donna deve essere sottomessa al SIGNORE. Allora questo indica uno spirito di ubbidienza e di umiltà. Questo è ulteriormente confermato nel versetto 24 dicendo Parimenti come la chiesa è sottomessa a Cristo, così le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa. Qui vediamo che dice alle mogli di essere sottomesse in ogni cosa ma questo si riferisce solo alle cose che non violano la parola di Dio, poiché tutti abbiamo la prima responsabilità ad essere sottomessi alla parola di Dio prima, poi agli altri a cui dobbiamo la nostra sottomissione ma solo se in ubbidienza alla parola di Dio. Questo è descritto in altri passi della Scrittura, per esempio in

    Atti 5:26-29 Allora il comandante del tempio andò con le guardie e li ricondusse, senza far loro violenza, per paura di essere lapidati dal popolo. 27Cosí essi li portarono e li presentarono davanti al sinedrio e il sommo sacerdote li interrogò, 28dicendo: «Non vi abbiamo severamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, voi avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». 29Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini.

    La parola di Dio ci comanda di ubbidire le autorità, sia terrene che spirituali ROMANI 13: 1-7 e 1 PIETRO 2: 13-20 , ma è anche evidente che queste autorità quando non sono sottomesse alla parola di Dio, quando ci ordinano di fare cose contrarie alla volontà di Dio non devono mai essere ubbidite, ma DIO SOLO e la SUA PAROLA DEVONO ESSERE UBBIDTI.

    Questo vale anche nel caso della sottomissione e l’ubbidienza della moglie al marito. Anche perché il marito deve essere sottomesso a Cristo e quindi se questo è il caso per la moglie sottomettersi al marito non dovrebbe essere una causa di problema e di contenzione se lo è c’è allora un caso di spirito ribelle in lei, che Dio condanna come peccato. Ricordiamoci che la parola di Dio ci insegna che la moglie deve rimanere umilmente sottomessa e ubbidiente anche al marito che non cammina con il Signore, se appunto non le viene ordinato di fare cose contrarie alla parola di Dio 1 PIETRO 3: 1-6

    Questo brano in Efesini inoltre insegna che il marito è il capo della moglie come Cristo lo è della chiesa. Questo delinea perfettamente il canale assegnato da Dio in riguardo a autorità e responsabilità. Questo è ulteriormente insegnato in

    1 Corinzi 11:3 Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio.

    Allora il canale di autorità è il seguente:

    Il Padre è il capo di Cristo, Cristo è il capo della chiesa, che nella quale è il capo dell’uomo e della donna , l’uomo però dopo Cristo è il capo della donna. L’uomo è sottomesso a Cristo ma la donna a Cristo prima e poi all’uomo.

    Ulteriore insegnamento in riguardo ci è dato in forma diversa in 1 TIMOTEO 2:11-12 ed è un passo su cui torneremo anche dopo insieme a quello di 1 Corinzi 11 quando parleremo delle varie responsabilità della moglie. Come abbiamo detto prima con l’autorità vengono anche le responsabilità. La moglie e donna deve essere sottomessa al marito e alle autorità maschili degli uffici della chiesa. La donna quindi ritiene solo un ruolo, ripeto un ruolo di secondaria autorità (no importanza) sia nella chiesa che nella famiglia. Questo però non vuole dire che il loro valore appunto, sia quello umano che spirituale sia secondario, anzi è uguale davanti a Dio. Sia l’uomo che la donna sono ugualmente preziosi a Dio ed hanno le stesse benedizioni per quanto riguarda la salvezza e il favore di Dio.

    Galati 3:26-29 perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. 27Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù. 29Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abrahamo ed eredi secondo la promessa.

    Molti usano questo passo fuori contesto per giustificare donne pastore e donne che insegnano nella chiesa. Prima di tutto però, come vediamo chiaramente, il contesto sta parlando della uguaglianza spirituale di tutti nella salvezza, nella dignità della vita e nell’eredità del regno di Dio. Questo fatto è ulteriormente confermato in un altro passo relativo alla sottomissione della donna all’uomo e delle responsabilità altrui che si trova in

    1 Pietro 3:1-7 Similmente voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti affinché, anche se ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola dalla condotta delle loro mogli, 2 quando vedranno la vostra casta condotta accompagnata da timore. 3 Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d’oro o indossare belle vesti 4ma l’essere nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio. 5Cosí infatti si adornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, stando sottomesse ai loro mariti 6come Sara che ubbidiva ad Abrahamo, chiamandolo signore, di essa voi siete divenute figlie, se fate il bene e non vi lasciate prendere da alcun spavento. 7Similmente voi, mariti, vivete con le vostre mogli con la comprensione dovuta alla donna, come al vaso più debole, e onoratele perché sono coeredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.

    Ovvio di cosa stanno parlando questi passi, cioè che in effetti davanti a Dio sia l’uomo che la donna, marito e moglie sono pari umanamente e spiritualmente parlando per quanto riguarda la loro posizione nella santità della vita, della salvezza e di eredità spirituale ma non pari in ruolo e posizione di autorità. Infatti è evidente che sono co-eredi della grazia della vita in Dio, quindi uguali in questo. E’ anche ovviamente chiaro che la posizione della donna è di sottomissione, rispetto e finale ubbidienza al marito ed agli uffici e posizioni di autorità della chiesa che dovrebbero essere presieduti da uomini e non da donne.

    Ora cari miei, se non vi piace questa cosa, spaicente di informarvi che sto insegnando ciò che dice la parola di Dio, non vi adirate con me, questo è come Dio vuole che siano fatte le cose. Come vi ho già comunicato diverse volte in altre sezioni del sito, non possiamo far sottomettere la parola e la volontà di Dio alla cultura e la società, il che significa che l’ordine in cui Dio vuole le cose non può essere cambiato nella chiesa perché la società e la cultura lo cambiano.

    Questo di cui stiamo parlando è un ordine che Dio ha stabilito nel principio. è un ordine di creazione, ed è immutabile come del resto Dio anche lo è. Sappiamo che il mondo, la cultura e la società ubbidiscono le vie di Satana, vuole dire allora che anche la chiesa le deve seguire? La chiesa deve adottare le vie che la cultura e società esige? Non credo proprio.La società vuole pr esempio accettare e tollerare l’omossessualità come uno stile di vita normale, ma vi domando, la chiesa deve accettare e tollerare ciò che Dio chiama peccato e abominio? No, affatto! Allora anche per quanto riguarda questo soggetto, non si deve interpretarlo nella luce della società ma nella luce della immutabile parola di Dio.

    Comunque, sia il marito che gli ufficiali della chiesa devono rispettare sia la persona della donna che le loro opinioni e consigli quando siano dati in un modo proprio e in sintonia con la parola di Dio. Comunque, dopo che le considerazioni delle opinioni e consigli sono state fatte se le decisioni del marito o della chiesa non sono le stesse di quelle portate dalla donna, la donna deve rispettare e sottomettersi all’autorità finale sia del marito che della chiesa. Sempre bene sia che il marito e la chiesa pesino attentamente le opinioni delle mogli e della donne e usino preghiera, saggezza e discernimento nel considerarle e non fare decisioni basate sull’orgoglio o sulla superiorità del potere decisivo che per autorità spetta a loro, ricordandosi che entrambi sono co-eredi della grazia di Dio e che ci dovrebbe essere lo stesso interesse per la famiglia e la chiesa da parte di entrambi.

    Dunque è chiaro che nella parola di Dio la moglie o la donna per posizione, ruolo, non sono autorizzate nella chiesa di ritenere posizioni di autorità ed anche nella famiglia questa posizione gerarchica deve essere rispettata. Ma cosa dice la parola di Dio di questo?

    Esaminiamo le ragioni ancora legate a molto di ciò che abbiamo già studiato, poiché è veramente importante capire la logica e le istruzioni che esistono nella parola di Dio. Questa deve essere la base per l’ordine in cui sia la famiglia che la chiesa deve funzionare. Senza l’intendimento di queste basi non ci può essere ordine e crescita sia nella famiglia che nella chiesa.

    Questi due passi sono inerenti e collegati al passo il quale stiamo ancora studiando cioè:

    Efesini 5:21-24 sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo. 22Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore, 23 poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, ed egli stesso è Salvatore del corpo. 24Parimenti come la chiesa è sottomessa a Cristo, cosí le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa.

    1 Timoteo 2:8-15 Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando le mani pure, senza ira e dispute. 9Similmente le donne si vestano in modo decoroso, con verecondia e modestia e non di trecce o d’oro, o di perle o di abiti costosi 10ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà. 11La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio. 13Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14E non fu Adamo ad essere sedotto ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. 15Tuttavia essa sarà salvata partorendo figli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.

    Qui si entra nelle piene responsabilità della donna/moglie e vorrei rimandare le dettagliate responsabilità della donna/moglie a dopo, Ora ora vorrei rimanere nel tema della sottomissione ai canali di autorità prescelti da Dio, quali sono e perché sono.

    La sottomissione della donna/moglie deve continuare nell’ambito del loro impegno nell’imparare cose di natura spirituale, versetto 11. Paolo comanda con autorità apostolica che le donne non possono ritenere la posizione di insegnanti né di usare autorità sull’uomo e devono imparare in silenzio.

    Allora è evidente che sia l’insegnamento spirituale che l’autorità spirituale dovuta a certe posizioni è proibita per la donna nella chiesa e di conseguenza anche nella famiglia, anche se nella famiglia vedremo poi che la donna ha responsabilità di insegnare insieme al marito i propri figli.

    Una traduzione del versetto 12 infatti è tradotta cosi, non permetto la donna di insegnare né di usurpare autorità sull’uomo. Questo è detto per via della problematica della natura peccaminosa delle persone. Paolo si rende conto che Dio inGENESI 3:16 aveva decretato che la donna avrebbe avuto i suoi desideri di usurpare e dominare suo marito e l’uomo in genere. Ed è per questo che Paolo poi ci spiega tornando alla Genesi il perché di questo comandamento apostolico. Questo dunque ci riporta a quello che abbiamo già studiato in precedenza.

    Paolo ci spiega che Adamo è il capo di Eva poiché anche nell’ordine di creazione è stato scelto da Dio per essere nella posizione di autorità anche se Adamo è stato incolpato per il peccato, conseguenza delle sue mancate responsabilità. Ugualmente Paolo ci dice che non fu però Adamo a cadere in tentazione al diavolo e nella disubbidienza bensì questa mancanza dimostra che Eva è stata sedotta da Satana e quindi la donna dimostra una debolezza maggiore alla tentazione diretta del diavolo e dimostra che non è dunque ben predisposta a ritenere certe posizioni di autorità e responsabilità che appartengono per decreto divino all’uomo.

    Si, la donna è più debole fisicamente ma ha anche tendenze di debolezza spirituale per quanto riguarda la tentazione diretta, che la escludono dal poter ritenere posizioni di autorità e di responsabilità. Poi nel versetto 15 Paolo descrive la responsabilità e ruolo maggiore della donna che dopo essere moglie è essere madre, poiché anche il nome Eva vuol dire “colei che dà vita” poi Paolo descrive altre responsabilità della vita della donna nella famiglia e nella chiesa. La donna provvederà creando discepoli della chiesa fisicamente nel partorire figli, mentre l’uomo in concerto con lo Spirito di Dio avrà la primaria responsabilità di formare discepoli spirituali dai figli che la donna ha partorito. La donna avrà insieme con il marito la responsabilità di insegnare i figli le cose di Dio, ma la primaria responsabilità di questo rimarrà del padre.

    Allora fino ad ora abbiamo stabilito biblicamente i ruoli e canali di autorità e la sottomissione. La sottomissione della donna non deve essere vista come un demerito, anzi è da essere vista come un atto di devozione a Dio stesso poiché è Lui che richiede questo comportamento. La sottomissione dunque non è solo al marito o alla posizione di autorità della chiesa ma è prima a Dio. Se ci si offre a Dio come sacrifici viventi tutto diverrà più facile anche sottomettersi, perché prima di tutto ci si è sottomessi a Dio.

    Avendo stabilito tutto questo, adesso voltiamo lo sguardo sulle responsabilità dei vari ruoli. Continuando nel passo di Efesini 5 vediamo che la sottomissione della moglie al marito è una primaria responsabilità che ha la donna.