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  • Romani Capitolo Quattro

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    Introduzione di Romani Capitolo IV

    Fino ad ora Paolo ha scritto due interi capitoli su tre per spiegare ai suoi lettori la natura peccaminosa e la condizione disperata degli esseri umani ed il bisogno per il Vangelo.

    Paolo ha spiegato cosa Dio ha fatto per redimere gli uomini dalla schiavitù del peccato e la morte. Paolo ci ha inoltre spiegato che la giustizia l’uomo la può solo ottenere esercitando fede in Cristo e assolutamente non tramite qualsiasi tentativo di praticare la legge di Dio.

    Paolo ci ha spiegato che la legge serve per dimostrare appieno la peccaminosità della natura umana e l’inabilità dell’uomo di ubbidire la stessa legge con la quale tenta di ottenere giustizia davanti a Dio. La legge dunque è un tutore, una maestra, che serve a guidare o per lo meno si spera che guidi l’essere umano alla disperazione ad ottenere giustizia e giustificazione per fede in Cristo soltanto, per fede nelle Sue virtù ed i Suoi meriti soltanto.

    La legge quando usata nel modo giusto, serve a portare l’essere umano alla comprensione che non è assolutamente capace di ubbidire perfettamente la legge di Dio e dunque spingere alla disperata conclusione che non vi è alcuna speranza nella legge di Dio per ottenere giustificazione davanti a Dio e per evidenziare il bisogno della giustizia divina ottenibile solo tramite fede in Cristo il giusto, l’unico giusto e Colui che ha compiuto ed ubbidito la legge di Dio perfettamente senza peccare, poiché in Lui non vi è peccato alcuno.

    Questa fede in Cristo stabilisce la giustizia della legge nella vita del credente perché Gesù Cristo è il compimento della legge ed è Colui che in effetti è la legge di Dio rivelata e Lui stesso soltanto è giusto e quindi è Lui la giustizia del credente.

    Adesso Paolo continua la sua ascesa dottrinale scrivendo un intero capitolo per spiegarci la natura della fede, che cosa è vera fede, che cosa è la sostanza di fede vera rispetto alla veduta Ebraica in riguardo all’ottenimento della giustizia tramite la legge ed anche in rispetto al resto del mondo. Spiegandoci la natura della giustificazione ottenuta per fede in Dio e nelle Sue promesse, queste promesse per tutti, circoncisi e incirconcisi e come e da dove proviene questa giustizia divina.

    Paolo adesso usa Abrahamo come esempio di vera fede, giustizia e giustificazione per fede in Dio per grazia e non tramite la legge. Abrahamo è dunque dichiarato il padre spirituale di coloro che credono, i credenti Ebrei ed i credenti Gentili.

    In questo capitolo esamineremo ancora ma in modo più dettagliato che cosa è vera fede e che cosa è falsa fede. Queste cose sono così essenziali da capire, non possiamo andare avanti in un qualsiasi studio biblico, nelle vita Cristiana e nelle attività Cristiane ed in special modo quando dobbiamo capire la vera natura dell’evangelismo, senza comprendere bene che cosa vera fede sia secondo lo standard di Dio.

    Come è che una persona é resa giusta davanti a Dio?

    Sola Fide insegnava la chiesa riformata, Per Fede Soltanto, in fatti per essere più precisi. Sola Gratiae, Sola Fide, Per Grazia Soltanto, per Fede Soltanto.

    Le benedizioni ed i benefici del Vangelo sono validi soltanto per coloro che per grazia di Dio hanno esercitato vera fede salvifica. Questi sono gli eletti e i giusti in Cristo, in Lui siamo giustificati davanti a Dio.

    Romani Capitolo IV

    Romani Capitolo IV Versetti da I a IV

    1 Che cosa diremo dunque in merito a ciò, che il nostro padre Abrahamo ha ottenuto secondo la carne? 2 Perché se Abrahamo è stato giustificato per le opere, egli ha di che gloriarsi; egli invece davanti a Dio non ha nulla di che gloriarsi. 3 Infatti, che dice la Scrittura? «Or Abrahamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia». 4 Ora a colui che opera, la ricompensa non è considerata come grazia, ma come debito;

    Credo che la giusta interpretazione del promo versetto di questo quarto capitolo la troviamo quando attualmente esaminiamo questo passo dal punto di vista che è indirizzato ad una comunità che è predominantemente formata da credenti Ebrei. Sappiamo infatti che la chiesa di Roma era specialmente, anche se non esclusivamente, formata da credenti Ebrei,

    vedi anche La Lettera di Paolo ai Romani-Introduzione

    Abbiamo visto che la maggioranza della chiesa Romana ai tempi in cui Paolo scriveva era di origine Ebrea, credenti che avevano creduto nel Messia durante la gran festa di Pentecoste tramite il messaggio che l’Apostolo Pietro predicò e che fu il veicolo tramite il quale molti uomini e donne Ebree credettero in Cristo.

    Molte di queste persone provenivano da Roma [Atti 2:5-12] o dopo si trasferirono a Roma come fecero per esempio Aquila e Priscilla, che furono poi costretti a trasferirsi a Corinto ed Efeso per editto dell’Imperatore Claudio che ordinò che gli Ebrei Cristiani dovevano lasciare Roma [Atti 18:1-2],[Atti 18:18-19]comunque poi dopo la morte di Claudio tornarono di nuovo ad abitare a Roma [Romani 16:3-5].

    Così infatti notiamo che andando avanti nel capitolo IV, il capitolo è scritto per dare spiegazioni ai circoncisi in riguardo a come si ottiene giustizia e come si è giustificati usando Abrahamo come esempio.

    Capendo il contesto culturale possiamo sapere con certezza che Paolo in questo primo versetto quando sta chiedendo Che cosa diremo dunque in merito a ciò, che il nostro padre Abrahamo ha ottenuto secondo la carne?

    Sta chiedendo che merito ha ottenuto Abrahamo in riguardo all’ottenimento della giustizia secondo la carne, in altre parole secondo la circoncisione?

    Spesso la circoncisione nella Scrittura è descritta dalla parola carne, nella carne, secondo la carne ecc. Inoltre, l’Ebreo per via della circoncisione quando è descritto nella Scrittura è descritto di essere secondo la carne e questa descrizione è riferimento alla circoncisione,

    vedi riferimenti in [Romani 2:28], [Romani 9:3-5],[2 Corinzi 5:16],[Galati 3:3],[Efesini 2:11],[Filippesi 3:3-4].

    Tutto ciò perché la circoncisione dopo tutto è un segno, un simbolo del patto di Dio con Abrahamo fatto sulla carne degli uomini Ebrei [Genesi 17:7-14].

    Non confondiamoci però con l’altro termine carne usato per descrivere la peccaminosità dell’uomo, la legge del peccato ancora presente nelle nostre membra, nei nostri corpi, la peccaminosità umana. Questo è un contesto ed un soggetto diverso.

    E’ ovvio che Paolo non sta qui chiedendo che cosa Abrahamo ha ottenuto secondo la natura peccaminosa o la carne in quel senso, invece sta chiedendo che cosa ha ottenuto secondo la circoncisione? In altre parole, la circoncisione lo ha dunque reso giusto davanti a Dio? E’ la circoncisione la metodologia per l’ottenimento della giustizia?

    L’Ebreo avrebbe capito esattamente che cosa Paolo stesse chiedendo, dopo tutto, cosa doveva fare il lettore se non seguire ciò che Paolo aveva già esposto nei capitoli precedenti e nel loro contesto per capire esattamente ciò che Paolo stava chiedendo.

    Paolo ha chiesto e poi ha risposto nel versetto 2.

    Perché se Abrahamo è stato giustificato per le opere, egli ha di che gloriarsi; egli invece davanti a Dio non ha nulla di che gloriarsi

    Paolo praticamente risponde con un NO! Non è la circoncisione, Abrahamo non ha ottenuto niente secondo la circoncisione. Paolo ci spiega che Abrahamo non è stato giustificato mediante opere, nessun segno, nessun simbolo nella carne, altrimenti avrebbe avuto di che gloriarsi.

    Certo, se la giustizia, la giustificazione provenisse tramite una opera della legge, anche il simbolo della circoncisione nella carne, allora Abrahamo o qualsiasi persona potrebbe vantarsi, gloriarsi di essere giusti davanti a Dio.

    Ma il punto che Paolo voleva a tutti costi evidenziare era questo, che l’Ebreo, il circonciso nella carne che cercava di ottenere la giustizia mediante le opere della legge di Dio non aveva assolutamente alcun vantaggio davanti a Dio. Assolutamente niente di cui vantarsi. Comunque, nessun uomo, Ebreo o no può portare davanti a Dio alcuna cosa per la quale può gloriarsi o vantarsi, niente.

    Paolo specifica dunque, non davanti a Dio, davanti a Lui non possiamo avere niente di cui vantarci. Questo lo aveva reso chiaro anche nei capitoli precedenti.

    Romani 3:27-29 Dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per quale legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; 28 poiché riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge. 29 Dio è forse soltanto il Dio dei Giudei? Non è egli anche il Dio degli altri popoli? Certo, è anche il Dio degli altri popoli,

    Nel capitolo 2 lo disse così, ricordate?

    Romani 2:28-29 Infatti il Giudeo non è colui che appare tale all’esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente, e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, e non nella lettera; e d’un tal Giudeo la lode non proviene dagli uomini, ma da Dio.

    Dunque è evidente? Davanti a Dio non possiamo portare niente e quindi non possiamo vantarci di alcuna cosa che possa provenire da noi stessi, possiamo soltanto gloriarci in ciò che ha fatto Gesù, solo in quello, e Paolo questo lo ha reso più che chiaro così che possiamo capire questa cosa. Ha dichiarato questa cosa anche in

    1 Corinzi 1:29-31 perché nessuno si vanti di fronte a Dio. 30 Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; 31 affinché, com’è scritto: «Chi si vanta, si vanti nel Signore».

    Dio vuole che questa cosa sia resa chiara e Lui ha fatto sì che è chiara per chi vuole capirla. Coloro che hanno un orecchio odano ciò che dice il Signore perché la parola di Dio è più che chiara in riguardo a questa cosa.

    Guardando solo il passo appena letto, Paolo sta dichiarando che se siamo in Cristo Gesù è per merito solo di Dio, è per via della Sua grazia perché ci ha predestinato, scelti per essere in Cristo prima del fondamento del mondo, Lui ci ha scelti, Lui ha provveduto la via ed il metodo e ci ha causati di trovarla e di camminare in essa.

    Così che adesso per quel motivo Gesù soltanto è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione.

    Quindi attenzione, perché anche la nostra santificazione non è affatto una cosa di cui possiamo prendere credito noi, nemmeno in essa possiamo vantarci. Ricordiamoci che la santificazione è una parte inseparabile ed integrale della nostra salvezza e com’è che siamo salvati? Per grazia mediante fede e non da noi stessi, è il dono di Dio [Efesini 2:8-10], anche la nostra santificazione [Filippesi 2:13].

    Infatti Paolo sta descrivendo questa cosa, la nostra giustizia e la nostra santità è la nostra posizione davanti a Dio ed il processo di santificazione è compiuto dallo Spirito di Dio in noi mentre ci offriamo in sacrificio vivente, in fede ed ubbidienza alla parola di Dio, così ci trasformiamo per essa mediante il rinnovamento della nostra mente e non camminiamo in conformità con le vie del mondo [Romani 12:1-2], tutto ciò quando succede è solo per grazia e potere di Dio. Così che siamo noi a santificarci ma siamo mossi dal desiderio e dal potere che Dio ci da per esserlo, ci santifichiamo tra l’altro perché siamo nuove creature in Cristo, con una natura divina che ci spinge energizzata e abilitata dal potere di Dio tramite lo Spirito Santo. Come possiamo dunque, vantarci e pensare che noi abbiamo in mano nostra di che santificarci e di mantenere noi stressi la nostra posizione di salvezza?

    La nostra redenzione è ciò che significa il nostro stato di salvezza, riscattati dalla schiavitù del peccato e della morte. Così è evidente che TUTTA la nostra salvezza, santificazione inclusa, proviene interamente da Dio per grazia, così che non abbiamo assolutamente alcuna cosa per cui vantarci, giusto? A me pare così!

    Anche Giovanni il Battista ha dichiarato le parole che Dio gli ha donato ed ha detto praticamente la stessa cosa

    Matteo 3:7-10 Ma egli, vedendo molti dei farisei, e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere, chi vi ha mostrato a fuggire dall’ira a venire? 8 Fate dunque frutti degni di ravvedimento! 9 E non pensate di dir fra voi stessi: “Noi abbiamo Abrahamo per padre”; perché io vi dico che Dio può far sorgere dei figli di Abrahamo anche da queste pietre. 10 E la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco.

    Sì, perché per coloro che facevano la circoncisione e la legge la loro fonte di giustizia assieme a coloro che anche oggi hanno opere religiose che ritengono come fonte di giustizia con Dio, Dio ha invece questo messaggio dalle parole date a Giovanni, assieme a molti altri. Tutte queste cose, circoncisione e religione non avvalgono a niente, queste cose non sono il frutto che Dio cerca.

    I Farisei ed i Sadducei erano coloro che facevano la pratica della legge il loro vanto e la loro confidenza e giustizia, vedi anche [Filippesi 3:3-11] e [Matteo 5:20]. per coloro che pensano così, Dio invece dice che i frutti che Lui cerca sono frutti degni di ravvedimento.

    Il vero ravvedimento produce certi frutti, ma il ravvedimento stesso è un frutto di una cosa ben precisa, è un frutto della VERA FEDE! Quindi il frutto che Dio cerca è fede, VERA FEDE!

    Infatti, sia Giovanni che Gesù, che Paolo ci avvertono che gli Ebrei non possono vantarsi del fatto di essere discendenti di Abrahamo e considerare questa cosa come favore con Dio, questo per loro valeva a dire essere circoncisi, seppur questo era il segno, simbolo nella carne del Patto che Dio aveva fatto con Abrahamo.

    Questo adesso ci riporta esattamente nel contesto che stiamo studiando in Romani, giusto? Così che Giovanni ha dichiarato ciò che anche Gesù ha dichiarato agli Ebrei in [Giovanni 8:39-47]. Coloro che sono veramente figli di Abrahamo sono coloro che credono, hanno fede, in Dio, nella Sua parola, nel Suo Figlio Gesù Cristo [Ebrei 1:1-2], questo è il punto da fare.

    Infatti, Dio ha letteralmente fatto sorgere figli di Abrahamo da delle pietre, giusto? I cuori di pietra degli esseri umani, sia Ebrei che Gentili. La parola di Dio descrive i cuori umani naturali ed irredenti come cuori di pietra.

    Pietre appunto, nel vero senso della parola, che Dio però ha vivificato in Cristo, ha dato un cuore rigenerato al quale ha donato fede e non solo ha fatto sorgere figli di Abrahamo ma figli di Dio, lode al nome di Dio! [Galati 3:6-18]

    E’ così, ogni albero che non produce il frutto della VERA FEDE è tagliato e gettato nel fuoco eterno dell’inferno.

    Senza vera fede in Cristo è impossibile piacere a Dio, impossibile essere ritenuti giusti, impossibile dunque essere giustificati, impossibile essere salvati.

    Così che Paolo è in accordo perfetto con le Scritture, Abrahamo come tutti del resto, non ha assolutamente alcun vanto davanti a Dio, nessuna opera religiosa, nessuna opera della legge, nemmeno la circoncisione, niente!

    Gesù infatti chiese, “ Che cosa potrà dare un uomo in cambio per la sua anima?”

    E la giusta risposta è assolutamente niente!

    Abbiamo visto questo anche nei precedenti capitoli se ci ricordiamo. Che cosa può una persona offrire a Dio per ottenere il Suo favore e per essere considerati di meritare la Sua salvezza ? Assolutamente niente!

    Mi piace davvero come Paolo inizia [Romani 4:3], sta dicendo in altre parole, “Non ci credete? Che cosa dice la parola di Dio in riguardo a questo?”

    Tra l’altro, questo è un motivo ben preciso per fare studi Biblici. Il Cristianesimo è già troppo pieno di opinioni di uomini è per questo che la chiesa compromette ed è tiepida oggi, troppe dottrine false ed erronee, troppe opinioni.

    Tutti vogliono avere una opinione. La parola di Dio comunque non è un opinione umana e non deve esserlo mai. La parola di Dio è la sola rivelazione di Dio per noi, è l’opinione di Dio ed è quella che conta, è quella che dobbiamo arrivare a trovare e capire e infine a credere. E’ solo in essa che possiamo aver fede tra l’altro, la verità della parola di Dio.

    Avere fede in dottrine erronee e opinioni umane crea e ci fa cadere in molti problemi e tranelli che in realtà poi portano ad avere una mancanza di vera fede.

    Così che Paolo sta dicendo ciò che anche a me piace sempre dire, che cosa ci dice la Scrittura in riguardo?

    Non che cosa ho io da dire ma che cosa dice la parola di Dio. Quello che sto insegnando è ciò che veramente insegna la parola di Dio? Ecco perché credo che sia essenzialmente necessario, quando preparo uno studio Biblico, usare molti riferimenti incrociati di Scrittura che parlano dello stesso contesto e soggetto.

    A me non interessa che la gente creda nella mia opinione, le mie parole, invece a me interessa arrivare a comprendere e insegnare ciò che la parola di Dio effettivamente insegna. La mia preghiera è che sia sempre così e che le motivazioni e intenzioni di tutti coloro che studiano e insegnano e predicano la parola di Dio siano solo e sempre trovare ciò che la parola di Dio veramente insegna. Io ho interesse di conoscere solo ciò che Dio ci dice nella Sua parola e non i tentativi di storcere la parola di Dio mediante opinioni, pregiudizi religiosi, Scritture prese fuori contesto e le filosofie umane [2 Pietro 3:16].

    Allora, che cosa dice la Scrittura? Ah, tra l’altro, Paolo adesso sta facendo riferimento alle Scritture dell’AT, che è anche chiamata legge di Dio. Quindi che cosa ci dice la legge di Dio, legge che gli Ebrei volevano ubbidire per ottenere giustizia?

    Paolo cita Genesi 15:6 «Or Abrahamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia».

    La legge stessa dichiara che fede è ciò che Dio accetta.

    E’ interessante vedere anche quando Abrahamo è stato dichiarato e considerato giusto da Dio e questo lo vedremo anche più avanti nel capitolo. Infatti lasceremo i commenti di questo per quando ci arriveremo, solo riflettiamo di quando gli fu imputata giustizia.

    Focalizziamo invece la nostra attenzione alle parole usate in questa Scrittura «Or Abrahamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia».

    Che cosa gli fu imputato a giustizia? Il credere a Dio, chiamato anche che cosa? FEDE!

    Dio ha imputato ad Abrahamo, sì, ha messo nell’acconto si Abrahamo giustizia come risultato della fede esercitata. La giustizia imputata ad Abrahamo fu per fede, avendo creduto ciò che Dio gli aveva promesso. Questa cosa non è assolutamente diversa di come si ottiene giustizia oggi.

    Quando crediamo ciò che la parola di Dio dice in riguardo a Gesù Cristo Suo Figlio, chi è Gesù, che Lui è il Signore e Dio, che Lui è l’unico, il solo salvatore e crediamo in ciò che Lui ha compiuto tramite la fede che Dio stesso ci dona, siamo dunque resi giusti, in altre parole la giustizia ci è imputata e otteniamo giustizia in Cristo Gesù.

    Questo è sempre stato il metodo per divenire giusti davanti a Dio, non tramite le opere della legge, religione o alcuna altra cosa ma fede.

    Nel nostro studio di Romani III avevamo iniziato a parlare dei vera fede. Io credo che sia essenziale capire questo soggetto e di arrivare alla giusta conclusione in riguardo. Per fare ciò dobbiamo qualificare che cosa veramente significa credere in Dio, cioè esercitare vera fede. Vi sono troppi fraintesi e concezioni erronee in riguardo alla parola fede.

    La prima cosa che dobbiamo veramente capire in riguardo alla fede è che vi sono due tipi di fede che la Bibbia ci presenta.

    VERA FEDE e FALSA FEDE , la Bibbia chiaramente ci dimostra che ci sono VERI credenti e FALSI credenti.

    Non esiste da nessuna parte nella Bibbia un vero credente che diventa falso e che scade dalla grazia, Infatti, tutto questo è legato proprio al fatto se VERA FEDE è stata esercitata oppure no.

    Allora guardiamo e scopriamo la differenza tra VERA FEDE e FALSA FEDE. Tra l’altro, un falso credente non è credente e falsa fede non è fede, tanto per capirci bene.

    Dovremo per questo compito prenderci un tempo esteso e abbastanza lungo per studiare questo soggetto che però è essenziale poiché è in effetti il contesto di questo capitolo. Dunque tuffiamoci in questa grande verità perché non posso smettere di ripeterlo, è FONDAMENTALE ed ESSENZIALE capire questa cosa e conoscerla bene.

    Che Cosa è VERA FEDE?

    Come già detto, c’è confusione nel mondo Cristiano per quanto riguarda il vero significato di fede, la fede che Dio vuole che noi esercitiamo.

    Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.

    Questa definizione mi sembra abbastanza chiara. Fede è avere la certezza di cose che si sperano e l’evidenza di realtà, senza senza dubbi, che ciò in cui abbiamo speranza è una realtà che si compierà anche se per il momento questa realtà non si manifesta visibilmente.

    Fede è dunque una realtà ed è dunque credere realmente in cose che Dio dice ma che non sono naturalmente visibili, non si vedono con i nostri occhi umani.

    In che cosa abbiamo certezze? In che cosa riponiamo la nostra speranza e confidenza?

    Abbiamo la certezza e la speranza in cose che apparentemente e temporaneamente non vediamo con i nostri occhi. Queste certezze sono in ciò che è dimostrato a noi dall’invisibile, dallo spirituale e sono sempre e solamente basate sul carattere di Dio e sulla Sua parola e le Sue promesse.

    Due esempi di questo sono:
    Il primo: La nostra certezza e speranza è adempiuta completamente in ciò che Dio promette.

    La parola di Dio e le Sue promesse non sono cose che non possiamo vedere, cioè, le possiamo vedere scritte nella Bibbia ed è quindi ovvio che le vediamo in quel senso, è ovvio se le leggiamo la parola di Dio vuol dire che le vediamo e speriamo che le possiamo capire bene.

    Infatti, non avere una buona comprensione di quello che Dio ci sta dicendo conduce ad avere mancanza di fede o se vogliamo una fede difettosa perché crediamo in un concetto che poi non è vero, non è ciò che Dio sta dicendo e promettendo. Così che non è la parola di Dio che è difettosa ma la nostra comprensione di essa e questo appunto causa una fede debole o addirittura non produce fede per niente.

    Vi sono alcune cose che possono bloccare la nostra comprensione della parola di Dio e le Sue promesse e dunque anche fede.

    La cosa che la blocca maggiormente è il peccato. Il peccato blocca la nostra abilità nel comprendere il vero significato della parola di Dio. L’orgoglio, che è la radice di tutti i peccati, il peggior peccato che ci sia. Questo blocca completamente l’esercizio di vera fede perché ci porta ad avere la comprensione erronea della parola di Dio e causa la persona a non voler ammettere di avere torto in riguardo.

    Un’altra cosa che blocca l’esercizio di vera fede o per lo meno avere una fede difettosa o una mancanza di essa sono false ed erronee dottrine e interpretazioni sbagliate della parola.

    La terza cosa, che è in effetti solo applicabile ad i non credenti è l’essere morti spiritualmente. Non essere rigenerati spiritualmente. L’uomo naturale non può assolutamente capire o comprendere cose di natura spirituale perché sono soltanto spiritualmente discernibili [1 Corinzi 2:14],[Romani 3:11] e dunque per esercitare vera fede una persona deve già essere spiritualmente vivificata e questo è solo se c’è la presenza dello Spirito di Dio.

    Ora se una persona non è rigenerata non può comprendere le cose di Dio, ergo, il Vangelo che è parola di Dio ed è spirituale, perché parla in riguardo alla provvidenza di Dio per la salvezza.

    Come può dunque una persona naturale, ancora morta nei loro peccati, morti spiritualmente comprendere e credere il Vangelo? Qual’è la risposta giusta alla luce della parola di Dio che abbiamo studiato fino ad ora? Non possono comprendere ne credere! Allora come possono? Per essere salvati, giustificati bisogna esercitare vera fede, giusto? Devono dunque essere prima vivificati per esercitare vera fede, non c’è altro modo, non vi è alcuna altra spiegazione.

    Comunque, nei nostri cuori per grazia arriviamo ad avere la certezza che ciò che sta scritto, ciò che Dio dichiara e promette sarà adempiuto anche se non ne vediamo immediatamente i risultati, anche se dobbiamo attendere un periodo anche lungo prima che Dio compia le Sue promesse nella nostra vita, eppure in quelle cose noi abbiamo certezza.

    Vera fede comunque può essere basata unicamente in ciò che Dio dichiara e promette. Vera fede non si basa sui nostri desideri, motivazioni personali, speranze personali o qualche strana e falsa rivelazione che non proviene dalla verità della parola scritta di Dio.

    Infatti la vera fede la parola di Dio stessa dichiara, viene dall’udire la parola di Dio, parola correttamente predicata, insegnata, studiata e meditata [Romani 10:17],[Salmi 1:1-6].

    Il secondo esempio: Il Padre, Gesù e lo Spirito Santo non sono visibili persone nei risultati di ciò che noi speriamo, nelle nostre preghiere, comunque crediamo in loro come se li vedessimo

    Non possiamo vedere il Padre, non possiamo vedere Gesù ne lo Spirito Santo, non possiamo vedere la nostra salvezza completa in questo momento, non vediamo il paradiso, non vediamo neppure le risposte delle nostre preghiere fino a che non sono esaudite.

    In altre parole non possiamo toccare o vedere fisicamente certe persone e certe cose, almeno non è possibile per ora, nel momento in cui esercitiamo la fede sono invisibili.

    Ma la fede come abbiamo visto è avere la certezza che le cose e le Persone in cui abbiamo messo la nostra speranza e che non vediamo, saranno comunque viste e dimostrate, sono già realtà spirituali che diventeranno evidenza fisica e visibile.

    L’esempio più pratico è il seguente, non vediamo Gesù in persona, però mettiamo la nostra fede in Lui per la nostra salvezza ed abbiamo la certezza di ciò che speriamo. Dopo di che, questa speranza diviene sempre più gradualmente visibile, liberazioni, santificazione, guarigione, preghiere esaudite e le promesse di Dio che si avverano nella nostra vita sono dimostrazioni di cose che per un periodo erano invisibili ma che tramite fede sono divenute realtà visibili, perché abbiamo avuto la certezza di ciò che avevamo sperato.

    Possiamo dunque vedere Dio con gli occhi di fede e nel compimento della nostra fede, la fine della fede è dunque dimostrata nella attualizzazione visibile di cose che abbiamo visto con gli occhi di fede, il concetto ci è meravigliosamente spiegato da Pietro in

    1 Pietro 1:3-9 Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per un’eredità incorruttibile, incontaminata e immarcescibile, conservata nei cieli per voi, 5 che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi. 6 A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un po’ di tempo, dovete essere afflitti da varie prove, 7 affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo, 8 che, pur non avendolo visto, voi amate e, credendo in lui anche se ora non lo vedete, voi esultate di una gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il compimento della vostra fede, la salvezza delle anime.

    Adesso esaminiamo le importanti verità che questo meraviglioso passo ci rivelano in riguardo alla fede. Qual’è la nostra viva speranza? La resurrezione di Gesù Cristo dai morti, il primo atto di fede descritto qui, che tra l’altro cronologicamente è situato dopo che Dio nella Sua grande misericordia ci ha rigenerati ad una viva speranza per mezzo della resurrezione di Gesù.

    E’ dunque evidente che la rigenerazione precede, deve precedere, la fede, versetto 3, che è descritta come una viva speranza del fatto che Gesù è vivo. In questa certezza, la resurrezione, riponiamo la nostra speranza.
    Guardiamo poi il versetto 4, abbiamo per questo una eredità incorruttibile, incontaminata, che non può degenerare che è conservata in cielo per noi.

    Dov’è conservata? Nei cieli, ma dove? In Cristo come noi siamo in Cristo [Efesini 2:6], e chi può separarci dall’amore di Cristo? Niente e nessuno, leggi [Romani 8:28-39].

    Versetto 5 , estremamente importante, dalla potenza di Dio mediante la fede siamo custoditi, per la salvezza, fede in Cristo che abbiamo ricevuto per grazia mediante la rigenerazione che Dio ha esercitato in noi, siamo dunque custoditi dalla potenza di Dio per la salvezza, quando la nostra salvezza sarà completata, quando tornerà Gesù, la nostra salvezza sarà completata .

    Ebrei 9:28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.

    Questa cosa è molto importante perché questa è la sicurezza della nostra salvezza, la abbiamo fino alla fine perché siamo protetti, custoditi dalla potenza di Dio tramite quella fede che abbiamo esercitato e questa fede che abbiamo da Dio non può fallire perché anche essa è custodita dalla potenza di Dio.

    Paragoniamo questo concetto con

    Luca 22:31-32 Il Signore disse ancora: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. 32 Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli».

    E con

    Romani 8:33-35 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada?

    Se Gesù vive, e vive per intercedere per noi questo ci assicura che la nostra fede non può fallire, così come ha fatto per Pietro farà per noi, così chi può dunque separarci da Cristo? In altre parole come può la nostra fede fallire se è una fede soprannaturale? Non può fallire!

    Ebrei 7:25 Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro.

    Questo è esattamente ciò che sta dicendo anche Pietro.

    Se la nostra fede fallisse potremmo dire che Dio ha fallito di portare a compimento le Sue promesse.

    E’ possibile per Dio fallire? No! Non è possibile per Dio fallire, Dio non fallisce mai, Dio porta a compimento ciò che ha iniziato [Filippesi 1:6].

    Noi possiamo fallire? Amen, sicuramente! Ed infatti falliamo di continuo, abbiamo mancanze di fede di continuo e per questo spesso disubbidiamo la parola di Dio, che alla fine è peccato. Quindi se dipendesse solo da noi, allora sarei d’accordo, potremmo anche perdere la nostra fede e la nostra salvezza, ma Grazie a Dio non dipende da noi.

    Sicuramente la mia fede sarà provata ed anche smossa, avrò crisi di fede, ma come per Pietro c’è Gesù che vive sempre per intercedere per me, come del resto ha fatto per Pietro lo farà anche per noi o no?

    Per favore notate le parole Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro.

    Leggendo queste parole possiamo remotamente trovare in esse che la nostra fede può fallire, che possiamo scadere dalla grazia? Come può la gente insistere che un credente nato di nuovo, eletto di Dio, eletto alla fede può perdere la fede e la salvezza?

    Sarebbe come dire che Dio non può mantenere le Sue promesse ed ancor peggio, vorrebbe dire che Dio può essere sconfitto da esseri umani e da Satana, vorrebbe dunque dire che siamo più potenti di Lui? Impossibile

    Dio è onnipotente, fedele e veritiero.

    Se siamo custoditi dalla potenza di Dio onnipotente e lo siamo, chi può sopravvenire Dio onnipotente? Il nostro libero arbitrio? Non credo proprio! Abbiamo noi il potere di disfare ciò che Dio ha fatto, ciò che Cristo ha fatto? No! Non credo e la Scrittura lo conferma, SE la nostra fede è fede vera e donata da Dio durerà fino alla fine.

    Questa è la perseveranza dei santi amici miei, proviene da Dio ed è in noi ma non è da noi.

    Infatti, l’episodio di Pietro era prima dell’ascensione di Gesù, ora come abbiamo detto, Egli intercede sempre, continuamente per i Suoi, giorno e notte, ogni minuto della giornata siamo coperti dall’intercessione di Gesù.

    Vi voglio fare una domanda, l’intercessione di Gesù può fallire? Penso che la risposta sia evidente a tutti. No!

    Le preghiere di Gesù, la Sua presenza per noi alla destra del Padre non possono fallire!

    Quindi come possiamo noi fallire se siamo in Cristo? Siamo dunque più che vincitori in Cristo Gesù nostro Signore! Non credete che il Padre abbia esaudito la preghiera che Gesù ha offerto in [Giovanni 17: 20-26]? Io credo di sì.

    Adesso guardiamo al versetto 7 di 1 Pietro 1, la nostra fede che è custodita dalla potenza di Dio è PIU’ preziosa dell’oro che perisce. Interessante il paragone che Pietro fa.

    Pietro sta dicendo, “Guardate, l’oro è prezioso ma è una sostanza che perisce, la nostra fede che è più preziosa dell’oro, comunque anche come l’oro che viene provato nel fuoco, sarà anch’essa provata nel fuoco delle afflizioni e delle persecuzioni e così sarà confermata genuina, non fallirà la prova, non perirà. L’oro perirà, la nostra fede no, la nostra fede è più preziosa”

    La nostra fede è come la nostra eredità, incorruttibile, lo deve essere per forza altrimenti anche la nostra eredità sarebbe corruttibile e perirebbe.

    Questa invece amici miei è la perseveranza e la sicurezza del credente. I frutti della vera fede, fede soprannaturale.

    Fede ottenuta dalla nuova nascita, dalla rigenerazione è genuina e non può perire, perché Dio è eterno e immortale e quindi ogni cosa che procede da Lui è ugualmente eterna, incorruttibile e immortale [1 Giovanni 5:1-13].

    Poi Pietro continua nel versetti 8-9 e dice in altre parole ciò che Ebrei 11:1 dice,

    1 Pietro 1:8-9 Benché non l’abbiate visto (Gesù), voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.

    Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.

    Questa è la descrizione della nostra fede. La vera fede genera una speranza in cose invisibili così che le cose in cui abbiamo sperato senza vedere seppur realtà vere, poi diventano realtà visibili. Comunque abbiamo la certezza in esse prima che siano visibili finché otteniamo il fine della nostra fede quando l’invisibile diviene visibile, quando la nostra fede diviene visione.

    Ma qui, volevo arrivare a questo punto, è il perché abbiamo dovuto esaminare questo particolare passo.

    Se esiste vera fede, fede genuina, allora deve anche esistere falsa fede.

    Fede umana, cioè generata dalla natura umana e desideri umani non è di origine divina e soprannaturale quindi non è fede genuina. E’ un tipo di fede che non dura per sempre, non è eterna, questa si corrompe e verrà provata falsa. Questo tipo di fede in realtà non è fede sicuramente fallirà sotto prova.

    VERA FEDE, significa credere in e confessare Gesù come Signore e Salvatore è una fede che produce frutti. Io ne ho elencati cinque, esaminiamoli assieme.

    1) Il Primo Frutto di Vera Fede è:

    Ubbidienza alla chiamata del Vangelo, la quale include, ravvedimento, che include confessione dei nostri peccati e cambiamento di comportamento e pensiero, odio del peccato e del male, vita santa anche chiamata Santificazione [Luca 19:8-10];[1 Corinzi 6:9-11];[Tito 2:11-14];[Efesini 4:21-24];[Proverbi 8:13];[Salmi 119:104],[Romani 12:9];[2 Timoteo 2:19]; [Ebrei 12:14],[1 Giovanni 2:29];[1 Giovanni 3:1-3].

    2) Il Secondo Frutto di Vera Fede è:

    Rinnegare se stessi [Matteo 10:38],[Matteo 16:24-26].

    3) Il Terzo Frutto di Vera Fede è:

    Amore per Dio, per la parola di Dio e la chiesa, che si traduce poi in ubbidienza alla parola di Dio

    [Giovanni 14:21-24];[Giacomo 2:14-26],[1 Giovanni 2:3-6];[1 Giovanni 3:4-10];[1 Giovanni 3:21-24];[1 Giovanni 4:7-12];[1 Giovanni 4:20-21].

    4) Il Quarto Frutto di Vera Fede è:

    Vittoria sul mondo, fede che vince nelle prove ed in sicurezza e perseveranza [1 Giovanni 4:13-16]; [1 Giovanni 5:4-5]; [1 Giovanni 5:11-21];[Romani 5:1-5]; [2 Tessalonicesi 1:4];[Giacomo 1:2-4]; [1 Pietro 1:6-7].

    5) Il Quinto Frutto di Vera Fede è:

    La vera comprensione della Parola di Dio [1 Corinzi 2:10-16];[1 Giovanni 2:20-27]; [1 Giovanni 5:20]

    Tra l’altro questi frutti sono anche evidenza appunto che siamo stati rigenerati, il che come abbiamo visto e vedremo precede l’esercizio della fede, in altre parole la vera fede è anche essa un frutto della rinascita spirituale dell’uomo.

    Inoltre, notate bene che la prima epistola di Giovanni è il test, l’esame, per distinguere la vera fede dalla falsa, i veri credenti dai falsi.

    Come parte di questo studio vi incoraggio a leggerla.

    Così appunto tutto questo è tradotto nel fatto che siamo stati trasformati, sì, è un processo che dura una vita ma è evidente e presente, non si parla di perfezione ma di un processo esistente che è l’evidenza e la conferma di aver ricevuto la natura divina, questo è essere nati di nuovo [2 Pietro 1:3-11].

    Poiché vedete che solo questa fede soprannaturale in Cristo è l’unica cosa che piace a Dio e che è accettata da Lui.

    Ebrei 11:6 Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.

    Ecco qui due elementi di cui è formata la vera fede, la fede che piace a Dio.

    La prima e sola cosa che soddisfa Dio è il Suo Figliolo Gesù Cristo, Lui ha pienamente soddisfatto il Padre, la Sua ubbidienza che del resto è fede in azione ed il Suo sacrificio hanno completamente soddisfatto Dio.

    Così che è l’esercizio della fede in Cristo che è necessaria per piacere a Dio e per ottenere il favore di Dio. E’ dunque ovvio che la fede deve essere posta in Cristo.

    In base a Ebrei 11: 6 comunque, sembra che vi siano dei problemi in riguardo a ciò che abbiamo studiato in Romani 1 e 3.

    Ebrei 11: 6 dichiara che per andare a Dio in fede una persona deve:

    1) Credere che Dio esiste

    2) Credere che Dio ricompensa tutti quelli che lo cercano.

    Questo però è un problema, poiché fin’ora abbiamo visto studiando Romani che nessuno seppur avendo la rivelazione dell’esistenza di Dio cerca Dio, anzi nessuno vuole credere in Lui e si getta nell’idolatria

    [Romani 1:18-32] e per questo fatto ogni persona è mancante del primo requisito della vera fede.

    Il secondo problema invece si trova in [Romani 3:11] dove la parola di Dio dichiara che non vi è nessuno che cerca Dio

    Questa verità e molte altre che la confermano, rende l’essere umano universalmente incapace di cercare Dio e quindi mancante del secondo requisito dell’esercizio della vera fede che abbiamo letto.

    Quindi l’essere umano ha due problemi insormontabili, poiché se è solo fede in Cristo che rende soddisfatto Dio e l’unico modo di piacergli, poiché dobbiamo credere che Egli esiste e che ricompensa chi lo cerca, ma la Scrittura invece conferma che nessuno vuole credere che Dio esiste e nessuno cerca ne può cercare Dio , questo diviene un vero e proprio dilemma e questo dilemma ci porta a fare la prossima domanda.

    E’  L’Uomo  Naturalmente Dotato di VERA FEDE?

    La giusta risposta Biblica è, NO! Seppur l’uomo ha la rivelazione interna ed esterna dell’esistenza di Dio, l ‘uomo per natura o automaticamente non vuole credere nell’esistenza di Dio, anzi. [Romani 1:18-32] già ci ha ampiamente dimostrato che l’essere umano rigetta Dio e si getta invece nell’idolatria, la quale include religione, anche la religione che è basata sulla conoscenza del vero ed unico Dio, vedi Romani 2. Del resto anche ad Abrahamo, Giacobbe, Mosè ed al popolo di Israele è stato Dio a cercare loro ed a rivelarsi a loro e non loro che lo cercarono.

    E’ Dio che si fa conoscere e si rivela all’uomo, l’uomo non cerca il vero Dio.

    Romani fino ad ora ci ha insegnato che nessuno ha l’abilità da se di cercare Dio ma anche di credere in Lui come Lui desidera, questo perché l’uomo è incurabilmente e completamente corrotto e per questa ragione è spiritualmente morto [Romani 3:10-20], nessuna persona è giusta, nessuna persona ha alcun requisito che possa soddisfare Dio.

    Così che la risposta alla quale siamo arrivati è NO! L’essere umano non possiede di natura fede in se, fede biblica. Questa realtà ci porta alla prossima cosa che riguarda la fede. Se l’uomo è completamente corrotto ma potesse esercitare vera fede da solo, questo significherebbe che la sua fede dovrebbe essere allora considerata una opera umana, ed una opera di giustizia che l’uomo appunto potrebbe produrre, non solo ma sarebbe una opera umana che Dio sarebbe costretto ad accettare.

    E questo sarebbe un grande problema però, perché dovremmo ammettere che Dio deve rispondere a ciò che l’essere umano produce anche se fosse fede e quindi significherebbe che l’uomo è sovrano sulle  scelte e le decisioni di Dio e così  l’uomo avrebbe di che vantarsi, ma non è così, vedi anche [Romani 9:8-23].

    In fatti questo costringerebbe Dio a giustificare una opera umana, anche se fede, che apparentemente è stata attivata dal “libero arbitrio” con il quale uno decide se attivare oppure no questa fede che sarebbe dopo tutto una scelta prettamente umana.

    In realtà non è così per niente. Non sono affatto d’accordo con quella forma di esempio che molti nella chiesa usano quando evangelizzano, quell’aneddoto con il quale dicono che Dio chiederebbe ad una persona

    “Perché ti dovrei fare entrare in paradiso?” Usano questo esempio per spiegare che la fede in Cristo è la sola cosa che Dio accetta e che la risposta che la persona da determina il loro destino eterno.

    La risposta che loro cercano è questa: “Perché ho creduto nel Signore Gesù” questo è per rappresentare che l’unica cosa che Dio accetta è credere in Gesù. Questo in effetti è vero, però, c’è un gran però il quale è questo.

    La riposta è già stata determinata durante la vita della persona, anzi, in accordo con la parola di Dio prima della creazione del mondo, così che Dio non  chiederebbe a nessuno se hanno creduto per essere permessi di entrare in paradiso.

    Infatti, per un credente la Bibbia ci dice che essere assenti dal corpo è essere presenti con il Signore [2 Corinzi 5:6-7].

    Se vera fede in Cristo è stata esercitata, fede che Dio stesso dona per grazia, la persona è già accettata e conosciuta da Dio così che nessuna domanda in riguardo all’accesso in paradiso sarà chiesta.

    Se vera fede non è stata esercitata ancora quella domanda non sarà necessaria, Dio sa già chi gli appartiene, non vi sarà nessun tentativo di alcuna persona che è dannata di entrare in paradiso.

    Anche questo prova che Dio non accetterebbe fede come opera umana per entrare in cielo, poiché darebbe alla persona l’opportunità di vantarsi anche di aver creduto in Gesù, ma questa opportunità di vantarsi non sarà concessa mai da Dio.

    Dio conosce i Suoi figli [2 Timoteo 2:19], le Sue pecore [Giovanni 10:14-15], Siamo stati preconosciuti ed eletti prima del fondamento del mondo [Efesini 1:4-6], non ci sarà da gloriarsi nemmeno della fede, come facciamo a vantarci di ciò che ci è stato dato senza merito alcuno? Questa è anche la fede, fa parte della grazia di Dio.

    Ricordiamoci in entrambe le dichiarazioni di fede di Pietro cosa e come rispose Gesù tanto per chiarire questo soggetto di fede se o meno proviene dall’uomo.

    Matteo 16:16-17 E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù, rispondendo, gli disse: «Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.

    Giovanni 6:68-70 E Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna. 69 E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 70 Gesù rispose loro: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo».

    E’ chiarissimo che Gesù in entrambe i passi chiarisce per Pietro e per noi come è che la fede funziona, è data dal Padre per grazia ed elezione, scelta di Dio, non per la scelta umana. Dio sceglie noi, non noi Lui. Dio è sovrano su tutte le scelte, anche i malvagi per compiere il Suo proposito e la Sua volontà.

    Proverbi 16:4 L’Eterno ha fatto ogni cosa per se stesso, anche l’empio per il giorno della sventura.

    Sono certo che questo versetto sia sconvolgente per molti ma la realtà è che Dio è SOVRANO sopra ogni cosa!
    Possiamo dunque vantarci della “nostra” fede? Di che cosa possiamo vantarci? Solo della grazia di Dio in e mediante Gesù Cristo. Possiamo solo ringraziare e lodare Dio, questo è tutto ciò che possiamo fare.

    Comunque, abbiamo visto invece che l’essere umano non è capace da solo o naturalmente di produrre ed esercitare vera fede e non è capace di accettare Dio senza che Dio lo abiliti

    [Giovanni 6:44-45],[Giovanni 6:63-66].[Atti 16:14-15] così che anche la fede come abbiamo già ripetutamente detto, fa parte della grazia di Dio [Efesini 2:8-10].

    Questo può dunque succedere, esercitare vera fede, solo se un uomo o una donna sono rigenerati da Dio.

    La parola di Dio ci dice che la fede viene dall’udire la parola di Dio [Romani 10:17], il vero Vangelo predicato [1 Corinzi 1:21] e la convinzione dello Spirito Santo [Giovanni 16:10] tramite la parola di Dio e la Sua opera rigeneratrice che applica la fede e la salvezza all’uomo [Tito 3:4-7], altrimenti l’essere umano nella sua corrotta e peccaminosa natura rigetterebbe sempre Dio e la Sua salvezza e non potrebbe esercitare vera fede.

    Come si Ottiene VERA FEDE e Come Viene Operata la Fede che Dio Richiede?

    Così il fatto è questo, alcuni adesso diranno che Dio però ha deposto in ogni uomo una misura di fede e che l’uomo ha in se l’abilità, diciamo “il libero arbitrio” per poter esercitare la fede oppure rifiutare di credere. In altre parole una persona avrebbe l’abilità di scegliere di credere o di scegliere di rimanere in incredulità.
    Io credo fermamente che la Bibbia categoricamente rinnega questa teoria. Fino ad ora abbiamo avuto occasione di vedere che l’essere umano è spiritualmente morto e che non può esercitare alcun elemento spirituale che lo può rendere vicino a Dio figuriamoci credere in Dio o in Cristo. L’essere umano non è naturalmente capace di credere da solo.

    Non voglio ritornare su tutte le Scritture che abbiamo studiato, basterebbe leggere, solo leggere Giovanni 6 ed essere umili ed onesti con noi stessi per capire che nessuno da solo può credere almeno che non gli sia concesso da Dio.

    Gesù è più che chiaro nella Sua esposizione sulla fede, l’elezione e la salvezza in Giovanni 6.
    Questo intero capitolo, in concerto con il resto delle Scritture, da chiara evidenza al fatto che è interamente l’opera di Dio che tramite il ministero e l’opera dello Spirito Santo applica la fede in Cristo e la condizione spirituale giusta necessaria appunto per esercitare vera fede.

    Giovanni il Battista dichiarò in Giovanni 3:27 Giovanni rispose e disse: «L’uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo.

    Paragonate questo passo con

    Matteo 16:16-17 E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù, rispondendo, gli disse: «Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.

    Ed anche

    Giovanni 6:44-45 Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno ammaestrati da Dio”. Ogni uomo dunque che ha udito e imparato dal Padre, viene a me.

    Giovanni 6:63-71 È lo Spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono»; Gesù infatti sapeva fin dal principio chi erano coloro che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito; 65 e diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio». 66 Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. 67 Allora Gesù disse ai dodici: «Volete andarvene anche voi?». 68 E Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna. 69 E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 70 Gesù rispose loro: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo».

    Abbiamo già visto dunque che in [Giovanni 6:63] ed anche in [Giovanni 16:7-11] è il ministero dello Spirito Santo che è stato mandato nel mondo ed è presente nella chiesa, nei veri credenti, di operare 4 cose in riguardo alla salvezza, rigenerare, convincere di peccato, di giustizia e di giudizio.

    Dov’è la fede in tutto questo? Come abbiamo avuto occasione di vedere in [Giovanni 16:10] ed in congiunzione con [Romani 3:22], la convinzione dello Spirito Santo in riguardo alla giustizia di Dio è tramite che cosa? Fede in Cristo

    E’ come dire che lo Spirito Santo, in altre parole Dio, pone dentro un cuore rigenerato da Lui la convinzione delle cose menzionate, peccato, che porta al ravvedimento, la giustizia di Dio e il giusto giudizio di Dio sul diavolo e tutti coloro che gli appartengono.

    E’ Dio che rigenera e cambia i cuori per permettere alla persona di udire capire ed esercitare la fede

    Atti 16:14-15 E una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiatira, che adorava Dio, stava ad ascoltare. E il Signore aprì il suo cuore per dare ascolto alle cose dette da Paolo. E, dopo che fu battezzata ella e la sua famiglia, ci pregò dicendo: Se voi mi avete giudicata esser fedele al Signore, entrate in casa mia, e dimoratevi. E ci fece forza.

    Comunque tutto questo ci fa chiedere

    Quando si ottiene Vera Fede che è necessaria per la salvezza?

    Siamo dunque rigenerati solo dopo aver esercitato la Fede?

    Io credo fermamente come la Bibbia ci insegna chiaramente che è l’uomo ottiene la salvezza. Purtroppo questa cosa non è una cosa accettata nella maggior parte della comunità cristiana di oggi. Se una persona dunque crede nel “libero arbitrio” dell’uomo in riguardo alla fede e la salvezza certamente non crederà all’esposizione qui presentata, seppur è esposta così nella Scrittura stessa.

    Se un credente però crede nella dottrina dell’elezione e della predestinazione, allora sarà d’accordo con questo insegnamento. Comunque, non è che una persona deve essere d’accordo con me oppure no, invece se siamo veramente onesti con noi stessi vedremo che non è la mia opinione ma ciò che la Bibbia veramente insegna in riguardo a questa dottrina.

    Ci sono coloro che giustamente dicono che la giustificazione è per fede in Cristo soltanto. Questo è verissimo! Comunque, dicono anche che questa giustificazione occorre dopo che una persona ha creduto e poi dopo ottengono salvezza, rigenerazione ecc.

    Questa dottrina che loro insegnano dichiara che per ottenere il risultato di salvezza e giustificazione, prima dobbiamo credere in Gesù poi dobbiamo ravvederci dei nostri peccati e poi e solo dopo questo Dio risponde in base all’esercizio di questa fede e allora applica la salvezza a quella persona. Questo sarebbe tutto possibile se l’uomo potesse naturalmente avere fede da solo e potesse attivare la propria fede un po’ come accendere e spegnere la luce.

    A primo acchito parrebbe che si fosse giustificati così, in questo modo. Io credo però che ci sia un gran problema con questa teoria, perché come abbiamo già spiegato prima, vorrebbe dire che l’uomo da solo e per la sua forza ha il potere di esercitare il suo libero arbitrio e può da solo credere e può avere la forza in se di ravvedersi dei suoi peccati.

    Beh, c’è come detto un enorme problema con questo perché coloro che credono ed insegnano questa dottrina rinnegano la Scrittura, perché praticamente questo sarebbe proprio contrario a Giovanni 6 e Romani 3 e molte altre Scritture tipo [Matteo 16:16-17], [Giovanni 1:12-13]e[Giovanni 3:27].

    La Bibbia invece senza ombra di dubbio insegna la dottrina dell’elezione e predestinazione e questa in armonia con il resto della Scrittura. Questa dottrina chiaramente ci insegna che la rigenerazione e susseguente salvezza della quale la giustificazione fa parte, sono ottenute, sì, sicuramente per fede in Cristo come Signore e Salvatore ed essendosi ravveduti ma è tutto un processo che proviene interamente da Dio, è provveduto da Dio ed è applicato da Dio in un modo molto preciso e specifico.

    La rigenerazione deve cronologicamente e logicamente essere il primo elemento necessario per l’uomo per poter esercitare tutti gli altri requisiti per ottenere la salvezza e cosa fa parte di essa.

    A noi sembra che sia la persona ad esercitare fede e dopo di questo Dio rigenera la persona. Comunque, questo sarebbe impossibile perché la Scrittura chiaramente ci insegna e ci conferma che questo è impossibile.

    E’ impossibile per l’uomo naturale accettare e capire le cose spirituali perché si possono solo capire e discernere solo se una persona è vivificata spiritualmente ed ha lo Spirito di Dio [1 Corinzi 2:10-14], per via di questo fatto è dunque impossibile per una persona generare fede per credere nelle cose di Dio.

    Ricordiamoci cosa abbiamo imparato in [Romani 3:11]? Nessuno capisce, nessuno intende le cose di Dio!

    E’ chiaramente dimostrato anche che siamo, tutti, spiritualmente morti nei nostri peccati e iniquità e completamente schiavi del peccato.

    Così che per credere dobbiamo essere posti in uno stato di vita spirituale  per ricevere, capire la verità di Dio, il Vangelo, dobbiamo dunque essere vivificati, rigenerati, resi spiritualmente vivi per esercitare la fede che Dio richiede, vera fede.

    Come può una persona che è spiritualmente morta praticare qualsiasi cosa che possa piacere a Dio? Può una persona che è fisicamente morta fare altro che essere morta?

    Può una persona morta fisicamente credere con il loro cuore e confessare con la loro bocca? No!

    Così, come può una persona che è spiritualmente morta praticare qualsiasi cosa che Dio richiede? Può una persona credere con un cuore di pietra e confessare con al bocca che Gesù è il Signore, quando abbiamo visto in [Romani 3:13-14] che l’uomo è incapace di dire alcuna cosa che è buona ed accettabile a Dio?

    Può infatti confessare che Gesù è il Signore visto che è ciò che è richiesto per la salvezza e fa parte della fede [Romani 10:9-13]?

    Può dunque l’uomo naturale comprendere le cose dello Spirito [1 Corinzi 2:14] ? Può confessare che Gesù è il Signore il che è evidenza di vera fede [Romani 10:9-13], può farlo se non per lo Spirito di Dio [1 Corinzi 12:3]?

    No! Non può!

    Per fare tutto questo, cioè credere, una persona deve essere rigenerata, nata di nuovo.

    Quindi basato su tutto ciò che abbiamo studiato e quello che abbiamo inteso,speriamo, i fatti sono questi, per esempio in accordo con Giovanni 3, Giovanni 6, Romani 9, Efesini 1 , ma anche molte altre Scritture ci è stato spiegato dalla parola di Dio che è Dio che sceglie, elegge, preconosce sin dall’eternità passata e poi tramite la Sua parola, il Vangelo e il Suo Spirito è Lui che ci vivifica e istantaneamente in quello stesso momento ci dona per grazia tutto ciò che ci serve per esercitare la vera fede in Cristo ed essere salvati.

    Così che in un solo istante, in un batter d’occhio, siamo stati vivificati, rigenerati e istantaneamente abbiamo creduto, cioè esercitato vera fede, abbiamo confessato Gesù come Signore e ci siamo ravveduti e in tutto quel momento siamo stati giustificati e battezzati e riempiti con lo Spirito Santo, resi dunque parte del corpo di Cristo e adottati come figli e figlie di Dio.

    Tutto ciò è praticamente istantaneo. Comunque, vi è in un momento di tempo, chissà un millesimo di secondo, una cronologia, un’ordine cronologico in cui tutto questo avviene. Rigenerazione e poi fede nel messaggio del Vangelo, confessione di Gesù come Signore e ravvedimento dei peccati, quindi giustificati e resi giusti mediante la fede esercitata, il battesimo con o dello Spirito Santo e il riempimento dello stesso. Tutto questo succede in un millesimo di secondo ma a noi pare che ci sia invece una sequenza di eventi è c’è, ma la rigenerazione è ciò che genera tutto il resto. Questa è come la trasformazione del corpo descritta in

    1 Corinzi 15:51-52 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.

    E’ lo stesso esatto concetto, se saremo trasformati fisicamente con quella velocità allora sicuramente è uguale spiritualmente.

    Certo, infatti è esattamente la stessa cosa. Prima infatti, siamo vivificati e trasformati spiritualmente al momento della conversione e poi dopo saremo trasformati mediante la resurrezione dai morti o mediante la trasformazione del nostro corpo seppur viventi al ritorno di Gesù Cristo, questa sarà la nostra glorificazione.

    La nostra salvezza completa. Tutta, sia spiritualmente alla conversione che fisicamente al ritorno di Gesù è in un momento. Un batter d’occhio è infatti circa un millesimo di secondo.

    Così è descritta la nostra conversione in

    Tito 3:3-7 Perché anche noi un tempo eravamo insensati, ribelli, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella cattiveria e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. 4 Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, 5 egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, 6 che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, 7 affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna.

    Esaminiamo velocemente questo passo.

    I punti di questo passo sono cronologici e sono chiari nella loro descrizione.

    Prima parte- Versetto 3- Eravamo insensati, ribelli, traviati e schiavi del peccato, vivevamo nella cattiveria, nell’invidia e nell’odio. In altre parole eravamo quegli esseri naturali, peccaminosi e corrotti che abbiamo studiato in [Romani 1:29-32] e [Romani 3:10-19]. Qui siamo uomini e donne naturali, peccatori nelle grinfie di Satana e schiavi del peccato.

    Seconda parte- Versetto 4- La bontà di Dio, Lui stesso è il nostro Salvatore, per il Suo amore verso l’essere umano incapace di salvarsi da solo da ciò che lo schiavizza, quando queste cose cioè la bontà di Dio e il Suo amore, si sono manifestati tramite l’opera di Gesù Cristo allora… Questo descrive che Gesù ha compiuto l’opera di salvezza.

    Terza parte- Versetti 5-7 Egli, Dio ci ha salvati, non noi, non il nostro libero arbitrio, non la nostra forza o abilità, non la nostra scelta, Lui ci ha salvati. Come? Non per alcuna opera fatta da noi, infatti qui non menziona neppure aver creduto, ma invece mediante la Sua misericordia con la quale Lui ci ha rigenerati e rinnovati tramite lo Spirito Santo che Lui stesso ha sparso abbondantemente su di noi, non una misura di Spirito Santo, ma abbondantemente su di noi per mezzo di Gesù Cristo nostro Salvatore. Il che vuol dire che abbiamo ricevuto tutto lo Spirito Santo non una misura soltanto con un’altra da ricevere dopo [Giovanni 3:34].

    Così che, eccoci, siamo giustificati per fede giusto? La parola di Dio ci dice che siamo giustificati per fede e ciò è vero, qui comunque ci dice che siamo giustificati dalla Sua grazia. Com’è possibile questa cosa ? E’ Grazia o fede?

    Ovviamente sono tutt’e due, poiché tutto questo passo prova ciò che abbiamo detto fino ad ora, cioè che la vera fede proviene soltanto tramite la grazia di Dio, la quale è dimostrata dal fatto che, per il Suo amore, bontà e misericordia Dio ci rigenera e ci rinnova tramite lo Spirito di Cristo risorto.

    Ed ancora la Scrittura prova e dimostra che la rigenerazione precede la fede, anzi è la causa della nostra fede e che quindi senza rigenerazione è impossibile esercitare vera fede.

    E’ vero che a noi pare che la fede preceda la rigenerazione, comunque la Scrittura prova continuamente che non è affatto così. Anche Gesù dichiara che è il Suo Spirito che vivifica coloro che sono stati eletti a credere, altrimenti NESSUNO POTREBBE credere, vedi [Giovanni 6:63-66], è infatti ciò che Giovanni 6 ci insegna.

    Per questo sembra che alcuni accettano e credono in Cristo da soli, ma non è affatto così, mentre altri lo rifiutano. La verità è che anche noi che abbiamo creduto se non fossimo stati eletti da Dio e rigenerati, non avremmo mai creduto. Siamo infatti stati eletti a credere in Gesù Cristo, preordinati, appuntati alla vita eterna in Cristo.

    Atti 13:48 I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.

    Che Cosa è FALSA FEDE Secondo la Bibbia

    FALSA FEDE, ma esiste veramente falsa fede? Sì esiste e la Bibbia ci avverte di essa continuamente.
    Sarei adesso tentato di fare una esposizione intera di Giovanni 6 per provare questa cosa, oppure anche di 1 Giovanni. Mi frenerò dal fare questo lasciando lo studio di queste in dettaglio per altre occasioni.

    Comunque, vedremo dei riferimenti  riguardo a Giovanni 6 anche in questo contesto, non possiamo farne a meno, è un passo troppo importante, è una chiave per il contesto di vera fede e falsa fede, come lo è per elezione e predestinazione.

    Vedremo come queste cose sono inesorabilmente connesse l’una con l’altra. Tutto questo amici miei conferma l’unità e la coerenza della Scrittura.

    Possiamo far valere le nostre opinioni se prendiamo la parola di Dio fuori contesto, ma quando studiamo la Scrittura interpretandola con se stessa allora troviamo veramente la verità, e quella verità ci renderà liberi, liberi anche dalle false ed erronee dottrine.

    Cominciamo dunque in

    Giovanni 2:23-25 Ora, mentre egli si trovava in Gerusalemme alla festa della Pasqua, molti credettero nel suo nome vedendo i segni che faceva, 24 ma Gesù non si fidava di loro, perché li conosceva tutti, 25 e perché non aveva bisogno che alcuno gli testimoniasse dell’uomo, perché egli conosceva ciò che vi era nell’uomo.

    Passaggio interessante. Qui ci rendiamo immediatamente conto che c’è un tipo di fede che Dio non accetta. Qui troviamo infatti gli elementi della falsa fede. Questa non è fede generata dalla rigenerazione, non è fede divinamente donata per grazia, è solo fede umana, è falsa fede, non è affatto fede che Dio accetta.

    Ricordiamo ciò che dice Giovanni 3:27 Giovanni rispose e disse: «L’uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo. Ed anche [Matteo 16:16-17],[Giovanni 6:44-45] e [Giovanni 6:63-71].

    Questi invece credettero in Gesù, sì, ma con delle motivazioni sbagliate. Loro credettero in Gesù come fanno tanti anche oggi, per via dei segni che faceva. OK, ma alla fine fallirono di credere alle parole di Gesù ed alla Sua missione. Dopo tutto lo rinnegarono e lo rigettarono chiedendo la Sua morte.

    Così, giustamente Gesù non si fidava di loro. Infatti nel Greco significa che Gesù non si affidò a loro. La vera fede è affidarsi completamente a Gesù Cristo come Signore e Salvatore. Invece loro credettero solo umanamente, perché? Una persona può credere intellettualmente soltanto e,o credere per motivi e ragioni sbagliate, ragioni puramente egoiste e carnali.

    Egli, Gesù, conosceva, anzi conosce, tutti gli uomini. Che cosa abbiamo capito dell’uomo fin’ora? Che non è capace di generare vera fede. Gesù conosceva i loro cuori e sapeva perché credevano, anzi in che cosa credevano e sapeva che la loro fede non era vera fede, come? Perché è il padre che dona vera fede e manda le persone a Gesù e coloro che per questa ragione e con questa fede vanno a Lui non li caccerà mai [Giovanni 6:36-37].
    Gesù conosceva ciò che era nell’uomo dice il passo,e sappiamo anche noi spero, che nell’uomo non c’è niente di buono, certamente non vi è vera fede e quello che Gesù conosceva che era nell’uomo è in accordo con

    Geremia 17:9 Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?

    Questa cosa è esattamente ciò che Gesù conosceva che era in loro, il cuore non redento è ingannevole più di ogni altra cosa e può ingannare anche a credere di aver fede, ma in realtà non avere vera fede.

    E’ per questo che la Bibbia ci istruisce e ci ammonisce [2 Corinzi 13:5], [2 Pietro 1:10-11] di provarci per vedere se veramente siamo nella fede oppure no, ma non perché a un certo punto siamo scaduti dalla grazia, ma per vedere se in effetti abbiamo ricevuto vera fede oppure no, per vedere se in effetti abbiamo ricevuto fede soprannaturale che è sinonimo di essere rigenerati, nati di nuovo, nati da Dio.

    Infatti, ricordiamo che in Giovanni 6 la gente voleva fare Gesù re per forza, perché? Perché videro in Lui la risposta per le loro ambizioni egoiste e terrene, ma anche le loro intenzioni, seppur anche buone, non erano vera fede in Gesù Cristo, la strada che porta all’inferno è pavimentata di buone intenzioni, perché buone intenzioni non sono vera fede, poi dal punto di vista dell’uomo bisogna ridefinire la parola buone.

    Loro volevano che Lui fosse il loro provveditore di cose che appellavano alla carne [Giovanni 6:26-27]. Nobili intenzioni attraverso il Vangelo non compreso come deve essere e false concezioni di Cristo e Dio portano ad avere falsa fede, queste cose non salvano, solo vera fede, fede divinamente donata, soprannaturale, questa sì salva, no infatti è salvezza.

    Quando una persona crede in Gesù per qualsiasi altra ragione che per il fatto che siamo peccatori, malvagi, meritevoli di dannazione eterna perché la nostra natura peccaminosa ha offeso ed offende Dio e senza riconoscere e confessare che Gesù è l’unico salvatore e il Signore della propria vita, vuol dire che non ha esercitato vera fede.

    Se una persona crede anche in Gesù per qualsiasi altra ragione che non genera desiderio di ravvedimento, di voler che Dio metta a morte, crocifiggendoci con Cristo per darci la Sua vita, se una persona non arriva a dire “Gesù, non ostante come, non ostante dove, non ostante il prezzo che devo pagare, ti voglio seguire, voglio essere tuo discepolo, fai della mia vita ciò che vuoi” vera fede non è stata esercitata.

    C’è un pastore caro amico mio, Flip Benham che dice sempre e giustamente,

    “Tutti vogliono seguire Gesù, finché si rendono conto dove sta andando. Lui sta andando alla croce e ci comanda di seguirlo lì.”

    Perché effettivamente questa frase è ciò che anche Gesù ha detto in riguardo a diventare Suo discepolo, che tra l’altro è sinonimo di aver esercitato vera fede e di essere salvato.

    C’è una falsa nozione nella chiesa che una persona può essere salvata ma non essere discepolo di Cristo, questo non è possibile, lo conferma Gesù stesso, salvezza, discepolato e rinnegare se stessi sono tutti sinonimi di aver esercitato vera fede [Luca 14:27-30], [Matteo 10:38],[Matteo 16:24-26].

    Vi sono delle parabole in Matteo 13 che sono molto utili nella comprensione della vera e della falsa fede, veri credenti e non credenti, infine falsi credenti sono non credenti, inoltre queste parabole sono utili nella comprensione della dottrina dell’elezione e della predestinazione.

    Adesso volgeremo uno sguardo a queste e lo faremo ancora quando appunto studieremo le altre dottrine menzionate.

    Guarderemo prima alla parabola del seminatore che ci insegna il Signore, vedremo che vi sono diversi tipi di persone, esattamente 4 tipi.

    Ora leggendo questa parabola superficialmente sembrerebbe che vi siano tre tipi di persone che hanno veramente creduto. Comunque, andando più profondamente a scavare nella Scrittura e interpretandola con la Scrittura, nella sua coerenza ed unità, vederemo che vi sono tre tipi di persone che non hanno affatto esercitato vera fede.

    Ricordiamoci che un frutto della vera fede è la perseveranza ed abbiamo anche imparato che la vera fede, quella soprannaturale,è protetta dalla potenza di Dio ed è in Cristo, non può fallire, non può essere perduta, sarà provata genuina, in special modo da prove, difficoltà e persecuzioni.

    La vera fede produce frutti e questo è esattamente il punto della parabola. La vera fede ed i veri credenti dimostreranno i veri frutti che la vera fede produce, mentre gli altri che non hanno veramente creduto non avranno i frutti della vera fede.

    Dopo tutto anche coloro di cui abbiamo letto in [Giovanni 2:23-25] sembrava avessero creduto, ma non come Dio vuole e per le ragioni che Dio vuole.

    Matteo 13:18-23 Voi dunque intendete la parabola del seminatore. 19 Quando qualcuno ode la parola del regno e non la comprende, il maligno viene e porta via ciò che era stato seminato nel suo cuore. Questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada. 20 E quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia; 21 ma non ha radice in sé, ed è di corta durata; e quando sopraggiunge la tribolazione o persecuzione, a causa della parola, ne è subito scandalizzato. 22 E quello che ha ricevuto il seme fra le spine è colui che ode la parola, ma le sollecitudini di questo mondo e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola; ed essa diviene infruttuosa. 23 Quello invece che riceve il seme nella buona terra, è colui che ode la parola, la comprende e porta frutto; e produce uno il cento, un altro il sessanta e un altro il trenta per uno».

    Allora vediamo quello che sta dicendo il Signore in coerenza ed unità con le altre Scritture.

    Il Primo Tipo di Persona– E’ colui che ode la parola ma non la comprende, la rifiuta completamente, non vuole accettare quello che la parola dice. E’ ovvio che tutti qui sarebbero d’accordo dicendo che questa persona è l’uomo naturale, irredento con il cuore di pietra, così duro ed impenetrabile che il seme viene immediatamente portato via dal maligno. Attenzione, perché Gesù dice che la parola è stata seminata nel suo cuore, ma il cuore così duro che il seme non è penetrato, perché? Perché un cuore irredento non comprende le cose di Dio [1 Corinzi 2:11-14]. Ricordiamoci che il tipo di terreno è il tipo di persona.

    Il Secondo Tipo di Persona- E’ anche questa una persona che non è nata di nuovo, infatti, il seme, la parola cade su luoghi rocciosi, anche qui, roccia, questa persona è ancora naturale, non rigenerata. Ricordiamoci che il cuore di pietra deve essere rimosso da Dio e come è chiamata questa rimozione del cuore di pietra? Rigenerazione [Ezechiele 36:26-27] solo così può la fede tramite la parola di Dio mettere radice, crescere e produrre frutto.

    E’ importante vedere cosa dice Gesù, il seme non mette radice, cioè il terreno del cuore non è quello giusto. Il cuore non è ancora rigenerato. Per qualche motivo e per un tempo, come abbiamo visto prima, vi è una apparenza, dico apparenza di fede, o fede superficiale, senza radice, ma infine manca il frutto della vera fede. In questa fede superficiale non c’è il rinnegamento di se stessi, non c’è la perseveranza.

    Ricordandoci che cosa abbiamo già studiato, cosa hanno detto Paolo, Pietro Giacomo? La genuinità della fede è provata, assieme ad altre cose, tramite il fuoco delle afflizioni e delle persecuzioni. La vera fede rimane ferma, fedele a Cristo, sì, vi possono essere crisi di fede, ma infine è perseverante fino alla fine. Questi invece non sono nati di nuovo, non sono veri credenti poiché ne sono scandalizzati, cioè non perseverano nella fede, se ne vanno [1 Giovanni 2:19].

    Hanno “creduto” in Gesù con una fede umana, per motivi erronei, ma quella non è vera fede, come quelli che abbiamo visto in [Giovanni 2:23-25] oppure anche quelli in [Giovanni 6:63-66], in realtà avevano l’apparenza di voler seguire Gesù ma infine non credevano. Gesù sapeva infatti che non avevano creduto fin dall’inizio e seppur loro lo seguivano infine non credevano, infatti se ne andarono e non lo seguirono più perché rimasero che cosa? Scandalizzati, offesi dalla verità delle parole di Gesù, stessa cosa che sta dicendo in questa parabola.

    Non c’è perseveranza, e le prove e persecuzioni prima o poi, di solito prima che poi, dimostreranno chi ha vera fede e chi non la ha.

    Il Terzo Tipo di Persona- E’ la persona che ha ricevuto il seme, ma comunque, ricevere il seme come vediamo non è credere e solo riceverlo, riceverlo in questa parabola è sinonimo di udire, solo il seme dunque. Ricordiamoci che è il frutto che dimostra il tipo di fede e la salvezza, cioè la rigenerazione della persona, non il seme.

    Qui Gesù ci dice che udendo la parola la persona ancora non ha il cuore adatto per produrre frutto.

    Infatti il frutto non cresce, invece questa persona rimane infruttuosa, cioè non evidenzia vera fede. Qui ancora il cuore umano impedisce la vera fede di essere esercitata perché le cose di questo mondo rendano questa persona incapace di produrre vera fede. Le cose di questo mondo, le sollecitudini di questo mondo e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola; ed essa diviene infruttuosa.

    Nella chiesa vi sono tante di queste persone che per un periodo le troviamo assieme a quelli menzionati prima, che esibiscono fede superficiale ma che comunque dopo un po’ perché il mondo gli richiede alleanza, ritornano al mondo preferendo il peccato o/e le ricchezze, la cupidigia, l’avidità delle ricchezze che il mondo offre queste cose li fanno rimanere increduli. Preferiscono il mondo a Cristo, hanno fatto la loro decisione finale anche loro si dimostrano senza fede, nessun frutto di vera fede.

    E’ anche per questo che il Vangelo della prosperità è un così grande pericolo ed un inganno, perché inganna le persone a pensare che possono credere in Gesù per ciò che Egli può dargli in questa vita, le cose del mondo, le cose terrene, benessere, ricchezza, salute, ma questo non è il vero Vangelo.

    Gesù comunque ci ha avvertito molto in riguardo a questa menzogna, ci ha detto che non possiamo servire due padroni, la caccia alle ricchezze e le cose del mondo alienano le persone da Dio, le allontano dal vero Vangelo e la vera fede non verrà per coloro che cercano Gesù per le loro motivazioni materiali, egoistiche e personali.
    Quello era il vero problema con gli Ebrei ai tempi di Gesù ed è il maggior problema per le persone oggi.

    Nessun frutto significa nessuna fede. La caccia alle ricchezze e le cose del mondo vogliono dire che non possiamo avere Gesù, niente Gesù niente paradiso, amico del mondo nemico di Dio e l’amore del Padre non è in quelli che rincorrono le cose del mondo e le ricchezze, è un segno che la vera fede non è presente, vedi per esempio Giuda l’Apostolo [Giovanni 12:4-6].

    Vedi e paragona [Matteo 6:19-24];[Matteo 10:32-39];[Matteo 16:24-26];[Luca 21:34-36];[1 Timoteo 6:9-10];[Giacomo 4:4]; [1 Giovanni 2:15-17].

    Il Quarto Tipo di Persona- Il quarto tipo di persona è colui o colei che sono eletti alla vera fede, appuntati alla vita eterna [Atti 13:48], il terreno del loro cuore è quello giusto. E’ stato reso fertile da Dio, Dio è Colui che ha tolto il cuore di pietra ed ha preparato il cuore rigenerato che riceve la Sua parola e che in questo tipo di terreno ha portato frutto [Atti 16:14-15]. Il cuore rigenerato da Dio è il solo cuore che può accettare la parola di Dio e Dio la rende fruttuosa mediante vera fede che poi produce i frutti della rigenerazione, la salvezza.
    Quello che Gesù sta dicendo, infine la vera fede produce frutto la falsa fede che è infine incredulità non produce frutto.
    Tutto questo è fatto da Dio e non dalla volontà umana, ne dall’abilità umana [Giovanni 1:12-13].

    La vera fede proviene da Dio [Giovanni 3:27];[Matteo 16:16-17], proviene dal Padre che fa andare la persona a Gesù, letteralmente trascina la persona a Cristo [Giovanni 6:44-45];[Giovanni 6:63-71], ci crocifigge con Lui e ci fa risorgere con Lui [Romani 6:1-10];[Galati 2:20],[Galati 6:14].

    L’uomo vecchio è morto, crocifisso con Cristo  e ogni cosa è fatta nuova, nuove creature in Cristo [2 Corinzi 5:17]. Il frutto della natura divina è ciò che si dimostra in vera fede la quale diviene evidente [2 Pietro 1:3-11], ciò che conferma la nostra chiamata in una elezione certa.

    Ciò che l’uomo naturale produce non è vera fede  e non fa altro che allontanare una persona da Dio e a non comprendere la Sua verità [Giovanni 6:66];[1 Giovanni 2:19]. E’ una falsa fede perché è inoltre temporanea, ma che infine si dimostra di non essere affatto fede, è incredulità. Fede umana e superficiale è come una infatuazione ma non come il vero amore, che è come la vera fede. L’infatuazione è temporanea, emotiva ed egoista. Il vero amore è perseverante, duraturo, va al di là dell’emozione, si sacrifica per gli altri. Così è il paragone tra la falsa e vera fede.

    Quindi alcuni sembra che abbiano creduto invece quando arriva il momento di produrre il frutto son come il fico che Gesù ha maledetto, non c’è frutto, non c’è fede.

    Tra l’altro il contesto della maledizione del fico è proprio fede. Il frutto che Gesù cercava nel fico che era simbolico di Israele era fede in Lui, ma non c’era e sono rimasti increduli e dunque dannati.

    Perché alla fine è tutto confermato, la rigenerazione produce vera fede e queste sono da Dio e non dall’uomo, perché la chiave del seme che poi produce una pianta che produce frutto è il terreno giusto, fertile, il cuore giusto, rigenerato.

    Questa cosa ormai mi sembra chiara nella Scrittura, L’uomo per natura ha un cuore di pietra e nessun seme può crescervi. Lo Spirito di Dio rigenera il cuore e solo a quel punto il seme della Sua parola può crescere e produrre il frutto della fede.

    E non è per caso che Gesù ha insegnato la prossima parabola, la parabola del grano e della zizzania.

    Matteo 13:24-30 Egli propose loro un’altra parabola dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo, che seminò buon seme nel suo campo. 25 Ma, mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò della zizzania in mezzo al grano, e se ne andò. 26 Quando poi il grano germogliò e mise frutto, apparve anche la zizzania. 27 E i servi del padrone di casa vennero a lui e gli dissero: “Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?”. 28 Ed egli disse loro: “Un nemico ha fatto questo”. Allora i servi gli dissero: “Vuoi dunque che andiamo e la estirpiamo?”. 29 Ma egli disse: “No, per timore che estirpando la zizzania, non sradichiate insieme ad essa anche il grano. 30 Lasciate che crescano entrambi insieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura io dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano, invece, riponetelo nel mio granaio”».

    Guardiamo cosa ci insegna questa parabola. L’uomo che ha seminato il buon seme è Dio. Dunque vi chiederò, chi è che determina se il seme seminato è buono, che è grano vero, che produrrà frutto? Dio! E’ l’opera di Dio. Egli produce il raccolto.  Il vero seme di vero grano (la parola di Dio) piantato nel terreno (cuore rigenerato) con Dio che è il giardiniere e l’agricoltore che si prende cura del terreno, delle piante e del raccolto. Quante volte vi è riferimento fatto a Dio che è paragonato a queste persone.

    Vediamo forse il più famoso di tutti i passi che tra l’altro ha un contesto simile a ciò che stiamo esaminando qui.

    Giovanni 15:1-8 «Io sono la vera vite e il Padre mio è l’agricoltore. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più. 3 Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata. 4 Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me. 5 Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli.

    Si potrebbero dire tante cose di questo passo, comunque, solo due punti per ora. Il primo, il Padre, Dio, è l’agricoltore, Colui che si prende cura della vigna, il che nel nostro caso precedente includerebbe anche il terreno, Lui è Colui che lavora nel Suo campo e Lui che ne fa produrre il frutto. Il secondo punto è questo, che cosa determina il fatto di essere discepoli di Cristo ? Il frutto della fede.

    In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli.
    Dio si usa di noi per essere coloro che seminano nel Suo campo, coloro che annaffiano e se siamo veramente benedetti coloro che raccolgono, ma che raccolgono solo ciò che Dio ha lavorato e che fa crescere [Giovanni 4:35-38],[1 Corinzi 3:5-7].

    Ovviamente il nemico è Satana, anche lui pianta, anche lui lavora, lui pianta la zizzania assieme al grano. La zizzania è una erbaccia velenosa ma che mentre cresce è identica alla pianta del grano, questo fino ad un certo momento. Sapete quando? Interessante, Gesù ci da la risposta, quando è il momento che il frutto del grano diviene visibile.

    Il grano produce frutto, la spiga che poi diviene il raccolto ma la zizzania produce la spiga che è visibilmente diversa dal grano, la zizzania non ha buon frutto, i semi della zizzania sono velenosi ed amari, vedi [Atti 8:23],[Romani 3:13-14], nota bene il prossimo passo

    Ebrei 12:15 badando bene che nessuno rimanga privo della grazia di Dio e che non spunti alcuna radice di amarezza, che vi dia molestia e attraverso la quale molti vengano contaminati;

    Infatti, restare privo della grazia di Dio vuole dire rimanere in uno stato di incredulità, e questo produce una radice amara, velenosa, quello è il punto, ecco perché Gesù ha scelto la zizzania come esempio, questo è il frutto dell’incredulità.

    Così com’è che si distingue il grano dalla zizzania? Dal frutto, il frutto di vera fede diviene evidente nelle piante che Dio ha seminato e cresciuto.

    Ora le differenze tra le due parabole che abbiamo studiato sono le seguenti. Nella prima parabola il seme era la parola di Dio e il soggetto della parabola era il cuore della persona rappresentato dai diversi tipi di terreno nei quali la parola viene seminata.

    Il tipo di terreno è il cuore umano e dunque determina se il frutto della fede diverrà evidente se, in altre parole la persona avrà creduto veramente oppure no.

    Nella seconda parabola invece l’enfasi non è sul tipo di terreno, ma tipo di pianta e chi le ha piantate. Piante buone, che Dio ha piantato, che producano frutto e piante cattive che Satana ha piantato che non producano frutto.

    Comunque il punto è questo, il nemico è colui che pianta falsi credenti increduli, coloro che infine non credono, coloro che non producano il frutto della vera fede. Il risultato alla fine è lo stesso per entrambe le parabole. Coloro che hanno veramente creduto, gli eletti alla fede, produrranno frutto buono coloro che non sono veri credenti ma increduli per un periodo assomiglieranno a quelli veri ma quando la pianta sarà ispezionata per trovare il frutto vero e buono che Dio cerca non ci sarà.

    Così che quello che vediamo è anche il fatto che come vi sono determinati terreni, cuori, che determinano il risultato della parola seminata in essi, vera fede o incredulità, così vi sono due tipi soltanto di piante, cioè solo due tipi di persone, coloro che sono infine piantati da Dio e coloro che sono piantati da Satana. E come è vero nella natura è vero nello spirituale, quando è determinato il seme della pianta e da esso nasce il grano, il grano non può diventare mai zizzania. Ricordiamoci che cosa ci ha insegnato Gesù.

    Matteo 15:13 Egli rispose loro: «Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata.

    Matteo 7:19-20 Ogni albero che non dà buon frutto è tagliato, e gettato nel fuoco. 20 Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti.

    Qual’è la conclusione? Quello che Dio pianta è Suo e cresce e produce frutto, frutto buono, il frutto di vera fede, questa è opera di Dio. Quello che Dio non ha piantato è invece piantato da Satana e non produce buon frutto, sarà dunque sradicato, tagliato e gettato nel fuoco eterno.

    Vedi anche

    Giuda 12 Costoro sono macchie nelle vostre agapi, mentre banchettano assieme a voi senza timore, pascendo se stessi; essi sono nuvole senz’acqua, sospinte qua e là dai venti, alberi d’autunno senza frutti, doppiamente morti, sradicati,

    Guardate alle parole usate da Giuda,

    nuvole senza acqua, cioè senza lo Spirito e senza la parola di Dio (Spirito e parola di Dio simboleggiati da acqua)

    sospinti qua e la dai venti ( false dottrine)

    alberi senza frutti ( senza fede)

    doppiamente morti ( morti spiritualmente, destinati alla seconda morte)

    sradicati ( senza radici nella fede, non radicati in Cristo, non piantati da Dio)

    Incredulità o falsa fede non produce il buon frutto che la vera fede produce, vedi anche

    [2 Corinzi 11:13-15];[1 Giovanni 2:19].

    Ora che, almeno spero, abbiamo chiaramente stabilito dalla parola di Dio che cosa sia VERA FEDE e come è ottenuta e cosa sia FALSA FEDE, possiamo meglio capire molte altre Scritture e dottrine e possiamo adesso continuare nello studio di questo capitolo capendo ancora meglio che cosa Paolo stesse dicendo.

    Paolo continua dicendo nel versetto 4 Ora a colui che opera, la ricompensa non è considerata come grazia, ma come debito;

    In questo breve versetto Paolo dice volumi di cose, in special modo ad una persona con la mentalità Ebrea oppure anche per i nostri propositi più moderni, coloro che hanno la mentalità legalista e religiosa, dei quali purtroppo la chiesa ne è ripiena.

    Paolo sta dicendo, “Se una persona lavora allora deve aspettarsi una paga” Dopo tutto sappiamo che anche ai tempi di Paolo ed anche prima, coloro che erano assunti lo erano per una determinata paga. Il salario, la paga era per il lavoro fatto che era stato accordato precedentemente.

    Così è la pratica usuale no? Anche oggi, vi sono contratti di lavoro tra datore di lavoro e operai. Uno che fa contratto dà un preventivo, una stima per un lavoro da fare e l’altra persona accetta di pagare a lavoro finito.

    Una persona dunque accetta di lavorare per una cifra di euro, dollari o che sia e accetta di lavorare per delle determinate ore e fare un determinato lavoro.

    Se poi una persona fa gli straordinari verrà poi rimunerato per quelle ore in più,comunque, per le ore o il lavoro accordato una persona riceve la sua paga. Quando una persona lavora il datore di lavoro diviene debitore di chi ha eseguito il lavoro ed è in debito finché non ha pagato.

    Il salario o la paga dunque è il debito del datore di lavoro per il servizio svolto dal lavoratore come accordato. Se il contratto non viene onorato o le ore non vengono lavorate allora il datore di lavoro ha il diritto di non pagare, poiché non vi è debito senza servizio reso.

    Comunque, ricordiamoci che Dio non è debitore di nessuno, siamo noi esseri umani ad avere un debito verso Dio, debito che non possiamo mai e poi mai pagare [Marco 8:36-37],[Salmi 49:6-8].

    Questa cosa sembra elementare da dire ma è chiave per capire la verità della grazia di Dio e la Sua salvezza.

    Così Paolo ci dice che la paga non può essere considerata grazia ma debito.
    Ascoltate per favore, grazia è favore immeritato o in questo caso possiamo dire, la grazia è un dono immeritato per opere non compiute. Non compiamo alcuna opera ma Dio ci ricompensa immeritatamente e profumatamente.

    Infatti, vi dirò di più, la grazia è una ricompensa, un dono, non solo per opere di giustizia non compiute ma addirittura ricompensa a coloro che hanno offeso Dio e trasgredito la Sua legge, addirittura ignorato Dio. Questa è la grazia e la misericordia di Dio. Ci meritiamo giudizio ed ira invece Dio ci dona misericordia. Non meritiamo misericordia ma Dio ci dona grazia e favore. Questa è la descrizione della grazia di Dio. In ogni caso la grazia è un dono di Dio.

    Leggere [Matteo 20:1-16].

    Vi domando, come ha pagato, il padrone del campo, coloro che hanno lavorato in esso? Quanto ha pagato coloro che hanno lavorato tutto il giorno e quanto quelli che hanno lavorato una sola ora? La stessa esatta paga. Perché? Perché è così che la grazia e misericordia di Dio operano.

    Possiamo servire Dio cinquanta anni o una sola ora, la paga è la stessa, salvezza per grazia sarà per tutti coloro che hanno creduto, il ladrone sulla croce che ha creduto e si è ravveduto sul punto di morte ha ricevuto la stessa salvezza, per grazia, che ha ricevuto Paolo che ha servito Cristo per tanti anni ed ha sofferto tanto per il Vangelo.

    La grazia di Dio è questa, avrà lo stesso risultato per tutti coloro che sono salvati, non ostante quanto un persona abbia lavorato per Dio. Perché ancora una volta, la vera fede che salva fa parte della Sua grazia e quindi è anche essa un dono e non un pagamento per una opera compiuta, vedi anche il fatto che siamo anche giustificati per grazia [Tito 3:7]. Questo conferma che la fede fa parte della grazia che ci è donata.

    Tutto questo spiega esattamente ciò che Paolo sta dicendo qui in Romani 4. La grazia di Dio non è una paga per delle opere compiute, in questo caso le opere della legge o religiose, invece, è il dono di Dio per gli eletti, per aver fatto assolutamente niente eccetto che essere malvagi peccatori immeritevoli di alcun favore da parte di Dio.

    Ecco perché se l’essere umano da solo, naturalmente, umanamente avesse l’abilità, la forza, la volontà di ubbidire la legge di Dio ma anche di esercitare fede umana per credere, allora la giustizia sarebbe un pagamento per qualche cosa che noi abbiamo fatto. Invece la grazia è un dono di Dio senza alcun merito di averla in qualche modo guadagnata [Romani 5:6-8].

    Romani Capitolo IV- Versetti da V a VIII

    5 invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia. 6 Davide stesso proclama la beatitudine dell’uomo a cui Dio imputa la giustizia senza opere, dicendo: 7 «Beati coloro le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. 8 Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato».

    Iniziando nel versetto 5 Paolo dice invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia.

    Siamo resi giusti e giustificati dalla grazia di Dio e la grazia include la fede che esercitiamo per credere così che la nostra salvezza è interamente per grazia e misericordia di Dio e la Sua opera in noi, vedi anche [Romani 3:24],[Galati 2:16],[Tito 3:4-7].

    Efesini 2:8-10 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.

    Per grazia Dio ci dona la fede che noi esercitiamo, questo è solo per opera Sua in noi, dopo mediante questa fede la giustizia di Cristo viene imputata a noi e siamo giustificati mediante Lui.

    Come abbiamo detto molte volte, mai abbastanza, la grazia che Dio ci elargisce include la fede che ci dona per credere in Lui, così che la nostra fede è un atto di grazia divina, è un dono che non meritiamo di ricevere e che senza il quale non potremmo mai credere ed essere giustificati e dunque mai considerati giusti.

    Così, come abbiamo visto nel versetto precedente, non è l’opera ma la fede in Colui che giustifica i malvagi, così che la fede di quella persona viene imputata come giustizia.

    Ora qualcuno chiederà come può la fede, se proviene da Dio, essere considerata la fede dell’individuo e non di Dio? Semplice, un dono quando ci è dato a chi appartiene al donatore o a colui che è stato donato? Appartiene a colui al quale è stato donato. Così è la fede, è donata da Dio ma poi appartiene a chi Dio l’ha donata e quindi quando esercitata appartiene all’individuo. Inoltre, la giustizia che riceviamo di chi è? Nostra? E’ di Cristo giusto? Allora, visto che noi non possediamo alcuna giustizia nostra ma la giustizia di Cristo ci viene imputata, cioè appartiene a noi, così è anche la fede, non la abbiamo naturalmente ma Dio ce la dona ed anche questa fede però come la giustizia di Cristo diviene nostra. Sì la parola di Dio lo dice chiaramente che noi siamo la giustizia di Dio, in Cristo. La Sua giustizia è imputata a noi, tale è la fede.

    2 Corinzi 5:21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.

    Filippesi 3:9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede

    Sì, comunque anche se è Dio che ci dona tutto questo, siamo noi che in effetti crediamo e che ci ravvediamo ecc. Non è Dio che crede per noi, Lui ci dona la fede noi con essa crediamo. Siamo l’opera di Dio in Cristo, siamo l’opera di Dio non la nostra.

    Che la fede è un dono di Dio tramite l’opera di redenzione di Cristo è evidente anche in

    Ebrei 12:2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.

    E’ Lui che crea ed origina la fede ed è Lui che la completa, da Lui la riceviamo ed è Lui che la completa in noi tramite il Suo Spirito.

    Filippesi 1:6 E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù

    Filippesi 2:12-13 Così, miei cari, voi che foste sempre ubbidienti, non solo come quand’ero presente, ma molto più adesso che sono assente, adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; 13 infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.

    Abbiamo dunque ampia conferma nelle Scritture che la fede proviene da Dio, l’abilità per credere proviene da Dio, tutto proviene dalla grazia di Dio. Ora la chiave di questo passo è, Dio giustifica chi? mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede è messa in conto come giustizia.

    Il peccatore, l’empio, il malvagio. Non coloro che da soli hanno creduto e si sono convertiti e si sono ravveduti come se in qualche modo potessero guadagnare favore e giustizia e poi Dio ha risposto a ciò che hanno compiuto giustificandoli. No! Dio ci giustifica quando siamo ancora ingiusti e peccatori. Infatti questa condizione è un prerequisito per la salvezza o no?

    Cosa disse Gesù a coloro che si consideravano giusti per le opere della legge?

    Matteo 9:10-13 E avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa, molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con lui e con i suoi discepoli. 11 I farisei, veduto ciò, dissero ai suoi discepoli: «Perché il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 12 E Gesù, avendo sentito, disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Or andate e imparate che cosa significa: “Io voglio misericordia e non sacrificio”. Perché io non sono venuto per chiamare a ravvedimento i giusti, ma i peccatori».

    Ah, qualcuno dirà adesso, “ Hai detto prima che la rigenerazione precede la fede e la giustificazione cronologicamente, così che non possiamo essere giustificati quando siamo empi se infatti siamo rigenerati”.

    Semplice, Dio ci ha scelti in Cristo, quando? Prima del fondamento del mondo, così che nel piano di Dio tutti coloro che sono giustificati sono stati eletti già ancor prima di essere nati. Nella mente e piano di Dio in realtà siamo eletti sì, ma siamo ancora uomini e donne ingiusti e peccatori, eletti alla fede e dunque alla giustificazione, dunque Dio ci giustifica ancora quando siamo peccatori.

    Chi è che è stato salvato e che non era un peccatore? Beh, se vogliamo la chiesa Romana Cattolica insegna che Maria, la madre di Gesù era giusta dalla sua concezione ma noi sappiamo che Maria invece sapeva di aver bisogno di un Salvatore e per ammissione sua e che era Dio [Luca 1:47].

    Nessuno è giusto [Romani 3:10], Dio giustifica solo gli ingiusti perché anche come ha detto Gesù, coloro che credono di essere giusti e non vogliono ammettere di essere peccatori non riceveranno misericordia da Dio. Una cosa che deve provenire dalla vera fede che salva è ravvedimento, cosa che Dio ci abilita di fare e che desideriamo di fare nella nostra vita, Lui stesso lo fa per grazia Sua.

    Proverbi 28:13 Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.

    Questa è la descrizione del frutto della rigenerazione e della fede chiamato ravvedimento.

    Noi siamo malvagi, ingiusti peccatori che sono giustificati per grazia, siamo giustificati senza alcun merito, quando? Quando ancora eravamo peccatori Cristo è morto per noi, giusto?

    Romani 5:6-8 Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi. 7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; 8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

    Questo passo prova ancor di più che siamo stati eletti alla fede e alla salvezza, perché Cristo è morto per noi quando ancora noi eravamo peccatori, il che in realtà significa che dovevamo già essere in Cristo, gli eletti soltanto, quando Lui è andato alla croce, noi infatti siamo crocifissi con Lui o no? La Bibbia ci conferma questo.
    Abbiamo già letto parte di questa verità, Gesù è morto per gli empi, i peccatori, Gesù è morto per noi, noi chi?

    Efesini 1:4-7 In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui ( questo significa essere giustificati e santificati), 5 avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. 7 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia

    In Cristo ci ha eletti prima della creazione del mondo, il che vuol dire che eravamo già in Lui quando Gesù fu crocifisso e anche quando risorse, allora eravamo già in Lui, però mentre eravamo senza la conoscenza del vero Vangelo eravamo ancora secondo la nostra natura morti spiritualmente ed in essenza ancora figli dell’ira di Dio come gli altri, vedi [Efesini 2:1-3]

    Molti scolari biblici e predicatori credono che essere crocifissi con Cristo avviene misticamente quando crediamo e siamo in qualche modo catapultati nel passato al momento in cui fu crocifisso Cristo e così anche noi crocifissi con Lui e risorti con Lui. Io non credo che sia così affatto. Credo che la Bibbia ci fa chiaramente comprendere che siamo stati crocifissi assieme a Lui e siamo risorti con Lui allo stesso tempo che è successo, crocifissi assieme a Lui, seppelliti con Lui e risorti assieme a Lui [Romani 6:6-11],[Galati 2:20]

    Ricordiamoci che quando Gesù era sulla croce immediatamente prima di morire esclamò Tutto è compiuto! [Giovanni 19:30].

    Tutto il piano di redenzione di Dio a quel momento era compiuto. Gesù altrimenti dovrebbe morire e risorgere ogni volta che una persona crede? No! Altrimenti potrebbero aver ragione anche i Cattolici Romani che lo crocifiggono nuovamente ogni qual volta che praticano una Messa. No!

    Il piano di redenzione fu completato una volta e per tutti coloro che appunto sono stati eletti da Dio per essere in Lui [Ebrei 10:10]. Ciò veramente non fa una grinza, non c’è bisogno di tornare indietro nel tempo perché è già stato tutto compiuto alla croce e alla resurrezione. Infatti, tutti coloro che sono stati predestinati e che erano già eletti in Lui prima della creazione del mondo Dio li ha salvati, ma seppur essendo eletti e predestinati nel piano di redenzione di Dio, un certo tempo ovviamente è dovuto passare, il momento scelto e pianificato da Dio, il tempo per trovarci, per portarci alla salvezza, per rigenerarci.

    Sì, non eravamo salvati, cioè rigenerati, finché Dio nel Suo perfetto momento per noi individualmente ha applicato la Sua rigenerazione e salvezza ad ognuno che ha creduto. Tecnicamente noi eravamo già eletti, scelti e se vogliamo già salvati in un senso al momento della crocefissione e la resurrezione, questo perché eravamo già scelti, eletti prima della creazione del mondo. Lo abbiamo letto e visto in Efesini 1.

    Tra l’altro questo principio è lo stesso per tutti coloro che hanno creduto al Vangelo, la venuta del Messia e la parola di Dio e le Sue promesse anche all’epoca dell’AT. La loro salvezza sempre per fede in Cristo fu diciamo ritardata nel tempo, cioè finché Gesù venne e compì la redenzione, anche la loro e fu efficace per loro come lo è per noi oggi.

    Per loro la salvezza avvenne in anticipo all’opera compiuta di Cristo, per noi ci è stata accreditata fino al momento in cui Dio la ha applicata.

    Alla croce l’ha attuata e compiuta e poi ce l’ha applicata al momento scelto da Lui. Comunque anche con questo fatto si capisce ancor meglio che TUTTI i santi dell’AT salvati per grazia mediante fede come quelli del NT inclusi noi che abbiamo creduto, siamo stati TUTTI crocefissi con Cristo e TUTTI risorti con Lui, perché siamo stati TUTTI, gli eletti, scelti per grazia e misericordia PRIMA della creazione del mondo, prima che alcuno fosse nato, TUTTI che furono predestinati ad essere in Cristo, AT o NT, Cristo ci ha portati con Se sulla croce e siamo stati dunque crocefissi con Lui e siamo risorti con Lui.

    La Scrittura supporta solo questo fatto, non vi può essere alcuna altra spiegazione, se siamo stati scelti, eletti in eternità passata vuol dire che nella mente e piano di Dio, nello stato eterno, eravamo già in Cristo ed eredi della salvezza, in tempo reale però non eravamo ancora salvati fino al momento della conversione. Per un tempo anche gli eletti sono appartenuti a Satana, sotto l’influenza e potenza del maligno, schiavi del peccato e della morte, comunque eletti da Dio per la redenzione in Cristo per essere riscattati dal mercato della schiavitù del peccato e della morte.

    Dunque, la domanda è questa, chiunque predestinato alla salvezza avrebbe potuto perire prima della conversione? No! Assolutamente no! Ma noi questo non lo sapevamo a quel tempo come del resto nessun eletto lo sa prima della conversione. Così com’è che vi sono tanti credenti che dicono che la gente va in dannazione eterna che altrimenti non ci andrebbe e questo solo per far venire il senso di colpa alla gente per farli evangelizzare quando non lo fanno.

    Molte comunità e denominazioni nella chiesa usano timore e senso di colpa per intimidire e sottomettere la gente a fare la volontà di Dio. Queste cose non sono affatto le giuste motivazioni e ragioni da usare per stimolare i credenti all’azione, all’ubbidienza alla parola di Dio. Usare la minaccia per esempio di perdere la salvezza per stimolare la gente a santificarsi e di vivere in santità non è la giusta motivazione perché non è biblica. Amore per Dio è la motivazione della nostra ubbidienza e non timore di giudizio. Il timore del giudizio lo devono avere coloro che ancora non hanno sperimentato l’amore di Dio, cioè gli empi.

    Cosa infatti ci dice 1 Giovanni 4:17-19 In questo l’amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18 Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19 Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.

    E’ per amore che ubbidiamo Dio, non per timore, il timore ha a che vedere con il giudizio, il castigo. Come abbiamo fiducia invece nel giorno del giudizio? Sappiamo che Dio ci ama e abbiamo la sicurezza che la nostra salvezza è assicurata perché abbiamo vita eterna e tutti i nostri peccati sono perdonati.
    Avvertire invece chi non vive in santità dicendo che non sono salvati e devono ancora credere e ravvedersi è un’altra cosa ed è biblica [1 Corinzi 6:9-10] .

    Usare la minaccia, che le persone se non le evangelizziamo vanno in perdizione non è del tutto vero. Questo è fatto solo per generare un senso di colpa usato per smuovere i credenti all’azione. E’ vero che dobbiamo evangelizzare e che è il metodo con cui Dio salva, qual’è comunque la motivazione giusta? Dire a chi non ubbidisce il mandato di Dio e dirgli che sono disubbidienti a ciò che Dio gli ha ordinato di fare se non lo fanno, tutto qui.

    Attenzione, inoltre, e non possiamo definire tuta questa cosa qui, ma c’è una grande differenza tra dare testimonianza con la propria vita d’amore e ubbidienza alla parola di Dio [Giovanni 13:24-25],[Matteo 5:13-16]e l’evangelizzazione che deve essere eseguita esclusivamente da coloro a cui questo ministero è stato donato da Dio [Efesini 4:11], l’evangelizzazione viene eseguita mediante la predica della parola di Dio, il Vangelo, la testimonianza è una cosa con la quale onoriamo Cristo e attiriamo le persone a Lui. Due cose ben distinte.
    Evangelizzare non è per tutti da fare, è una cosa che sono chiamati a fare determinate persone alle quali il ministero è stato dato dallo Spirito Santo, vedi infatti [Efesini 4:11], [2 Timoteo 4:2-5],[Atti 21:8].

    L’evangelizzazione deve essere fatta solo da quelle persone che hanno il ministero di evangelisti il quale include la predica della parola, il Vangelo, vedi e paragona [Atti 8:5-6] e [Atti 21:8] questo è il ministero della predica del Vangelo e non tutti lo hanno [1 Corinzi 1:21],[Romani 10:14-17].

    Rendere testimonianza dall’altro canto, non è evangelismo, ma è onorare il nome di Cristo e tramite la testimonianza di Cristo nella nostra vita e persone vengono attratte da Dio a Cristo e poi tramite il ministero di evangelismo Dio le salva con la predica del Vangelo. Queste sono due cose che si complimentano ma cose ben diverse, che comunque Dio usa per salvare. Due cose ben diverse, tutti siamo chiamati a rendere testimonianza ma non tutti ad evangelizzare.

    L’accusa ai credenti dunque che alcuni peccatori vanno in dannazione perché i credenti non evangelizzano è un mito e non è biblico. Quale Scrittura supporta questa accusa? Quale Vangelo o Epistola accusa o comanda di evangelizzare e dichiara che la responsabilità di chi va in perdizione è la disubbidienza della chiesa?
    Certo lo so, a questo punto qualcuno dirà, “La chiesa è comandata di predicare il Vangelo e di fare discepoli di tutte le nazioni, insegnandogli tutto ciò che Gesù ha comandato!” [Matteo 28:16-20], sì, questo è vero ma…

    A chi comanda Gesù specificamente di fare questo? Agli Apostoli, giusto? A tutti i credenti per estensione? Perché? Chi lo ha mai detto? Chi erano gli Apostoli? Erano coloro sulle quali dottrine fu fondata la chiesa [Efesini 2:20].

    Gli Apostoli che erano appuntati dunque per essere coloro che hanno fondato la chiesa e questo mandato hanno compiuto.

    La chiesa dopo di loro ha sia la responsabilità che il privilegio tramite uomini appuntati dallo Spirito Santo di evangelizzare e di far discepoli di tutte le nazioni. Questi uomini appuntati dallo Spirito sono per estensione coloro che sono chiamati a continuare la chiamata data agli Apostoli che oggi non ci sono più.

    Ecco perché la Bibbia specifica le diverse chiamate dei vari ministeri nella chiesa [1 Corinzi 12:27-30],[Efesini 4:11]. Se l’evangelizzazione fosse comandata a tutti perché fare queste distinzioni tra ministeri e altri credenti ed il titolo e ministero di evangelista a che cosa serve?

    Tutti siamo chiamati a testimonianza di Cristo ma non tutti ad evangelizzare, sono due cose ben distinte. La denuncia data a credenti della dannazione delle anime che andranno in perdizione perché non evangelizziamo è un mito che non è biblico.

    Mai in nessun Vangelo o Epistola questa colpa è messa in evidenza come fatto che le anime andranno in perdizione se non sono evangelizzate. La chiesa è ordinata di predicare il Vangelo a tutte le creature ed a fare discepoli di tutte le nazioni, insegnando loro ciò che Gesù ha comandato. Chi crederà sarà salvato chi non crede sarà condannato. E’ Dio che controlla e guida questa situazione bensì non ci piaccia che sia Lui che ha il controllo completo di chi viene evangelizzato oppure no, di chi crede oppure no [Atti 13:48],[1 Corinzi 3:5-8].
    Se non ubbidiamo noi Dio troverà chi lo ubbidisce e fa la Sua volontà.

    L’enfasi della riprensione dunque deve essere sulla disubbidienza del credente non sulla dannazione delle anime, poiché se in effetti leggiamo il NT l’evangelizzazione include un avvertimento della dannazione eterna, certo, però non è per motivare ad evangelizzare, invece è perché Dio nella Sua grazia usa quest’avvertimento come strumento per la convinzione dei peccati e del giudizio mediante lo Spirito Santo, vedi

    Giovanni 16: 7-11 Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò. 8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9 Di peccato, perché non credono in me; 10 di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; 11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

    Nessuno che è stato eletto ad essere in Cristo e appuntato alla vita eterna sarà dannato. Se questo fosse vorrebbe dire che Dio non è in controllo del Suo progetto ma che invece l’uomo e, anzi peggio, che Satana addirittura potrebbe sconfiggere Dio.

    No! Non è affatto così! Dio è sovrano ed è perfettamente e completamente in controllo del Suo perfetto piano, non l’uomo e non Satana. Satana come abbiamo appena letto è già giudicato e così tutti quelli che rimangono suoi schiavi.

    L’uomo è completamente impotente, Satana è molto più potente dell’uomo ma non di Dio ed è giudicato, sconfitto e disarmato da Dio, anche lui può fare soltanto ciò che gli viene permesso di fare da Dio, Dio lo sorveglia e gli permette di avere controllo soltanto su coloro che gli appartengono, ma anche questo controllo che Satana ha non può mai andare oltre a ciò che Dio permette ed ha pianificato nel Suo perfetto piano. Dio fa collaborare tutto anche quello che fa Satana al compimento della Sua perfetta volontà.

    In realtà nel piano di Dio, TUTTO era già Tetélestai, tutto compiuto, finito anche prima che cominciasse e anche prima che Gesù lo proclamò sulla croce. Questo perché tutte le cose che Dio ha pianificato dovevano compiersi nel kairos del tempo. Kairos è la parola usata nel Greco per descrivere un momento, un periodo nel senso qualitativo e ben preciso.

    Per esempio, al momento opportuno sarebbe kairos che esiste nel chronos. Chronos è invece la quantità di tempo,

    kairos la qualità, uno specifico momento, momento giusto.

    Dobbiamo ricordarci che Dio vive in eternità ma che il mondo e gli esseri umani vivono in un periodo, un momento, uno spazio di eternità che è transitorio.

    Così che al momento opportuno, nella pienezza del tempo, Gesù è venuto per portare a compimento il progetto di Dio e il Suo proposito che mediante Cristo e tramite di Lui si sta compiendo giorno dopo giorno fino alla fine del tempo. Gesù è venuto nel momento esatto che Dio ha scelto. Questo dalla parte umana dell’eternità.

    Il progetto di Dio fu già dichiarato in esistenza da Dio nell’eternità passata, prima della creazione del mondo e possiamo esserne certi che si compirà esattamente come Dio lo ha dichiarato.

    Galati 4:3-5 Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo; 4 ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, 5 per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione.

    Kairos-

    Inoltre, concludendo, vedendo anche cosa abbiamo studiato in Romani III in riguardo al versetti che dice non vi è nessuno che cerchi Dio

    In quel versetto abbiamo visto che Gesù è colui che è venuto per cercare ciò che era perduto, le Sue pecore smarrite, e che nella mente di Dio e nel Suo piano eterno le pecore erano già Sue, appartengono a Lui.

    Questo ha senso quando vediamo che nella coerenza e unità delle Scritture siamo già predestinati ed eletti prima della creazione del mondo. Gli eletti dunque vengono cercati e trovati e devono essere convinti da Dio che sono perduti dal ministero dello Spirito Santo che applica a loro per grazia, la salvezza di Cristo, tramite la rigenerazione e la fede nel Vangelo.

    Nei prossimi tre versetti Paolo cita un passo tratto dai Salmi, il Salmo 32 di Davide e lo precede con un breve commento, dicendo che Davide descrive la benedizione, la condizione benedetta della persona alla quale Dio imputa giustizia indipendentemente dalle opere.

    Davide stesso proclama la beatitudine dell’uomo a cui Dio imputa la giustizia senza opere, dicendo: «Beati coloro le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. 8 Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato».

    Gloria a Dio, che grande verità Davide e Paolo ci stanno comunicando. Questo significa che c’è, come vediamo, la correlazione tra giustizia imputata per grazia mediante la fede e il fatto che i peccati sono coperti e le iniquità perdonate e che quella persona è beata, benedetta, il peccato non è imputato bensì la giustizia lo è. Tutto ciò è indipendente da qualsiasi tipo di opera umana e solo possibile per grazia e misericordia di Dio.
    Infatti ciò che Davide descrive per noi è la giustificazione, cioè essere innocenti e senza colpa, questo è essere giustificati.

    A quali peccati sta facendo riferimento Davide? Solo quelli passati commessi prima della conversione oppure tutti i peccati, passati, presenti e futuri?

    No, Davide e la Bibbia ci dimostrano che la beatitudine della persona è perché Dio perdona, copre e non imputa i peccati ad una persona e quelli sono tutti i peccati della sua vita, dal primo all’ultimo.

    Vi voglio domandare, come è chiamato anche il Nuovo Patto in Cristo? Il Patto Eterno, giusto? E’ eterno non temporaneo. In chi è questo patto? In Cristo giusto? Gesù Cristo è vivente in eterno? Sì! Egli è giusto? Sì!

    Con che cosa è sigillato questo patto? Il Suo sangue!

    Lui è il Sommo Sacerdote che vive per sempre per intercedere per noi così che può perfettamente salvare coloro che vengono a Dio tramite Lui. Ecco perché le promesse di Dio in Lui sono tutte sì ed Amen [2 Corinzi 1:20-22].

    La Bibbia ci insegna che tutto ciò è così, giusto? Allora, per compiere e mantenere tutte queste cose possono alcuni dei nostri peccati non essere perdonati? No! Perché altrimenti tutte queste cose che abbiamo menzionato e anche molte di più, infatti tutte le promesse di Dio non potrebbero essere vere.

    Nell’AT il sommo sacerdote doveva andare nella presenza di Dio nel luogo santissimo per portare il sangue per l’espiazione, cioè per il perdono dei peccati di Israele, questo una volta all’anno, nel giorno prescritto da Dio, inoltre dovevano sacrificare animali tutti i giorni sull’altare di bronzo per il perdono dei peccati individuali delle persone che portavano loro i sacrifici da offrire in base alle trasgressioni commesse.

    Comunque una volta all’anno, come abbiamo detto, il sommo sacerdote soltanto entrava nel luogo santissimo, nella presenza di Dio, portando con se il sangue e aspergendo il sangue sull’Arca del Patto, anche chiamata il trono della misericordia ed abbiamo trovato questo termine e parola quando abbiamo fatto lo studio di [Romani 3:25].

    La parola è propiziatorio anche tradotta espiazione. Propiziatorio che è la stessa parola usata per descrivere il coperchio dell’Arca di Dio, il trono della misericordia, dove Dio si incontrava con il sommo sacerdote ed accettava il sangue del sacrificio ed ancora una volta Dio era propizio, in altre parole aveva favore verso il Suo popolo e i loro peccati erano perdonati.

    Il NT comunque è una promessa migliore, è l’AT portato a compimento da ed in Cristo ed è in eterno. Ora in Gesù Cristo questa verità non è più temporanea e provvisoria, è eterna e completa. Dobbiamo capire dunque ciò che ci spiega l’epistola agli Ebrei che ci dice

    Ebrei 7:24-27 egli invece (Gesù) , poiché rimane in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette. 25 Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro. 26 Infatti a noi era necessario un sommo sacerdote come quello, santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato al di sopra dei cieli; 27 il quale non ha ogni giorno bisogno di offrire sacrifici, come gli altri sommi sacerdoti, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo; poiché egli ha fatto questo una volta per sempre quando ha offerto se stesso.

    Vedi anche [Ebrei 9:27-28],

    Ebrei 10:4 poiché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati.

    Ebrei 10:11-18 E, mentre ogni sacerdote è in piedi ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte i medesimi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, 12 egli invece (Gesù) , dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati (Se stesso), si è posto a sedere alla destra di Dio, 13 aspettando ormai soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. 14 Con un’unica offerta (Se stesso) , infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati. 15 E ce ne rende testimonianza anche lo Spirito Santo; infatti dopo aver detto: 16 «Questo è il patto, che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore, io metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti», 17 aggiunge: «E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità». 18 Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato.

    Tutto ciò è evidenza incontestabile e irrefutabile che tutti i nostri peccati e le nostre iniquità Dio non le ricorderà più, c’è remissione di tutti i peccati, nessun altro sacrificio necessario, completezza e perfezione eterna che avverranno in gloria, santificazione in vita, nessuna altra cosa è necessaria. Infatti guardate il versetto 14 dice, con l’offerta di se stesso Gesù ha reso perfetti tempo passato, azione già compiuta; per quanto tempo, quali condizioni ci sono? Per sempre e nessuna condizione perché coloro che sono resi perfetti per sempre sono santificati.

    Questo indica una condizione presente che è stata compiuta nel passato. Quindi, non coloro che si santificano ma che sono santificati, azione che nel piano di Dio è già compiuta ma che nella nostra vita si sta compiendo, per Dio comunque è dunque compiuta già in Cristo. Questa verità ci assicura la salvezza anche perché nel versetto 17 specifica E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità».

    Tutti i nostri peccati sono perdonati e beati siamo noi le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti.

    8 Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato».

    Ricordiamoci che in Cristo la propiziazione, Dio è per sempre soddisfatto del sacrificio di Cristo, la soddisfazione della giustizia divina è compiuta, così adesso noi siamo in Cristo per grazia e mediante la fede abbiamo il favore eterno di Dio, è per sempre, in Lui tutti i nostri peccati sono tolti di mezzo, perdonati, dimenticati. Dal punto di vista della salvezza eterna vuol dire che i nostri peccati non saranno contati contro di noi, mai più, sono perdonati per sempre cancellati.

    Ascoltate, se soltanto un peccato, solo uno non fosse perdonato non potremmo mai essere considerati giusti e giustificati davanti a Dio. Se soltanto un peccato rimanesse nel nostro conto dovremmo essere condannati come trasgressori di tutta la legge di Dio [Giacomo 2:10]. Non potremmo avere vita eterna. Non saremmo mai passati dalla morte alla vita. In nessun posto nella Bibbia è chiaramente dichiarato che un eletto alla salvezza, un figlio e figlia di Dio, adottati come figli ed in Cristo possano scadere dalla grazia e perdere la loro salvezza, infatti è il contrario. E’ sicurezza che è dichiarata invece, per esempio in

    Giovanni 5:24 In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

    Queste sono tutte dichiarazioni di fatto, assicurate, promesse che hanno un compimento definitivo, non ci sono se o ma, ne condizioni eccetto aver esercitato fede, chi veramente crede HA vita eterna, la possiede già, non dice l’avrà se non pecca più, poi, dice non viene in giudizio, per non essere giudicati bisogna che tutti i nostri peccati siano perdonati, poi dice è passato dalla morte alla vita. [Giovanni 11:25-26]

    Queste sono dichiarazioni, promesse di sicurezza, assicurandoci che TUTTI i nostri peccati sono perdonati, passati, presenti e futuri sono stati tolti di mezzo una volta per tutte e questa è la sicurezza della permanenza della nostra salvezza.

    L’erronea dottrina che un vero credente nato dall’alto, rigenerato da Dio, possa perdere la salvezza proviene dall’orgoglio umano che contamina la giusta interpretazione della Scrittura. L’orgoglio umano vuole a tutti i costi avere a che fare con la salvezza, qualche tipo di opera, in questo caso la santificazione e perseveranza, che sì hanno una collaborazione nostra ma solo per grazia e potenza di Dio e non sforzo della carne.

    Come con la fede dove è l’individuo a credere, santificazione e perseveranza sono cose che apparentemente i credenti si sforzano a fare. Comunque anche se ciò è vero come ho detto è la grazia e la potenza di Dio che opera in noi che ci abilita, ci da il desiderio e la forza di farle.

    La fede funziona allo stesso modo come abbiamo avuto opportunità di vedere. Non c’è niente che noi possiamo fare se non per grazia e potenza di Dio che opera in noi, che ci santifica e ci fa perseverare nella nostra fede fino alla fine, la Scrittura ci conferma queste cose.

    Filippesi 2:12-13 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l’operare, per il suo beneplacito.

    Efesini 3:20 Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo,

    Colossesi 1:29 e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza.

    Guardando al passo probabilmente più usato della Scrittura che descrivere la grazia e la fede, notiamo anche lì che tutto ciò che viene svolto nella nostra vita cristiana e nel nostro servizio è infatti generato da Dio e non esclusivamente da noi.

    Efesini 2:8-10 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.

    Se dipendesse da noi senza che Dio operasse la nostra salvezza in noi per grazia Sua, dandoci il desiderio di servirlo e l’abilità e il potere di farlo, di perseverare nella nostra fede per potenza Sua, facendoci camminare nelle Sue opere precedentemente preparate per noi, dunque di sicuro si scadrebbe dalla grazia e si perderebbe la nostra salvezza, si perderebbe la fede perché il nostro impegno non è sufficiente senza la grazia e potenza di Dio che opera in noi e ci mantiene, ci custodisce e ci fa perseverare. E’ lo Spirito Santo in noi che opera in noi per portare a compimento la nostra salvezza. Grazie siano rese e Lode a Dio che non dipende da noi.

    Ora che tutti i nostri peccati sono perdonati comunque non ci da licenza di vivere nel peccato. No affatto! Quando veramente abbiamo esercitato vera fede in Dio abbiamo rispetto, amore, onore per Dio, comprendiamo che il peccato offende Dio e comprendiamo il valore della grazia di Dio, il prezzo che è stato pagato per la nostra salvezza, non pecchiamo leggermente e non proviamo più piacere nel peccare ne siamo più schiavi di essi.
    Abbiamo anche lo Spirito di Dio che ci aiuta a resistere nelle tentazioni e darci il potere di non peccare, ubbidire Dio, come prima della nostra conversione eravamo impotenti difronte al peccare, ne eravamo schiavi.

    Adesso abbiamo vittoria completa sul peccato, vittoria nella nostra posizione davanti a Dio e vittoria nella pratica della giustizia e resistere il peccato. Coloro che veramente comprendono la grazia di Dio e la Sua salvezza, coloro che sono veramente nati di nuovo ed hanno esercitato fede soprannaturale, sanno di non aver licenza di peccare.

    Paolo ha reso questa cosa evidente e chiara in questa stessa Epistola nel capitolo VI e queste verità le studieremo più dettagliatamente quando ci arriveremo. Paolo ci spiega che non abbiamo la libertà o la licenza per poter peccare solo perché siamo sotto la grazia.

    Romani 6:1-2 Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? 2 Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?

    Romani 6:15-16 Che faremo dunque? Peccheremo forse perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? No di certo! 16 Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia?

    Paolo sta chiarendo qui ciò che in altre parole aveva detto in [1 Corinzi 6:9-11]. Se c’è il desiderio e il comportamento che continua nel peccato, nello stile di vita peccaminoso, e non vi è santificazione e vivere in santità, la vera fede non è stata realizzata.

    Comunque se, infatti quegli elementi, quei frutti della fede sono evidenti allora possiamo avere certezza che tutti i nostri peccati sono perdonati, tutti. Coperti, tolti, dimenticati.

    Vedete è esattamente ciò che Paolo sta dicendo, se presentiamo come schiavi dell’ubbidienza a Cristo questa cosa ci conduce a vivere in santità e giustizia, questo è ciò che grazia e fede producano.

    Tito 2:11-14 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.

    La grazia e la vera fede ci insegnano e producano in noi queste cose qui descritte, ci insegnano a rinunciare al peccato, non perseverare in esso, ci insegnano a non amare il mondo, ci insegnano a vivere saggiamente, giustamente e piamente. Ci insegnano a aspettare con perseveranza e trepidazione l’apparizione di Gesù, che ci ha riscattati da OGNI INIQUITA’ e ci ha purificati per sé per essere un popolo speciale, zelante nelle buone opere.

    Qui troviamo ulteriore evidenza che è Cristo che ci ha riscattati e purificati per essere zelanti nelle buone opere, il che ci dovrebbe far capire ancora meglio ciò che per esempio diceva Giacomo a proposito di fede ed opere. In nessun modo lui insegnava che era per opere che si è giustificati e salvati. No, affatto, voleva solo dire che vera fede in Cristo produce buone opere, ed è esattamente ciò che questo passo sta dicendo, paragona anche con [Efesini 2:8-10], così che come dice bene Giacomo, se buone opere non sono evidenti allora fede vivente e vera non è presente. Così che una persona è giustificata per fede soltanto, ma è confermata giustificata dalle buone opere che compie e che sono prodotto della fede in Cristo, infatti sono prodotte da Cristo.

    In posizione siamo giusti in Cristo e questo è ciò che Dio accetta, la nostra giusta posizione in Cristo, ecco cosa vede Dio, non i nostri peccati che ancora commettiamo a volte. Così che la Scrittura ci conferma che non vi è nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù [Romani 8:1-4].

    Questa è la beatitudine che Davide e Paolo ci stanno spiegando qui, in Cristo, per grazia di Dio e mediante la fede, non opere, siamo considerati giusti, tutti i nostri peccati sono perdonati, coperto e dimenticati punto e basta, Amen!

    Romani Capitolo IV Versetti da IX a XII

    9 Ora dunque questa beatitudine vale solo per i circoncisi, o anche per gli incirconcisi? Perché noi diciamo che la fede fu imputata ad Abrahamo come giustizia. 10 In che modo dunque gli fu imputata? Mentre egli era circonciso o incirconciso? Non mentre era circonciso, ma quando era incirconciso. 11 Poi ricevette il segno della circoncisione, come sigillo della giustizia della fede che aveva avuto mentre era ancora incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono anche se incirconcisi, affinché anche a loro sia imputata la giustizia, 12 e fosse il padre dei veri circoncisi, di quelli cioè che non solo sono circoncisi, ma che seguono anche le orme della fede del nostro padre Abrahamo, che egli ebbe mentre era incirconciso.

    Paolo adesso chiede se questa beatitudine fosse solo un privilegio per quelli che erano della circoncisione, cioè gli Ebrei o anche per altri? Beh, la risposta giace nei fatti che Paolo ha già delineato precedentemente in questa epistola per chi questa beatitudine sia. Già diverse volte fin a questo punto Paolo ha confermato che ciò che Dio ha provveduto è per entrambe Ebrei e Gentili.

    Rivediamo ciò che già Paolo ha detto precedentemente in riguardo:

    Fin dal principio di Romani, Paolo ha introdotto il concetto di fede in Cristo mediante il Vangelo per entrambe gli Ebrei e i Gentili [Romani 1:16-17] anche qui,i giusti vivranno per fede. E’ ciò che sta dicendo anche adesso di Abrahamo, la giustizia gli fu imputata per fede.

    In [Romani 2:17-29] Paolo praticamente demolisce la credenza Ebrea di essere privilegiato da Dio tramite il loro status religioso, la circoncisione nella carne, in altre parole, il simbolo della loro fede era solo un simbolo inutile senza la nuova nascita, senza rigenerazione che produce fede in Cristo. La circoncisione della carne senza l’opera rigeneratrice di Dio e la fede in Cristo non serve a niente e una persona circoncisa è come una persona incirconcisa.

    In [Romani 3:10-20] Paolo continua a sottoporre entrambi Ebrei e Gentili al peccato e confermando le parole che nessuno sarebbe giustificato dalle opere della legge, nessuno considerato giusto.

    In [Romani 3:27-30] ancora una volta Paolo conclude che ogni uomo, ancora una volta entrambi, Giudei e Gentili sono giustificati dalla fede e non da opere e che nessuno può avere niente di cui vantarsi se non la grazia di Dio mediante Cristo Gesù.

    Ora questo passo che stiamo studiando è molto importante dal punto di vista della mentalità Ebrea in riguardo all’ottenimento della giustizia per le opere della legge. Sin dalle sue origini la chiesa era interamente Ebrea, sin dall’inizio vi erano fraintesi di come la fede in Cristo doveva essere esercitata. Da principio molti discepoli Ebrei ritennero che per un Gentile per essere salvato, giustificato, per avere fede in Cristo doveva essere circonciso e poi diventare ubbidiente alla legge di Mosè. Anche tra gli Apostoli un po’ di confusione vi era a riguardo di questa cosa.

    Comunque,anche allora Paolo ed anche Pietro dovettero chiarire queste cose, in riguardo come si ottiene la salvezza, la giustificazione, se o no per le opere della legge o solo fede in Cristo. La risposta giace in Atti 15 questa fu la risposta di Pietro

    Atti 15:4-11 Giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono le grandi cose che Dio aveva operato per mezzo di loro. 5 Ma alcuni della setta dei farisei che avevano creduto si alzarono, dicendo: «Bisogna circoncidere i gentili e comandar loro di osservare la legge di Mosè». 6 Allora gli apostoli e gli anziani si radunarono per esaminare questo problema. 7 Ed essendo sorta una grande disputa, Pietro si alzò in piedi e disse loro: «Fratelli, voi sapete che già dai primi tempi Dio tra noi scelse me, affinché per la mia bocca i gentili udissero la parola dell’evangelo e credessero. 8 Dio, che conosce i cuori, ha reso loro testimonianza, dando loro lo Spirito Santo, proprio come a noi; 9 e non ha fatto alcuna differenza tra noi e loro, avendo purificato i loro cuori mediante la fede. 10 Ora dunque perché tentate Dio, mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi abbiamo potuto portare? 11 Ma noi crediamo di essere salvati mediante la grazia del Signor Gesù Cristo, e nello stesso modo anche loro».

    Paolo dovette scrivere anche l’intero libro di Galati proprio perché questi credenti erano cascati nella erronea dottrina di cercare di raggiungere la giustizia, di essere giustificati osservando la legge di Mosè, questa includeva anche la forzata circoncisione dei Gentili per la salvezza.

    Galati1:6-7 Mi meraviglio che da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, passiate così presto ad un altro evangelo, 7 il quale non è un altro evangelo; ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire l’evangelo di Cristo.

    Non vi può essere fede più opere per ottenere la giustificazione e per essere considerati giusti davanti a Dio.
    Questa cosa è una perversione del vero Vangelo, niente può essere aggiunto alla grazia e la fede. Ricordate, è per via di fede soprannaturale mediante la rigenerazione, questa è la nuova nascita, l’opera di Dio nell’uomo ingiusto tramite la Sua grazia in Cristo Gesù. La fede non origina dall’uomo ma è donata all’uomo da Dio.

    Dobbiamo essere veramente cauti e attenti anche oggi perché nella chiesa in più alla chiesa Cattolica Romana che dottrinalmente insegna un Vangelo pervertito perché aggiunge ad esso molte opere per essere giustificati ed essere salvati, vi sono molti credenti, fazioni, sette e denominazioni che in qualche modo insegnano un Vangelo pervertito che aggiunge alla grazia e la fede opere sia per essere salvati o per rimanere salvati o ottenere il favore di Dio.

    Dobbiamo stare molto attenti anche a livello individuale e personale di non cadere in questa trappola, è molto facile penso credere di avere favore con Dio perché facciamo opere religiose.

    Molti purtroppo misurano il loro livello di maturità spirituale e favore con Dio con quanti eventi spirituali attendono, quanti culti, quante opere, quanto digiunano o quanti soldi offrono in chiesa. No! Tutto ciò non ci rende più o meno giusti davanti a Dio, siamo giusti perché abbiamo esercitato vera fede nell’opera di Cristo, le Sue virtù, i Suoi meriti. E’ così che abbiamo favore con Dio. Se crediamo veramente che sono le nostre opere ed attività che ci rendono più o meno giusti è bene che leggiamo attentamente il Sermone sul monte e ciò che ci dice Gesù di queste cose.

    Matteo 5:20 Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.

    Galati 2:21 Io non annullo la grazia di Dio perché, se la giustizia si ha per mezzo della legge, allora Cristo è morto invano.

    Galati 5:1-6 State dunque saldi nella libertà con la quale Cristo ci ha liberati, e non siate di nuovo ridotti sotto il giogo della schiavitù. 2 Ecco, io, Paolo, vi dico che se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. 3 E daccapo attesto ad ogni uomo che si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta la legge. 4 Voi, che cercate di essere giustificati mediante la legge, vi siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia. 5 Noi infatti in Spirito, mediante la fede, aspettiamo la speranza della giustizia, 6 poiché in Cristo Gesù né la circoncisione né l’incirconcisione hanno alcun valore, ma la fede che opera mediante l’amore.

    Così che Paolo ha reso questa cosa abbondantemente chiara nei suoi scritti, non lascia alcun dubbio, i giusti vivranno per fede in Cristo soltanto, nei Suoi meriti e nelle Sue virtù e solo da Lui ed in Lui siamo giusti e giustificati. La circoncisione non rende nessuno giusto con Dio e nemmeno uno è giusto per la ricerca della giustizia tramite le opere della legge.

    In fatti Paolo ci chiede adesso, quando fu Abrahamo dichiarato giusto per fede? Prima o dopo che fu circonciso? La risposta giace nella Scrittura giusto? Paolo ci dice quando questo è avvenuto.

    Prima di esser circonciso fu dichiarato giusto, quando credette alla promessa di Dio. Prima che Dio gli avesse dato l’ordinanza della circoncisione.

    Genesi 15:6 Egli credette al SIGNORE, che gli contò questo come giustizia.

    Questa è la Scrittura che Paolo cita qui in Romani, Dio diede ad Abrahamo il comandamento della circoncisione in [Genesi 17:9-14].

    Abrahamo fu considerato giusto da Dio quando ancora era incirconciso Paolo conclude che Abrahamo ricevette il segno della circoncisione, come sigillo della giustizia della fede che aveva avuto mentre era ancora incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono anche se incirconcisi, affinché anche a loro sia imputata la giustizia, e fosse il padre dei veri circoncisi, di quelli cioè che non solo sono circoncisi, ma che seguono anche le orme della fede del nostro padre Abrahamo, che egli ebbe mentre era incirconciso.

    Questo è ciò che ha reso Abrahamo il padre spirituale e simbolico di tutti i credenti, circoncisi e incirconcisi e non soltanto esclusivamente della circoncisione, perché Dio infatti imputò a lui la giustizia per fede mentre era ancora incirconciso.

    Giustizia è dunque imputata agli incirconcisi come fu per Abrahamo. Tutti coloro che seguono l’esempio di Abrahamo, credendo in Dio, quando? Anche mentre incirconcisi.

    Questo è il punto, circoncisione era soltanto considerata valida da Dio quando l’Ebreo esercitava la vera fede in Lui, questo principio è valido per i circoncisi e gli incirconcisi. Fede è ciò che conta non la circoncisione. Siate certi che Dio nell’AT e nel NT ha giustificato e giustifica solo per fede in Lui.

    Infatti Paolo spiega ai Galati tutto questo concetto in modo dettagliato . Questo perché come abbiamo detto prima nella chiesa dei Galati vi erano molti, probabilmente tutta la chiesa che era stata ingannata da alcuni a credere che la circoncisione e le opere della legge dovevano essere praticate in aggiunta alla fede in Cristo per essere giusti davanti a Dio.

    Romani Capitolo IV Versetti da XIII a XVII

    13 Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abrahamo e alla sua progenie mediante la legge, ma attraverso la giustizia della fede. 14 Poiché se sono eredi quelli che sono della legge, la fede è resa vana e la promessa è annullata, 15 perché la legge produce ira; infatti dove non c’è legge, non vi è neppure trasgressione. 16 Perciò l’eredità è per fede; in tal modo essa è per grazia, affinché la promessa sia assicurata a tutta la progenie, non solamente a quella che è dalla legge, ma anche a quella che deriva dalla fede di Abrahamo, il quale17 (come sta scritto: «Io ti ho costituito padre di molte nazioni»), è padre di tutti noi davanti a Dio a cui egli credette, il quale fa vivere i morti e chiama le cose che non sono come se fossero.

    Alla luce di ciò che Paolo sta dicendo qui in Romani, vorrei dare uno sguardo a Galati 3 e sottolineare tutti i punti che Paolo sta esponendo in riguardo alle promesse di Dio ad Abrahamo e conseguentemente a coloro che seguono il suo esempio di fede.

    Abrahamo credette e quella fede gli fu imputata come giustizia. Queste promesse che leggiamo in questo passo sono praticamente una copia esatta di ciò che Paolo sta dicendoci in Romani 4, sono spiegate molto bene e molto più dettagliatamente.

    Galati 3:1-9 O Galati insensati! Chi vi ha ammaliati per non ubbidire alla verità, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato ritratto crocifisso fra voi? 2 Questo solo desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o attraverso la predicazione della fede? 3 Siete così insensati che, avendo cominciato nello Spirito, vorreste finire nella carne? 4 Avete sofferto tante cose invano, se pur è stato veramente invano? 5 Colui dunque che vi dispensa lo Spirito e opera tra voi potenti operazioni, lo fa mediante le opere della legge o mediante la predicazione della fede? 6 Così Abrahamo «credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia»; 7 sappiate pure che coloro che sono dalla fede sono figli di Abrahamo. 8 E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato le nazioni mediante la fede, diede prima ad Abrahamo una buona notizia: «Tutte le nazioni saranno benedette in te». 9 Perciò coloro che si fondano sulla fede sono benedetti col fedele Abrahamo.

    Paolo sta effettivamente dicendo ai Galati le stesse cose che dice ai Romani, dettagliatamente descrive queste cose a questa comunità perché era tartassata da un falso e corrotto Vangelo portato a loro da coloro che volevano giudaizzare i credenti Gentili e riportare i credenti Ebrei al giogo della legge di Mosè, forzando così la circoncisione della carne e le opere della legge per essere considerati giusti davanti a Dio.

    Paolo sta dicendo a costoro che hanno iniziato a credere in questo Vangelo pervertito, che sono degli insensati.

    Perché? Perché è l’opera dello Spirito Santo dare la fede mediante la rigenerazione e l’udire del Vangelo [Romani 10:17] non le opere della legge. Così che dice Paolo, avendo iniziato per l’opera della Spirito di Dio come è possibile perfezionare o completare la salvezza nella carne? Non è fattibile!

    E’ lo Spirito Santo che da nuova vita, che dona ai credenti la natura divine, che dona per grazia la fede in Cristo e che è necessario per la santificazione della vita del credente [2 Pietro 1:3-11], come può dunque la carne e la legge, in altre parole la circoncisione completare e perfezionare ciò che ha iniziato lo Spirito Santo? E’ impossibile!

    Dio provvede lo Spirito che dà vita, lo Spirito della grazia che santifica il credente [Filippesi 2:13],[1 Corinzi 1:30-31];[1 Corinzi 6:11],[Tito 2:11-14], [Tito 3:4-7], la legge non può e non ha fatto tutto questo lo Spirito di Dio lo ha fatto .

    Così che anche ai Galati Paolo ripete ciò che ha detto ai Romani, Abrahamo “credette Dio e gli fu imputato come giustizia.”

    Paolo poi continua dicendo ancora ciò che dice in Romani 4, giusto? Sta dicendo, “Ascoltate, solo coloro che esercitano vera fede sono considerati figli di Abrahamo.”

    Non sono quelli che sono semplicemente circoncisi nella carne e che praticano le opere della legge, o almeno ci provano, solo quelli che credono Dio, in questo caso in Cristo, il Vangelo, loro soltanto saranno considerati figli di Dio e di Abrahamo, solo loro saranno resi giusti e giustificati.

    Paolo ci sta dicendo cose molto importanti, cioè, la Scrittura profetizzò che Dio avrebbe giustificato i Gentili mediante la fede in Cristo, così che lo Spirito predicò questo Vangelo ad Abrahamo dicendo che tutte le nazioni del mondo sarebbero state benedette mediante lui, nello stesso modo che lui fu benedetto.

    Questo è ciò che Gesù dichiarò a Nicodemo dopo avergli esposto che l’uomo deve nascere di nuovo per poter esercitare vera fede. Gesù dunque citò ciò che oggi è forse il versetto più famoso ed usato, un versetto che dice la stessa cosa che Dio disse ad Abrahamo.

    Giovanni 3:16-18 Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

    Mediante il Seme di Abrahamo, che come vedremo dopo è Gesù, Dio ha dimostrato il Suo amore per tutto il mondo, tutte le razze, Ebrei e Gentili, ed ecco qui la fede, che chiunque crede in Lui sarà reso giusto, giustificato, il che si traduce in vita eterna cioè salvezza. Per essere sicuro che capissimo, solo coloro che esercitano vera fede in Gesù non saranno condannati mentre coloro che non crederanno saranno condannati. Questa è ancora un’altra conferma della sicurezza del credente, coloro che possiedono vera fede possiedono vita eterna.

    Questo discorso del mondo menzionato in questo passo di Giovanni 3 è stato dichiarato a Nicodemo per spiegagli che la salvezza di Dio non era solo ed esclusivamente per gli Ebrei ma anche per i Gentili e che il metodo per ottenere la salvezza era solo mediante la fede in Gesù che sarebbe provveduta mediante la nuova nascita, la rigenerazione tramite lo Spirito Santo, cosa di cui Gesù aveva già parlato in precedenza.
    Paolo continua dicendo che coloro che credono sono benedetti con Abrahamo, certo, è la stessa benedizione che lui ha ricevuto, la benedizione che abbiamo menzionato prima, la benedizione di essere considerato giusto e giustificato in Cristo davanti a Dio perché tutti i nostri peccati sono perdonati e la nostra colpa è rimossa.

    Galati 3:10-14 Ora tutti coloro che si fondano sulle opere della legge sono sotto la maledizione, perché sta scritto: «Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle». 11 Poiché è manifesto che nessuno è giustificato mediante la legge davanti a Dio, perché: «Il giusto vivrà per la fede». 12 Ora la legge non proviene dalla fede, ma «l’uomo che farà queste cose vivrà per mezzo di esse». 13 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), 14 affinché la benedizione di Abrahamo pervenisse ai gentili in Cristo Gesù, perché noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede.

    Ancora Paolo specifica che la legge non può offrire alcuna giustizia, infatti la legge diviene una maledizione per l’uomo perché è impossibile per l’uomo praticare tutta la legge, ma quello è il requisito della legge.
    Avevamo già visto questo punto sviluppato già diverse volte, ma Paolo non si stanca mai di menzionare questa cosa continuamente, in Romani ed in quasi tutti i suoi scritti.

    Ancora, i giusti vivranno per fede, perché i giusti avranno fede e solo fede in Gesù può rendere il peccatore giusto.

    La legge non è fede, ancora, le benedizione di Dio che ha prima donato ad Abrahamo e poi tutti coloro che come lui avrebbero esercitato vera fede, non solo dei Giudei ma di tutto il mondo, è la stessa. La stessa benedizione che viene provveduta in Cristo Gesù e così tutti coloro che esercitano questa fede ricevono mediante questa fede la promessa dello Spirito Santo.

    Galati 3:15-18 Fratelli, io parlo alla maniera degli uomini: se un patto è ratificato, benché sia patto d’uomo, nessuno l’annulla o vi aggiunge qualche cosa. 16 Ora le promesse furono fatte ad Abrahamo e alla sua discendenza. La Scrittura non dice: «E alle discendenze» come se si trattasse di molte, ma come di una sola: «E alla tua discendenza», cioè Cristo. 17 Or io dico questo: la legge, venuta dopo quattrocento trent’anni, non annulla il patto ratificato prima da Dio in Cristo, in modo da annullare la promessa. 18 Infatti, se l’eredità derivasse dalla legge, non verrebbe più dalla promessa. Or Dio la donò ad Abrahamo mediante la promessa.

    Qui Paolo specifica che fu ad Abrahamo ed alla sua discendenza che le promesse furono fatte, Discendenza altrui tradotto Seme, singolare e non plurale, perché? Ci spiega Paolo, perché non sono le discendenze come se si trattasse di molte, ma invece solo una. La discendenza, il seme è Cristo e di conseguenza tutti gli eletti di tutto il mondo che sono in Cristo mediante la fede, non solo la discendenza Giudea. Gesù è la promessa fatta ad Abrahamo e tramite Lui a tutte le nazioni.

    Per confermare il tutto Paolo spiega che la legge in effetti venne quattrocento trenta anni dopo la promessa di Dio ad Abrahamo, così che la legge non può annullare il patto e la promessa che Dio ha fatto con e ad Abrahamo, questo patto che è confermato mediante la fede in Cristo, la discendenza, il Seme di Abrahamo.

    Quand’è che Dio ha fatto la promessa ad Abrahamo? Dopo la circoncisione? No, prima, molto prima. Infatti, la prima volta che Dio promise questa cosa ad Abrahamo fu ancora quando il suo nome era Abramo.

    Genesi 12:2-3 Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai una benedizione. 3 E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».

    Non fu fino alla conferma di questa promessa in Genesi 15 quando Abramo credette Dio che gli fu imputata come giustizia e Dio fece un patto promettendo ad Abramo che Lui stesso avrebbe compiuto questa promessa, Lui solo avrebbe mantenuto la promessa. Questa promessa era unilaterale, cioè dipendente da una persona sola, Dio. Questo è confermato anche da come Dio fece addormentare Abramo mentre Lui stesso giurò per Se Stesso e per il Suo nome che avrebbe Lui stesso portato a compimento questa promessa, vedi [Genesi 15:4-21].

    In riferimento a questo vedi [Ebrei 6:13-20].

    Questo conferma anche che la promessa della fede non contiene nessun elemento umano eccetto ciò che Gesù Cristo ha fatto. Quello è l’unico elemento umano che possiamo includere nella promessa di Dio, ecco perché è per fede e non per opere alcune. Questo dunque conferma che è una opera prettamente divina e non umana e compiuta da Dio.

    Se dunque la salvezza o l’eredità dei credenti si ottiene mediante le opere della legge la promessa di Dio sarebbe annullata. Come potrebbe essere? Quando Dio promette Egli mantiene la promessa, così che la promessa fatta ad Abrahamo era in riguardo alla fede che Abrahamo ha esercitato nella promessa di Dio, in questo caso la promessa di salvezza mediante la fede in Gesù Cristo.

    Galati 3:19-25 Perché dunque fu data la legge? Essa fu aggiunta a causa delle trasgressioni, finché fosse venuta la discendenza a cui era stata fatta la promessa; essa fu promulgata dagli angeli per mano di un mediatore. 20 Or il mediatore non è mediatore di una sola parte, ma Dio è uno. 21 La legge è dunque contraria alle promesse di Dio? Così non sia; perché se fosse stata data una legge capace di dare la vita, allora veramente la giustizia sarebbe venuta dalla legge. 22 Ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, affinché fosse data ai credenti la promessa mediante la fede di Gesù Cristo. 23 Ora, prima che venisse la fede noi eravamo custoditi sotto la legge, come rinchiusi, in attesa della fede che doveva essere rivelata. 24 Così la legge è stata nostro precettore per portarci a Cristo, affinché fossimo giustificati per mezzo della fede. 25 Ma, venuta la fede, non siamo più sotto un precettore,

    In questo passo è più che chiaro, tutti gli uomini, Giudei e Gentili sono stati sottoposti al peccato da Dio, la quale legge ne è la dimostratrice, ed il solo rimedio per essere giustificati, cioè la rimozione della colpa e dei peccati è per fede in Gesù Cristo [Romani 3:9-26], così che la benedizione che Abrahamo ha ricevuto, giustizia mediante la fede, cioè la promessa, possa anche essere per tutti coloro che credono in Cristo, questo conferma meravigliosamente ciò che stiamo studiando in Romani.

    Galati 3:26-29 perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. 27 Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù. 29 Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abrahamo ed eredi secondo la promessa.

    Questa è la benedizione di Dio, che mediante fede in Cristo diventiamo figli di Dio. Così che siamo battezzati dallo e con lo Spirito Santo in Cristo, vedi anche [1 Corinzi 12:13] e così siamo rivestiti di Cristo, abbiamo come abiti la Sua giustizia abbiamo indossato le Sue virtù e i Suoi meriti, questa è la nostra veste, Gesù Cristo ed in Lui siamo divenuti la giustizia di Dio [2 Corinzi 5:21].

    Ancora una volta ma questa volta in modo opposto, dove prima nessun uomo sia Giudeo che Gentile era giusto ed erano tutti sottoposti al peccato,adesso invece in Cristo tutti sia Giudei che Gentili, anche in Cristo nessun status, nessuna differenza di sesso, invece ne contesto della promessa, tutti resi giusti, giustificati, tutti coloro che per fede sono in Cristo, un solo corpo, uno con Lui.

    Attenzione, precisazione da fare, qui non si sta parlando di ruoli e ministeri nella chiesa, come pastori, anziani, maestri ecc. si sta solo parlando di grazia, salvezza, fede, salvezza in Cristo, tutti giusti e figli e figlie di Dio.

    Purtroppo a molti nella chiesa piace interpretare questo passo a promuovere una uguaglianza dei sessi per quanto riguarda i ruoli nella chiesa. Bisogna dire comunque che il contesto non supporta affatto questa interpretazione, poiché se così fosse bisognerebbe eliminare la totalità e unità del resto della Scrittura del NT, che chiaramente insegna che certi ruoli nella chiesa non possono essere tenuti da donne ma solo uomini.

    Questo non è maschilismo è l volontà di Dio nella chiesa dei rigenerati dove il disegno e la volontà di Dio è riportata all’ordine della creazione e certamente così deve essere almeno nella chiesa di Dio.
    Per uno studio dettagliato e chiarimenti sul soggetto di posizioni e ruoli per uomini e donne consiglio di far riferimento alla sezione del sito Commentari- Ruoli Nella Famiglia come Nella Chiesa e I Ruoli della Donna e le Responsabilità della Madre

    Paolo dice che diventiamo dunque discendenza di Abrahamo, cioè dalla promessa di Dio e sì eredi alla salvezza secondo la promessa di Dio fatta a lui. Cristo è il seme, la discendenza di Abrahamo e la promessa di Dio.
    Così abbiamo visto così meravigliosamente descritto in ciò che Paolo ha spiegato ai Galati cose che ci aiutano a capire meglio ciò che Paolo sta dicendo in Romani IV

    Questa è la bellezza della Scrittura la sua unità, coerenza, e come è in perfetto accordo con stessa e non affatto contraddittoria come molti asseriscono. Non vi è alcuna contraddizione nella Bibbia. Appaiono come contraddizioni quei fatti che sono mal compresi, sono insegnati erroneamente e sono bloccati dalla comprensione dal peccato e l’orgoglio umano che non vuole studiare ed interpretare la Scrittura come si deve e non vogliono in fondo sottomettersi alla Sua autorità.

    Dobbiamo praticare innanzi tutto l’umiltà e permettere così la parola di Dio di trasformare il nostro pensare ed anche la nostra vita. Dobbiamo mantenere uno spirito di volerci fare istruire da Dio e dobbiamo smettere di cercare di manipolare la parola di Dio per fare avvalere le nostre teorie e preconcetti.

    Comunque finché questo accade vi continueranno ad esserci passi e dottrine erroneamente interpretati. E’ possibile arrivare alla sola e corretta interpretazione di Scrittura? Sì, lo è e questo senza esaltarsi ed essere arroganti, ma comunque fermi nelle convinzioni le quali crediamo siano la giusta interpretazione.

    Finché sarà così purtroppo vi saranno continue battaglie dottrinali tra Cristiani. Comunque, in scapito a quanti molti asseriscono vi è un sola corretta interpretazione di Scrittura ed io sono convinto che Dio vuole che noi sappiamo qual’è. Possiamo arrivarci se veramente vogliamo arrivarci.
    Diamo adesso uno sguardo al versetto conclusivo del passo che stiamo studiando.

    Romani 4:17 (come sta scritto: «Io ti ho costituito padre di molte nazioni»), è padre di tutti noi davanti a Dio a cui egli credette, il quale fa vivere i morti e chiama le cose che non sono come se fossero.

    Ancora una volta Paolo cita un passo dell’AT, cioè quando Dio cambiò il nome di Abramo in Abrahamo, Abrahamo significa infatti padre di molte nazioni.

    Il passo di riferimento è

    Genesi 17:4-7 «Quanto a me, ecco io faccio con te un patto: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni. 5 E non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abrahamo, poiché io ti faccio padre di una moltitudine di nazioni. 6 Ti renderò grandemente fruttifero. Quindi ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. 7 E stabilirò il mio patto fra me e te, e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno, impegnandomi ad essere il DIO tuo e della tua discendenza dopo di te.

    OK, qui Dio sta parlando di un patto eterno che Lui ha fatto con Abrahamo. Di quale patto si sta parlando? Beh, è il patto eterno, lo stesso patto del quale fa parte la chiesa, del quale facciamo parte noi, il Nuovo Patto Eterno in Cristo Gesù.

    Ad Abrahamo e la sua discendenza, chi è questa discendenza? I circoncisi soltanto? No! Lo abbiamo studiato fino ad ora, giusto? Un padre di molte nazioni dice il Signore, dunque questo fa riferimento a lui come padre carnale, nel senso fisico? No! Invece nel senso spirituale, infatti abbiamo letto prima che in effetti la sua discendenza da quel punto di vista è Cristo, un circonciso nella carne, sì, ma la discendenza spirituale in accordo con la promessa di Dio. Abrahamo il padre dei fedeli di tutte le nazioni per via della fede, fede in Cristo la sua discendenza, il seme, mediante il Quale gli eletti di tutte le nazioni sono benedetti con la salvezza di Dio.

    Molto facilmente uno dirà che per via di queste cose descritte, le promesse fatte ad Israele come nazione non sono più valide perché adesso tutto si svolge a livello spirituale e dopo tutto anche Paolo spesso ha dichiarato che non vi sono più circoncisi e incirconcisi in Cristo, così che molti credono che le promesse appunto fatte ad Israele come nazione sono compiute spiritualmente nella chiesa. In altre parole che nel piano di Dio la chiesa abbia sostituito Israele.

    La Teologia Sostitutiva è biblicamente erronea.

    No, assolutamente no! Non abbiamo il tempo qui per studiare questo soggetto in dettaglio, ma avremo l’opportunità di studiare queste cose e di vedere che le cose non stanno così affatto e per escludere che la chiesa Gentile potesse pensare questa cosa Paolo ha scritto diversi passi, addirittura un intero capitolo, Romani XI

    Per ora è sufficiente vedere un altro versetto, notiamo bene l’uso delle parole che Dio dichiara.

    Genesi 17:8 E a te, e alla tua discendenza dopo di te, darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in proprietà per sempre; e sarò il loro DIO».

    Dio continua a dichiarare le Sue promesse ad Abrahamo e gli dice “ E” a te. Questo e è molto importante poiché è un aggiunta alla promessa che Ha fatto prima ma che la distingue da essa, inoltre a fare tutto ciò che Dio ha promesso, cioè benedire le nazioni con la salvezza tramite la discendenza di Abrahamo, Dio promette ad Abrahamo e la sua discendenza ed in questo caso gli Ebrei, i circoncisi, dopo di lui, Dio dichiara che gli darà tutto il paese di Canaan come che cosa?

    In proprietà o eredità per sempre e Lui sarà il loro Dio.

    Questa promessa è riferita alla chiesa? E’ riferita alle nazioni delle quali Abrahamo sarebbe stato il padre? Assolutamente impossibile. Tutte le nazioni possederanno il paese di Canaan? Ovviamente no! Dopo tutto ci stanno provando, ma la promessa non è per loro ma per Israele.

    Questo è un riferimento alla nazione di Israele, il paese è promesso a loro, è la terra che Dio gli ha promesso, promesso ai discendenti di Abrahamo e Lui sarà il loro Dio. Il paese di Canaan dunque non è una promessa fatta alla chiesa.

    Stiamo parlando definitivamente di Israele, la nazione che sarà convertita ed entrerà a far parte del patto eterno al ritorno di Cristo. Avevamo menzionato in parte questo quando abbiamo studiato Romani 3:1-2 .

    Che questa promessa non appartiene alla chiesa è evidente perché in tutta la storia della vera chiesa, non la chiesa Cattolica Romana, poiché lei ha provato durante le Crociate a usurpare questa promessa, ma non vi è mai stato un periodo in cui la chiesa ha voluto prendersi questa promessa per se. E’ anche evidente che la promessa è stata fatta ad Israele soltanto. Possiamo essere sicuri che nel piano di Dio la chiesa NON HA SOSTITUITO ISRAELE.

    La Teologia Sostitutiva è erronea e non è biblica.

    Avendo detto questo, Paolo continua adesso nel versetto 17 dicendo che Abrahamo credette le promesse di Dio come il quale fa vivere i morti e chiama le cose che non sono come se fossero.
    Abrahamo credette Dio che ha il potere di far vivere i morti, ed infatti, dobbiamo arrivare a veder che questo è un prerequisito di vera fede in Cristo, cioè, credere che Dio lo ha resuscitato dai morti. Credere nella resurrezione di Gesù.

    Romani 10:9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. [1 Pietro 1:21].

    Vedete, Abrahamo profeticamente sapeva e credette per fede nel giorno della salvezza di Gesù Cristo. Credette in Cristo prima che venisse al mondo, noi crediamo ancora come Abrahamo senza vederlo dopo la Sua venuta ed ascesa in cielo. E’ la stessa fede in Lui che non vediamo, un salvatore ed una salvezza che non possiamo vedere. Abrahamo credette nel Vangelo prima, ricordate che cosa disse Paolo in Galati?

    Galati 3:8 E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato le nazioni mediante la fede, diede prima ad Abrahamo una buona notizia: «Tutte le nazioni saranno benedette in te».

    Sicuramente il centro della nostra fede è Cristo risorto e così Abrahamo credette nella promessa della salvezza mediante il Vangelo di Gesù Cristo, lo vide per fede. Gesù stesso disse che questo fatto è vero.

    Giovanni 8:56 Abrahamo, vostro padre, giubilò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò».

    Vedi anche Genesi 22

    Inoltre è chiaro che Abrahamo credette nella resurrezione come l’epistola agli Ebrei ci conferma

    Ebrei 11:17-19 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito. 18 Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza». 19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. Così che Abrahamo credette in lui che è potente da risuscitare i morti e credette in Lui che chiama le cose che non sono come se fossero.

    Dio chiama le cose che non sono come se fossero, cose che non esistono sono chiamate in esistenza. Dio è Colui che crea, origina e completa anche la nostra fede [Ebrei 12:2]. Perché d’altronde che cos’è fede? La sostanza o la certezza di cose sperate e l’evidenza di cose invisibili, giusto?

    Così che questo versetto descrive infatti che cosa è la fede confermando la potenza di Dio e la Sua veridicità e fedeltà. La fede è credere ciò che Dio dichiara perché Lui è capace di dichiarare, di chiamare in esistenza cose che non sono e che Lui compie sempre ciò che promette. Dopo tutto quella è fede, credere ciò che Dio dichiara senza dover vedere immediatamente il risultato delle Sue promesse e ciò che Lui dichiara.

    Quando Dio promette qualche cosa o dichiara qualche cosa, dice qualche cosa anche se ciò che dice non si vede immediatamente sicuramente avvererà, così che comunque possiamo vedere la sostanza di ciò in cui abbiamo riposto la nostra speranza e l’evidenza delle cose che Dio ha promesso anche se invisibili. Quando Dio dice o chiama qualche cosa in esistenza, cioè la dichiara in esistenza e le cose non si sono ancora materializzate, Lui le chiama in esistenza e perché Lui le chiama in esistenza esse sono.

    Ricordandoci come Dio creò ogni cosa, Lui disse e fu. Questa è l’onnipotenza di Dio e la Sua potenza creativa. Sappiamo che questo è vero perché Dio chiamo in esistenza ciò che ancora non era e così fu [Genesi 1:1-27],[Salmi 33:9],[Salmi 148:5-6]. Quando Dio dichiara Dio compie, Dio crea.

    Questa è la potenza della parola di Dio, il logos di Dio, che è Gesù Cristo, con il quale Dio crea ogni cosa e sostiene ogni cosa [Giovanni 1:1-4],[Ebrei 1:1-3].

    Romani Capitolo IV Versetti da XVIII a XXI

    18 Egli, sperando contro ogni speranza, credette per diventare padre di molte nazioni secondo ciò che gli era stato detto: «Così sarà la tua progenie». 19 E, non essendo affatto debole nella fede, non riguardò al suo corpo già reso come morto (avendo egli quasi cent’anni), né al grembo già morto di Sara. 20 Neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da farlo.

    Abrahamo credette in questo, le promesse di Dio fatte a lui, il Vangelo di Gesù Cristo perché lui aveva la sicurezza, la certezza, fede, che Dio è veritiero e quindi tutto ciò che Lui ha dichiarato era come già compiuto.
    Paolo dice una cosa che superficialmente sembra contraddittoria, dice che Abrahamo sperò contro ogni speranza e credette. Che cosa significa questo?

    Beh, vi sono due tipi di speranza. Speranza che il mondo ha, il che è una speranza che è desiderio ma non certezza e poi c’è speranza biblica che è basata sulla fede e che in essenza significa certezza, sicurezza infatti dobbiamo vedere ancora una volta la descrizione di fede.

    Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.

    Così che Abrahamo contro ogni speranza che il mondo vedrebbe come una situazione senza possibilità, un desiderio che rimarrebbe incompiuto, invece lui credette, ebbe la certezza e credette invece in ciò che Dio disse.

    Ciò che il mondo reputa impossibile è possibile per Dio.
    Sì, abbiamo già stabilito che lui credette in Dio per cui tutto è possibile, in Lui che ha il potere di resuscitare i morti, Colui che ha il potere di chiamare le cose in esistenza quando ancora non esistono, Colui che rende l’impossibile possibile.

    Abrahamo sperò in questo Dio, in questa speranza. La parola usata per speranza è elpis
    Questa parola non è il tipo di speranza come abbiamo detto come il mondo spera, qualche cosa in cui veramente non c’è alcuna sicurezza, poche probabilità, un desiderio che non ha alcuna certezza di avverarsi. No!

    Elpis invece vuole dire una aspettativa che è confidente e sicura.

    Paolo sta dicendo che Abrahamo credette in cosa Dio promise il che era contro ogni probabilità ed aspettativa dal punto di vista umano, perché in effetti era umanamente impossibile.

    Solo che Abrahamo fu dotato di fede soprannaturale, donata a lui da Dio per grazia, lui credette Dio, riposò la sua certezza sulla promessa di Dio, con gioiosa aspettativa e con confidenza che Dio fedelmente avrebbe mantenuto le Sue promesse. Sicuro che come Dio ha dichiarato Dio mantiene.

    Dio porterà a compimento con la Sua onnipotenza ogni cosa che dichiara di fare. Umanamente impossibile, senza speranza? Sì! Certezza in Dio? Certamente!

    Abrahamo credette, aveva questo tipo di fede, vera fede, confidenza, aspettativa, certezza, sicurezza, fiducia in ciò che Dio promise. Questo tipo di fede è forte non debole, non dubbiosa, non vacillante, dicendo,

    “ Speriamo sia vero, come può essere? Non può essere, Io sono vecchio e Sara ha ben passato l’età in cui può concepire, è impossibile, ma forse non ho sentito bene, non ho compreso bene quello che Dio ha promesso.”

    No! Abrahamo non dubitò, fu forte nella sua fede, non vacillò alla promessa di Dio anche se apparentemente era contraria alla logica umana e contraria alle possibilità naturali ed era praticamente umanamente impossibile.

    La nostra fede, come la sua, è forte quanta fiducia abbiamo che Dio è onnipotente, fedele e veritiero.
    E’ in questo che la nostra fede, la nostra fiducia e certezza devono essere ancorate.

    Dopo tutto, se Dio può risuscitare i morti non potrà anche dare vita alle sterili?

    Se Dio è il creatore, e lo è, non potrà creare ciò che non è chiamandolo in esistenza? Certo! Questa è la potenza di Dio, la Sua potenza creativa, ciò che chiama in esistenza è.

    Abrahamo credette in questo e non nella situazione impossibile. Lui non guardò alla situazione fisica e alla impossibilità naturale invece volse la sua fiducia nell’onnipotenza di Dio, nella veridicità e fedeltà del suo Dio.
    Crediamo in Dio in questo modo? Dovremmo, non dovremmo avere nessun dubbio perché appunto Dio è onnipotente, è fedele ed è veritiero, quello che dice di fare lo farà, infatti è il Suo nome e titolo lo sapete?

    Apocalisse 19:11 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia.

    Vorrei dire questo adesso perché credo che sia di grande importanza che capiamo bene questa cosa che addirittura prova ancor di più che la salvezza è umanamente impossibile da ottenere e che il tipo di fede che Dio richiede per credere per ottenere questa salvezza può solo essere generato e dato da Dio,per grazia e Sua volontà soltanto.

    Come la Bibbia chiaramente dimostra l’essere umano è in una condizione di morte spirituale e corruzione che è umanamente impossibile avere fede ed ottenere salvezza.

    Comunque, ciò che è impossibile per l’uomo è possibile per Dio.

    Matteo 19:25-26 All’udire ciò, i suoi discepoli, furono grandemente sbigottiti e dissero: «Chi dunque può essere salvato?». 26 E Gesù fissando lo sguardo su di loro, disse: «Per gli uomini questo è impossibile, ma per Dio ogni cosa è possibile».

    Quindi dal punto di vista umano salvezza è impossibile, ma con Dio è possibile perché come ogni altra cosa ciò che Dio dichiara, ha dichiarato certamente verrà fatto, verrà compiuto da Lui stesso.
    Tutto ciò che Lui fa lo fa come vuole e tutto il Suo piano di redenzione fu progettato e chiamato in esistenza ed è stato compiuto e si sta compiendo.

    Ecco perché coloro che sono stati preconosciuti Dio li ha eletti o predestinati e chiamati in Cristo ancor prima della creazione del mondo e sono oggi slavati e saranno glorificati cioè salvati fino alla fine. Vedi [Romani 8:29-34] e [Efesini 1:4-8].

    Fu allora che Dio chiamò in esistenza la nostra salvezza e addirittura quando occorse, ciò che ancora non era Dio chiamò in esistenza e ciò che non ancora era Lui ha compiuto e sta finendo di compiere. Ci ha salvati? Sì! Quando fu che Dio chiamò la nostra salvezza individuale in esistenza? Prima della creazione del mondo ci ha eletti per essere in Cristo.

    In che cosa abbiamo creduto alla fine? Ciò che Dio ha dichiarato in riguardo al compimento del Suo piano di redenzione in Cristo sin dall’eternità passata e che è stato portato a compimento ed eseguito alla croce da Gesù. Si è compiuto nel futuro da quando Dio lo dichiarò? Certamente e continuerà a compiersi finché sarà completato anche se per Dio è già praticamente finito perché è Lui che lo ha progettato e dichiarato e compiuto.

    Ecco perché possiamo avere fede che non vacilla in un Dio che ha l’onnipotenza di fare ciò che promette e che certamente lo farà, fede in un Dio che continua fedelmente a fare ciò che Ha detto che avrebbe fatto finché è completamente finito. Questo è il Dio in cui Abrahamo credette, questo è il nostro Dio.

    Così facendo Abrahamo diede gloria a Dio e così possiamo fare anche noi. Sapete perché? Perché è questa fede ricevuta per grazia che può essere soltanto attribuita all’opera di Dio così che non possiamo avere niente di cui vantarci o almeno non dovremmo avere niente di cui vantarci se veramente comprendiamo il dono che ci è stato dato da Dio.

    Perché è questo tipo di fede che attribuisce ogni cosa a Dio, alla Sua grazia, la Sua onnipotenza, la Sua veridicità, la Sua fedeltà e questo da gloria a Dio, esalta Dio, Gesù è la gloria di Dio e credendo in Lui e credendo mediante Lui, nella Sua opera, noi diamo tutta la gloria a Dio.

    Una volta eravamo privi della gloria di Dio, Gesù non fu mai privo della gloria di Dio, invece Cristo è la gloria di Dio e credendo in Lui ed essendo in Lui adesso glorifichiamo Dio come Abrahamo glorificò Dio mediante la sua fede.

    Giovanni 1:14 E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell’unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità.

    Vedi anche [Giovanni 2:11] [ Giovanni 11:40] [ Giovanni 17:22].

    Noi che siamo in Cristo siamo stati eletti, scelti per essere in Cristo ed essere vasi che danno gloria a Dio, come Abrahamo fu scelto da Dio per fare la stessa cosa.

    Romani 9:22-24 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria, 24 cioè noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei ma anche fra i gentili?

    Abrahamo non vacillò nella sua fede perché Dio che promise è onnipotente, veritiero e fedele. Questo è ciò che significa essere forti e fermi nella fede, perché il Dio di Abrahamo promise e fu capace in tutti i sensi ed in tutti i modi di compiere ciò che aveva promesso anche resuscitare dai morti.

    Ecco perché amici miei la nostra fede deve provenire da ed essere in Dio e nella Sua parola e non nelle nostre immaginazioni, desideri e ambizioni che spesso si mascherano da parola e promesse di Dio. La nostra fede deve essere nella parola di Dio, quindi dobbiamo qualificare che cosa sia la parola di Dio. Non c’è dubbio e non c’è problema aver fede nella parola scritta di Dio, poiché sappiamo senza ombra di dubbio che proviene da Dio, stiamo invece molto attenti e cauti a qualsiasi altra cosa che non è la Sua parola in cui invece non possiamo e non dobbiamo mettere la nostra fede.

    La nostra fede può essere solo in Lui e in cosa Lui dice, dichiara e promette ed infatti è ciò che il versetto 24 ci dice, la nostra fede deve essere in Lui e quello che dice Lui.

    Romani Capitolo IV Versetti da XXII a XXV

    22 Perciò anche questo gli fu imputato a giustizia. 23 Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu imputato, 24 ma anche per noi ai quali sarà imputato, a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25 il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione

    Questa fede vera e sopranaturale, questa fede che non vacilla perché crede nelle promesse di un Dio che non vacilla, questa fede gli fu imputata a giustizia. Questa fede gli è stata donata come lo è ad ogni persona che ha veramente creduto in Cristo, data a noi da Dio come dono della Sua grazia, tramite le quali, grazia e fede Abrahamo ed anche noi abbiamo ottenuto giustificazione e salvezza [Tito 3:4-7] perché siamo stati ricreati in Cristo Gesù [Efesini 2:8-10],[2 Corinzi 5:17]

    Questa fede anche se donata da Dio, non è la fede di Dio era la fede di Abrahamo come lo è anche nostra, Sì, Abrahamo credette e questa fede a lui donata ma appartenente a lui come anche Gesù conferma in [Matteo 16:16-17],[Giovanni 6:44-45],[Giovanni 6:63-65].

    Siamo vivificati e persuasi della fedeltà e veridicità di Dio [Giovanni 5:25]. Tramite questa fede donataci da Dio tramite l’opera sopranaturale e rigeneratrice dello Spirito Santo, Abrahamo ed anche noi abbiamo creduto alle promesse di Dio e per questa Dio ha imputato ad Abrahamo e noi la giustizia di Dio, la giustizia di Cristo e non alcun tipo di giustizia umana.

    Anche perché sappiamo per lo studio precedente che la giustizia umana non esiste

    Romani 3:10 Come è scritto: “Non vi è nessun giusto, no, neppure uno.”

    E’ fede in Dio che viene imputata come giustizia, la Sua giustizia fu imputata ad Abrahamo e anche a noi, dopo tutto è la Sua opera, è la Sua grazia.
    Abrahamo come noi del resto siamo stati scelti, eletti, appuntati alla fede

    Atti 13:48 I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.

    Non credo che ci possano essere fraintesi in ciò che la Scrittura dimostra per quanto riguarda chi è che origina la fede, chi è che la dona e come lo fa, chi crede e chi non crede. Non vi è assolutamente il modo di interpretare erroneamente questa profonda verità che anche questo semplice versetto conferma.

    Anche in questo caso chi è che credette? Coloro che erano preordinati alla vita eterna! Da chi furono preordinati? Dal libero arbitrio, la loro scelta personale, la loro fede umana? Non credo proprio! Da Dio ecco da chi!

    Sì, la Scrittura conferma senza dubbio che è Dio che appunta, preordina, elegge, sceglie le persone che ricevono la vita eterna in accordo con il perfetto consiglio della Sua perfetta volontà e il Suo disegno benevolo [Efesini 1:4-14], preconosciuti, predestinati o eletti, chiamati in accordo con il Suo benevolo disegno, giustificati ed anche glorificati [Romani 8:28-35].

    Così che nessun tipo di giustizia umana può essere attribuita all’uomo. E’ la giustizia di Cristo che è imputata a noi per fede. Abrahamo ed anche noi non siamo giusti nemmeno perché l’atto di fede in se stesso ci ha resi giusti, è in chi abbiamo posto la nostra fede che ci ha resi giusti come dice anche

    2 Corinzi 5:21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.

    Affinché potessimo diventare la giustizia di chi? La nostra? No! Di Dio, in chi e per via di chi? Cristo Gesù, all’infuori di Lui non esiste nessuna forma di giustizia, è interamente di Dio.

    Filippesi 3:9 e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede.

    Ancora una volta, dobbiamo veramente arrivare a comprendere bene questo concetto, non è affatto alcun tipo di giustizia nostra, cioè umana ma quella che viene da Dio mediante la fede in Cristo, procede da Dio mediante la fede che Lui stesso ci dona per grazia. Così che noi non siamo nemmeno giusti perché la fede con cui abbiamo creduto ci ha resi umanamente giusti, ma siamo resi giusti da Dio, procede da Lui la giustizia che è imputata a noi per fede in Cristo, la giustizia di Gesù diviene nostra e abbiamo la Sua giustizia perché del resto la abbiamo essendo in Cristo.

    Paolo usa la parola imputata,la giustizia di Cristo viene imputata con la fede a coloro che esercitano la fede che Dio gli ha donato, la fede generata dalla grazia, fede sopranaturale in Cristo.

    La giustizia di Dio fu imputata ad Abrahamo così come lo è per noi. Lo stesso principio usato da Dio per lui è lo stesso usato per noi.

    La parola Greca usata imputare è logizomai il che vuole dire venire contata ed è un termine usato in ragioneria che significa letteralmente, stimare, mettere in acconto, in conto, venire contata, messa in conto, anche saldare un conto. Così che la fede in Colui che ha risuscitato il Signore Gesù dai morti, sarà imputata, cioè usata da Dio per saldare il nostro conto e mettere nel nostro conto la Sua giustizia mediante la fede donataci da Dio che è nostra dunque. Così che la giustizia, meriti e virtù di Gesù sono posti nel nostro conto, i nostri peccati nel conto di Gesù Cristo. Il nostro conto così è da Dio saldato per sempre. Dichiarati giusti!

    E come abbiamo letto prima ne abbiamo il perfetto esempio in [2 Corinzi 5:21].

    Mediante la fede in Cristo dunque la giustizia Sua viene contata a noi ingiusti e siamo resi giusti in posizione in Cristo, tutto questo perché super-naturalmente abbiamo creduto in Lui, cioè anche Dio, il Padre che ha resuscitato Gesù dai morti.

    Che quando crediamo in Cristo crediamo anche in Dio Padre è evidenziato in molti passi

    Giovanni 14:9-10 Gesù gli disse: «Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”? 10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere.

    Romani 10:9-10 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza,

    Fermiamoci qui per un momento, con che cosa è che una persona deve credere che Dio ha resuscitato Gesù dai morti? Il cuore dice la Scrittura giusto? Che tipo di cuore dice la Scrittura ha l’uomo irredento, il peccatore? [Ezechiele 36:25-27], [Matteo 13:18-22] Di pietra giusto?

    Incurabilmente malvagio [Geremia 17:9]. Come può allora una persona credere con un cuore di pietra e incurabilmente malvagio? Non può, giusto? Allora che tipo di cuore sempre secondo la Scrittura è necessario avere per credere? Un cuore nuovo e rigenerato, poiché è con il cuore nuovo che una persona crede per ottenere giustizia.

    Nessuno può credere a meno che Dio abbia rigenerato il cuore della persona e quindi conferma che chi è preordinato alla vita eterna esercita vera fede in Cristo.

    Comunque, con il cuore una persona crede che Dio ha resuscitato Gesù dai morti e questa fede è dunque imputata, messa in conto a coloro che credono. Noi dunque crediamo in Dio credendo in Gesù.

    Vedete, credendo nella opera di Cristo, vita, morte e resurrezione crediamo anche in Dio il Padre. Ricordiamoci che questo fatto, di credere in Dio è il primo prerequisito della fede [Ebrei 11:6] ed è anche ciò che dice Paolo nel passo di Romani che abbiamo appena letto in riguardo al credere ed alla salvezza.

    Il prossimo passo che leggeremo conferma ancor di più [Ebrei 11:6].

    1 Pietro 1:18-21 sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, 19 ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, 20 preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, 21 che per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e speranza fossero in Dio.

    Che gloriosa verità è questa, siamo stati riscattati dal prezioso sangue di Gesù tramite Lui noi crediamo in Dio, Dio che lo ha resuscitato dai morti e dato gloria a Dio, credendo in Gesù dunque la nostra fede e speranza sono in Dio.

    Paolo adesso conclude Romani IV dichiarando nel versetto 25 che Gesù è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione

    Questo versetto va esaminato in due parti. Entrambe fanno parte e completano l’opera di redenzione che Gesù ha compiuto per gli eletti. Guardiamo alla prima parte.

    Gesù è stato dato a causa delle nostre offese. Vi sono altre traduzioni della Bibbia che dichiarano in questo versetto che Gesù è stato dato o messo a morte. Nel testo originale in Greco la parola dato è paredóthee dal verbo paradidomi parola che significa arrendere, essere arreso, completamente abbandonato a qualche cosa o qualcuno, consegnato.

    Gesù dunque è stato donato, arreso alla morte dal Padre, questo era il Suo progetto, la Sua volontà, la Sua opera di redenzione, arrendere, donare il Suo unigenito Figlio poiché Dio ha tanto amato l’umanità, che ha abbandonato il Suo figlio, lo ha consegnato alla morte a causa delle nostre offese, dei nostri peccati, per perdonarli. Consegnato a morte per la causa degli eletti, coloro appuntati alla vita eterna.

    Infatti, la parola di Dio in [Giovanni 3:16] Dio ha dato il Suo unigenito Figlio è la parola édooken questo verbo è una forma prolungata del verbo didomi il quale possiamo vedere è lo stesso verbo di Romani IV XXV.
    Para-didomi, para/fu-didomi/consegnato, dato, arreso.

    E’ il Padre che lo ha consegnato, arreso alla morte per il perdono dei nostri peccati.

    E’ stata la volontà del Padre da prima della creazione del mondo consegnare e dare, arrendere il proprio Figlio per il perdono dei peccati.

    1 Pietro 1:18-21 sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, 19 ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, 20 preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, 21 che per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e speranza fossero in Dio.

    Apocalisse 13:8 E l’adoreranno tutti gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello, che è stato ucciso fin dalla fondazione del mondo.

    Tutto questo per disegno e progetto e volontà del Padre

    Atti 2:22-24 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete, 23 egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste. 24 Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto.

    Questo passo descrive molto bene che cosa vuole dire che Gesù è stato consegnato, dato, arreso, infatti la parola nel versetto 23 è vi fu dato nelle mani.

    Ancora una volta vediamo la natura della arresa anche in questa parola usata in questo passo ed è infatti la parola ékdoton formata dalla preposizione ék e la parola doton che ancora una volta ha la radice nel verbo didomi , che appunto indica la azione volenterosa del Padre di consegnare, di arrendere Gesù secondo il Suo determinato consiglio, prescienza e volontà.

    Abbiamo menzionato già ma in Genesi 22 la storia di Abrahamo che ha consegnato, arreso il suo figlio, il figlio della promessa di Dio alla volontà di Dio era una scena profetica di ciò che Dio avrebbe fatto con il Suo unigenito Figlio ed infatti la Genesi XXII e l’epistola agli Ebrei XI specifica le due cose nel contesto che vediamo delineato in Romani IV XXV.

    La prima è che Gesù fu consegnato alla morte, al sacrificio dal Suo Padre ma che però lo ha resuscitato dai morti, come Isacco che fu simbolicamente sacrificato e simbolicamente morto ed anche risorto, tanto che Abrahamo credette in Colui che avrebbe potuto resuscitare Isacco dai morti anche se fosse stato sacrificato.

    Ebrei 11:17-19 Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, 18 del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome. 19 Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo.

    Comunque, ricordiamoci anche che Gesù ed il Padre erano uno e che Gesù faceva soltanto e sempre la volontà del Padre [Giovanni 5:19-21]. Così che fu anche la volontà di Gesù arrendersi e consegnarsi alla morte, al sacrificio della croce per le Sue pecore.

    Giovanni 10:15-18 come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore. 16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

    Ancora qui vediamo l’accordo unanime tra la volontà del Padre e quella del Figlio, quella del Figlio che in sottomissione ed ubbidienza alla volontà del Padre che consegna, arrende il proprio Figlio e il Figlio che si offre, si consegna, si arrende alla morte della croce per il perdono ed il riscatto delle Sue pecore perdute, per le quali appunto depone la Sua vita.

    Questo perché la redenzione tra l’altro è interamente, completamente il progetto e l’opera di Dio e perché è impossibile per l’uomo da solo essere salvato dalla colpa della sua natura peccaminosa e di redimersi dalla schiavitù del peccato e della morte.

    Ciò che l’uomo nella sua carne non può fare perché la legge era debole per via della carne, Gesù Cristo lo ha fatto per noi.

    Romani 8:3-4 Infatti ciò che era impossibile alla legge, in quanto era senza forza a motivo della carne, Dio, mandando il proprio Figlio in carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, 4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

    Così Gesù fu consegnato dal Padre alla morte e si è Lui stesso arreso alla morte per il perdono dei nostri peccati, la Sua vita in cambio della nostra, il Suo prezioso sangue versato per noi, per togliere, cancellare definitivamente e permanentemente tutti i nostri peccati e di tutti coloro che avevano per fede aspettato e creduto la Sua venuta, così che anche i loro peccati potessero essere cancellati.

    Vi ricordate cosa dichiarò Giovanni il Battista? “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”
    Abbiamo visto fin dal principio, sin dall’AT che per i peccati delle persone per essere coperti, dovevano essere offerti animali in sacrificio ed olocausto, perché la vita dell’animale sacrificato, il sangue versato di questi animali avrebbero provvisoriamente coperto i peccati dei fedeli fino che Gesù venisse e il cui sacrificio avrebbe tolto completamente di mezzo i peccati.

    Levitico 17:11 Poiché la vita della carne è nel sangue. Per questo vi ho ordinato di porlo sull’altare per fare l’espiazione per le vostre vite, perché è il sangue che fa l’espiazione per la vita.

    Passo molto ricco che però non possiamo esporre in dettaglio adesso, comunque, due punti importanti. La vita della carne è nel sangue ed è Dio che ha provveduto Lui stesso il metodo e questo metodo nell’AT era il simbolo, l’ombra di ciò che Gesù sarebbe venuto a fare. La salvezza è del Signore, tutta.

    Il sangue dei sacrifici animali non era mai disegnato per togliere i peccati e non potevano toglierli [Ebrei 10:1-4].
    Infatti il sistema sacrificale della legge di Mosè era disegnato per simboleggiare l’opera di Cristo e di coprire i peccati dei fedeli dell’AT, era Gesù che dopo tolse di mezzo anche i loro peccati come anche i nostri del resto [Romani 3:25],[Ebrei 9:15-26].

    Comunque, senza il versamento del sangue, il sangue di Cristo, non vi può essere remissione dei peccati [Ebrei 9:22].

    Quindi, la vita di Gesù, il Suo prezioso sangue, è stata donata e versato per la completa e totale remissione di tutti i peccati degli eletti, tutti i peccati, passati, presenti e futuri.

    Questo è ciò che significa, che Gesù fu consegnato ed arreso alla morte per le nostre offese, i nostri peccati.

    Questo atto di amore supremo ha tolto di mezzo tutti i nostri peccati e ci ha lavati, purificati dalla colpa, così che per questo atto di amore supremo possiamo avere come dono della grazia di Dio anche la prossima parte della nostra redenzione Romani 4:25b ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione

    Quindi guardiamo le ragioni, la resurrezione di Gesù ci giustifica, in altre parole ci rende giusti, accettati e senza colpa davanti a Dio

    La resurrezione di Gesù ha :

    1) Avendo vinto Lui stesso la morte assicura vita eterna a coloro che sono in Cristo e assicura a loro il favore eterno di Dio [Giovanni 11:25-26],[ Giovanni 14:19], [Romani 8:10-11],[Romani 8:29-34],[1 Corinzi 15:22],[1 Corinzi 15:50-57], [Efesini 1:13-14],[Colossesi 3:3],[1 Giovanni 5:11-13].

    2) Confermato che l’opera di Cristo è stata accettata dal Padre e quindi siamo accettati da Dio in Lui [Efesini1:5-6], [Colossesi 3:3], [1 Pietro 2:4-5], [Romani 5:18-19].

    3) Completato la Sua opera di redenzione dando la VITA spirituale a coloro per cui è morto [Romani 8:1-2],[Romani 8:10-11],[1 Corinzi 15:45-49], [2 Corinzi 4:10-11],[2 Pietro 1:3-5].

    4) Ha assicurato la venuta dello Spirito Santo per applicare l’opera redentrice di Gesù agli eletti e dunque rigenerarli per essere giustificati, accettati e resi giusti  [Giovanni 16:7-11], [1 Corinzi 6:11],[2 Corinzi 1:21-22],[2 Corinzi 5:17], [Tito 3:4-7].

    Quindi Gesù è stato consegnato alla morte della croce dal Padre che lo ha anche resuscitato dai morti, la Sua morte ci ha riscattato dalla schiavitù del peccato e della morte, ci ha tolto la colpa di tutti i nostri peccati e ci ha lavati, purificati da ogni iniquità ed ha aperto la porta per la Sua resurrezione che ci ha donato la Sua vita, la Sua natura divina, ci ha resi nuove creature in Se e mediante di Lui [2 Corinzi 5:17],[Efesini 2:10],[2 Pietro 1:3-5] , e perché Egli vive ed è giusto, anche noi viviamo e tramite Lui viviamo per la giustizia [Romani 6:3-11].

    Questo atto legale di Dio ci rende giusti e santi in Cristo però anche perché Egli vive per fare continua intercessione per noi dinnanzi al Padre ed ha il potere di salvarci completamente, noi che siamo andati a Dio mediante Lui [Ebrei 7:24-25] perché Egli vive per fare questo.

    La Sua vita ci giustifica dinnanzi a Dio. Ricordate, è la Sua giustizia imputata a noi, questo può essere solo perché Egli è vivente. Se Gesù fosse solo morto e non risuscitato dai morti la nostra fede sarebbe vana, vana anche perché la giustizia Sua non potrebbe dunque essere imputata a noi [1 Corinzi 15:13-18], saremmo ancora nei nostri peccati.

    La Sua resurrezione ci da nuova vita e ci rende giusti nella nostra posizione dinnanzi a Dio, questo lo otteniamo mediante la fede in ciò che Gesù ha compiuto, la Sua morte e resurrezione e la Sua signoria [Romani 10:9-10], mentre è il Suo Spirito che da vita e che applica a noi la natura divina mediante la rigenerazione, anche la fede che riceviamo per grazia Sua soltanto [Tito 3:4-7].

    Questo è confermato nel fatto che siamo in Cristo perché siamo stati crocifissi con Lui e se siamo morti con Lui siamo anche risorti con Lui ed abbiamo dunque nuova vita.

    1 Corinzi 1:30 Ed è grazie a lui (Dio) che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione;

    Perché Lui è il Giusto che è salito in cielo e siede alla destra del Padre, questo ci rende in posizione giusti dinnanzi a Dio perché siamo in Lui ed anche noi siamo seduti con Lui alla destra di Dio. Questa è la nostra giustificazione eterna. La Scrittura ci rende consapevoli di questi fatti

    Efesini 2:4-6 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù,

    Romani 8:31-34 Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi.

    Questo ci da una immagine abbastanza dettagliata di ciò che la resurrezione di Gesù ha fatto per noi per quanto riguarda la nostra giustificazione e renderci giusti dinanzi a Dio. Ci sono altre cose che la resurrezione di Cristo significa per noi credenti, ma queste sono specificamente legate alla nostra giustificazione che è il contesto del versetto che stiamo studiando.

    Cosa significa dunque essere giustificati? Vuole dire essere considerati giusti e santi, senza colpa, al disopra di ogni accusa o condanna. Questo ci da prova che possiamo dunque avere la assicurazione della nostra salvezza, sicurezza eterna.

    Questo concetto era in posto anche ai tempi dell’AT, infatti abbiamo studiato che Abrahamo fu considerato giusto da Dio perché credette nelle promesse di Dio e visto che vi sono molti che credono che Dio ha fatto le cose diversamente ai tempi dell’AT, dobbiamo specificare invece che Dio ha sempre e solo giustificato per grazia e misericordia e per via di queste l’esercizio della fede in Lui.

    Vedi come in Isaia questo concetto è delineato per noi chiaramente.

    Isaia 54:17 Nessun’arma fabbricata contro di te avrà successo, e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai. Questa è l’eredità dei servi dell’Eterno, e la loro giustizia viene da me», dice l’Eterno.

    Questo versetto rispecchia in pieno ciò che è descritto nel NT per esempio in [Romani 8:1-4] e [Romani 8:29-39] ed ancora, questa è l’eredità degli eletti, l’assicurazione che siamo mantenuti e custoditi dalla potenza di Dio, nessuna condanna da alcuna persona o qualsiasi cosa ed avere la giustizia di Dio imputata a loro.

    In Cristo e mediante Lui non siamo più condannati, siamo giustificati dinnanzi a Dio, vedi anche [Romani 5:9-10] e [Romani 8:1-2]. Questa è anche l’opera sacerdotale di Cristo, opera che ci rende eternamente giustificati e che non potrebbe essere compiuta se non che Gesù fosse risorto dai morti.

    Gesù stesso disse inoltre in Giovanni 6:63 È lo Spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita.

    E’ lo Spirito di Cristo che ci dà vita, la vita di Cristo, che ci rigenera, rigenerando il cuore degli eletti così che possono credere con il loro cuore a giustizia che è altrettanto considerata giustificazione e tutto ciò in collaborazione della predica del Vangelo, vedi [Romani 10:9-17].

    Questo concetto dopo tutto è ciò che Gesù stava spiegando a Nicodemo in Giovanni 3. Giovanni 3 dal versetto 1 alla fine del capitolo parla del fatto che dobbiamo essere nati di nuovo e che questo stato è necessario per esercitare vera fede e che ciò è un dono di Dio per grazia e che è il Suo Spirito che applica l’opera redentrice di Cristo agli eletti che sono coloro che poi infine credono. Non c’è tempo adesso per fare uno studio esteso di Giovanni 3 ma Dio volendo sarebbe bello fare anche un commentario del Vangelo di Giovanni che forse potremo studiare nel futuro.

    Vorrei però esporre Giovanni 3 in sezioni per meglio capire come il capitolo e il contesto rientra con ciò che stiamo studiando.

    Giovanni 3:1-12 Gesù spiega a Nicodemo che per essere giusti dinnanzi a Dio, per essere salvati, per far parte del Regno di Dio una persona deve essere nata di nuovo, deve essere rigenerata dallo Spirito di Dio. Come ben vedete Gesù non inizia affatto a parlare a Nicodemo di fede, invece gli parla di rigenerazione dallo Spirito Santo, nascere di nuovo e questo solo in accordo con la volontà di Dio ed il Suo proposito, vedi [Giovanni 3:8].

    E’ l’opera dello Spirito secondo la volontà di Dio. Così che vediamo che anche nella cronologia e nell’ordine dell’esposizione fatta da Gesù in riguardo il primo passo essenziale verso la fede è l’opera rigeneratrice dello Spirito. Senza di essa non vi può essere l’esercizio della vera fede che viene dopo.

    Gesù fa riferimento a ciò che sta dicendo facendo riferimento ad un passo dell’AT, o per lo meno un’allusione ad un passo dell’AT. Infatti, Nicodemo, un dottore di Israele, esperto della legge di Dio avrebbe dovuto sapere ciò che Gesù stava dicendo in riguardo all’opera del Messia [Giovanni 3:9]. Gesù stava infatti facendo riferimento allo stabilimento del Nuovo Patto che troviamo in

    Ezechiele 36:25-27 Spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri; vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. 26 Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 27 Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti.

    Paragonate con [Giovanni 3:3-10] e [Tito 3:4-7], nota nei brani scelti chi è che sta compiendo tutta l’opera.

    Dio dice (Io) Spanderò su di voi acqua pura e sarete puri; (Io, Dio) vi purificherò dalle vostre impurità e da tutti i vostri idoli. (Io, Dio) vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo (Io, Dio) toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. (Io, Dio) metterò dentro di voi il Mio Spirito e vi farò camminare nei Miei statuti e voi osserverete e metterete in pratica i Miei decreti.

    Voglio chiedervi chi è che sta facendo tutto? Dio! Che cosa è menzionato che dobbiamo fare per ottenere la rigenerazione, la salvezza? Niente!

    Poi in [Giovanni 3:13-17], Gesù spiega a Nicodemo come la salvezza di Dio sarà provveduta e per chi è. Gesù doveva essere crocifisso e Lui stesso fa una allusione alla storia del serpente di bronzo che fu innalzato su un palo nel deserto da Mosè e tutti coloro che per fede guardavano il serpente di bronzo, cioè l’immagine stessa della causa della loro maledizione e morte sarebbero stati guariti e salvati [Numeri 21:4-9].

    Così allo stesso modo Gesù sarebbe divenuto peccato e maledizione per noi, la stessa causa di ciò che è la nostra maledizione e morte, così che per fede credendo nella Sua morte e resurrezione saremo anche noi salvati dal veleno del serpente, il peccato, il morso velenoso di Satana.

    Poi Gesù spiega a Nicodemo che Dio ama l’intera razza umana e non solo Israele, ecco perché Dio ha mandato Gesù nel mondo, così che chiunque nel mondo intero crede in Lui sarà salvato, ha vita eterna, sarà giustificato dinnanzi a Dio. Lui infatti non è venuto per condannare ma per salvare ciò che è perduto, le Sue pecore smarrite di tutto il mondo.

    Gesù continua [Giovanni 3:18-21] confermando il fatto di ciò che aveva detto prima perché dice che chiunque avesse creduto in Lui non sarebbe condannato, sono quelli che non credono, che, attenzione, sono già condannati perché non crederanno dopo tutto. Questi amano le tenebre e rigettano la luce della salvezza di Dio, questo è un fatto già stabilito nel nostro studio in Romani 3.

    L’uomo ama le tenebre, vive nelle tenebre. Solo l’intervento di Dio per la Sua grazia rigeneratrice mediante lo Spirito di Cristo risorto produce vera fede che salva, questo è il punto che Gesù sta facendo in Giovanni 3. E’ una opera interamente divina, non ha niente di umano eccetto ciò che l’uomo Gesù Cristo ha compiuto, questo è l’unico vero elemento umano della nostra salvezza.

    [Giovanni 3:27-29] Qui è Giovanni Battista che veramente conferma ciò che Gesù ha detto fin ora e ciò che infatti ripete in svariati modi nel Vangelo di Giovanni ed altre Scritture. Prendiamo subito il versetto 27- Giovanni 3:27 Giovanni rispose e disse: «L’uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo.

    Per grazia di Dio mandata dal cielo viene rigenerazione, fede, salvezza facente parte della quale anche la giustificazione. Una persona non può ricevere alcuna di queste cose se non gli è dato dal cielo.

    Questa dichiarazione è di applicazione individuale e personale non è data in un senso generale, cioè per tutti indistintamente.

    E’ generale nel senso che è provveduta per tutti i gruppi etnici del mondo, vedi [Giovanni 3:16-17], ma è individuale perché anche se dipende dall’esercizio di fede in Cristo anche questa fede non può essere ricevute ed esercitata se non è data alla persona dal cielo, vedi anche [Matteo 16:16-17],[Giovanni 6:44-45];[Giovanni 6:63-66].

    Giovanni il Battista conclude così

    Giovanni 3:34-36 Perché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio; Dio infatti non dà lo Spirito con misura. 35 Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano. 36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».

    Ancora vediamo che lo Spirito è connesso con la fede e la salvezza. Dio non da il Suo Spirito rigeneratore con misura. L’opera di Dio è completa nella vita di coloro che credono. Mi spiace per tutti coloro che credono in una seconda benedizione dello Spirito, non è così. Dio ci dona tutta la Sua vita tramite il Suo Spirito ed applica tutti i meriti e le virtù di Cristo a coloro che credono da Lui abbiamo ricevuto pienezza [Giovanni 1:16],[Giovanni 10:10],[1 Corinzi 2:12].

    La nostra vita spirituale, la vita e natura divina può solo venire tramite un salvatore che è vivente così che tutto questo possa compiersi, solo se Gesù fosse risorto dai morti altrimenti tutto ciò non potrebbe essere compiuto.
    Infatti, solo se una persona è nata di nuovo ha vita eterna giusto? Così Gesù deve essere risorto e deve essere asceso in cielo alla destra del Padre per mandare il Suo Spirito che compie la rigenerazione in accordo con il Vangelo predicato.

    Il fatto che Gesù doveva mandare il Suo Spirito era un fatto cruciale per l’applicazione dell’opera redentrice di Cristo agli eletti ed era determinante sulla Sua resurrezione e ascensione.

    La resurrezione di Gesù Cristo è essenziale per ricevere il Suo Spirito e la Sua opera redentrice applicata agli eletti.

    Giovanni 16:5-14 Ma ora vado da colui che mi ha mandato, e nessun di voi mi domanda: “Dove vai?”. 6 Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7 Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò. 8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9 Di peccato, perché non credono in me; 10 di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; 11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. 12 Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà.

    E’ chiaro quanto sia essenziale la venuta nella chiesa dello Spirito Santo alla luce della salvezza? E’ la Sua opera di applicare l’opera redentrice di Gesù agli eletti così che possono essere rigenerati cioè vivificati e credere.

    Questo è possibile solo se la resurrezione è veramente accaduta. Anche come Gesù ha dichiarato, se Lui non andava via, cioè saliva al Padre, lo Spirito non sarebbe venuto e senza Spirito la salvezza non sarebbe potuta essere applicata e di conseguenza la giustificazione non poteva occorrere.

    Dobbiamo capire bene anche che l’opera della salvezza è chiaramente e completamente l’opera di Dio e vediamo anche chiaramente tutte e tre le persone della Trinità all’opera in essa.

    Il Padre ha pianificato e progettato interamente l’opera di redenzione. Tramite la Sua onnipotenza e fedeltà la porta a compimento. Il Padre nel Suo benevolo disegno ha arreso e consegnato il Suo unigenito Figlio, il quale è volontariamente venuto, si è altrettanto arreso e consegnato perfettamente compiendo il piano e la volontà del Padre ed anche compiendo ed ubbidendo per intero la legge di Dio, offrendosi in sacrificio alla morte sulla croce, diventando peccato per noi e portando tutti gli eletti di tutte le epoche con se sulla croce, così che gli eletti fossero crocifissi con Lui, sepolti con Lui e risorti con Lui, inoltre anche saliti al cielo con Lui ed in Lui. Lo Spirito di Dio è Colui che mandato da Cristo applica l’opera redentrice di Dio agli eletti ed in accordo con il disegno benevolo del Padre e del Figlio.

    Quindi facciamo l’equazione, senza resurrezione niente vita, senza vita niente ascensione, senza ascensione niente Spirito vivente di Cristo, niente Spirito vivente di Cristo niente rigenerazione, senza rigenerazione niente fede nella resurrezione, niente convinzione di peccato, niente perdono dei peccati, niente giustizia e quindi niente giustificazione e niente giudizio su Satana, niente vittoria sul peccato e sulla morte.

    Se la resurrezione di Cristo non è avvenuta nemmeno il Suo Spirito vivente sarebbe stato mandato per applicare tutto ciò che Lui ha fatto, quindi per conclusione la giustificazione non sarebbe potuta occorrere. Siamo dunque giustificati dalla Sua vita, quello è il fatto, è resuscitato dai morti ed è vivente e vive per sempre per intercedere per noi e così può salvarci completamente e perfettamente. Ci ha mandato il Suo Spirito per darci vita eterna e tutti i benefici della Sua vita, la Sua giustizia che include essere giustificati eternamente dinnanzi a Dio.