• Lingua:

  • Lingua:

  • Articles

    Categories

  • LaNuovaRiforma

    Benvenuti nel nostro sito web. la pace e la grazia di nostro Signore Gesù Cristo sia la vostra abbondanza e che Dio vi benedica grandemente. vogliamo introdurre .

    Per saperne di più
  • L’Importanza Della Famiglia Per Dio


    Ora che abbiamo stabilito l’importanza della santità della vita per Dio e sperando di averci potuto rinnovare la nostra mente riguardante il soggetto, entriamo nella seconda parte dello studio.

    L’importanza della famiglia per Dio.Studieremo l’importanza della famiglia, in special modo vogliamo focalizzare il nostro studio sulla famiglia cristiana.

    La famiglia per Dio è importante perché è una cosa che Ha creato Lui, è una fonte di benedizionied è Sua benedizione.

    Quanto sia benedetto avere figli è evidenziato nella Scrittura ed anche evidenziato da cosa dice Gesù stesso in riguardo ai bambini.

    Prima di tuttoi suoi discepoli come del resto la cultura Ebraica del giorno erano arrivati a credere che i bambini fossero una cosa non tanto importante, del resto come la cultura di oggi, credendo che avrebbero fatto perdere tempo a Gesù, ma Lui gli ridimensionò i pensieri, dimostrandogli invecequanto importanti siano ibambini per Dio e spero che la parola di Dio ridimensioni anche i nostri .

    Marco 10:13-14 Allora, gli furono presentati dei fanciulli, perché li toccasse, ma i discepoli sgridavano coloro che li portavano. 14E Gesù, nel vedere ciò, si indignò, e disse loro: «Lasciate che i piccoli fanciulli vengano a me e non glielo impedite, perché di tali è il regno di Dio.

    Luca 9:48 e disse loro: «Chi riceve questo piccolo fanciullo nel nome mio, riceve me e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato, perché chi è il più piccolo di tutti voi, questi sarà grande».

     

    Salmo 127: 3-5 Ecco, i figli sono una eredità che viene dall’Eterno; il frutto del grembo è un premio, 4Come frecce nella mano di un prode, cosí sono i figli della propria giovinezza. 5Beato l’uomo che ne ha la sua faretra piena! Essi non saranno confusi quando discuteranno coi loro nemici alla porta.

    Sappiamo tutti che di solito quando uno lascia un’eredità a qualcuno si parla di qualche cosa di valore economico, possono esser soldi, proprietà o altre cose di valore.

    Il SIGNORE paragona figli ad un’eredità che proviene niente meno che da Lui stesso. Se un’eredità formata da valori economici è per noi preziosa e di valore allora quantomeno un’eredità creata nell’immagine e somiglianza di Dio e dataci direttamente da Dio debba essere valutata preziosa.

    Se è un’eredità dataci dal SIGNORE è dunque preziosa per Lui come dovrà essere allora per noi?

    Ciò che è prezioso per Dio deve essere considerato prezioso anche da noi. O no? Qui sorge una domanda, se una persona ci avesse lasciato un’eredità di valore economico sarebbe preziosa per noi?

    Certamente, è la risposta, nessuno oserebbe dire che soldi o proprietà non sarebbero importanti e preziosi per noi. E se poi ci accorgessimo che ogni anno o ogni due anni qualcuno ci lascia un’altra eredità come ci farebbe sentire? Immagino contenti. Non credo che a un certo punto si direbbe che non ne volgiamo più.

    Allora sorge ancora un’ altra domanda, quanti credenti veramente gioirebbero se il SIGNORE ogni paio di anni per 10 anni di fila gli desse figli e figlie in eredità? Sarebbero accettati con la stessa o maggior gioia che se fossero una eredità di valore economico? Io ho paura che la maggior parte di credenti considererebbe questa cosa diversamente da come la considera Dio.

    Eppure per Dio questo tipo di eredità che viene da Lui è molto più preziosa e di valore che qualsiasi altro tipo di eredità e lo dovrebbe essere anche per noi.

    Il frutto del grembo è un premio del Signore. Che onore è essere premiati da Dio. Quanto allora aver figli dovrebbe farci gioire, di più che se vincessimo qualsiasi altro tipo di premio. Ma è così? Per la maggior parte di credenti non credo affatto sia così.

    Figli dunque sono dei doni di Dio dati a noi che devono essere ri-offerti a Dio come doni stessi dedicati a Lui. Dunque è una grande gioia avere questi doni ma anche una grande responsabilità verso il SIGNORE. Poiché la traduzione dall’Ebreo di Salmo 127:3 ha un doppio significato, cioè i figli sono un’eredità dal SIGNORE e un’eredità per il SIGNORE.

    Andando avanti nell’analisi di questo passo vediamo che la benedizione e la gioia della famiglia è nell’avere una moltitudine di figli. Se questo è vero sarà anche un cosa che fa gioire Dio. Dio con una famiglia numerosa ha gioia e vuole aggiungere gioia alla nostra vita. Vuole anche dare sicurezza e aiuto alla famiglia tramite l’abbondanza di questa eredità.

    Negli anni a venire figli e figlie convertiti da Dio e allevati nella disciplina e nell’ammonizione del Signore saranno una fonte di sicurezza e protezione per la famiglia contro i nemici in tutti i sensi della parola.

    Immaginatevi una numerosa famiglia cristiana che prega per ognuno ed agisce come una vera e propria comunità cristiana in se stessa. Quanta potenza spirituale avrà e quanta potenza economica anche? Questa è una benedizione da Dio, anche dal punto di vista pratico, perché i più grandi aiuteranno i genitori con i più piccoli, tutti avranno i loro lavori assegnatigli nelle faccende e questo in tempo renderà molto più facile la vita dei genitori dalle difficoltà e alcune responsabilità della vita familiare. Questa è l’immagine di ciò che la famiglia biblica dovrebbe essere ecco perché una famiglia con molti figli è una cosa preziosa ed è una benedizione del SIGNORE.

    Questa verità è ulteriormente confermata dal seguente Salmo che nella pittoresca e descrittiva lingua ebraica descrive il tipo di benedizione che DIO manda sull’uomo che lo teme.


    Salmo 128:1-4
    Beato chiunque teme l’Eterno e cammina nelle sue vie. 2Allora mangerai della fatica delle tue mani, sarai felice e godrai prosperità. 3Tua moglie sarà come una vite fruttifera nell’intimità della tua casa, i tuoi figli come piante d’olivo intorno alla tua mensa! 4Ecco, così sarà benedetto l’uomo che teme l’Eterno.

    La moglie sarà come una vite fruttifera cioè che darà molto frutto, sia spirituale che fisico, cioè sarà feconda e i figli saranno per la famiglia come piante di olivo intorno alla tavola. Questo ha un significato descrittivo molto importante, Sappiamo che Israele anche come l’Italia stessa è un paese di agricoltura. Sia la vite che l’ulivo sono importanti risorse per l’economia e la sopravvivenza della nazione e della famiglia sia in forma di cibo che di risorse economiche. Qui questo passo ci dice che i figli allora più numerosi saranno e più benediranno la famiglia di numerose risorse, spirituali, pratiche ed economiche.

    Allora al di là dell’importanza della famiglia per gli ovvi motivi scritturali riguardanti la santità della vita e del fatto che Dio ha creato la famiglia, e già queste cose sarebbero importanti abbastanza; c’è però un altro aspetto molto importante della famiglia, in special modo quella di credenti.

    La famiglia dei credenti è una tipologia della chiesa. La chiesa è nella Bibbia paragonata, anzi è chiamata la famiglia di Dio. Tutti i veri credenti sono figli e figlie di Dio.

    Efesini 3:14-15 Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, 15dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra,

    Una famiglia Cristiana porta il nome di Cristo e siamo, tutti i credenti nati di nuovo, come dice la parola nati da Dio ed adottati a fare parte della Sua famiglia, la chiesa, sia quella che è già in cielo e quella che è ancora sulla terra.

    Allora la famiglia cristiana non è solo importante dall’aspetto fisico-spirituale legato alla santità della vita e della creazione, ma importantissimo dall’aspetto spirituale legato al patto eterno in Cristo Gesù. Dio è il nostro Padre e Cristo nostro fratello.

    Giovanni 20:17 Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro».

    Ebrei 2:10-13 Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l’autore della salvezza. 11Infatti colui che santifica e quelli che sono santificati provengono tutti da uno per questo motivo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12dicendo «Farò conoscere il tuo nome ai miei fratelli, io ti celebrerò in mezzo all’assemblea». 13E di nuovo: «Io confiderò in lui». E ancora: «Ecco me e i figli che Dio mi ha dato».

    Fin dal principio è stato il desiderio di Dio di fare un patto di salvezza e di grazia e promesse non solo con l’individuo ma con la sua intera famiglia e discendenti.

    Genesi 6:18 Ma io stabilirò il mio patto con te e tu entrerai nell’arca: tu, i tuoi figli, la tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te.

    Genesi 17:1-4 Quando Abramo ebbe novantanove anni, l’Eterno gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza, e sii integro; 2e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». 3Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e DIO gli parlò, dicendo: 4«Quanto a me, ecco io faccio con te un patto: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni.

    Ebrei 2:14-17 Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, 15e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitú per tutta la loro vita. 16Infatti egli non si prende cura degli angeli, ma si prende cura della progenie di Abrahamo. 17Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perché potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo.

    Genesi 19:12-14 Allora quegli uomini dissero a Lot: «Chi altro hai tu qui? Fa’ uscire da questo luogo i tuoi generi, i tuoi figli e le tue figlie, e chiunque tu abbia in città, 13poiché noi stiamo per distruggere questo luogo, perché il grido dei suoi abitanti è grande davanti all’Eterno e l’Eterno ci ha mandati a distruggerlo». 14Allora Lot uscì e parlò ai suoi generi che avevano sposato le sue figlie, e disse: «Levatevi, uscite da questo luogo, perché l’Eterno sta per distruggere la città». Ma ai generi parve che egli volesse scherzare.

    A questo punto vorrei pausare e precisare che, anche se il SIGNORE fa patti di grazia, salvezza e promessa con il capostipite della famiglia ed i benefici si estendono alla famiglia intera, non è assolutamente detto che tutti i membri della famiglia saranno per forza inclusi nella salvezza e nel patto.

    Solo quelli che credono faranno parte delle promesse. Vediamo che questo è vero nel caso per esempio di Abrahamo e Ismaele, di Lot e i suoi generi e sua moglie stessa, Isacco ed Esaù.

    Quindi non è un’assoluta promessa che Dio per forza salvi tutti i membri della nostra famiglia, ma sicuramente se veramente allevati e ammaestrati nelle vie del SIGNORE sarà molto, molto più probabile che i nostri figli saranno salvati e fatti partecipi del patto eterno e delle promesse di Dio.

    Intanto perché fanno parte di una famiglia Cristiana saranno sicuramente partecipi di molte più benedizioni di chi cresce in una famiglia pagana e la loro salvezza molto più probabile, questo è infatti il principio di 1 CORINZI 7:14, i figli dei credenti saranno benedetti anche solo dal fatto che hanno la possibilità di venire alla conoscenza di Dio.

    C’è chi fa dottrina e promessa da Dio di alcuni passi che si trovano nella Scrittura in riguardo ai membri della famiglia che sono salvati, ma non è cosi, sono solo riguardanti quelle particolari famiglie e non per forza tutte quante. Non si può generalizzare ed applicare tutto a tutti.

    Atti 16:29-31 E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; 30poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato?». 31Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesú Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua».

    Si dice anche la stessa cosa del passo dove Cornelio il centurione viene salvato da Dio e sembrerebbe che tutti quelli che udirono la parola predicate da Pietro fossero salvati. E’ vero, ma si parla solo di quelli che udirono la parola e credettero e non quelli che ancora non erano nati o quelli che non potevano comprenderla perché erano troppo piccoli.

    Atti10: 44-48 Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. 45E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili, 46perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. Allora Pietro prese a dire: 47«Può alcuno vietare l’acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?». 48Cosí egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni.

    C’è un principio nella Scrittura che si trova in Proverbi che può essere una promessa in per se stessa solo se una persona si attiene a farla il più ubbidientemente possibile e non di fare come molti credenti fanno oggi, che credono di averla fatta o di farla ma che infatti non la fanno come Dio vuole nella sua parola ma a modo proprio. Altrimenti perde la validità se uno fa a modo suo e non come Dio prescrive nella sua parola.

    Proverbi 22: Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio.

    Attenzione perché questa è una promessa a doppio taglio, SE si ammaestra il fanciullo nelle proprie e vere vie di Dio non se ne allontanerà, ma SE vengono loro insegnate le vie sbagliate e le vie del mondo non si allontaneranno nemmeno da quelle.

    Spesso molti credenti credono sinceramente che perché portano i figli in chiesa, perché i figli vanno alla scuola domenicale, perché appartengono al gruppo dei giovani della chiesa che questo sia ammaestrare i propri figli sulla via da seguire. No! In realtà non è affatto così. Sono i genitori chiamati d ammaestrare biblicamente, ripeto, biblicamente, i propri figli. E’ una responsabilità dei genitori prima, in special modo delpadree poi della chiesa in supporto ai genitori. Vedremo cosa veramente significa questo più avanti nello studio.

    Comunque, genitori non vi illudete, i vostri figli vedono se siete ipocriti, se predicate in un modo e vivete in un altro. Fate studi biblici in famiglia? No, vero? Non avete tempo di farli, siete troppo stanchi, siete troppo occupati, dovete guardare la partita? Perderete i vostri figli se non li ammaestrate voi stessi. Purtroppo il problema di solito è che manca anche a voi l’educazione biblica poiché se non avete tempo di farla con loro vuol dire che non avete tempo neanche di farla per voi stessi ed inoltre la sana educazione biblica è mancante anche nella chiesa stessa. Quando mai nella vostra comunità vi hanno insegnato quello che state studiando qui?

    Avendo stabilito questo, cioè che non è per forza che ogni membro della famiglia potrebbe essere salvato, vediamo comunque che il desiderio di Dio è di formare la famiglia, in special modo la famiglia cristiana ad essere la partecipe principale del suo Patto Eterno, le sue promesse e benedizioni.

    La famiglia cristiana è un tipo di chiesa in per se stessa e fa anche parte della chiesa locale ed universale. Quindi la famiglia sarà chiesa a tutti gli effetti, sia facendo parte del corpo di Cristo universale e nella comunità locale sia che una cellula ben specifica della chiesa facendo appunto parte dell’intero corpo di Cristo.

    Questo vuole dire che il SIGNORE vede la famiglia come un nucleo della sua chiesa, un’assemblea stessa. Ciò vuol dire che la famiglia deve essere strutturata e governata come la chiesa stessa.

    Infatti un vescovo, anziano o responsabile della chiesa non può essere tale se la sua intera famiglia non è in ordine e sottomessa alla autorità spirituale di Dio edel capofamiglia. Questo è un prerequisito per tutti coloro che aspirano a posizioni di servizio e responsabilità nella chiesa. Quindi il campo di addestramento per queste posizioni inizia nella famiglia.

    1 Timoteo 3:4-5 uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5(ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?).

    1 Timoteo 3:11-12 Anche le loro mogli siano dignitose non calunniatrici, ma sobrie e fedeli in ogni cosa. 12 I diaconi siano mariti di una sola moglie e governino bene i figli e le proprie famiglie.

    Tito 1:5-6 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta, affinché tu metta ordine alle cose che restano da fare e costituisca degli anziani in ogni città, come ti ho ordinato; 6ciascuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola moglie, e abbia figli fedeli che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati.

    Questi sono prerequisiti che spesso non sono rispettati nelle chiese oggi giorno, ma che fanno più danno di quanto uno possa pensare, poiché se la famiglia è disordinata e governata male anche la chiesa lo sarà e la testimonianza di queste persone sarà bestemmiata perché in più la parola dice

    1 Timoteo 3:7 Or bisogna pure che egli abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinché non cada nell’ingiuria e nel laccio del diavolo..

    Quindi vediamo qui che il giusto e corretto governo e ammaestramento della famiglia è di primissima importanza e priorità per DIO. Questi sono principi per ogni Cristiano poiché come si è detto la famiglia essendo un tipo di chiesa in se stessa ritiene che il responsabile di tale chiesa-famiglia governi la sua famiglia come è detto nella Scrittura. Se non è fatto così ci saranno delle gravi conseguenze che il SIGNORE addirittura causerà

    1 Samuele 3:12-13 In quel giorno io compirò contro Eli tutto ciò che ho detto riguardo la sua casa, dall’inizio alla fine. 13Gli dichiaro che sto per punire la sua casa per sempre, a motivo dell’iniquità che egli conosce, perché i suoi figli si sono resi spregevoli, ed egli non li ha non li ha sgridati.

    Che cosa ha causato la severa disciplina e correzione del Signore, i peccati dei figli di Eli? Sì. ma anche la mancanza di disiplinae correzione di Eli.

     

    Quindi fino ad ora abbiamo visto che alla base dell’importanza della famiglia ci sono:

    1) L’importanza per Dio della vita stessa,la santità della vita.

    2) Il fatto che figli sono una benedizione e una ricompensa di Dio e un’eredità dal e per il SIGNORE.

    3) La famiglia è per Dio parte del suo patto di salvezza e di promesse in più divenendo in per se stessa un tipo di chiesa, parte del corpo di Cristo come unità, dove il padre neè pastore einsegnante e assieme alla madre sono insegnanti e curatori, nell’insegnamento della della parola di Dio e coloro vegliano sulla condizione e provvidenza spirituale e materiale dei figli, usufruendo si spera anche dell’addestramento e aiuto della chiesa. Quindi vediamo qui la simbiosi tra Dio, chiesa e famiglia.

    Allora se queste cose sono vere, e si vede dalla Scrittura che lo sono, è di primaria importanza per i genitori ma in special modo i padri di essere non solo coloro che provvedono fisicamente ed economicamente per i loro figli ma anche coloro che provvedono l’addestramento e l’allevamento spirituale dei figli.

    Il ruolo del capofamiglia, cioè dell’uomo, ma a volte nella cultura e società in cui viviamo, anche della donna che può essere singola con figli è di essere non solo genitori biologici ma anche di svolgere con il supporto della chiesa il ruolo di evangelisti, insegnanti e pastori. Lo ripeteremo molte volte nello studio che queste responsabilità e questi ruoli sono rivolti in special modoall’uomo, il marito, il padre equesto è vero per quanto riguarda non solo i figli ma anche le mogli.

    Vediamo cosa ci insegna la parola di Dio rispetto a questi ruoli e la loro funzione.

    Prima di tutto Dio comanda la chiesa di evangelizzare e fare discepoli di ogni nazione insegnando loro di ubbidire ciò che Gesù ci ha comandato, giusto?

    Matteo 28:18-20 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».

    Allora, dove meglio cominciare a far discepoli ed insegnare tutto ciò che Gesù ha insegnato se non nella propria famiglia? Come si inizia a fare questo? Nello stesso modo che la chiesa evangelizza e fa discepoli dei non credenti ma con altre funzioni aggiunte.

    In un certo senso dovrebbe essere più facile evangelizzare e fare discepoli dei propri figli poiché è con loro che si vive e spende molta della nostra vita. Questo allora diviene il metodo preferito dalla Scrittura cioè di Dio nel fare discepoli, poiché come si vede dal Vangelo ed anche dagli insegnamenti dell’Antico Testamento per fare discepoli il modo prescritto è per il maestro e il discepolo di vivere la maggior parte della loro vita insieme. Il modulo del Nuovo Testamento è parallelo con l’Antico Testamento. Dalla vita di Gesù e il suo metodo di insegnamento conosciamo che questo è vero, e se abbiamo letto i Vangeli, possiamo vedere che Lui insegnava con il metodo prescritto da Dio nell’Antico Testamento. Dove troviamo quel modello?

    Deuteronomio 6:1-9 «Or questo è il comandamento, gli statuti e i decreti che l’Eterno, il vostro Dio, ha ordinato d’insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale state per entrare per prenderne possesso; 2 affinché tu tema l’Eterno, il tuo Dio, osservando, per tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutti i suoi statuti e tutti i suoi comandamenti che io ti do, e affinché i tuoi giorni siano prolungati. 3Ascolta dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinché tu prosperi e moltiplichiate grandemente nel paese dove scorre latte e miele, come l’Eterno, il Dio dei tuoi padri, ti ha detto. 4Ascolta, Israele: l’Eterno, il nostro Dio, l’Eterno è uno. 5Tu amerai dunque Eterno, il tuo Dio, con tutto i tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta a tua forza. 6E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; 7le inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. 8Le legherai come un segno alla mano, saranno come fasce tra gli occhi, 9e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

    In questo passo si vedono principi divini di insegnamento dato proprio da Dio al suo popolo di come insegnare e fare discepoli. Questi principi Gesù li ha usati nella Sua vita, Lui ha fatto discepoli ubbidendo questo passo.

    Penso proprio che siano principi validi anche per noi Cristiani oggi. Infatti io credo fermamente che sia la vera e propria mancanza di questo tipo di insegnamento che porta i figli dei Cristiani a abbandonare la fede ed a vivere una vita piena di compromessi con il mondo e la società che renderanno la propria vita e quella delle loro famiglie e dimostreranno sempre meno le caratteristiche spirituali e divine che invece dovrebbero caratterizzare la famiglia Cristiana.

    Vediamo prima di tutto come deve essere effettuato questo tipo di insegnamento. Tutto ciò che Dio vuole insegnato per farne cosa? Per mettere in pratica ciò che viene insegnato nella vita Cristiana nella parola di Dio. Tutti i comandamenti, statuti e decreti che il SIGNORE ha ordinato di insegnarci e mettere in pratica.

    Allora il primo principio è l’insegnamento pratico, cioè il fatto che si insegna in parola anche nello svolgimento della propria vita. Si insegna i figli facendo vedere in pratica ciò che si insegna in teoria. Questo è ciò che faceva Gesù, che non soltanto predicava la parola ma la viveva e la praticava.

    Guardiamo assieme a tre divese caratteristiche degli insegnamenti pratici di Gesù e come sono relativi a noi.

    Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesú di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.

    Giovanni 5:19-20 Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio. Il Padre ama il Figlio e gli mostra tutte le cose che Lui stesso fa

    Giovanni14:12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di piú grandi di queste, perché io vado al Padre.

    Gesù insegnava la parola di Dio e la metteva in pratica. In questi passi che abbiamo appena letto ci sono degli altri principi che possiamo imparare per fare discepoli nella notra famiglia e nella chiesa.

    1) Bisogna andare in giro facendo sempre del bene a tutti, in special modo per i fratelli in Cristo, ma anche per la nostra famiglia, facendo cose di bene fisico ma soprattutto spirituale.

    1 Timoteo 5: 8 Ma se uno non provvede ai suoi e principalmente a quelli di casa sua, egli ha rinnegato la fede ed è peggiore di un non credente.

    E questo passo è di provvedere in tutti i modi, non solo il fisico ma anche e sopratutto lo spirituale.

    2)
    Bisogna dare esempio ai nostri figli di cosa fare mentre noi come figli di Dio ci sottomettiamo alla parola di Dio e tutto che Dio ci comanda di fare lo ubbidiamo. Questo spingerà i nostri figli a fare ciò che il padre gli dice di fare poiché il figlio vede il padre, non solo sente il padre insegnare ciò che deve essere fatto, ma vede il padre fare le cose che il padre vuole che faccia anche il figlio. In parole povere, il padre dà l’esempio di come si ubbidisce la parola di Dio.

    3) Chi segue Cristo userà allora gli stessi metodi Suoi e farà le stesse cose che Gesù ha fatto, che in essenza è essere ubbidiente alla parola di Dio ed essere fedele a Dio in ogni cosa.

     

    1 Giovanni 2:5-6 ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui: 6 chi dice di rimanere in lui, deve camminare com’egli camminò.

    Quando insegniamo i nostri figli, facendoli discepoli con la parola di Dio e poi la mettiamo in pratica dinnanzi a loro, stiamo esercitando noi stessi e loro a temere Dio nel modo in cui Lui vuole che lo temiamo, non con timore solo nel senso di aver paura ma con il timore di riverenza che è anche dimostrato nell’amore per Dio. Il vero e proprio rispetto che nasce dalla realizzazione che Dio ci ha salvati e ci istruisce, insegna e ci corregge perché ci ama.

    1 Giovanni 4:16-19 E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore, e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui. 17In questo l’amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo.18Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

    La sicurezza dell’amore che Dio ha per noi ci spinge nell’amore di Dio ad amare Dio ed i suoi comandamenti. Questa verità è espressa anche nel passo di Deuteronomio 6 nel versetto 5 Tu amerai dunque Eterno, il tuo DIO, con tutto i tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta a tua forza. 6 E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore;

    Questo è poi confermato ancora una volta in

    Giovanni 14: 21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama, e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui».

    Giovanni 14:23-24 Gesù rispose e gli disse: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

    Giovanni stesso conferma le parole di Gesù in

    1 Giovanni 5: 1-3 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che lo ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. 2Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

    Ma questo è ciò che va insegnato ai nostri figli, poiché questo tipo di timore dell’Eterno è l’inizio di ogni sapienza e della conoscenza.

    Deuteronomio 6:2 affinché tu tema l’Eterno, il tuo Dio, osservando, per tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutti i suoi statuti e tutti i suoi comandamenti che io ti do, e affinché i tuoi giorni siano prolungati

    Proverbi 9:10-11 Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è l’intelligenza. Per mio mezzo infatti ti saranno moltiplicati i giorni, ti saranno aumentati anni di vita

    Proverbi 1:7-9 Il timore dell’Eterno è il principio della conoscenza, ma gli stolti disprezzano la sapienza e l’ammaestramento. 8Ascolta, figlio mio, l’ammaestramento di tuo padre e non trascurare l’insegnamento di tua madre, 9perché saranno un fregio di grazia al tuo capo e monili al tuo collo.

    Proverbi 8:13a Il timore dell’Eterno è odiare il male;

    Proverbi 10:27 Il timore dell’Eterno prolunga i giorni, ma gli anni degli empi saranno accorciati.

    Abbiamo già visto a sua volta precedentemente chequesti passi sono confermati paralleli tra Deuteronomio 6:2 e Proverbi 9:10-11 e Proverbi 10:27 questa promessa la troviamo anche nei dieci comandamenti e menzionata da Paolo nel Nuovo Testamentodove i figli sono comandati di rispettare ed amare i propri genitori, poiché nell’ubbidire questo comandamento c’è una promessa. La promessa di benedizione e di lunga vita. Onoare i genitori dunque proviene dal timore dell’Eterno, il quale abbiamo detto è infine amore per Dio.Esodo 20:12 Onorerai tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che l’Eterno, il tuo DIO ti dà.

    Efesini 6:1-3 Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2«Onora tuo padre e tua madre», questo è il primo comandamento con promessa, 3«affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra».

    Questi poi li riprenderemo quando parleremo dei ruoli nella famiglia. Comunque è essenziale capire che il principio da insegnare ai figli è di onorare, amare e temere il SIGNORE e di conseguenza i genitori quanto mai il SIGNORE essendo nostro Padre. C’è un parallelismo in questi passi tra figli e genitori e i figli di Dio e Lui.

    Vorrei anche riaprire una parentesi per quanto riguarda il soggetto del comandamento fatto da Dio prima ad Adamo e Eva poi a Noè di essere fruttiferi e di moltiplicare. Alcune persone per giustificare la loro posizione nel non voler moltiplicare ed usare contraccettivi usano la scusa dicendo che Dio diede questo comando solo perché effettivamente la terra in tutt’e due i casi doveva essere ripopolata quindi era un comandamento dato esclusivamente per quei periodi. Visto che ora la terra è grandemente popolata questo comandamento non è più valido oggi. Ma questa teoria è falsa e disfatta dalla parola di Dio vediamo la basedi

    Deuteronomio 6:3 Ascolta dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinché tu prosperi e moltiplichiate grandemente nel paese dove scorre latte e miele, come l’Eterno, il Dio dei tuoi padri, ti ha detto.

    Vediamo sia qui che in altri passi di Scrittura cheil desiderio di Dio per il suo popolo è di prosperarli e moltiplicarli, quindi è sempre stato e sempre sarà il desiderio di Dio creare vita e fare discepoli, aggiungere figli e figlie alla Sua famiglia, la chiesa.

    E’ quindi sicuramente una buona occasione per la chiesa (famiglia cristiana) di evangelizzare e fare discepoli dei propri figli e figlie. Non si deve allora andare tanto lontano per evangelizzare e far discepoli, si può effettivamente cominciare nella propria famiglia. Gesù` ha detto di cominciare a far discepoli prima in Gerusalemme quindi nella sfera più vicina a noi e poi Giudea, Samaria e il mondo. Usando questo principio bisogna cominciare ad evangelizzare e far discepoli nella famiglia prima, poi se si è chiamati a farlo altrove. La primaria importanza comunque deve essere la famiglia. Mettendo troppa enfasi sull’evangelismo di fuori si rischia e sta succedendo, di perdere i propri figli.

    Inutilmente la chiesa cercare di far discepoli altrove quando non riesce bene a farli in casa propria. Dico inutilmente perché Dio sicuramente vuole che evangelizziamo ma vuole che la prima responsabilità di questa opera sia nella nostra stessa famiglia. Quella è la prima responsabilità di tutti coloro che hanno figli e figlie.

    Dio non si compiace affato se ci esercitiamo nell’evngelizzare e fare discepoli al difuori della famiglia mentre tralasciamo e perdiamo i nostri propri figli. Credo fermamente che quando siamo nella posizione ideale e i nostri figli camminano con il Signore ALLORA possiamo iniziare a andare fuori dalla famiglia, o almeno bisogna fare entrambe le cose allo stesso momento con l’enfasi primaria sulla notra famiglia e non viceversa.

    Non credo che Dio ricompensi e benedica coloro che non mettono TUTTOnel fare discepoli dei loro figli prima di andarsene altrove ad “amare” anime nel Regno.

    Credo che questo appunto sia il principio spirituale di

    1 Timoteo 5:8 Ma se uno non provvede ai suoi e principalmente a quelli di casa sua, egli ha rinnegato la fede ed è peggiore di un non credente

    Deuteronomio 6:5-9 Tu amerai dunque Eterno, il tuo Dio, con tutto i tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta a tua forza. 6E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; 7e inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. 8Le legherai come un segno alla mano, saranno come fasce tra gli occhi, 9e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

    Come si era già stabilito l’amore per Dio e il suo amore per noi è la base sulla quale Dio stesso vuole che sia stabilito il nostro rapporto con Lui.

    Qui il SIGNORE ci comanda di amarlo con tutte le parti del nostro essere e di conseguenza anche tutte le parti della nostra vita. Per amore verso di Lui i suoi comandamenti rimarranno nel nostro cuore, vedi ancheSALMI 119: 9-11; LUCA 10: 27.

    Far conoscere Dio ai nostri figli tramite il nostro amore e la nostra ubbidienza a Dioe poi inculcare ai nostri figli tutta la parola di Dio sia in teoria che in pratica.

    Cosa vuol dire la parola inculcare ai nostri figli la parola di Dio? La parola in Ebraico è Wªshinantaam dalla parola shanan vuol dire : imprimere nell’animo di qualcuno con assidui ammaestramenti un sentimento, un precetto, ecc.

    Questo è l’incitamento all’istruzione per rinnovare la mente con la parola di Dio, solo così si è trasformati e solo così possiamo non conformarci a questo mondo e solo così impareremo cosa è la buona, accettabile e perfetta volontà di DioROMANI 12:1-2.

    Ovvio allora che il SIGNORE nella sua parola conferma il significato di questa parola poiché spiega in modo pratico come si fa ad inculcare nei nostri figli la parola di Dio. Quando leggiamo questo brano ci viene in mente esattamente la metodologia di insegnamento che usava Gesù.

    La prima parte è teorica, insegnamenti, parabole, tipologie ogni giorno, tutto il giorno. La seconda parte è descritta simbolicamente ma è pratica, cioè facente parte di noi stessi, della nostra vita quotidiana. Averli legati alla mano vuol dire praticarli, averli come fasce tra gli occhi vuol dire avere sempre lo sguardo su di essi, non distogliere l’attenzione da essi, meditarli. Scriverli sugli stipiti della casa e sulle porte significa esserne circondati nel proprio ambiente dalla parola di Dio, oggi cosa facile da fare con tutta la tecnologia e le risorse che ci sono. Questo tipo di simbolismo si trova anche in altri passi che sono molto importanti per farci vedere l’importanza di avere sempre la parola di Dio in noi, lo sguardo su di essa, meditarla ed esserne circondati.

    Proverbi 6:20-23 Figlio mio, custodisci il comandamento di tuo padre e non dimenticare l’insegnamento di tua madre. 21 Tienili del continuo legati sul tuo cuore e fissali intorno al tuo collo. 22Quando camminerai, ti guideranno; quando riposerai, veglieranno su di te; quando ti risveglierai, parleranno con te. 23Poiché il comandamento è una lampada, l’insegnamento una luce, e le correzioni dell’ammaestramento sono la via della vita,

    Proverbi 7:1-4 Figlio mio, custodisci le mie parole e conserva dentro di te i miei comandamenti. 2Custodisci i miei comandamenti e vivrai, custodisci il mio insegnamento come la pupilla dei tuoi occhi. 3Legateli alle dita, scrivili sulla tavola del tuo cuore. 4Di’ alla sapienza: «Tu sei mia sorella», e chiama «amico» l’intendimento

    Salmi 1:1-2 Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; 2 ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte.

    Ancora una volta vediamo in diversi passil’enfasi messasul fatto che è la responsabilità del padre e della madre insegnare la parola di Dio ai figli con l’aiuto della chiesa, ma non di responsabilizzare solo la chiesa e i suoi “programmi” per essere di istruzione ai propri figli.

    Se i figli seguiranno il SIGNORE oppure no sarà determinato dal fatto che i genitori hanno inculcato e dato l’esempio pratico della parola di Dio oppure no. Sia noi che i nostri figli otterremo successo e prosperità spirituale, e a volte, non sempre, anche benedizioni temporali, solo dalla meditazione e dalla messa in pratica della parola di Dio che ci viene insegnata.

    Giosuè1: 8-9 Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai. 9 Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non aver paura e non sgomentarti, perché l’Eterno, il tuo Dio, è con te dovunque tu vada”.

    Questa è la primaria responsabilità della famiglia cristiana, essere fruttiferi e moltiplicarsi per quanti figli il SIGNORE darà in eredità e di ricompensa Lui stesso, senza interferenza da parte dell’uomo. Poi fare discepoli dei nostri figli con il metodo prescritto da Dio stesso; formando cosi una famiglia-chiesa. Il SIGNORE cosi aggiunge la famiglia alla sua chiesa mentre forma con la famiglia stessa e la chiesa il corpo di Cristo. Allora la famiglia è sotto l’autorità di Dio nella chiesa ma è anche una chiesa in per se stessa. Il padre deve essere sotto l’autorità di Dio e la Sua parola e di conseguenza anche della chiesa, ma la famiglia stessa è sotto l’autorità del capofamiglia come responsabile essendo lui stesso chiamato ad essere il pastore, dottore, profeta ed evangelista nella sua propria famiglia. Questo è il disegno della famiglia Biblica.

    1 Corinzi 11: 3 Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio.

    Efesini 5:23-30 poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, ed egli stesso è Salvatore del corpo. 24Parimenti come la chiesa è sottomessa a Cristo, cosí le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa. 25Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, 27per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile. 28Cosí i mariti devono amare le loro mogli, come i loro propri corpi; chi ama la propria moglie ama se stesso. 29Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa, 30poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa.

    Questi passi si rivedranno in un po’ quando parleremo dei ruoli dei vari membri della famiglia, questa per ora è per stabilire la relazione di autorità in relazione a Dio e conseguentemente la famiglia e per fare il paragone che è fatto tra membri della famiglia e la chiesa. Comunque i canali di autorità sono necessari per poi stabilire i ruoli e le responsabilità poiché senza aver stabilito le posizioni di autorità non si possono ben realizzare i ruoli e le responsabilità date da Dio.

    Abbiamo visto allora quanto è importante la famiglia dal punto di vista della santità della vita stessa, creati nell’immagine e somiglianza di Dio.

    Abbiamo visto l’importanza della famiglia come cosa che Dio ha disegnato e creato anche per essere una parte del corpo di Cristo, la chiesa, essendo essa stessa una tipologia della chiesa nel rapporto familiare che c’è tra Dio e il credente.

    La famiglia è un tipo di chiesa in per se stessa ma non deve vivere separata dalla chiesa locale stessa.

    Abbiamo visto che Dio vuole benedire la famiglia con la sua grazia e le sue promesse tramite il patto eterno in Cristo. Il SIGNORE vuole che la famiglia sia impostata sia nell’ordine e con la stessa autorità con cui la chiesa e impostata e le funzioni stesse della famiglia sono un rispecchiamento delle funzioni ecclesiastiche.

    Abbiamo inoltre stabilito che la responsabilità dell’insegnamento biblico, del comportamento e della correzione è di primaria responsabilità dei genitori, nell’ordine prima il padre, poi la madre, poi la chiesa.

    Abbiamo stabilito l’importanza della gerarchia dell’autorità che è presente sia nella chiesa che nella famiglia. Quest’ultima ci porta adesso a dover imparare i canali di autorità, il loro ordine e i ruoli e quindi le funzioni che ogni membro della famiglia ha per responsabilità davanti a Dio.

    Il Capo della Chiesa e della famiglia è il SIGNORE. Quindi Lui e la sua parola sono sempre la prima e assoluta autorità su cui ogni altra cosa si basa. Come nella chiesa stessa c’è un’ordine di autorità, c’è anche nella famiglia. Qui bisogna fare una precisazione. L’ordine d’autorità sia nella chiesa che nella famiglia è un ordine di ruolo assegnato da Dio e non di superiorità.

    In altre parole, un pastore e il consiglio degli anziani in una chiesa non sono superiori come persone al resto della comunità ma sono di uguale valore davanti a Dio.

    Detto questo peròsi devono rispettare l’autorità del pastore e degli anziani che sono a loro volta sottomessi a rispettare l’autorità della parola di Dio e conseguentemente anche gli altri siano sottomessi a le autorità degli uffici o dei ruoli quando questi sono sottomessi all’autorità della parola di Dio. Questo è un principio valido anche nella famiglia ed è basilare per l’insegnamento per quanto riguarda lo svolgimento dei ruoli e della sottomissione stessa.

    Tutti siano sottomessi a Dio ed alla sua parola, questo sarebbe la situazione ideale o diciamo di maturità spirituale ideale.

    Colui che svolge il ruolo di figura di autorità comunque non deve essere uno che abbia lo spirito di un dittatore ma con il consiglio della parola di Dio e di altri con-servi nell’amore di Cristo e la guida dello Spirito Santo consiglia, istruisce e quando necessario riprende amorevolmente, ed a volte anche severamente se il caso lo esige. Quindi vedremo che ciò che è vero nelle regole per l’ordine, il governo e l’edificazione della chiesa riflette gli stessi principi per l’ordine, il governo e l’edificazione della famiglia. Il primo ruolo allora nella scala d’autorità della famiglia è il marito/padre. Esaminiamo dunque il ruolo e le responsabilità di questa figura.