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  • Disciplina Spirituale

    roman soldier


    2 Timoteo 2:
    2-6 le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri. 3 Tu dunque sopporta sofferenze, come un buon soldato di Gesù Cristo. 4 Nessuno che presta servizio come soldato s’immischia nelle faccende della vita, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. 5 Similmente, se uno compete nelle gare atletiche, riceve la corona unicamente se ha lottato secondo le regole. 6 L’agricoltore, che lavora duramente, deve essere il primo a goderne i frutti

    Prima di entrare nel vivo di questo testo vorrei darvi un po’ lo sfondo storico di questa epistola, così che possiamo capire ancora meglio quello che Paolo sta comunicando a Timoteo e come tutto questo è attuale ed applicabile alla nostra vita odierna.

    Devo dire che l’epistola in questione è dopo Romani e 1 Giovanni una delle mie favorite, soprattutto perché è l’ultima lettera che Paolo ha scritto prima di essere giustiziato dalle autorità Romane, è la lettera di un uomo che sa che presto sarà con il Signore e vi consiglio di leggerla, dopo tutto è una lettera abbastanza corta, in una mezz’ora o meno la leggete tutta.

    Lo sfondo storico e l’ambiente in cui si svolge tutto questo, la lettera è scritta a Timoteo che è il pastore della chiesa di Efeso, Efeso che si trovava nel paese che conosciamo oggi come la Turchia.

    Efeso era una città importante a quell’epoca perché era uno dei maggiori centri commerciali di quella zona. Il commercio era una grande parte di questa città per tre motivi,

    1-Efeso era un porto importantissimo di quella zona che agevolava grandemente il commercio,

    2-Efeso era su una strada principale che attraversava quella zona e quindi anche mediante trasporto terreno per attraversare quella zona si passava da Efeso,

    3- Efeso era uno dei maggiori centri di culto pagano e di idolatria della intera zona, Efeso aveva un grandissimo tempio dedicato alla dea Diana o Artemis,

    Dobbiamo capire che una grandissima parte del commercio che si sviluppava in Efeso era dovuto a questo fatto, cioè, gente che da tutte le parti veniva a celebrare culto a questa dea in Efeso. potete trovare tutto questo descritto in Atti 19

    Com’è che queste cose si possono applicare a noi oggi? Semplice, non credo che si debba pensare a lungo per arrivare a concludere che quasi tutto il commercio, se non tutto, nella nostra società è basato proprio sull’idolatria della gente.

    Come? Guardiamo nella nostra nazione soltanto,

    1- C’è commercio ed idolatria a iosa nella religione Romana ed anche in altre.

    2- C’è commercio nell’idolatria dello sport, in special modo il calcio.

    3- C’è commercio nell’idolatria del mondo dello spettacolo e della moda.

    4-C’è commercio in tutti i modi possibili ed immaginabili per tutti i desideri peccaminosi dell’uomo, desideri che sono messi al disopra di Dio, che sostituiscono Dio e che dunque sono alla fine idolatria.

    Queste son tutte cose alle quali l’uomo fa culto e dedica la sua vita a servire queste cose anziché servire Dio.

    Come vedete si applica benissimo la situazione di Efeso alla nostra oggi.

    Quindi Timoteo è un pastore in una società come la nostra, tartassato e circondato totalmente dal paganesimo e dall’idolatria. Inoltre Timoteo aveva un’altra cosa che battagliava contro di lui come responsabile di questa comunità cristiana, la persecuzione cominciava già a farsi sentire ed infatti Paolo diverse volte ha dovuto incoraggiare Timoteo a non avere timore, a non vergognarsi del Vangelo, a non compromettere perché Timoteo cominciava a vacillare.

    Timoteo era un giovane uomo e per questo vi esorto giovani ma NON SOLO, non vacillate, non abbiate timore, non vi vergognate del Vangelo, E SOPRATTUTTO NON COMPROMETTETE CON L’IDOLATRIA E IL PECCATO.

    Ma infatti proprio a Timoteo già Paolo all’inizio di questa epistola lo aveva esortato

    2 Timoteo 1:7-8 Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di disciplina. 8 Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio.

    Ed è qui che riprendiamo il testo che abbiamo letto.

    Il punto di tutto il messaggio è questo – IL CRISTIANO, DEVE VIVERE UNA VITA DI FEDE E FEDELTA’ UNA VITA DICIPLINATA, ANZI RIGOROSAMENTE DISCIPLINATA.

    Questa Scrittura ci dà esempi di questo tipo di disciplina. Questa è la disciplina che ogni credente deve prima praticare per se e poi far praticare ai propri figli.

    Paolo da tre esempi, il soldato, l’atleta e l’agricoltore.

    Questi sono esempi dai quali si riesce per logica e ovvia osservazione del soggetto di cui si sta parlando che cosa voglia dire essere disciplinati spiritualmente.

    Tutti e tre questi soggetti devono assolutamente vivere una vita rigorosamente ordinata e disciplinata per arrivare ad avere successo nella loro pratica.

    Il soldato, in special modo il soldato all’epoca di Paolo viveva una vita molto dura, disciplinata, nell’esercizio fisico e nell’esercitazione delle sue armi e nell’alimentazione. Il soldato doveva vivere una vita seria, non distratta dal divertimento e le cose del mondo civile, una vita disciplinata, perché quando entrava in combattimento non poteva permettersi di trovarsi distratto, fuori esercizio e non sapere come usare con efficacia le sue armi.

    Sappiamo usare le nostre armi spirituali? Siamo addestrati, o per lo meno ci stiamo addestrando, disciplinando a usare la spada dello Spirito che è la parola di Dio. Se doveste andare in battaglia il nemico vi farebbe a fette o sareste capaci di combattere e magari vincere?

    Così deve essere anche la vita del cristiano, esattamente come quella del soldato, siamo in una guerra spirituale e dobbiamo essere spiritualmente in forma per combatterla e dobbiamo sapere come usare il nostro armamento spirituale, non è per caso che Paolo ha descritto questo armamento proprio alla chiesa di Efeso EFESINI 6:10-18, vi invito a leggere ed imparare cos’è il vostro, il nostro armamento ed a imparare ad usarlo 2 CORINZI 10:3-5.

    Tre di queste discipline spirituali che sono indispensabili e che dobbiamo imparare ad usare

    1- lo scudo della fede, cioè esercitare la nostra fede in Dio, nella Sua parola e promesse in ogni situazione della nostra vita

    2-la spada dello Spirito che è la parola di Dio, senza essere addestrati in essa non possiamo ne difenderci ne attaccare, immaginate un soldato senza spada o con una spada nel fodero ma non saperla usare, sarebbe una sconfitta sicura. Lettura, meditazione e studio della parola di Dio ed infine praticarla. Gesù ci ha dato esempio nella Sua vita di come si usa la spada dello Spirito in special modo quando ha combattuto Satana nel deserto LUCA 4:1-12.

    3- la preghiera.

    Inoltre, il soldato ha un dovere specifico, una fedeltà unica, una ubbidienza verso colui che lo arruola. Il soldato appartiene all’esercito a cui appartiene e non può fare come vuole. Il soldato riceve ordini e li deve ubbidire.

    Il cristiano non appartiene più a se stesso ma a Dio, SE APPARTENTE A CRISTO NON APPARTENTE A VOI STESSI dobbiamo vivere in ubbidienza agli ordini di Dio, si deve essere fedeli a Cristo e nessun altro

    1 Corinzi 6:19-20 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.

    Il caro prezzo con cui siamo stati comprati è il prezioso sangue e la preziosa vita di Gesù. Meditiamo su questo punto.

    Il secondo esempio è l’atleta. L’atleta del resto molto simile al soldato deve prima di tutto competere, lottare secondo le regole dello sport in cui compete se vuole sperare di essere vittorioso.

    Inoltre anche l’atleta come il soldato appunto deve allenarsi rigorosamente, alimentarsi nel modo giusto per ottenere la forma migliore con la quale può lottare e vincere. L’atleta come dice Paolo deve lottare, gareggiare secondo le regole. Sì, ci sono sicuramente regole da osservare se vogliamo essere vittoriosi.

    Queste regole sono fede e ubbidienza alla parola di Dio e tutt’e e due dimostrate nell’amore.

    C’è la descrizione di come correre questa gara per vincerla anche in

    Ebrei 12: 1-2 Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.

    Non tutto quello che ci impedisce di correre la gara che ci è proposta è peccato, ci sono tante cose che possono ostacolarci nel correre con perseveranza la nostra gara, ricordiamoci che anche qui ci è dato l’esempio di come si corre la gara, la nostra parte è di eliminare, cioè ravvedersi dei peccati che ci avvolgono e deporre ogni peso che ci fa da zavorra e non ci fa andare avanti. Non tutto è peccato ma molte cose nella nostra vita agiscono da peso che ci fanno progredire faticosamente, lentamente, e che ci frenano nella nostra crescita spirituale.

    Immaginate se si dovesse correre trascinando dei pesi se si avesse la possibilità di fare il tempo giusto addirittura per qualificarsi, per vincere poi non se ne parla.

    Come si corre questa gara? Con perseveranza, con pazienza, fissando lo sguardo soltanto su Gesù e non sulle cose del mondo, perché alla fine è Lui che fa originare, che rinforza e che completa la nostra fede, noi dobbiamo collaborare con Lui in questo.

    L’agricoltore è il terzo esempio che fa Paolo. L’agricoltore è anche lui un individuo molto disciplinato e perseverante, paziente e lavora duramente per ottenere un raccolto. L’agricoltore si alza prestissimo il mattino, lavora duramente nei campi preparando il terreno per l’idonea semina. Lavora nel caldo dell’estate esposto al sole, nel freddo dell’inverno. E’ un lavoratore che si sacrifica grandemente, non può essere ozioso e pigro.

    Non possiamo, non dobbiamo essere oziosi o pigri se vogliamo progredire spiritualmente

    L’agricoltore è un individuo che sa che non può evadere le sue responsabilità altrimenti non raccoglierà alcun raccolto. E’ un lavoratore paziente perché deve aspettare la stagione giusta seminare, potare e mietere se vuole ottenere il raccolto in abbondanza.

    Per non cadere nella trappola dell’idolatria, del compromesso e del peccato e per collaborare con Dio nella nostra santificazione e consacrazione, dobbiamo avere uno stile di vita ben preciso.

    Questa non è una opzione o un suggerimento, se vogliamo avere dei risultati ben definiti allora dobbiamo vivere come Paolo ha esortato Timoteo di vivere.

    Certamente non dobbiamo fare tutto questo da soli, Dio non pretende che facciamo tutto questo da soli, se cerchiamo di farlo da soli non ci riusciremo, ci scoraggeremo e ci arrenderemo.

    Noi dobbiamo pregare che il Signore ci dia la grazia e la forza di vivere così e Lui ce le darà, abbiamo anche la chiesa che ci dovrebbe aiutare ad ottenere questo risultato. Quindi nella chiesa siamo qui ad aiutarci gli uni gli altri per ottenere questi risultati.

    Così il principio attivo di questo passo è la VITA DISCIPLINATA, LA VITA FEDELE E UBBIDIENTE LA VITA DI SACRIFICIO CHE IL CRISTIANO DEVE IMPARARE A VIVERE.

    Questa è la disciplina che effettivamente esercita il nostro spirito a seguire un determinato percorso. E’ disciplina che deve essere rigorosamente praticata se si vogliono determinati risultati nella nostra vita spirituale.