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  • La Donna e Il Velo nella Chiesa, Cultura o Comandamento?

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    Prima di affrontare il soggetto del velo, dottrina trovata nella parola di Dio, nel Nuovo Testamento, nella Prima Epistola di Paolo ai Corinzi nell’undicesimo capitolo, dobbiamo riassumere un po’ i ruoli e le responsabilità che Dio ha dato alla donna nella Sua parola.

    Il ruolo della donna e della moglie nella famiglia e nella chiesa è di grande importanza e non è in nessun modo da essere considerato meno importante o di avere meno valore di quello dell’uomo e del marito.

    Sia nella famiglia che nella chiesa il ruolo e le responsabilità della donna e della moglie sono di importanza fondamentale, ma dobbiamo capire che non sono le stesse esatte responsabilità e gli stessi ruoli che ha l’uomo e il marito.

    L’uomo ha una determinata posizione e un determinato ruolo sia nella famiglia che nella chiesa ed anche la donna ha determinate responsabilità e ruoli.

    La moglie per esempio deve essere sottomessa al marito come la chiesa lo è a Gesù EFESINI 5:22-33.

    Un commento qui è necessario e cioè, se la donna non è sottomessa al marito vuole dire che non è sottomessa a Cristo, la ribellione quindi non è solo contro il marito ma contro Dio stesso.

    Il perché la donna deve essere sottomessa al marito, non è questione di superiorità di sesso ma di ruolo e canale di autorità stabilito e confermato da Dio nella sua parola.

    Questo ruolo e atteggiamento è dichiarato tale per i seguenti motivi:

    1) Dio lo ha disegnato Nell’ Ordine Creativo GENESI 2:15-24;GENESI 3:16; 1 CORINZI 11:8-91 TIMOTEO 2:13

    2) Per l’Ordine Stabilito nella Creazione l’Uomo è il Capo della Donna

    La donna è creata da Dio per essere compagna e di aiuto all’uomo GENESI 2:15-24 , la donna e l’uomo sono uguali davanti a Dio per quanto riguarda la dignità umana, la salvezza e le benedizioni di Dio GALATI 3:26-28, ma non per quanto riguarda ruoli e autorità.

    1 Corinzi 11:3 Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio.

    1 Corinzi 11:7- 8 perché l’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo, 9 anche perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo.

    3) La Donna e Moglie Non Possono Ritenere Posizioni di Autorità Spirituale Sopra l’Uomo

    Quindi le donne non possono insegnare nella chiesa agli uomini, ne possono ritenere posizioni ed uffici di governo nella chiesa, cioè essere pastori, anziane o maestre nella chiesa. Il perché ci è già stato in parte detto ma è ulteriormente spiegato in

    1 Timoteo 2:11-14 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio. 13Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14E non fu Adamo ad essere sedotto ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione.

    La donna ha anche delle debolezze spirituali tali che le impediscono di ritenere una posizione di autorità spirituale sopra l’uomo. Per via di questo l’uomo/marito è chiamato a proteggere la donna/moglie non solo perché è fisicamente più debole, ma anche più propensa a cedere agli inganni del diavolo in certi tipi di tentazioni, anche per via di queste la donna è comandata da Dio di comportarsi in un certo modo e di ritenere dei ruoli ben precisi.

    Ci sono solo due casi in cui la donna ha una posizione di autorità nella famiglia e nella chiesa e solo in questi due casi possono esercitare un tipo di insegnamento e di autorità.

    1) Secondaria autorità sui figli, la primaria spetta al padre, primaria solo se per ovvi motivi il marito è mancante. Comunque alla luce di questo soggetto vedi le eccezioni della Scrittura, cioè, eccetto per separazione tra credenti 1 CORINZI 7:10-11 la donna è chiamata a sposarsi ed essere spiritualmente coperta, cioè sotto protezione e autorità da un marito 1 TIMOTEO 5:14-15.

    2) Le donne anziane della chiesa hanno una misura di autorità sulle giovani e possono insegnare loro determinate cose in accordo con la parola di Dio TITO 2:3-5.

    Dunque la prima responsabilità della donna, della moglie è di essere sottomessa al marito e di essere ubbidiente al marito quando non è da lui richiesta di trasgredire la parola di Dio.

    In questa sottomissione però c’è tutto un comportamento che è richiesto da Dio, comportamento che la moglie nella famiglia e la donna nella chiesa deve avere.

    La parola di Dio ci spiega il perché. Il comportamento comandato da Dio è connesso con altre cose che riguardano le responsabilità della donna/moglie.

    Il comportamento della donna/moglie deve essere tale da rispecchiare una dote spirituale di bontà e gentilezza che è essenziale per la donna cristiana.

    Per questo la donna contenziosa vive nella ribellione e nel peccato, poiché la donna contenziosa che non si attiene al comportamento comandato nella Scrittura non è sottomessa a Dio.

    Per questo che Pietro ci dice

    1 Pietro 3:1-7 Similmente voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti affinché, anche se ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola dalla condotta delle loro mogli, 2quando vedranno la vostra casta condotta accompagnata da timore. 3 Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d’oro o indossare belle vesti 4 ma l’essere nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio. 5Cosí infatti si adornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, stando sottomesse ai loro mariti 6come Sara che ubbidiva ad Abrahamo, chiamandolo signore, di essa voi siete divenute figlie, se fate il bene e non vi lasciate prendere da alcun spavento. 7 Similmente voi, mariti, vivete con le vostre mogli con la comprensione dovuta alla donna, come al vaso più debole, e onoratele perché sono coeredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.

    Qui vediamo cos’è di grande valore per Dio e cioè che la donna/moglie sia adornata da un’incorrotta purezza di uno spirito dolce stando sottomesse ai loro mariti.

    Se la donna/moglie non è adornata di questo spirito ma è invece contenziosa ha uno spirito ribelle che non è di nessun valore dinanzi a Dio, questo ci porta anche alla fine di questo passo, poiché dice, affinché le vostre preghiere non siano impedite.

    Questo pezzetto finale di questo passo e spesso interpretato erroneamente e credo che sia insegnato male poiché viene insegnato e viene connesso solo ai mariti perché sono gli ultimi soggetti menzionati, ma in realtà non è cosi.

    Nel passo ci sono delle parole specifiche, cioè la parola similmente che congiunge le mogli ai mariti quindi facendo dei due soggetti uno ed entrambe legati a quest’ultimo avvertimento.

    Ricordiamoci che il marito e la moglie come Cristo e la chiesa sono uno EFESINI 5:22-33 .

    La parola similmente dunque unisce i comandamenti e le responsabilità della moglie a quelle dei mariti, avvertendo poi entrambe, sia la moglie che il marito, che se queste cose non sono osservate le preghiere di entrambi sono a rischio di essere impedite.

    Sorelle se volete impedire le vostre preghiere non sottomettetevi ai vostri mariti e siate pure ribelli e contenziose.

    Come conferma la parola di Dio, questo qui della preghiera in 1 Pietro 3:7 è un principio universale nella Scrittura, che viene applicato a tutti. Quindi se il marito non ubbidisce le sue responsabilità verso la moglie, le sue preghiere saranno impedite poiché sarà in trasgressione alla parola di Dio, ma se una moglie non esegue ciò che è scritto in questo passo, anche lei sarà in trasgressione e anche le sue preghiere saranno impedite.

    Chiaramente vediamo che questo è vero nella Scrittura in generale.

    Salmo 66:17-18 Ho gridato a lui con la mia bocca e l’ho esaltato con la mia lingua. 18 Se avessi serbato iniquità nel mio cuore, il Signore non mi avrebbe dato ascolto.

    Proverbi 28:9 Se uno volge altrove l’orecchio per non ascoltare la legge, la sua stessa preghiera sarà un abominio.

    Chiaramente nella Scrittura il comportamento della donna deve essere coerente con la sottomissione a Cristo e alla Sua parola e poi dimostrato nell’essere sottomesse all’autorità sotto le quali Dio le ha poste.

    La contenzione da parte della donna/moglie in qualsiasi caso è un segno che c’è immaturità spirituale e che la donna/moglie in questione è ribelle a Dio stesso.

    Per vedere quanto la ribellione e l’ostinatezza sia una cosa seria, cosa ci dice la parola di Dio?

    1 Samuele 15:23a Poiché la ribellione è come il peccato di divinazione, e l’ostinatezza è come il culto agli idoli e agli dei domestici.

    Esaminiamo il comportamento giusto e quello sbagliato e le responsabilità della donna in questo caso.

    La donna/moglie è comandata dalla parola di DIO di avere un certo atteggiamento e comportamento che porti onore sia a DIO che a suo marito ed anche perché un certo comportamento la aiuta ad essere sottomessa, gentile, non contenziosa e la protegge dalle tentazioni alle quali lei è più propensa.

    Tutta questa introduzione è dovuta per capire bene il testo che dobbiamo esaminare cioè:

    1 Corinzi 11:1-16 Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo. Or vi lodo, fratelli, perché vi ricordate di tutte le cose che provengono da me, e perché ritenete gli ordinamenti, come ve li ho trasmessi. 3Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio. 4 Ogni uomo, che prega o profetizza col capo coperto, fa vergogna al suo capo. 5Ma ogni donna, che prega o profetizza col capo scoperto, fa vergogna al suo capo perché è la stessa cosa che se fosse rasa. 6Ora se la donna non si copre, si faccia pure tagliare i capelli; ma se è una cosa vergognosa per la donna farsi tagliare i capelli o rasare, si copra il capo. 7L’uomo invece non deve coprirsi il capo, perché è l’immagine e la gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell’uomo, 8perché l’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo, 9anche perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. 10Perciò la donna deve avere sul capo un segno di autorità, a motivo degli angeli. 11Nondimeno, né l’uomo è senza la donna, né la donna senza l’uomo, nel Signore, 12perché come la donna proviene dall’uomo, così anche l’uomo nasce per mezzo della donna, e ogni cosa è da Dio. 13Giudicate fra voi stessi. E’ conveniente che la donna preghi Dio senza essere coperta? 14La natura stessa non vi insegna che è un disonore per l’uomo portare la chioma? 15Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, poiché la chioma le è stata data per copertura. 16 Ora se alcuno vuol essere contenzioso, noi non abbiamo una tale usanza e neppure le chiese di Dio.

    Il primo comandamento dato da Paolo con autorità apostolica verso il comportamento della donna nella chiesa è riguardante il simbolo che la donna deve indossare per dimostrare la sua disposizione di sottomissione al SIGNORE, al marito e alla chiesa, questo simbolo è il velo.

    Questo passo è importante da studiare perché ci insegna molte verità in riguardo ai ruoli dell’uomo e della donna è inoltre un passo che come molti altri contiene i comandamenti di come un donna si deve comportare nella chiesa, questi purtroppo sono stati ridotti oggi da molti, ad essere solo cose di natura culturale invece di essere ancora considerati dottrine applicabili nella chiesa di odierna.

    Da molti questi son principi considerati applicabili a quel tempo solamente invece di ritenere la loro universalità e che in realtà sono principi divini immutati dal tempo o dalla cultura.

    Ripeto, queste sono dottrine erronee, perché la parola di Dio e la Sua dottrina non si adatta ai cambiamenti della cultura e della società, nei casi specifici della dottrina della chiesa.

    E’ la chiesa che deve adattarsi alla Bibbia non la chiesa e la Bibbia alla società e alla cultura.

    La parola di Dio soprassiede in ogni caso la cultura e la società. Sarebbe come dire che, come molti tentano di fare oggi, la chiesa deve cambiare opinione sull’omosessualità perché la società la tollera e la accetta, sarebbe lo stesso concetto.

    La parola di Dio è immutabile dalla società e la cultura, a meno che non si parli di molte differenze che vi sono culturalmente e cerimoniali tra Israele dell’AT e la chiesa del NT.

    Il simbolo che il velo rappresenta non è opzionale o solo culturaleper quel tempo e giorno e che oggi non è valido. Si deve capire che invece di una tradizione era invece un comandamento e che era osservato in tutte le chiese e che questo comandamento trascende tempo, ed anche i cambiamenti di società e cultura.

    Questo passo inizia con l’importante esortazione di Paolo invita a seguire lui nello stesso modo che lui segue Cristo. Paolo continua lodando i Corinzi perché hanno ricordato le tradizioni che Paolo gli aveva trasmesso perché loro stessi realizzavano che la fonte della sua autorità Apostolica era Dio stesso, versetti 1-2.

    E’ evidente che comunque esisteva un problema in questa chiesa. Tra i molti problemi che c’erano in questa chiesa, ve ne era un altro.

    Alcune persone, donne si comprende, non volevano attenersi a determinate regole durante le assemblee.

    Questo problema lo vediamo per come Paolo inizia il versetto 3.

    Dopo averli lodati, dice Voglio che sappiate, questa è un indicazione che c’era un problema che doveva essere indirizzato, c’era qualche cosa che loro non sapevano.

    Come all’inizio di 1 Corinzi 12 Paolo gli dice che non voleva che loro fossero ignoranti in riguardo a doni spirituali, il che voleva dire che c’era ignoranza in riguardo. Così qui egli dice di seguire lui come lui segue Gesù e che è gioioso che loro ricordano le sue istruzioni come provenienti da Dio,ma ora dice Voglio che sappiate. Il problema indirizzato in questo passo era questo:

    che certe donne nell’assemblea non volevano coprirsi il capo quando erano in riunione. Paolo allora deve spiegare l’importanza di questa cosa e che questo comportamento è inaccettabile in qualsiasi chiesa e questo è compreso dal testo stesso.

    Paolo spiega che il velo è un simbolo che la donna DEVE indossare, non perché la cultura lo esige, ma perché è un simbolo nella chiesa. E’ un simbolo della sottomissione della donna alle autorità spirituali sotto le quali Dio la ha posta, non l’uomo ma Dio. Il velo è simbolo dell’autorità sotto la quale la donna è posta iniziando con Dio e poi il marito.

    Questo perché ogni membro della chiesa deve rispecchiare la gloria del proprio capo e non portare vergogna al suo capo. Paolo dunque ci spiega

    Versetto 3 Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio.

    Quando sia l’uomo che la donna non rispettano l’ordine spirituale decretato da Dio questo si manifesta in un comportamento indecoroso vedi versetti 4-8 che va anche contro l’ordine naturale che Dio ha stabilito nella creazione, cioè quello che è descritto nel passo stesso nei versetti

    14-15 La natura stessa non vi insegna che è un disonore per l’uomo portare la chioma? 15 Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, poiché la chioma le è stata data per copertura.

    Quindi c’è, con l’indossare del velo, un rispetto per tutte le autorità spirituali poste sopra la donna ed anche rispetto per l’ordine naturale stabilito da Dio.

    Ricordiamoci che, sia nell’ordine spirituale che in quello naturale, Dio ha stabilito Lui stesso le posizioni di autorità, come ci ricorda Paolo nei

    versetti 8-9 perché l’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo, 9anche perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo.

    Ed anche nel versetto di

    1 Timoteo 2:13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva.

    Queste sono le vere ragioni perché il velo deve essere indossato dalla donna e perché la donna non può ne insegnare ne esercitare nessuna autorità sull’uomo.

    E’ anche per questo che Paolo non solo in 1 TIMOTEO 2:1 1 -1 2 ma dice anche in

    1 Corinzi 14:34-37 Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano sottomesse, come dice anche la legge. 35 Se vogliono imparare qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è vergognoso per una donna parlare in assemblea. 36 La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è forse pervenuta a voi soli? 37 Se qualcuno pensa di essere profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore.

    Questo dunque che cosa significa? Che la donna non può assolutamente parlare in assemblea? No, non sarebbe coerente con altre porzioni di Scrittura poiché le donne con il capo coperto dal velo possono pregare e profetizzare, quindi possono parlare,

    1 Corinzi 11:5 Ma ogni donna, che prega o profetizza col capo scoperto, fa vergogna al suo capo perché è la stessa cosa che se fosse rasa. 6Ora se la donna non si copre, si faccia pure tagliare i capelli; ma se è una cosa vergognosa per la donna farsi tagliare i capelli o rasare, si copra il capo.

    ma il loro parlare deve essere fatto con un certo ordine e decoro. Il parlare della donna dunque è nello stesso contesto di 1 TIMOTEO 2:11-12.

    Dinanzi a uomini le donne possono pregare e profetizzare indossando il velo, questo è il tipo di profetizzare che può essere paragonato a ciò che Paolo dice in

    1 Corinzi 14:3 Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione.

    E ciò è solo paragonabile oggi alla lettura della Scrittura o un ringraziamento a Dio o una preghiera, ma mai una donna in qualsiasi modo può portare un insegnamento quando ci sono uomini nella chiesa perché qualsiasi tipo di insegnamento è autoritativo e facendo ciò sarebbe in violazione del comandamento in 1 TIMOTEO 2:11-12.

    Le ragioni che Paolo ci da non sono per niente ragioni culturali,invece originano dall’ordine creativo dio Dio e sono poste nell’ordine naturale che Dio ha stabilito, trascendono tempo e cultura, Infatti sono ben spiegate nei versetti 10-15

    10Perciò la donna deve avere sul capo un segno di autorità, a motivo degli angeli. 11Nondimeno, né l’uomo è senza la donna, né la donna senza l’uomo, nel Signore, 12perché come la donna proviene dall’uomo, così anche l’uomo nasce per mezzo della donna, e ogni cosa è da Dio. 13Giudicate fra voi stessi. E’ conveniente che la donna preghi Dio senza essere coperta? 14La natura stessa non vi insegna che è un disonore per l’uomo portare la chioma? 15Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, poiché la chioma le è stata data per copertura.

    La donna quindi è comandata ad indossare un segno, un simbolo, che dimostra pubblicamente che lei è sottomessa alle autorità sotto le quali lei è stata posta da Dio.

    Questo fatto è stabilito da Dio nell’ordine della creazione e quindi nella natura stessa.

    La mancanza di volontà in fare questo o la ribellione contro il voler indossare il velo è un segno che la donna è contenziosa e non vuole infine essere sottomessa alle autorità che Dio stesso vuole che lei sia sottoposta.

    Se la donna fosse sottomessa a Dio non farebbe di questa cosa una contenzione ma la accetterebbe come un comandamento di Dio. Possiamo dire dunque che il velo potrebbe anche essere considerato una prova per vedere se la donna ha uno spirito di sottomissione o se è ribelle.

    Il velo quindi, non è una questione di cultura o di usanza da lasciare in antichità, ma è invece un segno esterno della condizione spirituale interna della donna.

    Il velo dunque non è solo una usanza o una tradizione culturale che oggi non conta, ma è invece un comandamento di autorità apostolica e un simbolo che conferma la salute spirituale della donna in questo particolare caso.

    Questo fatto è ulteriormente confermato da altri passi che ci insegnano quanto il velo sia legato all’importanza dell’atteggiamento di sottomissione della donna e quindi l’importanza di rispettare questa usanza e va oltre la cultura.

    Genesi 24:64-65 Anche Rebecca alzò gli occhi e vide Isacco; allora ella smontò in fretta dal cammello, 65e disse al servo: «Chi è quell’uomo che viene nel campo incontro a noi?». Il servo rispose: «E’ il mio signore». Allora ella, preso il velo, si coprì.

    Alcuni diranno ma questo è una usanza dell’Antico Testamento ed è culturale, ora però viviamo in tempi e culture diverse, si ma questo in Genesi 24 conferma sia 1 Corinzi 11 sia

    1Pietro 3:4-5 ma l’essere nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio. 5Cosí infatti si adornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, stando sottomesse ai loro mariti

    1 Corinzi 14:34 Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano sottomesse, come dice anche la legge

    Il fatto che siamo adesso nell’era del nuovo patto NON annulla ciò che dice la legge di Dio come dice Paolo. Se il simbolo della sottomissione è il velo e la donna deve esserlo, Paolo fa riferimento alla legge di Dio la quale ha autorità e giurisdizione sulla cultura in cui viviamo anche oggi.

    Inoltre, culturalmente parlando, come può una donna cristiana ribellarsi alla parola di Dio solo per volersi sottomettere alla cultura del mondo?

    Cioè, dobbiamo constatare che nella società e nella cultura in cui viviamo c’è una totale ribellione ai ruoli che Dio ha stabilito; allora che cosa deve una donna cristiana fare oggi? Ubbidire alla cultura? Cosa determina la sottomissione della donna cristiana, la cultura o la parola di Dio? Possiamo annullare i comandamenti e le dottrine che Dio ha dato alla chiesa perché la cultura oggi è diversa di allora? Chi è il Signore, la cultura e la società o Dio?

    La Bibbia chiaramente ci comanda di essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente e di non essere conformi a questo mondo ROMANI 12:1-2.

    E’ inoltre chiarissimo nella Scrittura che se una persona è amica del mondo è nemica di Dio?

    Giacomo 4:4 Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

    Non credo che la cultura sia ciò che debba affatto dettare il comportamento del cristiano.

    Perché non si deve indossare il velo oggi? Altrimenti rovina l’immagine della donna e quindi non si può sfoggiare tutto il repertorio di moda odierna nell’abbigliamento se ci si deve mettere sulla testa un velo? Rovinerà dunque l’immagine della donna?

    D’altronde purtroppo è proprio così oggi giorno, si devono eliminare tutte le parti della Bibbia che non sono più coerenti con la cultura in cui viviamo. Questo è un vero e proprio peccato, cioè trasgressione della parola di Dio ed una offesa a Dio stesso.

    La chiesa odierna purtroppo sta facendo questo a tutti i livelli, lo fanno con il femminismo, il divorzio, l’omosessualità, l’aborto, figuriamoci se non lo faranno per un semplice velo in testa.

    5Ma ogni donna, che prega o profetizza col capo scoperto, fa vergogna al suo capo perché è la stessa cosa che se fosse rasa. 6Ora se la donna non si copre, si faccia pure tagliare i capelli; ma se è una cosa vergognosa per la donna farsi tagliare i capelli o rasare, si copra il capo.

    Diamo un’occhiata a questi versetti, che cosa significano questi versetti? Prima di tutto vediamo che nella chiesa la donna può certamente pregare e profetizzare, ma solo se indossa una copertura, cioè un simbolo esterno, il velo, che indica che lei fa queste cose sottomessa alle autorità spirituali sotto le quali lei e posta da Dio.

    Abbiamo visto quali sono queste autorità nel versetto 3 Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio

    Se la donna prega e profetizza nella chiesa con il capo scoperto essa fa disonore al proprio capo che in questo caso è il proprio marito e Dio stesso.

    Ora Paolo dice delle cose molto importanti qui, perché dice che se la donna facesse queste cose nella chiesa con il capo scoperto farebbe vergogna al suo capo ed è come se fosse la stessa cosa che avesse la testa rasata. Infatti dice che se la donna non si copre il capo sia rasi pure la testa allora, cosa significa tutto questo?

    Queste parole non mi sembra che indichino una cosa opzionale o culturale. Sembrano parole che hanno un connotato permanente e spirituale.

    Non capisco come si possa dare alla parola di Dio il significato che più piace a noi, non si può fare questo con la parola di Dio.

    Comunque, cosa sta cercando di comunicare Paolo quando dice che la donna fa vergogna al proprio capo? Questo sarebbe dunque vero solo nella chiesa di Corinto? Questo sarebbe vero solo per la chiesa in quel periodo, in quella età? Ovviamente la risposta è evidente, no non solo di allora ma anche oggi, se era un disonore allora perché non lo è oggi?

    Dunque, cosa significava che se la donna pregasse o profetizzasse con la testa scoperta sarebbe la stessa cosa che fosse con la testa rasata? Che significato aveva la testa rasata a quel tempo e cosa ha in comune con il giorno di oggi?

    Anche ai tempi di Paolo esistevano femministe, donne che non volevano a tutti i costi avere a che fare con la sottomissione di qualsiasi genere.

    Del resto se crediamo che il femminismo sia una cosa recente ci sbagliamo. Il vero femminismo quello che ha sempre voluto togliersi da sotto l’autorità decretata da Dio nell’ordine della creazione c’è sempre stato.

    Infatti, questa ribellione ai ruoli designati da Dio, non dall’uomo ma da Dio, come abbiamo già avuto occasione di vedere 1 TIMOTEO 2:11-15, è sempre esistita.

    Il Signore stesso dichiarò questo ad Eva in:

    Genesi 3:16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà».

    Cosa significa “verso tuo marito sarà il tuo istinto o desiderio, ma egli ti dominerà”?

    Prima di tutto dobbiamo vedere che nel contesto questa dichiarazione da parte di Dio non è una cosa positiva. Adamo ed Eva hanno appena peccato, si sono ribellati a ciò che Dio gli ha comandato. Ora Dio li riprende,ancor peggio sta dichiarando su di loro maledizioni, cioè le conseguenze della loro ribellione.

    L’istinto o il desiderio della donna in questo caso non è una buona cosa, cosa questo significa è che la donna da quel momento in poi visto che si è tolta da sotto la protezione e l’autorità del marito, cose che Dio aveva stabilito, da quel momento in poi avrebbe sempre avuto la tendenza non solo di volersi ribellare al ruolo e l’autorità del marito ma anche di usurpare il ruolo e l’autorità volendole per lei stessa. Cosa che Dio non gradisce perché questo atteggiamento non è nel disegno di Dio.

    Ecco perché, i suoi desideri, di voler essere indipendente, ribelle e di non voler sottomettersi al marito sarebbero stati i desideri che la natura peccaminosa della donna avrebbe generato. Da l’altra parte il desiderio della natura peccaminosa dell’uomo sarebbe stato il dominio prepotente e abusivo della donna. La donna che si ribella e l’uomo che si impone su di essa per renderla sottomessa. Entrambe le cose sono peccato e sono sgradevoli a Dio, fanno parte della natura peccaminosa dell’essere umano.

    Cosa c’entra tutto questo con la donna con la testa rasata ? C’entra eccome, perché la donna per contestare la sua posizione di donna che doveva essere una posizione di sottomissione al ruolo e all’autorità dell’uomo, per contestare il fatto che non voleva essere sottomessa all’uomo si rasava la testa.

    Quindi anche a quei tempi come oggi questa ribellione aperta da parte di certe donne c’era. Dunque Paolo sta dicendo che il non volere indossare il velo è l’equivalente, per la donna nella chiesa della donna che voleva radersi la testa come simbolo di ribellione contro l’uomo.

    Così che anche allora la donna voleva essere ribelle ai ruoli e all’autorità maschile che ripetiamo è stata stabilita da Dio stesso e non dall’uomo, l’uomo,il maschio l’ha abusate queste cose ma Dio è Colui che le ha stabilite.

    La donna nata di nuovo, come l’uomo del resto, è una nuova creatura, è stata rigenerata portata allo stato spirituale di prima della caduta nel peccato, quindi sia la donna che l’uomo nati di nuovo devono adesso riporsi nei ruoli e sotto le rispettive autorità che Dio ha stabilito.

    Questo dunque è il concetto che Paolo ci sta spiegando in questo passo. Il velo dunque è un simbolo che la donna deve indossare nella chiesa perché conferma che essa si è sottomessa di nuovo all’autorità e i ruoli sotto i quali Dio la ha posta. Non volendo fare tale cosa la donna dichiara, come le donne rasate che non vuole essere posta sotto le autorità che Dio ha stabilito.

    Andando avanti, cosa voleva dire Paolo quando ha detto che la donna deve portare questo segno o simbolo di autorità sulla testa anche per via degli angeli?

    Questa è una ragione in più che Paolo ci descrive del perché la donna nella chiesa deve indossare il velo.

    La Bibbia ci insegna che gli angeli che sono i ministri di Dio per il bene degli eletti di Dio cioè noi credenti

    Ebrei 1:14 Non sono essi tutti spiriti servitori, mandati a servire per il bene di coloro che hanno da ereditare la salvezza?

    Gli angeli sono presenti nelle assemblee dei credenti? Direi di sì, visto che siamo nella presenza di Dio. Gli angeli quindi osservano anche l’atteggiamento delle persone e osservano anche ogni segno irrispettoso nell’assemblea di come viene offerto culto a Dio.

    Gli angeli cercano di comprendere il comportamento umano perché loro non riescono a comprenderlo. Gli angeli giusti e santi sono tali e non riescono a comprendere affatto la ribellione umana, non riescono veramente nemmeno a comprendere la salvezza di Dio, vedi anche in riguardo a questo concetto e contesto

    1 Pietro 1:12 E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono state annunciate da coloro che vi hanno predicato il vangelo, mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi.

    Inoltre, gli angeli stessi nella presenza di Dio rispettano la loro sottomissione all’autorità di Dio e la gerarchia nella quale devono operare.

    Essi stessi osservano una copertura che riflette la loro sottomissione ed umiltà di fronte a Dio questa ci è descritta in:

    Isaia 6:2 Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.

    Questo passo è importante perché da questo atteggiamento degli angeli che si coprono la faccia ed i piedi comprendiamo che questa postura indica un atto di sottomissione ed umiltà dinanzi alla signoria di Dio.

    Così come la postura, la copertura, e quindi l’atteggiamento che il velo simboleggia nella chiesa indica un atto di sottomissione da parte della donna prima a Dio e poi alle altre autorità spirituali sotto la quale dovrebbe lei stessa porsi volontariamente, per ubbidienza alla parola di Dio.

    Bisogna dunque capire l’importanza di questa dichiarazione da parte di Paolo in riguardo agli angeli, poiché anche questo ci rivela che l’indossare del velo come segno di sottomissione alle autorità spirituali da parte di una donna nell’assemblea non è per niente dipendente dalla cultura in cui uno vive.

    Sia l’ordine creativo e la presenza degli angeli e la loro stessa sottomissione a Dio ed a chi altro sono sottomessi nella loro gerarchia, non dipendono affatto dalla cultura, quindi non si può dire che questi principi riguardanti il velo sono validi solo nella cultura ai tempi di Paolo, questi principi sono eterni e universali e validi oggi come allora.

    Dio ha stabilito una chiara catena di autorità sia nella famiglia che nella chiesa, ordinando gli uomini ad avere una primaria posizione di autorità e responsabilità, questo nella chiesa deve essere rispettato e la cultura non ha alcuna giurisdizione sui ruoli che Dio ha decretato per la chiesa e la famiglia cristiana.

    La nostra cultura però ha rigettato queste ideologie divine e l’ordine stabilito da Dio, avendo rifiutato la differenza dei ruoli stabiliti da Dio per gli uomini e le donne, questo guida un trend dove nella cultura moderna gli uomini stanno divenendo sempre più come le donne e le donne sempre più come gli uomini.

    Molti pensano che riconoscere la sottomissione a l’uomo e riconoscere la sua autorità sia un peso insopportabile dicendo che questo toglie dignità alla donna, che la spinge ad essere inferiore e insignificante perché deve riconoscere l’uomo come essere superiore.

    Questo non può essere più lontano dalla verità. Questo non è l’intento di Dio. Anche nella Trinità per esempio tutte e tre le persone della trinità sono Dio e il rapporto tra di esse è di parità per quanto riguarda la loro divinità, ma per quanto riguarda il loro ruolo di autorità tutti sono diversi e uno è sottomesso a l’altro in ordine di autorità, prima il Padre, poi il Figlio e poi lo Spirito Santo. Nessuno dei tre però è meno Dio dell’altro e meno importante dell’altro, anzi se pur tre sono uno e così è tra l’uomo e la donna.

    Quelli che insegnano che la chiesa deve conformarsi alla cultura e alla società e quindi deve adattarsi a fare ciò che fa la cultura e la società, errano grandemente, Questi dunque insegnano che la chiesa deve conformarsi ad altre ideologie e filosofie invece che diventare conforme alla parola di Dio e l’immagine di Cristo.

    Non possiamo conformare la parola di Dio alla cultura e alla società in cui viviamo siamo noi che dobbiamo conformarci alla parola di Dio.

    La chiesa è, deve essere, guidata dalla parola di Dio, le dottrine e le tradizioni bibliche degli apostoli che avevano ricevuto direttamente da Dio.

    13Giudicate fra voi stessi. E’ conveniente che la donna preghi Dio senza essere coperta? 14La natura stessa non vi insegna che è un disonore per l’uomo portare la chioma? 15Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, poiché la chioma le è stata data per copertura.

    Adesso c’è dachiarire questi versetti anche alla luce di ciò che Paolo ha già menzionato prima.

    Nei versetti 5-6 Ma ogni donna, che prega o profetizza col capo scoperto, fa vergogna al suo capo perché è la stessa cosa che se fosse rasa. 6Ora se la donna non si copre, si faccia pure tagliare i capelli; ma se è una cosa vergognosa per la donna farsi tagliare i capelli o rasare, si copra il capo.

    Qui vediamo che Paolo fa un paragone tra la donna che non vuole indossare il velo in chiesa e la donna che ha la testa rasata o i capelli corti. Perchè faquesto paragone?

    Abbiamo già visto che coa significava a quei tempi per una donna avere capelli corti o la testa rasata. Pressoche voleva dire la stessa cosa che vuole dire oggi.

    E’ ovvio che Paolo dunque non sta dicendo che i capelli lunghi di una donna sono essi stessila copertura di cui Paolo sta parlando qui.

    La copertura è il veloil quale è il simbolo sulla testa della donna che conferma che tale donna è sottomessa alle autorità sotto le quali Dio la ha posta e che SOLO se la donna è volenterosa di indossare tale simbolo è allora permessa di pregare e profetizzare nella chiesa.

    Che Paolo sta parlando di un velo e non dei capelli è evidente dalle sue parole stesse, cioè che se la donna non vuole indossare il velo allora è come se avesse i capelli corti o la testa rasata. Non si sta parlando dei capelli lunghi come copertura che potrebbe sostituire il velo, bensì di uno specifico simbolo che infatti Paolo specifica nel versetto 10.

    Così che adesso alla luce di tutto questo nei versetti 13-15 si comprende meglio che Paolo non sta affatto dicendo he i capelli lunghi della donna,che sono naturali per la donna, cioè datigli da Dio stesso per natura, siano il sostituto del velo.

    Paolo invece paragona il fatto che ANCHE la natura stessa, cioè Dio nel Suo stesso ordine creativo ha disegnato la donna e l’uomo ad avere una certa capigliatura che rispecchia il proprio ruolo che Dio ha dato ad ognuno di essi.

    Paolo non sta comunque affatto parlando di capelli lunghi nel posto del velo.

    Nella chiesa dunque il velo sul capo della donna è il simbolo della propria sottomissione a Dio prima di tutto e poi al suo capo cioè l’uomo, il marito o qualsiasi autorità spirituale maschile sotto la quale Dio ha posto la donnna cristiana.

    Nel versetto 16 per concludere infatti, Paolo anticipa le risposte di atteggiamento contenzioso che alcuni avevano e ancora avrebbero avuto riguardante questa regola, non lo silenzia soltanto usando autorità apostolica, che sarebbe stato sufficiente, bensì dichiarando che questa contenzione non era di usanza tra gli apostoli e nemmeno nelle altre chiese. Ovviamente questa era una usanza che tutte le altre chiese erano abituate ad osservare, (il velo) e sul quale erano tutti d’accordo e non c’era contenzione in riguardo.

    Quindi quelli che non erano d’accordo con le tradizioni delle dottrine Apostoliche erano certamente considerati contenziosi 2 TESSALONICESI 3:14, principio valido per tutte le epistole e la chiesa oggi.

    Abbiamo visto dal testo usato fino ad ora che nell’assemblea, nella chiesa è permesso alle donne di pregare e profetizzare ma solo indossando il segno della loro sottomissione, cioè il velo.

    Inoltre mi domando, ma perché le donne oggi sembrano essere così opposte a indossare il velo in chiesa? Forse perché gli sciupa la messa in piega?

    Non credo, credo che sia la stessa problematica che esisteva ai tempi di Paolo, vogliono fare quello che vogliono, hanno lo spirito femminista e ribelle, anche se la maggior parte delle donne credenti non vogliono ammetterlo.

    Il loro atteggiamento e comportamento in genere poi se lo esaminiamo da vicino non è affatto come la parola di Dio comanda.

    Il problema non sono tanto le ragioni culturali del perché una donna non vuole coprirsi il capo in chiesa oggi, quanto invece l’atteggiamento ribelle e contenzioso verso ciò che dice la parola di Dio in riguardo al ruolo della donna e anche a questo comandamento apostolico.

    Questo è un passo che la maggior parte delle donne credenti di oggi cercano in tutti i modi di interpretare privatamente cercando solo le spiegazioni e interpretazioni che meglio si adeguano al loro desiderio e comportamento carnale, ribelle e contenzioso.

    Cosa gli costerebbe mettersi un velo in testa per ubbidire ed onorare Dio ed onorare il loro capo, che se non è un marito è Cristo? Ovviamente gli costa molto, non vogliono onorare Dio ne gli importa di dimostrare che hanno un spirito di sottomissione alla parola di Dio.

    Così in conclusione io credo che la maggior parte delle donne nelle chiese oggi non ricevono le piene benedizioni di Dio per via della loro ribellione, non il fatto unicamente di indossare una pezzuola sulla testa, questo sarebbe un rituale inutile se infine il loro atteggiamento non riflette ciò che la parola di Dio gli comanda, ma comunque, il fatto stesso che non vogliono indossarlo dimostra nella maggior parte dei casi, non tutti, c’è anche l’ignoranza biblica in riguardo, comunque nella maggior parte dei casi non viene indossato per via di un atteggiamento ribelle e contenzioso che purtroppo la maggior parte delle donne credenti ancora hanno.

    E’ ovvio che se hanno questo atteggiamento non potranno mai essere sottomesse ai propri mariti ne potranno onorarli senza parlare di essere sottomesse e onorare Dio. Se rigettano il simbolo che è molto più facile da ubbidire del comandamento il quale rappresenta, figuriamoci se onoreranno il comandamento del quale il velo è simbolo.